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Idee - Social Innovation

NUOVE IDEE, ANTICHE FILOSOFIE

PHI Social Innovation Community è creazione di nuove idee, prodotti, servizi che soddisfano bisogni sociali e simultaneamente creano nuove collaborazioni e relazioni.

Il termine Social Innovation esprime infatti, un doppio significato: innovazione intesa come utilizzo di tecnologie attraverso nuove idee e innovazione realizzata da una comunità e non da un unico individuo o un organismo.

Diventa così un risultato collettivo che richiede accordi, condivisione, co-adaptation e dialogo. Si ha infatti, innovazione sociale solo quando persone e organizzazioni svolgono un ruolo attivo e collaborativo nella realizzazione concreta dei processi innovativi, attraverso la creazione di reti sociali.

Soddisfare i bisogni della collettività ed affrontare le nuove sfide per lo sviluppo. Le nuove comunità dovranno avere una grande capacità di vivere i cambiamenti derivanti: dall’evoluzione scientifica e tecnologica, dal confronto culturale, sociale ed economico con le altre comunità con cui bisogna cooperare e competere, dalle incertezze e dai rischi presenti nei piani per garantire un benessere minimo o  una cittadinanza inclusiva.

Tutto questo può essere gestito al meglio solo attraverso la bussola della Social Innovation, che implica una strategia per la formazione di smart-people, i quali devono vivere secondo i principi dello smart-living in delle smart-communities o smart-cities.

Quest’ultime da intendere come città dove gli investimenti nel capitale umano e sociale, nei processi di partecipazione, nell’istruzione, nella cultura, nelle infrastrutture per le nuove comunicazioni, alimentano uno sviluppo economico sostenibile, garantendo un’alta qualità di vita per tutti i cittadini e prevedendo una gestione responsabile delle risorse naturali e sociali, attraverso una governance partecipata.

Tutto questo spinge a puntare prioritariamente sulla smart-education (sviluppo di piattaforme territoriali di e-learning, di public digital library, ecc.), cittadinanza attiva (strumenti di open-government, legalità, uso responsabile del territorio, ecc), capacità di vivere il cambiamento (strumenti e azioni che agevolino il cambiamento delle regole sociali e la capacità di realizzare e utilizzare le innovazioni).

In tutte queste azioni è certamente rilevante il ruolo dell’ingegneria ed in particolar modo di quella legata all’ICT (Information & Communication Technology).

Phi Foundation Social Innovation Community è tutto questo ed altro ancora…

Sarà molto di aiuto e gradito il tuo mi piace!

Sebastiano De Falco

Phi Foundation

SOCIAL INNOVATION: UN SABATO IN ALLEGRIA

Siamo a proporvi un sabato in allegria con vignetta scherzosa e divertente nell’intento di allietarvi il weekend e augurandovi serenità e felicità.

 

PHI Foundation Social Innovation Community

È il nuovo modo di concepire l’engagement sociale al servizio della collettività

 

La Social Innovation (innovazione sociale) è caratterizzata dalla capacità di rispondere ai bisogni sociali delle comunità che oggi siamo sempre più in grado di affrontare attraverso la responsabilizzazione degli individui e la volontà di cambiare le relazioni sociali.

 

PARTECIPA ANHE TU AL CAMBIAMENTO

ENTRA NELLA PRIMA SOCIAL INNOVATION COMMUNITY

Sebastiano de Falco

PHI Foundation

Green Economy non più solo “green”

Green Economy, energie rinnovabili, sicurezza alimentare, equità nella distribuzione dei redditi: saranno nel 2017 al centro delle politiche economiche e ambientali dei nostri Paesi?

Confidiamo proprio di sì. Ci sono imprese, b-corporation e associazioni che già vanno nella direzione di un impatto ambientale positivo e al contempo riescono a rispondere concretamente ai bisogni sociali della collettività.

Ad esempio, la BTS Biogas di Brunico è stata chiamata per realizzare nei prossimi anni due impianti a biogas in Giappone, uno dei quali a Rikuzentakata, una delle aree distrutte dallo tsunami del 2011.  Il Giappone sembra sempre più attratto dalle energie rinnovabili, come quella prodotta con il biogas, che si conferma spesso come la soluzione più efficiente da un punto di vista economico ed ambientale per rispondere ad esigenze energetiche, ecologiche e strutturali anche in aree colpite da disastri.

Pure il Terzo Settore è parte attiva in questo percorso che conduce alla Green Economy. La biologa Daniela De Donno ha vinto la prima edizione italiana del premio Terre de Femmes  istituito dalla Fondazione Yves Rocher e che da 15 anni sostiene in tutto il mondo donne che si impegnano per la tutela dell’ambiente aprendo nuove strade per una economia sostenibile. La vittoria del premio le ha assegnato 10.000€.

Il suo progetto “La casa dei bambini Sanganigwa si veste di verde” mira a potenziare un orfanatrofio in Tanzania come un villaggio ecosostenibile e autosufficiente dal punto di vista finanziario ed energetico.

Dall’8 al 24 marzo anche noi potremo votare sul sito della Fondazione Yves Rocher il progetto della biologa italiana per permettergli di concorrere al premio internazionale del pubblico e, in caso di aggiudicazione, vincere altri 5.000€.

In un mondo sempre più globalizzato, non solo positivo impatto ambientale, ma anche riduzione degli sprechi alimentari e equa distribuzione dei redditi costituiscono la sfida della Green Economy. La FAO stima che quasi un terzo del cibo prodotto globalmente per il consumo umano, circa 1, 3 miliardi di tonnellate all’anno, vada sprecato o perso.

Ecco allora la soluzione proposta dal progetto Ristorante Solidale, promosso da Just Eat, azienda leader nella consegna di cibo a domicilio, con la collaborazione di Caritas Ambrosiana. Per la prima volta, pietanze e non alimenti, verranno usate, e non buttate, per organizzare cene e pranzi in luoghi di accoglienza come il Refettorio Ambrosiano. L’iniziativa partirà a metà febbraio a Milano per poi estendersi ad altre città.

Poiché infine siamo stati noi italiani ad inventare l’umanesimo civile non possiamo rinunciare all’idea che le corporation debbano creare valore non solo per se ma soprattutto per la collettività. È dunque doveroso che abbiano a cuore anche il lavoro, considerandolo non alla stregua di mero fattore produttivo per conseguire profitti, ma come principale risorsa per creare benefici per la comunità tutta.

Ad esempio, EcorNaturaSì, primo distributore in Italia di prodotti biologici e biodinamici, occupa una quarantina di persone di cui metà con disagi. Suo obiettivo primario, oltre a trasformare tutte le stalle in eco-stalle come quella realizzata nel 2013 in collaborazione con l’Università di Torino, è dare lavoro a più persone che partono da una situazione svantaggiata.

La Green Economy non può dunque prescindere da un concetto di equità nella distribuzione dei redditi né rinunciare all’idea che cambiare qualcosa sia sempre possibile.

 

PHI Foundation è una Fondazione che si occupa di aiutare tutte le Associazioni operanti nel Terzo Settore, attraverso campagne di informazione e raccolta fondi.

Aiutaci ad aiutare con una piccola donazione, visita la nostra pagina qui.

 

Vanessa Doddi

PHI Foundation

Fondazione ADVENTUM

La Fondazione Adventum

Spezziamo insieme le catene dell’usura.

Vi presentiamo la Fondazione Adventum poco conosciuta tra le varie organizzazioni non profit impegnate a educare alla legalità, a promuovere percorsi di formazione atti a prevenire, fin nei ragazzi più giovani, il fenomeno del sovraindebitamento e ad offrire una concreta soluzione finanziaria alle persone in difficoltà a causa di situazioni di sovraindebitamento.

La Fondazione ADVENTUM è stata costituita dall’Unione Italiana delle Chiese Cristiane Avventiste del Settimo Giorno grazie ai fondi dell’8xmille a lei destinati, per rispondere ai bisogni sociali e alle situazioni di disagio economico connessi al rischio usura.

Opera dal febbraio 1995, collabora con le Istituzioni e il mondo associazionistico, facilitando la concessione di prestiti da parte di banche e istituti finanziari a lavoratori dipendenti e pensionati in stato di necessità, non si occupa delle imprese (per le imprese è possibile consultare l’Elenco dei Confidi che hanno ricevuto i fondi ai sensi dell’art 15 della Legge 108/96)

Riconosciuta nel 1996 dal Ministero dell’Interno come Ente morale, opera dal 1997 anche con i fondi del Ministero dell’Economia e delle Finanze grazie alla Legge 108/96 sull’usura.

Attraverso le proprie risorse e quelle del fondo ministeriale, la Fondazione, nei suoi oltre vent’anni di attività, ha aiutato circa 2.000 famiglie a uscire da situazioni di grave disagio dovuto al sovraindebitamento, garantendo prestiti per complessivi 17 milioni di euro.

Oltre alle soluzioni economiche, offre consulenze dal punto di vista giuridico, fiscale, bancario e sostegno morale tramite la collaborazione dei professionisti volontari dell’Ambulatorio Antiusura ONLUS di Roma.

La Fondazione collabora anche con l’Ufficio del Commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura e con le Forze dell’Ordine.

Quando non è più possibile fare fronte ai debiti accumulati, purtroppo il rischio di scegliere soluzioni sbagliate, ad esempio cadere nelle mani degli usurai, è elevato.

La Fondazione ADVENTUM si attiva per aiutare le persone, che hanno i requisiti, facendo in modo che i loro debiti vengano risolti attraverso le banche convenzionate.

Possono richiedere aiuto alla Fondazione le persone fisiche (lavoratori dipendenti e pensionati) non bancabili.

Un percorso da fare insieme, Fondazione ADVENTUM e persone sovraindebitate, per arrivare a liberarsi dal peso dei debiti e riappropriarsi della propria vita.

Una situazione di sovraindebitamento unito all’impossibilità di avere un unico prestito con cui chiudere tutti i debiti possono indurre la persona a diventare vittima dell’usura.

La Fondazione ADVENTUM può intervenire rendendo di nuovo possibile la concessione di un prestito bancario grazie ai fondi previsti dall’art. 15 della Legge 108/96.

Come si accede?

Il primo passo è l’ascolto. La persona richiedente, su appuntamento, è ascoltata dagli operatori presso i gli uffici della Fondazione.

Alla fine del colloquio, gli operatori consegnano una scheda di rilevazione dati che dovrà essere opportunamente compilata (e corredata dai documenti necessari) da parte del richiedente e del suo garante.

Quando la pratica è completa, viene sottoposta per la valutazione alla Commissione per la Concessione dei Prestiti della Fondazione ADVENTUM, che la esamina in base ai criteri di meritevolezza e decide se inviarla in una delle banche convenzionate per attivare il prestito o se respingere la richiesta.

Non cadere nelle mani degli usurai. Contatta i volontari della Fondazione ADVENTUM.

Jazmin Sivinta

Phi Foundation