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Consigli per promuovere una ONP: quando il denaro non è tutto

Spesso si sentono affermazioni come la seguente: “La nostra ONP ha bisogno di soldi, (è sempre la prima cosa che quasi tutti dicono!) per cui abbiamo deciso di fare fundraising”.   In questo caso il fundraising è visto come il toccasana miracoloso per cui tutto il mondo inizierà a sostenere la ONP per il solo fatto che chiedi soldi. Negli ultimi tempi si fa un gran parlare del crowdfunding (non è altro che fundraising online, svolto attraverso piattaforme dedicate): basta creare una campagna ed è fatto! Beh non proprio, ma andiamo con ordine.

La tua ONP esiste, è stata creata con una mission chiara, che definisce scopi e funzione. Essendo sconosciuta non ha sostenitori, oppure li ha ma in numero non sufficiente (la zia, il cugino e via dicendo). In questa prima fase è di fondamentale importanza farsi conoscere, enfatizzare gli aspetti positivi della tua ONP, i suoi obiettivi per quel determinato ambito sociale, creare rete con le singole persone e le altre realtà, creare interazioni significative con le istituzioni. La comunicazione è fondamentale, sia online che offline.

Online: E’ fondamentale realizzare un sito decente dove sia esposto chiaramente il programma della ONP, i suoi componenti, ciò che ha realizzato e i progetti che sta preparando. Sul lato social è bene iniziare una presenza su Facebook, con una pagina (non profilo e non gruppo!), compilata bene in tutte le sue parti, e seguita giornalmente. Non c’è un numero di post uguale per tutti, ma è fondamentale postare qualche volta al giorno in orari specifici, comunicando le iniziative, gli eventi (che vedremo più avanti), pubblicare foto ecc. Quando la pagina è ben avviata con un numero considerevole di like, puoi pensare a qualche inserzione pubblicitaria (Facebook Ads), realizzabile anche con budget ridotti. Twitter, Google plus, Instagram e quant’altro, li valuterete in base alle vostre forze e possibilità, sapendo che è inutile creare decine di account e abbandonarli come cattedrali nel deserto. Altro elemento importante della comunicazione online è la newsletter, con cui informare e aggiornare gli iscritti.

Offline: Normalmente questa area è un po’ sottovalutata, ma anch’essa di vitale importanza: gli eventi servono a creare interazione tra la ONP e l’esterno, servono a raccogliere le anagrafiche (il mio tessoro direbbe Gollum): le anagrafiche valgono più delle donazioni, o quantomeno non devono mai mancare, perché sono i dati del donatore che daranno continuità all’aiuto. Grazie a queste anagrafiche potrai inviare la newsletter a persone mirate, che già ti conoscono, potrai creare una rete di aiuto e di amicizia, rete che si espanderà sempre di più e che col tempo “pescherà” nuovi volontari, che andranno a potenziare le attività della ONP. Gli eventi devono rispecchiare l’identità della onp, devono saper trasmettere, devono coinvolgere e sensibilizzare. Può essere una cena solidale, o un banchetto in piazza, un banco di beneficenza o qualsiasi altra cosa che la fantasia e la realtà in cui la onp opera possa suggerire. La relazione interpersonale va sempre curata e favorita: la ONP è fatta di persone.

La donazione è la normale conseguenza di tutto questo lavoro. Ecco perché rivolgersi al fundraising come a un bancomat è sbagliato e dannoso, rimarrai deluso e sconfortato e penserai che la tua meravigliosa sconosciutissima ONP non abbia futuro. E invece non è così, non è proprio così. Quanto è scritto in questo articolo è alla portata di tutti. E’ questa la strada giusta perché la tua ONP possa vivere, operare e diffondersi. Comunicazione e fundraising vanno insieme come testa e croce della monetina. I risultati immediati non esistono. Esiste tutto il tuo impegno, sacrificio, esiste la tua determinazione, il crederci a qualsiasi costo.

Se si ripete compulsivamente: “la nostra ONP non ha soldi” è solo perché non si fa niente per cambiare la situazione, è perché si pone l’accento esclusivamente sul fattore economico (ma si sa, il terzo settore non è atto a far soldi). Metti in pratica questi punti e non attendere i quattrini come zio Paperone, ma come chi fa di tutto perché la propria ONP possa svolgere la mission per cui è stata pensata e voluta: dipende da te.

Ancora un piccolo consiglio: non essere superbo e fatti aiutare: chiedi una consulenza a un fundraiser che potrà prospettarti il migliore piano di fundraising adatto alla tua ONP.

PHI Foundation si occupa di dare visibilità alle ONP: contattaci e ti aiuteremo a far emergere il tuo progetto realizzando subito un sito web gratuitamente.

www.phifoundation.com

 

Luca Rubin

Preposizioni semplici per un volontariato di successo in una ONP

Cosa c’entra la grammatica col volontariato?

La preposizione (dal latino “praeponere” = porre davanti) crea legame tra parole e frasi, dando un senso compiuto al discorso. In generale le preposizioni semplici chiariscono la meta di un’azione, il senso di un progetto, l’identità. Applicando tutto questo al mondo no profit, è ben chiaro che esse sono di vitale importanza per un volontariato di successo, per una ONP che sappia chi è e cosa fa. Poniamole davanti ad ogni nostra scelta personale e di gruppo: saranno il motore propulsore del nostro essere per gli altri!

  1. DI. Questa preposizione contiene tutte le tue qualità, i pregi, i difetti, i punti di forza e di debolezza. Più conoscerai te stesso e migliore sarà il mix che farai con tutti questi ingredienti. Sarà quello che offrirai alla ONP e a chi riceverà il tuo aiuto. 
  2. A. chi ti rivolgi? A chi presti aiuto? Questa preposizione è come il navigatore di ogni tua scelta, è il test che ti dice se il tuo progetto sta in piedi o meno. Sì perché se crei un piano di fundraising senza pensare chi sono i beneficiari, è come se vendi ghiaccioli agli eschimesi: faresti solo ridere, e neanche tanto.
  3. DA. Ricordati che qualsiasi azione ha una sua radice in una ONP che si è prefissata una vision (il perché) e una mission (il come). La fedeltà a questi due elementi stabilisce il suo successo. Ecco perché è importante che le fondamenta della onp siano solide e indistruttibili. Tu la sposeresti una persona che non si ricorda come si chiama? Ma la onp non è sufficiente: io non ho mai visto una onp soffiarsi il naso o imprecare per il ritardo di un treno… La onp è fatta di persone, che ci credono, che donano tutte le loro energie fisiche e psichiche. Persone che aiutano altre persone.
  4. CON. È il cuore di tutto: tu con la ONP, tu con i volontari, tu con la gente che aiuti.         Il volontariato è fatto da collaborazioni e integrazioni, a vari livelli. Tu collabori con la ONP, fornendo tempo, energie, competenze, responsabilità. La ONP collabora con te, fornendoti esperienza, campi d’azione, tempi e modalità. La gente che beneficia del tuo aiuto collabora con te, dandoti la possibilità di crescere.
  5. SU. Senza entrare in una dimensione di fede (assolutamente personale e intima), questa preposizione semplice indica che ogni azione di volontariato porta un beneficio verso l’alto, una crescita positiva, non solo in chi aiuti e assisti, ma in te stesso e nella ONP attraverso cui agisci.
  6. PER. Simile alla A, ma con una sfumatura diversa: in questo caso si gioca in perdita, senza guardare a un risultato, senza attendersi un grazie, anzi, magari ricevendo un insulto. Essere per l’altro, favorirlo in tutto senza aspettarsi niente.
  7. TRA. Deriva da intra: dentro, insieme. Non sei solo, mai. E neanche le ONP sono sole: ce ne sono altre millemila che intervengono nei più svariati ambiti sociali educativi, sanitari, culturali, ecc. Questa preposizione invita ad essere capaci di collaborazione e integrazione, certi che come disse John Donne “nessun uomo è un’isola.
  8. FRA. Deriva da infra, sotto, in basso. Sei capace di metterti in secondo piano? Riesci a sacrificare una giornata in cui potevi stare stravaccato sul divano o dedicarti al tuo hobby per un ideale più alto, per dare consolazione a chi sta soffrendo? È la sfida che ti chiede il volontariato: accettala!

Luca Rubin

Se vuoi collaborare con Phi Fondation in qualità di content editor contattaci, saremo felici di prenderti a bordo…

International Fundraising Congress

#IFC2015 – Cosa imparare da una campagna diventata virale

L’International Fundraising Congress è l’evento internazionale più importante per fundraiser e crowdfunder ed è nato con lo scopo di mettere a confronto strategie vincenti.

Secondo Beth Kanter, blogger da anni impegnata sul campo del fundraising, è l’occasione per incontrare una “comunità meravigliosa”.

Qui, scrive sul suo blog, ho incontrato persone impegnate da diversi anni nelle strategie di raccolta fondi: “la cosa più straordinaria è che nessuno di loro si sia presentato o sia stato trattato come una vecchia guardia“…

In ogni sessione del congresso, esperti navigati si incontrano con le new entry nella comunità e il confronto tra idee avviene in clima di massimo rispetto e supporto reciproco.

Nella sessione condotta da Kanter, sono state analizzate due campagne di charity (Ice Bucket Challenge dell’ALS Association e la campagna di Stephen Sutton supportata dall’associazione Teenage Cancer Trust) che sono diventate virali e la discussione ha messo in luce alcuni aspetti molto interessanti intorno all’obiettivo strategico della viralità.

Ecco alcuni punti essenziali:

1) Le campagne non possono diventare virali “su richiesta”.

2) Ogni organizzazione deve monitorare costantemente gli effetti di una campagna e aggiustare il tiro in corsa per rispondere in modo appropriato e aumentare le potenzialità virali della campagna.

3) Le organizzazioni devono essere guidate dall’umiltà e non da uno spirito di controllo. La cultura verticale non è sufficientemente agile, secondo Kanter, per “nutrire il potenziale virale di una campagna“.

4) I risultati non stupefacenti raggiunti nel primo anno, non devono condizionare la ricerca del successo negli anni successivi: in entrambi i casi analizzati, il primo anno di campagna ha comunque raggiunto alcuni successi particolari, tra cui quello di ottenere un consenso ampio tra la cosiddetta “fetta normale” di pubblico (ovvero il pubblico non direttamente o indirettamente coinvolto con la malattia).

5) Tutte e due le campagne sono riuscite a raccogliere intorno a loro individui “iper-connessi” (o influencers) con reti molto vaste di followers, fans, etc.

6) Il segreto del successo di ciascuna campagna non è stato solo nelle “iper-connessioni” in sé, ma nella capacità di queste connessioni di provocare e caricare una storia di emozioni.

7) Raccontare una storia che tocchi profondamente il cuore è essenziale: entrambe le campagne hanno raccontato una storia autentica, emozionale e avvincente, dove l’eroe era il testimonial e non l’organizzazione.

8) Tutte e due le organizzazioni hanno dovuto confrontarsi con l’improvvisazione, piuttosto che con un copione già scritto, nel campo della leadership: azione che ha richiesto un continuo feedback e un monitoraggio continuo delle impressioni del pubblico.

9) Entrambe le organizzazioni si sono focalizzate più sulla crescita della fiducia, piuttosto che del controllo: lasciando addirittura che fossero i loro stessi supporter/donatori a prendere la guida della campagna.


Marco Angelucci
Phi Foundation

Piattaforme italiane di crowdfunding

Il rapporto 2015 sulle piattaforme di crowdfunding italiane

La fotografia è più che ottimistica: le piattaforme italiane di crowdfunding (raccolta fondi) recensite nel 2015 sono 82: tra queste 69 sono attive e 13 ancora in fase di lancio.

Secondo Ivana Pais (Corriere della Sera) si tratta di “una frammentazione poco funzionale rispetto alle caratteristiche del settore ma che, rispetto agli scorsi anni quando le piattaforme nascevano per copia-incolla, oggi in parte si spiega con processi potenzialmente virtuosi di differenziazione settoriale e territoriale”.

Un’analisi un po’ impietosa e con ottimismo iniziale che scende ancora se ci si “cala” tra i dati relativi alle campagne di fundraising: le proposte ricevute sono più che raddoppiate rispetto al 2014 (sono circa 100.000), mentre quelle poi pubblicate sulle piattaforme scendono a 21 mila (comunque il 67& in più rispetto all’anno precedente).

Ma il dato sconfortante è un altro: tra le campagne pubblicate solo una su tre viene finanziata, ovvero raggiunge l’obiettivo del suo crowdfund.

È molto interessante invece l’aspetto economico: il valore complessivo dei progetti finanziati attraverso le piattaforme di fundraising è pari a quasi 56,8 milioni di euro, con un aumento dell’85% rispetto ai 30,6 milioni di euro rilevati a maggio 2014.

Le campagne hanno carattere creativo e/o culturale (37%), seguite dalle campagne sociali (34%), solo il 20% sono campagne sono di tipo corporate.
Secondo Pais, “la natura sociale e culturale del crowdfunding italiano è confermata anche dal fatto che le piattaforme che si rivolgono alle associazioni sono più numerose di quelle che si rivolgono alle aziende. Il crowdfunding resta all’interno dei confini nazionali: solo il 12% delle piattaforme si spinge sul mercato estero“.

Tra l’80 e il 90% delle campagne pubblicate e poi finanziate prevalgono somme piuttosto modeste: gli obiettivi di valore si attestano tra i 1000 e i 10000 euro. Le piattaforme che raccolgono più di 50000 visitatori si contano sulle dita di una mano.

Il report completo realizzato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano con il contributo di TIM WithYouWeDo è disponibile su www.crowdfundingreport.it.

Mappatura delle piattaforme italiane pubblicata da “il Sole 24 Ore” – 9/11/2015


Marco Angelucci
Phi Foundation

Il non-profit fa cose buone e giuste ma il non-profit non sa comunicare

Da qualche tempo, capita di prestare attenzione alle questioni inerenti la comunicazione e percezione del ruolo di Fundraiser e in generale il tema del Fundraising.

Abbiamo il privilegio di confrontarsi con nomi noti della raccolta fondi e sedersi ai tavoli di discussione sulla comunicazione “Fundraising Oriented” che ci permette di ampliare il campo visivo e di alimentare la percezione che abbiamo sulla raccolta fondi dedicata al non-profit e sulle opportunità, soprattutto in termini di sostegno ai più deboli.

Diventa fondamentale comprendere quanto conosciamo e come viene percepito il Fundraising orientato al Terzo Settore, di cui, tanto si parla ma poco si conosce.

Nonostante la fatica quotidiana, non siamo ancora stati in grado di modificare questa visione limitativa e limitante per la crescita del Fundraising orientato al terzo settore.

Ci chiediamo, quale sia davvero il problema.

Riteniamo, a torto, che il fatto stesso di occuparci di una buona causa sia sufficiente a farci ascoltare.
 

Non è così. Le buone cause sono sì condizione necessaria ma certamente non sufficiente.

 
Di più: così preoccupati e occupati a parlare di noi e dei nostri bisogni, arroccandoci su intenzioni, propositi e posizioni, finiamo con il perdere di vista il punto di vista degli altri.

Crediamo che in fondo siamo tutti un po’ affetti da una visione NONPROFIT – CENTRICA.

Proponiamoci sempre in modo professionale spazzando via i luoghi comuni che sviliscono il nostro contributo. Mettiamoci sullo stesso piano dell’interlocutore. Ascoltiamo, informiamoci, confrontiamoci costruttivamente e forse, saremo in grado di sostituire al concetto di beneficenza il termine di “valore produttivo di utilità sociale”.

Il Fundaraiser è l’arte di saper chiedere. Un po’ per vocazione e un po’ per diletto, tutti possono chiedere ma non tutti sanno chiedere.

Se sei una organizzazione non profit e desideri supporto o vuoi avviare una campagna di raccolta fondi, chiedi a PHI FOUNDATION (Social Fundraising Community).

 
 

Crowdfunding per l'arte

BeArt: una piattaforma di raccolta fondi dedicata all’arte

BeArt è un portale di crowdfunding per artisti e dedicato solo ed esclusivamente a progetti di arte.

Opere, libri, performance, lavori digitali e non solo: BeArt permetterà il finanziamento di pubblicazioni, musei e premi artistici.

L’idea, nata da una start up fondata da Jessica Tanghetti, Mauro Mattei e Giorgio Bartoli, è quella di connettere “tutti coloro che producono arte e cultura direttamente con la community di riferimento, permettendo al pubblico che li segue di sostenere attivamente i loro progetti in cambio di rewards, beni o servizi unici ed esclusivi pensati come ricompense”.

La partecipazione per gli artisti è gratuita: per incominciare a raccogliere fondi e realizzare la propria proposta artistica è sufficiente compilare un modulo di presentazione del progetto, fissare un obiettivo in termini di tempo e di somma da raccogliere e decidere le ricompense da assegnare ai donatori.

Possono avviare una campagna di crowdfunding su BeArt “persone fisiche che abbiano compiuto 18 anni oppure persone giuridiche come musei, gallerie, associazioni, fondazioni enti pubblici e no profit”.

I progetti sono valutati da un gruppo tecnico di professionisti italiani e inglesi e, per ogni progetto che raggiunge il suo obiettivo, BeArt trattiene una commissione del 7% sul totale raccolto attraverso la campagna.

Le campagne possono essere del tipo All or Nothing, dove la commissione è applicata solo se la campagna si conclude con successo, oppure nella modalità Keep it All: qui la percentuale è applicata a prescindere dal loro risultato.

La prima formula è normalmente consigliata per progetti di piccola entità che necessitano di una cifra minima, senza la quale sarebbe impossibile avviare il progetto stesso.

Nella formula Keep it All invece, anche se l’obiettivo economico non è stato raggiunto, il creator dovrà impegnarsi a realizzare il progetto, o una sua parte, utilizzando le risorse raccolte e dovrà inviare le ricompense scelte dai propri supporters.


Marco Angelucci
Phi Foundation

L’App Eco dal frigo, no allo spreco alimentare!

Frigo vuoto? Non sai cosa cucinare? L’App EcoDalFrigo è la soluzione: tante ricette salva-cena per cucinare con ciò che hai in casa senza sprecare. Lo spreco alimentare è ancora un problema estremamente serio: sono 49 i kg che ogni famiglia in media butta in un anno e solo il 30% delle persone controlla il frigo almeno una volta alla settimana.

Nell’anno di EXPO 2015 ci è offerta un’occasione importante per riflettere insieme sulle contraddizioni alimentari del nostro pianeta: se da una parte ci sono ancora più di 87 milioni di persone che soffrono la fame, dall’altra ci sono circa 2,8 milioni di decessi per malattie legate a obesità o sovrappeso.

 

COME FUNZIONERÀ L’APP?

Cucinare per molti è un piacere, ma a volte si manca di fantasia e si arriva all’ora dei pasti senza sapere cosa preparare. Se poi aprendo il frigorifero e la dispensa, regna la desolazione, la cosa si fa ancora più difficile. Spesso ci ritroviamo con pochi ingredienti che non sappiamo come combinare insieme. Oppure abbiamo dei prodotti in scadenza e nessuna idea di come cucinarli.

 

L’App EcoDalFrigo sarà la soluzione!

 
Ecco come funzionerà:

  • Sarà molto semplice e alla portata di tutti!
  • Sarà sufficiente una normale connessione internet per consultare l’App da qualsiasi dispositivo (computer, smarphone, tablet…).
  • Conterrà tante e gustose ricette salva-cena, facili da preparare.
  • Si parte da quello che ci ha in casa! A differenza delle classiche applicazioni di ricette ti chiedono di acquistare qualche ingrediente, con l’App EcoDalFrigo sarà possibile trovare delle ricette a partire anche dagli ingredienti già presenti a casa.

 
 

PERCHÈ UN’APP ANTISPRECO?

Mission Bambini da anni attiva anche in Italia al servizio di chi ha bisogno, desidera offrire uno strumento utile per:

  • Ridurre gli sprechi di cibo in casa, con particolare attenzione alla sensibilizzazione delle nuove generazioni;
  • Risparmiare sulla spesa settimanale, sensibilizzando le persone a utilizzare quanto già presente in casa o ad acquistare le quantità e gli ingredienti realmente necessari. Si calcola infatti che grazie all’utilizzo dell’App e ad una gestione più oculata della propria dispensa, sia possibile arrivare a risparmiare fino al 20% della spesa, con un guadagno quindi di circa 1300 euro in un anno per una famiglia di tre persone. Non male no?!

 
Lo sviluppo dell’App si inserisce inoltre nell’ambito di un programma biennale Italia-Uganda più vasto, che ha ricevuto il patrocinio e il sostegno della Fondazione Cariplo, della Regione Lombardia e del Comune di Milano.

 

L’APP NELLE SCUOLE

L’App EcoDalFrigo verrà promossa anche all’interno del programma di Educazione allo Sviluppo di Mission Bambini a favore di 12.000 bambini italiani, di cui il 90% di età compresa tra i 6 e i 10 anni. Dell’intervento beneficeranno 300 scuole lombarde prevalentemente della provincia di Milano (60%).
Il programma verrà coordinato da Fondazione Mission Bambini che gestirà gli interventi nelle scuole insieme ai partner tecnici Coldiretti e Agricola 2000 per:

  • Ridurre lo spreco alimentare: ai bambini e alle loro famiglie verrà presentata l’applicazione e verrà distribuito del materiale informativo utile per comprendere l’importanza del contrasto allo spreco alimentare;
  • Favorire l’accesso al cibo e promuovere stili di vita sani: verranno organizzati incontri con volontari di Mission Bambini, testimoni diretti delle problematiche legate alla sicurezza alimentare dei paesi in via di sviluppo. Verranno proposte anche visite didattiche con esperti sull’importanza di una buona nutrizione, del consumo di prodotti stagionali, locali e a Km zero.

 
Aiuta anche tu il progetto! Ogni contributo è importante e in palio ci sono tante ricompense per i partecipanti.

 

Fai subito la tua donazione clicca qui!

 
 
Articolo tratto da #ecodalfrigo!!

 
 

Disegno di legge delega per la Riforma del Terzo Settore e il contributo di Phi Foundation

Noi della “Phi Foundation” siamo soddisfatti che l’Italia nel 2015 abbia approvato il Ddl delega sul Terzo Settore. A meno di un anno dal suo annuncio, ci viene restituito, per questa prima parte dell’iter parlamentare, un buon testo, a riprova che la Commissione e l’Aula alla Camera Italiana hanno lavorato con grande attenzione per la Riforma e riorganizzazione di un mondo vastissimo, che in Italia interessa oltre 300mila organizzazioni, quasi un milione di lavoratori totali e oltre 5 milioni di volontari, rappresentando 8 punti del PIL italiano.
Si tratta di un passaggio epocale che coinvolge l’intero Paese Italia e non solo il mondo delle organizzazioni non profit (ONP).

Auspichiamo che il successivo esame del testo al Senato italiano possa apportare alcune migliorie legate ad alcuni aspetti gestionali ed organizzativi, anche di natura civilistica e fiscale, delle realtà di terzo settore e delle imprese sociali, ma anche a questioni relative al servizio civile, così come ad una maggiore attenzione al volontariato organizzato e alle forme più spontanee di volontariato e partecipazione dei cittadini, e infine ad una più chiara individuazione del ruolo e funzione dei Centri di servizio per il volontariato.
Aspettiamo di poter chiarire i dubbi e dare risposte alle domande su un punto nodale che è quello delle risorse disponibili. Questione che una Riforma di questa portata non può certo ignorare.

Su questo e tutti gli altri aspetti “Phi Foundation” continuerà a fare la sua parte e dare il suo contributo aiutando le ONP a realizzare un sito web “Gratuitamente” con lo scopo di ampliare la loro visibilità e fargli ricevere donazioni tramite il tasto “Dona” . Ulteriore supporto viene dato tramite il sito web della “Phi Foundation” dove le ONP potranno avvalersi del “People Raising”, cioè, fare ricerca di Volontari e contattarli per le disponibilità; inoltre la “Phi Foundation” mette a disposizione delle ONP l’attività di raccolta fondi tramite azioni di “Fundraising” online e offline anche mediante manifestazioni finalizzate e “Corporate Fundraising”.

Se sei una organizzazione non profit e desideri supporto o vuoi avviare una campagna di raccolta fondi, chiedi a PHI FOUNDATION (Social Fundraising Community).

 

Cinema indipendente e crowdfunding

Crowdfunding al servizio del cinema indipendente

La musica, le arti in genere ed oggi anche il cinema sono stati i pionieri nell’arte della raccolta fondi, secolarizzata come crowdfunding.

Sono sempre più frequenti le rock band, gli artisti emergenti e i nuovi registi che cercano aiuto sulle piattaforme di Kickstarter o IndieGoGo per sbarcare il lunario.

In ordine di tempo, e a partire da questa mattina, è stata aperta un’altra campagna di fundraising e su una piattaforma meno nota, ma con un outlook in crescita: www.eppela.com e progetti orientati al social fundraising.

Si tratta di un documentario sulla Via Francigena (I volti della Via Francigena): un progetto cinematografico indipendente di Fabio Dipinto, filmmaker torinese. Sei settimane di cammino dal Colle del Gran San Bernardo a Roma, che l’autore ha filmato insieme agli incontri giorno dopo giorno. Un documentario che racconta i luoghi e le persone che con il cammino hanno stretto un legame unico.
“Pellegrini, ospitalieri, traghettatori, volontari, storici e religiosi, persone che vivono la via quotidianamente e che compiono immensi sforzi per renderla sicura e mantenerla accessibile”, così racconta il breve trailer del documentario.

“Per alcuni è un viaggio spirituale o un modo per ritrovarsi, per altri una sfida con se stessi. Un viaggio che permette di allontanarsi dalla frenesia delle metropoli in cui viviamo e riscoprire il sapore delle cose semplici. Un viaggio che consente di attraversare l’Italia da nord al centro, passando per città magnifiche e antichi borghi dimenticati che hanno mantenuto l’autenticità del tempo che li ha originati”.

Maggiori dettagli sul lavoro e sulla parte restante (post-produzione, ulteriori interviste, montaggio e acquisto della colonna sonora) sono disponibili sulla pagina Facebook del progetto, che ha già un discreto seguito.

La raccolta fondi, che è partita oggi, si prefigge un obiettivo minimo di 1250,00 euro in 40 giorni: se vuoi contribuire anche tu alla memoria di questo viaggio spirituale, sostenere un film indipendente al 100% made in Italy e ottenere una delle sei ricompense previste, segui questo link e dona il tuo contributo: Campagna “I volti della Francigena”.


Marco Angelucci
Phi Foundation

Crowdfunding

Il crowdfunding restaura i beni culturali

L’Italia vanta il maggior numero di siti Unesco al mondo e richiama circa 48 milioni di turisti all’anno.
Consapevole del valore universale di questi capolavori, è nata LoveItaly!, piattaforma internazionale di crowdfunding interamente dedicata alla raccolta di donazioni per la salvaguardia del patrimonio artistico e culturale italiano.
LoveItaly! è un progetto di LVenture Group, azienda che opera in venture capital e che investe in start-up digitali.

“Noi investiamo in startup e con questa iniziativa vogliamo unire il nostro mondo di relazioni, di soldi e quant’altro con un bene comune, che sono i beni artistici italiani e così abbiamo creato una piattaforma per raccogliere da tantissime persone – ci auguriamo siano milioni – poco denaro per ristrutturare queste straordinarie bellezze che abbiamo”

ha detto Luigi Capello, co-fondatore e amministratore delegato di LVenture.

 
 

COME NASCE

Questo progetto è nato un anno fa dall’incontro con Tracy Roberts, che ha fatto capire quanto per gli americani sia importante il concetto di give back, il dare qualcosa alla società.

Ci siamo anche resi conto di quanto la comunità internazionale abbia a cuore il patrimonio culturale italiano, per questo ci siamo attivati mettendo in campo le nostre competenze in ambito digitale.
Ora ci impegneremo nel creare contatti con il nostro network di investitori e, con la potenza del crowdfunding e dei social media, cercheremo di raggiungere milioni di persone”

ha detto Luigi Capello.

 
 

COME FUNZIONA

L’associazione no profit opera in collaborazione con Ministeri, Sovrintendenze, Istituti di Belle Arti e Musei, Istituzioni ecclesiastiche, Università, Istituti scolastici e Accademie per creare una sinergia tra pubblico e privato, una comunità globale che partecipi attivamente alla salvaguardia dei beni culturali attraverso microfinanziamenti collettivi di progetti specifici di restauro, in totale trasparenza e tracciabilità.

La parola d’ordine è «Siamo tutti coinvolti».

Il nostro patrimonio culturale appartiene a tutta l’umanità, non solo a noi italiani e la piattaforma si rivolge anche ai milioni di stranieri che amano l’Italia.

Per questo motivo oltre alla sede italiana, LoveItaly! ha aperto una sede negli USA, l’American Friends of LoveItaly!.

 
 

COME DONARE

LoveItaly! ha iniziato le prime due campagne di crowdfunding:

la prima riguarda il restauro del Cubicolo 3 della Domus del Centauro a Pompei (target 53 mila euro lordi) e la seconda è il restauro di un sarcofago di età imperiale custodito nella Galleria Corsini di Roma (target 12 mila euro).

 

Un nuovo entusiasmante viaggio per la tutela dei beni culturali italiani è dunque iniziato.
Ora serve l’aiuto di tutti, in tutto il mondo: qualsiasi somma raccolta andrà a contribuire alla realizzazione anche solo parziale del progetto.

 

Approfondisci e/o Dona ora!

 

 

Phi Foundation, ONP e Social Fundraising Community

Riflettendo sulle difficoltà, e nello stesso tempo la necessità delle piccole e medie ONP (organizzazioni non profit) di reperire risorse economiche attraverso la raccolta fondi, si scopre la loro impreparazione negli strumenti e applicazione metodologie di Fundraising.

La domanda, quanto tempo dobbiamo ancora attendere prima che le ONP diano inizio alla valorizzazione delle relazioni che hanno nel territorio in ottica di attivazione di un’efficace strategia di Fundraising, considerando anche le prospettive di ampliare la propria cerchia d’influenza alleandosi con una più ampia struttura di Social Fundraising Community?

La risposta non è scontata perché ci vuole la temerarietà e lungimiranza di eseguire una scelta importante. Strutturarsi in Fundraising Orient, infatti, significa rimettere in discussione l’intero modello organizzativo delle ONP, al fine di trovare non solo fondi ma anche donazioni in termini di competenze, tempo, (people raising), e soprattutto relazioni.

Solo curando le relazioni che abbiamo con la realtà che ci circonda, orientandoci inoltre anche verso il Corporate Fundraising, possiamo davvero implementare una buona strategia di raccolta fondi e, il dono diventa uno strumento mediante il quale rafforzare questi legami.

Se vuoi avviare una campagna di raccolta fondi, chiedi a PHI FOUNDATION (Social Fundraising Community).

 

 

Correre per solidarietà

Last 10km Marathon 2015

Il 15 novembre si svolgerà una delle più importanti maratone italiane, la Verona Marathon 2015 e, collateralmente a questo momento suggestivo, quasi ad accompagnare il divertimento alla voglia di aiutare e donare, avrà luogo un evento podistico non competitivo, la Last 10km Marathon Solidale 2015.

Il percorso sarà il medesimo della Verona Marathon, ma il livello agonistico sarà differente: persone di tutte le età possono partecipare. La corsa solidale di 10 km terminerà in piazza Bra, dove non mancheranno spettacoli e intrattenimenti.

Anche quest’anno hanno aderito numerose Organizzazioni No Profit, che già nei giorni precedenti la gara, negli stand nell’area EXPO in piazza Bra, coinvolgeranno atleti, spettatori e passanti, approfittando di questa importante occasione per raccogliere fondi destinati e per aumentare la loro visibilità.

Chiaramente tutti i partecipanti alle due manifestazioni competitive (la 14° VERONAMARATHON e la 2° CANGRANDE HALF MARATHON) avranno la possibilità di sostenere i progetti proposti dalle ONP che hanno aderito al Charity Program, scegliendo – all’atto dell’iscrizione – se effettuare la normale iscrizione o aggiungere la sottoscrizione ad uno dei progetti solidali proposti.

Il costo dell’iscrizione è di 12 euro. Parte della quota d’iscrizione sarà destinata –  senza intermediazioni – al finanziamento del progetto dell’Organizzazione No Profit scelta.

Le iscrizioni alla Last10 sono ora disponibili Online oppure presso una delle sedi delle Onlus.

L’elenco delle Organizzazioni No Profit che parteciperanno quest’anno al progetto correre per solidarietà:

A.B.E.O. Onlus Verona
A.Fa.D.O.C. Onlus
ASSOCIAZIONE SAN ANTONIO
AVIS POLIZIA PENITENZIARIA VERONA
GRUPPO DI SOSTEGNO DBA ITALIA ONLUS
EMERGENCY VERONA
FiDAS VERONA sez. GOLOSINE
FONDAZIONE PER LA RICERCA SULLA FIBROSI CISTICA ONLUS
Fondazione Più di un Sogno
MEDICI SENZA FRONTIERE
ProgettoMondo Mlal
RAREPARTNERS
SELF HELP Società Cooperativa Onlus
SEMI PER LA SIDS Onlus
UNICEF
VIP VERONA Onlus

Tu puoi ridargli la vista! Dona con un SMS solidale

Nel mondo, ogni minuto un bambino diventa cieco.

Ad oggi, la cecità infantile è inarrestabile: ogni minuto un bambino diventa cieco e nel 60% dei casi muore entro 1 anno dal momento in cui ha perso la vista. Eppure secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel 40% dei casi, la cecità potrebbe essere evitata con interventi mirati. Basterebbe infatti una diagnosi precoce o un intervento mirato per curare e fermare le principali cause.
L’OMS stima che ad oggi circa 600 milioni di persone sono ipovedenti a causa di difetti refrattivi, facilmente correggibili con un paio di occhiali.
I difetti agli occhi, più o meno gravi, da tempo possono essere corretti infatti con l’ausilio di lenti o operazioni mediche. Comprare un paio di occhiali o operare per correggere miopia, astigmatismo, ipermetropia sono azioni di routine nei Paesi sviluppati, ma può sembrare una rarità e un’operazione complessa, invece, in alcuni Paesi dell’Africa, dell’Asia e dell’America Latina.

In occasione della Giornata Mondiale della vista, CBM lancia “Apriamo gli occhi”, la campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi contro la cecità infantile.

“Apriamo gli occhi” vuole combattere la cecità evitabile, adottando semplici precauzioni, che a noi sembrano attività di routine, intervenendo in 15 Paesi tra Africa, America Latina e Asia attraverso ospedali e cliniche oculistiche mobili.

L’obiettivo è quello di raggiungere 13.000 persone attraverso:
• operazioni chirurgiche per ridare la vista a bambini e adulti
• 6.000 paia di occhiali da vista per correggere i difetti refrattivi.

I medici di CBM, con i fondi raccolti, potranno realizzare operazioni oculistiche per i bambini delle famiglie più povere, allestire cliniche oculistiche mobili e fare attività di screening per seguire i ragazzi che vivono lontano dagli ospedali.

Dona 2 euro con un SMS solidale o con una chiamata da rete fissa al numero 45594 e contribuisci a sostenere i progetti di lotta alla cecità!

Per maggiori informazioni visita il sito.