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PICCOLE PER POI GIUNGERE ALLE GRANDI

PICCOLE PER POI GIUNGERE ALLE GRANDI

 

Piccole per poi giungere alle grandi cose:

Piccole cose ma grande giornata di festa all’orfanotrofio di Dhading 

leggi anche: https://phifoundation.com/giornata-festa-orfanotrofio-dhading/

 

Piccole cose ma grande anche:

 durante la quale abbiamo distribuito ai bambini materiale didattico e vestiti

guarda anche il video: https://www.youtube.com/watch?v=G5YO1CM1yYY

non è stata solo e semplicemente un momento di condivisione e di gioia…ha rappresentato qualcosa di molto più importante. 

 

Noi non vogliamo che qualcuno ci racconti le cose!

Non vogliamo capire e agire attraverso le parole degli altri!

 

Vogliamo esserci e toccare con mano come stanno realmente le cose!

La nostra presenza all’interno delle strutture ed il confronto con gli educatori su base regolare permette di comprendere al meglio le necessità ed i bisogni dei bambini.

 

Solo stando a stretto contatto con l’ambiente si possono capire come stanno le cose veramente ed agire di conseguenza.

Grazie ed in seguito a queste visite riusciamo poi in maniera naturale a ideare una serie di iniziative di sostegno ed assistenza sempre più importanti e di ampio respiro che stiamo portando avanti da qualche anno.

 

 

LA SCUOLA E’ PER TUTTI!

 

Una di queste riguarda la scuola!

Noi crediamo profondamente che la scuola sia un diritto fondamentale per ogni bambino e che rappresenti un elemento essenziale per un’adeguata educazione, integrazione e realizzazione all’interno della nostra società.

 

Piccoli ma importanti gesti:

Ecco quindi perché abbiamo realizzato ormai da due anni un progetto di sostegno per la scuola ShreeChakreshwori Basi School situata in un area molto remota del villaggio di Dhading; in particolare abbiamo fornito una borsa di studio per otto studenti e distribuito zaini, libri e penne.

 

Sempre nella stessa area:

abbiamo ideato e sviluppato un programma di sostegno a favore di bambini orfani, disabili e poveri che non avrebbero avuto alcuna possibilità di seguire un percorso educativo.

 

Un altro aspetto che da sempre curiamo molto

è quello psicologico/pedagogico; quindi oltre al sostegno materiale ed economico, ci siamo dedicati anche a incentivare e motivare i bambini a perseguire e finalizzare il loro percorso educativo.

 

E’ necessario spiegare l’importanza

di una adeguata educazione e successivamente formazione lavorativa come garanzia di un futuro migliore per ognuno di loro.

 

Nel prossimo articolo approfondiremo insieme un altro aspetto della nostra filosofia di pensiero e un’altra attività ad essa associata…

 

nel frattempo BUONA ESTATE A TUTTI

 

PHI FOUNDATION SOCIAL INNOVATION COMMUNITY

 

 

Alessandro Vitaloni 

PHI Foundation

GIORNATA DI FESTA ORFANOTROFIO DHADING

GIORNATA DI FESTA ORFANOTROFIO DHADING

 

UNA GIORNATA DI FESTA ALL’ORFANOTROFIO DHADING

GIORNATA DI FESTA ORFANOTROFIO DHADING: Lasciamo l’orfanotrofio con sentimenti contrastanti che vanno da una grande preoccupazione e tristezza per le condizioni precarie in cui vivono i bambini ad un grande ottimismo e fiduciosi di poter risollevare, grazie al supporto di Fondazione Minerva e sostegno PHI Foundation, le loro condizioni e le loro sorti.

L’idea di Milan, peraltro subito condivisa da me, è stata quella di non pensare subito alle grandi cose, ai grandi piani di assistenza e sostegno da sviluppare, che richiedono organizzazione e tempo, ma di regalare una giornata di gioia e divertimento ai bambini.

DISTRIBUZIONE DI VESTITI E MATERIALE DIDATTICO

Vogliamo partire con la distribuzione di vestiti e materiale didattico e soprattutto con l’organizzare un pranzo speciale che consiste semplicemente nel cucinare del pollo in aggiunta al consueto pasto quotidiano fatto di riso, lenticchie e cavolfiore.

Si anche io ho fatto fatica, come forse voi, a capire l’eccezionalità di questo pasto ma poi Milan mi ha spiegato che i bambini mangiano la carne una volta al mese ed allora tutto mi si è schiarito in testa…noi cucineremo per loro il pollo e sarà una grande festa oltre che una bellissima sorpresa.

Ci ritroviamo immediatamente davanti ai fornelli ad aiutare le 3 fantastiche educatrici che preparano un pasto succulento e pieno di spezie nepalesi…davvero buono.

bambini sono già seduti in cerchio sul pavimento del terrazzo dell’orfanotrofio e attendono curiosi ed affamati il loro piatto.

LAVAGGIO MANI E DISTRIBUZIONE PASTO

Un rapido lavaggio di mani anticipa di lì a poco la distribuzione del pasto che i bambini consumano con le mani, come tradizione vuole e la festa può cominciare…la giornata è soleggiata, i sorrisi dei bambini rendono tutto più luminoso e gioviale…si percepisce una grande atmosfera di felicità e positività.

Di li a poco i bambini vengono chiamati uno ad uno per la consegna dei vestiti e del materiale didattico…è un rito bellissimo perché ognuno di loro reagisce in maniera diversa alla consegna…chi è timido, chi è esuberante, chi balla, chi ride ma in ogni caso è un momento di grande gioia ed eccitazione per tutti loro.

Un breve discorso di Milan, sottolinea l’impegno dei membri della fondazione così come il supporto di PHI Foundation e dei tanti volontari che da diversi paesi spendono tempo, energie e risorse a favore dell’orfanotrofio.

Anche il mio concerto improvvisato è stato bellissimo… mi sono messo a suonare le percussioni circondato dai bambini che hanno iniziato a cantare e ballare senza sosta…è stato un momento di grande condivisione ed unione che ci ha fatto ulteriormente conoscere, rispettare ed amare.

È stata una giornata di festa piena di felicità ed energia positiva ma soprattutto ha rappresentato l’inizio di qualcosa di più grande ovvero di un rapporto diretto e di fiducia tra noi e i bambini, tra noi e gli educatori, che prelude a programmi di sostegno e assistenza ben più importanti e di ampio respiro.

 

PHI FOUNDATION SOCIAL INNOVATION COMMUNITY

 

Alessandro Vitaloni

PHI Foundation

ORFANI DHADING: VISITIAMO LA STRUTTURA

ORFANI DHADING: Visitiamo la struttura

ORFANI DHADING: Visitiamo attentamente la struttura dell’orfanotrofio

 

 

Orfani Dhading: È una delle tre educatrici a farci iniziare la visita della struttura che, vista da fuori, non sembrava particolarmente spaziosa e che, percorrendo un breve e stretto corridoio, si conferma ancora più piccola.

 

Il primo ambiente visitato è la classe dove ogni giorno si svolgono le attività didattiche e dove ad attenderci ci sono tutti i 25 bambini seduti ai loro “banchi” che attendono ansiosi il nostro arrivo.

 

Sin dall’inizio resto totalmente sconcertato dalla ristrettezza e dall’oscurità dell’ambiente, dalla povertà dei materiali, dalle sedie ai banchi, alla lavagna, alla cancelleria.

 

 

ORFANOTROFIO DHADING

 

Ma sopratutto mi colpisce il fatto che quella classe ha la capienza massima di 10 bambini e invece ne contiene 25.

 

I bambini non hanno spazio per sedersi, per lavorare o banalmente per muoversi liberamente…sono uno sopra l’altro, scrivono uno sopra l’altro, giocano uno sopra l’altro e respirano uno sopra l’altro.

 

Ma per questi bambini, che prima di avere una classe in cui stare non avevano nulla, la cosa è assolutamente normale e ci ricevono con un immenso sorriso e mostrandoci con grande orgoglio e dignità il loro ambiente comune.

 

Le sorprese negative sono solo all’inizio visto che quando mi ritrovo a contare le stanze da letto le mie dita si fermano a 3 e di pochi metri quadri ciascuna, dotate di un solo letto matrimoniale, 2 letti singoli e senza riscaldamento…ricordo che ci troviamo in Nepal e non ai Caraibi.

 

Ora se la matematica non è opinione io ho contato 12 posti letto e una dozzina di coperte quando i bambini sono 25…potete trarre voi le facili e tristi conclusioni.

 

Arrivando alle note più dolenti ho visto un orinatoio (e se dico orinatoio intendo un bagno di 1 metro quadro con solo una turca) che deve bastare per tutti e una cucina con un fornellino a gas che serve a sfamare due squadre di calcio.

 

La penuria di qualsiasi tipo di materiale, dagli utensili da cucina, alla biancheria per la notte, ai vestiti, dal materiale scolastico all’assenza totale di una zona bagno mi hanno veramente colpito e lasciato senza parole e il mio unico pensiero è stato questo: “qui hanno bisogno veramente di tutto”.

 

ORFANOTROFIO DHADING

 

Certo stiamo parlando di bambini orfani a cui è stato donato un terreno su cui costruire la struttura, un tetto, un piatto caldo, un programma di educazione che prevede un lento e graduale inserimento nel mondo del lavoro.

 

La mia impressione però è che le carenze di cui soffrono sono enormi e sono sempre più convinto che Fondazione Minerva (con l’aiuto della PHI Foundation) possa svolgere una funzione fondamentale nell’attività di supporto, rifornimento ed assistenza di questo piccolo ma grande posto.

 

Nel buio e nella ristrettezza degli ambienti risplende la luce e la grandezza dei loro sorrisi che ci avvolgono, ci riempiono di energia e voglia di fare tutto il possibile per migliorare le loro condizioni di vita… ci invitano ad unirci a loro e combattere insieme per un futuro migliore.

 

L’intesa con Milan è totale ed immediata…non ci resta altro che chiuderci in ufficio per fare un inventario delle cose primarie che mancano….per poi passare a cose e programmi più grandi.

 

PHI FOUNDATION SOCIAL INNOVATION COMMUNITY

 

Alessandro Vitaloni

PHI Foundation

DHADING: SURREALE DANZA TRA LUCI E OMBRE

DHADING: SURREALE DANZA TRA LUCI E OMBRE

DHADING: SURREALE DANZA TRA LUCI E OMBRE INTRODUZIONE DI FONDAZIONE MINERVA

 

 

DHADING: SURREALE DANZA TRA LUCI E OMBRE INTRODUZIONE DI FONDAZIONE MINERVA. Io e Milan eravamo appena sbarcati a Dhading dopo un lungo viaggio della speranza a bordo di un autobus pubblico che non poteva introdurre in maniera migliore quello che avremmo trovato al nostro arrivo: un remoto villaggio dell’entroterra nepalese dove la precarietà della vita è all’ordine del giorno.

 

Un black out quasi giornaliero dalle 18 alle 22 viene vissuto dalla popolazione locale come un evento normale, addirittura una festa e una surreale danza tra luci e ombre. Lo stesso Milan, che scopro essere nato proprio a Dhading, mi guarda con un sorriso smagliante e mi dice che da 31 anni lui vive, gioca e danza serenamente col suo caro e vecchio amico “black out”.

 

Il buio totale non ci ha permesso di fare visita all’Orfanotrofio che si trova alla fine di un percorso ripido e tortuoso appena fuori dal centro abitato ma il contatto con gli abitanti locali, impegnati di notte come luminose ombre nelle loro attività, e soprattutto i loro sorrisi di benvenuto mi hanno fatto capire chiaramente che qui non si scherza, che qui si lavora per sopravvivere con qualsiasi mezzo, che qui il senso di comunità è alla base dei valori di ognuno, che qui ci si aiuta tutti e soprattutto che qui si aiutano i più poveri e bisognosi…ero già praticamente proiettato all’interno della vita di quella gente e soprattutto dell’orfanotrofio e durante il mio sonno ne percepivo già chiari i rumori, gli odori, i colori ed il calore.

 

La mattina veniamo svegliati dal rumore di un piccolo tuc tuc con a bordo la moglie di Milan, nonché vice presidente di Fondazione Minerva, che da Katmandu era partita all’alba con tutto il materiale didattico, i vestiti ed un magnifico striscione in onore dell’iniziativa, realizzato in piena notte, che quel giorno avrebbero reso felici molti bambini.

 

 

Osservando Milan e sua moglie all’opera ho percepito immediatamente un grande gioco di squadra, un’energia e una determinazione tali che mi hanno totalmente coinvolto! Senza rendermene conto Milan e sua moglie in maniera naturale, mi avevano già immerso nei valori e nei principi fondamentali della Fondazione Minerva impegnata e determinata in una battaglia non solo a favore ed in aiuto dei più deboli ma anche a favore di un’ampia attività di sensibilizzazione al senso di appartenenza ad un’unica comunità e contro l’indifferenza e l’individualismo che oggi dilagano.

 

La notte era alle spalle e il sole si faceva largo tra una nuvola e l’altra quasi a richiamare la nostra attenzione, quasi a proporsi come quarto passeggero del tuc tuc in partenza per l’orfanotrofio, quasi a offrirci di aprire la strada con la sua magica luce e illuminare vaste zone d’ombra che da lì a poco avremmo inevitabilmente incontrato ed affrontato insieme.

 

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Alessandro Vitaloni

PHI Foundation

NEPAL: DOVE FINISCONO LE NEBBIE

NEPAL: DOVE FINISCONO LE NEBBIE

 NEPAL: DOVE FINISCONO LE NEBBIE E SPUNTA L’HIMALIA

 

NEPAL: dove finiscono le nebbie e spunta l’Himalaya

 

NEPAL: Un ringraziamento speciale è rivolto a PHI Foundation ed in particolare a Sebastiano De Falco che ho avuto la fortuna di incontrare appena tornato dal mio viaggio in Nepal.

 

Io sono Alessandro Vitaloni, musicista, consulente, sostenitore e finanziatore della Fondazione Minervaassociazione no profit nepalese, creata per risollevare le sorti di poveri bambini orfani che hanno avuto la sola colpa di nascere su una terra crudele che spesso non lascia via di scampo.

 

In questi articoli (grazie al sostegno della PHI Foundation nella figura di Sebastiano De Falco) non troverete grandi discorsi filosofici sulle scelte della vita, ma troverete una Storia – quella della Fondazione Minerva – e lo sguardo di Alessandro Vitaloni che la attraversa.

 

Tutto ha inizio nel mese di dicembre quando da passeggero opaco e distratto mi ero rivolto ad un’agenzia turistica per organizzare il mio viaggio in Nepal: alcune giornate di trekking e Katmandu, la capitale della repubblica federale.

 

Mi ero documentato su questo paese indubbiamente affascinante quanto martoriato da vere e proprie piaghe bibliche (non ultima il terremoto del 2015), un viaggio quindi difficile dove la morte é dentro la vita, come disse qualcuno.

 

 

 

Al mio arrivo incontrai dunque la mia guida di Trekking – Topindra Prasad Sapkota, detto Milan (sono di Milano e dovevo subito capire che quel nomignolo non poteva essere casuale, l’incontro non lo era) che mi ha portato al di lá delle vette della catena montuosa dell’Himalaya, oltre quasi me stesso, oltre gli orizzonti, proprio dove finiscono le nebbie.

 

Infatti durante i primi giorni di cammino verso quelle vette dove il silenzio ti calma proprio come un perdono, Milan mi parla della sua associazione nata da pochi mesi: la Fondazione Minerva.

 

La Fondazione é nata allo scopo di saltare i fossati dell’indifferenza verso le forme di disabilità fisica e mentale di bambini che purtroppo poverissimi versano in condizioni precarie. É in quel momento che ho deciso di stravolgere il mio programma e abbandonare il trekking per chiedere a Milan di visitare l’orfanotrofio di Dhading (una delle strutture che supporta la Fondazione), sito in un remoto villaggio nell’entroterra nepalese ed aiutarlo nel portare il materiale didattico necessario alle insegnanti di questi bambini.

 

 

Inutile soffermarmi sull’odissea nel raggiungere questo posto però posso dire che da questo momento e fino alla fine della mia vacanza, il viaggio é diventato ‘leggero’ e la sosta ha generato incontri e gli incontri hanno rimesso in moto la voglia di sapere esattamente chi ero e perché ero lì.

 

Vi racconterò la prossima settimana del mio arrivo all’orfanotrofio e del calore indescrivibile che mi ha travolto.

 

PHI FOUNDATION SOCIAL INNOVATION COMMUNITY

 

 

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Alessandro Vitaloni