VITTIME DELLA MAFIA: CELEBRA IL 21 MARZO

VITTIME MAFIA: CELEBRA IL 21 MARZO

VITTIME DELLA MAFIA: CELEBRA IL 21 MARZO

Vittime mafia: Il primo giorno di primavera, il 21 Marzo, è la Giornata nazionale della Memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle Mafie  e l’associazione Libera, come consuetudine dal 1996, celebrerà questa ricorrenza in maniera speciale.

Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie è una associazione di promozione sociale  fondata nel 1995, per sollecitare la società civile nella lotta alle mafie e promuovere legalità e giustizia. Attualmente Libera è un coordinamento di oltre 1500 associazioni, gruppi, scuole, realtà di base, territorialmente impegnate per costruire sinergie politico-culturali e organizzative che diffondano la cultura della legalità.

Tra gli impegni di Libera troviamo la legge sull’uso sociale dei beni confiscati alle mafie, l’educazione alla legalità democratica, l’impegno contro la corruzione, i campi di formazione antimafia, i progetti sul lavoro e lo sviluppo e le attività antiusura.

La celebrazione annuale del 21 Marzo di Libera consiste nel leggere, ogni anno in una città diversa a partire dal 1996, un elenco di circa novecento nomi di vittime innocenti. Nell’elenco figurano vedove, figli senza padri, madri e fratelli, i parenti delle vittime conosciute e i familiari delle vittime il cui nome dice poco o nulla. Ma è un dovere civile ricordarli tutti perché a quei nomi e alle loro famiglie dobbiamo la dignità della nostra Italia.

Inoltre vengono organizzati momenti ed eventi in ricordo delle vittime della mafia in migliaia di piazze, scuole e parrocchie sparse per tutta Italia, per costruire in tutto il Paese una memoria responsabile e condivisa che dal ricordo può generare impegno e giustizia sociale.

Quest’anno la XXII Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle Mafie si svolgerà a Locri ed in contemporanea in ben 4 mila luoghi in tutta Italia. Il tema della giornata sarà  “Luoghi di speranza e testimoni di bellezza“, per sottolineare la necessità di legare la cura dell’ambiente e dei territori con l’impegno per la dignità e la libertà delle persone. Il tutto per esercitare le nostre responsabilità di persone, cittadini, abitanti, ospiti e custodi della Terra.

Partecipa anche tu ad una delle celebrazioni che Libera organizzerà lungo tutta la penisola:

 

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Fundraising Scuole, per coinvolgere la comunità

Fundraising Scuole, per coinvolgere la comunità

Fundraising Scuole, per coinvolgere la comunità

 

Fundraising Scuole: Fra pochi giorni riaprono le porte degli istituti scolastici (speriamo), un nuovo anno da affrontare e, come di consuetudine,  si ripresenterà la problematica della mancanza di fondi che riaccenderà la solita discussione sull’autofinanziamento da parte delle famiglie.

Giusto o sbagliato sta di fatto che ne sono coinvolti i nostri figli così, negli ultimi  anni, sono spuntate come funghi le associazioni dei genitori, create per soddisfare le necessità di poter offrire qualcosa in più ai piccoli studenti durante il percorso scolastico. Mamme e nonne che attraverso la vendita di torte, qualche lotteria (Natale, Pasqua, ecc..), o la realizzazione di calendari con foto dei propri bimbi e varie bancarelle, si prodigano nella raccolta fondi a favore dell’Istituto scolastico in questione. Per non parlare della disponibilità dei papà ad imbiancare le aule per migliorarne l’aspetto trascurato.

Nulla di male. L’ho fatto anche io! Però a lungo andare la faccenda stanca.

Potrebbe essere giunta l’ora di cambiare posizione ed iniziare a sostenere le scuole attraverso il fundraising. Ok, ma in che modo? Il cambiamento deve arrivare in primis dai Dirigenti scolastici, cambiare approccio per creare un valore aggiunto che vede coinvolgimento e collaborazione.  Unire le forze: Dirigenti scolastici, studenti e famiglie, fornitori, nonché aziende presenti sul territorio. Tutto ciò darebbe un valore aggiunto rafforzandone le relazioni,  oltre a donare un gran esempio di senso civico ai nostri figli.

Spazio a nuove idee quindi, attraverso l’utilizzo di piattaforme di crowdfunding: una delle più famose è Rete del dono, utilizzata per la raccolta di donazioni su progetti di utilità sociale, oppure attraverso la prima piattaforma per soli progetti scolastici  School Raising.

IdeA

Il crowdfunding è un metodo di raccolta fondi tramite donazioni online qui potete trovare un elenco completo suddiviso per settore e collegandovi al seguente  link è possibile scaricare il report 2015 sul crowdfunding in Italia.

Inoltre, da quest’anno oltre al classico School Bonus previsto dalla legge la Buona Scuola sono previsti anche i fondi covid: è possibile destinare una erogazione liberale su un fondo del MIUR godendo dei benefici fiscali. Tale fondo verrà utilizzato per la ristrutturazione e la manutenzione degli istituti scolastici nonché il potenziamento e o la realizzazione di nuove strutture. Il 10% del fondo verrà suddiviso tra le scuole che hanno raccolto meno contributi.

A questo punto occorre fare una precisazione. La scuola non è, né una associazione di volontariato, né un’azienda, ma per cambiare le cose da qualche parte bisogna iniziare.

E voi, cosa ne pensate?

 

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Settore Profit: Il Non Profit Conviene sempre più...

Settore Profit: Il Non Profit Conviene sempre più…

Settore Profit: Il Non Profit Conviene sempre più…

Settore Profit: Fare No profit conviene sempre più…

 

Settore Profit:

Da una ricerca risulta che il legame tra profit e no profit ci può essere e può essere conveniente per entrambe le parti.

Dall’indagine condotta da Right Hub e Isnet sul rapporto tra imprese profit e no profit è emerso che 9 aziende profit su 10 sono disponibili a valutare proposte di collaborazione con il terzo settore. “La ricerca ha offerto delle piste di lavoro molto concrete per aumentare le collaborazioni profit e non profit” spiega la presidente di Isnet, Laura Bongiovanni.

Negli ultimi cinque anni, la percentuale di cooperative sociali che hanno registrato un aumento delle relazioni con le imprese è aumentata costantemente: si è passati infatti dal 16% del 2010 al 27,2% del 2015. Luca Guzzabocca, fondatore e general manager di Right Hub dichiara che “emerge chiaramente che esiste un forte e concreto interesse delle imprese profit nel considerare la fornitura dalle imprese sociali non in modo casuale, ma strutturale e al pari di qualsiasi altro fornitore tradizionale”.

Quali sono i servizi che interessando di più alle aziende?

  • Servizi di pulizia (60,4%)
  • Grafica, editoria e stampa (58,3%)
  • Manutenzione immobili (58,3%)
  • Regalistica e oggetti promozionali (51%)
  • Catering e banqueting (41,7%).

Invece le aziende risultano meno interessate ai servizi di informatica e web (14,6%), abbigliamento (13,5%), servizi socio-sanitari per i dipendenti (10,4%).

Quali sono i principali criteri con cui le aziende valutano le imprese sociali come potenziali fornitori?

  • Prezzo competitivo (54,2%)
  • Rapidità di risposta (44,8%),
  • Presenza sul territorio in cui si richiede l’attività (43,8%)
  • Contenuto di sostenibilità sociale dei servizi offerti (40,6%).

Meno importanti risultano invece: l’innovazione (25%), l’esperienza pluriennale (24%) e le precedenti esperienze con aziende omologhe (12,5%).

Dunque il legame tra profit e no profit ci può essere e i dati dimostrano che sta risultando anche vantaggioso per entrambe le parti. “Uno scambio reciprocamente utile che piace alle aziende e che rafforza il ruolo di un’economia sociale in continuo sviluppo”. Così si fa rete e si fa sistema, scambiando esperienze, professionalità e servizi e contribuendo alla valorizzazione di nuove sinergie capaci di resistere alla crisi.

 

Source: : http://sociale.corriere.it/il-542-delle-aziende-sceglie-il-terzo-settore-perche-conviene-dati/

 

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Email Marketing per il no profit, è uno strumento utile?

Email Marketing per il no profit, è uno strumento utile?

Email Marketing per il no profit, è uno strumento utile?

 

Email marketing è lo strumento di comunicazione più efficace che una Onlus possa utilizzare per sollecitare il destinatario a compiere un’azione immediata come ad esempio fare una donazione o iscriversi alla newsletter oppure firmare una petizione.

Email Marketing

Prima di creare una campagna di Email Marketing è importante stabilire l’obiettivo che si vuole raggiungere, possibilmente misurabile: aumentare del 10% le donazioni oppure incrementare del 20% il numero degli scritti alla newsletter. 

Il secondo passo è suddividere i target per categoria, così diventa più semplice andare poi a sollecitare un segmento specifico di iscritti o di donatori e ottenere risultati di qualità.

È importante anche stabilire la frequenza della campagna di Email Marketing. Sempre al fine di non stressare la propria donor base, è buona regola intervallare la comunicazione di almeno 2 settimane.

Gli elementi che compongono un template di Email Marketing sono: logo dell’associazione, titolo, messaggio breve e chiaro, immagine suggestiva, “Call to action”, footer contenente la legge sulla privacy e oggetto. 

L’oggetto è uno degli elementi fondamentali perché influisce sul tasso di apertura (Open Rate) della email. Consigliamo di non superare i 50 caratteri affinché il suo contenuto possa essere letto per intero.

Per i “donatori dormienti”, quelli cioè che da tempo non rispondono più ai solleciti, suggeriamo di testare email più personalizzate. Uno dei maggiori vantaggi di una campagna di Email Marketing è infatti la possibilità di personalizzare la comunicazione con il nome del singolo utente e questo rende il messaggio maggiormente persuasivo.

Considerato che la maggior parte della gente visualizza le Email dal proprio cellulare più che dal PC di casa o di lavoro, è opportuno che l’html sia responsive e comunque meglio non usare un’immagine come sfondo. In caso si può inserire un testo alternativo che spieghi il contenuto dell’immagine per chi non riesce a visualizzarla.

Un altro vantaggio dello strumento di Email Marketing è la misurabilità del risultato che consente di ottimizzare e controllare il budget in maniera più efficace. Se la Onlus monitora il proprio sito attraverso Google Analytics è anche possibile visualizzare nel dettaglio tutti i dati di conversione.

Ci sono diversi servizi che danno la possibilità di inviare campagne di Email marketing gratuitamente o a costi bassissimi. Di seguito ne segnaliamo alcuni:

  • – Mailchimp: offre la possibilità di inviare in un mese a costo zero fino a 5.000 email;
  • – Rapidmail: offre la possibilità di inviare fino a 10 email a costo zero, dopodiché richiede un costo di 0,5 cents per ogni indirizzo;
  • – Icontact: ad un costo variabile tra i 14$ e i 47$ offre la possibilità di tracciare le campagne di invio che si fanno di volta in volta con a disposizione uno strumento antispam;
  • – Getresponse: fornisce il servizio gratuito per 30 giorni di creazione di layout di newsletter e di landingpage. Finito il periodo di prova il costo del servizio è di 14€ al mese per 1.000 indirizzi. Alle Organizzazioni senza scopo di lucro però si applica uno sconto del 50%.

Per aumentare la visibilità e la diffusione della campagna di Email Marketing, suggeriamo infine di inserire le icone social per renderne possibile ai destinatari la condivisione.

 

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I Senzatetto: Cercasi Personal Shopper

I Senzatetto: Cercasi Personal Shopper

I Senzatetto: Cercasi Personal Shopper

AAA: Cercasi-Personal-Shopper-per-i-senzatetto-in-tempo-crisi

 

I Senzatetto: “Pantaloni, ho un disperato bisogno di pantaloni”. Queste le parole che mi hanno accolto quando ho varcato la soglia di una stanza piena di vestiti finemente piegati e di donne con un gran sorriso e una giubba rossa. Aiutano i senzatetto a trovare da vestire in vista dell’inverno, ormai quasi imminente, ma anche della primavera, dell’estate e dell’autunno che verranno.

Nessuna vetrina d’effetto né alcuna commessa sottopagata con tailleur quindi ma solo volontari che hanno deciso di impegnare il proprio tempo libero nel terzo settore e tanti uomini in fila, non turisti a caccia di sconti irrinunciabili ma italiani disperati, desiderosi di trovare in quel guardaroba di pochi capi quello più adatto non tanto all’occasione quanto il più idoneo a fargli riacquistare quell’autostima che la perdita del lavoro ogni giorno gli nega.

Sono 2.263 i senzatetto presenti a Milano nel 2015 secondo Quotidiano.net, 2.359 per lo stesso anno i senzatetto in coda per i dormitori a Torino stando a quanto riportato da La Stampa e 2.700, secondo il Giornale.it, le richieste di aiuto che sono arrivate a Roma con un aumento pari a 650 di italiani rispetto al 2014.

Sempre più sguardi disperati adornano i marciapiedi delle vie più lussuose delle nostre città o gli ingressi delle stazioni ferroviarie eppure sono ancora tanti coloro ai quali le condizioni dei senzatetto passano inosservate. Ma non a Piera e a Marinella, non a Lilly e a Gabriella e neanche a Carlo e a Tina che insieme alle suore francescane Missionarie di Maria qualche ora dopo l’alba varcano il cancello di un antico convento di Città Studi a Milano per donare coperte, biancheria, giacche, pantaloni, scarpe agli “invisibili”, come li definiscono i City Angels..

Attente servitrici del terzo settore da oltre 50 anni, queste suore insieme alla più grande risorsa che un’organizzazione no profit possa avere, ossia volontari e benefattori arricchiscono Milano con un’associazione ONLUS che è divenuta in breve tempo un punto di riferimento per il Municipio 3 della città meneghina e arricchendosi sempre più di nuovi servizi utili in vista della progressiva crescita della povertà in Italia e nel mondo.

La mensa, le docce, il guardaroba ma anche la scuola di italiano e il centro d’ascolto sono tutti servizi che vengono donati da Suor Carmela e Suor Silvana per completare quel servizio sociale che la fondatrice beata suor Maria della Passione fin dal lontano XIX secolo creò per tutelare i più deboli, persone che magari non hanno niente ma che, inspiegabilmente, ogni volta che li incontri, ti fanno andare via pieno di regali.

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Aleppo: le donne preferiscono il suicidio

Aleppo: le donne preferiscono il suicidio…

Aleppo: le donne preferiscono il suicidio al loro triste destino

 

Aleppo: La decisione coraggiosa di almeno venti donne siriane che hanno scelto di suicidarsi pur di non finire nelle mani dei soldati e diventare oggetto di violenze e di abusi sessuali. O delle figlie che domandano ai propri padri di ottenere il permesso per essere uccise prima di essere catturate e stuprate dai miliziani. Questo è quanto riportava il New York Times qualche giorno fa.

Aleppo: Quando la morte diventa preferibile alla guerra vuol dire che è opportuno fermarsi almeno per un momento. Tutto il mondo, nessuno escluso, si deve fermare, anche per un solo momento  e pensare a come porre fine all’orrore che sta accadendo ad Aleppo. Una città, definita patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, ora devastata dal conflitto iniziato quattro anni fa e dalle gravi violazioni dei diritti umani che questo ha comportato per i civili e i ribelli catturati. Città dove è diventato impossibile far arrivare medicinali e convogli alimentari.

Aleppo: Gli ospedali, avverte l’Organizzazione Mondiale per la Sanità, sono affollati all’inverosimile di persone con ferite gravissime. Nella zona ancora controllata dai ribelli anti-Assad, ospedali da campo e cliniche mobili non sono più operativi, messi fuori uso dai ripetuti bombardamenti governativi siriani sulla parte est della città. Lo annuncia sempre l’Oms.

Se oggi stai uscendo di casa per andare a comprare i regali natalizi, non uscire. Se stai ridendo non ridere. Se sei triste oggi almeno smetti di esserlo. Se stai piangendo smetti di piangere. Se odi smetti di odiare. Se ami smetti di amare… Perché questo è il momento di non fare niente se non di pensare che non si può stare più  fermi a guardare i crimini che si stanno commettendo in Siria.

20 donne si sono suicidate perché hanno preferito morire invece che essere rapite, torturate o stuprate. E tutto questo perché?  Per una insensata guerra che è mossa puramente da interessi economici e geografici.

La storia ci insegna che gli uomini si sono sempre uccisi unicamente e solo per il denaro infiocchettando questa vile realtà con orpelli di valore come la religione o l’unita di un popolo, di una etnia, ecc. Ma ora fermiamoci un attimo a pensare a un’altra verità e cioè che il denaro per cui si compiono gli orrori più grandi solo una cosa non può comprare: il tuo tempo. Ogni giorno abbiamo a disposizione 24 ore, 1.440 minuti e 86.400 secondi . E non possiamo fare in un giorno tutto ciò che vorremmo fare perché abbiamo solo 24 ore. Tutto il denaro del mondo non è sufficiente a comprarci un minuto di più. E una volta che un minuto è perduto, è perduto definitivamente. Per sempre.

Allora è importante chiedersi: stiamo utilizzando bene il limitato tempo che abbiamo a disposizione? Il mondo sta utilizzando bene il tempo che ha a disposizione? Me lo chiedo perché in Siria sono rimaste solo le Ong, come MSF, Oxfam, Croce Rossa Internazionale ad aiutare i civili, lasciate completamente sole dal resto della Comunità Internazionale, ONU compresa. Allora dobbiamo pensare di investire bene ogni minuto del nostro tempo.

Oggi voglio smettere di fare tutto ciò che sto facendo e pensare a come apportare cambiamenti positivi nella mia vita e in quella degli altri. Oggi fermiamoci tutti e chiediamoci  se ci stiamo focalizzando sulle cose importanti, quelle che contano veramente per la nostra vita e per quella degli altri.

Malala, premio Nobel per la Pace, in un appello lanciato su Facebook per porre fine alle disumanità che si stanno consumando in Aleppo dice “…. La storia non cade dal cielo, siamo noi che la facciamo” .

Perché la differenza è che io, tu, tutti noi, nelle 24 ore che abbiamo a disposizione ogni giorno, possiamo scegliere di fare la differenza nel mondo oppure no.

 

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Dono Day 2021: gli studenti italiani danno lezione di dono

Dono Day 2021: gli studenti italiani

Dono Day 2021: gli studenti italiani danno lezione di dono

Dono Day 2021. Riparte il video contest #DonareMiDona in collaborazione con il MIUR 

Dono Day 2021 – A scuola di dono i docenti sono gli studenti: i ragazzi di tutte le scuole medie italiane di primo e secondo grado sono chiamati a partecipare al video contest “#DonareMiDona Scuole – racconta la tua idea di dono“. Anche quest’anno la PHI Foundation in collaborazione con l’Istituto Italiano della Donazione (IID) apre il programma culturale del Giorno del Dono partendo dai più giovani. Al fianco del programma c’è il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) che ha mandato una circolare a tutti gli istituti, invitandoli a partecipare alla 3^ edizione del Giorno del Dono.
La scelta del nuovo hashtag #DonareMiDona, che caratterizzerà le numerose attività e le novità che sveleremo durante l’anno  è dettata dal doppio significato in esso contenuto: da un lato donare significa ricevere e, dall’altro, donare arricchisce chi compie il gesto di donare, lo abbellisce, lo rende migliore. È nostro desiderio costruire una vera cultura del dono e, per farlo, non possiamo che partire dai ragazzi, parlando la loro lingua e, soprattutto, ascoltando la loro voce. Apriamo oggi il cantiere #DonoDay2021 grazie alla rinnovata collaborazione con il MIUR“.

Dono Day 2017:

Anche quest’anno le scuole sono invitate a realizzare un video con cui raccontare la propria esperienza di dono, partecipando così alla 3^ edizione del video contest. I lavori devono essere inviati entro il 9 giugno 2017 e, con la chiusura dell’anno scolastico, tutti i video saranno visibili sulla piattaforma www.giornodeldono.org: chiunque lo desidera potrà far parte della giuria popolare votando il proprio video preferito. Parallelamente i video saranno valutati anche da un’apposita giuria tecnica composta da rappresentanti del MIUR e di Insolito Cinema, partner tecnico del Giorno del Dono. I vincitori riceveranno un riconoscimento e saranno premiati durante l’evento che si terrà il 4 ottobre 2021
Le scuole che non partecipano al video contest, ma che desiderano comunque essere testimonial #DonoDay2021, possono già comunicare la propria adesione morale. Per tutte le informazioni e per iscriversi:www.donoday.it/it/DonoDay2017

Dono Day 2021:

Nel 2016 sono state circa 50 le scuole che hanno partecipato, con 55 video in concorso e più di mille gli studenti coinvolti, dei quali oltre 200 presenti all’evento tenutosi il 4 ottobre scorso a Roma presso la Camera dei Deputati.
Il Giorno del Dono ha da sempre l’appoggio del compianto Presidente emerito Carlo Azeglio Ciampi, primo firmatario dell’omonima legge: “La legge istitutiva della Giornata Nazionale del Dono segna un passaggio significativo. È un traguardo che ne suggella felicemente i primi 10 anni di attività, coronamento dell’impegno, della tenacia, della passione con cui essa è stata svolta per l’affermazione e la diffusione dei valori costitutivi dell’Istituto: gratuità, solidarietà, condivisione“. Ha rinnovato l’appoggio al Giorno del Dono il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che in occasione del 4 ottobre dello scorso anno ha affermato “Donare non è privarsi ma arricchirsi in termini di qualità, coesione e sviluppo. Complimenti a chi verrà premiato oggi e a chi opera per il bene comune.”

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Eventi Digitali: Mashable Social Media Day Italia

Eventi Digitali: Mashable Social Media Day Italia

Eventi Digitali: Mashable Social Media Day Italia

 

Eventi Digitali: Mashable Social Media Day Italia, uno degli eventi digitali più importanti del panorama italiano.

D: Ciao intanto grazie per averci concesso quest’intervista, partirei subito dal Mashable.

Eventi Digitali: Tu hai portato in Italia un evento digitale presente già in altre nazioni, ma lo hai reso l’appuntamento digital più importante e interessante del panorama italiano, ci vuoi raccontare come hai cominciato e da dove è partita l’idea?

E: “L’incontro tra Mashable, terzo blog più popolare al mondo con sede negli Stati Uniti,  e avviene quando il loro team mi intercetta on line per chiedermi se volevo organizzare la versione milanese di questa manifestazione che ha come obiettivo quello di celebrare e diffondere la cultura digitale in tutto il mondo.

Io, che vivevo già a Londra stavo quasi per dire di no.. poi però mi sono detta.. come dicono qui a Londra, why not?  I contatti li ho, le idee pure, la community che mi segue anche, quindi.. proviamoci.. e così inizia questa avventura: un evento gratuito di 150 persone nel 2014, divenuto a pagamento nel 2016, che raggiunge 1.170 partecipanti nel 2017, che triplica il fatturato anno su anno.. che oggi conta un gruppo di lavoro che si costituisce di oltre 15 persone su 5 città e due paesi diversi… ecco, mai avrei potuto immaginare che sarebbe successo questo.

Nasce quindi per caso, nel lontano 2014, ho seguito il mio istinto, ci ho messo il cuore, le idee.. ho disegnato questo progetto dall’inizio alla fine.. ma mai avrei potuto pensare che quel pezzo di carta sarebbe diventato una community di oltre 20.000 contatti, in grado di coinvolgere persone da tutta Italia e tanti sponsor e partner importanti.”

D: Per l’edizione del 2021, si terrà virtualmente? vuoi anticiparci qualche novità o qualche curiosità?

E: “Certamente. Ci saranno interviste sul palco, workshop tematici, panel su temi caldi come l’influencer marketing e la blockchain, ma soprattutto tutto rigorosamente online in contemporanea di speech davvero interessanti presentati da professionisti di altissimo livello.

Eventi Digitali: La manifestazione  avrà ancora una volta un sapore internazionale con la presenza di relatori provenienti anche da oltre oceano, come nel caso di Chimeren Peerbhai, Global Digital Product Manager della celebre casa farmaceutica GlaxosmithKline, la quale spiegherà come utilizzare nuove tecnologie come augmented reality e virtual reality utili per testare, convalidare e modellare l’offerta di prodotti di consumo garantendo risultati di maggiore impatto.

Non saranno da meno gli altri speaker d’eccezione protagonisti pronti a condividere col pubblico di SMDAYIT + DIDAYS la loro visione del futuro e le strategie da applicare per avere successo.  Ad aprire la prima giornata dell’evento sarà Isabella Lazzini, Marketing e Retail Director di Huawei, Tecnologia e design 3.0 per un nuovo consumer journey; Flavia Baccaro e Federica Cambiago di Deutsche Bank analizzeranno invece il chatbot come nuovo strumento di customer relationship management e di lead nurturing; mentre Antonio Gatti, Digital Transformation Advisor di Microsoft, spiegherà come, grazie alle logiche delle digital platform, un’azienda possa innovare la propria offerta sul mercato partendo dall’ottimizzazione dei processi produttivi per arrivare all’introduzione di un nuovo modello di business.

Questi e molti altri importanti relatori, ci terranno compagnia per una 3 giorni che si preannuncia scoppiettante e interessantissima.”

D: Per chi non lo sapesse, PHI Foundation anche quest’anno è media partner del Mashable Italia e di questo ringraziamo Eleonora Rocca per averci concesso nuovamente questo privilegio.

PHI Foundation da anni si occupa di educare e informare il pubblico su tutto quello che riguarda il terzo settore e il mondo no profit. La partnership con Mashable rientra proprio in questa visione strategica secondo la quale il web, e il mondo digitale in generale, possano fornire ottimi strumenti per aiutare e promuovere iniziative sociali.

Vuoi dirci in che maniera il Mashable e il terzo settore potrebbero trovare un punto d’incontro secondo te?

E: “A mio avviso la conoscenza e l’utilizzo degli strumenti di marketing digitale diventa ancora più fondamentale nel settore non profit  in quanto  permettono di ottenere ottimi risultati di vendita pur avendo budget più limitati rispetto alle grandi aziende private. Inoltre questo mondo ha aperto la strada a molti strumenti di raccolta di consensi o di fondi stessi, come anche di creazione di community di settore molto forti, pur senza doversi incontrare necessariamente di persona; un altro vantaggio molto grande a mio avviso per il terzo settore e il non profit: le distanze si accorciano così come la velocità delle comunicazioni.” 

D: Più in generale, che tipo di convergenza intravedi tra il mondo digitale e il non profit? E soprattutto, data la tua grande competenza e conoscenza del mondo digitale, esistono delle piattaforme, degli strumenti o delle start up che tu puoi suggerire in questo ambito ai nostri lettori?

E: “Mi vengono in mente: https://italianonprofit.it/ ; La piattaforma gratuita per tutti gli enti non profit dove tutte le organizzazioni sono messe in condizione di raccontare le loro storie e i loro dati.

Oppure https://www.techsoup.it/, la piattaforma dedicata alla digitalizzazione delle non profit.

Oppure ancora: http://www.tripmetoo.it/, che ha come obiettivo quello di aiutare viaggiatori e operatori del settore a vivere un turismo basato sulla diversità, l’inclusione sociale e l’uguaglianza; di conseguenza anche chi ha esigenze speciali, può costruire grazie a questa piattaforma  esperienze di viaggio ad-hoc totalmente customizzabili.

D: Un’ ultima domanda prima di chiudere: che futuro prevedi per il web e il social in generale e cosa pensi che ci riserverà il futuro digitale tra i prossimi 5-10 anni?

E: “Penso che l’interesse per una comunicazione in formato video e i mezzi di comunicazione immediati e molto “visivi” come Instagram continuerà. Credo che ci sarà sempre più attenzione ai contenuti di valore, che sappiano dare dei contenuti di livello e sempre più unici, in quanto gli utenti sono ormai bombardati dalle informazioni e sarà sempre più difficile riuscire a “stand out from the crowd” come si dice qui a Londra 😊”.

Grazie per il tempo che ci ha dedicato, ci vedremo senz’altro durante il Mashable Italia e siamo sicuri che anche quest’anno sarà un appuntamento indimenticabile.

 

 

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Puglia: Milioni di Euro a fondo perduto per il Non Profit

Puglia: Milioni di Euro a fondo perduto per il Non Profit

Puglia: Milioni di Euro a fondo perduto per il Non Profit

 

Puglia: La notizia è di qualche mese fa, ma in questi tempi è sempre meglio ricordarlo e rimarcarlo.

Sono stati stanziati milioni di euro a fondo perduto per le organizzazioni del Terzo settore e altri soggetti privati no profit operanti in Puglia che intendano realizzare, ampliare o completare strutture socioassistenziali, socioeducative e sociosanitarie conformi agli standard strutturali e funzionali stabiliti nel Regolamento regionale.

Si tratta di un provvedimento che rientra nel piano pluriennale della Regione Puglia volto a rafforzare il Servizio di Programmazione Sociale e di Integrazione Sociosanitaria per le aziende e le start-up di carattere no profit o comunque operanti nel terzo settore.

L’Avviso “Puglia Sociale” approvato con A.D. concede contributi a fondo perduto che possono raggiungere l’80% del programma degli investimenti.

Possono essere agevolati programmi concernenti asili nido, centri diurni per minori, strutture socio-assistenziali per anziani, disabili, ecc.

Si comunica inoltre sul bando che i quesiti e le richieste di informazione saranno evasi esclusivamente in forma scritta a mezzo mail e tramite FAQ sul sito web, scelta esclusivamente dettata da principi di trasparenza e pari opportunità, oltre che di correttezza amministrativa a garanzia di tutti i soggetti interessati.

Sono stati stanziati milioni di euro a fondo perduto per le organizzazioni del Terzo settore e altri soggetti privati no profit operanti in Puglia che intendano realizzare, ampliare o completare strutture socioassistenziali, socioeducative e sociosanitarie conformi agli standard strutturali e funzionali stabiliti nel Regolamento regionale.

L’Avviso “Puglia Sociale” approvato con A.D. concede contributi a fondo perduto che possono raggiungere l’80% del programma degli investimenti.

Per info il riferimento e-mail unico è il seguente: investimentiprivati.welfare@regione.puglia.it

 

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Content is the king: Storytelling e Fundraising

Content is the king: Storytelling e Fundraising, Non Profit

Content is the king: Storytelling e Fundraising

 

Content is the king: Spesso si sente dire che il contenuto è il re del marketing online: “Content is the king”.
È una regola che formatori e consulenti di organizzazioni non profit cercano di diffondere e che chi lavora nel campo della comunicazione in ambito non profit cerca di ricordare come un mantra.
Quando un’organizzazione non profit decide di comunicare con il proprio pubblico attraverso gli strumenti della comunicazione online, i contenuti di qualità fanno davvero la differenza.

Content is the king: Il mitico “storytelling“, “la narrazione di storie”, capace di attirare interesse e simpatia e di creare conoscenza ed empatia è veramente un asso nella manica per quanti, quotidianamente, operano sul campo per realizzare una buona causa.
Ogni organizzazione ha a disposizione un vasto patrimonio di materiale da diffondere al proprio pubblico, il quale non aspetta altro che sapere di più sul lavoro dell’organizzazione cui ha deciso o sta pensando di donare.

Portare sullo schermo del donatore il racconto del proprio lavoro con i beneficiari, far capire in che modo si agisce, fa la differenza, far conoscere difficoltà e successi, rende partecipe il sostenitore. Crea empatia e fa sentire le persone parte di un’azione comune a favore di una buona causa. Se poi la storia si racconta anche con fotografie e filmati, l’effetto è ancora più forte. Infine, abbinando al contenuto delle call to action ben studiate e posizionate, il potenziale del contenuto in chiave fundraising cresce esponenzialmente.
Sembra tutto molto semplice eppure non è così. O meglio: non è questo quanto accade nella maggior parte dei casi, poiché anche organizzazioni che avrebbero tutto per comunicare in questo modo, non lo fanno.

Personalmente proviamo un senso di disagio quando vediamo che dirigenti e operatori di una qualsivoglia organizzazione non profit restano ancorati a schemi ormai superati. Non solo non si prevede una strategia, ma neanche si ha la capacità, almeno istintiva, di comunicare all’esterno gli sforzi che si fanno per realizzare le proprie buone cause.
Sembra quasi ci sia una pigrizia intrinseca, una tendenza all’inerzia e all’immobilismo.

Comunicare online in modo efficace sarà sempre più importante e presto chi non inizierà a farlo si troverà ancora più svantaggiato rispetto a chi lo fa da qualche tempo.

Le persone (e quindi anche i donatori) passano molto tempo online, le potenzialità tecnologiche aumentano, il modo in cui si tessono relazioni e si cercano informazioni si evolve.

Per ottenere risultati positivi a livello di comunicazione (quindi di nuove donazioni, partner e opportunità), conterà sempre di più distinguersi e saper raccontare il proprio lavoro.

Il lavoro delle organizzazioni non profit è importante: è un pilastro del welfare, della cultura e della solidarietà internazionale.

Il capitale narrativo di molte organizzazioni è enorme ma purtroppo è fatto di racconti mai raccontati e d’immagini mai condivise.
Si tratta di un patrimonio che, se ben utilizzato, potrebbe dare frutti consistenti: più sostenibilità alle organizzazioni e progetti migliori ai beneficiari.

Sei un’organizzazione non profit (ONP) e desideri supporto “Gratuito” o vuoi avviare una campagna di Raccolta Fondi?
Chiedi a PHI FOUNDATION (Social Fundraising Community).

 

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Onlus Storytelling Fundraising: L'arte perduta?

Onlus, Storytelling, Fundraising: L’arte Perduta di tramandare

Onlus Storytelling Fundraising: L’arte perduta?

 

Onlus Storytelling Fundraising:

Onlus Storytelling Fundraising: Cos’è esattamente? È l’arte di raccontare storie, una pratica che da molti secoli ci ha permesso di conoscere la realtà circostante, comprenderne l’evoluzione, tramandare valori e idee.

Le storie, creano curiosità, generano attenzione e aspettative (pensiamo alle telenovelle), le storytelling, inoltre, potrebbero influenzare determinate azioni e gli elementi della quotidianità diventare oggetto di narrazione (aneddoti, luoghi, discorsi..).

 

Onlus, Storytelling, Fundraising:

Per le organizzazioni non profit, fare storytelling, è un modo efficace per la loro visibilità, coinvolgere e sensibilizzare il pubblico, emozionando, proprio come accadeva da bambini, quando ci raccontavano storie avventurose, in cui immedesimarsi.

L’identificazione e il legame emozionale sono la base dello storytelling e rappresentano i meccanismi su cui puntare per raccontare le attività della propria ONP, coinvolgere sostenitori e donatori creando un intesa costruttiva.

Spesso si crea diffidenza verso le ONP poiché i donatori non comprendono bene cosa effettivamente sarà realizzato a seguito di un iniziativa di raccolta fondi (Fundrasing).

Onlus, Storytelling, Fundraising: Ebbene, mostrare e raccontare, tramite lo storytelling fa la differenza, è importante sia per la ONP stessa che può creare un documentario utile a testimonianza viva dei suoi sforzi, sia per i donatori (effettivi e potenziali) che possono constatare cosa nascerà con il loro prezioso contributo.

Per fare storytelling possiamo utilizzare parole, immagini, musica, video e mixarli nella maniera più funzionale al risultato che desideriamo ottenere.

 

Storytelling, Fundraising:

L’obiettivo comune, in ogni caso, è condividere emozioni con gli altri.

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Brand Identity Efficace Content Marketing per le Onlus

Brand Identity Efficace Content Marketing per le Onlus

Brand Identity Efficace Content Marketing per le Onlus

 

Brand Identity: Lo storytelling è una tecnica narrativa che permette a chi ci legge o ascolta di vivere una esperienza emozionale. Quello che succede quando assistiamo a un’opera teatrale o a un film che ci appassiona è di entrare nel vissuto del protagonista e vivere con lui l’impresa, il viaggio o l’avventura che sta affrontando.

Lo stesso meccanismo accade con lo storytelling: studi neurologici dimostrano che il nostro cervello risponde agli stimoli prodotti dalla narrazione come se stessimo provando gli stessi sentimenti o compiendo le stesse azioni del personaggio principale del racconto.

Lo storytelling può essere per una Onlus una delle migliori tecniche di content marketing che, fra l’altro, si può facilmente declinare sia sui canali di comunicazione offline che online. Chi più di una Onlus può avere interesse a trasmettere le proprie idee e i propri valori tramite una storia d’impatto?

Per garantire l’efficacia della narrazione uno storytelling deve contenere degli elementi chiave:

  1. una trama epica con eroi che compiono un’impresa difficile o rischiosa;
  2. un melodramma con personaggi fragili o indifesi che poi trovano il loro riscatto nel raggiungimento dell’impresa o, al contrario, una commedia in cui i personaggi vivono situazioni ironiche e leggere. Ad esempio, il FAI (Fondo Ambiente Italiano) in occasione della Campagna #FAImarathon ha realizzato un video in chiave ironica per avvicinare agli Italiani l’arte nascosta dentro palazzi e portoni. Lo stratagemma utilizzato per far entrare negli edifici storici i passanti che camminano assorti nei loro pensieri e dimentichi delle meraviglie artistiche del loro paese è stato far parlare i citofoni.
  3. infine non può mancare una saga romantica in cui momenti negativi si concludono con epiloghi positivi.

In uno storytelling  di successo si possono annoverare altri 3 elementi che potenziano l’evoluzione narrativa:

  1. i nemici: cercano di ostacolare gli sforzi del protagonista nel compimento dell’impresa.

Brand Identity: Un ottimo esempio possiamo trovarlo all’interno di uno dei villaggi esperienziali allestiti da Save the Children in varie città italiane in occasione della Campagna EveryOne contro la mortalità infantile. Chi visitava il villaggio riceveva un badge con il nome di un operatore o operatrice Save the Children e, attraverso un gioco interattivo, poteva fare l’esperienza di dover raggiungere nel minor tempo possibile un villaggio per portare aiuto ad una mamma e a un neonato pedalando su una bici-ambulanza collegata a un monitor. Durante il percorso incontrava vari nemici come la lunga distanza, la pioggia, il freddo, la strada poco asfaltata e altri ancora. Proprio tali avversità aiutavano a far comprendere cosa volesse dire fare l’operatore sanitario in zone povere e remote.

  1. gli amici del protagonista: lo aiutano nel raggiungere la meta. Prendiamo ad esempio una delle storie della Campagna #nonmiarrendo di Telethon: Emanuele è un bambino affetto da una grave patologia che colpisce progressivamente il metabolismo. Sua mamma Cristina, con il papà e i fratellini, decidono di non arrendersi alla malattia e con pazienza costruiscono la loro vita familiare intorno ai bisogni del bambino che è tracheotomizzato per respirare meglio e si nutre tramite un sondino. Ecco che al loro fianco si schierano degli amici: i ricercatori di Telethon che si impegnano ogni giorno per migliorare la salute e la qualità della vita di tanti bambini malati come Emanuele.
  2. come in ogni epica non può mancare un’ingiustizia che il nostro eroe dovrà combattere con tutte le sue forze. Qui non servono esempi considerando che in fondo tutte le Onlus nascono per contrastare una ingiustizia sociale.

In conclusione, una Onlus che, tramite la tecnica dello storytelling,  sia in grado di coinvolgere i propri utenti  facendo echeggiare emozioni e aprire le menti a prospettive differenti, riesce a far sentire possibile un futuro migliore.

PHI Foundation è un’associazione che si occupa di sostenere ed aiutare tutti gli operatori che si muovono nell’ambito del Terzo Settore, attraverso l’informazione e la promozione di raccolte fondi.

 

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Realtà virtuale e non profit

Realtà virtuale e non profit: Il futuro è arrivato

Realtà virtuale: una possibilità in più per il settore non profit 

 

Realtà Virtuale: Quante volte ci siamo detti guardando alcune immagini al cinema o in televisione:

“Chissà cosa ha provato…” oppure “Chissà cosa avrei fatto se fossi stato al posto suo…” 

Oggi, tramite la realtà virtuale, tutte queste domande possono trovare finalmente una risposta.

 

Realtà Virtuale: Attraverso l’uso di appositi visori, venduti a prezzi sempre più competitivi, sarà presto possibile per tutti immergersi totalmente in questa nuova realtà parallela permettendoci così di esplorare nuovi mondi e vivere avventure virtuali come se fossero reali non muovendosi o quasi dal divano di casa.

La realtà virtuale da tempo impiegata con ottimi risultati in molti settori della conoscenza umana quali la medicina, le costruzioni e i videogiochi sta prendendo sempre più piede anche nel mondo del no profit.

Un ruolo importante di questa nuova e avveniristica tendenza sarà rivestito dal cosiddetto neuromarketing.

Questa disciplina è già ampiamente utilizzata nel mondo profit per individuare, mediante l’utilizzo di metodologie legate alle scoperte delle neuroscienze, i canali di comunicazione più diretti atti a stimolare i processi decisionali di acquisto del consumatore.

Con l’avvento anche nel terzo settore della realtà virtuale diventerà sempre più una consuetudine far riferimento al neuromarketing e all’utilizzo di queste tecniche di “persuasione” per favorire campagne di raccolta fondi a scopi filantropici.

A tal proposito segnalo il libro dal titolo Emotionraising, edito da Maggioli Editore, scritto nel 2013 da Francesco Ambrogetti dove l’autore descrive con esempi pratici e dovizia di particolari le ultime novità in fatto di neuroscienze applicate alla raccolta fondi.

Realtà virtuale e terzo settore

Alcuni esempi di successo dell’utilizzo della realtà virtuale nel terzo settore ci arrivano da due organizzazioni no profit quali Medici Senza Frontiere e Animal Equality:

#Milionidipassi 

Questa campagna di Medici Senza Frontiere, nota organizzazione non governativa, permette al già sostenitore o al futuro donatore di rivivere a 360 gradi le drammatiche esperienze vissute dalle migliaia di migranti negli estenuanti, interminabili e pericolosi viaggi via terra o via mare nel tentativo, purtroppo spesso vano, di crearsi un futuro migliore per sé e le loro famiglie.

#iAnimal 

Questo progetto di Animal Equality, conosciuta realtà no profit animalista, sfrutta la realtà virtuale nella modalità “immersiva” per trasportare lo spettatore all’interno di un allevamento intensivo  mostrandogli con estrema crudezza (con immagini la cui visione è consigliata solo a un pubblico adulto e comunque non particolarmente sensibile) quale sia la vita di questi poveri animali, considerati alla stregua di oggetti e non di esseri senzienti, dalla nascita fino alla loro morte cruenta.

Questa nuova modalità di approccio basata sulla realtà virtuale consente quindi di:

    • far comprendere più facilmente la mission dell’organizzazione no profit;
    • stimolare i sentimenti più intimi (stupore, empatia, rabbia, disgusto, ecc…) dello spettatore rendendolo immediatamente partecipe;
    • motivare la conseguente call to action o donazione;
  • incoraggiare attività di sensibilizzazione e di advocacy riguardo le tematiche mostrate.

Realtà aumentata e terzo settore

La realtà aumentata, favorita dalla diffusione ormai capillare degli smartphone e dei tablet, è invece un sottoinsieme, pur molto diverso, della realtà virtuale essendo priva infatti della modalità totalmente immersiva che caratterizza quest’ultima.

Con la realtà aumentata oggi è infatti possibile trovare indicazioni rispetto al luogo in cui ci si trova, avere maggiori informazioni su un determinato prodotto prima dell’acquisto, giocare a catturare oggetti o personaggi animati usando la propria abitazione oppure una reale e intera città come campo di gioco, ecc…

Nel terzo settore la realtà aumentata è usata soprattutto per scopi educativi e culturali.

Quando usiamo i nostri dispositivi mobili per visualizzare un edificio in un sito archeologico oppure un’opera d’arte conservata in un museo, le informazioni sull’artista e/o il contesto storico vengono immediatamente contestualizzate e rese fruibili.

Il primo video mostra l’utilizzo della realtà aumentata in ambito turistico culturale tramite la app PugliaReality+ offerta gratuitamente e in diverse lingue ai turisti della regione Puglia.

Infine il secondo video, tratto anche esso da YouTube ma ideato e realizzato dalla facoltà di Disegno Industriale dell’Università degli Studi di Palermo, presenta invece un caso futuribile ma concreto di realtà aumentata per scopi culturali relativo al Chiostro del Duomo di Monreale.

Terzo settore: il futuro è già presente.

 

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PHI DONATION DAY: Per la Ricostruzione Sociale

PHI DONATION DAY: Per la Ricostruzione Sociale

PHI DONATION DAY

#PHIDONATIONDAY2021

PHI DONATION DAY: l’Italia del Dono

PHI Donation Day: Per la ricostruzione sociale, sviluppare e rivalorizzare i territori dei Comuni a rischio spopolamento.

Conto alla rovescia per il #PHIDONATIONDAY2021.

Parte una raccolta fondi trasparente per la “ricostruzione sociale” dei territori a rischio spopolamento con la creazione di comitati promotori locali.

 

Comuni, imprese, associazioni, comitati, singole persone: non si ferma la maratona di partecipazione dell’Italia al PHI DONATION DAY “Il Giorno del Dono PHI” per la ricostruzione sociale nel sviluppare e rivalorizzare i territori dei Comuni a rischio spopolamento.

Proprio mentre l’Italia prosegue nella sua gara di solidarietà per le vittime del Covid19 che ha devastato l’intero mondo incluso la nostra amata Italia –  la PHI Foundation lancerà per l’anno 2021 una raccolta fondi speciale insieme alla costituente OVER Foundation (di cui è sostenitrice), proporrà la prima raccolta fondi per la rivalorizzazione dei Comuni a rischio spopolamento.

Ai sottoscrittori di una donazione oltre alla garanzia del suo buon utilizzo, sarà data l’opportunità di divenire soci fondatori della OVER Foundation.

L’importo raccolto sarà destinato a progetti di Comuni a rischio spopolamento selezionati secondo chiare regole di  trasparenza e correttezza, contenute nella “Carta della Donazione”: il codice etico utilizzato da PHI Foundation, che garantisce il donatore sul buon uso delle risorse raccolte. I progetti selezionati saranno di Comuni impegnati nei lavori di ricostruzione “sociale” e rivalorizzazione territoriale dei paesi colpiti dallo spopolamento.

“Abbiamo raccolto più di 100 iniziative tra comuni, associazioni e imprese che nelle settimane prossime racconteranno un’Italia inedita capace di grandi slanci di generosità, siamo orgogliosi di poter raccontare un Paese diverso che sempre più spesso viene trascurato dai grandi mezzi di comunicazione. L’evento sarà infatti l’occasione per presentare a tutti il cartellone delle iniziative del 1°Giro dell’Italia che dona ai Comuni a rischio spopolamento. 

 

 

 

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Evento raccolta fondi: come realizzarlo?

Evento raccolta fondi: come realizzarlo?

Evento per raccolta fondi:

Come realizzare un evento?

Realizzare un evento per la raccolta fondi

 

Evento per raccolta fondi:

Come realizzare un evento?

Siete pronti per organizzare il vostro evento?

Non è così semplice organizzare un evento per la raccolta fondi. Il meccanismo è complesso ed il successo dipende da numerosi fattori.

Cresce l’interesse da parte delle organizzazioni no profit verso la realizzazione di eventi perché permettono, non solo di raccogliere fondi, ma danno la possibilità di far conoscere la propria organizzazione all’esterno, raggiungendo quella fascia di popolazione che non segue particolarmente il settore no profit, oltre ad aprire  nuovi canali verso potenziali donatori o potenziali volontari.

Alcune organizzazioni no profit organizzano eventi esclusivamente per reclutare nuovi volontari.

La donazione nasce da un’emozione, anche l’evento deve essere emozionale.

Ma come si realizza un evento? E’ necessario avere ben chiare 4 fasi.

Fase creativa

Consiste nello scegliere l’evento e la motivazione: occorre stabilire la location, mettere nero su bianco le idee generali e soprattutto fissare l’obiettivo da raggiungere.

Fase progettuale

Valutare attentamente le risorse a disposizione con il dettaglio delle attività, definire le tempistiche ed infine trovare le risorse economiche.

Fase operativa

A questo punto si mette in pratica tutto ciò che è stato deciso, monitorando ogni singola attività per la realizzazione dell’obiettivo.

Fase conclusiva

Ci siamo! E’ la fase da cui emergerà la riuscita o meno dell’evento. Stiamo parlando di valutazione e rendiconto finale. Si analizzano i risultati ottenuti, il raggiungimento o meno dell’obiettivo, l’impatto generato dalla comunicazione dell’evento.

Non dimentichiamoci di comunicare il report conclusivo, tra l’altro si può approfittare della rassegna stampa per promuovere un evento futuro.

Perché è così importante? Per la credibilità!

Credibilità dell’organizzazione – del progetto – della nostra Mission.

Sono le basi per una buona organizzazione no profit.

3, 2, 1 missile

 

 

 

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Vittime Innocenti del Mediterraneo

Vittime Innocenti del Mediterraneo

Vittime Innocenti del Mediterraneo

 

I Migranti sono le vittime innocenti del Mediterraneo. Oramai, il nostro mare è denominato: “Il cimitero a cielo aperto”.

Il 3 ottobre si è celebrata la Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione, istituita in ricordo del naufragio a Lampedusa avvenuto 8 anni fa.

A Roma, al Pantheon, è stato realizzato un flash mob in ricordo delle migliaia di vittime.

http://www.lapresse.it/video/migranti-al-pantheon-di-roma-flash-mob.html

E mentre i morti continuano ad aumentare,  l’Europa si tiene fuori dal sostenere qualsiasi operazione.

Sono stati lanciati appelli: daI Presidente del Centro Astalli, P. Camillo Ripamonti “neanche più un morto nel Mediterraneo”, dall’associazione ARCI “Basta vittime” e dal Comitato 3 ottobre “Dobbiamo difendere le persone e non i confini”, verso le Istituzioni italiane e straniere, perché nel Mediterraneo continuano a morire persone.

Si stima che dall’inizio del 2016 le persone decedute via mare siano state 2510 – Dati dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR)

Ad oggi le azioni applicate servono solo a tamponare. Occorre una maggiore consapevolezza e una politica differente soprattutto da parte dell’Unione Europea.

Il rapporto sugli interventi umanitari Unicef 2015 dichiara una situazione allarmante:

“Crisi dei rifugiati e migranti in Europa Nel 2015, 1 milione di profughi e migranti sono entrati in Europa, la stragrande maggioranza proveniente dalla Siria e dalle zone di conflitto nel Medio Oriente, attraverso ardui e spesso pericolosi viaggi, passando per i Balcani occidentali, la Grecia e la Turchia. I bambini rappresentano una percentuale in crescita degli arrivi”

“Nigeria: Dal 2014 l’escalation della rivolta di Boko Haram ha portato ad un aumento del numero di sfollati interni: nel Nord-Est del paese il loro numero ammonta quasi a 2 milioni di persone. La malnutrizione è in aumento e le strutture sanitarie e le scuole sono state distrutte”

“Siria: I siriani si trovano ad affrontare la più grande crisi umanitaria del mondo. Si stima che circa 13,5 milioni di persone abbiano urgente bisogno di assistenza all’interno del paese, e 6,5 milioni siano sfollate. Inoltre più di 4 milioni di persone hanno già lasciato la nazione”

“Iraq: La violenza ha costretto quasi 3,2 milioni di persone a sfollare anche se il paese ospita profughi siriani. I bambini affrontano l’abbandono scolastico, il lavoro, il rischio di arruolamento in gruppi armati e il colera”.

corridoio umanitario

Le organizzazioni che operano a sostegno dei migranti chiedono protezione nei paesi di transito e la possibilità di costruire un corridoio umanitario per chi è in fuga da conflitti e persecuzioni, mentre a Lampedusa è stata presentata l’iniziativa “L’Europa inizia a Lampedusa” con la partecipazione di studenti, insieme ai superstiti e ai familiare delle vittime del naufragio.

I corridoi umanitari sono un progetto pilota della Federazione delle chiese evangeliche e di Mediterranean Hope, le quali sostengono che attraverso strumenti legislativi dell’Unione Europea, è possibile realizzare ingressi regolari evitando viaggi rischiosi ed irregolari da parte dei migranti.

I costi del progetto pilota sono stati coperti dall’ 8 per Mille clicca qui per vedere cosa sono e come funzionano i corridoi umanitari.

 

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SMA e Checco Zalone: il segreto di un trionfo

SMA e Checco Zalone: il segreto di un trionfo

SMA e Checco Zalone: il segreto di un trionfo

 

SMA e Checco Zalone:

SMA: Quando un’opera riesce a nobilitare un tema così importante come quello dell’Atrofia Muscolare Spinale (SMA), senza cadere nei meandri del melodrammatico, ma restando nei confini di una comicità tenera e delicata,  è allora che l’ingegno prende forma. La campagna “pro SMA” che porta la firma di Checco Zalone e dell’associazione Famiglie sma, si è conclusa con un eccezionale trionfo: 250mila euro raccolti, premio speciale Aretè 2016 per la responsabilità sociale, selezione per il premio San Bernardino sulla pubblicità socialmente responsabile.

I fondi raccolti saranno devoluti al progetto SMArt, (S.ervizio M.ultidisciplinare di A.ccoglienza R.adicato nel T.erritorio), un progetto atto a migliorare il servizio di assistenza, di diffusione ed informazione sul territorio nazionale, che quest’anno conta sulla disponibilità di un nuovo farmaco gratuitamente donato ai bambini che versano in condizioni più gravi.

Questo risultato, forse epocale, è anche frutto di una campagna realizzata “a pennello”, forte della brillante collaborazione di un grande artista. A discapito di quelle che possono essere le peculiarità estetiche, lo spot di Checco Zalone è da considerarsi un geniale lavoro creativo che mette l’arte al servizio del tema, perché predilige l’emozione.

L’idea dello spot è il risultato del fortunato incontro fra Checco Zalone ed Anita Pallara, giovane ragazza affetta da SMA che, con la sua tenacia, riesce a ribaltare radicalmente le consuete metodologie di “spot drammatico”, approdando così ad un filmato dal carattere, sicuramente più incisivo, che rompe gli schemi di un pietismo ormai stagnante.

Checco Zalone, abolendo la commiserazione, raggiunge, attraverso la semplicità, l’animo delle persone, commuovendole e facendole sorridere. Lo spot, infatti, prende per mano lo spettatore, accompagnandolo in una quotidianità difficile e frenetica, stressante ed insofferente, intollerante ed impaziente, al fine di focalizzare l’attenzione verso l’essere umano, spesso dimenticato per consuetudine.

È la storia la vera protagonista, una storia che rapisce lo sguardo, incuriosisce la mente e rinvigorisce l’anima: Mirko Toller, il bambino realmente affetto da SMA, con un fare sereno e sorridente, si prende quasi gioco di Checco Zalone che, tuttavia, nel corso della storia, trasforma quel sentimento di apprensione in una ridente complicità, trascinandoci in un universo dove la normalità e la diversità non esistono. Esistono solo le persone, le loro vite che si intrecciano e si aiutano, per un bene che non è fine a se stesso, ma che diviene universale.

È a questo punto che quel concetto di universale conferisce un altro valore allo spot, ossia quello della comunicazione: il filmato trasmette un messaggio importante che il pubblico accoglie amorevolmente e generosamente.

Si è indubbiamente di fronte ad un prodotto innovativo che lancia un nuovo modo di fare “pubblicità” ed introduce una strada che punta ad arrivare direttamente al cuore dello spettatore.

 

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Il video marketing per il Non Profit

Il video marketing per il Non Profit

Video Marketing

Molte no profit sanno dell’importanza che la comunicazione video ha in una strategia di raccolta fondi, ma spesso non hanno ben chiaro come sfruttare adeguatamente questo potente mezzo. La chiave per evitare di commettere errori risiede nella pianificazione. Il video marketing deve essere parte integrante di una strategia di raccolta fondi e come ogni buona strategia che si rispetti per avere successo deve essere elaborata e preparata con molta cura.

Il 2015 è stato senz’altro l’anno dell’ascesa del video marketing. Su Facebook ogni giorno vengono visualizzati più di 8 miliardi di video.

 

Video Marketing

Le previsioni di alcuni esperti di marketing indicano che, nel corso del 2017, i video arriveranno a raggiungere il 69% dell’intero traffico web. Mentre nel 2018 le stime indicano che la percentuale raggiungerà addirittura il 79%. Questi dati possono essere messi al servizio del no profit? Ecco 3 idee di video marketing per la tua raccolta fondi?

# Be easy

Il primo passo da intraprendere sarà quello di considerare ogni processo della tua campagna di Fundraising. Ogni step della tua raccolta fondi e ogni attore che vi parteciperà sarà importante e decisivo. Coinvolgere lo staff e i volontari creando messaggi personalizzati indirizzati a i donatori che hanno deciso di sostenere il vostro progetto potrebbe essere un idea.

Il video elaborato da charity ne è un bellissimo esempio:

Il video non lascia dubbi. La semplicità del messaggio rende chiaro ciò di cui hanno bisogno i protagonisti( i bambini) e di come basta poco per cambiare le cose.

# Condividi storie

Nulla è più potente di una storia e il video è il mezzo empatico più funzionale a rappresentare la TUA storia. 

Ecco un video realizzato da Unicef ricco di idee per la tua raccolta fondi

 Il video non lascia dubbi. La semplicità del messaggio rende chiaro ciò di cui hanno bisogno i protagonisti( i bambini) e di come basta poco per cambiare le cose.

# I tuoi followers sono le vere Star

In alcuni casi i miglior video makers sono proprio i donatori e i sostenitori della tua organizzazione. Elaborare contest o altre attività che coinvolgano direttamente la fantasia e la creatività dei tuoi follower.

Questi video rappresentano l’autenticità e nell’era dei social network questo può fare la differenza.

Phi Foundation

Suicidio: Fondo Serenella e lo spettro del suicidio

Suicidio: Fondo Serenella e lo spettro del suicidio

Suicidio: Fondo Serenella e lo spettro del suicidio

 

1  Suicidio: La tentazione del suicidio e la nascita del Fondo Serenella

Suicidio: Cari Lettori, oggi scrivo dell’idea innovativa da parte di una donna, una vera guerriera che nonostante la sua rabbia ed il suo dolore è riuscita ad emergere con positività scavalcando le barriere dell’impossibile ma soprattutto quella del suicidio. Questa donna ha fondato un’associazione anti-suicidi chiamata il “Fondo Serenella”.

Lei è Serenella Antoniazzi, imprenditrice Veneziana di Concordia Sagittaria che dopo essersi trovata in grossa difficoltà con la sua azienda, per una commessa mai saldata, disperata, si è lasciata trasportare dal più tenebro pensiero: il suicidio.

Successivamente, per non cadere nell’oblio, ha avuto la forza di agire ed oltre ad aver fondato un’ associazione anti-suicidi  dal nome «Fondo Serenella» per gli imprenditori che si sono ritrovati in difficoltà, ha anche fondato insieme al fratello un’altra associazione chiamata la «Stanza delle idee» salvando altre vite dal buco nero della crisi .

Serenella si racconta così: «Sono in autostrada, i camion sfrecciano alla mia sinistra. Il clacson di un tir mi stordisce… non posso portare a casa un’altra sconfitta. Il respiro diventa affannoso, se accelerassi e chiudessi gli occhi, un attimo, uno schianto, poi sarebbe tutto finito…».

Dalle sue parole trapela un senso di colpa enorme in cui non è semplice ammettere l’ennesima sconfitta e spesso ci si ritrova soli, dinnanzi a pensieri cupi proprio come è successo alla nostra Serenella Antoniazzi.

2 Dal suicidio alla rivoluzione anti-suicidi :

I motivi che la spingono a portare avanti questi pensieri così forti sono iniziati da quando con la sua piccola azienda di levigatura del legno,  ha dovuto fare i conti con una commessa mai saldata, si tratta di un enorme buco nero che ammonta a circa 400 mila euro. Per Lei, cresciuta nel capannone costruito dal padre, dove ha iniziato a lavorare a 16 anni, quel baratro è diventato un incubo. Il lavoro e la fabbrica, la sua vita e la sua identità erano tutto per Lei. Il rischio di poter perderli, di fallire, spesso era sinonimo di annientamento della sua persona. Per questo è stata a un passo dal suicidio. Una famiglia da mandare avanti, gli operai che contavano su di Lei, la latitanza dello Stato, le porte sbattute in faccia dalle banche. E quella voragine causata dal mancato pagamento di un suo cliente.

3 Dalla sconfitta alla rivincita: il Fondo Serenella

Ma invece di morire, Serenella si è rimboccata le maniche, si è messa a capo di altri imprenditori, ha marciato su Roma, ha fatto leva sui palazzi della politica e combattuto fino alla fine.

Finché dopo quattro anni, la sua battaglia è diventata una rivoluzione, che ha costretto prima la Regione Veneto e poi il governo ad approvare il «Fondo Serenella» per gli imprenditori che si trovano in difficoltà. In questo Fondo Serenella vi sono diversi finanziamenti sia regionali (un milione di euro), che nazionali (trenta milioni di euro, dieci all’anno) a imprese vittime di mancati pagamenti di clienti, che denunciano questi comportamenti dolosi. In sostanza un fondo «anti-suicidi».  Ma cosa le ha dato tutta quella  forza per poter andare avanti?

Lei risponde così: «In teoria avrei dovuto chiudere, mettere in liquidazione l’azienda, ripartire da un’altra parte con un altro marchio come fanno tutti. Ma ho continuato a lottare. Caricavo i miei prodotti sui camion e pensavo: fra 30 anni ci sarà qualcuno che userà ancora la cucina che ho contribuito a costruire, lì scalderà il latte per il suo bambino, preparerà la cena per la famiglia».

Questa  tragica vicenda di Serenella Antoniazzi, per fortuna a lieto fine, è diventata anche un’ opera teatrale «Rosso Io non voglio fallire», portata in scena dall’attrice Giulia Bornacin: ogni spettacolo concluso con dieci minuti di applausi, standing ovation e pubblico in lacrime.

Ma Serenella non si ferma. Dopo avere salvato la sua azienda vuole aiutare anche gli altri. Grazie ai contributi del «Fondo Serenella» del governo, ha ripianato il debito della sua azienda prendendo così la decisione di voler chiudere quel capitolo. Ha lasciato l’azienda al fratello e ha fondato con Riccardo Palmerini «La Stanza delle Idee», associazione culturale che aiuta piccole imprese in difficoltà e sviluppa e sostiene idee e aziende di donne. Ma Voi tutti vi chiederete in che modo oggi, Serenella  aiuta gli imprenditori vittime della crisi? Attraverso soluzioni legali e di management per tirarli fuori dal guado!

Alla storia di Serenella si è ispirata anche una tesi di laurea: Mohamed Abdulrazzak Achouri, studente siriano di Economia e Management all’Università di Padova, ha affrontato il tema della crisi dal punto di vista psicologico e sociale, partendo dal «caso Serenella». Ha voluto Lei come co-relatrice di laurea. E ora con altri cinque studenti sta lavorando insieme all’associazione «La Stanza delle Idee». E come ha  esplicato Mohamed davanti alla commissione di laurea: «Il lavoro per gli imprenditori del Nordest diventa un’ossessione, ma entrando dentro la vita delle persone capisci che questo accade perché nelle imprese di famiglia anche i dipendenti diventano parte della famiglia e l’imprenditore ha su di sé la responsabilità enorme dell’esistenza di tutti».

Questa vicenda, ricca di contenuti  rimarrà nel corso della storia, un altro esempio di come per fortuna, nonostante le sconfitte ci si è risollevati dando  un senso innovativo allo sconforto attraverso un’ idea fenomenale che vale più di ogni altra cosa, ponendosi l’obiettivo di offrire supporto per gli imprenditori che ogni giorno si trovano in difficoltà, dovendo fronteggiare quel buco nero della crisi economica, ritrovandosi spesso valutare “soluzioni estreme”.

Bisognerebbe prendere in considerazione questo punto di riferimento essenziale di aiuto e ricordare che un’ associazione anti suicidi completamente rivoluzionaria chiamata il Fondo di Serenella potrebbe aiutare a superare i diversi ostacoli  economico-finanziari e togliersi dalla testa il pensiero del suicidio.

 

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