Associazione Mercurio, per fare la differenza

Associazione Mercurio, per fare la differenza

La nascita dell’Associazione

Associazione Mercurio (www.associazione-mercurio.org) nasce qualche anno fa, a Milano, dalla volontà di un gruppo di persone diverse animate da un progetto comune, quello di unire l’arte alla scienza.

È così che Matilde, Stella e Caroline si mettono assieme e, coinvolgendo amici con background differenti portano in Italia “Pinksie the Whale Celebrating Difference” e avviano il progetto “Da Grande Anch’io” per divulgare il sapere scientifico legandolo alle diverse manifestazioni dell’ingegno umano, come l’arte, lo sport, la musica, la pittura, il teatro ecc.

La voglia è quella di fare propulsione e l’iniziativa è vincente.

A questo punto si stabilisce che i progetti devono diventare qualcosa di più strutturato e viene fondata nel 2014 l’Associazione Mercurio, dove oltre a Matilde, Stella e Caroline operano attivamente Francesca, Orietta, Massimo, Franca, Carlo, Paolo, Giovanni e sempre più persone si uniscono.

Vengono coinvolti, artisti, designer, creativi, scienziati, professori universitari, docenti, liberi professionisti tutti con un unico scopo creare reti per portare eccellenza e far conoscere e sviluppare i talenti dei ragazzi.

La Filosofia dell’Associazione Mercurio

La filosofia di Associazione Mercurio è quella di fare la differenza, la differenza per un bambino o un ragazzo.

Questi ragazzi devono essere gli artefici del loro futuro e noi dobbiamo aiutarli a scoprire i loro talenti, le loro abilità, realizzandosi in tutte le proprie sfaccettature.

Un partner di eccellenza come l’università Bicocca di Milano collabora con l’Associazione per motivare e orientare i ragazzi nel loro percorso di studi.

Alle elementari si lavora maggiormente con un tipo di approccio Artistico – Creativo. Alle medie si presentano le eccellenze del mondo della scienza e della medicina.

Ai licei o in generale alle scuole superiori si cerca di fare la differenza con “Make the Difference”, presentando agli studenti una rosa di professioni.

La maggior parte di questi progetti, con l’aiuto dei volontari, vengono realizzati in contesti periferici per offrire anche a ragazzi meno fortunati la possibilità di entrare in contatto con altre realtà del mondo, dando loro una possibilità di conoscenza e di sbocchi professionali.

Attraverso laboratori didattici, spettacoli e uno scambio di dialoghi e ascolto si cerca di creare un percorso formativo con i ragazzi per farli crescere e dare loro un’opportunità anche solo di conoscenza di mondi diversi e di comprensione delle loro attitudini e capacità. 

L’Associazione Mercurio

L’Associazione Mercurio ha un sito bello e funzionale, www.associazione-mercurio.org e potete consultarlo per venire a conoscenza sia della loro realtà sia dei loro fantastici progetti come Da Grande Anch’io, Pinksie, Make the Difference.

In particolare in questo periodo l’Associazione Mercurio invita a partecipare per il 1 Aprile allo spettacolo “Lo Spartito di Walt” rivolto a tutte le età all’Auditorium La Verdi di Milano.

Sarà un grande evento dove si alterneranno musiche riadattate dalla New Pop Orchestra sotto la direzione del maestro Alfredo Conti e il pubblico verrà intrattenuto da divertentissimi sketch degli storici doppiatori  Nunziante Valoroso e Alessandro Quarta.

L’evento sarà arricchito da una bellissima lotteria caratterizzata da cimeli Disney degli anni ’30 e il ricavato andrà a sostegno anche di Associazione Mercurio.

Per avere maggiori informazioni sull’evento ma anche sull’Associazione Mercurio potete scrivere a info@associazione-mercurio.org

 

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Coniglio COME ADOTTARE UN CONIGLIO

CONIGLIO: COME ADOTTARE UN CONIGLIO

ADOTTARE UN CONIGLIO

Coniglio

Come e cosa fare se vogliamo un compagno peloso da adottare!

Il coniglio è il terzo animale domestico più comune nel nostro paese.

Questi piccoli animaletti sono estremamente delicati e hanno molti bisogni spesso sconosciuti a chi li accoglie in casa per la prima volta.

È necessario precisare ad esempio, che il coniglio non è adatto alla compagnia di bambini troppo piccoli, infatti essendo molto delicato ha bisogno di particolare cautela e attenzioni, non gradisce essere preso in braccio poiché la posizione dominante di chi lo solleva in natura ricorda al coniglio un predatore e quindi è spesso per il piccolo, motivo di agitazione e paura.

Un errore molto comune è quello di confondere il coniglio come un roditore, i conigli infatti appartengono alla categoria dei lagomorfi che, a differenza dei roditori, sono strettamente erbivori.

Per questo motivo, molti dei cibi in commercio che contengono semi e granaglie e che vengono sponsorizzati come appositi per questi piccoli, sono in realtà dannosi per il loro fragile intestino.

Coniglio

Il coniglio va quindi alimentato esclusivamente con fieno fresco di ottima qualità e verdure fresche (crude) che devono essere lavate e asciugate e rigorosamente somministrate a temperatura ambiente.

L’alimentazione dei conigli non è una questione da sottovalutare, sono molto sensibili e la prima causa di morte è proprio dovuta a blocchi intestinali causati da un’alimentazione errata.

Proprio come cane e gatto, il coniglio NON va tenuto chiuso in gabbia, al suo posto è invece corretto prendere un grande recinto ampio, o meglio ancora una stanza dove possa correre e fare movimento.

Ognuno ha una personalità diversa dall’altro, ma di base sono molto curiosi, esploratori e coccoloni.

Chi si occupa dei conigli?

Non è nota a molti l’esistenza di associazioni che si occupano dell’adozione e della corretta gestione di conigli e cavie abbandonati, i cui volontari si prodigano per trovare nuovi proprietari che possano dare loro una vita piena e felice.

Associazioni come Mondo Carota si occupano, grazie ai volontari, del recupero, della sterilizzazione e vaccinazione di molti conigli abbandonati o recuperati da cattiva gestione.

Sulla pagina facebook di Mondo Carota Shop potrete acquistare prodotti fatti a mano con lo scopo di raccogliere fondi per i piccoli in difficoltà.

È importante scegliere sempre l’adozione per evitare che le catene di negozi possano sfruttare i piccoli per la riproduzione e la vendita, fermando cosi la sofferenza e l’abbandono.

Attraverso mercatini e raccolte fondi le associazioni come Mondo Carota riescono a salvare molti piccoli che altrimenti finirebbero abbandonati, fornendo loro cure e uno stallo sicuro in attesa di adozione.

A questo scopo viene organizzato ogni anno in primavera il Mondo Carota Party, evento che si svolge ogni anno presso il parco Spina Azzurra di Buccinasco, dove mamme e papà dei lapini possono portare a raduno i loro pelosi e contribuire acquistando dal mercatino solidale organizzato dalle volontarie.

Per maggiori informazioni sull’adozione o per dare un contributo economico visitate la pagina fb di Mondo Carota!

 

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d’Agome Kpodzi Istruzione e pari opportunità per tutti i bambini

D’Agome Kpodzi: Una Scuola

D’Agome Kpodzi: Una Scuola

D’Agome Kpodzi: Istruzione e pari opportunità per tutti i bambini

D’Agome Kpodzi: Nel piccolo villaggio di d’Agome Kpodzi, nel distretto di Kpalimè a 120km dalla capitale togolese Lomè, la scuola non è per tutti i bambini.

La richiesta di istruzione cresce ogni giorno, e non tutti i bambini riescono ad avervi accesso.

La piccola scuola pubblica del villaggio è composta da un agglomerato di 6 capanne di paglia e fango, senza luce ed acqua corrente, dove una classe con 20 banchi viene stipata fino a contenere 40/50 bambini che studiano e scrivono in condizioni difficili.

L’unica altra alternativa di istruzione che si trova nei dintorni è una scuola privata, che richiede il pagamento di una retta e l’acquisto di materiali scolastici, condizione impossibile per la popolazione estremamente povera di d’Agome Kpodzi che vive esclusivamente di agricoltura.

L’impegno delle associazioni

L’associazione Vite Intorno Onlus nata a Milano e composta esclusivamente da volontari, che attraverso aiuti immediati, assistenza e sostegno, aiuta a migliorare le condizioni di vita di bambini e famiglie che vivono nella povertà, sia in Italia che all’estero.

Da qui nasce il progetto “ una scuola per i bambini d’Agome Kpodzi ”, che raccogliendo l’esigenza delle famiglie del villaggio, di veder istruiti i propri figli ha previsto la costruzione (suddivisa nell’arco di due anni) di 6 classi aggiuntive, alla piccola scuola pubblica presente nel villaggio, dotata di elettricità e toilette con acqua (ad oggi inesistenti).

L’associazione in accordo con il governo togolese ha cosi dato il via alla ricerca di fondi per il finanziamento dell’impresa. Al progetto umanitario, che dovrebbe concludersi nel 2020, prenderanno parte volontari e coordinatori che si occuperanno inoltre della divulgazione dell’opera tramite campagne, raccolte fondi, donazioni ma anche adozioni a distanza.

D’Agome Kpodzi

Il progetto

A oggi sono stati raccolti oltre 30.000 euro che serviranno a finanziare la prima parte del progetto che coprirà la costruzione delle prime tre aule aggiuntive e che si concluderà nell’arco di un anno.

La seconda parte del progetto nel dettaglio prevede:

. costruzione di un nuovo edificio che conterrà 3 nuove classi.

. attrezzature e componenti di arredo.

. materiale scolastico.

Questa fase del progetto, al momento, attende ancora il raggiungimento del budget previsto (30.000 euro)

Questo ulteriore ampliamento, consentirà anche alle famiglie più povere di poter dare un’istruzione ai propri figli, nonché di aumentare le assunzioni e i servizi (corrente ed acqua) che saranno utilizzabili dall’intero villaggio, favorendo cosi anche l’economia generale del paese.

La progettazione del nuovo edificio è stata affidata ai volontari dello studio di architettura Yuman di Milano che insieme all’associazione Vite Intorno Onlus hanno iniziato i lavori in loco su terreno donato dal governo togolese.

Per ulteriori informazioni sui lavori in corso di svolgimento potete consultare il link del progetto.

È possibile contribuire al raggiungimento della quota andando sul sito di Vite Intorno Onlus tramite RID, bonifico bancario, o unendosi alla squadra di volontari richiedendo il modulo di adesione all’indirizzo email viteintorno@gmail.com, perché l’istruzione e la scuola sono un bene pubblico al quale ogni bambino dovrebbe avere diritto, a d’Agome Kpodzicome in tutto il mondo.

 

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Incastrillo associazione nata per gli impegni sociali

Incastrillo: nata per gli impegni sociali

Incastrillo: l’associazione nata per “incastrare” gli impegni sociali

INCASTRILLO: C’ERA UNA VOLTA…

Incastrillo: C’era una volta Alessandra, una ragazza sincera, solare, buona, che se hai avuto la fortuna di conoscere e di dividere con lei parte del tuo cammino non potrai mai dimenticare, perché ti ha lasciato dei valori e delle emozioni che saranno con te per sempre.

C’era una volta Alessandra, una ragazza che pensava sempre agli altri, alla famiglia che adorava, agli amici per cui trovava sempre il tempo, al lavoro che si era guadagnata e alle persone in difficoltà.

Alessandra aveva sempre mille impegni, mille cose da fare, ma trovava il tempo per tutto e per tutti e soprattutto per le sue due grandi passioni, lo sport e il volontariato.

Alessandra incastrava tutto e quando un terribile giorno di aprile del 2012 un incidente l’ha portata via da questa vita, i suoi amici si sono proprio ispirati a questa sua capacità per il nome della associazione nata nel 2013 in suo ricordo, l’associazione di volontariatoINCASTRILLO”.

INCASTRILLO è uno stile di vita, il conciliare il proprio tempo tra famiglia, amici, lavoro e sport senza dimenticare l’importanza di condividere e di essere solidali, un’associazione nata a Genova, per continuare l’impegno che Alessandra aveva assunto dedicando parte del suo tempo libero ai bambini malati, cercando di portare loro un sorriso e una speranza.

GLI EVENTI PRINCIPALI ORGANIZZATI

L’associazione Incastrillo è molto giovane, ma ha già contribuito con i suoi eventi ad aiutare progetti dedicati ai bambini malati sostenuti da altre organizzazioni del terzo settore.

Di seguito un piccolo elenco dei principali eventi organizzati, con indicato il destinatario dei fondi raccolti, per poter conoscere cosa l’associazione ha fatto in questi anni: 

Maggio 2013 – villa gentile – L’INCASTRILLO, destinatari: TANA DEGLI ORSETTI -­‐ BAND DEGLI ORSI per fratellini e sorelline bimbi ospedalizzati.

L’asilo sorge a fianco dell’ospedale Gaslini. L’opera è totalmente un progetto della Band degli Orsi e tutte le spese sono a carico loro.

Settembre 2013 – villa gentile e polveriera – Cabaret in Pista e Color party for friends in collaborazione con FRIENDS e SOIRÈ-­‐ destinatari la Band degli Orsi -­‐ Gaslini Band Band e Camici & Pigiami.

Onlus Camici & Pigiami, grazie ad alcuni medici volontari, offre servizio sanitario pediatrico e gratuito sul nostro territorio rivolto anche a minori senza copertura sanitaria, Incastrillo ha contribuito all’acquisto dei farmaci per tutto il periodo invernale.

Dicembre 2013 -­‐ PEDALATA  DI  NATALE  (BLC)  -­‐ Incastrillo ha  contribuito  alla copertura totale delle attrezzature sportive necessarie al progetto “HOCKEY ANDIAMO” progetto di inclusività e integrazione per alunni disabili ideato dall’Associazione Sportiva Dilettantistica Genova Hockey 1980 in collaborazione con l’Istituto Comprensivo Quezzi di Genova.

Maggio 2014 – villa gentile  -­‐ L’INCASTRILLO proventi: TANA DEGLI ORSETTI -­‐ BAND DEGLI ORSI per fratellini e sorelline bimbi ospedalizzati.

Dicembre  2014  –  FESTA  DI  NATALE  (BLC)  che  ha  permesso  la    donazione  di parrucche per i bambini del reparto oncologico Gaslini.

Maggio 2015 – Parco Acquasola, partecipazione alla manifestazione: “Mai più sola all’acquasola”, L’INCASTRILLO GIARDINIERE con il programma “pianta, semina e  cresci” per avvicinare i bimbi alla natura.

Ottobre 2015, Corso Italia, partecipazione alla giornata: Apriamo Corso Italia, -­‐ L’INCASTRILLO GIARDINIERE con il programma “pianta, semina e cresci” per avvicinare i bimbi alla natura.

Dicembre 2015 – FESTA DI NATALE (BLC) che ha permesso di aiutare “L’Abbraccio di Don Orione” ONLUS (Organizzazione non lucrativa di utilità sociale).

Aprile 2016 – Laboratorio “Piante fiori parole..il Laboratorio dell’INCASTRILLO”, organizzato in sede ed i cui proventi sono destinati ad un progetto in collaborazione  con la Lilt a sostegno di famiglie di pazienti oncologici.

Ottobre 2016, Corso Italia, partecipazione alla giornata: Apriamo Corso Italia, -­‐ “L’INCASTRILLO GIARDINIERE” con il programma “pianta, semina e cresci” per avvicinare i bimbi alla natura.

 

COME AIUTARE INCASTRILLO

Chi vive a Genova o in Liguria può iscriversi all’associazione e collaborare attivamente o partecipare agli eventi organizzati, per chi è lontano ma vuole comunque dare il suo aiuto può tesserarsi e sostenere l’associazione.

 

C’era una volta Alessandra, ma in realtà c’è sempre,perché INCASTRILLO è un sorriso donato agli altri, il suo.

 

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Alleanza lombarda contro la povertà: è la Regione Lombardia la prima ad agire

Alleanza lombarda contro la povertà

Alleanza lombarda contro la povertà: è la Regione Lombardia la prima ad agire

 

È nata da pochi giorni in Lombardia l’Alleanza lombarda contro la povertà.

L’Alleanza lombarda contro la povertà continuerà a livello regionale l’intento già portato avanti dell’Alleanza contro la povertà in Italia, avviata nel 2013, la quale raggruppa un insieme di soggetti sociali che contribuiscono alla costruzione di adeguate politiche pubbliche contro la povertà assoluta in Italia.

Nel realizzare questo scopo, l’Alleanza porta avanti alcune attività:

  • svolge un lavoro di sensibilizzazione dell’opinione pubblica.
  • promuove un dibattito basato sull’evidenza empirica concernente gli interventi esistenti e quelli proposti.
  • si confronta con le forze politiche e con le istituzioni competenti (Governo, Parlamento, etc.), ed esercita pressione su di esse affinché compiano scelte favorevoli alla lotta contro la povertà.
  • ha elaborato una propria dettagliata proposta di riforma, per l’introduzione del Reddito d’Inclusione Sociale (Reis).” (Fonte: http://www.redditoinclusione.it/) 

La povertà in Italia 

Solo in Lombardia sono quasi 200mila le persone ridotte in povertà assoluta, un numero grandissimo che ci mette di fronte al dovere di agire.

Dal 1° dicembre 2017 già 20mila famiglie hanno presentato domanda per accedere al Rei, il Reddito di Inclusione, un metodo di contrasto alla povertà attraverso l’erogazione mensile di un beneficio economico e attraverso un progetto di reintegrazione sociale e lavorativa per superare lo stato di povertà. 

Le proposte dell’Alleanza lombarda contro la povertà 

A promuovere l’Alleanza lombarda contro la povertà diciassette soggetti tra cui movimenti, associazioni e realtà del terzo settore, ecco alcuni nomi: Acli Lombardia , ActionAid , Aggiornamenti Sociali Milano , Anci Lombardia , Azione cattolica italiana-Delegazione Lombardia , Delegazione Caritas Regione Lombardia .

L’Alleanza lombarda contro la povertà si dice già pronta ad agire e presenterà a breve alla Regione Lombardia quattro diverse proposte:

  1. Il coinvolgimento dell’Alleanza stessa, che riunisce in sé rappresentanti delle parti sociali e degli enti del terzo settore, nel processo di definizione del Piano regionale di contrasto alla povertà.
  2. Chiedere alla Regione Lombardia lo stanziamento di risorse dedicate, aggiuntive al finanziamento nazionale, per sostenere l’utilizzo del Reddito di inclusione.
  3. Un invito a tutti i soggetti coinvolti nell’iniziativa a realizzare un maggior coordinamento tra le politiche nazionali, regionali e locali per una reale integrazione e rafforzamento degli interventi tra le diverse aree del welfare, sociale, sanitaria e sociosanitaria, delle politiche abitative, del lavoro e formazione.
  4. Infine, promuovere una rete uniforme di punti di accesso al Rei e l’accompagnamento della persona e della famiglia attraverso nuove modalità di collaborazione e di cooperazione tra servizi sociali, enti pubblici e del non profit per favorire l’inclusione sociale, ad esempio attraverso il reinserimento lavorativo.

Con la nascita dell’Alleanza lombarda contro la povertà, la Lombardia si conferma come una delle poche regioni italiane che sentono la necessità di intervenire a sostegno delle famiglie più povere, ma, oltre questo lodevole obiettivo, l’Alleanza investirà a livello sociale e territoriale affinché l’iniziativa sia davvero innovativa e risolutiva.

 

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Facebook: Come incrementare la visibilità della propria Organizzazione No Profit

Facebook: Incrementare Visibilità No Profit

Facebook: Come incrementare la visibilità della propria Organizzazione No Profit

 

Facebook

Per una Organizzazione No Profit diventa fondamentale creare nella propria pagina Facebook contenuti sempre più efficaci, che abbiano cioè maggiori potenzialità di visibilità e interazione, senza necessità di dover ricorrere a inserzioni a pagamento, soprattutto in presenza di budget limitati.

L’algoritmo di Facebook (Edgerank) decide quali post vengono mostrati ai fan della pagina secondo vari fattori che descriviamo di seguito:

-fattore “weight”, determinato dal peso del post ossia dal numero delle interazioni che questo ha ricevuto.

Ad esempio il post della LAV, in occasione della Pasqua di due anni fa, con il concept “A Pasqua fai un sacrificio. Non uccidermi” ha ottenuto più di 1 milione di commenti.

-fattore “time decay”, determinato dalla freschezza del contenuto: un post nuovo ha maggiori possibilità di visualizzazione. Ad esempio, Medici Senza Frontiere, per accrescerne l’impatto emergenziale, presenta sempre più spesso le sue campagne in diretta attraverso la pagina Facebook e questo non può che incidere positivamente sul numero delle interazioni in real time.

-fattore “story bumping”: post non attuali che però generano un elevato tasso di engagement vengono premiati da Facebook in termini di visibilità;

-fattore “trend del momento”: post che contengono argomenti attuali hanno maggiore chance di essere visualizzati. Per esempio la Croce Rossa Italiana usa una delle sue pagine Facebook come ufficio stampa dove gli utenti possono trovare notizie aggiornate e affidabili.

-fattore “informazione”: premia la qualità di quei contenuti che, anche se non generano interazioni, sono utili perché hanno carattere informativo. Facebook tiene conto del fatto che ci sono utenti passivi che utilizzano i social come fonte d’informazione senza necessariamente interagire.

-i contenuti con video caricati direttamente in Facebook vengono premiati rispetto a quelli caricati nella piattaforma YouTube. Ad esempio Greenpeace carica i video direttamente in Facebook.

 

Facebook

Per essere premiati da Facebook in termini di visibilità dobbiamo quindi “sfornare” contenuti sempre interessanti per il nostro pubblico. In altre parole è necessario avere idee. Oltre a sfruttare le campagne, gli eventi, le testimonianze dei volontari e dei beneficiari, possiamo farci venire nuove idee tramite SEMRush, tool online che fornisce dati relativi ai volumi di ricerca delle keywords maggiormente digitate dagli utenti. Possiamo così intercettare i loro bisogni relativi in particolare a quegli argomenti che rientrano nella nostra mission.

Inoltre, affinché i contenuti siano più accattivanti e condivisibili, una certa cura va riservata anche alle immagini. Ad esempio, le foto e i video d’impatto che Amnesty International diffonde nella sua pagina Facebook  attraverso blog, live stream, testimonianze, appelli ed eventi tematici restituiscono un messaggio sempre chiaro, forte ed evocativo allo stesso tempo.

Non è necessario essere grandi professionisti. Per modificare le immagini si può utilizzare GIMP,  un software per l’editing professionale delle foto accessibile gratuitamente in rete, che permette anche, con l’istallazione dei plugin, di applicare i filtri tipici di Instagram. Invece, per creare grafiche ad hoc come banner o copertine Facebook si può ricorrere a Canva che mette a disposizione template già preimpostati per diversi utilizzi e in varie dimensioni.

Questi sono alcuni suggerimenti pratici che possono essere di ausilio per incrementare la visibilità della nostra Organizzazione No Profit attraverso il social network Facebook.

 

Facebook

PHI Foundation è un’associazione che si occupa di sostenere ed aiutare tutti gli operatori che si muovono nell’ambito del Terzo Settore, attraverso l’informazione e la promozione di raccolte fondi.

Se vuoi aiutarci in questo compito, sostienici attraverso un contributo cliccando su questo link

 

 

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Sport e solidarietà, un’accoppiata vincente

Sport e solidarietà, un’accoppiata vincente

 

Sport e solidarietà

Sempre più spesso nel mondo no profit si utilizza l’evento sportivo per realizzare momenti di raccolta fondi. Indipendentemente dal tipo di disciplina sportiva, l’accoppiata sport e solidarietà è quella che attira maggior interesse.

La più gettonata rimane comunque la corsa non competitiva che ha la forza di coinvolgere intere famiglie soprattutto se abbinata ad un tema e ad una ambientazione divertente.

Normalmente le piccole iniziative a livello territoriale vengono organizzate con lo scopo di raccogliere fondi per le associazioni locali mentre, a livello nazionale si realizzano perlopiù maratone solidali.

Negli ultimi anni abbiamo sentito parlare tanto di eventi sportivi “colorati”.

 

Sport e solidarietà

La corsa colorata più famosa a livello nazionale è la The color run Italia; un evento ricco di intrattenimento, adatto ad ogni età, che fa tappa in una decina di città tra aprile e settembre. Per ogni luogo in cui si svolge la corsa vengono selezionate alcune charity locali, alle quali viene richiesta una presenza di volontari in supporto allo staff ed in cambio, offrono visibilità e sostegno alla raccolta fondi.

Altra corsa simile, altrettanto legata al sociale è la Color vibe. Le associazioni di volontariato locali possono candidarsi per ottenere una postazione di raccolta fondi.

immagine-sport

Per le organizzazioni no profit è  sicuramente una opportunità  non solo per promuovere l’attività di volontariato ma anche per un momento di visibilità, sfruttando questa occasione per trovare nuovi contatti ed ampliare il proprio database.

Se pensate che la vostra charity possa essere selezionata dagli organizzatori di questi eventi sportivi, che sostengono i progetti territoriali anche con donazioni, non perdete tempo e proponetevi! Sono aperte le candidature per il 2017.

 

Sport e solidarietà

Altro aspetto dell’accoppiata vincente sport e solidarietà è sicuramente l’impegno da parte di organizzazioni no profit a contrastare le forme di discriminazione ed intolleranza favorendo l’integrazione sociale della popolazione straniera attraverso lo sport.

Il Coni in partenariato con il Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali, nel 2016 ha aperto un bando per le associazioni sportive e per le Onlus, regolarmente iscritti all’anagrafe dell’Agenzia delle Entrate, dando la possibilità di presentare un progetto finalizzato a favorire l’inclusione e l’integrazione sociale attraverso lo sport, per giovani provenienti da contesti migratori.

 

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LAVORARE NEL NO PROFIT: DA DOVE COMINCIO?

LAVORARE NEL NO PROFIT: DA DOVE COMINCIO?

LAVORARE NEL NO PROFIT: DA DOVE COMINCIO?

Lavorare nel no profit: Ultimo anno di università: gli esami da finire, la tesi da preparare, la voglia di lavorare nel no profit e mettere in pratica quanto studiato, magari con qualche associazione che si occupa di. Da che parte inizio? Come faccio a distinguermi? Dove posso trovare offerte di lavoro in ambito no profit? Queste le domande che mi assillavano.

LAVORARE NEL NO PROFIT

Il primo problema era riuscire a distinguermi dai tanti neolaureati, avere le idee chiare mi ha aiutata a creare un percorso e aggiungere man mano piccoli tasselli mentre lo percorrevo. Ho così iniziato a fare volontariato in Italia, fatto campi di lavoro all’estero, frequentato corsi di formazione extra universitari e seguito conferenze, oltre a fare esperienze da poter aggiungere nel cv.
Mi sono divertita, ho conosciuto molte persone e raccolto moltissimi stimoli.

LAVORARE NEL NO PROFIT

Dove posso trovare le offerte per lavorare nel no profit ? A differenza che in altri settori, per lavorare nel no profit non si girano le agenzie interinali alla ricerca di possibili offerte, dovevo quindi capire dove scovarle sia per profili in Italia che all’estero. Sono così capitata sul sito del VIS – volontariato internazionale per lo sviluppo, che tuttora raccoglie una serie di offerte di lavoro e formative in ambito no profit. La maggior parte erano per me inaccessibili per mancanza di esperienza, ma mi sono state di grande aiuto per capire come costruirmi un profilo valido: richiesta conoscenza di almeno due lingue straniere, richiesta conoscenza del PCM, precedenti esperienze all’estero, e così via, e sulla base di quello che richiedevano cercavo di costruirmi esperienze per far sì che un po’ alla volta il mio profilo rispondesse alle richieste.

LAVORARE NEL NO PROFIT

Un altro sito che ho trovato molto utile è stato ScambiEuropei che posta offerte di stage, volontariato, SVE e molto altro. Un ottimo punto di partenza.
Oggi esistono piattaforme specializzate che possono aiutarti a lavorare nel no profit e nel sociale, sia in Italia che all’estero. Tra quelle che maggiormente uso e considero complete vi segnalo:
Job4good: l’ultima piattaforma italiana di job-matching che fa incontrare domanda ed offerta. Le associazioni possono registrarsi e caricare le proprie offerte e visualizzare i profili degli utenti. Le offerte riguardano tutto il terzo settore;
Info–cooperazione: portale di informazione, con aggiornamenti sui temi della cooperazione, pubblicazione bandi e anche una sezione lavoro interessante;
Reliefweb: sito leader per quanto riguarda l’informazione in ambito umanitario, ha un’ottima sezione dedicata alle offerte di lavoro in tutto il mondo;
Si tratta di un sito che aggrega offerte di lavoro in ambito no profit proveniente da diversi siti, per cui spesso attraverso questo sito se ne possono scovare altri interessanti. Vi è una sezione in cui è possibile ricercare le offerte anche attraverso una mappa: volete lavorare a tutti i costi a Kiribati? Potrete consultare direttamente le offerte presenti.
Le associazioni più grandi e strutturate, in particolare a livello internazionale, hanno una sezione dedicata sui siti e spesso una newsletter specifica per le vacancy, un’altra possibilità è quella di iscriversi così da essere periodicamente aggiornati sulle ultime offerte.
Un ultimo (banale) consiglio: se veramente è questo che volete fare non smettete di crederci e cercare…ci sarà l’offerta giusta, al momento giusto, nel posto giusto!
Alcolisti In Comunità

Alcolisti In Comunità

Alcolisti In Comunità

Alcolisti In Comunità Conflitti e Cause

Alcolisti In Comunità: Uno dei tanti problemi gravi in questa comunità, è quello  dell’alcol.

Diventa difficile per gli alcolisti  l’approccio in  comunità perché emergono forti disagi  a rapportarsi con  i propri cari e  con il resto delle persone.

Non è facile scegliere il giusto comportamento da mantenere, fattori come l’ansia e l’insicurezza da parte dei famigliari possono causare  conflitti, influenzando le condizioni di vita della persona in difficoltà.

Troppo spesso,  aiutare  la  persona coinvolta credendo di fare del bene, si rivela un ulteriore danno e diventa necessario rivolgersi ad una comunità di recupero per alcolisti .

Ma non sempre l’idea di andare in comunità è accettata di buon grado.

Sono  tante le ragioni che portano in crisi il soggetto.

La scelta di entrare in comunità spesso non è presa in considerazione  perché viene interpretata come una forma di debolezza.

Si può essere condizionati dalla paura  di cambiare il proprio stile di vita, perché una volta entrati in comunità si perdono le abitudini sbagliate e si viene di rieducati sotto ogni aspetto.

Attività come ad esempio programmare una giornata, condividere la propria storia  con il gruppo d’ascolto e il motivo che li ha portati ad affrontare la vita con l’ uso di  alcolici non sempre risulta di facile scelta per l’individuo.

La personalità è sempre soggetta  a sbalzi d’umore, sensi di vuoto, paure costanti,  insicurezza e  il loro adattamento all’ambiente esterno non  è sempre   flessibile.

Durante il periodo di astinenza, può essere complicato per chi assiste, perché  si possono manifestare atti di aggressività e vulnerabilità.

La dipendenza  porta ad emarginare  queste persone  dalla società e diventa difficile ogni tipo  di confronto e spesso  la scelta di vita  diventa conflittuale e sedentaria.

Per questo devono essere aiutati, non aggrediti, ma seguiti  e soprattutto ascoltati  senza provocare ulteriore danno.

 

Alcolisti In Comunità Scelta della Comunità

Una delle comunità per alcolisti  che si potrebbe scegliere è  San Patrignano .

Il programma di recupero prevede diversi aspetti di sostegno.

Il percorso terapeutico è  molto importante nella prima fase, perché serve anche a rieducare la persona.

Nei confronti della persona, si tende a  non riconoscere la dipendenza come una malattia  e per tanto non  è prevista una cura farmacologica.

Invece per le persone  con problematiche più gravi, diventa necessaria la cura farmacologica .

Durante il percorso di recupero  si viene seguiti da un tutor e si vive insieme ad altre persone, svolgendo varie attività,  quelle dedicate alla formazione e alla vita sociale, in cui viene insegnata  una professione oppure è possibile partecipare a progetti  in  comunità  dove ci si pone come obiettivo principale  lo sviluppo  di  una maggiore autostima e consapevolezza nel consolidare i rapporti interpersonali .

Inoltre il programma è personalizzato in base alle  esigenze e caratteristiche dell’ individuo .

Altri centri di comunità sono: Alcolismo.com

In alternativa ai centri di comunità  è possibile rivolgersi ai centri d’ascolto.

 

3 Attualità

Si può essere dipendenti da tante  cose ma questa è una delle dipendenze che non lascia  pace e per questo la  comunità non deve essere vista come un conflitto ma come un aiuto concreto .

Perciò i nuclei famigliari e tutte  le altre persone più vicine che si trovano  ad affrontare queste situazioni, non devono avere paura e devono sapere in che modo poter aiutare  gli alcolisti scegliendo quest’opportunità in comunità, per evitare di sfociare in ulteriori conflitti.

 

Il 19 maggio  è uscito il  singolo  ‘’ I’ m an alcoholic ’’ di L’Aura,  cantante italiana.

In cui è citato anche un elemento chiave:  l’alcol che è una delle dipendenze più rischiose in questa comunità .

Lo stesso brano  è la voce di una donna che crede di saper controllare la propria dipendenza invece  è  la dipendenza dall’alcol  che controlla Lei.

 

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RIGOPIANO: TRA LE VITTIME DELL’ HOTEL RIGOPIANO ANCHE UN VOLONTARIO DELLA CROCE ROSSA

RIGOPIANO: ANCHE CROCE ROSSA

RIGOPIANO: ANCHE CROCE ROSSA

RIGOPIANO: TRA LE VITTIME DELL’ HOTEL RIGOPIANO ANCHE UN VOLONTARIO DELLA CROCE ROSSA

 

 

Rigopiano: Il bilancio delle vittime dell’ Hotel Rigopiano, distrutto in modo drammatico da una slavina,  continua ad aggravarsi: sono 29  i corpi senza vita recuperati dai soccorritori e tra quelli già identificati è presente anche Gabriele, che lavorava nell’albergo come cameriere ed era un volontario della Croce Rossa Italiana.

Le squadre di soccorritori, formate da Vigili del Fuoco, Soccorso Alpino, Protezione Civile, Finanzieri, Carabinieri, Esercito, volontari della Croce Rossa e Poliziotti hanno scavato ininterrottamente tra le macerie della struttura alberghiera per giorni, nella speranza di trovare gli ultimi dispersi ancora in vita.

RIGOPIANO

La Croce Rossa Italiana (CRI), in particolare, ha coordinato la sistemazione di un rifugio nei pressi dell’ Hotel Rigopiano, che è stato adibito a campo per i soccorritori, ed intanto sono intervenute le squadre di supporto psicologico, impegnate nelle delicate operazioni di assistenza e conforto in favore di parenti ed amici delle vittime della tragedia.

La Croce Rossa Italiana è un’associazione di promozione sociale che si occupa di assistenza sanitaria e sociale sia in tempo di pace che in tempo di conflitto e, da più di 150 anni, interviene ed affronta le situazioni di vulnerabilità delle comunità con risorse e mezzi propri, diffondendo una cultura della non violenza e contribuendo al mantenimento e alla promozione della dignità umana.

La Croce Rossa Italiana è composta da più di 600 Comitati e più di 100.000 volontari e in occasione della recente emergenza neve che ha colpito il Centro Italia, colpendo non solo l’ Hotel Rigopiano ma diverse zone situate prevalentemente in Abruzzo e nelle Marche, è stata impegnata con ben 1300 volontari e con oltre 160 veicoli.

RIGOPIANO

I suoi volontari hanno assistito i diversi nuclei familiari isolati trasportando loro viveri e medicinali, hanno provveduto alle evacuazioni in caso di rischio valanghe mentre, nelle situazioni di maggior criticità, hanno lasciato spazio agli operatori SMTS (Soccorso con Mezzi e Tecniche Speciali) ed al soccorso piste della Croce Rossa.

Ma le operazioni di soccorso della CRI non si fermano dopo l’ Hotel Rigopiano: contribuisci anche tu all’impegno quotidiano della più grande Organizzazione Umanitaria del Mondo, la Croce Rossa Italiana.

 

PHI Foundation è un’associazione che si occupa di sostenere ed aiutare tutti gli operatori che si muovono nell’ambito del Terzo Settore, attraverso l’informazione e la promozione di raccolte fondi.

 

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Sport solidale: correre per una buona causa!

Sport solidale: correre per una buona causa!

Sport solidale: correre per una buona causa!

 

Sport Solidale: Fare sport si sa fa bene, ma negli ultimi anni possiamo dire che fa due volte bene grazie a numerosi charity program collegati a manifestazioni sportive che rendono lo sport solidale. Molte manifestazioni sportive “storiche” hanno sempre associato l’organizzazione dell’evento al sostegno di progetti specifici o associazioni, realizzando di fatto non solo una manifestazione sportiva ma un vero e proprio evento benefico. Negli ultimi anni la possibilità per le associazioni di fare raccolta fondi attraverso queste manifestazioni sportive si è ampliata, grazie soprattutto alla diffusione delle piattaforme di crowdfunding e alla possibilità di coinvolgere i partecipanti, sia come singoli che come aziende, nelle attività di raccolta fondi per un progetto specifico. Questa modalità di raccolta fondi era già diffusa da tempo nei paesi anglosassoni, ma ora anche in Italia con i diversi Charity program delle singole manifestazioni si è molto diffusa. Una delle piattaforme di crowdfunding più utilizzate in Italia è Rete del dono, che ha avviato e consolidato collaborazioni con diverse manifestazioni sportive, in particolare maratone e corse podistiche nelle maggiori città italiane. Tra queste anche per il 2022 è stata confermata la collaborazione, una delle più importanti in Italia. Le associazioni che intendono partecipare con un proprio progetto possono presentare domanda entro il 30 novembre. Alle associazioni viene richiesto di garantire collaborazione e promozione dell’evento, potranno dall’altro lato beneficiare della possibilità di promuovere il proprio progetto sulla piattaforma e fare raccolta fondi tramite i partecipanti che si iscriveranno e decideranno di fare da fundraiser e promuovere la raccolta fondi per il progetto che sostengono.

Sport Solidale

La possibilità di partecipare a questi eventi è aperta anche alle aziende che volessero cogliere l’occasione e partecipare coinvolgendo dipendenti, clienti, partner e fornitori. Questa è per loro un’ottima possibilità di fare team building grazie ad allenamenti di gruppi, gare a staffetta o di altro tipo, ma anche dare visibilità all’azienda con il social corporate responsability attraverso il sostegno ad un’iniziativa specifica. Rete del dono ha una pagina dedicata alle aziende che partecipano da cui è possibile vedere il totale raccolto, il numero di fundraisers e il loro impegno, progetti e associazioni sostenute.

Sport Solidale

Come dicevamo eventi legato allo sport solidale sono sempre più diffusi, specialmente nelle manifestazioni più grandi e sono ottime occasioni di raccolta fondi. Tuttavia anche a livello locale vi sono esempi virtuosi di collaborazioni tra aziende locali e gruppi podistici che in occasione di una ricorrenza o semplicemente per animare il territorio, organizzano attività di sport solidale che diventano occasione di raccolta fondi per progetti a livello locale.

Questi eventi permettono quindi di coniugare la passione per lo sport con la voglia di sostenere una causa che ci sta a cuore. Per le associazioni la possibilità di raccogliere fondi, avere visibilità e magari ampliare il numero dei propri sostenitori.

Insomma è confermato: lo sport solidale può fare veramente molto bene!

 

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I Senzatetto: Cercasi Personal Shopper

I Senzatetto: Cercasi Personal Shopper

I Senzatetto: Cercasi Personal Shopper

AAA: Cercasi-Personal-Shopper-per-i-senzatetto-in-tempo-crisi

 

I Senzatetto: “Pantaloni, ho un disperato bisogno di pantaloni”. Queste le parole che mi hanno accolto quando ho varcato la soglia di una stanza piena di vestiti finemente piegati e di donne con un gran sorriso e una giubba rossa. Aiutano i senzatetto a trovare da vestire in vista dell’inverno, ormai quasi imminente, ma anche della primavera, dell’estate e dell’autunno che verranno.

Nessuna vetrina d’effetto né alcuna commessa sottopagata con tailleur quindi ma solo volontari che hanno deciso di impegnare il proprio tempo libero nel terzo settore e tanti uomini in fila, non turisti a caccia di sconti irrinunciabili ma italiani disperati, desiderosi di trovare in quel guardaroba di pochi capi quello più adatto non tanto all’occasione quanto il più idoneo a fargli riacquistare quell’autostima che la perdita del lavoro ogni giorno gli nega.

Sono 2.263 i senzatetto presenti a Milano nel 2015 secondo Quotidiano.net, 2.359 per lo stesso anno i senzatetto in coda per i dormitori a Torino stando a quanto riportato da La Stampa e 2.700, secondo il Giornale.it, le richieste di aiuto che sono arrivate a Roma con un aumento pari a 650 di italiani rispetto al 2014.

Sempre più sguardi disperati adornano i marciapiedi delle vie più lussuose delle nostre città o gli ingressi delle stazioni ferroviarie eppure sono ancora tanti coloro ai quali le condizioni dei senzatetto passano inosservate. Ma non a Piera e a Marinella, non a Lilly e a Gabriella e neanche a Carlo e a Tina che insieme alle suore francescane Missionarie di Maria qualche ora dopo l’alba varcano il cancello di un antico convento di Città Studi a Milano per donare coperte, biancheria, giacche, pantaloni, scarpe agli “invisibili”, come li definiscono i City Angels..

Attente servitrici del terzo settore da oltre 50 anni, queste suore insieme alla più grande risorsa che un’organizzazione no profit possa avere, ossia volontari e benefattori arricchiscono Milano con un’associazione ONLUS che è divenuta in breve tempo un punto di riferimento per il Municipio 3 della città meneghina e arricchendosi sempre più di nuovi servizi utili in vista della progressiva crescita della povertà in Italia e nel mondo.

La mensa, le docce, il guardaroba ma anche la scuola di italiano e il centro d’ascolto sono tutti servizi che vengono donati da Suor Carmela e Suor Silvana per completare quel servizio sociale che la fondatrice beata suor Maria della Passione fin dal lontano XIX secolo creò per tutelare i più deboli, persone che magari non hanno niente ma che, inspiegabilmente, ogni volta che li incontri, ti fanno andare via pieno di regali.

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Tetto in più: campagna di crowdfunding

Tetto in più: campagna di crowdfunding

“Ogni tetto in più conta” al via la campagna di crowdfunding

 

Tetto: “Ogni tetto in più conta”, al via la campagna di crowdfunding. L’obbiettivo, acquistare kit di costruzione affinché le famiglie più povere nel campo di Smara possano riavere una casa in cui vivere.

Per avere un quadro completo bisogna fare un passo indietro. Lo scorso ottobre una violenta alluvione ha colpito i campi profughi a sud dell’Algeria in cui abitano da quarant’anni i Saharawi. Oltre 17.000 famiglie hanno perso la propria abitazione, peggiorando così una situazione già precaria e difficile. A metà novembre 2015 le autorità Saharawi hanno stimato in 6 milioni di euro il costo della riabilitazione delle strutture pubbliche e in 20 milioni il costo della ricostruzione delle abitazioni familiari.

Tetto:

Molte famiglie, specialmente quelle più povere, non sono riuscite a iniziare i lavori di ricostruzione, per questo le associazioni che aiutano il popolo Saharawi hanno deciso di raccogliere 20.000 euro per ricostruire le case nel campo di Smara, in cui l’alluvione ha lasciato il 20% delle persone senza abitazione.
Con il supporto del Ministero della Cooperazione Saharawi e delle autorità locali alle famiglie più bisognose sarà consegnato un kit (cemento, mattoni e materiali per il tetto) per la costruzione di una casa.

Tetto La campgna di crowdfunding

Fino al 9 maggio, sulla piattaforma di crowdfunding Produzioni dal Basso, sarà possibile contribuire con un una donazione ricevendo in cambio oggetti e racconti della tradizione del popolo saharawi: ogni voce in più conta, ogni tetto in più conta.

In seguito a un’alluvione iniziata il 17 ottobre 2015 e proseguita sino a inizio novembre, oltre 17.000 abitazioni sono state distrutte e gravemente danneggiate. Migliaia le persone sono rimaste senza la propria tenda o la propria casa e da allora vivono presso parenti o in altre strutture di emergenza. A metà novembre 2015 le autorità Saharawi hanno stimato in 6 milioni di euro il costo della riabilitazione delle strutture pubbliche e in 20 milioni il costo della ricostruzione delle abitazioni familiari.

Ad occuparsi della campagna di crowdfunding è un gruppo di associazioni: Jaima Sahrawi(Reggio Emilia), El Ouali (Bologna), Kabara Lagdaf (Modena), 15.14 Oltre Il muro (PADOVA), UISP ed Help For Children (Parma).

Queste onlus da anni aiutano la causa del popolo Saharawi, da sempre in prima linea con progetti a sostegno della popolazione più povera.

Sei una organizzazione non profit e desideri supporto o vuoi avviare una campagna di raccolta fondi, chiedi a PHI FOUNDATION (Social Innovation Community).

 

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wordpress per non profit: template migliori

wordpress per non profit: template migliori

Per molte associazioni non profit e non, usare wordpress come piattaforma web è una scelta vantaggiosa per avere una presenza online professionale e efficace. Esistono diversi template wordpress per il non profit, che permettono a tutte le associazioni con un budget limitato la possibilità di creare un buon sito internet.

Esistono diversi temi utili per creare siti web professionali per la tua ONP. Ognuno di questi template può essere utile per raggiungere il proprio obbiettivo. Ieri abbiamo visto i primi 5 temi, ora qui di seguito, analizzerò altri template al fine di elaborare una lista più completa.

Ecco una lista di diversi template wordpress per il non profit

Heartfelt

Heartfelt è un moderno template creato da Rescue Themes. Esso include funzioni ideali per le associazioni non profit. Il tema è intuitivo e semplice da utilizzare. Le persone possono visitare il tuo sito web da qualsiasi dispositivo. Questo sito è unbrended dando quindi la possibilità di creare un sito unico in qualsiasi momento.

heartfelt charity wordpress template.jpg 1000×749

Heartfelt si integra alla perfezione con Woocommerce plugin. Grazie a PayPal il donatore potrà effettuare la donazione in totale sicurezza

Prezzo: 59 $

Philantropy

Philantropy è semplicissimo da utilizzare. Il template è totalmente responsive. Questo tema include molti tipi di layout. Attraverso Philantropy è possibile inserire il pulsante per consentire le donazione.

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Prezzo: 59$

Rise

Questo Tema è stato creato per aiutare le organizzazioni non profit e benefiche. In stile minimalista, costruito secondo logiche SEO, questo Template permette di utilizzare potentissimi shortcode.

rise non profit organizations theme.jpg 1000×749

La possibilità di creare campagne di raccolta fondi rende questo tema semplice e affidabile.

Prezzo: 49%

Lambda

Lambda è stato realizzato per aiutare te e la tua associazione a divulgare il proprio messaggio. Questo tema è completamente responsive. Il template contiene all’interno un innovativo responsive slider.

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Prezzo: 59 $

Aweken

Awaken è facile da utilizzare ed elegante. E’ composto da strumenti intuitivi ideati appositamente per associazioni non profit, chiese e ONG. Attraverso le sue funzioni sarà uno scherzo trasformare il vostro tema in un sito innovativo e users friendly.

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Prezzo: 44 $

Campagna Raccolta Fondi: 5 utili consigli per la tua campagna di raccolta fondi

Campagna Raccolta Fondi: 5 utili consigli

Campagna Raccolta Fondi: 5 utili consigli per la tua campagna di raccolta fondi

 

Campagna Raccolta Fondi

Campagna Raccolta Fondi: Hai poco tempo a disposizione e devi raccogliere fondi per un progetto? Devi costruire una community online attiva? Scegliere con attenzione su quale canale e che tools utilizzare per veicolare il tuo messaggio?

Ecco alcuni utili consigli per lanciare una campagna di raccolta fondi di successo:

#1 Visual Storytelling

Il visual storytelling è senz’altro un elemento determinante per il successo della raccolta fondi. Le storie commoventi non sempre funzionano. Mostrare anche gli effetti positivi che la campagna andrà a realizzare è importante. Una freccia in più al vostro arco.

I donatori vogliono sapere in che modo il loro contributo farà la differenza. Usa foto uniche che descrivano al meglio il vostro progetto. Crea un breve video (dai 30 secondi fino ad un massimo di un minuto e mezzo). Insomma, sii creativo.

#2 Be Different  

Essere creativi e innovativi è senz’altro un bene, sopratutto in una campagna di raccolta fondi.

Free Timmy, promosso dall’associazione Invisible Children, ne è un bellissimo esempio: “Timmy”, volontario e membro dello staff, decide di chiudersi all’interno di una gabbia. Solamente al raggiungimento della somma prestabilita “Timmy” sarebbe uscito.

campagna di raccolta fondi Free "Timmy"

La campagna fu trasmessa live sul web. I sostenitori attraverso le donazioni potevano decidere di regalare a “Timmy” cibo, coperte e cuscini. Questo divertente espediente ha giocato una ruolo fondamentale, rendendo partecipe il sostenitore. Ben fatto “Timmy”

 

Campagna Raccolta Fondi

#3 Engagement

Coinvolgere il donatore paga, sempre. L’energia che si sviluppa intorno ad una raccolta fondi quando sono i sostenitori ad avere voce in capitolo può essere di grande aiuto.

Per esempio, Belgium’s Flemish League Against Cancer attraverso la campagna Stick Out Your Tongue ha coinvolto direttamente i propri sostenitori. La mission: postare una foto con la lingua di fuori in segno di sfida contro il cancro.

Stick Out Your Tongue

#4 Ringrazia

Ringraziare chi con impegno ha sposato la tua causa è fondamentale. Raccontare e rendere partecipe il donatore dei suoi successi e perché no, anche degli insuccessi, renderà la tua onp trasparente e “tangibile”.

Campagna Raccolta Fondi

#5Dove finiscono i soldi?

Alzi la mano chi almeno una volta non ha pensato a questa frase: “ma quei soldi arriveranno mai a destinazione?”

É importante mostrare dove andranno gli aiuti e come saranno spesi. Rassicurare il donatore è fondamentale. Chi è intenzionato a procedere con una donazione online deve sapere esattamente come sarà impiegato il suo aiuto. Il donatore è il protagonista!

Se ti è piaciuto questo articolo forse ti può interessare come lanciare una campagna di Fundraising di successo

 

 

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Campagna di Fundraising riuscita

Campagna di Fundraising riuscita

Campagna di Fundraising riuscita

 

Campagna di Fundraising riuscita: Hai poco tempo a disposizione e devi raccogliere fondi per un progetto? Devi costruire una community online attiva? Scegliere con attenzione su quale canale e che tools utilizzare per veicolare il tuo messaggio?

Ecco alcuni utili consigli per lanciare una campagna di Fundraising di successo:

#1 Campagna di Fundraising riuscita Elabora Multi-Channel

Per elaborare una raccolta fondi online è necessario mettere in campo tutte le risorse che il web offre. E’ importante quindi costruire una strategia che integri website content, social network e media tradizionali come radio, TV e stampa. Il tuo obbiettivo dev’essere quello di raggiungere i tuo “futuri” sostenitori ovunque essi siano.

Pensa fuori dagli schemi. Social media, website content, email marketing e eventi reali possono costituire la giusta leva per creare interesse intorno alla tua campagna.

Un’ultima cosa: non basta creare una call to action su Facebook e inviare qualche mail e poi chiudere gli occhi aspettando che avvenga il miracolo. Sii flessibile, guai a seguire un modello preordinato e immodificabile senza tener conto delle difficoltà specifiche relative allo svolgimento della campagna.

#2 Campagna di Fundraising riuscita – Senso dell’urgenza

Stabilisci la durata della tua campagna. Una raccolta fondi che dura troppo a lungo cresce a rilento e di conseguenza perde lo slancio iniziale. Il donatore potrebbe pensare: “Guarda ho un interno mese, donerò più tardi”, e poi, sappiamo già come va a finire.

Una campagna di fundraising di breve durata genera il cosiddetto “senso dell’urgenza“. Più il tuo messaggio sarà immediato più i donatori presteranno attenzione, saranno pro attivi e spargeranno la voce.

#3 Campagna di Fundraising riuscita – Call to Action

I “futuri” donatori non hanno voglia di passare ore e tempo prezioso a capire come fare la propria donazione. La soluzione è semplice, anzi universale: reazione tra causa e effetto (esempio, dona ora, salva il panda ecc…). Elimina ogni distrazione, rendi chiara e inequivocabile la tua call to action !

#4 Obbiettivi chiari e reali

Esiste una piccola differenza tra: “Aiutaci a raccogliere 5.000 euro dal 30 di aprile per sfamare 500 famiglie colpite dal terremoto in Ecuador” e ” Aiutaci a raccogliere un milione di euro per risolvere la fame del mondo”. Ho già detto tutto.

Unicef Ecuador, campagna di fundraising

#5 Facilità la donazione

Non c’è niente di peggio nel convincere il sostenitore a donare e allo stesso tempo rendere complicata la donazione. Come si suol dire: “spararsi da soli ad un piede”. L’ideale sarebbe rendere l’operazione accessibile in pochi click. Ecco alcuni pratici consigli:

  • Rendi il processo semplice e veloce
  • Rendi la tua donation page mobile friendly così che i donatori possano donare anche da smartphone
  • Iscriviti a youtube for non profit, così i sostenitori potranno accedere alla donation page direttamente dalla call to action presente nel video
  • Incorpora una call to action all’interno della tua mail

In poche parole? Elimina tutti gli ostacoli che rendono difficoltoso donare.

esempio form per donazioni

Fonte articolo: how to launch a fundraising campaign

 

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Cascina Triulza torna ad ospitare eventi

Cascina Triulza torna ad ospitare eventi

Cascina Triulza torna ad ospitare eventi

 

Cascina Triulza dopo Expo 2015, torna ad ospitare eventi: Presso la Cascina Triulza, all’interno dell’area Expo 2015, il prossimo 9 maggio si terrà una giornata di iniziative sul rapporto tra enti di Ricerca e organizzazioni della Società Civile.

 

Cascina Triulza torna ad ospitare eventi

Fondazione Triulza organizza il primo evento dedicato al rapporto tra ricerca scientifica e tecnologica e società civile. Un’intera giornata di iniziative, progettate con il coinvolgimento di università, centri di ricerca, realtà del terzo settore, per stimolare collaborazioni e progettualità future. E per dar vita a “Human Factory”: un ambiente di lavoro e di confronto in grado di “facilitare” il rapporto tra ricerca scientifico/tecnologica e organizzazioni della società civile. L’ingresso alla Cascina Triulza sarà libero, ma per motivi organizzativi si consiglia l’iscrizione.

Il programma della giornata prevede:

Ore 9.30-13.00 CONVEGNO “Ricerca e Società Civile insieme per rispondere ai bisogni sociali. Sfide e opportunità per innovare”.
Saranno presenti alcuni dei principali rappresentanti istituzionali del mondo delle Università e della Ricerca (Università degli Studi di Milano – Bicocca, Università degli Studi di Milano, Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), Politecnico di Milano, Università Carlo Cattaneo di Castellanza – LIUC); della Società Civile e del mondo delle Imprese (Fondazione Triulza, Confcooperative Lombardia, Assolombarda, Forum Nazionale del Terzo Settore, Fondazione Cariplo); delle Istituzioni Pubbliche (Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, Regione Lombardia, Comune di Milano, Arexpo).
Programma completo: clicca qui

Dalle ore ore 14.00 – 17.30 WORKSHOP TEMATICI su Agroalimentare, Ambienti di Vita, Cooperazione allo Sviluppo, Sostenibilità, Scienze della Vita, Inclusione Sociale, Smart Communities
Sette workshop tematici con l’approfondimento di case study e progetti promossi da realtà della società civile e realizzati in collaborazione con enti di ricerca che possono servire da stimolo ad altri soggetti attivi nel sociale e nella ricerca scientifica e tecnologica.
Programma completo: clicca qui

Ore 10.00 – 19.00 PROGETTI IN MOSTRA nell’area espositiva
Mostra di 25 progetti, dal mondo delle Università e della Ricerca, per migliorare o implementare le attività delle organizzazioni della società civile.
Elenco dei progetti e degli enti coinvolti: clicca qui

Ore 17.30 – 19.00 APERITIVO SCIENTIFICO ANIMATO
Un momento informale di incontro per stimolare la conoscenza, il dialogo e lo scambio tra operatori del sociale, dell’economia civile, ricercatori di tutte le discipline. Con la restituzione dei video performativi realizzati durante la giornata e animazione.

COME PARTECIPARE
Per motivi logistici è necessario comunicare via mail (segreteria@fondazionetriulza.org), entro il 5 maggio, l’adesione all’iniziativa o iniziative a cui si vuole partecipare.

COME RAGGIUNGERE CASCINA TRIULZA
Durante tutta la giornata del 9 MAGGIO, Fondazione Triulza metterà a disposizione dei partecipanti che arriveranno con i mezzi pubblici alla fermata Rho Fiera Milano della metropolitana (MM1) e delle Ferrovie /Passante ferroviario un SERVIZIO DI NAVETTA che partirà dal parcheggio in superficie della stazione (guardare la mappa qui)

 

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Definizione e significato terzo settore

Definizione e significato terzo settore

Definizione e significato terzo settore

Cos’è il terzo settore? Definizione e significato

Definizione e significato terzo settore: Il terzo settore viene a costituire un altro ordine o classe rispetto alla sfera dello Stato e della pubblica amministrazione (primo settore) e a quella del mercato e delle imprese (secondo settore). Ecco che il significato del termine terzo settore è lo stesso di ciò che viene indicato come no profit.

Cos’è il terzo settore viene ulteriormente specificato dal fatto che gli enti che lo compongono non perseguono scopo di lucro, al contrario delle imprese tradizionali operanti nel mercato. Il fine ricercato è costituito dall’esercizio di attività con finalità civiche o utilità sociale. 

Definizione e significato terzo settore: Enti del terzo settore: quali sono?

Possono essere considerati enti del terzo settore, secondo l’ultima riforma (art. 5, c. 1, D.Lgs. 177/2017), le seguenti realtà no profit:

  • organizzazioni di volontariato,
  • associazioni di promozione sociale,
  • enti filantropici,
  • imprese sociali

Fonte :  informazione fiscale

Fatta chiarezza su cos’è il terzo settore voglio soffermarmi sugli enti che lo promuovono e sulla mia esperienza diretta con essi.

Definizione e significato terzo settore: La mia esperienza

Ho fatto parte per circa due anni di una onlus che si occupa di ragazzi con disabilità intellettive e relazionali: L’ Anffas.

L’Anffas ,che nasce dall’unione e dall’esigenza di poche famiglie, si pone come obiettivi l’integrazione di questi ragazzi nella società; lo sviluppo, per quanto possibile, delle loro autonomie sino a giungere, nel migliore dei casi all’auto rappresentanza (rappresentazione esatta di se stessi). 

Questa attività viene promossa con l’organizzazione di diverse attività giornaliere volte al raggiungimento di obiettivi personali prestabiliti in base al tipo di disabilità. Si và dal laboratorio di cucina, utile per lo sviluppo della coordinazione Oculo-Manuale, al laboratorio cognitivo utile a sviluppare le capacità cognitive dei ragazzi, all’allestimento di progetti come “Io cittadino” progetto utile a rendere i ragazzi consapevoli della loro “coscienza civica”, elemento fondamentale per la loro inclusione, al laboratorio di teatro e alle escursioni settimanali, utili per promuovere una volta di più la socializzazione tra i ragazzi; Concludendo con il laboratorio “delle autonomie personali” dove i ragazzi si impegnano, opportunamente guidati dagli operatori, nello svolgimento delle faccende domestiche (esercizio “principe” per quanto riguarda lo sviluppo dell’autonomia personale). 

Per quanto riguarda la mia esperienza personale, maturata nei due anni, come volontario, posso dire di aver cambiato radicalmente la mia concezione di società e disabilità, cose che mi hanno portato a guardarmi in modo diverso e raggiungere un livello di maturazione personale sin lì impensabile.

Questa mia maturazione è stata resa possibile dal fatto che ogni attività, proposta ai ragazzi, rappresentava in primis per me un “ostacolo” da superare; ostacolo che io dovevo, necessariamente, superare per essere sicuro di fornire ai ragazzi il sostegno di cui necessitavano. 

In conclusione, per quanto detto sin qui, riguardo la mia sfera personale non posso non archiviare questa esperienza come un esperienza positiva, nella quale la mia partecipazione al terzo settore, si è svolta in maniera attiva, cosa che io consiglio di fare a chiunque.

 

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Mafia: Raccontare il territorio per contrastare la subcultura della mafia

Mafia: Raccontare per contrastare la subcultura

Mafia: Raccontare il territorio per contrastare la subcultura

 

Mafia: Eroi italiani come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino hanno sacrificato la propria vita per la lotta alla mafia e ci hanno insegnato che importante è non solo colpire i patrimoni dei mafiosi, come soldi, terreni, case, ma anche scalfire quell’atteggiamento di omertà di cui essi si nutrono.

Come? Con comunicazione, arte e cultura.

 

Mafia: Raccontare per contrastare la subcultura

La mostra “Cultura+Legalità=Libertà, l’arte contro le mafie”, allestita nel 2012 presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma su iniziativa dell’associazione Arte INdivisa in collaborazione con la Polizia di Stato, è stata una chiaro grido per dire no alla illegalità. Ha proposto un percorso alternativo per parlare della mafia e alla mafia seguendo l’insegnamento di Paolo Borsellino che diceva: “Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene”.

La mostra è stata ideata da Arte Indivisa, un’associazione nata dalla volontà di un gruppo di artisti appartenenti al Dipartimento della Pubblica Sicurezza con l’obiettivo di creare attraverso l’espressione artistica una mediazione tra impegno sociale e Istituzione Polizia di Stato.

Nel periodo di apertura dell’esposizione sono state ospitate studentesse e studenti romani che hanno ripercorso i vissuti dei protagonisti che hanno combattuto la mafia, in alcuni casi pagando questa scelta di libertà con la propria vita. Il progetto ha ottenuto il conferimento della medaglia “Premio di rappresentanza”, del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Gli scatti di Letizia Battaglia, una delle prime fotoreporter in Italia, che, con energia e coraggio, hanno ritratto luoghi e vittime degli omicidi di mafia a Palermo, rappresentano un altro tentativo di non normalizzare il male e la sua banalità ma di rappresentarne tutte le ombre e il dolore sommersi. Oltre 140 scatti della giornalista sono stati esposti nella primavera scorsa, tutti insieme per la prima volta, nello spazio ZAC dei Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo.

La mostra, intitolata “Anthologia”, è stata promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Palermo in collaborazione con la Fondazione Sambuca per celebrare gli ottant’anni della reporter, che ha fotografato l’anima nera della sua terra iniziando come cronista del quotidiano L’Ora fino a raggiungere fama internazionale.

La cultura dell’impegno e della consapevolezza possono contrastare l’atteggiamento di omertà che contribuisce allo sviluppo della vita malavitosa. Questo è il messaggio di “Io Resisto– Mostra della resistenza e dell’impegno civile”, inaugurata il 3 dicembre di quest’anno in un bene confiscato alla camorra a Casal di Principe per raccontare il territorio e la resistenza in Campania.

La mostra, rappresentata da 250 lavori, è sostenuta dalla Fondazione Con il Sud in partnership con altre associazioni del territorio nell’ambito del programma “Identità in rete”, nato per promuovere le attività realizzate dalle organizzazioni del terzo settore e del volontariato nell’Italia Meridionale.

La mafia può dunque uccidere i corpi ma non i pensieri, può devastare i territori ma non l’arte di rappresentarli. Crede di controllare ogni cosa però non soffocherà mai e poi mai la libertà di dire NO all’illegalità e alla violenza.

 

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Clima e speranza del futuro: il popolo del clima si mobilita

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Clima: Dopo le tre giornate di mobilitazione che hanno visto a fine ottobre le piazze italiane animarsi con migliaia di volontari impegnati in flash mob, performance e eventi speciali, la Coalizione Clima si prepara alla Marcia per il clima del 29 novembre con altri appuntamenti di coinvolgimento. L’obiettivo è quello di far crescere sempre di più il ‘popolo del clima’ per dare un segnale di forte partecipazione e lanciare un appello ai Governi alla vigilia del Summit di Parigi – COP21 (30 novembre all’11 dicembre). I volontari delle oltre 130 organizzazioni nazionali e locali che aderiscono alla Coalizione si riuniranno a Roma il prossimo 6 novembre in un’Assemblea pubblica presso la sala Arci nazionale (Via Monti di Pietralata, 16 – dalle ore 14.30) per un confronto tra le centinaia di attivisti, comitati territoriali e associazioni. Tutti i weekend di novembre saranno comunque dedicati alla mobilitazione sul territorio per far crescere ulteriormente il numero di adesioni.

Le attività della Coalizione culmineranno domenica 29 novembre con una grande marcia che si svolgerà a Roma in contemporanea con altri eventi della Global Climate March previsti in centinaia di città del mondo tra cui Parigi, sede del Summit, Londra, Berlino, Madrid, Amsterdam, Barcellona, San Paolo, Johannesburg, Sydney, Canberra, Kampala, Tokyo, Dhaka, Bogotà.

 

In quella giornata la voce di migliaia di cittadini del pianeta che hanno il “coscienza per il clima”,

come recita lo slogan della Coalizione, saranno uniti in una grande mobilitazione globale per far sentire la propria voce contro gli effetti dei cambiamenti climatici e per un radicale cambiamento del modello economico, energetico e di sviluppo.
A Roma la Marcia partirà alle 14.00 da Piazza Farnese per raggiungere i Fori Imperiali dove si terrà il Concerto per il clima, previsto dalle 17 alle 21.00 e che vedrà salire sul palco i vari artisti che stanno aderendo alla mobilitazione. La Coalizione Clima unisce realtà e soggetti sociali che hanno risposto all’appello della Global Climate March organizzata per la vigilia della Cop21.

Per la coalizione “La conferenza di Parigi” pone al centro l’esigenza di un’agenda politica comune fondata sulle parole d’ordine che uniscono la mappa puntiforme costituita dalle lotte ambientali. Il protagonismo di sindacati, movimenti, comitati, associazioni e realtà sociali denuncia quotidianamente gli effetti dell’attuale modello economico sui territori e oppone ad esso la necessità di rifondare il sistema produttivo sulla giustizia ambientale e sociale, scardinando i meccanismi di sfruttamento e depauperamento dell’ambiente degli animali e delle risorse comuni”.

Nel manifesto prodotto dalla Coalizione Clima sono contenuti i principi che legano le centinaia di associazioni aderenti. Cambiare il sistema energetico accelerando la transizione in corso, superando grandi e inquinanti centrali a combustibili fossili per realizzare la transizione verso un modello di produzione diffusa e fondato sulla democrazia energetica, sull’educazione ambientale e sulle risorse rinnovabili locali; rivoluzionare il sistema dei trasporti per una mobilità nuova e sostenibile; valorizzare le buone pratiche agricole; creare nuovi posti di lavoro stabili e sostenibili; ripensare il ciclo vitale delle merci e promuovere buone pratiche di gestione e riutilizzo dei rifiuti urbani e soprattutto industriali: sono le sfide e gli slogan che vogliamo portare in piazza in Italia e nel mondo. Importante ci sembra, in questo momento, il legame tra questi temi e le migrazioni. Non si possono creare barriere per arrestare i flussi migratori, ignorando la connessione tra l’attuale modello produttivo, i cambiamenti climatici e le migrazioni ad essi dovute, sia attraverso le guerre ingenerate dalla corsa all’accaparramento delle risorse che a causa di contaminazioni e opere impattanti sulle risorse ambientali da cui dipendono intere comunità. Ad affermarlo è la stessa comunità internazionale in vari rapporti, a partire dall’ultimo report IPCC. Profughi ambientali, cambiamenti climatici e migrazioni forzate ci parlano di ambiente ma al tempo stesso di tutela dei diritti umani.

 

Apprezziamo i tuoi commenti in merito e la diffusione di questo articolo su questa problematica che richiede urgente attenzione da cittadini e governi di tutto il mondo!

Articolo tratto da Fondazione WWF

 

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