Sostegno ai più deboli e bisognosi

13 ottobre 2016 – Giorgio D’Ambrosio e la sua compagna hanno bussato alla porta della PHI Foundation rivolgendosi a Sebastiano De Falco hanno chiesto aiuto e sostegno per la loro particolare situazione.

Riportiamo qui di seguito il testo integrale della mail inviata da Giorgio D’Ambrosio a Sebastiano De Falco invitando tutti i lettori a prendere contatto con Giorgio tramite il social network Facebook:

https://www.facebook.com/dambrosio.giorgio.1?fref=pb&hc_location=profile_browser

Testo della mail inviata da Giorgio D’ambrosio a Sebastiano De Falco:

“Siamo una coppia sposata da 17 anni e siamo tutti e due invalidi civili al 100%; la mia invalidità è dovuta alla polio mentre mia moglie soffre di schizofrenia acuta. Non abbiamo una nostra abitazione ma siamo ospiti del comune presso una baracca (casetta asismica) le nostre giornate le trascorriamo dentro casa dato la malattia di mia moglie alla vita giornaliera debbo pensare io, dal bucato al cucinare, dalla spesa quotidiana al riassetto della casa (per quanto possibile) in merito ai parenti sia da parte mia che da parte sua siamo stati allontanati per colpa dei nostri handicap, è mio dovere dire anche che non siamo seguiti neanche dai servizi sociali voglio lanciare questa raccolta fondi per l’acquisto di un pedicab elettrico in modo da poter stimolare mia moglie ad uscire di casa, accompagnarla presso qualche centro di aggregazione od altro che possa servirle come stimolo per una vita dignitosa.”

Sosteniamo i meno fortunati aiutiamoli ad avere una vita dignitosa degna di essere vissuta.

 

Sebastiano de Falco

PHI Foundation

Aiutare ci farà sentire meglio

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#DonoDay2016 Sostenuto da tutti Voi

 

8 ottobre – SIETE GRANDI! – ringraziamenti a tutti voi di Sebastiano de Falco per il PHI #DonoDay2016

 

Carissimi Amici,

 

il Giorno del Dono 2016 è stato un vero successo e questo anche grazie al vostro sostegno all’iniziativa donation day 2016.

 

La vostra collaborazione ci ha consentito di far conoscere sempre di più il Giorno del Dono, nel mondo digitale e in quello della carta stampata.

 

Ci auguriamo che il Giorno del Dono 2016 sia solo l’inizio di una collaborazione più duratura che vi veda sempre insieme a noi con il vostro preziosissimo sostegno.

 

Vi  terremo aggiornati costantemente, sia tramite le pagine del nostro blog www.phifoundation.com sia mediante le pagine dei social facebook, linkedin, twitter, google+ , intanto condivido con voi alcuni link con i materiali presentati il 4 ottobre:

 

Comunicato stampahttp://www.istitutoitalianodonazione.it/it/news-eventi/dd_121_2096/i-50000-protagonisti-del-giorno-del-dono

Foto dell’eventohttps://www.facebook.com/Ist.Ita.Donaz/photos/?tab=album&album_id=1139110029503283

Indagini presentatehttp://www.istitutoitalianodonazione.it/it/news-eventi/it/news-eventi/dd_121_2096/indagini/indagini-enti-esterni

Scuole premiatehttp://www.istitutoitalianodonazione.it/it/news-eventi/it/donoday/new-2016/i-vincitori-del-2-video-contest-per-le-scuole

Comuni premiatihttp://www.istitutoitalianodonazione.it/it/news-eventi/it/donoday/new-2016/i-vincitori-del-1-contest-per-i-comuni

Messaggi dei Bighttp://www.istitutoitalianodonazione.it/it/news-eventi/it/donoday/new-2016/testimonial-di-donoday2016

 

Vi Abbraccio tutti e ricordate voi, noi, insieme siamo una forza immensa indistruttibile.

I 50.000 protagonisti del Giorno del Dono

Renzi: dono da sempre significa relazione, creazione di legami tra la persone.
Ottima l’iniziativa di IID, perché coinvolge tutti i soggetti della società.
Mattarella: donare non è privarsi ma arricchirsi in termini di qualità, coesione e sviluppo. Complimenti a chi verrà premiato oggi e a chi opera per il bene comune

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Roma, 4 ottobre 2016Sebastiano de Falco della PHI Foundation – Si è chiusa oggi, martedì 4 ottobre 2016, con la voce degli oltre 200 studenti che hanno riempito la Nuova Aula dei Gruppi Parlamentari a Montecitorio l’edizione 2016 del Giorno del Dono. Ma le due settimane di iniziative hanno coinvolto direttamente più di 50.000 persone in tutta Italia: tante sono le persone che hanno partecipato agli oltre 100 eventi organizzati in tutta Italia. E inoltre  50 le scuole che hanno gareggiato per il video-contest, più di 100 i Comuni, 70 le associazioni e 14 le imprese che hanno dedicato un’iniziativa al Giorno del Dono. “Senza considerare -racconta con soddisfazione il presidente dell’Istituto Italiano della Donazione Edoardo Patriarcaquanto il messaggio del Giorno del Dono sia giunto nelle case degli italiani grazie ai passaggi televisivi nei più importanti programmi Rai e non solo, ma anche il pensiero che Papa Francesco dedicherà domani in Piazza San Pietro al Giorno del Dono. Il 1° Giro dell’Italia che dona ha portato il dono nelle nostre case e, ne sono certo, anche nel nostro cuore. E questo non è che il primo passo per costruire una vera e condivisa cultura del dono”.

Gli studenti hanno gremito la sala dell’evento ed interagito con i relatori presenti: da Giuliano Poletti a Piero Fassino, da Francesco Profumo a Stefano Zamagni. La giornata si è aperta con il ricordo commosso di Patriarca dedicato al Presidente Emerito Carlo Azeglio Ciampi, primo firmatario della Legge Giorno del dono, e con la lettura del messaggio augurale che egli dedicò all’Istituto Italiano della Donazione (IID) in occasione dell’approvazione della legge stessa: “L’operare dell’Istituto Italiano della Donazione, con la concretezza delle scelte, con l’incisività delle prassi, mira a dare alle parole pienezza di significato. Concretezza e incisività connotano anche l’istituzione della giornata del dono, segnando sul calendario a partire da quello scolastico una data in cui iniziative, eventi e manifestazioni di diverso contenuto siano altrettanti modi di declinare la parola dono”.

Il dibattito è stato animato anche dalla premiazione del contest video Donare, molto più di un semplice dare realizzato in collaborazione con il MIUR: il Liceo Artistico “Bruno Munari” di Vittorio Veneto (Treviso) si è aggiudicato il premio Giuria Tecnica con il video “Colora la vita – passa parola”; al   Liceo Statale “Galileo Galilei” di Dolo (Venezia) sono andate le preferenze della Giuria Popolare per il cortometraggio “In social catena”, mentre l’Istituto Comprensivo Statale “Goffredo Parise” di Arzignano (Vicenza) ha vinto il Premio IID con il video “Doniamoci le nostre reciproche differenze”. A questi ragazzi è dedicato il pensiero del Ministro Stefania Giannini, che ha voluto essere presente attraverso un messaggio a loro dedicato: “Voglio, innanzitutto, complimentarmi con le ragazze e i ragazzi che saranno premiati e con tutti coloro che hanno partecipato, condividendo con un video le proprie esperienze, le proprie visioni. L’alleanza con il mondo della scuola è una scelta precisa nella consapevolezza che proprio a scuola, in classe le nostre ragazze, i nostri ragazzi diventano adulti e maturi e, scoprendo l’altro, acquisiscono umanità, oltre che conoscenze e competenze”.

Novità 2016 il contest dedicato alle amministrazioni comunali dal titolo “Un dono in comune” realizzato in collaborazione con ANCI per valorizzare azioni ed iniziative concrete legate al tema: hanno vinto i Comuni diTerre d’argine (Campogalliano, Carpi, Novi di Modena e Soliera  in provincia di Modena) in qualità di miglior evento di sensibilizzazione della cittadinanza sul tema del dono, Lanzo Torinese (Torino) e Paviarispettivamente sui temi della raccolta di fondi e della raccolta di beni, Sarezzo (Brescia) nella categoria valorizzazione del volontariato. A premiare il presidente ANCI Piero Fassino: “La forza di welfare e azione sociale si deve sia alle politiche delle istituzioni che al ricchissimo tessuto di imprese sociali, volontariato e terzo settore, che fonda il proprio operare sul dono. E tutto questo è possibile grazie a persone che mettono a disposizione tempo, competenze, risorse economiche e passione per sostenere gli altri. Il dono non solo è prezioso ma è anche essenziale perché nella crisi la domanda di tutela cresce. La possibilità di mantenere un’offerta alta e diffusa dipende ancor più dal congiungersi di sforzi ed energie tra pubblico e privato, tra istituzioni e società civile in tutte le sue forme, proprio come queste belle iniziative territoriali ci hanno dimostrato”.

Un bilancio molto positivo quello della prima edizione del Giro dell’Italia che dona. “Tanto è stato fatto –aggiunge Patriarca– ma c’è ancora tanto da fare per costruire un’autentica cultura del dono e cambiare non solo la percezione sul tema, ma anche il nostro comportamento e le nostre coscienze: ce lo ricordano in questa intensa mattinata di lavori i risultati delle indagini che abbiamo voluto condividere con i presenti”. I risultati delle indagini dell’Osservatorio di Pavia e di Gfk Eurisko lo dimostrano.

“Abbiamo fotografato l’attenzione al tema della donazione nell’informazione televisiva lungo tutto un anno-ha spiegato Giovanni Sarani dell’Osservatorio di Pavia-. Ci è subito parso chiaro come nei telegiornali il tema del dono diventi notiziabile solo quando è trainato da notizie che riguardano questioni sociali più ampie, come immigrazione e povertà, fatti di cronaca, scienza e salute. Delle 198 volte in cui si è parlato di dono in questo ultimo anno, nel 41% è stato in occasioni di campagne sociali mediatiche e maratone televisive, a seguire ogni qual volta a parlarne fosse un “vip” o un testimonial conosciuto dal grande pubblico. Nel 10% dei casi il  dono viene associato a fatti di cronaca negativi. Risulta invece molto debole il dono nella sua accezione di scelta individuale, consapevole e meditata, così come non ottiene visibilità il dibattito sulla legislazione legata al tema dei lasciti e delle donazioni”.

“Dalla nostra indagine 2016 “Gli Italiani e le donazioni” -ha aggiunto Paolo Anselmi, Vice Presidente Gfk Euriskoemerge un ulteriore calo di donatori di circa mezzo milione di cittadini, una flessione parzialmente compensata dalla tenuta dei forti donatori, segno che la crisi ha colpito soprattutto i piccoli, in particolare i giovani, al punto che la donazione media tende a crescere. In questo contesto le associazioni devono porsi l’obiettivo di “stabilizzare” il comportamento di donazione aldilà delle emergenze, che suscitano ondate emotive di grande portata ma di breve durata, valorizzando anche le piccole donazioni ed, in particolare, i giovani. Non dimentichiamo infatti che i dati sui donatori fedeli sono confortanti perché tengono alta la bandiera della generosità degli italiani”.

“Continueremo a lavorare -ha sottolineato Patriarca rilanciando l’iniziativa per il 2017- facendo tesoro di queste esperienze e cercando di valorizzare le piccole e grandi innovazioni sociali orientate alla cultura del dono. Come abbiamo visto dai dati presentati oggi, c’è ancora molto da lavorare per arrivare ad una cultura del dono condivisa e far si che anche l’agenda del Paese metta al centro le azioni positive, gli slanci di generosità di cui sono capaci gli Italiani. E’ anche per questo che Il Giorno del dono è stato istituito, per dare maggiore dignità ad un tema troppo trascurato dai media nazionali, affinché i donatori possano sentirsi rassicurati nei loro atti di donazione.”

Con l’app YouPay Mobile in queste settimane si può continuare a contribuire alla raccolta fondi realizzata da IID e Banco Popolare a sostegno della ricostruzione sociale dei comuni del Centro Italia colpiti dal terremoto. Scaricando l’app è possibile donare direttamente dal proprio telefono attraverso carta di credito, senza essere clienti della banca stessa. Basta scegliere l’opzione Giorno del Dono 2016 e, con un click, decidere l’importo da devolvere. Tra i successi conseguiti da #DonoDay2016 anche il riconoscimento alla campagna “Donare rende felici” dell’IID che ha vinto il riconoscimento di Fondazione Cariplo – comunicazione sociale del Premio Aretè come migliore campagna sociale 2016.

Le foto dell’evento

Leggi tutti i messaggi augurali ricevuti

 

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PHI Foundation: Giorno del Dono 2016

4 ottobre 2016 – ore 11,00
Nuova Aula dei Gruppi Parlamentari – Camera dei Deputati
Via Campo Marzio 78, Roma

Sebastiano de Falco Says: Tutto pronto per il grande evento #DonoDay2016 dedicato agli studenti che si terrà a Roma il 4 ottobre. Oltre 200 i ragazzi già iscritti per la seconda edizione del Giorno del Dono, che quest’anno ha visto mobilitarsi tutto il Paese con oltre 100 iniziative territoriali per disegnare il 1° Giro dell’Italia che dona. Nella prestigiosa cornice della Nuova Aula dei Gruppi Parlamentari verranno premiati i vincitori del video contest “Donare molto più di un semplice dare” al quale hanno partecipato 50 scuole, per un totale di oltre 1500 ragazzi entusiasti di raccontare la propria idea di dono. Ricco anche il dibattito sui social, con circa 90.000 visualizzazioni per la piattaforma  che ospita i video e più di 36.000 votanti per eleggere il vincitore della categoria “Giuria Popolare”.

È necessario iscriversi entro il 30 settembre. I giornalisti devono indicare se e quale attrezzatura porteranno all’evento e, solo in questo caso, dovranno recarsi all’ingresso di Via della Missione 8.
Presentarsi almeno 30 minuti prima per la registrazione. Per accedere agli uomini è richiesto di indossare la giacca.
 


PROGRAMMA

L’urgenza del dono
Edoardo Patriarca, Presidente IID
Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali
Piero Fassino, Presidente ANCI

Gli Italiani e le donazioni – Aggiornamento 2016
Paolo Anselmi, Vice Presidente Gfk Eurisko
Andrea Caretta, Presidente Osservatorio di Pavia

Parliamo di dono con…
Leonardo Becchetti, Professore Ordinario di Economia Politica presso l’Università di Roma Tor Vergata
Don Virginio Colmegna, Presidente Casa della Carità Angelo Abriani
Francesco Nespolo, Press Offider TNT Italia
Francesco Profumo, Presidente Compagnia di San Paolo
Giovanna Rossiello, Curatrice TG1 Fa la cosa Giusta
Stefano Zamagni, Presidente Fondazione Italia per il dono

Premiazioni
1. Video contest “Donare, molto più di un semplice dare” per le scuole medie e superiori –
in collaborazione con il MIUR
Premio Giuria Tecnica, Premio Giuria Popolare e Premio IID.
2. Contest “Un dono in comune” dedicato alle Amministrazioni Comunali che hanno aderito al Giorno del Dono – in collaborazione con ANCI

Presentazione del progetto “Quasi Amici”
Nelson Bova, Giornalista Rai

Arte, Spirirualità e Sostenibilità
Giuseppe La Spada, Artista multidisciplinare – Docente a contratto Accademia di Brera e IED

Moderano
Riccardo Bonacina, Direttore Vita Magazine
Giulio Sensi, Direttore Volontariato Oggi

Scopri di più


Per partecipare compila entro il 30 settembre l’apposito modulo cliccando qui
I posti sono limitati, si accetteranno le iscrizioni fino al loro esaurimento.

Per accedere agli uomini è richiesto di indossare la giacca
Presentarsi almeno 30 minuti prima per la registrazione

Sebastiano de Falco says: non dimentichiamoci dei terremotati    cr53on-xeaalb45

PHI Academy - Tutor

PHI Foundation a poche settimane da D-Nest International Inventors Exhibition 2016

Sebastiano de Falco Says: A meno di un mese dalla sua inaugurazione, fissata per le ore 11.00 del 13 Ottobre prossimo nel PalaExpo di Venezia (proprio all’imbocco del Ponte della Libertà verso Venezia), l’International Inventors Exhibition si presenta con i primi dati sull’organizzazione.

 

L’evento globale per presentare idee, progetti e prodotti innovativi può contare su presenze internazionali, avendo avuto la conferma di importanti partecipazioni, oltre che dall’Italia, da Paesi europei quali Germania, Polonia, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Giappone, Corea del Sud e perfino dalla tormentata Siria.

 

Quella che si appresta a diventare un punto di riferimento per idee innovative e loro possibili finanziatori (la programmazione dell’evento è su base quadriennale) sarà visitabile dal 13 al 16 Ottobre (dalle ore 9.00 alle ore 20.00) ed è un’iniziativa di Dnest web, società spin-off dell’Università di Verona, impegnata nella promozione e tutela internazionale delle idee attraverso la piattaforma.

 

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I visitatori dell’ international inventors exhibition, oltre agli spazi espositivi destinati agli inventori, troveranno anche alcune installazioni dedicate all’evoluzione del trasporto ferroviario, alla storia dello zampirone (ideato a Mestre), alla tecnica millenaria e tuttora attuale dell’affresco. La curiosità dei visitatori sarà inoltre stimolata da un filmato, in visione continua, sulle invenzioni più singolari, che hanno costellato il mondo della creatività industriale.

 

Ogni giorno, dalle 9.30 alle 17.00, saranno in programma incontri tematici con la partecipazione di esperti, nonchè docenti universitari italiani e stranieri: si inizierà il 14 ottobre con il confronto sul tema “ Agricoltura sostenibile per lo sviluppo mondiale”; seguirà il 15 ottobre il convegno su “Sviluppo urbano per una vivibilità intelligente” e si chiuderà la domenica, dibattendo su “Didattica e innovazione”.

 

Infine, lo spazio dell’International Inventors Exhibition si espanderà oltre i confini fisici del PalaExpo Venezia per coinvolgere la vicina darsena, dove sarà ormeggiata e visitabile la barca a vela attrezzata dal veneziano Pier Luigi Surace per permettere, anche ai portatori di difficoltà motorie, una navigazione in assoluta sicurezza, godendo della più affascinante esperienza, che il mare possa offrire; sono allo studio anche uscite dimostrative in laguna.

 

PHI – Terremoto: per non dimenticare

Il tempo scorre e spesso siamo propensi a dimenticare, anche se il nostro Sebastiano de Falco ripone tanta fiducia nelle persone ed è pienamente convinto che tutti faranno la cosa giusta aiutando tangibilmente i meno fortunati.

 

Al fine di facilitare tutti quelli che sono intenzionati ad aiutare il prossimo con un gesto semplice ma efficace qui di seguito troverete la giusta via da percorrere.

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Aiutare chi ne ha bisogno, può fare bene al proprio animo, aiutare chi è caduto in disgrazia, sarebbe una causa giusta e umana.

 

Aiutare gli altri, aiuta spesso se stessi, perché si è consapevoli che si sta dando voce e forza a chi non può difendersi.

 

Grazie, a tutte le persone che ci ascolteranno, e per l’aiuto che possono dare, a tutti i bisognosi.

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Un personale ringraziamento della PHI Foundation e di Sebastiano de Falco a tutte le Organizzazioni Non Profit e ONG che sono intervenute a sostegno dei terremotati, un caloroso abbraccio alle migliaia di Volontari presenti sul territorio che insieme alle autorità coordinate della Protezione Civile hanno e stanno svolgendo un gran lavoro.

 

Un immenso grazie alle forze di Polizia, Carabinieri, Vigili del Fuoco, Militari e Civili che hanno salvato molte vite umane spesso aiutati delle unità cinofili e detto in modo più semplice dai fedeli amici dell’uomo il Cane.

 

Un pensiero per tutte le vittime e i loro familiari a quali desideriamo esprimere  la nostra più integra solidarietà e disponibilità a sostenere  contatti@phimail.org

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Nel concludere vogliamo ricordare a tutti i governati che tanto hanno promesso durante tutti questi giorni di non lasciar cadere ancora una volta nell’oblio quanto da loro garantito.

#PHI: Migliorano le raccolte fondi del non profit

COMUNICATO STAMPA  ISTITUTO ITALIANO DONAZIONI

Dal 23 settembre partono le iniziative per la seconda edizione di #DonoDay Più di 100 eventi per il 1° Giro dell’Italia che dona Milano, 19 settembre 2016.

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PHI Foundation: Sono incoraggianti i dati della 14° edizione dell’indagine “L’andamento delle raccolte fondi: bilanci 2015 e proiezioni 2016” realizzata dall’Osservatorio di sostegno al Non Profit sociale dell’Istituto Italiano della Donazione (IID) in collaborazione con l’Associazione Italiana Fundraiser (Assif). Quasi il 40% delle ONP dichiara di aver aumentato la propria raccolta fondi nel 2015, con un leggero incremento rispetto al 2014. Il dato rilevante è la diminuzione di quasi 10 punti percentuali delle organizzazioni che dichiarano di aver peggiorato le proprie performance rispetto al 2014. L’anteprima dell’indagine è stata presentata questa mattina a Milano da Cinzia Di Stasio, Segretario Generale IID, durante il convegno “Il Dono e il Territorio” che l’IID, insieme a Fondazione Cariplo, ha organizzato alle Gallerie d’Italia a Milano. Durante il convegno il presidente dell’Istituto Italiano della Donazione Edoardo Patriarca ha illustrato gli oltre 100 eventi che si terranno in tutta Italia dal 23 settembre al 7 ottobre per il 1° Giro dell’Italia che dona: quasi 200 sono gli aderenti tra comuni, scuole e associazioni. Da oggi tutti i cittadini potranno partecipare attivamente alle celebrazioni del Giorno del Dono, ricercando l’iniziativa più “vicina a casa” grazie alla mappa interattiva. Sono 50 le scuole che aderiscono al video contest “Donare molto più di un semplice dare” per un totale di oltre 1500 ragazzi entusiasti di raccontare la propria idea di dono. Questi i numeri dell’iniziativa: 90.000 le visualizzazioni alle pagine dei video presenti nella piattaforma e più di 36.000 votanti per eleggere il vincitore della categoria “Giuria Popolare”. Per sapere i nomi delle scuole vincitrici della seconda edizione del contest bisognerà aspettare il 4 ottobre, giorno in cui si terrà alla Camera dei Deputati l’evento principale. Ad aprire la mattinata è stato il presidente della Fondazione Cariplo Giuseppe Guzzetti che ha annunciato l’impegno della Fondazione nella diffusione della cultura dei lasciti testamentari, come forma di dono che va al di là di noi stessi: “E’ nostra responsabilità e dovere in questo periodo di crisi sociale ed economica far conoscere questa opportunità filantropica unica che in modo semplice, sicuro ed efficace permette a tutti di mettere a disposizione con continuità nel tempo il proprio patrimonio, piccolo o grande che sia, e quindi di partecipare al benessere futuro delle propria collettività, riattivando risorse e capacità, adeguandosi a bisogni nuovi ed emergenti senza disperdere la speranza di un futuro comune migliore”. È stato il presidente dell’IID Edoardo Patriarca a presentare i risultati raggiunti nella seconda edizione del Giorno del Dono, i numeri delle iniziative, delle adesioni e dei prossimi appuntamenti. “Mi piace celebrare la seconda edizione del Giorno del Dono -ha detto Patriarca- con una conferma del miglioramento della raccolta fondi da parte delle associazioni non profit intervistate, un segnale di positività ed entusiasmo in linea con la mobilitazione nazionale che vede quasi 200 adesioni tra comuni, associazioni, imprese e scuole al Primo Giro dell’Italia che dona che da nord a sud ha fotografato un paese capace di celebrare il dono nei suoi aspetti più nobili. E’ solo il primo passo per un cambiamento culturale che l’IID vuole promuovere affinché il tema della gratuità sia al centro dell’agire di ognuno di noi, come ci ha ricordato anche il Presidente Emerito della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi scomparso pochi giorni fa e primo firmatario nonché grande sostenitore della legge istitutiva del Giorno del Dono”. Stefano Cerrato del Banco Popolare ha presentato la campagna di comunicazione a favore della prima raccolta fondi organizzata per il Giorno del Dono, curata insieme all’Istituto Italiano della Donazione: “Il Banco Popolare attiverà la raccolta fondi, sul conto corrente dedicato Giorno del Dono 2016, coinvolgendo tutte le proprie filiali, circa 1.800. Il conto corrente è già operativo e resterà aperto per la raccolta dei fondi fino al 30 novembre. La campagna, che prevede la distribuzione dei materiali a supporto dell’iniziativa in tutte le filiali, inizierà il 26 settembre e terminerà il 7 ottobre, mentre il conto corrente resterà aperto fino al 31 novembre per la raccolta dei fondi da parte dei cittadini” . Comunicato Stampa IID L’importo raccolto sarà destinato a progetti di enti selezionati secondo chiare regole di trasparenza e correttezza, contenute nella “Carta della Donazione”, il codice etico utilizzato dall’Istituto Italiano della Donazione, che garantisce il donatore sul buon uso delle risorse raccolte. I progetti selezionati saranno di associazioni impegnate nei lavori di ricostruzione “sociale” e territoriale dei paesi colpiti dal sisma del 24 agosto. Le associazioni potranno candidare i propri progetti a partire dal 10 di ottobre fino al 14 novembre. Entro Natale verranno annunciati importi e progetti vincitori. L’iban per contribuire è IT73W0503411701000000040416, beneficiario: Giorno del Dono 2016 Banco Popolare, Causale: Giorno del dono. Durante il convegno, Filippo Petrolati, responsabile del progetto Fondazioni di comunità, ha lanciato la Campagna a favore dei lasciti testamentari promossa da Fondazione Cariplo. “Dopo oltre 15 anni di esperienza di intermediazione filantropica e di attività a sostegno di enti e progetti di utilità sociale -ha detto Petrolati-, lanciamo oggi una campagna a favore dei lasciti testamentari, sicuri che le che le Fondazioni di Comunità locali promosse da Fondazione Cariplo possano costituire un vero e proprio ponte tra generazioni per la loro capacità di interpretare e garantire nel tempo le volontà e i sogni di chi intende continuare a vivere grazie alla possibilità di costituire fondi filantropici permanenti”. A supporto della Campagna Lasciti Gian Paolo Barbetta ha presentato l’aggiornamento rispetto al 2009 del Quaderno dell’Osservatorio “Il mercato dei lasciti testamentari”. “Nell’arco dei prossimi 15 anni un quinto della ricchezza netta dell’intero Paese è destinata ad essere trasferita mortis causa – ha spiegato Barbetta-. All’interno di questo flusso, si ipotizza che il valore potenziale dei lasciti alle istituzioni del Terzo settore possa rappresentare un ammontare significativo, corrispondente a circa l’1% della ricchezza complessiva del paese. In Italia, il valore economico di tale ricchezza potrebbe oscillare fra i 100 e i 129 miliardi di euro; in Lombardia, potrebbe attestarsi intorno ai 12 miliardi”. A chiudere la mattinata un momento di riflessione sul dono, dove a essere protagoniste sono proprie le storie di filantropia del territorio lombardo, precedute dall’intervento di Luigi Campiglio, docente di politica economica alla Cattolica di Milano. A raccontarle Catherine De Senarclens, consigliere della Fondazione comunitaria del lecchese Onlus, Cesare Ponti, presidente della Fondazione Comunitaria del Novarese Onlus e Carlo Vimercati, presidente della Fondazione della Comunità Bergamasca.

Teatro e scuola si avvicinano

Teatro e scuola sempre più vicini: il non profit che promuove il teatro tra i banchi

Teatro e scuola sono due termini che solitamente sono considerati univocamente: scuola di teatro. Difficilmente, però, si associano le due parole ad un normale calendario didattico delle scuole italiane, soprattutto perchè le difficoltà economiche che si percepiscono tra i banchi di scuola sono numerose. E’ complesso, per insegnanti, presidi e docenti, portare bambini e ragazzi a teatro durante l’anno, perchè i costi dei biglietti sono elevati, ma anche perchè le gite e le uscite didattiche previste dai diversi calendari sono numerose. Il non profit può essere, a volte, la risposta a problemi di questo genere.

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Le difficoltà della scuola

In un complesso momento storico del nostro Paese, in cui le difficoltà economiche in cui versiamo sono tangibili e oggettivamente visibili, la scuola è tra le Istituzioni che ne risente maggiormente. Innaznitutto la precarietà dei docenti e degli insegnanti; per non parlare del caso fresco di attualità dell’esodo degli insegnanti dal Sud al Nord; passando poi per la sempre maggiore presenza di studenti extracomunitari nelle nostre classi, con alle spalle famiglie fortemente disagiate. Il tutto condito con la diffcioltà di comunicare ai bambini e agli studenti la necessità di condividere e di accogliere. Parte proprio dagli insegnanti la richiesta di proporre un percorso che possa far avvicinare i ragazzi al teatro, toccando questi argomenti di vita quotidiana. Un modo diverso per parlare ai giovani, attraverso l’arte e la cultura.

Il progetto

Muse solidali è una realtà del non profit milanese che ha accolto la richiesta degli insegnanti del territorio di prouovere il teatro tra i banchi di scuola, proponendo anche argomenti forti, che diano loro l’opportunità di trattarli in maniera meno difficile. Il teatro si avvicina alla scuola in punta di piedi, offrendo ai bambini delle scuole primarie e secondarie milanesi la possibilità di conoscere il mondo teatrale e tutto ciò che lo circonda. Il tutto è reso possibile grazie ad un progetto che coinvolge le scuole e alcuni sponsor che hanno sposato l’idea progettuale. In questo modo viene favorito l’accesso alla cultura da parte delle fasce più deboli della società, quelle che non avrebbero altra possibilità di avvicinarsi al teatro. Ecco che il non profit è colui che promuove il teatro nelle scuole, facendo da liaison tra i bisogni del territorio e chi può dare risposta a questi bisogni.

La stagione teatrale

L’impresa sociale Muse Solidali, insieme con il Teatro di Milano e le scuole della ReteMi2, ha dato il via alla stagione teatrale 2016 – 17 interamente dedicata alle scuole milanesi e non. Teatro e scuola si avvicinano grazie ai prezzi agevolati degli spettacoli di prosa e balletto proposti in cartellone.

  • Lunedì 28 novembre – Per mangiarti meglio – tema trattato: bullismo, alimentazione, obesità;
  • Lunedì 12 dicembre – Il vestito di Arlecchino – tema trattato: rispetto della diversità;
  • Marted’ 20 dicembre – Lo Schiaccianoci – balletto; tema trattato: la magia del Natale; repliche 21 dicembre e 22 dicembre;
  • Lunedì 23 gennaio – Mal di casa – tema trattato: giornata della memoria, la Shoah;
  • Lunedì 30 gennaio – Fate e fantasmi all’opera – tema trattato: il mondo dell’opera lirica attraverso le fiabe;
  • Martedì 31 gennaio – Romeo e Giulietta – balletto; tema trattato: l’affettività e i confllitti familiari;
  • Martedì 21 febbraio – Carmen – balletto; tema trattato: la gelosia;
  • Lunedì 6 marzo – Millennial Generation – tema trattato: cyberbullismo;
  • Sabato 18 marzo – Paolo Borsellino essendo stato – tema trattato: mafia e vittime della mafia.

La stagione teatrale è promossa dal Teatro di Milano assieme alla cooperativa impresa sociale Muse Solidali in risposta ai bisogni delle scuole del territorio. Il teatro ha bisogno di avvicinarsi alla scuola così come i ragazzi hanno bisogno di conoscere da vicino questo affascinante mondo culturale.

PHI: #DONATION #DAY

 

 

I cento eventi dell’Italia del Dono

 

Conto alla rovescia per il #DonoDay2016. In attesa del 4 ottobre, a Milano il 19 settembre il lancio delle iniziative. Parte una raccolta fondi trasparente per la “ricostruzione sociale” delle zone terremotate. I nomi del nuovo Comitato promotore

 

 

Milano, 15 settembre 2016 – Comuni, imprese, associazioni, comitati, singole persone: non si ferma la maratona di partecipazione dell’Italia al Giorno del Dono che giunge il 4 ottobre prossimo alla seconda edizione “ufficiale” dopo l’approvazione da parte del Parlamento della legge istitutiva nel 2015. Proprio mentre l’Italia prosegue nella sua gara di solidarietà per le vittime del terremoto che ha devastato il 24 agosto scorso il centro Italia, l’Istituto Italiano della Donazione –ente che coordina tutti gli eventi del giorno del Dono- lancerà per il 4 di ottobre una raccolta fondi speciale: insieme al Banco Popolare, socio sostenitore dell’IID, proporrà la prima raccolta fondi per il Giorno del Dono: ai sottoscrittori di una donazione il Banco Popolare darà la possibilità di farlo con la garanzia del suo buon utilizzo, attraverso un conto corrente dedicato su cui poter effettuare una donazione tramite bonifico senza alcuna commissione.

 

L’importo raccolto sarà destinato a progetti di enti selezionati secondo chiare regole di  trasparenza e correttezza, contenute nella “Carta della Donazione”: il codice etico utilizzato dall’Istituto Italiano della Donazione, che garantisce il donatore sul buon uso delle risorse raccolte. I progetti selezionati saranno di associazioni impegnate nei lavori di ricostruzione “sociale” e territoriale dei paesi colpiti dal terribile sisma del 24 agosto.

 

L’evento di apertura delle due settimane del dono si terrà il 19 settembre alle 10 nelle Gallerie d’Italia, in piazza Scala, a Milano, “Il dono e il territorio”, organizzato dall’Istituto Italiano della Donazione (IID) insieme a Fondazione Cariplo. Aprirà ufficialmente i lavori per il prossimo #DonoDay2016.

 

“Abbiamo raccolto più di 100 iniziative tra comuni, associazioni e imprese che nelle settimane dal 23 settembre al 7 ottobre racconteranno un’Italia inedita capace di grandi slanci di generosità, siamo orgogliosi di poter raccontare un Paese diverso che sempre più spesso viene trascurato dai grandi mezzi di comunicazione. L’evento sarà infatti l’occasione per presentare a tutti il cartellone delle iniziative del 1°Giro dell’Italia che dona (clicca qui per vedere la cartina interattiva dell’Italia che da nord a sud ha raccolto più di 100 iniziative che hanno come tema il dono)”, così annuncia l’imminente apertura delle due settimane del dono Edoardo Patriarca, Presidente IID, che insieme a Giuseppe Guzzetti, Presidente Fondazione Cariplo, inaugureranno la mattinata del 19 settembre.

 

Il programma

Dopo l’apertura di Patriarca e Guzzetti, interverranno, tra gli altri, il prof. Gian Paolo Barbetta, il prof. Luigi Campiglio e Stefano Cerrato,Responsabile Terzo Settore Banco Popolare. La moderazione sarà affidata a Luca Mattiucci, Responsabile sezione sociale Corriere della Sera. Sempre il 19 settembre  verranno presentate in anteprima due indagini: “L’andamento della Raccolta Fondi – XIV rilevazione su dati 2015“ a cura dell’IID e “Il Valore Potenziale dei Lasciti – dati anno 2014” a cura della Fondazione Cariplo.

 

“C’è un mondo fatto di persone, luoghi, valori che conosco e che mi ha dato tanto. È la mia comunità che voglio ricordare e che vorrei mi ricordasse per sempre” Con queste parole la Fondazione Cariplo lancia la Campagna a favore dei Lasciti proprio in occasione di#DonoDay2016.

 

A chiudere la mattinata saranno i racconti delle Fondazioni di Comunità che condivideranno alcune storie di filantropia dal territorio, regalando spessore e sostanza alla parola “dono”.

 

Durante l’evento verranno ufficialmente comunicati i membri del neo nato Comitato Promotore del Giorno del Dono, di cui fanno parte Pietro Barbieri, Portavoce Forum del Terzo Settore, Leonardo Becchetti – Economista, Riccardo Bonacina – Direttore di Vita Magazine, Luigino Bruni – Economista, Don Virginio Colmegna – Presidente Casa della Carità, Giuseppe De Rita – Presidente Censis, Piero Fassino –Presidente Anci, Stefania Giannini – Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Giuseppe Guzzetti – Presidente Fondazione Cariplo, Monica Maggioni – Presidente Rai, Luca Mattiucci – Responsabile Corriere Sociale, Carlo Fratta Pasini – Presidente Banco Popolare, Giuliano Poletti – Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali con delega alle Politiche giovanili, Francesco Profumo – Presidente Compagnia di San Paolo, Giovanna Rossiello – Curatrice Tg1 Fa la cosa giusta, Stefano Tabò – Presidente CSVnet, Marco Tarquinio – Direttore Avvenire, Stefano Zamagni – Presidente Fondazione Italia per il dono.

 

L’appuntamento principale sarà per la celebrazione di #DonoDay2016, il 4 ottobre presso la Sala Regina della Camera dei Deputati a Roma, dove verranno resi noti i nomi delle scuole vincitrici per le tre categorie Giuria Tecnica, Giuria Popolare e Premio IID del Video Contest “Donare, molto più che un semplice dare” e dei Comuni vincitori del Contest “Un dono in comune”

 

Per accreditarsi https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLScg2gXCRhTDqFVtKpJa3c7sqkT8c-LRwAjCX_Hxg-u_2y9njQ/viewform

 

Per scoprire il programma http://www.istitutoitalianodonazione.it/it/donoday/new-2016/programma2016

 

Per scoprire gli enti patrocinanti http://www.istitutoitalianodonazione.it/it/donoday/new-2016/enti-patrocinanti

 

Social Innovation Community

Social Innovation Community: cosa puoi fare tu

Tutti i soggetti che entreranno a far parte del progetto PHI Foundation potranno aiutare e contribuire allo sviluppo dell’organizzazione social e non profit oriented nello spirito di coinvolgimento che anima la Social Innovation.

Se sei un Volontario o rappresenti un Organizzazione non profit, potrai scrivere e raccontare le tue storie, condividerle sui tuoi profili social e diffondere il più possibile i valori e gli obiettivi di PHI Foundation Social Innovation Community.

Se sei o rappresenti un’ONP, potrai inviare le tue idee e i progetti di raccolta fondi a PHI Foundation, affinché il gruppo “fundraisers” ne valuti la concreta fattibilità e realizzi la campagna di Fundraising.

Se sei un Donatore o un Sostenitore ti sarà data una specifica visibilità e una pubblica gratificazione, permettendoti anche di pubblicare nel portale (in area totalmente dedicata) le tue idee, le sensazioni, le esperienze nel terzo settore e magari i suggerimenti e i consigli per la nostra attività.

IL NOSTRO SOGNO È MIGLIORARE LA SOCIETÀ
LA NOSTRA MISSION È FARLO ATTRAVERSO LA SOCIAL INNOVATION.

Sebastiano De Falco

Phi Foundation

Cosa può fare per te PHI Foundation?

PHI Foundation è il primo progetto italiano di Social Innovation.

Offre la possibilità a chi si occupa di Non Profit di incrementare la sua visibilità, di organizzare e coordinare l’attività sul territorio e l’opportunità di ottenere il sostegno economico da parte di Donatori, corporate e privati, attraverso le attività di raccolta fondi mirate e di Fundraising e Crowdfunding.

PHI Foundation nasce per aiutare chi s’impegna quotidianamente nel sostenere il prossimo per costruire una Social Innovation Community dove realizzare dei progetti insieme e contribuire attivamente al miglioramento della società. PHI Foundation inoltre realizza un programma teso a sviluppare e riqualificare l’economia locale chiamato PHI City Program.

Infine PHI Foundation ha creato la PHI Academy, un vero e proprio percorso formativo dedicato a chi vuole intraprendere la professione del Content Editor o vuole approfondire le logiche del Web Marketing.

IL NOSTRO SOGNO È MIGLIORARE LA SOCIETÀ
LA NOSTRA MISSION È FARLO ATTRAVERSO LA SOCIAL INNOVATION.

Sebastiano De Falco

Phi Foundation

PHI

Chi è PHI Foundation?

PHI Foundation è la prima Social Innovation Community italiana.

Cos’è la Social Innovation?

È un nuovo modo di intendere la società e il ruolo che l’individuo deve avere al suo interno. È una sorta di evoluzione concetto di “partecipazione sociale” dove l’elemento fondamentale è costituito dal coinvolgimento diretto di tutti i protagonisti in campo.

Uno degli strumenti più idonei a sostenere questo cambiamento è il Fundraising.
Il Fundraising nella Social Innovation non è chiedere la carità o l’elemosina, ma coinvolgere e rendere partecipi gli individui, così che diventino parte stessa del progetto.

Entrare in PHI Foundation significa condividere questa filosofia e diventare parte di una Community che porta avanti progetti di utilità sociale per il settore Non Profit.

IL NOSTRO SOGNO È MIGLIORARE LA SOCIETÀ
LA NOSTRA MISSION È FARLO ATTRAVERSO LA SOCIAL INNOVATION.

Entra anche tu in PHI Foundation

Sebastiano De Falco

Phi Foundation

START-UP GO! Grazie a FOUNDAMENTA #2

FOUNDAMENTA #2 si pone a sostegno delle organizzazioni non profit che hanno in mente un’idea imprenditoriale ma fino ad oggi non sono riuscite a trovare il modo di realizzarla, bloccati da una insufficiente esperienza imprenditoriale, dovuta probabilmente ad un sistema di operare troppo legato all’ “agire” piuttosto che preventivare una sostenibilità economica.

La candidatura a FOUNDAMENTA #2 si chiude il 7 agosto.
Le start-up ad impatto sociale dovranno presentarsi per uno dei seguenti ambiti:

  • Salute e benessere
  • Innovazione didattico/formativa
  • Welfare
  • Cultura
  • Agricoltura e cibo

Si tratta di un percorso intenso della durata di 4 mesi, completamente gratuito, offerto da

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per accompagnare e accelerare nuove start-up, nuove idee imprenditoriali che possano avere conseguenze positive per la società.

 

Come fare?

È possibile scaricare il bando cliccando sul link http://socialfare.org/call/FOUNDAMENTA%232_BANDO.pdf

Il percorso di accelerazione delle start-up che verranno scelte partirà il 3 ottobre 2016.

Si tratta di una grande possibilità per trasformare idee innovative e creare valore sul territorio.

Rinascimenti Sociali e Social Fare Centro per l’Innovazione Sociale promotori del progetto sono sostenuti dalla Fondazione Compagnia di San Paolo.

Parlando sempre di start-up innovative, dal 20 luglio è possibile creare una start-up gratis, senza notaio, attraverso una procedura online sulla nuova piattaforma del Registro imprese cliccando sulla voce “Crea la tua startuphttp://startupitalia.eu/61061-20160720-startup-gratis-senza-notaio-spiegazione

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Potete trovare la giuda dettagliata con assistenza gratuita fino al 30 settembre 2016 http://startup.registroimprese.it/atst/help/Guida_Costituzione_Startup_ModelloTipizzato.pdf

Manuela Mussa

Phi Foundation

Terzo Settore #Non Profit

Terzo Settore: #Non Profit

PHI Foundation, la prima non profit organization al servizio del terzo settore e del mondo non profit.

PHI Foundation è composta di un gruppo di professionisti della comunicazione online e offline: sistemisti, sviluppatori, graphic e web designer, social media manager, community builder, content editors, project manager, fundraisers, public relation, ufficio stampa, tutti con esperienze e provenienze diverse, ma uniti da un obiettivo unico e concreto, mettere a disposizione degli utenti, strumenti innovativi per aumentare la visibilità delle loro azioni e fornire a tutte le Organizzazioni Non Profit (ONP – ONG) una piattaforma facile e intuitiva per raccogliere fondi.

PHI Foundation ha un sogno che spera di riuscire a realizzarlo anche con il tuo aiuto.

Vai sul sito web phifoundation.com e scopri come potresti contribuire ad aiutarci a realizzare questo sogno.

Sebastiano De Falco

Phi Foundation

Pet Therapy

La Pet Therapy nel terzo settore

La Pet Therapy è una forma di assistenza sanitaria che prevede un legame uomo-animale in campo medico, è denominata I.A.A. (Interventi Assistiti con gli Animali) e viene affiancata alla terapia tradizionale nei confronti di anziani e pazienti disabili ma può essere una forma di aiuto per molteplici categorie. Le attività che si svolgono con la Pet Therapy migliorano la vita dei pazienti sia dal punto di vista fisico che dal punto di vista dei rapporti umani.

La Pet Therapy ha effetti positivi sui pazienti, creando un miglioramento della salute grazie a nuovi stimoli che gli animali riescono a trasmettere agli assistiti. Esistono studi sui bambini ricoverati in ospedale e sugli anziani ospitati nelle case di riposo dove la Pet Therapy ne migliora l’umore aiutando a tenere lontano quella forma di depressione causata dalla sofferenza della malattia e dalla solitudine per la lontananza dai famigliari, nonché dalla propria casa.

Dallo scorso anno, la terapia con animali (in questo caso una terapia con il cane) può essere prescritta dal medico, le Regioni sono tenute ad avere un registro delle strutture abilitate alla Pet Therapy, grazie all’accordo approvato tra Stato-Regione istituito dal Ministero della Salute.

Clicca per scaricare le linee guida IAA.

Attualmente le strutture sanitarie non sono in grado di operare con la Pet Therapy ma sono le organizzazioni del terzo settore ad occuparsene.

Le cooperative sociali, le associazioni no profit e le imprese sociali si sono formate ed organizzate per offrire attività terapeutiche in affiancamento alle cure mediche tradizionali: è possibile ottenere la qualifica “operatori di Pet Therapy” frequentando un corso di formazione, accreditato dalla Regione Piemonte, presso la scuola dell’Associazione Italiana Pet Therapy Cooperativa Sociale.

Il crescente interesse nel campo delle terapie assistite con animali ha prodotto una serie di campagne di raccolta fondi da parte del terzo settore attraverso le piattaforme esistenti di crowdfunding. Questo tipo di raccolta fondi piace al sostenitore riscuotendo sempre molti consensi.

Attualmente è in corso una campagna di crowdfunding sul portale Rete del Dono, da parte di un’associazione nata nel 2012, la quale si occupa di aiutare i bambini con malattie rare attraverso la Pet Therapy.

Pet Therapy

Altro esempio di crowdfunding che ha raggiunto l’obiettivo è il progetto “Pet therapy per i malati inguaribili”  sul portale BuonaCausa: attuato dall’associazione Una Mano Alla Vita Onlus in collaborazione con l’hospice dell’Ospedale Bassini di Cinisello Balsamo (MI).

Non ha importanza il tipo di animale impiegato per l’attività assistita dagli animali , comunemente viene utilizzato il cane ma sono idonei anche i gatti, i conigli, i cavalli e gli asini, come nel “Rifugio degli asinelli ONLUS” a Sala Biellese (BI) dove l’attività assistita per gli utenti è gratuita, attraverso progetti a carico della Fondazione, inoltre, sono organizzati con strutture esterne in modo da raggiungere anche quelle persone che per motivi di salute non possono lasciare la casa di cura o l’abitazione.

Pet Therapy

Maggiori informazioni sul sito “Rifugio degli asinelli ONLUS”

Manuela Mussa

Phi Foundation

Orfani di femminicidio

L’altra faccia del femminicidio

Bambini orfani di femminicidio senza diritti

Dal 2000 al 2013 sono stati millecinquecento i bambini orfani di femminicidio, dato stimato dal Dipartimento di psicologia dell’Università di Napoli rilevato durante il progetto europeo Switch-off.

Negli ultimi dieci anni sono 1.628, di cui 417 nel corso degli ultimi 3 anni. 52 sono stati testimoni dell’omicidio della madre da parte del padre, ben 18 figli sono stati uccisi insieme con la madre.
Anna Costanzo Baldry nel corso del progetto Switch-off ha intervistato 143 bambini orfani di femminicidio. Dati e numeri spaventosi, che rende il fenomeno del femminicidio ancora più macabro di quanto già non sia naturalmente. Un aspetto spesso sconosciuto e sottovalutato dai media quello dei figli delle donne uccise, che restano orfani di una madre uccisa dall’uomo che avrebbe dovuto proteggere entrambi dal grigiore e dalla violenza del mondo.
Approfondiamo insieme il progetto Switch-off.

Switch-off

Il gruppo di professionisti che ha elaborato i dati comprende otto persone, tra le quali la coordinatrice Anna Costanza Baldry, ed è sostenuto dalla Associazione nazionale donne in Rete Dire che vede 65 centri antiviolenza in tutta Italia. I dati raccolti dagli esperti in merito agli orfani di femminicidio verranno presentati alla Camera durante i prossimi giorni e andranno a contribuire alla creazione di una serie di Linee guida d’intervento che verranno messe a disposizione dei soggetti sociali preposti al trattamento di questo tipo di problematiche.

Servizi sociali, magistrati, insegnanti, associazioni non profit, forze dell’ordine, tutti avranno a disposizione queste linne guida che daranno dei termini comuni per intervenire in caso di orfani di femminicidio, mettendo in atto un protocollo condiviso. Il tutto nell’ottica di comprendere che queste piccole grandi vittime necessitano di attenzione e cure particolari, tutti diritti che spesso le istituzioni negano.

Ad oggi nemmeno il 15% delle vittime inconsapevoli è stato monitorato e seguito attraverso un percorso di psicoterapia. Per quanto concerne, incvece, il sostegno da parte dei servizi sociali, obbligatori in questi casi, molto raramente si protrae nel tempo oltre l’affidamento del minore. I dati dello studio rilevano che questi orfani di femminicidio vengono dimenticati e abbandonati a se stessi e nel migliore dei casi sono i nonni ad occuparsi del difficile periodo di osservazione di un anno dopo il fatto criminoso; il periodo di tempo decisivo secondo quanto stabilito dai manuali di psicologia per evitare che i soggetti decidano di suicidarsi o che diventino esso stessi violenti.

Bambini affidati ai nonni oppure ancora alla famiglia del padre omicida, perché dicono sia giusto non recidere i legami con quella parte di parentela. Nonni comunque devastati dalla perdita di una figlia oppure dal dover riconoscere un mostro nel proprio figlio. Persone anziane, che spesso non sono in grado di elaborare il lutto per sé stessi, figuriamoci per l’orfano di femminicidio.

Orfani di femminicidio

Orfani inconsapevoli

Le vittime di femminicidio inconsapevoli spesso chiedono che fine abbia fatto il padre. Chi non ha assistito all’omicidio, chi non sa cosa sia successo, chiede del padre. Perché il papà non si può cancellare. Spesso si tagliano i rapporti, perché troppo difficili da gestire da parte degli affidatari.

Altre volte le famiglie affidatarie fanno decidere ai figli, una volta maggiorenni, come procedere e quale tipo di rapporto instaurare col padre omicida. Un’infanzia costruita sulle mancanze di affetti, sulle supposizioni, sulle indecisioni.

Le ferite che restano, più che psicopatologiche sono ferite di vergogna. Molti di loro si sentono diversi dagli altri e spesso non possono trovare conforto in chi ha vissuto il lutto prima di loro, le nuove persone di riferimento. Spesso i figli maschi vivono poi un senso di colpa per non essere riusciti a proteggere e salvare la loro mamma. Ed è pressoché impossibile far capire che un bambino di 6 anni non può fermare la mano del padre omicida.
Vittime e orfani di femminicidio, orfani due volte: orfani di madre; orfani di padre.

Orfani di femminicidio

Cosa può fare il non profit

E’ necessario, a mio avviso, investire in maniera mirata per sostenere le “seconde” vittime del femminicidio, spettatori casuali di ménage familiari non convenzionali.

Perché, come sostiene la dottoressa Baldry: “Non vorrei sembrare troppo dura, ma viene da pensare che questi ragazzi siano orfani tre volte, perché pure lo Stato li ha abbandonati nel momento in cui ha ignorato le denunce di violenza presentate dalle vittime”.

Le istituzioni, le organizzazioni non profit, i servizi sociali possono essere di aiuto in questo delicato momento della vita di queste vittime. Il mondo associativo deve adottare le linee guida che verranno emesse e attuare un protocollo comune e condiviso che possa essere realmente di aiuto a questi orfani, le vittime del femminicidio che restano vive ma muoiono dentro se non seguite adeguatamente. Perché il terzo settore è nato per intervenire laddove le Istituzioni non riescono ad agire.

Jenny Rizzo

Phi Foundation

Bilancio sociale delle ONP

Il Bilancio sociale delle ONP

Il Bilancio sociale per le associazioni non profit è un documento con il quale il soggetto comunica periodicamente i risultati della sua attività, non solo dal punto di vista economico e contabile, ma dell’intero contesto delle attività e dei progetti promossi sul territorio.

Le linee guida per la redazione del Bilancio sociale sono state emanate nel 2010 dall’Agenzia per le Onlus. Questa, oggi conosciuta come Agenzia per il terzo settore, era un organismo governativo attivo tra il 200 e il 2012, quando le sue funzioni sono state trasferite al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Le linee guida emanate sostengono che il bilancio sociale è indispensabili per promuovere la crescita culturale e strutturale del terzo settore.

Cos’è il Bilancio sociale

Il Bilancio sociale è uno strumento che permette alle associazioni del terzo settore di rendicontare la responsabilità, i risultati sociali, ambientali ed economici delle attività messe in atto durante il periodo di valutazione. Ha lo scopo di essere divulgato presso tutti gli stakeholders e i portatori di interesse in genere, comunicando un’informativa che non sarebbe altrimenti possibile riscontrabile nel normale bilancio economico di esercizio. Come modello per la stesura delle Linee Guida sono state scelte le Linee proposte dalla GRI – Global Reporting Initiative – nella versione del 2006, con alcune modifiche dettate dalla specificità del settore non profit.   Oltre a questo documento è stato preso in considerazione anche il modello più diffuso in ambito nazionale, “Principi di redazione del Bilancio Sociale” del Gruppo di Studio per il Bilancio Sociale – GBS. Il GBS nasce nel 1997 in occasione di un evento sulla Responsabilità sociale d’impresa. Nel 1998 si riunisce in forma di Gruppo di Studio per la statuizione dei Principi di redazione del Bilancio Sociale, con 32 membri partecipanti, rappresentanti di 13 Università italiane, degli Ordini dei Dottori Commercialisti e dei Ragionieri, di alcune Società di Revisione e di membri esperti.

Bilancio sociale delle ONP

Motivazioni alla base del Bilancio Sociale

Sempre più si riscontra il bisogno di riconoscere una dimensione sociale e ambientale delle aziende che operano sul territorio. La consapevolezza di questo ruolo in campo sociale e ambientale ha prodotto un interesse verso la comunicazione sociale degli attori, non tanto in termini numerici e finanziari quanto piuttosto di concreti risultati ottenuti attraverso determinate azioni. Tale interesse non nasce soltanto in chi ha un diretto interesse a interagisce con l’azienda; è un interesse collettivo al quale le aziende, tutte, devono rispondere con una comunicazione ampia e diffusa che possa soddisfare la curiosità dei risultati gestionali ma anche gli effetti sociali e ambientali di questa attività.

Questo discorso vale a maggior ragione per le realtà del mondo non profit, che se da una parte devono rendicontare il denaro utilizzato per le attività svolte a favore della comunità, dall’altro devono anche rendere la collettività edotta delle loro azioni. Sia per motivi di trasparenza, sia per fidelizzare i donatori e coinvolgere la società nei loro progetti, facendola sentire parte del bene comune profuso.

Caratteristiche

Il Gruppo di Studio per la Redazione del Bilancio Sociale ha elencato alcuni punti sui quali deve basarsi un buon Bilancio. Vediamoli insieme.

Innanzitutto Bilancio Sociale è un’espressione che comprende anche dati quantitativi di derivazione contabile e soprattutto è un documento integrativo di comunicazione e valutazione sociale. È fondamentale che venga steso dall’ente non profit, così come dalle aziende, e sia rivolto ad un pubblico ampio: non solo gli stakeholders, ma la collettività intera. Può essere redatto in forma libera, in base ad alcuni criteri uniformi predefiniti dalle Linee Guida di cui sopra, e deve corrispondere all’intero anno di esercizio sociale. Soprattutto deve essere redatto in maniera autonoma e distinta rispetto al bilancio d’esercizio.

Le notizie di cui deve riportare informazioni utili un Bilancio Sociale sono:

  • assetto istituzionale;
  • valori di riferimento;
  • collegamenti tra valori dichiarati, politiche e scelte compiute;
  • processo seguito per la sua formazione.

Il Bilancio Sociale deve essere redatto tenendo conto di alcuni principi fondamentali, che dovrebbero poi essere alla base della stessa realtà non profit cui si riferisce. Tali principi sono quelli di responsabilità, inclusione, coerenza, trasparenza, neutralità, prudenza, utilità, significatività e rilevanza, verificabilità dell’informazione, comparabilità, periodicità, comprensibilità.

Bilancio sociale delle ONP

Un Bilancio sociale, quindi, è la carta d’identità di una realtà del non profit.

Un documento grazie al quale l’associazione potrà continuare a godere dell’interesse dei suoi sostenitori e trovarne di nuovi, nell’ottica della fidelizzazione del donatore. Il tutto attraverso una comunicazione chiara, trasparente e rivolta alla collettività intera sui risultati e sull’impatto sociale delle attività portate avanti.

Jenny Rizzo

Phi Foundation

#Social Innovation City Program

#Social innovation city program

La Social Innovation è generalmente un’iniziativa bottom-up (che parte dal basso verso l’alto) e PHI Foundation, ha configurato un innovativo modello di sviluppo sostenibile, place to place denominato “Social Innovation City Program“.

Innovation

 
 

Il PHI City Program è un progetto che mira a coinvolgere i Fundraiser locali nella crescita e nello sviluppo delle Organizzazioni Non Profit con una inevitabile ricaduta positiva sulla comunità locale.

 

L’obiettivo è quello di creare un ecosistema a livello locale in grado di rimuovere gli ostacoli che inibiscono il progresso, identificando metodi più efficaci per affrontare e risolvere i problemi sociali contribuendo alla crescita economica.

Innovation

 

Sarà molto di aiuto e gradito il tuo mi piace!

Sebastiano De Falco

Phi Foundation

Un anno di PHI Foundation

Un anno di PHI Foundation…

E’ già passato un anno da quando un gruppo di professionisti decise di incontrarsi nella splendida Manarola per dar vita a PHI Foundation,

definendo nero su bianco, ruoli, obiettivi e impegni di questo progetto che da alcuni mesi portavano avanti, attraverso interminabili conference call su Skype e condivisioni di documenti su Google Drive.

Il luogo fissato fu scelto per convenienza e per comodità, fare un meeting a Luglio con lo splendido panorama che le Cinque Terre possono offrire è sicuramente più stimolante e piacevole che un grigio e anonimo ufficio in centro.
Ma da quel momento Manarola è diventata la sede “sentimentale” di PHI Foundation.

Tante cose sono cambiate da allora, alcuni amici hanno preferito concentrarsi su altri progetti, altri invece sono voluti salire a bordo e compiere questo viaggio con noi.
In ogni caso il percorso definito quel giorno, prosegue a tappe forzate, rispettando gli impegni e gli obiettivi che ci eravamo dati.

PHI Foundation è andata on line qualche mese dopo quell’incontro di Manarola, il suo sito ha debuttato ad inizio Ottobre 2015 nel mondo del web, e ad oggi è già stato implementato e migliorato con delle nuove release già un paio di volte, raggiungendo circa 10 mila impressions mensili con oltre 1.000 utenti unici.

La redazione di PHI Foundation, in questo primo anno, grazie ai suoi collaboratori e agli allievi dell’Accademy ha pubblicato oltre 200 articoli, veicolati attraverso i diversi canali social che nel frattempo la Fondazione ha aperto.

Si sono strette delle partnership importanti e stanno per partire alcuni progetti molto innovativi che riguarderanno la Fondazione e di cui si sentirà parlare.

Ci sono inoltre molte altre novità che subito dopo la pausa estiva riguarderanno PHI Foundation: ci sarà una nuova sede operativa a Milano, nuove collaborazioni, nuove sezioni del sito, e tante altre cose che scoprirete pian piano.
Tutto questo è stato possibile grazie alla tenacia e all’impegno dei fondatori e soprattutto grazie alla costanza e alla stima con la quale tutti voi ci avete seguito in questo primo difficile ma entusiasmante anno.

Abbiamo ricevuto moltissimi complimenti e anche alcune critiche, che in molti casi ci sono servite a migliorarci e ad essere sempre più allineati con il nostro pubblico.

Il nostro impegno è sempre quello di aiutare le associazioni e i volontari a fare il loro lavoro, cioè aiutare il prossimo.

Mettiamo a disposizione una serie di strumenti e di professionalità per raggiungere questo obiettivo e lo facciamo con passione e con la convinzione che aiutare il prossimo sia il miglior investimento che si possa fare.

Continuate a seguirci e a sostenerci, il primo anno è stato importante e faticoso, ma i prossimi lo saranno ancora di più, e solo se ci continuerete ad aiutare riusciremo a raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati.

Grazie a tutti

Phi Foundation

#Urgente!!!!!!!!! PHI and YOU PHI Foundation

PHI Foundation arriva in Italia, apre la filiale a Milano e, nel piano di ampliamento del proprio organico ricerca alcune figure professionali da inserire nel team operativo italiano con possibilità di lavoro part time e telelavoro.

PHI Foundation cerca persone con attitudine verso libere iniziative e a lavorare in team, dinamiche, intraprendenti, volonterose e capaci, che hanno voglia di imparare e affrontare nuove sfide, contribuire con le loro conoscenze al miglioramento collettivo.

Sei un esperto in Comunicazione, ti piace scrivere e gestire piattaforme Social, hai abilità nelle logiche e tecniche SEO, SEMSEALink Building, possiedi competenze di CRM, dimestichezza con le PR o gestione Ufficio Stampa, hai fantasia e creatività, esperienza come Fundraiser o know how nell’individuare e realizzare progetti e Bandi orientatati al non profit, sociale e terzo settore in generale, ergo, potresti entrare nel team PHI Foundation.



FUNDRAISER
CROWDFUNDER


Skills:
Maturata esperienza nella ricerca e partecipazione bandi, Corporate Fundraising e raccolta fondi anche tramite organizzazione eventi e altre attività di marketing strategico. Si richiedono conoscenza lingua inglese, familiarità con strumenti web, disponibilità Full Time e Part Time.



CRM – SEO – SEM
SPECIALIST


Skills:
Maturata e comprovata esperienza nella gestione database e software gestionale (CRM). Ottima padronanza delle tecniche di posizionamento in logiche SEO e link building, gestione attività SEM e SEA, conoscenza delle google APPS e google AdWords. Buona conoscenza lingua inglese, disponibilità Full Time e Part Time.



PR MANAGER
COMMUNITY MANAGER


Skills:
Maturata e comprovata esperienza nelle relazioni con i media players e nella gestione dei canali social. Conoscenza approfondita nella gestione delle piattaforme Social, canali video e influencer sui principali network e padronanza nelle PR. Buona conoscenza lingua inglese, disponibilità Full Time.



GRAFICI E FUMETTISTI
VIDEO MAKER


Skills:
Maturata esperienza e comprovata capacità nelle realizzazioni di progetti comunicativi sotto forma di disegno o fumetto, grafica anche manuale, web design. Ottima padronanza dei tools di video editing e di post produzione, realizzazione di video ripresi e animati, disponibilità Full Time e Part Time.

Cosa aspetti inviaci il tuo CV allegandolo al modulo qui di seguito sarai contattato immediatamente da un nostro dirigente:


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Sebastiano De Falco

Phi Foundation