Raccontare il territorio per contrastare la subcultura della mafia

Eroi italiani come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino hanno sacrificato la propria vita per la lotta alla mafia e ci hanno insegnato che importante è non solo colpire i patrimoni dei mafiosi, come soldi, terreni, case, ma anche scalfire quell’atteggiamento di omertà di cui essi si nutrono.

Come? Con comunicazione, arte e cultura.

La mostra “Cultura+Legalità=Libertà, l’arte contro le mafie”, allestita nel 2012 presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma su iniziativa dell’associazione Arte INdivisa in collaborazione con la Polizia di Stato, è stata una chiaro grido per dire no alla illegalità. Ha proposto un percorso alternativo per parlare della mafia e alla mafia seguendo l’insegnamento di Paolo Borsellino che diceva: “Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene”.

La mostra è stata ideata da Arte Indivisa, un’associazione nata dalla volontà di un gruppo di artisti appartenenti al Dipartimento della Pubblica Sicurezza con l’obiettivo di creare attraverso l’espressione artistica una mediazione tra impegno sociale e Istituzione Polizia di Stato.

Nel periodo di apertura dell’esposizione sono state ospitate studentesse e studenti romani che hanno ripercorso i vissuti dei protagonisti che hanno combattuto la mafia, in alcuni casi pagando questa scelta di libertà con la propria vita. Il progetto ha ottenuto il conferimento della medaglia “Premio di rappresentanza”, del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Gli scatti di Letizia Battaglia, una delle prime fotoreporter in Italia, che, con energia e coraggio, hanno ritratto luoghi e vittime degli omicidi di mafia a Palermo, rappresentano un altro tentativo di non normalizzare il male e la sua banalità ma di rappresentarne tutte le ombre e il dolore sommersi. Oltre 140 scatti della giornalista sono stati esposti nella primavera scorsa, tutti insieme per la prima volta, nello spazio ZAC dei Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo.

La mostra, intitolata Anthologia, è stata promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Palermo in collaborazione con la Fondazione Sambuca per celebrare gli ottant’anni della reporter, che ha fotografato l’anima nera della sua terra iniziando come cronista del quotidiano L’Ora fino a raggiungere fama internazionale.

La cultura dell’impegno e della consapevolezza possono contrastare l’atteggiamento di omertà che contribuisce allo sviluppo della vita malavitosa. Questo è il messaggio di “Io Resisto– Mostra della resistenza e dell’impegno civile”, inaugurata il 3 dicembre di quest’anno in un bene confiscato alla camorra a Casal di Principe per raccontare il territorio e la resistenza in Campania.

La mostra, rappresentata da 250 lavori, è sostenuta dalla Fondazione Con il Sud in partnership con altre associazioni del territorio nell’ambito del programma “Identità in rete”, nato per promuovere le attività realizzate dalle organizzazioni del terzo settore e del volontariato nell’Italia Meridionale.

La mafia può dunque uccidere i corpi ma non i pensieri, può devastare i territori ma non l’arte di rappresentarli. Crede di controllare ogni cosa però non soffocherà mai e poi mai la libertà di dire NO all’illegalità e alla violenza.

 

Vanessa Doddi

PHI Foundation

Articoli della settimana 11 dicembre

Il destino della riforma del Terzo settore dopo le dimissioni di Renzi

La riforma del Terzo settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale ha iniziato il suo iter parlamentare da anni ma, ad oggi, non è ancora stata ultimata, a causa della mancanza dei decreti legislativi di attuazione e, le recenti dimissioni del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, potrebbero complicare le sue ultime tappe.

Soffermandoci sulle fasi principali del suo iter, notiamo che le linee guida per la riforma del terzo settore sono state predisposte dal Governo già da Maggio 2014. In seguito il Governo ha aperto una consultazione pubblica sulle stesse e successivamente, il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente e del Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, in data 10 Luglio 2014, ha approvato il Disegno di Legge Delega per la riforma del Terzo settore.

Questo Disegno di Legge è stato presentato in prima lettura alla Camera dei Deputati il 22 Agosto 2014. Il suo esame è iniziato il 1 Ottobre 2014 e la sua discussione  in assemblea il 1 Aprile 2015.

Ma è solo nel corso dello scorso mese, a Novembre, che il suo primo decreto legislativo, cioè quello che regola il nuovo Servizio civile universale (chiarendone finalità, ruoli e competenze dei soggetti che vi partecipano e allargandone l’offerta di attività di volontariato a diversi settori di intervento) è stato vagliato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri ed è in attesa dell’approvazione definitiva dopo il parere delle  Camere.

Tuttavia la riforma del Terzo settore, che si compone di 12 articoli, richiede molti altri decreti legislativi di attuazione da vagliare ed approvare, come quello sull’ impresa sociale, sul consiglio del Terzo settore, sul codice unico e sul cinque per mille.

Il termine ultimo per l’approvazione di questi decreti legislativi è Maggio 2017, cioè 45 giorni prima della scadenza di un anno dalla data di pubblicazione della Legge numero 106 sulla Gazzetta Ufficiale.

C’è quindi, almeno in teoria, tempo sufficiente per completare tutti i decreti mancanti ma molto dipenderà dalle intenzioni politiche e dalla natura del nuovo Governo.

Tutto è nelle mani del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che sceglierà se incaricare un nuovo premier, preferire un governo tecnico oppure optare per lo scioglimento delle Camere con conseguenti elezioni anticipate.

Sarà dunque la scelta di Mattarella a condizionare il destino di questa, a lungo attesa, riforma del Terzo settore.

 

Nicola Minerva

PHI Foundation

La cultura del dono premiata

AMMP Giorgio Valsania, Ai.Bi. e Cesvi vincono il bando “Giorno del Dono 2016”
per la ricostruzione sociale post terremoto

 

Lugano, 7 dicembre 2016PHI FoundationSebastiano de Falco – Si è tenuto il 30 novembre 2016, nella prestigiosa cornice della sede di rappresentanza del Banco Popolare in Roma, l’evento organizzato da Istituto Italiano della Donazione e Banco Popolare per fornire una fotografia dello stato di salute del non profit italiano e comunicare i vincitori del bando “Giorno del Dono 2016” per la ricostruzione post terremoto.

“Sono felice di poter annunciare – sottolinea Edoardo Patriarca, Presidente IID – che il comitato di valutazione ha ritenuto i progetti presentati da Associazione Maria Madre della Provvidenza (AMMP) Giorgio Valsania Onlus, Ai.Bi. Amici dei Bambini e Cesvi Onlus come i più meritevoli di ricevere la sovvenzione di 11.000 Euro ciascuno. Si tratta di tre progetti molto diversi tra loro ma accomunati da un elevato grado di concretezza e dalla capacità di rispondere in tempi brevi alle necessità reali dei territori più colpiti dal terremoto del 24 agosto scorso. I progetti vincitori infatti da un lato danno grande attenzione ai più fragili attraverso un’analisi accurata dei loro bisogni e, dall’altro, favoriscono la cooperazione e la coesione sociale delle persone e degli enti colpiti, senza trascurare la capacità di azione coordinata e di rete di più realtà operative”.

 AMMP Giorgio Valsania con il progetto “Missione Centro Italia 2016” vuole portare sollievo ai cittadini di Cittareale (AQ), di Norcia (PG) e di Posta (RI) che si sono visti togliere tutto dal recente terremoto. Da subito l’associazione ha ritenuto necessario fare qualcosa di concreto per risolvere nell’immeditato l’Posta che ha colpito le popolazioni terremotate, pertanto ha realizzato insieme alla Croce Giallo Azzurra di Torino, l’Associazione l’Accoglienza e la Protezione Civile di Caselle T.se la “Missione Centro Italia 2016”, che è suddivisa in tre step operativi: dotare Cittareale e Norcia di 4 roulotte, fornire Posta di una nuova sede dei Vigili del Fuoco e consegnare alla città di Norcia 60 moduli abitativi destinati alle famiglie sfollate del territorio.

“Un Paese ci vuole” (citazione di Cesare Pavese) è il progetto presentato da Ai.Bi. Amici dei Bambini che punta a contribuire alla ricostruzione del tessuto sociale dei territori colpiti attraverso un’attività di sostegno psicologico e laboratoriale rivolto ai più giovani con il coinvolgimento di tutte le generazioni. Tre gli aspetti su cui puntare: un laboratorio dedicato agli adolescenti e famiglie del territorio di Amatrice (RI) e frazioni, che saranno coinvolti in una riflessione attiva sulla proprie radici, sul proprio presente e sulla visione del futuro; uno sportello psicologico itinerante ad opera di psicoterapeuti con maturata esperienza nel campo della prevenzione e della cura degli effetti psicologici del trauma ed, in fase conclusiva, un’azione mirata alla sensibilizzazione della cittadinanza e delle istituzioni che prevede anche la realizzazione di un corto dedicato.

Cesvi è stata premiata per il progetto “Terremoto in Centro Italia – Supporto urgente agli allevatori delle aree colpite”. L’intervento di Cesvi a sostegno dei produttori agricoli terrà conto della lettura dei bisogni svolta da Coldiretti Rieti a partire dalla zona di Amatrice e si propone di supportare il ripristino delle attività di produzione e vendita diretta, con lo scopo di evitare l’abbandono delle campagne e favorire la ripresa economica nelle aree colpite dal sisma. Ciò sarà possibile attraverso la fornitura di attrezzature che possano permette il ripristino della produzione, come carrelli per la mungitura, impianti di raschiatura, refrigeratori, serbatoi per la lavorazione del latte. Sulla base della lista di necessità fornita da Coldiretti, si darà in una prima fase di intervento la priorità alle aziende che si dedicano alla produzione del latte vaccino e che stanno riscontrando difficoltà nel ripartire.

Per scaricare le schede dei progetti vincitori clicca qui

 

Sebastiano de Falco

PHI Foundation

Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Il 26 novembre scorso Differenza Donna, l’associazione di cui faccio parte, ha partecipato alla manifestazione indetta in occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne,  che ha visto più di 200.000 donne provenienti da tutta Italia raccogliersi nella capitale.

Un corteo gioioso e colorato, animato da tamburi, canzoni e artisti di strada. Tanti vissuti, uno accanto all’altro, però con un’unica voce perché una sola era la richiesta: più dignità per tutte.  A dimostrazione del fatto che il coraggio delle donne non si ferma dinnanzi a nessun tipo di abuso, maltrattamento o violenza.

Quel giorno Roma non era più Roma. La città eterna, che leggendariamente nacque da uno stupro di gruppo, il ratto delle Sabine, il 26 novembre è diventata la piazza di tutte le donne, che hanno trasformano la violenza delle origini della fondazione in un grido di forza contro la società sessista di ieri e di oggi.

Era il marzo del 1976 quando oltre 2.000 donne appartenenti a 40 paesi diversi diedero vita al Tribunale Internazionale sui crimini contro le donne presso il Palazzo dei Congressi a Bruxelles. E tra i crimini veniva per la prima volta istituito quello del “ femminicidio ” ad indicare l’uccisione della donna in quanto donna, cioè a causa del suo genere.

Sotto questo termine non rientra solo quel terribile centinaio di donne ammazzate, ma anche tutte quelle negazioni di dignità rivolte nella nostra società alle donne in quanto tali. Femminicidio è anche la morte professionale delle donne inflitta attraverso la negazione della parità di salario e di prospettive di crescita. Così come lo è l’assenza di welfare soprattutto in presenza di gravidanze e figli. Non ultimo è femminicidio pure il giudizio estetico sui corpi delle donne usati come oggetti mercificati negli spot pubblicitari per vendere di più.

Differenza Donna nasce nel 1989 per liberare le donne, le loro bambine e bambini dalla discriminazione di genere facendone valere i diritti, qualunque sia la loro cultura, religione o paese d’origine. In occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne ha lanciato la campagna “ Io non faccio eccezione ” per denunciare il fenomeno della violenza di genere così ampiamente diffuso quanto largamente sommerso.

Io non faccio eccezione ” perché ogni donna sperimenta nel quotidiano una negazione di opportunità, ma “ Io non faccio eccezione ” soprattutto perché ogni donna trova in se anche la forza di dire basta.

Come dimostrano le migliaia di donne che hanno sfilato in corteo nelle strade di Roma con striscioni e cartelli in occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne: Il nostro desiderio di essere libere può cambiare il mondo.

 

Vanessa Doddi

PHI Foundation

Articoli della settimana 4 dicembre

Lo stato di salute del terzo settore

Tre indagini dedicate al non profit
per raccontare il terzo settore che era, che è e che sarà

Lugano, 3 dicembre 2016 – PHI FoundationSebastiano de Falco – Si è tenuto il 30 novembre 2016, nella prestigiosa cornice della sede di rappresentanza del Banco Popolare in Roma, l’evento organizzato da Istituto Italiano della Donazione (IID) e Banco Popolare per fornire una fotografia dello stato di salute del non profit italiano e comunicare i vincitori del bando “Giorno del Dono 2016” per la ricostruzione post terremoto..

“Fotografando l’attenzione al tema della donazione nell’informazione televisiva lungo tutto un anno – ha spiegato Giovanni Sarani dell’Osservatorio di Pavia – è facile notare come nei telegiornali il tema del dono diventi notiziabile solo quando è trainato da notizie che riguardano questioni sociali più ampie, come emergenze umanitarie, immigrazione e povertà, fatti di cronaca, scienza e salute. In oltre due casi su cinque si è parlato di dono in occasione di campagne sociali mediatiche e maratone televisive, a seguire ogni qual volta un “vip” o un testimonial conosciuto dal grande pubblico fosse coinvolto”.

 Commenta Edoardo Patriarca, Presidente IID: “Dall’indagine dell’Osservatorio di Pavia si evince come in Italia vi sia la tendenza a mostrare prevalentemente notizie di carattere negativo con toni allarmisti, toni che diventano una costante nei racconti relativi a fenomeni che sembrano sfuggire al controllo dell’uomo, tanto per mancanza di volontà o di capacità, quanto per obiettiva impotenza, come nel caso dei terremoti e di altre catastrofi naturali. Queste scelte non contribuiscono a creare una cultura della donazione condivisa e non fanno bene alle donazioni. Il Giorno del Dono nasce anche per invertire questa tendenza”.

“Dalla nostra indagine 2016 “Gli Italiani e le donazioni” – ha aggiunto Paolo Anselmi, Vice Presidente Gfk Eurisko – emerge un calo di donatori di circa 5 milioni di donatori in 10 anni, una flessione parzialmente compensata dalla tenuta dei forti donatori, segno che la crisi ha colpito soprattutto i piccoli, in particolare i giovani, al punto che la donazione media tende a crescere. In questo contesto le associazioni devono porsi l’obiettivo di “stabilizzare” il comportamento di donazione aldilà delle emergenze, come ad esempio in occasione del terremoto, che suscitano ondate emotive di grande portata ma di breve durata, valorizzando anche le piccole donazioni ed, in particolare, i giovani. Non dimentichiamo infatti che i dati sui donatori fedeli sono confortanti perché tengono alta la bandiera della generosità degli italiani”.

 E il fattore fiducia è un aspetto importante su cui si basa tutta l’attività dell’Istituto: “L’IID svolge periodicamente un’indagine dedicata agli indici di efficienza economica dei propri associati. Questa ricerca – conclude Patriarca – ci mostra come i soci dell’Istituto dedichino alla propria missione ben l’80% circa delle proprie risorse ed, in media, spendano solo 20 centesimi per raccogliere un euro. Non va però dimenticato che vi sono importati differenze tra singole realtà e che quindi non è corretto avere come unico benchmark di valutazione la sola percentuale di investimento nella mission. Dall’indagine emerge chiaramente che le raccolte fondi più efficienti risultano essere quelle realizzate da organizzazioni con maggiore esperienza temporale in questa direzione e che possono permettersi un investimento per potenziarne ed innovarne le modalità. La raccolta fondi è un’attività di relazione da curare ogni giorno, anche alla luce del fatto che i privati si confermano essere la fonte di finanziamento principale”.

Per scaricare le indagini clicca qui

 

Sebastiano de Falco

PHI Foundation

C’era una volta… chi amava il viaggio e il ciclismo: nasce il Touring Club Italiano

Giusto la settimana scorsa il Touring Club Italiano ha festeggiato il suo anniversario.

Era l’8 novembre 1894 quando un gruppo di giovani imprenditori milanesi con l’intento di diffondere i valori ideali e pratici del ciclismo e del viaggio fondano un’associazione non profit che segnerà profondamente il mondo del turismo, dell’ambiente e della cultura italiano.

Dalle prime piste ciclabili all’opposizione alla tassa sui velocipedi negli anni in cui la bicicletta era il mezzo più usato ma anche il più valido ai fini del turismo e dall’abbellimento delle stazioni ferroviarie all’impianto di cartelli stradali turistici, il Touring Club Italiano s’impegna da più di 120 anni nella promozione del turismo, nella salvaguardia ambientale e nella diffusione di una cultura consapevole e responsabile del viaggio.

Ma andiamo più a fondo e scopriamo meglio come lavoratori, volontari e donatori collaborano all’unisono da più di un secolo nel Touring Club Italiano per sviluppare un turismo consapevole incentrato sull’inestimabile patrimonio artistico-paesaggistico dell’Italia e in particolar modo sull’unicità dei luoghi meno noti e frequentati del Belpaese attraverso speciali iniziative volte alla promozione di queste piccole località.

Ad oggi sono 213 i borghi certificati dal Touring Club Italiano come Bandiera arancione e il progetto pilota del 1999 che vide la regione Liguria come prima regione certificata sembra solo un ricordo lontano.

Interessanti scoperte quindi ma anche grandi classici per gli assetati di cultura made in Italy grazie alla più recente ma anche più significativa iniziativa del Touring Club Italiano per via della sua articolata attività svolta da una fitta rete di volontari che operano localmente sul territorio italiano: Aperti per voi. Perché è proprio grazie a questi volontari che regalano la loro presenza che il Touring Club Italiano garantisce l’apertura di alcuni tra i più bei siti d’Italia (trovate qui l’elenco aggiornato) e, dove possibile, li “adotta” per realizzare al loro interno concerti, visite guidate, mostre e incontri.

E come non citare, a conclusione di questo intenso “viaggio” all’insegna dell’identità artistico-culturale italiana un’altra importante iniziativa rigorosamente no profit del Touring Club Italiano: La penisola del tesoro. Attiva da più di 15 anni, questa iniziativa che vanta il patrocinio del MIBACT-Ministero per i Beni e le Attività Culturali, del Ministro per gli Affari Regionali, del Turismo e dello Sport permette ai Soci del Touring Club Italiano attraverso eventi organizzati ad hoc in tutta Italia (qui l’elenco delle tappe) di conoscere musei e monumenti meno frequentati delle grandi città, centri storici di eccezionale valore e paesaggi meno noti ma ugualmente di straordinaria bellezza.

E chissà che questo “assaggio” di turismo vi abbia incuriosito un po’ e quindi, al primo momento libero, vi decidiate a dare anche voi il vostro sostegno al Touring Club Italiano, associazione senza scopo di lucro che finché vivrà -siamo certi- avrà in cura il cuore della penisola italiana.

 

Federica Pizzi

PHI Foundation

 

Givingtuesday, ovvero la giornata globale del dono

Martedì 29 novembre sarà il Givingtuesday, ovvero la giornata globale del dono alimentata dai social media e da collaborazione e attività di rete, come recita lo slogan nella home page del sito dedicato, un’iniziativa che ricorda il giorno del dono organizzato in Italia. Una giornata ad oggi più diffusa nel mondo dell’associazionismo anglosassone e di molti altri paesi, ma che potrebbe facilmente diffondersi anche in Italia ed in altri paesi, seguendo il trend di altre iniziative. Il Giving Tuesday si svolge il martedì dopo il Giorno del Ringraziamento americano. Nato nel 1992 come risposta al Black Friday e al Cyber Monday, giornate dedicate a commercio e consumo e ideato dal centro culturale 92nd street Y

Quest’anno la giornata è arrivata alla sua quinta edizione, crescendo e diventando un fenomeno mondiale nel corso degli anni. Questa impressione è confermata anche dai dati raccolti da Blackbaud, piattaforma che si occupa della raccolta fondi e dell’analisi dei dati, che afferma che nei soli Stati Uniti tra il 2014 e il 2015 si è registrato un incremento del 52% delle offerte.

Nel corso del 2015 il Givingtuesday ha coinvolto 700.000 mila persone in attività di raccolta fondi ed ha permesso alle associazioni di raccogliere circa 116.000.000 di dollari in 70 Paesi nel mondo. Un ottimo risultato non solo in termini di raccolta fondi ma anche di coinvolgimento di volontari.

Le ONP si sono quindi organizzate per coinvolgere e fidelizzare i propri donatori abituali, ma anche per attrarne di nuovi. La comunicazione è ormai già partita, attraverso mailing, pagine dedicate nei siti web, social media e anche attraverso piattaforme di crowdfunding, e guardando i dati relativi alla raccolta fondi e alle storie raccontate nelle pagine web dedicate è proprio quest’ultima modalità che si è rivelata di successo per alcune campagne.

Tra le campagne di maggior successo in Gran Bretagna vi è quella realizzata dall’organizzazione inglese Send a cow, che si occupa di combattere la povertà nelle aree rurali, che ha promosso le proprie attività attraverso la realizzazione di un video che grazie al coinvolgimento dei propri sostenitori e ad una comunicazione attentamente studiata, è diventato virale in rete con circa 665.000 visualizzazioni.

Un altro esempio di grande successo è la campagna realizzata da una casa di riposo di Tunbridge Wells, nel Kent, che ha partecipato lo scorso anno per la prima volta al GivingTuesday raccogliendo ben 56.000 sterline, niente male!

Aspettando che questa iniziativa sbarchi ufficialmente anche in Italia segnate la data sul calendario per il 2017 ed iniziate a scaldare i motori.

 

Sara Quaglia

PHI Foundation

Articoli della settimana 27 novembre

La Colletta Alimentare per i poveri: un appuntamento solidale che dura da 20 anni

Lo sapevi che la Colletta Alimentare promossa dalla Fondazione Banco Alimentare ONLUS è l’evento di solidarietà più partecipato in Italia? Ebbene sì e nel 2016, precisamente oggi 26 novembre, spegne le candeline per i suoi 20 anni di promozione del recupero delle eccedenze alimentari e la sua redistribuzione alle strutture caritative.

Ma andiamo per ordine e facciamo un salto all’indietro, più precisamente al 30 marzo 1989 quando la ONLUS che ogni anno si adopera per organizzare in ogni regione d’Italia la Giornata Nazionale della Colletta Alimentare viene a nascere.

A volerla intensamente il Cavalier Danilo Fossati, presidente della famosa azienda Star e Monsignor Luigi Giussani, fondatore del movimento religioso di Comunione e Liberazione, spinti dal desiderio di creare un qualcosa che si avvicinasse il più possibile alla Fundaciò Banc dels Aliments di Barcellona. Le idee su come sviluppare questo importante progetto volto alla riduzione dello spreco alimentare e alla protezione della popolazione povera erano tante ma in loro soccorso venne fin da subito una fitta rete di uomini e donne generose e di talento che, come volontari o dipendenti, permisero alla Fondazione Banco Alimentare ONLUS di crescere portando “a casa” risultati magnifici in soli 20 anni. Vediamoli insieme: 8.990 tonnellate di cibo recuperate presso i 12.000 punti vendita aderenti all’iniziativa Colletta Alimentare; 5.500.000 gli italiani che hanno donato cibo ai più poveri in questi anni di cui 135.000 volontari che oltre a fare questa donazione hanno partecipato attivamente alla Colletta Alimentare dalla nascita di questa ONLUS.

Giornata Nazionale della Colletta Alimentare a novembre dunque ma non solo perché la Fondazione Banco Alimentare ONLUS lavora tutto l’anno attraverso attività di fundraising o collette regionali seguite dalle organizzazioni locali della fondazione per mantenere alta la sensibilità verso lo spreco alimentare e verso la giusta redistribuzione del cibo a favore dei poveri.

Doppio obbiettivo, doppia vittoria quindi: e tu ci vai alla Colletta Alimentare di oggi per donare un po’ di cibo e di tempo per chi è più sfortunato di te?

 

Federica Pizzi

PHI Foundation

Bambini di strada: piccoli abitanti delle strade di Delhi

A settembre del 2013, quando lavoravo per Save the Children, ebbi l’opportunità di visitare uno dei progetti che l’Organizzazione porta avanti a Delhi, in India: “ Bambini di strada ”. Questo progetto supporta i bambini costretti, per povertà o emarginazione, a vivere e a lavorare per strada.

Ricordo ogni momento, come fosse ieri. Dall’albergo un pullman ci porta a New Sanjay Camp, uno degli slum di Delhi. Qui la strada non è asfaltata e le case sono vere e proprie baracche. Uomini e animali vivono insieme, un cane fa compagnia ad una famiglia che dorme sul marciapiede. Due maialini luridi sguazzano in una enorme pozzanghera.

Il pullman apre le porte, scendiamo e, a poca distanza, scorgiamo un furgone giallo: è il “Mobile Learning Center” di Save the Children! Attraverso questa unità mobile Save the Children cerca di sottrarre i minori a una vita di strada per indirizzarli verso una scolarizzazione altrimenti impossibile.

Fuori dal furgone decine di bambini in fila ci accolgono consegnandoci un disegno e porgendoci le loro piccole mani. E’ un momento incredibile. Un brivido mi corre lungo la schiena quando mi accorgo che molti di loro non hanno più di 3 o 4 anni. Per una occidentale come me, cresciuta in Italia, è difficile concepire come questi piccoli possano sopravvivere per strada.

I bambini di strada sono bambini che hanno avuto un’infanzia durissima, abbandonati da tutti. Come sono finiti a vivere per strada? Il collega indiano ci spiega che molti di loro sono spinti dalle famiglie a chiedere soldi, altri invece sono scappati dalle loro famiglie per sfuggire a violenze e maltrattamenti, altri ancora sono stati rapiti o sono rimasti orfani a causa di sommosse o calamità naturali.

Questi piccoli lavorano come schiavi per mediatori o imprese manifatturiere che sfruttano le loro dita piccole e agili. Oppure vivono costretti a mendicare tra la gente o tra le macchine ferme al semaforo.

Entriamo nella unità mobile dove ci sono altri bambini che fanno cerchio intorno a noi e ci guardano con curiosità. Mi guardo intorno: il furgone è fornito di libri per l’infanzia, giochi e anche di una tv per vedere i cartoni animati. Qui i bambini possono utilizzare materiali didattici, imparano l’hindi, l’inglese, ma soprattutto cominciano a imparare quali sono i loro diritti. Grazie a Save the Children, molti piccoli possono tornare a scuola, se erano stati costretti ad abbandonarla, o possono entrarci per la prima volta, se non ci avevano mai messo piede.

Usciamo dal furgone giallo, salutiamo i bambini di strada e gli insegnanti del “Mobile Learning Center” e ci dirigiamo verso il nostro pullman. Non è facile tornare a bordo. Mi volto per guardarli un’ultima volta, sono lì, sorridenti, fanno con le mani il segno di “vittoria” e sono bellissimi in mezzo a tutta la povertà di quel mondo.

Arriva il giorno del rientro in Europa, a Roma, nel mondo occidentale. Il volo dura molte ore, e sono ore piene di pensieri, di immagini, di cose che non voglio dimenticare. Oltre le nuvole, a diecimila metri di altezza, ogni cosa diventa più chiara. Nella mia mente aleggia la magia di un bambino che sorride anche se è costretto a vivere nella totale vulnerabilità. Ancora più forte sento che un bambino è un bambino ovunque ed è dovere di tutti proteggere la sua infanzia.

Le feste natalizie si avvicinano. Mi piace pensare che la slitta di Babbo Natale si fermerà anche a Delhi, a New Sanjay Camp, portando tanti doni ai piccoli dello slum. Mi piace pensare che quel giorno non saranno più “ bambini di strada ” ma soltanto bambini.

Vanessa Doddi

PHI Foundation

Per Natale regala un sorriso: Fondazione Floriani e il suo metodo di cura per i malati inguaribili

Quante volte ci è capitato di usare con tono stizzito il termine palliativo”? La Fondazione Floriani supera tale associazione mentale per scavare a fondo nell’etimologia di questa parola e ci racconta come qualcosa di palliativo sia fondamentale in molti casi della vita soprattutto se a ricevere quel qualcosa sono malati inguaribili.

Si chiamano Cure Palliative quelle cure che la Fondazione Floriani, associazione senza scopo di lucro, ha l’obbiettivo di diffondere e applicare per curare ogni aspetto della sofferenza dei malati terminali: fisico, psicologico, spirituale e sociale.

Riconosciute dall’ OMS-Organizzazione Mondiale della Sanità grazie alla Legge n’38 del 2010, queste cure vengono continuamente aggiornate tramite la ricerca scientifica e lo studio grazie al sostegno di donatori e volontari della Fondazione Floriani che si occupano dell’attività di fundraising a 360 gradi: dalla piccola donazione di un pensionato ad  investimenti più importanti che prevedono l’utilizzo di fondi per l’istituzione di Corsi di Medicina Palliativa presso le università italiane.

Nata nel 1977 per volere di Virgilio e Loredana Floriani, entrambi scomparsi, Fondazione Floriani continua negli anni a far conoscere l’importanza di queste cure attraverso iniziative mirate all’attività di raccolta fondi come FONDACO che, per festeggiare la 20^ edizione, anche quest’anno apre le porte dello Studio Zeta di Milano (qui le indicazioni stradali per raggiungere le bancarelle) dalle h.11 del 26 novembre con un delizioso brunch e si chiude con un aperitivo il 29 dello stesso mese.

Solita location e storiche bancarelle in questa iniziativa di fundraising di Fondazione Floriani quindi, ma non solo: particolarissimi oggetti home made attendono i milanesi a caccia dei regali di Natale quest’anno a FONDACO… e chissà mai che, tra un pensierino alla mamma, uno alla moglie o uno al fidanzato, a qualcuno di noi, prima di tornarsene a casa e lasciare la Mostra Mercato di questa ONLUS, venga il desiderio di lasciare a chi è più sfortunato di noi una donazione che gli possa regalare una delle cure più efficaci che ci sia: un sorriso.

 

Federica Pizzi

PHI Foundation

26 novembre: “Non una di meno” in piazza per dire basta alla violenza sulle donne

È attesa a Roma una grande manifestazione per il 26 novembre dietro lo slogan comune “Non una di meno!” per condannare la violenza sulle donne e affermare tutti insieme i diritti e l’autodeterminazione delle donne. Il corteo partirà da Piazza della Repubblica alle 14,00, attraverserà le vie del centro della capitale, toccando alcuni luoghi simbolici, e terminerà in Piazza San Giovanni.

L’iniziativa è organizzata da Io Decido, da UDI – Unione Donne Italiane e da D.i.Re  – Donne In Rete contro la violenza in occasione della “Giornata Internazionale per l’eliminazione della Violenza contro le Donne” ed è aperta a tutti coloro che riconoscono nella fine della violenza una priorità nel processo di trasformazione della società.

Parteciperà alla manifestazione anche Differenza Donna, associazione che ha gestito i primi Centri Antiviolenza nati a Roma e che dal 1989 lavora per far valere i diritti delle donne, qualunque sia la loro cultura, religione o paese d’origine.

La violenza sulle donne è ancora oggi un problema sociale di proporzioni mondiali. L’Organizzazione Mondiale della Sanità indica la violenza nei confronti delle donne come la prima causa di morte tra i 15 e i 44 anni: una donna su tre al mondo subisce vessazioni, soprusi, mutilazioni, stupri. Solo in Italia ogni anno viene uccisa una donna ogni due giorni e un terzo delle donne italiane, straniere e migranti, subisce violenza fisica, psicologica, sessuale, spesso fra le mura domestiche e davanti ai propri figli.

La violenza sulle donne non è un problema di mura domestiche né una emergenza da gestire saltuariamente ma è un fenomeno strutturale delle società che affonda le sue radici nella disparità di potere fra i sessi.

Violenza sulle donne non è solo un pugno, uno schiaffo, un insulto verbale, un femminicidio. Violenza sulle donne è anche il divario di salario dei lavoratori rispetto a quello delle lavoratrici, più alto per i primi a parità di condizioni. Violenza sono pure le dimissioni in bianco, la scarsa rappresentatività femminile nei luoghi decisionali,  il tasso di disoccupazione più elevato per le donne che per gli uomini, soprattutto in presenza di figli. Non ultimo, violenza è anche il fatto che in molte aree del mondo donne e bambine sono private della possibilità di ricevere un’istruzione, di accedere ad acqua potabile o a servizi igienico-sanitari adeguati.

La violenza sulle donne attraversa dunque ogni aspetto dell’esistenza: questo è il messaggio importante che hanno inviato a tutto il mondo le tantissime donne scese in piazza in Messico e in Argentina per protestare contro la morte di Lucìa Pérez, una ragazza di sedici anni violentata, torturata e uccisa il mese scorso a Mar de Plata, in Argentina. Questo grido d’oltre oceano che parte da lontano continuerà il 26 novembre tra le strade di Roma per dire basta alle discriminazioni sociali, culturali e sessuali in famiglia, nei luoghi di lavoro, nelle scuole, nell’università, negli ospedali, per strada, di notte, di giorno, sui media, sul web. In Italia e nel mondo.

 

Vanessa Doddi

PHI Foundation

Se “ La Grande Bellezza ” di Milano ancora ti è nascosta…

Quando durante la notte degli Oscar 2014 la giuria nomina “ La Grande Bellezza ” miglior film straniero tutti gli italiani, anche solo per un momento, si sono sentiti fieri di quel patrimonio artistico senza tempo di cui Roma è, senza alcun dubbio, il miglior panorama del Belpaese.

Ma se scopriste che anche Milano non è da meno e nasconde scorci memorabili?

Avete mai provato a percorrere il Naviglio Grande all’alba o a sbirciare, tra i palazzi opulenti, magnifici cortili dietro portoni apparentemente anonimi?

Infatti, se “fredda”, “caotica” o “dispersiva” sono gli aggettivi meno crudeli che l’italiano medio utilizza quando parla della città di Milano e pochi la raccontano con appagamento o affettuosità, si può certamente dire che quasi nessuno si sofferma sulla sua bellezza nascosta. O quasi.

Se vi dicessi infatti che esiste una storica dell’arte “irriverente e non allineata”, come lei stessa si definisce qui, nativa belga e con un’importante carriera lavorativa nella città capitolina che un giorno decide di partire per Milano e, dopo un giro attento in sella alla sua bicicletta, capisce di non voler ripartire più e anzi decide di dedicarsi alla valorizzazione e divulgazione dei patrimonio artistico del capoluogo lombardo fondando un’associazione no profit, iniziereste a cambiare idea e comincereste a percepire Milano come una città d’arte esattamente come la sua cara sorella romana?

Ma andiamo per ordine: nel 2010 nasce Città nascosta Milano che si prefigge l’obbiettivo di “trasformare i cittadini da consumatori distratti in attori consapevoli della loro città” come dice qui la sua fondatrice Manuela Alessandra Filippi.

Negli anni il programma di quest’associazione culturale si arricchisce sempre più, numerose le iniziative per coinvolgere il pubblico alla scoperta de “La Grande Bellezza” milanese come ad esempio il progetto “La cultura si mangia! Un panino con…®” (dove il panino te lo danno davvero e non è solo un modo di dire!) grazie al quale anche durante la pausa pranzo si può ricavare un momento per dedicarsi alla cultura. Un vero salto nella storia della città meneghina quindi che spazia dai cortili più antichi ai nuovi grattacieli e che passa anche per il Palazzo della zecca, uno dei palazzi più interessanti delle 5 Vie, e che, dal 2014, è divenuta sede di Città nascosta Milano e nel 2015 ha aperto per la prima volta le sue porte in occasione delle Giornate di Primavera del FAI– Fondo Ambiente Italiano.

E chissà che un giorno, spinti dal desiderio di cercare vecchie monete tra gli angoli della Casa dello Zecchiere, anche voi riusciate a conoscere quest’associazione senza scopo di lucro che da sei anni dona ai più curiosi le chiavi per aprire i luoghi segreti di Milano e allora sì – sono certa- anche i più scettici riusciranno a vedere in Milano “ La Grande Bellezza ” che tanto ha illuminato Roma dopo il film di Sorrentino.

Federica Pizzi

PHI Foundation

L’ Email Marketing per il no profit, è uno strumento utile?

L’ Email marketing è lo strumento di comunicazione più efficace che una Onlus possa utilizzare per sollecitare il destinatario a compiere un’azione immediata come ad esempio fare una donazione o iscriversi alla newsletter oppure firmare una petizione.

Prima di creare una campagna di Email Marketing è importante stabilire l’obiettivo che si vuole raggiungere, possibilmente misurabile: aumentare del 10% le donazioni oppure incrementare del 20% il numero degli scritti alla newsletter. 

Il secondo passo è suddividere i target per categoria, così diventa più semplice andare poi a sollecitare un segmento specifico di iscritti o di donatori e ottenere risultati di qualità.

È importante anche stabilire la frequenza della campagna di Email Marketing. Sempre al fine di non stressare la propria donor base, è buona regola intervallare la comunicazione di almeno 2 settimane.

Gli elementi che compongono un template di Email Marketing sono: logo dell’associazione, titolo, messaggio breve e chiaro, immagine suggestiva, “Call to action”, footer contenente la legge sulla privacy e oggetto. 

L’oggetto è uno degli elementi fondamentali perché influisce sul tasso di apertura (Open Rate) della email. Consigliamo di non superare i 50 caratteri affinché il suo contenuto possa essere letto per intero.

Per i “donatori dormienti”, quelli cioè che da tempo non rispondono più ai solleciti, suggeriamo di testare email più personalizzate. Uno dei maggiori vantaggi di una campagna di Email Marketing è infatti la possibilità di personalizzare la comunicazione con il nome del singolo utente e questo rende il messaggio maggiormente persuasivo.

Considerato che la maggior parte della gente visualizza le Email dal proprio cellulare più che dal PC di casa o di lavoro, è opportuno che l’html sia responsive e comunque meglio non usare un’immagine come sfondo. In caso si può inserire un testo alternativo che spieghi il contenuto dell’immagine per chi non riesce a visualizzarla.

Un altro vantaggio dello strumento di Email Marketing è la misurabilità del risultato che consente di ottimizzare e controllare il budget in maniera più efficace. Se la Onlus monitora il proprio sito attraverso Google Analytics è anche possibile visualizzare nel dettaglio tutti i dati di conversione.

Ci sono diversi servizi che danno la possibilità di inviare campagne di Email marketing gratuitamente o a costi bassissimi. Di seguito ne segnaliamo alcuni:

  • Mailchimp: offre la possibilità di inviare in un mese a costo zero fino a 5.000 email;
  • Rapidmail: offre la possibilità di inviare fino a 10 email a costo zero, dopodiché richiede un costo di 0,5 cents per ogni indirizzo;
  • Icontact: ad un costo variabile tra i 14$ e i 47$ offre la possibilità di tracciare le campagne di invio che si fanno di volta in volta con a disposizione uno strumento antispam;
  • Getresponse: fornisce il servizio gratuito per 30 giorni di creazione di layout di newsletter e di landingpage. Finito il periodo di prova il costo del servizio è di 14€ al mese per 1.000 indirizzi. Alle Organizzazioni senza scopo di lucro però si applica uno sconto del 50%.

Per aumentare la visibilità e la diffusione della campagna di Email Marketing, suggeriamo infine di inserire le icone social per renderne possibile ai destinatari la condivisione.

 

Vanessa Doddi

PHI Foundation

BookCity Milano: Chi ama i libri non va mai a letto da solo

Tra pochi giorni ci sarà la sesta edizione della BookCity Milano.

Con l’arrivo di novembre il countdown per il Natale appare inevitabile ma oggi ci si ferma un po’ prima sulla linea del tempo, precisamente al giorno 17, data in cui ha inizio un evento, rigorosamente no profit, che dal 2012 per quattro giorni, raccoglie attorno a sé numerosi appassionati di libri coinvolgendoli in un’offerta culturale a 360 gradi: BookCity Milano. A volere intensamente questo progetto il Comune di Milano che, grazie alla preziosa collaborazione con librai, biblioteche e grandi nomi dell’editoria italiana quali Fondazione Corriere della Sera, Giangiacomo Feltrinelli, Arnoldo e Alberto Mondadori e Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri ogni anno lavora con l’obbiettivo di donare a Milano una nuova identità dove libri e lettori sono motore e protagonisti del tessuto urbano.

Milano come Torino quindi? Per Filippo del Corno, assessore della cultura milanese, il paragone è inconcepibile: “Mettere in relazione la nuova fiera di Milano con quella di Torino -precisa l’assessore secondo Repubblica.it– è un errore strategico e di valutazione” sfatando così qualsiasi diceria che vedeva BookCity Milano e lo storico Salone del libro torinese contendersi malamente nomi e date dei maggiori esponenti dell’editoria italiana.

Nessun malumore quindi per iniziati alla lettura o veri e propri #bookaddicted (a questi ultimi ricordiamo l’hashtag dedicato #BCM16!) anche quest’anno tra la nebbia milanese di novembre e la primavera torinese ad accompagnare le vostre notti ci saranno montagne di nuovi libri e chissà che le partite di calcetto del vostro fidanzato non siano più un così grande problema…

Federica Pizzi

PHI Foundation

Sport solidale: correre per una buona causa!

Fare sport si sa fa bene, ma negli ultimi anni possiamo dire che fa due volte bene grazie a numerosi charity program collegati a manifestazioni sportive che rendono lo sport solidale. Molte manifestazioni sportive “storiche” hanno sempre associato l’organizzazione dell’evento al sostegno di progetti specifici o associazioni, realizzando di fatto non solo una manifestazione sportiva ma un vero e proprio evento benefico. Negli ultimi anni la possibilità per le associazioni di fare raccolta fondi attraverso queste manifestazioni sportive si è ampliata, grazie soprattutto alla diffusione delle piattaforme di crowdfunding e alla possibilità di coinvolgere i partecipanti, sia come singoli che come aziende, nelle attività di raccolta fondi per un progetto specifico. Questa modalità di raccolta fondi era già diffusa da tempo nei paesi anglosassoni, ma ora anche in Italia con i diversi Charity program delle singole manifestazioni si è molto diffusa. Una delle piattaforme di crowdfunding più utilizzate in Italia è Rete del dono, che ha avviato e consolidato collaborazioni con diverse manifestazioni sportive, in particolare maratone e corse podistiche nelle maggiori città italiane. Tra queste anche per il 2017 è stata confermata la collaborazione con la Maratona di Roma, una delle più importanti in Italia. Le associazioni che intendono partecipare con un proprio progetto possono presentare domanda entro il 15 novembre. Alle associazioni viene richiesto di garantire collaborazione e promozione dell’evento, potranno dall’altro lato beneficiare della possibilità di promuovere il proprio progetto sulla piattaforma e fare raccolta fondi tramite i partecipanti che si iscriveranno e decideranno di fare da fundraiser e promuovere la raccolta fondi per il progetto che sostengono.

La possibilità di partecipare a questi eventi è aperta anche alle aziende che volessero cogliere l’occasione e partecipare coinvolgendo dipendenti, clienti, partner e fornitori. Questa è per loro un’ottima possibilità di fare team building grazie ad allenamenti di gruppi, gare a staffetta o di altro tipo, ma anche dare visibilità all’azienda con il social corporate responsability attraverso il sostegno ad un’iniziativa specifica. Rete del dono ha una pagina dedicata alle aziende che partecipano da cui è possibile vedere il totale raccolto, il numero di fundraisers e il loro impegno, progetti e associazioni sostenute.

Come dicevamo eventi legato allo sport solidale sono sempre più diffusi, specialmente nelle manifestazioni più grandi e sono ottime occasioni di raccolta fondi, basti pensare che nel corso dell’edizione del 2015 della Venice Marathon sono stati raccolti 114.700 €. Tuttavia anche a livello locale vi sono esempi virtuosi di collaborazioni tra aziende locali e gruppi podistici che in occasione di una ricorrenza o semplicemente per animare il territorio, organizzano attività di sport solidale che diventano occasione di raccolta fondi per progetti a livello locale.

Questi eventi permettono quindi di coniugare la passione per lo sport con la voglia di sostenere una causa che ci sta a cuore. Per le associazioni la possibilità di raccogliere fondi, avere visibilità e magari ampliare il numero dei propri sostenitori.

Insomma è confermato: lo sport solidale può fare veramente molto bene!

 

Sara Quaglia

PHI Foundation

Student Programs: un’esperienza di Stage e volontariato all’estero per arricchire il proprio CV

E’ importante che la formazione dei giovani, come investimento per il loro futuro, passi attraverso un’esperienza di stage e volontariato all’estero.

Lo Student Programs è un progetto internazionale di Operation Smile, coinvolge giovani da tutto il mondo in momenti di educazione e formazione volti ad aiutare chi vive in situazioni di difficoltà.

Lo Student Programs (https://www.donazioni.operationsmile.it/student-programs) sensibilizza i giovani studenti al mondo del volontariato offrendo la possibilità di partecipare a laboratori, incontri e conferenze.

Operation Smile è una fondazione internazionale con centri di cura presenti in diversi paesi nel mondo ed offre l’accesso gratuito a cure specialistiche, in particolar modo, ad interventi chirurgici per correggere gravi malformazioni facciali.

Le cure sono rivolte ad adulti e bambini che vivono in paesi poveri dove non potrebbero accedere alle cure necessarie, rischiando l’emarginazione.

Collaborano con Operation Smile oltre 120 volontari di cui medici, infermieri e operatori sanitari per realizzare interventi e cure nei paesi dove sono presenti le missioni della fondazione.

La Conferenza Internazionale

Si tiene annualmente in un’ Università il cui Paese cambia ogni volta. Quest’anno la Conferenza Internazionale degli studenti volontari di Operation Smile si è svolta a San Diego. Nel 2017, l’International Student Leadership Conference (ISLC) si terrà in Italia, a Roma!

In Italia il progetto Student Programs è attivo e coordinato da 2 anni dall’Ambasciatrice di Operation Smile Italia Onlus, Cristina Chiavari.

Quest’anno, il gruppo di studenti italiano ha vinto il premio come “miglior Student Programs Internazionale”.

Il video messaggio di Michela Cerruti – Testimonial Operation Smile Italia Onlus

https://www.youtube.com/watch?v=AP-9V-IBwGg

In alternativa esistono altre organizzazioni che offrono possibilità di stage a livello internazionale come Projects Abroad, un’organizzazione di volontariato la cui sede italiana è presente a Napoli dal 2007.

Projects Abroad (www.projects-abroad.it) propone stage in 25 paesi nel mondo. Gli studenti possono scegliere di arricchire il proprio percorso formativo scegliendo tra vari settori:

  • Giornalismo
  • Legge
  • Diritti umani
  • Medicina
  • Veterinaria
  • Biologia
  • Scienze ambientali
  • Microcredito
  • Sviluppo internazionale
  • Economia
  • Assistenza sociale
  • Formazione e insegnamento
  • Psicologia

Projects Abroad ha stipulato convenzioni con diverse università in modo che i crediti formativi conseguiti dagli stagisti vengano riconosciuti formalmente.

Puoi richiedere, o scaricare, la brochure gratuita cliccando qui.

Molti giovani decidono di intraprendere un’esperienza formativa, o lavorativa, all’estero data l’esigenza da parte del mondo del lavoro di una maggiore internazionalizzazione delle proprie competenze.

Combinare l’aspetto della formazione con quello del volontariato, riuscire a gestire ed affrontare situazioni emotivamente faticose quali sono le missioni umanitarie, darà modo di aggiungere punti a proprio favore.

Sicuramente un’esperienza al di fuori dei soliti target.

 

Manuela Mussa

PHI Foundation

GIORNATA MONDIALE DEL RISPARMIO

Il Presidente IID Patriarca interviene alla
92ª Giornata Mondiale del Risparmio

Patriarca: “Risparmio e donazione, due facce della stessa medaglia”

PHI FoundationSebastiano de Falco – A Roma, 27 ottobre 2016 – Si è tenuta, nella prestigiosa cornice di Palazzo della Cancelleria a Roma, la 92ª Giornata Mondiale del Risparmio organizzata come ogni anno dall’Acri sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. All’evento dal titolo “La cultura del risparmio per la crescita” sono intervenuti Pier Carlo Padoan, ministro dell’Economia e delle Finanze; Ignazio Visco, governatore della Banca d’Italia; Giuseppe Guzzetti, Presidente dell’Acri; Antonio Patuelli, Presidente dell’Abi. In questa occasione sono stati presentati anche i risultati dell’indagine su “Gli Italiani e il Risparmio”, realizzata da Ipsos per Acri e giunta alla sua sedicesima edizione.

“Risparmio e donazione sono due facce della stesa medaglia – dichiara Edoardo Patriarca, Presidente dell’Istituto Italiano della Donazione – anzi, per maggior chiarezza desidero usare parole più specifiche:  risparmio consapevole e donazione responsabile sono due azioni che non posso prescindere l’una dall’altra. I patrimoni di tante famiglie italiane possono infatti tradursi in donazioni fatte con fiducia ma solo se chi riceve, dalla più tradizionale impresa sociale alla più innovativa piattaforma di crowdfunding, sa comunicare con trasparenza la qualità dei propri interventi: è quindi un obbligo per tutti i soggetti di terzo settore investire in credibilità e affidabilità, come deve fare qualsiasi altro soggetto virtuoso che voglia relazionarsi con altri interlocutori. L’Istituto che ho l’onore di presiedere da sempre lavora in questa direzione e agisce per sostenere e promuovere il buon terzo settore”.

 

Sebastiano de Falco

PHI Foundation