#PHI Storytelling

#PHI Storytelling

Se vuoi lasciare una testimonianza diretta della tua attività sociale, se vuoi raccontare una tua esperienza umanitaria o se semplicemente ti va di mettere a disposizione degli altri un tuo racconto o un tuo aneddoto, PHI Foundation ha realizzato nel suo portale una sezione dedicata ai racconti e allo Storytelling.

È sufficiente registrarsi compilando il format e inviando la propria storia che, se verrà approvata dalla redazione, sarà pubblicata sul blog e nei social media, dandoti un ampia visibilità e notorietà.

Diventa protagonista con la tua storia e condividila nella nostra e nella tua rete.
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PHI FOUNDATION
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Sebastiano De Falco

PHI Foundation

Orfani di femminicidio

L’altra faccia del femminicidio

Bambini orfani di femminicidio senza diritti

Dal 2000 al 2013 sono stati millecinquecento i bambini orfani di femminicidio, dato stimato dal Dipartimento di psicologia dell’Università di Napoli rilevato durante il progetto europeo Switch-off.

Negli ultimi dieci anni sono 1.628, di cui 417 nel corso degli ultimi 3 anni. 52 sono stati testimoni dell’omicidio della madre da parte del padre, ben 18 figli sono stati uccisi insieme con la madre.
Anna Costanzo Baldry nel corso del progetto Switch-off ha intervistato 143 bambini orfani di femminicidio. Dati e numeri spaventosi, che rende il fenomeno del femminicidio ancora più macabro di quanto già non sia naturalmente. Un aspetto spesso sconosciuto e sottovalutato dai media quello dei figli delle donne uccise, che restano orfani di una madre uccisa dall’uomo che avrebbe dovuto proteggere entrambi dal grigiore e dalla violenza del mondo.
Approfondiamo insieme il progetto Switch-off.

Switch-off

Il gruppo di professionisti che ha elaborato i dati comprende otto persone, tra le quali la coordinatrice Anna Costanza Baldry, ed è sostenuto dalla Associazione nazionale donne in Rete Dire che vede 65 centri antiviolenza in tutta Italia. I dati raccolti dagli esperti in merito agli orfani di femminicidio verranno presentati alla Camera durante i prossimi giorni e andranno a contribuire alla creazione di una serie di Linee guida d’intervento che verranno messe a disposizione dei soggetti sociali preposti al trattamento di questo tipo di problematiche.

Servizi sociali, magistrati, insegnanti, associazioni non profit, forze dell’ordine, tutti avranno a disposizione queste linne guida che daranno dei termini comuni per intervenire in caso di orfani di femminicidio, mettendo in atto un protocollo condiviso. Il tutto nell’ottica di comprendere che queste piccole grandi vittime necessitano di attenzione e cure particolari, tutti diritti che spesso le istituzioni negano.

Ad oggi nemmeno il 15% delle vittime inconsapevoli è stato monitorato e seguito attraverso un percorso di psicoterapia. Per quanto concerne, incvece, il sostegno da parte dei servizi sociali, obbligatori in questi casi, molto raramente si protrae nel tempo oltre l’affidamento del minore. I dati dello studio rilevano che questi orfani di femminicidio vengono dimenticati e abbandonati a se stessi e nel migliore dei casi sono i nonni ad occuparsi del difficile periodo di osservazione di un anno dopo il fatto criminoso; il periodo di tempo decisivo secondo quanto stabilito dai manuali di psicologia per evitare che i soggetti decidano di suicidarsi o che diventino esso stessi violenti.

Bambini affidati ai nonni oppure ancora alla famiglia del padre omicida, perché dicono sia giusto non recidere i legami con quella parte di parentela. Nonni comunque devastati dalla perdita di una figlia oppure dal dover riconoscere un mostro nel proprio figlio. Persone anziane, che spesso non sono in grado di elaborare il lutto per sé stessi, figuriamoci per l’orfano di femminicidio.

Orfani di femminicidio

Orfani inconsapevoli

Le vittime di femminicidio inconsapevoli spesso chiedono che fine abbia fatto il padre. Chi non ha assistito all’omicidio, chi non sa cosa sia successo, chiede del padre. Perché il papà non si può cancellare. Spesso si tagliano i rapporti, perché troppo difficili da gestire da parte degli affidatari.

Altre volte le famiglie affidatarie fanno decidere ai figli, una volta maggiorenni, come procedere e quale tipo di rapporto instaurare col padre omicida. Un’infanzia costruita sulle mancanze di affetti, sulle supposizioni, sulle indecisioni.

Le ferite che restano, più che psicopatologiche sono ferite di vergogna. Molti di loro si sentono diversi dagli altri e spesso non possono trovare conforto in chi ha vissuto il lutto prima di loro, le nuove persone di riferimento. Spesso i figli maschi vivono poi un senso di colpa per non essere riusciti a proteggere e salvare la loro mamma. Ed è pressoché impossibile far capire che un bambino di 6 anni non può fermare la mano del padre omicida.
Vittime e orfani di femminicidio, orfani due volte: orfani di madre; orfani di padre.

Orfani di femminicidio

Cosa può fare il non profit

E’ necessario, a mio avviso, investire in maniera mirata per sostenere le “seconde” vittime del femminicidio, spettatori casuali di ménage familiari non convenzionali.

Perché, come sostiene la dottoressa Baldry: “Non vorrei sembrare troppo dura, ma viene da pensare che questi ragazzi siano orfani tre volte, perché pure lo Stato li ha abbandonati nel momento in cui ha ignorato le denunce di violenza presentate dalle vittime”.

Le istituzioni, le organizzazioni non profit, i servizi sociali possono essere di aiuto in questo delicato momento della vita di queste vittime. Il mondo associativo deve adottare le linee guida che verranno emesse e attuare un protocollo comune e condiviso che possa essere realmente di aiuto a questi orfani, le vittime del femminicidio che restano vive ma muoiono dentro se non seguite adeguatamente. Perché il terzo settore è nato per intervenire laddove le Istituzioni non riescono ad agire.

Jenny Rizzo

Phi Foundation

PHI Social Innovation Community

#Social Program

Il PHI Social Program è la realizzazione a livello locale della filosofia e del pensiero della Social Innovation, quel movimento che PHI Foundation cerca di attuare e sviluppare.

Per PHI Social Innovation Community, s’intende un modo più pragmatico e concreto di realizzare i progetti sociali.

Si può parlare di una tipologia d’innovazione capace di creare nuovi saperi, tecnologie, strumenti e forme organizzative con finalità di natura Etica.

La PHI Social Innovation Community deve essere considerata una risorsa strategica per tutti quelli che vogliono pensare allo sviluppo della società in modo nuovo e concreto per rispondere alle difficoltà del momento e cercare di risolvere alcuni problemi della nostra società.

PHI Social Innovation Community è una comunità fondata sulla condivisione di valori etici con attitudine al cambiamento e alle innovazioni culturali, scientifiche e tecnologiche, al fine di soddisfare i bisogni sociali della collettività ed affrontare le nuove sfide per la crescita.

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Sebastiano De Falco

Phi Foundation

Bilancio sociale delle ONP

Il Bilancio sociale delle ONP

Il Bilancio sociale per le associazioni non profit è un documento con il quale il soggetto comunica periodicamente i risultati della sua attività, non solo dal punto di vista economico e contabile, ma dell’intero contesto delle attività e dei progetti promossi sul territorio.

Le linee guida per la redazione del Bilancio sociale sono state emanate nel 2010 dall’Agenzia per le Onlus. Questa, oggi conosciuta come Agenzia per il terzo settore, era un organismo governativo attivo tra il 200 e il 2012, quando le sue funzioni sono state trasferite al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Le linee guida emanate sostengono che il bilancio sociale è indispensabili per promuovere la crescita culturale e strutturale del terzo settore.

Cos’è il Bilancio sociale

Il Bilancio sociale è uno strumento che permette alle associazioni del terzo settore di rendicontare la responsabilità, i risultati sociali, ambientali ed economici delle attività messe in atto durante il periodo di valutazione. Ha lo scopo di essere divulgato presso tutti gli stakeholders e i portatori di interesse in genere, comunicando un’informativa che non sarebbe altrimenti possibile riscontrabile nel normale bilancio economico di esercizio. Come modello per la stesura delle Linee Guida sono state scelte le Linee proposte dalla GRI – Global Reporting Initiative – nella versione del 2006, con alcune modifiche dettate dalla specificità del settore non profit.   Oltre a questo documento è stato preso in considerazione anche il modello più diffuso in ambito nazionale, “Principi di redazione del Bilancio Sociale” del Gruppo di Studio per il Bilancio Sociale – GBS. Il GBS nasce nel 1997 in occasione di un evento sulla Responsabilità sociale d’impresa. Nel 1998 si riunisce in forma di Gruppo di Studio per la statuizione dei Principi di redazione del Bilancio Sociale, con 32 membri partecipanti, rappresentanti di 13 Università italiane, degli Ordini dei Dottori Commercialisti e dei Ragionieri, di alcune Società di Revisione e di membri esperti.

Bilancio sociale delle ONP

Motivazioni alla base del Bilancio Sociale

Sempre più si riscontra il bisogno di riconoscere una dimensione sociale e ambientale delle aziende che operano sul territorio. La consapevolezza di questo ruolo in campo sociale e ambientale ha prodotto un interesse verso la comunicazione sociale degli attori, non tanto in termini numerici e finanziari quanto piuttosto di concreti risultati ottenuti attraverso determinate azioni. Tale interesse non nasce soltanto in chi ha un diretto interesse a interagisce con l’azienda; è un interesse collettivo al quale le aziende, tutte, devono rispondere con una comunicazione ampia e diffusa che possa soddisfare la curiosità dei risultati gestionali ma anche gli effetti sociali e ambientali di questa attività.

Questo discorso vale a maggior ragione per le realtà del mondo non profit, che se da una parte devono rendicontare il denaro utilizzato per le attività svolte a favore della comunità, dall’altro devono anche rendere la collettività edotta delle loro azioni. Sia per motivi di trasparenza, sia per fidelizzare i donatori e coinvolgere la società nei loro progetti, facendola sentire parte del bene comune profuso.

Caratteristiche

Il Gruppo di Studio per la Redazione del Bilancio Sociale ha elencato alcuni punti sui quali deve basarsi un buon Bilancio. Vediamoli insieme.

Innanzitutto Bilancio Sociale è un’espressione che comprende anche dati quantitativi di derivazione contabile e soprattutto è un documento integrativo di comunicazione e valutazione sociale. È fondamentale che venga steso dall’ente non profit, così come dalle aziende, e sia rivolto ad un pubblico ampio: non solo gli stakeholders, ma la collettività intera. Può essere redatto in forma libera, in base ad alcuni criteri uniformi predefiniti dalle Linee Guida di cui sopra, e deve corrispondere all’intero anno di esercizio sociale. Soprattutto deve essere redatto in maniera autonoma e distinta rispetto al bilancio d’esercizio.

Le notizie di cui deve riportare informazioni utili un Bilancio Sociale sono:

  • assetto istituzionale;
  • valori di riferimento;
  • collegamenti tra valori dichiarati, politiche e scelte compiute;
  • processo seguito per la sua formazione.

Il Bilancio Sociale deve essere redatto tenendo conto di alcuni principi fondamentali, che dovrebbero poi essere alla base della stessa realtà non profit cui si riferisce. Tali principi sono quelli di responsabilità, inclusione, coerenza, trasparenza, neutralità, prudenza, utilità, significatività e rilevanza, verificabilità dell’informazione, comparabilità, periodicità, comprensibilità.

Bilancio sociale delle ONP

Un Bilancio sociale, quindi, è la carta d’identità di una realtà del non profit.

Un documento grazie al quale l’associazione potrà continuare a godere dell’interesse dei suoi sostenitori e trovarne di nuovi, nell’ottica della fidelizzazione del donatore. Il tutto attraverso una comunicazione chiara, trasparente e rivolta alla collettività intera sui risultati e sull’impatto sociale delle attività portate avanti.

Jenny Rizzo

Phi Foundation

#Social Innovation City Program

#Social innovation city program

La Social Innovation è generalmente un’iniziativa bottom-up (che parte dal basso verso l’alto) e PHI Foundation, ha configurato un innovativo modello di sviluppo sostenibile, place to place denominato “Social Innovation City Program“.

Innovation

 
 

Il PHI City Program è un progetto che mira a coinvolgere i Fundraiser locali nella crescita e nello sviluppo delle Organizzazioni Non Profit con una inevitabile ricaduta positiva sulla comunità locale.

 

L’obiettivo è quello di creare un ecosistema a livello locale in grado di rimuovere gli ostacoli che inibiscono il progresso, identificando metodi più efficaci per affrontare e risolvere i problemi sociali contribuendo alla crescita economica.

Innovation

 

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Sebastiano De Falco

Phi Foundation

Tratta - Il dramma umano

Il dramma umano e sociale della tratta degli esseri umani

La tratta degli esseri umani, un crimine di cui l’80% delle vittime sono donne e bambine.

Pochi sanno cos’è la tratta degli esseri umani. La maggior parte delle persone non conosce il vero motivo della presenza di ragazze straniere sul ciglio della strada, pensano che siano lì per loro volere, liberamente. Invece sono costrette a prostituirsi dalla criminalità organizzata. Vengono minacciate, soggiogate psicologicamente, percosse e abusate.

Tratta - Il Buon samaritano

Tratto dal libro Il buon samaritano si ferma ancora

“…eri appena scappata dalla strada e dalla madam grazie all’aiuto di quel ragazzo italiano. Per me era una giornata di lavoro, come altre prima e come tante ci sarebbero state in futuro.

Eccoti lì, seduta sul divano in comunità, un po’ impaurita, imbronciata, pensierosa. Hai alzato lo sguardo. Eri bella con quelle treccine solo un po’ disfatte. Ho cercato di sfoderare il mio sorriso migliore, ti ho rivolto la parola nel mio pidgin english non proprio perfetto e ti ho detto il mio nome. Volevo farti capire che ero una sister e che potevi fidarti di me.

Mi hai dato l’impressione di essere un cucciolo arrivato dalla foresta, ancora fiero e vivo, ma infinitamente stanco, sofferente, appena stato curato dalle ferite, medicato e nutrito, che stava cercando di riprendere le forze…”

Il Libro racconta la storia di Doris e di come sia riuscita a scappare dai suoi sfruttatori grazie all’aiuto di un giovane ragazzo.

Queste donne possono essere aiutate a sottrarsi alle violenze e allo sfruttamento sessuale aderendo al programma di protezione sociale art. 18 D.Lgs. 25 luglio 1998 n. 286 che prevede un percorso di fuoriuscita nel quale è inclusa anche la denuncia degli sfruttatori.

Il Dipartimento per le Pari Opportunità, nell’anno 2000, ha istituito il numero verde antitratta 800.290.290, un aiuto concreto per le vittime di tratta, non solo, ma anche per tutte quelle persone che vorrebbero dare una mano a queste persone ma non sanno a chi rivolgersi.

Tratta - Rotte di migranti

Il numero verde è attivo sul territorio italiano 24 ore su 24.

Tratta

Il condizionamento psicologico subito è fortissimo. La maggior parte delle ragazze ridotte in schiavitù provengono dalla Nigeria, dove, appena prima della partenza, vengono sottoposte al rito woodoo.

Una pratica in grado di soggiogare le vittime e, col tempo, provocarne crolli di natura psichiatrica.

La tratta degli esseri umani costituisce una violazione dei diritti umani e un’offesa alla dignità e all’integrità dell’essere umano ( dalla “Convenzione del Consiglio d’Europa sulla lotta contro la tratta di esseri umani”).

Recentemente è stato pubblicato il “Piano Nazionale Antitratta – 2016/2018”, documento tanto atteso dalle organizzazioni no profit che si occupano di aiutare le vittime in questione, che finalmente, dopo 3 anni, è stato presentato con all’interno procedure operative più dettagliate con particolare riguardo ai minori non accompagnati e all’identificazione delle potenziali vittime all’interno dei richiedenti asilo. Si auspica la creazione di una rete nazionale, regionale e locale per favorire una importante collaborazione.

Di seguito alcune letture. Sono consigliate a chi ha voglia di aprire gli occhi e abbattere i pregiudizi.

Aurora e le altre – storie di Liberazione e speranza
Clienti – due ragazze costrette a prostituirsi. Il loro sguardo sugli uomini
Grido Silenzioso – una storia di dignità riconquistata

I libri contengono storie vere di donne aiutate dall’associazione Liberazione e speranza Onlus che da 16 anni attua programmi di protezione per le donne vittime di tratta.

Manuela Mussa

Phi Foundation

Storytelling

#PHI Storytelling

Lo Storytelling è da sempre il modo più veloce, immediato ed efficace di tramandare un messaggio da persona a persona. La sua natura semplice, discorsiva e personalizzata lo rende lo strumento ideale per arrivare dritti al cuore di chi lo ascolta.

Ecco perché, ancora oggi, nonostante l’evoluzione dei sistemi di comunicazione, la tecnica dello Storytelling, continua ad essere la più efficace.

Soprattutto quando si raccontano storie, aneddoti o esperienze dirette, reali e concrete che riguardano il mondo sociale, delle ONP e del volontariato, la capacità del racconto di penetrare nell’animo di chi ascolta è altissima.
Se anche tu hai delle storie, dei racconti o delle esperienze che riguardano la tua ONP da voler raccontare e condividere con gli altri, questo è il posto giusto per farlo!

Il tuo racconto sarà letto da migliaia di persone e potrà essere d’aiuto a molti e di insegnamento a tanti.

Cerca dentro di te le parole giuste da usare, elabora il tuo personale racconto e consegnalo alla Community! Ci sarà senz’altro qualcuno che te ne sarà grato.

A volte per fare del bene non occorre fare viaggi lunghissimi o disporre di patrimoni ingenti, è sufficiente mettere a disposizione di chi ha bisogno la propria esperienza e un po’ del proprio tempo.

PHI FOUNDATION
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Sebastiano De Falco

Phi Foundation

Fundraiser

Il cuore del fundraiser

Un’esperienza che unisce improbabili relazioni

Questa che vi racconterò è la mia esperienza, sicuramente semplice, ma che ha trasformato il mio concetto del Fundraiser, professionista poco conosciuto nel settore lavorativo ma con rapida crescita sul mercato non profit italiano.

La scelta di approfondire le mie conoscenza su questa professione sono nate dalla necessità di riconoscermi in un lavoro che mi aiutasse a soddisfare il lato emozionale/intellettuale.

Andavo cercando un modo di mettere in pratica quello che mi avevano insegnato da piccola e che credevo che fosse il modo di contribuire positivamente al miglioramento delle cause sociali.

Mi sono iscritta ad una iniziativa promossa dalla Fondazione Adventum, organizzazione non profit che ha come mission quella di prevenire l’usura ed educare all’uso responsabile del denaro.
Tra le iniziative della fondazione, questa in particolare cerca di dare un aiuto concreto a tanti ragazzi che sono disoccupati.

Questo programma fu creato per dare formazione sulle tecniche e strumenti dal Fundraising e una volta concluso il percorso formativo e pratico, il Fundraiser avrebbe avuto gli strumenti per candidarsi a un posto di lavoro.

La prima cosa che mi fu insegnata è che Fundraising voleva dire costruire relazioni con cui poter collaborare, insegnare che la grandezza di donare la si può fare con la gioia in cuore piuttosto che con i numeri. Può sembrare un discorso superficiale ma io credo fermamente in questo concetto.

Mancano 3 settimane per concludere questi due intensi anni di formazione è ho avuto una trasformazione interna, ho capito che le opportunità sono da afferrare e che gli ingredienti per facilitare il lavoro del fundraiser sono: flessibilità con misura giusta, ottimismo infinito, molta determinazione, una buona dose di intelligenza emotiva e che tutto va pianificato (perfino la mia lista della spesa) in tutti i suoi dettagli.

Sono tante le cose apprese ma quelle che rimangono più accentuate sono che la differenza in questo lavoro si costruisce con grande buona volontà e condivisione, bisogna riprendere le relazioni, la fiducia nelle altre persone e che al centro di tutto ci sono sempre persone che aiutano persone.

La ricerca di cambiamenti e di sviluppo nel settore non profit è una vena principale di questo cuore perché essa ci aiuta a conoscere il mondo del terzo settore che evolve di continuo e a sentire le emozioni delle persone che ne fanno parte.
Il fare rete e creare condivisone di risorse umane, economiche e formativa è alla base di questo mestiere.

E’ appena uscito il bando di apertura del nuovo percorso gratuito Professione Fundraiser 2017, i requisiti obbligatori sono:

  • Avere un’età compresa tra 21 e 38 anni
  • Essere inoccupato
  • Essere in possesso di un diploma di scuola superiore

Se anche tu vuoi fare una simile esperienza puoi approfondire di più.

Vorrei concludere citando una frase che ognuno di noi può valutare in qualsiasi ambito, “Le avversità possono essere delle formidabili occasioni” Thomas Mann.

Jazmin Sivinta

Phi Foundation

Idee - Social Innovation

#Nuove idee antiche filosofie

PHI Social Innovation Community è creazione di nuove idee, prodotti, servizi che soddisfano bisogni sociali e simultaneamente creano nuove collaborazioni e relazioni.

Il termine Social Innovation esprime infatti, un doppio significato: innovazione intesa come utilizzo di tecnologie e innovazione realizzata da una comunità e non da un unico individuo o un organismo.

Diventa così un risultato collettivo che richiede accordi, condivisione, co-adaptation e dialogo. Si ha infatti, innovazione sociale solo quando persone e organizzazioni svolgono un ruolo attivo e collaborativo nella realizzazione concreta dei processi innovativi, attraverso la creazione di reti sociali.

Soddisfare i bisogni della collettività ed affrontare le nuove sfide per lo sviluppo. Le nuove comunità dovranno avere una grande capacità di vivere i cambiamenti derivanti: dall’evoluzione scientifica e tecnologica, dal confronto culturale, sociale ed economico con le altre comunità con cui bisogna cooperare e competere, dalle incertezze e dai rischi presenti nei piani per garantire un benessere minimo o  una cittadinanza inclusiva.

Tutto questo può essere gestito al meglio solo attraverso la bussola della Social Innovation, che implica una strategia per la formazione di smart-people, i quali devono vivere secondo i principi dello smart-living in delle smart-communities o smart-cities.

Quest’ultime da intendere come città dove gli investimenti nel capitale umano e sociale, nei processi di partecipazione, nell’istruzione, nella cultura, nelle infrastrutture per le nuove comunicazioni, alimentano uno sviluppo economico sostenibile, garantendo un’alta qualità di vita per tutti i cittadini e prevedendo una gestione responsabile delle risorse naturali e sociali, attraverso una governance partecipata.

Tutto questo spinge a puntare prioritariamente sulla smart-education (sviluppo di piattaforme territoriali di e-learning, di public digital library, ecc.), cittadinanza attiva (strumenti di open-government, legalità, uso responsabile del territorio, ecc), capacità di vivere il cambiamento(strumenti e azioni che agevolino il cambiamento delle regole sociali e la capacità di realizzare e utilizzare le innovazioni).

In tutte queste azioni è certamente rilevante il ruolo dell’ingegneria ed in particolar modo di quella legata all’ICT (Information & Communication Technology).

Phi Foundation Social Innovation Community è tutto questo ed altro ancora…

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Sebastiano De Falco

Phi Foundation

#DONODAY2016

#DONODAY2016 è partito il concorso: 1° giro dell’Italia che Dona

Con la legge n. 110 del 14 luglio 2015, Il Parlamento ha istituito di celebrare il 4 ottobre il #DONODAY, ovvero, la giornata della pace, della fraternità e del dialogo tra culture e religioni diverse, con l’obiettivo di creare una maggiore consapevolezza e solidarietà da parte dei cittadini sul mondo del volontariato e delle sue varie forme di supporto a cui ciascuno di noi, anche nel proprio piccolo, può contribuire a sostenere.

I protagonisti del #DONODAY2016 saranno gli studenti delle scuole medie di primo e secondo grado, invitati a partecipare all’iniziativa in programma quest’anno attraverso la realizzazione di un video contest “Donare, molto più di un semplice dare”.

Cliccando sul seguente link potrete vedere i video caricati dagli studenti sino ad oggi e votare il vostro preferito.

 

Proprio il 4 ottobre si terrà a Roma la premiazione dei primi 3 video, realizzati dagli studenti delle scuole che hanno aderito alla campagna social su invito del MIUR (Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca).

Oltre alle scuole possono aderire anche i comuni; per partecipare dovranno organizzare eventi di raccolta fondi o di sensibilizzazione con il contest “UN DONO IN COMUNE”, coinvolgendo le associazioni di volontariato del proprio territorio. Sul sito si possono consultare i regolamenti per l’iscrizione da parte delle scuole o dei comuni.

L’iniziativa #DONODAY2016 è nata dall’ Istituto Italiano della Donazione per valorizzare il GIORNO DEL DONO e sensibilizzare la cultura del donare.

Tutte le organizzazioni che parteciperanno alla giornata del #DONODAY2016 verranno inserite sulla piattaforma online dell’Istituto della Donazione e segnalata la presenza sulla cartina dell’Italia con i seguenti colori:

ROSA: Comuni che hanno aderito al Giorno del Dono 2016
AZZURRO: Scuole che hanno partecipato al video contest “Donare, molto più di un semplice dare”
GIALLO: Iniziative delle Associazioni che partecipano al 1° Giro dell’Italia che dona.

#DONODAY2016

#DONODAY2016


#DONODAY2016 è per tutti, chiunque voglia partecipare e contribuire a divulgare le informazione sul GIORNO DEL DONO può farlo richiedendo i braccialetti dell’iniziativa e pubblicando una foto sui vari social.
Potete trovare tutte le informazioni al seguente link .

Foto Istituto Italiano della Donazione

Manuela Mussa

Phi Foundation

Distribuzione alimentare

Distribuzione alimentare

Impegno concreto alle famiglie in difficoltà economica.

Immaginiamo un figlio che chiede a suo padre da mangiare e al posto del pane il padre gli dà un sasso. E’ così lo Stato italiano molte volte non riesce a coprire i bisogni dei suoi cittadini, per questa ragione volendo sopperire a queste difficoltà sociali nascono le organizzazioni non profit che offrono la distribuzione alimentare.

Oggi vi vogliamo raccontare di una piccola associazione onlus che cerca di sostenere famiglie che, senza iniziative come la distribuzione degli alimenti, farebbero fatica ad andare avanti con la scorta della loro dispensa.

L’agenzia umanitaria ADRA Italia Onlus nasce a Roma nel 1984 e diventa parte integrante di una delle 120 agenzie componenti la rete mondiale di ADRA. Una delle caratteristiche che identifica Adra Italia è assistere ai bisogni delle persone in difficoltà economica dovuta alla crisi economica che ha fatto registrare negli ultimi anni un aumento esponenziale degli assistiti, non solo di origine straniera, ma anche italiana.

Il progetto “Distribuzione degli alimenti” prevede la consegna da parte dei volontari ADRA Italia di un pacco alimentare a famiglie in difficoltà economica. Le sedi locali ADRA Italia ed i suoi volontari si adoperano settimanalmente per alleviare il disagio delle famiglie assistite ed essere per loro un punto di riferimento. Il progetto è presente in 35 città italiane con la partecipazione di 400 volontari che consegnano alimenti di prima necessità a 6000 famiglie ogni mese.

In collaborazione con il Banco Alimentare, il Banco Alimentare Regionale e il Banco Opere di Carità costituiti da una rete di organizzazioni senza scopo di lucro, questa iniziativa ottimizza la raccolta delle “eccedenze” della produzione agricola e dell’industria alimentare e la loro successiva distribuzione ad enti/associazioni di aiuto per indigenti. Inoltre i volontari di ADRA Italia partecipano alle giornate nazionali di raccolta indette dal Banco Alimentare presso i supermercati italiani.

La distribuzione degli alimenti in alcune sedi ha come servizi aggiuntivi la distribuzione di indumenti in favore degli indigenti, inoltre a Bologna viene svolto anche il servizio gratuito e controllato di distribuzione di farmaci, attraverso la collaborazione con il Banco Farmaceutico.

I dati tangibili di questa attività li possiamo valutare incontrando le famiglie nella loro quotidianità. Una dispensa che diventa arricchita soprattutto grazie al supporto delle relazioni instaurate con i volontari.

Se vuoi conoscere e sostenere i progetti di ADRA Italia visita la pagina.

Jazmin Sivinta

Phi Foundation

Un anno di PHI Foundation

Un anno di PHI Foundation…

E’ già passato un anno da quando un gruppo di professionisti decise di incontrarsi nella splendida Manarola per dar vita a PHI Foundation,

definendo nero su bianco, ruoli, obiettivi e impegni di questo progetto che da alcuni mesi portavano avanti, attraverso interminabili conference call su Skype e condivisioni di documenti su Google Drive.

Il luogo fissato fu scelto per convenienza e per comodità, fare un meeting a Luglio con lo splendido panorama che le Cinque Terre possono offrire è sicuramente più stimolante e piacevole che un grigio e anonimo ufficio in centro.
Ma da quel momento Manarola è diventata la sede “sentimentale” di PHI Foundation.

Tante cose sono cambiate da allora, alcuni amici hanno preferito concentrarsi su altri progetti, altri invece sono voluti salire a bordo e compiere questo viaggio con noi.
In ogni caso il percorso definito quel giorno, prosegue a tappe forzate, rispettando gli impegni e gli obiettivi che ci eravamo dati.

PHI Foundation è andata on line qualche mese dopo quell’incontro di Manarola, il suo sito ha debuttato ad inizio Ottobre 2015 nel mondo del web, e ad oggi è già stato implementato e migliorato con delle nuove release già un paio di volte, raggiungendo circa 10 mila impressions mensili con oltre 1.000 utenti unici.

La redazione di PHI Foundation, in questo primo anno, grazie ai suoi collaboratori e agli allievi dell’Accademy ha pubblicato oltre 200 articoli, veicolati attraverso i diversi canali social che nel frattempo la Fondazione ha aperto.

Si sono strette delle partnership importanti e stanno per partire alcuni progetti molto innovativi che riguarderanno la Fondazione e di cui si sentirà parlare.

Ci sono inoltre molte altre novità che subito dopo la pausa estiva riguarderanno PHI Foundation: ci sarà una nuova sede operativa a Milano, nuove collaborazioni, nuove sezioni del sito, e tante altre cose che scoprirete pian piano.
Tutto questo è stato possibile grazie alla tenacia e all’impegno dei fondatori e soprattutto grazie alla costanza e alla stima con la quale tutti voi ci avete seguito in questo primo difficile ma entusiasmante anno.

Abbiamo ricevuto moltissimi complimenti e anche alcune critiche, che in molti casi ci sono servite a migliorarci e ad essere sempre più allineati con il nostro pubblico.

Il nostro impegno è sempre quello di aiutare le associazioni e i volontari a fare il loro lavoro, cioè aiutare il prossimo.

Mettiamo a disposizione una serie di strumenti e di professionalità per raggiungere questo obiettivo e lo facciamo con passione e con la convinzione che aiutare il prossimo sia il miglior investimento che si possa fare.

Continuate a seguirci e a sostenerci, il primo anno è stato importante e faticoso, ma i prossimi lo saranno ancora di più, e solo se ci continuerete ad aiutare riusciremo a raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati.

Grazie a tutti

Phi Foundation

#Urgente!!!!!!!!! PHI and YOU PHI Foundation

PHI Foundation arriva in Italia, apre la filiale a Milano e, nel piano di ampliamento del proprio organico ricerca alcune figure professionali da inserire nel team operativo italiano con possibilità di lavoro part time e telelavoro.

PHI Foundation cerca persone con attitudine verso libere iniziative e a lavorare in team, dinamiche, intraprendenti, volonterose e capaci, che hanno voglia di imparare e affrontare nuove sfide, contribuire con le loro conoscenze al miglioramento collettivo.

Sei un esperto in Comunicazione, ti piace scrivere e gestire piattaforme Social, hai abilità nelle logiche e tecniche SEO, SEMSEALink Building, possiedi competenze di CRM, dimestichezza con le PR o gestione Ufficio Stampa, hai fantasia e creatività, esperienza come Fundraiser o know how nell’individuare e realizzare progetti e Bandi orientatati al non profit, sociale e terzo settore in generale, ergo, potresti entrare nel team PHI Foundation.



FUNDRAISER
CROWDFUNDER


Skills:
Maturata esperienza nella ricerca e partecipazione bandi, Corporate Fundraising e raccolta fondi anche tramite organizzazione eventi e altre attività di marketing strategico. Si richiedono conoscenza lingua inglese, familiarità con strumenti web, disponibilità Full Time e Part Time.



CRM – SEO – SEM
SPECIALIST


Skills:
Maturata e comprovata esperienza nella gestione database e software gestionale (CRM). Ottima padronanza delle tecniche di posizionamento in logiche SEO e link building, gestione attività SEM e SEA, conoscenza delle google APPS e google AdWords. Buona conoscenza lingua inglese, disponibilità Full Time e Part Time.



PR MANAGER
COMMUNITY MANAGER


Skills:
Maturata e comprovata esperienza nelle relazioni con i media players e nella gestione dei canali social. Conoscenza approfondita nella gestione delle piattaforme Social, canali video e influencer sui principali network e padronanza nelle PR. Buona conoscenza lingua inglese, disponibilità Full Time.



GRAFICI E FUMETTISTI
VIDEO MAKER


Skills:
Maturata esperienza e comprovata capacità nelle realizzazioni di progetti comunicativi sotto forma di disegno o fumetto, grafica anche manuale, web design. Ottima padronanza dei tools di video editing e di post produzione, realizzazione di video ripresi e animati, disponibilità Full Time e Part Time.

Cosa aspetti inviaci il tuo CV allegandolo al modulo qui di seguito sarai contattato immediatamente da un nostro dirigente:


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Sebastiano De Falco

Phi Foundation

Con il Crowdfunding si finanzia tutto, anche la luna di miele!

Il crowdfunding è lo strumento di raccolta fondi maggiormente in voga degli ultimi anni. Ma davvero si può raccogliere denaro per qualsiasi cosa? Negli USA si finanziano anche le honeymoon!

Il crowdfunding viene utilizzato quasi in tutto il mondo. E’ lo strumento che più di altri ha rivoluzionato il modo di fare raccolta fondi negli ultimi anni.

Serve per finanziare una vasta scala di progetti, dalle nuove invenzioni alle micro raccolte a scopi sociali. É applicabile sia al mondo profit che al terzo settore. Le start up comprese quelle d’innovazione sociale, ne fanno largo uso in fase iniziale. Le sue potenzialità sono molte e, se usato in modo professionale, può sopperire alla mancanza di liquidità tipica dell’avvio di un progetto o di un’attività.

In generale, ha tutte le potenzialità per permettere la raccolta fondi ed accrescere il commitment dei donatori/investitori attorno ad una causa specifica. Esistono oggi numerosissime piattaforme di crowdfunding.

Secondo il 1° Report italiano sul CrowdInvesting, a fine 2014 erano state aperte 1250 piattaforme a livello mondiale.

Crowdfunding

C’è da perdersi tra le classifiche che esperti e blogger ne fanno sul web: ho letto decine di articoli intitolate “le 10 migliori piattaforme di crowdfunding” e, al netto di alcune tra le big (Kickstarted, Indiegogo, GoFundMe, etc..), le altre indicate sono spesso diverse in base all’opinione dell’autore.

Studiando le piattaforme statunitensi, mi sono imbattuta nel sito www.crowdfunding.com. Sono rimasta colpita dall’esistenza dell’indice Alexa, azienda che si occupa di statistiche sul traffico internet, anche per le piattaforme di crowdfunding.

Probabilmente è una questione culturale: in Italia il traffico generato da questo strumento di raccolta fondi è nettamente inferiore rispetto al volume d’affari nelle omologhe d’oltreoceano.

Resta da capire quanto tempo ancora servirà per raggiungere tali livelli di donazione/finanziamento o se invece dovremo accontentarci di utilizzare le piattaforme come strumento sussidiario di raccolta.

Da un’occhiata veloce dei siti che promuovono il crowdfunding negli USA, mi sono resa conta che esiste una piattaforma per tutto: ci sono quelle che si occupano di charity e assistenza, altre rivolte maggiormente alle start up di natura tecnologica, ma anche altre che permettono di finanziarsi la luna di miele!

Crowdfunding

Si chiama www.honeyfund.com ed è la prima piattaforma gratuita utilizzata da quelle coppie che preferiscono un viaggio alla lista nozze.

Come funziona? La coppia crea un account sul sito, aggiunge foto e un minimo di storytelling.

Fissa quale obiettivo la destinazione del loro viaggio di nozze e assegna un valore economico ad ogni visita e attività che intende fare, compresi pernottamento e volo. L’idea è di coinvolgere amici e parenti nell’organizzazione del viaggio.

 

Se chi fa il regalo ha la percezione di star donando qualcosa di concreto e non di partecipare ad una semplice colletta, sarà maggiormente incentivato a donare e magari sarà anche disposto a metter qualche dollaro in più!

Se so che la mia amica Laura muore dalla voglia di visitare la Torre di Pisa, io sarò ben contenta di donarle il costo del biglietto anche se è superiore a quanto avrei donato se fosse stata organizzata una raccolta fondi tradizionale.

E’ una riflessione molto semplice da fare e questa piattaforma è un ottimo esempio dell’importanza del saper coinvolgere i donatori. Più li mettiamo in condizione di toccare con mano gli effetti della propria donazione, più saranno incentivati a donare anche qualcosa in più di quanto avevano in mente al principio.

D.S.

Phi Foundation

La Gazza

Come prevenire e contrastare la violenza sulle donne?

Una donna in difficoltà a chi può rivolgersi? Cosa può fare e a chi può chiedere aiuto? Per il bene di tutte le donne: leggete e divulgate per contrastare la violenza sulle donne.

L’organizzazione mondiale della sanità ha definito la violenza sulle donne “forse la più vergognosa e pervasiva violazione dei diritti umani“.

Dall’inizio dell’anno sono morte 58 donne, uccise da compagni, mariti, fidanzati che dicevano di amarle. Ma allora come si può prevenire e contrastare questo allarmante fenomeno? Io, donna, moglie e mamma, me lo chiedo sempre più spesso.

Una donna in difficoltà può rivolgersi al Telefono Rosa, contattare un centro antiviolenza, oppure, scaricare un App.

S.H.A.W è una App gratuita per aiutare le vittime di violenza a chiedere aiuto nella maniera più semplice e diretta possibile; questa App è disponibile in 12 lingue e scaricabile da App Store e Google Play Market collegandosi direttamente dal seguente mini sito appshaw, una volta scaricata è possibile inoltrare chiamate di emergenza diretta ai numeri 112 e 1522.

Violenza sulle donne

Il Telefono Rosa attivo tutti i giorni – 24 ore su 24 al numero 1522, può dare sostegno pratico alle donne vittime di stalking o informativo riguardante la legge 119/2013 sul femminicidio.

I centri antiviolenza presenti sul territorio nazionale sono completamente gratuiti e accessibili a tutte le donne, italiane e straniere. Potete trovare un elenco con le città sul sito vitadidonna.

Vi invito a condividere queste informazioni, anche attraverso Facebook, nella speranza che più donne possibili ne vengano a conoscenza perché potrebbe salvare la vita a qualcuna di loro, e a partecipare alla “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne” che si celebra il 25 novembre di ogni anno, con lo scopo di richiamare attenzione sul femminicidio.

Bene. Sappiamo a chi rivolgerci. Occorre però trovare il modo di debellare la cultura della violenza sulle donne, del dominio e della prevaricazione.

Manuela Mussa

Phi Foundation

Carcere

Concorso di colpe – per approfondire l’argomento carcere

Concorso di colpe

“Paradossalmente è stato Dio a creare l’inferno come luogo dove tenere il male”   P. Zimbardo
Di Jenny Rizzo

Prefazione:
Nicola Boscoletto, Presidente Officina Giotto
Mauro Imperiale, Consulente e criminologo
Stefania Pastori, inviata delle donne maltrattate

Copertina:
Marco Marchesi

Photo Courtesy:
Sara Meggiolaro
Emil Khorsai
Bob Strides

non profit

Concorso di colpe, il mio secondo libro, nasce per dare al lettore la possibilità di approfondire l’argomento carcere, offrendo loro anche un altro aspetto, più marcatamente drastico e difficile rispetto al primo libro.

“Criminologa e volontaria. Un binomio non comune. Perché come potrete vedere, nella sua attività di volontaria presso una struttura che accoglie persone in misure alternative alla detenzione in carcere, l’autrice non mette da parte l’animus della ricercatrice, non smarrisce il filo dell’analisi. Parallelamente, nei suoi ragionamenti criminologici non perde mai di vista la persona… Per questo, in un momento storico in cui di carcere non si parla, o si parla solo con la demagogia del «cacciateli dentro e buttate via la chiave», le pagine di Jenny Rizzo sarebbero da raccomandare a tanti ”

Così mi descrive N. Boscoletto nella sua prefazione, che mi rende orgogliosa di quanto fino ad oggi fatto e realizzato. Concorso di colpe vuole si mostrare il carcere attraverso gli occhi di chi lo ha vissuto o lo vive tutt’ora, ma vuole altresì sottolineare aspetti difficili del mondo penitenziario che rende complesso rieducare seriamente i nostri detenuti, abbassando la recidiva. Nicola è uno che come me crede nella seconda possibilità da offrire a chi ha sbagliato, ma una seconda possibilità che sia concreta e reale, non solo sulla carta. Lui all’interno del carcere di Padova ha creato una vera e propria impresa, nella quale i suoi ragazzi lavorano duramente e imparano un mestiere che dia loro la dignità di uomo.

Ho conosciuto qualcuno di loro e ancora oggi porto il ricordo vivo di quella chiacchierata “grazie a questo lavoro posso far studiare mia figlia, anche se io dal carcere non uscirò”.

Lavoro è sinonimo di dignità, anche in carcere. Perché, come dice Nicola, i detenuti sono prima di tutto persone. E per questo vanno considerate.

Carcere


Le storie che ho raccolto in questo secondo libro sono un poco più difficili e meno commoventi, ma era doveroso da parte mia raccontare anche il lato “brutto” del carcere.
Detenuti che evadono perché non trovano pace.
Ragazzi che fuggono senza lasciare traccia, perché nessuno qui gli ha offerto aiuto una volta fuori dal carcere durante la misura alternativa.
Uomini che si sentono in dovere di mantenere i propri figli, anche illegalmente.
Ragazze che scontano pene detentive durissime per aver difeso la propria dignità di donna.

Dal mio primo saggio Oltre il pensiero delle sbarre all’uscita di questo secondo libro sono trascorsi due anni.
Due lunghi anni in cui normative in materia penitenziaria hanno cercato di porre rimedio al problema del sovraffollamento delle carceri e alle condizioni disumane in cui vivono molti detenuti italiani.

Molti istituti di pena, infatti, ora hanno un numero quasi regolamentare di persone detenute; ogni detenuto ha lo spazio necessario per poter trascorrere dignitosamente la propria vita in cella.

Ma è realmente stato fatto tutto ciò che era nelle nostre possibilità per alleggerire la recidiva e la criminalità?
Un poco di spazio in più in cella è davvero utile affinché un criminale non torni a delinquere?
Oppure possiamo fare molto di più.
Non per aiutare i criminali, quanto piuttosto per aiutare la nostra società ad avere meno delinquenti e criminali?

 

Nicola Boscoletto nella sua prefazione scrive “In più di una pagina ci accorgiamo che con il suo disincanto e i suoi modi spicci Jenny riesce in modo molto diretto a toccare, a sfondare il muro di autodifesa che persone troppo provate dalla vita creano intorno a sé. Un muro perforato magari solo per un momento, ma sono momenti che lasciano una traccia”.

Ecco, lasciamo una traccia noi tutti e prendiamo coscienza del fatto che il carcere esiste ed è parte della nostra comunità.

Il libro è in vendita su Amazon.it.
Se desiderate una copia autografata, contattatemi direttamente jenny.rizzo@alice.it

Jenny Rizzo

Phi Foundation

PHI Academy: #corsi di formazione gratuiti

Divieni anche tu Content Editor Seo Oriented Certificato.

Nella sezione Innovation Lab di PHI Foundation è nata la “PHI Academy”, attività di formazione e training con percorsi didattici innovativi rivolti ai web communicators che desiderano emergere dall’anonimato.

In un ambito professionale in cui l’esperienza e la professionalità sono fondamentali, PHI Academy offre l’opportunità di dimostrarlo e certificarlo a costo zero.

L’Attestato di Content Editor, valido ai fini di una certificazione professionale, è rilasciato con l’obiettivo di dare un supporto concreto ai web communicators emergenti.

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Nel programma “PHI Attestato Professionale Content Editor” (Completamente Gratuito), è previsto un percorso di affiancamento a distanza e di esperienza pratica in ambito Content Editor.

Infatti, ai partecipanti di questo corso (seguiti e formati da Tutor), sarà data l’opportunità di esprimersi nel ruolo di Web Editor, scrivendo testi e storytelling SEO oriented che saranno pubblicati nel Blog e Pagine Social Network di PHI Foundation.

Beneficiando degli strumenti forniti da PHI Academy (vademecum testi e immagini, parole chiave selezionate “SEO”), gli aspiranti dovranno realizzare nell’arco di alcuni mesi trenta articoli idonei alla pubblicazione, seguendo le linee guida editoriali orientate al non profit, terzo settore e sociale in generale.

I risultati della formazione (previa autorizzazione dell’interessato) saranno pubblicati nella sezione specifica a disposizione di Head Hunting oltre ad essere inoltrati alle imprese che cooperano con PHI Foundation, al fine di un’eventuale proposta di lavoro.

Al termine del percorso formativo, gli allievi riceveranno, (unitamente ai dati statistici Analytics dei motori di ricerca e Social Network) il meritato “Attestato Content Editor” valido ai fini di una certificazione professionale.

Nel corso degli Eventi PHI Foundation i migliori allievi divenuti Web Editor saranno ospiti d’onore e premiati con lo speciale riconoscimento (la Pergamena del Knight of Community).

PHI Academy - Pergamena

Se vuoi specializzarti e accreditarti professionalmente entra nel programma PHI Academy e conquista l’attestato finale, sarà la tua certificazione professionale.

Divieni anche tu un “Knight of Community”.

Iscriviti al corso Completamente Gratuito di “PHI Academy, Innovation Lab” sezione di PHI Foundation (Social Innovation Community).

Sebastiano De Falco

Phi Foundation