La raccolta fondi nel settore no profit in Italia

I dati dell’ultimo censimento ISTAT sulle istituzioni non profit in Italia (http://censimentoindustriaeservizi.istat.it/istatcens/category/non-profit/)  mettono in risalto alcuni dati macroscopici che cercheremo di analizzare in una serie di articoli dedicati a questa importante tematica.

Il focus di oggi ci porta all’analisi dei dati riferiti all’attività di raccolta fondi delle associazioni e il dato saliente riguarda la percentuale di associazioni che effettivamente svolgono un’attività di fundraising: solo il 20% delle oltre 300.000 istituzioni censite infatti raccoglie fondi. Le regioni più attive sono la Lombardia (20,4% ), il Veneto (11,3%) e l’Emilia-Romagna (10,2%). In coda alla graduatoria troviamo le regioni del Sud e le Isole.

Nell’ambito di questo dato è interessante notare come gli strumenti largamente prevalenti per il fundraising siano l’organizzazione di eventi e/o manifestazioni pubbliche e il contatto diretto in ambiti locali e di conoscenze personali o tramite addetti.
Il crowdfunding tramite strumenti digitali è ancora sfruttato da un numero limitato di associazioni anche se, rispetto ai dati del 2011, assistiamo ad un trend nettamente positivo anche in Italia, sebbene negli ultimi mesi il volume del fatturato delle raccolte fondi , complice la crisi, sia in calo.

INFOGRAFICHE

Il grafico mostra le ripartizioni percentuali dei metodi maggiormente utilizzati dalle ONP per la raccolta di donazioni. Va ricordato che il dato complessivo, come detto sopra, rappresenta poco più del 20% del totale delle associazioni, il restante 80% NON effettua raccolte in denaro.
I dati evidenziano la netta preponderanza dei metodi “tradizionali” fondati soprattutto sulla conoscenza personale e su attività svolte in ambito locale, mentre la penetrazione dei nuovi strumenti teconologici è ancora appannaggio di poche, grandi organizzazioni.


Andrea Somovigo
Phi Foundation

EXPO Milano 2015 celebra il National Day e raccolta fondi per il Nepal

A cinque mesi dal sisma che ha devastato il Paese, a Expo Milano 2015 sono stati raccolti 700 mila Euro e l’obiettivo è quello di arrivare ad 1 milione entro il 31 ottobre.

Barbara Degani, Sottosegretario del Ministero dell’Ambiente ha affermato: “Expo Milano 2015 ci ha dato l’opportunità di manifestare ancora di più la solidarietà degli italiani al popolo nepalese. I nostri due Paesi sono legati da una vicinanza culturale e umana incredibile”.

Dal primo maggio, giorno dell’inaugurazione dell’Esposizione Universale, tale corsa alla solidarietà non si è mai fermata.
Stefano Gatti, Direttore Generale di Padiglione Italia, ha invitato i visitatori a continuare a donare per aumentare il successo di questa grande, benefica iniziativa. I fondi vengono raccolti sia all’interno del Padiglione Nepal, sia lungo il Decumano.

Il Ministro del Commercio del Nepal Sunil Bahadur Thapa, in visita all’Esposizione Universale in occasione del National Day del Paese, ha dichiarato: ” Siamo davvero felici che Expo Milano 2015 abbia organizzato una raccolta fondi in nostro favore, fondamentale per restaurare templi e manufatti, preziose testimonianze della nostra storia”.

Il progetto di uso dei fondi, chiesto tra l’altro dallo stesso governo prevedeva inizialmente la ricostruzione del Paese, considerando che 500 mila abitazioni sono state rase al suolo.
Non si tratta però di una “guerra” tra persone e monumenti in quanto entrambe le iniziative in realtà sarebbero molto utili. Non dimentichiamo infatti che il Nepal vive essenzialmente di turismo.

Quando gli aerei fanno decollare le opportunità per aiutare

British Airways e l’UNICEF festeggiano 15 anni di collaborazione attraverso il programma “Change for Good”

“Il programma Change for Good è qualcosa di veramente inculcato nella nostra compagnia aerea”, ha affermato l’amministratore delegato della British Airways Willie Walsh. Gli impiegati della British Airways, a tutti i livelli, dai Junior fino ai Senior manager, sono impegnati al successo di questo programma. Soprattutto i nostri equipaggi, che lavorano a bordo degli aerei, promuovono e raccolgono fisicamente i contributi. Negli ultimi quindici anni, più di 27 milioni di sterline sono state raccolte attraverso le donazioni di spiccioli donati da passeggeri delle vie aeree inglesi.

Willie Walsh ha aggiunto con gioia: “Le vite di migliaia dei bambini più vulnerabili di tutto il mondo sono state cambiate per sempre, grazie alla generosità dei clienti di British Airways e all’incredibile supporto dal nostro personale di bordo nel corso degli ultimi 15 anni. Ho visto la speranza che si può portare a tante vite giovani e voglio ringraziare tutti coloro che hanno reso la nostra collaborazione con l’UNICEF un tale successo che cambia la vita”.

Il primo paese a beneficiare dei fondi raccolti attraverso il programma è stata la Tanzania, dove il denaro proveniente da Change for Good è stato investito in azioni di prevenzione dell’HIV e nell’educazione. Change for Good è anche fondamentale per aiutare il lavoro dell’UNICEF nelle emergenze.

David Bull, direttore esecutivo dell’UNICEF UK ha espresso: “A nome di tutti i membri di UNICEF Regno Unito, vorrei ringraziare la British Airways e il suo equipaggio di cabina e i clienti per la loro straordinaria dedizione, per l’entusiasmo e il sostegno costante nel corso degli ultimi quindici anni. Questa partnership dimostra che piccolo cambiamento può davvero fare una grande differenza. Insieme abbiamo cambiato la vita di milioni di bambini più poveri del mondo “.

La mensa solidale

La mensa solidale dove donare vuol dire soprattutto non sprecare: Il Refettorio Ambrosiano

Il Refettorio ambrosiano nasce da una felice intuizione dello chef stellato Massimo Bottura e del regista Davide Rampello, che da subito hanno coinvolto la Diocesi di Milano e in particolare la Caritas per tradurre in concreto questa originale idea di solidarietà alla quale si sono unite le eccellenze dell’arte, della cultura e della cucina.

All’interno di una kermesse culinaria che vedeva coinvolti quaranta chef di fama internazionale, il surplus alimentare dei padiglioni di Expo e’ stato utilizzato per creare piatti d’alta cucina destinati ai bisognosi. Per Bottura, l’iniziativa e’ un invito a combattere lo spreco del cibo ed inserirsi in una serie di “gesti sociali” volti a migliorare la società.

Terminata la funzione prevista nel periodo di Expo, la struttura continuerà a svolgere una funzione sociale in uno dei quartieri multietnici della città.
Il Refettorio ambrosiano ha sede, infatti, nell’ex teatro annesso alla parrocchia San Martino nel quartiere Greco di Milano e si avvale di un sala risalente agli anni ’30 e ormai in disuso. Questo spazio dalle pregevoli linee architettoniche e’ stato completamente ristrutturato e trasformato in un refettorio aperto alla solidarietà.

Come negli antichi refettori della Milano classica dove la carità sposava la bellezza – si pensi alla sala del convento accanto al santuario Santa Maria delle Grazie sulla cui pareti Leonardo Da Vinci affrescò l’Ultima Cena – la mensa sarà anche un luogo di arte e bellezza.
Non solo la ristrutturazione del Refettorio e’ stata curata dal Politecnico di Milano ma gli stessi ambienti vantano opere di alcuni dei principali artisti contemporanei: Enzo Cucchi, Carlo Benvenuto, Maurizio Nannucci, Mimmo Paladino, Giuseppe Penone. Inoltre i 12 grandi tavoli del salone centrale sono stati realizzati dai più importanti designer italiani: Mario Bellini, Pierluigi Cerri, Aldo Cibic, Michele De Lucchi, Giulio Iacchetti, Piero Lissoni, Alessandro Mendini, Fabio Novembre, Franco Origoni, Gaetano Pesce, Italo Rota, Dwan Terry, Matteo Thun, Patricia Urquiola.

Il Refettorio ambrosiano sarà quindi un’esperienza stabile che continuerà a funzionare anche oltre la conclusione di Expo. Un prezioso lascito alla città che Caritas Ambrosiana gestisce e cura la continuità del progetto, inserendolo in una rete integrata di servizi alla persona capace di offrire un percorso completo di accompagnamento e promozione umana. Il Refettorio offrirà 90 posti e distribuirà pasti caldi agli utenti dei centri di ascolto della Caritas, dei servizi specifici, del Rifugio per senza tetto della Stazione Centrale. La gestione sarà affidata ad una cooperativa sociale ma essenziale e vitale sarà anche al contributo dei volontari.
 

Come creare una campagna Social Fundraising di successo

Per molti avviare con successo un’ONP (organizzazione non profit) grazie al Fundraising (raccolta fondi) è come vincere la lotteria, ma anche se sicuramente richiede una buona dose di fortuna, per raggiungere gli obiettivi è fondamentale un piano strategico ben programmato e pertinente.

Per prima cosa bisogna tener presente che non si può pensare di realizzare una campagna di Fundraising priva di strategie e obiettivi predeterminati, e senza prima ideare un marketing plan per promuoverla.

Tre tecniche fondamentali per creare una campagna Social Marketing di successo.

1. Far partire il passaparola prima di avviare la Campagna Fundraising.

Raccogliere fondi tramite il Fundraising è una reale attività di Social Marketing: con più persone si entra in contatto più visibilità e più possibilità si hanno di ottenere i fondi necessari; quindi se vuoi raccogliere la somma che ti serve, devi ottenere visibilità, raggiungere molte persone, accrescere la tua Community di conseguenza più Social Marketing creando un data base contatti.

Per creare una lista contatti degna di questo nome, però serve tempo, fatica e determinate risorse.

Come creare una lista contatti per il Social Fundraising.

  • Creare un sito web.
  • Creare una pagina Facebook.
  • Impostare gli script per il Remarketing.
  • Creare un profilo Twitter.
  • Creare una mailing List.
  • Creare un profilo LinkedIn.
  • Creare un profilo Instagram.
  • Creare un profilo Googleplus.

Lavorando su queste piattaforme sarai in grado di sviluppare il Social Marketing orientato al Social Fundraising Community e di creare, anche un anno prima, una lista di contatti degna di questo nome.

Per sostenere il dinamismo del Social Marketing professare l’operosità di Digital PR al fine di generare online il passaparola (Buzz Marketing); un altro metodo utile è iniziare a scrivere una serie di comunicati stampa per incuriosire il potenziale pubblico e creare aspettativa.

2. Individuate le tue Donor Persona dirigiti, dove vanno loro.

Per realizzare una campagna di Fundraising di successo bisogna prima di tutto conoscere abitudini e interessi del proprio target, o meglio ancora, delle proprie Donor Persona.
Pensare che solo gli appassionati di Social Fundraising possano essere dei potenziali Donatori è sbagliato, bisogna andare direttamente da chi è interessato alla propria iniziativa.

Come attirare le proprie Donor Persona.

  • Iscriversi a gruppi, community e forum sui social media.
  • Creare contenuti mirati (content marketing).
  • Partecipare a fiere ed eventi.
  • Creare eventi mirati (Social Donation Party Day).
  • Coinvolgere blogger e influencer del settore.

Perché è importante conoscere le proprie Donor Persona.

Il web oggi ti permette di individuare con precisione il tuo target, ma tu lo fai?
La ricerca delle Donor Persona va oltre la normale ricerca del target, e mentre prima solo le grandi ONP avevano gli strumenti per svolgere questo tipo di attività, oggi tutti hanno a disposizione gli strumenti per farlo, anche le micro ONP.
Organizzando la tua comunicazione online secondo le caratteristiche delle Donor Persona, avrai risultati migliori, perché riuscirai a delineare con maggiore precisione il tuo target e le sue esigenze.
Facendo un esempio pratico, sui Social Network si utilizzano moltissimo le immagini per fare comunicazione virale, e pensi che la stessa immagine che useresti per attirare un target femminile possa essere utilizzata anche per un target maschile? Questo è solo un piccolo esempio ma spero che possa farti capire fin da subito l’importanza delle Donor Persona.
I Social Network, i motori di ricerca (in modo specifico google) e il web in generale, offrono decine di strumenti per perfezionare la ricerca del proprio target come mai prima d’ora, permettendo a tutti (anche alle ONP) di realizzare campagne web marketing mirati, impensabili in passato.
Allora cosa aspetti? Inizia fin da subito a ricercare le tue Donor Persona.

3. Il Social Fundraising Community è una storia.

Con il Social Fundraising si raccolgono fondi per iniziative, progetti e idee delle organizzazioni non profit (ONP), per questo in genere la comunicazione è molto incentrata sulla solidarietà e consenso dei potenziali Donatori (Social Fundraising Community). Dovete tener presente però che un aspetto meraviglioso del Social Fundraising Community è proprio che persone sconosciute tra di loro si unisco per aiutare un ONP a nascere, ma come farlo se non si conosce l’ONP?
Se volete l’aiuto di persone che non conoscete, dovete raccontare la vostra storia, il classico “Chi siete, cosa volete, dove andate” (1 soldino per aiutare).
Pertanto non siate timidi e mostrate le persone che sono dietro la vostra iniziativa – progetto raccontate le vostre storie di tutti i giorni.

Se vuoi avviare una campagna di raccolta fondi, chiedi a PHI FOUNDATION (Social Fundraising Community).

 

Scopri i benefici del Social Fundraising

Rispetto ad una tradizionale ricerca e raccolta fondi per organizzazioni non profit (ONP), il Social Fundraising ha notevoli benefici che spesso non sono presi in considerazione.

Migliaia di potenziali Donatori.

Grazie alle piattaforme di Social Fundraising potete entrare in contatto con migliaia di potenziali Donatori ai quali potrete far conoscere la vostra iniziativa.

Web marketing not profit oriented.

Durante la campagna di raccolta fondi not profit oriented (Social Fundraising) potrete promuovere il vostro progetto utilizzando i social media, iniziando fin da subito a far conoscere la vostra ONP e l’iniziativa not profit sopportata.

Miglioramenti dell’iniziativa – Progetto not profit.

Attraverso l’interazione con i vostri Donatori, potrete avere moltissimi feedback sulla vostra iniziativa – progetto not profit e migliorarlo per renderlo ancora più interessante in futuro.

Tutto è online e accessibile.

Per raccogliere fondi per le organizzazioni non profit in maniera tradizionale servono molti contatti, documenti, presentazioni, viaggi, incontri, telefonate e molto altro. In poche parole: tempo e denaro. Una campagna di Social Fundraising invece presenta l’idea – progetto not profit online, in maniera semplice e accessibile. In poche parole, una volta preparata la presentazione dovrete preoccuparvi solo di promuovere l’iniziativa not profit nella Social Community.

Una risorsa anche per le organizzazioni non profit (ONP) già avviate.

Se la vostra ONP ha già una community con un buon numero di volontari, sostenitori e di fan, ma non ha i fondi per lanciare la nuova iniziativa – progetto sul mercato, il Social Fundraising può essere un’ottima soluzione.

Accesso anche ai piccoli Donatori.

Quando si cercano dei Donatori per un progetto, si punta ad ottenere ingenti somme di denaro, tagliando automaticamente fuori micro o piccoli Donatori. Con il Social Fundraising si ha accesso a migliaia di piccoli Donatori, che anche contribuendo con pochi soldini, possono aiutare portare a compimento un’idea – progetto not profit.

Conclusioni sui benefici del Social Fundraising.

Il grande beneficio del Social Fundraising, (forse sottovalutato), è che permette di aumentare la propria visibilità prima, dopo e durante la raccolta fondi, facendo quindi conoscere la propria iniziativa ad un’esponenziale Social Community costantemente in espansione e Solidale.

Se vuoi avviare una campagna di raccolta fondi, chiedi a PHI FOUNDATION (Social Fundraising Community).

 

Prima di realizzare una campagna social fundraising

Social Fundraising

In linea di massima qualsiasi campagna di raccolta fondi che non prevede una contropartita economica può essere considerata un’attività di donazione orientata al Social Fundraising, ma andando nello specifico questo tipo di campagna si riferisce prevalentemente a raccolta fondi per associazioni non profit (ONP), operazioni di soccorso e specifici casi di sopporto.
Social Fundraising che non preveda un rientro economico può essere considerata una “Donation Fundraising”, ma andando nello specifico, questo tipo di campagna si riferisce prevalentemente a raccolte di fondi per associazioni di beneficenza, no profit, spese mediche e operazioni di soccorso.

Conclusioni

ndipendentemente dal tipo di campagna Social Fundraising che vorrai creare e dalla piattaforma scelta, devi documentarti molto bene prima di avviarla. Ogni piattaforme ha linee guida molto approfondite che dovrai leggere con attenzione se vorrai avere una possibilità di successo.
Ricordati che una volta che sarà tutto pronto, dovrai iniziare la tua campagna di comunicazione per raccogliere fondi anche un anno prima del lancio della campagna Social Fundraising.

Se vuoi avviare una campagna di raccolta fondi, chiedi a PHI FOUNDATION (Social Fundraising Community).

 

Cos’è il Social Fundraising

Il Social Fundraising è una raccolta di fondi al fine di sopportare iniziative nel mondo Non Profit coinvolgendo Amici, Familiari, Donatori tramite attività di comunicazione online e offline.
Il Social Fundraising si sviluppa offline con l’aiuto di Conoscenti, Amici, Familiari, beneficienza e Solidal Donation party, incontri con aziende e altre organizzazioni non profit (ONP) e tramite rete internet attraverso le piattaforme web dedicate e i social media, che permettono di raggiungere e coinvolgere un immenso numero di potenziali Donatori.

In cosa il Social Fundraising è diverso dalla tradizionale “raccolta fondi”.

Tradizionalmente, quando si ricercano donazioni per la propria iniziativa, idea – progetto non profit, si prepara una presentazione e ci rivolgiamo a tutti quelli che sono intorno a noi (i potenziali primi Donatori) invitandoli inoltre a diffondere l’idea anche ai loro contatti.
Oltre a ciò, orientiamo le nostre attenzioni verso le istituzioni pubbliche, organizzazioni non profit (ONP), aziende, grandi imprenditori e persone facoltose (congetturando che siano dei filantropi) nella speranza che la nostra iniziativa, sia benevolmente accolta ricevendo sufficienti donazioni al fine di realizzare il progetto.
Si tratta comunque di una cerchia d’individui, alla quale in alcuni casi non è facile accedere.
Il Social Fundraising invece permette di coinvolgere chiunque nella vostra iniziativa intrapresa, dall’imprenditore facoltoso, allo studente che ha visto il progetto online, dallo zio ricco al followers su Social Network divenendo un Social Fundraising Community.
Tutto questo è possibile grazie all’utilizzo delle piattaforme web di Social Fundraising e ai social media twitter, facebook, linkedin, google ecc.
Ovviamente, mentre nel metodo tradizionale, non si ha bisogno di progettare e realizzare una campagna di comunicazione, nel Social Fundraising diventa indispensabile, come utilizzare i social media, per avere successo.

Perché un utente decide di donare il suo denaro ad una Campagna Fundraising.

Perché uno sconosciuto dovrebbe donarvi dei soldini? In genere è per uno di questi motivi:

  • Donano perché attirati dai concetti espressi dall’idea.
  • Donano perché coinvolti emotivamente dagli obiettivi sociali dell’iniziativa.
  • Donano perché sono rimasti impressionati dalla presentazione del progetto.

Pensi che ce ne siano altri? Lascia un commento!

 

Raccolta fondi e beni culturali

Riviera del Brenta, raccolta fondi con il numero solidale 45500 a due mesi dal disastro

RIVIERA DEL BRENTA

Un numero per contribuire alla ricostruzione della Riviera del Brenta: 45500.
A quasi due mesi dalla tromba d’aria dell’8 luglio scorso, è attivo per sms e chiamate da tutta Italia il numero solidale con cui si possono donare due euro destinati alle zone colpite. Grazie alla collaborazione fra la Protezione Civile nazionale, la Regione Veneto e gli operatori di telefonia mobile, il 45500 sarà attivo fino al 15 settembre.
“Ringrazio ancora una volta tutti i partner” – dice il Presidente della Regione Luca Zaia – “per aver reso possibile il coinvolgimento della generosità di tutti gli italiani e di tutti i veneti nella ricostruzione di un territorio ricco di arte, beni ambientali, imprenditoria, e di tutti i suoi abitanti, messo in ginocchio dalla furia degli elementi”.
Quasi cento milioni di danni, altrettanti cento feriti e un morto «sono un bilancio pesante e doloroso. “La gente della Riviera” – ricorda Zaia – “com’è tradizione di tutti i veneti, non si è fermata a piangere ma si è già rimboccata le maniche e sta già facendo miracoli. Ma la gravità della situazione è tale che rivolgo un nuovo accorato appello a tutti perché aderiscano al 45500, sin da questi minuti e fino all’ultimo minuto disponibile”.