Apurimac

Con Apurimac Onlus a 4000 metri per la salute!

Sono passati alcuni mesi dal suo ritorno in Italia dalla regione dell’Apurimac, eppure per E. giovane medico volontario sulle Ande peruviane, non c’è stato giorno in cui non abbia raccontato almeno ad una persona la sua esperienza.

A Cusco, in Perù, ha trovato un’atmosfera amichevole e assieme agli altri volontari arrivati dall’Italia e a quelli che già si trovavano lì, si è integrata con i ritmi della “Casa del volontario” struttura di appoggio che Apurimac Onlus fornisce ai propri volontari. Qui proprio i volontari organizzano la campagna sanitaria itinerante, che porterà personale medico e paramedico, diagnosi e medicine a più di 4000 metri di altitudine, dove i diritti umani primari come salute, igiene e istruzione non sono facilmente fruibili.

Tra quella natura incontaminata, nei pressi del meraviglioso sito archeologico del Machu Picchu, migliaia di esseri umani vivono in povere (se non misere) abitazioni, coltivando i campi ed allevando qualche animale. Qui, chi ha una qualche malattia non ha modo di curarla, perché, oltre alla lontananza dell’ospedale, non si hanno possibilità economiche per pagare il medico e medicine.   Per questi motivi si vive, o si sopravvive, finché la patologia non avrà la meglio sull’organismo. Questo “ospedale con le ruote” è la salvezza per queste persone, e il suo arrivo è una festa per il villaggio andino visitato.

Torniamo a Cusco: il giorno della partenza è arrivato! I volontari, generici e specialisti, dopo aver organizzato e preparato l’unità mobile, (che toccherà diversi villaggi sperduti nella cordigliera sudamericana), sono partiti verso la regione dell’Apurimac in un viaggio molto lungo e disagevole.

Giunti alla prima destinazione, è iniziata l’avventura dell’allestimento del campo medico. Poi è arrivato il momento del primo incontro con gli abitanti del posto, che nei pressi dello stabile dove erano allestiti gli ambulatori formavano delle code lunghissime.

L’attività clinica per tutta la durata della missione ci ha assorbito moltissimo. È stato buffo anche vedersi arrivare qualche frutto tropicale in cambio di una consulenza, come qui in Italia, specialmente in passato, si usava regalare ortaggi o uova fresche.

Tra tutti i volontari c’era sempre una bella coordinazione, in modo che tutte le attività di aiuto fluivano in modo ordinato e semplice ai numerosi pazienti. Non sono mancati momenti di stanchezza, sia per il susseguirsi dei giorni con ritmi serratissimi tra allestimenti e ambulatorio, sia per la mancanza di una vera doccia calda. I pasti sono sempre stati un momento piacevole di conoscenza e condivisione.

È stata un’esperienza forte, complessa, ricca di tanti aspetti che quasi travolgono chi la vive. La diversità della realtà che si incontra è notevole.

 

APURIMAC ONLUS (www.apurimac.it) è una Associazione nata nel 1992, riconosciuta Onlus nel 1998 e ONG (Organizzazione non Governativa) nel 2003. L’Associazione è nata con lo scopo di affiancare i missionari agostiniani italiani che, dal 1968, operano nella regione andina del Perù da cui ha preso il nome, l’Apurimac. Il suo lavoro è iniziato sulle Ande, a 4.000 metri di altezza, estendendosi poi alle città di Cusco e Lima. La regione dell’Apurimac è ancora oggi caratterizzata da un estremo isolamento geografico ed economico. La popolazione locale vive solo grazie ad un’economia di sussistenza, Tali disagi, insieme ad un alto tasso di analfabetismo e a precarie condizioni igienico-sanitarie, sono le principali piaghe che si è impegnata a “curare”. Dal 2003, con il riconoscimento di ONG da parte del Ministero degli Affari Esteri, è giunta fino in Africa. Dalla sua nascita realizza progetti di cooperazione, iniziative di tutela dei diritti umani, percorsi di educazione alla pace e promozione del volontariato.

DOVE OPERIAMO Oggi, Apurimac Onlus, è attiva in 3 paesi principali. Italia: sensibilizza, forma volontari e opera in contesti di emergenza sociale; Perù: realizza progetti di sviluppo nei settori salute, formazione e identità; Nigeria: sostiene programmi di emergenza e di costruzione della pace. In Algeria e Kenya promuove lo sviluppo sociale e professionale della donna e dei giovani.

 
Luca Rubin
Phi Foundation

 

Phi Foundation - Tour del Fundraising

Il Tour del Fundraising

Sabato 2 Aprile 2016 parte quello che può essere definito il “ Tour Del Fundraising”.

Una sorta di Tour de France ma dedicato interamente al nonprofit, e alla raccolta fondi.

L’obiettivo principale di questo progetto è quello di far conoscere a quanta più gente possibile l’esistenza di uno strumento, il fundraising che è fondamentale per le organizzazioni nonprofit, ma che bisogna anche saper realizzare e portare avanti nel modo corretto. Questo tour si rivolge agli operatori del terzo settore che sono il motore del nostro Pianeta.

Il nonprofit è forza, cambiamento, speranza.

E i fundraiser sono le gambe per raggiungere questi traguardi.

Gli incontri sono di carattere gratuito e durano circa 150 minuti ( 2 ore e mezza circa), durante i quali si affronteranno i temi legati alla raccolta fondi, a quali tecniche, idee e strumenti siano più idonei e corretti da utilizzare per raggiungere risultati a volte anche insperati.

Il Tour farà tappa in 5 città italiane, da Nord a Sud. Forlì 2 aprile / Napoli 4 aprile / Roma 5 aprile / Ancona 7 aprile / Milano 11 aprile.

Il consiglio per tutti quelli che lavorano nel settore o hanno degli interessi professionali e umanitari in questo campo è di partecipare ad una di queste tappe, magari coinvolgendo amici e collaboratori, perché più gente partecipa e più l’informazione cresce e con essa anche tutto il movimento Fundraising legato alle ONP.

Per qualsiasi ulteriore informazione si può contattare i seguenti riferimenti:

tel. 0543.374150 / email tour@fundraising.it

www.festivaldelfundraising.it/tour

Articolo suggerito da:Valerio Melandri, Associazione Festival del Fundraising
Francesco Fiore
Phi Foundation

ONP Senso della Vita

Le ONP e il senso della vita

Ti sarai posto più volte le grandi domande: “Chi sono? Da dove vengo? Dove vado? Le risposte a queste domande sono la tua stessa vita, con i suoi alti e bassi, problematiche e gioie.

Per una onp funziona allo stesso modo: le domande sono le stesse, ma le risposte cambiano. Se le risposte non ci sono (imbarazzati e imbarazzanti silenzi), o sono insufficienti, ci troviamo di fronte ad apatiche e insignificanti onp, magari con nomi altisonanti, con loghi fregiati da patrocini di Enti nazionali, ma che ormai si sono fermate, hanno tolto la chiave dalla toppa e chiuso gli occhi, in attesa di non si sa bene cosa, desiderando forse un’alienazione, una cancellazione dalla storia, senza però muovere un dito.

Sono fermamente convinto che tutte queste onp coperte di polvere e ragnatele, se rimotivate e lustrate a specchio, possono essere ancora una presenza positiva e propositiva, offrendo il servizio per cui sono state pensate e volute. Per fare questo, le onp devono porsi in modo serio le tre grandi domande:

– Chi sono? Ossia: perché sono nata? Qual è la mia specificità come realtà non profit? Dove mi colloco? “Eh una volta eravamo tanti soci, ma ormai siamo rimasti pochi e anziani, non ce la facciamo…” No, siamo fuori strada. Io non ti ho chiesto lo stato di salute dell’associazione. Ti ho chiesto chi è, perché è nata, cosa ha fatto ai suoi albori. “Ah sì!… “ E inizieranno a raccontare tutte le opere meravigliose che hanno compiuto. Questo raccontare è come soffiare sulla cenere, e c’è speranza che qualche brace sia ancora accesa.

– Da dove vengo? Il racconto degli inizi farà riaffiorare volti, episodi, storie, casi risolti, progetti completati. La storia di una onp è fondamentale per capire chi essa sia, perché è nata, come e dove ha operato. Anche nel caso in cui una onp nasce tonda e muore quadrata (alle onp è data questa possibilità, a dispetto del proverbio), ossia negli anni si sviluppa in campi d’azione diversi da quelli dei suoi inizi, la sua storia è di fondamentale importanza, perché contiene il DNA, la forza propulsiva che la fa balzare in piedi ed uscire dal torpore.

– Dove vado? Ossia: come posso riattivarmi? Si deve sovrapporre il “da dove vengo” con l’oggi: quella mission ha ancora senso oggi, oppure è da ripensare e attualizzare?  Questa terza domanda è la scintilla che fa accendere il fuoco, progettando la comunicazione, ridando visibilità alla onp, e quindi inserendo nuove forze di volontariato all’interno della stessa.

Se abbiamo risposto a tutte e tre le domande in modo esaustivo, i nostri occhi saranno lucidi e il nostro cuore farà “tump tump” per l’emozione di essere davanti a una nuova vita della nostra amata onp. Se le cose stanno così rimbocchiamoci le maniche e iniziamo: c’è tanto tanto lavoro da fare!

Purtroppo esiste un’altra possibilità, quando la onp non sa chi è, non sa da dove viene né dove va; o se lo sa non le interessa. La onp in questione è viva solo in vecchie scartoffie, ma non vive, non opera, non propone niente, né a se stessa né al territorio. Se non rispondi (o non vuoi rispondere) alle tre domande, e non desideri un futuro per la tua onp, chiudila. Evidentemente non ha raggiunto il suo scopo, perché non ha avuto persone che credessero nelle sue potenzialità (una onp ha potenzialità immense, proprio come ogni persona), oppure ha completato il suo compito, in quel preciso periodo storico. Meglio chiudere, allora, piuttosto di essere una presenza negativa che sa solo rimpiangere “i bei tempi andati” senza scommettere un cent sull’oggi che la interpella.

Le tre domande sono solo l’inizio. E’ fondamentale però non essere soli, col rischio di dare risposte affrettate e quindi inadeguate. Soprattutto alla terza domanda c’è bisogno dell’esperienza e competenza di un consulente in comunicazione e fundraising che possa progettare un piano consono, in modo da riportare la onp agli antichi splendori e magari anche meglio! Sono più che convinto che questo processo di rinascita di una onp è sempre o quasi sempre possibile. C’è bisogno però di persone che ci credono, che investano le loro energie e che vivano con convinzione lo spirito della onp.

 

Luca Rubin
Phi Foundation

crowdfunding

#Phi Social Innovation Community: #Fundraising Campaign

In linea di massima qualsiasi raccolta fondi (fundraising) che non preveda una contropartita economica può essere considerata “Donation Campaign” ma, andando nello specifico, questo tipo di campagna si riferisce prevalentemente a raccolta fondi orientate al sociale (Non Profit Orient), operazioni che possono rientrare nelle categorie del “Social Fundraising”.

Indipendentemente dal tipo di campagna di Social Fundraising che vorrai creare (online) e dalla piattaforma web scelta, devi documentarti molto bene prima di avviarla. Ogni piattaforma ha linee guida molto approfondite e specifiche che dovrai leggere con attenzione se vorrai avere una possibilità di successo.

Ricordati che una volta che sarà tutto pronto e ben organizzato, dovrai iniziare  la tua campagna di comunicazione per raccogliere fondi (sia online, che offline) anche un anno prima del lancio della tua campagna di Social Fundraising.

Un aspetto molto importante che spesso viene sottovalutato riguarda le risorse da allocare nei servizi di comunicazione. Non mi riferisco solo alle risorse economiche (sempre indispensabili) ma anche e soprattutto a quelle umane. Infatti, per portare avanti con successo un progetto di Social Fundraising è necessario coinvolgere e “utilizzare” diverse figure professionali a tempo pieno.

E’ necessario dotarsi di un Social Media Manager che segua e gestisca le attività di comunicazione sui canali social e sul web. Bisogna dotarsi di una figura specializzata nel fundraising (Fundraiser), che ne conosca tutti gli aspetti principali, le dinamiche e le logiche che ne regolano le relazioni con i donatori. E’ fondamentale il ruolo del Digital PR, che gestisca le relazioni istituzionali, organizzi eventuali eventi promozionali e curi i rapporti con stampa e blogger. Infine, l’ultima figura fondamentale per questa attività è più tecnica, il Web Designer, in grado di sviluppare contenuti creativi, adattare il sito e le pagine social agli obiettivi e alla scelta del codice linguistico utilizzato e intervenire in tempo reale per risolvere ogni eventuale problematica tecnica che possa intervenire durante la campagna.

Queste sono le principali competenze necessarie per il corretto svolgimento di un’attività di Social Fundraising, chiaramente ci sono tante altre sfumature o competenze che rientrano in gioco durante queste campagne, ma il più delle volte possono essere svolte da una o più delle figure individuate prima.

Sei una organizzazione non profit e desideri supporto o vuoi avviare una campagna di raccolta fondi, chiedi a PHI FOUNDATION (Social Innovation Community).

Fundraising with Social Media

#Phi Social Innovation Community: #Fundraising

Col termine Fundraising, tradizionalmente si intende la ricerca di donazioni, rivolta principalmente a tutti quelli che sono intorno a noi, invitandoli inoltre a diffondere l’idea anche ai loro contatti. Oltre a ciò, si orientano le attenzioni verso le istituzioni pubbliche, aziende, grandi imprenditori e persone facoltose (immaginando che siano dei filantropi). Si tratta comunque, in questo caso, di una cerchia alla quale non è facile accedere.

Il “Social Fundraising” invece permette di coinvolgere chiunque nella vostra iniziativa, dall’imprenditore facoltoso allo studente che ha visto il progetto online, dallo zio ricco al follower su Social Network.

Il Social Fundraising è una raccolta fondi al fine di supportare iniziative “Non Profit Orient” coinvolgendo Donatori anche (Corporate) tramite attività di (PR) e Comunicazione online e offline.

  • Si possono raccogliere fondi avvalendosi dei “Donation Party” realizzati con tematiche differenti e organizzati per lo scopo.
  • Si può effettuare un’attività di Corporate Fundraising incontrando Aziende e altre Organizzazioni Non Profit (finanziariamente più solide).
  • Si possono realizzare raccolte fondi mediante l’utilizzo delle piattaforme web internazionali di Fundraising.
  • Si può tramite i Social Media raggiungere e coinvolgere un immenso numero di potenziali Donatori.

Ovviamente, mentre con il fundraising tradizionale, non è strettamente necessario (anche se fortemente consigliato) progettare e realizzare una campagna di comunicazione, nel Social Fundraising diventa indispensabile saper utilizzare nel modo migliore i Social Media per avere successo.

Perché uno sconosciuto dovrebbe Fare una Donazione?

  • Donano perché condividono gli obiettivi  del progetto.
  • Donano perché coinvolti emotivamente dall’iniziativa.
  • Donano perché credono in un ritorno di immagine.

Sei una organizzazione non profit e desideri supporto o vuoi avviare una campagna di raccolta fondi, chiedi a PHI FOUNDATION (Social Innovation Community).

Pitbull Palla

La storia della cagnolina Palla: La “clinica Due Mari” fonda una onlus

La cagnolina Palla arriva su Rai Due. Simbolo alla lotta contro gli abbandoni, Palla,  diventa musa ispiratrice per la clinica Due Mari che decide di creare una fondazione onlus. L’associazione si occuperà, nel nome di Palla, di curare e assistere tutti i randagi.

Palla, diventata famosissima sui social network, è stata più volte strumentalizzata, diventando oggetto di campagne di raccolta fondi con foto “rubate” e non autorizzate.

Ma raccontiamo la storia di Palla, per chi ancora non la conosce: La cagnolina arriva in fin di vita alla clinica Due Mari a fine gennaio 2016. Quasi decapitata da un laccio di nylon e con un muso gonfio oltremisura. Dopo lunghe e costanti cure, oggi la situazione è decisamente migliorata.

phi foundation

Palla al suo arrivo alla clinica

La storia di Palla ha emozionato il web al punto tale che oggi il pitbull è stato ospite della trasmissione di Rai Due “I fatti vostri”.

La storia di Palla in pochi mesi ha commosso e fatto emozionare mezzo mondo. La cucciola di pitbull salvata e curata dai medici veterinari della Clinica Due Mari ora sta molto meglio. In centinaia ogni giorno chiedono di Palla.

Molte le situazioni traumatiche che la dottoressa Monica Pais deve affrontare. Ogni giorno lo staff veterinario si prende cura dei “rottami” (come li definiscono in maniera scaramntica alla “Due Mari”, riferendosi a cani e gatti recuperati dalla strada).

Da qui l’idea di creare una onlus che si occupi dei randagi e di tutte le loro problematiche.

Chiunque volesse maggiori informazioni o contatti diretti con la Onlus può consultare il sito.

Amare e rispettare gli animali è la più alta forma di sensibilità e umanità che si possa dimostrare.

 

Phi Foundation

 

Costruiamo il Futuro

Costruiamo il Futuro: Bando di concorso sociale e sportivo

E’ partito lo scorso 15 marzo il bando della XIV edizione del Premio Costruiamo il Futuro, iniziativa rivolta a tutte le associazioni no profit di volontariato sociale e sportivo operanti in provincia di Lecco e nel comune di Erba.

Il Premio Costruiamo il Futuro ha come obiettivo quello di aiutare, in maniera concreta il terzo settore, ed è rivolto a tutte quelle realtà, troppo piccole per partecipare a bandi provinciali o regionali, che però realizzano iniziative di fondamentale importanza per la comunità nella quale operano e per le persone di cui si occupano.

Per partecipare è necessario compilare in ogni sua parte il modulo d’iscrizione pubblicato sul sito http://www.costruiamoilfuturo.it/ e inviarlo alla Fondazione. A quel punto, una volta che la segnalazione è arrivata alla segreteria, si provvederà a fissare un incontro per conoscere le iniziative e i programmi delle associazioni candidate.

“Si tratta di un progetto nato per aiutare e valorizzare le svariate organizzazioni no profit del territorio, da quelle che si occupano di assistenza agli anziani, tempo libero di giovani e ragazzi, a quelle che offrono sostegno alle famiglie con minori in cura presso gli ospedali e molti altri ambiti, come quello sportivo – ha spiegato Giuseppe Procopio, segretario generale della Fondazione Costruiamo il Futuro – Lo scorso anno, ad esempio, con il contributo ricevuto dal nostro Premio, la Caritas di Oggiono ha aperto un piccolo emporio per la distribuzione del cibo donato, l’oratorio di Monticello ha permesso ai bambini che non potevano pagare la quota di partecipazione di frequentare le attività estive, la Scuola di Italiano per stranieri di Desio ha avuto la possibilità di acquistare libri e materiale didattico per le 300 donne che frequentano i corsi gratuiti. Questi sono solo alcuni esempi dei piccoli ma significativi interventi realizzati grazie al Premio Costruiamo il Futuro che in 13 anni ha sostenuto 230 associazioni, donando 539.000 euro”.

L’iscrizione al bando è aperta fino al 30 aprile 2016, e vanno inviate alla “Fondazione Costruiamo il Futuro” via Garibaldi, 50 – 23891 Barzanò (LC) oppure via e-mail all’indirizzo mailto: premio@costruiamoilfuturo.it

Un’ottima opportunità per fare del bene, partendo dalle necessità e dai bisogni della comunità alla quale si appartiene.

 

Francesco Fiore

Phi Foundation

Rotholandus

Al Parenti: Rotholandus – la ricerca dell’impossibile

Serata in favore di Alyn Hospital

Al teatro Parenti: Rotholandus – la ricerca dell’impossibile – quarta edizione della serata in favore di Alyn Hospital

Lo scorso 14 Marzo, l’associazione Amici di Alyn di Milano ha organizzato la quarta edizione della serata a favore di “Alyn Hospital” di Gerusalemme, presso il Teatro Franco Parenti, portando in scena lo spettacolo “Rotholandus la ricerca dell’impossibile”.

Alyn Hospital ha una forte rilevanza mondiale per la ricerca medica all’avanguardia e per le specifiche terapie che vengono applicate. Ma è anche uno straordinario simbolo di pace in Medio Oriente di collaborazione tra popoli.

Il centro di Gerusalemme   opera in modo specifico nella riabilitazione di bambini affetti da gravi disabilità motorie, cognitive e comportamentali, di origine genetica e da traumi. Terapie personalizzate, ricerca scientifica all’avanguardia e operatori specializzati, che lavorano con amore e passione, fanno di Alyn Hospital un’eccellenza. Unico esempio in Medio Oriente di struttura riabilitativa per casi particolarmente gravi. Una realtà dove i miracoli si avverano.

Alyn hospital
Alyn hospital

La serata ha avuto inizio con un aperitivo nel foyer del teatro, durante il quale abbiamo assaggiato la Challah, pane del sabato simbolo di festa e di pace. Poi ha avuto inizio lo spettacolo affidato alla regia di Roberta Lena e che potremmo definire un percorso giocoso tra musica, prosa, danza sulle orme di Arioso per seguire un sogno utopico di pace e fratellanza.  Infatti Rotholandus, muovendo dai temi dell’Orlando Furioso, ci ha guidati verso ciò che appare impossibile. Un cast d’eccezione si è esibito a favore di Alyn Hospital: Roberto Zibetti e Gigio Alberti, accompagnati dalle musiche di Ivan Bert e dall’action painting di Cosimo Miorelli, ci ha fatto sognare, trasportandoci nel mondo irreale, fiabesco ma anche attuale dei versi di Ludovico Ariosto, intrecciati dalle sapide notazioni e dai commenti di Italo Calvino.

Tutti gli artisti si sono esibiti gratuitamente. Il ricavato della serata è stato interamente devoluto a favore di Alyn Hospital di Gerusalemme. Anche quest’anno era presente il Dr. Maurit Beeri, Director General di Alyn Hosp.

Sostieni Alyn Hospital di Gerusalemme, il centro di riabilitazione pediatrica e per adolescenti di tutte le origini, religioni ed etnie: http://www.sostienialyn.it/donazioni/

Lo spettacolo Rotholandus sarà in scena il 21 aprile 2016 presso l’Istituto Italiano di Cultura a Parigi. Altre date sono in definizione.

 

Paola Antifora

Phi Foundation

Arriva l’app “HUG – Tap to Donate”

Fare donazioni online non è mai stato così semplice!
Arriva l’app “HUG – Tap to Donate”

Il Social Fundraising diventa mobile. Nasce Hug l’app che permette di fare donazioni online dal proprio smartphone con un semplice click.

Hug – Tap to Donate è una piattaforma di raccolta fondi online per le organizzazioni non profit. Creata e pensata per offrire un sistema sicuro per chiunque voglia contribuire a una specifica causa o campagna.
 

 
Al fine di mettere a disposizione dei potenziali donatori uno strumento affidabile HUG individua ONLUS che comunicano in maniera trasparente il proprio operato. Il bilancio deve essere sottoposto a revisione contabile. Le organizzazioni non profit che si avvicinano a Hug, inoltre, devono dal punto di vista dell’impiego delle risorse investire in progetti non meno del 70% delle donazioni online raccolte.

Sull’app si trovano esclusivamente campagne di raccolta fondi online ben definite nelle tempistiche e con risultati misurabili, in modo che chi dona possa poi verificare di persona come e dove sono stati utilizzati i fondi raccolti.

Per garantire la massima trasparenza, la donazione è diretta e tracciabile: l’importo donato (con carta di credito o PayPal) viene accreditato direttamente sul conto della Onlus ed è vincolato alla realizzazione del progetto.

Gli Elementi fondanti di questa piattaforma innovativa sono: velocità e semplicità della tecnologia, tracciabilità dei pagamenti mobile, impegno a rendicontare in modo trasparente tutte le donazioni online effettuate.

hug

Sono molti i progetti attualmente presenti sull’App: l’associazione Amici di Edorado: una speranza per giovani socialmente emarginati; Medici con l’Africa Cuamm, impegnata per garantire un parto sicuro per le mamme angolane; la Fondazione AVSI, che offre sostegno sanitario ai profughi iracheni; la Celim, con un progetto dal titolo “Una scuola per chi non ce l’ha” e molte altre ancora.

Per avere maggiori informazioni clicca qui.

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Protezione dati

La protezione dei dati nel Fundraising: fate che la fiducia sia la priorità

Pubblicato 10 Marzo 2016 da Steve Henderson.

Con la Giornata internazionale della donna di questa settimana, le organizzazioni non-profit hanno la possibilità di ispirare il cambiamento del settore in più di un modo, attraverso la campagna #PledgeForParity di quest’anno.

Le tattiche di raccolta fondi sono state molto criticate negli ultimi anni e le organizzazioni adesso devono assicurare di mettere i consumatori al centro della loro attività.

A seguito della Etherington Review la spinta per standard più elevati nella raccolta di fondi, le aziende devono dimostrare che possono essere degne di totale fiducia. Quando la fiducia è recuperata, i donatori avvertiranno un senso di sicurezza e si impegneranno nelle campagne.

Il quaranta per cento dei consumatori, secondo il Direct Marketing Association (DMA), sceglie la fiducia in una organizzazione come il fattore più importante quando si decide di condividere informazioni personali.

Un certo numero di enti di beneficenza hanno recentemente sofferto di una flessione nella raccolta di fondi. Recenti ricerche suggeriscono anche che un’intensa azione mirata verso il target di riferimento ha generato una diminuzione delle probabilità di donare ad una causa come risultato. Le organizzazioni hanno bisogno di mettere il divertimento nella raccolta di fondi e raccogliere sostegno per la loro causa senza offendere o far alterare i consumatori.

Le ONP hanno la possibilità di utilizzare la protezione dei dati e della privacy come un vantaggio competitivo per assicurare ai sostenitori che difenderanno i loro dati. Women Worldwide, per esempio, delinea chiaramente la propria politica sulla privacy online creando un rapporto aperto e onesto con i propri membri.

Quando le persone si impegnano con le organizzazioni e condividere i propri dati personali, la fiducia e il rispetto dei dati è parte integrante. I consumatori hanno standard elevati e aspettative che le organizzazioni non-profit devono rispettare.

L’applicazioni di conformità stanno cambiando e le organizzazioni devono assicurare che siano in linea con la legge per evitare penali. Un’associazione charity, recentemente ha avuto recensioni molto negative in seguito ad abuso di dati personali. Un membro del pubblico si è lamentato in risposta alle azioni dell’organizzazione, dimostrando la consapevolezza tra i consumatori e un crescente interesse per i propri diritti quando si tratta di protezione dei dati.

Le organizzazioni non profit hanno bisogno di aderire al Codice di Fundraising e lavorare insieme per rafforzare il codice, per aumentare la fiducia dei consumatori e l’impegno loro dedicato. In passato la fiducia è stata danneggiata da alcuni enti di beneficenza e alcune organizzazioni hanno dovuto fare cambiamenti positivi per ripristinare la fiducia.

Con un’azione significativa da parte del governo del Regno Unito, si è ottenuto che il settore non-profit dovesse fare i conti con le proprie responsabilità quando si tratta di proteggere i dati dei donatori.

Il Fundraising è ovviamente importante, ma, soprattutto, il sostenitore deve venire prima.

Se si vuole aumentare l’attività delle campagne di raccolta fondi e mantenere relazioni con il donatore, è basilare il rispetto dei dati personali così come ispirare fiducia; la stessa fiducia che i consumatori si aspettano.

Per avere maggiori informazioni clicca qui.

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Marina Midali
Phi Foundation

Facebook Share Donazione

Social Fundraising e Facebook: un’opportunità di dialogo

Il Social Network per eccellenza strizza l’occhio al Fundraising. Da qualche tempo a questa parte Facebook sembra essere particolarmente interessato ai temi sociali.

Il Social di Mark Zuckerberg ha infatti dato vita ad uno strumento per le realtà non-profit. La Piattaforma nasce per consentire ad apposite pagine Facebook di gestire singole campagne di raccolta fondi.

Il Fundraising diventa Social. Creare una pagina dedicata con contenuti multimediali per una specifica campagna di raccolta fondi d’ora in avanti sarà semplicissimo. Ma, a rendere lo strumento realmente interessante è un’altra funzione. Da adesso sarà infatti possibile raccogliere direttamente le donazione degli utenti grazie al tasto “Fai una donazione” e aumentare la visibilità grazie ai pulsanti condividi e invita.

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Ma come Funziona il Social Fundraising su Facebook?

Le potenzialità di questo strumento sono enormi. Il motivo è semplice, essere presenti su Facebook è un vantaggio innegabile. La viralità del mezzo consente di agevolare, e non poco, una campagna di raccolta fondi. Per il non profit si apre una possibilità in più per raccogliere donazioni.

Ma come funziona questo innovativo strumento? Quali sono i reali vantaggi offerti alle realtà non profit Scopriamolo assieme:

#1 Pagina Dedicata:

Avere una pagina dedicata  e confermata permetterà all’organizzazione non profit di poter strutturare una campagna di raccolta fondi mirata ad uno specifico progetto.

#2 Semplificare la donazione:

Ricevere gli aiuti direttamente dalla pagina Facebook. La call to action “Fai subito la tua donazione” è chiara e intuitiva.

#3 Trasparenza:

Tenere sempre aggiornati i donatori (e non) sullo stato di avanzamento di una campagna di raccolta fondi.

#4 Rete:

Facebook è il Social Network più utilizzato sul pianeta. Condividere e invitare amici su una compagna allarga la rete di connessione e può innescare una vera e propria viralità.

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Per ora il Social Fundraising su Facebook è in fase di test. In questa prima fase lo strumento è stato esteso solo alle Organizzazioni Non-Profit con sede negli Stati Uniti. Hanno aderito, al momento, ONP come Save The Children, Unicef e WWF.

Sei una organizzazione non profit e desideri supporto o vuoi avviare una campagna di raccolta fondi, chiedi a PHI FOUNDATION (Social Innovation Community).

Volontario

Diventare volontario socio-sanitario: A Fermo riparte il corso dell’Avulss

Il prossimo sabato 12 marzo, alle ore 16,30 presso la sala riunioni dell’Ospedale Geriatrico Inrca di Fermo, comincia il XXVI Corso base per volontario socio-sanitario, organizzato dall’Avulss (Associazione per il volontariato nelle unità locali dei sevizi socio-sanitari), dall’Oari (associazione per una pastorale di comunione e speranza dell’uomo che soffre) e dalla Caritas Diocesana di Fermo.

L’obiettivo del corso è di offrire una preparazione di base per l’esercizio del volontariato organizzato in campo sociale e sanitario. Per info: www.avulssfermo.it – 331.8210781 – 0734.227287.

La modalità dello svolgimento del corso prevede che ogni sabato dalla ore 16,30 alle 18,30 e ogni mercoledì dalle ore 21 alle 23 (eccetto le due giornate residenziali del 12 marzo e 21 maggio, in cui le lezioni si terranno dalle ore 16 alle 20) si terranno le lezioni e gli incontri secondo il seguente calendario tematico:

La mappa dei bisogni del territorio, elementi di primo soccorso, la terapia del sorriso, l’emarginazione, l’Aids, l’Alzheimer, la sofferenza alla luce della fede cristiana, con un’attenzione particolare alla psicologia e ai diritti del malato, al ruolo del volontario a contatto con i pazienti, con i familiari e gli operatori sanitari.

Al termine del corso sarà rilasciato un attestato di frequenza, ma solo per coloro che avranno frequentato almeno tre quarti delle lezioni, inoltre a chi dimostrerà sufficienti attitudini al servizio di volontariato, verrà consegnato un attestato di Idoneità.

Il corso è tenuto da validi professionisti quali psicologi, medici, sacerdoti e volontari: Rosalba Chessa, presidente dell’associazione, Marina Verdecchia, vicepresidente, Andrea Vesprini, responsabile culturale, consigliere nazionale e delegato di zona, Don Pompeo Santese, responsabile spirituale e direttore della Pastorale della salute, Vittorio Capriccioni, responsabile Oari.

“Un percorso formativo aperto a tutti coloro che vivono una situazione di disagio accanto a persone anziane, malate e disabili e intendono trovare aiuto e conforto attraverso uno scambio di esperienze, e a tutti coloro che desiderano semplicemente arricchire la propria cultura nel campo della solidarietà”

Per tutti coloro che fossero interessati possono consultare il sito www.avulssfermo.it dove sono indicate in maniera completa ed esaustiva tutte le procedure per l’iscrizione e il programma completo del corso.

 

Francesco Fiore

Phi Foundation

 

Articolo tratto da: www.informazione.tv

Culturability valorizza il territorio

Bando Culturability aperto fino al 15 Aprile 2016!

La Fondazione Unipolis per la terza edizione ha dato il via a “Culturability!”. In palio 400 mila euro per sostenere progetti culturali innovativi per ridare vita a spazi abbandonati, per avvalorare temi di rilevante attualità come la coesione e l’inclusione sociale.

La forza di questi progetti trova ispirazione nella “Capability” del Premio Nobel Amartya Sen che si fonda con la cultura. Infatti Sen parla di una capacità-azione intesa come libertà e possibilità di vita, non solo economica ma anche dal punto di vista etico e umano. Sen svincola l’idea di libertà dal “permesso” affiancandola alla “scelta”.

Ecco le varie fasi dell’iniziativa.

La call, aperta già dal 15 Febbraio, si chiuderà il 15 Aprile 2016. I progetti si inviano facilmente dal sito (http://culturability.org/bandi/), dal 16 Aprile al 30 Maggio ci sarà una prima valutazione e una successiva selezione di soli 15 progetti. La terza fase, che si svolgerà dal 1 Giugno al 4 Agosto, consisterà nell’avanzamento delle proposte progettuali fino a ottenere gli elaborati finali, che saranno messi nelle mani della commissione che dal 5 Agosto al 22 Settembre ne selezionerà solamente 5 dei 15 prescelti. Infine, l’ultimo step avrà luogo dal 23 Settembre al 30 Novembre e consisterà in un percorso di accompagnamento e nell’erogazione del contributo di 50 mila euro per l’implementazione di ogni singolo progetto. I 150 mila euro rimanenti verranno destinati proprio alle attività di formazione e mentoring.

Per info consultare il sito www.culturability.org

 

Maria Galante

Phi Foundation

Volontario Anch'Io

Volontario anch’io: L’evento che avvicina i cittadini al mondo del volontariato

E’ sempre più crescente la necessità di reclutare nuove risorse umane sul territorio, soprattutto nell’ ambito del volontariato.

La Pat, “Pubblica Assistenza Trinese”, associata Anpas, organizza per sabato 12 marzo 2016 al Teatro Civico di Trino, a partire dalle ore 17.00, l’iniziativa “Volontario anch’io” per ricercare nuovi volontari e avvicinare i cittadini al mondo del volontariato socio sanitario e di protezione civile.

La giornata sarà organizzata in maniera tale che si potrà coniugare da un lato l’aspetto informativo e professionale, relativo all’attività dell’associazione, verranno infatti proiettati filmati e reportage fotografici, inerenti le esperienze di soccorso e protezione civile. Inoltre saranno presentati i nuovi corsi per i futuri volontari che potranno acquisire così l’abilitazione all’utilizzo di strumenti quali il defibrillatore. Dall’altro lato però non si trascurerà l’aspetto ludico e aggregante della manifestazione con divertimento e musica a cura del DJ Ciuffo.

“Volontario anch’io – spiega il presidente della Pubblica Assistenza Trinese, Mauro Bagna – non è solo uno slogan, ma un invito, un augurio, la speranza che alla grande famiglia dei nostri volontari, siano essi impegnati nel soccorso sanitario 118 che nel Nucleo Protezione Civile, si aggiungano nuove forze per garantire che questa bella avventura chiamata Pat – Pubblica Assistenza Trinese, iniziata più di 50 anni fa, possa continuare a garantire solidarietà e aiuto a chi si trova in difficoltà”.

Il programma della serata sarà cosi articolato:

Alle ore 17.00 è previsto l’intervento delle autorità e a seguire la distribuzione del materiale divulgativo e le dimostrazioni pratiche di soccorso sanitario.

Alle ore 19.00 verranno illustrate le attività della Pat sul territorio di Trino e comuni limitrofi e saranno presentati gli istruttori dei corsi.

Alle ore 19.30 si terrà l’aperitivo offerto dalla Pat in collaborazione con il Presidio Soci Coop di Trino.

Infine, a partire dalle ore 21.00 la serata musicale con Dj Ciuffo.

Sono oltre 200 i volontari che ogni anno collaborano con la Pubblica Assistenza Trinese svolgendo circa duemila servizi con una percorrenza di oltre centomila chilometri.

L’Anpas (Associazione nazionale pubbliche assistenze) Comitato Regionale Piemonte rappresenta oggi 81 associazioni di volontariato con 11 sezioni distaccate, 9.327 militi (di cui 3.227 donne) e 359 dipendenti che, con 389 autoambulanze, 138 automezzi per il trasporto disabili, 231 automezzi per il trasporto persone e di protezione civile, 4 imbarcazioni e 26 unità cinofile svolgono annualmente 406.084 servizi con una percorrenza complessiva di 13,5 milioni di chilometri.

Fare volontariato è sempre più una esigenza personale più che un dovere sociale. Contribuire direttamente e in prima persona al miglioramento delle condizioni ambientali e sociali, aiuta a crescere con un maggiore senso di rispetto civico verso il prossimo e verso l’ambiente che ci ospita.

 

Francesco Fiore

Phi Foundation

Articolo tratto da: insalute news dell’8 Marzo 2016

Orto dei Sogni

L’Orto dei Sogni Progetto di Missione Sogni Onlus

L’idea di creare il primo orto in ospedale prende spunto dal tema di Expo 2015.

“Nutrire il pianeta, Energia per la vita” e dall’analisi di esperienze analoghe fatte soprattutto in paesi anglosassoni,

dove l’utilizzo di spazi esterni organizzati per il recupero psico-fisico dei malati è stato oggetto di studio e sperimentazioni (Garden Therapy, Horticulturaltherapy) da parte della comunità scientifica.

Anche in Italia questa esigenza è molto sentita all’interno delle strutture sanitarie tanto da rientrare nel Piano Generale di Sviluppo 2011-2016 e nel Programma Verde e Arredo Pubblico in cui si fa esplicito riferimento alla terra e al verde come “spazi di vita e socializzazione”.

Nel 2011 Missione Sogni Onlus inaugura il suo primo Orto dei Sogni all’ospedale L. Sacco di Milano in collaborazione con il Comune di Milano.

Orto dei Sogni

Si tratta di un orto dedicato ai giovani degenti del reparto di Pediatria che possono dedicarsi alla cura di piante, fiori e ortaggi con il fine di migliorare la loro qualità della vita.

L’esperienza ha avuto talmente tanto successo che nel corso di questi anni è stata estesa in altre strutture a Milano:

  • Ospedale Luigi Sacco
  • Clinica Pediatrica De Marchi
  • Fondazione IRCCS – Istituto Nazionale dei Tumori
  • Spazio Vita – Ospedale Niguarda

Gli orti messi a disposizione da Missione Sogni Onlus vedono il coinvolgimento di più di 300 piccoli pazienti che, con grande dedizione ed entusiasmo, impegnano parte della giornata a curare frutta e ortaggi destinati, una volta maturi, a finire sulle loro tavole. Tutto questo è reso possibile grazie al sostegno di esperti educatori dell’Associazione e di orticoltori volontari, che permettono ai bambini di non pensare per un po’ alla loro malattia, di stare all’aperto in compagnia di altri bambini e di prendersi cura di qualcosa che, alla fine darà dei “buoni” frutti.

Orto dei Sogni

Per una persona ospedalizzata poter frequentare un contesto diverso dal proprio ambiente di cura, anche a livello tattile e olfattivo, diventa uno stimolo alla guarigione. Inoltre, prendersi cura del verde sia da soli che insieme ad altri valorizza le capacità di ciascuno, ed induce un miglioramento psicofisico.

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Valore Non Profit Orient

Phi Social Innovation Community: Valore Produttivo di Utilità Sociale

Il terzo settore realizza cose buone e giuste ma non sa comunicare infatti, da qualche tempo, capita di prestare attenzione alle questioni inerenti la comunicazione “Non Profit Orient” e la percezione del ruolo di Fundraiser e, in generale, al tema del Fundraising.

La comunicazione (non profit orient) dovrebbe ampliare il campo visivo e alimentare la cognizione che abbiamo “sulla raccolta fondi dedicata al non profit” e sulle opportunità, sopratutto in termini di sostegno dei più deboli.

Fondamentale è comprendere l’attività di “Fundraising non profit orient” di cui tanto si parla ma poco si conosce detenendo una visione limitativa e limitante del Fundraising.

Si ritiene (a torto) che il fatto stesso di occuparci di una buona causa sia sufficiente a farci ascoltare.

Niente di più errato poiché, le buone cause, sono sì condizione necessaria, ma certamente non sufficiente. Si potranno raggiungere gli obiettivi esclusivamente quando saremo in grado di sostituire il concetto di Beneficenza con il termine di “ Valore Produttivo di Utilità Sociale”.

Il Fundaraiser è l’arte di saper chiedere. Un po’ per vocazione e un po’ per diletto, tutti possono chiedere ma non tutti sanno chiedere.

Sei una organizzazione non profit e desideri supporto o vuoi avviare una campagna di raccolta fondi,
chiedi a PHI FOUNDATION (Social Innovation Community).

We for Women Marathon

PHI Foundation: We for Women Marathon

Il Social FOUNDRAISING si fa correndo!

Domenica 6 marzo 2016 – ore 09,30

Domani il Social Foundraising si farà correndo, si svolgerà infatti la We for Women Marathon il grande evento podistico a sostegno della parità di genere e contro ogni forma di violenza sulle donne.

Aiutare è facile, basterà sostenere una delle organizzazioni non profit iscritte e raccogliere donazioni a favore di essa.

We for Women Marathon testimonial contro violenza

Il messaggio della manifestazione è chiaro, offrire pochi giorni prima della festa della Donna una giornata interamente dedicata allo sport e a un tema estremamente sensibile:

“L’obbiettivo principale – afferma Francesca Sala, referente organizzativo We for Women Marathon – è quello di responsabilizzare uomini e donne su un tema così attuale come quello contro la violenza di genere.
É importante riuscire a far capire alla donna che esistono i mezzi per difendersi, e all’uomo che è importante un maggior rispetto nei confronti della figura femminile”.

La manifestazione è promossa da L’Arte di Amarsi ONLUS con il grande contributo di Social Time ONLUS e Stefania Nava (responsabile tecnica), Run Life, il sostegno di Run Card e in partnership con una straordinaria rete di associazioni territoriali e di professionisti.

Splendida iniziativa di Foundraising che parte dall’offline e integra l’online e il social. Quest’anno ogni corridore ha infatti l’opportunità unica di associare alla sfida sportiva una sfida solidale e di ricevere in dono il pettorale: basterà sostenere attivamente una delle organizzazioni non profit iscritte al Charity Program e raccogliere donazioni a favore di essa.

We for Women Marathon

La 42 km e la 21 km partono da Milano (San Babila) e arrivano in Cascina San Fedele nel Parco di Monza La 10 km e la 5 km si svolgono nel Parco di Monza con partenza e arrivo in Cascina San Fedele. Grande l’impegno organizzativo da parte di tantissimi soggetti coinvolti, tutti uniti dal desiderio di offrire un evento sportivo ritenuto da tanti di portata storica:

“Abbiamo scelto lo sport – continua Francesca Sala – per veicolare il nostro messaggio. Non a caso è un grande mezzo educativo che aiuta a rispettare il diverso. Si è deciso di utilizzare questo tipo di manifestazione perché, d’altronde, la maratona nasce proprio per portare un messaggio. Tutti uniti possiamo cambiare le cose”.

Una corsa per dire no alla violenza di genere.
Partecipa all’iniziativa!
Quest’anno al We for Women Marathon il Social Foundraising e lo sport corrono assieme.

Per maggiori informazioni Clicca qui.

We for Women Marathon contro violenza

We for Women Marathon: #No alla violenza

Runners da tutta Italia, Milano/Monza, #No alla violenza

6 marzo 2016 – ore 09,30

ll 6 marzo p.v. si svolgerà We for Women Marathon, grande evento podistico competitivo, ambito sia per il percorso, utilizzato l’ultima volta nel 1951, sia per il messaggio sociale che intende veicolare: la parità di genere contro ogni forma di violenza, soprattutto sulle donne.

Obiettivo primario è infatti quello di offrire, a ridosso della festa della Donna, una giornata all’insegna dello sport e del benessere individuale e collettivo, per ricordare a chi ha paura che la strada per liberarsi dalle catene della violenza e degli stereotipi di genere c’è, ed è percorribile.

La 42 km e la 21 km partono da Milano (San Babila) e arrivano in Cascina San Fedele nel Parco di Monza.

La 10 km e la 5 km si svolgono nel Parco di Monza con partenza e arrivo in Cascina San Fedele.

Presso la Cascina San Fedele nel Parco di Monza, punto di arrivo di tutte le competizioni, sarà allestito un village con molte associazioni pronte ad intrattenere le famiglie e soprattutto i più piccoli con laboratori e simpatiche attività ludico-creative.

Grande l’impegno organizzativo da parte di tantissimi soggetti coinvolti, tutti uniti dal desiderio di offrire un evento sportivo ritenuto da tanti “di portata storica“.

La manifestazione è promossa da L’Arte di Amarsi ONLUS con il grande contributo di Social Time ONLUS e Stefania Nava (responsabile tecnica), Run Life, il sostegno di Run Card e in partnership con una straordinaria rete di associazioni territoriali e di professionisti, tra cui Mi diras Nur, 6 Social, Papilio, Good Guys International, Action Woman, Mediarevolution e tanti altri.

Regione Lombardia, Città Metropolitana di Milano, Comune di Milano, Città di Sesto San Giovanni, Comune di Monza, Reggia di Monza, CSV M&B, Coni e Federazione Italiana Atletica Leggera hanno patrocinato la competizione. Inaspettato e fondamentale il contributo di organizzazioni nazionali ed internazionali quali la Puglia Marathon e la GariwoForesta Dei Giusti la cui giornata europea si celebrerà proprio il 6 marzo e la partecipazione attiva di numerosi maratoneti e maratonete internazionali che hanno condotto il nostro evento sportivo oltre il confine lombardo (saranno presenti anche nella conferenza stampa).

Indispensabile il ruolo di Straumann Italia, quale main sponsor, e delle altre aziende che hanno sostenuto e creduto nell’iniziativa quando essa era solo nella fase embrionale e ne hanno permesso la realizzazione quali EF Corporate Solution, Affari&Sport, RunningWarehouse Europe, Serim, Just B, lo sponsor tecnico MacronStore Grande Milano e i media partner ufficiali Radio Deejay, BenEssere, Il Cittadino e Brianza Sport.

We for Women Marathon testimonial contro violenza

Su tutto il materiale promozionale del nostro evento è stata promossa l’APP SHAW, interamente gratuita per iOS e Android. Tramite un click ci si connette al numero 112 per richiedere aiuto in situazioni di emergenza, ma fornisce anche informazioni legali su violenza e stalking.

We for Women Marathon in collaborazione con Rete del Dono, promuove un Charity Program.

Per quest’anno si ha l’opportunità di associare alla sfida sportiva una sfida solidale e di ricevere in dono il pettorale: basterà sostenere attivamente una delle organizzazioni non profit iscritte al Charity Program e raccogliere donazioni a favore di essa.

We for Women Marathon contro violenza

Oltre alle premiazioni delle diverse competizioni, sarà consegnato un premio speciale “Fabrizio Cosi”, per ricordare la sua passione per la corsa, la sua allegria, la sua generosità, la sua ironia, ricordi indelebili che il destino non cancellerà mai nonostante lo abbia allontanato da noi.

Alla conferenza stampa è prevista la partecipazione di: Giulio Gallera (Assessore Reddito di Autonomia ed Inclusione Sociale Regione Lombardia), Andrea Maria Gradante (Maggiore Esercito Italiano), Grazia Maria Vanni(Presidente FIDAL del Comitato Regionale Lombardia), Andrea Rivolta (Vice Sindaco Città di Sesto San Giovanni), Ulianova Radice (Direttrice Gariwo, La Foresta dei Giusti), Francesca Sala (Responsabile Progetto We for Women Marathon), Stefania Nava (Responsabile Tecnico We for Women Marathon), Giorgio Calcaterra (3 volte campione del mondo della 100 km di ultramaratona), Fabiola Spinelli (famosa per i suoi 100 km nel Sahara).
Tra gli atleti presenti: Valentina Silvano, Marek Dryia, Denise Neumann, Simona Gilardoni, Gianpasquale Fornarola.
Testimonial d’eccezione: Luisa Betty “la regina delle maratone”.

A conclusione della conferenza stampa, è previsto un brindisi con i giornalisti ed ospiti presenti.
Per accrediti o prenotare interviste contattare Beatrice Di Virgilio, Responsabile comunicazione We For Women Marathon.

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ONP e Social Fundraising

Phi Social Innovation Community: ONP e Social Fundraising

Riflettendo sulle difficoltà, e nello stesso tempo la necessità delle piccole e medie organizzazioni non profit (ONP) di reperire risorse economiche attraverso la raccolta fondi, si scopre la loro impreparazione negli strumenti e nelle applicazione metodologie di Fundraising.

La domanda è: Quanto tempo dobbiamo ancora attendere prima che le ONP diano inizio alla valorizzazione delle relazioni che hanno nel territorio in ottica di attivazione di un’efficace strategia di Fundraising online/offline, considerando anche le prospettive di ampliare la propria cerchia d’influenza alleandosi con una più ampia struttura di Social Fundraising e costruire insieme una Social Innovation Community?

La risposta non è scontata perché ci vuole la temerarietà e la lungimiranza di eseguire una scelta importante.

Strutturarsi in Fundraising Orient (anche tecnologicamente) infatti, significa rimettere in discussione l’intero modello organizzativo delle ONP, al fine di trovare non solo fondi ma anche Donazioni in termini di competenze, tempo, people raising e soprattutto relazioni.

Solo curando le relazioni che abbiamo con la realtà che ci circonda, orientandoci inoltre anche verso un Corporate Fundraising più professionale, possiamo davvero implementare una buona strategia di raccolta fondi e il Dono diventa uno strumento mediante il quale rafforzare questi legami.

Sei una organizzazione non profit e desideri supporto o vuoi avviare una campagna di raccolta fondi,
chiedi a PHI FOUNDATION (Social Innovation Community).

Fundraiser

Phi Social Innovation Community: Fundraiser

Lavorare nella Social Innovation Community con Phi Foundation, nell’operosità di raccolta fondi (Fundraising), significa svolgere l’attività di Fundraiser, una professione creativa e multitasking oggi sempre più richiesta dal mercato del lavoro, in particolare, nell’area del terzo settore.

Una professione che richiede competenze specifiche in marketing, statistica, economia, giurisprudenza, amministrazione ma anche un estro creativo e artistico, oltre che una grande determinazione.

Fare raccolta fondi (Fundraising) per le organizzazioni non profit significa lavorare per una giusta causa, che appassiona, in cui crediamo e che ci spinge a desiderare di migliorare le cose grazie al piccolo/grande contributo di tante persone.

Non c’è dubbio che il lavoro del Fundraiser porti più che numerose soddisfazioni personali se fatto bene con passione e attraverso metodi e strumenti corretti.

La domanda che sorge spontanea è: Ma il Fundraiser cosa fa esattamente?

Si usa spesso il termine Fundraiser nel gergo comune, per indicare il comunicatore o l’organizzatore di eventi di beneficenza. In realtà il Fundraiser è questo, ma non solo.

È soprattutto un professionista che svolge l’attività con dedizione, che sa comunicare e agire, perché le parole sono pensieri che diventano azioni dirette a costruire qualcosa di utile, azioni dirette ad aiutare gli altri, e per questo IMPORTANTI.

Sei una organizzazione non profit e desideri supporto o vuoi avviare una campagna di raccolta fondi,
chiedi a PHI FOUNDATION (Social Innovation Community).