La Vocazione del Fundraiser: Tutti possono domandare ma non tutti sanno chiedere.

Cresce sempre più la richiesta di professionisti del Fundraising all’interno delle Organizzazioni Non Profit. L’incontro tra domanda e offerta non raggiunge, il più delle volte, i risultati attesi e ci chiediamo ormai troppo spesso il perché.

Innanzitutto dobbiamo tener conto che le nuove metodologie di Fundraising sono ancora percepite come strumenti “Transitori non Convenzionali”, da utilizzare esclusivamente in caso di “Necessità” e, cioè, quando serve denaro per progetti urgenti.

Sappiamo bene, invece, che la raccolta fondi non può essere improvvisata, ma deve essere intesa come un insieme di strategie e attività da pianificare, anche, a medio lungo termine.

Questo, sommato alla mancanza di know-how e formazione adeguata, spinge le ONP a compiere una serie di errori che si traducono in un continuo dispendio di energie e risorse senza raggiungere gli obiettivi prefissati (nei rari casi in cui essi siano identificati e definiti …..)

Fare Fundraising richiede preparazione nella Comunicazione orientata alla raccolta fondi e proprio l’importanza del lavoro, di un Fundraiser fa la differenza.

Coltivare le relazioni con i potenziali donatori significa avere a cuore, in primo luogo, i donatori stessi: le esigenze, i desideri, la volontà, di chi è interessato a sostenere un’ONP.

Dedicarsi, è un processo spesso lungo, delicato, che richiede molta dedizione.

Molte ONP non si avvalgono di Fundraisers professionali e tentano di risolvere autonomamente. Nulla di errato, in un certo senso, ma scegliendo il “fai da te” bisogna avere il coraggio di investire nella formazione e costante aggiornamento, impiegare almeno 2-3-4 risorse umane affinché possano specializzarsi e acquisire le conoscenze e competenze utili al reale fabbisogno dell’organizzazione.

Senza la capacità di guardare lontano e sviluppare una proficua allocazione di tempo e denaro, difficilmente un’ONP (soprattutto medio/piccola), potrà sperare nella buona riuscita delle sue attività di raccolta fondi.

“Il Fundraising è capacità di coinvolgere risorse su una causa e non l’atto di elemosinare soldi da parte di un’organizzazione in crisi economica”.

 

Sei un’organizzazione non profit (ONP) e desideri supporto “Gratuito” o vuoi avviare una campagna di Raccolta Fondi?
Chiedi a PHI FOUNDATION (Social Fundraising Community).

 

International Fundraising Congress

#IFC2015 – Cosa imparare da una campagna diventata virale

L’International Fundraising Congress è l’evento internazionale più importante per fundraiser e crowdfunder ed è nato con lo scopo di mettere a confronto strategie vincenti.

Secondo Beth Kanter, blogger da anni impegnata sul campo del fundraising, è l’occasione per incontrare una “comunità meravigliosa”.

Qui, scrive sul suo blog, ho incontrato persone impegnate da diversi anni nelle strategie di raccolta fondi: “la cosa più straordinaria è che nessuno di loro si sia presentato o sia stato trattato come una vecchia guardia“…

In ogni sessione del congresso, esperti navigati si incontrano con le new entry nella comunità e il confronto tra idee avviene in clima di massimo rispetto e supporto reciproco.

Nella sessione condotta da Kanter, sono state analizzate due campagne di charity (Ice Bucket Challenge dell’ALS Association e la campagna di Stephen Sutton supportata dall’associazione Teenage Cancer Trust) che sono diventate virali e la discussione ha messo in luce alcuni aspetti molto interessanti intorno all’obiettivo strategico della viralità.

Ecco alcuni punti essenziali:

1) Le campagne non possono diventare virali “su richiesta”.

2) Ogni organizzazione deve monitorare costantemente gli effetti di una campagna e aggiustare il tiro in corsa per rispondere in modo appropriato e aumentare le potenzialità virali della campagna.

3) Le organizzazioni devono essere guidate dall’umiltà e non da uno spirito di controllo. La cultura verticale non è sufficientemente agile, secondo Kanter, per “nutrire il potenziale virale di una campagna“.

4) I risultati non stupefacenti raggiunti nel primo anno, non devono condizionare la ricerca del successo negli anni successivi: in entrambi i casi analizzati, il primo anno di campagna ha comunque raggiunto alcuni successi particolari, tra cui quello di ottenere un consenso ampio tra la cosiddetta “fetta normale” di pubblico (ovvero il pubblico non direttamente o indirettamente coinvolto con la malattia).

5) Tutte e due le campagne sono riuscite a raccogliere intorno a loro individui “iper-connessi” (o influencers) con reti molto vaste di followers, fans, etc.

6) Il segreto del successo di ciascuna campagna non è stato solo nelle “iper-connessioni” in sé, ma nella capacità di queste connessioni di provocare e caricare una storia di emozioni.

7) Raccontare una storia che tocchi profondamente il cuore è essenziale: entrambe le campagne hanno raccontato una storia autentica, emozionale e avvincente, dove l’eroe era il testimonial e non l’organizzazione.

8) Tutte e due le organizzazioni hanno dovuto confrontarsi con l’improvvisazione, piuttosto che con un copione già scritto, nel campo della leadership: azione che ha richiesto un continuo feedback e un monitoraggio continuo delle impressioni del pubblico.

9) Entrambe le organizzazioni si sono focalizzate più sulla crescita della fiducia, piuttosto che del controllo: lasciando addirittura che fossero i loro stessi supporter/donatori a prendere la guida della campagna.


Marco Angelucci
Phi Foundation

Dona il tuo sangue: La prima volta che abbracci il futuro

“La prima volta che abbracci il futuro” è il titolo della nuova campagna di comunicazione di AVIS, Associazione Volontari Italiani del Sangue, per Telethon. Dal 2001, infatti, AVIS partecipa ogni anno alla raccolta fondi a favore della ricerca scientifica sulle malattie genetiche e quest’anno ha voluto dare nuovo slancio a questa collaborazione dando voce diretta ai pazienti che, proprio grazie a questa collaborazione, possono guardare al futuro con fiducia e speranza.

«La nostra adesione a Telethon nasce da una comunione d’intenti: dare una risposta al bisogno di salute e garantire una vita migliore al maggior numero possibile di pazienti. I fondi da noi raccolti finora superano € 4.700.000 e hanno permesso di raggiungere importanti traguardi nella ricerca sulle malattie genetiche del sangue, in particolare talassemia e l’emofilia. Non bisogna, comunque, abbassare la guardia ed è fondamentale continuare a dare il nostro contributo. Per questo motivo, il 18, 19 e 20 dicembre prossimi scenderemo nelle piazze e inviteremo gli italiani a partecipare a questa grande e bellissima iniziativa».

Commenta il Presidente di AVIS Nazionale, Vincenzo Saturni.

 

Fanno parte della campagna una serie di scatti fotografici e un video, della durata di circa 3 minuti, nel quale quattro pazienti narrano alcune prime volte significative della loro vita.

«Questa campagna si inserisce in una più ampia operazione di sensibilizzazione basata su una riflessione molto semplice: la nostra vita è piena di “prime volte” che ci fanno crescere e cambiare, azioni e incontri che all’inizio possono spaventarci, ma che poi ci regalano forti emozioni. In questo senso, abbiamo ritenuto importante raccogliere e condividere con il pubblico i racconti di quattro persone affette da patologie genetiche del sangue. Attraverso i loro sguardi e le loro parole, ci hanno reso partecipi di quelle situazioni normali e semplici, ma sempre emozionanti, che per un malato possono costare molta più fatica e rappresentare un momento ancora più importante. L’invito della campagna è mobilitarsi, a fianco della ricerca Telethon, affinché queste prime volte diventino, anche per i pazienti affetti da malattie del sangue, traguardi sempre possibili».

Sottolinea Claudia Firenze, responsabile comunicazione AVIS.

 

«Sento di dover ringraziare AVIS per l’impegno di questi anni al nostro fianco. Il raggiungimento di risultati importanti sul versante delle malattie genetiche del sangue si deve anche alla volontà di AVIS di sostenere con forza e lungimiranza la ricerca scientifica. Lo testimonia questa campagna che AVIS ci ha voluto dedicare e che ci inorgoglisce, perché rafforza e consolida una partnership e testimonia la comunità di intenti che ha guidato in questi anni di lavoro comune sulle malattie rare».

Dichiara Alessandro Betti, Direttore della Raccolta Fondi Telethon.

 

Le sedi interessate ad aderire alla raccolta fondi possono contattare la Segreteria di AVIS Nazionale (Tel. 02 70 00 67 86 – 02 70 00 67 95 – Fax 02 70 00 66 43, cell. 342 8727982, e-mail avispertelethon@avis.it).

 

Articolo tratto di Emiliano Moccia – Corriere Sociale

 

 

Soft Toys for Education

Nel quadro della campagna Soft Toy 4 Education, che si terrà per la tredicesima volta tra il 9 novembre 2015 e il 2 gennaio 2016, l’IKEA Foundation donerà a UNICEF e a Save the Children €1.00 per ogni giocattolo di pezza e libro di fiabe venduto.

La particolarità di questa edizione sta nel fatto che i bambini di tutto il mondo avevano la possibilità di creare il loro peluche e di sottoporre il disegno all’IKEA. Tra le migliaia di meravigliose idee ricevute, ne sono state selezionate dieci da realizzare.

 

Per maggiori informazioni sulla produzione degli animali di pezza potete cliccare qui.

Il libro di fiabe dedicato a questa nuova edizione della campagna, intitolato «Die Freunde im Traumwald»/«Les Amis de la Forêt enchantée», scritto dall’autore svedese Ulf Stark e illustrato da Sara Nilsson Bergman, racconta la storia di questi dieci piccoli eroi di pezza.

 

Nel mondo, nonostante il diritto fondamentale all’istruzione 58 milioni di bambini non possono andare a scuola.

 

Per questo motivo, l’IKEA Foundation sostiene da oltre dodici anni diversi programmi di UNICEF e Safe the Children, volti a consentire una migliore istruzione scolastica all’infanzia delle regioni povere del mondo.

Dall’inizio della collaborazione, l’IKEA ha donato 77 milioni di euro, dei quali hanno beneficiato undici milioni di bambini in 46 paesi.

Contribuisci anche tu! Acquista per i tuoi bambini un giocattolo di pezza o un libro di fiabe e ne renderai felici molti altri!

A nome di questa infanzia… Grazie!

Per maggiori informazioni clicca qui.

 

Piattaforme italiane di crowdfunding

Il rapporto 2015 sulle piattaforme di crowdfunding italiane

La fotografia è più che ottimistica: le piattaforme italiane di crowdfunding (raccolta fondi) recensite nel 2015 sono 82: tra queste 69 sono attive e 13 ancora in fase di lancio.

Secondo Ivana Pais (Corriere della Sera) si tratta di “una frammentazione poco funzionale rispetto alle caratteristiche del settore ma che, rispetto agli scorsi anni quando le piattaforme nascevano per copia-incolla, oggi in parte si spiega con processi potenzialmente virtuosi di differenziazione settoriale e territoriale”.

Un’analisi un po’ impietosa e con ottimismo iniziale che scende ancora se ci si “cala” tra i dati relativi alle campagne di fundraising: le proposte ricevute sono più che raddoppiate rispetto al 2014 (sono circa 100.000), mentre quelle poi pubblicate sulle piattaforme scendono a 21 mila (comunque il 67& in più rispetto all’anno precedente).

Ma il dato sconfortante è un altro: tra le campagne pubblicate solo una su tre viene finanziata, ovvero raggiunge l’obiettivo del suo crowdfund.

È molto interessante invece l’aspetto economico: il valore complessivo dei progetti finanziati attraverso le piattaforme di fundraising è pari a quasi 56,8 milioni di euro, con un aumento dell’85% rispetto ai 30,6 milioni di euro rilevati a maggio 2014.

Le campagne hanno carattere creativo e/o culturale (37%), seguite dalle campagne sociali (34%), solo il 20% sono campagne sono di tipo corporate.
Secondo Pais, “la natura sociale e culturale del crowdfunding italiano è confermata anche dal fatto che le piattaforme che si rivolgono alle associazioni sono più numerose di quelle che si rivolgono alle aziende. Il crowdfunding resta all’interno dei confini nazionali: solo il 12% delle piattaforme si spinge sul mercato estero“.

Tra l’80 e il 90% delle campagne pubblicate e poi finanziate prevalgono somme piuttosto modeste: gli obiettivi di valore si attestano tra i 1000 e i 10000 euro. Le piattaforme che raccolgono più di 50000 visitatori si contano sulle dita di una mano.

Il report completo realizzato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano con il contributo di TIM WithYouWeDo è disponibile su www.crowdfundingreport.it.

Mappatura delle piattaforme italiane pubblicata da "il Sole 24 Ore" - 9/11/2015

Mappatura delle piattaforme italiane pubblicata da “il Sole 24 Ore” – 9/11/2015


Marco Angelucci
Phi Foundation

Quando un affascinante viaggio escursionistico supporta le persone colpite dal Cancro

 

Cambodia Hiking Challenge 2015

Sono partiti sabato 7 novembre e per 10 giorni , guidati dal Team Macmillian, attraverseranno la vecchia Indocina per iniziare un’escursione al maestoso Angkor Wat. Un’esperienza culturale unica con un trekking attraverso i villaggi della Cambogia, tra giungle e risaie, tra rovine e antichi templi dove paesaggi mozzafiato rimarranno nel cuore dei partecipanti di questo evento unico.

Si tratta di un’esperienza che capita una volta nella vita per scoprire la ricca storia della Cambogia e la sua cultura affascinante – contribuendo a cambiare la vita di persone affette da cancro. Infatti questo evento raccoglie i fondi per il Macmillan Cancer Support, in quanto la quota di iscrizione di £ 450 e la quota minima di sponsorizzazione di £ 3800 vanno a favore dei malati oncologici.

 

Visita il sito cambodiahikingchallenge e scoprirai come il Macmillan Cancer Support agisce,

partendo dal principio che una diagnosi di cancro colpisce tutto il mondo di una persona.
Si ha bisogno di sostegno per riprendere le redini della propria esistenza e il sostegno fornito dal team di Macmillian spazia dall’aiuto economico, al supporto psicologico, ai consigli sul lavoro al vero e proprio sostegno informativo in merito alla malattia e il modo in cui affrontarla.

Nessuno deve affrontare da solo e tutti hanno il diritto di poter parlare con qualcuno che li ascolti.

Si svolgono ogni anno nel mondo decine di Hiking Challenge e lo scorso marzo ad esempio la stessa Macmillian ha promosso anche la Nepal Hiking Challenge 2015 sempre a favore dei malati di cancro. Il successo di queste iniziative testimonia la volontà di essere uniti, in un team appunto, che esplora ogni via e mezzo possibile per superare ogni ostacolo, nella vita così come nella malattia, perché crede nell’ottimistica visione

non ci sono limiti ma solo possibilità“.

 
 

Dare speranza al futuro: il popolo del clima si mobilita

Dopo le tre giornate di mobilitazione che hanno visto a fine ottobre le piazze italiane animarsi con migliaia di volontari impegnati in flash mob, performance e eventi speciali, la Coalizione Clima si prepara alla Marcia per il clima del 29 novembre con altri appuntamenti di coinvolgimento. L’obiettivo è quello di far crescere sempre di più il ‘popolo del clima’ per dare un segnale di forte partecipazione e lanciare un appello ai Governi alla vigilia del Summit di Parigi – COP21 (30 novembre all’11 dicembre). I volontari delle oltre 130 organizzazioni nazionali e locali che aderiscono alla Coalizione si riuniranno a Roma il prossimo 6 novembre in un’Assemblea pubblica presso la sala Arci nazionale (Via Monti di Pietralata, 16 – dalle ore 14.30) per un confronto tra le centinaia di attivisti, comitati territoriali e associazioni. Tutti i weekend di novembre saranno comunque dedicati alla mobilitazione sul territorio per far crescere ulteriormente il numero di adesioni.

Le attività della Coalizione culmineranno domenica 29 novembre con una grande marcia che si svolgerà a Roma in contemporanea con altri eventi della Global Climate March previsti in centinaia di città del mondo tra cui Parigi, sede del Summit, Londra, Berlino, Madrid, Amsterdam, Barcellona, San Paolo, Johannesburg, Sydney, Canberra, Kampala, Tokyo, Dhaka, Bogotà.

 

In quella giornata la voce di migliaia di cittadini del pianeta che hanno il “coscienza per il clima”,

 
come recita lo slogan della Coalizione, saranno uniti in una grande mobilitazione globale per far sentire la propria voce contro gli effetti dei cambiamenti climatici e per un radicale cambiamento del modello economico, energetico e di sviluppo.
A Roma la Marcia partirà alle 14.00 da Piazza Farnese per raggiungere i Fori Imperiali dove si terrà il Concerto per il clima, previsto dalle 17 alle 21.00 e che vedrà salire sul palco i vari artisti che stanno aderendo alla mobilitazione. La Coalizione Clima unisce realtà e soggetti sociali che hanno risposto all’appello della Global Climate March organizzata per la vigilia della Cop21.

Per la coalizione “La conferenza di Parigi” pone al centro l’esigenza di un’agenda politica comune fondata sulle parole d’ordine che uniscono la mappa puntiforme costituita dalle lotte ambientali. Il protagonismo di sindacati, movimenti, comitati, associazioni e realtà sociali denuncia quotidianamente gli effetti dell’attuale modello economico sui territori e oppone ad esso la necessità di rifondare il sistema produttivo sulla giustizia ambientale e sociale, scardinando i meccanismi di sfruttamento e depauperamento dell’ambiente degli animali e delle risorse comuni”.

Nel manifesto prodotto dalla Coalizione Clima sono contenuti i principi che legano le centinaia di associazioni aderenti. Cambiare il sistema energetico accelerando la transizione in corso, superando grandi e inquinanti centrali a combustibili fossili per realizzare la transizione verso un modello di produzione diffusa e fondato sulla democrazia energetica, sull’educazione ambientale e sulle risorse rinnovabili locali; rivoluzionare il sistema dei trasporti per una mobilità nuova e sostenibile; valorizzare le buone pratiche agricole; creare nuovi posti di lavoro stabili e sostenibili; ripensare il ciclo vitale delle merci e promuovere buone pratiche di gestione e riutilizzo dei rifiuti urbani e soprattutto industriali: sono le sfide e gli slogan che vogliamo portare in piazza in Italia e nel mondo. Importante ci sembra, in questo momento, il legame tra questi temi e le migrazioni. Non si possono creare barriere per arrestare i flussi migratori, ignorando la connessione tra l’attuale modello produttivo, i cambiamenti climatici e le migrazioni ad essi dovute, sia attraverso le guerre ingenerate dalla corsa all’accaparramento delle risorse che a causa di contaminazioni e opere impattanti sulle risorse ambientali da cui dipendono intere comunità. Ad affermarlo è la stessa comunità internazionale in vari rapporti, a partire dall’ultimo report IPCC. Profughi ambientali, cambiamenti climatici e migrazioni forzate ci parlano di ambiente ma al tempo stesso di tutela dei diritti umani.

 

Apprezziamo i tuoi commenti in merito e la diffusione di questo articolo su questa problematica che richiede urgente attenzione da cittadini e governi di tutto il mondo!

 
Articolo tratto da Fondazione WWF

 
 

Il non-profit fa cose buone e giuste ma il non-profit non sa comunicare

Da qualche tempo, capita di prestare attenzione alle questioni inerenti la comunicazione e percezione del ruolo di Fundraiser e in generale il tema del Fundraising.

Abbiamo il privilegio di confrontarsi con nomi noti della raccolta fondi e sedersi ai tavoli di discussione sulla comunicazione “Fundraising Oriented” che ci permette di ampliare il campo visivo e di alimentare la percezione che abbiamo sulla raccolta fondi dedicata al non-profit e sulle opportunità, soprattutto in termini di sostegno ai più deboli.

Diventa fondamentale comprendere quanto conosciamo e come viene percepito il Fundraising orientato al Terzo Settore, di cui, tanto si parla ma poco si conosce.

Nonostante la fatica quotidiana, non siamo ancora stati in grado di modificare questa visione limitativa e limitante per la crescita del Fundraising orientato al terzo settore.

Ci chiediamo, quale sia davvero il problema.

Riteniamo, a torto, che il fatto stesso di occuparci di una buona causa sia sufficiente a farci ascoltare.
 

Non è così. Le buone cause sono sì condizione necessaria ma certamente non sufficiente.

 
Di più: così preoccupati e occupati a parlare di noi e dei nostri bisogni, arroccandoci su intenzioni, propositi e posizioni, finiamo con il perdere di vista il punto di vista degli altri.

Crediamo che in fondo siamo tutti un po’ affetti da una visione NONPROFIT – CENTRICA.

Proponiamoci sempre in modo professionale spazzando via i luoghi comuni che sviliscono il nostro contributo. Mettiamoci sullo stesso piano dell’interlocutore. Ascoltiamo, informiamoci, confrontiamoci costruttivamente e forse, saremo in grado di sostituire al concetto di beneficenza il termine di “valore produttivo di utilità sociale”.

Il Fundaraiser è l’arte di saper chiedere. Un po’ per vocazione e un po’ per diletto, tutti possono chiedere ma non tutti sanno chiedere.

Se sei una organizzazione non profit e desideri supporto o vuoi avviare una campagna di raccolta fondi, chiedi a PHI FOUNDATION (Social Fundraising Community).

 
 

Il progetto di Crowdfunding di TIM

Dopo il successo della prima fase del progetto WithYouWeDo di TIM è appena‘ partito da Bari e Lecce il 30 ottobre il nuovo tour informativo che TIM dedica alle opportunità offerte dal crowdfunding, per un percorso che prevede un totale di otto tappe nelle principali città del Paese con anche Brindisi, Bologna, Catania, Roma, Milano e Venezia.

Se nella prima fase l’operazione ha permesso di raccogliere circa 250 mila euro destinate al finanziamento di iniziative di cultura digitale, innovazione sociale e tutela dell’ambiente, con la seconda fase le aspettative sono decisamente superiori e sempre rivolte a progetti legati ai temi Sociali, digitali e ambientali.

E’ attualmente in corso la “call for projects” di WithYouWeDo per la prossima pubblicazione progetti di gennaio 2016: durante gli incontri saranno elencati i vantaggi e le agevolazioni messe in campo da TIM per gli aspiranti progettisti, che potranno anche approfondire le modalità di utilizzo del crowdfunding; un esempio di come le tecnologie digitali siano strumenti fondamentali per lo sviluppo di un’innovazione sociale sostenibile, anche economicamente.

Il calendario completo tour è disponibile QUI .

Quella di TIM è probabilmente la più grande operazione legata al Crowdfunding messa in atto da un’azienda italiana. Sono stati coinvolti diversi partner Media in questa operazione, a cominciare dal Gruppo Finelco che quotidianamente sulle sue emittenti radiofoniche (105, RMC e Virgin Radio) ha dato spazio alla presentazione del progetto, ma c’è stato anche il supporto della stampa (Corriere e Repubblica su tutte) che hanno pubblicato diversi articoli e redazionali sull’argomento. Infine non poteva mancare il web e i social network che sono stati da subito attivati, dall’azienda in primis e poi, grazie al tipico effetto virale, i comunicati e i post relativi ai progetti hanno raggiunto milioni di utenti in maniera spontanea.

L’iniziativa è parte delle attività #ilfuturoèditutti di Corporate Shared Value di TIM, un programma di interventi basati sulla creazione di valore condiviso con le comunità in cui il Gruppo Telecom Italia opera. Con WithYouWeDo, TIM conferma il proprio impegno nel promuovere iniziative volte a generare valore economico attraverso la creazione di valore sociale.

La nostra speranza è che operazioni come queste possano fungere da apripista verso una nuova forma di imprenditoria, che abbia a cuore i temi sociali e che veda la rete e il crowdfunding quali strumenti perfetti per raggiungere obiettivi e risultati altrimenti impensabili.

 

Phi Foundation

Crowdfunding per l'arte

BeArt: una piattaforma di raccolta fondi dedicata all’arte

BeArt è un portale di crowdfunding per artisti e dedicato solo ed esclusivamente a progetti di arte.

Opere, libri, performance, lavori digitali e non solo: BeArt permetterà il finanziamento di pubblicazioni, musei e premi artistici.

L’idea, nata da una start up fondata da Jessica Tanghetti, Mauro Mattei e Giorgio Bartoli, è quella di connettere “tutti coloro che producono arte e cultura direttamente con la community di riferimento, permettendo al pubblico che li segue di sostenere attivamente i loro progetti in cambio di rewards, beni o servizi unici ed esclusivi pensati come ricompense”.

La partecipazione per gli artisti è gratuita: per incominciare a raccogliere fondi e realizzare la propria proposta artistica è sufficiente compilare un modulo di presentazione del progetto, fissare un obiettivo in termini di tempo e di somma da raccogliere e decidere le ricompense da assegnare ai donatori.

Possono avviare una campagna di crowdfunding su BeArt “persone fisiche che abbiano compiuto 18 anni oppure persone giuridiche come musei, gallerie, associazioni, fondazioni enti pubblici e no profit”.

I progetti sono valutati da un gruppo tecnico di professionisti italiani e inglesi e, per ogni progetto che raggiunge il suo obiettivo, BeArt trattiene una commissione del 7% sul totale raccolto attraverso la campagna.

Le campagne possono essere del tipo All or Nothing, dove la commissione è applicata solo se la campagna si conclude con successo, oppure nella modalità Keep it All: qui la percentuale è applicata a prescindere dal loro risultato.

La prima formula è normalmente consigliata per progetti di piccola entità che necessitano di una cifra minima, senza la quale sarebbe impossibile avviare il progetto stesso.

Nella formula Keep it All invece, anche se l’obiettivo economico non è stato raggiunto, il creator dovrà impegnarsi a realizzare il progetto, o una sua parte, utilizzando le risorse raccolte e dovrà inviare le ricompense scelte dai propri supporters.


Marco Angelucci
Phi Foundation

L’App Eco dal frigo, no allo spreco alimentare!

Frigo vuoto? Non sai cosa cucinare? L’App EcoDalFrigo è la soluzione: tante ricette salva-cena per cucinare con ciò che hai in casa senza sprecare. Lo spreco alimentare è ancora un problema estremamente serio: sono 49 i kg che ogni famiglia in media butta in un anno e solo il 30% delle persone controlla il frigo almeno una volta alla settimana.

Nell’anno di EXPO 2015 ci è offerta un’occasione importante per riflettere insieme sulle contraddizioni alimentari del nostro pianeta: se da una parte ci sono ancora più di 87 milioni di persone che soffrono la fame, dall’altra ci sono circa 2,8 milioni di decessi per malattie legate a obesità o sovrappeso.

 

COME FUNZIONERÀ L’APP?

Cucinare per molti è un piacere, ma a volte si manca di fantasia e si arriva all’ora dei pasti senza sapere cosa preparare. Se poi aprendo il frigorifero e la dispensa, regna la desolazione, la cosa si fa ancora più difficile. Spesso ci ritroviamo con pochi ingredienti che non sappiamo come combinare insieme. Oppure abbiamo dei prodotti in scadenza e nessuna idea di come cucinarli.

 

L’App EcoDalFrigo sarà la soluzione!

 
Ecco come funzionerà:

  • Sarà molto semplice e alla portata di tutti!
  • Sarà sufficiente una normale connessione internet per consultare l’App da qualsiasi dispositivo (computer, smarphone, tablet…).
  • Conterrà tante e gustose ricette salva-cena, facili da preparare.
  • Si parte da quello che ci ha in casa! A differenza delle classiche applicazioni di ricette ti chiedono di acquistare qualche ingrediente, con l’App EcoDalFrigo sarà possibile trovare delle ricette a partire anche dagli ingredienti già presenti a casa.

 
 

PERCHÈ UN’APP ANTISPRECO?

Mission Bambini da anni attiva anche in Italia al servizio di chi ha bisogno, desidera offrire uno strumento utile per:

  • Ridurre gli sprechi di cibo in casa, con particolare attenzione alla sensibilizzazione delle nuove generazioni;
  • Risparmiare sulla spesa settimanale, sensibilizzando le persone a utilizzare quanto già presente in casa o ad acquistare le quantità e gli ingredienti realmente necessari. Si calcola infatti che grazie all’utilizzo dell’App e ad una gestione più oculata della propria dispensa, sia possibile arrivare a risparmiare fino al 20% della spesa, con un guadagno quindi di circa 1300 euro in un anno per una famiglia di tre persone. Non male no?!

 
Lo sviluppo dell’App si inserisce inoltre nell’ambito di un programma biennale Italia-Uganda più vasto, che ha ricevuto il patrocinio e il sostegno della Fondazione Cariplo, della Regione Lombardia e del Comune di Milano.

 

L’APP NELLE SCUOLE

L’App EcoDalFrigo verrà promossa anche all’interno del programma di Educazione allo Sviluppo di Mission Bambini a favore di 12.000 bambini italiani, di cui il 90% di età compresa tra i 6 e i 10 anni. Dell’intervento beneficeranno 300 scuole lombarde prevalentemente della provincia di Milano (60%).
Il programma verrà coordinato da Fondazione Mission Bambini che gestirà gli interventi nelle scuole insieme ai partner tecnici Coldiretti e Agricola 2000 per:

  • Ridurre lo spreco alimentare: ai bambini e alle loro famiglie verrà presentata l’applicazione e verrà distribuito del materiale informativo utile per comprendere l’importanza del contrasto allo spreco alimentare;
  • Favorire l’accesso al cibo e promuovere stili di vita sani: verranno organizzati incontri con volontari di Mission Bambini, testimoni diretti delle problematiche legate alla sicurezza alimentare dei paesi in via di sviluppo. Verranno proposte anche visite didattiche con esperti sull’importanza di una buona nutrizione, del consumo di prodotti stagionali, locali e a Km zero.

 
Aiuta anche tu il progetto! Ogni contributo è importante e in palio ci sono tante ricompense per i partecipanti.

 

Fai subito la tua donazione clicca qui!

 
 
Articolo tratto da #ecodalfrigo!!

 
 

Disegno di legge delega per la Riforma del Terzo Settore e il contributo di Phi Foundation

Noi della “Phi Foundation” siamo soddisfatti che l’Italia nel 2015 abbia approvato il Ddl delega sul Terzo Settore. A meno di un anno dal suo annuncio, ci viene restituito, per questa prima parte dell’iter parlamentare, un buon testo, a riprova che la Commissione e l’Aula alla Camera Italiana hanno lavorato con grande attenzione per la Riforma e riorganizzazione di un mondo vastissimo, che in Italia interessa oltre 300mila organizzazioni, quasi un milione di lavoratori totali e oltre 5 milioni di volontari, rappresentando 8 punti del PIL italiano.
Si tratta di un passaggio epocale che coinvolge l’intero Paese Italia e non solo il mondo delle organizzazioni non profit (ONP).

Auspichiamo che il successivo esame del testo al Senato italiano possa apportare alcune migliorie legate ad alcuni aspetti gestionali ed organizzativi, anche di natura civilistica e fiscale, delle realtà di terzo settore e delle imprese sociali, ma anche a questioni relative al servizio civile, così come ad una maggiore attenzione al volontariato organizzato e alle forme più spontanee di volontariato e partecipazione dei cittadini, e infine ad una più chiara individuazione del ruolo e funzione dei Centri di servizio per il volontariato.
Aspettiamo di poter chiarire i dubbi e dare risposte alle domande su un punto nodale che è quello delle risorse disponibili. Questione che una Riforma di questa portata non può certo ignorare.

Su questo e tutti gli altri aspetti “Phi Foundation” continuerà a fare la sua parte e dare il suo contributo aiutando le ONP a realizzare un sito web “Gratuitamente” con lo scopo di ampliare la loro visibilità e fargli ricevere donazioni tramite il tasto “Dona” . Ulteriore supporto viene dato tramite il sito web della “Phi Foundation” dove le ONP potranno avvalersi del “People Raising”, cioè, fare ricerca di Volontari e contattarli per le disponibilità; inoltre la “Phi Foundation” mette a disposizione delle ONP l’attività di raccolta fondi tramite azioni di “Fundraising” online e offline anche mediante manifestazioni finalizzate e “Corporate Fundraising”.

Se sei una organizzazione non profit e desideri supporto o vuoi avviare una campagna di raccolta fondi, chiedi a PHI FOUNDATION (Social Fundraising Community).

 

L’ospedale non fa più paura!

La Fondazione dell’Ospedale Salesi ha realizzato nel 2008 un libro “Carta dei Diritti dei Bambini e delle Bambine in Ospedale“, in cui vengono presentati tutti i Diritti della Carta di EACH (European Association Children Hospital) spiegati con delle filastrocche dai bambini. In questi anni poi, si è posta attenzione affinché tali diritti venissero rispettati in Ospedale.

Partendo dal Diritto n. 7 “Il bambino ha il diritto di essere informato sulle proprie condizioni di salute e sulle procedure a cui verrà sottoposto con un linguaggio comprensibile ed adeguato al suo sviluppo e alla sua maturazione …” sono nati sia il progetto di Preparazione Psicologica all’Anestesia e all’intervento chirurgico che quello relativo alle Tecniche non Farmacologiche per contenere il dolore durante le procedure mediche.

Si sente ora la necessità di utilizzare un linguaggio e una strumentazione che possa accattivare e catturare bambini e adolescenti, per spiegar loro le varie procedure che dovranno affrontare, fornendo strategie utili per sentire meno dolore possibile.

 

Da qui l’idea di creare un’App “L’ospedale non fa più paura!”

che possa mostrare, in maniera interattiva, con un linguaggio adeguato alla fascia di età che si vuole raggiungere, le varie procedure mediche a cui il bambino o l’adolescente ricoverato, o in visita dovrà sottoporsi: prelievo ematico, elettrocardiogramma, raggi, fino ad arrivare a esami più complessi come risonanza magnetica e tac e procedure più importanti come interventi chirurgici.

 
Carta-dei-Diritti
 

Fino ad ora alcuni bambini vengono sedati per effettuare esami semplici e non dolorosi, crediamo invece che bambini o adolescenti se adeguatamente informati tramite questa applicazione non necessitino di nessun tipo di sedazione. La collaborazione con il paziente sarà importante non solo per ridurre l’utilizzo di farmaci, ma anche per accrescere l’autostima dei soggetti coinvolti. Inoltre spesso molti dei nostri pazienti sono bambini o adolescenticon patologia cronica e il rapporto di fiducia con gli specialisti diviene fondamentale per il raggiungimento di un benessere psico-fisico.

Si crede che un bambino o un adolescente preparato possa vivere l’ospedalizzazione non più come un trauma ma come un’esperienza di crescita.

L’App “L’ospedale non fa più paura!” avrà i seguenti obiettivi:

  • diminuire l’ansia anticipatoria legata a procedure mediche come prelievi del sangue, radiografie, risonanza magnetica , tac, ecc
  • aumentare la collaborazione con il personale medico infermieristico
  • diminuire, tramite l’applicazione delle tecniche non farmacologiche (rilassamento, distrazione, visualizzazioni postivie e creative, ecc) il dolore associato alle procedure
  • diminuire il consumo di farmaci analgesici
  • diminuire il dolore post operatorio.

 

L’App avrà una veste grafica semplice, così che sarà di facile utilizzo sia per i pazienti pediatrici che per i loro genitori e sarà possibile scaricarla gratuitamente. Sarà compatibile con tutti i supporti come smartphone, tablet, pc.
Ovviamente tale App non sostituirà in alcun modo il colloquio con lo specialista, medico, infermiere o psicologo, ma sarà un valido strumento per fornire le giuste informazioni.
 

Si è scelto di utilizzare una raccolta fondi keep it all (tieni tutto) poichè nel caso non si riesca a raggiungere il goal economico di € 15.000 sarà possibile comunque, in base alle donazioni raggiunte, realizzare un’app che prenda in considerazione solo alcune delle più comuni procedure mediche.

Per il raggiungimento del GOAL di € 5.000 verrà realizzata un App relativa al ricovero e alla permanenza in ospedale e comprenderà anche semplice procedure mediche come prelievo ematico, visita medica e elettrocardiogramma. Campagna pubblicitaria divulgativa.

Per il raggiungimento del GOAL di € 10.000 l’App prevederà anche esami più complessi come Risonanza Magnetica, Tac e procedure oncologiche. Campagna pubblicitaria divulgativa.

Per il raggiungimento del GOAL di € 15.000 l’App comprenderà la preparazione all’intervento chirurgico. Campagna pubblicitaria divulgativa.
 

Per seguire e contribuire a realizzare questo progetto l’App “L’Ospedale non fa paura” clicca qui.

Anche un piccolo contributo può aiutare!!!

 

Phi Foundation, ONP e Social Fundraising Community

Riflettendo sulle difficoltà, e nello stesso tempo la necessità delle piccole e medie ONP (organizzazioni non profit) di reperire risorse economiche attraverso la raccolta fondi, si scopre la loro impreparazione negli strumenti e applicazione metodologie di Fundraising.

La domanda, quanto tempo dobbiamo ancora attendere prima che le ONP diano inizio alla valorizzazione delle relazioni che hanno nel territorio in ottica di attivazione di un’efficace strategia di Fundraising, considerando anche le prospettive di ampliare la propria cerchia d’influenza alleandosi con una più ampia struttura di Social Fundraising Community?

La risposta non è scontata perché ci vuole la temerarietà e lungimiranza di eseguire una scelta importante. Strutturarsi in Fundraising Orient, infatti, significa rimettere in discussione l’intero modello organizzativo delle ONP, al fine di trovare non solo fondi ma anche donazioni in termini di competenze, tempo, (people raising), e soprattutto relazioni.

Solo curando le relazioni che abbiamo con la realtà che ci circonda, orientandoci inoltre anche verso il Corporate Fundraising, possiamo davvero implementare una buona strategia di raccolta fondi e, il dono diventa uno strumento mediante il quale rafforzare questi legami.

Se vuoi avviare una campagna di raccolta fondi, chiedi a PHI FOUNDATION (Social Fundraising Community).

 

 

Fundraising… ma tu lo sai cos’è?

Lavorare con Phi Foundation nella raccolta fondi (fundraising) significa svolgere l’attività di fundraiser, una professione creativa e multitasking oggi sempre più richiesta dal mercato del lavoro orientato al terzo settore.
Una professione che richiede competenze in marketing, statistica, economia, ma anche un estro creativo e artistico, oltre che una grande determinazione.

Fare raccolta fondi (fundraising) per le organizzazioni non profit significa lavorare per una giusta causa che ci appassiona, in cui crediamo e desideriamo migliorare le cose grazie al piccolo contributo di tante persone.
Non c’è dubbio che il lavoro del fundraiser porti numerose soddisfazioni personali se fatto bene con passione e mediante gli strumenti giusti.

“Ma cosa fa un fundraiser?”
La domanda sorge spontanea.
Si usa spesso questa parola nel gergo comune per indicare il comunicatore o l’organizzatore di eventi di beneficenza.
In realtà il fundraiser è anche questo, ma non solo.
È soprattutto un professionista che sa comunicare e agire, perché le parole sono pensieri che diventano azioni dirette a costruire qualcosa di utile, azioni dirette ad aiutare gli altri, e per questo IMPORTANTI.

Se vuoi avviare una campagna di raccolta fondi, chiedi a PHI FOUNDATION (Social Fundraising Community).

 

Raccolta fondi e beni culturali

Fundraising e beni culturali: un binomio possibile?

“La cultura si potrà finanziare anche con il fundraising…”: non è la constatazione che le politiche di conservazione del nostro patrimonio artistico e culturale abbiano raschiato il fondo del barile, ma la promessa contenuta nella Riforma Franceschini sui beni culturali italiani.

Da circa dieci anni la cultura e tutte le attività collegate alla valorizzazione e alla conservazione dei beni culturali sono in piena contrazione e (tanto per cambiare) in fondo alla classifica europea: nella cultura investiamo solo lo 0,13% del Prodotto Interno Lordo e i finanziamenti pubblici si sono ridotti del 27,4% in 10 anni, passando da 2.197 milioni di euro nel 2004 a 1.595 nel 2014.

La sostenibilità della cultura dipenderà quindi da strategie di raccolta fondi mirate e personalizzate.
Se fino a pochi anni fa il fundraising toccava solo in parte le organizzazioni operanti nell’ambito culturale, oggi la ritirata dello Stato mette al centro dell’attenzione la ricerca di fonti di sostenibilità alternative a quelli tradizionali.

In Italia ci sono 443.208 organizzazioni culturali, ovvero il 7,3% delle imprese nazionali: secondo gli organizzatori di “Cultura e Fundraising“, la loro esistenza può essere legata solo a nuove politiche di sostenibilità per ridurre la dipendenza dal finanziamento pubblico, come il crowdfunding.

E si tratta di una vera e propria ricerca di una nuova massa critica: a fronte del crollo delle ero­ga­zioni libe­rali (-19%) e degli interventi delle fondazioni bancarie (-12%), secondo il rapporto di Federculture, lo scenario della ricerca di fondi è completamente diverso rispetto al passato.

«La Riforma Franceschini, introduce ufficialmente nuove professionalità accanto ai Direttori dei Musei, che saranno affiancati da un responsabile dei rapporti con il pubblico che si occupa anche del reperimento dei fondi e del marketing», afferma la coordinatrice del corso Marianna Martinoni. «La vera sfida sarà ora inserire figure professionali che possano svolgere questo ruolo nelle tante realtà diffuse su tutto il territorio nazionale in modo strategico e continuativo nel tempo».

Il corso si rivolge a teatri, biblioteche, musei pubblici e privati, gallerie d’arte, associazioni che operano nel settore della cultura e delle arti con l’obiettivo di offrire un approccio professionale e operativo al fundraising in questo settore. Il programma e la scheda di iscrizione sono pubblicati sul sito www.fundraisingschool.it


Marco Angelucci
Phi Foundation

La raccolta fondi nel settore no profit in Italia

I dati dell’ultimo censimento ISTAT sulle istituzioni non profit in Italia (http://censimentoindustriaeservizi.istat.it/istatcens/category/non-profit/)  mettono in risalto alcuni dati macroscopici che cercheremo di analizzare in una serie di articoli dedicati a questa importante tematica.

Il focus di oggi ci porta all’analisi dei dati riferiti all’attività di raccolta fondi delle associazioni e il dato saliente riguarda la percentuale di associazioni che effettivamente svolgono un’attività di fundraising: solo il 20% delle oltre 300.000 istituzioni censite infatti raccoglie fondi. Le regioni più attive sono la Lombardia (20,4% ), il Veneto (11,3%) e l’Emilia-Romagna (10,2%). In coda alla graduatoria troviamo le regioni del Sud e le Isole.

Nell’ambito di questo dato è interessante notare come gli strumenti largamente prevalenti per il fundraising siano l’organizzazione di eventi e/o manifestazioni pubbliche e il contatto diretto in ambiti locali e di conoscenze personali o tramite addetti.
Il crowdfunding tramite strumenti digitali è ancora sfruttato da un numero limitato di associazioni anche se, rispetto ai dati del 2011, assistiamo ad un trend nettamente positivo anche in Italia, sebbene negli ultimi mesi il volume del fatturato delle raccolte fondi , complice la crisi, sia in calo.

INFOGRAFICHE

Il grafico mostra le ripartizioni percentuali dei metodi maggiormente utilizzati dalle ONP per la raccolta di donazioni. Va ricordato che il dato complessivo, come detto sopra, rappresenta poco più del 20% del totale delle associazioni, il restante 80% NON effettua raccolte in denaro.
I dati evidenziano la netta preponderanza dei metodi “tradizionali” fondati soprattutto sulla conoscenza personale e su attività svolte in ambito locale, mentre la penetrazione dei nuovi strumenti teconologici è ancora appannaggio di poche, grandi organizzazioni.


Andrea Somovigo
Phi Foundation

Come creare una campagna Social Fundraising di successo

Per molti avviare con successo un’ONP (organizzazione non profit) grazie al Fundraising (raccolta fondi) è come vincere la lotteria, ma anche se sicuramente richiede una buona dose di fortuna, per raggiungere gli obiettivi è fondamentale un piano strategico ben programmato e pertinente.

Per prima cosa bisogna tener presente che non si può pensare di realizzare una campagna di Fundraising priva di strategie e obiettivi predeterminati, e senza prima ideare un marketing plan per promuoverla.

Tre tecniche fondamentali per creare una campagna Social Marketing di successo.

1. Far partire il passaparola prima di avviare la Campagna Fundraising.

Raccogliere fondi tramite il Fundraising è una reale attività di Social Marketing: con più persone si entra in contatto più visibilità e più possibilità si hanno di ottenere i fondi necessari; quindi se vuoi raccogliere la somma che ti serve, devi ottenere visibilità, raggiungere molte persone, accrescere la tua Community di conseguenza più Social Marketing creando un data base contatti.

Per creare una lista contatti degna di questo nome, però serve tempo, fatica e determinate risorse.

Come creare una lista contatti per il Social Fundraising.

  • Creare un sito web.
  • Creare una pagina Facebook.
  • Impostare gli script per il Remarketing.
  • Creare un profilo Twitter.
  • Creare una mailing List.
  • Creare un profilo LinkedIn.
  • Creare un profilo Instagram.
  • Creare un profilo Googleplus.

Lavorando su queste piattaforme sarai in grado di sviluppare il Social Marketing orientato al Social Fundraising Community e di creare, anche un anno prima, una lista di contatti degna di questo nome.

Per sostenere il dinamismo del Social Marketing professare l’operosità di Digital PR al fine di generare online il passaparola (Buzz Marketing); un altro metodo utile è iniziare a scrivere una serie di comunicati stampa per incuriosire il potenziale pubblico e creare aspettativa.

2. Individuate le tue Donor Persona dirigiti, dove vanno loro.

Per realizzare una campagna di Fundraising di successo bisogna prima di tutto conoscere abitudini e interessi del proprio target, o meglio ancora, delle proprie Donor Persona.
Pensare che solo gli appassionati di Social Fundraising possano essere dei potenziali Donatori è sbagliato, bisogna andare direttamente da chi è interessato alla propria iniziativa.

Come attirare le proprie Donor Persona.

  • Iscriversi a gruppi, community e forum sui social media.
  • Creare contenuti mirati (content marketing).
  • Partecipare a fiere ed eventi.
  • Creare eventi mirati (Social Donation Party Day).
  • Coinvolgere blogger e influencer del settore.

Perché è importante conoscere le proprie Donor Persona.

Il web oggi ti permette di individuare con precisione il tuo target, ma tu lo fai?
La ricerca delle Donor Persona va oltre la normale ricerca del target, e mentre prima solo le grandi ONP avevano gli strumenti per svolgere questo tipo di attività, oggi tutti hanno a disposizione gli strumenti per farlo, anche le micro ONP.
Organizzando la tua comunicazione online secondo le caratteristiche delle Donor Persona, avrai risultati migliori, perché riuscirai a delineare con maggiore precisione il tuo target e le sue esigenze.
Facendo un esempio pratico, sui Social Network si utilizzano moltissimo le immagini per fare comunicazione virale, e pensi che la stessa immagine che useresti per attirare un target femminile possa essere utilizzata anche per un target maschile? Questo è solo un piccolo esempio ma spero che possa farti capire fin da subito l’importanza delle Donor Persona.
I Social Network, i motori di ricerca (in modo specifico google) e il web in generale, offrono decine di strumenti per perfezionare la ricerca del proprio target come mai prima d’ora, permettendo a tutti (anche alle ONP) di realizzare campagne web marketing mirati, impensabili in passato.
Allora cosa aspetti? Inizia fin da subito a ricercare le tue Donor Persona.

3. Il Social Fundraising Community è una storia.

Con il Social Fundraising si raccolgono fondi per iniziative, progetti e idee delle organizzazioni non profit (ONP), per questo in genere la comunicazione è molto incentrata sulla solidarietà e consenso dei potenziali Donatori (Social Fundraising Community). Dovete tener presente però che un aspetto meraviglioso del Social Fundraising Community è proprio che persone sconosciute tra di loro si unisco per aiutare un ONP a nascere, ma come farlo se non si conosce l’ONP?
Se volete l’aiuto di persone che non conoscete, dovete raccontare la vostra storia, il classico “Chi siete, cosa volete, dove andate” (1 soldino per aiutare).
Pertanto non siate timidi e mostrate le persone che sono dietro la vostra iniziativa – progetto raccontate le vostre storie di tutti i giorni.

Se vuoi avviare una campagna di raccolta fondi, chiedi a PHI FOUNDATION (Social Fundraising Community).

 

Scopri i benefici del Social Fundraising

Rispetto ad una tradizionale ricerca e raccolta fondi per organizzazioni non profit (ONP), il Social Fundraising ha notevoli benefici che spesso non sono presi in considerazione.

Migliaia di potenziali Donatori.

Grazie alle piattaforme di Social Fundraising potete entrare in contatto con migliaia di potenziali Donatori ai quali potrete far conoscere la vostra iniziativa.

Web marketing not profit oriented.

Durante la campagna di raccolta fondi not profit oriented (Social Fundraising) potrete promuovere il vostro progetto utilizzando i social media, iniziando fin da subito a far conoscere la vostra ONP e l’iniziativa not profit sopportata.

Miglioramenti dell’iniziativa – Progetto not profit.

Attraverso l’interazione con i vostri Donatori, potrete avere moltissimi feedback sulla vostra iniziativa – progetto not profit e migliorarlo per renderlo ancora più interessante in futuro.

Tutto è online e accessibile.

Per raccogliere fondi per le organizzazioni non profit in maniera tradizionale servono molti contatti, documenti, presentazioni, viaggi, incontri, telefonate e molto altro. In poche parole: tempo e denaro. Una campagna di Social Fundraising invece presenta l’idea – progetto not profit online, in maniera semplice e accessibile. In poche parole, una volta preparata la presentazione dovrete preoccuparvi solo di promuovere l’iniziativa not profit nella Social Community.

Una risorsa anche per le organizzazioni non profit (ONP) già avviate.

Se la vostra ONP ha già una community con un buon numero di volontari, sostenitori e di fan, ma non ha i fondi per lanciare la nuova iniziativa – progetto sul mercato, il Social Fundraising può essere un’ottima soluzione.

Accesso anche ai piccoli Donatori.

Quando si cercano dei Donatori per un progetto, si punta ad ottenere ingenti somme di denaro, tagliando automaticamente fuori micro o piccoli Donatori. Con il Social Fundraising si ha accesso a migliaia di piccoli Donatori, che anche contribuendo con pochi soldini, possono aiutare portare a compimento un’idea – progetto not profit.

Conclusioni sui benefici del Social Fundraising.

Il grande beneficio del Social Fundraising, (forse sottovalutato), è che permette di aumentare la propria visibilità prima, dopo e durante la raccolta fondi, facendo quindi conoscere la propria iniziativa ad un’esponenziale Social Community costantemente in espansione e Solidale.

Se vuoi avviare una campagna di raccolta fondi, chiedi a PHI FOUNDATION (Social Fundraising Community).

 

Prima di realizzare una campagna social fundraising

Social Fundraising

In linea di massima qualsiasi campagna di raccolta fondi che non prevede una contropartita economica può essere considerata un’attività di donazione orientata al Social Fundraising, ma andando nello specifico questo tipo di campagna si riferisce prevalentemente a raccolta fondi per associazioni non profit (ONP), operazioni di soccorso e specifici casi di sopporto.
Social Fundraising che non preveda un rientro economico può essere considerata una “Donation Fundraising”, ma andando nello specifico, questo tipo di campagna si riferisce prevalentemente a raccolte di fondi per associazioni di beneficenza, no profit, spese mediche e operazioni di soccorso.

Conclusioni

ndipendentemente dal tipo di campagna Social Fundraising che vorrai creare e dalla piattaforma scelta, devi documentarti molto bene prima di avviarla. Ogni piattaforme ha linee guida molto approfondite che dovrai leggere con attenzione se vorrai avere una possibilità di successo.
Ricordati che una volta che sarà tutto pronto, dovrai iniziare la tua campagna di comunicazione per raccogliere fondi anche un anno prima del lancio della campagna Social Fundraising.

Se vuoi avviare una campagna di raccolta fondi, chiedi a PHI FOUNDATION (Social Fundraising Community).