Anche Buffon collabora con Charity Star

Charity Star, la celebre piattaforma di fundraising che raccoglie donazioni attraverso aste benefiche di celebrità, ha inserito un altro pezzo da 90 nel suo già ricco bouquet di artisti e celebrities. Si tratta infatti di Gigi Buffon, la leggenda del calcio italiano.

E’ stata messa all’asta infatti la maglia autografata e indossata nel 2014 in occasione di un’amichevole pre-mondiale. Il ricavato andrà a finanziare due cause importanti. In parte Fondazione Telethon, che proprio in questi giorni è protagonista dell’annuale maratona Rai sotto il motto #nonmiarrendo. E inoltre, parte del ricavato verrà utilizzato per finanziare  il progetto di Nicla Peruzzi lanciato su GoFoundMe per chiedere ai sostenitori di aiutarla a tornare all’università.

Nicla, di Arezzo, è affetta sin dalla nascita da onico-osteodisplasia congenita, una rara sindrome che causa disfunzioni all’apparato osseo. Per non rinunciare ai suoi progetti Nicla ha lanciato una campagna di crowdfunding.

«Vorrei diventare una Project manager per il non profit e le imprese sociali specializzata nel fundraising» si legge nell’appello.

Una delle caratteristiche di questa originale iniziativa consiste nella formula con cui Nicla intende ringraziare i suoi donatori. Infatti se la logica dell’operazione consiste nella sua gratuità, Nicla ha pensato un modo per ringraziare i suoi donatori, restituendo alla collettività parte di quello che la collettività le ha donato. Come? Donando a sua volta solidarietà. Diventerà donatrice di sangue all’Avis ed esprimerà la sua volontà a donare gli organi post mortem iscrivendosi all’Aido. Poi devolverà parte del ricavato ottenuto a Telethon, Save the Children, Wwf, Fondazione Dottor Sorriso e Fondazione Cecilia Gilardi. Realtà che a vario titolo si occupano dell’istruzione, dell’ospedalizzazione e del sostegno ai bambini italiani e del mondo, alla ricerca medica e alla salvaguardia ambientale. Temi cari a Nicla, soprattutto alla luce della sua storia personale.

Dunque ancora una volta Charity Star si fa carico di sostenere un progetto importante e delicato, tirando in causa un personaggio sportivo italiano conosciuto in tutto il Mondo.

L’asta terminerà il 17 Dicembre, l’appello va ai tifosi e a tutti coloro che avranno voglia di sostenere Telethon e Nicla Peruzzi, per la ricerca medica sulle malattie rare e per garantire a tutti una migliore qualità della vita.

http://www.charitystars.com/

 

 

Phi Foundation

Phi Foundation: # Fundraising supporta il Welfare

E’ stato presentato venerdì 11 dicembre 2015 alla Camera dei Deputati, in occasione dell’evento “Donare di più e meglio” il manifesto per un nuovo Fundraising.

Il primo Manifesto realizzato per contribuire a rendere il Fundraising una delle principali strategie per la sostenibilità di un nuovo “Welfare di Comunità”.

Frutto del dibattito pubblico realizzato con il Progetto “Fundraising – Un altro Welfare è possibile”, il Manifesto nasce come uno strumento utile a diffondere una nuova cultura della Donazione e del Finanziamento Sociale incentrata sulla logica dell’investimento e non solo del mero filantropismo e della carità.

Da quanto emerso in diversi incontri con i rappresentanti delle Istituzioni, del Terzo Settore e i cittadini, il Fundraising non può più essere ritenuto solo un insieme di tecniche per migliorare la sostenibilità delle organizzazioni ma deve diventare uno strumento capace di rendere partecipe la società civile alla creazione di un nuovo sistema sociale.

In Italia viviamo un paradosso singolare: da un lato tutti si appellano al Fundraising come risposta alla crisi di finanza pubblica, mentre dall’altro nessuno pone in essere strategie, azioni e politiche che lo possano far crescere realmente.
Anzi, sono ancora tanti gli ostacoli culturali, burocratici, amministrativi e politici che ne limitano enormemente il potenziale, come ad esempio il farraginoso sistema di gestione del 5 e del 2 per 1000, per citarne uno.

Desidereremo dar vita a programmi e azioni che rendano operativi i principi e far sì che il Fundraising diventi davvero lo strumento principale di un’economia sociale e civile essenziale per lo sviluppo del paese.

Il Dono è un fattore di crescita, un valore che non deve restare confinato nell’ambito del non profit.

Si tratta di una pratica quotidiana, uno stile di vita da promuovere e incentivare. Soprattutto tra le nuove generazioni.

Un obiettivo che Phi Foundation condivide pienamente e per questo, lavoriamo perché il Giorno della Solidarietà abbia ancora una volta i giovani protagonisti. Il non profit resiste.
Sei un’organizzazione non profit (ONP) e desideri supporto “Gratuito” o vuoi avviare una campagna di Raccolta Fondi?
Chiedi a PHI FOUNDATION (Social Fundraising Community).

 

Ristoranti contro la Fame

Arriva in Italia: Ristoranti contro la Fame!
Charity event al Park Hyatt di Milano.

“Il cibo dovrebbe essere un diritto di tutti… noi nel nostro piccolo cerchiamo di renderlo possibile”. Andrea Aprea, Chef Ambasciatore Ristoranti contro la Fame 2015.

Da Andrea Aprea a Elio Sironi, da Marco Sacco a Matteo Vigotti, tanti i nomi noti del panorama culinario italiano che dal 16 ottobre al 16 dicembre 2015 hanno sposato il progetto benefico Ristoranti Contro la Fame.
 
I grandi chef e le “charity organization” sembrerebbero due realtà molto diverse tra loro ma in realtà sono complementari, in quanto negli ultimi anni il boom del settore food sta sposando sempre di più le cause umanitarie.

Ristoranti contro la fame”, promosso dall’organizzazione no-profit “Azione contro la fame” e sostenuta da circa 150 ristoranti in tutta Italia vuole cercare di aiutare e salvare i bambini gravemente malnutriti, considerando che nel 2015 sono ancora purtroppo circa 3.000 bambini sotto i 5 anni che muoio di fame.

La mission dell’organizzazione, lanciata contemporaneamente in Italia, Germania, Canada e Stati Uniti, è quella di raccogliere fondi andando a cena in uno dei ristoranti aderenti all’iniziativa.

Ogni cliente può fare una donazione aggiungendo 2 euro al proprio conto

mentre i ristoranti promoveranno la campagna proponendo un menù/piatto solidale al quale associare una propria donazione. L’iniziativa ha preso il via al Park Hyatt di Milano e vedrà partecipi molti nomi di spicco nel settore della ristorazione, fino al 16 dicembre.

I professionisti dell’alta ristorazione che hanno scelto di ricoprire il ruolo di “chef ambasciatori” spaziano dagli stellati Andrea Aprea (Vun al Park Hyatt Milano), Elio Sironi (Ceresio 7), Matteo Vigotti (Ristorante al Peck), Marco Sacco (Piccolo Lago), Cristina Bowerman (Glass Hostaria e Romeo), Pietro D’Agostino (Ristorante La Capinera), Felice Lo Basso (Ristorante Unico), Aurora Mazzucchelli (Ristorante Marconi), Giancarlo Morelli (Pomiroeu), Roberto Okabe (Ristorante Finger’s), Gaetano Simonato (Tano Passami l’Olio), Angelo Troiani (Ristorante il Convivio Troiani), Leonardo Vescera (Il Capriccio) passando per Alessio Algherini (Ristorante Alexander), Michele Bassoni (Lyo), Tommaso Arrigoni e Eros Picco (Innocenti Evasioni) proseguendo con Eugenio Boer (Ristorante Essenza), Daniel Canzian (Ristorante Daniel), Maria Cicorella (Ristorante Pashà), Roberto Conti (Ristorante Trussardi alla Scala), Salvatore De Riso (Sal De Riso Costa D’Amalfi), Christian Milone (Trattoria Zappatori) e Filippo Saporito (La leggenda dei Frati).
 

I magnifici Chef della cucina italiana hanno messo a disposizione il loro ingegno e la loro creatività per una causa più che nobile: costruire insieme un mondo libero dalla fame.

 
 

# Storytelling e Fundraising

Spesso si sente dire che il contenuto è il re del marketing online: “Content is the king”.
È una regola che formatori e consulenti di organizzazioni non profit cercano di diffondere e che chi lavora nel campo della comunicazione in ambito non profit cerca di ricordare come un mantra.
Quando un’organizzazione non profit decide di comunicare con il proprio pubblico attraverso gli strumenti della comunicazione online, i contenuti di qualità fanno davvero la differenza.

Il mitico “storytelling“, “la narrazione di storie”, capace di attirare interesse e simpatia e di creare conoscenza ed empatia è veramente un asso nella manica per quanti, quotidianamente, operano sul campo per realizzare una buona causa.
Ogni organizzazione ha a disposizione un vasto patrimonio di materiale da diffondere al proprio pubblico, il quale non aspetta altro che sapere di più sul lavoro dell’organizzazione cui ha deciso o sta pensando di donare.

Portare sullo schermo del donatore il racconto del proprio lavoro con i beneficiari, far capire in che modo si agisce, fa la differenza, far conoscere difficoltà e successi, rende partecipe il sostenitore. Crea empatia e fa sentire le persone parte di un’azione comune a favore di una buona causa. Se poi la storia si racconta anche con fotografie e filmati, l’effetto è ancora più forte. Infine, abbinando al contenuto delle call to action ben studiate e posizionate, il potenziale del contenuto in chiave fundraising cresce esponenzialmente.
Sembra tutto molto semplice eppure non è così. O meglio: non è questo quanto accade nella maggior parte dei casi, poiché anche organizzazioni che avrebbero tutto per comunicare in questo modo, non lo fanno.

Personalmente proviamo un senso di disagio quando vediamo che dirigenti e operatori di una qualsivoglia organizzazione non profit restano ancorati a schemi ormai superati. Non solo non si prevede una strategia, ma neanche si ha la capacità, almeno istintiva, di comunicare all’esterno gli sforzi che si fanno per realizzare le proprie buone cause.
Sembra quasi ci sia una pigrizia intrinseca, una tendenza all’inerzia e all’immobilismo.

Comunicare online in modo efficace sarà sempre più importante e presto chi non inizierà a farlo si troverà ancora più svantaggiato rispetto a chi lo fa da qualche tempo.

Le persone (e quindi anche i donatori) passano molto tempo online, le potenzialità tecnologiche aumentano, il modo in cui si tessono relazioni e si cercano informazioni si evolve.

Per ottenere risultati positivi a livello di comunicazione (quindi di nuove donazioni, partner e opportunità), conterà sempre di più distinguersi e saper raccontare il proprio lavoro.

Il lavoro delle organizzazioni non profit è importante: è un pilastro del welfare, della cultura e della solidarietà internazionale.

Il capitale narrativo di molte organizzazioni è enorme ma purtroppo è fatto di racconti mai raccontati e d’immagini mai condivise.
Si tratta di un patrimonio che, se ben utilizzato, potrebbe dare frutti consistenti: più sostenibilità alle organizzazioni e progetti migliori ai beneficiari.
 
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Il comune di Milano lancia una piattaforma di crowdfunding civico

E’ Stato presentato a Milano il bando per la partecipazione al progetto della piattaforma di crowdfunding civico.

Il comune di Milano infatti, ha stanziato un budget di circa 400 mila euro per finanziare parte dei progetti che riusciranno a raggiungere il 50% del loro budget attraverso la piattaforma di crowdfunding, fino ad un massimo di 50 mila euro.

Il bando è rivolto alle start up che creino, ad esempio, un’applicazione per informazioni su mobilità e offerta culturale in città, oppure un’impresa o una onlus che offrano un servizio di consegna a domicilio di pasti pronti per anziani. Questi sono solo alcuni esempi di progetti che potrebbero trovare posto su questa piattaforma.

L’iniziativa di Palazzo Marino parte con una sperimentazione di 18 mesi.

I progetti da inserire nella piattaforma potranno essere presentati fino a fine anno. Dovranno essere “innovativi” e “ad alto impatto sociale“, si legge nel bando pubblicato sul sito del Comune. Sei i possibili ambiti di intervento: accessibilità e rimozione di barriere, incremento della connettività urbana, riduzione del digital devide (ovvero il divario tra chi ha accesso alle tecnologie dell’informazione e chi non ce l’ha), progetti che favoriscano l’informazione su mobilità e attività culturali, servizi per la cura della persona e la conciliazione famiglia-lavoro, sviluppo di reti sociali all’interno delle comunità. Al bando potranno partecipare imprese profit e non profit, ong, onlus, associazioni di volontariato e promozione sociale.

Una volta terminata la fase di presentazione dei progetti, questi verranno valutati da una commissione. Tra i criteri con maggior peso nell’attribuzione del punteggio c’è la capacità del progetto di autosostenersi una volta esaurito il finanziamento ottenuto, in modo da favorire idee con modelli di business replicabili che abbiano le gambe per proseguire da soli. I migliori progetti saranno ospitati dalla vera e propria piattaforma realizzata in collaborazione con Eppela, uno dei marchi italiani del crowdfunding. È a questo punto che la “folla” (crowd) sceglierà in base al numero e alla consistenza delle offerte le idee meritevoli di essere realizzate, grazie anche al contributo del Comune.

Una volta selezionati, i progetti verranno messi in competizione per aggiudicarsi i contributi privati e pubblici, fino all’esaurimento dei 400mila euro messi a disposizione dal Comune. Chiunque contribuirà con una donazione riceverà in cambio una ricompensa, come possono essere un gadget o lo stesso servizio ideato (modello “reward based” del crowdfunding). Per avere il finanziamento dell’amministrazione, così come per incassare il denaro offerto dalla gente comune, bisognerà raggiungere l’obiettivo di ricevere dai privati almeno il 50% del necessario per partire, secondo la tipologia all or nothing del crowdfunding. Mentre per evitare che qualcuno faccia il furbo, autofinanziandosi in parte allo scopo di ottenere i contributi comunali, è previsto un numero minimo di donatori.

Lo scopo è quello di realizzare progetti di interesse pubblico al di fuori del budget dell’amministrazione. Per questo si parla di crowdfunding civico, una modalità di raccolta fondi che in Italia è stata utilizzata per esempio a Bologna per il restauro dei portici di San Luca. “Nel caso milanese più che il finanziamento dal basso di piccoli o grandi lavori pubblici, vogliamo introdurre un modo diverso rispetto al credito ordinario per finanziare progetti a vocazione sociale di start up e onlus – spiega l’assessore allo Sviluppo economico Cristina Tajani -. Si tratta di un nuovo tassello che si inserisce nel percorso della giunta per promuovere le iniziative di sharing economy“.

Milano si dimostra sempre all’avanguardia per quel che riguarda l’economia e prova a cavalcare il fenomeno del momento ovvero la “Crowd Economy”, un modello che nel mondo anglosassone sta generando milioni di dollari di fatturato permettendo a diverse start up di potersi costituire e finanziare.

L’augurio che noi tutti ci facciamo è che operazioni come queste possano dare il via ad un utilizzo più diffuso e cosciente del sistema crowdfunding, consapevoli che, soprattutto in un momento come questo, lo sviluppo di idee e progetti utili e validi passa anche e soprattutto attraverso la partecipazione collettiva e la condivisione.

Articolo tratto da: “Il Fatto Quotidiano” scritto da Luigi Franco

 

Phi Foundation

FIA, Insieme contro l’indifferenza

C’è una Onlus il cui motto insegna:

“Collaborare con le popolazioni povere e bisognose per favorire il loro progresso sociale e culturale così da poter un giorno lasciare operare in autonomia e piena dignità coloro che hanno beneficiato del nostro sostegno”.
Stiamo parlando della FIA, Farmacisti in aiuto.

Tutto ha avuto inizio nel 2002, con l’avvento dell’euro, nelle Farmacie Comunali di Fiumicino (Roma) e all’impulso iniziale dettato da un gruppo di amici tra cui il dott. Marco Tortorici promotore, divulgatore e principale ideatore dell’iniziativa.
L’idea primaria era quella di aiutare una missione dei Padri Stimmatini di Verona, a realizzare una piccola farmacia in Tanzania. Posizionando circa 100 salvadanai in diverse attività commerciali del nostro territorio si volevano raccogliere le lire rimanenti in circolazione. Ma passati cento giorni, con grande sorpresa, videro che le donazioni in euro erano di molto superiore alle lire.

La gente aveva condiviso con fiducia il loro progetto!

Così nel 2003 decisero che l’impegno, dimostrato in quell’occasione, potesse trasformarsi da occasionale in uno stile di vita professionale, che caratterizzasse la loro attività quotidiana.

Nel 2003 e nel 2004, in meno di due anni, la FIA è riuscita a far sostenere a distanza ben 100 bambini africani, ai quali se ne sono aggiunti altri 30 indiani, adottati nel Kerala, dove nel frattempo era stato aperto un secondo fronte di aiuti, grazie all’Associazione Namastè.

Nel 2005 poi l’ASSOFARM, la Federazione delle Farmacie Comunali Italiane, ha proposto quest’iniziativa a tutte le altre farmacie comunali italiane. Molte sono state le farmacie che hanno aderito, grazie all’impegno dei farmacisti che hanno voluto condividere quest’esperienza.

Alla fine del 2006 i Farmacisti in aiuto riescono a sostenere quasi trecento bambini con l’aiuto dei Padri Stimmatini in Tanzania e Namastè in India. E grazie agli operatori sul campo indiano di quest’ultima e al sostegno indispensabile della Loacker Remedia di Prato Isarco (BZ), si inizia la costruzione di un villaggio fatto di mattoni a Kattuvila, nell’India del Sud. Ad Agosto 2006 vengono consegnate le prime 10 case. Le altre 18, che saranno costruite nel 2007 e nel 2008, offriranno a decine di persone, che vivono in capanne fatte unicamente da foglie di palma intrecciate, un tetto sicuro ed una vivibilità prima inimmaginabile.

La FIA si è poi ulteriormente attivata per la costituzione di un Banco, cioè di un fondo, realizzato tramite il posizionamento del maggior numero possibile di salvadanai in farmacia, per garantire le necessarie coperture ai molti progetti di intervento che crescevano.

I Farmacisti in aiuto attualmente contano più di 100 adesioni alla causa dell’associazione, tra i professionisti del settore farmaceutico e delle farmacie del territorio italiano.

Sono persone animate da un desiderio comune di solidarietà che hanno fatto propri i principi, la missione e il codice etico di questa straordinaria Onlus.

Grazie al Banco dei farmacisti in aiuto, nel 2006 è stata realizzata la costruzione di un villaggio, composto da 25 abitazioni in muratura, nel Tamil Nadu, in India. A decine di persone, vittime dello Tsunami del 2004, è stato donato un tetto sicuro garantendo una qualità di vita prima inimmaginabile.
Dal 2006 in poi i fondi sono serviti a sostenere a distanza quasi 300 bambini,
garantire l’approvvigionamento alimentare ad un lebbrosario, sponsorizzare l’apertura di due dispensari farmaceutici in India con un bacino di utenza di circa 70.000 persone che riescono a fornire assistenza medica e farmaceutica gratuita, sostenere le spese di gestione annuali per uno dei due dispensari farmaceutici In India, aiutare un ospedale in Tanzania che fornisce assistenza medico-farmaceutica a circa 160.000 persone, costruire pozzi per l’approvvigionamento idrico in zone disagiate, finanziare interventi d’urgenza a pazienti in gravi condizioni di vita che non sarebbero altrimenti riusciti a pagare le spese chirurgiche, finanziare idee di impresa al fine di creare piccoli circuiti di microcredito.

Chi volesse avere maggiori informazioni e donare il proprio contributo in termini di tempo o denaro a questa meravigliosa associazione, può visitare il sito.

 
 

Fermiamo l’epidemia di colera in Iraq

L’UNICEF è impegnato in Iraq per proteggere la popolazione dagli effetti di un’epidemia di colera che ha già colpito più di 2.200 persone in 15 dei 18 governatorati del paese.

Si teme che la malattia possa ulteriormente diffondersi a causa delle piogge torrenziali e del diffuso clima di insicurezza, che ostacola gli interventi sanitari.

UNICEF e Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stanno prestando aiuto al Ministero della Salute iracheno distribuendo acqua potabile, garantendo cure alle persone che mostrano i sintomi del colera, e promuovendo una campagna di comunicazione nazionale sulle misure da adottare per preventive l’infezione.
 

“Purtroppo è alto il rischio che il colera raggiunga altre aree del paese, colpendo i bambini più vulnerabili e quelli sfollati, le donne e le loro famiglie. Bisogna intervenire rapidamente” riferisce Peter Hawkins, rappresentante dell’UNICEF in Iraq.

Le intense piogge di fine ottobre hanno inondato molte aree del paese già a rischio di epidemie coleriche: come nei sobborghi di Baghdad, dove le alluvioni hanno provocato lo straripamento delle fognature nei campi per sfollati che ospitano 65.000 persone, fuggite da altre regioni del paese a causa del conflitto e delle violenze.
 

“Una parte importante dei nostri interventi ha per obiettivo aiutare le comunità locali a proteggersi dal colera. Possono farlo con azioni semplici, ad esempio attingendo l’acqua solo da fonti protette, disinfettando le scorte idriche che conservano in casa e allertando un medico non appena un familiare ha diarrea o altri sintomi” spiega Hawkins.

Le operazioni umanitarie in Iraq continuano ad essere gravemente sottofinanziate dalla comunità internazionale. Per proseguire la sua azione di risposta all’epidemia di colera, l’UNICEF ha bisogno con la massima urgenza di 12,7 milioni di dollari.

 

Aiuta l’UNICEF a contrastare l’epidemia!

Dona ora.

 
 

Le emissioni di gas nel mondo

#COP21: Fundraising per documentare la Conferenza ONU sui cambiamenti climatici

“L’attacco surreale e orribile che ha vissuto Parigi in questo mese, non fermerà il viaggio di due studenti in Legge, dalla Nuova Zelanda verso la conferenza ONU #COP21.”

Così James Greenland (New Zeland Law Society) descrive il tentativo dei due connazionali di voler osservare, analizzare e – soprattutto – documentare quella che è attesa come una trattativa storica sui cambiamenti climatici.
“Come il terrorismo moderno, scrive Greenland, i problemi causati dai cambiamenti climatici non hanno una risposta facile”.

Simon e Lottie sono i due studenti che, nonostante i fatti accaduti a Parigi, hanno deciso di partire comunque, per testimoniare, comprendere e documentare un evento che tutto il mondo stava attendendo da tempo.

Lo scopo finale (“Decostruire Parigi“), non è solo quello di assistere alla nascita di un complesso accordo giuridico internazionale sul clima e sull’ambiente, ma quello di decostruirlo, rendendolo accessibile e fruibile a un pubblico di non addetti, attraverso un video-documentario.

Quale miglior sistema per finanziare i costi per le attrezzature di ripresa e di montaggio dei filmati?

Ovviamente le piattaforme di crowdfunding, che anche in Nuova Zelanda (come nel resto della galassia britannica) rappresentano uno dei principali canali di finanziamento del Non Profit (ma non solo).

La piattaforma utilizzata da Simon e Lottie è Pledgeme.co.nz e questa è la pagina dedicata al loro progetto.

“Decostruire Parigi” è una clinica sui cambiamenti climatici fondata da diversi studenti della Victoria University di Wellington (NZ): altri studenti, oltre a Simon e Lottie, partecipano alle attività e contribuiscono ad alimentare il blog e le analisi quotidiane sul sito web della clinica: Paristext2015.com


Marco Angelucci
Phi Foundation

Aiuta i bambini in Italia

In Italia circa 32.300 bambini sono allontanati dalle proprie famiglie perché vittime di maltrattamenti, abusi, sfruttamento o perché sono costretti a vivere in condizioni di estrema povertà.
Senza amore un bambino può sviluppare patologie psichiatriche, ritardi nell’apprendimento e deperimento organico, diventando un adulto incapace di costruirsi una vita e una propria famiglia, e rischiando di ripetere a sua volta gli abusi subiti.

SOS Villaggi dei Bambini accoglie, cura e sostiene i bambini a rischio di abbandono, offrendo loro una nuova casa e un ambiente amorevole, e previene il rischio di allontanamento attraverso programmi di rafforzamento familiare.

Il calore di una CASA, l’amore di una MAMMA, l’affetto di una FAMIGLIA.
È il meglio che puoi offrire.
• La casa
• La Mamma SOS
• Fratelli e sorelle

Per diventare grandi e indipendenti, questi bambini hanno bisogno del tuo aiuto.

 

Anche tu puoi fare la differenza ogni giorno. Aiuta i bambini in Italia.

Fai la tua donazione oggi stesso!

Bastano meno di 4 euro a settimana, solo 15 euro al mese, per accompagnare questi bambini verso il loro futuro. Prendi anche tu parte al progetto. Con 50 centesimi al giorno, puoi donare una nuova vita a questi bambini.

Ogni bambino allontanato dalla famiglia, viene seguito attraverso un progetto individuale che lo accompagna sino al rientro in famiglia o per il tempo necessario a renderlo un adulto sano e indipendente. Oltre alle necessità quotidiane come cibo, vestiti, corredo scolastico e attività per il tempo libero, SOS Villaggi dei Bambini offre cure specialistiche di psicologi, psicomotricisti e logopedisti, basate su metodi che coniugano gioco, esperienze e terapia.

 
Per domande o curiosità, chiamaci al numero 02.55231564 oppure manda una e-mail a web@sositalia.it

 
 

Consigli per promuovere una ONP: quando il denaro non è tutto

Spesso si sentono affermazioni come la seguente: “La nostra ONP ha bisogno di soldi, (è sempre la prima cosa che quasi tutti dicono!) per cui abbiamo deciso di fare fundraising”.   In questo caso il fundraising è visto come il toccasana miracoloso per cui tutto il mondo inizierà a sostenere la ONP per il solo fatto che chiedi soldi. Negli ultimi tempi si fa un gran parlare del crowdfunding (non è altro che fundraising online, svolto attraverso piattaforme dedicate): basta creare una campagna ed è fatto! Beh non proprio, ma andiamo con ordine.

La tua ONP esiste, è stata creata con una mission chiara, che definisce scopi e funzione. Essendo sconosciuta non ha sostenitori, oppure li ha ma in numero non sufficiente (la zia, il cugino e via dicendo). In questa prima fase è di fondamentale importanza farsi conoscere, enfatizzare gli aspetti positivi della tua ONP, i suoi obiettivi per quel determinato ambito sociale, creare rete con le singole persone e le altre realtà, creare interazioni significative con le istituzioni. La comunicazione è fondamentale, sia online che offline.

Online: E’ fondamentale realizzare un sito decente dove sia esposto chiaramente il programma della ONP, i suoi componenti, ciò che ha realizzato e i progetti che sta preparando. Sul lato social è bene iniziare una presenza su Facebook, con una pagina (non profilo e non gruppo!), compilata bene in tutte le sue parti, e seguita giornalmente. Non c’è un numero di post uguale per tutti, ma è fondamentale postare qualche volta al giorno in orari specifici, comunicando le iniziative, gli eventi (che vedremo più avanti), pubblicare foto ecc. Quando la pagina è ben avviata con un numero considerevole di like, puoi pensare a qualche inserzione pubblicitaria (Facebook Ads), realizzabile anche con budget ridotti. Twitter, Google plus, Instagram e quant’altro, li valuterete in base alle vostre forze e possibilità, sapendo che è inutile creare decine di account e abbandonarli come cattedrali nel deserto. Altro elemento importante della comunicazione online è la newsletter, con cui informare e aggiornare gli iscritti.

Offline: Normalmente questa area è un po’ sottovalutata, ma anch’essa di vitale importanza: gli eventi servono a creare interazione tra la ONP e l’esterno, servono a raccogliere le anagrafiche (il mio tessoro direbbe Gollum): le anagrafiche valgono più delle donazioni, o quantomeno non devono mai mancare, perché sono i dati del donatore che daranno continuità all’aiuto. Grazie a queste anagrafiche potrai inviare la newsletter a persone mirate, che già ti conoscono, potrai creare una rete di aiuto e di amicizia, rete che si espanderà sempre di più e che col tempo “pescherà” nuovi volontari, che andranno a potenziare le attività della ONP. Gli eventi devono rispecchiare l’identità della onp, devono saper trasmettere, devono coinvolgere e sensibilizzare. Può essere una cena solidale, o un banchetto in piazza, un banco di beneficenza o qualsiasi altra cosa che la fantasia e la realtà in cui la onp opera possa suggerire. La relazione interpersonale va sempre curata e favorita: la ONP è fatta di persone.

La donazione è la normale conseguenza di tutto questo lavoro. Ecco perché rivolgersi al fundraising come a un bancomat è sbagliato e dannoso, rimarrai deluso e sconfortato e penserai che la tua meravigliosa sconosciutissima ONP non abbia futuro. E invece non è così, non è proprio così. Quanto è scritto in questo articolo è alla portata di tutti. E’ questa la strada giusta perché la tua ONP possa vivere, operare e diffondersi. Comunicazione e fundraising vanno insieme come testa e croce della monetina. I risultati immediati non esistono. Esiste tutto il tuo impegno, sacrificio, esiste la tua determinazione, il crederci a qualsiasi costo.

Se si ripete compulsivamente: “la nostra ONP non ha soldi” è solo perché non si fa niente per cambiare la situazione, è perché si pone l’accento esclusivamente sul fattore economico (ma si sa, il terzo settore non è atto a far soldi). Metti in pratica questi punti e non attendere i quattrini come zio Paperone, ma come chi fa di tutto perché la propria ONP possa svolgere la mission per cui è stata pensata e voluta: dipende da te.

Ancora un piccolo consiglio: non essere superbo e fatti aiutare: chiedi una consulenza a un fundraiser che potrà prospettarti il migliore piano di fundraising adatto alla tua ONP.

PHI Foundation si occupa di dare visibilità alle ONP: contattaci e ti aiuteremo a far emergere il tuo progetto realizzando subito un sito web gratuitamente.

www.phifoundation.com

 

Luca Rubin

Preposizioni semplici per un volontariato di successo in una ONP

Cosa c’entra la grammatica col volontariato?

La preposizione (dal latino “praeponere” = porre davanti) crea legame tra parole e frasi, dando un senso compiuto al discorso. In generale le preposizioni semplici chiariscono la meta di un’azione, il senso di un progetto, l’identità. Applicando tutto questo al mondo no profit, è ben chiaro che esse sono di vitale importanza per un volontariato di successo, per una ONP che sappia chi è e cosa fa. Poniamole davanti ad ogni nostra scelta personale e di gruppo: saranno il motore propulsore del nostro essere per gli altri!

  1. DI. Questa preposizione contiene tutte le tue qualità, i pregi, i difetti, i punti di forza e di debolezza. Più conoscerai te stesso e migliore sarà il mix che farai con tutti questi ingredienti. Sarà quello che offrirai alla ONP e a chi riceverà il tuo aiuto. 
  2. A. chi ti rivolgi? A chi presti aiuto? Questa preposizione è come il navigatore di ogni tua scelta, è il test che ti dice se il tuo progetto sta in piedi o meno. Sì perché se crei un piano di fundraising senza pensare chi sono i beneficiari, è come se vendi ghiaccioli agli eschimesi: faresti solo ridere, e neanche tanto.
  3. DA. Ricordati che qualsiasi azione ha una sua radice in una ONP che si è prefissata una vision (il perché) e una mission (il come). La fedeltà a questi due elementi stabilisce il suo successo. Ecco perché è importante che le fondamenta della onp siano solide e indistruttibili. Tu la sposeresti una persona che non si ricorda come si chiama? Ma la onp non è sufficiente: io non ho mai visto una onp soffiarsi il naso o imprecare per il ritardo di un treno… La onp è fatta di persone, che ci credono, che donano tutte le loro energie fisiche e psichiche. Persone che aiutano altre persone.
  4. CON. È il cuore di tutto: tu con la ONP, tu con i volontari, tu con la gente che aiuti.         Il volontariato è fatto da collaborazioni e integrazioni, a vari livelli. Tu collabori con la ONP, fornendo tempo, energie, competenze, responsabilità. La ONP collabora con te, fornendoti esperienza, campi d’azione, tempi e modalità. La gente che beneficia del tuo aiuto collabora con te, dandoti la possibilità di crescere.
  5. SU. Senza entrare in una dimensione di fede (assolutamente personale e intima), questa preposizione semplice indica che ogni azione di volontariato porta un beneficio verso l’alto, una crescita positiva, non solo in chi aiuti e assisti, ma in te stesso e nella ONP attraverso cui agisci.
  6. PER. Simile alla A, ma con una sfumatura diversa: in questo caso si gioca in perdita, senza guardare a un risultato, senza attendersi un grazie, anzi, magari ricevendo un insulto. Essere per l’altro, favorirlo in tutto senza aspettarsi niente.
  7. TRA. Deriva da intra: dentro, insieme. Non sei solo, mai. E neanche le ONP sono sole: ce ne sono altre millemila che intervengono nei più svariati ambiti sociali educativi, sanitari, culturali, ecc. Questa preposizione invita ad essere capaci di collaborazione e integrazione, certi che come disse John Donne “nessun uomo è un’isola.
  8. FRA. Deriva da infra, sotto, in basso. Sei capace di metterti in secondo piano? Riesci a sacrificare una giornata in cui potevi stare stravaccato sul divano o dedicarti al tuo hobby per un ideale più alto, per dare consolazione a chi sta soffrendo? È la sfida che ti chiede il volontariato: accettala!

Luca Rubin

Se vuoi collaborare con Phi Fondation in qualità di content editor contattaci, saremo felici di prenderti a bordo…

La Vocazione del Fundraiser: Tutti possono domandare ma non tutti sanno chiedere.

Cresce sempre più la richiesta di professionisti del Fundraising all’interno delle Organizzazioni Non Profit. L’incontro tra domanda e offerta non raggiunge, il più delle volte, i risultati attesi e ci chiediamo ormai troppo spesso il perché.

Innanzitutto dobbiamo tener conto che le nuove metodologie di Fundraising sono ancora percepite come strumenti “Transitori non Convenzionali”, da utilizzare esclusivamente in caso di “Necessità” e, cioè, quando serve denaro per progetti urgenti.

Sappiamo bene, invece, che la raccolta fondi non può essere improvvisata, ma deve essere intesa come un insieme di strategie e attività da pianificare, anche, a medio lungo termine.

Questo, sommato alla mancanza di know-how e formazione adeguata, spinge le ONP a compiere una serie di errori che si traducono in un continuo dispendio di energie e risorse senza raggiungere gli obiettivi prefissati (nei rari casi in cui essi siano identificati e definiti …..)

Fare Fundraising richiede preparazione nella Comunicazione orientata alla raccolta fondi e proprio l’importanza del lavoro, di un Fundraiser fa la differenza.

Coltivare le relazioni con i potenziali donatori significa avere a cuore, in primo luogo, i donatori stessi: le esigenze, i desideri, la volontà, di chi è interessato a sostenere un’ONP.

Dedicarsi, è un processo spesso lungo, delicato, che richiede molta dedizione.

Molte ONP non si avvalgono di Fundraisers professionali e tentano di risolvere autonomamente. Nulla di errato, in un certo senso, ma scegliendo il “fai da te” bisogna avere il coraggio di investire nella formazione e costante aggiornamento, impiegare almeno 2-3-4 risorse umane affinché possano specializzarsi e acquisire le conoscenze e competenze utili al reale fabbisogno dell’organizzazione.

Senza la capacità di guardare lontano e sviluppare una proficua allocazione di tempo e denaro, difficilmente un’ONP (soprattutto medio/piccola), potrà sperare nella buona riuscita delle sue attività di raccolta fondi.

“Il Fundraising è capacità di coinvolgere risorse su una causa e non l’atto di elemosinare soldi da parte di un’organizzazione in crisi economica”.

 

Sei un’organizzazione non profit (ONP) e desideri supporto “Gratuito” o vuoi avviare una campagna di Raccolta Fondi?
Chiedi a PHI FOUNDATION (Social Fundraising Community).

 

International Fundraising Congress

#IFC2015 – Cosa imparare da una campagna diventata virale

L’International Fundraising Congress è l’evento internazionale più importante per fundraiser e crowdfunder ed è nato con lo scopo di mettere a confronto strategie vincenti.

Secondo Beth Kanter, blogger da anni impegnata sul campo del fundraising, è l’occasione per incontrare una “comunità meravigliosa”.

Qui, scrive sul suo blog, ho incontrato persone impegnate da diversi anni nelle strategie di raccolta fondi: “la cosa più straordinaria è che nessuno di loro si sia presentato o sia stato trattato come una vecchia guardia“…

In ogni sessione del congresso, esperti navigati si incontrano con le new entry nella comunità e il confronto tra idee avviene in clima di massimo rispetto e supporto reciproco.

Nella sessione condotta da Kanter, sono state analizzate due campagne di charity (Ice Bucket Challenge dell’ALS Association e la campagna di Stephen Sutton supportata dall’associazione Teenage Cancer Trust) che sono diventate virali e la discussione ha messo in luce alcuni aspetti molto interessanti intorno all’obiettivo strategico della viralità.

Ecco alcuni punti essenziali:

1) Le campagne non possono diventare virali “su richiesta”.

2) Ogni organizzazione deve monitorare costantemente gli effetti di una campagna e aggiustare il tiro in corsa per rispondere in modo appropriato e aumentare le potenzialità virali della campagna.

3) Le organizzazioni devono essere guidate dall’umiltà e non da uno spirito di controllo. La cultura verticale non è sufficientemente agile, secondo Kanter, per “nutrire il potenziale virale di una campagna“.

4) I risultati non stupefacenti raggiunti nel primo anno, non devono condizionare la ricerca del successo negli anni successivi: in entrambi i casi analizzati, il primo anno di campagna ha comunque raggiunto alcuni successi particolari, tra cui quello di ottenere un consenso ampio tra la cosiddetta “fetta normale” di pubblico (ovvero il pubblico non direttamente o indirettamente coinvolto con la malattia).

5) Tutte e due le campagne sono riuscite a raccogliere intorno a loro individui “iper-connessi” (o influencers) con reti molto vaste di followers, fans, etc.

6) Il segreto del successo di ciascuna campagna non è stato solo nelle “iper-connessioni” in sé, ma nella capacità di queste connessioni di provocare e caricare una storia di emozioni.

7) Raccontare una storia che tocchi profondamente il cuore è essenziale: entrambe le campagne hanno raccontato una storia autentica, emozionale e avvincente, dove l’eroe era il testimonial e non l’organizzazione.

8) Tutte e due le organizzazioni hanno dovuto confrontarsi con l’improvvisazione, piuttosto che con un copione già scritto, nel campo della leadership: azione che ha richiesto un continuo feedback e un monitoraggio continuo delle impressioni del pubblico.

9) Entrambe le organizzazioni si sono focalizzate più sulla crescita della fiducia, piuttosto che del controllo: lasciando addirittura che fossero i loro stessi supporter/donatori a prendere la guida della campagna.


Marco Angelucci
Phi Foundation

Dona il tuo sangue: La prima volta che abbracci il futuro

“La prima volta che abbracci il futuro” è il titolo della nuova campagna di comunicazione di AVIS, Associazione Volontari Italiani del Sangue, per Telethon. Dal 2001, infatti, AVIS partecipa ogni anno alla raccolta fondi a favore della ricerca scientifica sulle malattie genetiche e quest’anno ha voluto dare nuovo slancio a questa collaborazione dando voce diretta ai pazienti che, proprio grazie a questa collaborazione, possono guardare al futuro con fiducia e speranza.

«La nostra adesione a Telethon nasce da una comunione d’intenti: dare una risposta al bisogno di salute e garantire una vita migliore al maggior numero possibile di pazienti. I fondi da noi raccolti finora superano € 4.700.000 e hanno permesso di raggiungere importanti traguardi nella ricerca sulle malattie genetiche del sangue, in particolare talassemia e l’emofilia. Non bisogna, comunque, abbassare la guardia ed è fondamentale continuare a dare il nostro contributo. Per questo motivo, il 18, 19 e 20 dicembre prossimi scenderemo nelle piazze e inviteremo gli italiani a partecipare a questa grande e bellissima iniziativa».

Commenta il Presidente di AVIS Nazionale, Vincenzo Saturni.

 

Fanno parte della campagna una serie di scatti fotografici e un video, della durata di circa 3 minuti, nel quale quattro pazienti narrano alcune prime volte significative della loro vita.

«Questa campagna si inserisce in una più ampia operazione di sensibilizzazione basata su una riflessione molto semplice: la nostra vita è piena di “prime volte” che ci fanno crescere e cambiare, azioni e incontri che all’inizio possono spaventarci, ma che poi ci regalano forti emozioni. In questo senso, abbiamo ritenuto importante raccogliere e condividere con il pubblico i racconti di quattro persone affette da patologie genetiche del sangue. Attraverso i loro sguardi e le loro parole, ci hanno reso partecipi di quelle situazioni normali e semplici, ma sempre emozionanti, che per un malato possono costare molta più fatica e rappresentare un momento ancora più importante. L’invito della campagna è mobilitarsi, a fianco della ricerca Telethon, affinché queste prime volte diventino, anche per i pazienti affetti da malattie del sangue, traguardi sempre possibili».

Sottolinea Claudia Firenze, responsabile comunicazione AVIS.

 

«Sento di dover ringraziare AVIS per l’impegno di questi anni al nostro fianco. Il raggiungimento di risultati importanti sul versante delle malattie genetiche del sangue si deve anche alla volontà di AVIS di sostenere con forza e lungimiranza la ricerca scientifica. Lo testimonia questa campagna che AVIS ci ha voluto dedicare e che ci inorgoglisce, perché rafforza e consolida una partnership e testimonia la comunità di intenti che ha guidato in questi anni di lavoro comune sulle malattie rare».

Dichiara Alessandro Betti, Direttore della Raccolta Fondi Telethon.

 

Le sedi interessate ad aderire alla raccolta fondi possono contattare la Segreteria di AVIS Nazionale (Tel. 02 70 00 67 86 – 02 70 00 67 95 – Fax 02 70 00 66 43, cell. 342 8727982, e-mail avispertelethon@avis.it).

 

Articolo tratto di Emiliano Moccia – Corriere Sociale

 

 

Soft Toys for Education

Nel quadro della campagna Soft Toy 4 Education, che si terrà per la tredicesima volta tra il 9 novembre 2015 e il 2 gennaio 2016, l’IKEA Foundation donerà a UNICEF e a Save the Children €1.00 per ogni giocattolo di pezza e libro di fiabe venduto.

La particolarità di questa edizione sta nel fatto che i bambini di tutto il mondo avevano la possibilità di creare il loro peluche e di sottoporre il disegno all’IKEA. Tra le migliaia di meravigliose idee ricevute, ne sono state selezionate dieci da realizzare.

 

Per maggiori informazioni sulla produzione degli animali di pezza potete cliccare qui.

Il libro di fiabe dedicato a questa nuova edizione della campagna, intitolato «Die Freunde im Traumwald»/«Les Amis de la Forêt enchantée», scritto dall’autore svedese Ulf Stark e illustrato da Sara Nilsson Bergman, racconta la storia di questi dieci piccoli eroi di pezza.

 

Nel mondo, nonostante il diritto fondamentale all’istruzione 58 milioni di bambini non possono andare a scuola.

 

Per questo motivo, l’IKEA Foundation sostiene da oltre dodici anni diversi programmi di UNICEF e Safe the Children, volti a consentire una migliore istruzione scolastica all’infanzia delle regioni povere del mondo.

Dall’inizio della collaborazione, l’IKEA ha donato 77 milioni di euro, dei quali hanno beneficiato undici milioni di bambini in 46 paesi.

Contribuisci anche tu! Acquista per i tuoi bambini un giocattolo di pezza o un libro di fiabe e ne renderai felici molti altri!

A nome di questa infanzia… Grazie!

Per maggiori informazioni clicca qui.

 

Piattaforme italiane di crowdfunding

Il rapporto 2015 sulle piattaforme di crowdfunding italiane

La fotografia è più che ottimistica: le piattaforme italiane di crowdfunding (raccolta fondi) recensite nel 2015 sono 82: tra queste 69 sono attive e 13 ancora in fase di lancio.

Secondo Ivana Pais (Corriere della Sera) si tratta di “una frammentazione poco funzionale rispetto alle caratteristiche del settore ma che, rispetto agli scorsi anni quando le piattaforme nascevano per copia-incolla, oggi in parte si spiega con processi potenzialmente virtuosi di differenziazione settoriale e territoriale”.

Un’analisi un po’ impietosa e con ottimismo iniziale che scende ancora se ci si “cala” tra i dati relativi alle campagne di fundraising: le proposte ricevute sono più che raddoppiate rispetto al 2014 (sono circa 100.000), mentre quelle poi pubblicate sulle piattaforme scendono a 21 mila (comunque il 67& in più rispetto all’anno precedente).

Ma il dato sconfortante è un altro: tra le campagne pubblicate solo una su tre viene finanziata, ovvero raggiunge l’obiettivo del suo crowdfund.

È molto interessante invece l’aspetto economico: il valore complessivo dei progetti finanziati attraverso le piattaforme di fundraising è pari a quasi 56,8 milioni di euro, con un aumento dell’85% rispetto ai 30,6 milioni di euro rilevati a maggio 2014.

Le campagne hanno carattere creativo e/o culturale (37%), seguite dalle campagne sociali (34%), solo il 20% sono campagne sono di tipo corporate.
Secondo Pais, “la natura sociale e culturale del crowdfunding italiano è confermata anche dal fatto che le piattaforme che si rivolgono alle associazioni sono più numerose di quelle che si rivolgono alle aziende. Il crowdfunding resta all’interno dei confini nazionali: solo il 12% delle piattaforme si spinge sul mercato estero“.

Tra l’80 e il 90% delle campagne pubblicate e poi finanziate prevalgono somme piuttosto modeste: gli obiettivi di valore si attestano tra i 1000 e i 10000 euro. Le piattaforme che raccolgono più di 50000 visitatori si contano sulle dita di una mano.

Il report completo realizzato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano con il contributo di TIM WithYouWeDo è disponibile su www.crowdfundingreport.it.

Mappatura delle piattaforme italiane pubblicata da "il Sole 24 Ore" - 9/11/2015

Mappatura delle piattaforme italiane pubblicata da “il Sole 24 Ore” – 9/11/2015


Marco Angelucci
Phi Foundation

Quando un affascinante viaggio escursionistico supporta le persone colpite dal Cancro

 

Cambodia Hiking Challenge 2015

Sono partiti sabato 7 novembre e per 10 giorni , guidati dal Team Macmillian, attraverseranno la vecchia Indocina per iniziare un’escursione al maestoso Angkor Wat. Un’esperienza culturale unica con un trekking attraverso i villaggi della Cambogia, tra giungle e risaie, tra rovine e antichi templi dove paesaggi mozzafiato rimarranno nel cuore dei partecipanti di questo evento unico.

Si tratta di un’esperienza che capita una volta nella vita per scoprire la ricca storia della Cambogia e la sua cultura affascinante – contribuendo a cambiare la vita di persone affette da cancro. Infatti questo evento raccoglie i fondi per il Macmillan Cancer Support, in quanto la quota di iscrizione di £ 450 e la quota minima di sponsorizzazione di £ 3800 vanno a favore dei malati oncologici.

 

Visita il sito cambodiahikingchallenge e scoprirai come il Macmillan Cancer Support agisce,

partendo dal principio che una diagnosi di cancro colpisce tutto il mondo di una persona.
Si ha bisogno di sostegno per riprendere le redini della propria esistenza e il sostegno fornito dal team di Macmillian spazia dall’aiuto economico, al supporto psicologico, ai consigli sul lavoro al vero e proprio sostegno informativo in merito alla malattia e il modo in cui affrontarla.

Nessuno deve affrontare da solo e tutti hanno il diritto di poter parlare con qualcuno che li ascolti.

Si svolgono ogni anno nel mondo decine di Hiking Challenge e lo scorso marzo ad esempio la stessa Macmillian ha promosso anche la Nepal Hiking Challenge 2015 sempre a favore dei malati di cancro. Il successo di queste iniziative testimonia la volontà di essere uniti, in un team appunto, che esplora ogni via e mezzo possibile per superare ogni ostacolo, nella vita così come nella malattia, perché crede nell’ottimistica visione

non ci sono limiti ma solo possibilità“.

 
 

Dare speranza al futuro: il popolo del clima si mobilita

Dopo le tre giornate di mobilitazione che hanno visto a fine ottobre le piazze italiane animarsi con migliaia di volontari impegnati in flash mob, performance e eventi speciali, la Coalizione Clima si prepara alla Marcia per il clima del 29 novembre con altri appuntamenti di coinvolgimento. L’obiettivo è quello di far crescere sempre di più il ‘popolo del clima’ per dare un segnale di forte partecipazione e lanciare un appello ai Governi alla vigilia del Summit di Parigi – COP21 (30 novembre all’11 dicembre). I volontari delle oltre 130 organizzazioni nazionali e locali che aderiscono alla Coalizione si riuniranno a Roma il prossimo 6 novembre in un’Assemblea pubblica presso la sala Arci nazionale (Via Monti di Pietralata, 16 – dalle ore 14.30) per un confronto tra le centinaia di attivisti, comitati territoriali e associazioni. Tutti i weekend di novembre saranno comunque dedicati alla mobilitazione sul territorio per far crescere ulteriormente il numero di adesioni.

Le attività della Coalizione culmineranno domenica 29 novembre con una grande marcia che si svolgerà a Roma in contemporanea con altri eventi della Global Climate March previsti in centinaia di città del mondo tra cui Parigi, sede del Summit, Londra, Berlino, Madrid, Amsterdam, Barcellona, San Paolo, Johannesburg, Sydney, Canberra, Kampala, Tokyo, Dhaka, Bogotà.

 

In quella giornata la voce di migliaia di cittadini del pianeta che hanno il “coscienza per il clima”,

 
come recita lo slogan della Coalizione, saranno uniti in una grande mobilitazione globale per far sentire la propria voce contro gli effetti dei cambiamenti climatici e per un radicale cambiamento del modello economico, energetico e di sviluppo.
A Roma la Marcia partirà alle 14.00 da Piazza Farnese per raggiungere i Fori Imperiali dove si terrà il Concerto per il clima, previsto dalle 17 alle 21.00 e che vedrà salire sul palco i vari artisti che stanno aderendo alla mobilitazione. La Coalizione Clima unisce realtà e soggetti sociali che hanno risposto all’appello della Global Climate March organizzata per la vigilia della Cop21.

Per la coalizione “La conferenza di Parigi” pone al centro l’esigenza di un’agenda politica comune fondata sulle parole d’ordine che uniscono la mappa puntiforme costituita dalle lotte ambientali. Il protagonismo di sindacati, movimenti, comitati, associazioni e realtà sociali denuncia quotidianamente gli effetti dell’attuale modello economico sui territori e oppone ad esso la necessità di rifondare il sistema produttivo sulla giustizia ambientale e sociale, scardinando i meccanismi di sfruttamento e depauperamento dell’ambiente degli animali e delle risorse comuni”.

Nel manifesto prodotto dalla Coalizione Clima sono contenuti i principi che legano le centinaia di associazioni aderenti. Cambiare il sistema energetico accelerando la transizione in corso, superando grandi e inquinanti centrali a combustibili fossili per realizzare la transizione verso un modello di produzione diffusa e fondato sulla democrazia energetica, sull’educazione ambientale e sulle risorse rinnovabili locali; rivoluzionare il sistema dei trasporti per una mobilità nuova e sostenibile; valorizzare le buone pratiche agricole; creare nuovi posti di lavoro stabili e sostenibili; ripensare il ciclo vitale delle merci e promuovere buone pratiche di gestione e riutilizzo dei rifiuti urbani e soprattutto industriali: sono le sfide e gli slogan che vogliamo portare in piazza in Italia e nel mondo. Importante ci sembra, in questo momento, il legame tra questi temi e le migrazioni. Non si possono creare barriere per arrestare i flussi migratori, ignorando la connessione tra l’attuale modello produttivo, i cambiamenti climatici e le migrazioni ad essi dovute, sia attraverso le guerre ingenerate dalla corsa all’accaparramento delle risorse che a causa di contaminazioni e opere impattanti sulle risorse ambientali da cui dipendono intere comunità. Ad affermarlo è la stessa comunità internazionale in vari rapporti, a partire dall’ultimo report IPCC. Profughi ambientali, cambiamenti climatici e migrazioni forzate ci parlano di ambiente ma al tempo stesso di tutela dei diritti umani.

 

Apprezziamo i tuoi commenti in merito e la diffusione di questo articolo su questa problematica che richiede urgente attenzione da cittadini e governi di tutto il mondo!

 
Articolo tratto da Fondazione WWF

 
 

Il non-profit fa cose buone e giuste ma il non-profit non sa comunicare

Da qualche tempo, capita di prestare attenzione alle questioni inerenti la comunicazione e percezione del ruolo di Fundraiser e in generale il tema del Fundraising.

Abbiamo il privilegio di confrontarsi con nomi noti della raccolta fondi e sedersi ai tavoli di discussione sulla comunicazione “Fundraising Oriented” che ci permette di ampliare il campo visivo e di alimentare la percezione che abbiamo sulla raccolta fondi dedicata al non-profit e sulle opportunità, soprattutto in termini di sostegno ai più deboli.

Diventa fondamentale comprendere quanto conosciamo e come viene percepito il Fundraising orientato al Terzo Settore, di cui, tanto si parla ma poco si conosce.

Nonostante la fatica quotidiana, non siamo ancora stati in grado di modificare questa visione limitativa e limitante per la crescita del Fundraising orientato al terzo settore.

Ci chiediamo, quale sia davvero il problema.

Riteniamo, a torto, che il fatto stesso di occuparci di una buona causa sia sufficiente a farci ascoltare.
 

Non è così. Le buone cause sono sì condizione necessaria ma certamente non sufficiente.

 
Di più: così preoccupati e occupati a parlare di noi e dei nostri bisogni, arroccandoci su intenzioni, propositi e posizioni, finiamo con il perdere di vista il punto di vista degli altri.

Crediamo che in fondo siamo tutti un po’ affetti da una visione NONPROFIT – CENTRICA.

Proponiamoci sempre in modo professionale spazzando via i luoghi comuni che sviliscono il nostro contributo. Mettiamoci sullo stesso piano dell’interlocutore. Ascoltiamo, informiamoci, confrontiamoci costruttivamente e forse, saremo in grado di sostituire al concetto di beneficenza il termine di “valore produttivo di utilità sociale”.

Il Fundaraiser è l’arte di saper chiedere. Un po’ per vocazione e un po’ per diletto, tutti possono chiedere ma non tutti sanno chiedere.

Se sei una organizzazione non profit e desideri supporto o vuoi avviare una campagna di raccolta fondi, chiedi a PHI FOUNDATION (Social Fundraising Community).

 
 

Il progetto di Crowdfunding di TIM

Dopo il successo della prima fase del progetto WithYouWeDo di TIM è appena‘ partito da Bari e Lecce il 30 ottobre il nuovo tour informativo che TIM dedica alle opportunità offerte dal crowdfunding, per un percorso che prevede un totale di otto tappe nelle principali città del Paese con anche Brindisi, Bologna, Catania, Roma, Milano e Venezia.

Se nella prima fase l’operazione ha permesso di raccogliere circa 250 mila euro destinate al finanziamento di iniziative di cultura digitale, innovazione sociale e tutela dell’ambiente, con la seconda fase le aspettative sono decisamente superiori e sempre rivolte a progetti legati ai temi Sociali, digitali e ambientali.

E’ attualmente in corso la “call for projects” di WithYouWeDo per la prossima pubblicazione progetti di gennaio 2016: durante gli incontri saranno elencati i vantaggi e le agevolazioni messe in campo da TIM per gli aspiranti progettisti, che potranno anche approfondire le modalità di utilizzo del crowdfunding; un esempio di come le tecnologie digitali siano strumenti fondamentali per lo sviluppo di un’innovazione sociale sostenibile, anche economicamente.

Il calendario completo tour è disponibile QUI .

Quella di TIM è probabilmente la più grande operazione legata al Crowdfunding messa in atto da un’azienda italiana. Sono stati coinvolti diversi partner Media in questa operazione, a cominciare dal Gruppo Finelco che quotidianamente sulle sue emittenti radiofoniche (105, RMC e Virgin Radio) ha dato spazio alla presentazione del progetto, ma c’è stato anche il supporto della stampa (Corriere e Repubblica su tutte) che hanno pubblicato diversi articoli e redazionali sull’argomento. Infine non poteva mancare il web e i social network che sono stati da subito attivati, dall’azienda in primis e poi, grazie al tipico effetto virale, i comunicati e i post relativi ai progetti hanno raggiunto milioni di utenti in maniera spontanea.

L’iniziativa è parte delle attività #ilfuturoèditutti di Corporate Shared Value di TIM, un programma di interventi basati sulla creazione di valore condiviso con le comunità in cui il Gruppo Telecom Italia opera. Con WithYouWeDo, TIM conferma il proprio impegno nel promuovere iniziative volte a generare valore economico attraverso la creazione di valore sociale.

La nostra speranza è che operazioni come queste possano fungere da apripista verso una nuova forma di imprenditoria, che abbia a cuore i temi sociali e che veda la rete e il crowdfunding quali strumenti perfetti per raggiungere obiettivi e risultati altrimenti impensabili.

 

Phi Foundation