Popoli Indigeni Impegno Claudio Santamaria

Popoli Indigeni Impegno Claudio Santamaria

Popoli Indigeni Impegno Claudio Santamaria

Claudio Santamaria e il suo impegno umanitario

a difesa dei popoli indigeni

Popoli Indigeni

È ormai cosa nota che dietro gli occhioni blu e la barbetta incolta dell’attore Claudio Santamaria, si celi un uomo tutt’altro che superficiale e, anzi, dedito ad un certo impegno umanitario. Forse però pochi sanno che Santamaria ha un debole per una categoria sociale, se così possiamo definirla, piuttosto insolita. Si tratta dei cosiddetti popoli indigeni, resistenti nuclei umani a testimonianza di una realtà che, a primo impatto, sa di arcaico, superato, selvaggio.

Ad un secondo sguardo, però, l’esistenza di questi popoli testimonia piuttosto che la diversità umana è ancora oggi, a dispetto dell’era della globalizzazione in cui viviamo, piuttosto ricca.

Con indigeni si vuole indicare gli abitanti nativi di un determinato luogo, ovvero i diretti discendenti dei popoli ancestrali che lo hanno popolato in passato: gruppi umani tratteggiati spesso da elementi culturali caratterizzanti circa lo stile di vita, la ritualità, la lingua madre.

I diritti dei popoli indigeni:

Esistono infatti popoli, uomini, che, vicino o lontani da una minacciosa estinzione, contrassegnano le proprie vite dedicandosi a sistemi economici primitivi, alla devozione a divinità poligamiche sconosciute ai più e al confezionamento artigianale di abiti e oggetti tradizionali. Spesso vivono in dimore rudimentali e non sentono l’impellente esigenza di riempire di tecnologia le loro esistenze. In altri casi, invece, vengono rigettati via dalla corrente progressista del loro paese, lasciati ai margini, sul ciglio della strada dello sviluppo.

In ogni caso si tratta di popoli spesso perseguitati e indifesi, che con i pochi mezzi di cui dispongono lottano per preservare la loro terra dalle ingordigie delle multinazionali, delle compagnie minerarie e dai mercati. Lottano, in poche parole, per il diritto alla salvaguardia del proprio piccolo angolo di mondo. Spesso questo angolo di mondo altro non è che un pezzo di foresta ed è, in fondo, interesse di tutti gli essere umani del pianeta proteggerla da ulteriori deforestazioni e condotte inquinanti.

Survival International:

Chi si dedica alla difesa di questi popoli e delle loro cause è, dal 1969, Survival International, l’unica organizzazione ad occuparsi dei diritti dei popoli indigeni in tutto il mondo, senza scopo di lucro e senza godere di entrate (tantomeno di finanziamenti statali), se non quelle liberamente pervenute grazie alle donazioni dei volontari.

Fra gli ambasciatori di Survival International c’è proprio l’italianissimo Claudio Santamaria, che nel 2009 ha prestato la sua voce al film-documentario “Mine: Storia di una montagna sacra”, che ha vinto il premio per il “miglior corto” nella categoria Diritti Umani dell’Artivist Film Festival di Hollywood.

La storia che viene raccontata è la battaglia dei Dongria Kondh, popolo indigeno dell’India che lotta per impedire alla compagnia Vedanta l’estrazione di risorse minerarie dalla montagna Niyamgiri, a loro molto cara poiché considerata sacra e venerata come una divinità.

ANTEPRIMA DEL VIDEO: https://www.survival.it/film/mine%20

L’attore ha inoltre collaborato a diverse iniziative per la sensibilizzazione e/o la raccolta di fondi da destinare alle campagne promosse da Survival International. Il 2 marzo 2010 ha messo in scena al teatro piccolo Eliseo di Roma lo spettacolo “La notte poco prima della foresta”, un monologo senza respiro che parla della difficile condizione dell’essere straniero. Nella piece il protagonista arriva a desiderare di scappare dalla periferia urbana in cui si sente ingabbiato e rifugiarsi nella foresta, lontano da ingiustizie, guerre e stress. In quell’occasione Santamaria, in qualità di testimonial, ha portato a conoscenza del suo pubblico le attività promosse da Survival International.

La campagna per i popoli incontattati:

Fedele con il suo impegno, a febbraio del 2018, Santamaria ha lanciato insieme ad altri attori dal calibro di Gillian Anderson e Wagner Moura (attore protagonista della serie “Narcos”), una campagna mondiale con un toccante video-appello a difesa dei popoli incontattati. Si tratta di manciate di uomini, donne, bambini, distribuiti per il pianeta, dall’Amazzonia alla Papua Occidentale, il quale stile di vita ricorda quello dei nostri preistorici antenati. La storia di questi curiosi popoli millenari si è susseguita nei secoli in maniera del tutto indipendente da quella del resto dell’umanità e la loro memoria sopravvive solo grazie ai racconti dei pochi superstiti. Essi non hanno rapporti con le civiltà dominanti dei confini politici a cui appartengono le loro terre. Sono del tutto estranei ai flussi globalizzanti, sia quelli mediatici che quelli culturali e, per questa ragione, si tratta di popoli vulnerabili e del tutto impreparati agli strumenti del progresso dell’Occidente.

Popoli indigeni che potrebbero soccombere di fronte alla speculazione edilizia, all’espansionismo di altri gruppi umani o al solo incontro fisico (per via della mancanza di difese immunitarie adeguate) con essi.

ANTEPRIMA DEL VIDEO: https://www.survival.it/notizie/11927

L’impegno umanitario di Santamaria ci ricorda che molte grandi battaglie per i diritti umani si combattono grazie alla conoscenza e a mobilitazioni globali. La diversità umana è sotto minaccia ma abbiamo la possibilità di apportare un aiuto concreto, come sempre nel nostro piccolo, informandoci, facendo donazioni, condividendo e firmando gli appelli umanitari.

 

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Mobilità Sostenibile: Provincia Bergamasca

Mobilità Sostenibile: Provincia Bergamasca

Mobilità Sostenibile: Provincia Bergamasca Intraprende la Strada

 

Sono sei i Comuni della Provincia Bergamasca che hanno aderito all’iniziativa di sensibilizzazione promossa (Associazione di 20 Comuni, impegnata in molte attività tra le quali la Mobilità Sostenibile per il bene ambientale) rivolta alle persone per promuovere l’utilizzo della bicicletta elettrica come mezzo di trasporto e di svago.

Iniziativa avente come obbiettivo l’aumento di persone che utilizzino la bicicletta non solo per svago o per turismo, ma anche come alternativa all’automobile, per andare a far la spesa, per andare al lavoro o per andare in palestra. Un esempio, a questo proposito, potrebbero essere quelle persone che prendono l’automobile per andare in palestra per poi mettersi su una cyclette e fare riscaldamento, potrebbero arrivare in palestra già riscaldati andandoci in bicicletta. 

I Comuni aderenti sono: 

  • Il Comune di Osio Sopra;
  • Il Comune di Dalmine;
  • Il Comune di Stezzano;
  • Il Comune di Sotto il Monte;
  • Il Comune di Verdellino;
  • Il Comune di Boltiere;

Oltre agli Enti Comunali, collaborano alla mobilità sostenibile anche associazioni e attività commerciali garantendo il servizio di noleggio e di riparazione delle biciclette.

Chi saranno i gestori dei punti noleggio e dove si troveranno?

  • H24 Cooperativa Sociale di Sotto il Monte presso la “Casa del Pellegrino”. Cooperativa Sociale impegnata in molteplici attività, come aiutare le persone svantaggiate oppure allestire biciclette con un sistema innovativo di pedalata assistita. Probabilmente, prendendo accordi, potremmo portare da loro la nostra city bike o mountain bike a pedalata “faticosa” e riportarla a casa con una comodissima pedalata assistita;
  • Associazione Ecologica Culturale Ri-Cyclo di Osio Sopra presso gli impianti sportivi comunali. Associazione appena emergente che, con la convenzione del Comune di Osio Sopra, mette a disposizione un’officina, con ciclisti volontari, per le riparazioni delle biciclette. Ri-Cyclo, oltre che a progetti di vita e mobilità sostenibile, ha  in programma un percorso formativo per chi volesse imparare ad aggiustare la propria bicicletta;
  • Associazione Volontari Diamo una Mano di Dalmine presso la Biblioteca, che oltre al noleggio delle biciclette elettriche offre un comodo servizio di ciclista a domicilio;
  • Presso l’Edicola Etica di Boltiere, proprio nel centro del paese;
  • Presso il centro storico di Stezzano;
  • Nel centro storico di Verdellino presso il Municipio, che momentaneamente gestisce direttamente l’attività di noleggio.

Le tariffe di noleggio e di riparazione si potranno trovare, insieme a tutte le istruzioni, applicate presso i punti noleggio, oppure, per qualsiasi altra richiesta, si potrà contattare il gestore referente della propria zona.

I ricavati saranno usati per le manutenzioni garantendo sempre agli utenti un parco biciclette sicuro ed efficiente, oltre che per altre attività sociali che riguardino sempre la mobilità sostenibile e il bene ambientale. 

Speriamo sia solo l’inizio di uno stile di vita più sano e questo sarà possibile anche grazie ad una mobilità sostenibile destinata ad un continuo aumento, per il bene nostro, dei nostri figli e del pianeta in cui viviamo…

“Credo che avere la terra e non rovinarla sia la più bella forma d’arte che si possa desiderare.” (Andy Warhol)

 

PHI Foundation si occupa di sostenere ed aiutare tutti gli operatori che si muovono nell’ambito del Terzo Settore, attraverso l’informazione e la promozione di raccolte fondi.

Se vuoi aiutarci in questo compito, sostienici attraverso un contributo cliccando su questo link

 

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Eventi Digitali: Mashable Social Media Day Italia

Eventi Digitali: Mashable Social Media Day Italia

Eventi Digitali: Mashable Social Media Day Italia

 

Eventi Digitali: Mashable Social Media Day Italia, uno degli eventi digitali più importanti del panorama italiano.

D: Ciao intanto grazie per averci concesso quest’intervista, partirei subito dal Mashable.

Eventi Digitali: Tu hai portato in Italia un evento digitale presente già in altre nazioni, ma lo hai reso l’appuntamento digital più importante e interessante del panorama italiano, ci vuoi raccontare come hai cominciato e da dove è partita l’idea?

E: “L’incontro tra Mashable, terzo blog più popolare al mondo con sede negli Stati Uniti,  e avviene quando il loro team mi intercetta on line per chiedermi se volevo organizzare la versione milanese di questa manifestazione che ha come obiettivo quello di celebrare e diffondere la cultura digitale in tutto il mondo.

Io, che vivevo già a Londra stavo quasi per dire di no.. poi però mi sono detta.. come dicono qui a Londra, why not?  I contatti li ho, le idee pure, la community che mi segue anche, quindi.. proviamoci.. e così inizia questa avventura: un evento gratuito di 150 persone nel 2014, divenuto a pagamento nel 2016, che raggiunge 1.170 partecipanti nel 2017, che triplica il fatturato anno su anno.. che oggi conta un gruppo di lavoro che si costituisce di oltre 15 persone su 5 città e due paesi diversi… ecco, mai avrei potuto immaginare che sarebbe successo questo.

Nasce quindi per caso, nel lontano 2014, ho seguito il mio istinto, ci ho messo il cuore, le idee.. ho disegnato questo progetto dall’inizio alla fine.. ma mai avrei potuto pensare che quel pezzo di carta sarebbe diventato una community di oltre 20.000 contatti, in grado di coinvolgere persone da tutta Italia e tanti sponsor e partner importanti.”

D: Per l’edizione del 2021, si terrà virtualmente? vuoi anticiparci qualche novità o qualche curiosità?

E: “Certamente. Ci saranno interviste sul palco, workshop tematici, panel su temi caldi come l’influencer marketing e la blockchain, ma soprattutto tutto rigorosamente online in contemporanea di speech davvero interessanti presentati da professionisti di altissimo livello.

Eventi Digitali: La manifestazione  avrà ancora una volta un sapore internazionale con la presenza di relatori provenienti anche da oltre oceano, come nel caso di Chimeren Peerbhai, Global Digital Product Manager della celebre casa farmaceutica GlaxosmithKline, la quale spiegherà come utilizzare nuove tecnologie come augmented reality e virtual reality utili per testare, convalidare e modellare l’offerta di prodotti di consumo garantendo risultati di maggiore impatto.

Non saranno da meno gli altri speaker d’eccezione protagonisti pronti a condividere col pubblico di SMDAYIT + DIDAYS la loro visione del futuro e le strategie da applicare per avere successo.  Ad aprire la prima giornata dell’evento sarà Isabella Lazzini, Marketing e Retail Director di Huawei, Tecnologia e design 3.0 per un nuovo consumer journey; Flavia Baccaro e Federica Cambiago di Deutsche Bank analizzeranno invece il chatbot come nuovo strumento di customer relationship management e di lead nurturing; mentre Antonio Gatti, Digital Transformation Advisor di Microsoft, spiegherà come, grazie alle logiche delle digital platform, un’azienda possa innovare la propria offerta sul mercato partendo dall’ottimizzazione dei processi produttivi per arrivare all’introduzione di un nuovo modello di business.

Questi e molti altri importanti relatori, ci terranno compagnia per una 3 giorni che si preannuncia scoppiettante e interessantissima.”

D: Per chi non lo sapesse, PHI Foundation anche quest’anno è media partner del Mashable Italia e di questo ringraziamo Eleonora Rocca per averci concesso nuovamente questo privilegio.

PHI Foundation da anni si occupa di educare e informare il pubblico su tutto quello che riguarda il terzo settore e il mondo no profit. La partnership con Mashable rientra proprio in questa visione strategica secondo la quale il web, e il mondo digitale in generale, possano fornire ottimi strumenti per aiutare e promuovere iniziative sociali.

Vuoi dirci in che maniera il Mashable e il terzo settore potrebbero trovare un punto d’incontro secondo te?

E: “A mio avviso la conoscenza e l’utilizzo degli strumenti di marketing digitale diventa ancora più fondamentale nel settore non profit  in quanto  permettono di ottenere ottimi risultati di vendita pur avendo budget più limitati rispetto alle grandi aziende private. Inoltre questo mondo ha aperto la strada a molti strumenti di raccolta di consensi o di fondi stessi, come anche di creazione di community di settore molto forti, pur senza doversi incontrare necessariamente di persona; un altro vantaggio molto grande a mio avviso per il terzo settore e il non profit: le distanze si accorciano così come la velocità delle comunicazioni.” 

D: Più in generale, che tipo di convergenza intravedi tra il mondo digitale e il non profit? E soprattutto, data la tua grande competenza e conoscenza del mondo digitale, esistono delle piattaforme, degli strumenti o delle start up che tu puoi suggerire in questo ambito ai nostri lettori?

E: “Mi vengono in mente: https://italianonprofit.it/ ; La piattaforma gratuita per tutti gli enti non profit dove tutte le organizzazioni sono messe in condizione di raccontare le loro storie e i loro dati.

Oppure https://www.techsoup.it/, la piattaforma dedicata alla digitalizzazione delle non profit.

Oppure ancora: http://www.tripmetoo.it/, che ha come obiettivo quello di aiutare viaggiatori e operatori del settore a vivere un turismo basato sulla diversità, l’inclusione sociale e l’uguaglianza; di conseguenza anche chi ha esigenze speciali, può costruire grazie a questa piattaforma  esperienze di viaggio ad-hoc totalmente customizzabili.

D: Un’ ultima domanda prima di chiudere: che futuro prevedi per il web e il social in generale e cosa pensi che ci riserverà il futuro digitale tra i prossimi 5-10 anni?

E: “Penso che l’interesse per una comunicazione in formato video e i mezzi di comunicazione immediati e molto “visivi” come Instagram continuerà. Credo che ci sarà sempre più attenzione ai contenuti di valore, che sappiano dare dei contenuti di livello e sempre più unici, in quanto gli utenti sono ormai bombardati dalle informazioni e sarà sempre più difficile riuscire a “stand out from the crowd” come si dice qui a Londra 😊”.

Grazie per il tempo che ci ha dedicato, ci vedremo senz’altro durante il Mashable Italia e siamo sicuri che anche quest’anno sarà un appuntamento indimenticabile.

 

 

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PHI Foundation

START-UP SOCIALE GO! Grazie a PHI Foundation

Start Up Sociale Go Grazie a PHI Foundation

START UP SOCIALE GO! Grazie a PHI Foundation

 

Start Up Sociale Go: PHI Foundation si pone a sostegno delle organizzazioni non profit che hanno in mente un’idea imprenditoriale ma fino ad oggi non sono riuscite a trovare il modo di realizzarla, bloccati da una insufficiente esperienza imprenditoriale, dovuta probabilmente ad un sistema di operare troppo legato all’ “agire” piuttosto che preventivare una sostenibilità economica.

La candidatura a FOUNDAMENTA #2 si chiude il 7 agosto.
Le start-up sociale ad impatto sociale dovranno presentarsi per uno dei seguenti ambiti:

  • Salute e benessere
  • Innovazione didattico/formativa
  • Welfare
  • Cultura
  • Agricoltura e cibo

Si tratta di un percorso intenso della durata di 4 mesi, completamente gratuito, offerto da

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per accompagnare e accelerare nuove start-up sociali, nuove idee imprenditoriali che possano avere conseguenze positive per la società.

 

Come fare?

È possibile scaricare il bando cliccando sul link https://socialfare.org/call/FOUNDAMENTA%232_BANDO.pdf

Il percorso di accelerazione delle start-up che verranno scelte partirà il 3 ottobre 2016.

Si tratta di una grande possibilità per trasformare idee innovative e creare valore sul territorio.

Rinascimenti Sociali e Social Fare Centro per l’Innovazione Sociale promotori del progetto sono sostenuti dalla Fondazione Compagnia di San Paolo.

Parlando sempre di start-up innovative, è possibile creare una start-up gratis, senza notaio, attraverso una procedura online sulla nuova piattaforma del Registro imprese cliccando sulla voce “Crea la tua startup” https://startupitalia.eu/61061-20160720-startup-gratis-senza-notaio-spiegazione

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Potete trovare la giuda dettagliata con assistenza gratuita fino al 30 settembre 2016 https://startup.registroimprese.it/atst/help/Guida_Costituzione_Startup_ModelloTipizzato.pdf

Vivere informati fa molto bene.

 

Start Up Sociale Go: PHI Foundation si pone a sostegno delle organizzazioni non profit che hanno in mente un’idea imprenditoriale ma fino ad oggi non sono riuscite a trovare il modo di realizzarla, bloccati da una insufficiente esperienza imprenditoriale, dovuta probabilmente ad un sistema di operare troppo legato all’ “agire” piuttosto che preventivare una sostenibilità economica.

 

Puoi sempre contattare PHI Foundation info@phifoundation.com

 

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Redazione 

Phi Foundation

PHI DONATION DAY: Per la Ricostruzione Sociale

PHI DONATION DAY: Per la Ricostruzione Sociale

PHI DONATION DAY

#PHIDONATIONDAY2021

PHI DONATION DAY: l’Italia del Dono

PHI Donation Day: Per la ricostruzione sociale, sviluppare e rivalorizzare i territori dei Comuni a rischio spopolamento.

Conto alla rovescia per il #PHIDONATIONDAY2021.

Parte una raccolta fondi trasparente per la “ricostruzione sociale” dei territori a rischio spopolamento con la creazione di comitati promotori locali.

 

Comuni, imprese, associazioni, comitati, singole persone: non si ferma la maratona di partecipazione dell’Italia al PHI DONATION DAY “Il Giorno del Dono PHI” per la ricostruzione sociale nel sviluppare e rivalorizzare i territori dei Comuni a rischio spopolamento.

Proprio mentre l’Italia prosegue nella sua gara di solidarietà per le vittime del Covid19 che ha devastato l’intero mondo incluso la nostra amata Italia –  la PHI Foundation lancerà per l’anno 2021 una raccolta fondi speciale insieme alla costituente OVER Foundation (di cui è sostenitrice), proporrà la prima raccolta fondi per la rivalorizzazione dei Comuni a rischio spopolamento.

Ai sottoscrittori di una donazione oltre alla garanzia del suo buon utilizzo, sarà data l’opportunità di divenire soci fondatori della OVER Foundation.

L’importo raccolto sarà destinato a progetti di Comuni a rischio spopolamento selezionati secondo chiare regole di  trasparenza e correttezza, contenute nella “Carta della Donazione”: il codice etico utilizzato da PHI Foundation, che garantisce il donatore sul buon uso delle risorse raccolte. I progetti selezionati saranno di Comuni impegnati nei lavori di ricostruzione “sociale” e rivalorizzazione territoriale dei paesi colpiti dallo spopolamento.

“Abbiamo raccolto più di 100 iniziative tra comuni, associazioni e imprese che nelle settimane prossime racconteranno un’Italia inedita capace di grandi slanci di generosità, siamo orgogliosi di poter raccontare un Paese diverso che sempre più spesso viene trascurato dai grandi mezzi di comunicazione. L’evento sarà infatti l’occasione per presentare a tutti il cartellone delle iniziative del 1°Giro dell’Italia che dona ai Comuni a rischio spopolamento. 

 

 

 

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Redazione

PHI Foundation

 

I progetti di Crowdfunding possono fallire

Progetti Crowdfunding: possono fallire?

I progetti di Crowdfunding possono fallire

Nonostante vi sia una quota di successo, capita spesso che un progetto di crowdfunding fallisca.

Ciò dipende da numerose cause specifiche, ma esistono anche dei motivi generali.

Vi spieghiamo quali sono i sette errori principali e come evitarli.

 

1. Progetti Crowdfunding Pianificazione inadeguata

Progetti Crowdfunding: Succede in continuazione che i promotori di progetti sottovalutino il lavoro necessario per pianificare un operazione di crowdfunding e si ritrovino poi in difficoltà. Nel peggiore dei casi possono anche perdere delle donazioni. Questo si può evitare con una pianificazione accurata.

► Chi si prende all’inizio il tempo per una pianificazione scrupolosa, ha in seguito meno problemi. “Grazie” (omaggi), comunicazione, passaggio di fase e video del progetto devono essere programmati col massimo anticipo possibile. A tale scopo si può usare una tabella Excel e inserire tutti gli elementi in una sequenza temporale.

 

2. Progetti Crowdfunding Mancanza di spunti per il progetto

Un progetto che non entusiasma le masse ha poche possibilità di successo. Le campagne di crowdfunding si basano (quasi) sempre su un progetto. È dunque importante trovare uno spunto per un progetto. Lo conferma anche Natalia, promotrice del progetto di PHI Foundation «Forte MED», che ha riscosso un enorme successo: «Volevamo già da tempo lanciare un progetto di crowdfunding, ma ci mancava lo spunto giusto. Il raggiungimento dei playoff ci ha consentito di motivare le persone a effettuare donazioni.» In questo modo i sostenitori sanno come vengono impiegati i soldi e questo rappresenta un grosso vantaggio anche per la comunicazione.

► Senza uno spunto può essere difficile motivare le persone a fare donazioni. Lanciate quindi il vostro crowdfunding con uno spunto motivante ed emotivo che faccia breccia sul vostro gruppo target.

 

3. Progetti Crowdfunding Video del progetto inadeguato

Non per niente è obbligatorio pubblicare un video del progetto: è infatti importantissimo per avere successo. Con un video ben fatto potete presentare il vostro progetto e voi stessi molto meglio che con un semplice testo. Non è utile solo per farsi conoscere dagli altri, ma anche a livello interno per creare motivazione e portare a buon fine il progetto.

► Prendetevi il tempo necessario per realizzare il video del progetto: dal copione, alle riprese fino alla post-produzione. In questo modo create una base solida per il successo del progetto.

 

4. Mancanza di comunicazione

Una comunicazione e promozione unilaterale, non pianificata o insufficiente rappresenta un errore fatale quando si tratta di raccogliere fondi.

► Pubblicizzate al meglio il vostro progetto, sia a livello analogico sia digitale. Non potete mai comunicare abbastanza. Potete utilizzare tutti i canali a vostra disposizione, come social network, blog del progetto, volantini, passaparola.

 

5. Scarso impegno da parte del promotore del progetto

Un progetto di crowdfunding richiede un notevole impegno da parte del promotore del progetto in ogni fase. Come promotori del progetto dovete essere i principali sostenitori della causa e coloro che la promuovono di più. L’acquisizione di fan, la comunicazione, l’organizzazione dei “Grazie” (omaggi), il controllo delle donazioni ricevute… tutto ciò richiede tempo che dovete assolutamente prendervi.

► Fate in modo da dedicare almeno un appuntamento settimanale al progetto di crowdfunding e confrontatevi regolarmente con il team.

 

6. Aspettative sbagliate nei confronti della «crowd»

L’Italia è un paese in cui si dona molto, ma nessuno fa una donazione per un progetto che non gli sta a cuore. «Non ci si può aspettare che un progetto di crowdfunding funzioni da solo, tanto meno nella fase iniziale», questa l’esperienza di Natalia, promotrice del progetto «Forte MED».

► Chi abbandona il progetto di crowdfunding a se stesso non avrà mai successo. Soprattutto nella fase iniziale, è fondamentale pubblicizzarlo bene.

 

7. Tempistica sbagliata

Un elemento da non sottovalutare: se lanciate il progetto al momento sbagliato, potete davvero rovinare l’inizio della campagna. Avviare bene la fase di finanziamento è uno dei fattori più importanti per il successo.

► Concordate il progetto di crowdfunding con il vostro team. Possibilmente non dovrebbero essere in corso altre attività importanti nella vostra associazione o area. Tenete anche conto della disponibilità del vostro gruppo target: ad esempio non è consigliabile lanciare il progetto prima delle vacanze estive.

 

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Sebastiano de Falco

PHI Foundation

Lavoro del futuro: come stanno cambiando le aziende con la pandemia

Lavoro del futuro: come cambiano le aziende

Lavoro del futuro: come stanno cambiando le aziende con la pandemia

 

Lavoro: Il processo di cambiamento che stiamo vivendo è stato accelerato dalla pandemia mondiale e molte aziende si sono trovate ad affrontare delle difficoltà logistiche che, probabilmente, avrebbero voluto rimandare nei prossimi anni.

Sono migliaia le aziende che hanno iniziato a cambiare atteggiamento di fronte al nuovo tipo di lavoro che viene richiesto oggi.

Fino ad ora le aziende in crescita hanno investito in uffici in giro per il mondo per sopperire alle richieste dei clienti, in questo momento di pandemia però sono state obbligate a cambiare approccio.

Non è più sufficiente un luogo di lavoro fisico ma è diventato indispensabile uno sviluppo di lavoro in modalità diffusa e soprattutto un lavoro in modalità remota.

Questo cambiamento è avvenuto in un periodo di tempo ridottissimo ed ha spiazzato anche  le grandi aziende. Alcune però hanno sfruttato questo momento per cambiare rotta e dirigersi verso il futuro.

Sull’onda di aziende come Facebook, Twitter o Shopify, anche altre realtà hanno iniziato a “concedere” ai propri dipendenti la possibilità di lavorare da qualsiasi luogo, non solo da casa, promuovendo la flessibilità in termini di orario e il lavoro da remoto.

 

Perché le aziende attivano lo smart working

Le aziende che stanno scegliendo questa strada avranno comunque dei ritorni economici già nel breve periodo perché ridurranno il budget dedicato alle locazioni e alle spese ad esse collegate ma anche alle eventuali spese per alloggi e trasferte per i dipendenti fuori sede.

Per ora è impensabile che le grandi aziende possano scegliere di non avere degli uffici fisici, ma sicuramente li ridurranno e li renderanno fruibili in modo differente per venire incontro alle nuove esigenze lavorative e improntati sempre più verso la sicurezza e il benessere dei dipendenti.

Dare la possibilità di lavorare in smart working consentirà di non licenziare parte della propria forza lavoro e di permettere al maggior numero di persone di lavorare ed avere una retribuzione adeguata.

 

Come viene visto il lavoro da casa dai dipendenti?

I dipendenti, abituati ad andare sul luogo di lavoro ogni giorno e ad avere una relazione diretta con i colleghi, non hanno vissuto sempre bene l’opportunità di lavorare a casa. Sebbene ci siano numerosi vantaggi nello smart working, come la possibilità di vivere di più la famiglia, viene meno l’aspetto delle relazioni sociali in ambito lavorativo.

Per molte persone lavorare da casa è facilmente accettabile per un periodo limitato di tempo, ma sono parecchi i dipendenti che ancora preferiscono suddivisione tra la realtà domestica e quella lavorativa.

 

Le nuove tecnologie da sviluppare per lo smart working

Durante questi primi mesi di pandemia, uno dei maggiori problemi per le aziende è stato quello legato alla sicurezza degli accessi alle proprie risorse. Alcune, per esempio, hanno implementato dei sistemi di protezione al proprio ambiente “cloud”, luoghi virtuali dove lavoratori e aziende condividono i documenti.

Lavorando online, i dipendenti accedono ai dati aziendali con una user ed una password; questo sistema sta diventando obsoleto e facilmente hackerabile soprattutto se gli accessi avvengono tramite smartphone. Le aziende dovranno studiare delle soluzioni che stiano al passo con i tempi e che quindi prendano in considerazione l’uso di strumenti tecnologici, come gli smartphone, che i propri dipendenti hanno a disposizione. Sono quindi preferibili strumenti di lavoro che diano una maggiore sicurezza di accesso tramite impronte digitali oppure tramite rilevatori del volto.

Le aziende dovranno investire in sistemi più avanzati di assistenza da remoto, ma anche nuovi sistemi e occasioni che favoriscano il confronto e lo scambio di idee e soluzioni tra i propri dipendenti e l’azienda.

 

Il cambiamento è ora

In pochissimi mesi abbiamo visto dei cambiamenti enormi in termini di lavoro e nel prossimo futuro è impensabile immaginare il lavoro come lo abbiamo vissuto fino ad ora.

Le aziende dovranno approntare delle modifiche per poter affrontare le nuove esigenze e i loro dipendenti dovranno accettare il cambiamento ed adeguarsi al nuovo mondo lavorativo.

 

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Federico Olivo

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Equity Crowdfunding: mese di fermento in Italia

Equity Crowdfunding: mese di fermento in Italia

Equity Crowdfunding: mese di fermento in Italia

Anche questi ultimi giorni di giugno richiamano l’attenzione verso il fenomeno dell’equity crowdfunding in Italia.

Equity Crowdfunding

Durante quest’ultimo mese si è percepito fermento attorno a tale strumento.

Già qualche settimana fa circolavano con entusiasmo le notizie riguardanti la campagna di equity crowdfunding di Synbiotec lanciata su NextEquity che aveva raggiunto l’obiettivo di 1 milione di euro, battendo così il record per l’ammontare della raccolta. Gli entusiasmi erano anche giustificati dal fatto che Synbiotec è stata la prima ed unica PMI innovativa ad aver finora intrapreso la strada della raccolta di capitale di rischio tramite portali online.

Soprattutto, grazie a questo risultato, l’Italia ha visto raddoppiare negli ultimi sei mesi il totale raccolto tramite equity crowdfunding e quasi duplicato anche il numero totale di campagne concluse con successo, come ci mostrano i dati raccolti dall’Osservatorio sul Crowd-investing del Politecnico di Milano.

I numeri restano ancora esigui rispetto ai nostri vicini, ma dalla giusta prospettiva si può notare nuovo movimento, dopo che la normativa, prima che venisse modificata, aveva frustrato le migliori intenzioni e aspettative.

Le novità

Negli ultimi dieci giorni cinque nuove campagne sono state lanciate su tre portali diversi.

Gli attori sono Primary System Research S.p.A. che ha scelto il portale WeAreStarting, NexApp che ha promosso il suo motore di ricerca su Opstart e le tre startup (Trapezita, Indigènio e Forever Bambù) accolte da EquityStartup.

Quest’ultimo porta con sé novità dirompenti, oltre il lancio di tre campagne in contemporanea. Non soltanto è il primo portale lanciato da un’associazione di categoria, AscomFidi Nord-Ovest, ma nasce con una partnership con Intermonte SIM S.p.A., che si offre come intermediario cui intestare fiduciariamente le quote di startup o PMI innovative acquistate sul portale di equity crowdfunding.

L’obiettivo è la creazione di un mercato secondario in cui poter scambiare le stesse.

Il fermento continua

Anche quest’ultima settimana del mese richiama l’attenzione sul fenomeno dell’equity crowdfunding.

Un evento inedito infatti è stato organizzato al Politecnico di Milano , e vedrà la presentazione del primo report sul crowdinvesting in Italia; in programma anche una tavola rotonda sulle prospettive per l’Italia riguardo al fundraising nell’era digitale.

 

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Redazione

Phi Foundation

Immunitas Protezione e negazione della vita

Immunitas: Protezione e Negazione della Vita

Immunitas

Protezione e negazione della vita

Immunitas:

Dopo la tanto decantata Communitas analizziamo quei processi di immunizzazione che portano al distanziamento sociale diventato il perno attorno a cui si svolge l’intera odierna realtà. Allo stesso tempo si cercherà di rispondere ad alcune questioni che attraversano il dibattito filosofico e politico contemporaneo.

Immunitas:

Dove si nasconde la dialettica tra comunità e immunizzazione? Perché l’esigenza di immunità viene avvertita in negativo nel campo sociale, mentre in campo medico-biologico è positiva?

Scopo è anche indagare il rapporto tra protezione e negazione della vita, che combatte ciò che la nega secondo una strategia che è di aggiramento e non di contrapposizione.

Immunitas:

L’immunizzazione diventa non soltanto lo strumento, ma la forma stessa della civilizzazione occidentale. Più ancora di quella antica, la società moderna è il prodotto della violenza e del meccanismo immunitario che esso richiede come sua limitazione potenziata.

A volgere in negativo l’immunizzazione è l’eccesso, perché quando la protezione si estende in modo generalizzato essa diventa pericolosa e viene avvertita come tale dalla società.

Quando la vita sociale e comunitaria diventa autoreferenziale, quando non viene permesso il dialogo, la comunicazione e la società sono votate alla morte.

Centrale, nell’analisi del termine immunitas, è la questione del corpo, su cui si sperimenta la relazione tra politica e vita (la biopolitica) che spiega, la centralità assunta, a partire dal XVIII secolo, dal sapere medico: si assiste a un processo di medicalizzazione illimitato che si spinge ben oltre il campo sanitario e realizza un’osmosi tra la biologia, il diritto e la politica, come si può notare nell’attuale legiferazione in materia di vita e di morte – fecondazione artificiale, eugenetica, eutanasia, l’epidemia odierna sars-covid2.

La binarietà costitutiva di vita e morte, accrescimento e deperimento, rende il corpo la zona liminare entro la quale si esercita l’intenzione immunitaria della politica.

Per essere tale il corpo deve conservarsi in vita: è per questo che la metafora più influente con cui la politica ha rappresentato la vita della società è stata appunto quella del corpo con il distanziamento sociale.

Concludiamo parlando della gravidanza come esempio di una dinamica immunitaria che permette confronto e competizione.

Un confronto che si svolge all’interno di un corpo che si apre all’altro e in questo modo si immunizza da un eccesso di immunizzazione: in quel corpo si “combatte a vita”, l’interno si incrocia con l’esterno, il proprio con l’estraneo, l’immune con il comune.

PHI Foundation Comunità Innovazione Sociale

 

Sebastiano de Falco

PHI Foundation

BURUNDIAMO ONLUS: PROGETTO BAMBINI DEL BURUNDI

BURUNDIAMO: Progetto Bambini Burundi

BURUNDIAMO ONLUS: PROGETTO BAMBINI DEL BURUNDI

L’associazione Burundiamo Onlus in partenariato con alcune associazioni burundesi, e con il supporto della Diocesi di Bururi

 

BURUNDIAMO ONLUS

con grande gioia vi annuncio che oggi parte ufficialmente la Campagna di Raccolta Fondi per l’Associazione Burundiamo Onlus che, in partenariato con alcune associazioni burundesi, e con il supporto della Diocesi di Bururi , intende realizzare nella Repubblica del Burundi , situata nel continente Africano (centro Africa), un intervento finalizzato a ridurre la fame e le carestie che colpiscono i bambini e le loro mamme, fornendo ad esse la formazione agricola per lo sviluppo dell’agricoltura, la creazione di una filiera agricola, mediante la diffusione tra le famiglie associate di best practices idonee a dotare di strumenti conoscitivi e operativi insegnando il lavoro dei campi alle vedove burundesi per sfamare i propri bambini, di cui molti sono orfani di guerra che, a causa della fame molti non superano i cinque anni di età.

 

BURUNDIAMO ONLUS: PROGETTO BAMBINI DEL BURUNDI

L’associazione BurundiAmo Onlus, promotrice della raccolta fondi costituisce un ponte tra il Burundi e l’Italia, ove ha una sede operativa ed è in costante contatto con i membri della associazioni locali burundesi. Il progetto risponde ad istanze non più procrastinabili finalizzate alla modernizzazione dell’attività agricola ed all’incremento dell’attività di allevamento di bestiame, di suini, di galline ovaiole e di api migliorando l’efficienza dei terreni locali, nel rispetto dell’ambiente e della biodiversità. La modernizzazione delle attività renderà più proficua e redditizia oltre che più incentivante l’attività dei coltivatori, finalizzata principalmente al soddisfacimento delle esigenze alimentari delle proprie famiglie. Le associazioni, attraverso le famiglie associate, hanno ottenuto dal Governo la disponibilità di diversi ettari di terreno, compresi quelli residuali, da dedicare alla coltivazione e all’allevamento. Cliccando sul link è possibile accedere alla descrizione in dettaglio del progetto ai suoi motivi ispiratori ed al budget necessario per la realizzazione anche parziale o in più tranches.

 

BURUNDIAMO PROGETTO BAMBINI DEL BURUNDI

Progetto per donare un futuro ai bambini del Burundi e contenere l’altissima percentuale di mortalità infantile

(Associazione Burundiamo Onlus)

 

 

BURUNDIAMO Introduzione

Il progetto di sviluppo agricolo e rurale ha l’obiettivo di fornire l’autosufficienza e un minimo di sicurezza alimentare alla popolazione burundese, in particolare ai bambini, bersaglio del progetto, la tutela e la valorizzazione delle risorse umane, in particolare della forza produttiva femminile e lo sviluppo dell’educazione giovanile. Il progetto è stato sviluppato per la popolazione residente nella Diocesi di Bururi, in particolare nelle province di Bururi e Makamba, nei comuni di Songa, Matana e Rumonge.

 

 

Mission del progetto

Gli obiettivi principali del progetto possono essere sinteticamente riassunti, senza avere la pretesa di essere esaustivi, nei seguenti:

Una efficace lotta alla fame e alla carestia

Lotta contro la povertà e la vulnerabilità cui sono esposti soprattutto vedove e bambini attraverso l’incremento e l’efficientamento della produzione agricola

Impedire i flussi migratori in cerca di condizioni che consentano la sopravvivenza

 

 

La nostra mission in 4 punti

  1. Supportare i bambini del Burundi, orfani di papà e abbandonati al loro destino.
  2. Fornire i bisogni di base (cibo, alloggio e abbigliamento, nonché istruzione e assistenza sanitaria) fornendo di strumenti necessari alla produzione la volenterosa schiera di mamme burundesi.
  3. Gestire i loro bisogni emotivi (amore e compassione) permettendo loro di nutrirsi e crescere in un ambiente familiare.
  4. Permettere ai bambini di sviluppare e realizzare il loro potenziale per superare la loro condizione di povertà nel lungo temine.

 

 

Sintesi del progetto

L’obiettivo generale del presente progetto è quello di rispondere in modo efficace per arginare e contribuire a prevenire le perenni situazioni di emergenza, per migliorare e promuovere l’accesso ai servizi sociali di base e fornire per le esigenze di base il sostegno alle comunità locali per garantire le condizioni minime vitali, la dignità e il benessere delle persone colpite dal deterioramento dei fattori socio-economici, nonché di calamità naturali.

Invertire l’esodo dei rifugiati e l’esodo rurale della popolazione; • Offrire una pur minima possibilità di reddito; • Incrementare l’occupazione; • Rilanciare il commercio; • Applicare e diffondere le tecniche di produzione agricola con metodo e sostenibilità attraverso la formazione professionale, la sensibilizzazione degli operatori, la collaborazione e il rafforzamento delle attività svolte dalle Associazioni promotrici; • Favorire la condivisione degli attrezzi di lavoro tra gli associati, compresi i depositi per lo stoccaggio delle sementi e della produzione agricola; • Calcolare e organizzare la gestione dei rischi a cui sono esposte le famiglie (es. periodi di carestie) predisponendo un efficiente stoccaggio dei raccolti; • Razionalizzare e diversificare le produzioni agricole.

 

 

Analisi d’impatto

Il progetto, destinato a circa 1300 bambini e a circa 427 mamme, sarà monitorato e valutato a intervalli regolari da un comitato consultivo costituito dal presidente dell’Associazione Burundiamo Onlus Padre JeanClaude Ndayishimiye, di origini burundesi in viaggio perenne tra Italia e Burundi. I rappresentanti delle associazioni locali e dell’amministrazione distrettuale locale saranno nominati membri del comitato consultivo del progetto. Tale comitato si riunirà periodicamente una volta ogni 3 mesi e fornirà consulenza su vari aspetti riguardanti l’attuazione del progetto e la revisione dei programmi ovvero le attività intraprese. Il comitato consultivo del progetto esaminerà anche i conti e i risultati via via raggiunti come da cronoprogramma, pubblicando sul sito web lo stato dell’arte ed i risultati man mano raggiunti.

 

 

Budget

Fabbisogno del progetto per un numero complessivo di 1322 bambini e 427 mamme

 

 

BURUNDIAMO ONLUS: PROGETTO BAMBINI DEL BURUNDI

 

 

ASSOCIAZIONE COMUNE DUKUNDANE AREA DI RUMONGE

Destinatari 80 bambini e 20 Mamme

Bisogni dell’associazione

Acquisto e montaggio di un mulino

€ 15.000,00

Costruzione fabbrica di saponi e impianto di conservazione panelli

€ 15.000,00

Attrezzature per la produzione di saponi

€ 2.500,00

Semi selezionati, fertilizzanti e insetticidi

Acquisto semi di fagioli € 2.000,00

Acquisto semi di patata € 2.000,00

Acquisto semi di manioca € 1.000,00

Fertilizzanti chimici € 3.000,00

Calce € 2.000,00

Prodotti e mezzi di produzione agricola e fitosanitari

€ 1.000,00

Stampa, fotocopiatrice, block notes, penne

€ 30,00

Seminario di formazione sulle tecniche per l’agricoltura

€ 1.000,00

Acquisto di un trattore usato

€ 15.000,00

TOTALE 59.530,00 €

 

 

ASSOCIAZIONE MUKENYEZI REMA NTIWIHEBURE – Comune MATANA

Destinatari 721 bambini e 250 mamme

 

 

BURUNDIAMO ONLUS: PROGETTO BAMBINI DEL BURUNDI

 

 

Costruzione di una porcilaia

€ 15.000,00

Acquisto e installazione di un mulino

€ 15.000,00

Acquisto di prodotti veterinari € 1.500,00

Acquisto di grano da palma € 1.000,00

Semi selezionati, fertilizzanti e insetticidi

Acquisto semi di fagioli € 2.000,00

Acquisto semi di patata € 2.000,00

Acquisto Talee di manioca € 2.000,00

Acquisto Patate dolci € 2.000,00

Fertilizzanti chimici € 2.000,00

Calce € 2.000,00

Prodotti fitosanitari

€ 2.000,00

Innaffiatoi € 2.000,00

Costruzione di un deposito per lo stoccaggio della produzione agricola

€ 7.000,00

Seminario di formazione sulle tecniche di allevamento di suini.

SPESE € 1.000,00

TOTALE: €.56.500,00

 

 

ASSOCIAZIONNE SHIGIKIRA ABAPFAKAZI – COMUNE SONGA

Destinatari 428 BAMBINI e 127 MAMME

 

 

BURUNDIAMO ONLUS: PROGETTO BAMBINI DEL BURUNDI

 

 

Costruzione di una porcilaia

€ 15.000,00

Seminario di formazione sulle tecniche per l’agricoltura

€ 1.000,00

Acquisto di un veicolo di tipo FUSO nuovo o usato € 20.000,00

Acquisto e installazione di un mulino

€ 15.000,00

Acquisto di prodotti veterinari

€ 1.000,00

Acquisto di grano per palma

€ 1.000,00

Acquisto di semi di fagioli

€ 2.000,00

Acquisto di semi di patata

€ 2.000,00

Acquisto Talee di manioca

€ 1.000,00

Acquisto Patate dolci

€ 2.000,00

Fertilizzanti chimici

€ 2.000,00

Calce € 2.000,00

Prodotti e mezzi di produzione agricoli fitosanitarie

€ 2.000,00

Innaffiatoi € 2.000,00

Costruzione di un deposito per lo stoccaggio della produzione agricola

€ 10.000,00

Seminario di formazione sulle tecniche di allevamento di suini.

Spese € 1.000,00

Seminario di formazione sulle tecniche per l’agricoltura

€ 1.000,00

TOTALE: €. 81.000,00

 

 

ASSOCIAZIONE TERITEKA UMUZINGA – COMUNE SONGA

Destinatari 93 bambini e 30 mamme

 

 

BURUNDIAMO ONLUS: PROGETTO BAMBINI DEL BURUNDI

 

 

Materiale e attrezzatura per apicoltori

Stivali € 360,00

Impermeabili € 600,00

Guanti € 100,00

Secchi € 30,00

Bilance € 20,00

Setaccio € 10,00

Farmaci € 500,00

Semi selezionati, fertilizzanti e insetticidi

Acquisto di semi di fagioli € 1.500,00

Acquisto semi di patata € 2.000,00

Acquisto fiori € 500,00

Acquisto Patate dolci € 1.500,00

Fertilizzanti chimici € 2.000,00

Calce € 2.000,00

Prodotti e mezzi di produzione agricoli fitosanitarie

€ 1.000,00

Innaffiatoi € 500,00

Costruzione di un deposito per lo stoccaggio della produzione

€ 7.000,00

Deposito di miele e candele

€ 5.000,00

Seminario di formazione sulle tecniche di allevamento delle api

€ 1.000,00

Seminario di formazione sulle tecniche per l’agricoltura

€ 1.000,00

Acquisto di un Autocarro usato con cassone ribaltabile

€ 15.000,00

TOTALE: €. 41.430,00

 

Fabbisogno minimo totale per le quattro associazioni €. 238.460,00

 

 

Appello di Padre Jeanclaude

Cari fratelli, nel mese di novembre 2010, anche grazie alla volontà ed all’impegno di sei amici fraterni, è stata costituita l’Associazione “BURUNDI – AMO ONLUS” della quale, oltre ad esserne uno dei soci fondatori, ne sono anche il Presidente.

L’Associazione persegue esclusivamente finalità di comunione fraterna e solidarietà sociale, con lo scopo di promuovere, sostenere e realizzare, attraverso la raccolta di fondi, progetti umanitari per tentare di restituire la dignità umana a chi più soffre, ai più poveri, ai più bisognosi, a coloro che nella più triste sofferenza stanno ancora cercando e desiderando il calore di un bacio, la dolcezza di una carezza …… una mano da stringere per aggrapparsi con fiducia ad un futuro migliore. Quando ci assale la tristezza, quando non c’è una mano che ci accarezzi o ci stringa la nostra, quando ci sembra che nulla può cambiare e tutto va male … è il momento di sentire il nostro cuore. Un angelo è sempre dietro di noi e ci assiste, una persona ci pensa anche se non lo sappiamo, qualcuno sta preparando il nostro cammino e la strada sarà coperta di fiori, ci sarà una musica dolce, sguardi di amici, sorrisi di bimbi, tanto amore … è il momento di risorgere. C’è tanto bisogno della nostra presenza, molti ci stanno aspettando lungo le strade della carità cristiana. La nostra Associazione è soltanto una piccolissima goccia di acqua, un granello di sabbia, ma la storia ci insegna che tante gocce e tanti granelli hanno dato vita ad oceani e deserti. BURUNDI – AMO, solo con la Vostra partecipazione e la Vostra solidarietà, potrà promuovere e diffondere attività di aiuto umanitario attraverso la realizzazione di progetti mirati, finalizzati a ridurre la povertà, l’emarginazione, le malattie, le violenze e gli abusi su donne e bambini, e per assicurare ai più deboli un futuro dignitoso. Cari fratelli … è il momento di risorgere …… è il momento di sentire il nostro cuore.

DIO VI BENEDICA

 

 

BURUNDIAMO ONLUS: PROGETTO BAMBINI DEL BURUNDI

 

BURUNDIAMO ONLUS: PROGETTO BAMBINI DEL BURUNDI

 

Coordinate Bancarie Associazione Burundiamo Onlus:

conto corrente bancario:

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SETTIMANA 7 OTTOBRE GLI ULTIMI ARTICOLI

SETTIMANA 2 OTTOBRE GLI ULTIMI ARTICOLI

Energia Gratis Borutta è la prima comunità energetica rinnovabile in Sardegna

Energia Gratis: Burutta Sardegna Energia per tutti

Energia Gratis:

Burutta Sardegna Energia Gratis per Tutti

 

Energia Gratis

Borutta è la prima comunità energetica rinnovabile in Sardegna. Nel piccolo borgo del Meilogu, noto perché ospita nel suo territorio la famosa cattedrale di San Pietro di Sorres, l’energia elettrica sarà gratis al 100% e saranno erogati, sulla base delle misure sulle comunità energetiche, incentivi per il raggiungimento della classe energetica “A” in tutto il paese.

 

«È oggi realtà il sogno del nostro Comune, contenuto nel piano d’azione per l’energia sostenibile (Paes) e adottato già nel 2012, di diventare autosufficiente energeticamente mediante la produzione di energia da fonti rinnovabili, nonostante le tante difficoltà incontrate». Con queste parole Arru (il sindaco del paese) ha ufficializzato la realizzazione di un progetto avviato otto anni fa e reso possibile solo ora, con l’approvazione del decreto milleproroghe, convertito in legge nell’agosto scorso. «Che ha riconosciuto dignità giuridica alle comunità energetiche e fissate le regole per il suo funzionamento», ha chiarito Arru (il sindaco).

 

Borutta, poco meno di 300 abitanti, raggiunge un primato assoluto che lo posiziona primo Comune in tutta l’isola e tra le prime 12 comunità attive o, comunque, in partenza in tutto il territorio nazionale per autosufficienza energetica al 100%. Allo stato attuale le comunità energetiche nella penisola raggiungono ancora l’80%. Da tempo il borgo aveva raggiunto una buona autonomia di consumi pubblici di energia elettrica con impianti fotovoltaici sparsi nel centro abitato: palazzo comunale, strutture sportive, scuole, centro polifunzionale, museo, illuminazione pubblica, bici elettriche, la sala congressi, la biblioteca e la casa di riposo. «Ora, con la realizzazione di ulteriori impianti fotovoltaici sarà possibile distribuire gratuitamente l’energia prodotta da fonti rinnovabili a tutti gli abitanti e alle attività del paese», ha detto il sindaco. Nessuna bolletta energetica per chi vive o vorrà vivere a Borutta. Verranno, così, raggiunti due obiettivi, secondo gli amministratori, «decisivi per il futuro del paese». «In primis – ha spiegato Arru – verrà posto un freno allo spaventoso fenomeno dello spopolamento che potrebbe determinarne la scomparsa entro questo secolo e, poi, potrà essere invertito il trend demografico, favorendo non solo il “restare” ma anche l’arrivo di nuove famiglie. Come amministrazione riteniamo che rendere tutte le case del paese autosufficienti energeticamente, in modo gratuito, possa rendere molto appetibile per le famiglie l’idea di “restare” nel borgo natio e alle famiglie “di fuori” trasferirsi nelle molte case vuote. Ciò segna un decisivo passo in avanti verso uno scenario energetico basato sul consumo di energia a chilometro zero e lo sviluppo di reti intelligenti o smartgrid».

 

Sarà conveniente trasformare la casa in “100% elettrico” in modo da staccarsi completamente dai combustibili fossili (Gasolio e Gpl) e utilizzare soltanto l’energia elettrica per il riscaldamento e il rinfrescamento, la produzione d’acqua calda e la cottura dei cibi. E questi consumi saranno a costo zero». Oltre alle bollette ad importo zero, i cittadini riceveranno un incentivo, pari a 110 euro /Mwh, previsto dalle recenti misure sulle comunità energetiche. La somma dovrà essere investita per il raggiungimento della classe energetica “A” della propria abitazione. «Siamo davvero felici per questo risultato e crediamo che Borutta possa rappresentare un modello replicabile in tante realtà sarde come in tutti i Comuni a rischio spopolamento in Italia» .

 

PHI Foundation Comunità Innovazione Sociale

 

PHI Foundation

 

SCRITTURA: ORIGINI E STORIA DELLA SCRITTURA

SCRITTURA: ORIGINI E STORIA DELLA SCRITTURA

SCRITTURA: ORIGINI E STORIA DELLA SCRITTURA

 

ORIGINI E STORIA DELLA SCRITTURA

Tradizionalmente l’inizio della scrittura viene collocato dagli storici intorno al 3200 a.c. in Mesopotamia (l’odierno Iraq) dove inizialmente è sorta per fini di contabilità, amministrazione e commercio.

Scrivere altro non è che registrare in forma stilata il linguaggio verbale.

Le prime forme di scrittura furono cuneiformi, poi con l’avvento della civiltà minoica ci si avvicinò verso una scrittura sillabica.

Ma soltanto nel 1800 a.c. si ebbe il primo alfabeto in Egitto, a cui seguì quello fenicio del 1050 a.c., greco,  ed infine quello latino attualmente usato.

L’invenzione della scrittura fu una delle più grandi conquiste dell’umanità, il fatto di trascrivere il flusso di parole significava trasmettere e conservare la memoria di tutto il passato ed inoltre aveva una funzione pratica di registrare gli scambi commerciali dell’epoca.

Con il passare del tempo il ruolo della scrittura è stato sempre più indispensabile ed importante, ossia un mezzo di comunicazione che conserva le tradizioni da una generazione all’altra, che compone testi di diversa natura e la sua funzione è stata sempre più determinante nel corso del tempo, nel passato, nel presente e lo sarà anche nei tempi futuri.

Oggi, per chi ama scrivere esistono molti laboratori di scrittura. C’è la possibilità di partecipare a dei workshop sulla scrittura creativa scrivendo poesie, racconti onirici, polizieschi, fantascientifici, d’amore e migliorando la propria creatività e fantasia.

Inoltre la scrittura ha una funzione terapeutica nell’ambito della psicologia infatti, da circa un decennio, è sorta in Italia la medicina narrativa, ossia una metodologia clinica-assistenziale basata sulla narrazione scritta come principale strumento per acquisire una diagnosi ed una cura per il paziente.

SCRIVERE PER PHI FOUNDATION

Era da molto tempo che cercavo qualcosa che riguardasse il mondo della scrittura, perché mi piace scrivere, così un bel giorno mi sono imbattuta  nel sito di PHI Foundation e con immensa gioia ho letto che PHI Academy organizza dei corsi di scrittura con la possibilità di pubblicare gli articoli redatti.

L’occasione per me fu ghiotta e mi tuffai immediatamente in questa fantastica esperienza, iniziando a scrivere articoli che, settimana dopo settimana ,venivano pubblicati.

L’impegno nello scrivere gli articoli è stato considerevole ed anche non facile nel cercare le tematiche da trattare ma ho ricevuto molte soddisfazioni.

Durante questo mio lavoro da articolista ho conosciuto molte realtà legate al settore del volontariato e del non profit che prima non conoscevo, arricchendo così il mio bagaglio di conoscenze ed ho trovato tutto ciò molto utile ed interessante.

Inoltre ho effettuato delle donazioni in favore di alcune associazioni di volontariato ed è stato un dono fatto con il cuore a sostegno di associazioni che si impegnano a tamponare le gravi difficoltà esistenti nella società contemporanea.

LA SCRITTURA OGGI

Scrivere è un metodo  di comunicazione fondamentale e necessario per ogni epoca, la scrittura è lo strumento che consente di sapere, capire e comprendere.

Oggigiorno si scrive molto, vengono divulgati testi di ogni tipo e di ogni genere i quali oltre ad essere diffusi in formato cartaceo vengono diffusi in formato digitale (rappresentando in ciò un cambiamento, un’evoluzione, una novità rispetto al passato) ed attraverso la loro lettura si impara ogni aspetto del reale.

I testi redatti, oggi, si pongono in un vasto ed immenso panorama di generi diversificati tra loro, denotando per la scrittura un grande sviluppo ed una grande evoluzione.

Probabilmente la scrittura e le sue forme continueranno ad evolversi insieme all’evoluzione stessa del genere umano, è ipotizzabile che in un prossimo futuro la scrittura non sarà più manuale ma vocale (in realtà questo fenomeno è già presente oggi).

Ma sicuramente la necessità di lasciare traccia di quello che facciamo, diciamo e pensiamo resterà sempre una delle caratteristiche fondamentali del genere umano.

 

Redazione

PHI Foundation

PHI Foundation In arrivo l’aumento delle pensioni minime INPS fino a 780 euro

INPS aumento pensioni minime fino a 780 euro

INPS aumento pensioni minime fino a 780 euro

 

INPS: Con la Riforma del sistema pensionistico si può ben sperare che sia in arrivo l’aumento delle pensioni minime INPS fino a 780 euro. Nelle intenzioni del Governo vi è difatti quella di garantire ai pensionati italiani degli anni futuri un assegno mensile che consenta un’esistenza dignitosa. A dicembre 2021 verrà meno la misura sperimentale di Quota 100 e sul tavolo delle trattative compare la proposta di una pensione di garanzia. Si tratterebbe di un’opportunità previdenziale per quei lavoratori che possono far leva unicamente sul calcolo contributivo del rateo mensile spettante.

In arrivo l’aumento delle pensioni minime INPS fino a 780 euro

Fra le proposte dei sindacati rientra quella di equiparare la pensione minima al reddito di cittadinanza. Il massimo importo che un percettore del sussidio governativo riceve mensilmente è pari difatti a 780 euro. Al contribuente che vive da solo l’INPS assicura un’integrazione reddituale di 500 euro e 280 di contributo per le spese di locazione.

Garantire a chi percepisce la pensione minima un rateo pari al reddito di cittadinanza significherebbe passare da 515 a 780 euro. Nello specifico, la proposta di un aumento pensionistico mira ad assicurare un’integrazione economica proprio ai contributivi puri. Così spetterebbe un incremento dell’assegno fra 650 e 780 euro ai lavoratori per i quali il calcolo pensionistico si effettua col solo sistema contributivo. L’accesso all’eventuale aumento del rateo previdenziale ovviamente raggiungerebbe unicamente i contribuenti appartenenti a fasce reddituali basse.

Programma Valore Pensione di PHI Foundation

Valore Pensione è un programma della costituenda OVER Foundation sostenuta da PHI Foundation indirizzato a istituire un modello idoneo alla rivalorizzazione delle pensioni minime in un contesto di sviluppo ampio a sostegno della terza età con servizi dedicati e creando una comunità solidale con nuove opportunità di lavoro per giovani famiglie.

Spopolamento: I rischi dei borghi italiani evidenziano un circolo virtuoso.

Spopolamento? No! Grazie a BorgoViVo

Spopolamento: I rischi dei borghi italiani evidenziano un circolo virtuoso.

Spopolamento: L’abbandono dei piccoli centri avviene solo, dove le politiche pubbliche non sono lungimiranti. Val d’Aosta e Trentino Alto Adige, che negli ultimi 40 anni hanno registrato un incremento di popolazione tra i più alti d’Italia, sono oggi le Regioni più “giovani” del Paese e quelle più capaci di moltiplicare la ricchezza interna.

 

Spopolamento: I piccoli borghi oggi più che mai appaiano “incantati”.

Un incanto che è frutto dell’innegabile bellezza del paesaggio italiano, ma soprattutto perché in grado di offrire il bene primario per eccellenza: un’alta qualità della vita. Aria pulita, assenza d’inquinamento acustico, possibilità di contare su prodotti alimentari genuini, negozi, banche e uffici postali a portata di mano, pub e punti di ristoro che offrono agli abitanti l’opportunità di coltivare una vita sociale piacevole ed economica; Questi i punti di forza dei piccoli borghi, vere e proprie oasi di pace in cui rifugiarsi.

Spopolamento è il progressivo abbandono dei piccoli villaggi i famosi “borghi fantasma”.

Attenzione: nei Comuni dove le amministrazioni hanno fatto un buon lavoro, offrendo servizi ai cittadini e mettendo in campo policies pubbliche lungimiranti, borghi, paesini e paesoni non solo non si sono spopolati, ma anzi sono stati protagonisti di uno straordinario ripopolamento, con conseguente, drastico abbassamento dell’età media degli abitanti e altrettanto inevitabile innalzamento del livello di ricchezza interna.

 

Spopolamento o Ripopolamento?

I Comuni virtuosi, infatti, sono ancora troppo pochi. Soprattutto considerando che i territori a rischio spopolamento rappresentano il 43% della superficie italiana. Una risorsa grandiosa che potrebbe risollevare, da sola, le sorti del Paese; Risorsa in gran parte sottoutilizzata, se non sprecata, dimenticata, persa. Fatta eccezione per Val d’Aosta e Trentino Alto Adige, che negli ultimi 40 anni hanno registrato un incremento di popolazione tra i più alti d’Italia, e che oggi sono le Regioni più “giovani” del Paese, nonché quelle più capaci di moltiplicare la ricchezza interna.

I numeri.

I numeri dell’abbandono sono impietosi: a fronte di una popolazione italiana cresciuta di 12 milioni di unità negli ultimi 60 anni, la crescita si è prevalentemente concentrata in pianura (8,8 milioni di residenti in più) e collina (4 milioni in più), col risultato che, se nel 1951 la popolazione montana rappresentava il 41,8% rispetto a quella di pianura, oggi la percentuale è scesa al 26%. E dire che i territori montani, sono “un nodo strategico per l’economia verde, in una società che vede sempre più avanzare la crisi idrica ed energetica”.

Spopolamento Superato.

L’autonomia da sola certo non può aver determinato le cifre che oggi Val d’Aosta e Trentino Alto Adige possono vantare sul fronte della ricchezza interna: fatto 100 il valore della ricchezza di partenza nel 1970, in Trentino quel valore è diventato 345 nel 2012 e a Bolzano 328, mentre la media nazionale è ferma a 264 e, la Sicilia, altra regione autonoma, ristagna sul 230.

 

Le diversità politiche.

Le diversità delle politiche che hanno inciso dal punto di vista qualitativo sono state lo aumentare le competenze e diminuire la percentuale di risorse locali trattenute nel territorio, così da contribuire a ripianare il debito pubblico nazionale. BorgoViVo non è la difesa di un mondo e proprie prerogative da minacce esterne, ma la tutela delle buone esperienze, bagaglio di conoscenza e difesa della qualità di vita per la collettività.

 

BorgoViVo.

In attesa che il territorio perduto diventi anch’esso incantato, non resta che guardare alle buone pratiche e accettare la sfida.

 

BorgoViVo, in fondo, ne è il simbolo 

 

 

Redazione

PHI Foundation

UOMO: VITTIMA VIOLENZA DELLA DONNA

UOMO: VITTIMA VIOLENZA DELLA DONNA

 

Uomo: vittima violenza della donna

UOMO. Come il femminicidio esiste anche il maschicidio: un fenomeno orrendo su cui spesso si chiudono gli occhi. Per vergogna o per stereotipi.

 

Violenza di genere

Quando si parla di «violenza di genere» si pensa sempre a quella dell’uomo nei confronti della donna: un reato sicuramente ignobile, spesso coperto dal pregiudizio, dall’ignoranza e dalla discriminazione, che merita la giusta punizione. Senza nulla togliere alla gravità di tali comportamenti, troppo poco però si dice del fenomeno opposto, quello cioè della violenza delle donne nei confronti dell’uomo. Violenza che, stando agli atti giudiziari delle Procure e dei tribunali civili di mezza Italia, è tutt’altro che rara. Anzi, è subdola e lesiva, al pari di una violenza fisica. Tant’è che, in alcuni casi (circa 200 all’anno), porta al suicidio.

 

Insomma, come esiste il femminicidio, c’è anche il maschicidio

Eppure di questo non si parla quasi mai a causa della vergogna e degli stereotipi che attribuiscono all’uomo l’immagine della parte forte e aggressiva. Un uomo che subisce una violenza è un debole o ha commesso un grave torto. Così, per evitare etichettature, si preferisce subire in silenzio piuttosto che alzare la testa.

 

5000 uomini ogni anno subiscono violenze silenziosamente dalle donne

 

Stalking

In questo calderone di violenze ai danni del genere maschile rientrano le false accuse di stalking e di violenza sessuale, la pressione esercitata sui figli per allontanarli dal padre separato, la richiesta di mantenimento come arma di vendetta verso l’ex coniuge.

 

E poi una serie di minacce e reazioni fisiche come il lancio di oggetti, percosse con calci e pugni, morsi, graffi

Secondo una indagine del 2012 condotta dall’Università di Siena (citata da Il Giornale), sono circa 5milioni gli uomini che, ogni anno, subiscono violenze dalle donne: violenze sia psicologiche che fisiche. In queste situazioni l’uomo ha spesso paura di reagire perché sa che, se dovesse rispondere allo schiaffo di una donna, sarebbe condannato per violenze e nessun giudice crederebbe alla sua versione.

 

In Italia ogni anno 200 padri ci sono 200 padri che si suicidano perché le ex mogli non vogliono che vedano più i figli

 

Ex mogli

Non sono poche le ex mogli che, dopo il divorzio, usano i bambini come strumento della propria vendetta, iniziando su di loro un’opera di denigrazione della figura paterna.

 

Uomo padre

I minori arrivano così a negare di avere un padre e a non volerlo più vedere pur in assenza di alcuna colpa nei loro confronti. Si arriva così spesso al  «suicidio silenzioso dei papà» che non riescono più a vedere i propri amati figli.

 

Facciamo un esempio preso in prestito da alcuni (ricorrenti) casi giudiziari

Prendiamo una coppia con un figlio dove la moglie è disoccupata e il marito guadagna 1500 euro al mese. L’uomo è proprietario di una casa. Un giorno lei gli dice che non lo ama più e lo obbliga ad andare via di casa. Se i due andassero dal giudice, il tribunale non solo costringerà l’uomo a fare le valige, ma lo obbligherà a pagare circa 300 euro di mantenimento all’ex moglie e altri 300-400 euro per il figlio. A lui resteranno circa 800 euro con cui dovrà pagare anche l’affitto per una nuova casa.

 

Ma questo è il minimo

Non appena lui salterà un mese, lei lo denuncerà ai carabinieri; probabilmente dirà al figlio che il padre non vuole mantenerlo e ha piacere a vederlo morire di fame. Il figlio odierà il padre e non vorrà mai più avere contatti con lui.

 

Una situazione del genere porta, ogni anno, in tutta Europa, ben duemila papà a suicidarsi

 

Il 10% di loro sono italiani

La cosiddetta «alienazione parentale» – è così che è stato battezzato il fenomeno – è in forte crescita e sono numerose le sentenze che lo attestano. I più “fortunati” vengono portati sul lastrico da assegni di mantenimento che non consentono di sopravvivere; in alcuni casi, gli ex mariti sono costretti a vivere nelle auto o a chiedere l’elemosina ai centri di accoglienza.

 

Uomo giudice

Ad oggi l’unico modo per i giudici di tutelare i padri è quello di escludere la madre dall’affidamento del figlio, ma questo succede solo nei casi più gravi perché ancora esiste il pregiudizio secondo cui la donna è sempre migliore dell’uomo nella crescita del figlio. Eppure i giudici europei hanno più volte bacchettato l’Italia perché non garantisce il rispetto dei diritti di visita dei minori ai padri separati.

 

Il problema principale in Italia è la mancanza di norme che tutelino i diritti di visita, di educazione e di un normale rapporto dei genitori separati con i figli minori.

 

L’unico rimedio concreto è quello di una denuncia per inottemperanza di ordine del giudice, ma nella realtà queste denunce quasi mai portano ad una soluzione concreta.

 

Il presidente dell’associazione «Nessuno tocchi papà», l’avvocato Walter Buscema, da anni si batte per i diritti dei padri.

 

È sempre lui che così commenta il fenomeno:

«In Italia ci sono circa un milione di uomini che subiscono violenza psicologica da parte delle proprie ex-compagne o mogli ,le quali strumentalizzano i loro figli per motivi economici. Ci troviamo difronte ad una vera e propria emergenza sociale a cui la politica dovrà trovare presto una soluzione concreta. Nel nostro Paese la violenza ha un solo colore, il “rosa”. L’uomo che subisce violenza ha vergogna a denunciare e anche quando lo fa, rimane inascoltato. Anche i media purtroppo “preferiscono” raccontare dello stereotipo della “Vittima-Donna”. Auspico che il Governo e il Ministero delle Pari Opportunità dedichino la giusta attenzione anche agli uomini vittime di violenza di genere ricordando che la violenza non ha sesso».

 

PHI FOUNDATION SOCIAL INNOVATION COMMUNITY

 

Natalia Agafonova

PHI Foundation

TORINO: REGINA DEL VOLONTARIATO CULTURALE

LA CITTÀ

Nonostante Torino non fosse mai stata nominata, finora, dal Ministero dei beni e delle attività culturali come capitale della cultura, dispone, invece, del più alto numero di associazioni per il volontariato culturale.

Torino è una città che ha molta «storia», partendo dal centro con due bellissime piazze: piazza San Carlo di forma rettangolare con due chiese gemelle sul lato meridionale e con al centro un monumento in bronzo dedicato ad Emanuele Filiberto di Savoia e piazza Castello coi suoi monumenti, i suoi portici e le sue fontane a raso.

Si può vedere:  la Mole Antonelliana, la Sacra Sindone all’interno del duomo, le gallerie, le chiese, il lungo Po, e molte altri luoghi meravigliosi della città.

Vi sono anche molte associazioni di volontariato  legate alla cultura, che propongono moltissime attività per tutti sia per i giovani che per i meno giovani.

LE ASSOCIAZIONI DEL VOLONTARIATO CULTURALE TORINESE

L’associazione «Amici di Palazzo Reale» si è costituita nel 1994 con lo scopo di accompagnare il pubblico negli ambienti di Palazzo Reale, esclusi dal tradizionale circuito di visita, diffondendo così un’approfondita conoscenza storico-artistica ed architettonica di Palazzo Reale e delle altre residenza sabaude, organizzando numerose iniziative culturali e didattiche, come: conferenze, convegni, corsi di formazione, ed una raccolta fondi finalizzata al restauro delle opere d’arte di Palazzo Reale.

Cambiando ambito, ma restando in tema di volontariato culturale e spostandoci dal mondo dell’arte verso quello della cultura nobiliare, dal 1996 è nata Vivant un’associazione che approfondisce le tradizioni storico-nobiliari ed i legami della nobiltà col mondo contemporaneo.

L’associazione ha il compito di studiare e di far conoscere il ruolo della nobiltà, di stabilire i collegamenti con associazioni storiche, culturali ed araldiche,  di favorire la consultazione di archivi familiari ed infine di curare la pubblicazione di libri, riviste e saggi, consultabili sul sito internet www.vivant.it.

Spostandoci da Torino ed andando verso Collegno, nella fine dell’Ottocento fu edificato il villaggio Leumann, ossia un complesso architettonico di 60.000 m² costruito per volere dell’imprenditore elvetico Napoleone Leumann, in stile liberty e costituito dal  cotonificio, da alloggi, da una piccola stazione tranviaria, dalla chiesa dedicata a sant’Elisabetta, dalla scuola materna ed elementare, dall’ albergo e da un ufficio postale.

Nel 1992 alcune persone legate al villaggio decisero di dar vita all’associazione «Amici della scuola Leumann» per tenerne viva la memoria.

L’associazione organizza visite guidate nel villaggio, attività sociali, culturali e ricreative che riprendono lo stile di vita nel villaggio ed inoltre dei corsi di maglia, tessitura, feltro e di ricamo.

Chi fosse interessato alle attività delle associazioni può prenotarsi consultando la pagina internet www.villaggioleumann.it.

 

Il mondo della cultura ci affascina sempre e le diverse attività offerte dalle suddette associazioni di volontariato culturale possono essere dei dilettevoli passatempi per trascorrere delle giornate diverse dalla solita quotidianità, dando la possibilità di conoscere nuovi ambiti artistici.

 

Filippelli Giuseppina Giovanna

PHI Foundation

12° Giornata delle malattie rare: mostra la tua rarità!

La Giornata delle Malattie Rare

La “Rare Desease Day” che si celebra tradizionalmente il 28 febbraio, è arrivata nel 2019 alla 12a edizione.

L’obiettivo principale della Giornata delle Malattie Rare è quello di aumentare la consapevolezza tra il pubblico e i principali opinion leader sulle malattie rare e il loro impatto sulla vita dei pazienti.

È un momento di maggiore attenzione sentito dai pazienti e dalle loro famiglie per lanciare un appello globale a tutti i soggetti politici o enti pubblici affinché si impegnino per migliorare le condizioni di vita delle persone e delle famiglie che si trovano ad affrontare una malattia rara, ognuno per il proprio campo di competenza.

La Fondazione Alessandra Bisceglia VivAle Onlus, a 10 anni dalla sua nascita, conferma la sua presenza alla Campagna di comunicazione per la 12° Giornata Internazionale delle Malattie Rare (#RRD2019).

L’Organizzazione No-profit, con sede a Roma e a Lavello (PZ), ha come scopo lo studio e la cura delle anomalie vascolari.

La Fondazione nasce per volontà degli amici e colleghi di Alessandra Bisceglia i quali hanno ritenuto che la sua storia potesse essere un vero esempio di vita e che nel suo nome potessero compiersi azioni di aiuto rivolte a chi vive problemi simili ai suoi, coniugando così ricordo con impegno sociale e volontariato.

L’obiettivo principale della Fondazione, infatti, è assistere il paziente e la sua famiglia in questo difficile cammino.

Questo grande evento internazionale si concentra quest’anno su un tema molto caro alle famiglie dei pazienti: “Integriamo l’Assistenza Sanitaria con l’Assistenza Sociale”.

La maggior parte di esse, infatti, convive quotidianamente con diverse attività e servizi da coordinare: visite mediche, recupero di medicinali, la loro somministrazione anche in luoghi diversi dalla propria abitazione, l’utilizzo di attrezzature specialistiche o l’accesso a vari servizi di supporto sociale per la famiglia.

Se a queste attività si devono aggiungere anche il lavoro, la scuola e il tempo libero, può essere difficile da gestire.

La campagna Social #ShowYourRare

Oggi, purtroppo, si stimano circa 300 milioni di persone affette da 6.000 patologie rare.

E’ sempre più frequente, oggi, contrarre una malattia rara. Per questo motivo, sui Social Media è partita la campagna di comunicazione #ShowYourRare.

Guarda il video spot di #ShowYourRare 2019 per ispirarti a dipingere il tuo viso e “mostra la tua rarità” durante il mese di febbraio per la Giornata delle Malattie Rare 2019.

È semplice partecipare!

Ø  Dipingi il tuo viso usando vernici per il viso dai colori vivaci

Ø  Posa per un selfie o una foto di gruppo

Ø  Pubblica l’immagine sui social media utilizzando gli hashtag #ShowYourRare e #RareDiseaseDay

Condividi il tuo selfie #ShowYourRare in qualsiasi momento per tutto il mese di febbraio, compreso il giorno delle malattie rare.

Puoi anche utilizzare l’hashtag #ShowYourRare o aggiungere la foto sul tuo profilo Facebook o Twitter.

Segui la campagna #ShowYourRare su Facebook, Twitter e Instagram. Partecipa anche tu!

Mauro Carlucci

PHI Foundation