DONARE FA COMUNITÀ: GIORNO DEL DONO

Donare fa Comunità: il 25 settembre
la tappa milanese del Giorno del Dono

Focus sulle storie di welfare comunitario e sui dati della raccolta fondi nel non profit

E’ il dono che crea comunità: ne sono convinti PHI Foundation, Istituto Italiano della Donazione (IID) Fondazione Cariplo: perché donare significa tessere relazioni di valore, praticare scelte libere e consapevoli dettate da autentica passione civile e capaci di andare oltre la logica dello scambio, generando progetti innovativi.

Per questo nella tappa milanese del 25 settembre, il Giorno del Dono incontra il progetto Welfare di Comunità e Innovazione sociale che Fondazione Cariplo, in collaborazione con le Fondazioni di Comunità, ha lanciato per contribuire ad innovare gli attuali sistemi di welfare locali, portando avanti sperimentazioni di politiche sociali in grado di trasformare e rendere più efficaci e sostenibili le risposte ai problemi e ai cambiamenti del nostro tempo. Il progetto affronta temi come le nuove povertà, la cura degli anziani e dei minori, le politiche giovanili e la disabilità e propone nuove soluzioni basate sulla partecipazione delle comunità, in un’ottica di valorizzazione delle risorse e dei legami tra le persone.

Progetti che hanno in comune un’idea innovativa di welfare, capace di rafforzare la dimensione comunitaria: 27 progetti avviati e 30,4 milioni di euro di contributi deliberati a fronte di un valore pari a 67 milioni di euro. Dati ancora più importanti riguardano invece il coinvolgimento dei cittadini: 115 mila persone coinvolte, 1250 organizzazioni coinvolte nel progetto, 9 mila donatori attivati.

Le fondazioni comunitarie, nate proprio dalla volontà di catalizzare le risorse presenti nella comunità e di sostenere idee sul territorio, sono state protagoniste del Bando partecipando direttamente alle iniziative o costituendo con i partner fondi per garantire sostenibilità al progetto nel tempo. Un ruolo fondamentale che promuove la cultura del dono e una visione integrata delle attività di raccolta fondi nel territorio. Le fondazioni comunitarie sono state infatti garanti attraverso la propria credibilità e reputazione, della fiducia chiesta ai cittadini e sono state in grado di facilitare la costruzione di rapporti con imprese e soggetti del territorio.

Il racconto di questi progetti sarà al centro del convegno “Donare fa Comunità“, tappa milanese del 25 settembre del “2° Giro dell’Italia che Dona“, la campagna nazionale che raccoglie e unisce tutte le iniziative realizzate dal 23 settembre all’8 ottobre. Filo conduttore è il dono e l’occasione è il Giorno Nazionale del Dono, celebrato per legge il 4 ottobre. Durante l’evento verranno presentati i dati dello studio curato dall’Istituto italiano della Donazione “L’andamento delle raccolte fondi dati 2016 e previsioni 2017” giunto alla sua quindicesima edizione oltre al cartellone delle iniziative che da nord a sud disegnano la cartina del 2° Giro dell’Italia del Dono.

Il programma
L’appuntamento è per lunedì 25 settembre alle 9.30 alle Gallerie d’Italia in Piazza della Scala 6 a Milano. La mattinata sarà coordinata dal giornalista del Corriere della Sera Giangiacomo Schiavi e il presidente della Fondazione Cariplo Giuseppe Guzzetti e quello dell’IID Edoardo Patriarca apriranno i lavori parlando di dono e comunità. A seguire l’intervento “Dono nella riforma del terzo settore” del sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Luigi Bobba, subito dopo la responsabile comunicazione dell’IID Ornella Ponzoniracconterà la partenza e l’itinerario del “2° Giro dell’Italia che dona”. Durante l’evento si potrà scoprire se gli italiani donano di più o di meno al non profit grazie ai numeri dell’indagine sull’andamento della raccolta fondi che verranno forniti dal segretario generale dell’IID Cinzia Di Stasio. Nella seconda parte dell’evento focus sul dono nel Welfare di Comunità con Filippo Petrolati (Fondazione Cariplo), Marco Cremonte (Goodpoint) e Guya Raco(Fundraiser per Passione). In chiusura le storie narrate dei progetti delle Fondazioni di Comunità col presidente della Fondazione Comunitaria del Verbano Cusio Ossola Maurizio De Paoli (progetto La cura è di casa), il presidente della Fondazione Comunitaria della Provincia di Cremona Cesare Macconi (progetto Fare legami) e il presidente della Fondazione Comunitaria Nord Milano Paola Pessina (progetto #Oltreiperimetri). Al termine dell’evento, per chi desidera, sarà possibile partecipare ad una visita guidata alle Gallerie d’Italia.

I progetti presentati
• Il progetto “La cura è di casa” si propone di sostenere gli anziani in situazioni di fragilità e le loro famiglie. Sviluppa a Verbania una rete di supporto e azioni di prevenzione e monitoraggio per costruire contesti comunitari volti a far restare gli anziani a casa propria con la cura di cui hanno bisogno.
• Investire in capitale umano attraverso la rigenerazione dei legami sociali per intervenire sulle situazioni di impoverimento e vulnerabilità: è questa la scommessa di #Oltreiperimetri, il progetto lanciato in nove comuni del rhodense e pensato per le famiglie e le persone che si trovano in un momento difficile in ragione di eventi naturali della vita: la nascita di un figlio, i carichi di cura dei genitori, le separazioni, la perdita del lavoro e l’indebitamento che ne è conseguenza diretta.
• Il progetto Fare Legami nella provincia di Cremona ha l’obiettivo di creare legami nella comunità e di intercettare i soggetti vulnerabili, per gestire i problemi in un’ottica partecipativa e preventiva attraverso l’attivazione delle risorse del territorio.

Clicca qui per informazioni e iscrizioni

 

Giorno del Dono 2017, un grazie a:
Ente promotore: Istituto Italiano della Donazione
Enti patrocinanti: Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Città Metropolitana di Milano, Comune di Milano, Anci, Responsabilità  Sociale Rai, ACRI, Assif, CNV Centro Nazionale per il Volontariato,  CSVnet, EUConsult Italia, Fondazione Sodalitas, Forum Terzo Settore, I Cantieri del bene comune.
Si ringrazia: Compagnia di San Paolo, Fondazione Cariplo. Partner: Banco BPM.
Partner tecnici: Insolito Cinema, NP Solutions.
Media Partner: AIESEC Italia, Altreconomia, Avvenire, Buone Notizie – L’impresa del bene, Felicità Pubblica, Il Giornale della Protezione Civile, OnlusOnAir, PHI Foundation, Redattore Sociale, Tg1-Fa la cosa giusta, Tv2000, Uidu, Vita, Volontariato Oggi.
Istituti di ricerca partner: Gfk, Osservatorio di Pavia. Artista: Monica Martini
Membri del Comitato d’Onore del Giorno del DonoValeria Fedeli, Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca;Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali; Leonardo Becchetti, Professore Ordinario di Economia Politica; Riccardo Bonacina, Direttore Vita Magazine; Don Virginio Colmegna, Presidente Casa della Carità; Giuseppe De Rita, Presidente Censis; Antonio Decaro, Presidente ANCI; Claudia Fiaschi, Portavoce Forum del Terzo Settore; Carlo Fratta Pasini, Presidente Banco BPM; Giuseppe Guzzetti, Presidente Fondazione Cariplo; Luca Mattiucci, Giornalista;Francesco Profumo, Presidente Compagnia di San Paolo; Giovanna Rossiello, Curatrice Tg1 Fa’ la cosa giusta; Elio Silva, Giornalista Il Sole 24 ORE; Adriana Spazzoli, Presidente Fondazione Sodalitas; Stefano Tabò, Presidente CSVnet;Marco Tarquinio, Direttore Avvenire; Stefano Zamagni, Presidente Fondazione Italia per il dono.

 

PHI FOUNDATION SOCIAL INNOVATION COMMUNITY 

 

Sebastiano de Falco

PHI Foundation

DONARE: IL DONO CREA COMUNITÀ

Donare: il Dono crea Comunità perché donare significa tessere relazioni di valore, praticare scelte libere e consapevoli dettate da autentica passione civile e capaci di andare oltre la logica dello scambio. Dall’incontro tra Istituto Italiano della Donazione (IID) e Fondazione Cariplo nasce l’idea di organizzare un evento che sappia mettere al centro questo tema, in preparazione al Giorno del Dono 2017.

 

Donare fa Comunità

25 settembre 2017 – ore 9.30
Gallerie d’Italia – Piazza Scala 6
Milano

 

Il 4 ottobre di ogni anno in Italia si celebra il Giorno del Dono, giornata nazionale istituita per legge nel 2015 e promossa da IID al fine di fornire meritata visibilità al tema del Dono e della Donazione in tutte le sue forme. Scuole, Comuni, Associazioni, Imprese e cittadini insieme per costruire la mappa dell’Italia che dona, un Paese capace di reagire alle difficoltà mettendo al centro la bellezza del Dono: parte così il 2° Giro dell’Italia che dona, rassegna nazionale che raccoglie tutte le iniziative realizzate dal 23 settembre all’8 ottobre che hanno come filo conduttore il Dono.

 

In questa speciale tappa milanese, il Giorno del Dono incontra il progetto Welfare di Comunità e Innovazione sociale che Fondazione Cariplo, in collaborazione con le Fondazioni di Comunità, ha lanciato per contribuire ad innovare gli attuali sistemi di welfare locali, sostenendo sperimentazioni di politiche sociali in grado di trasformare e rendere più efficaci e sostenibili le risposte ai problemi e ai cambiamenti che caratterizzano il nostro tempo.

 

09.30 – Registrazione partecipanti

10.00 – Parliamo di Dono e Comunità con… Giuseppe Guzzetti, Presidente Fondazione Cariplo Edoardo Patriarca, Presidente IID

10.30 – Il Dono nella riforma del Terzo Settore Luigi Bobba, Sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

11.00 – 2° Giro dell’Italia che Dona: pronti, partenza… Dono Ornella Ponzoni, Responsabile Comunicazione IID.

11.15 – Il Dono in numeri:l’andamento della Raccolta Fondi – XV rilevazione su dati 2016 Cinzia Di Stasio, Segretario Generale IID

11.30 – Il Dono nel Welfare di Comunità Filippo Petrolati, Fondazione Cariplo Marco Cremonte, Goodpoint Guya Raco, Fundraiser per Passione

12.00 – La Voce delle Fondazioni di Comunità  Maurizio De Paoli, Presidente Fondazione Comunitaria Del Verbano Cusio Ossola:  La cura è di casa  Cesare Macconi, Presidente Fondazione Comunitaria della Provincia di Cremona:  Fare legami Paola Pessina, Presidente Fondazione Comunitaria Nord Milano:  #Oltreiperimetri

 

Conduce

Giangiacomo Schiavi, Giornalista Corriere della Sera

Al termine dell’evento, per chi desidera, visita guidata a Gallerie d’Italia

Iscriviti al più presto, posti limitati.

 

 

PHI Foundation Social Innovation Community

È il nuovo modo di concepire l’engagement sociale al servizio della collettività e del non profit

 

La Social Innovation (Innovazione Sociale) è caratterizzata dalla capacità di rispondere ai bisogni sociali della comunità mediante la responsabilizzazione degli individui e la volontà di cambiare le relazioni sociali.

 

 

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Sebastiano de Falco

PHI Foundation

La Disoccupazione

1.La Disoccupazione

Cari lettori,  scrivo di come poter affrontare la Disoccupazione che si vive  quotidianamente e di cui si sente sempre parlare nei media e sui giornali.  Da inattivi a socialmente utili  per se stessi e  per gli  altri.

Essere inattivi, disoccupati, in alcuni casi, per alcuni individui porta sconforto,  rischiando di compromettere la voglia  di reazione  al problema.

Ma vorrei, soffermarmi su alcuni  aspetti e trarre alcuni suggerimenti e vantaggi, di come poter acquisire stabilità e sicurezza in se stessi.  

E’ inaccettabile che un giovane su tre non abbia un posto fisso, sapendo che  il lavoro dovrebbe essere un diritto di  tutti.

Quella determinazione  che emerge ogni volta che si va ad un colloquio  spesso accompagnata dall’impossibilità di non fare nulla al termine, perché si riduce tutto  alla solita frase  di circostanza “ le faremo sapere”,  porta instabilità,  come se  non ci fosse un domani sicuro, spesso governata da quel senso di illusione di un’aspettativa  non concretizzata.

Ma, è proprio in quel momento che non ci si deve scoraggiare.

  1. Reazione, Stabilità, Determinazione e Sicurezza:

Si, è proprio la crisi  che dura da oltre cinque anni, ad aver affondato molte persone, ognuno sperava che il problema si risolvesse con l’arrivo di nuovi governi, ma nulla è cambiato.

Tassi, altissimi di disoccupazione mettono in ginocchio le generazioni  attuali e le precedenti senza respiro !

Siamo pesci che nuotano in acqua stagnata da anni, dove il sipario della vita, non fa che travolgerci, nell’inquietudine di  sempre, in cerca di stabilità,  serenità e sopravvivenza.

Reazione, determinazione, sicurezza e stabilità sono le parole chiave che faranno da capostipite e ci  dovranno sicuramente accompagnare in questo percorso, per  affrontare l’inattività e la disoccupazione .

Reazione è qualcosa che ci dà un motivo per non essere inattivi, non smettere mai di cercare il meglio, partecipare a progetti di volontariato nel proprio paese, fare una ricerca accurata su come  affinare le conoscenze acquisite durante il percorso scolastico.

Avrete sicuramente, già sentito parlare di corsi MOOC,  in cui  spesso  è riconosciuta una certificazione gratuita, sono aperti a tutti i diplomati e laureati, alcune di queste  piattaforme sul web sono Eduoopen e Alison ma ce ne sono tante altre ancora.

Si tratta di open source, in cui è possibile seguire vari corsi  di  tematiche differenti  che spaziano dalla letteratura, alla scienza, oppure  dalle discipline linguistiche alla storia, dal design all’arte, dall’economia alla sociologia.

Credo che  in un momento così difficile, oltre che a  leggere libri, ascoltare musica e fare attività che più ci aggradano, sia fondamentale non interrompere il proprio percorso di formazione in una materia che ci soddisfa.

Spesso alla fine di un percorso online, ci si sente appagati, più determinati ed il pensiero di arrivare a fine mese, che è già un peso,  viene “ammortizzato”,  perché  il sapere è sempre un valore aggiunto ai nostri pensieri e a molte cose che non vanno.

Esistono altri tipi di corsi, molto utili per le persone che  vorrebbero iniziare a  intraprendere un attività in proprio, con determinazione e  coraggio, questi corsi MOOC sono dedicati  agli under 30, e riguardano il marketing digitale, tramite la piattaforma  Google di eccellenze in digitale  del progetto “ crescere in digitale” in partnership con garanzia giovani .

Un’altra piattaforma valida è Lacerba.Io ove è possibile seguire corsi nel settore del web digital .

Esiste inoltre un’università online University Of The people, con benefit finanziari  che  potrebbe essere un’opportunità   maggiore per entrare  nel mondo del lavoro.

La sicurezza in un individuo cambia in base al contesto, alle situazioni, al comportamento che si ha  nei confronti di un evento, di qualcosa di personale.

Partendo dal presupposto che spesso chi è disoccupato  non vive come vorrebbe, ma con  insicurezza, diventa necessario trovare attività che lo rendino più sicuro.  Le passioni sono l’unica forza, un valore inestimabile che un individuo può esprimere per raggiungere quello che non sempre possiede.

Socializzare, non cadere nella depressione, dialogare con le persone giuste.

A volte la disoccupazione, può trasformarsi, in un ossessione,  si spendono ore ad inviare curriculum   offline/online, a volte senza alcun risultato.

Si ha l’impressione di essere invisibili,  inosservati e sfruttando le opportunità del web, strumento  in continua evoluzione, è possibile far emergere il proprio estro interiore  seguendo passioni e sogni, che non è possibile fare emergere nel campo lavorativo.

E nonostante  questa  vita da disoccupato condotta tra dispiaceri e instabilità  è possibile trarre  anche alcuni risultati positivi,  perché diventa un momento per pensare a cosa e a chi vorremo poter  essere in questa società.

 

N&D Nadine Fashion Stylist

PHI Foundation

RIPARTIRE INSIEME: EREDI E NON REDUCI

Dalle parole di Matteo Renzi al Lingotto, oltre a tutti i ringraziamenti ai partecipanti e (in particolare ai volontari), emerge che non vi è prospettiva di sviluppo senza un vero e risolutivo cambiamento, quindi, “ripartire insieme” andando incontro, anzi, “rivendicare il futuro” come “eredi e non reduci” di un passato verso il tramonto.

 

Matteo Renzi parla della lotta per l’uguaglianza e garanzie di riscatto sociale delle pari opportunità, di promuovere il capitale umano, affrontare la sfida educativa rivendicando un futuro progressista in direzione di una società etica con solidi valori, rilanciando contenuti e ideali, contemporaneamente restituire una speranza al paese al fine di garantire solide prospettive alle generazioni future.

 

Matteo Renzi propone partecipazione e coinvolgimento lanciando una provocazione da progressista e innovatore, “realizziamo insieme lo sviluppo dell’innovazione sociale con progetti di interesse comune e sostanzialmente rivolti a dare lavoro ai meritevoli e progresso in assoluta trasparenza restaurando un clima di fiducia tra il cittadino e le istituzioni”.

 

L’innovazione sociale è caratterizzata dalla capacità di rispondere ai bisogni sociali che la politica tradizionale sembra sempre più in grado di affrontare, la responsabilizzazione dei gruppi e degli individui, e la volontà di cambiare le relazioni sociali.

 

“Eredi non Reduci”

 

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Sebastiano de Falco

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Le novità sul SIA (Sostegno Inclusione Attiva)

SIA, un acronimo poco conosciuto in rapporto alla sua utilità, ma vediamo di scoprire precisamente di cosa si tratta.

Il SIA (Sostegno all’Inclusione Attiva) è una preziosa misura di contrasto alla povertà, consistente in un sussidio per le famiglie economicamente svantaggiate nelle quali siano presenti minorenni o figli disabili o donne in stato di gravidanza accertata.

Per ricevere il sussidio previsto dal SIA è necessario aderire ad un progetto personalizzato di attivazione sociale e lavorativa predisposto dai servizi sociali del proprio Comune, in rete con i servizi per l’impiego, i servizi sanitari, le scuole, i soggetti del terzo settore ed i privati attivi nell’ambito degli interventi di contrasto alla povertà, in particolare gli enti no profit.

Il progetto è rivolto ed impegna tutti i componenti del nucleo familiare prevedendo compiti individuali per adulti e bambini,  stabiliti sulla base di una valutazione globale di problematiche e bisogni, creando un patto tra servizi e famiglie.

Le attività sono di diverso genere e variano dalla ricerca attiva di lavoro, all’adesione a progetti di formazione, ai contatti con i servizi, alla frequenza e all’impegno scolastico, alla prevenzione e alla tutela della salute.

Il tutto proprio con la finalità di donare un aiuto alle famiglie in difficoltà, affinché possano superare la propria condizione di povertà e, col tempo, riconquistare l’autonomia.

Il SIA, sperimentato in prima battuta nelle città più grandi d’Italia, è stato in seguito profondamente ridisegnato con il Decreto Ministeriale del 26 Maggio 2016 (venendo esteso a tutto il territorio nazionale) ed il Governo Gentiloni, sulla scia delle riforme avviate dal precedente esecutivo e come già previsto dalla legge di bilancio 2017, rinnoverà e darà continuità al SIA, ampliandone i beneficiari, per rendere utilizzabili tutte le risorse previste per il 2017 (circa 1,5 miliardi a fronte dei 750 milioni destinati al SIA nel 2016).

Tuttavia, nelle intenzioni del Governo, il SIA resterà soltanto una misura ponte, in attesa che venga completato l’iter parlamentare ed il successivo percorso attuativo della Legge Delega per il contrasto alla povertà, che in seguito darà vita al Reddito di Inclusione.

Se sei interessato alla richiesta del sussidio, o a maggiori informazioni riguardo il SIA, recati presso gli uffici del tuo Comune di residenza o consulta la modulistica predisposta dall’ INPS.

PHI Foundation è un’associazione che si occupa di sostenere ed aiutare tutti gli operatori che si muovono nell’ambito del Terzo Settore, attraverso l’informazione e la promozione di raccolte fondi.

Se vuoi aiutarci in questo compito, sostienici attraverso un contributo cliccando su questo link.

 

Nicola Minerva

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#SVIZZERA: SUICIDO ASSISTITO PER UN ALTRO ITALIANO

Le ultime ore di Dj Fabo: “Via da quest’inferno

Fabo prima di perdere conoscenza ha scherzato con gli amici: “Mettete sempre le cinture

Fabo Per attivare l’immissione del farmaco ha dovuto mordere un pulsante

Il post della fidanzata Valeria dalla Svizzera: “Vorrei che questa notte non finisse mai

Il corpo sarà cremato, le ceneri potrebbero essere portate nella sua amata India

 

“Ognuno di noi riceve la vita, non se la da e questo è evidente e pertanto ne siamo dei servitori, dei ministri. Responsabili, intelligenti, ma senza potere mai dominare la vita nostra e tanto più degli altri”.

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“Insieme siamo in grado di nutrire il seme di altruismo che è insito in ognuno di noi”

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#INNOVAZIONE SOCIALE: LA PAROLA MAGICA

Innovazione Sociale è una corrente filosofica che si concentra sull’evoluzione concettuale delle persone, sulle idee e le soluzioni che creano valore sociale a beneficio della comunità sia nel profit sia nel non profit volgendosi ad un welfare sostenibile.

 

Esaminiamo i processi attraverso i quali sono generate le innovative rivoluzioni ideologiche e tecnologiche, osserviamo la fecondazione intersettoriale alla base dei tre meccanismi fondamentali che stanno guidando la contemporanea Social Innovation:

  • Scambio di idee e valori;
  • Rigenerazione dei ruoli e relazioni;
  • L’integrazione del capitale privato a sostegno degli investimenti pubblici e la filantropia.

In definitiva, i problemi più difficili e importanti non possono essere compresi, e tanto meno risolti, senza il coinvolgimento del terzo settore, organizzazioni non profit, investimenti pubblici e privati.

 

Innovazioni Sociali, nuove strategie, concetti idee, organizzazioni che soddisfano esigenze sociali in diversi settori dal lavoro, l’educazione, la salute, al fine di sviluppare e rafforzare le comunità. Nella Social Innovation vi sono compresi i processi sociali innovativi e partecipativi, quali per esempio le tecniche e software open source, innovazioni orientate a scopi ed utilizzi sociali come microcredito, il volontariato e l’apprendimento a distanza, e molto altro ancora.

 

La Social Innovation si concentra sul processo di innovazione e cambiamento che prende forma favorendo l’organizzazione interna delle imprese al servizio della produttività e del bene comune (Corporate Social Responsibility) responsabilità sociale d’impresa con link diretto l’enciclopedia digitale Wikipedia simbolo della Social Innovation Partecipativa e dei concetti intrinseci.   https://it.wikipedia.org/wiki/Responsabilit%C3%A0_sociale_d’impresa

La Social Innovation si concentra sulle nuove tipologie di lavoro e avanzate forme di cooperazione (modelli di business o capitalismo Etico), in particolare attività sostenibili.

 

L’innovazione sociale è caratterizzata dalla capacità di rispondere ai bisogni sociali che la politica tradizionale sembra sempre più in grado di affrontare, (vedi quanto affermato da Matteo Renzi), la responsabilizzazione dei gruppi e degli individui, e la volontà di cambiare le relazioni sociali.

 

Quindi, l’innovazione sociale è spesso presentata come un modo per aumentare la qualità dei servizi sociali e la loro economicità, offrendo equivalente, se non superiore, i risultati nonostante i notevoli vincoli di bilancio.

 

“Insieme siamo in grado di nutrire il seme di altruismo che è insito in ognuno di noi”.

 

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#RENZI: INSIEME VERSO IL CAMBIAMENTO

Matteo Renzi dimettendosi da tutte le cariche è divenuto un uomo libero ritornando in possesso del proprio tempo che sta impiegando nel visitare altre nazioni (privatamente senza giornalisti e telecamera) come nel suo ultimo viaggio negli Stati Uniti d’America dove vi è andato al fine di valutare nuove idee e prospettive e distintamente (l’evoluzione delle energie alternative o come la tecnologia cambia il mercato del lavoro e riduce l’occupazione oltre molte altre preziose info).

 

Giro il mondo per ossigenare il cervello! Dichiara Renzi, sostenendo che fermare il progresso e la tecnologia o pensare di rallentare è assurdo, «Le invenzioni – dalla stampa all’automobile – hanno avuto sempre ricadute sociali ed il compito adesso è di affrontare i problemi che derivano dalla rivoluzione digitale e i costi in termini di perdita posti di lavoro».

 

Renzi continua: molti sventolano il “reddito di cittadinanza” come risposta all’assenza di lavoro e soluzione di tutti i mali, ma garantire uno stipendio a tutti non risponde all’articolo Uno della Costituzione Italiana che parla di lavoro non di stipendio. Il lavoro non è solo stipendio, ma anche dignità. Il reddito di cittadinanza nega il primo articolo della nostra Costituzione.

 

«Serve un lavoro di cittadinanza» In questi tempi di forti cambiamenti dobbiamo rivoluzionare il welfare. Niente rassegnazione o ripiegamenti su se stessi, via quindi il tono irritato quando si parla di tecnologia e innovazione mentre vi sono grandiose opportunità che si possono cogliere cambiando il concetto di lavoro come sinora lo abbiamo interpretato.

 

Coltivare dei sogni, continua Renzi nell’intervista concessa al giornale Il Messaggero: «spostando il reddito dalla rendita all’innovazione» e quindi al lavoro poiché non dobbiamo credere alle profezie di una società senza lavoro (jobless society), tantomeno a coloro che si rassegnano proponendo una rendita, come il “reddito di cittadinanza”, che dà ai giovani un messaggio sbagliato di ripiegamento su se stessi, ma occorre ricreare le opportunità per i giovani che hanno voglia di fare orientandosi alla Social Innovation.

 

Il cambiamento in atto si muove velocemente con il “terzo settore” protagonista congiuntamente ad un “capitalismo etico” dirigendosi verso modelli concettuali della “Social Innovation” e al fine di garantirsi il successo, questa strada la dobbiamo percorrere (costruire) insieme.

http://phifoundation.com/insieme-verso-cambiamento/

http://phifoundation.com/phifoundation-cose-la-social-innovation-community/

http://phifoundation.com/noi-siamo-il-cambiamento/

 

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