Social Innovation Community: #PHI City Program

PHI City Program è un progetto studiato e pianificato da PHI Foundation con l’obiettivo di connettere idee e persone all’interno di una Community estesa che abbia come scopo quello di innovare e valorizzare l’ecosistema culturale e sociale, attraverso la promozione di nuove pratiche relazionali e la creazione di nuove reti di contatti interpersonali.

PHI Foundation adotta un approccio partecipativo coinvolgendo Organizzazioni Non Profit locali nello sviluppo del progetto nelle singole aree d’influenza.

Il progetto PHI City Program vuole mettere in rete e in connessione tra loro i cittadini di un circoscritto ambito territoriale e stimolare l’ecosistema culturale locale per promuovere Innovazione Sociale nell’ambito delle attività del terzo settore.

L’obiettivo è di qualificare le competenze e incrementare la consapevolezza dei cittadini già attivi sui temi di innovazione sociale, sviluppo locale e partecipazione, individuando le criticità e le potenzialità più caratteristiche del territorio; elaborando innovativi modelli di crescita economica locale adottando nuovi strumenti, progettando iniziative sociali e culturali che riguardino la comunità locale di riferimento.

Alle organizzazioni che aderiranno al programma “Local PHI City Program” sarà offerto supporto e consulenza in termini di visibilità e di opportunità nella creazione della propria Local Community.

Inoltre sarà data la possibilità di costituire una “PHI Local” o aderire al network di “PHI City Program” anche mediante un organizzazione Non Profit preesistente.

Tra gli obiettivi delle PHI Local vi è il supporto all’evoluzione e crescita del terzo settore nell’area locale, frutto di aggregazioni di più associazioni locali alle quali PHI Foundation fornirà tutto il suo contributo in termini di sviluppo relazionale sia con gli enti locali che con tutta la filiera di attori che si occupano di tematiche sociali in quel territorio.

Alcune delle attività e dei servizi che PHI Foundation si impegna a mettere a disposizione delle PHI Local, oltre alla formazione gratuita, sono: Massima Visibilità con lo sviluppo online di una Social Community e realizzazione di Eventi Locali, flusso e ottimizzazione delle risorse finanziarie tramite strumenti di marketing innovativo.

PHI City Program un nuovo modo di concepire l’impegno sociale, accrescere l’economia locale, creare nuovi posti di lavoro, tutelare il bene comune.

Entra anche tu a far parte della “Community PHI City Programm” di PHI Foundation Social Innovation Community (Clicca qui).

Sebastiano De Falco

Phi Foundation

Social Innovation Community: #PHI Academy

PHI Academy è una Innovation Lab nata in seno alla PHI Foundation con l’obiettivo di dare un supporto concreto ai web communicators emergenti, tramite un servizio di training e formazione con percorsi didattici innovativi, rivolti a tutti coloro che hanno fatto della comunicazione una loro professione e stile di vita.

La PHI Academy prevede un percorso di affiancamento a distanza e di esperienza pratica in ambito Content Editor. Infatti, ai partecipanti a questo corso (Completamente Gratuito) sarà data l’opportunità di collaborare con PHI Foundation nel ruolo di Web Editor, scrivendo articoli SEO Oriented che saranno pubblicati nel Blog e nelle pagine dei Social Network della PHI Foundation.

Gli iscritti riceveranno tutte le informazioni e l’occorrente didattico necessario e, saranno seguiti e formati da Content Editors professionisti. Al termine del percorso formativo riceveranno (unitamente ai dati statistici rilevati durante il percorso formativo) il meritato “Attestato di Content Editor,” valido ai fini di una certificazione professionale.

I risultati della formazione saranno pubblicati nella sezione specifica a disposizione di tutti gli Head Hunting (area profit e non profit) oltre ad essere comunicati alle organizzazioni e aziende che cooperano con PHI Foundation, al fine di un eventuale posto di lavoro.

Annualmente si terrà un Evento di premiazione dove i migliori Web Editor riceveranno un speciale riconoscimento, la pergamena del “Knight of Community”.

In un ambito professionale in cui l’esperienza e la professionalità sono fondamentali, PHI Foundation ti offre l’opportunità di dimostrarlo e certificarlo.

Se vuoi specializzarti e accreditarti professionalmente entra nel programma PHI Academy e conquista l’attestato finale, sarà la tua certificazione professionale.

Divieni anche tu un “Knight of Community”.

Iscriviti al corso Completamente Gratuito di PHI Foundation Social Innovation Community  (Clicca qui).

Sebastiano De Falco

Phi Foundation

Helpful Stories: The Player Girl (Gioco Demo)

La storia:

In una Terra alternativa, esiste una dimensione al di sopra di essa dov’è stata fondata una sorta di squadra di angeli:
la PHI Squad, dove tutti i loro agenti sono angeli (PHI Angels) controllano tutti gli abitanti della Terra per scoprire chi è in difficoltà con particolari problemi quali disabilità o persone che vivono per strada rischiando di morire.
Tutti i PHI Angels sono anime reincarnate che potranno raggiungere il Paradiso vero e proprio una volta compiuta una missione nella quale saranno coinvolti con un caso particolare.

La prima storia, qui riportata, è ambientata in una città desolata e priva di gioia, dove una ragazza, ex giocatrice di football, diventata cieca a causa di uno sfortunato incidente sportivo, tuttavia questa ragazza, cerca di mantenere il sorriso e la spensieratezza, nascondendo il dolore e anche la sua cecità e le difficoltà che ne condizionano la vita. Per questo motivo la PHI Squad manda in aiuto un PHI Angel dalla ragazza, ma si scopre che, questo Angelo, sembra avere avuto con la ex-giocatrice un legame particolare quando era in vita.

Il PHI Angel però è ignaro del legame, avendo perso tutti i ricordi della sua vita precedente che però, nel caso in cui la missione sarà completata con successo, ritroverà la memoria e la pace eterna compiendo una buona azione e aiutando il disabile.

 

I protagonisti:

PHI ANGEL (MASCHIO)

Agente mandato in ricognizione per la ragazza cieca sulla Terra, a quanto pare ha un legame con la donna perché quando era in vita è stato il suo personal trainer durante gli allenamenti e ha visto il totale declino della giocatrice.

PHI ANGEL (FEMMINA)

Agente mandato in ricognizione per la ragazza cieca sulla Terra, a quanto pare ha un legame con la donna perché quando era in vita era la sua migliore amica che ha sempre seguito la giovane durante gli allenamenti per poi soffrire a causa della chiusura e dell’umiliazione per la ex-giocatrice.

BLIND GIRL (MARIE)

Marie era una ex-giocatrice professionista di football molto forte e sicura di se’, è alta e molto forte e con un bellissimo sorriso. Un giorno però a seguito di uno sfortunato incidente perde la vista e la sua carriera sportiva finisce del tutto, facendola chiudere in se’ stessa e sopprimendo tutte le reazioni negative e non accettando nel suo subconscio quello che ha subito. Le persone intorno a lei, preoccupate, mandano loro la chiamata alla PHI Squad affinché possano aiutarla.

 

Il gioco:

Il gioco consiste in un “punta e clicca” dove trovando gli indizi per cercare Marie e trovando i giusti modi per cercare di parlarle, il giocatore potrà ricevere un Good Ending o un Bad Ending.

Esistono nel gioco tre indizi particolari che se recuperati potranno sbloccare un Perfect Final.

L’età consigliata è dai 12 in su a causa delle tematiche.

Comandi:

  • Tasto sinistro del mouse: raccogli oggetto/scelta
  • Mouse: muovere il cursore e la schermata
  • Tasto destro del mouse: uscire da una schermata (solo nella schermata del citofono).

La versione completa conterrà:

  • Good ending con disegni
  • Bad ending con disegni
  • Perfect final e i tre indizi per sbloccarlo.

Scarica la versione Demo The Player Girl del Gioco
di PHI Foundation.
Buon divertimento!

(Clicca qui per scaricare)

Sebastiano De Falco e Daria Dall’Acqua

Phi Foundation

MILANO – PALAZZO PARIGI: INFANT CHARITY AWARD 2016-Terza edizione

Si terrà a Milano, nel prestigioso Palazzo Parigi, il prossimo 16 Maggio, la terza edizione degli INFANT CHARITY AWARDS.

Infant Charity Award è stato istituito con lo scopo di premiare ogni anno le associazioni che si sono distinte per il loro contributo a favore dei bambini.

Durante la cena di gala verranno comunicate le nominations e le menzioni speciali del prestigioso premio.

Sarà certamente una serata all’insegna dell’allegria, condotta dai vulcanici Margherita Zanatta e Raffaelo Tonon, oltre alla presenza di Ana Laura Ribas, una delle madrine di Infant Charity, presente già nelle precedenti edizioni.

Nelle nominations oltre alle associazioni no profit, rientreranno anche personaggi del mondo dello sport e dello spettacolo e naturalmente i migliori medici italiani.

Una giuria di giornalisti si farà carico di selezionare i vincitori che saranno comunicati attraverso una serata di gala nel corso della prossima settimana della moda di settembre.

Sia durante la serata di Palazzo Parigi che all’evento di settembre i fondi raccolti saranno devoluti all’associazione onlus IL CUORE DI GIAMPY, associazione no profit a favore dei bambini cardiopatici e delle loro famiglie.

 

Francesco Fiore

PHI Foundation

Dopo Expo 2015, torna ad ospitare eventi la Cascina Triulza

Presso la Cascina Triulza, all’interno dell’area Expo 2015, il prossimo 9 maggio si terrà una giornata di iniziative sul rapporto tra enti di Ricerca e organizzazioni della Società Civile.

Fondazione Triulza organizza il primo evento dedicato al rapporto tra ricerca scientifica e tecnologica e società civile. Un’intera giornata di iniziative, progettate con il coinvolgimento di università, centri di ricerca, realtà del terzo settore, per stimolare collaborazioni e progettualità future. E per dar vita a “Human Factory”: un ambiente di lavoro e di confronto in grado di “facilitare” il rapporto tra ricerca scientifico/tecnologica e organizzazioni della società civile. L’ingresso alla Cascina Triulza sarà libero, ma per motivi organizzativi si consiglia l’iscrizione.

Il programma della giornata prevede:

Ore 9.30-13.00 CONVEGNO “Ricerca e Società Civile insieme per rispondere ai bisogni sociali. Sfide e opportunità per innovare”.
Saranno presenti alcuni dei principali rappresentanti istituzionali del mondo delle Università e della Ricerca (Università degli Studi di Milano – Bicocca, Università degli Studi di Milano, Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), Politecnico di Milano, Università Carlo Cattaneo di Castellanza – LIUC); della Società Civile e del mondo delle Imprese (Fondazione Triulza, Confcooperative Lombardia, Assolombarda, Forum Nazionale del Terzo Settore, Fondazione Cariplo); delle Istituzioni Pubbliche (Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, Regione Lombardia, Comune di Milano, Arexpo).
Programma completo: clicca qui

Dalle ore ore 14.00 – 17.30 WORKSHOP TEMATICI su Agroalimentare, Ambienti di Vita, Cooperazione allo Sviluppo, Sostenibilità, Scienze della Vita, Inclusione Sociale, Smart Communities
Sette workshop tematici con l’approfondimento di case study e progetti promossi da realtà della società civile e realizzati in collaborazione con enti di ricerca che possono servire da stimolo ad altri soggetti attivi nel sociale e nella ricerca scientifica e tecnologica.
Programma completo: clicca qui

Ore 10.00 – 19.00 PROGETTI IN MOSTRA nell’area espositiva
Mostra di 25 progetti, dal mondo delle Università e della Ricerca, per migliorare o implementare le attività delle organizzazioni della società civile.
Elenco dei progetti e degli enti coinvolti: clicca qui

Ore 17.30 – 19.00 APERITIVO SCIENTIFICO ANIMATO
Un momento informale di incontro per stimolare la conoscenza, il dialogo e lo scambio tra operatori del sociale, dell’economia civile, ricercatori di tutte le discipline. Con la restituzione dei video performativi realizzati durante la giornata e animazione.

COME PARTECIPARE
Per motivi logistici è necessario comunicare via mail (segreteria@fondazionetriulza.org), entro il 5 maggio, l’adesione all’iniziativa o iniziative a cui si vuole partecipare.

COME RAGGIUNGERE CASCINA TRIULZA
Durante tutta la giornata del 9 MAGGIO, Fondazione Triulza metterà a disposizione dei partecipanti che arriveranno con i mezzi pubblici alla fermata Rho Fiera Milano della metropolitana (MM1) e delle Ferrovie /Passante ferroviario un SERVIZIO DI NAVETTA che partirà dal parcheggio in superficie della stazione (guardare la mappa qui)

 

Francesco Fiore

PHI Foundation

 

Campagna di crowdfunding per la popolazione Sajrawi

“Ogni tetto in più conta”, al via la campagna di crowdfunding

“Ogni tetto in più conta”, al via la campagna di crowdfunding. L’obbiettivo, acquistare kit di costruzione affinché le famiglie più povere nel campo di Smara possano riavere una casa in cui vivere.

Per avere un quadro completo bisogna fare un passo indietro. Lo scorso ottobre una violenta alluvione ha colpito i campi profughi a sud dell’Algeria in cui abitano da quarant’anni i Saharawi. Oltre 17.000 famiglie hanno perso la propria abitazione, peggiorando così una situazione già precaria e difficile. A metà novembre 2015 le autorità Saharawi hanno stimato in 6 milioni di euro il costo della riabilitazione delle strutture pubbliche e in 20 milioni il costo della ricostruzione delle abitazioni familiari.

Molte famiglie, specialmente quelle più povere, non sono riuscite a iniziare i lavori di ricostruzione, per questo le associazioni che aiutano il popolo Saharawi hanno deciso di raccogliere 20.000 euro per ricostruire le case nel campo di Smara, in cui l’alluvione ha lasciato il 20% delle persone senza abitazione.
Con il supporto del Ministero della Cooperazione Saharawi e delle autorità locali alle famiglie più bisognose sarà consegnato un kit (cemento, mattoni e materiali per il tetto) per la costruzione di una casa.

#La campgna di crowdfunding

Fino al 9 maggio, sulla piattaforma di crowdfunding Produzioni dal Basso, sarà possibile contribuire con un una donazione ricevendo in cambio oggetti e racconti della tradizione del popolo saharawi: ogni voce in più conta, ogni tetto in più conta.

In seguito a un’alluvione iniziata il 17 ottobre 2015 e proseguita sino a inizio novembre, oltre 17.000 abitazioni sono state distrutte e gravemente danneggiate. Migliaia le persone sono rimaste senza la propria tenda o la propria casa e da allora vivono presso parenti o in altre strutture di emergenza. A metà novembre 2015 le autorità Saharawi hanno stimato in 6 milioni di euro il costo della riabilitazione delle strutture pubbliche e in 20 milioni il costo della ricostruzione delle abitazioni familiari.

Ad occuparsi della campagna di crowdfunding è un gruppo di associazioni: Jaima Sahrawi(Reggio Emilia), El Ouali (Bologna), Kabara Lagdaf (Modena), 15.14 Oltre Il muro (PADOVA), UISP ed Help For Children (Parma).

Queste onlus da anni aiutano la causa del popolo Saharawi, da sempre in prima linea con progetti a sostegno della popolazione più povera.

Sei una organizzazione non profit e desideri supporto o vuoi avviare una campagna di raccolta fondi, chiedi a PHI FOUNDATION (Social Innovation Community).

Mario Rolla 

Dynamo Team Challenge

Dynamo Team Challenge: due giorni di sport e personal fundrasing

Al via la Dynamo Team Challenge, due giorni di sport e giochi all’insegna della filantropia. Lo scopo? Raccogliere fondi per la terapia ricreativa dei bambini affetti da patologie gravi o croniche. La manifestazione, che si terrà il 28 e 29 maggio all’interno del Dynamo Camp, comprende: la quarta edizione di Dynamo Bike Challenge, gran fondo e percorsi per cicloturisti, un torneo di tennis ed infine prove all’aperto.

La Dynamo Team Challenge fa leva sul personal fundraising, chiunque si iscrive si impegna a raccogliere fondi per l’associazione attraverso il coinvolgimento di parenti, amici e colleghi. La raccolta fondi ad oggi ottenuta grazie al sostegno dai partecipanti supera i 90mila euro a cui si aggiungono 130mila euro di sponsorizzazioni

#Personal Fundraising

Chi partecipa dona la propria fatica fisica e mentale a chi nella vita affronta quotidianamente la sfida della malattia. Ogni gara disputata equivale ad un’ora di Terapia regalata a un bambino o un ragazzo ospite a Dynamo Camp.

Le persone che decidono di partecipare alla Dynamo Team Challenge si impegnano, non solo a portare a termine la propria sfida sportiva, ma soprattutto a raccogliere fondi per Dynamo Camp. Gli “atleti” che partecipano alla manifestazione fissano un obiettivo personale di raccolta da destinare all’associazione che possono raggiungere attraverso il coinvolgimento di amici, parenti, colleghi, conoscenti.

personal fundraising

Il personal fundraising parte al momento dell’iscrizione, il donatore crea il proprio profilo personale sul sito www.dynamoteamchallenge.org. Durante la registrazione sarà possibile creare o scegliere il proprio team. Fissato un obiettivo il sostenitore potrà organizzare la sua campagna di promozione attraverso i social media e i canali a disposizione. Ogni euro raccolto da ciascun componente di una squadra viene convertito in punteggio. Al termine della manifestazione la squadra che raccoglie più punti, vince.

“Fare squadra è unire le forze dei singoli per un unico obiettivo, offrire a bambini e ragazzi l’opportunità di tornare ad essere semplicemente bambini.”

#La Storia – Dynamo Team Challenge

Dynamo Bike Challenge nasce ispirandosi a uno degli eventi di fundraising di maggior successo negli Stati Uniti, la Pan Massachusetts Challenge, gara ciclistica nata nel 1980 per finanziare la lotta contro il cancro. Dynamo Camp ha voluto seguire il modello vincente di questo evento organizzando la prima Grandfondo.

Dynamo Bike Challenge

Le tre edizioni della Dynamo Bike Challenge hanno raccolto complessivamente e il crescente un totale € 330.000 in favore di Associazione Dynamo Camp Onlus, unendo oltre 1.000 ciclisti provenienti da tutta Italia e 2.700 donazioni.

Il tratto distintivo dell’edizione 2015 della Bike Challenge, è stata la presenza di squadre che hanno sostenuto l’evento in tanti modi diversi attraverso l’entusiasmo dei singoli partecipanti, dei loro famigliari e dei loro accompagnatori.

PHI Foundation
Mario Rolla

PHI: Valore e comuni benefici

Secondo i più recenti approcci alle espressioni concettuali della Social Innovation, più che essere legata semplicemente alla cultura filantropica e del mecenatismo, la Social Innovation fonda il suo significato nel fenomeno della responsabilità sociale diffusa, che spinge i soggetti sociali e collettivi a compiere investimenti di risorse per il raggiungimento di comuni benefici sociali.

Per Social Innovation quindi, si può intendere “l’insieme delle teorie e delle tecniche necessarie a garantire la sostenibilità delle cause e delle comunità che la perseguano, di promuoverne lo sviluppo costante nel tempo”.

La Social Innovation ha l’obiettivo di far crescere, coltivare, sorgere e sviluppare nuove prospettive ed opportunità in grado di sostenere una società che non sia orienta esclusivamente al profitto a tutti i costi, bensì al “valore produttivo di utilità sociale.

La Social Innovition Community trova le sue origini nell’azione delle organizzazioni non profit, quelle “ONP” che hanno l’obbligo di non destinare i propri utili ai soci, ma di reinvestirli per lo sviluppo delle proprie finalità sociali.

Le buone cause sono Si condizioni necessarie ma certamente non sufficienti, l’impegno attivo e costante della comunità nel perseguire l’idea costituisce la differenza e costruisce il cambiamento, Social Innovation Community è capacità di coinvolgere gli individui in un progetto in cui tutti possono partecipare.

Sei una organizzazione non profit e desideri supporto o vuoi avviare una campagna di raccolta fondi,
chiedi a
PHI FOUNDATION  (Social Innovation Community).
Sebastiano De Falco
PHI Foundation 

Youtube per il non profit

Youtube per il non profit: come funziona?

Youtube per il non profit rivoluziona il modo di fare fundraising. Non sfruttare questo strumento per aumentare la portata della tua raccolta fondi è pura follia.

YouTube conta oltre un miliardo di utenti, quasi un terzo di tutte le persone presenti sul web. Ogni giorno, da ogni parte del globo, milioni di persone guardano centinaia di milioni di ore di video su YouTube generando miliardi di visualizzazioni. Le statistiche per il non profit parlano chiaro: le ong generano su youtube più di 4 miliardi di visualizzazioni ogni anno.

Ora, alcune domande sorgono spontanee: come posso integrare youtube nella mia strategia di raccolta fondi? Quali sono gli strumenti che posso utilizzare per migliorare la mia campagna di fundraising?

Youtube per il non profit: ecco come funziona!

Dal 2013 il colosso di Mountain View ha messo in campo soluzioni innovative per il non profit. Le caratteristiche del programma sono funzionalità avanzate:

  1. Live streaming per interagire direttamente con i tuoi sostenitori,
  2. Donate button per raccogliere donazioni direttamente dal canale,
  3. Overlay (banner) supportato da una call to action
  4. Annotazioni esterne

Come posso utilizzare queste funzionalità? Scopriamolo assieme:

#1 Live Streaming

Trasmettere live sul tuo canale di youtube può essere l’ideale per promuovere eventi o attività di volontariato. La diretta streaming è un potente strumento che permette ai sostenitori di rimanere sempre aggiornati.

Live streaming youtube

Mi raccomando, non ridurti a mostrare solo ed esclusivamente l’evento, sii creativo, diventa gli occhi e le orecchie del tuo pubblico. Suscita nello spettatore curiosità e stai pur certo che non abbandonerà lo streaming

#2 Donate button

Inserire il pulsante per effettuare direttamente da youtube la donazione renderà più efficace la tua campagna di raccolta fondi. Purtroppo questa funzionalità è presente solo in America e in Gran Bretagna.

Ma ecco la buona notizia, con un po’ d’astuzia è possibile aggirare l’ostacolo. Inserire il link all’interno della copertina può costituire una soluzione intuitiva per risolvere il problema.

Donate button youtube

#3 Overlay

Creare overlay di invito all’azione per le riproduzioni video è senz’altro un’ottimo strumento per convogliare traffico al sito o alla pagina di una specifica campagna.

Overlay - youtube per non profit

L’overlay compare appena la riproduzione del video inizia. Quando uno spettatore clicca sul banner verrà reindirizzato ad uno specifico url.

#4 Annotazioni

Puoi utilizzare le annotazioni per aggiungere interattività ai video della tua associazione. Le schede possono indirizzare i donatori verso un URL specifiche (da un elenco di siti idonei) e mostrare immagini personalizzate, titoli e inviti all’azione, in base al tipo di scheda.

Le campagne video dell’associazione dovranno essere intelligentemente integrate con tutti i canali web dell’associazione. Una campagna di raccolta fondi di successo mette assieme tutti gli elementi che la rete mette a disposizione. E’ impensabile riservare a youtube o ad un altro canale una strategia separata da quella che è l’attività dell’ong.

Per iscriverti al programma youtube per il non profit: clicca qui

Phi Foundation
Mario Rolla

 

 

 

 

 

 

 

PHI Foundation

Un padre disse al proprio figlio…

PHI Foundation

Dedicato a tutti i padri che hanno tracciato il cammino dei loro figli, anche a costo della vita….

BUON 25 APRILE

 

PHI Foundation

 

PHI Foundation Social Innovation Community

PHI FOUNDATION – SOCIAL INNOVATION COMMUNITY

 
A pochi mesi dalla sua nascita, PHI Foundation compie il suo primo restyling.

Da oggi infatti è on line la nuova piattaforma, più moderna e ricca, una grafica più social oriented, con nuove pagine e sezioni e con più contributi e informazioni.

Anche la mission ha una sua evoluzione, PHI Foundation diventa promotrice dell’espressione concettuale della Social Innovation, che riguarda un nuovo modo di concepire la società e l’individuo, le relazioni interpersonali e il coinvolgimento dei cittadini nei confronti del sociale.

PHI Foundation punta alla creazione di una Community che condivida questi ideali, nella quale i soggetti che ne fanno parte sposino in pieno la causa della Social Innovation e si impegnino per migliorare la società partendo dal basso.

PHI Foundation comunque continua a perseguire gli stessi obiettivi e gli stessi programmi che ne hanno caratterizzato la sua Fondazione. Continuerà a portare avanti il progetto legato al Crowdfunding per il terzo settore e le ONP, si impegnerà per creare una Community per tutti i volontari per dar loro visibilità e collaborazione reciproca, favorirà la ricerca fondi attraverso donazioni e sostegno di partners, costruirà dei percorsi professionali grazie alla PHI Academy e infine continuerà ad informare e aggiornare la rete attraverso il lavoro editoriale che è stato portato avanti fino ad oggi.

PHI Foundation ha ottenuto importanti risultati in questi primi mesi e ha gettato le basi per costruire la Community del futuro. Tutto questo è stato possibile grazie a tutti i collaboratori e sostenitori ma soprattutto grazie a tutti voi che ci avete seguito e aiutato.

Adesso comincia la parte più difficile ma anche più interessante della nostra sfida, noi continueremo a metterci impegno ed entusiasmo, a voi chiediamo solo fiducia e un pò di pazienza.

La Social Innovation è cominciata e PHI Foundation ne è la testimonial.

 

PHI Foundation – Social Innovation Community

 

ONP Senso della Vita

Le ONP e il senso della vita

Ti sarai posto più volte le grandi domande: “Chi sono? Da dove vengo? Dove vado? Le risposte a queste domande sono la tua stessa vita, con i suoi alti e bassi, problematiche e gioie.

Per una onp funziona allo stesso modo: le domande sono le stesse, ma le risposte cambiano. Se le risposte non ci sono (imbarazzati e imbarazzanti silenzi), o sono insufficienti, ci troviamo di fronte ad apatiche e insignificanti onp, magari con nomi altisonanti, con loghi fregiati da patrocini di Enti nazionali, ma che ormai si sono fermate, hanno tolto la chiave dalla toppa e chiuso gli occhi, in attesa di non si sa bene cosa, desiderando forse un’alienazione, una cancellazione dalla storia, senza però muovere un dito.

Sono fermamente convinto che tutte queste onp coperte di polvere e ragnatele, se rimotivate e lustrate a specchio, possono essere ancora una presenza positiva e propositiva, offrendo il servizio per cui sono state pensate e volute. Per fare questo, le onp devono porsi in modo serio le tre grandi domande:

– Chi sono? Ossia: perché sono nata? Qual è la mia specificità come realtà non profit? Dove mi colloco? “Eh una volta eravamo tanti soci, ma ormai siamo rimasti pochi e anziani, non ce la facciamo…” No, siamo fuori strada. Io non ti ho chiesto lo stato di salute dell’associazione. Ti ho chiesto chi è, perché è nata, cosa ha fatto ai suoi albori. “Ah sì!… “ E inizieranno a raccontare tutte le opere meravigliose che hanno compiuto. Questo raccontare è come soffiare sulla cenere, e c’è speranza che qualche brace sia ancora accesa.

– Da dove vengo? Il racconto degli inizi farà riaffiorare volti, episodi, storie, casi risolti, progetti completati. La storia di una onp è fondamentale per capire chi essa sia, perché è nata, come e dove ha operato. Anche nel caso in cui una onp nasce tonda e muore quadrata (alle onp è data questa possibilità, a dispetto del proverbio), ossia negli anni si sviluppa in campi d’azione diversi da quelli dei suoi inizi, la sua storia è di fondamentale importanza, perché contiene il DNA, la forza propulsiva che la fa balzare in piedi ed uscire dal torpore.

– Dove vado? Ossia: come posso riattivarmi? Si deve sovrapporre il “da dove vengo” con l’oggi: quella mission ha ancora senso oggi, oppure è da ripensare e attualizzare?  Questa terza domanda è la scintilla che fa accendere il fuoco, progettando la comunicazione, ridando visibilità alla onp, e quindi inserendo nuove forze di volontariato all’interno della stessa.

Se abbiamo risposto a tutte e tre le domande in modo esaustivo, i nostri occhi saranno lucidi e il nostro cuore farà “tump tump” per l’emozione di essere davanti a una nuova vita della nostra amata onp. Se le cose stanno così rimbocchiamoci le maniche e iniziamo: c’è tanto tanto lavoro da fare!

Purtroppo esiste un’altra possibilità, quando la onp non sa chi è, non sa da dove viene né dove va; o se lo sa non le interessa. La onp in questione è viva solo in vecchie scartoffie, ma non vive, non opera, non propone niente, né a se stessa né al territorio. Se non rispondi (o non vuoi rispondere) alle tre domande, e non desideri un futuro per la tua onp, chiudila. Evidentemente non ha raggiunto il suo scopo, perché non ha avuto persone che credessero nelle sue potenzialità (una onp ha potenzialità immense, proprio come ogni persona), oppure ha completato il suo compito, in quel preciso periodo storico. Meglio chiudere, allora, piuttosto di essere una presenza negativa che sa solo rimpiangere “i bei tempi andati” senza scommettere un cent sull’oggi che la interpella.

Le tre domande sono solo l’inizio. E’ fondamentale però non essere soli, col rischio di dare risposte affrettate e quindi inadeguate. Soprattutto alla terza domanda c’è bisogno dell’esperienza e competenza di un consulente in comunicazione e fundraising che possa progettare un piano consono, in modo da riportare la onp agli antichi splendori e magari anche meglio! Sono più che convinto che questo processo di rinascita di una onp è sempre o quasi sempre possibile. C’è bisogno però di persone che ci credono, che investano le loro energie e che vivano con convinzione lo spirito della onp.

 

Luca Rubin
Phi Foundation

Facebook Share Donazione

Social Fundraising e Facebook: un’opportunità di dialogo

Il Social Network per eccellenza strizza l’occhio al Fundraising. Da qualche tempo a questa parte Facebook sembra essere particolarmente interessato ai temi sociali.

Il Social di Mark Zuckerberg ha infatti dato vita ad uno strumento per le realtà non-profit. La Piattaforma nasce per consentire ad apposite pagine Facebook di gestire singole campagne di raccolta fondi.

Il Fundraising diventa Social. Creare una pagina dedicata con contenuti multimediali per una specifica campagna di raccolta fondi d’ora in avanti sarà semplicissimo. Ma, a rendere lo strumento realmente interessante è un’altra funzione. Da adesso sarà infatti possibile raccogliere direttamente le donazione degli utenti grazie al tasto “Fai una donazione” e aumentare la visibilità grazie ai pulsanti condividi e invita.

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Ma come Funziona il Social Fundraising su Facebook?

Le potenzialità di questo strumento sono enormi. Il motivo è semplice, essere presenti su Facebook è un vantaggio innegabile. La viralità del mezzo consente di agevolare, e non poco, una campagna di raccolta fondi. Per il non profit si apre una possibilità in più per raccogliere donazioni.

Ma come funziona questo innovativo strumento? Quali sono i reali vantaggi offerti alle realtà non profit Scopriamolo assieme:

#1 Pagina Dedicata:

Avere una pagina dedicata  e confermata permetterà all’organizzazione non profit di poter strutturare una campagna di raccolta fondi mirata ad uno specifico progetto.

#2 Semplificare la donazione:

Ricevere gli aiuti direttamente dalla pagina Facebook. La call to action “Fai subito la tua donazione” è chiara e intuitiva.

#3 Trasparenza:

Tenere sempre aggiornati i donatori (e non) sullo stato di avanzamento di una campagna di raccolta fondi.

#4 Rete:

Facebook è il Social Network più utilizzato sul pianeta. Condividere e invitare amici su una compagna allarga la rete di connessione e può innescare una vera e propria viralità.

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Per ora il Social Fundraising su Facebook è in fase di test. In questa prima fase lo strumento è stato esteso solo alle Organizzazioni Non-Profit con sede negli Stati Uniti. Hanno aderito, al momento, ONP come Save The Children, Unicef e WWF.

Sei una organizzazione non profit e desideri supporto o vuoi avviare una campagna di raccolta fondi, chiedi a PHI FOUNDATION (Social Innovation Community).

Auguri per un felicissimo 2016!!!

 

Auguri per un sereno e felice 2016

da tutto lo staff  Phi Foundation!!!

 
 

Come comunicano le ONP

Per far fronte all’attuale crisi economica e al calo dei finanziamenti, il fundraising è sempre più determinante per il Non Profit. Non solo per le oltre 300mila organizzazioni italiane del settore (Onp), ma anche per musei, scuole pubbliche e private, amministrazioni locali ed enti socio-sanitari.             Lo scorso Natale, ad esempio, più di un italiano su tre (il 43% al Nord, il 39% al Centro e il 29% al Sud) ha effettuato una donazione. In questo scenario la figura del fundraiser assume un ruolo sempre più importante. Il fundraiser risulta essere sempre più rilevante e richiesto ed è necessario che abbia delle competenze specifiche, come sottolinea Paolo Venturi, direttore dell’Aiccon (Associazione Italiana per la promozione della Cultura della Cooperazione e del Non Profit). Spiega: “In questa fase storica, il compito del fundraiser è quello di creare un’innovazione di rottura rispetto alla tradizionale visione della sua professione: è necessario alimentare un approccio più imprenditoriale, ossia capace di assumersi quote crescenti di rischio rispetto agli obiettivi delle Onp, e una conoscenza specifica dei nuovi strumenti di comunicazione online. Come comunica il Non profit in Italia? Secondo l’Istat, le onp che utilizzano almeno uno strumento di comunicazione interattivo come blog, forum, chat, social network e Internet sono 205.792, pari al 68,3% del totale. Quali sono i canali o gli strumenti più utilizzati? Al primo posto c’è Internet, in particolare il sito web (60,9%), che non è del tutto sostitutivo dei mezzi tradizionali. Seguono infatti comunicati e brochure informative per il 54,2%, mentre il 30,6% utilizza i social network per veicolare e condividere idee e creare community sul web, il 29,8% per fare pubblicità e il 15,2% per diffondere la newsletter periodica. Tra le organizzazioni che impiegano strumenti di comunicazione, il 43,3% sono onp che si occupano prevalentemente di cultura, sport e ricreazione. Una comunicazione più tradizionale caratterizza quelle attive nel settore della religione, che adottano prodotti editoriali “classici”, come giornali e riviste. Invece le istituzioni che si occupano di assistenza nelle emergenze e che si dedicano alla protezione degli animali sono quelle che impiegano maggiormente i social network. Infine ci sono le organizzazioni politiche o di sostegno all’attività dei partiti, in questo caso le piattaforme più utilizzate sono quelle tematiche come blog, forum e chat. La raccolta fondi. La comunicazione spesso è finalizzata alla raccolta fondi: le onp che hanno dichiarato di svolgere questa attività ammontano a 60.071 unità, pari al 20% di quelle censite dall’Istat. C’è una forte correlazione tra la scelta di effettuare raccolta fondi e il settore di attività prevalente. Quote molto superiori alla media nazionale di istituzioni che attivano forme di raccolta fondi sono  presenti nei settori della cooperazione e solidarietà internazionale (80,8%), della filantropia e  promozione del volontariato (36,5%), della sanità (35,2%), e  dell’assistenza sociale e protezione civile (33,9%). Il contatto diretto rimane la modalità più utilizzata per la raccolta fondi (61,1% delle istituzioni), seguito dall’organizzazione di eventi e manifestazioni pubbliche (55,5%). Nel caso di ricorso al contatto diretto per la raccolta fondi, le istituzioni non profit si rivolgono contemporaneamente ai diversi settori della società: nell’81,7% dei casi ai singoli cittadini, nel 48,4% alle imprese private, nel 34,4% a istituzioni pubbliche e nel 16,1% ad altre istituzioni non profit.

Dunque soprattutto nell’ambito del No Profit, gestire, coordinare e pianificare campagne di Fundraising è diventato non solo importante, ma addirittura fondamentale. Rivolgersi a piattaforme e a specialisti che possano garantire questo genere di operazioni con una ragionevole percentuale di successo, può rappresentare una alternativa al “door to door” o alle altre classiche soluzioni di finanziamento.

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Articolo tratto da Reppublica.it scritto da Stefano Pasta

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Perché Phi Foundation??

 

Negli ultimi anni, in Italia e nel Mondo, si è registrato un notevole incremento di attività solidali realizzate attraverso una moltitudine di eventi e organizzazioni senza scopo di lucro, palesando però un’insufficienza strutturale del terzo settore, nonostante gli enormi sforzi e la dedizione dimostrata dai volenterosi operatori coinvolti.

In realtà la nascita di organizzazioni no profit a carattere solidale (ONP) ha radici più antiche e va fatta risalire alla seconda metà del XX secolo, principalmente nei paesi economicamente più progrediti, che dimostravano anche una sensibilità particolare per le attività a carattere sociale.

Nel corso degli anni però, le ONP si sono diffuse un po’ in tutte le nazioni e nei paesi anche meno sviluppati.

Soltanto in Italia, ad oggi, esistono circa 350 mila ONP con oltre 6 milioni e mezzo di volontari.

E’ evidente che questo sia un mercato in forte crescita e in continuo fermento.

Purtroppo però, le difficoltà nelle quali devono operare le ONP sono quasi sempre legate ad un unico e generale problema: la mancanza di fondi.

Ma attribuire tutte le colpe e le responsabilità dei fallimenti o delle difficoltà in cui versano le ONP all’insufficienza dei fondi è troppo riduttivo.

La maggior parte di queste associazioni si muove in maniera autonoma e senza progettualità, non effettua nessuna ricerca di mercato nè prova a valutare il reale interesse del pubblico nello specifico progetto. Per non parlare poi degli aspetti relativi alla visibilità e alla comunicazione, troppo spesso affidati ad azioni sporadiche, poco professionali e a corrente alternata.

A tutto questo si aggiunge da un lato l’inefficiente coordinamento dei volontari, che sono la linfa vitale del terzo settore, e dall’altro lo scarso utilizzo di strumenti idonei alla raccolta fondi come le piattaforme di Fundraising o i donation party, rendendo cosi difficile e spesso sterile l’attività di quei pochi donatori che per legami personali, interessi fiscali o visibilità mediatica effettuano delle elargizioni.

Alla luce di quanto detto, emerge evidente la necessità di un operatore che coordini, regoli e aiuti questo processo di costruzione e di supporto verso chi ha bisogno e verso chi non può farcela da solo.

Phi Foundation vuole intervenire proprio con questo ruolo in questo processo, diventando il primo network solidale e il punto di riferimento per tutto il terzo settore.

L’obiettivo della Fondazione è promuovere lo sviluppo e la comunicazione delle ONP presenti sul territorio, coordinare l’enorme e crescente numero di volontari che operano nel terzo settore e infine aiutare e sostenere la raccolta fondi attraverso piattaforme di Crowdfunding.

Per raggiungere questo obiettivo ambizioso e particolarmente gravoso Phi Foundation chiede l’aiuto anche ai lettori, ai followers e a tutti coloro che vogliono impegnarsi in una causa sociale, mettendo a disposizione il loro tempo, il loro entusiasmo e il loro talento, nel raccontare, scrivere e testimoniare tutto quello che in Italia (ma non solo) riguarda il Terzo Settore.

 

Se sei interessato, consulta il sito www.phifoundation.com e compila il form nella sezione “cosa puoi fare tu”. Ti aspettiamo.

 

Phi Foundation: Social Fundraising Community

Fundraising online per l'eroe dell'Oregon

Raccolti 700.000 dollari in un solo giorno per l’eroe dell’Oregon College

Non capita tutti i giorni (per fortuna) di ritrovarsi a vivere la parte dell’eroe del giorno e di ricevere in cambio una somma esorbitante di quasi 700.000 dollari attraverso i canali di social fundraising.

Chris Mintz è l’eroe che giovedì scorso ha salvato le vite di un’intera classe dell’UMPQUA Community College in Oregon, impedendo che ci fossero ulteriori vittime prima dell’intervento risolutivo della polizia. Per impedire al carnefice di entrare nell’aula si è preso 7 pallottole in corpo ritrovandosi poi con entrambe le gambe spezzate.

Un veterano della guerra di Iraq, che forse neanche sotto lo scudo della tempesta nel deserto, si è mai trovato in una situazione simile.

Per questo la cugina, Derek Bourgeois, non ha avuto dubbi nel lanciare una campagna di crowdfunding, attraverso la piattaforma GoFundMe, per raccogliere i fondi necessari al recupero e alle terapie di riabilitazione del cugino: “un padre, un veterano, uno studente e adesso un eroe”.

In una sola giornata il fundraising ha sfiorato quota 700.000, arrivando a 680.000 dollari dopo appena 24 ore dal lancio dell’appello sulla piattaforma on line: una quota considerevole anche per il numero dei donatori coinvolti (circa 20.000).

È la dimostrazione che eventi significativi, purtroppo di natura tragica, stimolano sentimenti di solidarietà naturale e universale nel genere umano.

Il social fundraising è lo strumento più adatto per canalizzare questo sentimento e riportarlo verso l’aiuto concreto.

Le piattaforme online sono invece un amplificatore eccezionale, senza le quali il crowdfunding non potrebbe mai raggiungere cifre così alte e obiettivi così importanti.


Marco Angelucci
Phi Foundation

Le raccolte di fondi per il non profit aumentano nel mondo, ma calano in Italia

In tutto il mondo è il momento del crowdfunding e sono sempre di più le realtà non profit a beneficiarne: dappertutto, ma non proprio…

Secondo i dati riportati dall’Istituto Italiano della Donazione, il social fundraising per le nostre Onlus è in calo: nei primi sei mesi del 2015, la raccolta fondi è diminuita per il 33% delle organizzazioni non profit. Solo un piccola parte del campione (16%) invece vede rosa.

L’indagine semestrale sull’andamento delle raccolte fondi si basa su un campione di 200 organizzazioni non profit: un campione significativo, ma statisticamente quasi irrilevante (si calcola in fatti che le ONP italiane siano almeno più di 300.000).

Il dato è in controtendenza rispetto all’indagine dell’anno precedente che invece fotografava una realtà migliore: nel 2014 infatti il 35% delle ONP ha aumentato la propria raccolta fondi e migliorato il processo di fundraising.

Confrontando i dati di tre anni il dato che ne esce è ancora peggiore: dal 2012 al 2014 il 34% del campione ammette un calo nelle donazioni.

Ecco invece cosa succede nel mondo, dati alla mano, secondo queste infografiche:

Dati sulla raccolta fondi nel mondo (2) Dati sulla raccolta fondi nel mondo (1)

Se dovessimo fermarci ai dati dell’IID, il futuro del social fundraising in Italia sembrerebbe molto incerto: ci sono un paio di domande, però che sarebbe il caso di farsi…

Quali e quante informazioni è possibile reperire on line per impostare una strategia di crowdfunding?
Quante ONP Italiane utilizzano piattaforme on line nelle loro raccolte di fondi?

Una cosa forse ci accomuna con il resto del mondo: la scarsa dimestichezza nell’uso delle tecnologie di rete tra le organizzazioni non-profit che vorrebbero investire in campagne di social fundraising.

I punti deboli del fundraising nel mondo (2)I punti deboli del fundraising nel mondo (1)


Marco Angelucci
Phi Foundation