#PHI: LA STRAORDINARIA PROPORZIONE DIVINA

Spesso ci chiedono cosa significhi la PHI e che cosa sia la PHI Foundation. La parola “filosofia” (philosophia) inizia proprio con la lettera PHI e filosofia significa “amore per la sapienza”, la PHI ha quindi un significato molto antico, accademico ed erudito, ma anche ……….  

PHI, ventunesima lettera dell’alfabeto greco, è utilizzata in matematica nella sua forma minuscola per indicare la formula della “sezione aurea” poiché è l’iniziale dello scultore ed architetto greco Fidia, che si ritiene sia stato il primo ad utilizzare in modo consapevole tale particolare sezione nelle sue opere, anche se, nella costruzione delle piramidi di Giza è riscontrato un concetto analogo del PHI golden ratio.

PHI, “bellezza nella sua perfetta esternazione”, il numero aureo “Φ” definito 1,618 ha una strettissima correlazione con la sequenza di Fibonacci che descrive in natura il processo di Creazione ed Evoluzione.

PHI, il simbolo del flusso magnetico e latitudine di un punto sulla superficie terrestre, il suo insieme ci presenta una realtà semplice e armonica, giunge per ricordarci che apparteniamo al progetto dell’Anima Universale.

PHI, fuoco interiore che ci rafforza portandoci con dedicazione al compito del nostro spirito il quale ha, come fine, la protezione dei giusti, generando ordine e armonia verso il bene universale.

PHI, rappresenta l’esplorazione del mistero e raffigura la perfezione, è l’archetipo percepibile del ciclo continuo, dell’eterno ritorno, della non fine e non inizio, così come l’emblema dell’Eterno.

PHI, ha un significato mistico come simbolo di salvezza che i viventi associano al valore della Pace.

Oggi la sezione aurea è rappresentata dal terzo settore e poiché la nostra mission è sostenere le organizzazioni non profit la denominazione che meglio ci descrive, è “PHI Foundation”.

 

ENTRA ANCHE TU NELLA GRANDE FAMIGLIA PHI

 

Sebastiano de Falco

PHI Foundation

Ci vorrebbe Popobawa per farci aprire gli occhi sulle vite invisibili dei minori stranieri non accompagnati

Il vero dramma dei minori stranieri non accompagnati è che sono completamente soli. Hanno affrontato da soli il lungo viaggio per scappare da povertà e guerre dei paesi di origine e rimangono soli anche ora che sono sbarcati in Europa. Senza alcun adulto che si occupi e preoccupi per loro. Le associazioni umanitarie come Unicef e UNHCR che soccorrono i profughi in Grecia e in Italia denunciano la presenza di migliaia di minori stranieri non accompagnati. Anche se entrati irregolarmente in Italia, i minori migranti sono titolari di tutti i diritti sanciti dalla Convenzione di New York sui diritti del fanciullo del 1989, ratificata in Italia con legge n. 176/91. Il diritto alla protezione, alla salute, all’istruzione, all’unità familiare, alla tutela dallo sfruttamento, alla partecipazione.

Eppure tantissimi bambini e ragazzi marciano smarriti per cercare una terra che li accolga. Si ritrovano esposti al rischio di finire nella rete criminale che fa affari con la tratta di schiavi sessuali e di organi o nella rete dello spaccio di stupefacenti. L’Europol, l’Agenzia per la Sicurezza Europea, lo scorso anno denunciava più di 10 mila minori non accompagnati giunti in Europa e scomparsi nel nulla.

Per questo è necessario elaborare una strategia di lungo periodo che miri non solo a tutelare i diritti umani dei soggetti più vulnerabili ma anche ad aumentare le risorse per il capacity building nei paesi di origine dei migranti, costruendo infrastrutture e facilitando l’accesso di tali stati ai mercati finanziari. Questa potrebbe essere una strada da percorrere in cambio di un maggior controllo alle frontiere e di una più proficua cooperazione sui rimpatri.

La sorte incerta dei minori stranieri non accompagnati dovrebbe scuotere il senso di umanità della comunità internazionale. E invece nessuno si preoccupa del destino di queste vite invisibili. Al contrario, molti Stati Europei chiudono le frontiere e irrigidiscono le regole di entrata con la conseguenza che le politiche di cooperazione internazionale vengono utilizzate sempre più per fini di controllo dei flussi migratori piuttosto che per progetti di sviluppo.

Mi ha sempre impressionato la leggenda del demone nano Pocobawa. In Zanzibar, quando la situazione politica è conflittuale per le elezioni o per problemi economici, si fa vivo Popobawa. Ha un occhio solo, ali di pipistrello, orecchie a punta e coglie di sorpresa la notte violentando uomini e donne. La vera natura di Popobawa è legata all’inconscio collettivo e al passato culturale della gente di Zanzibar, caratterizzato da violenze e soprusi.

Mi piacerebbe un giorno svegliarmi e scoprire che è venuto Popobawa anche da noi, in Europa. Per far aprire gli occhi a tutti i governanti dei nostri paesi perbenisti sulle tante violazioni dei diritti umani che continuiamo a tollerare, soprattutto quelle nei confronti dei minori stranieri non accompagnati.

Popobawa non esiste, è solo una leggenda. Io però non voglio smettere di sognare una “Mamma Europa” che sappia ascoltare, accogliere e proteggere tutti i bambini invece che abbandonarli alla mercé di criminali e sfruttatori.

Perché un bambino è un bambino ovunque.

 

PHI Foundation è una Fondazione che si occupa di aiutare tutte le Associazioni operanti nel Terzo Settore, attraverso campagne di informazione e raccolta fondi.

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Vanessa Doddi

PHI Foundation

Articoli della settimana 08 gennaio

Articoli della settimana 11 dicembre

Articoli della settimana 4 dicembre

Il mito in America del Cowboy bianco vince sulla lotta per i diritti del mondo no profit

In un paese come l’ America, dove le donne hanno impiegato un secolo per conquistare quei privilegi e diritti di cui da sempre godevano i maschi bianchi, l’elezione di Donald J. Trump rappresenta davvero una sconfitta.

Il presidente neo-eletto degli Stati Uniti ha palesato in campagna elettorale una visione misogina del mondo. Per questo associazioni no profit che si battono per l’empowerment femminile come il Global Fund for Women esprimono il timore che il nuovo Presidente riporti indietro i progressi ottenuti nel campo della parità di genere.

Ma a venir minacciati non sono solo i diritti delle donne, anche quelli dei migranti, dei rifugiati e dei musulmani che vivono negli Stati Uniti.

Con l’elezione di Donald J. Trump le divisioni aumenterebbero, con gravi rischi per tutti.

Ma il pericolo più grande per l’ America è che frange estremiste legate ai movimenti di supremazia razziale possano sentirsi autorizzate a colpire le minoranze che vivono nel paese.

Linda Sarsour, attivista di origine palestinese ed Executive Director dell’Arab American Association esprime estrema preoccupazione per le politiche future nei confronti dei migranti musulmani e dei figli dei migranti. Il giorno dopo le elezioni i suoi figli non sono voluti andare a scuola per paura di possibili aggressioni.

Durante la corsa alla Casa Bianca, uno degli slogan di Donald J. Trump è stata la proposta di chiudere gli ingressi di musulmani negli Usa per ostacolare il rafforzamento dell’Isis. Ora le comunità arabe sono confuse e temono schedature di massa. La paura e la richiesta di sicurezza, saranno temi centrali nei dibattiti dei mesi a venire.

Preoccupate sono anche le Organizzazioni no profit che tutelano i diritti delle comunità messicane. Come Border Angels (Ángeles de la Frontera), che offre assistenza legale ai Messicani che attualmente vivono negli Stati Uniti e allestisce dei centri di soccorso lungo il confine tra California e Messico per ridurre la mortalità lungo le rotte migratorie tra i due paesi.

Una buona fetta del mondo americano del no profit teme di essere lasciato fuori dal programma politico del neo presidente e di dover dunque venire in soccorso da solo ai bisogni delle persone più svantaggiate nei campi dell’istruzione, della salute, della cultura e dei diritti. Si chiede altresì se dovrà fronteggiare una diminuzione della raccolta fondi di fine anno perché quando le persone si sentono insicure e sfiduciate nel futuro, sono meno disposte ad aiutare gli altri.

A questo punto non ci rimane che sperare che gli slogan politici di Donald J. Trump in fase pre-elettorale nei confronti delle donne e delle minoranze etniche non vengano portate negli uffici della Presidenza. E che la retorica venga messa da parte per lasciare il posto ad azioni concrete di promozione della dignità delle donne, delle minoranze etniche e degli obiettivi sociali perseguiti da tutte le associazioni no profit. Non solo negli Stati Uniti, ma in tutto il mondo.

Una domanda però rimane aperta: l’ America tornerà ad essere grande come ha promesso Donald J. Trump? O, al contrario, rischia di diventare più piccola?

 

Vanessa Doddi

PHI Foundation

Articoli della settimana 27 novembre

Migranti, vittime innocenti del Mediterraneo

I Migranti sono le vittime innocenti del Mediterraneo. Oramai, il nostro mare è denominato: “Il cimitero a cielo aperto”.

Il 3 ottobre si è celebrata la Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione, istituita in ricordo del naufragio a Lampedusa avvenuto 3 anni fa.

A Roma, al Pantheon, è stato realizzato un flash mob in ricordo delle migliaia di vittime.

http://www.lapresse.it/video/migranti-al-pantheon-di-roma-flash-mob.html

E mentre i morti continuano ad aumentare,  l’Europa si tiene fuori dal sostenere qualsiasi operazione.

Sono stati lanciati appelli: daI Presidente del Centro Astalli, P. Camillo Ripamonti “neanche più un morto nel Mediterraneo”, dall’associazione ARCI “Basta vittime” e dal Comitato 3 ottobre “Dobbiamo difendere le persone e non i confini”, verso le Istituzioni italiane e straniere, perché nel Mediterraneo continuano a morire persone.

Si stima che dall’inizio del 2016 le persone decedute via mare siano state 2510 – Dati dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR)

Ad oggi le azioni applicate servono solo a tamponare. Occorre una maggiore consapevolezza e una politica differente soprattutto da parte dell’Unione Europea.

Il rapporto sugli interventi umanitari Unicef 2015 dichiara una situazione allarmante:

“Crisi dei rifugiati e migranti in Europa Nel 2015, 1 milione di profughi e migranti sono entrati in Europa, la stragrande maggioranza proveniente dalla Siria e dalle zone di conflitto nel Medio Oriente, attraverso ardui e spesso pericolosi viaggi, passando per i Balcani occidentali, la Grecia e la Turchia. I bambini rappresentano una percentuale in crescita degli arrivi”

“Nigeria: Dal 2014 l’escalation della rivolta di Boko Haram ha portato ad un aumento del numero di sfollati interni: nel Nord-Est del paese il loro numero ammonta quasi a 2 milioni di persone. La malnutrizione è in aumento e le strutture sanitarie e le scuole sono state distrutte”

“Siria: I siriani si trovano ad affrontare la più grande crisi umanitaria del mondo. Si stima che circa 13,5 milioni di persone abbiano urgente bisogno di assistenza all’interno del paese, e 6,5 milioni siano sfollate. Inoltre più di 4 milioni di persone hanno già lasciato la nazione”

“Iraq: La violenza ha costretto quasi 3,2 milioni di persone a sfollare anche se il paese ospita profughi siriani. I bambini affrontano l’abbandono scolastico, il lavoro, il rischio di arruolamento in gruppi armati e il colera”.

corridoio umanitario

Le organizzazioni che operano a sostegno dei migranti chiedono protezione nei paesi di transito e la possibilità di costruire un corridoio umanitario per chi è in fuga da conflitti e persecuzioni, mentre a Lampedusa è stata presentata l’iniziativa “L’Europa inizia a Lampedusa” con la partecipazione di studenti, insieme ai superstiti e ai familiare delle vittime del naufragio.

I corridoi umanitari sono un progetto pilota della Federazione delle chiese evangeliche e di Mediterranean Hope, le quali sostengono che attraverso strumenti legislativi dell’Unione Europea, è possibile realizzare ingressi regolari evitando viaggi rischiosi ed irregolari da parte dei migranti.

I costi del progetto pilota sono stati coperti dall’ 8 per Mille clicca qui per vedere cosa sono e come funzionano i corridoi umanitari.

 

PHI Foundation

Manuela Mussa

PHI – Terremoto: per non dimenticare

Il tempo scorre e spesso siamo propensi a dimenticare, anche se il nostro Sebastiano de Falco ripone tanta fiducia nelle persone ed è pienamente convinto che tutti faranno la cosa giusta aiutando tangibilmente i meno fortunati.

 

Al fine di facilitare tutti quelli che sono intenzionati ad aiutare il prossimo con un gesto semplice ma efficace qui di seguito troverete la giusta via da percorrere.

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Aiutare chi ne ha bisogno, può fare bene al proprio animo, aiutare chi è caduto in disgrazia, sarebbe una causa giusta e umana.

 

Aiutare gli altri, aiuta spesso se stessi, perché si è consapevoli che si sta dando voce e forza a chi non può difendersi.

 

Grazie, a tutte le persone che ci ascolteranno, e per l’aiuto che possono dare, a tutti i bisognosi.

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Un personale ringraziamento della PHI Foundation e di Sebastiano de Falco a tutte le Organizzazioni Non Profit e ONG che sono intervenute a sostegno dei terremotati, un caloroso abbraccio alle migliaia di Volontari presenti sul territorio che insieme alle autorità coordinate della Protezione Civile hanno e stanno svolgendo un gran lavoro.

 

Un immenso grazie alle forze di Polizia, Carabinieri, Vigili del Fuoco, Militari e Civili che hanno salvato molte vite umane spesso aiutati delle unità cinofili e detto in modo più semplice dai fedeli amici dell’uomo il Cane.

 

Un pensiero per tutte le vittime e i loro familiari a quali desideriamo esprimere  la nostra più integra solidarietà e disponibilità a sostenere  contatti@phimail.org

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Nel concludere vogliamo ricordare a tutti i governati che tanto hanno promesso durante tutti questi giorni di non lasciar cadere ancora una volta nell’oblio quanto da loro garantito.