Che c’entra l’olio di argan con l’autonomia delle donne?

Colore paglierino e gusto simile a una nocciolina, l’olio di argan è da secoli un ingrediente fondamentale della cucina marocchina. Però, poiché vanta anche proprietà emollienti e idratanti, è divenuto famoso come “oro del Marocco ”. Negli ultimi 15 anni ha conquistato il mercato cosmetico occidentale, tanto da essere utilizzato nei rituali di bellezza delle donne di tutto il mondo, arrivando a costare anche più di 150€ al kilo.

Le piante di argan crescono solo in Marocco. Sono le donne a raccoglierle e a trasformarne le noci in olio attraverso un lunghissimo procedimento che apprendono fin da bambine e che si tramanda di generazione in generazione. Si sono organizzate in cooperative, dove hanno scoperto quanto è importante essere autonome e indipendenti dai propri mariti.

Nella cooperativa Ajddigue, le donne, sedute su semplici stuoie, spaccano pazientemente mucchi di piccole noci e, intanto, parlano insieme, ridono insieme e pensano insieme. Ajddigue non è solo un luogo di produzione dove i gherigli vengono trasformati nel prezioso oro liquido, ma soprattutto uno spazio di autonomia e condivisione per tutte loro e tutto per loro.

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La cooperativa, nata nel 1993, oggi conta 60 lavoratrici ed esporta i suoi prodotti a base di olio di argan nel resto del mondo riuscendo a guadagnare di più di quanto otterrebbe vendendo solo sul mercato interno. Le operaie percepiscono un reddito adeguato per mantenere i loro figli e per permettersi agi come acqua corrente e luce elettrica.

Grazie all’acquisto di macchine estrattrici, incentivato da un programma statale, Ajddigue ha potuto incrementare la sua produzione e, allo stesso tempo, lasciare alle donne che vi lavorano più tempo libero da dedicare alle proprie famiglie. Organizza pure corsi di alfabetizzazione contribuendo alla loro emancipazione da una società antica e patriarcale.

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Le conquiste economiche raggiunte da Ajddigue a un certo punto sono state minacciate da compagnie locali che si sono spacciate per cooperative femminili al fine di ottenere le sovvenzioni statali. A queste si sono aggiunti i contraffattori, che hanno cercato di vendere l’olio di argan a prezzi più bassi mischiandolo a quello di girasole. La forza delle lavoratrici non è venuta meno di fronte alla concorrenza sleale. Ajddigue ha reagito facendo certificare i propri prodotti da Fair Trade, da Ecocert e dal marchio europeo IGP (Indicazione Geografica Protetta). A dimostrazione del fatto che le società cambiano positivamente quando si creano opportunità di sviluppo per le donne.

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Questo esempio di rivoluzione culturale non riguarda solo la cooperativa Ajddigue: negli ultimi quindici anni l’esportazione dell’olio di argan è andata di pari passo con la crescita sociale delle donne che lo estraggono. Le 150 cooperative nate in Marocco per la produzione dell’olio di argan hanno risollevato dalla povertà e dalla disoccupazione le aree più emarginate del paese fornendo una valida alternativa rispetto alla pastorizia o all’emigrazione nelle grandi città.

In questo caso, un prodotto naturale come l’olio di argan, si è trasformato in una alternativa non solo economica ma anche di affermazione delle donne come protagoniste della società e promotrici di cambiamenti positivi.

 

Vanessa Doddi

PHI Foundation

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