ARTICOLI DELLA SETTIMANA 29 GENNAIO

#FUNDRAISING: ISOLA CHE C’E……SEMPRE

L’Isola che c’è, una realtà che quotidianamente svolge attività a sostenimento, un’Associazione di volontariato nata nel 2001, su iniziativa dei genitori di ragazzi disabili preoccupati nel procurare ai propri figli un percorso nella vita che non contemplasse soltanto l’istruzione e gli aspetti medico-riabilitativi.

La Mission è di “realizzare luoghi e progetti in cui l’Integrazione vuol dire inclusione ma non assimilazione, in cui si può far parte di una comunità dove essere tutti uguali e tutti diversi”.

 

Di seguito il link ad una breve intervista dal vivo:

 

https://www.facebook.com/RadioRadioByNightRoma/videos/1212095062178464/

 

ENTRA ANCHE TU NELLA FAMIGLIA PHI FOUNDATION

 

Sebastiano de Falco

PHI Foundation

UN VIAGGIO VERSO L’ALTRO IN BOSNIA-ERZEGOVINA

Le vicende storiche legate alla nascita della Bosnia-Erzegovina sono complesse, tanto che questa repubblica parlamentare federale è diventata indipendente dalla Jugoslavia solo a partire dal 1992 ed è stata vittima del massacro di Srebrenica nel 1995.

Da quegli anni la situazione è decisamente  migliorata ma, ad oggi,  la Bosnia-Erzegovina detiene  ancora  un primato negativo a livello europeo, cioè il coefficiente di Gini più alto in Europa (0,56).

Questo coefficiente misura la diseguaglianza nella distribuzione del reddito e della ricchezza ed indica, quindi, che nella Bosnia-Erzegovina coesistono situazioni sociali molto differenti tra loro con tante famiglie in difficoltà ed oltre 100 mila bambini che vivono in condizioni di estrema povertà.

Questo è uno dei motivi che ha spinto l’associazione Born to Child Onlus a programmare il progetto Viaggio verso l’altro per aiutare i bambini della Bosnia-Erzegovina.

Born to Child, nata ad Aprile 2015 ad Andria, è stata fondata sui principi della carità, della solidarietà e del servizio in favore dei bisognosi, minori in particolare, sia in Italia sia nei Paesi in via di sviluppo.

Ha già realizzato una serie di iniziative, tra cui progetti di recupero e distribuzione di indumenti e giocattoli per bambini che vivono in situazione di difficoltà.

E con il nuovo progetto Viaggio verso l’altro l’associazione intende aiutare alcuni orfanotrofi della Bosnia-Erzegovina organizzando, per la prossima estate e con il supporto delle associazioni presenti nel territorio bosniaco, convogli umanitari con furgoni caricati dei materiali donati destinati ai bambini.

E’ possibile partecipare attivamente a questo progetto in Bosnia-Erzegovina, in qualità di volontari, o semplicemente contribuire con una donazione, o in alternativa con beni materiali e di consumo.

Sostieni anche tu  il progetto Viaggio verso l’altro,  per donare ai bambini ospiti degli orfanotrofi della Bosnia-Erzegovina non solo l’aiuto concreto di cui necessitano, ma anche la speranza e l’energia per affrontare con più serenità e fiducia il proprio futuro.

 

PHI Foundation è una Fondazione che si occupa di aiutare tutte le Associazioni operanti nel Terzo Settore, attraverso campagne di informazione e raccolta fondi.

Aiutaci ad aiutare con una piccola donazione, visita la nostra pagina qui.

 

Nicola Minerva

PHI Foundation

ARTICOLI DELLA SETTIMANA 22 GENNAIO

UNA CASA-ACCOGLIENZA PER BAMBINI IN UGANDA

L’ Uganda è un Paese dell’Africa Orientale, con circa 35 milioni di abitanti, la cui economia si basa prevalentemente sull’agricoltura e, in misura minore, sull’allevamento.

Uno Stato tendenzialmente povero in cui molti minori, tra i 4 e i 17 anni, vivono in totale stato di abbandono ed emarginazione sociale, costretti a vivere in strada o per fuggire dagli abusi domestici o perché orfani.

Per questo motivo l’associazione Il Caprifoglio Onlus AICO ha avviato, in collaborazione con la Missione Francescana di Rushooka  ed i missionari laici Giorgio Scarpioni e Marta Novati, il progetto Miriam, incentrato sulla costruzione di una casa-accoglienza dove ospitare ed accudire i bambini abbandonati di Kabale, una città dell’ Uganda.

AICO, fondata nel 2007, è un’ associazione indipendente e laica creata per aiutare minori, adolescenti e persone adulte che siano in condizioni di svantaggio.

Nel corso della sua attività ha già svolto con successo progetti di cooperazione, assistenza sanitaria e sostegno non solo in Italia, ma anche in diversi altri Stati, tra cui Camerun, Kenya e nella stessa Uganda.

Il progetto Miriam è stato avviato nel Giugno del 2016 e nello scorso Settembre i volontari di AICO hanno posato la prima pietra di quella struttura che presto potrebbe diventare una casa-accoglienza in grado di offrire non solo ospitalità, ma anche assistenza alimentare e sanitaria ai bambini abbandonati dell’ Uganda.

L’obiettivo di AICO , infatti, è quello di inaugurare il centro ed avviare l’accoglienza già nel primo semestre del 2017, ma il lavoro non è semplice.

Sostieni anche tu AICO ed il progetto Miriam con una donazione, riceverai costanti aggiornamenti sugli sviluppi della costruzione, l’apertura e la gestione della casa-accoglienza in Uganda e potrai salvare la vita di tanti bambini in difficoltà.

 

PHI Foundation è una Fondazione che si occupa di aiutare tutte le Associazioni operanti nel Terzo Settore, attraverso campagne di informazione e raccolta fondi.

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Nicola Minerva

PHI Foundation

MI ALLATTI TU? IL PROGETTO DI ALEIMAR

Mi  allatti tu? ” è il nome di uno dei  progetti promossi dall’organizzazione di volontariato  Aleimar  per fornire latte in polvere ai neonati rimasti orfani in due regioni a rischio del Benin, lo Zou e l’Atacora;

in queste due aree  la situazione sanitaria è allarmante, a causa di un tasso di mortalità per parto elevatissimo e di un gran numero di neonati sottopeso.

L’associazione Aleimar , da oltre 30 anni, si occupa di minori in stato di abbandono o emarginazione (orfani o bambini di strada) con l’obiettivo di ricostruire loro un ambiente familiare dove possano ritrovare un contesto adatto alla loro crescita.

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Il nome Aleimar è stato scelto in ricordo di uno dei primi bambini aiutati dall’associazione in Brasile , ma in seguito ucciso dalla polizia locale.

Aleimar opera in Africa (dal Benin al Congo), Asia (India, Palestina e Libano) , Sud America (Brasile e Colombia) ed in Italia con ben 410 collaboratori e durante la sua lunga attività ha già aiutato più di 38 mila  bambini in difficoltà ed ha  realizzato oltre 300 progetti a favore della promozione delle loro comunità locali di appartenenza.

Il progetto “ Mi allatti tu? ” nasce dall’esigenza di aiutare i 130 neonati ospiti di 3 centri di accoglienza di Aleimar situati in Benin,  attraverso l’acquisto di latte in polvere con l’obiettivo di prevenire la loro morte prematura causata dall’impossibilità di essere allattati al seno.

Ogni neonato ha bisogno di circa 3 chilogrammi di latte in polvere al mese per sopravvivere e, ad  oggi, sono già state  raccolte donazioni sufficienti per nutrire  poco più della metà dei 130 bambini destinatari del progetto.

Basta un piccolo gesto per salvare questi neonati, promuovi  il loro diritto alla vita e alla salute sostenendo Aleimar ed il suo progetto!

 

Nicola Minerva

PHI Foundation

Elettricità senza frontiere

Immaginare una giornata priva di acqua ed elettricità può sembrare quasi anacronistico per il nostro stile di vita eppure, secondo i dati dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) , circa il 18% della popolazione mondiale  non ha accesso all’energia elettrica.

E’ questo il motivo che ha spinto un gruppo di dipendenti di EDF (Electricité de France) a fondare nel 1986 in Francia la ONG  Electriciens Sans Frontières, sul cui modello nasce nel2015  in Italia  l’associazione Elettrici Senza Frontiere Onlus,  per mettere le proprie competenze al servizio di missioni e progetti di solidarietà internazionale finalizzati all’accesso ad elettricità ed acqua.

L’associazione è formata da volontari dipendenti e pensionati delle aziende elettriche, con qualificate competenze ed esperienza, che operano in collaborazione con le aziende del settore dell’elettricità in tutti i continenti, in favore delle popolazioni svantaggiate o in situazioni di emergenza sanitaria o di catastrofi naturali.

Ad oggi Elettrici Senza Frontiere ha già completato con successo progetti in Kenya, Congo ed in altri Paesi in via di sviluppo e per iniziare il 2017 con la marcia giusta ha già avviato una nuova missione presso il villaggio AINA Children’ s Home, situato in Nchiru, nel distretto di Meru.

In questa struttura del Kenya vivono ben 125 bambini sieropositivi, di età compresa tra i 6 e i 17 anni (tutti orfani o abbandonati dai genitori) e l’obiettivo della missione sarà installare pannelli fotovoltaici e batterie, per sopperire all’instabilità della rete elettrica presente nel villaggio, permettendo un prolungamento oltre il tramonto dell’attività del centro sanitario e della scuola, e per fornire luce all’esterno del villaggio. Sarà anche installato un solare termico per sviluppare acqua calda.

Puoi contribuire a questa e alle altre missioni promosse dalla Onlus con semplici donazioni (con le modalità indicate al seguente link)  o diventando volontario, partecipando così alla vita dell’associazione (anche nel settore logistica, amministrazione, comunicazione e raccolta fondi).

L’accesso all’elettricità e all’acqua sono fattori chiave ed indispensabili per lo sviluppo delle popolazioni svantaggiate, sostieni anche tu Elettrici Senza Frontiere!

 

Nicola Minerva

PHI Foundation

COMBATTI LA CECITA’ CON MILIONI DI MIRACOLI

A volte i miracoli accadono davvero!

Donare la vista a chi è affetto da cecità o ipovisione, può sembrare una sorta di miracolo,  perché  può far tornare a splendere  la luce della speranza nella vita di chi lo riceve.

Milioni di miracoli è il nome della campagna promossa da Sightsavers per raccogliere i fondi necessari per finanziare un milione di operazioni per ridonare, salvare o salvaguardare la vista degli abitanti di Paesi poveri.

Sightsavers è un’organizzazione internazionale che opera, da più di 60 anni, in oltre 30 Paesi tra i più poveri del mondo con una serie di obiettivi, incentrati sulla lotta alla cecità evitabile e sul miglioramento delle condizioni e della qualità di vita delle persone irreversibilmente cieche o ipovedenti. In Italia è rappresentata da Sightsavers Italia Onlus, con sede a Milano.

miracoli

Durante la sua lunga attività Sightsavers ha già curato più di 43 milioni di persone con antibiotici contro il tracoma (infezione batterica della congiuntiva e della cornea, che può causare cecità) ed ha già operato più di 6 milioni di persone affette da cataratta.

Ma nel mondo ci sono circa 38 milioni di persone non vedenti: il dato più incredibile è che ben l’80% di loro potrebbero non esserlo,  poiché affetti da una cecità curabile (spesso dovuta a fattori correlati allo stato di povertà in cui vivono), ed è questo uno dei  motivi che ha spinto Sightsavers ad avviare la campagna milioni di miracoli.

Ad oggi sono già circa 650 mila le operazioni già assicurate, grazie alle donazioni pervenute per questa campagna, ed il traguardo di un milione di operazioni per restituire la vista ad altrettante persone non è lontano.

I costi delle operazioni sono molto contenuti rispetto ai miracolosi benefici di cui godrà chi ne usufruirà: con 55 euro si può infatti operare di cataratta un bambino, mentre con 30 la sua mamma o il suo papà.

Rendi possibile il miracolo della vista, sostieni anche tu Sightsavers!

https://www.youtube.com/watch?v=kws4Uszl6dw

 

Nicola Minerva

PHI Foundation

Articoli della settimana 08 gennaio

LA RACCOLTA FONDI PASSA ATTRAVERSO GLI ACQUISTI ONLINE

Sappiamo che sempre più oggi la raccolta fondi delle associazioni no profit avviene online, inoltre se andiamo a guardare alle principali modalità con cui gli italiani effettuano donazioni possiamo notare come l’acquisto di beni risulti essere al terzo posto; mettiamo assieme questi due elementi ed il gioco è fatto: oggi è possibile fare acquisti online e contemporaneamente sostenere una no profit.

Sono numerose le piattaforme che si sono sviluppate recentemente e che offrono la possibilità di fare acquisti online e contemporaneamente sostenere una o più no profit tra quelle che hanno deciso di iscriversi ai portali. In questo caso non stiamo parlando di acquistare gadgets, prodotti di artigianato o fare donazioni online sul sito della nostra associazione, ma di veri e propri portali per lo shopping online che devolvono parte del ricavato della vendita. In poche parole dobbiamo comprare il regalo di Natale ai bambini ,o quello di compleanno ad un amico, oppure prenotare un weekend in montagna? Possiamo farlo senza costi aggiuntivi presso uno dei numerosi siti che offrono questa possibilità.

Come in altri casi anche questa è una tendenza che arriva dal mondo anglosassone, in particolare dagli Stati Uniti. La National Retail Federation ha stimato che durante le feste natalizie ogni famiglia americana avrebbe speso in media 935,58 dollari, questo si traduce in milioni di dollari che se spesi attraverso questi portali potrebbero andare ad incrementare le donazioni delle associazioni no profit.

Sono tantissime le associazioni e le iniziative che si possono sostenere: progetti di cooperazione allo sviluppo, parchi naturali, musei, programmi di istruzione, etc. Ad esempio sul sito del MoMa è possibile acquistare una grandissima varietà di prodotti e sostenere così il Museo d’arte moderna di New York, oppure attraverso il sito Make it better è possibile fare shopping e decidere a quale tra le associazioni iscritte è possibile devolvere il 10% del valore dei propri acquisti, ma i siti americani che permettono questo tipo di donazioni sono veramente moltissimi.

Anche in Italia è stato di recente aperto un portale che permette di fare shopping online e sostenere le attività di associazioni no profit. Si tratta di Helpfreely, un portale attraverso il quale è possibile fare acquisti di qualsiasi genere dal cinema, all’abbigliamento, alle camere d’albergo, praticamente qualsiasi cosa grazie alla possibilità di connettersi tramite un’apposita app ai maggiori siti di acquisti online (Amazon, Zalando o Booking per citare solo alcuni dei più famosi).

Considerato il trend crescente degli italiani a sostenere le no profit attraverso acquisti e all’incremento delle donazioni ma soprattutto degli acquisti online, questi portali rappresentano sicuramente una grandissima nuova opportunità per molte associazioni, che hanno così a disposizione un nuovo strumento, facile e decisamente economico, per fare raccolta fondi ed ottenere visibilità nel web.

 

Sara Quaglia

PHI Foundation

Gli Amici del Monumentale e la loro dedizione per le persone insostituibili

Chi segue i miei articoli sul Blog avrà capito che amo Milano ma degli Amici del Monumentale non vi ho ancora parlato? Conobbi Carla de Bernardi lo scorso maggio in occasione di una visita guidata al Cimitero Monumentale di Milano. Fotografa, scrittrice, instancabile camminatrice (qui trovate un contributo video in cui racconta del suo cammino di Santiago) ma soprattutto appassionata del più importante museo a cielo aperto di Milano.

Prima di accompagnarci lungo questo infinito percorso all’insegna della fede, della storia e dell’arte però vuole raccontarci di un progetto che le sta molto a cuore e per il quale si impegna quotidianamente con attenzione e entusiasmo. Da diversi anni infatti ricopre la figura di Presidente e Responsabile Comunicazione dell’associazione senza scopo di lucro: Amici del Monumentale.

Eh sì…perché in fondo un po’ perché come molti dicono: “con la cultura non si mangia!”, un po’ perché l’Italia possiede una grande fetta del patrimonio culturale mondiale e quindi vige il pensiero de: “non si può certo aiutare tutti quelli che hanno bisogno -con la crisi poi!” -, i soldi riservati alla valorizzazione e la tutela delle ricchezze artistiche e culturali d’Italia non sono mai sufficienti e bisogna correre ai ripari come si può.

Ed è quello che avranno pensato i dodici Soci Fondatori degli Amici del Monumentale, tra cui Lalla Fumagalli, vicepresidente dell’associazione, Laura Monastier, protagonista di #BCM16 con la sua passeggiata tra le tombe di editori, fumettisti e scrittori o Emma Treves, quando il 27 marzo del 2013 danno vita a un’organizzazione non profit con l’obbiettivo di promuovere e valorizzare l’edificio architettato da Carlo Maciachini.

Noto a milanesi e turisti, è da sempre incompreso nonostante sia possessore, più di altri luoghi meneghini, di una magia senza tempo che Carla (de Bernardi n.d.r.) racconta nella guida “Non ti scordar di me” edita da Mursia con queste parole: “una straordinaria e silenziosa città dei morti” che comunica con “ […] la frenesia della città dei vivi […] attraverso una cancellata volutamente esile che permette ai due mondi di restare sempre in contatto”.

Torniamo ora però a quel tour tanto atteso dove conobbi Carla e la sua associazione e allo stupore del pubblico che, come me, si aggirava curioso tra le tombe discrete dei personaggi della storia e alcune tombe fastose di uomini sconosciuti percorrendo ogni metro dal Famedio con il pantheon degli uomini illustri, al cimitero acattolico, dall’Ossario fino al Tempio crematorio senza mai fermarsi.

Per non parlare delle opere scultoree, il più in bronzo, su cui la nostra guida si soffermava meticolosamente, la maggiorparte provenienti dalla Fonderia Artistica Battaglia, luogo affascinante dove ancora si fonde il bronzo con la tecnica della fusione a cela persa e dove le due “attempate ma giovanili ragazze” (citate qui in questi termini) degli Amici del Monumentale passarono giornate intere per studiare origine e peculiarità delle opere dei grandi maestri del 1900 come Adolfo Wildt, Arturo Martini, Lucio Fontana solo per citarne alcuni e per le quali da tre anni gli Amici del Monumentale combattono insieme ai suoi volontari per garantirgli restauri e manutenzione adeguati non solo in rispetto di coloro che riposano in questo luogo ed per i quali è quindi un dovere per l’associazione assicurarsi che lo facciamo in un luogo sicuro (ricorrenti i furti che hanno colpito il cimitero; dell’ultimo, risalente a marzo, se ne parla qui) ma anche per quelle sculture così care agli Amici del Monumentale che una volta conosciute, vi assicuro, non si dimenticano più.

 

Federica Pizzi

PHI Foundation

SOLO I GENI ESAUDISCONO I DESIDERI?

Nella fiaba “Aladino e la lampada meravigliosa” l’unica creatura in grado di esaudire i desideri del protagonista è il genio della lampada, ma nella vita di tutti i giorni a chi ci rivolgiamo quando desideriamo qualcosa?

L’associazione Make-A-Wish International  si propone di esaudire i desideri dei bambini gravemente malati, per aiutarli a ritrovare la felicità e la forza necessaria ad affrontare la loro malattia.

La sua affiliata italiana, Make-A-Wish Italia Onlus, nasce  a Genova nel 2004 grazie all’impegno dei suoi fondatori, Fabio e Sune Frontani, teso ad onorare la memoria della loro figlia Carlotta, morta a soli 10 anni proprio a causa di una grave malattia.

Dal 2004 ad oggi, grazie all’aiuto di più di 280 volontari, sono più di 1500 i desideri realizzati ed i bambini a cui è stato donato qualche momento di gioia e speranza: da Samanta, di 5 anni, ammalata di anemia linfoblastica acuta, che sognava di essere una bella principessa, a Ludovica, di 7 anni, affetta da fibrosi cistica, che desiderava essere stilista per un giorno, ad Antonio, di 17 anni, colpito da carcinoma testicolare sinistro embrionale, che sognava di incontrare Adam Gontier.

 “Trasformiamo ogni desiderio in un bambino più forte” è il claim della nuova campagna lanciata dalla Onlus per sottolineare il valore ed il potere di un desiderio che si realizza, specialmente per i bambini sofferenti che possono trarre, da un desiderio esaudito, una quantità immensa di forza per lottare ed affrontare le terapie di cui hanno bisogno con uno spirito diverso.

E’ possibile contribuire alla missione di Make-A-Wish Italia Onlus  con una donazione, adottando interamente o parzialmente un desiderio di un bambino, o diventando volontari della Onlus per condividere la gioia di bambino malato quando un suo sogno si trasforma in realtà.

Si può anche segnalare alla Onlus un bambino che vorrebbe veder realizzare un suo desiderio (purchè di età compresa tra i 3 ed i 17 anni ed affetto da patologie che mettono a rischio la sua vita).

Per esaudire un desiderio non bisogna essere un genio della lampada, provaci anche tu!

 

Nicola Minerva

PHI Foundation

Anche Differenza Donna ONG sul portale ilMioDono

UniCredit ha dedicato al Non Profit italiano ilMioDono, una piattaforma online dove varie Onlus presentano i propri progetti e le persone interessate possono votarle scegliendo tra le iniziative preferite.

Oltre al voto, è anche possibile fare una donazione quadruplicando il valore della propria scelta che, in questo caso, invece di uno equiparerebbe a 4 voti.

La campagna è partita il primo dicembre e si concluderà il 16 gennaio. Dopo questa data l’istituto bancario donerà 200.000€ da distribuire tra le Organizzazioni Non Profit più votate.

Anche l’associazione per cui lavoro, Differenza Donna Ong, è presente su ilMioDono con due progetti: “Emergenza Codice Rosa” e “Linea d’ombra: dalla violenza alla disabilità”.

Il progetto Emergenza Codice Rosa accoglie le donne, con i loro figli, che si rivolgono al Pronto Soccorso in seguito a una violenza subita. Prevede uno spazio qualificato dove le operatrici di Differenza Donna Ong lavorano in coordinamento con il personale sanitario e accompagnano la donna in un vero e proprio percorso di uscita dalla violenza assicurando il necessario sostegno psicologico e legale.

Linea d’ombra si occupa di donne con disabilità che hanno subito violenza, ma anche di donne che sono diventate disabili a causa della violenza.

Confidiamo di ricevere più voti possibili per poter partecipare all’assegnazione dei fondi messi a disposizione da Unicredit. Come fundraiser mi chiedo se il pubblico di riferimento sia quello giusto. Il “target online” è un target giovane, estraneo alla cultura del dono, abituato a fruire velocemente, gratis e ogni giorno di tanti e svariati contenuti digitali. Insomma, non proprio il pubblico ideale.

Basta pensare alla campagna dell’associazione Famiglie Sma che ha puntato sul video girato con l’ausilio di un testimonial d’eccellenza: Checco Zalone. Il video, promosso sui social, ha conseguito più di 4 milioni di visualizzazioni, eppure ha portato ad una raccolta fondi da parte solo del 3% degli spettatori (250.000€). Questo probabilmente perché il mezzo di promozione scelto, Youtube, non ha colpito il target giusto, ossia i giovani, poco propensi a donare con l’sms.

Un testimonial forte contribuisce sicuramente ad un ottimo avvio della campagna ma, se l’obiettivo è quello della raccolta fondi e non della sensibilizzazione, ciò che conta è la forza del messaggio e la capacità di creare un legame autentico tra il potenziale donatore e la causa portata avanti dall’associazione.

Rimango fiduciosa che Differenza Donna Ong consegua i voti necessari per poter accedere all’assegnazione dei fondi. Perché in Italia una donna su 3 subisce una qualche forma di violenza, fisica, psicologica o economica. Perché i progetti della Onlus sono innovativi, efficaci ma soprattutto risolutivi, in grado di restituire veramente a migliaia di donne, bambine e bambini una vita dignitosa e libera dalla violenza.

Le donne accolte dai centri che gestiamo entrano sfiduciate in se stesse ed escono con un rinnovato coraggio di guardare al futuro.

Vota anche tu per la Dignità e il Coraggio.

Vota Differenza Donna Ong su ilMioDono.

 

Vanessa Doddi

PHI Foundation

Articoli della settimana 11 dicembre

La cultura del dono premiata

AMMP Giorgio Valsania, Ai.Bi. e Cesvi vincono il bando “Giorno del Dono 2016”
per la ricostruzione sociale post terremoto

 

Lugano, 7 dicembre 2016PHI FoundationSebastiano de Falco – Si è tenuto il 30 novembre 2016, nella prestigiosa cornice della sede di rappresentanza del Banco Popolare in Roma, l’evento organizzato da Istituto Italiano della Donazione e Banco Popolare per fornire una fotografia dello stato di salute del non profit italiano e comunicare i vincitori del bando “Giorno del Dono 2016” per la ricostruzione post terremoto.

“Sono felice di poter annunciare – sottolinea Edoardo Patriarca, Presidente IID – che il comitato di valutazione ha ritenuto i progetti presentati da Associazione Maria Madre della Provvidenza (AMMP) Giorgio Valsania Onlus, Ai.Bi. Amici dei Bambini e Cesvi Onlus come i più meritevoli di ricevere la sovvenzione di 11.000 Euro ciascuno. Si tratta di tre progetti molto diversi tra loro ma accomunati da un elevato grado di concretezza e dalla capacità di rispondere in tempi brevi alle necessità reali dei territori più colpiti dal terremoto del 24 agosto scorso. I progetti vincitori infatti da un lato danno grande attenzione ai più fragili attraverso un’analisi accurata dei loro bisogni e, dall’altro, favoriscono la cooperazione e la coesione sociale delle persone e degli enti colpiti, senza trascurare la capacità di azione coordinata e di rete di più realtà operative”.

 AMMP Giorgio Valsania con il progetto “Missione Centro Italia 2016” vuole portare sollievo ai cittadini di Cittareale (AQ), di Norcia (PG) e di Posta (RI) che si sono visti togliere tutto dal recente terremoto. Da subito l’associazione ha ritenuto necessario fare qualcosa di concreto per risolvere nell’immeditato l’Posta che ha colpito le popolazioni terremotate, pertanto ha realizzato insieme alla Croce Giallo Azzurra di Torino, l’Associazione l’Accoglienza e la Protezione Civile di Caselle T.se la “Missione Centro Italia 2016”, che è suddivisa in tre step operativi: dotare Cittareale e Norcia di 4 roulotte, fornire Posta di una nuova sede dei Vigili del Fuoco e consegnare alla città di Norcia 60 moduli abitativi destinati alle famiglie sfollate del territorio.

“Un Paese ci vuole” (citazione di Cesare Pavese) è il progetto presentato da Ai.Bi. Amici dei Bambini che punta a contribuire alla ricostruzione del tessuto sociale dei territori colpiti attraverso un’attività di sostegno psicologico e laboratoriale rivolto ai più giovani con il coinvolgimento di tutte le generazioni. Tre gli aspetti su cui puntare: un laboratorio dedicato agli adolescenti e famiglie del territorio di Amatrice (RI) e frazioni, che saranno coinvolti in una riflessione attiva sulla proprie radici, sul proprio presente e sulla visione del futuro; uno sportello psicologico itinerante ad opera di psicoterapeuti con maturata esperienza nel campo della prevenzione e della cura degli effetti psicologici del trauma ed, in fase conclusiva, un’azione mirata alla sensibilizzazione della cittadinanza e delle istituzioni che prevede anche la realizzazione di un corto dedicato.

Cesvi è stata premiata per il progetto “Terremoto in Centro Italia – Supporto urgente agli allevatori delle aree colpite”. L’intervento di Cesvi a sostegno dei produttori agricoli terrà conto della lettura dei bisogni svolta da Coldiretti Rieti a partire dalla zona di Amatrice e si propone di supportare il ripristino delle attività di produzione e vendita diretta, con lo scopo di evitare l’abbandono delle campagne e favorire la ripresa economica nelle aree colpite dal sisma. Ciò sarà possibile attraverso la fornitura di attrezzature che possano permette il ripristino della produzione, come carrelli per la mungitura, impianti di raschiatura, refrigeratori, serbatoi per la lavorazione del latte. Sulla base della lista di necessità fornita da Coldiretti, si darà in una prima fase di intervento la priorità alle aziende che si dedicano alla produzione del latte vaccino e che stanno riscontrando difficoltà nel ripartire.

Per scaricare le schede dei progetti vincitori clicca qui

 

Sebastiano de Falco

PHI Foundation

Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Il 26 novembre scorso Differenza Donna, l’associazione di cui faccio parte, ha partecipato alla manifestazione indetta in occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne,  che ha visto più di 200.000 donne provenienti da tutta Italia raccogliersi nella capitale.

Un corteo gioioso e colorato, animato da tamburi, canzoni e artisti di strada. Tanti vissuti, uno accanto all’altro, però con un’unica voce perché una sola era la richiesta: più dignità per tutte.  A dimostrazione del fatto che il coraggio delle donne non si ferma dinnanzi a nessun tipo di abuso, maltrattamento o violenza.

Quel giorno Roma non era più Roma. La città eterna, che leggendariamente nacque da uno stupro di gruppo, il ratto delle Sabine, il 26 novembre è diventata la piazza di tutte le donne, che hanno trasformano la violenza delle origini della fondazione in un grido di forza contro la società sessista di ieri e di oggi.

Era il marzo del 1976 quando oltre 2.000 donne appartenenti a 40 paesi diversi diedero vita al Tribunale Internazionale sui crimini contro le donne presso il Palazzo dei Congressi a Bruxelles. E tra i crimini veniva per la prima volta istituito quello del “ femminicidio ” ad indicare l’uccisione della donna in quanto donna, cioè a causa del suo genere.

Sotto questo termine non rientra solo quel terribile centinaio di donne ammazzate, ma anche tutte quelle negazioni di dignità rivolte nella nostra società alle donne in quanto tali. Femminicidio è anche la morte professionale delle donne inflitta attraverso la negazione della parità di salario e di prospettive di crescita. Così come lo è l’assenza di welfare soprattutto in presenza di gravidanze e figli. Non ultimo è femminicidio pure il giudizio estetico sui corpi delle donne usati come oggetti mercificati negli spot pubblicitari per vendere di più.

Differenza Donna nasce nel 1989 per liberare le donne, le loro bambine e bambini dalla discriminazione di genere facendone valere i diritti, qualunque sia la loro cultura, religione o paese d’origine. In occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne ha lanciato la campagna “ Io non faccio eccezione ” per denunciare il fenomeno della violenza di genere così ampiamente diffuso quanto largamente sommerso.

Io non faccio eccezione ” perché ogni donna sperimenta nel quotidiano una negazione di opportunità, ma “ Io non faccio eccezione ” soprattutto perché ogni donna trova in se anche la forza di dire basta.

Come dimostrano le migliaia di donne che hanno sfilato in corteo nelle strade di Roma con striscioni e cartelli in occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne: Il nostro desiderio di essere libere può cambiare il mondo.

 

Vanessa Doddi

PHI Foundation

Articoli della settimana 4 dicembre

Lo stato di salute del terzo settore

Tre indagini dedicate al non profit
per raccontare il terzo settore che era, che è e che sarà

Lugano, 3 dicembre 2016 – PHI FoundationSebastiano de Falco – Si è tenuto il 30 novembre 2016, nella prestigiosa cornice della sede di rappresentanza del Banco Popolare in Roma, l’evento organizzato da Istituto Italiano della Donazione (IID) e Banco Popolare per fornire una fotografia dello stato di salute del non profit italiano e comunicare i vincitori del bando “Giorno del Dono 2016” per la ricostruzione post terremoto..

“Fotografando l’attenzione al tema della donazione nell’informazione televisiva lungo tutto un anno – ha spiegato Giovanni Sarani dell’Osservatorio di Pavia – è facile notare come nei telegiornali il tema del dono diventi notiziabile solo quando è trainato da notizie che riguardano questioni sociali più ampie, come emergenze umanitarie, immigrazione e povertà, fatti di cronaca, scienza e salute. In oltre due casi su cinque si è parlato di dono in occasione di campagne sociali mediatiche e maratone televisive, a seguire ogni qual volta un “vip” o un testimonial conosciuto dal grande pubblico fosse coinvolto”.

 Commenta Edoardo Patriarca, Presidente IID: “Dall’indagine dell’Osservatorio di Pavia si evince come in Italia vi sia la tendenza a mostrare prevalentemente notizie di carattere negativo con toni allarmisti, toni che diventano una costante nei racconti relativi a fenomeni che sembrano sfuggire al controllo dell’uomo, tanto per mancanza di volontà o di capacità, quanto per obiettiva impotenza, come nel caso dei terremoti e di altre catastrofi naturali. Queste scelte non contribuiscono a creare una cultura della donazione condivisa e non fanno bene alle donazioni. Il Giorno del Dono nasce anche per invertire questa tendenza”.

“Dalla nostra indagine 2016 “Gli Italiani e le donazioni” – ha aggiunto Paolo Anselmi, Vice Presidente Gfk Eurisko – emerge un calo di donatori di circa 5 milioni di donatori in 10 anni, una flessione parzialmente compensata dalla tenuta dei forti donatori, segno che la crisi ha colpito soprattutto i piccoli, in particolare i giovani, al punto che la donazione media tende a crescere. In questo contesto le associazioni devono porsi l’obiettivo di “stabilizzare” il comportamento di donazione aldilà delle emergenze, come ad esempio in occasione del terremoto, che suscitano ondate emotive di grande portata ma di breve durata, valorizzando anche le piccole donazioni ed, in particolare, i giovani. Non dimentichiamo infatti che i dati sui donatori fedeli sono confortanti perché tengono alta la bandiera della generosità degli italiani”.

 E il fattore fiducia è un aspetto importante su cui si basa tutta l’attività dell’Istituto: “L’IID svolge periodicamente un’indagine dedicata agli indici di efficienza economica dei propri associati. Questa ricerca – conclude Patriarca – ci mostra come i soci dell’Istituto dedichino alla propria missione ben l’80% circa delle proprie risorse ed, in media, spendano solo 20 centesimi per raccogliere un euro. Non va però dimenticato che vi sono importati differenze tra singole realtà e che quindi non è corretto avere come unico benchmark di valutazione la sola percentuale di investimento nella mission. Dall’indagine emerge chiaramente che le raccolte fondi più efficienti risultano essere quelle realizzate da organizzazioni con maggiore esperienza temporale in questa direzione e che possono permettersi un investimento per potenziarne ed innovarne le modalità. La raccolta fondi è un’attività di relazione da curare ogni giorno, anche alla luce del fatto che i privati si confermano essere la fonte di finanziamento principale”.

Per scaricare le indagini clicca qui

 

Sebastiano de Falco

PHI Foundation

A NATALE DIVENTA PIU’ ROSA: SOSTIENI LA CAMPAGNA “ MORE THAN PINK ”

More than pink ” è il nome della campagna promossa dalla Susan G. Komen for the Cure, organizzazione internazionale senza scopo di lucro impegnata dal 1982 nella lotta ai tumori del seno, le neoplasie maligne più frequenti fra le donne di tutte le età.

Affiliata alla Susan G. Komen for the Cure ed operante sul territorio nazionale italiano  troviamo la Susan G. Komen Italia, che nasce nel 2000 e si basa sul volontariato.

Gli obiettivi della  Susan G. Komen non si limitano alla promozione della prevenzione e della diagnosi precoce di questa diffusa forma di tumore, ma vertono anche sul sostegno alle donne che sviluppano  questa grave patologia. Un sostegno indirizzato all’aumento delle loro possibilità di guarigione e al miglioramento di qualità di vita e cure, tramite la generazione di risorse economiche per  realizzare progetti mirati.

Il nome della campagna “ More than pink ” non è casuale. Pink è infatti il colore del caratteristico  nastro rosa, da decenni simbolo della prevenzione del tumore del seno.

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Diventare  “ More than pink ” , significa sostenere attivamente la Susan G. Komen con piccoli o grandi gesti, basati su azioni, donazioni e partecipazione.

E quale migliore occasione del Natale per impegnarsi in prima persona come volontari dell’organizzazione o per eseguire donazioni,  disporre un lascito, devolvere il 5×1000, iscriversi alla Race for the Cure o magari organizzare eventi per la Susan G.Komen ?

E’ anche possibile, proprio in vista dell’imminente Natale, scegliere di omaggiare i propri parenti ed amici con uno dei regali solidali proposti dalla Susan G. Komen . Un concreto gesto di solidarietà ma allo stesso tempo un utile strumento per sensibilizzare anche il destinatario del regalo e chi  lo circonda.

E’ infatti fondamentale  imparare a conoscere questa neoplasia maligna che, nonostante i progressi raggiunti negli ultimi anni, rappresenta ancora la principale causa di morte nelle donne sopra i 35 anni e, seppur con frequenza nettamente inferiore, può colpire anche gli uomini.

In molti casi basterebbe svolgere una corretta prevenzione (accurata, costante e incentrata su uno stile di vita sano) per scongiurare l’insorgenza di questa patologia.

La prevenzione può  salvarti la vita, diventa “ More than pink ”.

 

 

Nicola Minerva

PHI Foundation

Articoli della settimana 27 novembre