UNA DIGITAL STORY LUNGA UN CURRICULUM

Tutte le esperienze compongono il nostro curriculum che parla di noi con lo scopo di trasmettere la nostra formazione e professionalità facendo trapelare anche alcuni aspetti della nostra vita.  Chi siamo, a cosa aspiriamo, quali sono le nostre priorità, ciò che si legge nel curriculum coincide? Molti individui prestano la loro opera per “buone cause” per acquisire esperienza e fare pratica, specializzarsi, ma non solo, anche al fine di legittimare la loro professionalità tramite certificazioni o attestati di riconoscimento dell’opera “pro bono” compiuta.

A proposito di curriculum desideriamo mettere in evidenza due nostri nuovi “Volontari Digitali” nelle persone di Giorgio D’ambrosio https://www.facebook.com/dambrosio.giorgio.1?fref=ts  e sua moglie Sabina Santucci https://www.facebook.com/sabina.santucci.9?fref=ufi (la quale in questi giorno ha festeggiato il suo compleanno, anche in formula digitale, pubblicando su facebook tutte le foto del lieto evento).

Giorgio e Sabina due nuovi “PHI Digital Volunteers” che riscuotono molto successo espandendo anche la propria visibilità (online – offline) e ampliando la cerchia delle amicizie ma soprattutto sostenendo la causa della PHI Foundation nel divulgare il verbo della Social Innovation.

Cos’è la Social Innovation e cosa si intende con questa espressione?

La Social Innovation è un cambiamento nel modo di fare le cose, un elemento innovativo nel contesto della collettività. Un’interruzione rispetto alle soluzioni generalmente utilizzate e presenta una risposta costruttiva a problemi di ordine economico e sociale.

La Social Innovation contribuisce così al miglioramento degli individui e delle comunità.

Nel più lungo termine e qualora operata da movimenti sociali sufficientemente autorevoli, la Social Innovation può essere fonte di trasformazione sociale e motrice di cambiamento.

La Social Innovation deve essere considerata una risorsa strategica per tutti i Paesi che vogliono pensare allo sviluppo della società in modo nuovo.

Possiamo dire che orientarsi alla Social Innovation oggi è un modo concreto per rispondere alle difficoltà del momento e cercare di risolvere alcuni problemi della nostra società.

La Social Innovation è fatta di idee, creatività, metodologie innovative per trasformare principi teorici e ricerca nella prosperità della comunità sempre più attenta alla sostenibilità e allo sviluppo.

Possiamo dire che per Social Innovation si intende un modo più pragmatico e si può parlare di una tipologia di innovazione capace di creare nuovi saperi, tecnologie, strumenti e forme organizzative con finalità di natura Etica.

Social Innovation è creazione di nuove idee, prodotti, servizi che soddisfano bisogni sociali e nello stesso tempo creano nuove collaborazioni e relazioni.

Il termine Social Innovation esprime, infatti, un doppio significato: innovazione intesa come utilizzo di tecnologie e innovazione realizzata da una comunità e non da un unico individuo o un organismo. Diventa così un risultato collettivo che richiede accordi, condivisioni co-adaptation e dialogo. Si ha, infatti, innovazione sociale solo quando persone e organizzazioni svolgono un ruolo attivo e collaborativo nella realizzazione concreta dei processi innovativi, attraverso la creazione di reti sociali (soddisfare i bisogni della collettività e affrontare le nuove sfide per lo sviluppo). Le nuove comunità dovranno avere una grande capacità di vivere i cambiamenti derivanti: dall’evoluzione scientifica e tecnologica, dal confronto culturale sociale ed economico con le altre comunità con cui bisogna cooperare e competere, dalle incertezze e dai rischi presenti nei piani per garantire un benessere minimo o una cittadinanza inclusiva. Tutto questo può essere gestito al meglio solo attraverso la bussola della Social Innovation, che implica una strategia per la formazione di smart-people, i quali devono vivere secondo i principi dello smart-living in delle smart-communities o smart-cities. Queste ultime da intendere come città dove gli investimenti nel capitale umano e sociale, nei processi di partecipazione, nell’istruzione, nella cultura, nelle infrastrutture per le nuove comunicazioni, alimentano uno sviluppo economico sostenibile, garantendo un’alta qualità di vita per tutti i cittadini e prevedendo una gestione responsabile delle risorse naturali e sociali, attraverso una governance partecipata.

Tutto questo spinge a puntare prioritariamente sulla smart-education (sviluppo di piattaforme territoriali di e-learning, di public digital library, ecc.), cittadinanza attiva (strumenti di open-government, legalità, uso responsabile del territorio, ecc), capacità di vivere il cambiamento (strumenti e azioni che agevolino il cambiamento delle regole sociali e la capacità di realizzare e utilizzare le innovazioni). In tutte queste azioni è certamente rilevante il ruolo dell’ingegneria e in particolar modo di quella legata all’ICT (Information & Communication Technology).

Sabina e Giorgio insieme agli altri membri della comunità PHI Foundation sostengono il divulgarsi del pensiero della Social Innovation e con il loro supporto digitale contribuiscono allo sviluppo della nuova Entità Partecipativa e di condivisione, certificata con il prezioso Attestato redatto in carta pergamena “PHI Digital Volunteers” a riconoscimento della loro efficace opera.

L’innovazione sociale è caratterizzata dalla capacità di rispondere ai bisogni sociali che la volontà delle persone sembra sempre più in grado di affrontare con la responsabilizzazione degli individui, e la volontà di cambiare le relazioni sociale.

PHI Foundation Social Innovation Community

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Sebastiano de Falco

PHI Foundation

ARTICOLI DELLA SETTIMANA 19 MARZO

ARTICOLI DELLA SETTIMANA 12 MARZO

Mobilità sostenibile

Nella Provincia Bergamasca si intraprende la strada della Mobilità Sostenibile

Sono sei i Comuni della Provincia Bergamasca che hanno aderito all’iniziativa di sensibilizzazione promossa da Agenda21L (Associazione di 20 Comuni, impegnata in molte attività tra le quali la Mobilità Sostenibile per il bene ambientale) rivolta alle persone per promuovere l’utilizzo della bicicletta elettrica come mezzo di trasporto e di svago.

Iniziativa avente come obbiettivo l’aumento di persone che utilizzino la bicicletta non solo per svago o per turismo, ma anche come alternativa all’automobile, per andare a far la spesa, per andare al lavoro o per andare in palestra. Un esempio, a questo proposito, potrebbero essere quelle persone che prendono l’automobile per andare in palestra per poi mettersi su una cyclette e fare riscaldamento, potrebbero arrivare in palestra già riscaldati andandoci in bicicletta. 

I Comuni aderenti sono: 

  • Il Comune di Osio Sopra;
  • Il Comune di Dalmine;
  • Il Comune di Stezzano;
  • Il Comune di Sotto il Monte;
  • Il Comune di Verdellino;
  • Il Comune di Boltiere;

Oltre agli Enti Comunali, collaborano alla mobilità sostenibile anche associazioni e attività commerciali garantendo il servizio di noleggio e di riparazione delle biciclette.

Chi saranno i gestori dei punti noleggio e dove si troveranno?

  • H24 Cooperativa Sociale di Sotto il Monte presso la “Casa del Pellegrino”. Cooperativa Sociale impegnata in molteplici attività, come aiutare le persone svantaggiate oppure allestire biciclette con un sistema innovativo di pedalata assistita. Probabilmente, prendendo accordi, potremmo portare da loro la nostra city bike o mountain bike a pedalata “faticosa” e riportarla a casa con una comodissima pedalata assistita;
  • Associazione Ecologica Culturale Ri-Cyclo di Osio Sopra presso gli impianti sportivi comunali. Associazione appena emergente che, con la convenzione del Comune di Osio Sopra, mette a disposizione un’officina, con ciclisti volontari, per le riparazioni delle biciclette. Ri-Cyclo, oltre che a progetti di vita e mobilità sostenibile, ha  in programma un percorso formativo per chi volesse imparare ad aggiustare la propria bicicletta;
  • Associazione Volontari Diamo una Mano di Dalmine presso la Biblioteca, che oltre al noleggio delle biciclette elettriche offre un comodo servizio di ciclista a domicilio;
  • Presso l’Edicola Etica di Boltiere, proprio nel centro del paese;
  • Presso il centro storico di Stezzano;
  • Nel centro storico di Verdellino presso il Municipio, che momentaneamente gestisce direttamente l’attività di noleggio.

Le tariffe di noleggio e di riparazione si potranno trovare, insieme a tutte le istruzioni, applicate presso i punti noleggio, oppure, per qualsiasi altra richiesta, si potrà contattare il gestore referente della propria zona.

I ricavati saranno usati per le manutenzioni garantendo sempre agli utenti un parco biciclette sicuro ed efficiente, oltre che per altre attività sociali che riguardino sempre la mobilità sostenibile e il bene ambientale. 

Speriamo sia solo l’inizio di uno stile di vita più sano e questo sarà possibile anche grazie ad una mobilità sostenibile destinata ad un continuo aumento, per il bene nostro, dei nostri figli e del pianeta in cui viviamo…

“Credo che avere la terra e non rovinarla sia la più bella forma d’arte che si possa desiderare.” (Andy Warhol)

 

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Simone Bracchi

PHI Foundation

 

ARTICOLI DELLA SETTIMANA 05 MARZO

Gli strumenti messi a disposizione da Google per creare keywords e annunci efficaci

Google offre la possibilità al settore No Profit di promuoversi sui motori di ricerca. Considerando la grande competizione tra le varie Onlus per risultare tra le prime posizioni nei motori di ricerca, diventa strategico saper impostare efficacemente keywords e annunci.

Supponiamo ad esempio che la nostra Onlus voglia promuovere i propri regali solidali costruendo una campagna in Google Ad Grants. Il primo passo da compiere per capire le difficoltà di posizionamento è analizzare la keyword difficulty, ossia quanto la parola chiave “regali solidali” sia già usata nella costruzione degli annunci dei competitors. A tale scopo risultano utili  3 strumenti:

  • allintitle: scrivendo questa parola prima di “regali solidali”, Google ci mostra il numero di pagine che hanno “regali solidali” nel titolo.
  • allintext: scrivendo questa parola prima di “regali solidali”, Google ci mostra il numero di pagine che hanno “regali solidali” nel testo.
  • allinurl: scrivendo questa parola prima di “regali solidali”, Google ci mostra il numero di pagine che hanno “regali solidali” nella url.

Dai risultati di queste 3 ricerche ci accorgeremmo dell’alto grado di competitività sulla campagna “regali solidali” e quindi della difficoltà di posizionarci tra i primi risultati di ricerca considerando anche che le Onlus più grandi utilizzano il programma Google Adwords a pagamento che garantisce un miglior posizionamento.

Dobbiamo allora individuare parole chiave che ci permettano di intercettare un pubblico profilato che possa essere interessato ai nostri regali solidali e non a quelli di altre Onlus. Potremmo allora ricorrere a una long tail keyword, composta da più parole, ad esempio “regali solidali natale collane”.

I risultati che Google ci restituirà saranno sicuramente inferiori a quelli ottenuti dalla query “regali solidali” avendo di solito le keyword a coda media e lunga una competitività più bassa, ma il vantaggio è quello di intercettare un target di nicchia e qualificato ossia maggiormente predisposto a scegliere il nostro tipo di regali.

Un altro utile strumento che Google mette a disposizione per la creazione di nuovi annunci è Keyword Planner, il quale fornisce un elenco di idee, parole chiave e gruppi di annunci sulla base di quelli che le persone più utilizzano nelle loro query di ricerca. Tali suggerimenti ci aiutano anche a individuare una serie di keywords che potremmo utilizzare per creare contenuti correlati a quelli dei regali solidali (ad esempio, bomboniere solidali o regali solidali aziendali). Questi suggerimenti sono infine preziosi indicatori per costruire i contenuti nella sezione delle FAQ.

Mai dimenticare che l’algoritmo di Google interpreta l’intento che sta dietro all’uso che l’utente fa della parola chiave quando la digita sulla sua barra di ricerca. Ciò significa che non basta impostare keywords che rispondano alle query degli utenti ma è necessario anche che i contenuti del sito soddisfino la user intent. Solo creando contenuti di valore che incontrano le intenzioni di ricerca delle persone è possibile scalare e posizionare i propri annunci tra i primi risultati di ricerca.

Dunque quando l’utente atterra sulla landing page in cui sono mostrati i nostri regali solidali, dovrà trovare su questa pagina contenuti che lo motivino all’azione finale ossia alla scelta di uno dei regali proposti. Quindi non potrà mancare la spiegazione su come verrà usato l’eventuale contributo e  l’impatto che avrà sul progetto sottostante.

In conclusione Google va considerato come un ponte tra la nostra Onlus e il mondo fuori costituito da utenti, donatori e prospect potenzialmente interessati alla nostra mission. Il ponte però è molto trafficato. Per questo dobbiamo mettere in atto strategie che permettano di creare corsie preferenziali al fine di intercettare il nostro pubblico di riferimento.

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Vanessa Doddi

PHI Foundation

#INNOVAZIONE SOCIALE: LA PAROLA MAGICA

Innovazione Sociale è una corrente filosofica che si concentra sull’evoluzione concettuale delle persone, sulle idee e le soluzioni che creano valore sociale a beneficio della comunità sia nel profit sia nel non profit volgendosi ad un welfare sostenibile.

 

Esaminiamo i processi attraverso i quali sono generate le innovative rivoluzioni ideologiche e tecnologiche, osserviamo la fecondazione intersettoriale alla base dei tre meccanismi fondamentali che stanno guidando la contemporanea Social Innovation:

  • Scambio di idee e valori;
  • Rigenerazione dei ruoli e relazioni;
  • L’integrazione del capitale privato a sostegno degli investimenti pubblici e la filantropia.

In definitiva, i problemi più difficili e importanti non possono essere compresi, e tanto meno risolti, senza il coinvolgimento del terzo settore, organizzazioni non profit, investimenti pubblici e privati.

 

Innovazioni Sociali, nuove strategie, concetti idee, organizzazioni che soddisfano esigenze sociali in diversi settori dal lavoro, l’educazione, la salute, al fine di sviluppare e rafforzare le comunità. Nella Social Innovation vi sono compresi i processi sociali innovativi e partecipativi, quali per esempio le tecniche e software open source, innovazioni orientate a scopi ed utilizzi sociali come microcredito, il volontariato e l’apprendimento a distanza, e molto altro ancora.

 

La Social Innovation si concentra sul processo di innovazione e cambiamento che prende forma favorendo l’organizzazione interna delle imprese al servizio della produttività e del bene comune (Corporate Social Responsibility) responsabilità sociale d’impresa con link diretto l’enciclopedia digitale Wikipedia simbolo della Social Innovation Partecipativa e dei concetti intrinseci.   https://it.wikipedia.org/wiki/Responsabilit%C3%A0_sociale_d’impresa

La Social Innovation si concentra sulle nuove tipologie di lavoro e avanzate forme di cooperazione (modelli di business o capitalismo Etico), in particolare attività sostenibili.

 

L’innovazione sociale è caratterizzata dalla capacità di rispondere ai bisogni sociali che la politica tradizionale sembra sempre più in grado di affrontare, (vedi quanto affermato da Matteo Renzi), la responsabilizzazione dei gruppi e degli individui, e la volontà di cambiare le relazioni sociali.

 

Quindi, l’innovazione sociale è spesso presentata come un modo per aumentare la qualità dei servizi sociali e la loro economicità, offrendo equivalente, se non superiore, i risultati nonostante i notevoli vincoli di bilancio.

 

“Insieme siamo in grado di nutrire il seme di altruismo che è insito in ognuno di noi”.

 

Phi Foundation Social Inovation Community

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Sebastiano de Falco

PHI Foundation

ARTICOLI DELLA SETTIMANA 26 FEBBRAIO

ALLA RICERCA DELLA PAROLA PERDUTA

 

Più che di una Parola “Perduta”, si tratta di conoscenze, esperienze e pratiche smarrite facendo nascere la consapevolezza della necessità del recupero dello stato perduto.

Tutte le tradizioni dell’umanità, in forma velata o esplicita, pongono alla base dell’attuale condizione umana di sofferenza e degradazione un dramma cosmico: il dramma dell’oscuramento intellettuale dell’Uomo Spirituale, l’Uomo Universale.

Rimane, però, nell’uomo una scintilla divina luminosa che lo rende capace di ricevere il Verbo, di intendere il messaggio subliminale che consente all’uomo individuale degradato di riprendere coscienza della sua natura profonda luminosa e di restaurare il suo stato originale di Uomo Spirituale libero e indiviso.

Ecco, lo stato di disagio, di assenza, di mancanza in cui ci dibattiamo alla ricerca della Parola, del Verbo.

La Parola è perduta, si è smarrita nella Notte dei Tempi.

La Chiave di lettura del significato della Vita e del suo rinascere nell’Immortalità è smarrita.

Il senso Escatologico dell’esistenza ci sfugge.

 

“In principio era il Verbo”

 

Ne possiamo dedurre che a monte del Verbo dovrà esistere un’Idea, un Progetto, che sarà manifestato trasmettendolo con il Verbo.

Questo suono emesso dà luogo ad una figura geometrica che “feconda” la Madre-Materia, e questa “partorisce la vita” d’accordo con il progetto iniziale.
Questo è il processo creativo, è il Verbo che Geometrizza dando nuove forme alla materia.

Infatti, il grande Pitagora affermava che: “Dio Geometrizza”e che “la Geometria delle forme è musica solidificata”. Il suono può pertanto generare forme soniche e strutturare la materia.  La materia è forma sonica solidificata.

Galileo Galilei, con alcuni suoi esperimenti effettuati nel 1630, cercò di dimostrare l’intima connessione fra suono e materia: infatti, scoprì che i modi di vibrazione di una membrana possono essere visualizzati cospargendo la superficie vibrante con polvere sottile. La polvere si sposta per effetto della vibrazione e si accumula progressivamente nei punti della superficie in cui la vibrazione è nulla.

Il suono, pertanto, struttura la materia con forme e reticoli nodali che ricordano dei mandala (un diagramma circolare costituito, di base, dall’associazione di diverse figure geometriche, le più usate delle quali sono il punto, il triangolo, il cerchio e il quadrato; Il disegno riveste un significato spirituale e rituale sia nel Buddismo sia nell’Induismo ed altre forme ricorrenti in natura come ad esempio nei cristalli di neve).

In tempi più recenti si é ipotizzato un sottile potere attraverso il quale il suono strutturerebbe la materia. Per esempio: imponendo una vocalizzazione in antico sanscrito come l’OM (Aum), conosciuto dai buddisti ed induisti come il suono della creazione e corrispondente al Verbo, al Logos, la polvere sottile cosparsa sulla membrana risponde alle vibrazioni sonore generando un cerchio con un punto centrale.

Tale simbolo, per le antiche popolazioni indiane rappresenta lo stesso Mantra o Parola Sacra;

Per gli Alchimisti è il simbolo dell’oro;

Nell’antico Egitto era il simbolo di Ra, il dio del sole;

Nella filosofia orientale rappresenta la conoscenza spirituale del terzo occhio, la rosa divina, il segno dell’illuminazione;

Per i Pitagorici il punto cerchiato rappresentava la monade, la verità divina, la “Prisca Sapientia”, l’unità di mente e anima;

Gli Antichi lo chiamavano “occhio di Dio” ed è all’origine dell’occhio onniveggente.

Un suono che si fa simbolo universale per ricondurci all’Uomo Universale … forse “Nulla è per caso”.

Quando Dio disse: “E che la Luce sia …” questa si separò dalle tenebre e illuminò la coscienza dell’uomo.

Quale Principio fa da precursore ad un fatto del genere?

  • Una parola è composta da lettere;
  • Ogni lettera corrisponde ad un suono;
  • Ogni suono equivale ad un numero;
  • Ogni numero ad una vibrazione;
  • Ogni vibrazione crea una figura geometrica;
  • Ogni figura geometrica è un seme che feconda la materia creando vita.

Si può dedurre da tutto ciò che le vibrazioni del suono, attraverso la Geometria, determinano i Principi assoluti della Matematica e che tutto nell’universo fu creato con il Verbo, la Geometria e il Numero.

Possiamo notare che un filo rosso si dipana nella storia dell’uomo attraverso miti e leggende tutte riconducibili al senso di “perdita” di una parola che potesse stravolgere l’ineluttabilità della fine della vita ridando a noi, miseri mortali, le chiavi di un potere che desse la conoscenza, l’immortalità.

“conosci te stesso”, diceva Pitagora

“non sapete di essere dei”, diceva Ermete Trismegisto.

Urge ritrovare la Parola “Perduta” che equivarrebbe a ritrovare sé stessi e la vera natura dell’uomo, ossia prendere coscienza che da questo concetto nasce la consapevolezza della necessità del recupero dello stato “Edenico Perduto”, dove l’uomo creava con il verbo “geometrizzando” e il Mondo era un Paradiso, e “gli dei camminavano a braccetto con gli uomini”.

La parola “filosofia” (philosophia) inizia proprio con la lettera PHI e filosofia significa “amore per la sapienza”, PHI ha quindi un significato molto antico, accademico ed erudito, ma anche ……

PHI, ventunesima lettera dell’alfabeto greco, è utilizzata in matematica nella sua forma minuscola per indicare la formula della “sezione aurea” poiché è l’iniziale dello scultore ed architetto greco Fidia, che si ritiene sia stato il primo ad utilizzare in modo consapevole tale particolare sezione nelle sue opere, anche se, nella costruzione delle piramidi di Giza è riscontrato un concetto analogo del PHI “golden ratio”.

PHI, “bellezza nella sua perfetta esternazione”, il numero aureo “Φ” definito 1,618 ha una strettissima correlazione con la sequenza di Fibonacci che descrive in natura il processo di Creazione ed Evoluzione.

PHI, il simbolo del flusso magnetico e latitudine di un punto sulla superficie terrestre, il suo insieme ci presenta una realtà semplice e armonica, giunge per ricordarci che apparteniamo al progetto dell’Anima Universale.

PHI, fuoco interiore che ci rafforza portandoci con dedicazione al compito del nostro spirito il quale ha, come fine, la protezione dei giusti, generando ordine e armonia verso il bene universale.

PHI, rappresenta l’esplorazione del mistero e raffigura la perfezione, è l’archetipo percepibile del ciclo continuo, dell’eterno ritorno, della non fine e non inizio, così come l’emblema dell’Eterno.

PHI, ha un significato mistico come simbolo di salvezza che i viventi associano al valore della Pace.

Oggi la “sezione aurea” è rappresentata dal terzo settore e poiché la nostra mission è sostenere le organizzazioni non profit la denominazione che meglio ci descrive, è “PHI Foundation” Social Innovation Community.

 

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Sebastiano de Falco

PHI Foundation

ARTICOLI DELLA SETTIMANA 19 FEBBRAIO

I COLORI DI UNA VERITA’ A NUDO

Amici miei,

 

Intenzionalmente è stata scelta un’immagine non usuale per l’argomento, proponendo in ogni caso una rappresentazione notevole non a colori di alto livello artistico.

 

Tutto questo al fine di distrarre per un attimo la vostra attenzione da tutte le provocazioni suggerite nei social network indirizzando il vostro sguardo alla laboriosa PHI Foundation www.phifoundation.com

 

Un immenso desiderio è portare alla vostra attenzione le attività svolte da PHI Foundation insieme al suo working team http://phifoundation.com/phi/chi-siamo/, operosità orientata a sostenere tutte le organizzazioni non profit nel loro digital development,  aumento visibilità, incremento raccolta fondi,  http://phifoundation.com/onp-ong/

 

Offrendo a tutti coloro che hanno a cuore lo sviluppo del terzo settore e il bene comune, l’opportunità di partecipazione attiva come Ambassador http://phifoundation.com/phi-ambassador/, diventare Member http://phifoundation.com/member/, divenire Partner http://phifoundation.com/phi-strategic-partners/,

 

Invitiamo tutti voi a gratificare questo meraviglioso team che presta opera con tutta l’anima donando il meglio di se stessi, decretando il successo di quest’ardua impresa, perciò facciamo un piccolo grande gesto mettendo “MI PIACE” alla pagina o diventando un follower:

 

Potrebbe scaturire interesse e coinvolgimento visitando questa sezione del sito web di PHI Foundation http://phifoundation.com/campaigns/phi-foundation/

 

Mentre, per chi volesse partecipare più attivamente, può entrare nel gruppo di PHI Foundation:

 

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Sebastiano de Falco

PHI Foundation

ARTICOLI DELLA SETTIMANA 05 FEBBRAIO

#FESTIVAL DI SANREMO: 67° EDIZIONE

La Rai per il prossimo Festival di Sanremo pagherà per sole cinque serate al conduttore Carlo Conti ben 650.000 (seicentocinquantamila euro) oltre ad altri emolumenti per la conduzione di altri programmi sulla Rai.

Sempre per il Festival di Sanremo la Rai pagherà per soli 15 minuti di apparizione ben 50.000 (cinquantamila euro) per ciascuno dei signori Mika, Ricky Martin e Tiziano Ferro (per un totale di centocinquantamila euro), nello stesso tempo a Maurizio Crozza per le cinque serate ben 100.000 (centomila euro); e tutto questo a fronte di una perdita di 400 milioni (quattrocentomilioni euro) nel bilancio aziendale della Rai.

Inoltre c è di più, nelle cinque serate del Festival di Sanremo, Carlo Conti eseguirà la raccolta fondi e ci chiederà di donare 2 (due euro) via telefono fisso o cellulare a favore delle zone terremotate dell’Italia centrale.

Vi facciamo notare che risulterebbe, ben 26 milioni (ventiseimilioni euro) la somma che gli italiani hanno generosamente già donati con il telefono, ma i fondi sono ancora bloccati a Roma.

La richiesta per pulire la strada dell’hotel Rigopiano in Abruzzo come ben sapete era partita già dalle sette del mattino e (sembrerebbe) gli fu risposto che non potevano liberare la strada dalla neve poiché l’unica turbina disponibile in tutta la provincia di Pescara in pieno inverno, era rotta e la riparazione sarebbe costata 25.000 (venticinquemila euro).

La provincia di Pescara non disponeva dei 25.000 (venticinquemila euro) per riparare la turbina guasta a causa dei tagli dei fondi del governo.

Tutti conosciamo purtroppo l’esito catastrofico di Rigopiano e il dolore che difficilmente riusciremo a rasserenare e comunque lascerà dei segni indelebili.

Adesso carissime amiche ed amici dimostriamo con atti concreti il nostro sdegno spengiamo la televisione e Non Guardiamo il Festival di Sanremo per le cinque serate programmate, mostriamo fermamente la nostra irritazione davanti a tutto quello che accade quotidianamente intorno a noi, dimostriamo di esistere, andiamo alla finestra e urliamo a squarciagola “Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più”.

Diamo un segnale forte e concreto della nostra indignazione, boicottiamo il Festival di Sanremo. Facciamo crollare l’audience. Penso sia il minimo che si possa fare per solidarierà, anche per le vittime di Rigopiano.  Forse se ci fossero stati quei (ipotetici) 25.000 euro si sarebbero salvati tutti.

Solidarietà e nel rispetto di tutte le persone che sorreggono il paese Italia con lo stipendio di soli 1.200 euro al mese, per chi riceve pensioni da fame dopo una vita di lavoro, per i disoccupati, per le famiglie che non riescono ad andare avanti e dare una vita dignitosa con delle prospettive ai propri figli, non guardiamo il Festival di Sanremo bensì andiamo alla finestra e gridiamo “Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più”.

AMO LA MUSICA E LE CANZONI, MA ANCOR DI PIU’ I MIEI FRATELLI DISAGIATI E TERREMOTATI.

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Sebastiano de Falco

PHI Foundation

CORRI CON AMIP PER SOSTENERE LA RICERCA PEDIATRICA

Il 2 Aprile 2017 si terrà la 23° edizione della Maratona di Roma, un classico appuntamento annuale che si svolge lungo le strade e le piazze della città Eterna, ed anche quest’anno l’associazione AMIP (Associazione Malati di Ipertensione Polmonare) parteciperà a questa tradizionale corsa.

AMIP correrà la Maratona di Roma per raccogliere fondi a sostegno di un progetto di ricerca pediatrica sull’ipertensione polmonare presso l’Ospedale Bambino Gesù di Roma.

AMIP è una Onlus  nata il 12 Maggio 2000, con l’obiettivo di aiutare i malati di ipertensione polmonare che spesso si ritrovano a combattere da soli contro un male più forte di loro, fondata da Maria Pia Proia, una donna affetta proprio da questa grave patologia.

AMIP offre ai malati supporto psicologico e, attraverso materiale informativo di vario genere (dai manuali ai DVD), spiega loro come conoscere e convivere con l’ipertensione polmonare. Mette anche a loro disposizione una linea telefonica, un gruppo di auto-aiuto, conferenze e corsi di aggiornamento. Nel corso della sua attività AMIP ha svolto numerose collaborazioni con l’Istituto Superiore di Sanità e con il Ministero della Salute e partecipato a diverse iniziative tra cui il progetto “Medicina Narrativa”.

Ogni anno organizza inoltre incontri di gruppo in cui mette a disposizione dei pazienti, in modo gratuito per due giorni in albergo, la competenza dei medici più qualificati.

Il progetto di ricerca pediatrica sostenuto da AMIP è incentrato sul verificare, nei bambini malati di ipertensione polmonare, l’esistenza di autoanticorpi potenzialmente connessi allo sviluppo della malattia e, di conseguenza, l’efficacia dell’immunoassorbimento nella cura. Ciò allo scopo di studiare nuove strategie terapeutiche per la cura di bambini ed adulti affetti da questa grave patologia.

Corri anche tu con AMIP e sostieni la ricerca pediatrica sull’ipertensione polmonare: per partecipare come maratoneta solidale o unirti al gruppo della stracittadina puoi chiamare il numero 0633250970 o inviare una mail all’indirizzo amip.onlus@yahoo.it .

 

PHI Foundation è un’associazione che si occupa di sostenere ed aiutare tutti gli operatori che si muovono nell’ambito del Terzo Settore, attraverso l’informazione e la promozione di raccolte fondi.

Se vuoi aiutarci in questo compito, sostienici attraverso un contributo cliccando su questo link .

 

Nicola Minerva

PHI Foundation

ARTICOLI DELLA SETTIMANA 29 GENNAIO

#DONARE CON FIDUCIA E’ UN DIRITTO

Lugano, 28 gennaio 2017 – PHI Foundation – Il terremoto che ha colpito l’Italia centrale (aggravato dalle avversità climatiche), ha messo in ginocchio il cuore del Paese ma è stato anche occasione, ancora una volta, per rendere evidente la generosità di cui sono capaci gli italiani. Il mondo del volontariato in prima linea, le organizzazioni, i territori e i singoli cittadini in modo anche spontaneo, si sono attivati e continuano a farlo anche in queste ore in cui l’emergenza sembra essere un amaro pane quotidiano. Per questo tutti siamo chiamati a dare il nostro contributo, anche se piccolo.

Amareggia molto quindi apprendere di quanto riescano ad essere virali notizie circa “problematiche” sui fondi raccolti tramite sms solidale. Informazioni come queste sono in grado di minare la fiducia, radice stessa del verbo donare, poiché creano un clima di disfattismo che non fa bene a chi lavora per il bene comune.

È, infatti, di pochi giorni fa la notizia, alimentata soprattutto dal dibattito via social, in merito alla destinazione dei fondi raccolti tramite sms solidale subito dopo il terremoto, informazioni che hanno richiesto l’intervento diretto del Dipartimento della Protezione Civile: i soldi non sono spariti, né sono stati sottratti da nessun altro soggetto, né tantomeno dalle compagnie telefoniche stesse, che hanno già versato alla Protezione Civile la maggior parte dei fondi raccolti.

Si specifica: “La cifra raccolta, che supera i 25 milioni di euro, è, infatti, destinata alla fase di ricostruzione post emergenza, quella sulla quale si spengono i riflettori, quella in cui non si fanno le maratone televisive o le dirette tv, quelle però più preziose per chi vive nei territori colpiti“. Al contrario, come riportato nella nota del Dipartimento, per la fase di gestione dell’emergenza sono destinate tutte le necessarie risorse attraverso i fondi pubblici.

PHI Foundation da sempre lavora su temi come fiducia e trasparenza, poiché donare con fiducia e in tutta sicurezza, è un diritto di ognuno di noi. Le sensibilità espressa tramite le donazioni devono essere gratificate e incoraggiate, al tempo stesso, al donatore, devono essere dati gli strumenti giusti per potersi orientare e proteggere, tanto dalle notizie fuorvianti quanto da appelli non veritieri.

Per questo la PHI Foundation ha ideato “Certified” al fine di mantenere il donatore costantemente informato sullo stato di sviluppo dei singoli progetti con l’opportunità di interagire e partecipare attivamente, farsi coinvolgere, nello spirito della Social Innovation Community.

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Sebastiano de Falco

PHI Foundation

 

#FUNDRAISING: ISOLA CHE C’E……SEMPRE

L’Isola che c’è, una realtà che quotidianamente svolge attività a sostenimento, un’Associazione di volontariato nata nel 2001, su iniziativa dei genitori di ragazzi disabili preoccupati nel procurare ai propri figli un percorso nella vita che non contemplasse soltanto l’istruzione e gli aspetti medico-riabilitativi.

La Mission è di “realizzare luoghi e progetti in cui l’Integrazione vuol dire inclusione ma non assimilazione, in cui si può far parte di una comunità dove essere tutti uguali e tutti diversi”.

 

Di seguito il link ad una breve intervista dal vivo:

 

https://www.facebook.com/RadioRadioByNightRoma/videos/1212095062178464/

 

ENTRA ANCHE TU NELLA FAMIGLIA PHI FOUNDATION

 

Sebastiano de Falco

PHI Foundation

ARTICOLI DELLA SETTIMANA 22 GENNAIO

#PHI: LA STRAORDINARIA PROPORZIONE DIVINA

Spesso ci chiedono cosa significhi la PHI e che cosa sia la PHI Foundation. La parola “filosofia” (philosophia) inizia proprio con la lettera PHI e filosofia significa “amore per la sapienza”, la PHI ha quindi un significato molto antico, accademico ed erudito, ma anche ……….  

PHI, ventunesima lettera dell’alfabeto greco, è utilizzata in matematica nella sua forma minuscola per indicare la formula della “sezione aurea” poiché è l’iniziale dello scultore ed architetto greco Fidia, che si ritiene sia stato il primo ad utilizzare in modo consapevole tale particolare sezione nelle sue opere, anche se, nella costruzione delle piramidi di Giza è riscontrato un concetto analogo del PHI golden ratio.

PHI, “bellezza nella sua perfetta esternazione”, il numero aureo “Φ” definito 1,618 ha una strettissima correlazione con la sequenza di Fibonacci che descrive in natura il processo di Creazione ed Evoluzione.

PHI, il simbolo del flusso magnetico e latitudine di un punto sulla superficie terrestre, il suo insieme ci presenta una realtà semplice e armonica, giunge per ricordarci che apparteniamo al progetto dell’Anima Universale.

PHI, fuoco interiore che ci rafforza portandoci con dedicazione al compito del nostro spirito il quale ha, come fine, la protezione dei giusti, generando ordine e armonia verso il bene universale.

PHI, rappresenta l’esplorazione del mistero e raffigura la perfezione, è l’archetipo percepibile del ciclo continuo, dell’eterno ritorno, della non fine e non inizio, così come l’emblema dell’Eterno.

PHI, ha un significato mistico come simbolo di salvezza che i viventi associano al valore della Pace.

Oggi la sezione aurea è rappresentata dal terzo settore e poiché la nostra mission è sostenere le organizzazioni non profit la denominazione che meglio ci descrive, è “PHI Foundation”.

 

ENTRA ANCHE TU NELLA GRANDE FAMIGLIA PHI

 

Sebastiano de Falco

PHI Foundation

NOI SIAMO IL CAMBIAMENTO

La Social Innovation è sostenuta da una corrente filosofica internazionale d’idee che influiscono su tutte le sfere di competenza a 360 gradi orientandosi alla creazione di un nuovo modello di società che meglio risponda alle esigenze delle comunità e sostenga saldamente lo sviluppo futuro.

Dall’espressione concettuale della Social Innovation nasce “PHI City Program” un progetto studiato e pianificato da PHI Foundation con l’intento di connettere idee e persone all’interno di una community che abbia come scopo principale quello di innovare e valorizzare l’ecosistema culturale e sociale, attraverso la promozione di nuove pratiche relazionali e la creazione di nuove reti di contatti interpersonali.

PHI Foundation adotta un approccio partecipativo coinvolgendo le Organizzazioni Non Profit locali nello sviluppo del progetto nelle singole aree d’influenza.

PHI Foundation mediante lo sviluppo del City Program vuole mettere in rete e in connessione tra loro i cittadini di un circoscritto ambito territoriale e stimolare l’ecosistema culturale locale per promuovere un’innovazione sociale nell’ambito del terzo settore e in particolare delle attività orientate al Non Profit.

L’obiettivo è di qualificare le competenze e incrementare la consapevolezza dei cittadini già attivi sui temi di innovazione sociale, sviluppo locale e partecipazione, individuando le criticità e le potenzialità più caratteristiche del territorio; elaborando innovativi modelli di finanziamento che coinvolgano il pubblico e il privato, progettando iniziative di raccolte fondi mediante molteplici strumenti come il Crowdfunding e Fundraising civico per progetti sociali e culturali che riguardino la comunità locale di riferimento, con lo scopo di sviluppare il territorio.

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Aderire al entwork PHI City Program, significa impegnarsi nel realizzare quegli obiettivi e quei progetti che rientrano nei programmi di PHI Foundation che operano nel terzo settore e in particolare orientati al Non Profit.

Alle organizzazioni che aderiranno al programma, sarà offerto supporto e consulenza in termini di visibilità e di opportunità nella creazione del proprio network locale. Inoltre sarà data la possibilità di costituire una “PHI Local”, una vera e propria “costola” di PHI Foundation, una forte presenza territoriale con funzioni coordinate insieme alla PHI Foundation Community.

Le PHI Local saranno il frutto di singola organizzazione o aggregazioni di più entità locali alle quali PHI Foundation fornirà tutto il suo contributo in termini di sviluppo relazionale sia con gli enti locali sia con tutta la filiera di attori che si occupano di tematiche sociali in quel territorio, nazionale e internazionale.

Alcune delle attività e dei servizi che PHI Foundation mette a disposizione delle PHI Local sono: la formazione gratuita all’utilizzo ottimizzato degli strumenti digitali, la creazione di una Social Community; la realizzazione campagne Fundraising; vendere e comprare tramite il Market Place; la possibilità diventare un PHI Member e molto altro. 

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Il PHI City Program è la realizzazione e sviluppo a livello locale della filosofia e del pensiero della Social Innovation, quel movimento che PHI Foundation intende sostenere e sviluppare.

Per PHI Foundation “Social Innovation Community” si intende un modo più pragmatico e concreto di realizzare i progetti sociali. Si può parlare di una tipologia di innovazione capace di creare nuovi saperi, tecnologie, strumenti e forme organizzative con finalità di natura Etica.

La PHI Social Innovation Community deve essere considerata una risorsa strategica per tutti quelli che vogliono pensare allo sviluppo della società in modo nuovo e concreto per rispondere alle difficoltà del momento e cercare di risolvere alcuni problemi della nostra società.

PHI Foundation Social Innovation Community è una comunità fondata sulla condivisione di valori etici con attitudine al cambiamento e alle innovazioni culturali, scientifiche e tecnologiche, al fine di soddisfare i bisogni sociali della collettività ed affrontare le nuove sfide per la crescita.

Social Innovation è creazione di nuove idee, prodotti, servizi che soddisfano bisogni sociali e simultaneamente creano nuove collaborazioni e relazioni

Il termine Social Innovation esprime, infatti, un doppio significatoinnovazione intesa come utilizzo di tecnologie e innovazione realizzata da una comunità e non da un unico individuo o un organismo; diventa così un risultato collettivo che richiede accordi, condivisione, co-adaptation e dialogo.

Si ha, infatti, innovazione sociale solo quando persone e organizzazioni svolgono un ruolo attivo e collaborativo nella realizzazione concreta dei processi innovativi, attraverso la creazione di reti sociali; soddisfare i bisogni della collettività ed affrontare le nuove sfide per lo sviluppo.

Le nuove comunità dovranno avere una grande capacità di vivere i cambiamenti derivanti: dall’evoluzione scientifica e tecnologica, dal confronto culturale, sociale ed economico con le altre comunità con cui bisogna cooperare e competere, dalle incertezze e dai rischi presenti nei piani per garantire un benessere minimo o una cittadinanza inclusiva.

Tutto questo può essere gestito al meglio solo attraverso la bussola della Social Innovation che implica una strategia per la formazione di smart-people, i quali devono vivere secondo i principi dello smart-living in delle smart-communities o smart-cities.

Quest’ultime da intendere come città dove gli investimenti nel capitale umano e sociale, nei processi di partecipazione, nell’istruzione, nella cultura, nelle infrastrutture per le nuove comunicazioni, alimentano uno sviluppo economico sostenibile, garantendo un’alta qualità di vita per tutti i cittadini e prevedendo una gestione responsabile delle risorse naturali e sociali, attraverso una governante partecipativa.

Tutto questo spinge a puntare prioritariamente sulla smart-education (sviluppo di piattaforme territoriali di e-learning, di public digital library, ecc.), cittadinanza attiva (strumenti di open-government, legalità, uso responsabile del territorio, ecc), capacità di vivere il cambiamento (strumenti e azioni che agevolino il cambiamento delle regole sociali e la capacità di realizzare e utilizzare le innovazioni).

In tutte queste azioni è certamente rilevante un futuro orientato al digitale, il ruolo dell’ingegneria e distintamente quella legata all’ICT (Information & Communication Technology).

Sviluppo dell’economia condivisa, economia circolare, economia sociale, applicazione dei concetti di responsabilità sociale delle imprese, PHI è tutto questo ed altro ancora…….

 

COGLI L’ATTIMO ENTRA NELLA GRANDE FAMIGLIA PHI

 

Sebastiano de Falco

PHI Foundation