Articoli

L’Associazione Blimunde e la Giornata sulla violenza contro le donne

Cernusco è donna, uno sportello per promuovere rispetto e parità

 L’Associazione Blimunde – Sguardi di donne su salute e medicina

L’associazione Blimunde è un’associazione socio-culturale senza scopo di lucro, costituitasi nel 2008, che fa riferimento all’esperienza maturata negli studi e nelle pratiche di genere, mirando alla decostruzione degli stereotipi, in particolare quelli di genere, per promuovere immagini di condivisione, rispetto e riconoscimento delle diverse identità.

Tra gli obiettivi dell’Associazione vi è anche quello di incrociare gli sguardi di genere nella prospettiva di costruire consapevolezze che promuovano immagini positive delle diverse identità.

L’associazione Blimunde fa parte del Municipio 3 di Milano e dal 2009 è iscritta all’Albo Regionale delle Associazioni e dei Movimenti per le Pari Opportunità.

Le principali attività dell’Associazione riguardano la ricerca socio-antropologica, la formazione (adulti e minori), le azioni di segretariato sociale (sportelli sul territorio) e realizzazione di seminari e convegni tematici (convegni, workshop, campagne, gestione di blog).

Blimunde e Cernusco è donna

L’impegno dell’associazione si svolge in particolare nel territorio di Cernusco sul Naviglio, di cui anima il blog Cernuscodonna.it e gestisce lo sportello donna comunale che, dal 2009, offre consulenza psicologica e legale gratuita a tutte le donne che lo richiedano.  Nel 2014 l’associazione ha costituito la Rete territoriale cittadina per il contrasto alla violenza contro le donne (Cernusco sul Naviglio).  Nel 2017 la rete si è allargata a territori più ampli e si è costituita come  “RETE TERRITORIALE INTERISTITUZIONALE ADDA MARTESANA PER LA PROMOZIONE DI STRATEGIE CONDIVISE A CONTRASTO DEL FENOMENO DELLA VIOLENZA NEI CONFRONTI DELLE DONNE”.

Presentazione del progetto e dello Sportello Donna

Il 25 novembre è la Giornata internazionale contro la violenza sulla donna e Cernusco sul Naviglio non starà a guardare. Le celebrazioni si svolgeranno dalle 17 presso la Casa delle Arti di via De Gasperi 5.

Saranno presenti il sindaco Ermanno Zucchetti e l’assessore alle Pari opportunità Luciana Gomez, la dirigente ai Servizi sociali Giustina Raciti, Lorena Trabattoni (responsabile Piano di zona distretto di Melzo), oltre ai rappresentanti delle associazioni Blimunde e Padri Somaschi.

Durante la giornata verrà anche presentato lo Sportello Donna, un realtà che da anni assiste tutte le donne del territorio in difficoltà, e il blog “CernuscoDonna.it” e il Centro Antiviolenza. Ci sarà poi spazio per l’arte e la musica: Cinzia Spanò reciterà pezzi di Concita De Gregorio accompagnata dalla musica di Barbara Cavaleri interpretata da Anais Ginori.

Questa sarà la prima iniziativa del progetto “Libera tutt*” finanziato dal bando Progettare la parità in Lombardia 2018 di cui l’associazione Blimunde é capofila.

Per ulteriori informazioni si può consultare il sito web www.cernuscodonna.it o la pagina FB @Blimunde

 

Michela Carlevaro

PHI Foundation

LOMBARDIA: UNA MANO PER LA SCUOLA

LOMBARDIA: UNA MANO PER LA SCUOLA

 

LOMBARDIA: PHI Foundation con Istituto Italiano della Donazione e COOP Lombardia
insieme per il 6° anno consecutivo

Dal 6 al 9 settembre acquista nei negozi COOP Lombardia
prodotti per la scuola e donali a chi ne ha bisogno

Lombardia: Una mano per la scuola. Torna, dopo il successo delle ultime cinque edizioni, “UNA MANO PER LA SCUOLA”, il progetto che vede protagonisti PHI Foundation con Istituto Italiano della Donazione (IID) e COOP Lombardia, con l’obiettivo di aiutare concretamente le famiglie bisognose in Italia e all’estero, nel periodo critico quanto oneroso del ritorno sui banchi di scuola.

Coop Lombardia, attraverso Organizzazioni Non Profit selezionate, con questa iniziativa offre ai propri clienti e soci la possibilità di regalare prodotti di cancelleria ai bambini di famiglie in difficoltà. PHI Foundation con L’Istituto Italiano della Donazione, partner dell’iniziativa dal suo primo lancio, collabora quest’anno proponendo 12 associazioni facenti parte di IO DONO SICURO, unico database in Italia composto solo da Organizzazioni Non Profit verificate.

Le associazioni presidieranno i singoli punti vendita ed illustreranno i progetti ai quali verranno devoluti i prodotti scuola COOP. Nelle giornate del 6, 7, 8 e 9 settembre (domenica 9 settembre solo per i punti vendita di Coop Lombardia che osserveranno l’apertura domenicale)i clienti e i soci COOP troveranno all’interno dei punti vendita i volontari delle associazioni che distribuiranno ai clienti le shopper nelle quali riporre i prodotti donati che si potranno riconsegnare all’uscita.

Ogni cliente COOP potrà così “dare una mano” in modo semplice e concreto.

Hanno scelto di aderire all’edizione 2018 di “UNA MANO PER LA SCUOLA”: A Smile for Cambodia, Associazione Amerete, Associazione Quelli che la Braguti onlus, CESAR – Fondazione Mons. Cesare Mazzolari onlusFondazione Archè onlus, Fondazione per la Promozione Umana e la Salute – PROSA ONLUS, Gruppo ALEIMAR onlus, Koinè Cooperativa Sociale onlusInform-Azione Donna Bambini ancora onlus, Mani Tese ONG onlus, MLFM – Movimento per la Lotta contro la Fame nel Mondo e Project for People onlus.

Lo scorso anno 13 associazioni facenti parte di IO DONO SICURO hanno partecipato all’iniziativa raccogliendo materiali per un valore stimato di circa 56.000 Euro.

 

PHI FOUNDATION SOCIAL INNOVATION COMMUNITY

 

 

PHI Foundation

Alessandro Roma

L’ abuso sessuale oltre il silenzio e il senso di colpa

Per rompere il silenzio sull’ abuso sessuale ci vuole coraggio, questo è certo.

Eppure il coraggio non basta, lo sa bene Nina (Cristiana Capotondi), protagonista  di “Nome di Donna”, l’ultimo film di Marco Tullio Giordana significativamente distribuito nelle sale cinematografiche italiane a partire dall’8 marzo.

Giovane madre bisognosa di lavoro, Nina accetta un impiego come domestica in un centro per anziani facoltosi in un incantevole paesino della Lombardia. Qui dovrà affrontare, oltre alle molestie sessuali del direttore della struttura, il silenzio delle colleghe a loro volta vittime, ricattate sessualmente in cambio di favori e confrontarsi con la difficoltà operativa dei sindacati in un quadro economico e di potere fortemente sfavorevole.

In prima linea nell’affrontare la tematica e nel promuovere il film è l’Associazione Nazionale D.i.Re “Donne in Rete contro la violenza”, che raccoglie 80 Centri Antiviolenza su territorio nazionale con lo scopo di offrire un sostegno concreto alle donne vittime di abuso sessuale e violenze.

Come? Ad esempio promuovendo nelle sale cinematografiche la proiezione del film “Nome di donna”, accompagnandola di volta in volta con un dibattito che coinvolge regista, produttore e rappresentanti degli 80 centri locali impegnati nella diffusione della consapevolezza sulle realtà delle molestie sessuali sul luogo di lavoro.

Non solo, il 23 marzo D.i.Re  congiuntamente con Cgil, Cisl, Uil, Associazione Nazionale Volontarie del Telefono Rosa – onlus, Udi Nazionale, Pangea e Rete per la Parità, ha diffuso un comunicato volto a chiedere al Governo e al Parlamento di rendere immediatamente operativo il Piano Strategico per la lotta alle violenze maschili sulle donne, predisponendo e rendendo esigibili le risorse economiche per la sua attuazione. 

“Com’eri vestita?”

Se il silenzio attorno alle vicende di violenza sessuale può essere assordante, una domanda ancora troppo spesso rivolta alle vittime fa invece oltremodo rumore.

Chiedere “Com’eri vestita?” significa fare un’ulteriore violenza alla vittima, caricando sulle sue spalle, almeno in parte, la responsabilità dell’abuso subito, secondo quel vecchio stereotipo per cui assumendo un certo atteggiamento o indossando determinati abiti la vittima “se la vada in qualche modo a cercare”.

Questo è ciò su cui ci invita a riflettere Jen Brockman, direttore del Kuy’s Sexual Assault Prevention and Education Center e ideatore dell’esibizione “What were you wearing?” (Che cosa stavi indossando?), allestita presso l’Università del Kansas e a cui si ispira la mostra dallo stesso titolo, allestita a Milano fino al 21 marzo scorso grazie a Cerchi d’acqua di Milano, una delle 80 organizzazioni che fanno parte di D.i.Re.

Diciotto abiti, tra cui un paio di jeans, una maglietta gialla, un abitino rosso, una tuta e altrettanti brevi storie rilasciate dalle vittime di abuso sessuale. La vista di quegli abiti così comuni e mille volte indossati, le parole disarmanti al loro fianco rappresentano un pugno in faccia allo stereotipo, lo scagionamento effettivo della vittima da qualsiasi implicazione nella violenza subita.

      

Che si rompa allora il silenzio sull’ abuso sessuale con le parole giuste, al di là della vergogna, al di là del senso di colpa.

 

Floriana Avellino

PHI Foundation

Milano al centro: nasce il progetto MEET, il centro internazionale per la cultura digitale

Da un’idea della Fondazione Cariplo nasce nel capoluogo lombardo il progetto MEET, una costola dell’esistente progetto di Maria Grazia Mattei chiamato Meet the Media Guru.
E’ grazie alla Fondazione Cariplo, attiva da ben 26 anni nel supporto del terzo settore, che il progetto MEET può potenziarsi e può finalmente approdare nell’ex Spazio Oberdan di Milano, vinto con bando comunale dalla Fondazione per 8,5 milioni di euro e destinato integralmente alla causa, impostando così il capoluogo della regione Lombardia al centro della cultura digitale nell’epoca del 2.0 .

Uno spazio dove cultura, digitalizzazione e futuro s’incontrano

Digitalizzazione e cultura in un unico ed innovativo progetto tutto italiano.
Maria Grazia Mattei, di formazione umanista e da sempre affascinata al rapporto uomo-macchina, avanguardista e proiettata nel futuro in digitale, ha ben pensato di integrare nel progetto MEET la componente culturale e artistica che la contraddistingue, contrapponendo digitale e tecnologia con il suo opposto: arte e cultura.
Ma in cosa consiste il progetto? Quello di raccontare come la tecnologia abbia modificato ogni settore ed impegnare i giovani e non, a comprendere e padroneggiare il mercato di domani, che si serve della tecnologia e del digitale per essere altamente innovativa, presente e competitiva.

Il progetto Meet avrà 4 linee di intervento multidisciplinari: la content zone sarà un laboratorio creativo per format e prodotti multimediali, la research and innovation zone sarà un laboratorio che indagherà sull’impatto della cultura digitale sulla comunità, l’education zone tratterà corsi, workshop, ed infine la showcase zone riprenderà quanto già visto nel progetto di Meet the Media Guru ovvero progetterà e realizzerà eventi.

Le prossime iniziative del MEET

In attesa che l’ex Spazio Oberdan di Milano verrà inaugurato (si presume entro fine dell’anno), gli organizzatori del progetto MEET hanno già iniziato ad avviare iniziative e appuntamenti che riguardano temi come l’intelligenza artificiale, l’health innovation, la blockchain e l’innovazione tecnologica.
Ecco tutti gli appuntamenti:

È possibile iscriversi e partecipare agli incontri del progetto MEET visitando l’agenda digitale al link https://www.meetthemediaguru.org/it/agenda/.

Perché se il futuro è in digitale, formarsi non può che dare una spinta a tutti quei settori sofferenti.
Già da anni, si sta verificando un profondo cambiamento e restare indietro significa perdere opportunità, occorre invece una rivoluzione digitale ed apertura mentale per carpire ciò che le varie figure internazionali possono insegnare e cogliere ciò che il digitale stesso può prospettare, integrando e arricchendo realtà preesistenti per allineare la nazione ai già alti livelli internazionali.

 

Dalila Iannitto

PHI Foundation

Alleanza lombarda contro la povertà: è la Regione Lombardia la prima ad agire

È nata da pochi giorni in Lombardia l’Alleanza lombarda contro la povertà.

L’Alleanza lombarda contro la povertà continuerà a livello regionale l’intento già portato avanti dell’Alleanza contro la povertà in Italia, avviata nel 2013, la quale raggruppa un insieme di soggetti sociali che contribuiscono alla costruzione di adeguate politiche pubbliche contro la povertà assoluta in Italia.

Nel realizzare questo scopo, l’Alleanza porta avanti alcune attività:

  • svolge un lavoro di sensibilizzazione dell’opinione pubblica.
  • promuove un dibattito basato sull’evidenza empirica concernente gli interventi esistenti e quelli proposti.
  • si confronta con le forze politiche e con le istituzioni competenti (Governo, Parlamento, etc.), ed esercita pressione su di esse affinché compiano scelte favorevoli alla lotta contro la povertà.
  • ha elaborato una propria dettagliata proposta di riforma, per l’introduzione del Reddito d’Inclusione Sociale (Reis).” (Fonte: http://www.redditoinclusione.it/) 

La povertà in Italia 

Solo in Lombardia sono quasi 200mila le persone ridotte in povertà assoluta, un numero grandissimo che ci mette di fronte al dovere di agire.

Dal 1° dicembre 2017 già 20mila famiglie hanno presentato domanda per accedere al Rei, il Reddito di Inclusione, un metodo di contrasto alla povertà attraverso l’erogazione mensile di un beneficio economico e attraverso un progetto di reintegrazione sociale e lavorativa per superare lo stato di povertà. 

Le proposte dell’Alleanza lombarda contro la povertà 

A promuovere l’Alleanza lombarda contro la povertà diciassette soggetti tra cui movimenti, associazioni e realtà del terzo settore, ecco alcuni nomi: Acli Lombardia , ActionAid , Aggiornamenti Sociali Milano , Anci Lombardia , Azione cattolica italiana-Delegazione Lombardia , Delegazione Caritas Regione Lombardia .

L’Alleanza lombarda contro la povertà si dice già pronta ad agire e presenterà a breve alla Regione Lombardia quattro diverse proposte:

  1. Il coinvolgimento dell’Alleanza stessa, che riunisce in sé rappresentanti delle parti sociali e degli enti del terzo settore, nel processo di definizione del Piano regionale di contrasto alla povertà.
  2. Chiedere alla Regione Lombardia lo stanziamento di risorse dedicate, aggiuntive al finanziamento nazionale, per sostenere l’utilizzo del Reddito di inclusione.
  3. Un invito a tutti i soggetti coinvolti nell’iniziativa a realizzare un maggior coordinamento tra le politiche nazionali, regionali e locali per una reale integrazione e rafforzamento degli interventi tra le diverse aree del welfare, sociale, sanitaria e sociosanitaria, delle politiche abitative, del lavoro e formazione.
  4. Infine, promuovere una rete uniforme di punti di accesso al Rei e l’accompagnamento della persona e della famiglia attraverso nuove modalità di collaborazione e di cooperazione tra servizi sociali, enti pubblici e del non profit per favorire l’inclusione sociale, ad esempio attraverso il reinserimento lavorativo.

Con la nascita dell’Alleanza lombarda contro la povertà, la Lombardia si conferma come una delle poche regioni italiane che sentono la necessità di intervenire a sostegno delle famiglie più povere, ma, oltre questo lodevole obiettivo, l’Alleanza investirà a livello sociale e territoriale affinché l’iniziativa sia davvero innovativa e risolutiva.

 

Daniela Leone

PHI Foundation

Famiglie a geometria variabile: le famiglie monogenitoriali

In Italia oltre quattro milioni di famiglie sono composte da uno o più figli che vivono prevalentemente con uno dei due genitori, sono famiglie monogenitoriali, una realtà complessa e sempre più diffusa che non può essere ignorata.

UN VALIDO AIUTO

Smallfamilies è un’associazione di promozione sociale, costituitasi il 14 febbraio 2014, che attraverso un portale di eventi, a campagne di sensibilizzazione e ad una collana editoriale, è in prima linea sul fronte dell’impegno politico e sociale a favore delle famiglie monogenitoriali più esposte a condizioni di fragilità economica e relazionale.

Le sue basi si fondano già nel 2012, quando a Gisella, architetto, ricercatrice e madre single, viene l’idea, condivisa con altri due genitori single, Michele ed Erika, di creare un punto di riferimento per le famiglie monoparentali o come loro preferiscono chiamarle “smallfamilies”, “famiglie a geometria variabile”.

Insieme ad altri volontari, i tre promotori si documentano, prendono spunto da siti internet di paesi esteri più avanzati su questi temi e iniziano creando un portale, un osservatorio sulle famiglie monogenitoriali in Italia e nello stesso tempo un sito di informazione e orientamento per genitori soli, alle prese con tutte le difficoltà pratiche ed emotive ma anche con le soddisfazioni e desideri che comporta questa condizione.

SERVIZI E ASSISTENZA

Uno dei primi servizi istituiti è la consulenza e l’assistenza legale, una “selezione” di professionisti specializzati in materia per aiutare a trovare una soluzione il più possibile pacifica. E poi incontri, consulenze e punti di ascolto per aiutare ad affrontare gli aspetti psicologici legati a una separazione.

Un’ampia parte del lavoro dei volontari di Smallfamilies è dedicato alla ricerca, alla promozione di sondaggi e alle azioni di sensibilizzazione delle Istituzioni. Da sempre l’associazione denuncia la carenza di attenzione e di welfare dedicato alle famiglie costituite da un unico genitore. Eppure è evidente che anche in Italia, nell’eterogenea composizione delle famiglie, tra coppie sposate e coppie di fatto, con o senza figli, una buona percentuale è composta da genitori single, separati o divorziati, genitori unici o vedovi con figli a carico.

DATI SOMMERSI

Da una ricerca effettuata per fotografare la situazione in Lombardia si è messo in evidenza che ben il 12,8% delle famiglie è costituita da famiglie monogenitoriali e che solo il 4% è composto da famiglie numerose. La richiesta che Smallfamilies continua a fare alle Istituzioni è di prendere atto di questa trasformazione demografica e sociale e di programmare un welfare adeguato alle esigenze di queste nuove realtà familiari.

Uno dei problemi più grossi che si devono affrontare dopo una separazione è quello della casa e serve aiuto da parte delle Istituzioni. Un aiuto che riconosca pari diritti a tutte le famiglie monogenitoriali. Oggi in Lombardia i contributi sono destinati solo a situazioni di fragilità economica derivanti dalla rottura di una coppia sposata.

Smallfamilies è alla ricerca, anche fuori dal territorio di Milano, di realtà simili alla sua, o che si occupano più in generale della “famiglia che cambia”, per far rete e promuovere insieme progetti e azioni che sviluppino queste tematiche e individuino soluzioni adeguate. Ampliare la rete è importante per ottenere risultati concreti.

Gisella e gli altri volontari cercano anche mani che abbiano voglia di scrivere articoli sul loro sito, raccontare le loro storie, anche anonime, condividere le loro esperienze; persone che abbiano voglia di condividere il loro tempo e di dare luce ai genitori single. Se avete bisogno di loro, se volete aiutarli e sostenerli andate sul sito www.smallfamilies.it/contatti/ , visitate la loro pagina Facebook oppure inviate un sms al numero 3806570588 e verrete ricontattati.

 

Laura Giacometti

PHI Foundation