The Ocean Cleanup: il macchinario per ripulire gli oceani dalla plastica

Il macchinario per ripulire gli oceani dalla plastica è pronto.

Boyan Slat, di formazione ingegnere aerospaziale, aveva appena 18 anni quando 5 anni fa ha fondato The Ocean Cleanup, una ong dallo scopo decisamente rivoluzionario.

Oltre 8 milioni sono le tonnellate di plastica riversate negli oceani ogni anno a livello mondiale. 79.000 gli anni che impiegherebbero gli uomini a raccogliere i detriti di plastica attraverso il corso naturale delle correnti marine.

Con il suo macchinario per ripulire gli oceani Boyan Slat ha sfidato l’idea che il problema dell’inquinamento da detriti sia semplicemente irrisolvibile, accettando la responsabilità di una questione che, in quanto creata dall’uomo, va dall’uomo stesso risolta.

Il funzionamento

Il rivoluzionario macchinario per ripulire gli oceani si basa su un meccanismo a bassissimo impatto ambientale: 40 tubi posizionati a forma di V si riempiranno d’acqua a formare una barriera galleggiante che, sfruttando le semplici correnti marine e un sistema di piccole palette di nylon, raccoglierà i detriti prelevati da apposite navi ogni 6-8 settimane.

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Si stima che questo sistema permetterà lo smaltimento di 36 tonnellate di plastica in meno di cinque anni.

Se la struttura non sarà in grado, almeno per il momento, di collettare le microplastiche, non costituirà però in alcun modo un pericolo per la fauna marina.

L’isola di plastica del Pacifico

Il primo obiettivo del macchinario per ripulire gli oceani sarà l’isola di plastica formatasi a partire dagli anni ’80 nelle acque del Pacifico e costituita da un’enorme quantità di bottiglie, reti da pesca e scarti elettronici.

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La gravità della situazione è stata confermata da due spedizioni, una aerea e l’altra marittima,  ad opera della ong The Ocean Cleanup. Queste sono state finanziate grazie a generose donazioni da parte di diversi sponsor e ad una grossa campagna di crowdfunding attivata nel 2014.

Il macchinario per ripulire gli oceani entrerà ufficialmente in funzione a luglio 2018 con l’obiettivo di raggiungere 60 piattaforme galleggianti globalmente attive entro il 2020.

Cosa possiamo fare noi? Tre consigli per ridurre l’inquinamento da plastica 

Il contributo del singolo potrebbe dare un significativo apporto al grandioso progetto di bonifica ambientale di Ocean Cleanup.

Ecco tre consigli per ridurre l’inquinamento da plastica:

  • Niente buste di plastica – molti paesi, tra cui l’Italia, hanno già abolito l’uso di sacchetti di plastica nei supermercati, sostituiti con buste biodegradabili;
  • Niente piatti, posate e cannucce di plastica l’Unione Europea sta per presentare una direttiva volta a vietare prodotti facilmente sostituibili con alternative green;
  • Niente contenitori per detersivi monouso: oggi è sempre più facile trovare nei supermercati diffusori per detersivi che permettono di riutilizzare i relativi contenitori, magari realizzati con plastica riciclata, che limitino il volume della plastica dispersa nell’ambiente.
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Questa estate lo sguardo sarà puntato sul macchinario per pulire gli oceani al largo delle coste di San Francisco dunque.

Che sia però uno sguardo attivo e partecipato, l’unico che potrà fare realmente la differenza per le sorti del pianeta.

 

Floriana Avellino

PHI Foundation

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