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TOSCANA: SCUOLA GRATUITA PER GLI ARTIGIANI

In toscana nasce la scuola gratuita per gli artigiani affinchè le antiche arti e mestieri non vengano dimenticate, ma anche nel rispetto dei nuovi concetti rappresentati dalla Social Innovation

 

Da tempo il gruppo francese Lvmh, il più grande al mondo nel settore del lusso, sollecitava la Regione Toscana a seguire le orme della Regione Piemonte, con la quale ha stretto accordi per il finanziamento di corsi di formazione (nei mestieri orafi) attraverso fondi europei.

La sollecitazione era tanto più forte, in quanto in Toscana Lvmh possiede la sua più ampia base produttiva italiana, concentrata nella pelletteria, con fabbriche di borse Fendi, Bulgari, Céline, Dior, Louis Vuitton e produzioni Loro Piana ed Emilio Pucci, tutti marchi storici del made in Italy in portafoglio a Lvmh.

In Toscana ora il traguardo viene centrato, non solo nella Social Innovation ma anche con l’avvio del corso per addetto ai prototipi di pelletteria, realizzato da Lvmh in collaborazione con la scuola fiorentina Polimoda (Toscana) e finanziato dalla Regione con fondi europei (attraverso il Por-Fse). Il corso è gratuito ed è stato inaugurato ieri dai vertici del gruppo francese, tra i quali il direttore generale Toni Belloni, e segna il debutto in Italia dell’Istituto dei Mestieri d’eccellenza (Ime) Lvmh, che ha sede in Palazzo Pucci a Firenze.

L’Istituto è operativo da tre anni in Francia e Svizzera, dove ha formato 300 giovani. In Italia l’Ime svilupperà un programma di formazione modellato sulle esigenze delle aziende tricolori del gruppo Lvmh, che – oltre al corso sulla pelletteria a Firenze (per 12 giovani) e a quello sulle lavorazioni orafe al banco a Valenza (per 13 giovani), fatto in collaborazione con For.al – contemplerà presto percorsi formativi in Veneto nel campo della vendita e delle calzature. L’obiettivo dichiarato da Ime è formare gli artigiani del futuro per tramandare il savoir faire nell’universo del lusso, allargando al contempo le opportunità occupazionali dei giovani.

La particolarità della Social Innovation dei corsi in Toscana è l’alternanza tra lezioni teoriche e pratiche unita all’insegnamento delle lingue (inglese e francese) e agli incontri definiti Master class con i professionisti delle maison del gruppo. Alla fine del percorso i giovani avranno la qualifica professionale riconosciuta dalla Regione Toscana e il certificato d’eccellenza dell’Ime Lvmh.

Con la nascita di Ime Italia, Lvmh istituzionalizza dunque la social Innovation e la formazione fatta “in casa”, costruita su misura delle proprie esigenze, dopo l’uscita dalla compagine societaria dell’Alta scuola di pelletteria di Scandicci.

La strada, imboccata anche da altri grandi marchi come Kering (che controlla Gucci) e Prada (che in Toscana stanno dando vita a proprie Academy), si lega alla politica di internalizzazione delle produzioni, avviata ormai da tempo dai brand per controllare qualità e tempi della filiera, e al boom della pelletteria, che solo in Toscana nei prossimi due anni stima una necessità di manodopera di duemila addetti.

 

PHI FOUNDATION SOCIAL INNOVATION COMMUNITY

 

PHI FOUNDATION ACADEMY

 

Sebastiano de Falco

PHI Foundation

UNA FAMIGLIA SPECIALE

Oggi vi voglio parlare di Amlib .

Questa comunità mi ha colpito in modo particolare per il suo impegno nell’ accogliere bambini in difficoltà, che non hanno più nessuno e hanno bisogno di una famiglia.

La cosa che mi ha stupito di più, però è stata che l’accoglienza non si è limitata solo ai bambini, ma ha coinvolto anche genitori allo sbando, in cerca di un riscatto e di una famiglia, adolescenti soli e ragazzi emigrati senza più nessuno, che all’interno della comunità trovano un punto di riferimento.  Adulti, persone che hanno voglia di occuparsi di loro, che hanno il desiderio di ascoltarli, di abbracciarli, di accudirli.

Questi valori sono trasmessi con l’esempio.

L’adulto insegna e impara così come il bambino. Gli adolescenti accudiscono i più piccoli, ma hanno sempre il supporto dell’adulto.

Sono accolte anche intere famiglie che si trovano in gravi difficoltà socio-economiche ed è bellissimo vedere come tutti si aiutano, partecipano alla vita degli altri sostenendoli e incoraggiandoli ad aprirsi al futuro.

La comunità è nata a Firenze da Don Matteo Galloni, suo fondatore e da Francesca Termanini che fin dal 1988 hanno provveduto a colmare la solitudine dei piccoli ma anche dei grandi, accogliendoli in una meravigliosa famiglia.

La Comunità, in Italia, ha una proprietà vicino a Firenze, in cui si trovano una Casa Madre e delle casette per l’accoglienza. Ogni bambino ospitato ha una cameretta che condivide con un altro e che insieme personalizzano secondo il loro gusto. Molto diverso e distinto dal classico orfanotrofio. Ognuno può esprimere la propria identità e personalità, viene accettato e supportato. I bambini non aspettano di essere adottati, vivono già in famiglia, con persone sulle quali possono contare e fare affidamento per costruire il loro futuro.

Oltre che in Italia la Comunità opera in Africa, in Congo, dove accoglie i bambini rimasti senza famiglia, gli ex-bambini soldato con case famiglie e progetti educativi per portarli non solo fino alla maggiore età, ma fino all’autonomia, fino a quando non si formano una propria famiglia, rimanendo loro sempre quella di “origine”, un punto di riferimento e di valori.

La solidarietà, l’aiuto reciproco, l’occuparsi gli uni degli altri sono valori che nella nostra società vanno sempre più affievolendosi.

Vedere, percepire il potere dell’accoglienza emanare da questa comunità è qualcosa che colpisce, che ti fa pensare.

L’individualismo, l’apparire, il primeggiare perdono di significato davanti all’amore e alla libertà che ti da una famiglia, qualsiasi essa sia.

 

Laura Giacometti

PHI Foundation