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L’ ADOLESCENZA OGGI

L’ ADOLESCENZA: UNA FASE DELICATA DELLO SVILUPPO

L’ adolescenza è un periodo molto importante della vita di ogni persona, è il momento in cui si affrontano cambiamenti fisici, in cui si fanno delle importanti scelte per il proprio futuro.

È il periodo fisiologico che va dai 12 ai 20 anni ed è una fase ampia ed importante della vita.

Durante la mia adolescenza la parola internet non era mai esistita, così come computer, smartphone ed altri strumenti legati alla tecnologia.

Oggi si verificano delle trasformazioni sociali a tratti paradossali, come ad esempio vedere bambini di neppure un anno giocare coi cellulari dei propri genitori e dei propri nonni, tutto ciò ci stupisce e ci fa percepire le abissali differenze tra le varie generazioni che si susseguono.

Molti altri aspetti invece, purtroppo negativi, affliggono bambini ed adolescenti come: il bullismo, il cyberbullismo (o «bullismo on line» ossia un atto molesto tramite sms o tramite il web), la pedofilia, la pedopornografia, le violenze fisiche, psicologiche e sessuali sui minori, la sottrazione di minori nel caso di genitori separati, le fughe ed i rapimenti di minorenni.

Ogni adolescente vorrebbe un appoggio sicuro, una persona su cui contare in caso di bisogno e di cui fidarsi ma a volte queste persone si rivelano sleali, ingannatori e pronti ad approfittarsi di loro, compiendo ogni male.

Sono, anche vittime di mutamenti sociali, di separazioni, di divorzi da parte dei loro genitori, di violenze da parte di adulti e coetanei.

L’ adolescenza è l’età di spensieratezza, della gioia, va vissuta assieme ai propri amici divertendosi.

È un periodo molto complesso nella vita di un individuo in cui si devono fronteggiare cambiamenti fisici e fare delle scelte spesso non facili, data la giovane età e spesso la mancanza di sicurezza presente nei ragazzi adolescenti.

È un ponte tra l’infanzia ed il divenire adulti e la vita che nel frattempo vola via velocemente e non lascia spazio ad errori ed insicurezze.

L’ ATTIVITÀ DI TELEFONO AZZURRO

Telefono azzurro è nato nel 1987 a Bologna per volere del professore di neuropschiatria infantile Ernesto Caffo col fine di tutelare i bambini e gli adolescenti dalle violenze, dagli abusi e per creare un Centro Nazionale di Ascolto, gestito da volontari ed operatori specializzati in grado di fronteggiare le varie situazioni di disagio adolescenziale ed infantile.

Le linee telefoniche, cuore di Telefono Azzurro, sono a disposizione dei minori come il numero telefonico 19696, attivo tutti i giorni 24 ore su 24.

Dal 2010 è stato inaugurato anche il canale internet con una chat di Telefono Azzurro aperta tutti i giorni con orario pomeridiano dalle 16:00 alle 20:00.

Chiunque voglia offrire il proprio contributo come volontario o anche facendo una donazione può farlo consultando la pagina internet www.azzurro.it.

CONCLUDENDO

Aiutare i bambini e gli adolescenti  è un compito che spetta ad ognuno, proteggerli e in alcuni casi, difenderli dai rischi che la società presenta, dovrebbe essere il compito principale di genitori e istituzioni. Ma in alcuni casi l’assenza degli uni e degli altri può creare grossi disagi e problemi a questi ragazzi.

Telefono Azzurro e altre associazioni simili intervengono proprio per colmare quella frattura tra famiglia e istituzioni, nella fase più delicata della crescita dell’individuo, l’ adolescenza. Ma per farlo c’è bisogno di sostegno economico e fisico.

Supportare attivamente queste iniziative serve a rendere i ragazzi di oggi degli uomini migliori domani.

 

Filippelli Giuseppina

PHI Foundation

I Giovani in Afghanistan

In Afghanistan, viene praticata un attività di pedofilia,  istituzionalizzata in tutta la regione, denominata Bacha Bazi.

I Bacha Bazi letteralmente significa: giocare, stare assieme, avere interesse, oppure giovani danzanti, intrattenitori.

I giovani adolescenti in Afghanistan e quelli in età prepuberale, vengono venduti a uomini ricchi, sono costretti ad indossare abiti femminili, a ballare e cantare nelle feste per intrattenerli.

Vengono rapiti, trovati per strada, negli orfanotrofi o venduti dalle loro stesse famiglie che vivono in uno stato di indigenza estrema, e sono impossibilitati a poter dare il meglio ai loro figli, accettando soluzioni estreme come trattare i figli come merce, consegnandoli ai loro “padroni” che spesso finiscono per abusare di loro sessualmente.

I Giovani in Afghanistan,  diventano così  un vero e proprio business, alcuni dei giovani di sesso maschile testimoniano d’esser stati costretti ad aver continuativi e frequenti rapporti sessuali con i loro padroni e, nel caso  si rifiutavano, venivano violentati con la forza.

Tutt’oggi le autorità governative stanno tentando di impartire un tentativo di repressione della pratica, ma rimangono ancora molte incertezze che vi sia un rimedio,  in quanto, una buona parte degli uomini coinvolti, sono potenti ex-comandanti militari.

Secondo Andrea Iacomini, portavoce dell’Unicef in Italia, nel 2015 scriveva: “I ‘proprietari’, chiamiamoli così, dei Bacha Bazi approfittano della condizione di povertà in cui vivono questi bambini e le loro famiglie, sapendo che i genitori non posso rifiutarsi o denunciarli, perché sono troppo potenti e influenti e nessuno avrebbe il coraggio di opporsi”.

2 Tra culture sbagliate  e storia:

I “Bacha Bazi” , oggi, si sono diffusi nelle zone più settentrionali dell’Afghanistan, mentre nelle grandi città si è divulgata già a partire dalla fine della prima guerra mondiale.

Lo storico della danza, Anthony Shay descrive la pratica come “severamente disapprovata dalle potenze coloniali, prima inglesi e francesi e poi russe, e da quelle èlite che avevano assorbito i valori occidentali“.

I rapporti con effeminati, emerge nella  storia tra i governanti e i poeti del medioevo arabo.

L’Impero ottomano  fino al XIX secolo aveva i Köçek, ragazzi vestiti da donna che intrattenevano gli uomini con danze e canti d’amore  accompagnati dal suono di cembali e tamburi.

La cultura in Afghanistan è basata sull’idea che entrare  in contatto con le donne può risultare impuro, invece  l’amore verso i ragazzi  è considerato puro e non come una violazione della Sharia: “l’amore per i ragazzi è presente in fonti giuridiche vincolanti, quindi senza alcuna possibilità d’incorrere in una qualche punizione”.

Questi Giovani Afgani sono un istituto riconosciuto in tutto il territorio dell’Asia Centrale, mentre nel Khanato di Kokand , per fortuna  questi balli pubblici, già da alcuni anni, sono stati proibiti.

Uno studio del 2011 si è svolto in Pakistan  ed ha coinvolto quattro ragazzi, e sono emerse somiglianze e differenze  tra l’attuale pratica pakistana e quella rivisitata in Uzbekistan nel 1970 da Ingeborg Baldauf.

Attualmente i Giovani in Afghanistan hanno un’età che va dagli 8 ai 14 anni; dunque siamo di fronte a reati come: la pederastia e la pedofilia, che bisognerebbe punire, in quanto istituzione sbagliata.

Prevalentemente le canzoni trattano di un amore non corrisposto oppure  avventure erotiche e vi possono anche essere delle gare di canto e ballo tra i Batchis.

Le donne sono considerate esclusivamente come mogli e madri, mentre i Giovani in Afghanistan, purtroppo, sono  usati solo per il piacere: dopo l’adolescenza, questi, molto spesso si sposano con una donna più grande di loro.

Ciò appena decritto, vuole essere  un invito a riflettere su come, alcune culture sbagliate, presenti in altri paesi differenti dal nostro, siano completamente lontane dal nostro “modus vivendi” e a mio parere, si dovrebbe fare molto di più per evitare che i Giovani in Afghanistan, non perdano la dignità  e che ritrovino i veri valori attraverso  lo studio ed altri progetti umanitari, in grado di fornire un supporto socio-economico e formare i giovani  permettendo loro una grande riscossa contro questa cultura che va avanti nella storia e non  rispecchia  la miglior vita dei Giovani in Afghanistan.

 

N&D Nadine Fashion Stylist

PHI Foundation