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Le Ong e la pubblicità con codice etico

Cari lettori, oggi scriverò dell’Associazione delle organizzazioni italiane di Cooperazione e solidarietà internazionale (AOI) e LINK2007 (associazione di coordinamento consortile che raggruppa 12 importanti Ong) che  sono le prime due realtà non profit ad aderire all’Istituto di Autodisciplina della Pubblicità (IAP)

  1. Ong fa pubblicità per la raccolta fondi con codice etico

 Direttamente da Roma L’AOI (Associazione delle organizzazioni italiane di cooperazione e solidarietà internazionale)LINK2007 (associazione di coordinamento consortile che raggruppa 12 importanti Ong) sono le prime due realtà non profit ad aderire all’Istituto di Autodisciplina della Pubblicità (IAP). Stiamo parlando del percorso intrapreso da molte realtà del non profit e del mondo della comunicazione e della raccolta fondi  che ha portato alla costituzione del Tavolo promosso da AOI, Link2007, AIAP, ASSIF, EU Consult Italia, Unicom, Istituto Italiano della Donazione – sull’utilizzo delle immagini nelle campagne di comunicazione e raccolta fondi, i due network di ONG e di organizzazioni della società civile, AOI e LINK2007, hanno chiesto l’adesione all’Istituto di Autodisciplina della Pubblicità (IAP) e, a partire dal 2017, saranno soci sostenitori dell’Istituto.

Si è creata, quindi una vera novità pubblicitaria sul fronte delle Ong e questa iniziativa rappresenta certamente  una esplosione innovativa nel mondo del Terzo Settore e della Cooperazione internazionale e apre un nuovo canale non solo per favorire, in piena sintonia con gli orientamenti della nuova legge sulla Cooperazione internazionale, l’incontro tra il non profit e il mondo profit ma anche e soprattutto per promuovere attraverso un percorso culturale e formativo, da intraprendere insieme ai professionisti e alle associazioni della comunicazione e della raccolta fondi, una comunicazione che si avvale di un codice etico, rispettando la dignità umana nei confronti delle persone e delle comunità coinvolte. Un percorso che promuova attraverso una serie di alleanze, iniziative e attività – da svolgere sia a livello nazionale che sui territori – una maggiore sensibilità e consapevolezza sul tema del codice etico della comunicazione.

2. Ong: Obiettivo Etico per una Pubblicità  di successo:

Ci si ritrova dinnanzi ad un obiettivo comune da raggiungere e la portavoce  Silvia Stilli, di AOI spiega: “AOI è una rappresentanza ampia di organizzazioni della società civile, di circa 300 soggetti, tra soci diretti e aderenti alle federazioni di Ong e alla rete dell’affido a distanza: alcuni collegano strettamente il messaggio comunicativo esterno alla raccolta fondi ed altri sono più impegnati in patrocini e campagne di sensibilizzazione o fundraising. Ma con l’obiettivo comune di dare priorità in questo percorso – ha aggiunto Stilli – al fine dell’educazione alla cittadinanza globale, coniugando il rilancio visivo del protagonismo della solidarietà e Cooperazione internazionale con un’assunzione di piena responsabilità rispetto all’etica della comunicazione: nella relazione con il singolo donatore come con chi vuole intraprendere un’esperienza di volontariato nella solidarietà internazionale”.

Inoltre, ne va anche  della credibilità delle Ong: “AOI ha sentito l’esigenza di promuovere sul tema della comunicazione un dialogo – ha proseguito la portavoce di AOI –  con altre reti sociali e con il mondo della comunicazione e del fundraising, che ha portato l’associazione ad aderire  all’Istituto Italiano di Autodisciplina della Pubblicità, IAP. Oggi la scelta del ‘dono’ è un atto fortemente impegnativo e, pertanto,  diviene centrale la credibilità delle organizzazioni non profit e la loro reputazione nei confronti dei soci, dei partner e dei donors stessi. Aderendo all’IAP, AOI intende superare la polemica, quella dei media e tra le ong stesse, sull’utilizzo dei fondi raccolti – ha detto ancora Silvia Stilli – e sulla percezione della strumentalizzazione delle immagini ‘forti’, misurandosi fattivamente con soggettività e sensibilità del mondo professionale della comunicazione e della pubblicità in termini di trasparenza e accountability: in un confronto aperto anche ad altri attori sociali e del profit, all’Istituto Italiano della Donazione, Opencooperazione, il Forum del Terzo Settore”.

Continuando così verso la strada positiva della pubblicità  Paolo Dieci – Presidente di Link2007 Cooperazione in rete; comunica che: “L’adesione di LINK 2007 all’Istituto di Autodisciplina della Pubblicità (IAP) è il risultato di un processo positivo di reciproca conoscenza, incontro e confronto sul tema codice etico della comunicazione, che ha coinvolto diverse  organizzazioni della società civile ed esperti in comunicazione e  fundraising. Si tratta, dunque di un primo risultato concreto che si deve alla consapevolezza della necessità di responsabilizzare tutti gli attori coinvolti – ONG, agenzie di comunicazione, consulenti, pubblico – per rafforzare  una cultura della cooperazione che sappia mettere così al centro le persone e i contesti. LINK 2007 ritiene che l’attenzione sempre maggiore verso una comunicazione con codice etico possa aiutare al processo di conoscenza degli interventi di cooperazione, fuori da stereotipi e semplificazioni, che rischiano di avvallare distorsioni dell’informazione e generare incomprensioni tra società e culture”.

Secondo Vincenzo Guggino   – Segretario Generale IAP  – una  norma speciale per la comunicazione sociale è data dal: “L’Istituto, già dal 1995, ha introdotto nel Codice di autodisciplina una norma specificatamente dedicata alla comunicazione sociale, ritenendo necessario, in un settore che era in espansione, offrire tutela al pubblico richiedendo requisiti minimi di trasparenza riguardo alle iniziative promosse e vietando il ricorso a richiami scioccanti idonei a provocare ingiustificato turbamento. L’adesione oggi di AOI e LINK2007 all’Istituto denota la sintonia tra il percorso autodisciplinare intrapreso per una comunicazione sociale corretta e la volontà degli operatori del non profit aderenti di rispettarlo. L’Istituto auspica che altre rilevanti realtà del non profit possano seguire questa strada, in modo che l’Istituto di Autodisciplina della Pubblicità possa rappresentare, analogamente a quanto realizzato nella comunicazione commerciale, il punto di riferimento per gli standard di correttezza della comunicazione sociale”.

Rimango così favorevole alla scelta da parte delle due di dodici  Ong non profit: AOI e LINK2007  di entrare a far parte dell’Istituto di Autodisciplina della Pubblicità (IAP) per la pubblicità e comunicazione con codice etico per la raccolta fondi che nello stesso modo credo si avvale  di un enorme impatto sociale  costruito sulla responsabilità di tutelare la dignità umana.

 

N&D Nadine Fashion Stylist

PHI Foundation

I PROGETTI DI CROWDFUNDING POSSONO FALLIRE

I progetti di Crowdfunding possono fallire

Nonostante vi sia una quota di successo, capita spesso che un progetto di crowdfunding fallisca.

Ciò dipende da numerose cause specifiche, ma esistono anche dei motivi generali.

Vi spieghiamo quali sono i sette errori principali e come evitarli.

 

1. Pianificazione inadeguata

Succede in continuazione che i promotori di progetti sottovalutino il lavoro necessario per pianificare un operazione di crowdfunding e si ritrovino poi in difficoltà. Nel peggiore dei casi possono anche perdere delle donazioni. Questo si può evitare con una pianificazione accurata.

► Chi si prende all’inizio il tempo per una pianificazione scrupolosa, ha in seguito meno problemi. “Grazie” (omaggi), comunicazione, passaggio di fase e video del progetto devono essere programmati col massimo anticipo possibile. A tale scopo si può usare una tabella Excel e inserire tutti gli elementi in una sequenza temporale.

 

2. Mancanza di spunti per il progetto

Un progetto che non entusiasma le masse ha poche possibilità di successo. Le campagne di crowdfunding si basano (quasi) sempre su un progetto. È dunque importante trovare uno spunto per un progetto. Lo conferma anche Natalia, promotrice del progetto di PHI Foundation «Forte MED», che ha riscosso un enorme successo: «Volevamo già da tempo lanciare un progetto di crowdfunding, ma ci mancava lo spunto giusto. Il raggiungimento dei playoff ci ha consentito di motivare le persone a effettuare donazioni.» In questo modo i sostenitori sanno come vengono impiegati i soldi e questo rappresenta un grosso vantaggio anche per la comunicazione.

► Senza uno spunto può essere difficile motivare le persone a fare donazioni. Lanciate quindi il vostro crowdfunding con uno spunto motivante ed emotivo che faccia breccia sul vostro gruppo target.

 

3. Video del progetto inadeguato

Non per niente è obbligatorio pubblicare un video del progetto: è infatti importantissimo per avere successo. Con un video ben fatto potete presentare il vostro progetto e voi stessi molto meglio che con un semplice testo. Non è utile solo per farsi conoscere dagli altri, ma anche a livello interno per creare motivazione e portare a buon fine il progetto.

► Prendetevi il tempo necessario per realizzare il video del progetto: dal copione, alle riprese fino alla post-produzione. In questo modo create una base solida per il successo del progetto.

 

4. Mancanza di comunicazione

Una comunicazione e promozione unilaterale, non pianificata o insufficiente rappresenta un errore fatale quando si tratta di raccogliere fondi.

► Pubblicizzate al meglio il vostro progetto, sia a livello analogico sia digitale. Non potete mai comunicare abbastanza. Potete utilizzare tutti i canali a vostra disposizione, come social network, blog del progetto, volantini, passaparola.

 

5. Scarso impegno da parte del promotore del progetto

Un progetto di crowdfunding richiede un notevole impegno da parte del promotore del progetto in ogni fase. Come promotori del progetto dovete essere i principali sostenitori della causa e coloro che la promuovono di più. L’acquisizione di fan, la comunicazione, l’organizzazione dei “Grazie” (omaggi), il controllo delle donazioni ricevute… tutto ciò richiede tempo che dovete assolutamente prendervi.

► Fate in modo da dedicare almeno un appuntamento settimanale al progetto di crowdfunding e confrontatevi regolarmente con il team.

 

6. Aspettative sbagliate nei confronti della «crowd»

L’Italia è un paese in cui si dona molto, ma nessuno fa una donazione per un progetto che non gli sta a cuore. «Non ci si può aspettare che un progetto di crowdfunding funzioni da solo, tanto meno nella fase iniziale», questa l’esperienza di Natalia, promotrice del progetto «Forte MED».

► Chi abbandona il progetto di crowdfunding a se stesso non avrà mai successo. Soprattutto nella fase iniziale, è fondamentale pubblicizzarlo bene.

 

7. Tempistica sbagliata

Un elemento da non sottovalutare: se lanciate il progetto al momento sbagliato, potete davvero rovinare l’inizio della campagna. Avviare bene la fase di finanziamento è uno dei fattori più importanti per il successo.

► Concordate il progetto di crowdfunding con il vostro team. Possibilmente non dovrebbero essere in corso altre attività importanti nella vostra associazione o area. Tenete anche conto della disponibilità del vostro gruppo target: ad esempio non è consigliabile lanciare il progetto prima delle vacanze estive.

 

PHI FOUNDATION SOCIAL INNOVATION COMMUNITY

 

Sebastiano de Falco

PHI Foundation

#PHI Storytelling

PHI Storytelling – diventa autore della tua vita

Cos’è lo storytelling ?

E’ l’arte di saper raccontare, di narrare, di far rivivere attraverso il racconto, qualcosa che è capitato o che ti è stato riportato da altri.

Lo storytelling nasce con l’uomo, perché voler condividere attraverso il racconto, quanto ci succede, è la prima espressione di comunicazione umana.

Sin da quando siamo bambini, siamo abituati ad ascoltare le favole, le fiabe, le storie. Il nostro cervello è allenato e pronto a recepire questa forma di comunicazione per assimilarla, rielaborarla e condividerla.

Si perché uno dei punti di forza dello storytelling è proprio la sua viralità, ovvero la capacità che ha un racconto di camminare con le sue gambe trasferendosi da persona a persona. E’ con questa forma che sono arrivate fino a noi, tradizioni, antichi aneddoti e racconti mitologici.

Lo storytelling ha la capacità di insegnare, attraverso la morale insita nel racconto stesso, una lezione di vita, un modello comportamentale o anche una dottrina filosofica o religiosa.

Se vuoi lasciare una testimonianza diretta della tua attività sociale, se vuoi raccontare una tua esperienza umanitaria o se semplicemente ti va di mettere a disposizione degli altri un tuo racconto o un tuo aneddoto, PHI Foundation ha realizzato nel suo portale una sezione dedicata ai racconti e allo Storytelling.

È sufficiente registrarsi compilando il format e inviando la propria storia che, se verrà approvata dalla redazione, sarà pubblicata sul blog e nei social media, dandoti un ampia visibilità e notorietà.

Diventa protagonista con la tua storia e condividila nella nostra e nella tua rete.
Aiutaci a donare la nostra parte migliore e doneremo il tuo aiuto alla parte migliore di questo mondo.

PHI FOUNDATION
AIUTERÀ LE TUE STORIE A CAMMINARE CON LE LORO GAMBE PER ANDARE LÀ DOVE VORRESTI ARRIVARE…

Sarà molto di aiuto e gradito il tuo mi piace.

Se vuoi inviare a PHI Foundation Social Innovation Community una tua storytelling clicca qui.

Sebastiano De Falco

PHI Foundation

donare nel no profit

DONARE: LA MISSION DI PHI FOUNDATION

Cari amici,
probabilmente è giunto il momento di raccontarsi il perchè l’azione di donare all’interno dell’esperienza di volontariato, oggi, ci conduce in situazioni delicate, particolari, bellissime, drammatiche.
Esperienze di volontariato che fanno riflettere, suscitando speranze, generando emozioni e offrendo spunti per sogni e storie.

Phi Foundation, ha come missione la solidarietà e il sostegno verso il mondo del no profit, un’avventura dove l’aspetto più bello consiste nel vivere l’immensa generosità delle persone con cui è stato possibile costruire relazioni e collaborazioni importanti e dove donare rappresenta la quotidianità.

Siamo professionisti della Comunicazione e Fundraising (Raccolta Fondi orientate al no profit) con esperienze e provenienze diverse, ma uniti da un obiettivo unico: mettere a disposizione dei Volontari, “Formazione Gratuita” e strumenti innovativi che permettano di aumentare la Visibilità delle loro azioni e contemporaneamente, fornire a tutte le Organizzazioni no profit (ONP) una piattaforma facile e intuitiva per raccogliere Donazioni.

Siamo prima di tutto dei Volontari, perché è una cosa che sentiamo nel profondo dell’anima. Aiutare gli altri ci appaga e poi, in un mondo in cui nessuno da niente per niente, sapere che ci sono persone che si dedicano agli altri è davvero qualcosa di straordinario.

Aiutare ci fa sentire utili rendendoci felici, ma allo stesso tempo ci ha aiutato a sviluppare un senso di umiltà e di rispetto verso tutti, al di là di qualsiasi diversità.

Siamo cresciuti sviluppando questi valori, credendo negli stessi ideali senza ipocrisie o false verità.

Essere volontari “Phi Foundation” significa Donare senza ricevere; se non il sorriso delle tante persone che quotidianamente aiuti.

E poi poter condividere il progetto all’interno di una comunità, raggiungere gli obiettivi prefissati, migliorare le nostre azioni quotidianamente e innalzare costantemente l’asticella delle aspettative è una cosa che ci Gratifica.

Perché lo facciamo? “Per far crescere chi verrà dopo di noi con dei Valori”.

Vuoi raccontare la tua Storia? Sei un Volontario? Vuoi Cooperare? Sei una organizzazione no profit (ONP) e desideri supporto o vuoi avviare una campagna di Raccolta Fondi ? O semplicemente hai voglia di donare ?
Chiedi a PHI FOUNDATION (Social Fundraising Community).

 

PHI Foundation

 

Festival della comunicazione sociale 2016

Realizzare una comunicazione sociale efficace è fondamentale per trasmettere un messaggio o per la riuscita della propria campagna di raccolta fondi. Per questo motivo Pubblicità Progresso Fondazione per la comunicazione sociale ha deciso di dedicare al tema della comunicazione sociale un festival per approfondire il tema e discuterne con alcuni dei maggiori esperti del campo. Il festival si tiene a Milano dal 2 al 30 Novembre 2016 e vuole coinvolgere esperti del settore della comunicazione, imprese, enti no profit, amministrazioni locali, studenti e docenti e chiunque fosse interessato e sensibile al tema della comunicazione sociale.  Il festival si è aperto il 2 novembre con un incontro tutto dedicato alle migliori campagne sociali di tutto il mondo e proseguirà fino al 30 Novembre con un ricco programma e con incontri dedicati a temi specifici, alcuni riservati agli studenti universitari.

I temi trattati sono di grande attualità ed alcuni riguardano argomenti molto “caldi” nell’ambito no profit, come il rapporto tra associazionismo e aziende, marketing e pubblicità in ambito sociale e le regole che li riguardano, casi di successo da analizzare e da cui prendere spunto. Questo programma molto ricco, impreziosito dalla presenza di esperti, giornalisti e altri professionisti provenienti dal mondo universitario, del no profit e dell’impresa lo rendono un appuntamento unico, per chi volesse migliorare la propria strategia di comunicazione o costruirne una.

Il festival è un’ottima occasione per confrontarsi, crescere e discutere su queste tematiche, raccogliere stimoli, idee per migliorare e rendere più efficacie la strategia della propria comunicazione sociale della propria associazione o per trovare qualche nuova idea per comunicare la propria mission, realizzare una campagna o raccogliere fondi per un progetto specifico.

Se queste tematiche vi stuzzicano e vi interessano non esitate a partecipare.

 

Sara Quaglia

PHI Foundation

12 consigli per vecchi e nuovi volontari

Il volontario ha radicato dentro di sé il desiderio inestinguibile di essere una presenza positiva in un determinato ambito. Spesso però ci si dimentica o si ignora qualche passaggio importante. Cosa c’è di meglio che un appunto veloce magari su un coloratissimo post it?

 

1) Non sei infallibile. Apprezzo il tuo entusiasmo, la tua voglia di fare, sei travolgente, e porti nuove energie… ma non sei onnipotente, quindi sei passibile di errori e incongruenze. In più: se tu hai l’entusiasmo, la onp presso cui doni il tuo tempo ha l’esperienza e la competenza. Confrontati sempre!

 

2) Sii umile. Se ti dicono che non si fa così, avranno i loro buoni motivi. Accogli il consiglio, il suggerimento o l’ammonizione: ne avrai beneficio tu e il tuo lavoro, perché non si finisce mai di imparare.

 

3) Devi vincere l’Oscar della responsabilità. Non sei volontario per noia, o perché non hai di meglio da fare. Ricordati che ogni tuo intervento ha sempre delle conseguenze sulle persone e sulla onp, dipende da te se sono conseguenze positive o negative.

 

4) Sii costante. Il tira e molla non è producente. Ok, ti piace sentirti utile e partecipare, benissimo: stabilisci con i responsabili i tempi del tuo impegno, e sii fedele ad essi, costi quel che costi.

 

5) Mission possibile. Ricordati che la onp con cui collabori non lo fa per passatempo, ma risponde a esigenze primarie di popoli e persone: sentiti parte essenziale della sua mission!

 

6) Documentati. Scava tra le memorie della tua onp, chiedi ai “grandi” la storia e la genesi di quell’istituzione: perché sarà la tua storia e da quei contenuti ne trarrai formazione e saprai essere all’altezza in ogni situazione che incontrerai.

 

7) Formati. Poiché abbiamo stabilito che non sei infallibile, almeno per il momento, è necessaria una formazione, che ti renda pronto, competente e responsabile. Non esitare a richiederla se davvero vuoi metterti a servizio!

 

8) Comunica. Se hai in mente qualcosa di bello da realizzare, dillo ai responsabili, parlane con loro, magari davanti a un caffè. Ricordati che i risultati più belli si realizzano attraverso la condivisione di idee e progetti.

 

9) Mai solo. Qualsiasi cosa tu faccia, non sei mai solo: hai alle spalle gli anni di esperienza della onp di cui fai parte, i progetti studiati e realizzati, i giorni e le notti di lavoro, le sconfitte e i successi. Diventane beneficiario e custode.

 

10) Volontario pro domo tua. Quando dopo una giornata di evento rincasi con tanta stanchezza, pensa che il tuo impegno ha fatto del bene, prima di tutto a te stesso, poi agli altri. E non fermarti al solo ambito economico: c’è di più, molto di più.

 

11) Porta tutto a casa. Tutto ciò che hai vissuto come volontario è un bagaglio prezioso, anche le cose storte, anche i fallimenti. Nessuno è nato “imparato”. Tutti (o meglio, chi lo ha davvero voluto) hanno dovuto imparare. Anche tu, sei migliorabile!

 

12) Misurati la febbre. Sei un volontario felice? La risposta te la dà il numero di amici coinvolti. Uno è già un buon risultato!

 

Come sai, i post it non bastano mai, spesso si accumulano sulle nostre scrivanie. A te il compito di crearne altri che ti supportino nella tua attività di volontariato. Se ne scrivi altri me li regali? Grazie!