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TERZO SETTORE: IL GRANDE CAMBIAMENTO

TERZO SETTORE: IL GRANDE CAMBIAMENTO

 

Terzo settore: il grande cambiamento in corso.

 

Il terzo settore sta cambiando, ecco come affrontare le sfide con gli incontri informativi IID

 

Dalla raccolta fondi ai nuovi strumenti finanziari: dieci incontri in dieci mesi accessibili in streaming, gratuiti per le ONP di IO DONO SICURO e aperti a tutti

 

Il terzo settore è in transito verso una nuova fase piena di sfide e occasioni: la riforma, con il nuovo codice, sta entrando nella fase operativa e gli Enti di Terzo Settore hanno in mano la possibilità di utilizzare e mettere a valore strumenti per migliorare la qualità e l’efficacia dell’impatto della loro attività.

 

Su queste premesse l’Istituto Italiano della Donazione ha costruito il calendario 2018 degli incontri (in)formativi: dieci seminari – gratuiti per le organizzazioni aderenti a IO DONO SICURO, frequentabili a prezzi accessibili per tutti gli altri – per formare gli Enti di Terzo Settore sulle nuove occasioni dettate dalla Riforma e non solo. Gli incontri si tengono in orario 14.30-17.30 nella sede IID di Milano e possono essere seguiti anche in streaming da remoto.

“L’offerta formativa dell’Istituto Italiano della Donazione – spiega il presidente di PHI Foundation Sebastiano de Falco – si sviluppa su due direzioni interconnesse: una orientata ad una visione più ampia, a orizzonti di sviluppo che la riforma e il fermento che la ha accompagnata hanno delineato; l’altra concentrata su una serie di strumenti operativi funzionali a riorientare, innovare ed allargare il perimetro delle pratiche”.

Evoluzioni e strumenti sono dunque i due binari tematici. Il primo appuntamento con la legislazione Non Profit si parlerà di 5 aspetti chiave della Riforma del Terzo Settore. Il secondo appuntamento il suo corso sarà incentrato sulle novità fiscali già in vigore dopo la riforma e lo scenario futuro. Spazio poi al servizio civile si parlerà di tutte le novità, anche adempimentali, per gli enti non profit e delle prospettive del servizio civile universale. Il quarto appuntamento si formerà i partecipanti sull’importanza della gestione dei dati tramite la costruzione del database e la profilazione dei donatori. Quinto appuntamento spazio al tema dei nuovi strumenti finanziari a sostegno del terzo settore. A giugno si parlerà di come misurare l’efficacia del proprio sito web attraverso Google Analytics. A luglio formazione sui fattori critici di successo nel corporate fundraising. Gli ultimi tre incontri saranno dopo la pausa estiva: il 20 settembre sul tema “organizzare eventi: donazioni, sponsorizzazioni e pubbliche relazioni”; il 25 ottobre sul tema “valutarsi per valere: comunicare l’impatto sociale“; infine a novembre l’ultimo incontro sul ruolo e l’attività del fundraising alla luce della riforma del terzo settore.

 

 

PHI FOUNDATION SOCIAL INNOVATION COMMUNITY

 

Alessandro Roma

PHI Foundation

La terza Milano: la mostra fotografica virtuale sul volontariato

Se pensiamo a Milano, ci viene sicuramente in mente una città caotica, una metropoli brulicante di vita, forse anche un po’ fredda e distaccata. Ma esiste una Milano diversa, generosa e accogliente, quella descritta ne La terza Milano.

La terza Milano è la mostra fotografica virtuale sul volontariato a Milano.

La mostra fa parte di un progetto molto più ampio chiamato Milano Sono Io, curato dall’agenzia editoriale Luz. 

La Terza Milano con le fotografie di Marco Garofalo 

È il fotografo Marco Garofalo a raccontare con i suoi scatti La terza Milano. Le bellissime fotografie di Garofalo immortalano la realtà del volontariato e le sue diverse sfaccettature.

I racconti di chi esercita il volontariato si intrecciano con quelli di chi lo riceve. Gli sguardi, i sorrisi di questa gente, così diversa, ma così vicina, ci fanno sperare in un cambiamento progressivo verso il rispetto, il confronto e la tolleranza.

Dalla cura del verde all’aiuto ai clochard della città, dai gesti affettuosi negli ospizi milanesi alle premure verso i turisti, La Terza Milano scopre le bellezze del capoluogo lombardo e ne fa una esempio da seguire.

Sono molte le Onlus che operano a Milano, l’Italia è, infatti, la prima nazione al mondo per numero di volontari. L’arte del dare è sempre stata patrimonio della nostra cultura. La Terza Milano è, quindi, la testimonianza di questo modo di essere, un mettere alla luce, senza fragore o richieste, chi collabora a migliorare le condizioni di vita di coloro che si trovano in difficoltà e di conseguenza aiutano la cittadinanza a fare comunità e a crescere umanamente.

Storie di volontariato 

Ci colpiscono le foto di chi come Mamadou ha lasciato il proprio Paese, il Senegal, e con un barcone è giunto nelle nostre coste e adesso, a distanza di anni e dopo essere stato aiutato dai volontari, ha trovato lavoro come falegname nel centro di Milano, oppure di Roberto, ragazzo affetto dalla sindrome di down, che grazie all’Associazione il Gabbiano – Noi come gli altri, ha potuto fare emergere e sviluppare il suo talento di attore.

E ci sono altre storie di ragazzi che nonostante abbiano infinite capacità, sono tuttavia incompresi o reclusi nel contesto in cui vivono.

Oppure le storie dei volontari dell’Avis che si impegnano quotidianamente a far crescere il numero dei donatori e a marcare l’importanza del donare, perché purtroppo, ancora ai nostri giorni, esistono preconcetti sulla donazione del sangue.

Sono queste le storie, gli sguardi che vorremmo vedere ogni giorno. Racconti di speranze, di viaggi, di amore, di forza di volontà, di generosità e di tolleranza.

La terza Milano di Marco Garofalo è una città da scoprire, una città che contiene il tesoro più bello di tutti: l’amore per gli altri.

È possibile visitare la mostra qui:  www.milanosonoio.it/la-terza-milano/

Intanto qui potete ammirare alcuni degli scatti presenti nella mostra:

     

 

Daniela Leone

PHI Foundation

Italia Non Profit: il Google italiano del terzo settore

Il mondo del terzo settore è molto vasto e frammentato, per questa ragione nasce nel gennaio 2017 Italia Non Profit, il primo motore di ricerca italiano adatto a tutti coloro che sono in cerca di informazioni su associazioni non profit, fondazioni onlus, comitati, e vogliono trovarle in un unico posto senza ulteriori dispersioni.
Ogni visitatore, tramite Italia Non Profit, può, senza grandi difficoltà, ricercare gli enti occupati nella causa sociale alla quale è più sensibile, vederne le campagne, eventuali raccolte fondi e visionarne il bilancio al fine di avere un quadro completo decidendo così dove e se investire il proprio denaro, in modo nuovo e consapevole.
In Italia, dove non esiste un registro unico consultabile per confrontare e consultare gli enti no profit, è importante l’esistenza di piattaforme come Italia Non Profit.

Ispirato a modelli americani di successo

Italia Non Profit rappresenta una novità in Italia ma non all’estero, dove già nel 2001 nasceva l’americana Charity Navigator, piattaforma-guida per i donatori che ha censito ben 9040 enti e che ha raggiunto i 752000 utenti registrati.
Charity Navigator però non è l’unica realtà preesistente, basti pensare alla piattaforma americana GuideStar, che ha ispirato la creazione di Italia Non Profit.

Un valido aiuto per gli enti (e gratis)

Le associazioni, fondazioni e comitati dotati di codice fiscale, possono creare gratuitamente la loro Scheda Ente accedendo al link https://italianonprofit.it/iscriviti/.
L’ente può condividere più o meno materiale accedendo a diversi livelli di compilazione, tra cui: informazioni di base, informazioni obbligatorie, completo e storico.
Sin dalle informazioni di base, preliminari nella registrazione alla piattaforma di Italia Non Profit, è possibile inserire e condividere i dati principali, la descrizione dell’attività, le parole chiave, il bilancio, lo statuto e l’atto costitutivo.
E’ anche possibile condividere con il visitatore/donatore anche importanti dati economici degli ultimi 3 anni e lo storico delle attività svolte negli ultimi 3 anni, questo permetterà all’ente una maggiore visibilità, chiarezza e credibilità.

Una valida guida per più donatori consapevoli

Oltre le informazioni sugli enti, Italia Non Profit ha creato un’area dedicata al 5×1000 con 40073 enti confrontabili.
E’ possibile, infatti, ricercare gli enti presenti negli elenchi del 5×1000 dell’agenzia delle entrate, visionare le informazioni presenti e scegliere in modo consapevole a chi destinare la quota.
Oltre questo, Italia Non Profit offre al donatore la possibilità di fare acquisti solidali, di scoprire con quali enti poter fare CSR, viaggi solidali, volontariato, servizio civile e volontariato d’impresa.

Italia Non Profit ha tutte le carte in regola per essere un potente strumento capace di rafforzare un terzo settore crescente che secondo i dati Istat impiega 5 milioni 529 mila volontari e 788 mila dipendenti e che registra un incremento importante dell’11,6% in più nel 2015 rispetto al 2011.
Un settore che potrebbe crescere ancor di più e diventare ancora più affidabile di quanto lo è stato in passato grazie a donazioni più oculate e donatori più informati e quindi più consapevoli.

Dalila Iannitto
PHI Foundation

 

A&I Onlus : Aperitivo in carcere

Prendere un aperitivo può essere un’esperienza particolarmente interessante e coinvolgente. Eh sì, perché a Milano è possibile farlo all’interno del carcere di S. Vittore.

Esiste un’associazione, l’A&I Onlus Cooperativa Sociale per la formazione e per il lavoro che, attraverso i suoi soci, i volontari e i donatori, si impegna a costruire le migliori condizioni per l’integrazione sociale e lavorativa di soggetti che godono di minori opportunità.

Uno dei progetti della A&I Onlus si chiama Libera Scuola di Cucina e coinvolge donne e giovani uomini  (18 -25 anni) detenuti, in un percorso formativo per sviluppare competenze professionali, spendibili nel settore della ristorazione. La particolarità di questa iniziativa è l’organizzazione di eventi didattici (aperitivi, cene, buffet, feste a tema) che coinvolgono la comunità esterna al carcere.

Vengo a conoscenza del progetto, la curiosità è tanta e l’iscrizione pressoché immediata. Mi iscrivo con un’amica e dopo aver compilato i documenti necessari siamo “ammesse”.

Qualche giorno dopo ci troviamo davanti al carcere San Vittore  e, terminati i controlli di routine, ci vengono aperte le porte di un corridoio, dal quale si può accedere sia all’area dove sono detenute le donne sia a quella dei giovani uomini. Siamo circa 60 partecipanti.

Durante il tragitto che ci porterà a scoprire com’è strutturato il carcere, una responsabile A&I del progetto Libera Scuola di Cucina ci racconta delle condizioni disumane dei carcerati prima del 2013, anno in cui l’Italia è stata condannata dalla Corte Europea. Da allora, per i detenuti si è aperta la possibilità di avere più spazi di movimento e di seguire proposte formative, corsi e scuole. Servizi quasi totalmente erogati da Associazioni di Volontariato, Onlus, Organizzazioni no profit o singoli individui che si dedicano al volontariato.

Raggiungiamo una zona super blindata, dalla quale partono i “raggi”, dove sono rinchiusi gli uomini con più di 25 anni da scontare. Ogni raggio corrisponde ad una pena detentiva e raggruppa persone che hanno commesso reati simili o di simile grado.

I detenuti più giovani sono tenuti lontani da quelli più grandi, per evitare che vengano influenzati negativamente, nel tentativo così, di avere maggiori possibilità di reinserimento nella società. Soprattutto per loro e per le donne, il carcere di San Vittore offre corsi tipo questo, legato alla cucina o di fotografia, di pittura o di giardinaggio, ecc.

Ai giovani viene offerta la possibilità di finire gli studi e c’è chi sta facendo l’università. Tutto questo sempre grazie ad organizzazioni di volontariato, Onlus e cooperative.

Oltre alla responsabile della A&I Onlus, siamo accompagnati nel percorso da due detenuti che ci illustrano le condizioni e la vita del carcere. Al termine ci riportano nel primo corridoio per offrirci l’aperitivo che hanno preparato per noi.

Durante l’aperitivo, parlo con alcune detenute. Per loro siamo una bella “boccata” d’aria. A noi offrono una bellissima ospitalità, un gustoso aperi-cena e soprattutto ci fanno partecipi di un pezzettino della loro vita.

Ammiro e ringrazio la A&I Onlus per i progetti che porta in carcere, volti ad aiutare i detenuti in modo che, a pena conclusa, possano reintegrarsi nella società. Ma anche a sensibilizzare l’esterno su una realtà spesso ignorata.

Per partecipare e sostenere la A&I, potete andare sul loro sito e fare una donazione, qui potete trovare il progetto della Libera Scuola di Cucina, in questa pagina potrete cliccare sul link http://www.aei.coop/xpr-evento/. dove è possibile vedere il calendario dei prossimi eventi ed iscrivervi.

 

Laura Giacometti

PHI Foundation

PHI Social Innovation Community: Social Fundraising e Crowdfunding

Tutti sappiamo cos’è il Fundraising, ovvero il sistema di raccolta fondi messo in piedi per realizzare determinati progetti (profit o no profit).

Ma cos’è il Crowdfunding, o anche detto “Social Fundraising“? E in che cosa si differenzia da una normale attività di Fundraising?

Il Crowdfunding è l’attività di raccolta fondi (o Fundraising) che utilizza come canale unico o principale per la raccolta, il web e i Social Network.

Quali vantaggi offre rispetto alle tradizionali raccolte fondi?

Rispetto ad una tradizionale raccolta fondi, il Social Fundraising ha notevoli benefici che spesso non sono presi in considerazione.

  • Grazie alle piattaforme di Social Fundraising potete entrare in contatto con migliaia di potenziali Donatori ai quali potrete far conoscere la vostra iniziativa.
  • Durante la campagna di raccolta fondi (Fundraising) potrete promuovere il vostro progetto utilizzando i Social Media, iniziando fin da subito a far conoscere la vostra Organizzazione Non Profit e l’iniziativa supportata.
  • Attraverso l’interazione con i vostri Donatori, potrete avere moltissimi feedback sulla vostra iniziativa – progetto e migliorarlo per renderlo ancora più interessante.

Per le Organizzazioni Non Profit che vogliono raccogliere fondi in maniera tradizionale, servono molti contatti, incontri, telefonate e molto altro. In poche parole: tempo e denaro. Una campagna di Crowdfunding invece è molto più semplice: Si presenta l’idea – progetto “Non Profit Orient” nelle piattaforme web, in maniera semplice e accessibile e, una volta presentata, si dovrà semplicemente promuovere l’iniziativa “Non Profit Orient” nelle Social Community.

Quella delle campagne di Crowdfunding è una risorsa preziosa anche per le Organizzazioni Non Profit già avviate e con una discreta storia alle spalle, infatti, avendo già creato una Community con un buon numero di volontari, sostenitori e di fan, avranno la possibilità di sfruttare questa base di contatti, risparmiando anche, in termini di advertising rispetto alle nuove No Profit.

Quando si cercano dei Donatori per un progetto, si punta ad ottenere ingenti somme di denaro, tagliando automaticamente fuori micro o piccoli Donatori.

Con il Social Fundraising si ha accesso a migliaia di piccoli Donatori, che anche contribuendo con pochi soldini, possono aiutare e portare a compimento un progetto Non Profit Orient.

Il grande beneficio del Social Fundraising, (forse sottovalutato), è che permette di aumentare la propria visibilità prima, dopo e durante la raccolta fondi, facendo quindi conoscere la propria iniziativa ad una Social Community costantemente in espansione.

Sei una organizzazione non profit e desideri supporto o vuoi avviare una campagna di raccolta fondi, chiedi a PHI FOUNDATION (Social Innovation Community).

PHI Foundation

Google per il non profit

Google per il no profit: come funziona Google Grants

Sono diverse decine di migliaia le associazioni no profit in Italia, sintomo di un settore in continua evoluzione. Anche per loro il web è diventato strumento essenziale di visibilità e relazione con volontari e donatori.

Google non si è fatto sfuggire l’occasione e, da un paio di anni a questa parte, ha gradualmente introdotto servizi per il no profit.

Google per il no profit mette a disposizione delle organizzazioni onlus diversi tools:

  1. Youtube for good permette di accedere a funzioni avanzate come il live streaming e il donate button
  2. Google apps per il no profit elimina i costi dell’IT e favorisce una collaborazione più efficace del personale
  3. Ad Grants è la versione no profit di

Come funziona google per il no profit (Ad Grants)?

Semplice ed efficace, google Ad Grants consente sia ai principianti, sia ai professionisti di lanciare più facilmente campagne di advertising grazie a soluzioni ideate esclusivamente per le organizzazioni no profit di ogni tipo e dimensione.

I benefici dei servizi che google mette in campo per le no profit sono:

  1. Il costo per clic (CPC) massimo è pari a $ 2,00 USD.
  2. Puoi usufruire di pubblicità AdWords gratuita per un valore di $ 10.000 USD (fino a $ 40.000 USD per i partecipanti del programma Grantspro) al mese.

Google Grants

Ora, Come posso rendere più visibile la mia associazione no profit?

Molte organizzazioni si sono già messe all’opera. Ecco alcune funzioni e consigli che possono aiutarti a rendere più visibile la tua onp grazie a Google per il no profit:

#Raggiungi un pubblico più vasto

Google Grants ti permette di impostare campagne Adwords gratuite per un valore di $ 10.000 USD al mese. La piattaforma messa in campo da google mostrerà i tuoi annunci di ricerca alle persone in cerca di organizzazioni no profit.

Attraverso questo servizio si ha la possibilità di intercettare la domanda latente, ovvero raggiungere persone che ignorano l’esistenza della tua associazione.

Scrivere annunci performanti non è facile, per cui eccoti un breve articolo che spiega come cavarsela negli oscuri meandri di google Adwords in poco tempo.

#Incrementa le donazioni

Google Ad Grants rende più semplice agli utenti fare donazioni per la tua causa. Se è più facile donare, gli utenti saranno più propensi a farlo.

donazioni

#Informazioni più dettagliate

Dopo aver pubblicato gli annunci, attraverso google analytics e il monitoraggio delle conversazioni puoi entrare in possesso di informazioni utili che ti aiuteranno a performare meglio il tuo annuncio.

Mi raccomando, ricorda, la strategia dell’associazione dovrà essere intelligentemente integrata con tutti i canali web. Una campagna di raccolta fondi di successo sfrutta tutti gli elementi che la rete mette a disposizione. E’ impensabile riservare a google o ad un altro canale una strategia separata da quella che è l’attività dell’ong. 

Phi Foundtaion
Mario Rolla

 

 

Crowdfunding virale

L’importanza dei referral in una campagna di Crowdfunding

Word of mouth o il più classico passaparola, diffuso attraverso i referral: queste sono le basi che più o meno tutti conosciamo, e che si possono utilizzare per promuovere una campagna di crowdfunfding.

Ma secondo Emanuela Negro Ferrero (CrowdFundBeat) “il sogno di vedere il proprio progetto diffuso in maniera virale dipende soprattutto da quanto il progetto è condivisibile e da quanto è grande la propria comunità di riferimento”.

Come si può costruire allora un crowd di un certo peso?

Ci sono alcuni accorgimenti tattici che possono risultare efficaci per massimizzare i propri referral.
Secondo Negro Ferrero, “è fondamentale tenere un atteggiamento etico e dimostrare di essere affidabili”.

Le persone sono mediamente molto diffidenti e hanno bisogno di sapere chi siete voi, cosa fate e come lo fate.

Questo comportamento permette di ottenere raccomandazioni da parte dei vostri referral.

“Le raccomandazioni sono la base da cui partire per ottenere delle donazioni. Importante quindi prestare la massima attenzione ai vostri referral e guardare bene con chi si ha a che fare.
Instaurate un rapporto diretto. La vostra campagna avrà successo se sarete in grado di definire quali sono i membri più influenti del vostro network e se li contatterete personalmente. Non è importante come. Meglio di persona che al telefono. Ma se la posizione geografica non aiuta, bene anche la mail.
L’importante è creare un rapporto personale e diretto con chi può concretamente determinare il successo della vostra campagna.”

Il crowdfunding è basato sulla reciprocità.

Per ottenere appoggio, raccomandazioni e denaro è necessario sapere che dovrete dare in cambio qualcosa. Il vostro referral se lo aspetta e non dovete farvi cogliere impreparati o, peggio, tirchi.

Spiegate il vostro progetto con semplicità e fate innamorare tutti con la stessa semplicità e chiarezza.

Inoltre per incitare le donazioni dovete fare per i donatori molto più di quello che loro si aspettano da voi..
E ricompense sono appetibili? Se le vostre ricompense nascono con lo scopo di ringraziare per le donazioni e il supporto ricevuto, l’entusiasmo deve essere evidente.

Infine, ricompensate i referral (chi fa passaparola) come ringraziate chi dona.
Dovete pensare a come ringraziare chi ha passato parola: ad esempio ricompense personali, come un buon passo per creare una rete di referral fedelissimi. Le aziende lo fanno da sempre, perché non farlo anche voi?

 

PHI Foundation è un’associazione che si occupa di sostenere ed aiutare tutti gli operatori che si muovono nell’ambito del Terzo Settore, attraverso l’informazione e la promozione di raccolte fondi.

Se vuoi aiutarci in questo compito, sostienici attraverso un contributo cliccando su questo link

 
Phi Foundation

Cos’è il Social Fundraising

Il Social Fundraising è una raccolta fondi col fine di supportare iniziative nel mondo Non Profit coinvolgendo Amici, Familiari, Donatori tramite attività di comunicazione online e offline.
Il Social Fundraising si sviluppa sia offline con l’aiuto di Conoscenti, Amici, Familiari, beneficienza e Solidal Donation party, incontri con aziende e altre organizzazioni non profit (ONP) che tramite internet (online) attraverso le piattaforme web dedicate e i social media, che permettono di raggiungere e coinvolgere un immenso numero di potenziali Donatori.

In cosa il Social Fundraising è diverso dalla tradizionale “raccolta fondi”.

Tradizionalmente, quando si ricercano donazioni per la propria iniziativa, idea – progetto non profit, si prepara una presentazione e ci si rivolge a tutti quelli che sono intorno a noi (i potenziali primi Donatori) invitandoli inoltre a diffondere l’idea anche ai loro contatti.
Oltre a ciò, orientiamo le nostre attenzioni verso le istituzioni pubbliche, organizzazioni non profit (ONP), aziende, grandi imprenditori e persone facoltose (confidando nella loro vena filantropica) nella speranza che la nostra iniziativa, sia benevolmente accolta ricevendo sufficienti donazioni al fine di realizzare il progetto.
Si tratta comunque di una cerchia d’individui, alla quale in alcuni casi non è facile accedere.
Il Social Fundraising invece permette di coinvolgere chiunque nella vostra iniziativa intrapresa, dall’imprenditore facoltoso, allo studente che ha visto il progetto online, dallo zio ricco, al followers su Social Network divenendo una Social Fundraising Community.
Tutto questo è possibile grazie all’utilizzo delle piattaforme web di Social Fundraising e ai social media quali twitter, facebook, linkedin, google+ ecc.
Ovviamente, mentre nel metodo tradizionale, non si ha bisogno di progettare e realizzare una campagna di comunicazione, nel Social Fundraising diventa indispensabile, il corretto utilizzo dei social media, per avere successo.

Perché un utente decide di donare il suo denaro ad una Campagna Fundraising.

Perché uno sconosciuto dovrebbe donarvi dei soldini? In genere è per uno di questi motivi:

  • Donano perché attirati dai concetti espressi dall’idea.
  • Donano perché coinvolti emotivamente dagli obiettivi sociali dell’iniziativa.
  • Donano perché sono rimasti impressionati dalla presentazione del progetto.

Pensi che ce ne siano altri? Lascia un commento!

PHI Foundation

Lo stato di salute del terzo settore

Tre indagini dedicate al non profit
per raccontare il terzo settore che era, che è e che sarà

Lugano, 3 dicembre 2016 – PHI FoundationSebastiano de Falco – Si è tenuto il 30 novembre 2016, nella prestigiosa cornice della sede di rappresentanza del Banco Popolare in Roma, l’evento organizzato da Istituto Italiano della Donazione (IID) e Banco Popolare per fornire una fotografia dello stato di salute del non profit italiano e comunicare i vincitori del bando “Giorno del Dono 2016” per la ricostruzione post terremoto..

“Fotografando l’attenzione al tema della donazione nell’informazione televisiva lungo tutto un anno – ha spiegato Giovanni Sarani dell’Osservatorio di Pavia – è facile notare come nei telegiornali il tema del dono diventi notiziabile solo quando è trainato da notizie che riguardano questioni sociali più ampie, come emergenze umanitarie, immigrazione e povertà, fatti di cronaca, scienza e salute. In oltre due casi su cinque si è parlato di dono in occasione di campagne sociali mediatiche e maratone televisive, a seguire ogni qual volta un “vip” o un testimonial conosciuto dal grande pubblico fosse coinvolto”.

 Commenta Edoardo Patriarca, Presidente IID: “Dall’indagine dell’Osservatorio di Pavia si evince come in Italia vi sia la tendenza a mostrare prevalentemente notizie di carattere negativo con toni allarmisti, toni che diventano una costante nei racconti relativi a fenomeni che sembrano sfuggire al controllo dell’uomo, tanto per mancanza di volontà o di capacità, quanto per obiettiva impotenza, come nel caso dei terremoti e di altre catastrofi naturali. Queste scelte non contribuiscono a creare una cultura della donazione condivisa e non fanno bene alle donazioni. Il Giorno del Dono nasce anche per invertire questa tendenza”.

“Dalla nostra indagine 2016 “Gli Italiani e le donazioni” – ha aggiunto Paolo Anselmi, Vice Presidente Gfk Eurisko – emerge un calo di donatori di circa 5 milioni di donatori in 10 anni, una flessione parzialmente compensata dalla tenuta dei forti donatori, segno che la crisi ha colpito soprattutto i piccoli, in particolare i giovani, al punto che la donazione media tende a crescere. In questo contesto le associazioni devono porsi l’obiettivo di “stabilizzare” il comportamento di donazione aldilà delle emergenze, come ad esempio in occasione del terremoto, che suscitano ondate emotive di grande portata ma di breve durata, valorizzando anche le piccole donazioni ed, in particolare, i giovani. Non dimentichiamo infatti che i dati sui donatori fedeli sono confortanti perché tengono alta la bandiera della generosità degli italiani”.

 E il fattore fiducia è un aspetto importante su cui si basa tutta l’attività dell’Istituto: “L’IID svolge periodicamente un’indagine dedicata agli indici di efficienza economica dei propri associati. Questa ricerca – conclude Patriarca – ci mostra come i soci dell’Istituto dedichino alla propria missione ben l’80% circa delle proprie risorse ed, in media, spendano solo 20 centesimi per raccogliere un euro. Non va però dimenticato che vi sono importati differenze tra singole realtà e che quindi non è corretto avere come unico benchmark di valutazione la sola percentuale di investimento nella mission. Dall’indagine emerge chiaramente che le raccolte fondi più efficienti risultano essere quelle realizzate da organizzazioni con maggiore esperienza temporale in questa direzione e che possono permettersi un investimento per potenziarne ed innovarne le modalità. La raccolta fondi è un’attività di relazione da curare ogni giorno, anche alla luce del fatto che i privati si confermano essere la fonte di finanziamento principale”.

Per scaricare le indagini clicca qui

 

Sebastiano de Falco

PHI Foundation

C’era una volta… chi amava il viaggio e il ciclismo: nasce il Touring Club Italiano

Giusto la settimana scorsa il Touring Club Italiano ha festeggiato il suo anniversario.

Era l’8 novembre 1894 quando un gruppo di giovani imprenditori milanesi con l’intento di diffondere i valori ideali e pratici del ciclismo e del viaggio fondano un’associazione non profit che segnerà profondamente il mondo del turismo, dell’ambiente e della cultura italiano.

Dalle prime piste ciclabili all’opposizione alla tassa sui velocipedi negli anni in cui la bicicletta era il mezzo più usato ma anche il più valido ai fini del turismo e dall’abbellimento delle stazioni ferroviarie all’impianto di cartelli stradali turistici, il Touring Club Italiano s’impegna da più di 120 anni nella promozione del turismo, nella salvaguardia ambientale e nella diffusione di una cultura consapevole e responsabile del viaggio.

Ma andiamo più a fondo e scopriamo meglio come lavoratori, volontari e donatori collaborano all’unisono da più di un secolo nel Touring Club Italiano per sviluppare un turismo consapevole incentrato sull’inestimabile patrimonio artistico-paesaggistico dell’Italia e in particolar modo sull’unicità dei luoghi meno noti e frequentati del Belpaese attraverso speciali iniziative volte alla promozione di queste piccole località.

Ad oggi sono 213 i borghi certificati dal Touring Club Italiano come Bandiera arancione e il progetto pilota del 1999 che vide la regione Liguria come prima regione certificata sembra solo un ricordo lontano.

Interessanti scoperte quindi ma anche grandi classici per gli assetati di cultura made in Italy grazie alla più recente ma anche più significativa iniziativa del Touring Club Italiano per via della sua articolata attività svolta da una fitta rete di volontari che operano localmente sul territorio italiano: Aperti per voi. Perché è proprio grazie a questi volontari che regalano la loro presenza che il Touring Club Italiano garantisce l’apertura di alcuni tra i più bei siti d’Italia (trovate qui l’elenco aggiornato) e, dove possibile, li “adotta” per realizzare al loro interno concerti, visite guidate, mostre e incontri.

E come non citare, a conclusione di questo intenso “viaggio” all’insegna dell’identità artistico-culturale italiana un’altra importante iniziativa rigorosamente no profit del Touring Club Italiano: La penisola del tesoro. Attiva da più di 15 anni, questa iniziativa che vanta il patrocinio del MIBACT-Ministero per i Beni e le Attività Culturali, del Ministro per gli Affari Regionali, del Turismo e dello Sport permette ai Soci del Touring Club Italiano attraverso eventi organizzati ad hoc in tutta Italia (qui l’elenco delle tappe) di conoscere musei e monumenti meno frequentati delle grandi città, centri storici di eccezionale valore e paesaggi meno noti ma ugualmente di straordinaria bellezza.

E chissà che questo “assaggio” di turismo vi abbia incuriosito un po’ e quindi, al primo momento libero, vi decidiate a dare anche voi il vostro sostegno al Touring Club Italiano, associazione senza scopo di lucro che finché vivrà -siamo certi- avrà in cura il cuore della penisola italiana.

 

Federica Pizzi

PHI Foundation

 

Givingtuesday, ovvero la giornata globale del dono

Martedì 29 novembre sarà il Givingtuesday, ovvero la giornata globale del dono alimentata dai social media e da collaborazione e attività di rete, come recita lo slogan nella home page del sito dedicato, un’iniziativa che ricorda il giorno del dono organizzato in Italia. Una giornata ad oggi più diffusa nel mondo dell’associazionismo anglosassone e di molti altri paesi, ma che potrebbe facilmente diffondersi anche in Italia ed in altri paesi, seguendo il trend di altre iniziative. Il Giving Tuesday si svolge il martedì dopo il Giorno del Ringraziamento americano. Nato nel 1992 come risposta al Black Friday e al Cyber Monday, giornate dedicate a commercio e consumo e ideato dal centro culturale 92nd street Y

Quest’anno la giornata è arrivata alla sua quinta edizione, crescendo e diventando un fenomeno mondiale nel corso degli anni. Questa impressione è confermata anche dai dati raccolti da Blackbaud, piattaforma che si occupa della raccolta fondi e dell’analisi dei dati, che afferma che nei soli Stati Uniti tra il 2014 e il 2015 si è registrato un incremento del 52% delle offerte.

Nel corso del 2015 il Givingtuesday ha coinvolto 700.000 mila persone in attività di raccolta fondi ed ha permesso alle associazioni di raccogliere circa 116.000.000 di dollari in 70 Paesi nel mondo. Un ottimo risultato non solo in termini di raccolta fondi ma anche di coinvolgimento di volontari.

Le ONP si sono quindi organizzate per coinvolgere e fidelizzare i propri donatori abituali, ma anche per attrarne di nuovi. La comunicazione è ormai già partita, attraverso mailing, pagine dedicate nei siti web, social media e anche attraverso piattaforme di crowdfunding, e guardando i dati relativi alla raccolta fondi e alle storie raccontate nelle pagine web dedicate è proprio quest’ultima modalità che si è rivelata di successo per alcune campagne.

Tra le campagne di maggior successo in Gran Bretagna vi è quella realizzata dall’organizzazione inglese Send a cow, che si occupa di combattere la povertà nelle aree rurali, che ha promosso le proprie attività attraverso la realizzazione di un video che grazie al coinvolgimento dei propri sostenitori e ad una comunicazione attentamente studiata, è diventato virale in rete con circa 665.000 visualizzazioni.

Un altro esempio di grande successo è la campagna realizzata da una casa di riposo di Tunbridge Wells, nel Kent, che ha partecipato lo scorso anno per la prima volta al GivingTuesday raccogliendo ben 56.000 sterline, niente male!

Aspettando che questa iniziativa sbarchi ufficialmente anche in Italia segnate la data sul calendario per il 2017 ed iniziate a scaldare i motori.

 

Sara Quaglia

PHI Foundation

Per Natale regala un sorriso: Fondazione Floriani e il suo metodo di cura per i malati inguaribili

Quante volte ci è capitato di usare con tono stizzito il termine palliativo”? La Fondazione Floriani supera tale associazione mentale per scavare a fondo nell’etimologia di questa parola e ci racconta come qualcosa di palliativo sia fondamentale in molti casi della vita soprattutto se a ricevere quel qualcosa sono malati inguaribili.

Si chiamano Cure Palliative quelle cure che la Fondazione Floriani, associazione senza scopo di lucro, ha l’obbiettivo di diffondere e applicare per curare ogni aspetto della sofferenza dei malati terminali: fisico, psicologico, spirituale e sociale.

Riconosciute dall’ OMS-Organizzazione Mondiale della Sanità grazie alla Legge n’38 del 2010, queste cure vengono continuamente aggiornate tramite la ricerca scientifica e lo studio grazie al sostegno di donatori e volontari della Fondazione Floriani che si occupano dell’attività di fundraising a 360 gradi: dalla piccola donazione di un pensionato ad  investimenti più importanti che prevedono l’utilizzo di fondi per l’istituzione di Corsi di Medicina Palliativa presso le università italiane.

Nata nel 1977 per volere di Virgilio e Loredana Floriani, entrambi scomparsi, Fondazione Floriani continua negli anni a far conoscere l’importanza di queste cure attraverso iniziative mirate all’attività di raccolta fondi come FONDACO che, per festeggiare la 20^ edizione, anche quest’anno apre le porte dello Studio Zeta di Milano (qui le indicazioni stradali per raggiungere le bancarelle) dalle h.11 del 26 novembre con un delizioso brunch e si chiude con un aperitivo il 29 dello stesso mese.

Solita location e storiche bancarelle in questa iniziativa di fundraising di Fondazione Floriani quindi, ma non solo: particolarissimi oggetti home made attendono i milanesi a caccia dei regali di Natale quest’anno a FONDACO… e chissà mai che, tra un pensierino alla mamma, uno alla moglie o uno al fidanzato, a qualcuno di noi, prima di tornarsene a casa e lasciare la Mostra Mercato di questa ONLUS, venga il desiderio di lasciare a chi è più sfortunato di noi una donazione che gli possa regalare una delle cure più efficaci che ci sia: un sorriso.

 

Federica Pizzi

PHI Foundation

L’ Email Marketing per il no profit, è uno strumento utile?

L’ Email marketing è lo strumento di comunicazione più efficace che una Onlus possa utilizzare per sollecitare il destinatario a compiere un’azione immediata come ad esempio fare una donazione o iscriversi alla newsletter oppure firmare una petizione.

Prima di creare una campagna di Email Marketing è importante stabilire l’obiettivo che si vuole raggiungere, possibilmente misurabile: aumentare del 10% le donazioni oppure incrementare del 20% il numero degli scritti alla newsletter. 

Il secondo passo è suddividere i target per categoria, così diventa più semplice andare poi a sollecitare un segmento specifico di iscritti o di donatori e ottenere risultati di qualità.

È importante anche stabilire la frequenza della campagna di Email Marketing. Sempre al fine di non stressare la propria donor base, è buona regola intervallare la comunicazione di almeno 2 settimane.

Gli elementi che compongono un template di Email Marketing sono: logo dell’associazione, titolo, messaggio breve e chiaro, immagine suggestiva, “Call to action”, footer contenente la legge sulla privacy e oggetto. 

L’oggetto è uno degli elementi fondamentali perché influisce sul tasso di apertura (Open Rate) della email. Consigliamo di non superare i 50 caratteri affinché il suo contenuto possa essere letto per intero.

Per i “donatori dormienti”, quelli cioè che da tempo non rispondono più ai solleciti, suggeriamo di testare email più personalizzate. Uno dei maggiori vantaggi di una campagna di Email Marketing è infatti la possibilità di personalizzare la comunicazione con il nome del singolo utente e questo rende il messaggio maggiormente persuasivo.

Considerato che la maggior parte della gente visualizza le Email dal proprio cellulare più che dal PC di casa o di lavoro, è opportuno che l’html sia responsive e comunque meglio non usare un’immagine come sfondo. In caso si può inserire un testo alternativo che spieghi il contenuto dell’immagine per chi non riesce a visualizzarla.

Un altro vantaggio dello strumento di Email Marketing è la misurabilità del risultato che consente di ottimizzare e controllare il budget in maniera più efficace. Se la Onlus monitora il proprio sito attraverso Google Analytics è anche possibile visualizzare nel dettaglio tutti i dati di conversione.

Ci sono diversi servizi che danno la possibilità di inviare campagne di Email marketing gratuitamente o a costi bassissimi. Di seguito ne segnaliamo alcuni:

  • Mailchimp: offre la possibilità di inviare in un mese a costo zero fino a 5.000 email;
  • Rapidmail: offre la possibilità di inviare fino a 10 email a costo zero, dopodiché richiede un costo di 0,5 cents per ogni indirizzo;
  • Icontact: ad un costo variabile tra i 14$ e i 47$ offre la possibilità di tracciare le campagne di invio che si fanno di volta in volta con a disposizione uno strumento antispam;
  • Getresponse: fornisce il servizio gratuito per 30 giorni di creazione di layout di newsletter e di landingpage. Finito il periodo di prova il costo del servizio è di 14€ al mese per 1.000 indirizzi. Alle Organizzazioni senza scopo di lucro però si applica uno sconto del 50%.

Per aumentare la visibilità e la diffusione della campagna di Email Marketing, suggeriamo infine di inserire le icone social per renderne possibile ai destinatari la condivisione.

 

Vanessa Doddi

PHI Foundation

Solidarietà sotto l’albero: la raccolta fondi a Natale

A Natale, si sa, siamo tutti più buoni. La maggior propensione a donare in questo periodo è confermata anche dalle statistiche che ci dicono che il 30% della raccolta fondi avviene in questo periodo (Fonte: digital giving index, 2014). Avete già iniziato a pensare cosa farete per la vostra raccolta fondi natalizia? Immagino di sì, anzi sarete sicuramente in pieno fermento da diffusione delle vostre iniziative. Nel periodo che precede il Natale le iniziative si moltiplicano e le campagne attivate dalle varie associazioni sono veramente migliaia: mailing, gadgets solidali, prodotti del mercato equo solidale o provenienti dai progetti delle associazioni, servizi impacchettamento presso negozi e centri commerciali, aperitivi e cene, panettoni e molto altro ancora.

Le grandi associazioni strutturate iniziano ad organizzarsi con le campagne molto prima del Natale: accordi con centri commerciali o grandi catene di distribuzione per garantire il servizio di confezionamento dei regali, ricerca dei responsabili dei diversi progetti, mailing alle aziende per la promozione di biglietti e prodotti per dipendenti e clienti. Una delle prime campagne avviate è stata quella proposta da Unicef Italia, che ha iniziato a proporre regali solidali; molto originale è anche la campagna proposta da Oxfam de Gli spacchettati, che propone questi “spacchettati” non solo per l’occasione natalizia. Queste iniziative oltre che essere opportunità di raccolta fondi, offrono un servizio a catene e negozi, ne migliorano l’immagine e sono opportunità di lavoro per giovani e non solo.

E le piccole associazioni? Anche loro hanno certamente le loro carte da giocare. Se non possono competere con i grandi in quanto a numeri, capacità organizzativa e copertura del territorio nazionale, hanno sicuramente altri punti a loro favore. La presenza sul territorio è vero, è meno estesa, ma solitamente sono più radicate e vicine ai donatori della loro zona. La conoscenza personale, la presenza radicata sul territorio e la conoscenze personale della comunità sono tutti punti a proprio vantaggio da poter sfruttare. Diventa importante, ad esempio, il contatto con l’azienda locale alla quale possiamo proporre idee per Natale per i propri dipendenti o con la quale possiamo avviare collaborazione: possiamo proporre pacchi solidali a km 0 che valorizzino le aziende del territorio e sostengano progetti. Quando si è così radicati nella comunità i volontari possono assumere un ruolo ancora più centrale, diventando soggetti attivi per la promozione e la diffusione di queste iniziative. Conoscete un bravo artista? Avete dei lavori fatti assieme ai ragazzi delle scuole con cui collaborate? Perché non valorizzarli creando un biglietto di auguri originale?

Insomma questo può essere un periodo d’oro per la raccolta fondi della vostra associazione. Date libero sfogo alla vostra fantasia, un’iniziativa originale potrebbe essere un buon modo per distinguersi nella massa. L’importante è pianificare con precisione le diverse fasi della campagna, cercando di capire quali sono i canali più adatti alla diffusione, il tema su cui puntare e come comunicarlo e promuoverlo, il budget da destinare a questa raccolta fondi e ringraziare i donatori.

 

Sara Quaglia

PHI Foundation

Come realizzare un evento per la raccolta fondi

Siete pronti per organizzare il vostro evento?

Non è così semplice organizzare un evento per la raccolta fondi. Il meccanismo è complesso ed il successo dipende da numerosi fattori.

Cresce l’interesse da parte delle organizzazioni no profit verso la realizzazione di eventi perché permettono, non solo di raccogliere fondi, ma danno la possibilità di far conoscere la propria organizzazione all’esterno, raggiungendo quella fascia di popolazione che non segue particolarmente il settore no profit, oltre ad aprire  nuovi canali verso potenziali donatori o potenziali volontari.

Alcune organizzazioni no profit organizzano eventi esclusivamente per reclutare nuovi volontari.

La donazione nasce da un’emozione, anche l’evento deve essere emozionale.

Ma come si realizza un evento? E’ necessario avere ben chiare 4 fasi.

Fase creativa

Consiste nello scegliere l’evento e la motivazione: occorre stabilire la location, mettere nero su bianco le idee generali e soprattutto fissare l’obiettivo da raggiungere.

Fase progettuale

Valutare attentamente le risorse a disposizione con il dettaglio delle attività, definire le tempistiche ed infine trovare le risorse economiche.

Fase operativa

A questo punto si mette in pratica tutto ciò che è stato deciso, monitorando ogni singola attività per la realizzazione dell’obiettivo.

Fase conclusiva

Ci siamo! E’ la fase da cui emergerà la riuscita o meno dell’evento. Stiamo parlando di valutazione e rendiconto finale. Si analizzano i risultati ottenuti, il raggiungimento o meno dell’obiettivo, l’impatto generato dalla comunicazione dell’evento.

Non dimentichiamoci di comunicare il report conclusivo, tra l’altro si può approfittare della rassegna stampa per promuovere un evento futuro.

Perché è così importante? Per la credibilità!

Credibilità dell’organizzazione – del progetto – della nostra Mission.

Sono le basi per una buona organizzazione no profit.

3, 2, 1 missile

 

 

Guide online

 

Linee Guida per la realizzazione di Eventi Sostenibili

Raccolta fondi Attraverso gli Eventi Pag. 40 – 46  (Agenzia per il terzo settore)

 

PHI Foundation

Manuela Mussa

Donation

Donation: #PHI Foundation

Una figura di fondamentale importanza nel progetto della Social Innovation è quella dei Donatori e Sostenitori, ai quali è data una specifica visibilità e una pubblica gratificazione, permettendo loro anche di pubblicare nel portale (in area a loro dedicata) le loro idee, le sensazioni, le esperienze nel terzo settore, e magari i suggerimenti e i consigli per la nostra attività.

Inoltre riceveranno inviti di partecipazione ai “Donation Day Party” locali e nazionali, organizzati dalle ONP con il supporto della PHI Foundation.

Donatori e Sostenitori nella Social Innovation, non sono dei “benefattori” che elargiscono fondi e denari per questo o quel progetto, ma sono dei soggetti direttamente coinvolti nei progetti ai quali aderiscono, non solo sotto forma economica ma anche di partecipazione diretta e integrata.

Sostenitori possono divenire redattori nelle pagine news di PHI Foundation, dove è attivo il tasto di condivisione tra il profilo dell’utente e la bacheca del portale così da poter pubblicare le loro storie, testi, immagini e video direttamente.

IL NOSTRO SOGNO È MIGLIORARE LA SOCIETÀ
LA NOSTRA MISSION È FARLO ATTRAVERSO LA SOCIAL INNOVATION.

Sebastiano De Falco

Phi Foundation

ONP

ONP: #PHI Foundation

Registrandosi nella Community di PHI Foundation le ONP avranno la possibilità di godere della visibilità che la piattaforma garantirà loro.

Inoltre tramite una rete di collegamenti tra PHI Foundation e alcune cooperazioni specializzate, le ONP potranno presentare domanda per accedere a finanziamenti pubblici o privati in forma “gratuita”.
Le ONP, potranno inviare le loro idee e progetti di raccolta fondi a PHI Foundation, affinché il gruppo “Fundraisers” ne valuti la concreta fattibilità.

Se il progetto dovesse essere approvato, si studierebbe insieme il modus operandi al fine di promuovere una campagna di Crowdfunding o di seguire altre strade per raccogliere risorse utili a finanziare il progetto.
Infine sul profilo dell’ONP registrata sarà possibile attivare il tasto “Dona” per ricevere direttamente fondi e contributi da parte di Donatori e Sostenitori.
Per qualsiasi ulteriore informazione potete contattare PHI Foundation nell’apposita sezione Contatti

IL NOSTRO SOGNO È MIGLIORARE LA SOCIETÀ
LA NOSTRA MISSION È FARLO ATTRAVERSO LA SOCIAL INNOVATION.

Sebastiano De Falco

Phi Foundation

Cosa fa PHI Foundation?

IL NOSTRO SOGNO È MIGLIORARE LA SOCIETÀ
LA NOSTRA MISSION È FARLO ATTRAVERSO LA SOCIAL INNOVATION.

PHI Foundation ha come obiettivo quello di costruire una Social Community dove Volontari, ONP e Donatori possano incontrarsi e realizzare dei progetti insieme.

A chi s’iscrive alla Community è data visibilità attraverso la creazione del profilo pubblico, che gli permetterà di entrare in contatto con tutti gli iscritti Volontari o ONP. Inoltre saranno creati i presupposti per ottenere l’appoggio economico da parte di Donatori e Sostenitori attraverso campagne di Fundraising gestite e pianificate da PHI Foundation su commissione delle ONP registrate.

PHI Foundation ha anche istituito un’Academy con il compito di formare e preparare al ruolo di Content Editor chiunque volesse intraprendere questa professione.

Per i dettagli e gli approfondimenti si consiglia di consultare la sezione PHI Academy o entra anche tu a far parte del mondo PHI Foundation.

Sebastiano De Falco

Phi Foundation

Bilancio sociale delle ONP

Il Bilancio sociale delle ONP

Il Bilancio sociale per le associazioni non profit è un documento con il quale il soggetto comunica periodicamente i risultati della sua attività, non solo dal punto di vista economico e contabile, ma dell’intero contesto delle attività e dei progetti promossi sul territorio.

Le linee guida per la redazione del Bilancio sociale sono state emanate nel 2010 dall’Agenzia per le Onlus. Questa, oggi conosciuta come Agenzia per il terzo settore, era un organismo governativo attivo tra il 200 e il 2012, quando le sue funzioni sono state trasferite al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Le linee guida emanate sostengono che il bilancio sociale è indispensabili per promuovere la crescita culturale e strutturale del terzo settore.

Cos’è il Bilancio sociale

Il Bilancio sociale è uno strumento che permette alle associazioni del terzo settore di rendicontare la responsabilità, i risultati sociali, ambientali ed economici delle attività messe in atto durante il periodo di valutazione. Ha lo scopo di essere divulgato presso tutti gli stakeholders e i portatori di interesse in genere, comunicando un’informativa che non sarebbe altrimenti possibile riscontrabile nel normale bilancio economico di esercizio. Come modello per la stesura delle Linee Guida sono state scelte le Linee proposte dalla GRI – Global Reporting Initiative – nella versione del 2006, con alcune modifiche dettate dalla specificità del settore non profit.   Oltre a questo documento è stato preso in considerazione anche il modello più diffuso in ambito nazionale, “Principi di redazione del Bilancio Sociale” del Gruppo di Studio per il Bilancio Sociale – GBS. Il GBS nasce nel 1997 in occasione di un evento sulla Responsabilità sociale d’impresa. Nel 1998 si riunisce in forma di Gruppo di Studio per la statuizione dei Principi di redazione del Bilancio Sociale, con 32 membri partecipanti, rappresentanti di 13 Università italiane, degli Ordini dei Dottori Commercialisti e dei Ragionieri, di alcune Società di Revisione e di membri esperti.

Bilancio sociale delle ONP

Motivazioni alla base del Bilancio Sociale

Sempre più si riscontra il bisogno di riconoscere una dimensione sociale e ambientale delle aziende che operano sul territorio. La consapevolezza di questo ruolo in campo sociale e ambientale ha prodotto un interesse verso la comunicazione sociale degli attori, non tanto in termini numerici e finanziari quanto piuttosto di concreti risultati ottenuti attraverso determinate azioni. Tale interesse non nasce soltanto in chi ha un diretto interesse a interagisce con l’azienda; è un interesse collettivo al quale le aziende, tutte, devono rispondere con una comunicazione ampia e diffusa che possa soddisfare la curiosità dei risultati gestionali ma anche gli effetti sociali e ambientali di questa attività.

Questo discorso vale a maggior ragione per le realtà del mondo non profit, che se da una parte devono rendicontare il denaro utilizzato per le attività svolte a favore della comunità, dall’altro devono anche rendere la collettività edotta delle loro azioni. Sia per motivi di trasparenza, sia per fidelizzare i donatori e coinvolgere la società nei loro progetti, facendola sentire parte del bene comune profuso.

Caratteristiche

Il Gruppo di Studio per la Redazione del Bilancio Sociale ha elencato alcuni punti sui quali deve basarsi un buon Bilancio. Vediamoli insieme.

Innanzitutto Bilancio Sociale è un’espressione che comprende anche dati quantitativi di derivazione contabile e soprattutto è un documento integrativo di comunicazione e valutazione sociale. È fondamentale che venga steso dall’ente non profit, così come dalle aziende, e sia rivolto ad un pubblico ampio: non solo gli stakeholders, ma la collettività intera. Può essere redatto in forma libera, in base ad alcuni criteri uniformi predefiniti dalle Linee Guida di cui sopra, e deve corrispondere all’intero anno di esercizio sociale. Soprattutto deve essere redatto in maniera autonoma e distinta rispetto al bilancio d’esercizio.

Le notizie di cui deve riportare informazioni utili un Bilancio Sociale sono:

  • assetto istituzionale;
  • valori di riferimento;
  • collegamenti tra valori dichiarati, politiche e scelte compiute;
  • processo seguito per la sua formazione.

Il Bilancio Sociale deve essere redatto tenendo conto di alcuni principi fondamentali, che dovrebbero poi essere alla base della stessa realtà non profit cui si riferisce. Tali principi sono quelli di responsabilità, inclusione, coerenza, trasparenza, neutralità, prudenza, utilità, significatività e rilevanza, verificabilità dell’informazione, comparabilità, periodicità, comprensibilità.

Bilancio sociale delle ONP

Un Bilancio sociale, quindi, è la carta d’identità di una realtà del non profit.

Un documento grazie al quale l’associazione potrà continuare a godere dell’interesse dei suoi sostenitori e trovarne di nuovi, nell’ottica della fidelizzazione del donatore. Il tutto attraverso una comunicazione chiara, trasparente e rivolta alla collettività intera sui risultati e sull’impatto sociale delle attività portate avanti.

Jenny Rizzo

Phi Foundation