SAN PATRIGNANO: DIGITAL FOR NON PROFIT

San Patrignano: Digital For Non Profit – D4NP: appuntamento il 16 settembre per fare il punto sullo stato del digitale nel mondo non profit Realizzato in collaborazione con la Comunità San Patrignano, l’evento è gratuito e si rivolge a esperti del digitale e operatori del mondo delle ONP, ma anche a rappresentanti del mondo delle aziende e delle istituzioni.

 

Diversi gli interventi di importanti personalità, dal Ministro dello Sviluppo Economico Calenda al Managing Director di Google Italia Vaccarono.

 

D4NP – Digital For Non Profit: è questo il nome del primo evento italiano che propone una panoramica aggiornata sullo stato del digitale nel mondo non profit. Realizzato in collaborazione con la Comunità San Patrignano, D4NP è un evento gratuito in cui esperti del digitale, rappresentanti del mondo delle aziende e delle istituzioni così come operatori delle ONP, startup e appassionati, si riuniscono per fare networking e condividere conoscenze, strumenti ed esperienze.

 

L’obiettivo? Analizzare e capire come le realtà che operano nel e con il terzo settore possano sfruttare al meglio le potenzialità del digitale.

 

“Il Mondo del terzo settore è in crescita nell’economia italiana: più di 300mila realtà con Un milione di lavoratori retribuiti e con un volume economico che supera i 64 miliardi di euro l’anno. È un settore che sta vincendo grandi sfide, anche grazie al digitale, quindi, è arrivato il momento di fare il punto sullo stato dell’arte digitale per il mondo non profit e intraprendere questo percorso insieme alla Comunità di San Patrignano, partner importante e di riferimento su temi sociali.”.

 

Il programma e gli ospiti Durante la prima edizione di D4NP, in programma sabato 16 settembre presso gli spazi della Comunità, saranno affrontate tematiche concernenti le strategie di comunicazione online, al digital fundraising, all’utilizzo dei social network, alla creatività online e al cross media Strategy.

 

Ampio spazio non solo alla parte formativa e di aggiornamento, ma anche alla presentazione di strumenti digitali utili a tutte quelle realtà che lavorano in ambito non profit e che vogliono migliorare le proprie modalità di approccio al digitale.

 

Un’intera giornata all’insegna del networking e della condivisione con le ONP vere protagoniste, grazie anche a una tavola rotonda – Digital Onlus – che vede la partecipazione di Enrica Zamparini, Responsabile Fundraising e Comunicazione della Comunità San Patrignano: “Oggi le organizzazioni no profit non possono fare a meno del digitale – dichiara Enrica. Grazie al web e ai social network ogni realtà sociale ha un accesso diretto per farsi conoscere sia da chi potrebbe aver bisogno del suo aiuto, sia da chi vorrebbe condividerne la causa e sostenerla. Il dialogo fra le parti è immediato e le opportunità per le Onlus aumentano di giorno in giorno. La difficoltà è riuscire a coglierle e in particolare riuscire a prevedere il comportamento del donatore, rispetto al passato sempre più stimolato e portato a sostenere più associazioni, ma allo stesso tempo sempre più attento alla serietà e realizzazione dei progetti”.

 

Social Innovation e Corporate Social Responsability altri due temi da focalizzare.

 

Roberta Cocco (Assessore Trasformazione digitale del Comune di Milano), Stefano Barrese (Responsabile Divisione Banca dei Territori di Intesa San Paolo), Marco Gualtieri (Presidente Seeds&Chips) e Maximo Ibarra parleranno, appunto, di innovazione sociale, mentre Enrico Cereda (Presidente e AD IBM Italia) terrà un intervento intitolato “Digital e Corporate Social Responsibility”.

 

L’evento, poi, sarà scandito da interventi delle più importanti personalità, Carlo Calenda, Ministro dello Sviluppo Economico, oltre a esponenti del mondo aziendale come Accenture, IGPDecaux, IBM, Intesa San Paolo e al Managing Director di Google Italia, Fabio Vaccarono.

 

Inoltre, all’interno di un evento che mette al centro il rapporto tra il mondo digitale e quello legato alle organizzazioni non profit, non poteva mancare una Startup Competition, realizzata dal team organizzativo del Web Marketing Festival.

 

Sul palco della Plenaria e alla presenza di importanti professionisti, si confronteranno i tre progetti innovativi, a forte rilevanza sociale, selezionati. Sarà poi il voto del pubblico presente in sala a decretare la “Best Social Startup del 2017”, che si aggiudicherà il premio in Consulenza Search Marketing del valore di 5.000 euro.

 

San Patrignano è una casa, una grande famiglia che offre aiuto a giovani con problemi di tossicodipendenza. Fondata da Vincenzo Muccioli nel 1978, ha accolto oltre 25.000 persone donando loro una casa, assistenza sanitaria, e legale, possibilità di studiare e imparare un lavoro, cambiando vita e rientrando a pieno titolo nella società. Il tutto gratuitamente, senza oneri né per lo Stato né per le famiglie. A San Patrignano sono in questo periodo presenti 1300 ragazzi, è un modello di impresa sociale, conquistato con dura dedizione, con sacrificio personale e con tanta volontà da migliaia di ragazzi che lì hanno ritrovato dignità e rispetto per se stessi. San Patrignano crea per ogni ragazzo l’opportunità di scegliere, tra diverse possibilità di formazione, la più vicina alle proprie attitudini. Il percorso di recupero della propria dignità, infatti, passa anche attraverso il riconoscimento del valore della bellezza e della qualità come espressioni dell’impegno profuso.

 

PHI Foundation Social Innovation Community

È il nuovo modo di concepire l’engagement sociale al servizio della collettività e del non profit

 

La Social Innovation (Innovazione Sociale) è caratterizzata dalla capacità di rispondere ai bisogni sociali della comunità mediante la responsabilizzazione degli individui e la volontà di cambiare le relazioni sociali.

 

 

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Alessandro Roma

PHI Foundation

Idee - Social Innovation

NUOVE IDEE, ANTICHE FILOSOFIE

PHI Social Innovation Community è creazione di nuove idee, prodotti, servizi che soddisfano bisogni sociali e simultaneamente creano nuove collaborazioni e relazioni.

Il termine Social Innovation esprime infatti, un doppio significato: innovazione intesa come utilizzo di tecnologie attraverso nuove idee e innovazione realizzata da una comunità e non da un unico individuo o un organismo.

Diventa così un risultato collettivo che richiede accordi, condivisione, co-adaptation e dialogo. Si ha infatti, innovazione sociale solo quando persone e organizzazioni svolgono un ruolo attivo e collaborativo nella realizzazione concreta dei processi innovativi, attraverso la creazione di reti sociali.

Soddisfare i bisogni della collettività ed affrontare le nuove sfide per lo sviluppo. Le nuove comunità dovranno avere una grande capacità di vivere i cambiamenti derivanti: dall’evoluzione scientifica e tecnologica, dal confronto culturale, sociale ed economico con le altre comunità con cui bisogna cooperare e competere, dalle incertezze e dai rischi presenti nei piani per garantire un benessere minimo o  una cittadinanza inclusiva.

Tutto questo può essere gestito al meglio solo attraverso la bussola della Social Innovation, che implica una strategia per la formazione di smart-people, i quali devono vivere secondo i principi dello smart-living in delle smart-communities o smart-cities.

Quest’ultime da intendere come città dove gli investimenti nel capitale umano e sociale, nei processi di partecipazione, nell’istruzione, nella cultura, nelle infrastrutture per le nuove comunicazioni, alimentano uno sviluppo economico sostenibile, garantendo un’alta qualità di vita per tutti i cittadini e prevedendo una gestione responsabile delle risorse naturali e sociali, attraverso una governance partecipata.

Tutto questo spinge a puntare prioritariamente sulla smart-education (sviluppo di piattaforme territoriali di e-learning, di public digital library, ecc.), cittadinanza attiva (strumenti di open-government, legalità, uso responsabile del territorio, ecc), capacità di vivere il cambiamento (strumenti e azioni che agevolino il cambiamento delle regole sociali e la capacità di realizzare e utilizzare le innovazioni).

In tutte queste azioni è certamente rilevante il ruolo dell’ingegneria ed in particolar modo di quella legata all’ICT (Information & Communication Technology).

Phi Foundation Social Innovation Community è tutto questo ed altro ancora…

Sarà molto di aiuto e gradito il tuo mi piace!

Sebastiano De Falco

Phi Foundation

INTERNET ENTRA A FAR PARTE DELLA STORIA

Internet, oggi parte integrante della nostra vita entra a far parte della storia, superato, almeno nel modo descritto nei documenti delle conferenze sull’Innovazione Sociale e Tecnologia.

 

Nuovi progressi tecnologici e modelli di collaborazione uomo-macchina stanno ridimensionando il potenziale di internet, concentrato intorno al Cloud Computing e all’intelligenza artificiale.

 

Vediamo alcuni fattori che stanno modellando questo nuovo tipo di “Internet” … che stanno profondamente trasformando il modo in cui gli Umani e le cose interagiscono e collaborano!

 

Gli esseri umani hanno aggiunto le competenze di Things. https://it.wikipedia.org/wiki/Internet_delle_cose

 

Immaginiamo un nuovo mondo, dove la conversazione e la visione sono la nuova interfaccia informatica, capace di proattivamente e personalmente soddisfare le nostre esigenze.

 

Immaginiamo un ricco ecosistema di conversazioni, che includono: la gente verso la gente; Persone al tuo assistente digitale personale; Persone a Bot; E anche assistenti digitali personali che sfruttano i Bot per tuo conto. https://it.wikipedia.org/wiki/Bot

 

Pensate ai Bots come nuove applicazioni con cui si parla in maniera naturale, invece di interagire con più applicazioni, pagine web o essere costretti a passare attraverso un insieme sconnesso di passaggi non naturali.

 

Possiamo chiamare qualsiasi applicazione come Bot all’interno di una tela di conversazione che soddisfa la nostra situazione in un determinato momento.

 

Gli assistenti digitali personali, come il software Cortana, possono fornire nella situazione il funzionamento al momento giusto nel posto giusto per ottenere un’interazione più umana con le cose. https://it.wikipedia.org/wiki/Cortana_(software)

 

LE COSE AUMENTANO CON LE COMPETENZE UMANE

 

Possiamo oggi abilitare le “cose”, tra cui Bots e Personal Digital Assistances, per comprendere il mondo reale attraverso le abilità umane tradizionali, come la visione, il discorso, la comprensione della lingua, la conoscenza e la ricerca intelligente.

 

Tutto questo può, infatti, essere raggiunto attraverso l’intelligenza artificiale, il Cloud Computing e l’avanzamento dei servizi abilitati all’apprendimento profondo.

 

Insegnando “cose” per comprendere il mondo reale, rendendole intelligenti e insegnandole come interagire in modi più umani e personali, possiamo permettere a ogni persona e organizzazione sul pianeta di ottenere più.

 

L’Uomo e le Cose lavorano insieme

 

Quando da un lato costruiamo cose che incrementano le abilità umane e dall’altro si impegnano le cose con sensi e intelligenza umana, non si tratta di esseri umani rispetto alle macchine, si tratta di esseri umani con macchine.

 

Per questo motivo, nei progetti moderni, sono utilizzando strumenti come Dynamics, Microsoft Teams e servizi cognitivi per rendere efficace la collaborazione del nuovo “Internet” di “Uomini e cose“.

Non vedo l’ora di condividere le tue opinioni e feedback su questo futuro, che è già qui!

Scrivimi info@phimail.org

 

PHI Foundation Social Innovation Community

È il nuovo modo di concepire l’engagement sociale al servizio della collettività e del non profit

 

La Social Innovation (Innovazione Sociale) è caratterizzata dalla capacità di rispondere ai bisogni sociali della comunità mediante la responsabilizzazione degli individui e la volontà di cambiare le relazioni sociali.

 

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Sebastiano de Falco

PHI Foundation

SMARTPHONE: PRINCIPALE ELEMENTO DI DISTRAZIONE ALLA GUIDA

1 Guida distratta: Quanto incide lo smartphone ?

Condurre una  guida distratta comporta molti rischi e pericoli per se stessi e per gli altri.

Essere distratti significa non porre attenzione sulle cose che svolgiamo al momento .

Acquisire informazioni per  prevenire rischi durante la guida  è fondamentale al giorno d’oggi.

Anche l’ONU ha ritenuto necessario dichiarare  gli anni dal 2011 al 2020 come il decennio del rischio di guida distratta consigliando di acquisire maggior  sicurezza stradale.

Su questo tipo di problema,  sono stati sviluppati diversi elementi  di  ricerca,  effettuata da Ipsos in collaborazione con la Fondazione Ania, per la Sicurezza Stradale, secondo la quale il 51% degli intervistati ammette di aver avuto un incidente a causa della propria distrazione.

E l’uso dello smartphone è tra  le prime cause in classifica.

Bisognerebbe avere più concentrazione ed evitare di farsi distrarre dallo smartphone, per avere una maggior sicurezza stradale.

Altre azioni sbagliate, che possono far distrarre  il guidatore sono: la raccolta di oggetti caduti per terra nell’abitacolo, mangiare o bere durante la guida, fumare.

Elemento ancora più rischioso è quello di fare i selfie durante la guida.

Prima dello smartphone una delle distrazioni più conosciute è stata l’autoradio e poi il cellulare.

Ormai più della metà della popolazione attuale ha  uno Smartphone e sono numerosi i soggetti che dipendono da esso.

Quando qualcuno usa  lo smartphone durante la guida in prossimità di un attraversamento pedonale, sottrae tempo alla visuale della strada rendendosi pericoloso, perché se nel momento in cui stà attraversando un pedone, la visuale viene ridotta a seguito della distrazione provocata dal dispositivo smartphone , si mette a rischio la sicurezza stradale degli altri prima ancora che di se stessi.

Per il codice della sicurezza della strada art. 173

‘’è consentito l’uso di apparecchi  a viva voce o dotati di auricolari purché il conducente, abbia adeguate capacità uditive a entrambe le orecchie ( che non richiedono per il loro funzionamento l’uso delle mani ). ’’

2 “Guida&Basta”:  guida con maggior sicurezza stradale:

Le nuove tecnologie studiate per una guida più sicura offrono diverse opportunità.

Una di queste è  il bluetooth che dà la possibilità di tenere le mani sul volante, ma per quanto riguarda le chiamate telefoniche questo tipo di tecnologia è considerata ancora insicura.

Oltre alla tecnologia bluetooth, è possibile trovare  diversi tipi di sensori automatici uno di questi e tra i più efficaci è il rilevatore di stanchezza.

Ma quanto influisce sulla guida l’utilizzo dello smartphone?

Secondo diversi studi parecchio.

Per  questo motivo, Anas e Polizia di Stato hanno realizzato una applicazione per smartphone che ha come obiettivo quello di  agevolare le persone durante la guida con maggiore consapevolezza, evitando  una guida distratta.

E’ stata stanziata anche una campagna,  basata su questo aspetto in cui  è presente la testimonial, conduttrice di Radio Deejay ,  La Pina che riassume  il discorso  sulla guida distratta dettato da  uno slogan “Quando guidi, #guidaebasta”.

Il  concetto di questa campagna non è quello di mettere in cattiva luce le nuove tecnologie, bensì quello di imparare a farne  buon uso,   con una maggior sicurezza stradale, evitando una guida distratta, senza mettere in pericolo se stessi e gli  altri.

L’Applicazione “GUIDAeBASTA” è  disponibile per Android e iPhone, una volta  effettuato il download  sullo smartphone, e dà la possibilità, di  mettere in modalità “Do Not Disturb” lo smartphone , quando si è alla guida.

Le notifiche delle chiamate e dei messaggi vengono silenziate,  dando la possibilità a chi è alla guida di non distrarsi fino all’arrivo  del proprio percorso stradale.

Un’altra opzione disponibile al momento solo per Android,  è quella di  far avviare in automatico l’applicazione nel momento in cui lo smartphone rileva una velocità superiore ai 10 km/h.

Così il dispositivo smartphone si silenzia ogni volta che si inizia  a guidare.

Invece, per le persone che vogliono essere sempre reperibili, Anas e Polizia di Stato hanno inserito un ulteriore opzione nell’applicazione.

Con  l’applicazione  “Guidaebasta” è  possibile  creare  una lista di contatti preferiti da avvertire nel momento in cui ci si mette alla guida, ai quali lo smartphone invierà un messaggio comunicando quante ore si starà alla guida. Durante il percorso, quando si effettua una sosta, c’è la possibilità di inviare un link con  la posizione esatta ai familiari.

Dopo aver raggiunto il luogo, l’opzione che attiva la modalità “Do Not Disturb” è immediata.

In seguito è possibile ripristinare le impostazione sullo smartphone  tornando nuovamente raggiungibili.

Con la consapevolezza del fatto che è meglio far aspettare i nostri cari mezz’ora, piuttosto che rischiare di farli aspettare per tutta  la vita .

 

N&D Nadine Fashion Stylist

PHI Foundation

PHI Foundation: Media Partner del Social Media Marketing Day IT

Continuano le partnerhip tra PHI Foundation e il mondo della Social Innovation.

PHI Foundation sarà media partner dell’evento Social Media Marketing Day Italia che si terrà il prossimo 14 Giugno presso la sede del Sole 24 Ore a Milano.

L’evento, giunto alla 5^ edizione, è diventato in questi anni un appuntamento fisso imperdibile per quanti vogliono aggiornarsi e confrontarsi sulle ultime novità in area digital communication.

Obiettivo principale dell’evento è fornire alle aziende e agli addetti ai lavori strumenti e informazioni per comprendere come e cosa usare per raggiungere i target aziendali, e come misurare i risultati.

L’evento infatti, si rivolge principalmente a imprenditori e Management delle aziende, Direzione vendite, Funzione marketing e comunicazione, Servizio clienti, Customer care, Responsabili di progetti Web/Online/Digital, Social Media Manager, Digital Communication Manager, Responsabile della Reputation Online e Social, ecc.

Organizzato come sempre da Andrea Albanese esperto in comunicazione digitale, docente, formatore e community manager, l’evento si svilupperà attraverso la presentazione di 16 speakers che racconteranno 16 temi Social integrati nelle differenti aree chiave dell’online e del web, spiegati in maniera pratica con case history e testimonianze dirette.

La Social Innovation, della quale PHI Foundation è portavoce da diverso tempo, passa attraverso appuntamenti come questi, durante i quali diversi players del mercato hanno l’opportunità di confrontarsi, misurarsi, aggiornarsi e creare le basi per eventuali collaborazioni.

Sul sito di PHI Foundation è stata dedicata una sezione all’evento, dove è possibile scaricare il programma completo del Social Media Marketing Day.

“Nessun uomo è un isola, siamo tutti legati l’un l’altro” e solo remando e navigando nella stessa direzione potremo raggiungere dei risultati positivi per tutti.

 

PHI Foundation

#PRIMOMAGGIO: TOTAL SUN AND FUN

LO STAFF DI PHI FOUNDATION

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SUN AND FUN

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PHI Foundation

UNA DIGITAL STORY LUNGA UN CURRICULUM

Tutte le esperienze compongono il nostro curriculum che parla di noi con lo scopo di trasmettere la nostra formazione e professionalità facendo trapelare anche alcuni aspetti della nostra vita.  Chi siamo, a cosa aspiriamo, quali sono le nostre priorità, ciò che si legge nel curriculum coincide? Molti individui prestano la loro opera per “buone cause” per acquisire esperienza e fare pratica, specializzarsi, ma non solo, anche al fine di legittimare la loro professionalità tramite certificazioni o attestati di riconoscimento dell’opera “pro bono” compiuta.

A proposito di curriculum desideriamo mettere in evidenza due nostri nuovi “Volontari Digitali” nelle persone di Giorgio D’ambrosio https://www.facebook.com/dambrosio.giorgio.1?fref=ts  e sua moglie Sabina Santucci https://www.facebook.com/sabina.santucci.9?fref=ufi (la quale in questi giorno ha festeggiato il suo compleanno, anche in formula digitale, pubblicando su facebook tutte le foto del lieto evento).

Giorgio e Sabina due nuovi “PHI Digital Volunteers” che riscuotono molto successo espandendo anche la propria visibilità (online – offline) e ampliando la cerchia delle amicizie ma soprattutto sostenendo la causa della PHI Foundation nel divulgare il verbo della Social Innovation.

Cos’è la Social Innovation e cosa si intende con questa espressione?

La Social Innovation è un cambiamento nel modo di fare le cose, un elemento innovativo nel contesto della collettività. Un’interruzione rispetto alle soluzioni generalmente utilizzate e presenta una risposta costruttiva a problemi di ordine economico e sociale.

La Social Innovation contribuisce così al miglioramento degli individui e delle comunità.

Nel più lungo termine e qualora operata da movimenti sociali sufficientemente autorevoli, la Social Innovation può essere fonte di trasformazione sociale e motrice di cambiamento.

La Social Innovation deve essere considerata una risorsa strategica per tutti i Paesi che vogliono pensare allo sviluppo della società in modo nuovo.

Possiamo dire che orientarsi alla Social Innovation oggi è un modo concreto per rispondere alle difficoltà del momento e cercare di risolvere alcuni problemi della nostra società.

La Social Innovation è fatta di idee, creatività, metodologie innovative per trasformare principi teorici e ricerca nella prosperità della comunità sempre più attenta alla sostenibilità e allo sviluppo.

Possiamo dire che per Social Innovation si intende un modo più pragmatico e si può parlare di una tipologia di innovazione capace di creare nuovi saperi, tecnologie, strumenti e forme organizzative con finalità di natura Etica.

Social Innovation è creazione di nuove idee, prodotti, servizi che soddisfano bisogni sociali e nello stesso tempo creano nuove collaborazioni e relazioni.

Il termine Social Innovation esprime, infatti, un doppio significato: innovazione intesa come utilizzo di tecnologie e innovazione realizzata da una comunità e non da un unico individuo o un organismo. Diventa così un risultato collettivo che richiede accordi, condivisioni co-adaptation e dialogo. Si ha, infatti, innovazione sociale solo quando persone e organizzazioni svolgono un ruolo attivo e collaborativo nella realizzazione concreta dei processi innovativi, attraverso la creazione di reti sociali (soddisfare i bisogni della collettività e affrontare le nuove sfide per lo sviluppo). Le nuove comunità dovranno avere una grande capacità di vivere i cambiamenti derivanti: dall’evoluzione scientifica e tecnologica, dal confronto culturale sociale ed economico con le altre comunità con cui bisogna cooperare e competere, dalle incertezze e dai rischi presenti nei piani per garantire un benessere minimo o una cittadinanza inclusiva. Tutto questo può essere gestito al meglio solo attraverso la bussola della Social Innovation, che implica una strategia per la formazione di smart-people, i quali devono vivere secondo i principi dello smart-living in delle smart-communities o smart-cities. Queste ultime da intendere come città dove gli investimenti nel capitale umano e sociale, nei processi di partecipazione, nell’istruzione, nella cultura, nelle infrastrutture per le nuove comunicazioni, alimentano uno sviluppo economico sostenibile, garantendo un’alta qualità di vita per tutti i cittadini e prevedendo una gestione responsabile delle risorse naturali e sociali, attraverso una governance partecipata.

Tutto questo spinge a puntare prioritariamente sulla smart-education (sviluppo di piattaforme territoriali di e-learning, di public digital library, ecc.), cittadinanza attiva (strumenti di open-government, legalità, uso responsabile del territorio, ecc), capacità di vivere il cambiamento (strumenti e azioni che agevolino il cambiamento delle regole sociali e la capacità di realizzare e utilizzare le innovazioni). In tutte queste azioni è certamente rilevante il ruolo dell’ingegneria e in particolar modo di quella legata all’ICT (Information & Communication Technology).

Sabina e Giorgio insieme agli altri membri della comunità PHI Foundation sostengono il divulgarsi del pensiero della Social Innovation e con il loro supporto digitale contribuiscono allo sviluppo della nuova Entità Partecipativa e di condivisione, certificata con il prezioso Attestato redatto in carta pergamena “PHI Digital Volunteers” a riconoscimento della loro efficace opera.

L’innovazione sociale è caratterizzata dalla capacità di rispondere ai bisogni sociali che la volontà delle persone sembra sempre più in grado di affrontare con la responsabilizzazione degli individui, e la volontà di cambiare le relazioni sociale.

PHI Foundation Social Innovation Community

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Sebastiano de Falco

PHI Foundation

SERVIZI PUBBLICI PAGATI CON MONETA SOCIALE

La città settentrionale di Zugo, del cantone svizzero Zugo, ha deciso di consentire, per alcuni servizi pubblici come parte di un giro di prova, pagamenti in moneta sociale locale (moneta complementare locale – Local Crypto Social Money.

 

Per alcune prestazioni comunali (che includano servizi di pubblica utilità), sarà concessa la possibilità di pagarli con moneta sociale locale, fino a 200 franchi di valore.

 

Il periodo di prova è destinato a valutare la vitalità economica a lungo termine di accettare in pagamento per i servizi pubblici la crypto valuta.

La città di Zugo, è conosciuta come “la crypto valley”, un’area geografica, dove lavorano molte start-up tecnologiche che sviluppano in orientamento della crypto valuta con riferimento alla tecnica denominata (blockchain-based).

 

Il sindaco di Zugo dice: “Vogliamo esprimere la nostra apertura a creare un clima favorevole allo sviluppo delle nuove tecnologie in particolare orientato alle crypto money … il nostro obiettivo è di soddisfare le esigenze imprenditoriali al fine di consolidare la crescita ottimale nel nostro ambiente fiorente delle crypto money”.

 

Pertanto, innovazione tecnologica nel rispetto dellinnovazione sociale la quale è caratterizzata dalla capacità di rispondere ai bisogni sociali con la responsabilizzazione e la volontà di cambiare le relazioni sociali.

 

La Social Innovation si concentra sulle nuove tipologie di lavoro e avanzate forme di cooperazione (modelli di business o capitalismo Etico), in particolare attività sostenibili con il fine di aumentare la qualità della vita.

 

“Insieme siamo in grado di nutrire il seme di altruismo che è insito in ognuno di noi”

 

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Sebastiabo de Falco

PHI Foundation

#INNOVAZIONE SOCIALE: LA PAROLA MAGICA

Innovazione Sociale è una corrente filosofica che si concentra sull’evoluzione concettuale delle persone, sulle idee e le soluzioni che creano valore sociale a beneficio della comunità sia nel profit sia nel non profit volgendosi ad un welfare sostenibile.

 

Esaminiamo i processi attraverso i quali sono generate le innovative rivoluzioni ideologiche e tecnologiche, osserviamo la fecondazione intersettoriale alla base dei tre meccanismi fondamentali che stanno guidando la contemporanea Social Innovation:

  • Scambio di idee e valori;
  • Rigenerazione dei ruoli e relazioni;
  • L’integrazione del capitale privato a sostegno degli investimenti pubblici e la filantropia.

In definitiva, i problemi più difficili e importanti non possono essere compresi, e tanto meno risolti, senza il coinvolgimento del terzo settore, organizzazioni non profit, investimenti pubblici e privati.

 

Innovazioni Sociali, nuove strategie, concetti idee, organizzazioni che soddisfano esigenze sociali in diversi settori dal lavoro, l’educazione, la salute, al fine di sviluppare e rafforzare le comunità. Nella Social Innovation vi sono compresi i processi sociali innovativi e partecipativi, quali per esempio le tecniche e software open source, innovazioni orientate a scopi ed utilizzi sociali come microcredito, il volontariato e l’apprendimento a distanza, e molto altro ancora.

 

La Social Innovation si concentra sul processo di innovazione e cambiamento che prende forma favorendo l’organizzazione interna delle imprese al servizio della produttività e del bene comune (Corporate Social Responsibility) responsabilità sociale d’impresa con link diretto l’enciclopedia digitale Wikipedia simbolo della Social Innovation Partecipativa e dei concetti intrinseci.   https://it.wikipedia.org/wiki/Responsabilit%C3%A0_sociale_d’impresa

La Social Innovation si concentra sulle nuove tipologie di lavoro e avanzate forme di cooperazione (modelli di business o capitalismo Etico), in particolare attività sostenibili.

 

L’innovazione sociale è caratterizzata dalla capacità di rispondere ai bisogni sociali che la politica tradizionale sembra sempre più in grado di affrontare, (vedi quanto affermato da Matteo Renzi), la responsabilizzazione dei gruppi e degli individui, e la volontà di cambiare le relazioni sociali.

 

Quindi, l’innovazione sociale è spesso presentata come un modo per aumentare la qualità dei servizi sociali e la loro economicità, offrendo equivalente, se non superiore, i risultati nonostante i notevoli vincoli di bilancio.

 

“Insieme siamo in grado di nutrire il seme di altruismo che è insito in ognuno di noi”.

 

Phi Foundation Social Inovation Community

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Sebastiano de Falco

PHI Foundation

#RENZI: INSIEME VERSO IL CAMBIAMENTO

Matteo Renzi dimettendosi da tutte le cariche è divenuto un uomo libero ritornando in possesso del proprio tempo che sta impiegando nel visitare altre nazioni (privatamente senza giornalisti e telecamera) come nel suo ultimo viaggio negli Stati Uniti d’America dove vi è andato al fine di valutare nuove idee e prospettive e distintamente (l’evoluzione delle energie alternative o come la tecnologia cambia il mercato del lavoro e riduce l’occupazione oltre molte altre preziose info).

 

Giro il mondo per ossigenare il cervello! Dichiara Renzi, sostenendo che fermare il progresso e la tecnologia o pensare di rallentare è assurdo, «Le invenzioni – dalla stampa all’automobile – hanno avuto sempre ricadute sociali ed il compito adesso è di affrontare i problemi che derivano dalla rivoluzione digitale e i costi in termini di perdita posti di lavoro».

 

Renzi continua: molti sventolano il “reddito di cittadinanza” come risposta all’assenza di lavoro e soluzione di tutti i mali, ma garantire uno stipendio a tutti non risponde all’articolo Uno della Costituzione Italiana che parla di lavoro non di stipendio. Il lavoro non è solo stipendio, ma anche dignità. Il reddito di cittadinanza nega il primo articolo della nostra Costituzione.

 

«Serve un lavoro di cittadinanza» In questi tempi di forti cambiamenti dobbiamo rivoluzionare il welfare. Niente rassegnazione o ripiegamenti su se stessi, via quindi il tono irritato quando si parla di tecnologia e innovazione mentre vi sono grandiose opportunità che si possono cogliere cambiando il concetto di lavoro come sinora lo abbiamo interpretato.

 

Coltivare dei sogni, continua Renzi nell’intervista concessa al giornale Il Messaggero: «spostando il reddito dalla rendita all’innovazione» e quindi al lavoro poiché non dobbiamo credere alle profezie di una società senza lavoro (jobless society), tantomeno a coloro che si rassegnano proponendo una rendita, come il “reddito di cittadinanza”, che dà ai giovani un messaggio sbagliato di ripiegamento su se stessi, ma occorre ricreare le opportunità per i giovani che hanno voglia di fare orientandosi alla Social Innovation.

 

Il cambiamento in atto si muove velocemente con il “terzo settore” protagonista congiuntamente ad un “capitalismo etico” dirigendosi verso modelli concettuali della “Social Innovation” e al fine di garantirsi il successo, questa strada la dobbiamo percorrere (costruire) insieme.

http://phifoundation.com/insieme-verso-cambiamento/

http://phifoundation.com/phifoundation-cose-la-social-innovation-community/

http://phifoundation.com/noi-siamo-il-cambiamento/

 

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Sebastiano de Falco

PHI Foundation

INSIEME VERSO IL CAMBIAMENTO

Il termine “Social Innovation” evince un duplice significato: inteso come utilizzo di mezzi e strumenti tecnologici ed Innovazione realizzata mediante un’ampia ed estesa partecipazione della comunità (democrazia partecipata) con idee evolutive a sostegno del terzo settore e non solo, bensì, volgendosi distintamente sia all’area profit sia al non profit.

 

PHI Foundation, la prima “Social Innovation Community” con il fine di perseguire e conseguire il benessere della collettività, elemento mancante al presente ordine economico. L’attuale sistema economico, produce benessere, ma non per tutti i ceti sociali e il principio di sussidiarietà può e deve essere trasformato da nuovi valori, come, la Social Innovation che si avvale di straordinari strumenti economici, in grado di tornare a considerare la libertà ed il benessere sociale facce della stessa medaglia.

 

PHI Foundation “Social Innovation Community” è una comunità fondata sulla condivisione di valori etici con attitudine al cambiamento e innovazioni culturali, scientifiche e tecnologiche, al fine di soddisfare i bisogni sociali della collettività ed affrontare le nuove sfide per la crescita.

 

PHI Social Innovation Community, sono idee, creatività, metodologie innovative al fine di trasformare principi teorici e ricerca nella prosperità della comunità sempre più attenta alla sostenibilità e sviluppo, rappresentando il cambiamento nel modo di fare le cose, un elemento innovativo nel contesto della collettività e presentando una risposta costruttiva a problemi di ordine economico e sociale. Contribuendo, in questo modo, al miglioramento degli individui e delle comunità e nel lungo termine può essere fonte di trasformazione sociale e motrice di cambiamento dal basso verso alto (Bottom Up).

 

PHI Social Innovation Community deve essere considerata una risorsa strategica per tutti quelli che vogliono pensare allo sviluppo della società in modo nuovo e concreto per rispondere alle difficoltà del momento e cercare di risolvere alcuni problemi attuali della nostra società.

 

“Insieme siamo in grado di nutrire il seme di altruismo che è insito in ognuno di noi”.

 

L’obiettivo è di far crescere, ossia sviluppare, creando valore produttivo di utilità sociale, per opera di una responsabilità sociale diffusa che incoraggia il raggiungimento di comuni benefici, perseguiti dalla PHI Foundation in modo pragmatico grazie alla Social Innovation Community, dove si può parlare di una tipologia d’innovazione capace di creare nuovi saperi, tecnologie, strumenti e forme organizzative con finalità di natura Etica.

 

Phi Foundation Social Inovation Community

è il nuovo modo di concepire l’engagement sociale al servizio della collettività 

 

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Sebastiano de Falco

PHI Foundation

NOI SIAMO IL CAMBIAMENTO

La Social Innovation è sostenuta da una corrente filosofica internazionale d’idee che influiscono su tutte le sfere di competenza a 360 gradi orientandosi alla creazione di un nuovo modello di società che meglio risponda alle esigenze delle comunità e sostenga saldamente lo sviluppo futuro.

Dall’espressione concettuale della Social Innovation nasce “PHI City Program” un progetto studiato e pianificato da PHI Foundation con l’intento di connettere idee e persone all’interno di una community che abbia come scopo principale quello di innovare e valorizzare l’ecosistema culturale e sociale, attraverso la promozione di nuove pratiche relazionali e la creazione di nuove reti di contatti interpersonali.

PHI Foundation adotta un approccio partecipativo coinvolgendo le Organizzazioni Non Profit locali nello sviluppo del progetto nelle singole aree d’influenza.

PHI Foundation mediante lo sviluppo del City Program vuole mettere in rete e in connessione tra loro i cittadini di un circoscritto ambito territoriale e stimolare l’ecosistema culturale locale per promuovere un’innovazione sociale nell’ambito del terzo settore e in particolare delle attività orientate al Non Profit.

L’obiettivo è di qualificare le competenze e incrementare la consapevolezza dei cittadini già attivi sui temi di innovazione sociale, sviluppo locale e partecipazione, individuando le criticità e le potenzialità più caratteristiche del territorio; elaborando innovativi modelli di finanziamento che coinvolgano il pubblico e il privato, progettando iniziative di raccolte fondi mediante molteplici strumenti come il Crowdfunding e Fundraising civico per progetti sociali e culturali che riguardino la comunità locale di riferimento, con lo scopo di sviluppare il territorio.

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Aderire al entwork PHI City Program, significa impegnarsi nel realizzare quegli obiettivi e quei progetti che rientrano nei programmi di PHI Foundation che operano nel terzo settore e in particolare orientati al Non Profit.

Alle organizzazioni che aderiranno al programma, sarà offerto supporto e consulenza in termini di visibilità e di opportunità nella creazione del proprio network locale. Inoltre sarà data la possibilità di costituire una “PHI Local”, una vera e propria “costola” di PHI Foundation, una forte presenza territoriale con funzioni coordinate insieme alla PHI Foundation Community.

Le PHI Local saranno il frutto di singola organizzazione o aggregazioni di più entità locali alle quali PHI Foundation fornirà tutto il suo contributo in termini di sviluppo relazionale sia con gli enti locali sia con tutta la filiera di attori che si occupano di tematiche sociali in quel territorio, nazionale e internazionale.

Alcune delle attività e dei servizi che PHI Foundation mette a disposizione delle PHI Local sono: la formazione gratuita all’utilizzo ottimizzato degli strumenti digitali, la creazione di una Social Community; la realizzazione campagne Fundraising; vendere e comprare tramite il Market Place; la possibilità diventare un PHI Member e molto altro. 

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Il PHI City Program è la realizzazione e sviluppo a livello locale della filosofia e del pensiero della Social Innovation, quel movimento che PHI Foundation intende sostenere e sviluppare.

Per PHI Foundation “Social Innovation Community” si intende un modo più pragmatico e concreto di realizzare i progetti sociali. Si può parlare di una tipologia di innovazione capace di creare nuovi saperi, tecnologie, strumenti e forme organizzative con finalità di natura Etica.

La PHI Social Innovation Community deve essere considerata una risorsa strategica per tutti quelli che vogliono pensare allo sviluppo della società in modo nuovo e concreto per rispondere alle difficoltà del momento e cercare di risolvere alcuni problemi della nostra società.

PHI Foundation Social Innovation Community è una comunità fondata sulla condivisione di valori etici con attitudine al cambiamento e alle innovazioni culturali, scientifiche e tecnologiche, al fine di soddisfare i bisogni sociali della collettività ed affrontare le nuove sfide per la crescita.

Social Innovation è creazione di nuove idee, prodotti, servizi che soddisfano bisogni sociali e simultaneamente creano nuove collaborazioni e relazioni

Il termine Social Innovation esprime, infatti, un doppio significatoinnovazione intesa come utilizzo di tecnologie e innovazione realizzata da una comunità e non da un unico individuo o un organismo; diventa così un risultato collettivo che richiede accordi, condivisione, co-adaptation e dialogo.

Si ha, infatti, innovazione sociale solo quando persone e organizzazioni svolgono un ruolo attivo e collaborativo nella realizzazione concreta dei processi innovativi, attraverso la creazione di reti sociali; soddisfare i bisogni della collettività ed affrontare le nuove sfide per lo sviluppo.

Le nuove comunità dovranno avere una grande capacità di vivere i cambiamenti derivanti: dall’evoluzione scientifica e tecnologica, dal confronto culturale, sociale ed economico con le altre comunità con cui bisogna cooperare e competere, dalle incertezze e dai rischi presenti nei piani per garantire un benessere minimo o una cittadinanza inclusiva.

Tutto questo può essere gestito al meglio solo attraverso la bussola della Social Innovation che implica una strategia per la formazione di smart-people, i quali devono vivere secondo i principi dello smart-living in delle smart-communities o smart-cities.

Quest’ultime da intendere come città dove gli investimenti nel capitale umano e sociale, nei processi di partecipazione, nell’istruzione, nella cultura, nelle infrastrutture per le nuove comunicazioni, alimentano uno sviluppo economico sostenibile, garantendo un’alta qualità di vita per tutti i cittadini e prevedendo una gestione responsabile delle risorse naturali e sociali, attraverso una governante partecipativa.

Tutto questo spinge a puntare prioritariamente sulla smart-education (sviluppo di piattaforme territoriali di e-learning, di public digital library, ecc.), cittadinanza attiva (strumenti di open-government, legalità, uso responsabile del territorio, ecc), capacità di vivere il cambiamento (strumenti e azioni che agevolino il cambiamento delle regole sociali e la capacità di realizzare e utilizzare le innovazioni).

In tutte queste azioni è certamente rilevante un futuro orientato al digitale, il ruolo dell’ingegneria e distintamente quella legata all’ICT (Information & Communication Technology).

Sviluppo dell’economia condivisa, economia circolare, economia sociale, applicazione dei concetti di responsabilità sociale delle imprese, PHI è tutto questo ed altro ancora…….

 

COGLI L’ATTIMO ENTRA NELLA GRANDE FAMIGLIA PHI

 

Sebastiano de Falco

PHI Foundation

PHI CITY PROGRAM: INNOVAZIONE E TECNOLOGIA

Il PHI City Program è la realizzazione e sviluppo a livello locale della filosofia e del pensiero della Social Innovation, quel movimento che PHI Foundation intende sostenere e sviluppare.

Per PHI Social Innovation si intende un modo più pragmatico e concreto di realizzare i progetti sociali. Si può parlare di una tipologia di innovazione capace di creare nuovi saperi, tecnologie, strumenti e forme organizzative con finalità di natura Etica.

La PHI Social Innovation Community deve essere considerata una risorsa strategica per tutti quelli che vogliono pensare allo sviluppo della società in modo nuovo e concreto per rispondere alle difficoltà del momento e cercare di risolvere alcuni problemi della nostra società.

PHI Foundation Social Innovation Community è una comunità fondata sulla condivisione di valori etici con attitudine al cambiamento e alle innovazioni culturali, scientifiche e tecnologiche, al fine di soddisfare i bisogni sociali della collettività ed affrontare le nuove sfide per la crescita.

Social Innovation è creazione di nuove idee, prodotti, servizi che soddisfano bisogni sociali e simultaneamente creano nuove collaborazioni e relazioni. 

Il termine Social Innovation esprime, infatti, un doppio significato: innovazione intesa come utilizzo di tecnologie e innovazionone realizzata da una comunità e non da un unico individuo o un organismo; diventa così un risultato collettivo che richiede accordi, condivisione, co-adaptation e dialogo.

Si ha, infatti, innovazione sociale solo quando persone e organizzazioni svolgono un ruolo attivo e collaborativo nella realizzazione concreta dei processi innovativi, attraverso la creazione di reti sociali; soddisfare i bisogni della collettività ed affrontare le nuove sfide per lo sviluppo.

Le nuove comunità dovranno avere una grande capacità di vivere i cambiamenti derivanti: dall’evoluzione scientifica e tecnologica, dal confronto culturale, sociale ed economico con le altre comunità con cui bisogna cooperare e competere, dalle incertezze e dai rischi presenti nei piani per garantire un benessere minimo o una cittadinanza inclusiva.

Tutto questo può essere gestito al meglio solo attraverso la bussola della Social Innovation che implica una strategia per la formazione di smart-people, i quali devono vivere secondo i principi dello smart-living in delle smart-communities o smart-cities.

Quest’ultime da intendere come città dove gli investimenti nel capitale umano e sociale, nei processi di partecipazione, nell’istruzione, nella cultura, nelle infrastrutture per le nuove comunicazioni, alimentano uno sviluppo economico sostenibile, garantendo un’alta qualità di vita per tutti i cittadini e prevedendo una gestione responsabile delle risorse naturali e sociali, attraverso una governante partecipativa.

Tutto questo spinge a puntare prioritariamente sulla smart-education (sviluppo di piattaforme territoriali di e-learning, di public digital library, ecc.), cittadinanza attiva (strumenti di open-government, legalità, uso responsabile del territorio, ecc), capacità di vivere il cambiamento (strumenti e azioni che agevolino il cambiamento delle regole sociali e la capacità di realizzare e utilizzare le innovazioni).

In tutte queste azioni è certamente rilevante il ruolo dell’ingegneria e distintamente quella legata all’ICT (Information & Communication Technology).

PHI Foundation Social Innovation Community è tutto questo ed altro ancora…….

Per chiedere informazioni sul Social Innovation City Program.

 

Sebastiano de Falco

PHI Foundation

Google Ad Grants: Social Innovation

Stupendo lunedì 17 ottobre 2016 – Sebastiano de Falco in nome di PHI Foundation e per gentile concessione di Google ha il privilegio di comunicare quanto segue:

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PHI Foundation è beneficiaria di un premio Google Ad Grants.

 

Il programma Google Ad Grants sostiene organizzazioni non profit registrate che condividono la filosofia dei servizi rivolti alla comunità propria di Google per aiutare il mondo in settori quali scienza e tecnologia, istruzione, salute pubblica globale, ambiente, patrocinio dei giovani e arti.

 

Google Ad Grants è un programma pubblicitario che consente alle organizzazioni non profit di fare pubblicità online gratuitamente tramite Google AdWords.

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Desideriamo ringraziare ancora una volta Google per la preziosa opportunità di sviluppo concessa a PHI Foundation.

 

Sebastiano de Falco

PHI Foundation

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PHI Foundation a poche settimane da D-Nest International Inventors Exhibition 2016

Sebastiano de Falco Says: A meno di un mese dalla sua inaugurazione, fissata per le ore 11.00 del 13 Ottobre prossimo nel PalaExpo di Venezia (proprio all’imbocco del Ponte della Libertà verso Venezia), l’International Inventors Exhibition si presenta con i primi dati sull’organizzazione.

 

L’evento globale per presentare idee, progetti e prodotti innovativi può contare su presenze internazionali, avendo avuto la conferma di importanti partecipazioni, oltre che dall’Italia, da Paesi europei quali Germania, Polonia, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Giappone, Corea del Sud e perfino dalla tormentata Siria.

 

Quella che si appresta a diventare un punto di riferimento per idee innovative e loro possibili finanziatori (la programmazione dell’evento è su base quadriennale) sarà visitabile dal 13 al 16 Ottobre (dalle ore 9.00 alle ore 20.00) ed è un’iniziativa di Dnest web, società spin-off dell’Università di Verona, impegnata nella promozione e tutela internazionale delle idee attraverso la piattaforma.

 

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I visitatori dell’ international inventors exhibition, oltre agli spazi espositivi destinati agli inventori, troveranno anche alcune installazioni dedicate all’evoluzione del trasporto ferroviario, alla storia dello zampirone (ideato a Mestre), alla tecnica millenaria e tuttora attuale dell’affresco. La curiosità dei visitatori sarà inoltre stimolata da un filmato, in visione continua, sulle invenzioni più singolari, che hanno costellato il mondo della creatività industriale.

 

Ogni giorno, dalle 9.30 alle 17.00, saranno in programma incontri tematici con la partecipazione di esperti, nonchè docenti universitari italiani e stranieri: si inizierà il 14 ottobre con il confronto sul tema “ Agricoltura sostenibile per lo sviluppo mondiale”; seguirà il 15 ottobre il convegno su “Sviluppo urbano per una vivibilità intelligente” e si chiuderà la domenica, dibattendo su “Didattica e innovazione”.

 

Infine, lo spazio dell’International Inventors Exhibition si espanderà oltre i confini fisici del PalaExpo Venezia per coinvolgere la vicina darsena, dove sarà ormeggiata e visitabile la barca a vela attrezzata dal veneziano Pier Luigi Surace per permettere, anche ai portatori di difficoltà motorie, una navigazione in assoluta sicurezza, godendo della più affascinante esperienza, che il mare possa offrire; sono allo studio anche uscite dimostrative in laguna.