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Daniele Rocca, un City Angels

Il volto che non tutti conoscono di Daniele Rocca.

Una decina di anni fa, Daniele Rocca venne invitato da una ragazza, sua amica, a partecipare come ospite alla serata inaugurale della sede di Torino dei City Angels.

I City Angels, con Mario Furlan presidente, sono degli operatori umanitari che aiutano principalmente i senza fissa dimora ed i senza tetto, portando loro ogni sera coperte, vestiti, sacchi a pelo e cibo, in molte città d’Italia.

Colpito dal fatto che la ragazza fosse diversamente abile e facesse la volontaria, Daniele Rocca decide di farne parte e inizia un’esperienza di volontariato presso i City Angels di Roma.

Nella mente c’era l’intenzione di fare qualcosa per le numerose persone che gli capitava di vedere durante i suoi viaggi di lavoro, alle stazioni e agli aeroporti, bisognose e spesso normali, senza per forza avere patologie psichiche o fisiche.

Osservandole, Daniele Rocca si rende conto che queste persone spesso si sono trovate all’improvviso senza niente o a seguito di un divorzio o perché hanno perso la famiglia.

Qualcuno ha scelto la vita di un senza fissa dimora liberamente ma sono in numero molto esiguo.

Il fatto di essere fortunato ha convinto Daniele Rocca a tornare a fare volontariato, come da giovanissimo aveva fatto guidando le ambulanze della Corce Rossa e Croce Verde.

E da una decina di anni è stato insignito del riconoscimento di socio onorario dei City Angels.

Come altri colleghi e colleghe del mondo dell’arte è contento di farlo. Purtroppo per il suo lavoro non può esser d’aiuto ogni giorno ma contribuisce a “fare rumore” e dare voce a queste persone.

Il più delle volte si tratta semplicemente, dice lui, di servire a tavola il giorno di Natale, in ristoranti che mettono a disposizione il loro locale.

L’episodio più emozionante che ricorda Daniele Rocca, vede come protagonisti due anziani signori, marito e moglie, e il loro sorriso. Lui portava un piatto a tavola e l’anziana signora non vedeva l’ora di potergli donare una caramella, unica cosa che avesse da regalargli… in realtà entrambi gli anziani, donarono a Daniele Rocca un sorriso ed un ringraziamento preziosi. Il sorriso può capitare tutti i giorni di riceverlo ma spesso è finto; quello della coppia di senza fissa dimora fu sincero!

Il sorriso, il regalo più bello in giornate difficile come può essere il Natale. Un momento in cui la solitudine si fa sentire graffiante e la malinconia arriva all’improvviso.

Le emozioni che negli anni di volontariato Daniele Rocca ha collezionato sono di gioia e soddisfazione, pienezza. Il fatto di fare poco e strappare tanto come un sorriso. Un grazie che vale molto di più di tanti altri.

Daniele Rocca, non crede di essere veramente d’aiuto; gli attori singolarmente danno una mano e fanno rumore, focalizzando l’attenzione generale su di loro, i più bisognosi.

I City Angels che realmente fanno qualcosa, sono coloro che si mettono in gioco tutti i giorni scendendo in mezzo alla strada, incontrando nelle vie i senza fissa dimora e diventando i loro Angeli.

 

Simona Serro

PHI Foundation

Come comunicano le ONP ?

Per far fronte all’attuale crisi economica e al calo dei finanziamenti, il fundraising è sempre più determinante per le ONP non solo per le oltre 300mila organizzazioni italiane del settore (Onp), ma anche per musei, scuole pubbliche e private, amministrazioni locali ed enti socio-sanitari. Lo scorso Natale, ad esempio, più di un italiano su tre (il 43% al Nord, il 39% al Centro e il 29% al Sud) ha effettuato una donazione. In questo scenario la figura del fundraiser assume un ruolo sempre più importante.

Il fundraiser risulta essere sempre più rilevante e richiesto sul mercato ed è necessario che abbia delle competenze specifiche, come sottolinea Paolo Venturi, direttore dell’Aiccon (Associazione Italiana per la promozione della Cultura della Cooperazione e del Non Profit) spiega: “in questa fase storica, il compito del fundraiser è quello di creare un’innovazione di rottura rispetto alla tradizionale visione della sua professione: è necessario alimentare un approccio più imprenditoriale, ossia capace di assumersi quote crescenti di rischio rispetto agli obiettivi delle Onp, e una conoscenza specifica dei nuovi strumenti di comunicazione online.

Come fa comunicazione il Non profit in Italia? Secondo l’Istat, le ONP che utilizzano almeno uno strumento di comunicazione interattivo come blog, forum, chat, social network e Internet sono 205.792, pari al 68,3% del totale. Quali sono i canali o gli strumenti più utilizzati? Al primo posto c’è Internet, in particolare il sito web (60,9%), che non è del tutto sostitutivo dei mezzi tradizionali. Seguono infatti comunicati e brochure informative per il 54,2%, mentre il 30,6% utilizza i social network per veicolare e condividere idee e creare community sul web, il 29,8% per fare pubblicità e il 15,2% per diffondere la newsletter periodica.

Tra le organizzazioni che impiegano strumenti di comunicazione, il 43,3% sono ONP che si occupano prevalentemente di cultura, sport e ricreazione. Una comunicazione più tradizionale caratterizza quelle attive nel settore della religione, che adottano prodotti editoriali “classici”, come giornali e riviste. Invece le istituzioni che si occupano di assistenza nelle emergenze e che si dedicano alla protezione degli animali sono quelle che impiegano maggiormente i social network. Infine ci sono le organizzazioni politiche o di sostegno all’attività dei partiti, in questo caso le piattaforme più utilizzate sono quelle tematiche come blog, forum e chat.

La raccolta fondi:

La comunicazione spesso è finalizzata alla raccolta fondi: le ONP che hanno dichiarato di svolgere questa attività ammontano a 60.071 unità, pari al 20% di quelle censite dall’Istat. C’è una forte correlazione tra la scelta di effettuare raccolta fondi e il settore di attività prevalente. Quote molto superiori alla media nazionale di istituzioni che attivano forme di raccolta fondi sono  presenti nei settori della cooperazione e solidarietà internazionale (80,8%), della filantropia e  promozione del volontariato (36,5%), della sanità (35,2%), e  dell’assistenza sociale e protezione civile (33,9%).

Il contatto diretto rimane la modalità più utilizzata per la raccolta fondi (61,1% delle istituzioni), seguito dall’organizzazione di eventi e manifestazioni pubbliche (55,5%). Nel caso di ricorso al contatto diretto per la raccolta fondi, le istituzioni non profit si rivolgono contemporaneamente ai diversi settori della società: nell’81,7% dei casi ai singoli cittadini, nel 48,4% alle imprese private, nel 34,4% a istituzioni pubbliche e nel 16,1% ad altre istituzioni non profit .

Dunque soprattutto nell’ambito del No Profit, gestire, coordinare e pianificare campagne di Fundraising è diventato non solo importante, ma addirittura fondamentale. Rivolgersi a piattaforme e a specialisti che possano garantire questo genere di operazioni con una ragionevole percentuale di successo, può rappresentare una alternativa al “door to door” o alle altre classiche soluzioni di finanziamento.

www.phifoundation.com

Articolo tratto da Reppublica.it scritto da Stefano Pasta

PHI Foundation

LA RACCOLTA FONDI PASSA ATTRAVERSO GLI ACQUISTI ONLINE

Sappiamo che sempre più oggi la raccolta fondi delle associazioni no profit avviene online, inoltre se andiamo a guardare alle principali modalità con cui gli italiani effettuano donazioni possiamo notare come l’acquisto di beni risulti essere al terzo posto; mettiamo assieme questi due elementi ed il gioco è fatto: oggi è possibile fare acquisti online e contemporaneamente sostenere una no profit.

Sono numerose le piattaforme che si sono sviluppate recentemente e che offrono la possibilità di fare acquisti online e contemporaneamente sostenere una o più no profit tra quelle che hanno deciso di iscriversi ai portali. In questo caso non stiamo parlando di acquistare gadgets, prodotti di artigianato o fare donazioni online sul sito della nostra associazione, ma di veri e propri portali per lo shopping online che devolvono parte del ricavato della vendita. In poche parole dobbiamo comprare il regalo di Natale ai bambini ,o quello di compleanno ad un amico, oppure prenotare un weekend in montagna? Possiamo farlo senza costi aggiuntivi presso uno dei numerosi siti che offrono questa possibilità.

Come in altri casi anche questa è una tendenza che arriva dal mondo anglosassone, in particolare dagli Stati Uniti. La National Retail Federation ha stimato che durante le feste natalizie ogni famiglia americana avrebbe speso in media 935,58 dollari, questo si traduce in milioni di dollari che se spesi attraverso questi portali potrebbero andare ad incrementare le donazioni delle associazioni no profit.

Sono tantissime le associazioni e le iniziative che si possono sostenere: progetti di cooperazione allo sviluppo, parchi naturali, musei, programmi di istruzione, etc. Ad esempio sul sito del MoMa è possibile acquistare una grandissima varietà di prodotti e sostenere così il Museo d’arte moderna di New York, oppure attraverso il sito Make it better è possibile fare shopping e decidere a quale tra le associazioni iscritte è possibile devolvere il 10% del valore dei propri acquisti, ma i siti americani che permettono questo tipo di donazioni sono veramente moltissimi.

Anche in Italia è stato di recente aperto un portale che permette di fare shopping online e sostenere le attività di associazioni no profit. Si tratta di Helpfreely, un portale attraverso il quale è possibile fare acquisti di qualsiasi genere dal cinema, all’abbigliamento, alle camere d’albergo, praticamente qualsiasi cosa grazie alla possibilità di connettersi tramite un’apposita app ai maggiori siti di acquisti online (Amazon, Zalando o Booking per citare solo alcuni dei più famosi).

Considerato il trend crescente degli italiani a sostenere le no profit attraverso acquisti e all’incremento delle donazioni ma soprattutto degli acquisti online, questi portali rappresentano sicuramente una grandissima nuova opportunità per molte associazioni, che hanno così a disposizione un nuovo strumento, facile e decisamente economico, per fare raccolta fondi ed ottenere visibilità nel web.

 

Sara Quaglia

PHI Foundation

E…PER FINIRE: L’ANNO CHE VERRA’

Anche quest’anno è giunto al termine e desideriamo osare onorando la memoria del Grande Lucio Dalla con la sua canzone “l’anno che verrà”.

Caro amico ti scrivo così mi distraggo un po’ e siccome sei molto lontano, più forte ti scriverò.
Da quando sei partito c’è una grossa novità, l’anno vecchio è finito ormai ma qualcosa ancora qui non va.

Si esce poco la sera compreso quando è festa e c’è chi ha messo dei sacchi di sabbia vicino alla finestra, e si sta senza parlare per intere settimane, e a quelli che hanno niente da dire del tempo, ne rimane.

Ma la televisione ha detto che il nuovo anno porterà una trasformazione e tutti quanti stiamo già aspettando, sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno, ogni Cristo scenderà dalla croce anche gli uccelli faranno ritorno.

Ci sarà da mangiare e luce tutto l’anno, anche i muti potranno parlare mentre i sordi già lo fanno.

E si farà l’amore ognuno come gli va, anche i preti potranno sposarsi ma soltanto a una certa età,
e senza grandi disturbi qualcuno sparirà, saranno forse i troppo furbi e i cretini di ogni età.

Vedi caro amico cosa ti scrivo e ti dico e come sono contento di essere qui in questo momento, vedi, vedi, vedi, vedi, vedi caro amico cosa si deve inventare per poterci ridere sopra, per continuare a sperare.

E se quest’anno poi passasse in un istante, vedi amico mio come diventa importante che in questo istante ci sia anch’io.

L’anno che sta arrivando tra un anno passerà io mi sto preparando è questa la novità.

Auguriamo a tutti i nostri Followers, un Felice 31 dicembre.

 

Sebastiano de Falco

PHI Foundation

 

OPERATION SMILE: HAI MAI REGALATO UN SORRISO ?

Il Natale è appena passato e ormai quasi tutti hanno scartato i propri regali, ma quanti hanno mai regalato un sorriso ?

Operation Smile propone la possibilità di regalare qualcosa di apparentemente semplice, come un sorriso,  a bambini nati con malformazioni al volto, aiutandoli con le operazioni chirurgiche e le cure mediche di cui hanno bisogno.

Operation Smile è un’organizzazione medica umanitaria, fondata nel 1982 dai coniugi Magee e composta oggi da migliaia di volontari di oltre 80 nazioni diverse, che opera per aiutare e curare i bambini di più di 60 Paesi del mondo. In Italia è rappresentata dalla Fondazione Operation Smile Italia Onlus, nata nel 2000 grazie ad oltre 100 volontari medici, operatori sanitari ed infermieri, impiegati nelle missioni mediche nel mondo ed in progetti di cura nazionali ed internazionali.

Ad oggi i volontari di Operation Smile hanno già realizzato più di 240 mila interventi chirurgici gratuiti a bambini e ragazzi nati con il labbro leporino ed altri tipi di malformazioni al volto, oltre a fornire l’autosufficienza medica a livello locale dei Paesi in cui operano, sia formando il personale medico locale sia donando varie attrezzature mediche.

Per sostenere l’attività di Operation Smile e regalare una nuova vita a bambini nati con malformazioni invalidanti al volto, si può scegliere uno dei regali del catalogo del sorriso, che comprende ad esempio interventi chirurgici per bambini in Honduras,  in India o nelle Filippine o kit con garze, bendaggi, antidolorifici e pomate o persino coperte per riscaldare i piccoli pazienti in attesa di intervento o anche biberon speciali, indispensabili per nutrire i bambini nati con malformazioni molto gravi ed invalidanti.

Tra i regali del catalogo del sorriso puoi trovare anche quelli corrispondenti al costo del biglietto aereo necessario per permettere ad un volontario medico di Operation Smile di prender parte ad una missione internazionale, nel luogo dove un piccolo paziente lo aspetta.

E tu cosa aspetti? Anche se Natale è già passato, sei ancora in tempo per regalare un sorriso donando la capacità di sorridere ad un bambino che non ha mai potuto farlo.

 

Nicola Minerva

PHI Foundation

It’s the final countdown: Associazione Bianca Garavaglia ONLUS e il Natale

E’ ormai partito sul web da alcune settimane ed è già virale il video che, la Associazione Bianca Garavaglia ONLUS e la Fondazione IRCCS-Istituto nazionale dei Tumori di Milano hanno lanciato in occasione delle festività natalizie. Un videoclip che racchiude un messaggio universale, quello del Natale.

Odiato da alcuni e desiderato da molti, vicino ai fedeli quanto lontano dagli scettici, il Natale riesce ogni anno a far parlare di sé nonostante le opinioni discordanti. Instancabili aiutanti di questa festività tutti i più giovani fieri di guardare il mondo con lo sguardo incantato.

Ma ci siamo mai chiesti veramente come vive il Natale un bambino o un adolescente a cui è stato diagnosticato un tumore che si trova a passare le feste tra i corridoi di un ospedale?

A raccontarci quanto sia difficile (ma forse non impossibile) è il videoclip di “Palle di Natale-Smile! It’s a Christmas day!”, canzone realizzata dagli ragazzi de “Il progetto Giovani” della Pediatria Oncologica della Fondazione IRCCS-Istituto nazionale dei Tumori di Milano che dal 28 novembre circola su YouTube con tanto di 1.640.993 visualizzazioni.

Secondo dopo “Nuvole di ossigeno”, altro pezzo scritto e cantato dai ragazzi de “Il progetto Giovani” sotto il nome d’arte di B.Livers, questo videoclip racconta senza mezze misure lo scontro inevitabile con la realtà di questi adolescenti malati e il disincanto che annebbia la loro testa una volta appresa la malattia.

Il focus su cui la Associazione Bianca Garavaglia ONLUS si concentra è quindi presto noto: l’importanza di un approccio multidisciplinare nella cura di adolescenti con tumore è fondamentale.

Oltre all’accesso alle cure mediche infatti, che devono essere orientate all’eccellenza come quelle riservate alla fascia pediatrica e a quella adulta, questi ragazzini debbono essere seguiti e sostenuti attraverso un percorso psicologico, sociale e spirituale.

Su questo e molti altri aspetti similari si impegna dunque la Associazione Bianca Garavaglia ONLUS che da trent’anni si prefigge come obbiettivo quello di promuovere studi scientifici e cure mediche nel campo del tumore nei ragazzi, con particolare attenzione ai tumori solidi, senza dimenticare la sfera più intima e personale di questi ragazzi, quella psicologica.

Non tutto sembra perduto infatti: dopo il forte rammarico iniziale, il protagonista del videoclip resta felicemente sorpreso di trovare i suoi cari, vestiti a festa e con tanto di regali, nella stanza delle visite. Lo stanno aspettando per festeggiare insieme il Natale.

E con queste sequenze ricche di speranza tratte dal progetto dell’a ssociazione Bianca Garavaglia ONLUS ci auguriamo che il Natale quest’anno sia un pò più solidale.

 

Federica Pizzi

PHI Foundation

GLI ANGELI SONO SEMPRE ACCANTO A NOI

Io credo che gli angeli non lasciano mai le persone che amano………… e che nei momenti difficili sono sempre accanto a noi, al fine di sostenerci, come hanno fatto tutto il tempo della nostra vita.

Quando a Natale suona una campanella, significa che un angelo a messo le ali in segno di riconoscenza delle sue opere giuste.

 

Il team di PHI Foundation vi augura un

Buon Natale

 

Sebastiano de Falco

PHI Foundation

UN PENSIERO PER TE, PER NOI, PER VOI…………

Anche quest’anno è arrivato l’atteso Santo Natale e nessuno potrà privarci del consacrato diritto di solennizzare questa ricorrenza e importante simbolo della tradizione, così integrata nella nostra cultura.

Nonostante gli avversi ultimi eventi non ci faremo defraudare del nostro diritto di socializzare e vivere democraticamente sereni, non cederemo alla paura esasperante, nessuno potrà mai oscurare il nostro futuro poiché siamo nati nella luce e in essa, noi crediamo e viviamo.

Ti faranno buoi intorno.

Ma la luce che hai dentro non la spegneranno Mai!

 

Sebastiano de Falco

PHI Foundation

DAL VOLONTARIATO NELLE PIAZZE AL VOLONTARIATO DIGITALE: SCOPRI IL NATALE DELLA ANT

La ANT, nata nel 1978 come Associazione Nazionale Tumori , grazie al suo incessante impegno nell’assistenza domiciliare oncologica è stata riconosciuta, a partire dal 2002, come  Fondazione ANT Italia Onlus.

L’attività dell’associazione, infatti, consiste nell’ offrire, ogni anno ed in modo gratuito, a 10 mila malati di tumore l’assistenza specialistica domiciliare, ma anche nel promuovere la prevenzione oncologica, con una serie di progetti incentrati su diagnosi precoce del melanoma e delle neoplasie  tiroidee, ginecologiche e mammarie.

Questo grazie al lavoro di ben 433 professionisti (medici, nutrizionisti, psicologi, infermieri, fisioterapisti, farmacisti, operatori socio-sanitari e funzionari)  e all’impegno di oltre 2 mila volontari nella raccolta fondi necessari a sostenere economicamente i progetti della ANT, nell’organizzazione di eventi e nell’esperienza a diretto contatto con le famiglie degli assistiti.

Per sostenere l’attività della fondazione è possibile, in occasione delle imminenti festività, scegliere una delle proposte di Natale della ANT o cimentarsi nel ruolo di volontari, donando il proprio tempo nelle piazze italiane o  di “ volontari digitali ”, promuovendo la ANT e le sue iniziative attraverso i canali social.

Queste proposte di Natale della ANT sono molteplici e variano dai tradizionali dolci natalizi, come panettoni e pandori, alle ceste gastronomiche, alle tipiche stelle di Natale che saranno offerte proprio dai volontari nelle piazze italiane, ai classici biglietti di auguri natalizi fino alle carte da lettere con decorazioni natalizie in formato A4.

Diventa anche tu volontario della ANT o scegli una delle sue proposte di Natale per augurare buone feste ai tuoi cari e, allo stesso tempo, assistere concretamente  tanti malati oncologici, perché “Un tumore cambia la vita, non il suo valore”.

 

Nicola Minerva

PHI Foundation

REALIZZIAMO INSIEME LA FAVOLA DEL NATALE

Anche quest’anno è arrivato il Natale e come sempre diveniamo tutti più buoni, altruisti, solidari, e questa volta lo potremo dimostrare cercando di aiutare una famiglia sfortunata che tramite noi più volte si è appellata alla bontà e solidarietà della comunità esponendo il loro drammatico caso.

Un primo appello giunto alla nostra redazione e scritto direttamente da Giorgio D’ambrosio, pubblicato nel nostro blog e nei social media il 12 novembre 2016:

http://phifoundation.com/fundraising-solidale-novembre-2016/

Il secondo appello è stato pubblicato il 20 novembre 2016:

http://phifoundation.com/fundraising-solidale-novembre/

il terzo appello è stato pubblicato il 24 novembre 2016:

http://phifoundation.com/raccolta-fondi-famiglia-disabile/

Appelli che nonostante l’ampia partecipazione non hanno prodotto il sostegno concreto necessario alla famiglia D’Ambrosio e quindi anche per onorare le favole di Natale facciamo emergere il meglio di noi stessi e doniamo con il cuore permettendo alla famiglia D’Ambrosio di non sentirsi abbandonata e anche un po’ per noi stessi al fine di continuare a credere nel miracolo del Natale.

Eventuali donazioni potranno essere eseguite direttamente alla famiglia D’Ambrosio:

POSTEPAY EVOLUTION N.5333 1710  2126 3039 Intestato a Giorgio D’Ambrosio.

Contatto telefonico e WhatsApp +39-328-2174795 Giorgio D’Ambrosio.

Essere buoni fa star bene e sentire meglio dentro, aiutiamo la famiglia D’Ambrosio.

 

Sebastiano de Falco

PHI Foundation

LE LENTICCHIE DELLA SPERANZA PER AIUTARE I TERREMOTATI

Lenticchie della speranza è il nome di un progetto promosso da CVM- Comunità Volontari per il Mondo , un’Organizzazione Non Governativa che dal 1978 lotta contro la povertà e le ingiustizie sociali, promuovendo progetti di autosviluppo nel Sud del Mondo accompagnati da campagne di sensibilizzazione dell’opinione pubblica svolte in Italia.

Lenticchie della speranza” ha l’obiettivo, in occasione del Natale, di raccogliere fondi da destinare alle vittime del recente terremoto che ha colpito le provincie di Ascoli, Fermo e Macerata, per aiutarle con percorsi finalizzati alla resilienza (la capacità di far fronte in maniera positiva ad eventi traumatici, come un terremoto).

Questi corsi saranno destinati a genitori, insegnanti, parroci, operatori socio- assistenziali (OSA) , addetti all’emergenza  ed a tutto il  personale a stretto contatto con bambini ed anziani nelle zone colpite dal terremoto e saranno tenuti dai docenti dell’Unità di ricerca sulla Resilienza dell’università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Fornire agli adulti di riferimento strumenti concreti per sviluppare la resilienza è fondamentale, non solo per aiutarli a restituire il sorriso ai bambini di quelle zone, ma anche per evitare che questi bambini, nel corso del loro percorso di crescita, vadano incontro a fenomeni di insicurezza e vulnerabilità psico-fisica, che potrebbero insorgere a causa del grave trauma subito.

Le lenticchie della speranza saranno disponibili, insieme ad una serie di prodotti tipici delle zone terremotate come vini, formaggi, funghi, miele e confetture marchigiane, in numerose piazze delle Marche e delle zone limitrofe, presso i  banchetti dei doni solidali del Natale CVM.

E’ possibile partecipare al progetto lenticchie della speranza anche con una semplice donazione diretta, un piccolo ma concreto gesto per consentire alle famiglie colpite dal terremoto di guardare con più serenità al proprio futuro.

 

Nicola Minerva

PHI Foundation

A NATALE DIVENTA PIU’ ROSA: SOSTIENI LA CAMPAGNA “ MORE THAN PINK ”

More than pink ” è il nome della campagna promossa dalla Susan G. Komen for the Cure, organizzazione internazionale senza scopo di lucro impegnata dal 1982 nella lotta ai tumori del seno, le neoplasie maligne più frequenti fra le donne di tutte le età.

Affiliata alla Susan G. Komen for the Cure ed operante sul territorio nazionale italiano  troviamo la Susan G. Komen Italia, che nasce nel 2000 e si basa sul volontariato.

Gli obiettivi della  Susan G. Komen non si limitano alla promozione della prevenzione e della diagnosi precoce di questa diffusa forma di tumore, ma vertono anche sul sostegno alle donne che sviluppano  questa grave patologia. Un sostegno indirizzato all’aumento delle loro possibilità di guarigione e al miglioramento di qualità di vita e cure, tramite la generazione di risorse economiche per  realizzare progetti mirati.

Il nome della campagna “ More than pink ” non è casuale. Pink è infatti il colore del caratteristico  nastro rosa, da decenni simbolo della prevenzione del tumore del seno.

more-than-pink-nastro-rosa

Diventare  “ More than pink ” , significa sostenere attivamente la Susan G. Komen con piccoli o grandi gesti, basati su azioni, donazioni e partecipazione.

E quale migliore occasione del Natale per impegnarsi in prima persona come volontari dell’organizzazione o per eseguire donazioni,  disporre un lascito, devolvere il 5×1000, iscriversi alla Race for the Cure o magari organizzare eventi per la Susan G.Komen ?

E’ anche possibile, proprio in vista dell’imminente Natale, scegliere di omaggiare i propri parenti ed amici con uno dei regali solidali proposti dalla Susan G. Komen . Un concreto gesto di solidarietà ma allo stesso tempo un utile strumento per sensibilizzare anche il destinatario del regalo e chi  lo circonda.

E’ infatti fondamentale  imparare a conoscere questa neoplasia maligna che, nonostante i progressi raggiunti negli ultimi anni, rappresenta ancora la principale causa di morte nelle donne sopra i 35 anni e, seppur con frequenza nettamente inferiore, può colpire anche gli uomini.

In molti casi basterebbe svolgere una corretta prevenzione (accurata, costante e incentrata su uno stile di vita sano) per scongiurare l’insorgenza di questa patologia.

La prevenzione può  salvarti la vita, diventa “ More than pink ”.

 

 

Nicola Minerva

PHI Foundation

Per Natale regala un sorriso: Fondazione Floriani e il suo metodo di cura per i malati inguaribili

Quante volte ci è capitato di usare con tono stizzito il termine palliativo”? La Fondazione Floriani supera tale associazione mentale per scavare a fondo nell’etimologia di questa parola e ci racconta come qualcosa di palliativo sia fondamentale in molti casi della vita soprattutto se a ricevere quel qualcosa sono malati inguaribili.

Si chiamano Cure Palliative quelle cure che la Fondazione Floriani, associazione senza scopo di lucro, ha l’obbiettivo di diffondere e applicare per curare ogni aspetto della sofferenza dei malati terminali: fisico, psicologico, spirituale e sociale.

Riconosciute dall’ OMS-Organizzazione Mondiale della Sanità grazie alla Legge n’38 del 2010, queste cure vengono continuamente aggiornate tramite la ricerca scientifica e lo studio grazie al sostegno di donatori e volontari della Fondazione Floriani che si occupano dell’attività di fundraising a 360 gradi: dalla piccola donazione di un pensionato ad  investimenti più importanti che prevedono l’utilizzo di fondi per l’istituzione di Corsi di Medicina Palliativa presso le università italiane.

Nata nel 1977 per volere di Virgilio e Loredana Floriani, entrambi scomparsi, Fondazione Floriani continua negli anni a far conoscere l’importanza di queste cure attraverso iniziative mirate all’attività di raccolta fondi come FONDACO che, per festeggiare la 20^ edizione, anche quest’anno apre le porte dello Studio Zeta di Milano (qui le indicazioni stradali per raggiungere le bancarelle) dalle h.11 del 26 novembre con un delizioso brunch e si chiude con un aperitivo il 29 dello stesso mese.

Solita location e storiche bancarelle in questa iniziativa di fundraising di Fondazione Floriani quindi, ma non solo: particolarissimi oggetti home made attendono i milanesi a caccia dei regali di Natale quest’anno a FONDACO… e chissà mai che, tra un pensierino alla mamma, uno alla moglie o uno al fidanzato, a qualcuno di noi, prima di tornarsene a casa e lasciare la Mostra Mercato di questa ONLUS, venga il desiderio di lasciare a chi è più sfortunato di noi una donazione che gli possa regalare una delle cure più efficaci che ci sia: un sorriso.

 

Federica Pizzi

PHI Foundation

BookCity Milano: Chi ama i libri non va mai a letto da solo

Tra pochi giorni ci sarà la sesta edizione della BookCity Milano.

Con l’arrivo di novembre il countdown per il Natale appare inevitabile ma oggi ci si ferma un po’ prima sulla linea del tempo, precisamente al giorno 17, data in cui ha inizio un evento, rigorosamente no profit, che dal 2012 per quattro giorni, raccoglie attorno a sé numerosi appassionati di libri coinvolgendoli in un’offerta culturale a 360 gradi: BookCity Milano. A volere intensamente questo progetto il Comune di Milano che, grazie alla preziosa collaborazione con librai, biblioteche e grandi nomi dell’editoria italiana quali Fondazione Corriere della Sera, Giangiacomo Feltrinelli, Arnoldo e Alberto Mondadori e Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri ogni anno lavora con l’obbiettivo di donare a Milano una nuova identità dove libri e lettori sono motore e protagonisti del tessuto urbano.

Milano come Torino quindi? Per Filippo del Corno, assessore della cultura milanese, il paragone è inconcepibile: “Mettere in relazione la nuova fiera di Milano con quella di Torino -precisa l’assessore secondo Repubblica.it– è un errore strategico e di valutazione” sfatando così qualsiasi diceria che vedeva BookCity Milano e lo storico Salone del libro torinese contendersi malamente nomi e date dei maggiori esponenti dell’editoria italiana.

Nessun malumore quindi per iniziati alla lettura o veri e propri #bookaddicted (a questi ultimi ricordiamo l’hashtag dedicato #BCM16!) anche quest’anno tra la nebbia milanese di novembre e la primavera torinese ad accompagnare le vostre notti ci saranno montagne di nuovi libri e chissà che le partite di calcetto del vostro fidanzato non siano più un così grande problema…

Federica Pizzi

PHI Foundation

Il Presepe: Il valore delle tradizioni

In questi giorni in Italia si sta discutendo molto sull’opportunità o meno di seguire le nostre tradizioni secolari relative al Presepe, alla festività natalizia e alla liturgia che da circa due mila anni accompagna questa ricorrenza cosi speciale.

La discussione vede due fronti contrapposti: da un lato chi difende la nostra tradizione, le nostre abitudini e i nostri costumi, dall’altro chi propende per uno Stato più laico, a partire dalle scuole.

Per la cultura cattolica il Natale si fonda sulla nascita di un bambino, in una stalla-grotta, perché non c’era posto per lui e sua madre altrove. Se tutti noi ci ricordassimo questo forse saremmo mossi maggiormente da solidarietà e misericordia, tema cardine del Giubileo.

Lo sanno bene le associazioni di volontariato che lavorano proprio con mamme e bambini, una su tutte Medici Con l’Africa Cuamm che da quattro anni impegna i suoi volontari nel programma “Prima le mamme e i bambini”, volto a ridurre la mortalità materna e neonatale garantendo l’accesso gratuito al parto sicuro e la cura del neonato, attraverso servizi di qualità. Il progetto è ormai in avanzata fase di realizzazione e interessa 4 ospedali e 22 centri di salute periferici in 4 distretti di 4 Paesi africani: Angola, Etiopia, Tanzania, Uganda. Si rivolge a una popolazione di 1.300.000 abitanti con l’obiettivo di raddoppiare in cinque anni il numero dei parti assistiti, arrivando progressivamente a 125.000 parti negli ospedali e nei distretti di riferimento.

Un bilancio positivo grazie al lavoro di medici, ostetrici e infermieri specializzati, in 4 anni infatti il progetto ha prodotto grandi frutti: 102.147 i parti assistiti nei quattro ospedali interessati dal progetto e nei territori di riferimento, per un totale 204.294 mamme e bambini assistiti nel momento del parto; 236.661 le visite prenatali effettuate, a Chiulo in Angola, a Tosamaganga in Tanzania, a Wolisso in Etiopia e ad Aber in Uganda.

Per queste persone il Natale è prima di tutto una festa, un momento in cui la vita trionfa in tutta la sua meraviglia. La “natività” per eccellenza, quella rappresentata nel Presepe, non vuole essere solo una rievocazione cattolica di un episodio legato alla nascita della cristianità, ma piuttosto la celebrazione di una nuova vita che nonostante tutto riesce a farsi strada, in un contesto difficile, ostico e disagiato. Eppure a dispetto di tutte queste difficoltà il bimbo riesce a nascere e il miracolo della vita illumina la grotta e il paesaggio come una stella cometa.

Dunque, alla luce di quanto detto, non si può ignorare il senso del Natale, non lo si può imbrigliare in luoghi comuni nè burocratizzarlo privandolo del suo significato religioso.

La nostra storia, la nostra cultura, il nostro dna, sono scritti con questo linguaggio, tollerare nuove forme religiose, o rispettare la mancanza stessa della fede, non deve significare snaturare se stessi e cancellare il proprio passato.

Vuol dire convivere con diverse forme religiose e rispettare chi la pensa in modo differente.