piattaforme di crowdfunding

Piattaforme crowdfunding, quale scegliere? Social Lending

Le piattaforme di crowdfunding sono la soluzione standard per chiunque voglia portare avanti un progetto di finanziamento dal basso. Trovare il giusto portale per promuovere la propria raccolta fondi non è così semplice come si potrebbe immaginare.

In Italia sono presenti circa 69 portali (attivi) per la raccolta fondi online. Rispetto all’ultima mappatura delle piattaforme di crowdfunding, si nota un forte incremento: nel maggio 2014 si contavano 41 piattaforme attive, con un aumento ad oggi del +68% (report dell’università cattolica di Milano).

In una buona strategia di Fundraising avere le idee chiare è sempre un vantaggio. Non sai quale piattaforma di crowfunding utilizzare? Non sai da che parte cominciare o dove andare?

Di recente ci siamo occupati di visionare piattaforme di crowdfunding italiane relative alla categoria Donation based.
Oggi, invece, andremo ad analizzare le piattaforme di crowdfunding cosiddette Lending based.

Il social lending è un modo differente di concepire il mondo del credito. Domanda e Offerta si incontrano online, con una semplice intermediazione tecnica da parte di un gruppo vigilato dalla Banca d’Italia. Insomma, in poche parole: individui che prestano denaro ad altri individui secondo regole predefinite dal canale di scambio.

Ma quali sono queste Piattaforme? Andiamo a scoprirlo assieme

#Smartica

Inserita da Forbes tra le prime 10 piattaforme di social lending in Europa, Smartika permette agli utenti di prestarsi soldi online senza intermediari bancari e finanziari.

Prestito tra privati SMARTIKA

La piattaforma di crowdfunding mette a disposizione un canale privilegiato per dialogare con il mondo del credito. 

#Prestiamoci

Startup italiana autorizzata da Banca d’Italia per la gestione di una piattaforma di social lending (prestiti personali da privati a privati online).

Prestaimoci - piattaforme di crowdfunding

L’innovativa piattaforma individua un tasso per ciascuna persona: se una persona ha un livello di rischio elevato, il tasso d’interesse è elevato, viceversa se il soggetto ha un livello di rischio molto più contenuto avrà dei tassi d’interesse molto vantaggiosi.

Il punto forte delle piattaforme di crowdfunding non sta solo nell’offrire una soluzione “chiavi in mano”, ma anche nel fatto che, attraverso le loro attività si sviluppano conoscenze e esperienza che si rivelano spesso fondamentali.

 

Mario Rolla
Phi Foundation

 

Quale piattaforma di Crowdfunding utilizzare? Donation Based

Le piattaforme di crowdfunding sono la soluzione standard per chiunque voglia portare avanti un progetto di finanziamento dal basso. Trovare il giusto portale per promuovere la propria raccolta fondi non è così semplice come si potrebbe immaginare.
In Italia sono presenti circa 69 portali (attivi) per la raccolta fondi online. Rispetto all’ultima mappatura delle piattaforme di crowdfunding, si nota un forte incremento: nel maggio 2014 si contavano 41 piattaforme attive, con un aumento ad oggi del +68% (report dell’università cattolica di Milano).
In una buona strategia di Fundraising avere le idee chiare è sempre un vantaggio. Non sai quale piattaforma di crowfunding utilizzare? Non sai da che parte cominciare o dove andare? Ecco una lista che può darti una mano a scegliere:
Di recente ci siamo occupati di visionare le prime piattaforme di crowdfunding relative alla categoria Reward based.
Oggi, invece, andremo ad analizzare le piattaforme di crowdfunding cosiddette Donation based:

Let’s donation

Portale di donation based nato per finanziare progetti sociali locali, nazionali ed internazionali.

Let s Donation Il Profit sostiene il Non Profit

Shiny Note

Questa piattaforma di crowdfunding nasce con l’idea di soddisfare il bisogno degli individui di trovare uno spazio condiviso di espressione affettiva.

Shinynote Cambiamo il mondo una storia alla volta

Rete del dono

portale di crowdfunding per la raccolta di donazioni online a favore di progetti d’utilità sociale ideati da organizzazioni non profit.

Rete del Dono

Iodono

È il primo sito di personal fundraising in Italia. L’obiettivo principale è quello di permettere alle persone di donare online e di raccogliere fondi per le ONG.

iodono_logo

Leevia

Piattaforma di crowdfunding destinata a progetti di beneficenza promossi dalle organizzazioni non profit.

Leevia Foto contest campagne di attivismo sociale o di visibilità

Il punto forte delle piattaforme di crowdfunding non sta solo nell’offrire una soluzione “chiavi in mano”, ma anche nel fatto che, attraverso le loro attività si sviluppano conoscenze e esperienza che si rivelano spesso fondamentali.

 

Mario Rolla
Phi Foundation

Quali piattaforme di Crowdfunding utilizzare? Reward based

Le piattaforme di crowdfunding sono la soluzione standard per chiunque voglia portare avanti un progetto di finanziamento dal basso. Trovare il giusto portale per promuovere la propria raccolta fondi non è così semplice come si potrebbe immaginare.

In Italia sono presenti circa 69 portali(attivi) per la raccolta fondi online. Rispetto all’ultima mappatura delle piattaforme di crowdfunding, si nota un forte incremento: nel maggio 2014 si contavano 41 piattaforme attive, con un aumento ad oggi del +68% (report dell’università cattolica di Milano) 

In una buona strategia di Fundraising avere le idee chiare è sempre un vantaggio. Non sai quale piattaforma di crowfunding utilizzare? Non sai da che parte cominciare o dove andare? Ecco una lista che può darti una mano a scegliere:

Ieri ci siamo occupati di visionare le prime 10 piattaforme di crowdfunding relative alla categoria Reward based.  

Oggi, quindi, andremo ad analizzare la seconda parte di queste particolari piattaforme:

Be Crowdy 

Piattaforma di crowdfunding interamente dedicata a progetti culturali e artistici. artisti e promoter possono proporre i propri progetti e finanziarli tramite l’aiuto della community

BeCrowdy Crowdfunding platform 

Schoolraising

Anche a scuola si fa crowdfunding. L’obiettivo primario di questa piattaforma è raccogliere i finanziamenti per progetti scolastici che non possono essere realizzati a causa dei tagli. 

School Raising è la piattaforma di crowdfunding per finanziare i progetti delle scuole italiane 

Innamorati della cultura

È il primo portale di crowdfunding dedicato alla promozione della cultura italiana.

 Innamorati della Cultura il crowdfunding per la cultura italiana 

Gigfarm

Piattaforma di crowdfunding dedicata ai concerti dal vivo. Il sito web permette ad artisti e promoter di entrare in contatto con il proprio pubblico, presentando il loro il progetto musicale e proponendolo alla Rete.

 Gigfarm

For Italy

Piattaforma dedicata alla raccolta fondi per progetti riguardanti la cultura italiana.

FOR ITALY THE CROWDFUNDING PLATFORM FOR ITALIAN CULTURE HERITAGE OF THE WHOLE WORLD 

Vizibol

Piattaforma dedicata ai progetti creativi, a idee legate al mondo delle arti visive e alla creatività.

Vizibol Support Visual Ideas crowdfunding 

 WowCrazy

Piattaforma costruita per offrire una community ai progetti di moda.

Wowcracy – The endless fashion week 

Commoon

Portale dedicato alla raccolta fondi per progetti su social design e innovazione sostenibile.

Commoon

 

Il punto forte delle piattaforme di crowdfunding non sta solo nell’offrire una soluzione “chiavi in mano”, ma anche nel fatto che, attraverso le loro attività si sviluppano conoscenze e esperienza che si rivelano spesso fondamentali.
Mario Rolla
Phi Foundation

Quale piattaforma di crowdfunding utilizzare?

Le idee non si muovono da sole, servono i finanziamenti. Le piattaforme di crowdfunding sono la soluzione standard per chiunque voglia portare avanti un progetto di finanziamento dal basso.

Per trasformare una startup in un impresa di successo servono i finanziamenti. In Italia si contano circa 55 piattaforme di crowfunding divise in base al modello di finanziamento:

  • reward based, in cambio di donazioni in denaro, prevede una ricompensa, come il prodotto che si è deciso di sostenere;
  • donation based, modello utilizzato in larga misura dalle organizzazioni non profit;
  • lending based, microprestiti;
  • equity based, regolamentato dalla Consob: in cambio del finanziamento è prevista la partecipazione del finanziatore al capitale sociale dell’impresa;
  • ibride, basate su più modalità di finanziamento;

In una buona strategia di Fundraising avere le idee chiare è sempre un vantaggio. Non sai quale piattaforma di crowfunding utilizzare? Non sai da che parte cominciare o dove andare? Ecco una lista che può darti una mano a scegliere:

Analizziamo quelle relative alla categoria Reward based

Eppala

Eppela crowdfunding dal volto umano

I progetti che si possono presentare e finanziare abbracciano diversi campi: dal no profit all’arte, dal cinema alla tecnologia, dall’innovazione sociale al fumetto. 

Microcreditartistique

Piattaforma di crowdfunding interamente dedicata alla raccolta fondi di progetti legati a tutto ciò che riguarda l’arte contemporanea

Microcreditartistique 

Kendoo

Portale di crowdfunding che si occupa di progetti web, social media, mobile, e-commerce. 

Kendoo 

Finanziami il tuo futuro 

Tra le piattaforme di crowdfunding, finanziami il tuo futuro aiuta a sostenere i settori dell’economia locale attraverso progetti innovativi provenienti dal territorio. 

finanziami-il-tuo-futuro

Bookabook

Piattaforma dedicata esclusivamente ai libri, in cui lettori e scrittori possono realizzare e finanziare insieme libri inediti.

 Bookabook il crowdfunding del libro 

Giffoni innovation Hub 

Portale web di crowdfunding progettato e dedicato al mondo delle startup culturali e alle opere artistico-culturali.

 Giffoni Innovation Hub Giffoni Innovation Hub

WeRealize

Piattaforma riservata al design. Da la possibilità a designers e makers di raccogliere fondi online per realizzare progetti innovativi.

werealize.it Crowdfunding community for design 

Agis.co 

Piattaforma di crowdfunding che offre servizi di scouting, tutoraggio e assistenza manageriale.

 Agis.co The ceo app

Limoney

Trasformare le idee delle persone in realtà con l’aiuto di tutti, questo l’obiettivo della piattaforma di raccolta fondi Limoney 

Limoney Crowdfunding Limoney 

Com-Unity

Piattaforma di crowdfunding di proprietà della Banca Interprovinciale Spa. L’obiettivo è chiaro, dare un’opportunità a chi ha un’idea e intende realizzarla, utilizzando al meglio le possibilità offerte dalla rete.

Com Unity Il nuovo portale italiano di Crowdfunding

 

Il punto forte delle piattaforme di crowdfunding non sta solo nell’offrire una soluzione “chiavi in mano”, ma anche nel fatto che, attraverso le loro attività si sviluppano conoscenze e esperienza che si rivelano spesso fondamentali.

 
Mario Rolla
Phi Foundation

5 video da cui prendere spunto per dire grazie ai donatori

In una buona strategia di video marketing per il non profit non può mancare la realizzazione di una filmato che metta al centro i donatori e non l’associazione.
Ringraziare chi con impegno ha sposato la tua causa è fondamentale. Raccontare e rendere partecipe il donatore dei suoi successi e perché no, anche degli insuccessi, renderà la tua onp trasparente e “tangibile”.

Pensateci e, nel frattempo, guardate i video che seguono: ecco 3 splendidi esempi di comunicazione che arriva dritta al cuore, con poco rumore e grande efficacia (se avete altri esempi da segnalare o pensieri da scrivere, ricordate che lo spazio Commenti è a vostra disposizione).

 

 

 

 

 

Se dopo aver visto questi video hai riflettuto e per la tua campagna di raccolta fondi sei deciso ad integrare una strategia di video marketing potrebbe interessarti anche questo articolo, 3 idee di video marketing per la tua raccolta fondi.

 
Mario Rolla
Phi Foundation

Phi Foundation - Terzo Settore

Riforma del Terzo Settore: Qualcosa si muove

È stata approvata in Senato la settimana scorsa la prima bozza del disegno di legge che revisiona e disciplina il Terzo Settore e il ruolo delle Non Profit.

Il progetto, che ora è in mano alla Camera dei Deputati per l’approvazione finale, riguarda un po tutti gli aspetti relativi al Terzo Settore, intervenendo in tutti gli aspetti critici della disciplina che regola la vita degli enti e delle attività senza scopo di lucro, da quelli civilistici a quelli fiscali, da quelli societari a quelli relativi alla remunerazione del capitale e alla distribuzione degli utili. Prevista anche una rivisitazione delle norme che regolano il servizio civile, che sarà reso disponibile a tutti i giovani dai 18 ai 28 anni.

Inoltre sono disciplinati anche gran parte dei punti critici del mondo del non profit, come il crowdfunding, la distribuzione di dividendi (che sembra prendere a modello la formula restrittiva delle cooperative a mutualità prevalente), la disciplina fiscale e contabile, i rimborsi spese degli operatori e le retribuzioni dei dipendenti, la distribuzione degli utili, i diritti di informazione e partecipazione. E’ prevista anche la costituzione del fondo per promuovere le attività istituzionali con 17,5 milioni di euro di budget per il 2016.

Si tratta per ora solo di un disegno di legge, dunque la strada è ancora lunga e ci sono diversi punti oscuri che andranno risolti, ad esempio il modo in cui questa nuova eventuale legge si possa inserire nelle disposizione appena attuate con la legge di stabilità, nei capitoli relativi al Terzo Settore, uno su tutto l’utilizzo strategico e sistematico dello strumento del Crowdfunding per finanziare «interventi innovativi di enti di terzo settore» .

Nei prossimi mesi vedremo come proseguirà il discorso, anche se un primo importante passo, se non altro dal punto di vista formale, sembra essere stato già fatto.

 

Francesco Fiore
Phi Foundation

Articolo tratto da: Italia Oggi del 4 Aprile 2016 di Marino Longoni
phi foundation - Volterra

A Volterra il Crowdfunding per salvare l’anfiteatro romano

Volterra, nasce la piattaforma di crowdfunding per tutelare e valorizzare lo scavo dell’anfiteatro romano rinvenuto lo scorso luglio durante la bonifica di corsi d’acqua secondari. Al via la campagna di Fundraising “emozionale”.

La giunta comunale ha deciso: “di mettere in campo – si legge nella delibera – ipotesi e strategie volte a riportare alla luce l’importante ritrovamento archeologico, mediante un progetto di comunicazione cross mediale volto a comunicare il ritrovamento del sito archeologico e la sua evoluzione; creare una community intorno ai temi del ritrovamento e attivare l’attenzione della collettività, di investitori e finanziatori; attivare una campagna di fundraising “emozionale” volta a raccogliere favori e contributi da parte della società civile a livello internazionale, al fine di avviare un processo di raccolta fondi in considerazione degli sviluppi e delle dinamiche dal punto di vista culturale e turistico che potrebbero aprirsi.”

In accordo con la Sovrintendenza e assieme agli assessorati della Cultura e dell’innovazione tecnologica, verrà lanciata quindi una piattaforma di crowdfunding in grado di recuperare le risorse necessarie per poter riportare alla luce una parte importante di quella che è stata definita una tra le cinque scoperte potenzialmente più interessanti al mondo per l’anno 2016.

 
Mario Rolla
Phi Foundation

Challenge App

ChallengeStar: L’App che aiuta i donatori

ChallengeStar lancia l’innovativa mobile app che rivoluziona il social Fundraising. Attraverso l’app le persone potranno creare campagne e progetti che aiutino loro a raccogliere fondi e visibilità.

“La nostra mission è quella di rendere il mondo un posto più caritatevole” afferma ai microfoni di BusinessWire il CEO di ChallangeStar Jed Royer. “abbiamo – continua Royer – sviluppato una piattaforma che aiuti le persone a sostenere la causa che più hanno a cuore in modo semplice e veloce.

ChallengeStar app fa il suo debutto a Boston il 22 marzo davanti all’Association of Fundraising Professionals International Fundraising Conference. La conferenza nasce dall’esigenza d’inspirare innovazione e cambiamento all’interno delle comunità e delle organizzazioni non profit.

L’app è gratuita ed è già disponibile sull’app store e sul Google Play Store. Gli utenti registrati possono scegliere quale causa sostenere attraverso la “Charity Challange” oppure proporre un “sfida” per raccogliere fondi con lo strumento “Winner Takes all Challange”.

In entrambi i casi gli utenti possono partecipare a campagne di social Fundraising donando o ricevendo gli aiuti in modo sicuro e trasparente. L’innovazione della piattaforma consiste nell’interazione tra la mobile app e l’utilizzo dei social Network. Votare e sostenere una causa è semplicissimo. Scopri come nel video:

L’applicazione è aperta a tutti. Può essere utilizzata dalle organizzazioni non profit di qualsiasi dimensione. Diversamente da molte altre piattaforme di crowfunding o Fundraising.

“ChallengeStar  – afferma Royer – permette alle associazioni non profit di organizzare raccolte fondi online in totale sicurezza”.

Il mercato si sta orientando sempre più in questa direzione, semplicità, sicurezza ed efficienza.

Il Fundraising ormai è uno strumento fondamentale nello sviluppo di progetti a qualsiasi livello, il proliferare di strumenti, piattaforme e applicazioni che rendono questo servizio sempre più facile e veloce testimonia proprio questa tendenza.

 

Mario Rolla

Phi Foundation

Twitter si candida: al via il social fundraising per le elezioni americane

Ora, per la prima volta nella storia delle elezioni americane, i candidati alla presidenza potranno usare Twitter per raccogliere fondi.

La piattaforma di micro-blogging mette a disposizione dei candidati, impegnati nelle primarie americane, la possibilità di utilizzare il proprio profilo personale come strumento per il Social Fundraising.

Il social media ha avviato una partnership con Square, società di pagamento mobile, che permette di aggiungere all’account o a un Tweet un grande pulsante per le donazioni online (“Contribuite”). Il pulsante consente agli utenti, tramite paypal, di effettuare la donazione direttamente da Twitter.

Donare su twitter non è mai stato così semplice

Donare è semplicissimo. Attraverso la piattaforma Square sarà possibile creare un account o un tweet link ($Cashtags) che genererà poi automaticamente il pulsante “dona ora”.

Anche il gigante di micro-blogging ha reso più semplice raccogliere fondi online. I candidati possono infatti raccogliere fondi in tempo reale durante i dibattiti e altri eventi.

Il social fundraising diventa quindi uno strumento chiave per candidati presidenziali, ma la sua utilità non si esaurisce qui. Le organizzazioni non profit possono utilizzare questo strumento per coinvolgere sempre più donatori e organizzare raccolte fondi live.

Molto più di uno strumento politico 

Le persone che donano sono propense a condividere sui social la notizia della loro donazione, questo può invogliare altri a fare lo stesso. Uno studio condotto dal New York Times ha rilevato che l’84% degli utenti condivide e mostra il proprio sostegno ad una determinata causa.

Pertanto, il pulsante di Twitter li aiuterà a semplificare la condivisione. Twitter un volta conclusa la donazione genererà automaticamente un tweet pronto per la condivisione. Gli utenti, naturalmente, si fidano di più dei contenuti pubblicati dai loro amici o fan piuttosto che di un contenuto generato da un politico. La viralità del mezzo amplia l’iniziativa grazie alle dinamiche del social.

la piattaforma di social Fundraising elaborata da Twitter è molto più che un semplice strumento per le elezioni americane. A parte per i candidati politici, lo strumento può essere utilizzato da organizzazioni non profit a tutti i livelli per raccogliere fondi.

 

Mario Rollo

Phi Foundation

 

La mediazione carceraria: Un progetto italiano affidato al crowdfunding

Sai di cosa si occupa Sesta Opera? Hai mai sentito parlare di “mediazione carceraria tra pari”? Il primo progetto europeo di “mediazione tra pari” è italiano e si finanzia in rete!

Sesta Opera San Fedele (Associazione di Volontariato Penitenziario O.N.L.U.S.) nasce a Milano nel 1923 ed è una delle più antiche associazioni di assistenza carceraria operanti in Italia. Oggi può contare sul sostegno di circa 200 volontari che prestano il loro servizio a Milano e dintorni. Nel 2015 il supporto complessivo dato dai volontari è stato di circa 30.000 ore. Gli ambiti in cui Sesta Opera agisce sono:

    • Assistenza Intramuraria (Casa Circondariale San Vittore, Casa di Reclusione di Opera, Casa di Reclusione di Bollate, Reparto detentivo presso l’Ospedale San Paolo e Centro di Prima Accoglienza)
    • Assistenza extramuraria (Centro di Ascolto, Sportello Informativo e Gestione strutture di accoglienza)
    • Detenzione Domiciliare e Misure Alternative
    • Formazione (Corsi di Formazione e Partecipazione a manifestazioni e convegni)

Il carcere è troppo spesso un luogo di gravi conflitti fra i detenuti, pertanto, non tutti sanno che è un ambiente socialmente invivibile: un luogo di educazione alla violenza. Eppure secondo la Costituzione le pene dovrebbero tendere alla rieducazione e al reinserimento sociale. Per questo motivo Sesta Opera, Associazione italiana di volontariato carcerario, da sempre impegnata su queste tematiche, sta operando concretamente per realizzare il primo progetto di “mediazione carceraria tra pari” in Italia. Il programma trae ispirazione dai risultati ottenuti nel carcere messicano di Hermosillo dove questo metodo è stato introdotto nel 2005. Guarda il video!

Ora è più chiaro cos’è la “mediazione carceraria tra pari”?

La mediazione carceraria tra pari è una pratica innovativa nata in America Latina circa dieci anni fa. Prevede di scegliere e formare, all’interno della popolazione carceraria, persone che siano in grado di gestire e risolvere pacificamente i confitti che insorgono fra i loro compagni detenuti e fra i detenuti e le loro famiglie. Anche in un ambiente difficile come il Messico, l’esperienza di mediazione carceraria nel carcere di Hermosillo ha dato risultati importanti: nel 2005 i conflitti fra carcerati provocavano un suicidio la settimana e un ferito grave ogni tre giorni. Dopo due anni di mediazione in carcere non si verificavano più morti a causa di liti. Ma non è solo questo: il carcere era diventato un ambiente migliore. L’istituzione si è impegnata a migliorare le condizioni di vita dei detenuti. Enti e imprese hanno sviluppato nel carcere attività di formazione e lavoro e molti mediatori, una volta usciti, hanno deciso di continuare la loro attività di mediazione fuori dal carcere, nella società.

Il progetto pilota europeo di “Mediazione tra pari” è italiano e Sesta Opera ha scelto di partire dal Reparto Femminile della casa di reclusione di Bollate, a Milano, prevedendo un corso di formazione alla mediazione dei conflitti a un gruppo di detenuti selezionati con l’aiuto di volontari, educatori e agenti. Al termine del percorso di formazione inizieranno le prime attività di mediazione tra pari.

In particolare il progetto è articolato in quattro fasi:

  1. Nella prima fase si precisano le risorse disponibili e necessarie per dare avvio alla sperimentazione e se ne verifica la reale fattibilità nella struttura individuata.
  2. Nella seconda fase il gruppo di lavoro definisce un programma dettagliato di formazione e vengono individuati tra i carcerati coloro che esprimono le caratteristiche più adatte per diventare “mediatori”.
  3. Nella terza fase si terrà il corso vero e proprio.
  4. Nella quarta fase si inizierà a mettere in pratica quanto appreso. Parallelamente si verificheranno i primi risultati ottenuti L’obiettivo della mediazione è quello di lavorare “nella comunità” e “con la comunità” per ristabilire la comunicazione dove questa è tesa o interrotta. Il progetto è avviato sperimentalmente nel carcere di Bollate, reparto femminile e coinvolge, oltre le detenute, la direzione, gli educatori, la Polizia Penitenziaria e gli agenti di custodia.“Ci aspettiamo di ottenere una considerevole riduzione dei contrasti interni alle strutture carcerarie italiane”, commenta Guido Chiaretti, Presidente di Sesta Opera San Fedele. “Infatti, i risultati ottenuti in Messico ci autorizzano a essere fiduciosi: grazie alla presenza di un mediatore ogni 25 detenuti, a Hermosillo non ci sono stati più casi di suicidio a tre anni dall’inizio della pratica della Mediazione tra Pari e gli atti di autolesionismo sono sensibilmente diminuiti”.L’analisi degli esiti della sperimentazione nella casa di reclusione di Bollate sarà alla base della definizione dei criteri di declinazione di nuovi progetti da replicare in altre istituzioni carcerarie italiane ed europee.

Per fare tutto questo, c’è bisogno del supporto di molte persone, anche del tuo. Sesta Opera riesce a finanziare parte del costo totale del progetto, ma mancano ancora € 12.000 per arrivare a coprire tutte le spese previste. Aiuta Sesta Opera a raggiungere il primo traguardo di € 5.000. Dal 30 gennaio 2016 è infatti accessibile su www.retedeldono.it l’iniziativa promossa da Sesta Opera.

Cerca il progetto “mediazione carceraria” e fai la tua donazione

Si può sostenere questa iniziativa per il desiderio di migliorare la vita delle persone detenute e delle loro famiglie ma anche per migliorare la società. Sono tutte motivazioni più che valide.

Sostieni il progetto!

Un carcere più sicuro garantisce una società più sicura: la soluzione pacifica dei conflitti educa alla non violenza.

 

Paola Antifora

Phi Foundation

 

Il presidente di Sesta Opera, Guido Chiaretti, è stato intervistato dal Corriere della Sera (cronaca di Milano di domenica 6 marzo, articolo di Giampiero Rossi) e  spiega perché crede così tanto nel progetto “mediazione carceraria tra pari”. Leggi qui: http://bit.ly/sestaoprera_corrieredellasera

Valore Non Profit Orient

Phi Social Innovation Community: Valore Produttivo di Utilità Sociale

Il terzo settore realizza cose buone e giuste ma non sa comunicare infatti, da qualche tempo, capita di prestare attenzione alle questioni inerenti la comunicazione “Non Profit Orient” e la percezione del ruolo di Fundraiser e, in generale, al tema del Fundraising.

La comunicazione (non profit orient) dovrebbe ampliare il campo visivo e alimentare la cognizione che abbiamo “sulla raccolta fondi dedicata al non profit” e sulle opportunità, sopratutto in termini di sostegno dei più deboli.

Fondamentale è comprendere l’attività di “Fundraising non profit orient” di cui tanto si parla ma poco si conosce detenendo una visione limitativa e limitante del Fundraising.

Si ritiene (a torto) che il fatto stesso di occuparci di una buona causa sia sufficiente a farci ascoltare.

Niente di più errato poiché, le buone cause, sono sì condizione necessaria, ma certamente non sufficiente. Si potranno raggiungere gli obiettivi esclusivamente quando saremo in grado di sostituire il concetto di Beneficenza con il termine di “ Valore Produttivo di Utilità Sociale”.

Il Fundaraiser è l’arte di saper chiedere. Un po’ per vocazione e un po’ per diletto, tutti possono chiedere ma non tutti sanno chiedere.

Sei una organizzazione non profit e desideri supporto o vuoi avviare una campagna di raccolta fondi,
chiedi a PHI FOUNDATION (Social Innovation Community).

ONP e Social Fundraising

Phi Social Innovation Community: ONP e Social Fundraising

Riflettendo sulle difficoltà, e nello stesso tempo la necessità delle piccole e medie organizzazioni non profit (ONP) di reperire risorse economiche attraverso la raccolta fondi, si scopre la loro impreparazione negli strumenti e nelle applicazione metodologie di Fundraising.

La domanda è: Quanto tempo dobbiamo ancora attendere prima che le ONP diano inizio alla valorizzazione delle relazioni che hanno nel territorio in ottica di attivazione di un’efficace strategia di Fundraising online/offline, considerando anche le prospettive di ampliare la propria cerchia d’influenza alleandosi con una più ampia struttura di Social Fundraising e costruire insieme una Social Innovation Community?

La risposta non è scontata perché ci vuole la temerarietà e la lungimiranza di eseguire una scelta importante.

Strutturarsi in Fundraising Orient (anche tecnologicamente) infatti, significa rimettere in discussione l’intero modello organizzativo delle ONP, al fine di trovare non solo fondi ma anche Donazioni in termini di competenze, tempo, people raising e soprattutto relazioni.

Solo curando le relazioni che abbiamo con la realtà che ci circonda, orientandoci inoltre anche verso un Corporate Fundraising più professionale, possiamo davvero implementare una buona strategia di raccolta fondi e il Dono diventa uno strumento mediante il quale rafforzare questi legami.

Sei una organizzazione non profit e desideri supporto o vuoi avviare una campagna di raccolta fondi,
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Fundraiser

Phi Social Innovation Community: Fundraiser

Lavorare nella Social Innovation Community con Phi Foundation, nell’operosità di raccolta fondi (Fundraising), significa svolgere l’attività di Fundraiser, una professione creativa e multitasking oggi sempre più richiesta dal mercato del lavoro, in particolare, nell’area del terzo settore.

Una professione che richiede competenze specifiche in marketing, statistica, economia, giurisprudenza, amministrazione ma anche un estro creativo e artistico, oltre che una grande determinazione.

Fare raccolta fondi (Fundraising) per le organizzazioni non profit significa lavorare per una giusta causa, che appassiona, in cui crediamo e che ci spinge a desiderare di migliorare le cose grazie al piccolo/grande contributo di tante persone.

Non c’è dubbio che il lavoro del Fundraiser porti più che numerose soddisfazioni personali se fatto bene con passione e attraverso metodi e strumenti corretti.

La domanda che sorge spontanea è: Ma il Fundraiser cosa fa esattamente?

Si usa spesso il termine Fundraiser nel gergo comune, per indicare il comunicatore o l’organizzatore di eventi di beneficenza. In realtà il Fundraiser è questo, ma non solo.

È soprattutto un professionista che svolge l’attività con dedizione, che sa comunicare e agire, perché le parole sono pensieri che diventano azioni dirette a costruire qualcosa di utile, azioni dirette ad aiutare gli altri, e per questo IMPORTANTI.

Sei una organizzazione non profit e desideri supporto o vuoi avviare una campagna di raccolta fondi,
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Valore Social Fundraising

Phi Social Innovation Community: Fundraising il valore nel tempo

Il Social Fundraising parte da dentro noi e il punto di partenza indispensabile è la presa di coscienza che deve nascere dal cuore, perché “Chiedere” costa fatica psicologica.

Il Fundraising è uno strumento integrante nelle attività di sviluppo della Social Innovation Community e delle strategie di raccolta fondi e coinvolge perché la gioia di Donare è assolutamente contagiosa.

Il Fundraising non deve essere vissuto come una triste necessità ma come una straordinaria opportunità di crescita, come parte integrante della sostenibilità della causa sociale e progresso della Social Innovation Community.

Fare Fundrasing è un’opportunità che genera un ritorno di valore nel tempo, richiede pazienza e bisogna comprendere che alcuni risultati potranno arrivare presto ed altri anche dopo. I risultati potranno riguardare i fondi, ma anche il tempo delle persone (volontari), beni e servizi gratuiti e non da meno, riuscire a stimolare una sensibilizzazione dell’opinione pubblica e dei media.

Il Social Fundraising è uno strumento al servizio delle cause, con cui Phi Foundation non raccoglie fondi, ma sostiene progetti, promuove organizzazioni non profit, presenta idee e soluzioni per risolvere problemi di carattere sociale. Inoltre Phi Foundation partecipa direttamente alla soluzione del problema, coinvolgendo la Social Innovation Community, e spingendo nei confronti del potenziale benefattore, facendo crescere il desiderio di donare.

Per fare Social Fundraising servono competenze tecniche specifiche affinché tutti gli sforzi siano massimizzati.
E’ indispensabile definire una strategia di medio lungo termine, conoscere le regole del marketing e della comunicazione orientate al non profit, e curare in maniera professionale le tecniche di ricerca e gestione donatori.

Dobbiamo sempre partire da noi stessi, ricordandoci che le donazioni sono elargite alle persone e soprattutto a quelle persone in grado di aiutare gli altri.

Il Fundraising non è mai il fine, ma il mezzo.

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Social Marketing

Phi Social Innovation Community: Social Fundraising e Donor Persona

Per molti avviare un’organizzazione non profit, grazie alla raccolta fondi (Fundraising) è una chimera e, anche se la fortuna gioca sempre il suo ruolo, per raggiungere gli obiettivi è fondamentale un piano strategico ben pianificato e pertinente. Teniamo sempre presente che non si può realizzare una campagna di Fundraising priva di strategie e obiettivi predeterminati e senza ideare un marketing plan per promuoverla.

Il Social Marketing è fondamentale al fine di divulgare il verbo con il passa parola prima della campagna di Fundraising: più visibilità più possibilità di ottenere i fondi.

Quindi se vogliamo raccogliere, dobbiamo conseguire la massima visibilità, raggiungere il maggior numero di persone possibili, accrescere la nostra popolarità, far conoscere la nostra mission, di conseguenza più Social Marketing, maggiore sforzo da parte delle Digital PR, incrementare il passaparola con il Buzz Marketing.

Per realizzare una campagna di Fundraising di successo, dobbiamo conoscere abitudini e interessi del nostro target, o meglio ancora, delle nostre Donor Persona. È errato pensare che solo gli appassionati di Social Fundraising possano essere potenziali Donatori, si deve andare direttamente da chi è interessato alla nostra iniziativa, individuare le Donor Persona.

Con il Social Fundraising si raccolgono fondi per iniziative, progetti e idee orientate al non profit,

tenendo presente, che un aspetto meraviglioso del Social Fundraising è proprio quello di permettere a persone sconosciute tra di loro di unirsi per aiutare organizzazioni non profit (ONP), a nascere e crescere.

Sei una organizzazione non profit e desideri supporto o vuoi avviare una campagna di raccolta fondi,
chiedi a PHI FOUNDATION (Social Innovation Community).

Una colletta per salvare l’isola di Budelli!

L’articolo di oggi parla di un grande progetto, una grande colletta su internet per acquistare l’isola di Budelli, nell’arcipelago della Maddalena, in Sardegna e far sì che questo paradiso rimanga italiano e incontaminato.
L’idea è venuta alla II B della scuola media di Mosso,nel Biellese.

“Vorremmo che fosse l’isola di tutti gli studenti d’Italia.
Abbiamo calcolato che se ogni studente delle scuole italiane mettesse 50cent, avremmo subito i fondi necessari. Naturalmente accettiamo contributi anche da chi non è studente!”
– scrivono nella pagina Facebook nata per promuovere la raccolta fondi.

Budelli

La campagna “Non si sbudelli l’Italia” è già scattata sui social network e molti hanno iniziato a mettere 50 centesimi a testa.

Un’iniziativa di crowfunding che potrebbe regale l’isola ai cittadini, come è accaduto in Nuova Zelanda, dove un gruppo di persone è riuscita ad acquistare la spiaggia paradisiaca di Abel Tasman raccogliendo circa 1,2 milioni di euro.

L’isola stava per passare di mano ad un magnate neozelandese, Michael Harte, che nei giorni scorsi si è però tirato indietro.

Voleva trasformare l’isola in un museo a cielo aperto – spiega Giuseppe Bonanno, presidente dell’ente Parco della Maddalena, a margine di un convegno a Firenze. Ora Siamo di fronte all’eventualità che il tribunale bandisca una nuova asta, oppure che si trovi un concordato con i creditori che vantano il debito che poi ha determinato il fallimento della società che ha portato al fallimento e quindi all’asta. L’isola era di proprietà di una società immobiliare. Si parla di poco meno di tre milioni di euro, la metà del valore è dovuto all’immobile che c’è sull’isola“.

Budelli

Una volta indetta l’asta, aggiunge Bonanno, “ci sono due mesi per la presentazione dell’offerta, poi il parco ha tre mesi di tempo, per legge, per esercitare il diritto di prelazione a favore dell’ente”.

Intanto dopo quasi trent’anni un piccolo pezzo di Budelli torna nell’isola di La Maddalena. Negli uffici dell’Ente Parco è stato recapitato un pacco con all’interno una lettera e un sacchetto contenente della sabbia proveniente dalla celebre spiaggia rosa. Una ragazza che si è firmata Antonella ha restituito al mittente, dopo 29 anni, quanto aveva prelevato durante un suo viaggio a Budelli. Nella lettera di accompagnamento, si spiegano le ragioni della restituzione: il senso di colpa per quel furto che una giovane ragazza in visita nell’Arcipelago nel 1987 commise “un pò per ingenuità, un pò per incoscienza”.

“Ringraziamo Antonella per la sua scelta” commenta Bonanno. “Non è mai troppo tardi per capire l’importanza dei propri gesti per il mantenimento degli equilibri naturali di un territorio. Ringraziamo anche i bambini di Mosso, perché con la loro mobilitazione hanno sensibilizzato anche i più grandi alla cura di un bene naturale come l’isola di Budelli”.

Intanto, per Bonanno, l’idea migliore è quella degli studenti di Biella.
La piattaforma per la raccolta fondi non è ancora attiva ma gli studenti di Mosso rispondono:

“Appena attivata la piattaforma lo comunicheremo. Iniziate pure comunque la raccolta di fondi. grazie!”.

Ora, per realizzare tutto questo, abbiamo bisogno di quanti più aiuti possibili!

Per maggiori informazioni clicca qui.

La Stanza dei Compiti!

Progetto Arca partecipa alla competizione online lanciata da Aviva Community Fund con un progetto dedicato ai suoi piccoli ospiti e alla loro educazione. Si chiama “La Stanza dei Compiti” e potremo votarlo dal 18 febbraio all’8 marzo.
I progetti vincitori saranno co-finanziati con donazioni fino a 10.000 euro.

“La Stanza dei Compiti” vuole essere uno spazio in cui sviluppare un programma educativo e di sostegno allo studio per i bambini del Centro di Accoglienza milanese per Famiglie in Emergenza di Progetto Arca.

Il Centro è provvisto di stanze con bagni e di zone pranzo comuni, ma non dispone ancora di un luogo adatto ad accogliere bambini, che provengono da condizioni di emarginazione e di povertà grave, e che hanno vissuto il trauma di aver perso la propria casa, perciò bisognosi di un’attenzione speciale.
“La Stanza dei Compiti” nasce per colmare questa necessità, e offrire ai nostri giovani ospiti un ambiente sereno e stimolante dove concentrarsi nello studio, seguire corsi di recupero e preparare le lezioni del giorno dopo. Un posto in cui possano studiare e scoprire il piacere dello studio, seguiti da educatori che lavorino anche con le famiglie, spesso non scolarizzate e poco consapevoli del valore della scuola per il futuro dei propri figli.

La Stanza dei Compiti

Il contributo di Aviva Community Fund è importante perché ci permetterà di acquistare tutta una serie di materiali utili per allestire una vera stanza dei compiti con lavagna interattiva, arredi a misura di bambino e cancelleria per la scuola. Grazie al finanziamento, potremo anche organizzare un anno di laboratorio di Arte Terapia.

Ora, per realizzare tutto questo, abbiamo bisogno di quanti più voti possibili!
Registrati sul sito Aviva Community Fund e vota subito la “Stanza dei Compiti”.

Per maggiori informazioni clicca qui.

Sostieni il progetto OpenArt!

L’Associazione OpenART è un’associazione no profit che promuove lo sviluppo sociale, civile, culturale e scientifico di tutta la popolazione.

L’associazione opererà promuovendo una cultura di accoglienza e solidarietà che vede nella diversità presente in ogni persona una fonte di ricchezza e posizionando la persona e i valori umani al centro di un’idea allargata e interdisciplinare di patrimonio culturale, guardando ad uno sviluppo sostenibile della società e del territorio fondato su un rapporto equilibrato tra bisogni sociali, attività economica ed ambiente.

Il progetto OPENIT

OpenIT è un’applicazione per smartphone per una corretta fruizione storico-turistica di uno spazio cittadino e dei sui beni culturali da parte di persone con disabilità motorie. Il progetto OpenIT si caratterizza per l’intersettorialità collegata al binomio cultura-ambiente, turismo ed ITC capace di approfondire vari aspetti della sostenibilità sia sociale che ambientale. L’applicazione OpenIT opera sotto il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco dal marzo 2015.

Attualmente non esiste una App che possa soddisfare la richiesta di itinerari turistici integrati nei centri cittadini per persone che presentano difficoltà temporanee nel camminare (persone che viaggiano con un tutore, con stampelle, con porta spesa o con passeggino a seguito) o per chi vive una situazione di disabilità più complessa.

Ogni anno in Italia sono 3,5 milione le persone con disabilità motoria che si muovono per turismo.

In futuro l’Italia risentirà di un progressivo invecchiamento della popolazione che porterà ad una sempre maggiore richiesta di soluzioni per la mobilità assistita.
L’Applicazione OpenIT è volta ad assicurare la migliore fruizione dei beni culturali, a facilitare contatti e a creare condizioni migliori per una partecipazione libera alla cultura di persone con disabilità.
L’idea è sostenibile dai punti di vista: sociale, perché favorirà l’inclusione delle persone che la utilizzeranno; ambientale, perchè consentirà di valorizzare i centri storici cittadini; economico, in quanto applicazione free e open che genererà ricadute positive sulle presenze turistiche.

App OpenIt

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Con Patreon siamo tutti dei Mecenate

La piattaforma di Crowdfunding Patreon nasce a San Francisco nel Maggio 2013 da un’idea di Samuel Yam e Jack Conte.

Lo scopo è quello di aiutare da una parte i creativi a trovare fondi per poter portare avanti i propri progetti, dall’altra a premiare gli utenti che credono e sostengono i loro artisti preferiti.

Su Patreon un utente normale crea un account da Patron: Come tale si impegna a versare un dollaro o quanto vuole a un determinato Creator (tale promessa è detta pledge). Questi, tramite il suo account da Creator, realizza contenuti originali per la piattaforma. A seconda del tipo di Creator questi può realizzare fumetti, video, fotografie, canzoni, disegni…

Le donazioni possono essere singole o mensili anche se purtroppo capita che alcuni utenti furbetti promettono i fondi, accedono ai contenuti esclusivi e poi a fine mese cancellano la pledge, di fatto non sostenendo il loro artista. E poi il mese successivo riconfermano la pledge ottenendo così contenuti senza pagare.

Tutto ciò potrebbe assomigliare un po’ a quanto accade su Kickstarter, ma c’è una sostanziale differenza fra un Kickstarter e un Patreon: nel primo caso si sostengono progetti molto grandi, invenzioni, grandi produzioni… su Patreon, invece, è tutto più ridimensionato, si finanziano progetti più piccoli.

In generale Patreon funziona meglio se siete creatori di contenuti e avete già un discreto seguito, altrimenti difficilmente riuscirete a sbarcare il lunario in questo modo.

La piattaforma è attiva anche in Italia, di base Patreon nasce come una piattaforma di crowfunding, ma con sostanziali differenze rispetto alle piu classiche piattaforme: qui siamo più nel campo del mecenatismo.

Ci sono due tipi di utenti su Patreon: i Patron e i Creator. I Patron unendo le loro pledge aiutano gli artisti a continuare a creare, mentre i Creators producono contenuti che poi inviano ai loro Patron. Qui troviamo artisti di ogni genere: fumettisti, disegnatori, creatori di video, fotografi…

La società ha firmato più di 125.000 “patroni” nei suoi primi 18 mesi. Alla fine del 2014, il sito ha annunciato che alcuni avventori stavano finanziando con oltre 1 milione di $ al mese alcuni Creators del sito.

Quasi la metà degli artisti producono video di YouTube, mentre il resto sono scrittori, disegnatori webcomics o produttori podcast .

Qualsiasi creazione di contenuti che possa essere considerato pornografico è assolutamente vietato.

Ma perché bisognerebbe usare questa piattaforma?

Bè dal punto di vista dei Creators è abbastanza evidente, è un ottimo strumento per veder valorizzato il proprio lavoro dal punto di vista economico e professionale. Dal punto di vista dei donatori (Patron) oltre a investire su artisti nei quali si crede e contribuire alla produzione artistica degli stessi, si ha la possibilità di usufruire delle loro creazioni a costi più moderati rispetto a quanto si spenderebbe sul mercato.

A tutto questo si aggiunge anche l’aspetto edonistico, foraggiando e sostenendo, infatti, alcuni artisti nella loro creatività si contribuisce alla realizzazione di vere e proprie opere d’arte, un po’ sullo stile di Mecenate.

 

Francesco Fiore

 

Phi Foundation

Le primarie USA: Il più grande esempio di Fundraising

In questi giorni negli Stati Uniti, si stanno svolgendo le campagne elettorali “primarie” dei due grandi partiti americani: Democratici e Repubblicani.

Come molti sanno, negli Stati Uniti, praticamente da quando sono stati fondati, esiste questa tradizione che vede i due principali partiti dare spazio in maniera assolutamente democratica a qualunque cittadino americano in regola con i requisiti richiesti, di poter correre per il ruolo di Presidente degli Stati Uniti.

Per evitare però che un numero troppo elevato di candidati si presentasse ai nastri di partenza della campagna elettorale, si è pensato di introdurre le “primarie” ovvero lo strumento con il quale i partiti scelgono democraticamente, attraverso il voto dei cittadini, quale candidato presentare alla sfida Presidenziale.

Fatto questo piccolo excursus, una delle caratteristiche principali di questo processo, almeno negli USA, consiste nel recupero di fondi da parte dei candidati, fondi che devono servire a pagare le spese elettorali e magari anche ad “oliare” per benino i meccanismi del partito.

Questa pratica è del tutto regolare e trasparente e la raccolta fondi, anche detta “Fundraising”, diventa il termometro con il quale si misura la bravura di un candidato e il suo grado di appeal sugli elettori, chiamati a “donare” dei contributi per perorare la causa elettorale.

Proprio in questi giorni, negli States si sta assistendo sul fronte del partito Democratico (il partito che al momento è rappresentato dal presidente in carica Barack Obama), ad uno scontro tra due colossi del Fundraising: da un lato la super favorita Hilary Clinton, già sconfitta da Barack Obama nelle precedenti primarie e membro dello staf presidenziale, e dall’altro il senatore del Vermont Bernie Sanders, un simpatico e arzillo giovanotto di 74 anni che sta rastrellando milioni di dollari attraverso campagne sociali e di fundraising.

Seguendo la stampa, Sanders viene quasi divinizzato per il suo messaggio di giustizia sociale, un po’ “Occupy”, contro lo strapotere dei pescecani di Wall Street e gli intrighi alla Frank Underwood della politica di Washington. “Il nostro movimento farà la rivoluzione,” dice Bernie, promettendo welfare a gogo, college gratis, aumento dei salari minimi, sanità sul modello europeo.

Con queste armi, sta raccogliendo sul web e sul campo una quantità di donazioni spaventosa, oltre 770mila donatori individuali secondo quanto si apprende dai giornali americani che nel solo mese di gennaio, hanno fruttato alle casse di Sanders (e del partito) oltre 20 milioni di dollari. Secondo il New York Times, Sanders negli ultimi mesi ha raccolto 33,6 milioni di dollari, a fronte dei 37 raccolti dalla Clinton.

Niente di nuovo sotto il sole, direbbe qualcuno che segue e conosce bene la storia americana, soprattutto in occasione delle elezioni presidenziali, vero, ma questo modello di raccolta, affidato al passa parola, alla rete e alle PR altro non è che il modello di Crowdfunding che molte aziende piccole o grandi provano da tempo ad applicare al loro business e non sempre con risultati incoraggianti.

Dunque quale lezione portiamo a casa da questa esperienza e quale riflessione ci fa sorgere questo modello, bè intanto che il Fundraising o il Crowdfunding, funzionano meglio se ci si mette la faccia direttamente, ci si impegna personalmente, portando avanti dei progetti che possano avere una ricaduta sociale importante. Poi che i contatti, le amicizie, i legami personali e professionali, in una parole le “PR” restano il modo più veloce, sicuro e affidabile per fare raccolta. Infine che in America, grazie a queste dinamiche “contributive” si è riusciti a costruire e sostenere una mentalità nella quale aiutare attraverso le donazioni qualcuno che si impegna a garantirti un futuro migliore sia un’azione naturale e quasi dovuta. Da noi invece siamo ancora un pò indietro su questo fronte, abbiamo troppi retropensieri, molto spesso inculcati proprio da chi avrebbe dovuto dissiparli.

 

Francesco Fiore

Phi Foundation