NASCE L'ASSOCIAZIONE ACLI DENOMINATA ACLI MONTE DELL'ANGELO A MONTE SANT'ANGELO

ASSOCIAZIONE ACLI MONTE DELL’ANGELO

ASSOCIAZIONE ACLI MONTE DELL’ANGELO

 

 

NASCE L’ASSOCIAZIONE ACLI DENOMINATA “MONTE DELL’ANGELO” A MONTE SANT’ANGELO

 

 

Presentazione Associazione ACLI “Monte dell’Angelo” a Monte Sant’Angelo

Esattamente un mese addietro nel giorno 19 ottobre 2018 un gruppo di giovani con la partecipazione delle famiglie locali hanno presentato alla città di Monte Sant’Angelo la nascente associazione denominata Monte dell’Angelo affiliata alle ACLI.

 

ASSOCIAZIONE: NASCE ACLI MONTE DELL'ANGELO

 

 

Promotore

Domenico Ciuffreda promotore e ideatore della forma associativa “famiglia di famiglie” con altri amici e famiglie hanno l’obiettivo di realizzare il laboratorio delle opportunità rivolto soprattutto ai giovani che purtroppo in massa abbandonano il Gargano ed il sud per cercare lavoro altrove, ma anche alle persone fragili bisognose di aiuto e servizi.

 

 

Presidente

Il Presidente Ing. Matteo Palumbo, particolarmente sensibile alle problematiche dei diversamente abili.

 

 

L’amministratore

L’amministratore Professoressa Raffaella Gentile proiettata verso una dinamica valorizzazione delle tradizioni del territorio per determinare anche opportunità lavorative rivolte ai giovani hanno illustrato le strategie che l’associazione metterà in atto per raggiungere lo scopo.

 

 

Cooperazione

PHI Foundation coopera con l’associazione Monte dell’Angelo nel sostenere lo sviluppo del territorio e altre organizzazioni non profit che condividano la cooperazione e partecipazione solidale come la OVER Foundation dove Domenico Ciuffreda è un candidato Delegato.

 

 

Partecipanti Evento

Hanno partecipato all’evento il Sindaco di Monte Sant’Angelo, l’assessore regionale al bilancio il vice presidente del consiglio regionale,e la presidente delle ACLI provinciale di Foggia.

 

 

PHI FOUNDATION SOCIAL INNOVATION COMMUNITY

Matteo Ciuffreda

PHI Foundation

LOTTA AI TUMORI

LE NEOPLASIE

La neoplasia è una patologia che causa la crescita incontrollata e scoordinata di un gruppo di cellule e può essere di due tipi: una neoplasia benigna, ossia un tumore la cui crescita non comporta infiltrazione dei tessuti circostanti e non dà origine ad una metastasi ed una neoplasia maligna, ossia un tumore che invade i tessuti circostanti e può metastatizzarsi.

I tumori possono sorgere: da alterazioni genetiche che si trovano nel DNA (crescita incontrollata delle cellule), da cattive abitudini alimentari (mancanza di consumo di alimenti ricchi di vitamine e sali minerali), dall’uso ed abuso di alcool e droghe e dal condurre una vita troppo sedentaria.

A questi fattori possono aggiungersi anche altre problematiche come: in primo luogo l’inquinamento atmosferico, il contatto con metalli altamente cancerogeni come l’amianto, l’arsenico, il berillio, il cadmio, il cromo, il piombo ed il nichel, l’esposizione prolungata ai raggi X, UV e GAMMA.

Purtroppo oggigiorno se ne sente parlare sempre più spesso, sia a causa delle abitudini di vita errate sia per il crescente inquinamento ambientale, ormai l’incidenza di questa malattia è in continuo aumento nei giovani ed in persone anziane, infatti nella sola Italia circa il 6% della popolazione ha avuto una diagnosi di tumore.

PREVENZIONE DEI TUMORI

La prevenzione è la via migliore per combattere e sconfiggere questa malattia, ma questo dipende da ogni persona che può migliorare la propria dieta alimentare, evitare l’uso di droghe, praticare costantemente uno sport e sottoporsi a controlli medici periodici.

Infatti il 30% dei tumori diagnosticati si poteva prevenire soltanto seguendo comportamenti di vita sani.

Le misure di prevenzione sono di tre tipi: la prevenzione primaria che ha lo scopo di ridurre l’incidenza del cancro tenendo sotto controllo i comportamenti del soggetto, la prevenzione secondaria che attraverso screening preventivi va ad individuare le lesioni precancerose oppure il tumore in uno stadio molto precoce in modo da trattarlo efficacemente, con buone possibilità di guarigione per il paziente.

In ultima istanza vi è la prevenzione terziaria per la cura delle recidive con le terapie adiuvanti per prolungare la sopravvivenza del paziente malato.

DUE ASSOCIAZIONI IMPEGNATE NELLA LOTTA AI TUMORI

L’ Anvolt (Associazione Nazionale Volontari  Lotta contro i Tumori) è nata a Milano nel 1984 per dare sostegno ai malati ed alle loro famiglie, ma negli anni si è estesa alle altre città italiane.

L’Associazione offre: un’assistenza domiciliare a livello socio-sanitario, la possibilità di alloggiare gratuitamente in appartamenti durante il periodo della degenza ospedaliera, dei sussidi economici, un sostegno psicologico ed un servizio di trasporto del paziente.

La Lilt (Lega Italiana per la  Lotta contro i Tumori) invece è un Ente pubblico nazionale che opera sotto la vigilanza del Ministero della Sanità e del Presidente della Repubblica Italiana ed ha quasi 400 ambulatori diffusi sul territorio nazionale, per la diagnosi precoce di forme tumorali.

La Lilt offre un supporto morale al degente ed ai suoi familiari, tramite i suoi volontari ed una consulenza legale attraverso il numero verde SOS LILT per la tutela dei diritti del malato oncologico.

Combattere questa patologia è molto importante per tutti noi in quanto si vanno a salvare delle vite umane, che purtroppo sempre troppo spesso, vengono portate via da quest’orribile male e significa anche ridurre il tasso di mortalità ed aumentare il numero di guarigioni tra i pazienti affetti.

Chiunque voglia fare una donazione e/o diventare volontario può farlo connettendosi su www.anvolt.org e su www.lilt.it.

 

Filippelli Giuseppina

PHI Foundation

L’ACCADEMIA E IL MONDO DELLE INTOLLERANZE ALIMENTARI

Le intolleranze alimentari

Il Mondo delle Intolleranze alimentari è un’Associazione senza scopo di lucro, “capitanata” da Tiziana Colombo alias “nonna paperina” che promuove la divulgazione e la conoscenza sul mondo delle intolleranze alimentari.

Tiziana Colombo affetta da intolleranze ha fatto del suo handicap il suo lavoro, il suo impegno più grande. Una vera roccia che non si arrende e con caparbietà e intelligenza ha creato un network per divulgare le informazioni sulle intolleranze alimentari e studiare con il supporto di medici, nutrizionisti ed esperti, come migliorare la vita delle persone che soffrono di queste patologie.

Si cerca soprattutto di non banalizzare e di non sottovalutare le problematiche che un intollerante deve affrontare ogni giorno, specie nella relazione con la società, gli amici, le cene, le feste, i viaggi che possono diventare invece che un momento di relax un momento di stress.

L’Accademia

Dopo anni di lavoro finalmente nel mese di ottobre 2018 il Mondo delle Intolleranze è riuscito a inaugurare L’ACCADEMIA “Il Mondo delle Intolleranze”, un progetto immenso, il primo e unico polo Italiano che si occupa a 360° di una sana alimentazione anche e soprattutto legata alle intolleranze alimentari, un fenomeno in crescita che necessita di avere un punto di riferimento dove trovare informazioni chiare, corrette e adeguate.

Un mondo dove vivere la tavola con gusto e senza penalizzare nessuno, dove le barriere delle intolleranze vengono superate con fantasia senza rinunciare al piacere della buona cucina.

L’Accademia è uno spazio di ben 300 mq dove sono state realizzate due aree funzionali per diverse attività. Un piano è stato pensato per gli chef e i loro corsi di cucina specifici per aiutare nuovi cuochi, ristoratori ma anche semplici appassionati di cucina rispettando le intolleranze alimentari, mentre un secondo piano è stato pensato per ospitare eventi aziendali, seminari e conferenze sul tema. Nella struttura sono protagoniste le intolleranze alimentari e la cucina salutista.

Come mangiare di gusto contro l’intolleranza alimentare

Durante l’inaugurazione, nonostante il brutto tempo, erano presenti tantissime persone e tutto era perfettamente organizzato, in maniera professionale.

Il catering non solo era eccellente, ma dispensava piccoli accorgimenti su come cucinare cose buonissime rispettando le intolleranze senza nulla togliere al gusto e alla presentazione dei cibi. Si è potuto assaggiare di tutto dalle verdure, al pesce, alla carne, alla pasta e al riso e non mancavano neanche i dolci e la frutta.

“L’apertura dell’Accademia è stata la realizzazione di un sogno per il Mondo delle Intolleranze, un luogo dove imparare come mangiare sano e come cucinare e riavvicinare al cibo le persone che soffrono di intolleranze alimentari ”.

L’Accademia si trova a Basiano (MI) e vuole offrire informazioni a chi vuole tenersi aggiornato sulla nutrizione e il benessere, a chi vuole inserirsi nel mondo del food a livello professionale, a chi ha necessità di imparare una cucina giusta per la propria intolleranza.

Per qualsiasi informazione, per conoscere gli eventi che si svolgeranno in Accademia o per maggior approfondimenti potete andare sul loro sito www.ilmondodelleintolleranze.it .

Essere affetti da intolleranze alimentari non deve per forza significare dover rinunciare a soddisfare il palato, esiste un modo per coniugare gusto e salute, basta solo usare un pò di fantasia e creatività.

 

Laura Giacometti

PHI Foundation

L’ ADOLESCENZA OGGI

L’ ADOLESCENZA: UNA FASE DELICATA DELLO SVILUPPO

L’ adolescenza è un periodo molto importante della vita di ogni persona, è il momento in cui si affrontano cambiamenti fisici, in cui si fanno delle importanti scelte per il proprio futuro.

È il periodo fisiologico che va dai 12 ai 20 anni ed è una fase ampia ed importante della vita.

Durante la mia adolescenza la parola internet non era mai esistita, così come computer, smartphone ed altri strumenti legati alla tecnologia.

Oggi si verificano delle trasformazioni sociali a tratti paradossali, come ad esempio vedere bambini di neppure un anno giocare coi cellulari dei propri genitori e dei propri nonni, tutto ciò ci stupisce e ci fa percepire le abissali differenze tra le varie generazioni che si susseguono.

Molti altri aspetti invece, purtroppo negativi, affliggono bambini ed adolescenti come: il bullismo, il cyberbullismo (o «bullismo on line» ossia un atto molesto tramite sms o tramite il web), la pedofilia, la pedopornografia, le violenze fisiche, psicologiche e sessuali sui minori, la sottrazione di minori nel caso di genitori separati, le fughe ed i rapimenti di minorenni.

Ogni adolescente vorrebbe un appoggio sicuro, una persona su cui contare in caso di bisogno e di cui fidarsi ma a volte queste persone si rivelano sleali, ingannatori e pronti ad approfittarsi di loro, compiendo ogni male.

Sono, anche vittime di mutamenti sociali, di separazioni, di divorzi da parte dei loro genitori, di violenze da parte di adulti e coetanei.

L’ adolescenza è l’età di spensieratezza, della gioia, va vissuta assieme ai propri amici divertendosi.

È un periodo molto complesso nella vita di un individuo in cui si devono fronteggiare cambiamenti fisici e fare delle scelte spesso non facili, data la giovane età e spesso la mancanza di sicurezza presente nei ragazzi adolescenti.

È un ponte tra l’infanzia ed il divenire adulti e la vita che nel frattempo vola via velocemente e non lascia spazio ad errori ed insicurezze.

L’ ATTIVITÀ DI TELEFONO AZZURRO

Telefono azzurro è nato nel 1987 a Bologna per volere del professore di neuropschiatria infantile Ernesto Caffo col fine di tutelare i bambini e gli adolescenti dalle violenze, dagli abusi e per creare un Centro Nazionale di Ascolto, gestito da volontari ed operatori specializzati in grado di fronteggiare le varie situazioni di disagio adolescenziale ed infantile.

Le linee telefoniche, cuore di Telefono Azzurro, sono a disposizione dei minori come il numero telefonico 19696, attivo tutti i giorni 24 ore su 24.

Dal 2010 è stato inaugurato anche il canale internet con una chat di Telefono Azzurro aperta tutti i giorni con orario pomeridiano dalle 16:00 alle 20:00.

Chiunque voglia offrire il proprio contributo come volontario o anche facendo una donazione può farlo consultando la pagina internet www.azzurro.it.

CONCLUDENDO

Aiutare i bambini e gli adolescenti  è un compito che spetta ad ognuno, proteggerli e in alcuni casi, difenderli dai rischi che la società presenta, dovrebbe essere il compito principale di genitori e istituzioni. Ma in alcuni casi l’assenza degli uni e degli altri può creare grossi disagi e problemi a questi ragazzi.

Telefono Azzurro e altre associazioni simili intervengono proprio per colmare quella frattura tra famiglia e istituzioni, nella fase più delicata della crescita dell’individuo, l’ adolescenza. Ma per farlo c’è bisogno di sostegno economico e fisico.

Supportare attivamente queste iniziative serve a rendere i ragazzi di oggi degli uomini migliori domani.

 

Filippelli Giuseppina

PHI Foundation

ADOTTARE UN CONIGLIO

Come e cosa fare se vogliamo un compagno peloso da adottare!

Il coniglio è il terzo animale domestico più comune nel nostro paese.

Questi piccoli animaletti sono estremamente delicati e hanno molti bisogni spesso sconosciuti a chi li accoglie in casa per la prima volta.

È necessario precisare ad esempio, che il coniglio non è adatto alla compagnia di bambini troppo piccoli, infatti essendo molto delicato ha bisogno di particolare cautela e attenzioni, non gradisce essere preso in braccio poiché la posizione dominante di chi lo solleva in natura ricorda al coniglio un predatore e quindi è spesso per il piccolo, motivo di agitazione e paura.

Un errore molto comune è quello di confondere il coniglio come un roditore, i conigli infatti appartengono alla categoria dei lagomorfi che, a differenza dei roditori, sono strettamente erbivori.

Per questo motivo, molti dei cibi in commercio che contengono semi e granaglie e che vengono sponsorizzati come appositi per questi piccoli, sono in realtà dannosi per il loro fragile intestino.

Il coniglio va quindi alimentato esclusivamente con fieno fresco di ottima qualità e verdure fresche (crude) che devono essere lavate e asciugate e rigorosamente somministrate a temperatura ambiente.

L’alimentazione dei conigli non è una questione da sottovalutare, sono molto sensibili e la prima causa di morte è proprio dovuta a blocchi intestinali causati da un’alimentazione errata.

Proprio come cane e gatto, il coniglio NON va tenuto chiuso in gabbia, al suo posto è invece corretto prendere un grande recinto ampio, o meglio ancora una stanza dove possa correre e fare movimento.

Ognuno ha una personalità diversa dall’altro, ma di base sono molto curiosi, esploratori e coccoloni.

Chi si occupa dei conigli?

Non è nota a molti l’esistenza di associazioni che si occupano dell’adozione e della corretta gestione di conigli e cavie abbandonati, i cui volontari si prodigano per trovare nuovi proprietari che possano dare loro una vita piena e felice.

Associazioni come Mondo Carota si occupano, grazie ai volontari, del recupero, della sterilizzazione e vaccinazione di molti conigli abbandonati o recuperati da cattiva gestione.

Sulla pagina facebook di Mondo Carota Shop potrete acquistare prodotti fatti a mano con lo scopo di raccogliere fondi per i piccoli in difficoltà.

È importante scegliere sempre l’adozione per evitare che le catene di negozi possano sfruttare i piccoli per la riproduzione e la vendita, fermando cosi la sofferenza e l’abbandono.

Attraverso mercatini e raccolte fondi le associazioni come Mondo Carota riescono a salvare molti piccoli che altrimenti finirebbero abbandonati, fornendo loro cure e uno stallo sicuro in attesa di adozione.

A questo scopo viene organizzato ogni anno in primavera il Mondo Carota Party, evento che si svolge ogni anno presso il parco Spina Azzurra di Buccinasco, dove mamme e papà dei lapini possono portare a raduno i loro pelosi e contribuire acquistando dal mercatino solidale organizzato dalle volontarie.

Per maggiori informazioni sull’adozione o per dare un contributo economico visitate la pagina fb di Mondo Carota!

 

Zagami Federica

PHI Foundation

WWF: DIFENDIAMO LA NATURA

IL PIANETA: LUOGO DA PROTEGGERE

Il WWF ci insegna che la natura è un tempio dove l’uomo, le specie vegetali e le specie animali convivono.

Nel Pianeta Terra assistiamo giorno dopo giorno, a fenomeni negativi per quanto concerne l’equilibrio ecologico di questo habitat: cambiamenti climatici, eccessive emissioni di C02, sviluppo di agricolture industriali, animali in via d’estinzione, deforestazione, ecc.

Tutti questi fenomeni non fanno altro che minacciare e devastare gli equilibri ambientali del Pianeta adducendo conseguenze negative sulla biodiversità degli ecosistemi.

Molte specie animali hanno perso i loro habitat vitali e riproduttivi, registrando così una conseguente riduzione del numero di esemplari viventi, inoltre spesso vittime anche di bracconaggio e caccia smisurata dell’uomo.

Proprio per tutelare e salvaguardare le specie più in pericolo di estinzione è nato il WWF , un movimento ambientalista a difesa della flora e della fauna del Pianeta.

IL WWF IN ITALIA

Il WWF (acronimo di World Wide Fund for Nature) fu fondato in Svizzera nel 1961, subito diffuso in tutto il mondo, ed è la più grande organizzazione mondiale per la difesa e conservazione della natura.

Fu scelto dai fondatori come logo dell’associazione un panda gigante disegnato da Peter Scott, cofondatore insieme a Julian Huxley, ai prìncipi Bernhard van Lippe-Biesterfeld e Filippo di Edimburgo ed altri.

Il movimento ecologico ed ambientalista sorse in Italia nel 1966 con lo status di Onlus (Organizzazione non lucrativa di utilità sociale) e di Ong (Organizzazione non governativa). Ogni anno il WWF sostiene 1.300 progetti per la salvaguardia delle biodiversità.

Il WWF opera a difesa dell’ambiente da più di 50 anni, individuando 238 ecoregioni con inestimabili tesori di biodiversità mondiale da tutelare e da consegnare alle generazioni future.

In Italia gestisce più di 100 oasi naturali in quasi tutte le regioni (ossia aree protette) visitate da 500.000 persone ogni anno.

Sostiene, inoltre, il progetto oneplanetfood volto ad indirizzare i consumatori verso un’ alimentazione sostenibile spingendoli a consumare cibi locali, risorse ittiche facilmente riproduttive, ortaggi a kilometro zero non provenienti dall’agricoltura industriale; a ridurre gli sprechi alimentari, ad utilizzare stoviglie biodegradabili e riciclabili e qualche ricetta green visitabile sul loro sito.

Sostenitori, pertanto, dei princìpi di ecocompatibilità, divulgano 14 ecoconsigli per «vivere green» ed abbassare: i consumi di acqua, degli elettrodomestici e delle automobili. Queste ed altre utilissime informazioni sono consultabili sul sito  www.wwf.it.

IL WWF E IL PROGETTO SCUOLA

Il WWF, attraverso il progetto scuola diffonde i princìpi della sostenibilità per formare ed educare le giovani generazioni al rispetto dell’ambiente; collabora con moltissime aziende per sensibilizzarle la salvaguardia del Pianeta ed Il miglioramento delle politiche ambientali delle aziende stesse.

Chi volesse sostenere l’associazione può diventare socio e/o volontario consultando il sito.

In ogni caso, per aiutare e difendere l’ambiente è sufficiente che tutti noi, quotidianamente facciamo dei piccoli ma significativi gesti, perché se tutti noi ci impegnassimo davvero in questa direzione, otterremmo dei risultati incredibili, senza dover sempre aspettare che le soluzioni arrivino dall’alto…

 

Filippelli Giuseppina

PHI Foundation

I VOLONTARI

I volontari: Persone speciali

È trascorso parecchio tempo dall’ultima volta che ho scritto un articolo, ho fatto tante cose e vissuto molte situazioni ma in una di queste ho avuto occasione di incontrare di nuovo i volontari di un’associazione di cui vi avevo già parlato, “ABIO”. Persone che dedicano il loro tempo per andare negli ospedali a tenere compagnia ai pazienti e ai loro cari.

Oggi però non voglio parlarvi nello specifico dell’associazione ma dei volontari.

Sono stata quasi 20 giorni in un ospedale dove sono ricoverati ragazzi e ragazze dai 9/10 anni fino a quasi i 18 e in questo reparto era presente un calendario ricco di attività che prevedeva la presenza di volontari ABIO sette giorni su sette.

Non potete neppure immaginare l’attesa da parte di questi ragazzi di fare qualcosa di nuovo ogni giorno e la capacità di questi volontari di portare in reparto solarità e gioia.

Al lunedì c’era il decoupage, il martedì gli Scooby Doo, il mercoledì la decorazione di magliette, i mandala, le creazioni di oggetti con il das, gli origami, le realizzazioni di oggetti in legno e così via.

Gli scatoloni della felicità

Arrivano due o tre signore tutte super organizzate. Cariche di scatoloni pieni di oggetti, colori, perline, mosaici, cornici, scatoline, piattini pronti per essere decorati, dipinti e lavorati. Ogni giorno un nuovo progetto. Ogni ragazzo viene accolto, ascoltato e gli viene affidata la lavorazione di un monile da realizzare.

Uniscono i tavoli, danno ad ognuno il proprio posto, li chiamano per nome, si fanno raccontare la loro storia, i loro sogni, i loro desideri. Chiacchierano, ridono, aiutano tutti a completare la loro opera. Se rimane del tempo giocano con loro, a carte, ad un gioco di società, loro restano lì fin che possono condividendo il loro tempo con questi “piccoli -grandi malati”.

Alla domenica o alla sera spesso i volontari sono uomini ed è bellissimo come sono apprezzati. Arrivano carichi anche loro di materiali pronti da utilizzare. Pezzi di legno che si incastrano alla perfezione, pronti per le mani dei ragazzi che li decorano e li assemblano per creare un oggetto da regalare o da portare a casa una volta dimessi.

Tempo bene prezioso

Quanto tempo per preparare tutto, quanto lavoro ci deve essere oltre alle ore che passano in ospedale. Questi uomini e queste donne non solo ogni giorno si spostano per venire in ospedale a far trascorrere delle ore felici a degli ammalati a loro totalmente sconosciuti, ma sicuramente passano ore ed ore ad organizzarsi per preparare il materiale e per permettere ai ragazzi di creare qualcosa per loro, insegnandogli tante cose nuove.

Le associazioni di volontariato sono fatte di persone speciali che arricchiscono la vita degli altri dedicando loro una cosa molto preziosa, il loro tempo. Posso capire perché lo fanno, il sorriso, la gioia che ricevono da questi malati è immensa, ma non sempre scontata.

In questi giorni difficili ho respirato tanto amore, amore vero, amore per gli altri, amore per la vita, amore e felicità di fare qualcosa di buono.

Grazie ai volontari, grazie a tutte le associazioni di volontariato che dedicano tempo e lavoro per gli altri in cambio di un sorriso, di uno sguardo di riconoscimento.

 

Laura Giacometti

PHI Foundation

UNA SCUOLA PER D’AGOME KPODZI

Istruzione e pari opportunità per tutti i bambini

Nel piccolo villaggio di d’Agome Kpodzi, nel distretto di Kpalimè a 120km dalla capitale togolese Lomè, la scuola non è per tutti i bambini.

La richiesta di istruzione cresce ogni giorno, e non tutti i bambini riescono ad avervi accesso.

La piccola scuola pubblica del villaggio è composta da un agglomerato di 6 capanne di paglia e fango, senza luce ed acqua corrente, dove una classe con 20 banchi viene stipata fino a contenere 40/50 bambini che studiano e scrivono in condizioni difficili.

L’unica altra alternativa di istruzione che si trova nei dintorni è una scuola privata, che richiede il pagamento di una retta e l’acquisto di materiali scolastici, condizione impossibile per la popolazione estremamente povera di d’Agome Kpodzi che vive esclusivamente di agricoltura.

L’impegno delle associazioni

L’associazione Vite Intorno Onlus nata a Milano e composta esclusivamente da volontari, che attraverso aiuti immediati, assistenza e sostegno, aiuta a migliorare le condizioni di vita di bambini e famiglie che vivono nella povertà, sia in Italia che all’estero.

Da qui nasce il progetto “ una scuola per i bambini d’Agome Kpodzi ”, che raccogliendo l’esigenza delle famiglie del villaggio, di veder istruiti i propri figli ha previsto la costruzione (suddivisa nell’arco di due anni) di 6 classi aggiuntive, alla piccola scuola pubblica presente nel villaggio, dotata di elettricità e toilette con acqua (ad oggi inesistenti).

L’associazione in accordo con il governo togolese ha cosi dato il via alla ricerca di fondi per il finanziamento dell’impresa. Al progetto umanitario, che dovrebbe concludersi nel 2020, prenderanno parte volontari e coordinatori che si occuperanno inoltre della divulgazione dell’opera tramite campagne, raccolte fondi, donazioni ma anche adozioni a distanza.

Il progetto

A oggi sono stati raccolti oltre 30.000 euro che serviranno a finanziare la prima parte del progetto che coprirà la costruzione delle prime tre aule aggiuntive e che si concluderà nell’arco di un anno.

La seconda parte del progetto nel dettaglio prevede:

. costruzione di un nuovo edificio che conterrà 3 nuove classi.

. attrezzature e componenti di arredo.

. materiale scolastico.

Questa fase del progetto, al momento, attende ancora il raggiungimento del budget previsto (30.000 euro)

Questo ulteriore ampliamento, consentirà anche alle famiglie più povere di poter dare un’istruzione ai propri figli, nonché di aumentare le assunzioni e i servizi (corrente ed acqua) che saranno utilizzabili dall’intero villaggio, favorendo cosi anche l’economia generale del paese.

La progettazione del nuovo edificio è stata affidata ai volontari dello studio di architettura Yuman di Milano che insieme all’associazione Vite Intorno Onlus hanno iniziato i lavori in loco su terreno donato dal governo togolese.

Per ulteriori informazioni sui lavori in corso di svolgimento potete consultare il link del progetto.

È possibile contribuire al raggiungimento della quota andando sul sito di Vite Intorno Onlus tramite RID, bonifico bancario, o unendosi alla squadra di volontari richiedendo il modulo di adesione all’indirizzo email viteintorno@gmail.com, perché l’istruzione e la scuola sono un bene pubblico al quale ogni bambino dovrebbe avere diritto, a d’Agome Kpodzicome in tutto il mondo.

 

Federica Zagami

PHI Foundation

SOSTENERE: UNA MANO PER LA SCUOLA 2018

SOSTENERE: UNA MANO PER LA SCUOLA 2018

 

SOSTENERE: UNA MANO PER LA SCUOLA 2018

60.000 euro di prodotti alle organizzazioni iscritte a

IO DONO SICURO

 

L’iniziativa vede da anni PHI Foundation e IID al fianco di COOP Lombardia per raccogliere prodotti scolastici a favore delle famiglie più bisognose

 

Sostenere Una mano per la scuola

Grande successo anche quest’anno per il progetto “UNA MANO PER LA SCUOLA” che ha visto protagonisti PHI Foundation e IID a fianco di COOP LOMBARDIA impegnati ad aiutare le famiglie in difficoltà nel periodo critico quanto oneroso del ritorno sui banchi di scuola.

 

Organizzazioni non profit

Anche quest’anno infatti COOP Lombardia – partner anche nelle recenti iniziative del Giorno del Dono 2018 – insieme a 12 ORGANIZZAZIONI NON PROFIT selezionate e facenti parte del database IO DONO SICURO ha dato ai propri acquirenti la possibilità di regalare alle famiglie più bisognose prodotti per la scuola.

 

Giornate

Nelle giornate del 6, 7, 8 E 9 SETTEMBRE I CLIENTI E I SOCI COOP hanno incontrato e
concretamente aiutato le Organizzazioni Non Profit presenti nei punti vendita per la RACCOLTA DI MATERIALE SCOLASTICO.

Materiali raccolti

I materiali raccolti, il cui valore stimato ha raggiunto CIRCA 60.000 euro, saranno destinati a sostegno di numerosi progetti che le Organizzazioni non profit iscritte a IO DONO SICURO stanno realizzando in Italia e all’estero. IO DONO SICURO è l’unico database in Italia composto solo da realtà non profit verificate.

Anche quest’anno “Una mano per la scuola” è stata un’iniziativa di grande successo che ci ha lasciato molto soddisfatti.

 

Il quantitativo ed il valore corrispettivo dei prodotti donati stanno crescendo di anno in anno consentendo alle associazioni partecipanti di aiutare un numero sempre maggiore di famiglie.

 

Ringraziamo COOP Lombardia per averci scelto per il sesto anno consecutivo come partner dell’iniziativa e per la grande opportunità che offre alle Organizzazioni non profit trasparenti e virtuose verificate.

 

PHI FOUNDATION SOCIAL INNOVATION COMMUNITY

 

 

Alessandro Roma

PHI Foundation

LA LAV CONTRO LA VIOLENZA SUGLI ANIMALI

FENOMENI DI MALTRATTAMENTI DEGLI ANIMALI NEL MONDO

Sono sempre più diffusi, purtroppo, i fenomeni di violenza sugli animali in ogni parte del mondo in quanto vittime di abbandoni, uccisioni e di violenze generiche da parte dell’uomo.

Si verificano frequentemente fenomeni come il bracconaggio in molte zone del mondo, danneggiando molte specie viventi, come in Africa, ad esempio, dove i bracconieri uccidono elefanti e rinoceronti per sfruttare l’avorio delle loro zanne e per soddisfare la loro avidità di danaro; oppure la mattanza delle balene in Paesi civilizzati come il Giappone, la Norvegia, e le isole FærØer (dove è vissuta come una sorta di festa tradizionale) per scopi alimentari e non solo; o anche l’uccisione di animali col pelo per la produzione di pellicce e per scopi nutritivi umani.

Molto diffuso è anche l’uso degli animali come cavie per i test in ambito medico, farmaceutico e cosmetico o il commercio illecito ed illegale di alcune specie protette e la diffusione di allevamenti intensivi anziché biologici.

Per far fronte a problemi etici e di immagine, ad esempio, nel corso dell’ultimo decennio, molti marchi di alta moda hanno rifiutato l’uso di pellicce provenienti dal mondo animale in favore di pellicce sintetiche, prodotte con l’utilizzo di materiali ecosostenibili e no cruelty (ossia non provenienti dal mondo animale), così anche molte star famose hanno posato nude in campagne di sensibilizzazione dell’opinione pubblica contro l’uccisione di molti animali per la produzione di pellicce e manufatti.

LA SITUAZIONE ITALIANA

In Italia, nonostante quasi la metà della popolazione possiede un cane, un gatto, un pesce, una tartaruga, un uccello, un coniglio, un criceto come animale domestico, ogni anno si registrano molti episodi di violenza sugli animali.

In Italia il maltrattamento degli animali è un reato penale perseguibile d’ufficio e punibile con la reclusione e molte leggi sono state emanate per la tutela del diritto alla vita dell’animale e per la convivenza tra uomo ed animale.

Nel 1977 è nata in Italia un’associazione animalista la LAV (Lega anti vivisezione) con lo scopo di affermare i diritti animali e di combattere ogni forma di sfruttamento animale secondo il principio di dare dignità, libertà e vita ad ogni essere vivente.

La LAV s’impegna a sensibilizzare ed informare l’opinione pubblica a favore degli animali, pubblicando petizioni in loro tutela, consultabili sul loro sito internet www.lav.it.

Si verifica, anche un cambiamento sociale che coinvolge il rapporto uomo/animale, infatti oggigiorno, gli animali  sono tenuti dall’uomo in cattività, con il compito principale di essere da compagnia, e molta gente sola trova nella convivenza con loro affetto, aiuto e conforto che non trova nei rapporti umani, mentre fino a un secolo fa, il cane o altri animali, avevano il compito principale di aiutare nei lavori di campagna e vivevano lontano dalle mura domestiche.

Recentemente agli animali sono state attribuite altre importanti funzioni: in primo luogo attraverso la pet therapy, o anche zooterapia, nella quale i pazienti, affetti da varie patologie, sfruttando il rapporto uomo-animale per scopo terapeutico vengono stimolati e aiutati a reagire e trovare conforto durante la degenza; o anche come i cani guida, addestrati ed utilizzati per dare assistenza a persone ipovedenti ed ipoacusici.

Aiutare e proteggere le specie animali dai maltrattamenti umani, dovrebbe essere un compito che tutti dovremmo svolgere, perché difendendo tutte le specie viventi, indirettamente, difendiamo anche noi stessi.

 

Filippelli Giuseppina

PHI Foundation

CARENZA IDRICA IN ALCUNE AREE DEL MONDO

INSUFFICIENZA E CARENZA IDRICA : ECCO DOVE…

Ancora oggi nel 2018 si registrano situazioni di carenza idrica in molte zone del nostro pianeta.

Come sappiamo l’acqua è un bene primario e necessario per la sopravvivenza e le attività umane, il cui utilizzo è importante in ambito domestico, nell’irrigazione dei terreni e nell’abbeveraggio degli animali.

Le zone del mondo più colpite sono: alcune isole dell’Oceania (Micronesia, Polinesia e Melanesia), l’Asia meridionale (Myanmar, Cambogia, Afghanistan, Tagikistan e Yemen) dove soltanto, rispettivamente il 21% ed il 23% della popolazione hanno l’acqua corrente nelle proprie abitazioni, mentre il restante 65% della popolazione non ha accesso all’acqua potabile, e l’Africa, che in realtà, sotto questa terra secca e brulla, conserva moltissime riserve idriche presenti lungo i bacini sedimentari, ma che non vengono sfruttate.  Infatti il problema principale di questa carenza idrica è la mancanza d’investimenti nelle infrastrutture in grado di fornire alle popolazioni questo bene naturale e principale.

UNA SOLUZIONE È  POSSIBILE ?

Questo fenomeno influenza lo stile di vita delle popolazioni locali con moltissime conseguenze negative come: danni all’agricoltura, all’allevamento, è causa di scarsa igiene e di malattie mortali per l’uomo.

Nei decenni futuri la situazione sarà destinata a peggiorare per il crescente fabbisogno della popolazione e per la crescente siccità delle suddette aree. Gli Stati con un’economia forte, non riescono ad intervenire per arginare il problema, ne consegue pertanto sia uno scarso sviluppo economico delle aree colpite e sia un alto tasso di mortalità in età infantile ed adulta.

Qualsiasi intervento è destinato al fallimento in quanto non ci sono i mezzi idonei per la costruzione di pozzi, dighe, cisterne, acquedotti e bacini di raccolta delle acque piovane. Le popolazioni di quei luoghi convivono con questo problema, devono fronteggiare situazioni di grande difficoltà e sopperiscono a questa mancanza sfruttando le risorse idriche presenti nella natura geografica di quel territorio come i laghi, i mari, i fiumi e gli oceani.

CHI SI STA ADOPERANDO?

Due associazioni di volontariato si sono impegnate in campagne di fundraising per la costruzione di pozzi nelle aree del mondo colpite dalla carenza idrica: Actionaid, una Onlus che lavora in Italia dal 1989 con programmi di sostegno a distanza ed Amref, un’Ong (organizzazione non governativa) senza fini di lucro fondata nel 1957.

L’attività di queste due associazioni si concentra sulla fornitura di kit igienici per evitare la diffusione di malattie e di taniche per lo stoccaggio dell’acqua, sull’installazione di impianti di filtraggio di presenze nocive nelle acque all’interno di pozzi e cisterne, sull’uso di disinfettanti per la depurazione delle acque, sulla costruzione di nuovi acquedotti, e sulla distribuzione gratuita di pasti per contrastare la malnutrizione, purtroppo molto diffusa in questi paesi.       

Chiunque volesse offrire il proprio contributo, può farlo visitando i due progetti sui rispettivi siti web: www.actionaid.it e www.amref.it.

 

Filippelli Giuseppina

PHI Foundation

IL « FAI » PER TUTELARE I BENI AMBIENTALI, PAESAGGISTICI E CULTURALI ITALIANI

STORIA DEL « FAI »

Il FAI (fondoambienteitaliano) nacque per volere di Elena Croce e grazie al sostegno di Renato Bazzoni, Alberto Predieri, Franco Russoli e Giulia Maria Mozzoni Crespi che nel 1975 firmò lo statuto del FAI, con l’intento di proteggere e valorizzare il  patrimonio storico, artistico e paesaggistico italiano.

Il FAI attualmente gestisce 61 beni storici-artistici ricevuti su concessione da enti pubblici o in comodato d’uso da privati o di proprietà dell’associazione stessa di cui: 30 sono regolarmente aperti al pubblico e visitabili, 10 in restauro, 12 tutelati ed inalienabili, donati alla Fondazione, 2 patrocinati dall’associazione.

Il FAI grazie ai 95 milioni di euro provenienti da donazioni, acquista beni, li valorizza e li restaura per renderli fruibili al pubblico. Ogni bene acquisito viene studiato in ambito storico-artistico, ne viene studiata la sua relazione con il territorio e poi viene elaborato un restauro che lo conformi con le norme necessarie per renderlo fruibile dai visitatori. Ogni progetto di restauro è ideato e realizzato da architetti, agronomi, paesaggisti ed artigiani che collaborano al fine di ottenere risultati d’ impareggiabilità e di straordinarietà del sito restaurato.

La restaurazione e la successiva apertura al pubblico si basano su  princìpi di ecosostenibilità e su un approccio artistico conservativo e non invasivo del restauro. Altro tassello fondamentale è il FAI International www.fai-international.org che divulga e diffonde l’amore per il patrimonio italiano all’estero grazie ad una vasta ed intensa rete di attività in Francia, Svizzera e nel Regno Unito.

I LUOGHI ED I VOLONTARI DEL « FAI »

L’associazione dispone di luoghi d’incommensurabile e straordinaria bellezza disposti lungo tutta la penisola italiana e di un patrimonio d’inestimabile valore a partire da castelli, ville, abazie, giardini, parchi storici, torri, baie marine, colline e montagne fino a 32.000 libri antichi e 22.000 oggetti d’arte.

Chiunque ami la natura o l’arte e desideri diventare socio può farlo iscrivendosi attraverso l’homepage del sito internet www.fondoambiente.it.

I 7.500 volontari hanno il compito di diffondere i valori e l’operato della Fondazione organizzando eventi nazionali, visite culturali, escursioni, seminari monografici e corsi biennali di storia dell’ arte.

Inoltre la rete territoriale FAI, formata da volontari appassionati che hanno scelto di dedicare il proprio tempo libero a sostenere l’operato dell’associazione, è un punto fondamentale per la diffusione capillare sul territorio e chiunque voglia esercitare il proprio impegno nella valorizzazione dei luoghi può farlo, collegandosi al sito www.fondoambiente.it, diventando volontario del FAI.

GIORNATE ORGANIZZATE DAL FAI

Come ogni anno il FAI organizza due giornate (la prima in autunno e la seconda in primavera) per visitare i luoghi dell’associazione, così anche quest’anno in occasione della 27° edizione i luoghi saranno visitabili nelle giornate d’autunno del 13 e del 14 ottobre, mentre per la giornata di primavera si dovrà attendere un fine settimana del mese di marzo 2019.

Durante le visite si potrà interagire sui canali social con l’hashtag #giornatefai.

 

Filippelli Giuseppina

PHI Foundation

«IO, domani…»: una Onlus contro i tumori pediatrici

Tumori in età infantile

Fin dagli anni ’70 quando si sono verificati i primi casi di tumori pediatrici ad oggi, la ricerca scientifica ha effettuato notevoli progressi in questo ambito, diminuendo il tasso di mortalità e sviluppando terapie mediche sempre più efficaci e meno tossiche per il bambino.

Nella maggior parte dei casi, i tumori pediatrici non sono causati da stili di vita come errate abitudini alimentari o come conseguenza dell’esposizione ad ambienti inquinati, ma da fattori non del tutto noti sui quali è difficile effettuare azioni di prevenzione.

Le forme più diffuse di tumori pediatrici sono: leucemie, tumori del rene, della tiroide, delle ossa e del sistema nervoso centrale e vengono curati con la chemioterapia secondo schemi ben definiti, la radioterapia ed una terapia farmacologica con cortisonici ed antibiotici, unici mezzi attraverso i quali ottenere maggiori successi per la sopravvivenza dei malati.

La ricerca oncologica pediatrica sta mettendo a punto dei farmaci antitumorali meno tossici in modo da garantire al paziente in età adulta nessuna conseguenza negativa sul proprio stato di salute.

Il numero dei bambini affetti da queste malattie purtroppo ogni anno cresce sempre di più con un incremento del 2%.

Il ruolo di «IO, domani…»

L’ associazione IO, domani… nasce nel 1984 grazie all’iniziativa del Professor Manuel Castello e di alcuni genitori di bambini ricoverati nel reparto di Oncologia pediatrica del Policlinico Umberto I di Roma, con lo scopo di rendere più confortevoli gli spazi del reparto, dare assistenza e sostegno ai bambini malati, diffondere i temi dell’oncologia pediatrica promuovendo convegni e seminari, favorendo e finanziando la ricerca clinica.

Nel 1995 diventa una Onlus e nel 1997 viene inaugurata a Roma la prima casa di accoglienza per le famiglie dei piccoli ospiti del suddetto reparto.

Esperienza dei volontari di «IO, domani…»

Molti giovani hanno offerto il loro impegno e dato la propria disponibilità a sostegno dei bambini affetti da queste malattie, standogli accanto, sostenendoli psicologicamente attraverso il dialogo e le attività ludiche. D’altro canto anche i volontari hanno ricevuto molte gratificazioni, dando sostegno ai bambini ed alle loro famiglie in un momento di sofferenza e dolore nella  lotta ai tumori in età infantile. Il lavoro dei volontari, coadiuvato con quello del personale medico e paramedico, è fondamentale durante il percorso terapeutico di guarigione del giovane paziente.

Molti bambini che sono riusciti a superare la fase critica della malattia hanno conservato un dolce ricordo dell’ attività dei volontari, dei medici e della loro degenza nel reparto oncologico dell’ ospedale.

Chiunque volesse offrire il proprio concreto contributo per aiutare la lotta contro i tumori pediatrici può diventare volontario/a, collegandosi al sito www.iodomani.it consultando la sezione volontariato.

 

 

Filippelli Giuseppina

PHI Foundation

VIOLENZA CONTRO LE DONNE: UNA PIAGA SOCIALE

IL FENOMENO DELLA VIOLENZA SULLE DONNE

Nella società attuale le forme di violenza contro le donne sono eccessive e troppe.

Nonostante le misure di prevenzione, di protezione e di diffusione mediatica a tutela dei diritti femminili gli episodi di violenza contro le donne sono ancora molti ed in continua crescita. Si parla di: violenza psicologica, fisica, sessuale, atti persecutori, matrimoni forzati, mutilazioni genitali, aborto e sterilizzazione forzati, infanticidio femminile, femminicidi, tutti reati penali.

Molte regioni italiane hanno realizzato campagne di comunicazione ed attività di sensibilizzazione rivolte ad un pubblico ampio, proprio per arginare questo fenomeno. E’ utile che i Ministeri delle Pari Opportunità e dell’Istruzione  avviino delle iniziative educative e formative  in ambito sociale e scolastico volte a responsabilizzare le persone contro la violenza contro le donne e di qualsiasi genere.

DUE ONLUS PER LA TUTELA DEI DIRITTI FEMMINILI

A tal proposito nasce nel 1988 Telefono Rosa per dare una consulenza legale e psicologica alle donne vittime di violenza, grazie ad un team di 92 volontarie tra avvocate e psicologhe.

Telefono Rosa offre: un numero di pubblica utilità 1522 attivo 24 ore su 24 tutti i giorni dell’anno e offre la possibilità d’intraprendere un percorso psicologico con l’ obbiettivo di sostenere la propria genitorialità, un tutoraggio nella ricerca di corsi professionali gratuiti per un inserimento lavorativo, un percorso psicoterapeutico per chi ha subito traumi derivanti da esperienze di vita tragiche,  uno sportello antistalking ed un gruppo di auto-aiuto per riacquistare fiducia in sè stesse.

Chiunque volesse dare un aiuto alle donne ed ai loro bambini vittime di violenza può farlo collegandosi al sito internet www.telefonorosa.it/diventa-volontaria.

Invece esattamente dieci anni fa nel 2008, nasceva la prima associazione italiana di centri antiviolenza D.i.re Donne in rete contro la violenza” , con l’obiettivo di coordinare i centri antiviolenza gestiti da associazioni di donne unite dall’esigenza di combattere la violenza maschile sulle donne. L’associazione italiana direcontrolaviolenza ha 80 centri antiviolenza collocati in 18 regioni italiane (ad eccezione del Molise e della Valle d’ Aosta), che aiutano migliaia di donne a riconquistare la libertà, grazie a gruppi di auto-sostegno ed ad un processo di rafforzamento psicologico al fine di riguadagnare sicurezza e controllo sulla propria vita.

D.i.re organizza corsi di formazione per operatrici e volontarie, chiunque voglia offrire il proprio contributo e diventare volontaria può collegarsi al sito www.direcontrolaviolenza.it , per combattere tutte insieme la violenza contro le donne, perché l’unione fa la forza!!

 

Giuseppina Filippelli

PHI Foundation

 

LA DEDIZIONE DI LEGAMBIENTE CONTRO IL DEGRADO AMBIENTALE

  L’ATTIVITA’ DI LEGAMBIENTE

Legambiente è una Onlus, fondata nel 1980 in Italia con lo scopo di difendere l’ambiente, diffondendosi capillarmente in tutte le regioni.

Attualmente conta 115.000 soci, 3.000 giovani che partecipano ai campi di volontariato ed ha 60 aree naturali che gestisce direttamente. Le attività dell’associazione sono il frutto dell’impegno dei volontari nella difesa dell’ambiente, come l’abbattimento degli sprechi, il riciclo, la mobilità sostenibile, le battaglie contro il nucleare, lo smog e l’agricoltura industriale.

Legambiente organizza campagne e giornate di mobilitazione prendendo a cuore molte problematiche quali la pulizia delle spiagge, dei fondali marini, dei parchi, dei giardini, delle strade dai rifiuti, la diffusione di buone pratiche per vivere in modo sostenibile, lo sviluppo e la diffusione delle energie rinnovabili nel Paese.

L’organizzazione organizza campi di volontariato in Italia ed all’estero, chiunque volesse partecipare alle attività svolte da Legambiente può consultare il sito web (basta aver compiuto il 14° anno di età).

Legambiente istituisce delle giornate di formazione ed istruzione nelle scuole, organizza dei festival dove trascorrere una giornata con musica dal vivo, mangiare cibi biologici e curiosare tra i mercatini solidali. Inoltre pubblica libri e riviste per dare informazioni su: inquinamento, cambiamenti climatici, ogm (organismi geneticamente modificati) e salute.

Inoltre Legambiente ha lanciato una campagna di fundraising per proteggere le tartarughe marine dall’inquinamento delle acque marittime, dalla pesca eccessiva ed illegale e per tutelarle durante la loro nidificazione. Chiunque volesse può contribuire adottando una piccola tartarughina, semplicemente collegandosi al sito internet  www.legambienteanimalhelp.it/tartalove.

Fatelo, con un piccolissimo gesto potete aiutare queste tenere creature

DUE ORGANISMI DI LEGAMBIENTE

Legambiente può contare su un Centro di azione giuridica composto da 200 avvocati che seguono le vicende giudiziarie in ambito ambientale sia a livello nazionale che regionale e su un Comitato scientifico, formato da 300 scienziati con lo scopo di potenziare la ricerca scientifica nell’ambito dell’ecologismo e dar forza ad un ambientalismo scientifico, che trova le sue radici nell’Ottocento con la teoria darwiniana dell’evoluzione.

Ai nostri giorni l’inquinamento è eccessivo, è apprezzabile che almeno poche associazioni di volontariato si offrano ed abbiano la forza di fronteggiare le variegate, molteplici e dannose forme d’inquinamento antropico.

 

 

Filippelli Giuseppina

PHI Foundation

OpenGenova: l’innovazione a misura di cittadino

L’innovazione tecnologica è ormai senza dubbio parte integrante delle nostre vite al punto da fornire una serie quasi illimitata di servizi online che velocizzano e semplificano la vita quotidiana, pare, di qualsiasi cittadino. Ne siamo sicuri?

Se anche le istituzioni concentrano le energie nel mettere a disposizione del cittadino sempre più servizi online, se anche solo per affacciarsi al mondo del lavoro è necessario avere un account mail, un cittadino privo di qualsiasi contatto col mondo dei computer e del web non corre forse il rischio di rimanere escluso dalla società che lo circonda?

È da domande come queste che OpenGenova nasce nel 2012 a Genova con lo scopo di aprire il mondo dell’innovazione a tutti i cittadini, in modo da accorciare la distanza tra cittadinanza e pubblica amministrazione attraverso l’uso consapevole dei nuovi mezzi tecnologici. Gli obiettivi dell’associazione sono chiare ed efficaci:

  • Alfabetizzazione informatica
  • Partecipazione attiva del cittadino alla vita amministrativa della propria città attraverso il web
  • Promozione dell’innovazione tecnologica

OpenGenova opera sul territorio attraverso una serie di iniziative e progetti di assistenza diretta alla cittadinanza e di educazione all’utilizzo degli strumenti che lo sviluppo tecnologico fornisce. L’associazione accompagna chiunque si rivolga ad essa verso una meta decisamente importante: la cittadinanza digitale; si tratta quindi di aiutare il cittadino ad immergersi nelle dinamiche amministrative in modo sempre più immediato, semplice e automatico.

-PUNTI GENOVA DIGITALE: COME SI DIVENTA CITTADINI DIGITALI

Questo è l’obiettivo a cui punta l’iniziativa “PUNTI GENOVA DIGITALE”, un progetto che consiste nella messa a disposizione di spazi assistiti in cui qualunque cittadino può rivolgersi a un facilitatore digitale, un associato volontario di OpenGenova esperto di tecnologia e informatica, per consigli e indicazioni per l’uso del computer, la navigazione in rete e l’accesso ai servizi online. Questa iniziativa fornisce un grosso aiuto all’intera cittadinanza, il volontario può, per esempio, seguire passo per passo i genitori in difficoltà con l’iscrizione a scuola dei propri figli, aiutare gli utenti che ne abbiano bisogno ad accedere ai servizi online di offerta e domanda di lavoro o assistere gli anziani a creare una propria identità digitale dando loro l’opportunità di entrare in contatto con la realtà del terzo millennio.

RIGENERA DIGITALE: INNOVAZIONE ED EDUCAZIONE DIGITALE

Attraverso il progetto RIGENERA DIGITALE l’associazione genovese OpenGenova mira all’educazione digitale necessaria all’utilizzo di tecnologie digitali di base. RIGENERA DIGITALE si sviluppa attraverso varie fasi:

  • Recupero dei computer obsoleti e rigenerazione con sistema operativo Open Source
  • Svolgimento di corsi di cittadinanza digitale per le associazioni o gli enti interessati
  • Donazione dei computer ormai del tutto riutilizzabili

L’iniziativa si rivolge ad associazioni, circoli culturali e scuole per fornire al maggior numero possibile di cittadini i mezzi per informarsi, conoscere il proprio territorio e fruire dei servizi della Pubblica Amministrazione in modo da arginare con ogni mezzo il rischio della nuova forma di emarginazione dei nostri tempi.

 

Per avere maggiori informazioni sulle attività di OpenGenova o per sostenere le iniziative dell’associazione visitate il sito web.

 

Camilla Venturini

PHI Foundation

LOMBARDIA: UNA MANO PER LA SCUOLA

LOMBARDIA: UNA MANO PER LA SCUOLA

 

LOMBARDIA: PHI Foundation con Istituto Italiano della Donazione e COOP Lombardia
insieme per il 6° anno consecutivo

Dal 6 al 9 settembre acquista nei negozi COOP Lombardia
prodotti per la scuola e donali a chi ne ha bisogno

Lombardia: Una mano per la scuola. Torna, dopo il successo delle ultime cinque edizioni, “UNA MANO PER LA SCUOLA”, il progetto che vede protagonisti PHI Foundation con Istituto Italiano della Donazione (IID) e COOP Lombardia, con l’obiettivo di aiutare concretamente le famiglie bisognose in Italia e all’estero, nel periodo critico quanto oneroso del ritorno sui banchi di scuola.

Coop Lombardia, attraverso Organizzazioni Non Profit selezionate, con questa iniziativa offre ai propri clienti e soci la possibilità di regalare prodotti di cancelleria ai bambini di famiglie in difficoltà. PHI Foundation con L’Istituto Italiano della Donazione, partner dell’iniziativa dal suo primo lancio, collabora quest’anno proponendo 12 associazioni facenti parte di IO DONO SICURO, unico database in Italia composto solo da Organizzazioni Non Profit verificate.

Le associazioni presidieranno i singoli punti vendita ed illustreranno i progetti ai quali verranno devoluti i prodotti scuola COOP. Nelle giornate del 6, 7, 8 e 9 settembre (domenica 9 settembre solo per i punti vendita di Coop Lombardia che osserveranno l’apertura domenicale)i clienti e i soci COOP troveranno all’interno dei punti vendita i volontari delle associazioni che distribuiranno ai clienti le shopper nelle quali riporre i prodotti donati che si potranno riconsegnare all’uscita.

Ogni cliente COOP potrà così “dare una mano” in modo semplice e concreto.

Hanno scelto di aderire all’edizione 2018 di “UNA MANO PER LA SCUOLA”: A Smile for Cambodia, Associazione Amerete, Associazione Quelli che la Braguti onlus, CESAR – Fondazione Mons. Cesare Mazzolari onlusFondazione Archè onlus, Fondazione per la Promozione Umana e la Salute – PROSA ONLUS, Gruppo ALEIMAR onlus, Koinè Cooperativa Sociale onlusInform-Azione Donna Bambini ancora onlus, Mani Tese ONG onlus, MLFM – Movimento per la Lotta contro la Fame nel Mondo e Project for People onlus.

Lo scorso anno 13 associazioni facenti parte di IO DONO SICURO hanno partecipato all’iniziativa raccogliendo materiali per un valore stimato di circa 56.000 Euro.

 

PHI FOUNDATION SOCIAL INNOVATION COMMUNITY

 

 

PHI Foundation

Alessandro Roma

BILE DELL'ORSO

BILE DELL’ORSO: ORSI DELLA LUNA

BILE DELL’ORSO: ORSI DELLA LUNA

 

Bile dell’orso: orso della luna

PHI Foundation insieme animals asia foundation

chi siamo

perché siamo

 

Cina, Vietnam, Corea

Si calcola che tra Cina, Vietnam, Corea ad altre nazioni in Asia circa 20.000 orsi neri asiatici, meglio conosciuti come orsi della luna, siano allevati e torturati per soddisfare la richiesta di bile del mercato asiatico.

 

Dripping

Rinchiusi in gabbie grandi quanto il loro corpo, gli animali vengono munti giornalmente con l’ausilio di un rudimentale catetere di metallo conficcato nella cistifellea o mediante il cosiddetto metodo free dripping, che prevede l’apertura di profonde ferite nell’addome dalle quali il prezioso liquido defluisce lentamente.

 

Medico Veterinario

Tutte le operazioni avvengono in totale assenza di requisiti igienici, senza il supporto di alcun medico veterinario o l’uso di farmaci anestetici. Normalmente, ogni due impianti riusciti si contano due decessi per complicazioni di vario genere.

 

Jill Robinson

Fondata dall’inglese Jill Robinson, nel 1998, Animals Asia è l’unica organizzazione internazionale non governativa che si batte per mettere fine alle fattorie della bile nel sudest asiatico, riscattando gli orsi e ospitandoli nei suoi santuari in Cina e in Vietnam.

 

Aniamals Asia

Animals Asia lavora con lo scopo di promuovere il cambiamento e lo sviluppo attraverso l’educazione e l’informazione, ricercando in collaborazione con i governi nazionali, le autorità locali e le comunità, soluzioni sostenibili a lungo termine.

 

La bile di orso

La bile di orso è un ingrediente molto apprezzato dalla Medicina Tradizionale Cinese e viene impiegato come antinfiammatorio nelle sue preparazioni da più di 3000 anni, nonostante siano disponibili numerosi rimedi erboristici e di sintesi.

 

Alternative

Entrambe le alternative sono economiche, facilmente reperibili e soprattutto più sicure per la salute pubblica. La bile, infatti, viene estratta da animali affetti da gravi patologie ed è contaminata da pus, sangue, urina, feci e altro materiale biologico.

 

La bile estratta, inoltre, non subisce alcun processo di raffinazione.

 

Ursodesossicolico

Il suo principio attivo, l’acido ursodesossicolico (UDCA), venne sintetizzato per la prima volta in un laboratorio giapponese nel 1954. La sua efficacia è scientificamente dimostrata nel trattamento delle malattie del fegato.

 

UDCA

L’UDCA sintetico è sicuro per la salute umana, non ha effetti collaterali, non contiene derivati animali e ha costi di produzione ridotti. L’UDCA è usato in tutto il mondo per curare cirrosi primarie, calcoli alla cistifellea, epatiti autoimmunitarie e tumori al colon. Ironicamente, in Asia si consuma più UDCA sintetico che bile di orso.

 

Giappone, Cina e Corea consumano complessivamente 100 tonnellate di bile sintetica all’anno. Il consumo mondiale totale è di circa il doppio.

 

Veerboristiche

Secondo l’Associazione Cinese di Medicina, Filosofia e Ambiente esistono almeno 54 alternati veerboristiche alla bile di orso tra cui l’edera, il tarassaco, il crisantemo, la salvia ed il rabarbaro.

 

Bevande energetiche

Oggi la richiesta locale di bile di orso è di circa 4 tonnellate, mentre la produzione di estratto secco si aggira intorno alle 7 tonnellate, quasi il doppio rispetto alla domanda, incentivando così i produttori a impiegare la bile nella preparazione di beni di largo consumo come lozioni, shampoo, vino, tè, bevande energetiche e unguenti di varia natura.

 

Questi prodotti vengono esportati illegalmente in tutto il mondo, Europa compresa.

 

Orso nero

L’orso nero asiatico, Ursus Thibetanus, è una specie tutelata dalla CITES, la convenzione internazionale sul commercio delle specie animali e vegetali in via di estinzione, che ne vieta e regola l’esportazione e l’importazione non autorizzate.

 

China Wildlife

Nel giugno del 2000 Animals Asia, con il sostegno della China Wildlife Conservation Association(CWCA), conclude il primo storico accordo firmato tra una organizzazione internazionale non governativa e il Governo Cinese nell’ambito dell’animal welfare.

 

Il trattato prevede la liberazione dei primi 500 esemplari detenuti e impegna le autorità locali a ritirare progressivamente le licenze.

 

Governo Cinese

Oggi Animals Asia è il solo interlocutore del Governo Cinese in materia di bear farming e l’unico al quale è consentito operare all’interno dei confini nazionali, mentre oltre il 70% del territorio cinese è farm-free.

 

Vietnam

In Vietnam, diversamente dalla Cina, l’allevamento degli orsi è illegale dal 2002, ma si stima che oltre 1.200 esemplari siano ancora detenuti e sfruttati nelle fattorie della bile a causa delle normative farraginose e delle difficoltà nell’attivazione dei controlli.

 

2006

Nel 2006 Animals Asia sottoscrive con le autorità vietnamite uno accordo quadro che decide la liberazione di 200 orsi e formalizza la volontà del governo a contrastare concretamente questa industria.

 

2007

A luglio del 2017 Animals Asia ha firmato il Memorandum of Understanding con il governo Vietnamita, nel quale si dichiara la liberazione di tutti gli orsi dalle fattorie della bile entro un arco di tempo di cinque anni.

 

Sichuan

Animals Asia ha costruito e gestisce due santuari nella provincia del Sichuan, in Cina, e nel parco Nazionale di Tam Dao vicino a Hanoi, in Vietnam, entrambi premiati quale modello internazionale di eccellenza.

 

300 operatori

Animals Asia impiega oltre 300 operatori qualificati in tutto il mondo e rappresenta un indotto economico di straordinaria portata per le comunità in cui opera nel continente asiatico.

 

Hong Kong

Animals Asia ha sede a Hong Kong. Il nostro obiettivo è quello di informare l’opinione pubblica e promuovere la diffusione di una coscienza etica e consapevole rispetto al tema della sofferenza animale e la tutela dell’ambiente. In Italia Animals Asia è una ONLUS registrata. www.animalsasia.org

 

 

PHI FOUNDATION SOCIAL INNOVATION COMMUNITY

 

 

PHI Foundation

Daniela Bellon

NEUROBLASTOMA: DONA SPERANZA AI BAMBINI

NEUROBLASTOMA: DONA SPERANZA AI BAMBINI AFFETTI DI NEUROBLASTOMA

La speranza contro il neuroblastoma passa dalla ricerca. E per sostenere la ricerca su questa forma di tumore infantile PHI Foundation, l’Istituto Italiano della Donazione, in collaborazione con l’Associazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma, UBI Banca, TIM e la web agency 3d0 nell’ambito della campagna per il Giorno del Dono 2018, ha lanciato una campagna di raccolta fondi. Un’iniziativa intitolata #Donafuturo: promuove per la prima volta un’azione concreta a sostegno di una causa per celebrare la ricorrenza del 4 ottobre. Proprio fino al 4 ottobre sarà attiva la numerazione solidale TIM: il valore della donazione sarà di 2 euro per ciascun SMS inviato da cellulari TIM e di  5/10  euro anche per ciascuna chiamata fatta allo stesso numero da rete fissa TIM. E’ possibile sostenere la raccolta fondi anche con donazioni, senza commissioni, tramite Paypal oppure bonifico sul c/c intestato a “Istituto Italiano della Donazione” (IBAN: IT79R 03111 01645 00000 00016 18), oppure ancora in qualsiasi filiale di UBI Banca. I clienti UBI Banca possono contribuire anche con bonifico tramite QuiUBI.

Il neuroblastoma

In Italia si registrano ogni anno circa 150 nuovi casi di neuroblastoma. La ricerca ha fatto importanti passi avanti nella comprensione della malattia e dei meccanismi che lo generano: diagnosi sempre più corrette e protocolli di cura moderni e personalizzati. Tuttavia solo un terzo dei bambini sopravvive alla forma più aggressiva, la più frequente, che si presenta con metastasi a scheletro e midollo. Un’opportunità per la ricerca sul neuroblastoma dipende soprattutto dall’aiuto che gli italiani decideranno di dare all’Associazione Italiana per la lotta al Neuroblastoma. Il neuroblastoma è considerato dal mondo scientifico un ottimo modello di studio: riuscire a guarirlo significa poter estendere i risultati a tutti i tumori pediatrici.

I traguardi della ricerca

Negli ultimi anni i traguardi della ricerca sui tumori solidi pediatrici, in particolare per neuroblastoma e tumori cerebrali, sono stati molti, grazie all’impegno di Associazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma, della correlata Fondazione e alla costituzione della rete italiana di centri di eccellenza sullo studio del neuroblastoma. Le diagnosi precise, tempestive e di eccellenza della malattia; la medicina personalizzata, sempre più a misura di bambino, che si basa sull’efficacia, o non, della cura durante la somministrazione della terapia; l’individuazione del gene ALK predisponente al neuroblastoma, su cui oggi si lavora per trovare molecole capaci di inibirne l’attività; gli studi sull’autofagia delle cellule con l’obiettivo di portare il neuroblastoma ad autodistruggersi; il riposizionamento farmaci con utilizzo di molecole già in uso per l’individuazione di farmaci efficaci contro il neuroblastoma; l’attivazione del primo studio europeo basato anche sull’analisi del DNA dei genitori per individuare gli aspetti genetici della malattia; l’ampliamento e mantenimento del Registro sul Neuroblastoma che oggi conta oltre 4.000 casi arruolati. La storia continua e ognuno può fare oggi la propria parte donando per la ricerca.

La storia della Fondazione per la lotta al Neuroblastoma

La Fondazione ha svolto un ruolo sempre più importante: nel 1995 viene fondato il Laboratorio Neuroblastoma, unico esempio italiano, forse europeo, di un laboratorio interamente dedicato allo studio del neuroblastoma, finanziato da una Fondazione e autonomo nelle decisioni di progettualità. Sempre nel 1995 diventa Laboratorio di riferimento nazionale per la diagnostica avanzata del neuroblastoma e referente italiano nel gruppo europeo per lo studio (SIOPEN) del neuroblastoma. Nel 2000 si avvia lo studio del genoma del neuroblastoma con tecniche di nanotecnologie e partecipazione ai Protocolli europei per la cura. Dal 1999 al 2007 il primo progetto sul neuroblastoma familiare e la raccolta dei casi familiari di neuroblastoma con la scoperta delle mutazioni del gene ALK, il primo gene predisponente alla malattia. Nel 2012 la prima analisi del genoma del tumore per mezzo di Next Generation Sequencing, una tecnica di altissima tecnologia. Sempre nel 2012 i test preclinici sulla attività degli inibitori di ALK. Nel 2013 il trasferimento del Laboratorio Neuroblastoma presso l’Istituto Ricerca Pediatrica (IRP) di Padova e l’avvio del primo studio nazionale sulla autofagia nel neuroblastoma, nonché la creazione di modelli preclinici e studi con organoidi, strutture 3D che ricostruiscono le caratteristiche del tumore in vitro.

Storie di dolore, storie di speranza

La lotta al neuroblastoma è costellata di storie di impegno e speranza. Storie di genitori che hanno reagito alla malattia di un figlio con amore e speranza, donandosi alla causa della ricerca contro il neuroblastoma. Storie di medici che hanno consacrato la loro professione a combattere questo male, storie di comunità che si sono strette intorno alle famiglie sconvolte. In occasione della campagna di raccolta fondi, l’Associazione Italiana per la lotta al Neuroblastoma in collaborazione con l’Istituto italiano della Donazione, ha raccolto le storie di vita, ricostruendo una preziosa narrazione di impegno e speranza che è a disposizione di tutti media che vorranno contribuire a darne visibilità. La storia di Sara, mamma del piccolo Luca, che dalla morte del figlio dopo una lunga malattia non si è fermata un istante: ha fondato l’associazione di cui è presidente e costruisce giorno dopo giorno la speranza per tutti i bambini affetti da neuroblastoma. La storia del piccolo Edoardo e dei suoi genitori: dopo tante sofferenze e cicli di forti cure, Edoardo è guarito, ma la sua famiglia continua ad impegnarsi in nome di tutti i suoi amici conosciuti in ospedale che non ce l’hanno fatta. La storia di Alice e della vita della sua famiglia sconvolta nel 2016 quando aveva appena 9 mesi: la piccola Alice sta ancora lottando verso la guarigione e i suoi genitori la accompagnano con la fragilità del grande coraggio che hanno. La storia di Matteo, un bambino che ha amato la vita anche se è stata molto dura con lui: dopo anni di lotte contro il neuroblastoma, Matteo è venuto a mancare a 9 anni nel 2015. I genitori hanno fondato l’Associazione “Koalizzati per Matteo Onlus”, il Koala era un animale che Matteo amava, ora è il simbolo di un’associazione che si impegna con passione e positività contro il neuroblastoma. La storia di Vittoria: i genitori hanno scoperto la sua malattia quando aveva solo 40 giorni. Vittoria è guarita grazie alle cure avute all’Ospedale Gaslini di Genova. I genitori non hanno dubbi: la “vittoria di Vittoria” deve essere quella di tutti i bambini malati. La storia di Alessia che si è ammalata quando aveva 18 mesi: è guarita, ma il prezzo che ha dovuto pagare per le cure è stato un danneggiamento della retina che l’ha portata alla cecità. Ma nemmeno questo l’ha fermata: nel 2014 ha vinto il campionato del mondo di arrampicata sportiva, categoria lead. E quella di Niccolò, che oggi vive nelle magliette che i suoi genitori hanno creato con il motto “salta ancora Niccolò”: il simbolo tangibile della sua grande forza e della sua grande energia, di quel suo modo di essere un piccolo grande combattente. Ma anche dei tanti medici che salvano i bambini con cure sempre più precise: come l’oncologo di fama internazionale Arturo Sala che dopo molti anni negli Stati Uniti ha deciso di tornare in italia, scommettendo sul nostro Paese. O come il dott. Massimo Conte che, dopo aver perso un fratello da piccolo per una malattia non riconosciuta, ha consacrato la sua vita alla cura dei bambini malati.

Il sostegno alla campagna

A essere chiamati a partecipare non sono solo i cittadini, ma anche le aziende. Sono già numerose le imprese che hanno manifestato interesse per la campagna di raccolta fondi collettiva. Fra questi Certiquality, l’ente di certificazione che ha garantito per prima un importante sostegno. Tra le altre aziende, la web agency 3d0, che promuove la campagna di raccolta fondi insieme all’IID, e TIM che assicura la numerazione solidale attiva fino al 4 ottobre. Per la prima volta anche la grande distribuzione sostiene il Giorno del Dono: Coop Lombardia ha deciso di aderire come media partner all’iniziativa supportando la raccolta fondi a favore del progetto, attivando i mezzi e gli strumenti di comunicazione sociale di Coop Lombardia come comunicazione del punto vendita, sito web e social.

Il progetto e la ricerca

La raccolta fondi andrà a sostenere una borsa di studio per la ricerca su questo campo. Uno dei motivi che rendono aggressivo il tumore e la prognosi sfavorevole è la presenza di alterazioni molecolari, fra cui l’amplificazione dell’oncogene MYC-N e/o le mutazioni della proteina chinasi ALK, responsabile della proliferazione delle cellule “cattive”. MYC-N è il principale oncogene, ovvero il gene responsabile dello sviluppo tumorale, per il neuroblastoma. Poiché lo sviluppo di farmaci anti-MYC-N si è rivelato fallimentare, il progetto ambisce a trovare farmaci che agiscano sulle centinaia di geni che “collaborano” con MYC-N, il cosiddetto MYCN-network. Un recente studio pubblicato dal prof. Sala ha decodificato questa rete e identificato alcuni farmaci inibitori che dovrebbero essere in grado di neutralizzare i geni tumorali. Alcuni di essi sono già in corso di sperimentazione per altre patologie tumorali e non: sono quindi altamente interessanti dal punto di vista terapeutico. Il progetto verificherà se diverse combinazioni di questi farmaci possano essere usati per inibire la crescita del neuroblastoma in un modello animale. La ricerca scientifica è l’unica reale speranza di vita per i bambini affetti da neuroblastoma e gli sforzi profusi dall’Associazione e dalla collegata Fondazione per la lotta al neuroblastoma sono stati molti: arrivare a una corretta e rapida diagnosi, con la giusta informazione e con studi innovativi volti a individuare farmaci nuovi ed efficaci e trattamenti sempre più personalizzati e a misura di bambino. Molti risultati sono stati ottenuti, ma da questo progetto di ricerca riparte un nuovo fondamentale capitolo per la lotta ai tumori pediatrici.

L’Associazione 

L’Associazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma è un ente senza scopo di lucro nato nel 1993 all’Istituto G. Gaslini di Genova, per volontà di genitori e oncologi, con l’obiettivo di sostenere la ricerca scientifica sul Neuroblastoma e sui Tumori Cerebrali Pediatrici. Da allora fedele alla propria mission ha portato avanti il proprio impegno nell’informare sulle patologie, creare il collegamento tra i centri di cura e di ricerca, potenziare i mezzi a disposizione nella cura di queste gravi neoplasie per trovare nuove terapie e cure personalizzate, per garantire una rapida e corretta diagnosi e un approccio terapeutico mirato a ogni singolo paziente.

 

PHI FOUNDATION SOCIAL INNOVATION COMMUNITY

 

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Alessandro Roma

 

STUDENTI PER PARLARE DI DONO

STUDENTI PER PARLARE DI DONO

 

COSI GLI STUDENTI DIVENTANO ARTISTI PER PARLARE DI DONO

 

Così gli studenti diventano artisti e registi per parlare di dono: Il dono scatena la fantasia degli studenti delle scuole italiane: migliaia di ragazzi sono diventati in questi mesi registi e artisti per raccontare la loro idea o esperienza di solidarietà.

 

Il risultato sono 50 opere che partecipano al contest #DonareMiDona Scuole, rivolto per il Giorno del Dono agli istituti scolastici italiani.

 

INIZIATIVA DI COLLABORAZIONE

 

L’iniziativa, promossa dall’Istituto Italiano della Donazione (IID) in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca (Miur) e PHI Foundation entra nel vivo: sono aperte le votazioni on line che designeranno i progetti vincitori nelle varie categorie.

 

SFOGLIARE I PROGETTI

 

Per tutta l’estate, fino al 9 settembre, tutti potranno accedere a giornodeldono.org/scelta-contest, sfogliare i progetti pubblicati e assegnare un like ai propri preferiti sia per il video contest riservato alle scuole secondarie – giunto alla quarta edizione – sia per l’inedito “Racconta la tua idea di dono – Parole e immagini”, riservato alle scuole primarie.

 

OPERE ARTISTICHE

 

“La risposta delle scuole – afferma il presidente di PHI Foundation Sebastiano de Falco – è stata ancora più convinta: i ragazzi hanno tradotto nei loro “corti” o nelle loro opere artistiche i molteplici significati del dono.

 

GIOVANI AUTORI

 

Molti lavori di questa edizione prendono spunto da esperienze di vita dei giovani autori, restituendo il ritratto di una generazione più impegnata e appassionata ai temi della solidarietà di quanto spesso si pensi”.

 

SCUOLA DI VOLONTARIATO

 

È il caso, per esempio, dei tanti contributi giunti dalla Provincia di Napoli, dove ogni anno il Centro Servizi per il Volontariato, con il programma “Scuola e Volontariato”, permette a centinaia di ragazzi di sperimentare un periodo di impegno nelle associazioni del territorio.

 

Un’iniziativa virtuosa che già viene replicata altrove, a cominciare dalla Sicilia, un’altra regione che ha risposto con grande partecipazione al contest.

 

80 SCUOLE PARTECIPANTI

 

Le scuole di tutta Italia, del resto, hanno accolto l’invito lanciato da PHI Foundation: le 80 scuole partecipanti rappresentano ben 15 regioni che hanno aderito al Giorno del Dono.

 

Il 2018 è anche l’anno del debutto delle scuole primarie nel Giorno del Dono.

 

PAROLE E IMMAGINI

 

La sezione “Parole e immagini” mostra la capacità dei bambini di raccontare la cultura del dono in modo semplice quanto efficace.

 

Una galleria di lavori artistici, poesie, disegni e soprattutto tanto colore perché donare – come afferma una delle classi coinvolte – è anche “tirare fuori tutta l’allegria”.

 

APPUNTAMENTO

 

I progetti primi classificati in ciascuna categoria saranno premiati nell’ambito degli eventi per il Giorno del Dono, il4 ottobre a Roma.

 

Saranno assegnati contestualmente anche i riconoscimenti della Giuria tecnica, composta da esperti – tra gli altri – del, MIUR e RAI Responsabilità sociale.

 

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Alessandro Roma

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