Correre per solidarietà

Last 10km Marathon 2015

Il 15 novembre si svolgerà una delle più importanti maratone italiane, la Verona Marathon 2015 e, collateralmente a questo momento suggestivo, quasi ad accompagnare il divertimento alla voglia di aiutare e donare, avrà luogo un evento podistico non competitivo, la Last 10km Marathon Solidale 2015.

Il percorso sarà il medesimo della Verona Marathon, ma il livello agonistico sarà differente: persone di tutte le età possono partecipare. La corsa solidale di 10 km terminerà in piazza Bra, dove non mancheranno spettacoli e intrattenimenti.

Anche quest’anno hanno aderito numerose Organizzazioni No Profit, che già nei giorni precedenti la gara, negli stand nell’area EXPO in piazza Bra, coinvolgeranno atleti, spettatori e passanti, approfittando di questa importante occasione per raccogliere fondi destinati e per aumentare la loro visibilità.

Chiaramente tutti i partecipanti alle due manifestazioni competitive (la 14° VERONAMARATHON e la 2° CANGRANDE HALF MARATHON) avranno la possibilità di sostenere i progetti proposti dalle ONP che hanno aderito al Charity Program, scegliendo – all’atto dell’iscrizione – se effettuare la normale iscrizione o aggiungere la sottoscrizione ad uno dei progetti solidali proposti.

Il costo dell’iscrizione è di 12 euro. Parte della quota d’iscrizione sarà destinata –  senza intermediazioni – al finanziamento del progetto dell’Organizzazione No Profit scelta.

Le iscrizioni alla Last10 sono ora disponibili Online oppure presso una delle sedi delle Onlus.

L’elenco delle Organizzazioni No Profit che parteciperanno quest’anno al progetto correre per solidarietà:

A.B.E.O. Onlus Verona
A.Fa.D.O.C. Onlus
ASSOCIAZIONE SAN ANTONIO
AVIS POLIZIA PENITENZIARIA VERONA
GRUPPO DI SOSTEGNO DBA ITALIA ONLUS
EMERGENCY VERONA
FiDAS VERONA sez. GOLOSINE
FONDAZIONE PER LA RICERCA SULLA FIBROSI CISTICA ONLUS
Fondazione Più di un Sogno
MEDICI SENZA FRONTIERE
ProgettoMondo Mlal
RAREPARTNERS
SELF HELP Società Cooperativa Onlus
SEMI PER LA SIDS Onlus
UNICEF
VIP VERONA Onlus

Successo di Orticolario con ABIO Como

Riportiamo con grande piacere una comunicazione ricevuta da ABIO Como relativa alla loro partecipazione a Orticolario, la manifestazione florovivaistica che si è svolta a Villa Erba, a Cernobbio sul lago di Como.

Orticolario è nato 7 anni fa quando un gruppo di amici comaschi, appassionati di giardinaggio, con l’aiuto e il supporto della storica società ortoflorica comasca, decisero di promuovere l’iniziativa di questa manifestazione per offrire al visitatore lo spettacolo del mondo florovivaistico nel parco in riva al lago e all’interno del particolare centro espositivo.

Orticolario ha nelle sua finalità anche devolvere i proventi netti derivanti dalla manifestazione ad associazioni operanti sul territorio lariano.

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Ed ecco che ABIO Como ha deciso di offrire la sua collaborazione ad Orticolario, convinti che fosse un’ottima possibilità di far conoscere ulteriormente l’associazione sul territorio.

A differenza delle altre sette associazioni che hanno “prestato” i loro volontari per compiti diversi, dal supporto alle visite guidate, alla accoglienza degli ospiti, alla organizzazione del torneo di burraco, i volontari ABIO Como si sono occupati della spazio biblioteca “fiori da leggere” che è stato ideato dalla biblioteca di Brunate e creato per intrattenere i piccoli ospiti in attesa di partecipare ai laboratori che, come gli altri anni, hanno coinvolto centinaia di bambini in esperienze, giochi e avventure legate al mondo della natura.

I volontari ABIO Como per una volta hanno avuto a che fare non con piccoli pazienti, ma con bambini dai tre ai 12 anni, che sono riusciti ad intrattenere e a far divertire con pazienza, fantasia e amore.

C’era uno spazio per il materiale illustrativo e così decine di genitori hanno ricevuto informazioni sull’attività di ABIO e sulla nostra presenza in tutti gli ospedali della città.

La collaborazione è stata molto apprezzata dalla organizzazione di Orticolario, ma soprattutto da genitori e bambini e ci auguriamo che l’esperienza si possa ripetere l’anno prossimo.

Per maggiori informazioni e fonte clicca qui.

 

Tu puoi ridargli la vista! Dona con un SMS solidale

Nel mondo, ogni minuto un bambino diventa cieco.

Ad oggi, la cecità infantile è inarrestabile: ogni minuto un bambino diventa cieco e nel 60% dei casi muore entro 1 anno dal momento in cui ha perso la vista. Eppure secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel 40% dei casi, la cecità potrebbe essere evitata con interventi mirati. Basterebbe infatti una diagnosi precoce o un intervento mirato per curare e fermare le principali cause.
L’OMS stima che ad oggi circa 600 milioni di persone sono ipovedenti a causa di difetti refrattivi, facilmente correggibili con un paio di occhiali.
I difetti agli occhi, più o meno gravi, da tempo possono essere corretti infatti con l’ausilio di lenti o operazioni mediche. Comprare un paio di occhiali o operare per correggere miopia, astigmatismo, ipermetropia sono azioni di routine nei Paesi sviluppati, ma può sembrare una rarità e un’operazione complessa, invece, in alcuni Paesi dell’Africa, dell’Asia e dell’America Latina.

In occasione della Giornata Mondiale della vista, CBM lancia “Apriamo gli occhi”, la campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi contro la cecità infantile.

“Apriamo gli occhi” vuole combattere la cecità evitabile, adottando semplici precauzioni, che a noi sembrano attività di routine, intervenendo in 15 Paesi tra Africa, America Latina e Asia attraverso ospedali e cliniche oculistiche mobili.

L’obiettivo è quello di raggiungere 13.000 persone attraverso:
• operazioni chirurgiche per ridare la vista a bambini e adulti
• 6.000 paia di occhiali da vista per correggere i difetti refrattivi.

I medici di CBM, con i fondi raccolti, potranno realizzare operazioni oculistiche per i bambini delle famiglie più povere, allestire cliniche oculistiche mobili e fare attività di screening per seguire i ragazzi che vivono lontano dagli ospedali.

Dona 2 euro con un SMS solidale o con una chiamata da rete fissa al numero 45594 e contribuisci a sostenere i progetti di lotta alla cecità!

Per maggiori informazioni visita il sito.

 

Il nuovo progetto charity di Pandora

Quando un brand di gioielli illumina le donne che fanno la differenza nel sociale

Il marchio danese Pandora ha promosso negli anni numerose iniziative a favore del mondo femminile con la finalità di mettere in luce, di far scoprire donne apparentemente comuni che nella loro quotidianità riescono a raggiungere grandi risultati di impatto sociale. In linea con la filosofia di Pandora e la gioia di aiutare, e’ partito il progetto “​Donne x il domani​“, varato da poco da​ Valentina Molinari, direttrice marketing di Pandora Italia​.
Il requisito fondamentale per la partecipazione e’ che ogni donna faccia parte di una Onlus, Fondazione, Organizzazione o Cooperativa attiva in campi quale salute e ambiente, impegno sociale, cura e tutela dell’infanzia.
Significativo appare il metodo di individuazione delle candidate: non auto candidature, bensì segnalazioni sul sul sito ​Pandora di donne ritenute esemplari per il loro contributo e impegno sociale all’interno di associazioni no profit. “L’idea di competizione viene così sostituita con l’invito a generare una solidarietà consapevole, un circolo virtuoso che si possa espandere”, ci spiega Valentina Molinari.
Anche la giuria sarà tutta al femminile e tra le 12 finaliste selezionate, il 22 ottobre verranno proclamate le 3 vincitrici, che riceveranno una ricompensa per il loro impegno quotidiano e 15 mila euro da destinare alla propria causa.
Le finaliste sono​: Antonella Carnelli (Missione Sogni), Fiorella Tosoni (Associazione Andrea Tudisco), Luisa Pavia (Associazione CAF), Stefania Fadda (Centro assistenza per bambini sordi e sordociechi), Patrizia Lomuscio (Centro Antiviolenza “RiscoprirSi…”), Donata Berger (Associazione LiberaMente), Giovanna Murgia (Soc.Coop sociale Approdi), Caterina Musella (Aima Napoli), Marzia Caccioppoli (Associazione Noi Genitori di Tutti), Alessandra Zucchi (Associazione Tam Tam), Isabella Baldan (Fata­Famiglie Temporanea Accoglienza), Maria Grazia Passeri ( Associazione Salvabebe’ Salvamamme).
Chi volesse votare le finaliste può farlo sul sito ​Pandora.

Raccolta fondi e beni culturali

Fundraising e beni culturali: un binomio possibile?

“La cultura si potrà finanziare anche con il fundraising…”: non è la constatazione che le politiche di conservazione del nostro patrimonio artistico e culturale abbiano raschiato il fondo del barile, ma la promessa contenuta nella Riforma Franceschini sui beni culturali italiani.

Da circa dieci anni la cultura e tutte le attività collegate alla valorizzazione e alla conservazione dei beni culturali sono in piena contrazione e (tanto per cambiare) in fondo alla classifica europea: nella cultura investiamo solo lo 0,13% del Prodotto Interno Lordo e i finanziamenti pubblici si sono ridotti del 27,4% in 10 anni, passando da 2.197 milioni di euro nel 2004 a 1.595 nel 2014.

La sostenibilità della cultura dipenderà quindi da strategie di raccolta fondi mirate e personalizzate.
Se fino a pochi anni fa il fundraising toccava solo in parte le organizzazioni operanti nell’ambito culturale, oggi la ritirata dello Stato mette al centro dell’attenzione la ricerca di fonti di sostenibilità alternative a quelli tradizionali.

In Italia ci sono 443.208 organizzazioni culturali, ovvero il 7,3% delle imprese nazionali: secondo gli organizzatori di “Cultura e Fundraising“, la loro esistenza può essere legata solo a nuove politiche di sostenibilità per ridurre la dipendenza dal finanziamento pubblico, come il crowdfunding.

E si tratta di una vera e propria ricerca di una nuova massa critica: a fronte del crollo delle ero­ga­zioni libe­rali (-19%) e degli interventi delle fondazioni bancarie (-12%), secondo il rapporto di Federculture, lo scenario della ricerca di fondi è completamente diverso rispetto al passato.

«La Riforma Franceschini, introduce ufficialmente nuove professionalità accanto ai Direttori dei Musei, che saranno affiancati da un responsabile dei rapporti con il pubblico che si occupa anche del reperimento dei fondi e del marketing», afferma la coordinatrice del corso Marianna Martinoni. «La vera sfida sarà ora inserire figure professionali che possano svolgere questo ruolo nelle tante realtà diffuse su tutto il territorio nazionale in modo strategico e continuativo nel tempo».

Il corso si rivolge a teatri, biblioteche, musei pubblici e privati, gallerie d’arte, associazioni che operano nel settore della cultura e delle arti con l’obiettivo di offrire un approccio professionale e operativo al fundraising in questo settore. Il programma e la scheda di iscrizione sono pubblicati sul sito www.fundraisingschool.it


Marco Angelucci
Phi Foundation

Il volontariato in Italia: vero motore delle ONP

E’ quasi una ovvietà sostenere che il mondo del Non-Profit sia fondato sull’opera delle persone che si dedicano ad attività di volontariato; basti pensare che il numero complessivo dei volontari censiti in Italia supera quota 6.600.000 e che oltre 4.700.000 di essi operano all’interno di organizzazioni ONP.

I dati del 2013, successivi al censimento 2011 evidenziano che il tasso di volontariato è pari al 12,6 per cento della popolazione: un italiano su 8. Era il 6,9 per cento nel 1993, e il 10 per cento nel 2011 con un trend dunque in crescita costante.
Sezionando i dati per regione emergono dei gap piuttosto evidenti: si passa dal tasso del 21.8 del Trentino al 7.9 della Campania con la media della macro-area del Nord-est che si attesta sul 16% e le periferie delle aree metropolitane al 14%.

Per ciò che riguarda il numero di ore dedicate dagli italiani al volontariato fa impressione il numero di 126 Milioni di ore che corrisponde a quanto espresso in termini di ore lavorate da 787.000 persone a tempo pieno su una settimana da 40 ore lavorative. Mediamente, l’impegno mensile è 19 ore, con massimi al  25,6 e 24,9 in Friuli Venezia Giulia e Piemonte, fino alle 13,8 ore della Campania e 13,9 della Sicilia. Non ci sono differenze sostanziali tra uomini e donne, le ore di volontariato aumentano con l’età dei volontari. Riguardo l’età è significativo notare che  fascia di età col tasso più alto di volontariato totale è quella dai 55 ai 64 anni e copre il 15,9 per cento del totale.
Il valore scende progressivamente e proporzionalmente allo scendere dell’età, anche per del minor tempo libero disponibile: il valore scende al il 10 per cento nella fascia  14-24 anni; il valore minimo si trova al 5.9% tra le persone con più di 75 anni.

INFOGRAFICHE

Il grafico 1 mostra le ripartizioni percentuali dei 4.758.622 volontari censiti e operanti all’interno di associazioni ONP raggrupando le organizzazioni per numero di volontari.


Il grafico 2 mostra, raggruppato, il numero di volontari impegnati nelle 243.482 associazioni attive con volontari censiti


[Fonte dati ISTAT: http://dati-censimentoindustriaeservizi.istat.it/Index.aspx]


Andrea Somovigo
Phi Foundation