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I regali solidali della Associazione Luisa Berardi Onlus

Una scelta consapevole può aiutare a migliorare la società in cui viviamo. Per i tuoi regali solidali di Natale, personali o aziendali, sfoglia il catalogo della Associazione Luisa Berardi Onlus, troverai tanti prodotti di ottima qualità e nello stesso tempo potrai contribuire ad aiutare i bambini, i ragazzi e le mamme in difficoltà dei quartieri ALER Molise-Calvairate di Milano.

La Associazione Luisa Berardi nasce da un’idea della sua fondatrice, assistente sociale prematuramente scomparsa, alla cui memoria è stata intitolata l’Associazione, per ricordare il suo impegno professionale e umano a favore dei giovani. Dal 1995 l’Associazione opera nel cuore del territorio, offrendo risposte concrete al rischio di marginalità ed esclusione dei più deboli, con interventi a sostegno dei percorsi scolastici e dell’integrazione.

Nella sua sede, situata nel cortile di una grande casa popolare, si organizzano attività gratuite di doposcuola per le medie e le superiori, corsi di italiano per ragazzi e donne straniere, laboratori espressivi, momenti di gioco mamma e bambini 0-5anni, incontri di formazione, consulenza e orientamento e tanto altro ancora, con l’obiettivo di contribuire ad offrire pari opportunità a chi vive in condizioni di disagio abitativo, economico e sociale.

I progetti della Associazione Luisa Berardi sono molteplici e coinvolgono sia professionisti che volontari qualificati. Per raccogliere i fondi necessari a realizzarli, si organizzano tutti gli anni dei mercatini di Natale, dove potete trovare un’ampia scelta di ottimi prodotti gastronomici come il Miele della Premiata Agricoltura Nomade e Alpina o il panettone artigianale di alta pasticceria, il miele di un’antica apicultura, prelibatezze di cioccolato….E non solo prodotti alimentari, anche piccoli gioielli esclusivi in argento 925/°°, addobbi natalizi e tante altre interessanti idee per dei regali solidali.

 In questo mese la Associazione Luisa Berardi sarà presente con i suoi mercatini di Natale, presso lArchivio Showroom in via Morosini 27A (21–23 novembre) e la Parrocchia S. Pio V in via Lattanzio 60 (25-26 novembre).

Per dicembre le location sono ancora in definizione e si cercano negozi, locali o aziende disposti ad ospitarli. Chi fosse disponibile a offrire il proprio spazio, può mettersi in contatto con l’associazione via email alb@luisaberardi.org o telefonicamente al 328 6241767.

Gli stessi recapiti sono disponibili anche per chi fosse interessato ad ordinare i prodotti illustrati sul catalogo, come le apprezzatissime confezioni gastronomiche, ideali sia per regali solidali aziendali che personali. Nel prezzo indicato sono compresi imballo e consegna.

Dal oltre vent’anni la Associazione Luisa Berardi Onlus è un punto di riferimento per le famiglie italiane e straniere dei quartieri ALER Molise-Calvairate. Tanto è stato fatto, tanto c’è da fare e i volontari sono sempre ben accetti.

In questo momento servono soprattutto volontari per il doposcuola medie e persone disponibili ad accompagnare i bambini nelle visite alla città. Per chi non si può muovere mai dal quartiere, anche un viaggio in tram può essere un’esperienza indimenticabile.

Ulteriori informazioni sulla Associazione Luisa Berardi Onlus, sulle sue attività e sui suoi regali solidali si possono trovare sul sito www.luisaberardi.org .

 

Laura Giacometti

PHI Foundation

HIHERE APP, QUANDO L’APP E’ SOCIALE

L’uso di app negli ultimi anni ha decisamente rivoluzionato la nostra vita ed il nostro modo di approcciarci alla vita quotidiana: giochi, lettura quotidiani, navigatori, musica, comunicazione, acquisti online e anche nel settore sociale. Un esempio per quanto riguarda quest’ultimo aspetto ci viene da HiHERE app disponibile da pochi giorni e che si propone di abbattere le barriere e costruire legami sociali tra i migranti e le comunità di accoglienza. Un’app che quindi vuole affrontare in modo moderno ed innovativo uno dei temi sicuramente più attuali degli ultimi mesi. Ma di cosa si occupa quest’app e perché è così innovativa?

L’obiettivo dell’app come è stato detto è quello di favorire l’integrazione, questo viene fatto permettendo ai richiedenti asilo di registrarsi, inserire i propri dati e una mappa del percorso fatto, riconnettersi con familiari, amici e connazionali; da parte loro le associazioni e i centri d’accoglienza possono inserire a loro volta eventi ed iniziative, in questo modo le persone possono eludere l’isolamento ricostruendo i legami sociali. Potenzialmente ognuno di noi potrebbe scaricare l’app ed avere un profilo, mettendosi a disposizione per aiutare queste persone, ognuno secondo le sue possibilità.

L’app è nata dal basso, in risposta ad esigenze e bisogni concreti espresse dagli stessi migranti ed emersi nel corso della ricerca che ha poi portato allo sviluppo della stessa.

HIHERE app è gestita da Lapis, un’associazione di promozione sociale nata nel 2016 con l’obiettivo di supportare persone e popolazioni in condizioni di disagio e precarietà abitativa a causa di migrazioni, catastrofi naturali o situazioni informali. Le attività dell’associazione vogliono aiutare queste persone a ricostruire legami sociali favorendo l’integrazione sul territorio, inteso non solo come spazio fisico.

Per garantire l’accesso gratuito all’app Lapis sta portando avanti alcune campagne di raccolta fondi, è da poco terminata la campagna natalizia ed ora l’associazione è alla ricerca di runner che corrano la maratona di Roma del 2 aprile in favore di Lapis e a sostegno dell’app.

Con HIHERE app la tecnologia e innovazione possono quindi non solo coniugarsi con il sociale ma esserne al servizio, aiutando le associazioni nel raggiungimento dei loro obiettivi ed essere un vero strumento di cambiamento a disposizione di tutti.

 

PHI Foundation è un’associazione che si occupa di sostenere ed aiutare tutti gli operatori che si muovono nell’ambito del Terzo Settore, attraverso l’informazione e la promozione di raccolte fondi.

Se vuoi aiutarci in questo compito, sostienici attraverso un contributo cliccando su questo link

 

Sara Quaglia

PHI Foundation

#FUNDRAISING: ISOLA CHE C’E……SEMPRE

L’Isola che c’è, una realtà che quotidianamente svolge attività a sostenimento, un’Associazione di volontariato nata nel 2001, su iniziativa dei genitori di ragazzi disabili preoccupati nel procurare ai propri figli un percorso nella vita che non contemplasse soltanto l’istruzione e gli aspetti medico-riabilitativi.

La Mission è di “realizzare luoghi e progetti in cui l’Integrazione vuol dire inclusione ma non assimilazione, in cui si può far parte di una comunità dove essere tutti uguali e tutti diversi”.

 

Di seguito il link ad una breve intervista dal vivo:

 

https://www.facebook.com/RadioRadioByNightRoma/videos/1212095062178464/

 

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Sebastiano de Falco

PHI Foundation

Solo l’arte e Annie Leibovitz ci possono salvare

Solo l’arte è in grado di creare unione tra culture e non divisione, dialogo e non chiusura, ponti e non muri, Annie Leibovitz ce lo insegna.

Infatti mentre, da una parte, temiamo l’arrivo dei migranti permettendo che perdano la vita in mare, dall’altra, persone di origine multietnica diventano preziose guide del nostro patrimonio storico-artistico.

È quello che è accaduto dal 15 al 29 settembre nella sede dell’ex Fabbrica Orobia di Milano in occasione della mostra Women: New Portraits di Annie Leibovitz. Otto donne, Geanina, Lilly, Miriam, Sara, Bahija, Adjia, Esmeralda, Nadia, provenienti da differenti esperienze di migrazione, hanno rivestito il ruolo di vere e proprie mediatrici culturali e hanno illustrato l’intera collezione raccontando al pubblico narrazioni del loro vissuto.

L’arte in questo modo è divenuta storytelling creativo creando connessione sociale tra persone e culture differenti. L’iniziativa è stata realizzata dall’Connecting Cultures con la collaborazione di Comunità Nuova Onlus per far conoscere gratuitamente al pubblico, tramite il racconto di speciali guide, una selezione delle nuove fotografie di Annie Leibovitz che ritraggono artiste, musiciste, amministratrici delegate, scrittrici e filantrope che hanno conseguito nella loro vita risultati eccezionali.

Riscoprire l’arte italiana con gli occhi e la sensibilità di giovani di altre culture ha offerto una nuova chiave di lettura al confronto con il diverso creando una magica empatia con un universo di riferimento “altro”. 

Comunità Nuova Onlus ha già sperimentato questa originale modalità di fruizione dell’arte lo scorso anno con la collaborazione della UBS Art Collection, che si avvale della partnership con enti e istituzioni per realizzare progetti concreti ad alta finalità di inclusione sociale. Uno di questi è stata la mostra Don’t Shoot the Painter esposta nelle splendide sale della GAM di Milano. 

Anche in questa occasione, come per la mostra Annie Leibovitz, voci di giovani di diversa provenienza hanno descritto i capolavori della UBS Art Collection facendo conoscere per la prima volta al pubblico italiano 91 artisti internazionali. Carmen, Daniela, Darius, Elvis, Fatima, Geanina, Lilly, Miriam, Sara, Zhaid hanno raccontato attraverso le proprie culture un inedito viaggio nell’arte contemporanea, dagli anni Sessanta ad oggi, collegandolo ai propri ricordi e alle proprie esperienze di vita.

Quando il racconto non è più quello della mostra e dei suoi quadri, ma diventa la storia, i ricordi e le emozioni di una pluralità di linguaggi, non c’è più nero e bianco, ricco e povero, sud e nord, ma solo coinvolgimento emotivo. 

D’altra parte l’arte nei secoli ha sempre dimostrato di essere comunicazione attiva in grado di arrivare laddove la politica non arriva perché parla ai cuori e non alle menti. E quando popoli diversi si parlano attraverso le proprie storie ed emozioni, allora non c’è più “contaminazione” ma vera integrazione.

Abbiamo vinto tutti.

 

Vanessa Doddi

PHI Foundation

Lampedusa: l’isola che non c’è

Lampedusa: Per alcuni, come me e te, è uno dei luoghi più ameni d’Italia, ricco di vegetazione e immerso nel mare cristallino… per altri, invece, è “l’Isola che non c’è”, quella cioè che non si riesce a raggiungere perché si perde la vita in mare prima di potervi approdare. Infatti, secondo i dati dell’Unhcr, solo quest’anno, le vittime dei naufragi sono di oltre 2.500.

Lampedusa è tra le rotte migratorie scelte per raggiungere l’Europa da rifugiati e richiedenti asilo provenienti da vari paesi come Siria, Afghanistan e Africa Sub-sahariana. Sono persone disposte a mettere a rischio tutto, persino la propria vita, pur di fuggire dai conflitti armati, dai genocidi, dalle carestie o da altre calamità naturali che affliggono le proprie nazioni.

Mentre nel mondo i conflitti si moltiplicano, cosa fa l’Unione Europea di fronte a questa situazione?

Da una parte c’è l’Italia, rimasta da sola a soccorrere i sopravvissuti nelle acque che circondano Lampedusa, dall’altra ci sono stati come Austria, Ungheria e Regno Unito che, ai propri confini, introducono barriere e controlli per frenare l’entrata dei profughi, lasciando che il mare sia l’unica soluzione per raggiungere il continente e chiedere protezione internazionale.

Menomale però che ci sono più di 200 studenti provenienti dalle scuole superiori di tutta Europa a ricordarci che i diritti umani sono da tutelare, sempre. Grazie al progetto “L’Europa inizia a Lampedusa” questi ragazzi si sono incontrati a Lampedusa, dal 30 settembre al 3 ottobre, per commemorare con workshop, seminari e laboratori i 368 migranti che il 3 ottobre 2013 morirono a largo dell’isola.

Hanno trascorso insieme quattro giornate di scambio interculturale sui temi dell’integrazione e della solidarietà, principi fondamentali e che, non a caso, hanno ispirato la nascita dell’Unione Europea.

In seguito a questa iniziativa, il “Comitato 3 Ottobre”, Onlus nata per istituire il 3 ottobre proprio come data simbolica della “Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione“, inaugurerà in accordo con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, una “Sezione Giovani” all’interno del Museo della Fiducia e del Dialogo di Lampedusa. Tale spazio sarà dedicato alle opere più belle che i ragazzi realizzeranno durante l’anno scolastico venturo e che saranno scelte tra quelle che sapranno meglio esprimere i valori di dialogo, fiducia e integrazione.

L’incontro degli studenti europei è stata un’importante occasione di crescita per ricordare la strage di tante vite umane affogate tre anni fa nelle acque del Mediterraneo, ma soprattutto ha trasformato Lampedusa in un’ “isola che c’è” per tutti coloro che credono nella fratellanza e nella convivenza tra popoli.

 

PHI Foundation

Vanessa Doddi