Il “Seabin Project”

E’ vero si tratta di un’invenzione commerciale, non propriamente in tema con gli argomenti  trattati di solito da Phifoundation che riguardano il mondo del non-profit e del volontariato, ma l’elevato impatto che questa invenzione potrebbe avere sulla vita degli oceani è cosa che riguarda certamente tutti noi e che mertita una menzione, anche perchè è approdata di recente sulla piattaforma di crowdfundingIndiegogo“.

Si tratta del “SeaBin Project“,  letteralmente un cestino dei rifiuti per il mare che immerso in acqua, sulla sua superficie, grazie ad una pompa alimentata ad energia solare, filtra tutti i detriti galleggianti ripulendo automaticamente l’area in cui opera.

Photo Credit: Facebook/The Seabin Project (2015)

Photo Credit: Facebook/The Seabin Project (2015)

Abbiamo progettato e realizzato un cestino della spazzatura automatizzato che cattura spazzatura galleggiante (materie plastiche, olio, carburante e detergenti,etc)
E ‘stato progettato per lavorare in prossimità dei pontili galleggianti dei porti turistici, pontili privati, vie fluviali, laghi , porti, vie d’acqua, e yacht club.
Può anche essere montato su super yacht e yacht a motore!
In questo momento abbiamo un prototipo perfettamente funzionante e abbiamo bisogno dell’aiuto di Indiegogo e dei donatori  per passare dal prototipo ad una produzione industriale dei Seabins da costruire nel modo più sostenibile e responsabile possibile.seabin_project_scheme

Il Seabin installato presso un pontile galleggiante ad esempio, è composto del contenitore, appena affondato sotto la superficie dell’acqua, e da una pompa dislocata sul pontile che creando una depressione risucchia i detriti e filtra l’acqua dagli idrocarburi eventualmente contenuti, rigettando a mare acqua purificata.

All’interno della Seabin è contenuto un sacco in fibra naturale che raccoglie tutti i detriti galleggianti. Quando questo è pieno o quasi pieno un addetto cambia semplicemente il sacchetto di cattura con un altro. I detriti raccolti vengono poi smaltiti in modo responsabile separando il riciclabile.

La “Seabin Pty Ltd” è stata fondata dagli australiani Andrew Turton e Pete Ceglinski, col supporto di un investimento della società di sviluppo delle tecnologie marine “Shark Mitigation Systems”, già partner teconologico di Google inc.

Curiosa la storia personale di Pete Ceglinski, designer industriale australiano e appassionato surfista il quale ha cominciato la sua carriera di design industriale in prodotti in plastica stampati a iniezione, e che con la produzione del Seabin di fatto si trasforma da produttore di materie plastiche inquinanti in vero paladino dell’ambiente marino.


Andrea Somovigo
Phi Foundation

Festeggia le tue feste con i panettoni di Amnesty International!

Acquistare un prodotto solidale significa fare un gesto importante e concreto in favore dei diritti umani.

È un’occasione per diffondere e sostenere i tanti progetti di Amnesty International che ogni giorno permettono di salvare vite, ricercare, e informare sulle troppe violazioni dei diritti umani che si verificano in ogni parte del mondo.

Non solo semplici oggetti, sono una testimonianza del tuo impegno.

Difendi i diritti umani ogni giorno insieme a noi, scegli ora il tuo prodotto solidale!

 

Ordina ora i panettoni di Amnesty International!

 
 

Phi Foundation: Fundraising # Social Business

Orientamento di Phi Foundation al “Social Business Community” con lo scopo di conseguire il benessere della collettività, elemento mancante al presente ordine economico.

L’attuale sistema economico, produce benessere, ma non per tutti e, il principio di sussidiarietà può e deve essere trasformato da nuovi valori.

Il Social Business è uno straordinario strumento economico, poiché, occorre tornare a considerare la libertà ed il benessere sociale facce della stessa medaglia.

“Insieme siamo in grado di nutrire il seme di altruismo che è insito in ognuno di noi”

Il fundraising più che essere legato semplicemente alla cultura della carità o a quella filantropica e del mecenatismo fonda il suo significato nel fenomeno della responsabilità sociale diffusa che spinge i soggetti sociali e collettivi ad effettuare investimenti di risorse per il raggiungimento di comuni benefici sociali.

Il fundraising ha il senso di: far crescere, ossia di sviluppare i fondi necessari a sostenere un’azione senza finalità di lucro, “valore produttivo di utilità sociale”.

“Il Fundraising è capacità di coinvolgere risorse su una causa sociale”.

Sei un’organizzazione non profit (ONP) e desideri supporto “Gratuito” o vuoi avviare una campagna di Raccolta Fondi?
Chiedi a PHI FOUNDATION (Social Fundraising Community).

 

Tende solidali per i profughi

Di seguito, un articolo pubblicato nel sito della Onlus Progetto Arca, che assiste persone in estrema difficoltà. Da Phi Foundation invitiamo tutti a sostenere le iniziative di Progetto Arca, sempre in favore di chi si trova in situazione di emergenza.

 

Tende solidali per i migranti dell’HUB di Milano

C’è anche l’HUB di Milano per la prima accoglienza dei migranti tra i sei progetti che possiamo sostenere con la Campagna Tende di Fondazione AVSI. Il tema della campagna di quest’anno è i “Profughi e Noi” e i progetti selezionati rispondono all’obiettivo comune di sostenere il cammino di chi è stato costretto a lasciare tutto, in cerca di una seconda opportunità di vita.

Milano, lungo questo cammino, è una delle tappe cruciali. Da ottobre 2013 a oggi sono transitate dalla città 84.500 persone, di cui 16.700 bambini, in larga parte di nazionalità siriana ed eritrea. Tutti migranti forzati, arrivati in Stazione Centrale dopo aver attraversato il deserto, il mare, l’Italia, rischiando la propria vita.
All’HUB di via Tonale trovano un indispensabile punto di riferimento, in attesa di essere accompagnati nelle strutture di accoglienza temporanea del territorio.

Luogo di orientamento, prima accoglienza e assistenza sanitaria delle migliaia di cittadini stranieri di passaggio a Milano. L’HUB della Stazione Centrale è tra i progetti che la Campagna Tende di AVSI ha scelto quest’anno di sostenere. #TendeAvsi

 

Professionisti dell’accoglienza, sette giorni su sette.

Non c’è giorno della settimana che l’HUB rimanga chiuso.
Sette giorni su sette, operatori specializzati e volontari, che parlano inglese, francese, arabo e tigrino, accolgono e registrano i migranti, danno informazioni sulle opportunità messe loro a disposizione, rilevano le problematiche più emergenziali e offrono assistenza sanitaria. Nell’arco di poche ore, gli operatori di Progetto Arca organizzano il loro trasferimento in una delle sette strutture del Comune di Milano, dove saranno accolti per il tempo loro necessario a recuperare le forze per riprendere il viaggio.

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Pc in wi-fi, area piccoli, docce, sala medica. L’HUb diventa grande

Grazie al contributo di istituzioni e imprese e alla straordinaria risposta del terzo settore (25 le organizzazioni coinvolte), abbiamo potuto attrezzare gli spazi dell’HUB per rispondere ai bisogni più urgenti delle persone in arrivo, con un’attenzione in più per donne e bambini.

In un ambulatorio il personale medico esegue visite di screening generale e, al bisogno, dispensa le prime cure. Un’area gioco rende più leggero il tempo dell’attesa dei più piccoli.
Postazioni pc in wi-fi permettono di comunicare con i familiari lontani, pianificare le prossime tappe del viaggio o scambiare informazioni con chi già è arrivato a destinazione.
Servizi igienici, docce e un punto ristoro danno la possibilità di levarsi di dosso un po’ della paura e della fatica di un viaggio lungo mesi, che ancora non è finito.

 

A Milano un modello di solidarietà diffusa

I milanesi hanno donato e continuano a donare beni di prima necessità, soprattutto vestiti, scarpe, biancheria intima, pannolini e materiale igienico.

Le necessità di aiuto continuano, però, anche nella stagione invernale e oltre.
Per questo è importante che l’HUB di Milano, da progetto sperimentale, possa diventare un servizio stabile del sistema di accoglienza cittadino.
Non ci sono soluzioni facili all’emergenza profughi, ma risposte concrete si.

 

Sostieni l’Hub con una donazione!

 
Per maggiori informazioni clicca qui.
 
 

105 For Christmas!

 

Radio 105 e Caritas insieme in un progetto di crowdfunding a favore del Refettorio Ambrosiano.

Con “105 For Christmas“, Radio 105 lancia una campagna di crowdfunding con l’obiettivo di sostenere insieme ai propri ascoltatori il progetto “Refettorio Ambrosiano”.

Il Refettorio Ambrosiano di Caritas, nato da un’idea dello chef Massimo Bottura e da Davide Rampello, è un luogo dove bellezza e solidarietà si incontrano per offrire non solo un pasto dignitoso, ma una cura integrale alla persona senza la quale non è possibile avviare alcun effettivo percorso di reinserimento sociale.

Per donare bisogna cliccare su 105.net e, dopo una registrazione, scegliere un taglio di donazione tra 5 euro, 15 euro, 20 euro, 30 euro o donazione libera.

In regalo, per chi avrà offerto dai 15 euro in su, una selezione dei gadget dell’emittente.
Inoltre il giorno di Natale i Dj chiameranno in diretta, alcuni donatori per ringraziarli di persona e per un’ulteriore sorpresa.

La campagna si concluderà il 6 gennaio.
 

 

Dona ora!

 

Aiuta a sostenere il “Refettorio Ambrosiano” di Caritas! 
Questo Natale dona un pasto a chi non può permetterselo, perché sia festa davvero per tutti!

 
 

Banca, sinonimo di solidarietà

I progetti solidali di FinecoBank

Anche quest’anno la tradizionale campagna natalizia di FinecoBank sostiene importanti progetti benefici per offrire un aiuto concreto a coloro che ne hanno più bisogno. Dal 9 dicembre fino al 6 gennaio 2016, non solo i clienti Fineco, ma chiunque voglia dare il proprio contributo, potrà farlo con un semplice bonifico.
Potete avere maggiori notizie collegandovi al sito Fineco.it, ma vogliamo anticiparvi i progetti benefici scelti quest’anno, quattro iniziative di grande importanza e concretezza.

Per cominciare Ai.Bi., Amici dei Bambini, con il progetto “Family House”, la cui mission è la lotta all’abbandono di minori, la quarta emergenza umanitaria al mondo. Un vero e proprio dramma se si considera che è in continua crescita anche in Italia e i dati sono allarmanti: nel nostro Paese 3000 minori all’anno vengono abbandonati, e di questi solo 400 vengono ritrovati.
Family House è la prima clinica italiana per la cura dell’abbandono ideata e realizzata per fornire a mamme e bambini attenzioni speciali 24 ore su 24. Le strutture all’interno delle Family House – comunità mamma/bambino, appartamenti dedicati all’autonomia, consultorio, culla per la vita e centro di formazione – sono dedicate sia all’accoglienza di bambini e neonati abbandonati, sia delle mamme e delle famiglie in forte difficoltà in particolare delle mamme sole.

Altro progetto a cui si potrà donare un contributo è “Prevenzione e cura della cecità e della disabilità visiva” di Cbm Italia. Nel corso del 2016 CBM Italia darà il via ad un progetto finalizzato a fornire servizi di prevenzione e cura della cecità e della disabilità visiva alle fasce più fragili della popolazione. Il progetto, che per la prima volta vede CBM Italia impegnata sul territorio nazionale, prevede l’apertura di un primo ambulatorio oculistico in una città del Nord Italia, grazie al quale sarà possibile erogare servizi oculistici gratuiti a bambini e adulti indigenti o impossibilitati ad avere accesso a visite e cure specialistiche. L’apertura di questo primo ambulatorio oculistico sarà un progetto pilota, al quale seguirà l’apertura di altri ambulatori distribuiti in varie zone del territorio nazionale.

Il terzo progetto è “Proteggiamo i bambini insieme – Centri antiviolenza” di Terre des Hommes, che mette in rete le eccellenze ospedaliere specializzate nella diagnostica e nella cura del maltrattamento all’infanzia in Italia.
Nata nel 1989 in Italia e diventata Fondazione nel 1994 Terre des Hommes Italia nell’ultimo anno ha realizzato 90 progetti in 22 paesi del mondo dedicandosi in particolare ai temi della Child Protection, della sanità di base e del diritto all’educazione

Il quarto progetto è “Centri WeWorld per le donne” di WeWorld.
La violenza contro le donne in Italia ha numeri allarmanti: una donna su tre infatti subisce una violenza nell’arco della propria vita, ma solo l’11% delle vittime denuncia l’accaduto e addirittura il 18% non ne parla mai con nessuno. Molte di queste donne hanno bambini, piccoli, che assistono silenziosi e sofferenti alla violenza sulla loro mamma. Per spezzare questo silenzio WeWorld ha scelto di intervenire per essere presente laddove è possibile intercettare chi ne ha più bisogno: all’interno dei Pronto Soccorso di 3 ospedali (con sportelli aperti H24 per offrire supporto psicologico insieme a cure mediche) e nei quartieri più problematici di Napoli e Palermo con 4 centri, dove la violenza è più diffusa. Oltre a fornire alle donne gli strumenti necessari per diventare più autonome e sicure per poter chiedere aiuto, hanno allestito spazi per i bambini. Obiettivo: permettere alle donne di frequentare i centri e contemporaneamente favorire uno spazio di osservazione dei bimbi per rilevare situazioni di disagio o di violenza assistita o subita.

Ricordiamo che è possibile fare una donazione anche attraverso i canali social di FinecoBank.
L’hashtag #DonaConFineco, sarà presente sulle company page di Facebook, LinkedIn e Twitter.

 

 

Anche Buffon collabora con Charity Star

Charity Star, la celebre piattaforma di fundraising che raccoglie donazioni attraverso aste benefiche di celebrità, ha inserito un altro pezzo da 90 nel suo già ricco bouquet di artisti e celebrities. Si tratta infatti di Gigi Buffon, la leggenda del calcio italiano.

E’ stata messa all’asta infatti la maglia autografata e indossata nel 2014 in occasione di un’amichevole pre-mondiale. Il ricavato andrà a finanziare due cause importanti. In parte Fondazione Telethon, che proprio in questi giorni è protagonista dell’annuale maratona Rai sotto il motto #nonmiarrendo. E inoltre, parte del ricavato verrà utilizzato per finanziare  il progetto di Nicla Peruzzi lanciato su GoFoundMe per chiedere ai sostenitori di aiutarla a tornare all’università.

Nicla, di Arezzo, è affetta sin dalla nascita da onico-osteodisplasia congenita, una rara sindrome che causa disfunzioni all’apparato osseo. Per non rinunciare ai suoi progetti Nicla ha lanciato una campagna di crowdfunding.

«Vorrei diventare una Project manager per il non profit e le imprese sociali specializzata nel fundraising» si legge nell’appello.

Una delle caratteristiche di questa originale iniziativa consiste nella formula con cui Nicla intende ringraziare i suoi donatori. Infatti se la logica dell’operazione consiste nella sua gratuità, Nicla ha pensato un modo per ringraziare i suoi donatori, restituendo alla collettività parte di quello che la collettività le ha donato. Come? Donando a sua volta solidarietà. Diventerà donatrice di sangue all’Avis ed esprimerà la sua volontà a donare gli organi post mortem iscrivendosi all’Aido. Poi devolverà parte del ricavato ottenuto a Telethon, Save the Children, Wwf, Fondazione Dottor Sorriso e Fondazione Cecilia Gilardi. Realtà che a vario titolo si occupano dell’istruzione, dell’ospedalizzazione e del sostegno ai bambini italiani e del mondo, alla ricerca medica e alla salvaguardia ambientale. Temi cari a Nicla, soprattutto alla luce della sua storia personale.

Dunque ancora una volta Charity Star si fa carico di sostenere un progetto importante e delicato, tirando in causa un personaggio sportivo italiano conosciuto in tutto il Mondo.

L’asta terminerà il 17 Dicembre, l’appello va ai tifosi e a tutti coloro che avranno voglia di sostenere Telethon e Nicla Peruzzi, per la ricerca medica sulle malattie rare e per garantire a tutti una migliore qualità della vita.

http://www.charitystars.com/

 

 

Phi Foundation

Phi Foundation: # Fundraising supporta il Welfare

E’ stato presentato venerdì 11 dicembre 2015 alla Camera dei Deputati, in occasione dell’evento “Donare di più e meglio” il manifesto per un nuovo Fundraising.

Il primo Manifesto realizzato per contribuire a rendere il Fundraising una delle principali strategie per la sostenibilità di un nuovo “Welfare di Comunità”.

Frutto del dibattito pubblico realizzato con il Progetto “Fundraising – Un altro Welfare è possibile”, il Manifesto nasce come uno strumento utile a diffondere una nuova cultura della Donazione e del Finanziamento Sociale incentrata sulla logica dell’investimento e non solo del mero filantropismo e della carità.

Da quanto emerso in diversi incontri con i rappresentanti delle Istituzioni, del Terzo Settore e i cittadini, il Fundraising non può più essere ritenuto solo un insieme di tecniche per migliorare la sostenibilità delle organizzazioni ma deve diventare uno strumento capace di rendere partecipe la società civile alla creazione di un nuovo sistema sociale.

In Italia viviamo un paradosso singolare: da un lato tutti si appellano al Fundraising come risposta alla crisi di finanza pubblica, mentre dall’altro nessuno pone in essere strategie, azioni e politiche che lo possano far crescere realmente.
Anzi, sono ancora tanti gli ostacoli culturali, burocratici, amministrativi e politici che ne limitano enormemente il potenziale, come ad esempio il farraginoso sistema di gestione del 5 e del 2 per 1000, per citarne uno.

Desidereremo dar vita a programmi e azioni che rendano operativi i principi e far sì che il Fundraising diventi davvero lo strumento principale di un’economia sociale e civile essenziale per lo sviluppo del paese.

Il Dono è un fattore di crescita, un valore che non deve restare confinato nell’ambito del non profit.

Si tratta di una pratica quotidiana, uno stile di vita da promuovere e incentivare. Soprattutto tra le nuove generazioni.

Un obiettivo che Phi Foundation condivide pienamente e per questo, lavoriamo perché il Giorno della Solidarietà abbia ancora una volta i giovani protagonisti. Il non profit resiste.
Sei un’organizzazione non profit (ONP) e desideri supporto “Gratuito” o vuoi avviare una campagna di Raccolta Fondi?
Chiedi a PHI FOUNDATION (Social Fundraising Community).

 

Ristoranti contro la Fame

Arriva in Italia: Ristoranti contro la Fame!
Charity event al Park Hyatt di Milano.

“Il cibo dovrebbe essere un diritto di tutti… noi nel nostro piccolo cerchiamo di renderlo possibile”. Andrea Aprea, Chef Ambasciatore Ristoranti contro la Fame 2015.

Da Andrea Aprea a Elio Sironi, da Marco Sacco a Matteo Vigotti, tanti i nomi noti del panorama culinario italiano che dal 16 ottobre al 16 dicembre 2015 hanno sposato il progetto benefico Ristoranti Contro la Fame.
 
I grandi chef e le “charity organization” sembrerebbero due realtà molto diverse tra loro ma in realtà sono complementari, in quanto negli ultimi anni il boom del settore food sta sposando sempre di più le cause umanitarie.

Ristoranti contro la fame”, promosso dall’organizzazione no-profit “Azione contro la fame” e sostenuta da circa 150 ristoranti in tutta Italia vuole cercare di aiutare e salvare i bambini gravemente malnutriti, considerando che nel 2015 sono ancora purtroppo circa 3.000 bambini sotto i 5 anni che muoio di fame.

La mission dell’organizzazione, lanciata contemporaneamente in Italia, Germania, Canada e Stati Uniti, è quella di raccogliere fondi andando a cena in uno dei ristoranti aderenti all’iniziativa.

Ogni cliente può fare una donazione aggiungendo 2 euro al proprio conto

mentre i ristoranti promoveranno la campagna proponendo un menù/piatto solidale al quale associare una propria donazione. L’iniziativa ha preso il via al Park Hyatt di Milano e vedrà partecipi molti nomi di spicco nel settore della ristorazione, fino al 16 dicembre.

I professionisti dell’alta ristorazione che hanno scelto di ricoprire il ruolo di “chef ambasciatori” spaziano dagli stellati Andrea Aprea (Vun al Park Hyatt Milano), Elio Sironi (Ceresio 7), Matteo Vigotti (Ristorante al Peck), Marco Sacco (Piccolo Lago), Cristina Bowerman (Glass Hostaria e Romeo), Pietro D’Agostino (Ristorante La Capinera), Felice Lo Basso (Ristorante Unico), Aurora Mazzucchelli (Ristorante Marconi), Giancarlo Morelli (Pomiroeu), Roberto Okabe (Ristorante Finger’s), Gaetano Simonato (Tano Passami l’Olio), Angelo Troiani (Ristorante il Convivio Troiani), Leonardo Vescera (Il Capriccio) passando per Alessio Algherini (Ristorante Alexander), Michele Bassoni (Lyo), Tommaso Arrigoni e Eros Picco (Innocenti Evasioni) proseguendo con Eugenio Boer (Ristorante Essenza), Daniel Canzian (Ristorante Daniel), Maria Cicorella (Ristorante Pashà), Roberto Conti (Ristorante Trussardi alla Scala), Salvatore De Riso (Sal De Riso Costa D’Amalfi), Christian Milone (Trattoria Zappatori) e Filippo Saporito (La leggenda dei Frati).
 

I magnifici Chef della cucina italiana hanno messo a disposizione il loro ingegno e la loro creatività per una causa più che nobile: costruire insieme un mondo libero dalla fame.

 
 

# Storytelling e Fundraising

Spesso si sente dire che il contenuto è il re del marketing online: “Content is the king”.
È una regola che formatori e consulenti di organizzazioni non profit cercano di diffondere e che chi lavora nel campo della comunicazione in ambito non profit cerca di ricordare come un mantra.
Quando un’organizzazione non profit decide di comunicare con il proprio pubblico attraverso gli strumenti della comunicazione online, i contenuti di qualità fanno davvero la differenza.

Il mitico “storytelling“, “la narrazione di storie”, capace di attirare interesse e simpatia e di creare conoscenza ed empatia è veramente un asso nella manica per quanti, quotidianamente, operano sul campo per realizzare una buona causa.
Ogni organizzazione ha a disposizione un vasto patrimonio di materiale da diffondere al proprio pubblico, il quale non aspetta altro che sapere di più sul lavoro dell’organizzazione cui ha deciso o sta pensando di donare.

Portare sullo schermo del donatore il racconto del proprio lavoro con i beneficiari, far capire in che modo si agisce, fa la differenza, far conoscere difficoltà e successi, rende partecipe il sostenitore. Crea empatia e fa sentire le persone parte di un’azione comune a favore di una buona causa. Se poi la storia si racconta anche con fotografie e filmati, l’effetto è ancora più forte. Infine, abbinando al contenuto delle call to action ben studiate e posizionate, il potenziale del contenuto in chiave fundraising cresce esponenzialmente.
Sembra tutto molto semplice eppure non è così. O meglio: non è questo quanto accade nella maggior parte dei casi, poiché anche organizzazioni che avrebbero tutto per comunicare in questo modo, non lo fanno.

Personalmente proviamo un senso di disagio quando vediamo che dirigenti e operatori di una qualsivoglia organizzazione non profit restano ancorati a schemi ormai superati. Non solo non si prevede una strategia, ma neanche si ha la capacità, almeno istintiva, di comunicare all’esterno gli sforzi che si fanno per realizzare le proprie buone cause.
Sembra quasi ci sia una pigrizia intrinseca, una tendenza all’inerzia e all’immobilismo.

Comunicare online in modo efficace sarà sempre più importante e presto chi non inizierà a farlo si troverà ancora più svantaggiato rispetto a chi lo fa da qualche tempo.

Le persone (e quindi anche i donatori) passano molto tempo online, le potenzialità tecnologiche aumentano, il modo in cui si tessono relazioni e si cercano informazioni si evolve.

Per ottenere risultati positivi a livello di comunicazione (quindi di nuove donazioni, partner e opportunità), conterà sempre di più distinguersi e saper raccontare il proprio lavoro.

Il lavoro delle organizzazioni non profit è importante: è un pilastro del welfare, della cultura e della solidarietà internazionale.

Il capitale narrativo di molte organizzazioni è enorme ma purtroppo è fatto di racconti mai raccontati e d’immagini mai condivise.
Si tratta di un patrimonio che, se ben utilizzato, potrebbe dare frutti consistenti: più sostenibilità alle organizzazioni e progetti migliori ai beneficiari.
 
Sei un’organizzazione non profit (ONP) e desideri supporto “Gratuito” o vuoi avviare una campagna di Raccolta Fondi?
Chiedi a PHI FOUNDATION (Social Fundraising Community).

 
 

Il comune di Milano lancia una piattaforma di crowdfunding civico

E’ Stato presentato a Milano il bando per la partecipazione al progetto della piattaforma di crowdfunding civico.

Il comune di Milano infatti, ha stanziato un budget di circa 400 mila euro per finanziare parte dei progetti che riusciranno a raggiungere il 50% del loro budget attraverso la piattaforma di crowdfunding, fino ad un massimo di 50 mila euro.

Il bando è rivolto alle start up che creino, ad esempio, un’applicazione per informazioni su mobilità e offerta culturale in città, oppure un’impresa o una onlus che offrano un servizio di consegna a domicilio di pasti pronti per anziani. Questi sono solo alcuni esempi di progetti che potrebbero trovare posto su questa piattaforma.

L’iniziativa di Palazzo Marino parte con una sperimentazione di 18 mesi.

I progetti da inserire nella piattaforma potranno essere presentati fino a fine anno. Dovranno essere “innovativi” e “ad alto impatto sociale“, si legge nel bando pubblicato sul sito del Comune. Sei i possibili ambiti di intervento: accessibilità e rimozione di barriere, incremento della connettività urbana, riduzione del digital devide (ovvero il divario tra chi ha accesso alle tecnologie dell’informazione e chi non ce l’ha), progetti che favoriscano l’informazione su mobilità e attività culturali, servizi per la cura della persona e la conciliazione famiglia-lavoro, sviluppo di reti sociali all’interno delle comunità. Al bando potranno partecipare imprese profit e non profit, ong, onlus, associazioni di volontariato e promozione sociale.

Una volta terminata la fase di presentazione dei progetti, questi verranno valutati da una commissione. Tra i criteri con maggior peso nell’attribuzione del punteggio c’è la capacità del progetto di autosostenersi una volta esaurito il finanziamento ottenuto, in modo da favorire idee con modelli di business replicabili che abbiano le gambe per proseguire da soli. I migliori progetti saranno ospitati dalla vera e propria piattaforma realizzata in collaborazione con Eppela, uno dei marchi italiani del crowdfunding. È a questo punto che la “folla” (crowd) sceglierà in base al numero e alla consistenza delle offerte le idee meritevoli di essere realizzate, grazie anche al contributo del Comune.

Una volta selezionati, i progetti verranno messi in competizione per aggiudicarsi i contributi privati e pubblici, fino all’esaurimento dei 400mila euro messi a disposizione dal Comune. Chiunque contribuirà con una donazione riceverà in cambio una ricompensa, come possono essere un gadget o lo stesso servizio ideato (modello “reward based” del crowdfunding). Per avere il finanziamento dell’amministrazione, così come per incassare il denaro offerto dalla gente comune, bisognerà raggiungere l’obiettivo di ricevere dai privati almeno il 50% del necessario per partire, secondo la tipologia all or nothing del crowdfunding. Mentre per evitare che qualcuno faccia il furbo, autofinanziandosi in parte allo scopo di ottenere i contributi comunali, è previsto un numero minimo di donatori.

Lo scopo è quello di realizzare progetti di interesse pubblico al di fuori del budget dell’amministrazione. Per questo si parla di crowdfunding civico, una modalità di raccolta fondi che in Italia è stata utilizzata per esempio a Bologna per il restauro dei portici di San Luca. “Nel caso milanese più che il finanziamento dal basso di piccoli o grandi lavori pubblici, vogliamo introdurre un modo diverso rispetto al credito ordinario per finanziare progetti a vocazione sociale di start up e onlus – spiega l’assessore allo Sviluppo economico Cristina Tajani -. Si tratta di un nuovo tassello che si inserisce nel percorso della giunta per promuovere le iniziative di sharing economy“.

Milano si dimostra sempre all’avanguardia per quel che riguarda l’economia e prova a cavalcare il fenomeno del momento ovvero la “Crowd Economy”, un modello che nel mondo anglosassone sta generando milioni di dollari di fatturato permettendo a diverse start up di potersi costituire e finanziare.

L’augurio che noi tutti ci facciamo è che operazioni come queste possano dare il via ad un utilizzo più diffuso e cosciente del sistema crowdfunding, consapevoli che, soprattutto in un momento come questo, lo sviluppo di idee e progetti utili e validi passa anche e soprattutto attraverso la partecipazione collettiva e la condivisione.

Articolo tratto da: “Il Fatto Quotidiano” scritto da Luigi Franco

 

Phi Foundation

I bambini della Siria e la storia di un conflitto

Il mio articolo di oggi sarà breve. L’ho appena iniziato, ma sono già certo del fatto che non sarò in grado di aggiungere niente di particolarmente rilevante o utile ad una realtà drammatica e fatale che spesso non vogliamo guardare.

Non sarà facile scrivere questo articolo. Ancora meno, esprimere qualcosa di valido al di là di quanto mostra il primo dei due video, quello che ho appena visto. Non mi riferisco solo alle lacrime che annebbiano i miei occhi e mi impediscono di completare frasi comprensibili. Lo sappiamo bene, il cuore sa di grammatica meno che la nostra mente e l’emozione non deve essere mai imprigionata nella gabbia delle forme. Dal punto di vista letterario, sappiate quindi scusare il mio sfogo disordinato.

In effetti sono pochissime le parole che si possano aggiungere al primo dei due video che oggi vi presento e che vi prego di guardare con molta attenzione. Non vi risulterà facile e, probabilmente, troverete anche crudele la mia richiesta.

È inevitabile immedesimarsi nel devastante dolore della distruzione della guerra, nella ferita inguaribile di figli che supplicano i genitori appena assassinati di svegliarsi oppure nei bambini agonizzanti che somigliano tanti i nostri propri figli.

Il mio è un avvertimento per prendere consapevolezza attraverso l’autocritica. Quella coscienza che prima di vedere il video io non avevo e ingenuamente credevo o speravo di avere. Gli attentati recenti a Parigi, ci hanno toccato da vicino e, anche se sappiamo che nessuna forma di violenza è giustificata, esistono dolori che sembrano farci più male di altri. Occidente non sempre guarda i danni che provoca in uno, o in un altro modo. Insisto, Parigi ci è vicina non solo geograficamente, ma anche culturale ed affettivamente. Nonostante il dolore che ci hanno provocato poco fa quelle giovani e innocenti vite sottratte dal terrore, per evitare tragedie come questa in futuro, dobbiamo osservare la realtà in modo più ampio.

La guerra provoca terrore in ogni caso ed ad ogni modo. Intendo riferirmi a che a prescindere della confusione di responsabilità di terroristi e di coalizioni militari in nome della civiltà occidentale, come singoli cittadini, come singoli essere umani, abbiamo il dovere di tentare di osservare la realtà in modo completo.

La violenza è sempre un atto compiuto ai danni di tutti. Uomini incappucciati che gridano frasi senza apparente senso oppure uomini che ordinano attacchi con aerei e bombe da milioni e milioni di euro, distruggono ugualmente.

Le anime innocenti strappate alla vita supplicano la nostra attenzione. Il terrorismo è un’unica realtà inscindibile, sia per le strade di Parigi sia in un villaggio fatto di case di fango, è uguale.

Il terrore è identico, la distruzione è identica, combattere il terrorismo seminando terrore è una follia, degna di chi ha iniziato questa mattanza di civili pacifici, francesi o siriani non fa differenza gli unici a morire sono sempre e soltanto civili pacifici.

È ora di combattere con pace e con amore come armi ogni forma di violenza illegale e combatterla con le armi giuste, cioè la prosperità e l’abbondanza che caratterizzano questo pianeta.
La scarsità genera violenza e odio, chi controlla la nostra società lo sa bene, e per tenerci impegnati ci mette gli uni contro gli altri. Di risorse ne abbiamo, fermiamoci a riflettere per un attimo e capiremo che, qua ce n’è per tutti: abbiamo fonti di energia infinita e praticamente a costo zero, tantissime altre fonti rinnovabili, idrogeno, eolico, idroelettrico, geotermico e solare.

Eppure ci siamo fatti convincere che dobbiamo usare ancora carbone e petrolio. E ogni giorno muoiono uomini, donne e bambini perché il potente di turno deve fare soldi, soldi e soldi! E con questi soldi ha in mano i media che ci raccontano in TV tutto quello che vogliono mostrarci e non quello che succede veramente!

Ci dicono che bisogna combattere l’ISIS, ed è giusto! Ma perché uccidere i civili?!
Non dobbiamo farci ingannare, la guerra è guerra, e per i potenti le nostre vite non valgono nulla. Ci metteranno tutti contro tutti, ma per un solo scopo: soldi e potere. Sono loro che dobbiamo fermare! I primi passi consistono nell’aprire gli occhi e sostenere le associazioni che sostengono e accolgono la popolazione siriana, ovunque essa sia.

Promuovi la coscienza e sostieni l’Albero della vita.

 
 

FIA, Insieme contro l’indifferenza

C’è una Onlus il cui motto insegna:

“Collaborare con le popolazioni povere e bisognose per favorire il loro progresso sociale e culturale così da poter un giorno lasciare operare in autonomia e piena dignità coloro che hanno beneficiato del nostro sostegno”.
Stiamo parlando della FIA, Farmacisti in aiuto.

Tutto ha avuto inizio nel 2002, con l’avvento dell’euro, nelle Farmacie Comunali di Fiumicino (Roma) e all’impulso iniziale dettato da un gruppo di amici tra cui il dott. Marco Tortorici promotore, divulgatore e principale ideatore dell’iniziativa.
L’idea primaria era quella di aiutare una missione dei Padri Stimmatini di Verona, a realizzare una piccola farmacia in Tanzania. Posizionando circa 100 salvadanai in diverse attività commerciali del nostro territorio si volevano raccogliere le lire rimanenti in circolazione. Ma passati cento giorni, con grande sorpresa, videro che le donazioni in euro erano di molto superiore alle lire.

La gente aveva condiviso con fiducia il loro progetto!

Così nel 2003 decisero che l’impegno, dimostrato in quell’occasione, potesse trasformarsi da occasionale in uno stile di vita professionale, che caratterizzasse la loro attività quotidiana.

Nel 2003 e nel 2004, in meno di due anni, la FIA è riuscita a far sostenere a distanza ben 100 bambini africani, ai quali se ne sono aggiunti altri 30 indiani, adottati nel Kerala, dove nel frattempo era stato aperto un secondo fronte di aiuti, grazie all’Associazione Namastè.

Nel 2005 poi l’ASSOFARM, la Federazione delle Farmacie Comunali Italiane, ha proposto quest’iniziativa a tutte le altre farmacie comunali italiane. Molte sono state le farmacie che hanno aderito, grazie all’impegno dei farmacisti che hanno voluto condividere quest’esperienza.

Alla fine del 2006 i Farmacisti in aiuto riescono a sostenere quasi trecento bambini con l’aiuto dei Padri Stimmatini in Tanzania e Namastè in India. E grazie agli operatori sul campo indiano di quest’ultima e al sostegno indispensabile della Loacker Remedia di Prato Isarco (BZ), si inizia la costruzione di un villaggio fatto di mattoni a Kattuvila, nell’India del Sud. Ad Agosto 2006 vengono consegnate le prime 10 case. Le altre 18, che saranno costruite nel 2007 e nel 2008, offriranno a decine di persone, che vivono in capanne fatte unicamente da foglie di palma intrecciate, un tetto sicuro ed una vivibilità prima inimmaginabile.

La FIA si è poi ulteriormente attivata per la costituzione di un Banco, cioè di un fondo, realizzato tramite il posizionamento del maggior numero possibile di salvadanai in farmacia, per garantire le necessarie coperture ai molti progetti di intervento che crescevano.

I Farmacisti in aiuto attualmente contano più di 100 adesioni alla causa dell’associazione, tra i professionisti del settore farmaceutico e delle farmacie del territorio italiano.

Sono persone animate da un desiderio comune di solidarietà che hanno fatto propri i principi, la missione e il codice etico di questa straordinaria Onlus.

Grazie al Banco dei farmacisti in aiuto, nel 2006 è stata realizzata la costruzione di un villaggio, composto da 25 abitazioni in muratura, nel Tamil Nadu, in India. A decine di persone, vittime dello Tsunami del 2004, è stato donato un tetto sicuro garantendo una qualità di vita prima inimmaginabile.
Dal 2006 in poi i fondi sono serviti a sostenere a distanza quasi 300 bambini,
garantire l’approvvigionamento alimentare ad un lebbrosario, sponsorizzare l’apertura di due dispensari farmaceutici in India con un bacino di utenza di circa 70.000 persone che riescono a fornire assistenza medica e farmaceutica gratuita, sostenere le spese di gestione annuali per uno dei due dispensari farmaceutici In India, aiutare un ospedale in Tanzania che fornisce assistenza medico-farmaceutica a circa 160.000 persone, costruire pozzi per l’approvvigionamento idrico in zone disagiate, finanziare interventi d’urgenza a pazienti in gravi condizioni di vita che non sarebbero altrimenti riusciti a pagare le spese chirurgiche, finanziare idee di impresa al fine di creare piccoli circuiti di microcredito.

Chi volesse avere maggiori informazioni e donare il proprio contributo in termini di tempo o denaro a questa meravigliosa associazione, può visitare il sito.

 
 

Fermiamo l’epidemia di colera in Iraq

L’UNICEF è impegnato in Iraq per proteggere la popolazione dagli effetti di un’epidemia di colera che ha già colpito più di 2.200 persone in 15 dei 18 governatorati del paese.

Si teme che la malattia possa ulteriormente diffondersi a causa delle piogge torrenziali e del diffuso clima di insicurezza, che ostacola gli interventi sanitari.

UNICEF e Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stanno prestando aiuto al Ministero della Salute iracheno distribuendo acqua potabile, garantendo cure alle persone che mostrano i sintomi del colera, e promuovendo una campagna di comunicazione nazionale sulle misure da adottare per preventive l’infezione.
 

“Purtroppo è alto il rischio che il colera raggiunga altre aree del paese, colpendo i bambini più vulnerabili e quelli sfollati, le donne e le loro famiglie. Bisogna intervenire rapidamente” riferisce Peter Hawkins, rappresentante dell’UNICEF in Iraq.

Le intense piogge di fine ottobre hanno inondato molte aree del paese già a rischio di epidemie coleriche: come nei sobborghi di Baghdad, dove le alluvioni hanno provocato lo straripamento delle fognature nei campi per sfollati che ospitano 65.000 persone, fuggite da altre regioni del paese a causa del conflitto e delle violenze.
 

“Una parte importante dei nostri interventi ha per obiettivo aiutare le comunità locali a proteggersi dal colera. Possono farlo con azioni semplici, ad esempio attingendo l’acqua solo da fonti protette, disinfettando le scorte idriche che conservano in casa e allertando un medico non appena un familiare ha diarrea o altri sintomi” spiega Hawkins.

Le operazioni umanitarie in Iraq continuano ad essere gravemente sottofinanziate dalla comunità internazionale. Per proseguire la sua azione di risposta all’epidemia di colera, l’UNICEF ha bisogno con la massima urgenza di 12,7 milioni di dollari.

 

Aiuta l’UNICEF a contrastare l’epidemia!

Dona ora.

 
 

No Profit: Quando la musica e l’arte si uniscono per sostenere la ricerca contro il Parkinson

E’ stato presentato a Varese il programma dei prossimi appuntamenti dell’associazione No Profit WOODinSTOCK Music Art Connection. La Conferenza è stata introdotta dal dr. Massironi segretario generale della Fondazione Comunitaria del Varesotto Onlus.

WoodinStock è un connubio tra arte, cultura e sociale. Un progetto che sostiene la ricerca sul Parkinson attraverso l’organizzazione di eventi artistico-culturali che vedono la presenza di numerose star italiane ed internazionali.

L’idea di Luca Guenna, presidente dell’Associazione è quella di combattere la malattia del Parkinson “che lo ha colpito da qualche anno” attraverso la musica , l’arte e lo sport. I fondi raccolti attraverso le attività di WOODinSTOCK vengono devoluti ad associazioni e fondi per la ricerca sulla malattia del Parkinson. Dice Luca Guenna :”Si è costruito, dove non c’era nulla, qualcosa di concreto e vitale. Si è cercato di creare qualcosa d’impatto, in collaborazione con Associazione Parkinson Insubria. Tutti i nostri soci si sono dati da fare per contribuire alla ricerca contro questa brutta malattia. La fuori c’è comunque tanta brava gente pronta ad aiutare.Alessandro Gusmini vicepresidente dell’Associazione WOODinSTOCK ha presentato il programma delle prossime manifestazioni ed ha affermato: “Il 16 gennaio ci sarà un concerto a New York con Bruce Springsteen. Abbiamo la Masterclass, del grande chitarrista Andrea Braido , il 5 dicembre, presso la sede di SOS Laghi di Travedona Monate (VA). E’ uno dei più apprezzati chitarristi al mondo, il miglior musicista di Vasco Rossi e di tanti altri famosi artisti italiani: Ramazzotti, Celentano, Pausini, Mina , Zucchero… L’ingresso sarà di 25 euro, che saranno devoluti in beneficienza per la lotta contro il Parkinson. Già a partire da gennaio/­febbraio ci saranno tanti eventi, come il concerto con la sezione ritmica di Elio e le Storie Tese“.

A fine conferenza è stato anche presentato da Luca un altro suo progetto, ovvero il nuovo CD “Canto per te” che uscirà tra pochi giorni, scritto interamente in italiano, in collaborazione con importanti artisti.

Luca Guenna ha concluso dicendo :”Va aumentato lo sforzo del pubblico per comprendere la gravità di tale malattia. Il malato non deve chiudersi in casa ad informarsi tutto il giorno sui passi avanti della ricerca. Colui che ne è colpito deve dichiararsi, senza avere vergogna. La vita non è sempre liscia come la si vorrebbe. Chi ha il Parkinson deve farsi avanti, ad entusiasmarsi dei progetti dimenticando la malattia“.
Tratto da un articolo de “assesempione.info”

Scritto da: Ludovico Bandera

Aiuta i bambini in Italia

In Italia circa 32.300 bambini sono allontanati dalle proprie famiglie perché vittime di maltrattamenti, abusi, sfruttamento o perché sono costretti a vivere in condizioni di estrema povertà.
Senza amore un bambino può sviluppare patologie psichiatriche, ritardi nell’apprendimento e deperimento organico, diventando un adulto incapace di costruirsi una vita e una propria famiglia, e rischiando di ripetere a sua volta gli abusi subiti.

SOS Villaggi dei Bambini accoglie, cura e sostiene i bambini a rischio di abbandono, offrendo loro una nuova casa e un ambiente amorevole, e previene il rischio di allontanamento attraverso programmi di rafforzamento familiare.

Il calore di una CASA, l’amore di una MAMMA, l’affetto di una FAMIGLIA.
È il meglio che puoi offrire.
• La casa
• La Mamma SOS
• Fratelli e sorelle

Per diventare grandi e indipendenti, questi bambini hanno bisogno del tuo aiuto.

 

Anche tu puoi fare la differenza ogni giorno. Aiuta i bambini in Italia.

Fai la tua donazione oggi stesso!

Bastano meno di 4 euro a settimana, solo 15 euro al mese, per accompagnare questi bambini verso il loro futuro. Prendi anche tu parte al progetto. Con 50 centesimi al giorno, puoi donare una nuova vita a questi bambini.

Ogni bambino allontanato dalla famiglia, viene seguito attraverso un progetto individuale che lo accompagna sino al rientro in famiglia o per il tempo necessario a renderlo un adulto sano e indipendente. Oltre alle necessità quotidiane come cibo, vestiti, corredo scolastico e attività per il tempo libero, SOS Villaggi dei Bambini offre cure specialistiche di psicologi, psicomotricisti e logopedisti, basate su metodi che coniugano gioco, esperienze e terapia.

 
Per domande o curiosità, chiamaci al numero 02.55231564 oppure manda una e-mail a web@sositalia.it

 
 

Equoevento: solidarietà e azioni concrete

Articolo scritto da: Francesco Catapano e da tratto da: Equoevento.
 
Sembrava ieri quando seduti su un tappeto con tante speranze e domande prendevamo la decisione di far nascere Equoevento cercando di capire ed immaginare come dar forma ad un sogno. Nemmeno nelle più rosee aspettative avremmo mai potuto prevedere che in così pochi mesi tanti splendidi traguardi sarebbero stati raggiunti.
Per chi non lo sapesse Equoevento nasce il 27 gennaio del 2014. Il tempo necessario a diventare operativi, adempiere a tutte le lungaggini burocratiche e normative, che subito siamo riusciti a trovare il primo vero evento dove mettere in pratica tutto ciò che avevamo immaginato. La data fatidica è il 5 aprile, l’occasione è il congresso di Federnotai presso il Rome Cavalieri Waldorf Astoria, alla presenza di ben 400 illustri invitati. Il risultato è stato un susseguirsi di conferme: il cibo eccedente era molto, la logistica semplice, ed i benefici enormi ed immediati: in quell’ occasione siamo riusciti a recuperare oltre 400 ottimi pasti cucinati da chef di fama internazionale.
Da quel primo giorno solo 8 mesi sono passati, e siamo intervenuti in oltre 90 eventi, nei quali abbiamo recuperato, sottraendoli alla logica dello spreco, oltre 30.000 eccellenti pasti, destinandoli ad oltre 20 strutture caritatevoli, tra case famiglia, mense per poveri, centri per rifugiati, e angeli che successivamente li portavano ai senzatetto sparsi per Roma.

Siamo riusciti a recuperare cibo dagli eventi più disparati: dalla Convention Cinque Stelle del Circo Massimo dove sono avanzate oltre 2000 pizzette farcite, alle prelibatezze dei banchetti dei matrimoni; dal convegno aziendale, alla cena di natale della AS Roma, o di Bulgari. In otto mesi abbiamo recuperato e portato sulle mense dei poveri le prelibatezze più ricercate, dal carpaccio di polipo alla pasta al tartufo, passando per 100 porzioni di spigola al forno, 20 chili di filetti in salsa di funghi, ma anche melanzane alla parmigiana, olive ascolane e molte altre vere chicche culinarie, che per un giorno hanno fatto la felicità dei meno fortunati.

 

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Questa esperienza ci ha donato innumerevoli momenti di grande umanità. Tra i più belli vogliamo ricordare sicuramente quando gli chef stellati dell’Hilton hanno fatto riaprire le vaschette piene di rigatoni alla amatriciana destinate ai poveri perché mancava la spolverata finale di pecorino, oppure quando Silvia e Mauro, sapendo che le eccedenze del loro matrimonio erano destinate ai bisognosi, hanno fatto preparare una seconda torta nuziale, per essere sicuri che si sarebbe festeggiato anche alla mensa.

Non possiamo sicuramente prenderci tutto il merito dei meravigliosi obiettivi raggiunti in questo primo anno, e sicuramente l’attenzione che ci hanno rivolto telegiornali nazionali come il TG1, il TG5, il TG2, Skytg24, e trasmissioni televisive come Striscia la Notizia, oltre che delle maggiori testate giornalistiche nazionali, ci ha permesso di far conoscere la nostra iniziativa e dimostrare a tutti che il recupero delle eccedenze era possibile e doveroso, specialmente da parte degli addetti ai lavori del settore della ristorazione e dei grandi eventi.

Un felice paradosso che racconta il nostro operato, è rappresentato dal fatto che inizialmente eravamo noi a chiedere ai catering se volessero donarci il cibo eccedente, ricevendo a volte un rifiuto per mancanza di cultura sull’argomento della gestione delle eccedenze, mentre possiamo felicemente notare che ad oggi sono gli stesso catering ed alberghi a contattarci chiedendoci di venire a recuperare presso le loro strutture il cibo in eccesso.

Questo è sicuramente il traguardo più grande che siamo riusciti ad ottenere: “cambiare il modo di pensare!”.

In ultimo, ma non per importanza, tutto quello che abbiamo fatto non sarebbe mai stato possibile senza l’aiuto degli operatori che da molti anni lavorano nel settore dell’assistenza sociale, a partire dagli amici del Banco alimentare, che ci hanno sostenuto sin dal primo momento, ma anche grazie all’operato di tutte le mense della Caritas e della comunità di Sant’Egidio, che hanno distribuito ai poveri il cibo che abbiamo raccolto.
Tutto questo ci entusiasma e ci motiva enormemente a proseguire verso questo cammino ed espandere la nostra attività in più aree possibili del territorio nazionale.

Con orgoglio possiamo infatti comunicarvi che dal prossimo anno con un nuovo fantastico gruppo di ragazzi saremo pronti ed operativi a Milano e in Lombardia, in modo da rendere ogni evento un Equoevento, ed aggiungere sempre più pasti a tavola.

 
Per maggiori informazioni: Equoevento.
 
 

La Vocazione del Fundraiser: Tutti possono domandare ma non tutti sanno chiedere.

Cresce sempre più la richiesta di professionisti del Fundraising all’interno delle Organizzazioni Non Profit. L’incontro tra domanda e offerta non raggiunge, il più delle volte, i risultati attesi e ci chiediamo ormai troppo spesso il perché.

Innanzitutto dobbiamo tener conto che le nuove metodologie di Fundraising sono ancora percepite come strumenti “Transitori non Convenzionali”, da utilizzare esclusivamente in caso di “Necessità” e, cioè, quando serve denaro per progetti urgenti.

Sappiamo bene, invece, che la raccolta fondi non può essere improvvisata, ma deve essere intesa come un insieme di strategie e attività da pianificare, anche, a medio lungo termine.

Questo, sommato alla mancanza di know-how e formazione adeguata, spinge le ONP a compiere una serie di errori che si traducono in un continuo dispendio di energie e risorse senza raggiungere gli obiettivi prefissati (nei rari casi in cui essi siano identificati e definiti …..)

Fare Fundraising richiede preparazione nella Comunicazione orientata alla raccolta fondi e proprio l’importanza del lavoro, di un Fundraiser fa la differenza.

Coltivare le relazioni con i potenziali donatori significa avere a cuore, in primo luogo, i donatori stessi: le esigenze, i desideri, la volontà, di chi è interessato a sostenere un’ONP.

Dedicarsi, è un processo spesso lungo, delicato, che richiede molta dedizione.

Molte ONP non si avvalgono di Fundraisers professionali e tentano di risolvere autonomamente. Nulla di errato, in un certo senso, ma scegliendo il “fai da te” bisogna avere il coraggio di investire nella formazione e costante aggiornamento, impiegare almeno 2-3-4 risorse umane affinché possano specializzarsi e acquisire le conoscenze e competenze utili al reale fabbisogno dell’organizzazione.

Senza la capacità di guardare lontano e sviluppare una proficua allocazione di tempo e denaro, difficilmente un’ONP (soprattutto medio/piccola), potrà sperare nella buona riuscita delle sue attività di raccolta fondi.

“Il Fundraising è capacità di coinvolgere risorse su una causa e non l’atto di elemosinare soldi da parte di un’organizzazione in crisi economica”.

 

Sei un’organizzazione non profit (ONP) e desideri supporto “Gratuito” o vuoi avviare una campagna di Raccolta Fondi?
Chiedi a PHI FOUNDATION (Social Fundraising Community).

 

Charity: water

L’articolo di oggi lo voglio dedicare a qualcosa di essenziale alla vita, qualcosa che spesso e volentieri viene data per scontata e persino sprecata. Qualcosa di cui capiamo l’enorme valore solo quando ci viene a mancare, anche solo per poche ore. E pensare che ci sono Paesi che non l’hanno mai avuta disponibile!
Sto parlando dell’acqua.

Oggi, nel pianeta, 1,1 miliardi di persone non hanno accesso all’acqua potabile, mentre per 2,6 miliardi di persone mancano i servizi sanitari di base. Otto milioni di persone l’anno muoiono a causa della mancanza d’acqua e delle malattie legate alla mancanza di servizi igienico-sanitari (3.900 bambini al giorno) e secondo le stime dell’Onu nel 2030 fino a tre miliardi di persone potrebbero rimanere senz’acqua.
Queste cifre, che è bene ricordare nella Giornata mondiale dell’acqua che dal 1992 si celebra ogni 22 marzo, non sono il frutto di una mancanza della risorsa. Il totale dell’acqua dolce disponibile per gli ecosistemi e per gli uomini è di 200.000 km3 d’acqua, che corrisponde all’1% di tutte le risorse d’acqua dolce e solo lo 0,01 di tutta l’acqua della terra. Ma questo 0,01 % sarebbe sufficiente per le esigenze di tutte le popolazioni. Il problema con cui ci confrontiamo è soprattutto un problema di governabilità: come condividere l’acqua in modo equo assicurando la sostenibilità degli ecosistemi.

Le malattie da acqua non potabile e la mancanza di servizi igienici di base uccidono più persone ogni anno di ogni forma di violenza, compresa la guerra.
Il 90% dei 30.000 morti che si verificano ogni settimana a causa dell’acqua non potabile e le condizioni di vita non igieniche sono bambini sotto i cinque anni. L’OMS riporta che oltre il 3,6% del peso globale delle malattie può essere prevenuta semplicemente migliorando l’approvvigionamento idrico, servizi igienico-sanitari e igiene.

In Africa solo, le persone trascorrono 40 miliardi di ore ogni anno a camminare per prendere l’acqua. Donne e bambini portano di solito il peso della raccolta facendo a piedi lungi tragitti per arrivare alla fonte più vicina, che non è protetta e probabilmente pure contaminata.
Il tempo trascorso a piedi e le malattie derivanti costringono i bambini a saltare la scuola, e gli adulti a stare a casa e prendersi cura delle loro famiglie, non lavorando. I lunghi tragitti poi sono occasione di molestie e violenza sessuale. Con l’acqua potabile nelle vicinanze, le donne sarebbero libere di perseguire nuove opportunità e migliorare la loro vita e quella delle loro famiglie.

Ancora una volta abbiamo l’opportunità di fare la differenza e organizzazioni come Charity: water vanno prese come esempio per l’incredibile impegno che svolgono.

 

Chatity: water è un’organizzazione non-profit americana, il cui obiettivo è portare acqua pulita e potabile a persone in nazioni in via di sviluppo.

Investono il denaro raccolto per costruire progetti idrici di proprietà della comunità di tutto il mondo. Un team che lavora a stretto contatto per garantire che ogni dollaro raccolto sia investito al meglio, adottando le soluzioni che garantiscono la continuità della fornitura dell’acqua.

Si avvalgono di partner selezionani per scegliere le posizioni dei punti d’acqua in base alla geografia e alle valutazioni dei bisogni . Essi considerano anche la possibilità di costruire forti relazioni con gli stakeholder locali, il rischio di sovrapposizione con il lavoro di altre organizzazioni e la disponibilità di parti di ricambio e servizi di riparazione.
Charity:water dal 2006 può vantare i seguenti progressi:

  • 17,370 progetti d’acqua
  • 5.500.000 sono le persone che hanno avuto accesso all’acqua pulita
  • 25 i partner locali.

Finanziamento dei progetti di acqua in 24 paesi in tutto il mondo – in Africa, Asia, America centrale e meridionale.
Purtroppo nel mondo gli “affari” intorno all’acqua rappresentano un giro economico grande, molto grande. Ma non è la questione del business quella che dovrebbe spingere le azioni umane, sopratutto in questo caso vitale.
Nella Caritas in Veritate, Benedetto XVI scrive:

“Il diritto all’alimentazione, così come quello all’acqua rivestono un ruolo importante per il conseguimento di altri diritti, ad iniziare, innanzitutto, dal diritto primario alla vita. È necessario, pertanto, che maturi una coscienza solidale che consideri l’alimentazione e l’accesso all’acqua come diritti universali di tutti gli esseri umani, senza distinzioni né discriminazioni”.

Per garantire quest’obiettivo, occorre che ai Paesi poveri siano trasferite le tecnologie e le risorse economiche perché – attraverso gli investimenti necessari – si dotino delle infrastrutture indispensabili per accedere alla risorsa acqua.
Solo così, si potrà considerare il bene acqua equivalente ad un diritto fondamentale.

 

Dona il tuo sangue: La prima volta che abbracci il futuro

“La prima volta che abbracci il futuro” è il titolo della nuova campagna di comunicazione di AVIS, Associazione Volontari Italiani del Sangue, per Telethon. Dal 2001, infatti, AVIS partecipa ogni anno alla raccolta fondi a favore della ricerca scientifica sulle malattie genetiche e quest’anno ha voluto dare nuovo slancio a questa collaborazione dando voce diretta ai pazienti che, proprio grazie a questa collaborazione, possono guardare al futuro con fiducia e speranza.

«La nostra adesione a Telethon nasce da una comunione d’intenti: dare una risposta al bisogno di salute e garantire una vita migliore al maggior numero possibile di pazienti. I fondi da noi raccolti finora superano € 4.700.000 e hanno permesso di raggiungere importanti traguardi nella ricerca sulle malattie genetiche del sangue, in particolare talassemia e l’emofilia. Non bisogna, comunque, abbassare la guardia ed è fondamentale continuare a dare il nostro contributo. Per questo motivo, il 18, 19 e 20 dicembre prossimi scenderemo nelle piazze e inviteremo gli italiani a partecipare a questa grande e bellissima iniziativa».

Commenta il Presidente di AVIS Nazionale, Vincenzo Saturni.

 

Fanno parte della campagna una serie di scatti fotografici e un video, della durata di circa 3 minuti, nel quale quattro pazienti narrano alcune prime volte significative della loro vita.

«Questa campagna si inserisce in una più ampia operazione di sensibilizzazione basata su una riflessione molto semplice: la nostra vita è piena di “prime volte” che ci fanno crescere e cambiare, azioni e incontri che all’inizio possono spaventarci, ma che poi ci regalano forti emozioni. In questo senso, abbiamo ritenuto importante raccogliere e condividere con il pubblico i racconti di quattro persone affette da patologie genetiche del sangue. Attraverso i loro sguardi e le loro parole, ci hanno reso partecipi di quelle situazioni normali e semplici, ma sempre emozionanti, che per un malato possono costare molta più fatica e rappresentare un momento ancora più importante. L’invito della campagna è mobilitarsi, a fianco della ricerca Telethon, affinché queste prime volte diventino, anche per i pazienti affetti da malattie del sangue, traguardi sempre possibili».

Sottolinea Claudia Firenze, responsabile comunicazione AVIS.

 

«Sento di dover ringraziare AVIS per l’impegno di questi anni al nostro fianco. Il raggiungimento di risultati importanti sul versante delle malattie genetiche del sangue si deve anche alla volontà di AVIS di sostenere con forza e lungimiranza la ricerca scientifica. Lo testimonia questa campagna che AVIS ci ha voluto dedicare e che ci inorgoglisce, perché rafforza e consolida una partnership e testimonia la comunità di intenti che ha guidato in questi anni di lavoro comune sulle malattie rare».

Dichiara Alessandro Betti, Direttore della Raccolta Fondi Telethon.

 

Le sedi interessate ad aderire alla raccolta fondi possono contattare la Segreteria di AVIS Nazionale (Tel. 02 70 00 67 86 – 02 70 00 67 95 – Fax 02 70 00 66 43, cell. 342 8727982, e-mail avispertelethon@avis.it).

 

Articolo tratto di Emiliano Moccia – Corriere Sociale