Il nuovo progetto charity di Pandora

Quando un brand di gioielli illumina le donne che fanno la differenza nel sociale

Il marchio danese Pandora ha promosso negli anni numerose iniziative a favore del mondo femminile con la finalità di mettere in luce, di far scoprire donne apparentemente comuni che nella loro quotidianità riescono a raggiungere grandi risultati di impatto sociale. In linea con la filosofia di Pandora e la gioia di aiutare, e’ partito il progetto “​Donne x il domani​“, varato da poco da​ Valentina Molinari, direttrice marketing di Pandora Italia​.
Il requisito fondamentale per la partecipazione e’ che ogni donna faccia parte di una Onlus, Fondazione, Organizzazione o Cooperativa attiva in campi quale salute e ambiente, impegno sociale, cura e tutela dell’infanzia.
Significativo appare il metodo di individuazione delle candidate: non auto candidature, bensì segnalazioni sul sul sito ​Pandora di donne ritenute esemplari per il loro contributo e impegno sociale all’interno di associazioni no profit. “L’idea di competizione viene così sostituita con l’invito a generare una solidarietà consapevole, un circolo virtuoso che si possa espandere”, ci spiega Valentina Molinari.
Anche la giuria sarà tutta al femminile e tra le 12 finaliste selezionate, il 22 ottobre verranno proclamate le 3 vincitrici, che riceveranno una ricompensa per il loro impegno quotidiano e 15 mila euro da destinare alla propria causa.
Le finaliste sono​: Antonella Carnelli (Missione Sogni), Fiorella Tosoni (Associazione Andrea Tudisco), Luisa Pavia (Associazione CAF), Stefania Fadda (Centro assistenza per bambini sordi e sordociechi), Patrizia Lomuscio (Centro Antiviolenza “RiscoprirSi…”), Donata Berger (Associazione LiberaMente), Giovanna Murgia (Soc.Coop sociale Approdi), Caterina Musella (Aima Napoli), Marzia Caccioppoli (Associazione Noi Genitori di Tutti), Alessandra Zucchi (Associazione Tam Tam), Isabella Baldan (Fata­Famiglie Temporanea Accoglienza), Maria Grazia Passeri ( Associazione Salvabebe’ Salvamamme).
Chi volesse votare le finaliste può farlo sul sito ​Pandora.

Raccolta fondi e beni culturali

Fundraising e beni culturali: un binomio possibile?

“La cultura si potrà finanziare anche con il fundraising…”: non è la constatazione che le politiche di conservazione del nostro patrimonio artistico e culturale abbiano raschiato il fondo del barile, ma la promessa contenuta nella Riforma Franceschini sui beni culturali italiani.

Da circa dieci anni la cultura e tutte le attività collegate alla valorizzazione e alla conservazione dei beni culturali sono in piena contrazione e (tanto per cambiare) in fondo alla classifica europea: nella cultura investiamo solo lo 0,13% del Prodotto Interno Lordo e i finanziamenti pubblici si sono ridotti del 27,4% in 10 anni, passando da 2.197 milioni di euro nel 2004 a 1.595 nel 2014.

La sostenibilità della cultura dipenderà quindi da strategie di raccolta fondi mirate e personalizzate.
Se fino a pochi anni fa il fundraising toccava solo in parte le organizzazioni operanti nell’ambito culturale, oggi la ritirata dello Stato mette al centro dell’attenzione la ricerca di fonti di sostenibilità alternative a quelli tradizionali.

In Italia ci sono 443.208 organizzazioni culturali, ovvero il 7,3% delle imprese nazionali: secondo gli organizzatori di “Cultura e Fundraising“, la loro esistenza può essere legata solo a nuove politiche di sostenibilità per ridurre la dipendenza dal finanziamento pubblico, come il crowdfunding.

E si tratta di una vera e propria ricerca di una nuova massa critica: a fronte del crollo delle ero­ga­zioni libe­rali (-19%) e degli interventi delle fondazioni bancarie (-12%), secondo il rapporto di Federculture, lo scenario della ricerca di fondi è completamente diverso rispetto al passato.

«La Riforma Franceschini, introduce ufficialmente nuove professionalità accanto ai Direttori dei Musei, che saranno affiancati da un responsabile dei rapporti con il pubblico che si occupa anche del reperimento dei fondi e del marketing», afferma la coordinatrice del corso Marianna Martinoni. «La vera sfida sarà ora inserire figure professionali che possano svolgere questo ruolo nelle tante realtà diffuse su tutto il territorio nazionale in modo strategico e continuativo nel tempo».

Il corso si rivolge a teatri, biblioteche, musei pubblici e privati, gallerie d’arte, associazioni che operano nel settore della cultura e delle arti con l’obiettivo di offrire un approccio professionale e operativo al fundraising in questo settore. Il programma e la scheda di iscrizione sono pubblicati sul sito www.fundraisingschool.it


Marco Angelucci
Phi Foundation

Il volontariato in Italia: vero motore delle ONP

E’ quasi una ovvietà sostenere che il mondo del Non-Profit sia fondato sull’opera delle persone che si dedicano ad attività di volontariato; basti pensare che il numero complessivo dei volontari censiti in Italia supera quota 6.600.000 e che oltre 4.700.000 di essi operano all’interno di organizzazioni ONP.

I dati del 2013, successivi al censimento 2011 evidenziano che il tasso di volontariato è pari al 12,6 per cento della popolazione: un italiano su 8. Era il 6,9 per cento nel 1993, e il 10 per cento nel 2011 con un trend dunque in crescita costante.
Sezionando i dati per regione emergono dei gap piuttosto evidenti: si passa dal tasso del 21.8 del Trentino al 7.9 della Campania con la media della macro-area del Nord-est che si attesta sul 16% e le periferie delle aree metropolitane al 14%.

Per ciò che riguarda il numero di ore dedicate dagli italiani al volontariato fa impressione il numero di 126 Milioni di ore che corrisponde a quanto espresso in termini di ore lavorate da 787.000 persone a tempo pieno su una settimana da 40 ore lavorative. Mediamente, l’impegno mensile è 19 ore, con massimi al  25,6 e 24,9 in Friuli Venezia Giulia e Piemonte, fino alle 13,8 ore della Campania e 13,9 della Sicilia. Non ci sono differenze sostanziali tra uomini e donne, le ore di volontariato aumentano con l’età dei volontari. Riguardo l’età è significativo notare che  fascia di età col tasso più alto di volontariato totale è quella dai 55 ai 64 anni e copre il 15,9 per cento del totale.
Il valore scende progressivamente e proporzionalmente allo scendere dell’età, anche per del minor tempo libero disponibile: il valore scende al il 10 per cento nella fascia  14-24 anni; il valore minimo si trova al 5.9% tra le persone con più di 75 anni.

INFOGRAFICHE

Il grafico 1 mostra le ripartizioni percentuali dei 4.758.622 volontari censiti e operanti all’interno di associazioni ONP raggrupando le organizzazioni per numero di volontari.


Il grafico 2 mostra, raggruppato, il numero di volontari impegnati nelle 243.482 associazioni attive con volontari censiti


[Fonte dati ISTAT: http://dati-censimentoindustriaeservizi.istat.it/Index.aspx]


Andrea Somovigo
Phi Foundation