I bambini della Siria e la storia di un conflitto

Il mio articolo di oggi sarà breve. L’ho appena iniziato, ma sono già certo del fatto che non sarò in grado di aggiungere niente di particolarmente rilevante o utile ad una realtà drammatica e fatale che spesso non vogliamo guardare.

Non sarà facile scrivere questo articolo. Ancora meno, esprimere qualcosa di valido al di là di quanto mostra il primo dei due video, quello che ho appena visto. Non mi riferisco solo alle lacrime che annebbiano i miei occhi e mi impediscono di completare frasi comprensibili. Lo sappiamo bene, il cuore sa di grammatica meno che la nostra mente e l’emozione non deve essere mai imprigionata nella gabbia delle forme. Dal punto di vista letterario, sappiate quindi scusare il mio sfogo disordinato.

In effetti sono pochissime le parole che si possano aggiungere al primo dei due video che oggi vi presento e che vi prego di guardare con molta attenzione. Non vi risulterà facile e, probabilmente, troverete anche crudele la mia richiesta.

È inevitabile immedesimarsi nel devastante dolore della distruzione della guerra, nella ferita inguaribile di figli che supplicano i genitori appena assassinati di svegliarsi oppure nei bambini agonizzanti che somigliano tanti i nostri propri figli.

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Il mio è un avvertimento per prendere consapevolezza attraverso l’autocritica. Quella coscienza che prima di vedere il video io non avevo e ingenuamente credevo o speravo di avere. Gli attentati recenti a Parigi, ci hanno toccato da vicino e, anche se sappiamo che nessuna forma di violenza è giustificata, esistono dolori che sembrano farci più male di altri. Occidente non sempre guarda i danni che provoca in uno, o in un altro modo. Insisto, Parigi ci è vicina non solo geograficamente, ma anche culturale ed affettivamente. Nonostante il dolore che ci hanno provocato poco fa quelle giovani e innocenti vite sottratte dal terrore, per evitare tragedie come questa in futuro, dobbiamo osservare la realtà in modo più ampio.

La guerra provoca terrore in ogni caso ed ad ogni modo. Intendo riferirmi a che a prescindere della confusione di responsabilità di terroristi e di coalizioni militari in nome della civiltà occidentale, come singoli cittadini, come singoli essere umani, abbiamo il dovere di tentare di osservare la realtà in modo completo.

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La violenza è sempre un atto compiuto ai danni di tutti. Uomini incappucciati che gridano frasi senza apparente senso oppure uomini che ordinano attacchi con aerei e bombe da milioni e milioni di euro, distruggono ugualmente.

Le anime innocenti strappate alla vita supplicano la nostra attenzione. Il terrorismo è un’unica realtà inscindibile, sia per le strade di Parigi sia in un villaggio fatto di case di fango, è uguale.

Il terrore è identico, la distruzione è identica, combattere il terrorismo seminando terrore è una follia, degna di chi ha iniziato questa mattanza di civili pacifici, francesi o siriani non fa differenza gli unici a morire sono sempre e soltanto civili pacifici.

È ora di combattere con pace e con amore come armi ogni forma di violenza illegale e combatterla con le armi giuste, cioè la prosperità e l’abbondanza che caratterizzano questo pianeta.
La scarsità genera violenza e odio, chi controlla la nostra società lo sa bene, e per tenerci impegnati ci mette gli uni contro gli altri. Di risorse ne abbiamo, fermiamoci a riflettere per un attimo e capiremo che, qua ce n’è per tutti: abbiamo fonti di energia infinita e praticamente a costo zero, tantissime altre fonti rinnovabili, idrogeno, eolico, idroelettrico, geotermico e solare.

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Eppure ci siamo fatti convincere che dobbiamo usare ancora carbone e petrolio. E ogni giorno muoiono uomini, donne e bambini perché il potente di turno deve fare soldi, soldi e soldi! E con questi soldi ha in mano i media che ci raccontano in TV tutto quello che vogliono mostrarci e non quello che succede veramente!

Ci dicono che bisogna combattere l’ISIS, ed è giusto! Ma perché uccidere i civili?!
Non dobbiamo farci ingannare, la guerra è guerra, e per i potenti le nostre vite non valgono nulla. Ci metteranno tutti contro tutti, ma per un solo scopo: soldi e potere. Sono loro che dobbiamo fermare! I primi passi consistono nell’aprire gli occhi e sostenere le associazioni che sostengono e accolgono la popolazione siriana, ovunque essa sia.

Promuovi la coscienza e sostieni l’Albero della vita.

 
 

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