Immunitas Protezione e negazione della vita

Immunitas: Protezione e Negazione della Vita

Immunitas

Protezione e negazione della vita

Immunitas:

Dopo la tanto decantata Communitas analizziamo quei processi di immunizzazione che portano al distanziamento sociale diventato il perno attorno a cui si svolge l’intera odierna realtà. Allo stesso tempo si cercherà di rispondere ad alcune questioni che attraversano il dibattito filosofico e politico contemporaneo.

Immunitas:

Dove si nasconde la dialettica tra comunità e immunizzazione? Perché l’esigenza di immunità viene avvertita in negativo nel campo sociale, mentre in campo medico-biologico è positiva?

Scopo è anche indagare il rapporto tra protezione e negazione della vita, che combatte ciò che la nega secondo una strategia che è di aggiramento e non di contrapposizione.

Immunitas:

L’immunizzazione diventa non soltanto lo strumento, ma la forma stessa della civilizzazione occidentale. Più ancora di quella antica, la società moderna è il prodotto della violenza e del meccanismo immunitario che esso richiede come sua limitazione potenziata.

A volgere in negativo l’immunizzazione è l’eccesso, perché quando la protezione si estende in modo generalizzato essa diventa pericolosa e viene avvertita come tale dalla società.

Quando la vita sociale e comunitaria diventa autoreferenziale, quando non viene permesso il dialogo, la comunicazione e la società sono votate alla morte.

Centrale, nell’analisi del termine immunitas, è la questione del corpo, su cui si sperimenta la relazione tra politica e vita (la biopolitica) che spiega, la centralità assunta, a partire dal XVIII secolo, dal sapere medico: si assiste a un processo di medicalizzazione illimitato che si spinge ben oltre il campo sanitario e realizza un’osmosi tra la biologia, il diritto e la politica, come si può notare nell’attuale legiferazione in materia di vita e di morte – fecondazione artificiale, eugenetica, eutanasia, l’epidemia odierna sars-covid2.

La binarietà costitutiva di vita e morte, accrescimento e deperimento, rende il corpo la zona liminare entro la quale si esercita l’intenzione immunitaria della politica.

Per essere tale il corpo deve conservarsi in vita: è per questo che la metafora più influente con cui la politica ha rappresentato la vita della società è stata appunto quella del corpo con il distanziamento sociale.

Concludiamo parlando della gravidanza come esempio di una dinamica immunitaria che permette confronto e competizione.

Un confronto che si svolge all’interno di un corpo che si apre all’altro e in questo modo si immunizza da un eccesso di immunizzazione: in quel corpo si “combatte a vita”, l’interno si incrocia con l’esterno, il proprio con l’estraneo, l’immune con il comune.

PHI Foundation Comunità Innovazione Sociale

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Sebastiano de Falco

PHI Foundation

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