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Prende forma il “ parco verde ” a Novara

Sta nascendo un nuovo parco verde a Novara nel quartiere Sant’Andrea dove ci sarà una catapulta e le macchine di Leonardo Da Vinci, un campetto da calcio e perfino il cinema all’aperto.

Queste e molte altre attività tra cui degli orti curati dagli anziani sono alla base del progetto Una piazza verde per Sant’Andrea”.

Di cosa si tratta?

Il progetto sottoscritto il 3 ottobre 2017  grazie a una partnership tra la Fondazione De Agostini, in collaborazione con il Comune di Novara, ha lo scopo di riqualificare un’ampia superficie verde sita tra via Redi e via delle Rosette nel quartiere Sant’Andrea, per donare a Novara un nuovo parco verde funzionale e vitale.

L’idea in sè è innovativa,  perché rappresenta un importante investimento per il futuro: scopo principale è restituire alla cittadinanza un “ parco verde ” ma vissuto in modo consapevole e responsabile dagli abitanti del quartiere, progettando al suo interno spazi di socializzazione, aggregazione e servizi.

Lo conferma Fabio Federico gestore del Bingo Bar che sul progetto ha le idee chiare:

“Mi piacerebbe che il giardino ospitasse un parco avventura per i ragazzi e strutture fisse con giochi per i bambini”.

Pieno sostegno e appoggio anche da parte del Comune: ”Da parte dell’amministrazione – ha detto il sindaco Alessando Canelli – l’impegno a favore dei quartieri periferici della città continua a essere prioritario e Sant’Andrea ne è un concreto esempio.

E da parte della Fondazione De Agostini: “Abbiamo deciso di sostenere interamente questo progetto – aggiunge Roberto Drago, Presidente della Fondazione De Agostininon solo per testimoniare, ancora una volta, il profondo legame che ci unisce a Novara, ma anche perché siamo convinti che lo sviluppo della città non possa prescindere dalla riqualificazione delle periferie. Con questa iniziativa, inoltre, desideriamo favorire un nuovo approccio di rigenerazione urbana fondato sulla collaborazione attiva tra Comune di Novara, la nostra Fondazione e gli attori sociali del territorio, affinché la tutela e la gestione condivise di un nuovo bene comune vedano la cittadinanza non più semplice destinataria di un progetto, ma partner responsabile e indispensabile per la sua realizzazione e cura”.

Dove si trova?

Il parco verde sarà una “nuova piazza di comunicazione”  che si estenderà su un’area di 5766 metri quadrati a cui saranno collegate via Redi e la zona più a nord.

Tra le varie proposte per il parco, prevale l’idea di un uso polifunzionale del parco quindi creare uno spazio multiuso e con poche ed essenziali strutture fisse e molte attrezzature mobili, un’area cani e  l’installazione di nuovi divertimenti di tipo inclusivo che possano permetterne l’utilizzo anche a bambini con disabilità.

Un altro tema ricorrente da sviluppare è quello degli orti che Benedetta Baraggioli per conto del Comune ha proposto l’ampliamento della zona già prevista dal progetto e il coinvolgimento degli “ortisti” ossia gli abitanti della zona che già coltivano in appezzamenti vicini al futuro parco.

Altri progetti

Questi sono solo alcuni dei tanti cambiamenti che, grazie alla collaborazione tra Fondazione De Agostini, Comune di Novara, lo studio Architettura del Verde e il supporto tecnico di Kcity, trasformeranno il quartiere: «stretto tra ferrovia, passaggi a livello e sottopassaggi» in un «qualcosa di estremamente innovativo dal punto di vista sociale».

 

Luca Brigada

PHI Foundation

Apre Fadabrav: una falegnameria per tutti

Con  l’organizzazione de la “Festa dei vicini” (tradizione nata in Europa alla fine degli anni Novanta che viene organizzata in diverse città nel mese di maggio) nella giornata di domenica 27 maggio è stato dato il via alle attività di Fadabrav,  la prima falegnameria sociale della città di Novara.

La giornata di festa si è svolta con un pranzo preparato con pietanze che ciascuno dei partecipanti ha voluto condividere con gli altri.  Successivamente i volontari delle associazioni hanno iniziato a illustrare i programmi e le finalità dell’iniziativa.

Di cosa si tratta?

E’ un’idea nata su iniziativa dell’assessorato alle Politiche Sociali del Comune assieme alle associazioni Sincronie, Sermais, Housing Lab,  con il sostegno della Fondazione Comunità del Novarese che hanno voluto sostenere questo progetto e hanno così  riqualificato uno spazio pubblico in un quartiere periferico per trasformarlo in un luogo di aggregazione e apprendimento di mestieri artigianali o più semplicemente per trascorrere qualche ora assieme agli amici riuscendo magari anche a sistemarsi un cassetto.

Il bricolage, in pratica, come collante di coesione sociale.

Proprio in questi locali – spiegano infatti gli operatori del Comune che lavorano sul progetto Fadabrav e i rappresentanti dei sodalizi aderenti al progetto – abbiamo cominciato a incontrare la gente del quartiere, mettendo a disposizione le professionalità dei giovani appartenenti alle associazioni che operano qui.

Piccole riparazioni di mobili e suppellettili sono infatti diventati il primo veicolo per far conoscere questo percorso di rigenerazione urbana, per far incontrare generazioni diverse e per far sì che si cominciasse a diventare un punto di riferimento per i residenti di Sant’Agabio».

Il presidente della Fondazione Comunità Novarese Cesare Ponti afferma che  “il progetto FadaBrav è l’unico che la nostra Fondazione ha scelto, lo scorso anno, di sostenere sul Bando “Oltre i luoghi comuni Attivazione di comunità e coesione sociale” perché ne rispecchia tutte le caratteristiche.

Abbiamo ritenuto vincente l’idea di un laboratorio di sperimentazione e di condivisione di un sapere antico ma sempre attuale e di uno spazio di inclusione sociale dedicato a soggetti svantaggiati soprattutto in un quartiere periferico e, spesso, lasciato ai margini come quello di Sant’Agabio. Ma abbiamo apprezzato molto anche la Rete di soggetti che gravita intorno al progetto e che ha realizzato, già anche in questi primi mesi, diverse iniziative di sostegno, trasmettendo grande energia.

Per tutti questi motivi abbiamo scelto di contribuire con diecimila euro all’impresa; […] La speranza è che la riqualificazione urbana vada di pari passo con la creazione di una nuova piccola comunità che condivida percorsi di attivazione di competenze e si muova verso nuove forme sociali di educazione e di riscatto sociale”.

COME FUNZIONA

L’accesso alla falegnameria sociale sarà libero: l’unico obbligo sarà la sottoscrizione di una tessera associativa e dell’assicurazione;  sono in previsione anche corsi sull’utilizzo del legno e di cucito.

Per la prossima estate Fadabrav sarà aperto ogni sabato, mentre nei mesi autunnali le attività si terranno anche in altri giorni della settimana e prossimamente sarà previsto il lancio di corsi sul bricolage.

 

Luca Brigada

PHI Foundation