START UP SOCIALI: ARTISTE DEL CAMBIAMENTO

In un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo le start up sociali sono le vere protagoniste del cambiamento e di un nuovo modo di concepire il rapporto tra pubblico e privato.

Le start up sociali sono una particolare forma di impresa o di cooperativa che opera in settori quali assistenza sociale e sanitaria, educazione e istruzione di qualità, valorizzazione dell’ambiente e dei beni culturali.

Il cambiamento che le start up sociali hanno apportato risiede nel nuovo modo di concepire beni e servizi, ma soprattutto nella modalità di produrli e/o reimpiegarli.

Grazie al Progetto Quid di Verona, ad esempio, un settore frivolo come quello della moda è diventato etico e sostenibile trasformandosi in un importante polo di inserimento lavorativo per donne in situazioni di disagio, di violenza o disabilità. Queste nuove figure di sarte hanno trasformato tessuti di marca non vendibili sul mercato, perché difettati o perché scarti di sartoria, in abiti completamente nuovi, sia trendy che eleganti.

Con questo progetto innovativo la start up veronese si è aggiudicata il primo premio alla European Social Innovation Competition fra oltre 1.200 concorrenti. Oggi, dopo solo pochi anni dall’avvio, lavora con partner come Calzedonia, Den Store, Berto Industria Tessile e Altoitaliano.

Le start up sociali hanno dunque innovato il concetto di valore di un bene, che, anche quando sembra non servire più, risulta sempre utile.

Con questa idea nasce a Bologna Resilia, che ci insegna che, se si riesce a far incontrare nel modo giusto domanda e offerta, non c’è bisogno di buttare il cibo in eccesso. Questa start up ha lanciato la piattaforma online S-Cambia Cibo, una mensa collettiva dove si possono inserire le immagini di scorte di cibo in eccesso con descrizione e data di scadenza. In tal modo gli alimenti non vengono sprecati ma utilizzati da chi ne ha bisogno in quel momento.

Per risolvere il gap in matematica degli studenti di licei e istituti superiori è nata, invece, Redooc, una start up sociale che ha creato una piattaforma online per insegnare i calcoli con video e esercizi interattivi.

Il costo di utilizzo della piattaforma è di 10€ al mese: niente se si pensa alla esosità delle ripetizioni di matematica. Ogni ragazzo iscritto dispone di un proprio profilo con un report degli esercizi svolti e del punteggio ottenuto.

Non mancano poi le iniziative originali per conservare e diffondere l’identità del nostro patrimonio culturale. La sturt up sociale torinese Heritage ha creato il sito www.portalememoria.org con lo scopo di documentare attraverso studi e ricerche di qualità la storia travagliata dei popoli armeni, tibetani e di altre etnie. Il portale è diventato punto di riferimento per enti pubblici e fondazioni private operanti in ambito culturale.

Le start up sociali hanno dimostrato di essere la risposta creativa all’erosione del nostro welfare, accentuata dalla crisi e dalle politiche di austerità decise dall’UE negli ultimi anni. Ci lasciano un grande insegnamento: è proprio nel periodo di crisi che si sviluppa la fantasia per superarla.

PHI Foundation

Vanessa Doddi

Lampedusa: l’isola che non c’è

Lampedusa: Per alcuni, come me e te, è uno dei luoghi più ameni d’Italia, ricco di vegetazione e immerso nel mare cristallino… per altri, invece, è “l’Isola che non c’è”, quella cioè che non si riesce a raggiungere perché si perde la vita in mare prima di potervi approdare. Infatti, secondo i dati dell’Unhcr, solo quest’anno, le vittime dei naufragi sono di oltre 2.500.

Lampedusa è tra le rotte migratorie scelte per raggiungere l’Europa da rifugiati e richiedenti asilo provenienti da vari paesi come Siria, Afghanistan e Africa Sub-sahariana. Sono persone disposte a mettere a rischio tutto, persino la propria vita, pur di fuggire dai conflitti armati, dai genocidi, dalle carestie o da altre calamità naturali che affliggono le proprie nazioni.

Mentre nel mondo i conflitti si moltiplicano, cosa fa l’Unione Europea di fronte a questa situazione?

Da una parte c’è l’Italia, rimasta da sola a soccorrere i sopravvissuti nelle acque che circondano Lampedusa, dall’altra ci sono stati come Austria, Ungheria e Regno Unito che, ai propri confini, introducono barriere e controlli per frenare l’entrata dei profughi, lasciando che il mare sia l’unica soluzione per raggiungere il continente e chiedere protezione internazionale.

Menomale però che ci sono più di 200 studenti provenienti dalle scuole superiori di tutta Europa a ricordarci che i diritti umani sono da tutelare, sempre. Grazie al progetto “L’Europa inizia a Lampedusa” questi ragazzi si sono incontrati a Lampedusa, dal 30 settembre al 3 ottobre, per commemorare con workshop, seminari e laboratori i 368 migranti che il 3 ottobre 2013 morirono a largo dell’isola.

Hanno trascorso insieme quattro giornate di scambio interculturale sui temi dell’integrazione e della solidarietà, principi fondamentali e che, non a caso, hanno ispirato la nascita dell’Unione Europea.

In seguito a questa iniziativa, il “Comitato 3 Ottobre”, Onlus nata per istituire il 3 ottobre proprio come data simbolica della “Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione“, inaugurerà in accordo con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, una “Sezione Giovani” all’interno del Museo della Fiducia e del Dialogo di Lampedusa. Tale spazio sarà dedicato alle opere più belle che i ragazzi realizzeranno durante l’anno scolastico venturo e che saranno scelte tra quelle che sapranno meglio esprimere i valori di dialogo, fiducia e integrazione.

L’incontro degli studenti europei è stata un’importante occasione di crescita per ricordare la strage di tante vite umane affogate tre anni fa nelle acque del Mediterraneo, ma soprattutto ha trasformato Lampedusa in un’ “isola che c’è” per tutti coloro che credono nella fratellanza e nella convivenza tra popoli.

 

PHI Foundation

Vanessa Doddi

PHI Foundation: #Donoday2016 è di tutti

Scopri come essere protagonista del Giorno del Dono 2016
Cosa aspetti? “Donare rende felici”

Info da Sebastiano de Falco della PHI Foundation, 26 settembre 2016 –Il 4 ottobre si avvicina a grandi passi e tutto è pronto per celebrare il Giorno del dono 2016 con oltre 100 eventi in tutt’Italia ed un grande appuntamento a Roma presso la Camera dei Deputati dedicato ai ragazzi delle scuole. Sottolinea Edoardo Patriarca, Presidente dell’Istituto Italiano della Donazione (IID): “Il vero successo dell’iniziativa sarà decretato da quanto ognuno di noi saprà fare proprio questo progetto, sia con azioni concrete nel proprio quotidiano sia con la propria partecipazione in prima persona a quanto è stato preparato lungo tutto un anno“. Molti i modi per dare il proprio contributo a #DonoDay2016.

Dona responsabilmente
In seguito al terremoto che ha colpito il Centro Italia, IID ha lanciato la campagna #le7regole, principi semplici ma fondamentali per fare donazioni in tutta sicurezza.

Diventa protagonista del 1° Giro dell’Italia che dona
Con il lancio del video “Donare rende felici” IID invita tutti a scoprire l’iniziativa sul territorio più vicina tra quelle presenti nel fitto calendario del 1° Giro dell’Italia che dona, oltre 100 tappe animate da associazioni, imprese e comuni che stanno avendo luogo dal 23 settembre al 7 ottobre e che uniscono la penisola da nord a sud in un unico grande appuntamento di solidarietà e reciprocità.

Dona grazie a Banco Popolare
Per la prima volta IID insieme a Banco Popolare lanciano una raccolta fondi dedicata #DonoDay2016 che quest’anno sarà interamente devoluta alla ricostruzione “sociale” e territoriale dei comuni colpiti dal sisma del 24 agosto. Chiunque lo desidera può fare una donazione.

Scegli il tuo video preferito
Guarda i video delle 50 scuole in concorso per la seconda edizione del video contest “Donare, molto più di un semplice dare”, brevissimi cortometraggi che hanno ottenuto più di 80 mila visualizzazioni e circa 20.000 preferenze. Il 4 ottobre a Roma verranno premiati i video vincitori delle tre categorie: Premio Giuria Tecnica, Premio Giuria Popolare, Premio IID.

Scatta un foto #IlDonoXme
Partecipa alla seconda edizione della campagna social #ilDonoXme. Contribuire è semplice e gratuito: basta scattare una foto che rappresenti la propria idea di dono e postarla con l’hashtag #ilDonoXme e con il tag a Istituto Italiano Donazione sui propri profili social. Per rendere ancora più creative le proprie foto da quest’anno è possibile richiedere il braccialetto ufficiale del Giorno del Dono. Tutte le foto saranno condivise sui canali Facebook, Twitter e (nuovo arrivato) Instagram IID, nonché all’interno della pagina #ilDonoXme del sito.

PHI – Terremoto: per non dimenticare

Il tempo scorre e spesso siamo propensi a dimenticare, anche se il nostro Sebastiano de Falco ripone tanta fiducia nelle persone ed è pienamente convinto che tutti faranno la cosa giusta aiutando tangibilmente i meno fortunati.

 

Al fine di facilitare tutti quelli che sono intenzionati ad aiutare il prossimo con un gesto semplice ma efficace qui di seguito troverete la giusta via da percorrere.

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Aiutare chi ne ha bisogno, può fare bene al proprio animo, aiutare chi è caduto in disgrazia, sarebbe una causa giusta e umana.

 

Aiutare gli altri, aiuta spesso se stessi, perché si è consapevoli che si sta dando voce e forza a chi non può difendersi.

 

Grazie, a tutte le persone che ci ascolteranno, e per l’aiuto che possono dare, a tutti i bisognosi.

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Un personale ringraziamento della PHI Foundation e di Sebastiano de Falco a tutte le Organizzazioni Non Profit e ONG che sono intervenute a sostegno dei terremotati, un caloroso abbraccio alle migliaia di Volontari presenti sul territorio che insieme alle autorità coordinate della Protezione Civile hanno e stanno svolgendo un gran lavoro.

 

Un immenso grazie alle forze di Polizia, Carabinieri, Vigili del Fuoco, Militari e Civili che hanno salvato molte vite umane spesso aiutati delle unità cinofili e detto in modo più semplice dai fedeli amici dell’uomo il Cane.

 

Un pensiero per tutte le vittime e i loro familiari a quali desideriamo esprimere  la nostra più integra solidarietà e disponibilità a sostenere  contatti@phimail.org

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Nel concludere vogliamo ricordare a tutti i governati che tanto hanno promesso durante tutti questi giorni di non lasciar cadere ancora una volta nell’oblio quanto da loro garantito.

#PHI: Migliorano le raccolte fondi del non profit

COMUNICATO STAMPA  ISTITUTO ITALIANO DONAZIONI

Dal 23 settembre partono le iniziative per la seconda edizione di #DonoDay Più di 100 eventi per il 1° Giro dell’Italia che dona Milano, 19 settembre 2016.

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PHI Foundation: Sono incoraggianti i dati della 14° edizione dell’indagine “L’andamento delle raccolte fondi: bilanci 2015 e proiezioni 2016” realizzata dall’Osservatorio di sostegno al Non Profit sociale dell’Istituto Italiano della Donazione (IID) in collaborazione con l’Associazione Italiana Fundraiser (Assif). Quasi il 40% delle ONP dichiara di aver aumentato la propria raccolta fondi nel 2015, con un leggero incremento rispetto al 2014. Il dato rilevante è la diminuzione di quasi 10 punti percentuali delle organizzazioni che dichiarano di aver peggiorato le proprie performance rispetto al 2014. L’anteprima dell’indagine è stata presentata questa mattina a Milano da Cinzia Di Stasio, Segretario Generale IID, durante il convegno “Il Dono e il Territorio” che l’IID, insieme a Fondazione Cariplo, ha organizzato alle Gallerie d’Italia a Milano. Durante il convegno il presidente dell’Istituto Italiano della Donazione Edoardo Patriarca ha illustrato gli oltre 100 eventi che si terranno in tutta Italia dal 23 settembre al 7 ottobre per il 1° Giro dell’Italia che dona: quasi 200 sono gli aderenti tra comuni, scuole e associazioni. Da oggi tutti i cittadini potranno partecipare attivamente alle celebrazioni del Giorno del Dono, ricercando l’iniziativa più “vicina a casa” grazie alla mappa interattiva. Sono 50 le scuole che aderiscono al video contest “Donare molto più di un semplice dare” per un totale di oltre 1500 ragazzi entusiasti di raccontare la propria idea di dono. Questi i numeri dell’iniziativa: 90.000 le visualizzazioni alle pagine dei video presenti nella piattaforma e più di 36.000 votanti per eleggere il vincitore della categoria “Giuria Popolare”. Per sapere i nomi delle scuole vincitrici della seconda edizione del contest bisognerà aspettare il 4 ottobre, giorno in cui si terrà alla Camera dei Deputati l’evento principale. Ad aprire la mattinata è stato il presidente della Fondazione Cariplo Giuseppe Guzzetti che ha annunciato l’impegno della Fondazione nella diffusione della cultura dei lasciti testamentari, come forma di dono che va al di là di noi stessi: “E’ nostra responsabilità e dovere in questo periodo di crisi sociale ed economica far conoscere questa opportunità filantropica unica che in modo semplice, sicuro ed efficace permette a tutti di mettere a disposizione con continuità nel tempo il proprio patrimonio, piccolo o grande che sia, e quindi di partecipare al benessere futuro delle propria collettività, riattivando risorse e capacità, adeguandosi a bisogni nuovi ed emergenti senza disperdere la speranza di un futuro comune migliore”. È stato il presidente dell’IID Edoardo Patriarca a presentare i risultati raggiunti nella seconda edizione del Giorno del Dono, i numeri delle iniziative, delle adesioni e dei prossimi appuntamenti. “Mi piace celebrare la seconda edizione del Giorno del Dono -ha detto Patriarca- con una conferma del miglioramento della raccolta fondi da parte delle associazioni non profit intervistate, un segnale di positività ed entusiasmo in linea con la mobilitazione nazionale che vede quasi 200 adesioni tra comuni, associazioni, imprese e scuole al Primo Giro dell’Italia che dona che da nord a sud ha fotografato un paese capace di celebrare il dono nei suoi aspetti più nobili. E’ solo il primo passo per un cambiamento culturale che l’IID vuole promuovere affinché il tema della gratuità sia al centro dell’agire di ognuno di noi, come ci ha ricordato anche il Presidente Emerito della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi scomparso pochi giorni fa e primo firmatario nonché grande sostenitore della legge istitutiva del Giorno del Dono”. Stefano Cerrato del Banco Popolare ha presentato la campagna di comunicazione a favore della prima raccolta fondi organizzata per il Giorno del Dono, curata insieme all’Istituto Italiano della Donazione: “Il Banco Popolare attiverà la raccolta fondi, sul conto corrente dedicato Giorno del Dono 2016, coinvolgendo tutte le proprie filiali, circa 1.800. Il conto corrente è già operativo e resterà aperto per la raccolta dei fondi fino al 30 novembre. La campagna, che prevede la distribuzione dei materiali a supporto dell’iniziativa in tutte le filiali, inizierà il 26 settembre e terminerà il 7 ottobre, mentre il conto corrente resterà aperto fino al 31 novembre per la raccolta dei fondi da parte dei cittadini” . Comunicato Stampa IID L’importo raccolto sarà destinato a progetti di enti selezionati secondo chiare regole di trasparenza e correttezza, contenute nella “Carta della Donazione”, il codice etico utilizzato dall’Istituto Italiano della Donazione, che garantisce il donatore sul buon uso delle risorse raccolte. I progetti selezionati saranno di associazioni impegnate nei lavori di ricostruzione “sociale” e territoriale dei paesi colpiti dal sisma del 24 agosto. Le associazioni potranno candidare i propri progetti a partire dal 10 di ottobre fino al 14 novembre. Entro Natale verranno annunciati importi e progetti vincitori. L’iban per contribuire è IT73W0503411701000000040416, beneficiario: Giorno del Dono 2016 Banco Popolare, Causale: Giorno del dono. Durante il convegno, Filippo Petrolati, responsabile del progetto Fondazioni di comunità, ha lanciato la Campagna a favore dei lasciti testamentari promossa da Fondazione Cariplo. “Dopo oltre 15 anni di esperienza di intermediazione filantropica e di attività a sostegno di enti e progetti di utilità sociale -ha detto Petrolati-, lanciamo oggi una campagna a favore dei lasciti testamentari, sicuri che le che le Fondazioni di Comunità locali promosse da Fondazione Cariplo possano costituire un vero e proprio ponte tra generazioni per la loro capacità di interpretare e garantire nel tempo le volontà e i sogni di chi intende continuare a vivere grazie alla possibilità di costituire fondi filantropici permanenti”. A supporto della Campagna Lasciti Gian Paolo Barbetta ha presentato l’aggiornamento rispetto al 2009 del Quaderno dell’Osservatorio “Il mercato dei lasciti testamentari”. “Nell’arco dei prossimi 15 anni un quinto della ricchezza netta dell’intero Paese è destinata ad essere trasferita mortis causa – ha spiegato Barbetta-. All’interno di questo flusso, si ipotizza che il valore potenziale dei lasciti alle istituzioni del Terzo settore possa rappresentare un ammontare significativo, corrispondente a circa l’1% della ricchezza complessiva del paese. In Italia, il valore economico di tale ricchezza potrebbe oscillare fra i 100 e i 129 miliardi di euro; in Lombardia, potrebbe attestarsi intorno ai 12 miliardi”. A chiudere la mattinata un momento di riflessione sul dono, dove a essere protagoniste sono proprie le storie di filantropia del territorio lombardo, precedute dall’intervento di Luigi Campiglio, docente di politica economica alla Cattolica di Milano. A raccontarle Catherine De Senarclens, consigliere della Fondazione comunitaria del lecchese Onlus, Cesare Ponti, presidente della Fondazione Comunitaria del Novarese Onlus e Carlo Vimercati, presidente della Fondazione della Comunità Bergamasca.

Teatro e scuola si avvicinano

Teatro e scuola sempre più vicini: il non profit che promuove il teatro tra i banchi

Teatro e scuola sono due termini che solitamente sono considerati univocamente: scuola di teatro. Difficilmente, però, si associano le due parole ad un normale calendario didattico delle scuole italiane, soprattutto perchè le difficoltà economiche che si percepiscono tra i banchi di scuola sono numerose. E’ complesso, per insegnanti, presidi e docenti, portare bambini e ragazzi a teatro durante l’anno, perchè i costi dei biglietti sono elevati, ma anche perchè le gite e le uscite didattiche previste dai diversi calendari sono numerose. Il non profit può essere, a volte, la risposta a problemi di questo genere.

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Le difficoltà della scuola

In un complesso momento storico del nostro Paese, in cui le difficoltà economiche in cui versiamo sono tangibili e oggettivamente visibili, la scuola è tra le Istituzioni che ne risente maggiormente. Innaznitutto la precarietà dei docenti e degli insegnanti; per non parlare del caso fresco di attualità dell’esodo degli insegnanti dal Sud al Nord; passando poi per la sempre maggiore presenza di studenti extracomunitari nelle nostre classi, con alle spalle famiglie fortemente disagiate. Il tutto condito con la diffcioltà di comunicare ai bambini e agli studenti la necessità di condividere e di accogliere. Parte proprio dagli insegnanti la richiesta di proporre un percorso che possa far avvicinare i ragazzi al teatro, toccando questi argomenti di vita quotidiana. Un modo diverso per parlare ai giovani, attraverso l’arte e la cultura.

Il progetto

Muse solidali è una realtà del non profit milanese che ha accolto la richiesta degli insegnanti del territorio di prouovere il teatro tra i banchi di scuola, proponendo anche argomenti forti, che diano loro l’opportunità di trattarli in maniera meno difficile. Il teatro si avvicina alla scuola in punta di piedi, offrendo ai bambini delle scuole primarie e secondarie milanesi la possibilità di conoscere il mondo teatrale e tutto ciò che lo circonda. Il tutto è reso possibile grazie ad un progetto che coinvolge le scuole e alcuni sponsor che hanno sposato l’idea progettuale. In questo modo viene favorito l’accesso alla cultura da parte delle fasce più deboli della società, quelle che non avrebbero altra possibilità di avvicinarsi al teatro. Ecco che il non profit è colui che promuove il teatro nelle scuole, facendo da liaison tra i bisogni del territorio e chi può dare risposta a questi bisogni.

La stagione teatrale

L’impresa sociale Muse Solidali, insieme con il Teatro di Milano e le scuole della ReteMi2, ha dato il via alla stagione teatrale 2016 – 17 interamente dedicata alle scuole milanesi e non. Teatro e scuola si avvicinano grazie ai prezzi agevolati degli spettacoli di prosa e balletto proposti in cartellone.

  • Lunedì 28 novembre – Per mangiarti meglio – tema trattato: bullismo, alimentazione, obesità;
  • Lunedì 12 dicembre – Il vestito di Arlecchino – tema trattato: rispetto della diversità;
  • Marted’ 20 dicembre – Lo Schiaccianoci – balletto; tema trattato: la magia del Natale; repliche 21 dicembre e 22 dicembre;
  • Lunedì 23 gennaio – Mal di casa – tema trattato: giornata della memoria, la Shoah;
  • Lunedì 30 gennaio – Fate e fantasmi all’opera – tema trattato: il mondo dell’opera lirica attraverso le fiabe;
  • Martedì 31 gennaio – Romeo e Giulietta – balletto; tema trattato: l’affettività e i confllitti familiari;
  • Martedì 21 febbraio – Carmen – balletto; tema trattato: la gelosia;
  • Lunedì 6 marzo – Millennial Generation – tema trattato: cyberbullismo;
  • Sabato 18 marzo – Paolo Borsellino essendo stato – tema trattato: mafia e vittime della mafia.

La stagione teatrale è promossa dal Teatro di Milano assieme alla cooperativa impresa sociale Muse Solidali in risposta ai bisogni delle scuole del territorio. Il teatro ha bisogno di avvicinarsi alla scuola così come i ragazzi hanno bisogno di conoscere da vicino questo affascinante mondo culturale.

“In farmacia per i bambini”. L’evento per la raccolta farmaci cerca volontari.

Il 18 novembre si terrà la quarta edizione di “In farmacia per i bambini”. L’iniziativa è promossa ed organizzata dalla Fondazione Francesca Rava – Nph Italia onlus, con l’obiettivo di realizzare una raccolta farmaci, o alimenti per l’infanzia e vari prodotti ad uso pediatrico e inoltre, per ricordare la Giornata Mondiale dei Diritti dell’Infanzia che invece si celebra il 20 novembre.

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Il 20 novembre di ogni anno si celebra, infatti, la Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, un’occasione importante per ricordare a tutti che è necessario impegnarsi, ogni giorno, affinché siano riconosciuti i Vostri diritti e nessuno di Voi subisca violenze e abusi.

“La Convenzione ONU si rivolge sia alle bambine ed ai bambini, che alle ragazze ed ai ragazzi, senza distinzione di razza, colore, sesso, lingua, religione, opinione del bambino e dei genitori, riconoscendo a tutti una serie di diritti fondamentali, come ad esempio il diritto alla vita, alla famiglia, alla salute, alla protezione da ogni forma di violenza, abuso, sfruttamento, ad esprimere la propria opinione e ad essere ascoltati.

La Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia ha valore di legge per l’Italia dal 1991: da allora esiste un obbligo per tutti, nel nostro Paese, di impegnarsi ogni giorno per la promozione dei Vostri diritti e per la Vostra protezione e tutela.” Giovanna Martelli – Dipartimento Pari Opportunità.

L’evento di raccolta farmaci è gestito dai volontari presenti nelle farmacie aderenti:

Se vuoi far parte del gruppo di volontari Clicca qui e compila il form per offrirti volontario per un giorno;

Se vuoi candidare la tua farmacia come punto di raccolta farmaci Clicca qui per consultare le modalità di adesione.

Tutti possono aderire! Non solo le singole persone ma anche gruppi di studenti e aziende.

La rete di solidarietà composta da volontari è una risorsa fondamentale in ogni settore del volontariato.

Oltre all’iniziativa “in farmacia per i bambini”, legata principalmente ai bambini, esiste un’altra realtà gestita dal Banco Farmaceutico il quale opera contro la povertà sanitaria raccogliendo farmaci da banco che vengono donati durante la Giornata Nazionale di raccolta del Farmaco.

Le associazioni di volontariato, le fondazioni, gli enti di promozione sociale e le cooperative sociali possono convenzionarsi con il Banco Farmaceutico e ricevere i farmaci raccolti.

Per maggiori informazioni www.bancofarmaceutico.org

 

PHI Foundation

Manuela Mussa

PHI: #DONATION #DAY

 

 

I cento eventi dell’Italia del Dono

 

Conto alla rovescia per il #DonoDay2016. In attesa del 4 ottobre, a Milano il 19 settembre il lancio delle iniziative. Parte una raccolta fondi trasparente per la “ricostruzione sociale” delle zone terremotate. I nomi del nuovo Comitato promotore

 

 

Milano, 15 settembre 2016 – Comuni, imprese, associazioni, comitati, singole persone: non si ferma la maratona di partecipazione dell’Italia al Giorno del Dono che giunge il 4 ottobre prossimo alla seconda edizione “ufficiale” dopo l’approvazione da parte del Parlamento della legge istitutiva nel 2015. Proprio mentre l’Italia prosegue nella sua gara di solidarietà per le vittime del terremoto che ha devastato il 24 agosto scorso il centro Italia, l’Istituto Italiano della Donazione –ente che coordina tutti gli eventi del giorno del Dono- lancerà per il 4 di ottobre una raccolta fondi speciale: insieme al Banco Popolare, socio sostenitore dell’IID, proporrà la prima raccolta fondi per il Giorno del Dono: ai sottoscrittori di una donazione il Banco Popolare darà la possibilità di farlo con la garanzia del suo buon utilizzo, attraverso un conto corrente dedicato su cui poter effettuare una donazione tramite bonifico senza alcuna commissione.

 

L’importo raccolto sarà destinato a progetti di enti selezionati secondo chiare regole di  trasparenza e correttezza, contenute nella “Carta della Donazione”: il codice etico utilizzato dall’Istituto Italiano della Donazione, che garantisce il donatore sul buon uso delle risorse raccolte. I progetti selezionati saranno di associazioni impegnate nei lavori di ricostruzione “sociale” e territoriale dei paesi colpiti dal terribile sisma del 24 agosto.

 

L’evento di apertura delle due settimane del dono si terrà il 19 settembre alle 10 nelle Gallerie d’Italia, in piazza Scala, a Milano, “Il dono e il territorio”, organizzato dall’Istituto Italiano della Donazione (IID) insieme a Fondazione Cariplo. Aprirà ufficialmente i lavori per il prossimo #DonoDay2016.

 

“Abbiamo raccolto più di 100 iniziative tra comuni, associazioni e imprese che nelle settimane dal 23 settembre al 7 ottobre racconteranno un’Italia inedita capace di grandi slanci di generosità, siamo orgogliosi di poter raccontare un Paese diverso che sempre più spesso viene trascurato dai grandi mezzi di comunicazione. L’evento sarà infatti l’occasione per presentare a tutti il cartellone delle iniziative del 1°Giro dell’Italia che dona (clicca qui per vedere la cartina interattiva dell’Italia che da nord a sud ha raccolto più di 100 iniziative che hanno come tema il dono)”, così annuncia l’imminente apertura delle due settimane del dono Edoardo Patriarca, Presidente IID, che insieme a Giuseppe Guzzetti, Presidente Fondazione Cariplo, inaugureranno la mattinata del 19 settembre.

 

Il programma

Dopo l’apertura di Patriarca e Guzzetti, interverranno, tra gli altri, il prof. Gian Paolo Barbetta, il prof. Luigi Campiglio e Stefano Cerrato,Responsabile Terzo Settore Banco Popolare. La moderazione sarà affidata a Luca Mattiucci, Responsabile sezione sociale Corriere della Sera. Sempre il 19 settembre  verranno presentate in anteprima due indagini: “L’andamento della Raccolta Fondi – XIV rilevazione su dati 2015“ a cura dell’IID e “Il Valore Potenziale dei Lasciti – dati anno 2014” a cura della Fondazione Cariplo.

 

“C’è un mondo fatto di persone, luoghi, valori che conosco e che mi ha dato tanto. È la mia comunità che voglio ricordare e che vorrei mi ricordasse per sempre” Con queste parole la Fondazione Cariplo lancia la Campagna a favore dei Lasciti proprio in occasione di#DonoDay2016.

 

A chiudere la mattinata saranno i racconti delle Fondazioni di Comunità che condivideranno alcune storie di filantropia dal territorio, regalando spessore e sostanza alla parola “dono”.

 

Durante l’evento verranno ufficialmente comunicati i membri del neo nato Comitato Promotore del Giorno del Dono, di cui fanno parte Pietro Barbieri, Portavoce Forum del Terzo Settore, Leonardo Becchetti – Economista, Riccardo Bonacina – Direttore di Vita Magazine, Luigino Bruni – Economista, Don Virginio Colmegna – Presidente Casa della Carità, Giuseppe De Rita – Presidente Censis, Piero Fassino –Presidente Anci, Stefania Giannini – Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Giuseppe Guzzetti – Presidente Fondazione Cariplo, Monica Maggioni – Presidente Rai, Luca Mattiucci – Responsabile Corriere Sociale, Carlo Fratta Pasini – Presidente Banco Popolare, Giuliano Poletti – Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali con delega alle Politiche giovanili, Francesco Profumo – Presidente Compagnia di San Paolo, Giovanna Rossiello – Curatrice Tg1 Fa la cosa giusta, Stefano Tabò – Presidente CSVnet, Marco Tarquinio – Direttore Avvenire, Stefano Zamagni – Presidente Fondazione Italia per il dono.

 

L’appuntamento principale sarà per la celebrazione di #DonoDay2016, il 4 ottobre presso la Sala Regina della Camera dei Deputati a Roma, dove verranno resi noti i nomi delle scuole vincitrici per le tre categorie Giuria Tecnica, Giuria Popolare e Premio IID del Video Contest “Donare, molto più che un semplice dare” e dei Comuni vincitori del Contest “Un dono in comune”

 

Per accreditarsi https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLScg2gXCRhTDqFVtKpJa3c7sqkT8c-LRwAjCX_Hxg-u_2y9njQ/viewform

 

Per scoprire il programma http://www.istitutoitalianodonazione.it/it/donoday/new-2016/programma2016

 

Per scoprire gli enti patrocinanti http://www.istitutoitalianodonazione.it/it/donoday/new-2016/enti-patrocinanti

 

Raccolta fondi per il sociale attraverso i social network

Il mondo del sociale è un settore fondamentale per il nostro Paese, soprattutto considerando la crisi economica in cui versa negli ultimi anni. Fondamentale soprattutto per dare risposte ai problemi del tessuto sociale che non possono essere affrontati in maniera celere dagli Istituti preposti. Manca però, in tutto ciò, un piano strategico ed un protocollo di azioni combinate che possano dettare le linee guida della raccolta fondi. Tale attività ad oggi è disciplinata soltanto per gli aspetti fiscali; manca totalmente un’azione condivisa dalle molteplici associazioni non profit nel muoversi e gestire la raccolta fondi. Operazione fondamentale per una efficace attività di fundraising.

Fundraising attraverso i social network

Fundraising attraverso i social network

L’importanza delle ONP

Come anticipato, il settore del non profit riveste un ruolo fondamentale per la nostra realtà italiana; molto spesso è una delle attività produttive principali, come lo è ad esempio per le attività artistiche, sportive o di intrattenimento dove le realtà non profit superano le imprese tradizionali, impiegando un numero di circa quasi 700 mila lavoratori retribuiti. Questo aspetto dovrebbe suscitare in ognuno di noi delle domande in merito al nostro futuro, prendendo in considerazione la possibilità e la fattibilità di investire maggiormente in attività legate al non profit. Tale pensiero oggi sopraggiunge grazie anche alla considerazione della Responsabilità Sociale d’impresa; pensiero secondo il quale l’aspetto meramente economico di una attività imprenditoriale non deve tralasciare un aspetto più sociale, nell’interesse del benessere comune dei dipendenti dell’azienda, ma soprattutto della società intera. Come non portare il pensiero ad Adriano Olivetti, che fece del benessere dei propri dipendenti il motore produttivo della sua azienda. Da lui tutti noi dovremmo apprendere e riproporre in un’ottica di innovazione sociale le sue lungimiranti azioni.

Una rete per il sociale

Mancando un piano di azione condiviso, è opportuno fare in modo che il mondo del sociale possa aggregarsi, unirsi in una rete in  cui mezzi e strumenti siano condivisi per aiutare le diverse associazioni nella campagna di promozione online della loro attività. Il tutto con il fine ultimo di incentivare e agevolare la raccolta fondi. Penso soprattutto a quelle piccole ONP, costituite da personale per lo più volontario, molto spesso in pensione, che non sono in grado di gestire, in termini di risorse, azioni concentrate sulla raccolta fondi. Una rete di supporto, con strumenti dedicati e a basso costo o meglio ancora gratuiti, potrebbe colmare questa mancanza e sollevare le sorti di una piccola realtà che per la comunità di appartenenza risulta fondamentale.

Una rete per il sociale

Una rete per il sociale

I social network per il sociale

Laddove pecca il sociale, arriva il web con i suoi social network. L’uso delle piattaforme social e dei social network possono migliorare l’efficacia dell’operato del terzo settore nelle diverse loro attività, dal fundraising al dialogo con le istituzioni e la società civile. Il web offre alle ONP una vasta gamma di strumenti per promuovere la propria attività e per fare raccolta fondi in maniera immediata e soprattutto innovativa. Lo stesso Google ha realizzato una sezione dedicata al non profit, Google for non profits appunto, che offre vantaggi e strumenti precisi alle ONP beneficiarie. Si tenga presente che ben il 76% delle persone che intendono fare una donazione ad una associazione non profit, cerca online informazioni: sia tramite i motori di ricerca ma anche attraverso i social network, dove i video sono gli strumenti che maggiormente attirano l’attenzione dei potenziali donatori, stimolando l’engagement. Si stima che il 57% degli utenti, effettui una donazione dopo aver visto un video in cui si racconta l’ONP.

Anche Linkedin, così come Google, offre un servizio apposito per le Onlus:

  • accesso gratuito all’account “Talent Finder”, per un valore di circa mille dollari l’anno;
  • accesso al gruppo dedicato “Nonprofit Board Connect”;
  • accesso esclusivo alle guide tutorial di Linkedin.

Twitter offre una serie di informazioni e strumenti dedicati alle ONP per coadiuvarle nel diffondere il loro messaggio ottenendo al contempo il maggior numero di followers ed una maggiore interazione con il pubblico degli stakeholders. Lo stesso Facebook ha inserito il tasto “DONA ORA” per le associazioni non profit, per unire il fundraising alla comunicazione digitale nell’ottica di un social marketing innovativo.

Concludendo…

Il punto fondamentale da tenere presente in una campagna di raccolta fondi online è il target verso il quale ci si indirizza. È cosa nota, ormai, che tutti noi viviamo con lo smartphone sempre a portata di mano. Innovare in questo senso il fundraising è un passo necessario da compiere, anche per le piccole realtà locali che rispondono ai bisogni della comunità. Semplificare le modalità di donazione, rendendole fruibili in ogni modo e in ogni dove, è il primo passo verso un protocollo di azione condiviso tra le molteplici ONP. Dall’altra parte, offrire alle ONP un elenco costantemente aggiornato del panorama web e delle diverse possibilità offerte in merito al social marketing e al fundraising, potrebbe essere un ulteriore passo verso un’azione condivisa non solo dalle ONP, ma dagli stessi donors che decidono di sostenere le singole attività del mondo non profit.

 

Jenny Rizzo

PHI Foundation

Fondi per il sociale

Fondi per il sociale vincolati al risultato: Payment for Results

Cresce l’attenzione del mondo della politica e dei governi di tutto il mondo verso il fenomeno della finanza sociale, nell’ottica di innovare i sistemi di procurement per il sociale con cui l’Amministrazione Pubblica risponde alle sfide sociali emergenti. Questi nuovi modelli contrattuali si basano sulla logica del pay for results, eccezione rispetto alla regola che permetterà di innovare le dinamiche che regolano la Pubblica Amministrazione ed il suo intervento sul sociale.

Grandi nomi per questi nuovi modelli

Come anticipato l’attenzione pubblica e dei governi verso questi fondi per il sociale è da tempo molto alta. Lo stesso Vaticano, alla Conferenza Vaticana sull’Impact Investing promossa dal Cardinale Turkson, fa riferimento alla necessità di accostare la sostenibilità economica all’azione sociale. Spostandoci oltre oceano è Hillary Clinton a fare di questo tema un punto fondamentale della sua campagna elettorale. Così come il Governo Inglese, che vuole rendere la Gran Bretagna il miglior posto dove fare investimenti sociali. E l’argomento si espande a macchia d’olio vin Europa ma anche in Giappone. Non si tratta semplicemente di strumenti finanziari, quanto piuttosto di condizionare le erogazioni di denaro, proveniente dalla Pubblica Amministrazione oppure di origine filantropica, all’ottenimento di un preciso risultato in termini di impatto sociale: Payment for Results, appunto. L’European Investment Fund è sul procinto di proporre una piattaforma per lo sviluppo di questi fondi per il sociale a livello europeo, con l’obiettivo principale di connettere imprese sociali e investitori istituzionali in maniera da aggregare diversi progetti per fare in modo che non siano troppo piccoli per tutti quei grandi investitori che puntano su numeri e risultati potenzialmente grandi.

Come funziona

In Italia, ma non solo, il Payment for Results si è fatto strada nella sua forma più complessa, ossia i Social Impact Bond, considerati dai più una pure meteora nel mondo degli strumenti finanziari per il sociale, mentre da altri sono considerati come fondamentali per i problemi del mondo nonprofit.

È molto facile che un nuovo modello come questo abbia inizialmente degli insuccessi, soprattutto perché i fondi vincolati al risultato sono, ad oggi, ancora in fase sperimentale. Vero anche che la reale diffusione dello strumento è molto inferiore rispetto alle aspettative iniziali; evidentemente le difficoltà sono legate alla complessità dello strumento e alla difficile integrazione con la contabilità pubblica. Ecco perché è importante propendere verso modelli di Payment for results più semplici e facilmente gestibili, soprattutto da parte del mondo nonprofit.

Fondi per il sociale

Cosa accade in Italia

Nonostante le complessità di questi fondi per il sociale, parliamo comunque di un giro di 40 miliardi di dollari, che si dice nel 2020 possano raggiungere addirittura i 1000 miliardi di dollari. DI questi, 30 miliardi solo in Italia. Fondi per il sociale che andranno ad accostarsi agli scarsi investimenti pubblici a favore di welfare, istruzione, sanità, ambiente e politiche sociali. La Social Impact Italia Agenda , presentata a Roma lo scorso maggio, sostiene da sempre che i capitali privati possano contribuire a creare impatti sociali positivi e rendimenti economici. Ciò che differenzia questo nuovo strumento di investimento dagli altri è proprio il perseguire lo scopo sociale, oltre che il ritorno economico, da parte dell’investitore. Scopo dell’associazione è quello di promuovere e potenziare l’impact investing e di conseguenza i Payment for Results, per generare benefici sociali sempre più ampi, oltre che una nuova attività di business che genera prftti, che di questi tempi è certamente utile alla nostra società. In questo quadro di prospettive per il futuro, sono le Fondazioni di origine bancaria ad avere un ruolo fondamentale, accostando agli strumenti finanziari comuni, questa tipologia di strumento innovativo per il sociale. In questo modo le imprese sociali potranno diffondere una nuova cultura ed un modo alternativo di rapportarsi con i cittadini e la società di riferimento.

Sperimentare

È certamente utile iniziare con piccoli passi, facendo delle sperimentazioni per verificarne pregi e difetti di questi fondi per il sociale vincolati al risultato. In Sardegna, ad esempio, è in partenza la prima sperimentazione di questi Payment for Results per l’utilizzo di fondi strutturali; lo stesso tipo di iniziativa si sta analizzando anche in Piemonte. In tutto ciò gioca un ruolo da protagonista la riforma del terzo settore, che apre a forme di ibridazione dell’impresa e degli strumenti finanziari. Importante, soprattutto, la costituzione della Fondazione Italia Sociale, criticata dai più ma che presenta aspetti positivi e significativi. E’ proprio la Fondazione che dovrebbe sperimentare nuovi schemi di Payment for Results, con la condizione che i finanziamenti dovrebbero mirare a potenziare la credibilità delle imprese sociali che si presentano agi investitori sociali.

Possiamo dire che il futuro del mondo sociale appare roseo, costellato da innovativi strumenti finanziari che andranno a finanziare non una prestazione, quanto piuttosto il risultato di quella prestazione stessa, in termini di impatto sociale e di benessere per la collettività intera. Un po’ nell’ottica di quanto fece il buon Adriano Olivetti nella sua azienda: pensare prima di tutto al benessere degli operai. I fondi per il sociale vincolati al risultato hanno proprio questa priorità: l’impatto sociale e il benessere generale.

Jenny Rizzo

Phi Foundation

Alzheimer: non ti scordar di me

Non dimentichiamoci di chi non può più ricordare. Fermiamo l’Alzheimer.

“Un uomo che ho avuto la fortuna di chiamare padre amava tantissimo il suo lavoro.

Era la sua vita. Non si fermava mai.

Un lavoro fatto di responsabilità e di problemi quotidiani, di numeri, di leggi che cambiano in continuazione e di rapporti frequenti con le persone.

Ma un bruttissimo giorno tutto questo finì.

Niente più numeri, niente più ricordi.

Mio padre, come l’avevo conosciuto, non esisteva più.

In casa nostra era arrivato l’Alzheimer.

Un ospite crudele e subdolo che non avresti mai voluto conoscere e ricevere.”

Questa triste storia è uguale a tantissime altre storie di tantissime altre famiglie che come la mia hanno avuto la sfortuna di avere a che fare con questa terribile malattia.

Il morbo di Alzheimer è un malattia degenerativa del cervello, ad oggi incurabile, che a partire dalla memoria, prima recente poi a lungo termine, distrugge progressivamente tutte le facoltà cognitive del malato rendendolo incapace di essere autonomo e di avere una vita sociale.

Alzheimer nel mondo

Purtroppo le proporzioni di tale malattia stanno assumendo ormai l’aspetto di una pandemia.

Secondo Alzheimer’s Disease International, la federazione internazionale delle associazioni di Alzheimer di tutto il mondo, nel suo Rapporto Mondiale Alzheimer 2015, la situazione mondiale

del morbo di Alzheimer si può riassumere nelle seguenti cifre:

  • 46.8 milioni di persone con demenza nel 2015
  • 74.7 milioni di persone con demenza nel 2030
  • 131.5 milioni di persone con demenza nel 2050
  • 9.9 milioni di nuovi casi di demenza ogni anno
  • 1 caso di demenza ogni 3 secondi
  • 818 miliardi di dollari l’attuale costo mondiale della demenza
  • 1.000 miliari di dollari il costo mondiale della demenza nel 2018

Questi numeri spaventosi tengono conto soltanto dei malati e non dei cosiddetti caregivers, cioè di tutte quelle persone (familiari, operatori, volontari, ecc…), che prendendosi cura quotidianamente del malato di Alzheimer, subiscono l’enorme stress, la stanchezza fisica e psicologica e la solitudine sociale che spesso li accompagna nella battaglia contro questa terribile patologia.

Alzheimer In Italia

Un recente articolo di Repubblica.it del 24 Febbraio 2016 traccia un quadro a dir poco drammatico della situazione in Italia dei malati di Alzheimer e delle loro famiglie sempre più costrette ad arrangiarsi causa la progressiva diminuzione dell’aiuto pubblico.

Unica nota lieta sono i cosiddetti Alzheimer Cafè.

In Italia ce ne sono circa un centinaio in continuo e costante aumento.

Sono luoghi pubblici dove i malati di Alzheimer e i loro familiari possono usufruire di incontri periodici con personale medico specializzato e svolgere tutte quelle attività di socializzazione utili ad affrontare meglio la malattia.

Alzheimer e Terzo Settore in Italia

A far fronte alla grave mancanza di supporto delle istituzioni pubbliche interviene fortunatamente sempre di più il terzo settore.

Tra le varie realtà non profit piccole e grandi esistenti sul territorio nazionale che si occupano con coraggio e dedizione di fronteggiare il morbo di Alzheimer ricordiamo la Federazione Alzheimer Italia promotrice oltre che della linea telefonica di sostegno denominata Pronto Alzheimer anche di un’ apposita app per permettere alle nuove generazioni e non di conoscere, capire e affrontare questa terribile malattia.

 

PHI Foundation

Alberto Lanzi

Innovation Lab - Lavoro

Famiglie LGBTQI #contiamoci!

La prima raccolta dati sulle famiglie LGBTQI in Italia online dallo scorso 13 luglio.

Quante famiglie LGBTQI, cioè quelle famiglie composte da persone lesbiche, gay, trans, queer, intersex, vivono oggi nel nostro paese? Quante di queste hanno figli, convivono insieme da anni senza che risulti ufficialmente in alcun registro pubblico? Quante di queste sono sposate all’estero o stanno aspettando di potersi unire civilmente in Italia?

Al fine di scattare la prima fotografia più rappresentativa possibile del presente, l’associazione Centro Risorse LGBTI, in collaborazione con Famiglie Arcobaleno e Rete Genitori Rainbow, ha lanciato la prima raccolta dati sulle famiglie LGBTQI, nell’ambito del progetto Rainbow Families finanziato da ILGA Europe.

Per partecipare è sufficiente compilare il questionario consultabile all’indirizzo http://datacollection.risorselgbti.eu/famiglielgbtqi/, accompagnato da un video promozionale, realizzato grazie alla partecipazione diretta di alcune famiglie LGBTQI sparse per il territorio italiano.

I/Le protagonisti/e del video, Roberta, Chiara, Emma e Giada; Marco e Andrea; Laurella; Fabrizio e Lavinia; Valentina e Valentina; Michele e Gianluca sono solo alcuni degli esempi di ciò che l’indagine vuole mettere a fuoco.

Chi sono i destinatari della raccolta dati? I/le componenti di relazioni stabili composte da persone LGBTI con un/a o più partner, single e coppie con figli/e.

Il claim del progetto, #contiamoci!, ha tre livelli di significato: contiamoci per sapere quante famiglie siamo; contiamoci per raccontare la nostra famiglia; contiamoci per rivendicare i nostri diritti.

Sulla base dei dati raccolti il Centro Risorse LGBTI produrrà un report finale, che sarà presentato alle istituzioni locali e nazionali e verrà utilizzato dalle associazioni partner, nell’ambito delle proprie azioni di advocacy.

Avere una base di dati è essenziale per dare una dimensione alle diverse realtà sociali che rivendicano un proprio ruolo all’interno della società. Rivendicazioni che non possono più essere messi da parte, accantonati, rinviati in nome di una politica che considera secondari quelli che ormai vengono annoverati tra i diritti umani da gran parte delle società occidentali.

D.S.

Phi Foundation

fonte: pagina Facebook del Centro Risorse LGBTI

#DONODAY2016

#DONODAY2016 è partito il concorso: 1° giro dell’Italia che Dona

Con la legge n. 110 del 14 luglio 2015, Il Parlamento ha istituito di celebrare il 4 ottobre il #DONODAY, ovvero, la giornata della pace, della fraternità e del dialogo tra culture e religioni diverse, con l’obiettivo di creare una maggiore consapevolezza e solidarietà da parte dei cittadini sul mondo del volontariato e delle sue varie forme di supporto a cui ciascuno di noi, anche nel proprio piccolo, può contribuire a sostenere.

I protagonisti del #DONODAY2016 saranno gli studenti delle scuole medie di primo e secondo grado, invitati a partecipare all’iniziativa in programma quest’anno attraverso la realizzazione di un video contest “Donare, molto più di un semplice dare”.

Cliccando sul seguente link potrete vedere i video caricati dagli studenti sino ad oggi e votare il vostro preferito.

 

Proprio il 4 ottobre si terrà a Roma la premiazione dei primi 3 video, realizzati dagli studenti delle scuole che hanno aderito alla campagna social su invito del MIUR (Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca).

Oltre alle scuole possono aderire anche i comuni; per partecipare dovranno organizzare eventi di raccolta fondi o di sensibilizzazione con il contest “UN DONO IN COMUNE”, coinvolgendo le associazioni di volontariato del proprio territorio. Sul sito si possono consultare i regolamenti per l’iscrizione da parte delle scuole o dei comuni.

L’iniziativa #DONODAY2016 è nata dall’ Istituto Italiano della Donazione per valorizzare il GIORNO DEL DONO e sensibilizzare la cultura del donare.

Tutte le organizzazioni che parteciperanno alla giornata del #DONODAY2016 verranno inserite sulla piattaforma online dell’Istituto della Donazione e segnalata la presenza sulla cartina dell’Italia con i seguenti colori:

ROSA: Comuni che hanno aderito al Giorno del Dono 2016
AZZURRO: Scuole che hanno partecipato al video contest “Donare, molto più di un semplice dare”
GIALLO: Iniziative delle Associazioni che partecipano al 1° Giro dell’Italia che dona.

#DONODAY2016

#DONODAY2016


#DONODAY2016 è per tutti, chiunque voglia partecipare e contribuire a divulgare le informazione sul GIORNO DEL DONO può farlo richiedendo i braccialetti dell’iniziativa e pubblicando una foto sui vari social.
Potete trovare tutte le informazioni al seguente link .

Foto Istituto Italiano della Donazione

Manuela Mussa

Phi Foundation

Distribuzione alimentare

Distribuzione alimentare

Impegno concreto alle famiglie in difficoltà economica.

Immaginiamo un figlio che chiede a suo padre da mangiare e al posto del pane il padre gli dà un sasso. E’ così lo Stato italiano molte volte non riesce a coprire i bisogni dei suoi cittadini, per questa ragione volendo sopperire a queste difficoltà sociali nascono le organizzazioni non profit che offrono la distribuzione alimentare.

Oggi vi vogliamo raccontare di una piccola associazione onlus che cerca di sostenere famiglie che, senza iniziative come la distribuzione degli alimenti, farebbero fatica ad andare avanti con la scorta della loro dispensa.

L’agenzia umanitaria ADRA Italia Onlus nasce a Roma nel 1984 e diventa parte integrante di una delle 120 agenzie componenti la rete mondiale di ADRA. Una delle caratteristiche che identifica Adra Italia è assistere ai bisogni delle persone in difficoltà economica dovuta alla crisi economica che ha fatto registrare negli ultimi anni un aumento esponenziale degli assistiti, non solo di origine straniera, ma anche italiana.

Il progetto “Distribuzione degli alimenti” prevede la consegna da parte dei volontari ADRA Italia di un pacco alimentare a famiglie in difficoltà economica. Le sedi locali ADRA Italia ed i suoi volontari si adoperano settimanalmente per alleviare il disagio delle famiglie assistite ed essere per loro un punto di riferimento. Il progetto è presente in 35 città italiane con la partecipazione di 400 volontari che consegnano alimenti di prima necessità a 6000 famiglie ogni mese.

In collaborazione con il Banco Alimentare, il Banco Alimentare Regionale e il Banco Opere di Carità costituiti da una rete di organizzazioni senza scopo di lucro, questa iniziativa ottimizza la raccolta delle “eccedenze” della produzione agricola e dell’industria alimentare e la loro successiva distribuzione ad enti/associazioni di aiuto per indigenti. Inoltre i volontari di ADRA Italia partecipano alle giornate nazionali di raccolta indette dal Banco Alimentare presso i supermercati italiani.

La distribuzione degli alimenti in alcune sedi ha come servizi aggiuntivi la distribuzione di indumenti in favore degli indigenti, inoltre a Bologna viene svolto anche il servizio gratuito e controllato di distribuzione di farmaci, attraverso la collaborazione con il Banco Farmaceutico.

I dati tangibili di questa attività li possiamo valutare incontrando le famiglie nella loro quotidianità. Una dispensa che diventa arricchita soprattutto grazie al supporto delle relazioni instaurate con i volontari.

Se vuoi conoscere e sostenere i progetti di ADRA Italia visita la pagina.

Jazmin Sivinta

Phi Foundation