La vecchietta di Cotabambas

Valentina, ragazza italiana e medico specializzando in anestesia, sta vivendo un periodo di volontariato in Perù. Un giorno incontra una simpatica vecchietta magra e dal viso rugoso da sembrare una befanina peruviana, con la sua larga gonna scura, le maglie pesanti e, a coprire quel volto piccolino incorniciato da due lunghe trecce bianche un cappello da campesina.

Ha più di 80 anni e si è presentata di buon mattino aspettando fuori dalla scuola in cui i volontari si erano sistemati per fare le visite mediche. Valentina ancora frastornata dalla levataccia mattutina, e dalle realtà così intrise di umanità e di fascino, la vide entrare nella stanza accompagnata dall’infermiera interprete.

La signora inizia a piangere e spiega in “quechua” (lingua antica sudamericana) di avere un problema da tanto tempo: mostrò una tumefazione sotto l’ascella molto voluminosa e Valentina inizia a visitarla, ma comprende molto presto che purtroppo non c’è granchè da fare, se non mandarla a Cusco per accertamenti diagnostici ed eventuali cure. Potrebbe sembrare così semplice per noi, ma la vecchietta non si spostava dal paese, era sola e non voleva lasciare i suoi animali e il suo campo incustoditi. Si salutarono con rammarico e con un velo di tristezza.

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Il giorno seguente, di buon mattino, tornò la vecchietta di Cotabambas, arzilla e sorridente, per consegnare a Valentina il suo dono di ringraziamento: Delle patate, che aveva raccolto proprio quel mattino. Valentina si commuove nel vedere il grande cuore di quella donna la ringrazia, si abbracciano e immortalarono il momento di gioia in una foto. Il problema di salute non era stato risolto, ma il modo di ringraziare della vecchietta fu davvero generoso!

La vita sta in questi piccoli gesti, nella gratitudine sincera, in un abbraccio, nella capacità di leggere negli incontri delle persone speciali, perché normali, ma proprio per questo uniche. Anche se non è stata trovata una soluzione al problema di quella donna, lei ha percepito che è stata accolta e voluta bene e con l’affetto ha ricambiato, donando quello che aveva: patate e un grande cuore.

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APURIMAC ONLUS
è una Associazione nata nel 1992, riconosciuta Onlus nel 1998 e ONG (Organizzazione non Governativa) nel 2003. L’Associazione è nata con lo scopo di affiancare i missionari agostiniani italiani che, dal 1968, operano nella regione andina del Perù da cui ha preso il nome, l’Apurimac. Il suo lavoro è iniziato sulle Ande, a 4.000 metri di altezza, estendendosi poi alle città di Cusco e Lima. La regione dell’Apurimac è ancora oggi caratterizzata da un estremo isolamento geografico ed economico. La popolazione locale vive solo grazie ad un’economia di sussistenza, Tali disagi, insieme ad un alto tasso di analfabetismo e a precarie condizioni igienico-sanitarie, sono le principali piaghe che si è impegnata a “curare”. Dal 2003, con il riconoscimento di ONG da parte del Ministero degli Affari Esteri, è giunta fino in Africa. Dalla sua nascita realizza progetti di cooperazione, iniziative di tutela dei diritti umani, percorsi di educazione alla pace e promozione del volontariato.
DOVE OPERIAMO
Oggi, Apurimac Onlus, è attiva in 3 paesi principali. Italia: sensibilizza, forma volontari e opera in contesti di emergenza sociale; Perù: realizza progetti di sviluppo nei settori salute, formazione e identità; Nigeria: sostiene programmi di emergenza e di costruzione della pace. In Algeria e Kenya promuove lo sviluppo sociale e professionale della donna e dei giovani.

Luca Rubin
www.lucarubin.it

 
 

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