L’App Eco dal frigo, no allo spreco alimentare!

Frigo vuoto? Non sai cosa cucinare? L’App EcoDalFrigo è la soluzione: tante ricette salva-cena per cucinare con ciò che hai in casa senza sprecare. Lo spreco alimentare è ancora un problema estremamente serio: sono 49 i kg che ogni famiglia in media butta in un anno e solo il 30% delle persone controlla il frigo almeno una volta alla settimana.

Nell’anno di EXPO 2015 ci è offerta un’occasione importante per riflettere insieme sulle contraddizioni alimentari del nostro pianeta: se da una parte ci sono ancora più di 87 milioni di persone che soffrono la fame, dall’altra ci sono circa 2,8 milioni di decessi per malattie legate a obesità o sovrappeso.

 

COME FUNZIONERÀ L’APP?

Cucinare per molti è un piacere, ma a volte si manca di fantasia e si arriva all’ora dei pasti senza sapere cosa preparare. Se poi aprendo il frigorifero e la dispensa, regna la desolazione, la cosa si fa ancora più difficile. Spesso ci ritroviamo con pochi ingredienti che non sappiamo come combinare insieme. Oppure abbiamo dei prodotti in scadenza e nessuna idea di come cucinarli.

 

L’App EcoDalFrigo sarà la soluzione!

 
Ecco come funzionerà:

  • Sarà molto semplice e alla portata di tutti!
  • Sarà sufficiente una normale connessione internet per consultare l’App da qualsiasi dispositivo (computer, smarphone, tablet…).
  • Conterrà tante e gustose ricette salva-cena, facili da preparare.
  • Si parte da quello che ci ha in casa! A differenza delle classiche applicazioni di ricette ti chiedono di acquistare qualche ingrediente, con l’App EcoDalFrigo sarà possibile trovare delle ricette a partire anche dagli ingredienti già presenti a casa.

 
 

PERCHÈ UN’APP ANTISPRECO?

Mission Bambini da anni attiva anche in Italia al servizio di chi ha bisogno, desidera offrire uno strumento utile per:

  • Ridurre gli sprechi di cibo in casa, con particolare attenzione alla sensibilizzazione delle nuove generazioni;
  • Risparmiare sulla spesa settimanale, sensibilizzando le persone a utilizzare quanto già presente in casa o ad acquistare le quantità e gli ingredienti realmente necessari. Si calcola infatti che grazie all’utilizzo dell’App e ad una gestione più oculata della propria dispensa, sia possibile arrivare a risparmiare fino al 20% della spesa, con un guadagno quindi di circa 1300 euro in un anno per una famiglia di tre persone. Non male no?!

 
Lo sviluppo dell’App si inserisce inoltre nell’ambito di un programma biennale Italia-Uganda più vasto, che ha ricevuto il patrocinio e il sostegno della Fondazione Cariplo, della Regione Lombardia e del Comune di Milano.

 

L’APP NELLE SCUOLE

L’App EcoDalFrigo verrà promossa anche all’interno del programma di Educazione allo Sviluppo di Mission Bambini a favore di 12.000 bambini italiani, di cui il 90% di età compresa tra i 6 e i 10 anni. Dell’intervento beneficeranno 300 scuole lombarde prevalentemente della provincia di Milano (60%).
Il programma verrà coordinato da Fondazione Mission Bambini che gestirà gli interventi nelle scuole insieme ai partner tecnici Coldiretti e Agricola 2000 per:

  • Ridurre lo spreco alimentare: ai bambini e alle loro famiglie verrà presentata l’applicazione e verrà distribuito del materiale informativo utile per comprendere l’importanza del contrasto allo spreco alimentare;
  • Favorire l’accesso al cibo e promuovere stili di vita sani: verranno organizzati incontri con volontari di Mission Bambini, testimoni diretti delle problematiche legate alla sicurezza alimentare dei paesi in via di sviluppo. Verranno proposte anche visite didattiche con esperti sull’importanza di una buona nutrizione, del consumo di prodotti stagionali, locali e a Km zero.

 
Aiuta anche tu il progetto! Ogni contributo è importante e in palio ci sono tante ricompense per i partecipanti.

 

Fai subito la tua donazione clicca qui!

 
 
Articolo tratto da #ecodalfrigo!!

 
 

Disegno di legge delega per la Riforma del Terzo Settore e il contributo di Phi Foundation

Noi della “Phi Foundation” siamo soddisfatti che l’Italia nel 2015 abbia approvato il Ddl delega sul Terzo Settore. A meno di un anno dal suo annuncio, ci viene restituito, per questa prima parte dell’iter parlamentare, un buon testo, a riprova che la Commissione e l’Aula alla Camera Italiana hanno lavorato con grande attenzione per la Riforma e riorganizzazione di un mondo vastissimo, che in Italia interessa oltre 300mila organizzazioni, quasi un milione di lavoratori totali e oltre 5 milioni di volontari, rappresentando 8 punti del PIL italiano.
Si tratta di un passaggio epocale che coinvolge l’intero Paese Italia e non solo il mondo delle organizzazioni non profit (ONP).

Auspichiamo che il successivo esame del testo al Senato italiano possa apportare alcune migliorie legate ad alcuni aspetti gestionali ed organizzativi, anche di natura civilistica e fiscale, delle realtà di terzo settore e delle imprese sociali, ma anche a questioni relative al servizio civile, così come ad una maggiore attenzione al volontariato organizzato e alle forme più spontanee di volontariato e partecipazione dei cittadini, e infine ad una più chiara individuazione del ruolo e funzione dei Centri di servizio per il volontariato.
Aspettiamo di poter chiarire i dubbi e dare risposte alle domande su un punto nodale che è quello delle risorse disponibili. Questione che una Riforma di questa portata non può certo ignorare.

Su questo e tutti gli altri aspetti “Phi Foundation” continuerà a fare la sua parte e dare il suo contributo aiutando le ONP a realizzare un sito web “Gratuitamente” con lo scopo di ampliare la loro visibilità e fargli ricevere donazioni tramite il tasto “Dona” . Ulteriore supporto viene dato tramite il sito web della “Phi Foundation” dove le ONP potranno avvalersi del “People Raising”, cioè, fare ricerca di Volontari e contattarli per le disponibilità; inoltre la “Phi Foundation” mette a disposizione delle ONP l’attività di raccolta fondi tramite azioni di “Fundraising” online e offline anche mediante manifestazioni finalizzate e “Corporate Fundraising”.

Se sei una organizzazione non profit e desideri supporto o vuoi avviare una campagna di raccolta fondi, chiedi a PHI FOUNDATION (Social Fundraising Community).

 

Cinema indipendente e crowdfunding

Crowdfunding al servizio del cinema indipendente

La musica, le arti in genere ed oggi anche il cinema sono stati i pionieri nell’arte della raccolta fondi, secolarizzata come crowdfunding.

Sono sempre più frequenti le rock band, gli artisti emergenti e i nuovi registi che cercano aiuto sulle piattaforme di Kickstarter o IndieGoGo per sbarcare il lunario.

In ordine di tempo, e a partire da questa mattina, è stata aperta un’altra campagna di fundraising e su una piattaforma meno nota, ma con un outlook in crescita: www.eppela.com e progetti orientati al social fundraising.

Si tratta di un documentario sulla Via Francigena (I volti della Via Francigena): un progetto cinematografico indipendente di Fabio Dipinto, filmmaker torinese. Sei settimane di cammino dal Colle del Gran San Bernardo a Roma, che l’autore ha filmato insieme agli incontri giorno dopo giorno. Un documentario che racconta i luoghi e le persone che con il cammino hanno stretto un legame unico.
“Pellegrini, ospitalieri, traghettatori, volontari, storici e religiosi, persone che vivono la via quotidianamente e che compiono immensi sforzi per renderla sicura e mantenerla accessibile”, così racconta il breve trailer del documentario.

“Per alcuni è un viaggio spirituale o un modo per ritrovarsi, per altri una sfida con se stessi. Un viaggio che permette di allontanarsi dalla frenesia delle metropoli in cui viviamo e riscoprire il sapore delle cose semplici. Un viaggio che consente di attraversare l’Italia da nord al centro, passando per città magnifiche e antichi borghi dimenticati che hanno mantenuto l’autenticità del tempo che li ha originati”.

Maggiori dettagli sul lavoro e sulla parte restante (post-produzione, ulteriori interviste, montaggio e acquisto della colonna sonora) sono disponibili sulla pagina Facebook del progetto, che ha già un discreto seguito.

La raccolta fondi, che è partita oggi, si prefigge un obiettivo minimo di 1250,00 euro in 40 giorni: se vuoi contribuire anche tu alla memoria di questo viaggio spirituale, sostenere un film indipendente al 100% made in Italy e ottenere una delle sei ricompense previste, segui questo link e dona il tuo contributo: Campagna “I volti della Francigena”.


Marco Angelucci
Phi Foundation

“Facciamo muro contro la povertà”

Quando i valori e le regole del Volley diventano recupero.
Presso il Grand Hotel Trento, il 16 ottobre c’è stato un incontro importante per il Trentino Volley, che da oltre quindici anni ha un ruolo primario nel mondo nazionale ed internazionale della pallavolo. Stavolta però per il Trentino Volley non si trattava di una partita ma di una collaborazione: il Club presieduto da Diego Mosna da questa stagione, infatti, scenderà in campo anche in Africa impegnandosi a realizzare un’importante iniziativa in partnership con l’Associazione Amref Health Africa, che da quasi 60 anni si dedica a progetti rivolti a questo continente e, in particolare dal 2000, ai giovani che popolano gli slum e le baraccopoli di Nairobi, in Kenya.

Dal 2000 infatti Amref promuove programmi di recupero dei ragazzi di strada di Dagoretti, un sobborgo di Nairobi. Poi nel 2012 Amref costruisce la struttura Children Village che coinvolge e aiuta innumerevoli persone. Si tratta di attività che vanno dall’assistenza medica e alimentare, all’istruzione di base; dallo sviluppo di piccoli progetti di microcredito, all’assistenza legale per molti di loro che hanno problemi con la polizia o che sono sprovvisti di documenti.
Il progetto di Amref prevede soprattutto la riabilitazione psicofisica e sociale, anche attraverso attività artistiche e di comunicazione, dal teatro al videomaking, realizzando videodocumentari e spettacoli, come il Pinocchio Nero, che sono stati divulgati con successo anche in Italia.

Ora, grazie alla partnership con Trentino Volley e al lancio del progetto umanitario “Facciamo muro contro la povertà”, il processo di riabilitazione dei ragazzi di Dagoretti potrà seguire anche una nuova, stimolante, traiettoria, quella contraddistinta dai valori e dalle regole della pallavolo. Le attività si arricchiscono dunque con il “volley di strada”, per creare nuove opportunità di recupero attraverso lo sport: Trentino Volley avverte la necessità di mettere le proprie conoscenze ed il proprio amore verso questo sport a disposizione dei popoli più svantaggiati, che affrontano quotidianamente ostacoli e difficoltà.

Trentino Volley invierà a Nairobi alcuni componenti del proprio staff tecnico, che avranno il compito di sovraintendere e guidare l’attività pallavolistica dei ragazzi di strada con l’obiettivo di trasmettere i valori di questo splendido sport. Una missione non semplice ma molto stimolante che rappresenta un obiettivo importante tanto quanto quello di ben figurare in campo.

 
 

L’ospedale non fa più paura!

La Fondazione dell’Ospedale Salesi ha realizzato nel 2008 un libro “Carta dei Diritti dei Bambini e delle Bambine in Ospedale“, in cui vengono presentati tutti i Diritti della Carta di EACH (European Association Children Hospital) spiegati con delle filastrocche dai bambini. In questi anni poi, si è posta attenzione affinché tali diritti venissero rispettati in Ospedale.

Partendo dal Diritto n. 7 “Il bambino ha il diritto di essere informato sulle proprie condizioni di salute e sulle procedure a cui verrà sottoposto con un linguaggio comprensibile ed adeguato al suo sviluppo e alla sua maturazione …” sono nati sia il progetto di Preparazione Psicologica all’Anestesia e all’intervento chirurgico che quello relativo alle Tecniche non Farmacologiche per contenere il dolore durante le procedure mediche.

Si sente ora la necessità di utilizzare un linguaggio e una strumentazione che possa accattivare e catturare bambini e adolescenti, per spiegar loro le varie procedure che dovranno affrontare, fornendo strategie utili per sentire meno dolore possibile.

 

Da qui l’idea di creare un’App “L’ospedale non fa più paura!”

che possa mostrare, in maniera interattiva, con un linguaggio adeguato alla fascia di età che si vuole raggiungere, le varie procedure mediche a cui il bambino o l’adolescente ricoverato, o in visita dovrà sottoporsi: prelievo ematico, elettrocardiogramma, raggi, fino ad arrivare a esami più complessi come risonanza magnetica e tac e procedure più importanti come interventi chirurgici.

 
Carta-dei-Diritti
 

Fino ad ora alcuni bambini vengono sedati per effettuare esami semplici e non dolorosi, crediamo invece che bambini o adolescenti se adeguatamente informati tramite questa applicazione non necessitino di nessun tipo di sedazione. La collaborazione con il paziente sarà importante non solo per ridurre l’utilizzo di farmaci, ma anche per accrescere l’autostima dei soggetti coinvolti. Inoltre spesso molti dei nostri pazienti sono bambini o adolescenticon patologia cronica e il rapporto di fiducia con gli specialisti diviene fondamentale per il raggiungimento di un benessere psico-fisico.

Si crede che un bambino o un adolescente preparato possa vivere l’ospedalizzazione non più come un trauma ma come un’esperienza di crescita.

L’App “L’ospedale non fa più paura!” avrà i seguenti obiettivi:

  • diminuire l’ansia anticipatoria legata a procedure mediche come prelievi del sangue, radiografie, risonanza magnetica , tac, ecc
  • aumentare la collaborazione con il personale medico infermieristico
  • diminuire, tramite l’applicazione delle tecniche non farmacologiche (rilassamento, distrazione, visualizzazioni postivie e creative, ecc) il dolore associato alle procedure
  • diminuire il consumo di farmaci analgesici
  • diminuire il dolore post operatorio.

 

L’App avrà una veste grafica semplice, così che sarà di facile utilizzo sia per i pazienti pediatrici che per i loro genitori e sarà possibile scaricarla gratuitamente. Sarà compatibile con tutti i supporti come smartphone, tablet, pc.
Ovviamente tale App non sostituirà in alcun modo il colloquio con lo specialista, medico, infermiere o psicologo, ma sarà un valido strumento per fornire le giuste informazioni.
 

Si è scelto di utilizzare una raccolta fondi keep it all (tieni tutto) poichè nel caso non si riesca a raggiungere il goal economico di € 15.000 sarà possibile comunque, in base alle donazioni raggiunte, realizzare un’app che prenda in considerazione solo alcune delle più comuni procedure mediche.

Per il raggiungimento del GOAL di € 5.000 verrà realizzata un App relativa al ricovero e alla permanenza in ospedale e comprenderà anche semplice procedure mediche come prelievo ematico, visita medica e elettrocardiogramma. Campagna pubblicitaria divulgativa.

Per il raggiungimento del GOAL di € 10.000 l’App prevederà anche esami più complessi come Risonanza Magnetica, Tac e procedure oncologiche. Campagna pubblicitaria divulgativa.

Per il raggiungimento del GOAL di € 15.000 l’App comprenderà la preparazione all’intervento chirurgico. Campagna pubblicitaria divulgativa.
 

Per seguire e contribuire a realizzare questo progetto l’App “L’Ospedale non fa paura” clicca qui.

Anche un piccolo contributo può aiutare!!!

 

Il Volontariato come risposta alla crisi economica

Ecco come il sindaco di una cittadina piemontese, Tigliole, ha pensato di far fronte all’emergenza economica della sua amministrazione e alla sempre maggiore necessità di dover soddisfare i bisogni e le necessità della sua comunità. “Le difficoltà economiche hanno come unica soluzione il volontariato, che in Italia è fortunatamente una risorsa che ogni giorno si mostra capace di supplire alle carenze del pubblico servizio.” Il sindaco Massimo Strocco Merlone ha aggiunto: “Un problema quasi irrisolvibile del Comune è la mancanza del personale necessario a prestare tutti i servizi sinora assicurati alla cittadinanza: inoltre, le incombenze aumentano sempre più, ma non possiamo assumere personale”.

E cosi, è stato rivolto un invito ai cittadini di Tignole: “Ricerchiamo cittadini attivi che vogliano rivestire un ruolo attivo nel proprio paese”.

“In una situazione di crisi come questa, l’unica risorsa possibile è quella di sperare nelle persone di buona volontà, che già sono molte, ma non bastano, per cui abbiamo pensato di rivolgere un invito alla popolazione; ci sono molte persone disponibili, che hanno del tempo a disposizione e magari non sanno delle necessità del Comune. Informandole ci auguriamo che arrivino altri volontari a darci una mano: inoltre, più si è, più il tempo da mettere a disposizione si riduce ed è quindi facile trovarlo”.

Questa dunque la ricetta del primo cittadino Tigliolese per affrontare in modo dignitoso e sociale la crisi economica in cui versa la sua amministrazione.

“I volontari potrebbero essere utilizzati in diverse mansioni, rispondenti a diversi progetti di “cittadinanza attiva”: ad esempio, nel progetto di educazione ambientale i volontari potranno occuparsi della gestione dell’eco-sportello presso la sede municipale, fornendo informazioni nel settore della raccolta e differenziazione dei rifiuti. Si potrà essere utili anche nella vigilanza presso la scuola primaria, assistendo all’entrata ed all’uscita dei bambini che frequentano la scuola di Pratomorone, rivestendo la figura del “nonno civico”; ci si potrà dedicare alla valorizzazione del patrimonio storico ed artistico locale in occasione di aperture straordinarie delle strutture più significative poste sul territorio (es. Chiesa romanica di San Lorenzo), ovvero durante mostre ed avvenimenti di particolare rilievo. Particolare importanza rivestono la cura e custodia degli spazi pubblici, che si potranno ottenere con la manutenzione ordinaria, anche con interventi di pulizia e piccola manutenzione di parchi e giardini pubblici, da effettuarsi in gruppi coordinati ed organizzati; infine, ci si potrà dedicare alla vigilanza ed al monitoraggio del territorio, un’attività di prevenzione che potrà essere realizzata anche con l’utilizzo dei mezzi di proprietà comunale”.

Dunque le idee e le proposte non mancano, e sicuramente altre ancora ne verranno col tempo, se il progetto dovesse cominciare a fornire i primi risultati. “L’impegno richiesto ai volontari potrà essere anche di poche ore mensili, non ci saranno vincoli di alcun genere ed ogni attività sarà organizzata tenendo conto delle esigenze di ognuno. Ai volontari sarà fornito tutto il necessario per la loro maggiore visibilità e saranno tutelati da un’assicurazione contro ogni possibile rischio derivante dalle attività svolte. La domanda di partecipazione a queste attività di volontariato potrà essere presentata al Comune di Tigliole, mentre altre informazioni potranno essere richiese all’Ufficio Tecnico comunale”.

Alle volte le soluzioni più semplici ai problemi più complessi sono a portata di mano, ma spesso manca la volontà per risolverli. Coinvolgere i cittadini direttamente in azioni tese al miglioramento della condizione collettiva, potrebbe diventare un esempio da seguire anche in paesi e città di dimensioni maggiori e potrebbe essere anche un modo per sensibilizzare la comunità verso problemi che riguardano un pò tutti, rendendo i cittadini partecipi, complici e responsabili della prosperità o del degrado del proprio comune.

Notizia tratta da: “La Nuova Provincia – Asti” di Renato Romagnoli

Crowdfunding

Il crowdfunding restaura i beni culturali

L’Italia vanta il maggior numero di siti Unesco al mondo e richiama circa 48 milioni di turisti all’anno.
Consapevole del valore universale di questi capolavori, è nata LoveItaly!, piattaforma internazionale di crowdfunding interamente dedicata alla raccolta di donazioni per la salvaguardia del patrimonio artistico e culturale italiano.
LoveItaly! è un progetto di LVenture Group, azienda che opera in venture capital e che investe in start-up digitali.

“Noi investiamo in startup e con questa iniziativa vogliamo unire il nostro mondo di relazioni, di soldi e quant’altro con un bene comune, che sono i beni artistici italiani e così abbiamo creato una piattaforma per raccogliere da tantissime persone – ci auguriamo siano milioni – poco denaro per ristrutturare queste straordinarie bellezze che abbiamo”

ha detto Luigi Capello, co-fondatore e amministratore delegato di LVenture.

 
 

COME NASCE

Questo progetto è nato un anno fa dall’incontro con Tracy Roberts, che ha fatto capire quanto per gli americani sia importante il concetto di give back, il dare qualcosa alla società.

Ci siamo anche resi conto di quanto la comunità internazionale abbia a cuore il patrimonio culturale italiano, per questo ci siamo attivati mettendo in campo le nostre competenze in ambito digitale.
Ora ci impegneremo nel creare contatti con il nostro network di investitori e, con la potenza del crowdfunding e dei social media, cercheremo di raggiungere milioni di persone”

ha detto Luigi Capello.

 
 

COME FUNZIONA

L’associazione no profit opera in collaborazione con Ministeri, Sovrintendenze, Istituti di Belle Arti e Musei, Istituzioni ecclesiastiche, Università, Istituti scolastici e Accademie per creare una sinergia tra pubblico e privato, una comunità globale che partecipi attivamente alla salvaguardia dei beni culturali attraverso microfinanziamenti collettivi di progetti specifici di restauro, in totale trasparenza e tracciabilità.

La parola d’ordine è «Siamo tutti coinvolti».

Il nostro patrimonio culturale appartiene a tutta l’umanità, non solo a noi italiani e la piattaforma si rivolge anche ai milioni di stranieri che amano l’Italia.

Per questo motivo oltre alla sede italiana, LoveItaly! ha aperto una sede negli USA, l’American Friends of LoveItaly!.

 
 

COME DONARE

LoveItaly! ha iniziato le prime due campagne di crowdfunding:

la prima riguarda il restauro del Cubicolo 3 della Domus del Centauro a Pompei (target 53 mila euro lordi) e la seconda è il restauro di un sarcofago di età imperiale custodito nella Galleria Corsini di Roma (target 12 mila euro).

 

Un nuovo entusiasmante viaggio per la tutela dei beni culturali italiani è dunque iniziato.
Ora serve l’aiuto di tutti, in tutto il mondo: qualsiasi somma raccolta andrà a contribuire alla realizzazione anche solo parziale del progetto.

 

Approfondisci e/o Dona ora!

 

 

Phi Foundation, ONP e Social Fundraising Community

Riflettendo sulle difficoltà, e nello stesso tempo la necessità delle piccole e medie ONP (organizzazioni non profit) di reperire risorse economiche attraverso la raccolta fondi, si scopre la loro impreparazione negli strumenti e applicazione metodologie di Fundraising.

La domanda, quanto tempo dobbiamo ancora attendere prima che le ONP diano inizio alla valorizzazione delle relazioni che hanno nel territorio in ottica di attivazione di un’efficace strategia di Fundraising, considerando anche le prospettive di ampliare la propria cerchia d’influenza alleandosi con una più ampia struttura di Social Fundraising Community?

La risposta non è scontata perché ci vuole la temerarietà e lungimiranza di eseguire una scelta importante. Strutturarsi in Fundraising Orient, infatti, significa rimettere in discussione l’intero modello organizzativo delle ONP, al fine di trovare non solo fondi ma anche donazioni in termini di competenze, tempo, (people raising), e soprattutto relazioni.

Solo curando le relazioni che abbiamo con la realtà che ci circonda, orientandoci inoltre anche verso il Corporate Fundraising, possiamo davvero implementare una buona strategia di raccolta fondi e, il dono diventa uno strumento mediante il quale rafforzare questi legami.

Se vuoi avviare una campagna di raccolta fondi, chiedi a PHI FOUNDATION (Social Fundraising Community).

 

 

Il volontariato in Italia: impegno a tutte le età

L’identikit del volontario in Italia è stato tracciato di recente  da uno studio  condotto  dalla “Fondazione Volontariato e Partecipazione” in collaborazione con il Banco Popolare dal titolo:

“I Profili del volontariato italiano. Un popolo che si impegna per una società più coesa”.

Lo studio fornisce una precisa e dettagliata descrizione del volontariato italiano, prelevando dati forniti da due fonti importanti: l’indagine sugli Aspetti della Vita Quotidiana degli italiani (Istat) e l’indagine campionaria sulle organizzazioni di volontariato in Italia.

I consentono di misurare in modo attendibile il numero dei volontari che svolgono la loro attività dentro le Organizzazioni di Volontariato: nel complesso i volontari nelle organizzazioni sono 1,7 milioni sui 6,6 milioni circa che in Italia si dedicano al volontariato nelle sue diverse forme organizzate o informali ( 3,2% della popolazione italiana con più di 14 anni).

Il quadro che emerge dall’indagine è ricco di fattori positivi: chi contribuisce alle attività di volontariato è in media più istruito rispetto a chi non lo fa (il 21,2% è laureato rispetto all’11,2 di chi non si impegna). Ma è anche maggior fruitore di libri, più interessato ai problemi sociali  e politici, più soddisfatto della propria vita e più ottimista per il futuro.

Uno studio che fornisce una immagine positiva del volontariato -commenta il Presidente del Centro Nazionale per il Volontariato Edoardo Patriarca-. Sottolineo un aspetto: emerge chiaramente come l’integrazione sociale attraverso il lavoro incentivi la partecipazione al volontariato che a sua volta rafforza ulteriormente l’integrazione sociale di chi lo pratica, creando un circolo virtuoso. Ancora più evidente risulta fra i presidenti i quali provengono per la quasi totalità dal mondo del lavoro”.

“La probabilità di fare volontariato in un’organizzazione -aggiunge il presidente della Fondazione Volontariato e Partecipazione Alessandro Bianchini– è massima fra i laureati, 5,5%, e tra coloro che dispongono di elevate risorse economiche 5,3%. In definitiva è superiore alla media fra gli uomini, fra coloro che hanno un’età compresa fra i 45 e i 64 anni, i diplomati, gli occupati, gli studenti, i pensionati e fra coloro che hanno un reddito familiare  adeguato alle proprie esigenze”.

L’età media dei volontari delle Organizzazioni di Volontariato è in linea con quella della popolazione, 48,1 anni a fronte del 48,7 della popolazione nel suo complesso. Il ruolo ricoperto dentro le OdV è influenzato dall’età: i presidenti delle OdV hanno in media 58 anni, dieci in più rispetto ai volontari delle stesse organizzazioni, e arrivano a ricoprire quel ruolo dopo un periodo lungo di gavetta. I giovani adulti con meno di 35 anni sono un quasi quarto dei volontari (23,9%) e solo il 4,1% dei presidenti ha meno di 35 anni, il 10,3% è fra i 35 e i 44 anni. L’anzianità appare premiante perché rispecchia l’anzianita di attività di volontariato. L’analisi dei dati  ci consente di determinare che la maggiore probabilità di fare volontariato è dai 45 anni in poi, quando l’attività lavorativa si è consolidata e i figli sono mediamente più grandi.

INFOGRAFICHE


[Fonte dati ISTAT: http://dati-censimentoindustriaeservizi.istat.it/Index.aspx]


Andrea Somovigo
Phi Foundation

Correre per solidarietà

Last 10km Marathon 2015

Il 15 novembre si svolgerà una delle più importanti maratone italiane, la Verona Marathon 2015 e, collateralmente a questo momento suggestivo, quasi ad accompagnare il divertimento alla voglia di aiutare e donare, avrà luogo un evento podistico non competitivo, la Last 10km Marathon Solidale 2015.

Il percorso sarà il medesimo della Verona Marathon, ma il livello agonistico sarà differente: persone di tutte le età possono partecipare. La corsa solidale di 10 km terminerà in piazza Bra, dove non mancheranno spettacoli e intrattenimenti.

Anche quest’anno hanno aderito numerose Organizzazioni No Profit, che già nei giorni precedenti la gara, negli stand nell’area EXPO in piazza Bra, coinvolgeranno atleti, spettatori e passanti, approfittando di questa importante occasione per raccogliere fondi destinati e per aumentare la loro visibilità.

Chiaramente tutti i partecipanti alle due manifestazioni competitive (la 14° VERONAMARATHON e la 2° CANGRANDE HALF MARATHON) avranno la possibilità di sostenere i progetti proposti dalle ONP che hanno aderito al Charity Program, scegliendo – all’atto dell’iscrizione – se effettuare la normale iscrizione o aggiungere la sottoscrizione ad uno dei progetti solidali proposti.

Il costo dell’iscrizione è di 12 euro. Parte della quota d’iscrizione sarà destinata –  senza intermediazioni – al finanziamento del progetto dell’Organizzazione No Profit scelta.

Le iscrizioni alla Last10 sono ora disponibili Online oppure presso una delle sedi delle Onlus.

L’elenco delle Organizzazioni No Profit che parteciperanno quest’anno al progetto correre per solidarietà:

A.B.E.O. Onlus Verona
A.Fa.D.O.C. Onlus
ASSOCIAZIONE SAN ANTONIO
AVIS POLIZIA PENITENZIARIA VERONA
GRUPPO DI SOSTEGNO DBA ITALIA ONLUS
EMERGENCY VERONA
FiDAS VERONA sez. GOLOSINE
FONDAZIONE PER LA RICERCA SULLA FIBROSI CISTICA ONLUS
Fondazione Più di un Sogno
MEDICI SENZA FRONTIERE
ProgettoMondo Mlal
RAREPARTNERS
SELF HELP Società Cooperativa Onlus
SEMI PER LA SIDS Onlus
UNICEF
VIP VERONA Onlus

Successo di Orticolario con ABIO Como

Riportiamo con grande piacere una comunicazione ricevuta da ABIO Como relativa alla loro partecipazione a Orticolario, la manifestazione florovivaistica che si è svolta a Villa Erba, a Cernobbio sul lago di Como.

Orticolario è nato 7 anni fa quando un gruppo di amici comaschi, appassionati di giardinaggio, con l’aiuto e il supporto della storica società ortoflorica comasca, decisero di promuovere l’iniziativa di questa manifestazione per offrire al visitatore lo spettacolo del mondo florovivaistico nel parco in riva al lago e all’interno del particolare centro espositivo.

Orticolario ha nelle sua finalità anche devolvere i proventi netti derivanti dalla manifestazione ad associazioni operanti sul territorio lariano.

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Ed ecco che ABIO Como ha deciso di offrire la sua collaborazione ad Orticolario, convinti che fosse un’ottima possibilità di far conoscere ulteriormente l’associazione sul territorio.

A differenza delle altre sette associazioni che hanno “prestato” i loro volontari per compiti diversi, dal supporto alle visite guidate, alla accoglienza degli ospiti, alla organizzazione del torneo di burraco, i volontari ABIO Como si sono occupati della spazio biblioteca “fiori da leggere” che è stato ideato dalla biblioteca di Brunate e creato per intrattenere i piccoli ospiti in attesa di partecipare ai laboratori che, come gli altri anni, hanno coinvolto centinaia di bambini in esperienze, giochi e avventure legate al mondo della natura.

I volontari ABIO Como per una volta hanno avuto a che fare non con piccoli pazienti, ma con bambini dai tre ai 12 anni, che sono riusciti ad intrattenere e a far divertire con pazienza, fantasia e amore.

C’era uno spazio per il materiale illustrativo e così decine di genitori hanno ricevuto informazioni sull’attività di ABIO e sulla nostra presenza in tutti gli ospedali della città.

La collaborazione è stata molto apprezzata dalla organizzazione di Orticolario, ma soprattutto da genitori e bambini e ci auguriamo che l’esperienza si possa ripetere l’anno prossimo.

Per maggiori informazioni e fonte clicca qui.

 

Tu puoi ridargli la vista! Dona con un SMS solidale

Nel mondo, ogni minuto un bambino diventa cieco.

Ad oggi, la cecità infantile è inarrestabile: ogni minuto un bambino diventa cieco e nel 60% dei casi muore entro 1 anno dal momento in cui ha perso la vista. Eppure secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel 40% dei casi, la cecità potrebbe essere evitata con interventi mirati. Basterebbe infatti una diagnosi precoce o un intervento mirato per curare e fermare le principali cause.
L’OMS stima che ad oggi circa 600 milioni di persone sono ipovedenti a causa di difetti refrattivi, facilmente correggibili con un paio di occhiali.
I difetti agli occhi, più o meno gravi, da tempo possono essere corretti infatti con l’ausilio di lenti o operazioni mediche. Comprare un paio di occhiali o operare per correggere miopia, astigmatismo, ipermetropia sono azioni di routine nei Paesi sviluppati, ma può sembrare una rarità e un’operazione complessa, invece, in alcuni Paesi dell’Africa, dell’Asia e dell’America Latina.

In occasione della Giornata Mondiale della vista, CBM lancia “Apriamo gli occhi”, la campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi contro la cecità infantile.

“Apriamo gli occhi” vuole combattere la cecità evitabile, adottando semplici precauzioni, che a noi sembrano attività di routine, intervenendo in 15 Paesi tra Africa, America Latina e Asia attraverso ospedali e cliniche oculistiche mobili.

L’obiettivo è quello di raggiungere 13.000 persone attraverso:
• operazioni chirurgiche per ridare la vista a bambini e adulti
• 6.000 paia di occhiali da vista per correggere i difetti refrattivi.

I medici di CBM, con i fondi raccolti, potranno realizzare operazioni oculistiche per i bambini delle famiglie più povere, allestire cliniche oculistiche mobili e fare attività di screening per seguire i ragazzi che vivono lontano dagli ospedali.

Dona 2 euro con un SMS solidale o con una chiamata da rete fissa al numero 45594 e contribuisci a sostenere i progetti di lotta alla cecità!

Per maggiori informazioni visita il sito.

 

Fundraising… ma tu lo sai cos’è?

Lavorare con Phi Foundation nella raccolta fondi (fundraising) significa svolgere l’attività di fundraiser, una professione creativa e multitasking oggi sempre più richiesta dal mercato del lavoro orientato al terzo settore.
Una professione che richiede competenze in marketing, statistica, economia, ma anche un estro creativo e artistico, oltre che una grande determinazione.

Fare raccolta fondi (fundraising) per le organizzazioni non profit significa lavorare per una giusta causa che ci appassiona, in cui crediamo e desideriamo migliorare le cose grazie al piccolo contributo di tante persone.
Non c’è dubbio che il lavoro del fundraiser porti numerose soddisfazioni personali se fatto bene con passione e mediante gli strumenti giusti.

“Ma cosa fa un fundraiser?”
La domanda sorge spontanea.
Si usa spesso questa parola nel gergo comune per indicare il comunicatore o l’organizzatore di eventi di beneficenza.
In realtà il fundraiser è anche questo, ma non solo.
È soprattutto un professionista che sa comunicare e agire, perché le parole sono pensieri che diventano azioni dirette a costruire qualcosa di utile, azioni dirette ad aiutare gli altri, e per questo IMPORTANTI.

Se vuoi avviare una campagna di raccolta fondi, chiedi a PHI FOUNDATION (Social Fundraising Community).

 

Il nuovo progetto charity di Pandora

Quando un brand di gioielli illumina le donne che fanno la differenza nel sociale

Il marchio danese Pandora ha promosso negli anni numerose iniziative a favore del mondo femminile con la finalità di mettere in luce, di far scoprire donne apparentemente comuni che nella loro quotidianità riescono a raggiungere grandi risultati di impatto sociale. In linea con la filosofia di Pandora e la gioia di aiutare, e’ partito il progetto “​Donne x il domani​“, varato da poco da​ Valentina Molinari, direttrice marketing di Pandora Italia​.
Il requisito fondamentale per la partecipazione e’ che ogni donna faccia parte di una Onlus, Fondazione, Organizzazione o Cooperativa attiva in campi quale salute e ambiente, impegno sociale, cura e tutela dell’infanzia.
Significativo appare il metodo di individuazione delle candidate: non auto candidature, bensì segnalazioni sul sul sito ​Pandora di donne ritenute esemplari per il loro contributo e impegno sociale all’interno di associazioni no profit. “L’idea di competizione viene così sostituita con l’invito a generare una solidarietà consapevole, un circolo virtuoso che si possa espandere”, ci spiega Valentina Molinari.
Anche la giuria sarà tutta al femminile e tra le 12 finaliste selezionate, il 22 ottobre verranno proclamate le 3 vincitrici, che riceveranno una ricompensa per il loro impegno quotidiano e 15 mila euro da destinare alla propria causa.
Le finaliste sono​: Antonella Carnelli (Missione Sogni), Fiorella Tosoni (Associazione Andrea Tudisco), Luisa Pavia (Associazione CAF), Stefania Fadda (Centro assistenza per bambini sordi e sordociechi), Patrizia Lomuscio (Centro Antiviolenza “RiscoprirSi…”), Donata Berger (Associazione LiberaMente), Giovanna Murgia (Soc.Coop sociale Approdi), Caterina Musella (Aima Napoli), Marzia Caccioppoli (Associazione Noi Genitori di Tutti), Alessandra Zucchi (Associazione Tam Tam), Isabella Baldan (Fata­Famiglie Temporanea Accoglienza), Maria Grazia Passeri ( Associazione Salvabebe’ Salvamamme).
Chi volesse votare le finaliste può farlo sul sito ​Pandora.

Raccolta fondi e beni culturali

Fundraising e beni culturali: un binomio possibile?

“La cultura si potrà finanziare anche con il fundraising…”: non è la constatazione che le politiche di conservazione del nostro patrimonio artistico e culturale abbiano raschiato il fondo del barile, ma la promessa contenuta nella Riforma Franceschini sui beni culturali italiani.

Da circa dieci anni la cultura e tutte le attività collegate alla valorizzazione e alla conservazione dei beni culturali sono in piena contrazione e (tanto per cambiare) in fondo alla classifica europea: nella cultura investiamo solo lo 0,13% del Prodotto Interno Lordo e i finanziamenti pubblici si sono ridotti del 27,4% in 10 anni, passando da 2.197 milioni di euro nel 2004 a 1.595 nel 2014.

La sostenibilità della cultura dipenderà quindi da strategie di raccolta fondi mirate e personalizzate.
Se fino a pochi anni fa il fundraising toccava solo in parte le organizzazioni operanti nell’ambito culturale, oggi la ritirata dello Stato mette al centro dell’attenzione la ricerca di fonti di sostenibilità alternative a quelli tradizionali.

In Italia ci sono 443.208 organizzazioni culturali, ovvero il 7,3% delle imprese nazionali: secondo gli organizzatori di “Cultura e Fundraising“, la loro esistenza può essere legata solo a nuove politiche di sostenibilità per ridurre la dipendenza dal finanziamento pubblico, come il crowdfunding.

E si tratta di una vera e propria ricerca di una nuova massa critica: a fronte del crollo delle ero­ga­zioni libe­rali (-19%) e degli interventi delle fondazioni bancarie (-12%), secondo il rapporto di Federculture, lo scenario della ricerca di fondi è completamente diverso rispetto al passato.

«La Riforma Franceschini, introduce ufficialmente nuove professionalità accanto ai Direttori dei Musei, che saranno affiancati da un responsabile dei rapporti con il pubblico che si occupa anche del reperimento dei fondi e del marketing», afferma la coordinatrice del corso Marianna Martinoni. «La vera sfida sarà ora inserire figure professionali che possano svolgere questo ruolo nelle tante realtà diffuse su tutto il territorio nazionale in modo strategico e continuativo nel tempo».

Il corso si rivolge a teatri, biblioteche, musei pubblici e privati, gallerie d’arte, associazioni che operano nel settore della cultura e delle arti con l’obiettivo di offrire un approccio professionale e operativo al fundraising in questo settore. Il programma e la scheda di iscrizione sono pubblicati sul sito www.fundraisingschool.it


Marco Angelucci
Phi Foundation

Il volontariato in Italia: vero motore delle ONP

E’ quasi una ovvietà sostenere che il mondo del Non-Profit sia fondato sull’opera delle persone che si dedicano ad attività di volontariato; basti pensare che il numero complessivo dei volontari censiti in Italia supera quota 6.600.000 e che oltre 4.700.000 di essi operano all’interno di organizzazioni ONP.

I dati del 2013, successivi al censimento 2011 evidenziano che il tasso di volontariato è pari al 12,6 per cento della popolazione: un italiano su 8. Era il 6,9 per cento nel 1993, e il 10 per cento nel 2011 con un trend dunque in crescita costante.
Sezionando i dati per regione emergono dei gap piuttosto evidenti: si passa dal tasso del 21.8 del Trentino al 7.9 della Campania con la media della macro-area del Nord-est che si attesta sul 16% e le periferie delle aree metropolitane al 14%.

Per ciò che riguarda il numero di ore dedicate dagli italiani al volontariato fa impressione il numero di 126 Milioni di ore che corrisponde a quanto espresso in termini di ore lavorate da 787.000 persone a tempo pieno su una settimana da 40 ore lavorative. Mediamente, l’impegno mensile è 19 ore, con massimi al  25,6 e 24,9 in Friuli Venezia Giulia e Piemonte, fino alle 13,8 ore della Campania e 13,9 della Sicilia. Non ci sono differenze sostanziali tra uomini e donne, le ore di volontariato aumentano con l’età dei volontari. Riguardo l’età è significativo notare che  fascia di età col tasso più alto di volontariato totale è quella dai 55 ai 64 anni e copre il 15,9 per cento del totale.
Il valore scende progressivamente e proporzionalmente allo scendere dell’età, anche per del minor tempo libero disponibile: il valore scende al il 10 per cento nella fascia  14-24 anni; il valore minimo si trova al 5.9% tra le persone con più di 75 anni.

INFOGRAFICHE

Il grafico 1 mostra le ripartizioni percentuali dei 4.758.622 volontari censiti e operanti all’interno di associazioni ONP raggrupando le organizzazioni per numero di volontari.


Il grafico 2 mostra, raggruppato, il numero di volontari impegnati nelle 243.482 associazioni attive con volontari censiti


[Fonte dati ISTAT: http://dati-censimentoindustriaeservizi.istat.it/Index.aspx]


Andrea Somovigo
Phi Foundation

Campagne di solidarietà in favore dei rifugiati in Svizzera

Anche la solidarietà in Svizzera aiuta migliaia di rifugiati nei paesi che confinano con le zone di guerra e ora anche sulla strada verso l’Europa. Diverse organizzazioni umanitarie organizzano in questo periodo raccolta di fondi. Le donazioni consentiranno di distribuire cibo, medicinali e vestiti, nonché di sostenere i centri di accoglienza che offrono sostegno psicologico e consulenza giuridica ai rifugiati di guerra.

I media nazionali come pure le radio private diffonderanno a scadenze regolari i risultati e gli appelli alle donazioni, e forniranno informazioni sulle operazioni di sostegno ai rifugiati messe in atto dalle varie organizzazioni no profit. Queste, dedicate attualmente ad attuare azioni volte ad assistere migliaia di rifugiati che scappano dalla guerra e dalla fame in disperata cerca di aiuto, richiedono l’attenzione dei cittadini per contribuire alla consapevolezza dell’intera popolazione sul fatto che piccole donazioni individuali creano grandi aiuti nell’insieme.

Raccolti oltre 4 milioni di franchi!
La Catena della Solidarietà, per esempio, ha raccolto oltre 4 milioni di franchi dal lancio della campagna a favore dei rifugiati lo scorso 31 agosto. Dieci ONG partner offrono aiuti d’urgenza in Libano, Giordania e Iraq. Altre organizzazioni umanitarie operano invece sulla rotta dei Balcani e nei paesi mediterranei. «Sappiamo di poter contare sulla solidarietà del popolo svizzero», afferma Tony Burgener, direttore della Catena della Solidarietà. «In questi ultimi tre anni, abbiamo già potuto sostenere oltre 50 progetti nei paesi confinanti con la Siria aiutando mezzo milione di rifugiati».

REGOLE D’ORO DEL SOCIAL FUNDRAISING

IL SOCIAL FUNDRAISING PARTE DA DENTRO

Il punto di partenza indispensabile è la presa di coscienza che deve nascere dal cuore perché “chiedere” costa fatica psicologica.

Il fundraising è parte integrante delle strategie di raccolta fondi e coinvolge perché la gioia di donare è assolutamente contagiosa.

Il fundraising non deve essere vissuto come una triste necessità ma come una straordinaria opportunità di crescita, come parte integrante della sostenibilità della causa sociale.

 

IL SOCIAL FUNDRAISING E’ UN OPPORTUNITA

Questo è un tema fondamentale, fare fundraising è un “opportunità”, che genera un ritorno di valore nel tempo.

Necessita di una buona dose di pazienza e bisogna comprendere che alcuni risultati potranno arrivare presto ed altri anche dopo.

I risultati potranno riguardare i fondi, ma anche il tempo delle persone (volontari), beni e servizi gratuiti e non da meno, riuscire a stimolare una sensibilizzazione dell’opinione pubblica e dei media.

 

IL SOCIAL FUNDRAISING AL SERVIZIO DELLA CAUSA

Un fundraiser come Phi Foundation non raccoglie fondi, ma sostiene un progetto, promuove attività non profit, presenta idee e soluzioni per risolvere problemi di carattere sociale.

Partecipa direttamente alla soluzione, coinvolge la community, esorta nel potenziale benefattore il desiderio di donare.

Per fare fundraising orientato al non profit bisogna essere nella causa, conoscerla e viverla quotidianamente, come Phi Foundation, niente è più potente della passione e della sincerità quando si vuole coinvolgere donatori.

Solo stando nella causa sociale, si superano gli innumerevoli ostacoli della raccolta fondi.

 

IL SOCIAL FUNDRAISING E’ COMPETENZA

Per fare fundraising servono competenze tecniche specifiche affinché tutti gli sforzi siano massimizzati; E’ indispensabile definire una strategia di medio lungo termine, conoscere le regole del marketing e della comunicazione orientate al non profit, come sono fondamentali le tecniche di acquisizione e gestione donatori.

 

IL SOCIAL FUNDRAISING VIVE DI OPPORTUNITA’

Dobbiamo sempre partire da noi, ricordandoci che le persone donano per le persone e soprattutto a chi è in grado di aiutare gli altri.

Il fundraising non è mai il fine, ma il mezzo.

 

Se vuoi avviare una campagna di raccolta fondi, chiedi a PHI FOUNDATION (Social Fundraising Community).

“Mettiamoci il Cuore”: sport e solidarietà

Sport, risate, musica e solidarietà…

Un appuntamento unico di sport e di solidarietà questa sera, venerdì alle 20 e 15 sarà fischiato l’inizio di “Mettiamoci il Cuore”, l’evento organizzato dal Gruppo Imago. Si tratta di un triangolare di calcio, che si terrà allo stadio delle Due Strade, il cui incasso verrà devoluto alla Fondazione Niccolò Galli.
Le squadre che scenderanno in campo saranno: il “Cabaret Olimpic Team”, volti noti della comicità italiana capitanati da Gaetano Gennai, la “Nazionale Calcio Dj”, celebri DJ guidati da Gheri Guido e la “G.C.N.” personaggi pubblici pilotati da Hicham Benmbarek, tutti accomunati dal desiderio di essere utili ad una nobile causa.

Un evento reso possibile anche grazie al patrocino del Comune di Firenze e il cui motto – “Dai gas solo alla vita” – rende bene l’idea di quanto sia importante partecipare ad una simile iniziativa.
Ma la manifestazione non sarà la “solita” partita del cuore. Durante le gare, i partecipanti oltre a giocare a calcio, delizieranno il pubblico con le loro specialità.
I comici con gags esilaranti, i dj mettendo musica di altissimo livello.
Il triangolare si articolerà su tre partite di trenta minuti ciascuna. La squadra che otterrà il miglior punteggio si aggiudicherà il trofeo “Amici miei” in onore dei 40 anni dall’uscita nelle sale del film che ha fatto conoscere al mondo la scanzonata e dissacrante comicità toscana.
Il torneo si svolgerà presso il Centro Federale delle Due Strade. Il biglietto avrà un costo unico di cinque euro, una cifra volutamente bassa, nell’intento di invogliare tutti ad andare allo stadio, anche in momento di crisi economica come quello che stiamo vivendo, e di dimostrare, ancora una volta, il grande cuore di Firenze e dei Fiorentini.
Per trovare la lista degli esercizi nei quali è possibile comprare i ticket in prevendita è sufficiente cliccare qui.
L’intero incasso verrà devoluto alla Fondazione Niccolò Galli.

 

logo_PHI_Foundation

Perché Phi Foundation??

 

Negli ultimi anni, in Italia e nel Mondo, si è registrato un notevole incremento di attività solidali realizzate attraverso una moltitudine di eventi e organizzazioni senza scopo di lucro, palesando però un’insufficienza strutturale del terzo settore, nonostante gli enormi sforzi e la dedizione dimostrata dai volenterosi operatori coinvolti.

In realtà la nascita di organizzazioni no profit a carattere solidale (ONP) ha radici più antiche e va fatta risalire alla seconda metà del XX secolo, principalmente nei paesi economicamente più progrediti, che dimostravano anche una sensibilità particolare per le attività a carattere sociale.

Nel corso degli anni però, le ONP si sono diffuse un po’ in tutte le nazioni e nei paesi anche meno sviluppati.

Soltanto in Italia, ad oggi, esistono circa 350 mila ONP con oltre 6 milioni e mezzo di volontari.

E’ evidente che questo sia un mercato in forte crescita e in continuo fermento.

Purtroppo però, le difficoltà nelle quali devono operare le ONP sono quasi sempre legate ad un unico e generale problema: la mancanza di fondi.

Ma attribuire tutte le colpe e le responsabilità dei fallimenti o delle difficoltà in cui versano le ONP all’insufficienza dei fondi è troppo riduttivo.

La maggior parte di queste associazioni si muove in maniera autonoma e senza progettualità, non effettua nessuna ricerca di mercato nè prova a valutare il reale interesse del pubblico nello specifico progetto. Per non parlare poi degli aspetti relativi alla visibilità e alla comunicazione, troppo spesso affidati ad azioni sporadiche, poco professionali e a corrente alternata.

A tutto questo si aggiunge da un lato l’inefficiente coordinamento dei volontari, che sono la linfa vitale del terzo settore, e dall’altro lo scarso utilizzo di strumenti idonei alla raccolta fondi come le piattaforme di Fundraising o i donation party, rendendo cosi difficile e spesso sterile l’attività di quei pochi donatori che per legami personali, interessi fiscali o visibilità mediatica effettuano delle elargizioni.

Alla luce di quanto detto, emerge evidente la necessità di un operatore che coordini, regoli e aiuti questo processo di costruzione e di supporto verso chi ha bisogno e verso chi non può farcela da solo.

Phi Foundation vuole intervenire proprio con questo ruolo in questo processo, diventando il primo network solidale e il punto di riferimento per tutto il terzo settore.

L’obiettivo della Fondazione è promuovere lo sviluppo e la comunicazione delle ONP presenti sul territorio, coordinare l’enorme e crescente numero di volontari che operano nel terzo settore e infine aiutare e sostenere la raccolta fondi attraverso piattaforme di Crowdfunding.

Per raggiungere questo obiettivo ambizioso e particolarmente gravoso Phi Foundation chiede l’aiuto anche ai lettori, ai followers e a tutti coloro che vogliono impegnarsi in una causa sociale, mettendo a disposizione il loro tempo, il loro entusiasmo e il loro talento, nel raccontare, scrivere e testimoniare tutto quello che in Italia (ma non solo) riguarda il Terzo Settore.

 

Se sei interessato, consulta il sito www.phifoundation.com e compila il form nella sezione “cosa puoi fare tu”. Ti aspettiamo.

 

Phi Foundation: Social Fundraising Community