#DonoDay2017: gli studenti italiani danno lezione di dono

#DonoDay2017. Riparte il video contest #DonareMiDona in collaborazione con il MIUR 

#DonoDay2017 – Lugano, 04 febbraio 2017 – A scuola di dono i docenti sono gli studenti: i ragazzi di tutte le scuole medie italiane di primo e secondo grado sono chiamati a partecipare al video contest “#DonareMiDona Scuole – racconta la tua idea di dono“. Anche quest’anno la PHI Foundation in collaborazione con l’Istituto Italiano della Donazione (IID) apre il programma culturale del Giorno del Dono partendo dai più giovani. Al fianco del programma c’è il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) che ha mandato una circolare a tutti gli istituti, invitandoli a partecipare alla 3^ edizione del Giorno del Dono.
La scelta del nuovo hashtag #DonareMiDona, che caratterizzerà le numerose attività e le novità che sveleremo durante l’anno  è dettata dal doppio significato in esso contenuto: da un lato donare significa ricevere e, dall’altro, donare arricchisce chi compie il gesto di donare, lo abbellisce, lo rende migliore. È nostro desiderio costruire una vera cultura del dono e, per farlo, non possiamo che partire dai ragazzi, parlando la loro lingua e, soprattutto, ascoltando la loro voce. Apriamo oggi il cantiere #DonoDay2017grazie alla rinnovata collaborazione con il MIUR“.

Anche quest’anno le scuole sono invitate a realizzare un video con cui raccontare la propria esperienza di dono, partecipando così alla 3^ edizione del video contest. I lavori devono essere inviati entro il 9 giugno 2017 e, con la chiusura dell’anno scolastico, tutti i video saranno visibili sulla piattaforma www.giornodeldono.org: chiunque lo desidera potrà far parte della giuria popolare votando il proprio video preferito. Parallelamente i video saranno valutati anche da un’apposita giuria tecnica composta da rappresentanti del MIUR e di Insolito Cinema, partner tecnico del Giorno del Dono. I vincitori riceveranno un riconoscimento e saranno premiati durante l’evento che si terrà il 4 ottobre 2017
Le scuole che non partecipano al video contest, ma che desiderano comunque essere testimonial #DonoDay2017, possono già comunicare la propria adesione morale. Per tutte le informazioni e per iscriversi:www.donoday.it/it/DonoDay2017

Nel 2016 sono state circa 50 le scuole che hanno partecipato, con 55 video in concorso e più di mille gli studenti coinvolti, dei quali oltre 200 presenti all’evento tenutosi il 4 ottobre scorso a Roma presso la Camera dei Deputati.
Il Giorno del Dono ha da sempre l’appoggio del compianto Presidente emerito Carlo Azeglio Ciampi, primo firmatario dell’omonima legge: “La legge istitutiva della Giornata Nazionale del Dono segna un passaggio significativo. È un traguardo che ne suggella felicemente i primi 10 anni di attività, coronamento dell’impegno, della tenacia, della passione con cui essa è stata svolta per l’affermazione e la diffusione dei valori costitutivi dell’Istituto: gratuità, solidarietà, condivisione“. Ha rinnovato l’appoggio al Giorno del Dono il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che in occasione del 4 ottobre dello scorso anno ha affermato “Donare non è privarsi ma arricchirsi in termini di qualità, coesione e sviluppo. Complimenti a chi verrà premiato oggi e a chi opera per il bene comune.”

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Sebastiano de Falco

PHI Foundation

Green Economy non più solo “green”

Green Economy, energie rinnovabili, sicurezza alimentare, equità nella distribuzione dei redditi: saranno nel 2017 al centro delle politiche economiche e ambientali dei nostri Paesi?

Confidiamo proprio di sì. Ci sono imprese, b-corporation e associazioni che già vanno nella direzione di un impatto ambientale positivo e al contempo riescono a rispondere concretamente ai bisogni sociali della collettività.

Ad esempio, la BTS Biogas di Brunico è stata chiamata per realizzare nei prossimi anni due impianti a biogas in Giappone, uno dei quali a Rikuzentakata, una delle aree distrutte dallo tsunami del 2011.  Il Giappone sembra sempre più attratto dalle energie rinnovabili, come quella prodotta con il biogas, che si conferma spesso come la soluzione più efficiente da un punto di vista economico ed ambientale per rispondere ad esigenze energetiche, ecologiche e strutturali anche in aree colpite da disastri.

Pure il Terzo Settore è parte attiva in questo percorso che conduce alla Green Economy. La biologa Daniela De Donno ha vinto la prima edizione italiana del premio Terre de Femmes  istituito dalla Fondazione Yves Rocher e che da 15 anni sostiene in tutto il mondo donne che si impegnano per la tutela dell’ambiente aprendo nuove strade per una economia sostenibile. La vittoria del premio le ha assegnato 10.000€.

Il suo progetto “La casa dei bambini Sanganigwa si veste di verde” mira a potenziare un orfanatrofio in Tanzania come un villaggio ecosostenibile e autosufficiente dal punto di vista finanziario ed energetico.

Dall’8 al 24 marzo anche noi potremo votare sul sito della Fondazione Yves Rocher il progetto della biologa italiana per permettergli di concorrere al premio internazionale del pubblico e, in caso di aggiudicazione, vincere altri 5.000€.

In un mondo sempre più globalizzato, non solo positivo impatto ambientale, ma anche riduzione degli sprechi alimentari e equa distribuzione dei redditi costituiscono la sfida della Green Economy. La FAO stima che quasi un terzo del cibo prodotto globalmente per il consumo umano, circa 1, 3 miliardi di tonnellate all’anno, vada sprecato o perso.

Ecco allora la soluzione proposta dal progetto Ristorante Solidale, promosso da Just Eat, azienda leader nella consegna di cibo a domicilio, con la collaborazione di Caritas Ambrosiana. Per la prima volta, pietanze e non alimenti, verranno usate, e non buttate, per organizzare cene e pranzi in luoghi di accoglienza come il Refettorio Ambrosiano. L’iniziativa partirà a metà febbraio a Milano per poi estendersi ad altre città.

Poiché infine siamo stati noi italiani ad inventare l’umanesimo civile non possiamo rinunciare all’idea che le corporation debbano creare valore non solo per se ma soprattutto per la collettività. È dunque doveroso che abbiano a cuore anche il lavoro, considerandolo non alla stregua di mero fattore produttivo per conseguire profitti, ma come principale risorsa per creare benefici per la comunità tutta.

Ad esempio, EcorNaturaSì, primo distributore in Italia di prodotti biologici e biodinamici, occupa una quarantina di persone di cui metà con disagi. Suo obiettivo primario, oltre a trasformare tutte le stalle in eco-stalle come quella realizzata nel 2013 in collaborazione con l’Università di Torino, è dare lavoro a più persone che partono da una situazione svantaggiata.

La Green Economy non può dunque prescindere da un concetto di equità nella distribuzione dei redditi né rinunciare all’idea che cambiare qualcosa sia sempre possibile.

 

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Vanessa Doddi

PHI Foundation

ARTICOLI DELLA SETTIMANA 05 FEBBRAIO

#FESTIVAL DI SANREMO: 67° EDIZIONE

La Rai per il prossimo Festival di Sanremo pagherà per sole cinque serate al conduttore Carlo Conti ben 650.000 (seicentocinquantamila euro) oltre ad altri emolumenti per la conduzione di altri programmi sulla Rai.

Sempre per il Festival di Sanremo la Rai pagherà per soli 15 minuti di apparizione ben 50.000 (cinquantamila euro) per ciascuno dei signori Mika, Ricky Martin e Tiziano Ferro (per un totale di centocinquantamila euro), nello stesso tempo a Maurizio Crozza per le cinque serate ben 100.000 (centomila euro); e tutto questo a fronte di una perdita di 400 milioni (quattrocentomilioni euro) nel bilancio aziendale della Rai.

Inoltre c è di più, nelle cinque serate del Festival di Sanremo, Carlo Conti eseguirà la raccolta fondi e ci chiederà di donare 2 (due euro) via telefono fisso o cellulare a favore delle zone terremotate dell’Italia centrale.

Vi facciamo notare che risulterebbe, ben 26 milioni (ventiseimilioni euro) la somma che gli italiani hanno generosamente già donati con il telefono, ma i fondi sono ancora bloccati a Roma.

La richiesta per pulire la strada dell’hotel Rigopiano in Abruzzo come ben sapete era partita già dalle sette del mattino e (sembrerebbe) gli fu risposto che non potevano liberare la strada dalla neve poiché l’unica turbina disponibile in tutta la provincia di Pescara in pieno inverno, era rotta e la riparazione sarebbe costata 25.000 (venticinquemila euro).

La provincia di Pescara non disponeva dei 25.000 (venticinquemila euro) per riparare la turbina guasta a causa dei tagli dei fondi del governo.

Tutti conosciamo purtroppo l’esito catastrofico di Rigopiano e il dolore che difficilmente riusciremo a rasserenare e comunque lascerà dei segni indelebili.

Adesso carissime amiche ed amici dimostriamo con atti concreti il nostro sdegno spengiamo la televisione e Non Guardiamo il Festival di Sanremo per le cinque serate programmate, mostriamo fermamente la nostra irritazione davanti a tutto quello che accade quotidianamente intorno a noi, dimostriamo di esistere, andiamo alla finestra e urliamo a squarciagola “Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più”.

Diamo un segnale forte e concreto della nostra indignazione, boicottiamo il Festival di Sanremo. Facciamo crollare l’audience. Penso sia il minimo che si possa fare per solidarierà, anche per le vittime di Rigopiano.  Forse se ci fossero stati quei (ipotetici) 25.000 euro si sarebbero salvati tutti.

Solidarietà e nel rispetto di tutte le persone che sorreggono il paese Italia con lo stipendio di soli 1.200 euro al mese, per chi riceve pensioni da fame dopo una vita di lavoro, per i disoccupati, per le famiglie che non riescono ad andare avanti e dare una vita dignitosa con delle prospettive ai propri figli, non guardiamo il Festival di Sanremo bensì andiamo alla finestra e gridiamo “Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più”.

AMO LA MUSICA E LE CANZONI, MA ANCOR DI PIU’ I MIEI FRATELLI DISAGIATI E TERREMOTATI.

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Sebastiano de Falco

PHI Foundation

UN SAN BIAGIO SOLIDALE

Anche oggi, come ogni 3 Febbraio, a Milano si mangia il panettone di San Biagio.

Una antica tradizione popolare lega infatti il consumo di questo dolce tipicamente natalizio alla festa di San Biagio ed i migliori pasticceri, milanesi e non, si sfidano per realizzare il miglior panettone fatto ad hoc per questa occasione.

Ma c’è anche chi, come l’azienda dolciaria Fiasconaro con il suo maestro pasticcere Nicola Fiasconaro, coglie questa occasione per compiere un prezioso gesto di solidarietà, mandando dalla Sicilia a Milano tanti buonissimi panettoni da distribuire direttamente nei centri d’accoglienza per i profughi e di assistenza per i più bisognosi, come Casa Jannacci.

Un gesto legato alla partnership instaurata tra l’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Milano e l’azienda dolciaria Fiasconaro, che dona in modo gratuito  i propri panettoni per rallegrare gli ospiti dei centri di accoglienza e gli eventi organizzati per i cittadini milanesi in occasione di San Biagio.

Ma quando e come nasce questa consuetudine legata a San Biagio?

La tradizione popolare narra che Biagio nacque intorno al 300 D.C. in Armenia e  lavorò come medico fino a quando  i suoi concittadini non lo spinsero a  diventare vescovo.

Da vescovo curava le anime e da medico il corpo. Un giorno una madre si presentò da lui perché il figlio aveva una lisca di pesce conficcata in gola. L’istinto di medico gli fece usare della mollica di pane e la fede di vescovo la fece mangiare al bambino solo dopo averla benedetta. In questo modo salvò la vita del bambino. La notizia del “miracolo” divenne famosa e questa popolarità non fu gradita ad Agricola, prefetto di Diocleziano per l’Armenia che, sentendo crescere a dismisura la fama di Biagio, decise di convocare il vescovo; non appena se lo trovò davanti lo fece immediatamente uccidere, sperando di evitare la santificazione da parte del popolo, ma quel martirio ottenne l’effetto contrario e presto Biagio fu proclamato Santo.

E proprio per ricordare questo episodio del bambino e della mollica di San Biagio, il 3 Febbraio è consuetudine mangiare del panettone per proteggere la gola dei cittadini milanesi.

 

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Nicola Minerva

PHI Foundation

A lezione dalla popstar Madonna per costruire un Brand memorabile

Una Organizzazione No Profit per attirare sostenitori e finanziamenti deve in qualche modo avere una posizione nella mente del pubblico di riferimento. Ciò non può prescindere dalla costruzione di un Brand che la renda distinguibile e faccia percepire la specifica proposta di valore.

In tema di costruzione di Brand, l’esempio di Madonna, icona della musica pop per almeno due interi decenni, vale più di tanti corsi di comunicazione che si possano trovare sul mercato.

Non bella ma sexy, intelligente, ambiziosa e piena di energia. Con l’uscita del suo primo album, nel 1983 Madonna conquista il top delle classifiche e primeggia sulle copertine di tutte le riviste. Da quel momento sarebbe stata lei a dettare legge nella musica e nel costume.

Ma qual è la chiave del suo successo? L’aver costruito un Brand su 4 fondamentali pilastri: Rilevanza, Cambiamento, Significatività e Cuore.

Per quanto riguarda la Rilevanza, un Brand vincente deve sempre dare la percezione di essere unico e offrire qualcosa di diverso rispetto alla concorrenza. Madonna è riuscita a creare un personaggio distintivo con uno stile originale: pizzi, merletti, crocifissi, calze strappate, rossetto acceso, capelli biondi con fiocchi di tulle, neo e sopracciglia scure. Tutti questi elementi hanno qualcosa di caratterizzante da raccontare perché un Brand vincente dipende anche da uno story telling di successo.

Per quanto riguarda il Cambiamento, un Brand forte sa sempre stare un passo avanti agli altri. Madonna ha dimostrato in più occasioni di adattarsi alle situazioni che cambiano. Un giorno, interrogata sul rischio che si era assunta facendo la regista, rispose: “Non voglio rimanere chiusa in gabbia né rimanere imbottigliata come acqua minerale. L’etichetta che mi avete affibbiato non corrisponde più al prodotto? Fatti vostri“.

I cambiamenti che apporti al Brand devono però essere legati alla storia personale della Organizzazione No Profit e coerenti con l’immagine costruita sino a quel momento. Madonna incarna perfettamente questo concetto: l’aspetto costante della sua immagine è proprio il cambiamento continuo! Per quanto riguarda la Significatività, il Brand, pur abbracciando il Cambiamento, deve rimanere fedele alla promessa che ha fatto ai suoi stakeholders, ossia raggiungere lo scopo sociale per cui è nato. Ancora una volta Madonna, nonostante i mutevoli travestimenti nelle varie fasi della vita, sembra trasmettere con coerenza lo stesso valore: quello di essere una power-woman sempre pronta a rinascere.

Infine un Brand di successo non può che parlare alla psicologia del Cuore. Ancora una volta Madonna non si smentisce. A noi ragazze ci faceva sognare perché ispirava un modello di libertà e fuori dalle convenzioni proprio in quegli anni ottanta in cui il movimento femminista aveva subito un arresto rispetto al fermento del decennio precedente. Quella Madonna è la stessa che pochi giorni fa si è esibita nella manifestazione di protesta a Washington in cui si sono radunate fino a mezzo milione di persone contro l’atteggiamento misogino e razzista del Neo Presidente Trump.

Un Brand forte è dunque in grado di rispondere a bisogni emotivi nonché a “risuonare” a livello personale, facendo leva sulle emozioni recondite, quelle cioè che nella vita ti danno slancio e ti ricordano perché esisti.

Oggi la nostra “Material Girl” ha quasi 60 anni. Forse è stata solo un fenomeno di costume che ha influenzato la moda e lo stile, ma noi la ricorderemo per sempre come una tra le cantanti più famose al mondo.

Madonna nel nostro immaginario continuerà a brillare di luce propria e non sarà mai il riflesso di qualcuno o di qualcos’altro. E questo perché è stata in grado di costruire un Brand rilevante, significativo, in grado di evolversi, ma soprattutto di parlare ai nostri cuori.

 

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PHI Foundation

CORRI CON AMIP PER SOSTENERE LA RICERCA PEDIATRICA

Il 2 Aprile 2017 si terrà la 23° edizione della Maratona di Roma, un classico appuntamento annuale che si svolge lungo le strade e le piazze della città Eterna, ed anche quest’anno l’associazione AMIP (Associazione Malati di Ipertensione Polmonare) parteciperà a questa tradizionale corsa.

AMIP correrà la Maratona di Roma per raccogliere fondi a sostegno di un progetto di ricerca pediatrica sull’ipertensione polmonare presso l’Ospedale Bambino Gesù di Roma.

AMIP è una Onlus  nata il 12 Maggio 2000, con l’obiettivo di aiutare i malati di ipertensione polmonare che spesso si ritrovano a combattere da soli contro un male più forte di loro, fondata da Maria Pia Proia, una donna affetta proprio da questa grave patologia.

AMIP offre ai malati supporto psicologico e, attraverso materiale informativo di vario genere (dai manuali ai DVD), spiega loro come conoscere e convivere con l’ipertensione polmonare. Mette anche a loro disposizione una linea telefonica, un gruppo di auto-aiuto, conferenze e corsi di aggiornamento. Nel corso della sua attività AMIP ha svolto numerose collaborazioni con l’Istituto Superiore di Sanità e con il Ministero della Salute e partecipato a diverse iniziative tra cui il progetto “Medicina Narrativa”.

Ogni anno organizza inoltre incontri di gruppo in cui mette a disposizione dei pazienti, in modo gratuito per due giorni in albergo, la competenza dei medici più qualificati.

Il progetto di ricerca pediatrica sostenuto da AMIP è incentrato sul verificare, nei bambini malati di ipertensione polmonare, l’esistenza di autoanticorpi potenzialmente connessi allo sviluppo della malattia e, di conseguenza, l’efficacia dell’immunoassorbimento nella cura. Ciò allo scopo di studiare nuove strategie terapeutiche per la cura di bambini ed adulti affetti da questa grave patologia.

Corri anche tu con AMIP e sostieni la ricerca pediatrica sull’ipertensione polmonare: per partecipare come maratoneta solidale o unirti al gruppo della stracittadina puoi chiamare il numero 0633250970 o inviare una mail all’indirizzo amip.onlus@yahoo.it .

 

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Nicola Minerva

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