VIVA GLI ANZIANI: UN’ORA DI VOLONTARIATO PUÒ CAMBIARE DELLE VITE

Due bellissime lettere, due richieste di aiuto che non sono passate inosservate, che fanno riflettere e fanno capire. Queste sono le parole raccolte dalla Comunità di Sant’Egidio, che nel 2004 a Roma hanno fatto nascere il programma “Viva gli Anziani ”, realizzato grazie al volontariato di molte persone.

Sono le parole di Anna, che non vuole più vivere da sola ed entra in un istituto, ma si sente un numero senza identità e ha paura di dimenticarsi anche il proprio nome. Anna ha ancora molto da dare, può essere una buona ascoltatrice, può dare buoni consigli, può essere un’amica a cui regalare un’ora del proprio tempo e in cambio ricevere un affetto e un amore sincero.

Maria invece sa che non potrà continuare a farcela da sola, uscire a fare la spesa a volte è difficoltoso, le incombenze di casa sono ormai troppo pesanti e l’aiuto di una colf non se lo può permettere.  Ma l’istituto proprio no. Le sue foto, i suoi mobili… poter mangiare quando vuole e quello che vuole, poter vedere la tv anche di notte, quando soffre di insonnia. Vorrebbe mantenere la propria libertà ma così non può che attendere l’aiuto di qualcuno che si ricordi di lei. Queste ed altre accorate testimonianze hanno portato la Comunità di Sant’Egidio a far decollare il progetto di solidarietà per gli anziani.

Sulla scia dell’esperienza di Roma, Riccardo Mauri della Comunità di Sant’Egidio a Milano, insieme ad altri volontari, decidono di creare anche a Milano un modello di struttura d’accoglienza alternativo alla casa di riposo. Per realizzare il progetto, iniziano a cercare una casa dove degli anziani possano convivere e condividere la spesa di badanti e colf.

Partecipano così ad un bando del comune di Milano e con tanto impegno e volontà si aggiudicano una bellissima casa, in zona Lambrate, confiscata alla mafia. Che grande soddisfazione!

I lavori hanno inizio, l’obiettivo è creare una vera e propria abitazione con cucina, soggiorno, tre camere da letto e tre bagni, adatti alle esigenze e alla mobilità di un anziano. Per fortuna i volontari sono tanti e così grazie a donazioni, Onlus e Volontariato si portano a termine i lavori e la ricerca degli anziani disponibili a fare questa esperienza.

La prima è Luigia, una signora forte e dinamica, ultra ottantenne che accetta la sfida e per prima entra a far parte del team. Racconta le sue iniziali titubanze nel dover condividere una casa con delle persone estranee, ciascuna con le proprie abitudini, ma ben presto si ricrede. La famiglia si allarga, a volte ci si dà un po’ fastidio, è vero, ma è bello condividere, partecipare e donare il proprio tempo agli altri. Due badanti seguono quotidianamente gli anziani dandosi il turno, passano familiari e amici e soprattutto i volontari, persone speciali che offrono il loro tempo e la loro amicizia.

Se anche voi volete donare un po’ del vostro tempo a questi anziani e trascorrere un’ora della vostra giornata con loro, sono sicura che ne rimarrete affascinati. Per informazioni potete contattare Riccardo Mauri al 3398382974.

E ora non mi resta che aggiungere Viva gli Anziani, Viva il volontariato.

 

Laura Giacometti

PHI Foundation

Cercatori di LavOro: Il nuovo progetto della Chiesa Italiana per combattere il dramma della mancanza di lavoro

Il progetto Cercatori di LavOro (voluto il gioco di parole oro – lavoro) nasce dal desiderio della Chiesa Italiana di rispondere ai sempre più numerosi e accorati appelli di Papa Francesco, sul tema della disoccupazione (soprattutto quella giovanile) che il Santo Padre ha definito “malattia sociale”.

Lo scopo dell’iniziativa è quello di offrire uno sguardo sul nostro territorio nazionale, offrendo ai vescovi e alle comunità ecclesiali locali, elementi concreti di speranza, spunti creativi per affrontare i principali temi della nostra società: l’assenza di lavoro e la povertà nelle sue diverse sfaccettature, sociali, economiche e relazionali; inoltre il progetto ha come obiettivo anche quello di stimolare le realtà territoriali ecclesiali a conoscere il proprio territorio a partire dall’identificazione di buone pratiche in materia di lavoro attraverso il coinvolgimento diretto delle Piccole e Medie Imprese, della Pubblica Amministrazione, delle organizzazioni territoriali e degli Enti scolastici adibiti alla formazione professionale per l’inserimento lavorativo.

Un’ iniziativa strutturata su più fasi come descritto sul sito www.nexteconomia.org

1° Fase: il Cercatore di LavOro

La prima fase consiste nell’individuazione e nell’invio in missione dei cercatori da parte del Vescovo della diocesi interessata allo sviluppo del progetto. L’individuazione dei “cercatori di LavOro” verrà realizzata a partire dalle realtà ecclesiali più sensibili al tema (operatori del progetto Policoro, laici coinvolti nella pastorale sociale e del lavoro delle diocesi, credenti appassionati ai temi del lavoro e della giustizia).

2° Fase: la Missione

La seconda fase consiste nella scesa in campo da parte dei giovani Cercatori che si metteranno in contatto con le realtà amministrative, produttive e di formazione  del proprio territorio (sindacati, banche di credito cooperativo, associazioni di categoria) che li aiuteranno ad individuare la migliore pratica (fase due). Tra gli Enti ed organizzazioni referenti accompagnatrici vi saranno innanzitutto le organizzazioni del mondo del lavoro di ispirazione cristiana (sindacati, banche di credito cooperativo, Acli, MLAC, MCL) e più in generale le istituzioni locali (confindustria, confcommercio, confartigianato).

3° Fase: le Buone Pratiche

La terza fase consiste nella somministrazione del questionario da parte del Cercatore una volta identificata la migliore pratica. Il questionario serve infatti a raccontarla e valutarne le caratteristiche secondo un criterio di analisi qualitativa. Sarà importante in particolare identificarne le caratteristiche di successo, le possibilità di riproducibilità dell’esperienza su altri territori nonché le esigenze eventualmente sollevate in materia di politica del lavoro dagli innovatori per aumentare le probabilità di successo di esperienze simili.

4° Fase: la Condivisione del Percorso

La quarta fase chiude il percorso con un momento di restituzione da parte dei Cercatori che si confronteranno tra loro e condivideranno quanto raccolto nelle loro missioni. Attraverso dei momenti laboratoriali a livello regionale, l’obiettivo è di creare scambio di buone pratiche e confrontarle a livello nazionale durante l’incontro di Cagliari. Dal confronto e dalla riflessione sulle esperienze potranno scaturire proposte per aumentarne la diffusione e la realizzazione nel Paese.

Un progetto “work in progress”, un percorso che intende raccontare e riflettere su tutti i semi di speranza e di risposta concreta all’emergenza dei nostri tempi e che culminerà a  Cagliari con le attività assembleari della 48ª Settimana Sociale dei cattolici Italiani. Si costruirà così un archivio di buone pratiche che farà da riferimento ed ispirazione nel tentativo di disseminare e diffondere idee, pratiche e soluzioni per il drammatico problema del lavoro.

Per conoscere in dettaglio il progetto è possibile visitare su youtube la video – presentazione dell’iniziativa a cura dell’economista  Leonardo Becchetti membro del Comitato organizzatore delle Settimane sociali.

 

Massimo Rosario Marino

PHI Foundation

SALVA LA ZAMPA: CANI E GATTI PRONTI PER ESSERE ADOTTATI

Oggi vi voglio portare in un mondo magico, Salva la Zampa, dove cani e gatti abbandonati vengono salvati, dove ci sono degli “angeli custodi” che dedicano il loro tempo libero, e non solo, a curare, accudire e salvare animali “sfortunati”.

Salva la Zampa è un’associazione iscritta all’Anagrafe Unica delle Onlus dalle Agenzia delle Entrate della Regione Lombardia fondata da Corinna Epifania che con una “squadra” di persone esperte e non,  legate dalla passione e dal rispetto per gli animali, salvano, curano, coccolano e trovano casa a cani e gatti abbandonati.

Corinna, grazie al fondamentale aiuto dell’instancabile Cristina D’Alessandro, veterinaria che da anni si occupa di randagi e abbandonati e al prezioso supporto di una decina di volontari, aiuta tanti pelosi in difficoltà, che siano belli o brutti, vecchi o giovani, malati o sani, portatori di handicap o no, tutti, ma proprio tutti hanno diritto alla felicità, ad una famiglia che si prenda cura di loro. Questo è l’unico e più importante obbiettivo dell’associazione!

Purtroppo però in Italia raggiungere questo obbiettivo non è così facile, perché pochi sono disponibili ad adottare un cane non più giovane, non di razza, con un handicap che necessita oltre che di coccole anche di cure.

Per questo motivo, Corinna, donna dinamica ed internazionale, grazie al suo background è riuscita a mettersi in contatto con delle associazioni tedesche che negli ultimi anni hanno permesso di salvare molti cani.

La cultura tedesca, nel bene e nel male è molto più avanti di quella italiana nei confronti di questo tipo di adozioni, sono più formati e preparati.

Le famiglie tedesche sono più disponibili nell’accettare nel proprio nucleo un cane vecchio o non più giovane, anche non proprio bello e portatore di handicap.

Le onlus tedesche che si occupano di far adottare questi cani abbandonati sono più organizzate e hanno anche un canale di stallo, che significa che hanno una serie di famiglie disposte ad ospitare questi animali in attesa che vengano adottati definitivamente da una famiglia disposta a dare e ricevere coccole.

Un’altra cosa molto interessante è il corso anti-caccia organizzato da queste associazioni. Una buona parte dei cani abbandonati, specie in Lombardia e Piemonte, sono i cani da caccia che ormai vecchi per il loro lavoro vengono allontanati dai loro padroni e molte volte lasciati per strada.

Questi cani in realtà non sono mai stati in famiglia e sono ossessionati da qualsiasi cosa si muova. Nei corsi anti-caccia gli addestratori insegnano a questi animali a stare in famiglia e ad incanalare il loro istinto in giochi ludici, come il riportare un oggetto, o in qualche sport, diventando così dei veri e propri giocherelloni.

Salva la Zampa non è una realtà grandissima ma riesce a salvare all’anno in media ben 100 cani di cui l’80% trovano casa in Germania.

I cani che arrivano a Salva la Zampa vengono quindi preparati per essere proposti sia in Italia sia in Germania. I cani hanno così doppia vaccinazione quadrivalente, la rabbia, il chip, un passaporto, il test per le malattie mediterranee (leishmania, ehrlichia, rickettsia, filaria, anaplasma, borrelia) e la sterilizzazione.

Nel sito www.salvalazampa.eu potete trovare foto e video dei cani e dei gatti disponibili per un’adozione.

Quindi cosa aspettate? Passate da Salva la Zampa e imparate ad amare i cani anche senza  pedigree e con qualche anno in più. Vedrete non ve ne pentirete…. e se proprio non potete portarlo a casa con voi, due mani in più per aiutare questi pelosi non bastano mai!

 

Laura Giacometti

PHI Foundation

Migranti

Una interessante fotografia della situazione migranti in Italia.

NUMERI & MIGRANTI:

Numerosi migranti arrivano nella città dei due mari, aumentando di giorno in giorno moltiplicandosi con  gli arrivati degli scorsi anni.

Al molo Bengasi del porto di Vibo Valentia, dalla nave “Hamal Napoli”  scendono sulla terra ferma altri 250 disperati.

Durante lo sbarco a  Taranto, arrivano dai settecento  agli oltre mille clandestini.

Nella notte, al  Porto Canale di Cagliari, la nave militare spagnola Canarias, ha fatto sbarcare 643 migranti, specialmente uomini che erano stati soccorsi al largo delle coste libiche.

Sulle coste italiane, sono già sbarcati oltre 50.041 clandestini.

I dati del Viminale confermano che è la Lombardia attualmente ad accogliere il maggior numero di migranti (13%), seguita da Lazio (9%), Campania (9%), Piemonte (8%), Veneto (8%), Emilia Romagna (7%), Toscana (7%), Puglia (7%) e Sicilia (7%).

Altri dati oggettivi, mostrano che al momento dello sbarco, il Paese di cui è originario il maggior numero di migranti è la Nigeria (6.516), davanti a Bangladesh (5.650), Guinea (4.712), Costa d’Avorio (4.474), Gambia (3.326), Senegal (3.069), Marocco (3.055), Mali (2.240), Pakistan (1.662) e Sudan (1.395).

A partire dal mese di  gennaio 2017  fino al mese di  maggio 2017 i minori stranieri non accompagnati sbarcati sono stati 6.242.

Ne sono arrivati via mare altri 24.515 migranti, di cui 11.075 nel solo mese di marzo, facendo registrare un aumento del 29% rispetto al 2016.

In Italia 24.515 migranti, in Grecia sono arrivati via mare circa 3.370 migranti, circa 8.000 persone sono bloccate in Serbia, circa 1.000 migranti sono sbarcati in Spagna, in Austria e Svezia si registrano circa 2.000 arrivi ogni mese e in Germania circa 14.000 arrivi al mese.

 

ARRIVI E CENTRI D’ACCOGLIENZA PER MIGRANTI:

In Italia nel 2016 i migranti arrivano di più dalla Libia ed il 7% dall’Egitto.

Sempre nel 2016, le principali nazionalità dei migranti arrivati in Italia  erano per lo più nigeriani ed eritrei.

Da gennaio 2017 i minori in Italia non accompagnati ammontano a 2.290 .

Secondo la Commissione Nazionale italiana per il Diritto d’Asilo, le richieste nei primi tre mesi del 2017 sono aumentate del 60% rispetto al 2016.

Dal 2017 le domande d’asilo sono aumentate di  16.360  e sono state esaminate dalle Commissioni Territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale: il 9% dei richiedenti asilo ha ottenuto protezione internazionale, il 9% protezione accessoria, il 23% protezione umanitaria, il 54% delle domande è stato respinto.

Altre 119.460 domande devono ancora essere esaminate dalle Commissioni Territoriali.

Il 14 marzo 2017 il Viminale ha approvato l’apertura di due centri di accoglienza per 400 richiedenti asilo nei pressi di Roma .

L’Agenzia Ue per i Diritti fondamentali segnala la difficoltà di  minori non accompagnati provvisoriamente sistemati a Como.

Il Centro di Como, accoglie dalle 300 alle 400 persone  migranti, con minori e adulti mischiati tra loro senza vincoli familiari.

 

N&D Nadine Fashion Stylist

PHI Foundation

Ancora pochi giorni per l’early bird del Mashable Social Media Day Italy

Il prossimo 30 Giugno finirà l’early bird del Mashable Social Media Day Italia, ovvero la vendita promozionata e ultrascontata dei ticket per l’ingresso all’evento che si terrà a Milano dal 19 al 21 Ottobre 2017, presso il Talent Garden in via Calabiana.

Come molti di voi sanno, PHI Foundation è Media Partner dell’evento, perché crediamo che appuntamenti come questo possano contribuire a formare gli utenti secondo lo spirito e la filosofia della Social Innovation, della quale ci sentiamo fautori.

L’evento è uno degli appuntamenti più importanti in Italia per tutto il mondo digital e per la comunicazione.

Suddiviso in 3 giornate dal 19 al 21 Ottobre, il Social Media Day prevederà la presenza di circa 70 relatori, selezionati tra i migliori esperti del settore, tutti professionisti con un importante bagaglio di esperienze italiane e internazionali e che ricoprono posizioni di rilievo all’interno di importanti realtà aziendali e imprenditoriali.

Sono previste circa 4.500 persone, tra aziende, addetti ai lavori, studenti e semplici curiosi, che dalle 9 della mattina alle 19 della sera affolleranno le sale del Talent Garden di Milano.

Giunto ormai alla sua 4^ edizione, l’evento è organizzato dalla talentuosa Eleonora Rocca, che ha accettato la sfida propostagli 4 anni fa da Mashable per lanciare anche in Italia un appuntamento annuale, come già avveniva in altre nazioni.

L’obiettivo principale del Social Media Day è quello di aggiornare e formare il pubblico presente attraverso strategie concrete e case study di successo presentate dai migliori professionisti del settore.

Inoltre, permettere ad aziende, consulenti, imprenditori ed addetti ai lavori di confrontarsi, conoscersi e spesso, far nascere nuove collaborazioni o sviluppare progetti comuni.

PHI Foundation da sempre promuove la Social Innovation come uno dei driver che possono guidare il nostro futuro economico e sociale, pertanto ha accolto con molto piacere la richiesta del Social Media Day di affiancare e sostenere l’evento attraverso il suo sito e i suoi canali social.

Per acquistare i biglietti del Mashable SMDay è possibile consultare il sito di Phi Foundation nella sezione dedicata all’evento, fino al 30 Giugno i biglietti saranno disponibili ad un prezzo promozionato. (acquistare i biglietti)

Fare parte di una comunità significa anche aggiornarsi e confrontarsi con gli altri, il Social Media Day è un’ottima occasione per poter fare formazione curando le relazioni personali.

Noi saremo presenti durante tutti i 3 giorni, speriamo di vedervi li.

 

PHI Foundation

NOSTRA ITALIA: UNO STRANO PAESE

La settimana scorsa è stato pubblicato un mio articolo  http://phifoundation.com/pensar-male-si-peccato/ dove riflettevo a voce alta ponendo delle domande all’Italia e tutti voi italiani (depredati giornalmente dei vostri diritti).

 

La nostra amata Italia è davvero uno strano Paese: ogni anno favorisce l’emigrazione all’estero di molte migliaia di giovani Italiani laureati indotti ad eseguire lavori umili (come i lavapiatti), ma mantiene i clandestini a vivere in albergo.

 

L’Italia è un Paese che lascia i propri concittadini colpiti dalla tragedia del terremoto a dormire nei container, ma ospita i profughi in centri di accoglienza come quello di Villa Camerata, una villa rinascimentale immersa nel verde a due passi dal centro storico di Firenze.

 

A Rapallo i migranti dimorano presso l’Istituto delle Orsoline http://www.orsolinerapallo.it/, una struttura residenziale di lusso, avendo a disposizione inoltre: spiaggia privata, campetto da calcio, palestra, wi-fi e pocket money con lo scopo di affrontare le spese di tutti i giorni.

 

Poi il Governo non trova i soldi per sistemare gli esodati, lasciati senza lavoro e senza pensione.
L’accoglienza dei clandestini costa alla collettività italiana più di 4 miliardi di euro l’anno, ma queste sono solo le cifre ufficiali, mentre quelle reali non sono date conoscerle, ma si presume che siano molto più alte di quanto si pensi.

 

Il Governo provvede alle spese della Marina Militare e della Guardia di Finanza per le operazioni in mare, di cui non è dato conoscere il costo. Sappiamo però che questo stesso governo non trova le risorse per pagare la manutenzione e la benzina per le auto delle forze dell’ordine.

 

Si distaccano migliaia di poliziotti per le operazioni d’identificazione, con costi certamente non irrisori, mentre le Mafie spadroneggiano in tutto il territorio italiano.

 

Non si conoscono nemmeno i costi aggiuntivi affrontati dal sistema sanitario nazionale per la gestione delle emergenze migranti: in compenso i pronto soccorso degli ospedali sono al collasso come il resto di tutte le infrastrutture italiane.
Non c’è più da meravigliarsi di nulla in un Paese dove i cittadini (sudditi) sono tenuti a raccogliere gli escrementi dei loro cani, mentre gli stranieri ospiti possono fare i loro bisogni sui marciapiedi e in qualsiasi altro luogo gli aggrada.

 

Tutto questo accade per il famigerato denaro e affinché pseudo non profit, ONG, Coop, possano avvantaggiarsi in un business che fa arricchire più della droga! Questo dicevano i trafficanti Carminati e Buzzi!

 

Forse il mondo di mezzo esiste veramente e concludo con un post pubblicato l’atra settimana, quando un’immagine dice più di cento parole.

 

Alessandro Roma
PHI Foundation