RISTORANTE E LAVORO

Il Lavoro nel “ Ristorante Dell’Ordine Perduto ” :

Qualsiasi persona normalmente entra in un ristorante, si accomoda, ordina e consuma. Ciò che per la maggior parte delle persone rappresenta un’abitudine quotidiana e scontata, per altri può diventare una vera e propria sfida da vincere contro se stessi e contro le conseguenze dell’età. Specialmente quando si è dall’altra parte del ristorante, dalla parte dei  dipendenti e non del cliente.

Così a Tokyo ha recentemente aperto le porte, dopo una prima fase di startup un ristorante che ha fatto dell’inclusione una vera e propria mission aziendale.

Così tanto, da poter accogliere nel suo personale dipendenti e camerieri con la sindrome di Alzheimer.

Al “Ristorante dell’Ordine Perduto”, il servizio potrebbe non essere preciso perché capiterà spesso che molti piatti arrivino in ritardo o che non arrivino affatto. Ma ciò che resterà impresso e che farà sorridere è la sensazione di aver potuto contribuire alla felicità dei dipendenti solo sedendosi a tavola e ordinando da mangiare.

Secondo l’Adi (Alzheimer’s Disease International) nel 2015, ci sono stati oltre 9.9 milioni di nuovi casi di demenza all’anno, ovvero un nuovo caso ogni 3.2 secondi.

Invece, in Italia, i casi sono circa 600 mila e a causa dell’invecchiamento della popolazione sono destinati ad aumentare. Ed è una ricerca del Censis con l’Aima (Associazione Italiana Malattia di Alzheimer), ad affermare che i costi diretti dell’assistenza sono quasi interamente a carico delle famiglie (73%).

Infine a Tokyo il progetto che si è sviluppato intorno al Ristorante dell’Ordine Perduto dimostra che tutti hanno un proprio ruolo nella società e una loro utilità.

2        Che Cos’è l’ Alzheimer?  Alcuni cenni:

Il morbo di  Alzheimer è la forma più comune di demenza, indica la perdita di memoria e di altre abilità intellettuali talmente gravi da interferire con la vita quotidiana.

E’ una malattia progressiva, nella quale i sintomi di demenza peggiorano gradualmente in un certo numero di anni. All’inizio la perdita di memoria è leggera, ma con l’avanzare degli anni le persone perdono la capacità di interagire con il loro ambiente.

Il morbo di Alzheimer, forse non tutti lo sanno, rappresenta la sesta causa di morte negli Stati Uniti !

Chi soffre di questa patologia vive in media otto anni dopo che i sintomi sono diventati acclamati.

Ovviamente il periodo di vita, varia anche dalla condizione di salute della persona.

Le persone affette dalla perdita di memoria o da altri possibili segnali del morbo di Alzheimer possono trovare difficoltà ad ammettere di avere un problema. I segnali di demenza potrebbero risultare più evidenti per i membri della famiglia o gli amici. Chiunque dovesse avvertire sintomi simili a quelli della demenza deve recarsi da un medico il più presto possibile.

Per concludere vorrei esprimere che a volte basterebbe, perciò, avere una buona informazione e soprattutto maggior sensibilità da parte di ogni individuo per cambiare oppure aiutare qualcuno e portare della luce positiva nella vita di una persona attraverso le piccole cose.

E se il nome di quel  locale: il “Ristorante dell’Ordine Perduto” situato a Tokyo risulta un nome poco invitante,  non importa, perché nonostante ciò ha dato la possibilità di lavorare  a molte persone affette dal   morbo di Alzheimer, rendendolo unico nel suo genere in quanto è racchiuso in esso un senso profondo di umiltà  che  merita di essere riconosciuto, stimato, valorizzato e ricordato.

 

N&D Nadine Fashion Stylist

PHI Foundation

STOP ALLE INTOLLERANZE ALIMENTARI

Le intolleranze alimentari sono in forte crescita e sempre più persone si domandano se ne soffrono, come diagnosticarle, come conviverci. Tiziana Colombo, alias Nonna Paperina ci combatte da tutta una vita, per questo ha fondato Il Mondo delle Intolleranze, ha scritto libri, tiene un blog e ha fatto costruire una App. “CoreLifeStyleIntololeranze” dove si possono trovare informazioni sulle intolleranze, le allergie, sugli alimenti, gli esami e i test diagnostici e delle ricette per i vari tipi di intolleranza.

Negli ultimi anni si assiste ad un aumento vertiginoso delle intolleranze alimentari, cioè ad una sempre più diffusa sensibilità verso diversi componenti dei cibi più comuni.

Quando un alimento non è più tollerato, l’organismo sviluppa una reazione anomala perché non riesce a digerirlo. A differenza dell’allergia, che scatena una risposta immunitaria rapida ed eccessiva, la reazione innescata da una intolleranza si manifesta con tempi più lenti e provoca disturbi ricorrenti e persistenti, difficile da diagnosticare.

Si pensa che le intolleranze siano in forte espansione a causa dello sviluppo nella filiera agroalimentare, che con nuovi processi di raffinazione degli alimenti e con l’aumento dell’aggiunta di additivi e conservanti nei prodotti alimentari, hanno portato ad un aumento del numero di individui che mal tollerano cibi che prima non causavano (o si pensava non causassero) particolari patologie.

Fino a qualche anno fa c’erano pochi esperti di medicina (parliamo in modo particolare dell’Italia) che si occupavano del fenomeno delle intolleranze, lasciando in balia di sé stessi i soggetti che ne soffrivano. Pure l’industria farmaceutica ha sempre “snobbato” l’argomento, lasciando gli “sfortunati intolleranti” alla mercé di loro stessi, con ben pochi punti di riferimento per gestire la loro condizione.

Questa situazione l’ha vissuta sulla pelle anche Tiziana Colombo, donna straordinaria, che fin da giovane ha dovuto combattere con questi problemi, trovando incomprensioni, muri ma anche persone meravigliose che l’hanno portata a dedicare animo e corpo al progetto sulle intolleranze alimentari. Nel 2012 ha fondato Il Mondo delle Intolleranze, un’associazione no profit che ha lo scopo di rispondere in modo concreto alle domande e ai dubbi di chi soffre di questa patologia o a chi crede di soffrirne.

L’associazione si occupa di sostenere ed aiutare le persone con intolleranze alimentari sia a livello fisico che psicologico. Si tiene in contatto con vari professionisti, medici e nutrizionisti, per informare su nuove scoperte e nuove attività utili a far vivere appieno e nel miglior modo possibile queste persone. Attraverso l’associazione vengono organizzati eventi, cene, incontri tra amici per discutere e confrontarsi, ma soprattutto per diffondere conoscenza.

Nonna Paperina, alias Tiziana Colombo, si occupa di divulgare ricette adatte alle varie intolleranze, in particolare quelle relative al glutine, al lattosio e al nichel.

Donna vulcanica e solare, ha iniziato a scrivere un blog per istruire le persone su questo “fenomeno”, che con molta fatica e lentezza prende spazio nell’ambito della medicina ufficiale. Del resto non esistono medicine specifiche che curano queste patologie, ma ciò che serve è una corretta alimentazione e la conoscenza dei cibi. Si può convivere e vivere con le intolleranze e per questo Tiziana Colombo ha scritto anche diversi libri sull’argomento dove, coinvolgendo specialisti, medici, università e cuochi, propone ricette e dà consigli preziosi.

Un altro importante contributo in questo ambito, è la realizzazione della “sua” App,  CoreLifeStyleIntolleranze.  In questa App gratuita, e facilmente scaricabile sul proprio smartphone, si possono trovare informazioni molto interessanti su un vastissimo numero di alimenti, da cosa sono composti, che principi attivi hanno, a quali tipi di allergie possono essere associati e per quali ricette possono essere utilizzati. E naturalmente contiene tutte le indicazioni sui sintomi che possono dar adito ad avere una intolleranza, le procedure e i test ad oggi disponibili per diagnosticarla.

Insomma per chi pensa di essere un intollerante, per chi già lo è … per chi è solo curioso o vuole capire meglio questo mondo, cercate “Nonna Paperina” sul web, scaricatevi la App CoreLifeStyleIntolleranze, contattate l’associazione Il Mondo delle Intolleranze e buon’avventura.

 

Laura Giacometti

PHI Foundation

Alcolisti In Comunità

1 Conflitti e Cause

Uno dei tanti problemi gravi in questa comunità, è quello  dell’alcol.

Diventa difficile per gli alcolisti  l’approccio in  comunità perché emergono forti disagi  a rapportarsi con  i propri cari e  con il resto delle persone.

Non è facile scegliere il giusto comportamento da mantenere, fattori come l’ansia e l’insicurezza da parte dei famigliari possono causare  conflitti, influenzando le condizioni di vita della persona in difficoltà.

Troppo spesso,  aiutare  la  persona coinvolta credendo di fare del bene, si rivela un ulteriore danno e diventa necessario rivolgersi ad una comunità di recupero per alcolisti .

Ma non sempre l’idea di andare in comunità è accettata di buon grado.

Sono  tante le cause che portano in crisi il soggetto.

La scelta di entrare in comunità spesso non è presa in considerazione  perché viene interpretata come una forma di debolezza.

Si può essere condizionati dalla paura  di cambiare il proprio stile di vita, perché una volta entrati in comunità si perdono le abitudini sbagliate e si viene di rieducati sotto ogni aspetto.

Attività come ad esempio programmare una giornata, condividere la propria storia  con il gruppo d’ascolto e il motivo che li ha portati ad affrontare la vita con l’ uso di  alcolici non sempre risulta di facile scelta per l’individuo.

La personalità è sempre soggetta  a sbalzi d’umore, sensi di vuoto, paure costanti,  insicurezza e  il loro adattamento all’ambiente esterno non  è sempre   flessibile.

Durante il periodo di astinenza, può essere complicato per chi assiste, perché  si possono manifestare atti di aggressività e vulnerabilità.

La dipendenza  porta ad emarginare  queste persone  dalla società e diventa difficile ogni tipo  di confronto e spesso  la scelta di vita  diventa conflittuale e sedentaria.

Per questo devono essere aiutati, non aggrediti, ma seguiti  e soprattutto ascoltati  senza provocare ulteriore danno.

 

2 Scelta della Comunità

Una delle comunità per alcolisti  che si potrebbe scegliere è  San Patrignano .

Il programma di recupero prevede diversi aspetti di sostegno.

Il percorso terapeutico è  molto importante nella prima fase, perché serve anche a rieducare la persona.

Nei confronti della persona, si tende a  non riconoscere la dipendenza come una malattia  e per tanto non  è prevista una cura farmacologica.

Invece per le persone  con problematiche più gravi, diventa necessaria la cura farmacologica .

Durante il percorso di recupero  si viene seguiti da un tutor e si vive insieme ad altre persone, svolgendo varie attività,  quelle dedicate alla formazione e alla vita sociale, in cui viene insegnata  una professione oppure è possibile partecipare a progetti  in  comunità  dove ci si pone come obiettivo principale  lo sviluppo  di  una maggiore autostima e consapevolezza nel consolidare i rapporti interpersonali .

Inoltre il programma è personalizzato in base alle  esigenze e caratteristiche dell’ individuo .

Altri centri di comunità sono: Alcolismo.com

In alternativa ai centri di comunità  è possibile rivolgersi ai centri d’ascolto.

 

3 Attualità

Si può essere dipendenti da tante  cose ma questa è una delle dipendenze che non lascia  pace e per questo la  comunità non deve essere vista come un conflitto ma come un aiuto concreto .

Perciò i nuclei famigliari e tutte  le altre persone più vicine che si trovano  ad affrontare queste situazioni, non devono avere paura e devono sapere in che modo poter aiutare  gli alcolisti scegliendo quest’opportunità in comunità, per evitare di sfociare in ulteriori conflitti.

 

Il 19 maggio  è uscito il  singolo  ‘’ I’ m an alcoholic ’’ di L’Aura,  cantante italiana.

In cui è citato anche un elemento chiave:  l’alcol che è una delle dipendenze più rischiose in questa comunità .

Lo stesso brano  è la voce di una donna che crede di saper controllare la propria dipendenza invece  è  la dipendenza dall’alcol  che controlla Lei.

 

N&D Nadine Fashion Stylist

PHI Foundation

NOI BAMBINI DI IERI COME ABBIAMO FATTO A SOPRAVVIVERE?

Come abbiamo fatto a sopravvivere noi bambini degli anni 50 – 60 – 70 – 80

 

1.- Da bambini andavamo in auto che non avevano cinture di sicurezza né airbag.

2.- Viaggiare nella parte posteriore di un furgone aperto era una passeggiata speciale….

3.- Le nostre culle erano dipinte con colori vivacissimi, con vernici a base di piombo.

4.- Non avevamo chiusure di sicurezza per i bambini nelle confezioni dei medicinali, nei bagni, alle porte, alle prese.

5.- Quando andavamo in bicicletta non portavamo il casco.

6.- Bevevamo l’acqua dal tubo del giardino invece che dalla bottiglia dell’acqua minerale….

7.- Uscivamo a giocare con l’unico obbligo di rientrare prima del tramonto. Non avevamo cellulari …. cosicché nessuno poteva rintracciarci. Impensabile.

8.- La scuola durava fino alla mezza, poi andavamo a casa per il pranzo con tutta la famiglia (Si, anche con il Papà).

9.- Ci tagliavamo, ci rompevamo un osso, perdevamo un dente e nessuno faceva una denuncia per questi incidenti. La colpa non era di nessuno se non di noi stessi.

10.- Mangiavamo biscotti, pane olio e sale, pane e burro, bevevamo bibite zuccherate e non avevamo mai problemi di sovrappeso, senza palestra, ma sempre in giro a giocare ….

11.- Condividevamo una bibita in quattro …. Bevendo dalla stessa bottiglia e nessuno moriva per questo.

12.- Non avevamo playstation, videogiochi, televisione via cavo con miriadi di canali, videoregistratori, dolby surround, cellulari, computer, internet, chatroom …… Avevamo solo tanti AMICI reali.

13.- Uscivamo, montavamo in bicicletta o camminavamo fino a casa dell’amico, suonavamo il campanello semplicemente per vedere se lui era lì e poteva uscire.

14.- Si! Lì fuori! Nel mondo crudele! Senza un guardiano! Come abbiamo fatto? Facevamo giochi con bastoni e palline da tennis, si formavano delle squadre per giocare una partita; non tutti venivano scelti per giocare e gli scartati dopo non subivano un trauma.

15.- Alcuni studenti non erano brillanti come altri e quando perdevano un anno lo ripetevano. Nessuno andava dallo psicopedagogo, nessuno soffriva di dislessia né di problemi di attenzione né d’iperattività; semplicemente prendeva qualche scapaccione e ripeteva l’anno scolastico, perché gli insegnanti avevano ragione.

16.- Avevamo libertà, fallimenti, successi, responsabilità … e imparavamo a gestirli.

La grande domanda allora è questa:

Come abbiamo fatto a sopravvivere? A crescere e diventare adulti?

Oggi è il giorno delle persone più belle che esistano, e tu sei una di loro. Siamo connessi o no, condividiamo augurando

BUONA VITA A TUTTI.

 

PHI Foundation Social Innovation Community

È il nuovo modo di concepire l’engagement sociale al servizio della collettività

 

La Social Innovation (Innovazione Sociale) è caratterizzata dalla capacità di rispondere ai bisogni sociali della comunità mediante la responsabilizzazione degli individui e la volontà di cambiare le relazioni sociali.

 

PARTECIPA ANCHE TU AL CAMBIAMENTO

ENTRA NELLA PRIMA SOCIAL INNOVATION COMMUNITY

 

 

Sebastiano de Falco

PHI Foundation 

IL CONCERTO PER LA TERRA

Il 22 Aprile è una data cruciale per il nostro pianeta: dal 1970, infatti, ogni anno le Nazioni Unite, tutti i cittadini del mondo e ben 192 Paesi vi celebrano la Giornata della Terra (Earth Day).

Questa giornata è stata istituita per promuovere la salvaguardia della Terra e sensibilizzare la popolazione mondiale su problematiche che riguardano l’intero pianeta.

In Italia sono molte le manifestazioni organizzate lungo tutta la penisola in questa importante occasione, ma tra le più conosciute figura il Concerto per la Terra organizzato a Roma da Earth Day Italy con Urban Vision.

Earth Day Italy è la sede italiana dell’Earth Day Network di Washington, l’ONG internazionale che promuove la Giornata Mondiale della Terra. Dal 2007 Earth Day Italia celebra questa importante giornata anche nel nostro Paese, impegnandosi a promuovere la formazione di una nuova coscienza ambientale attraverso una sempre più estesa rete di dialogo tra i tanti soggetti che si occupano della salvaguardia del pianeta.

Il Concerto per la Terra, ”Over The Wall – Mecenati della Bellezza”, si terrà sulla terrazza del Pincio a Roma e avrà come protagonisti tanti cantanti tra cui Noemi, Sergio Sylvestre, Soul System, Zero Assoluto, Ron ed il gruppo La Scelta.

Inizierà alle 19, sarà gratuito per tutti e sarà presentato da Fabrizio Frizzi, con la partecipazione del comico Antonio Mezzancella e di altri ospiti d’eccezione.

Difendi anche tu la nostra Terra partecipando attivamente alla sua salvaguardia, sostieni Earth Day Italy e tutte le sue iniziative consultabili sul sito: http://www.earthdayitalia.org/PARTECIPAZIONE2/Sostieni-Earth-Day-Italia

 

Nicola Minerva

PHI Foundation

palloncino blu autismo

UN PALLONCINO BLU PER ABBATTERE LE BARRIERE DELL’AUTISMO

L’autismo  è una patologia caratterizzata dalla compromissione dell’interazione sociale e da deficit della comunicazione verbale e non verbale che provoca ristrettezza d’interessi e comportamenti ripetitivi.

Il 2 Aprile si celebra in tutto il mondo la Giornata della Consapevolezza dell’Autismo (WAAD, World Autism Awareness Day) per sensibilizzare l’opinione pubblica su questo disturbo e molte associazioni, tra cui ANGSA organizzeranno manifestazioni ed eventi in tutto il territorio nazionale.

L’ANGSA è l’ Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici ed è nata nel 1985, con lo scopo di difendere i diritti delle persone con autismo e delle loro famiglie. E’ formata da genitori, familiari e tutori di persone nello spettro autistico ed è una Onlus articolata sul territorio nazionale con una sede centrale, 18 sezioni regionali e 24 locali federate “aventi propria personalità giuridica”.

Uno degli eventi principali organizzati quest’anno da ANGSA si svolgerà a Ladispoli, in provincia di Roma, in piazza R.Rossellini dalle 10 alle 17 e nel corso dell’evento un gruppo di volontari di ANGSA Lazio distribuiranno i volantini dell’associazione e saranno disponibili a parlare della patologia e delle difficoltà che le persone con autismo e le loro famiglie vivono quotidianamente.

Regaleranno inoltre palloncini “BLU” (colore dell’autismo) e insegneranno ai più piccoli a fare sculture con i palloncini modellabili.

Ma la special guest dell’evento sarà Ralph Spaccatutto, per rendere omaggio al  tema della campagna del WAAD di quest’anno dal titolo  Break barriers together for autism. Let’s build an accessible society”, cioè “Abbattiamo insieme le barriere per l’autismo. Costruiamo una società accessibile” .

Sostieni anche tu  ANGSA nelle sue battaglie per difendere i diritti delle persone malate di autismo, per maggiori informazioni su come contribuire alla causa puoi consultare il sito http://angsa.it/cosa-puoi-fare/.

 

Nicola Minerva

PHI Foundation

CROWDFUNDING, ALZHEIMER ED ARTE

Il morbo di Alzheimer è una forma di demenza degenerativa progressivamente invalidante che compare, nella maggior parte dei casi, dopo  i 65 anni.

L’Alzheimer esordisce causando al paziente un sintomo caratteristico, cioè la difficoltà  nel ricordare eventi recenti, e l’aspettativa media di vita post diagnosi è compresa tra i 3 ed i 9 anni.

Per aiutare i malati di Alzheimer e le loro famiglie l’ Associazione Artistico Culturale Scruscio, in collaborazione con le due associazioni no profit,  Familiari Alzheimer Palermo e La Grande Famiglia Onlus, organizza una campagna di crowdfunding per la realizzazione di un laboratorio artistico terapeutico rivolto agli ospiti dell’Alzheimer Caffè di Palermo.

Il laboratorio Memoryplace avrà l’obiettivo di fornire ai malati di Alzheimer la possibilità di superare i loro blocchi espressivi e comunicativi, di rievocare i loro ricordi e le loro emozioni legate al passato, di stimolare le loro capacità percettive e di rafforzare la loro coordinazione oculo-manuale, il tutto tramite una serie di strumenti artistici.

Secondo alcuni studi, infatti, l’arte ha la capacità di sollecitare parti del cervello che restano intatte anche dopo la comparsa della demenza e di fornire uno stimolo intellettuale cosi intenso da portare al malato grandi benefici, sia nell’immediato che a medio termine.

Memoryplace si svolgerà in diverse giornate nel corso di un intero mese e, nello specifico, consisterà in percorsi artistici di diverso genere,  che spazieranno dalla pittura con tecnica Suminagashi, alla manipolazione della creta per la riproduzione di forme geometriche ed antropomorfe da ricomporre in una scultura di libera espressione artistica, alla creazione di silhouette con il metodo sedia di Lavater.

La campagna di crowdfunding si svolgerà tramite il sito www.becrowdy.com , una piattaforma di crowdfunding reward-based per progetti culturali e artistici, grazie alla quale gli artisti e i promoter possono proporre i propri progetti e finanziarli tramite l’aiuto della community.

Attraverso questa piattaforma l’artista/promoter può creare una campagna dedicata al suo progetto, indicando il budget da raggiungere e la sua durata e, per incentivare le donazioni da parte della community, attribuire delle ricompense ad ogni quota versata.

Allo scadere del tempo prefissato, se il budget indicato viene raggiunto o superato, l’artista/promoter riceve la somma raccolta (lasciando solo l’8% di trattenute a BeCrowdy); in caso contrario le somme versate vengono restituite ai rispettivi donatori.

La promoter di questa  campagna Memoryplace è Valentina Butera, presidente e fondatrice dell’associazione Scruscio, appassionata d’arte e laureata in Scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo.

Contribuisci anche tu a questa campagna di crowdfunding con una donazione, darai la possibilità a tanti malati di Alzheimer di poter mantenere viva la propria memoria e riceverai anche una pergamena, con dedica di ringraziamento dell’Associazione La Grande Famiglia Onlus.

PHI Foundation è un’associazione che si occupa di sostenere ed aiutare tutti gli operatori che si muovono nell’ambito del Terzo Settore, attraverso l’informazione e la promozione di raccolte fondi.

Se vuoi aiutarci in questo compito, sostienici attraverso un contributo cliccando su questo link.

 

Nicola Minerva

PHI Foundation

Colpire il tumore al seno partendo da una foto

La sfida per Onlus, Associazioni e Fondazioni che si occupano di tumore al seno è creare una campagna efficace di sensibilizzazione e di prevenzione. Da un lato, il seno è una parte del corpo femminile associata all’attrazione fisica e al sesso e ciò rende problematico mostrarlo, dall’altra, il tumore rappresenta un argomento difficile da trattare perché è inevitabilmente associato alla morte.

Come si manifesta il tumore al seno? Com’è un seno con un nodulo sottocutaneo? Come risulta al tatto? Muta colore? Consistenza? Quando in una campagna di sensibilizzazione dobbiamo “dire” al posto di “mostrare”, il messaggio “salva-vita” rischia di essere meno efficace ed impattante e tutte queste domande rischiano di rimanere insolute.

La Fondazione Umberto Veronesi ha creato la campagna Pink is Good per sconfiggere il tumore al seno delle donne. Sul relativo sito si possono trovare contenuti interessanti rivolti alle donne che vogliono avere più informazioni sulla prevenzione. Sono disponibili informazioni su come partecipare alle maratone in rosa organizzate dalla Fondazione a favore della ricerca. La campagna ha coinvolto molte sostenitrici e ha incentivato il passaparola tramite la possibilità di condividere banner sulle proprie pagine social nonché di acquistare gadget.

Però andando sul sito di Pink is Good della Fondazione Umberto Veronesi oppure Airc o di qualunque altra associazione impegnata nella ricerca contro il tumore al seno non c’è la prima cosa che cercherebbe una donna che ne vuole vedere i segni. Manca di fatto un’immagine o una foto di riferimento che mostri in modo semplice e immediato i sintomi della disfunzione. I classici cuoricini o fiocchi rosa per quanto ormai entrati nell’immaginario comune delle campagne di prevenzione del tumore al seno non danno veramente l’idea di come la malattia si possa manifestare.

Ecco che Erin Smith Chieze, sopravvissuta al tumore al seno, ha ideato una campagna per aiutare tutte le donne a identificare in maniera semplice segni sospettosi. Stufa dei soliti simboli quali fiocchi o cuori rosa, ha creato Knowyourlemons utilizzando 12 limoni come immagini metaforiche al posto dei seni e mostrando le varie manifestazioni dei segni del tumore.

Le donne in tal modo possono accedere nell’immediato a degli indicatori chiave che le aiuteranno a fare in autonomia una prima diagnosi, ma, come dice bene la campagna, senza farsi prendere dal panico perché alcuni cambiamenti che si possono notare sui seni sono normali e bisogna consultare il medico solo in caso persistano nel tempo.

La scelta della campagna Knowyourlemons di usare il giallo, il colore dei limoni, e non il classico rosa è davvero originale. Il giallo è il colore della luce solare ed evoca energia. Ed è proprio l’energia la carica umana che ci vuole per affrontare un tumore al seno, malattia che va a colpire una parte intima femminile così delicata.

La forza della campagna di Erin Smith Chieze è la sua validità ovunque perché può essere adatta per un Paese in particolare, come per tutto il mondo. Una strategia comunicativa di questo tipo in tema di tumore al seno non è mai stata creata prima. L’immagine dei “12 seni-limoni” sui social è stata condivisa oltre 25 mila volte.

Grazie Erin!

 

PHI Foundation è una Fondazione che si occupa di aiutare tutte le Associazioni operanti nel Terzo Settore, attraverso campagne di informazione e raccolta fondi.

Aiutaci ad aiutare con una piccola donazione, visita la nostra pagina qui.

Vanessa Doddi

PHI Foundation

Green Economy non più solo “green”

Green Economy, energie rinnovabili, sicurezza alimentare, equità nella distribuzione dei redditi: saranno nel 2017 al centro delle politiche economiche e ambientali dei nostri Paesi?

Confidiamo proprio di sì. Ci sono imprese, b-corporation e associazioni che già vanno nella direzione di un impatto ambientale positivo e al contempo riescono a rispondere concretamente ai bisogni sociali della collettività.

Ad esempio, la BTS Biogas di Brunico è stata chiamata per realizzare nei prossimi anni due impianti a biogas in Giappone, uno dei quali a Rikuzentakata, una delle aree distrutte dallo tsunami del 2011.  Il Giappone sembra sempre più attratto dalle energie rinnovabili, come quella prodotta con il biogas, che si conferma spesso come la soluzione più efficiente da un punto di vista economico ed ambientale per rispondere ad esigenze energetiche, ecologiche e strutturali anche in aree colpite da disastri.

Pure il Terzo Settore è parte attiva in questo percorso che conduce alla Green Economy. La biologa Daniela De Donno ha vinto la prima edizione italiana del premio Terre de Femmes  istituito dalla Fondazione Yves Rocher e che da 15 anni sostiene in tutto il mondo donne che si impegnano per la tutela dell’ambiente aprendo nuove strade per una economia sostenibile. La vittoria del premio le ha assegnato 10.000€.

Il suo progetto “La casa dei bambini Sanganigwa si veste di verde” mira a potenziare un orfanatrofio in Tanzania come un villaggio ecosostenibile e autosufficiente dal punto di vista finanziario ed energetico.

Dall’8 al 24 marzo anche noi potremo votare sul sito della Fondazione Yves Rocher il progetto della biologa italiana per permettergli di concorrere al premio internazionale del pubblico e, in caso di aggiudicazione, vincere altri 5.000€.

In un mondo sempre più globalizzato, non solo positivo impatto ambientale, ma anche riduzione degli sprechi alimentari e equa distribuzione dei redditi costituiscono la sfida della Green Economy. La FAO stima che quasi un terzo del cibo prodotto globalmente per il consumo umano, circa 1, 3 miliardi di tonnellate all’anno, vada sprecato o perso.

Ecco allora la soluzione proposta dal progetto Ristorante Solidale, promosso da Just Eat, azienda leader nella consegna di cibo a domicilio, con la collaborazione di Caritas Ambrosiana. Per la prima volta, pietanze e non alimenti, verranno usate, e non buttate, per organizzare cene e pranzi in luoghi di accoglienza come il Refettorio Ambrosiano. L’iniziativa partirà a metà febbraio a Milano per poi estendersi ad altre città.

Poiché infine siamo stati noi italiani ad inventare l’umanesimo civile non possiamo rinunciare all’idea che le corporation debbano creare valore non solo per se ma soprattutto per la collettività. È dunque doveroso che abbiano a cuore anche il lavoro, considerandolo non alla stregua di mero fattore produttivo per conseguire profitti, ma come principale risorsa per creare benefici per la comunità tutta.

Ad esempio, EcorNaturaSì, primo distributore in Italia di prodotti biologici e biodinamici, occupa una quarantina di persone di cui metà con disagi. Suo obiettivo primario, oltre a trasformare tutte le stalle in eco-stalle come quella realizzata nel 2013 in collaborazione con l’Università di Torino, è dare lavoro a più persone che partono da una situazione svantaggiata.

La Green Economy non può dunque prescindere da un concetto di equità nella distribuzione dei redditi né rinunciare all’idea che cambiare qualcosa sia sempre possibile.

 

PHI Foundation è una Fondazione che si occupa di aiutare tutte le Associazioni operanti nel Terzo Settore, attraverso campagne di informazione e raccolta fondi.

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Vanessa Doddi

PHI Foundation

Elettricità senza frontiere

Immaginare una giornata priva di acqua ed elettricità può sembrare quasi anacronistico per il nostro stile di vita eppure, secondo i dati dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) , circa il 18% della popolazione mondiale  non ha accesso all’energia elettrica.

E’ questo il motivo che ha spinto un gruppo di dipendenti di EDF (Electricité de France) a fondare nel 1986 in Francia la ONG  Electriciens Sans Frontières, sul cui modello nasce nel2015  in Italia  l’associazione Elettrici Senza Frontiere Onlus,  per mettere le proprie competenze al servizio di missioni e progetti di solidarietà internazionale finalizzati all’accesso ad elettricità ed acqua.

L’associazione è formata da volontari dipendenti e pensionati delle aziende elettriche, con qualificate competenze ed esperienza, che operano in collaborazione con le aziende del settore dell’elettricità in tutti i continenti, in favore delle popolazioni svantaggiate o in situazioni di emergenza sanitaria o di catastrofi naturali.

Ad oggi Elettrici Senza Frontiere ha già completato con successo progetti in Kenya, Congo ed in altri Paesi in via di sviluppo e per iniziare il 2017 con la marcia giusta ha già avviato una nuova missione presso il villaggio AINA Children’ s Home, situato in Nchiru, nel distretto di Meru.

In questa struttura del Kenya vivono ben 125 bambini sieropositivi, di età compresa tra i 6 e i 17 anni (tutti orfani o abbandonati dai genitori) e l’obiettivo della missione sarà installare pannelli fotovoltaici e batterie, per sopperire all’instabilità della rete elettrica presente nel villaggio, permettendo un prolungamento oltre il tramonto dell’attività del centro sanitario e della scuola, e per fornire luce all’esterno del villaggio. Sarà anche installato un solare termico per sviluppare acqua calda.

Puoi contribuire a questa e alle altre missioni promosse dalla Onlus con semplici donazioni (con le modalità indicate al seguente link)  o diventando volontario, partecipando così alla vita dell’associazione (anche nel settore logistica, amministrazione, comunicazione e raccolta fondi).

L’accesso all’elettricità e all’acqua sono fattori chiave ed indispensabili per lo sviluppo delle popolazioni svantaggiate, sostieni anche tu Elettrici Senza Frontiere!

 

Nicola Minerva

PHI Foundation

OPERATION SMILE: HAI MAI REGALATO UN SORRISO ?

Il Natale è appena passato e ormai quasi tutti hanno scartato i propri regali, ma quanti hanno mai regalato un sorriso ?

Operation Smile propone la possibilità di regalare qualcosa di apparentemente semplice, come un sorriso,  a bambini nati con malformazioni al volto, aiutandoli con le operazioni chirurgiche e le cure mediche di cui hanno bisogno.

Operation Smile è un’organizzazione medica umanitaria, fondata nel 1982 dai coniugi Magee e composta oggi da migliaia di volontari di oltre 80 nazioni diverse, che opera per aiutare e curare i bambini di più di 60 Paesi del mondo. In Italia è rappresentata dalla Fondazione Operation Smile Italia Onlus, nata nel 2000 grazie ad oltre 100 volontari medici, operatori sanitari ed infermieri, impiegati nelle missioni mediche nel mondo ed in progetti di cura nazionali ed internazionali.

Ad oggi i volontari di Operation Smile hanno già realizzato più di 240 mila interventi chirurgici gratuiti a bambini e ragazzi nati con il labbro leporino ed altri tipi di malformazioni al volto, oltre a fornire l’autosufficienza medica a livello locale dei Paesi in cui operano, sia formando il personale medico locale sia donando varie attrezzature mediche.

Per sostenere l’attività di Operation Smile e regalare una nuova vita a bambini nati con malformazioni invalidanti al volto, si può scegliere uno dei regali del catalogo del sorriso, che comprende ad esempio interventi chirurgici per bambini in Honduras,  in India o nelle Filippine o kit con garze, bendaggi, antidolorifici e pomate o persino coperte per riscaldare i piccoli pazienti in attesa di intervento o anche biberon speciali, indispensabili per nutrire i bambini nati con malformazioni molto gravi ed invalidanti.

Tra i regali del catalogo del sorriso puoi trovare anche quelli corrispondenti al costo del biglietto aereo necessario per permettere ad un volontario medico di Operation Smile di prender parte ad una missione internazionale, nel luogo dove un piccolo paziente lo aspetta.

E tu cosa aspetti? Anche se Natale è già passato, sei ancora in tempo per regalare un sorriso donando la capacità di sorridere ad un bambino che non ha mai potuto farlo.

 

Nicola Minerva

PHI Foundation

A NATALE DIVENTA PIU’ ROSA: SOSTIENI LA CAMPAGNA “ MORE THAN PINK ”

More than pink ” è il nome della campagna promossa dalla Susan G. Komen for the Cure, organizzazione internazionale senza scopo di lucro impegnata dal 1982 nella lotta ai tumori del seno, le neoplasie maligne più frequenti fra le donne di tutte le età.

Affiliata alla Susan G. Komen for the Cure ed operante sul territorio nazionale italiano  troviamo la Susan G. Komen Italia, che nasce nel 2000 e si basa sul volontariato.

Gli obiettivi della  Susan G. Komen non si limitano alla promozione della prevenzione e della diagnosi precoce di questa diffusa forma di tumore, ma vertono anche sul sostegno alle donne che sviluppano  questa grave patologia. Un sostegno indirizzato all’aumento delle loro possibilità di guarigione e al miglioramento di qualità di vita e cure, tramite la generazione di risorse economiche per  realizzare progetti mirati.

Il nome della campagna “ More than pink ” non è casuale. Pink è infatti il colore del caratteristico  nastro rosa, da decenni simbolo della prevenzione del tumore del seno.

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Diventare  “ More than pink ” , significa sostenere attivamente la Susan G. Komen con piccoli o grandi gesti, basati su azioni, donazioni e partecipazione.

E quale migliore occasione del Natale per impegnarsi in prima persona come volontari dell’organizzazione o per eseguire donazioni,  disporre un lascito, devolvere il 5×1000, iscriversi alla Race for the Cure o magari organizzare eventi per la Susan G.Komen ?

E’ anche possibile, proprio in vista dell’imminente Natale, scegliere di omaggiare i propri parenti ed amici con uno dei regali solidali proposti dalla Susan G. Komen . Un concreto gesto di solidarietà ma allo stesso tempo un utile strumento per sensibilizzare anche il destinatario del regalo e chi  lo circonda.

E’ infatti fondamentale  imparare a conoscere questa neoplasia maligna che, nonostante i progressi raggiunti negli ultimi anni, rappresenta ancora la principale causa di morte nelle donne sopra i 35 anni e, seppur con frequenza nettamente inferiore, può colpire anche gli uomini.

In molti casi basterebbe svolgere una corretta prevenzione (accurata, costante e incentrata su uno stile di vita sano) per scongiurare l’insorgenza di questa patologia.

La prevenzione può  salvarti la vita, diventa “ More than pink ”.

 

 

Nicola Minerva

PHI Foundation

Google Ad Grants: Social Innovation

Stupendo lunedì 17 ottobre 2016 – Sebastiano de Falco in nome di PHI Foundation e per gentile concessione di Google ha il privilegio di comunicare quanto segue:

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PHI Foundation è beneficiaria di un premio Google Ad Grants.

 

Il programma Google Ad Grants sostiene organizzazioni non profit registrate che condividono la filosofia dei servizi rivolti alla comunità propria di Google per aiutare il mondo in settori quali scienza e tecnologia, istruzione, salute pubblica globale, ambiente, patrocinio dei giovani e arti.

 

Google Ad Grants è un programma pubblicitario che consente alle organizzazioni non profit di fare pubblicità online gratuitamente tramite Google AdWords.

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Desideriamo ringraziare ancora una volta Google per la preziosa opportunità di sviluppo concessa a PHI Foundation.

 

Sebastiano de Falco

PHI Foundation