Eventi Digitali: Mashable Social Media Day Italia

Eventi Digitali: Mashable Social Media Day Italia

Eventi Digitali: Mashable Social Media Day Italia

 

Eventi Digitali: Mashable Social Media Day Italia, uno degli eventi digitali più importanti del panorama italiano.

D: Ciao intanto grazie per averci concesso quest’intervista, partirei subito dal Mashable.

Eventi Digitali: Tu hai portato in Italia un evento digitale presente già in altre nazioni, ma lo hai reso l’appuntamento digital più importante e interessante del panorama italiano, ci vuoi raccontare come hai cominciato e da dove è partita l’idea?

E: “L’incontro tra Mashable, terzo blog più popolare al mondo con sede negli Stati Uniti,  e avviene quando il loro team mi intercetta on line per chiedermi se volevo organizzare la versione milanese di questa manifestazione che ha come obiettivo quello di celebrare e diffondere la cultura digitale in tutto il mondo.

Io, che vivevo già a Londra stavo quasi per dire di no.. poi però mi sono detta.. come dicono qui a Londra, why not?  I contatti li ho, le idee pure, la community che mi segue anche, quindi.. proviamoci.. e così inizia questa avventura: un evento gratuito di 150 persone nel 2014, divenuto a pagamento nel 2016, che raggiunge 1.170 partecipanti nel 2017, che triplica il fatturato anno su anno.. che oggi conta un gruppo di lavoro che si costituisce di oltre 15 persone su 5 città e due paesi diversi… ecco, mai avrei potuto immaginare che sarebbe successo questo.

Nasce quindi per caso, nel lontano 2014, ho seguito il mio istinto, ci ho messo il cuore, le idee.. ho disegnato questo progetto dall’inizio alla fine.. ma mai avrei potuto pensare che quel pezzo di carta sarebbe diventato una community di oltre 20.000 contatti, in grado di coinvolgere persone da tutta Italia e tanti sponsor e partner importanti.”

D: Per l’edizione del 2021, si terrà virtualmente? vuoi anticiparci qualche novità o qualche curiosità?

E: “Certamente. Ci saranno interviste sul palco, workshop tematici, panel su temi caldi come l’influencer marketing e la blockchain, ma soprattutto tutto rigorosamente online in contemporanea di speech davvero interessanti presentati da professionisti di altissimo livello.

Eventi Digitali: La manifestazione  avrà ancora una volta un sapore internazionale con la presenza di relatori provenienti anche da oltre oceano, come nel caso di Chimeren Peerbhai, Global Digital Product Manager della celebre casa farmaceutica GlaxosmithKline, la quale spiegherà come utilizzare nuove tecnologie come augmented reality e virtual reality utili per testare, convalidare e modellare l’offerta di prodotti di consumo garantendo risultati di maggiore impatto.

Non saranno da meno gli altri speaker d’eccezione protagonisti pronti a condividere col pubblico di SMDAYIT + DIDAYS la loro visione del futuro e le strategie da applicare per avere successo.  Ad aprire la prima giornata dell’evento sarà Isabella Lazzini, Marketing e Retail Director di Huawei, Tecnologia e design 3.0 per un nuovo consumer journey; Flavia Baccaro e Federica Cambiago di Deutsche Bank analizzeranno invece il chatbot come nuovo strumento di customer relationship management e di lead nurturing; mentre Antonio Gatti, Digital Transformation Advisor di Microsoft, spiegherà come, grazie alle logiche delle digital platform, un’azienda possa innovare la propria offerta sul mercato partendo dall’ottimizzazione dei processi produttivi per arrivare all’introduzione di un nuovo modello di business.

Questi e molti altri importanti relatori, ci terranno compagnia per una 3 giorni che si preannuncia scoppiettante e interessantissima.”

D: Per chi non lo sapesse, PHI Foundation anche quest’anno è media partner del Mashable Italia e di questo ringraziamo Eleonora Rocca per averci concesso nuovamente questo privilegio.

PHI Foundation da anni si occupa di educare e informare il pubblico su tutto quello che riguarda il terzo settore e il mondo no profit. La partnership con Mashable rientra proprio in questa visione strategica secondo la quale il web, e il mondo digitale in generale, possano fornire ottimi strumenti per aiutare e promuovere iniziative sociali.

Vuoi dirci in che maniera il Mashable e il terzo settore potrebbero trovare un punto d’incontro secondo te?

E: “A mio avviso la conoscenza e l’utilizzo degli strumenti di marketing digitale diventa ancora più fondamentale nel settore non profit  in quanto  permettono di ottenere ottimi risultati di vendita pur avendo budget più limitati rispetto alle grandi aziende private. Inoltre questo mondo ha aperto la strada a molti strumenti di raccolta di consensi o di fondi stessi, come anche di creazione di community di settore molto forti, pur senza doversi incontrare necessariamente di persona; un altro vantaggio molto grande a mio avviso per il terzo settore e il non profit: le distanze si accorciano così come la velocità delle comunicazioni.” 

D: Più in generale, che tipo di convergenza intravedi tra il mondo digitale e il non profit? E soprattutto, data la tua grande competenza e conoscenza del mondo digitale, esistono delle piattaforme, degli strumenti o delle start up che tu puoi suggerire in questo ambito ai nostri lettori?

E: “Mi vengono in mente: https://italianonprofit.it/ ; La piattaforma gratuita per tutti gli enti non profit dove tutte le organizzazioni sono messe in condizione di raccontare le loro storie e i loro dati.

Oppure https://www.techsoup.it/, la piattaforma dedicata alla digitalizzazione delle non profit.

Oppure ancora: http://www.tripmetoo.it/, che ha come obiettivo quello di aiutare viaggiatori e operatori del settore a vivere un turismo basato sulla diversità, l’inclusione sociale e l’uguaglianza; di conseguenza anche chi ha esigenze speciali, può costruire grazie a questa piattaforma  esperienze di viaggio ad-hoc totalmente customizzabili.

D: Un’ ultima domanda prima di chiudere: che futuro prevedi per il web e il social in generale e cosa pensi che ci riserverà il futuro digitale tra i prossimi 5-10 anni?

E: “Penso che l’interesse per una comunicazione in formato video e i mezzi di comunicazione immediati e molto “visivi” come Instagram continuerà. Credo che ci sarà sempre più attenzione ai contenuti di valore, che sappiano dare dei contenuti di livello e sempre più unici, in quanto gli utenti sono ormai bombardati dalle informazioni e sarà sempre più difficile riuscire a “stand out from the crowd” come si dice qui a Londra 😊”.

Grazie per il tempo che ci ha dedicato, ci vedremo senz’altro durante il Mashable Italia e siamo sicuri che anche quest’anno sarà un appuntamento indimenticabile.

 

 

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START-UP SOCIALE GO! Grazie a PHI Foundation

Start Up Sociale Go Grazie a PHI Foundation

START UP SOCIALE GO! Grazie a PHI Foundation

 

Start Up Sociale Go: PHI Foundation si pone a sostegno delle organizzazioni non profit che hanno in mente un’idea imprenditoriale ma fino ad oggi non sono riuscite a trovare il modo di realizzarla, bloccati da una insufficiente esperienza imprenditoriale, dovuta probabilmente ad un sistema di operare troppo legato all’ “agire” piuttosto che preventivare una sostenibilità economica.

La candidatura a FOUNDAMENTA #2 si chiude il 7 agosto.
Le start-up sociale ad impatto sociale dovranno presentarsi per uno dei seguenti ambiti:

  • Salute e benessere
  • Innovazione didattico/formativa
  • Welfare
  • Cultura
  • Agricoltura e cibo

Si tratta di un percorso intenso della durata di 4 mesi, completamente gratuito, offerto da

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per accompagnare e accelerare nuove start-up sociali, nuove idee imprenditoriali che possano avere conseguenze positive per la società.

 

Come fare?

È possibile scaricare il bando cliccando sul link https://socialfare.org/call/FOUNDAMENTA%232_BANDO.pdf

Il percorso di accelerazione delle start-up che verranno scelte partirà il 3 ottobre 2016.

Si tratta di una grande possibilità per trasformare idee innovative e creare valore sul territorio.

Rinascimenti Sociali e Social Fare Centro per l’Innovazione Sociale promotori del progetto sono sostenuti dalla Fondazione Compagnia di San Paolo.

Parlando sempre di start-up innovative, è possibile creare una start-up gratis, senza notaio, attraverso una procedura online sulla nuova piattaforma del Registro imprese cliccando sulla voce “Crea la tua startup” https://startupitalia.eu/61061-20160720-startup-gratis-senza-notaio-spiegazione

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Potete trovare la giuda dettagliata con assistenza gratuita fino al 30 settembre 2016 https://startup.registroimprese.it/atst/help/Guida_Costituzione_Startup_ModelloTipizzato.pdf

Vivere informati fa molto bene.

 

Start Up Sociale Go: PHI Foundation si pone a sostegno delle organizzazioni non profit che hanno in mente un’idea imprenditoriale ma fino ad oggi non sono riuscite a trovare il modo di realizzarla, bloccati da una insufficiente esperienza imprenditoriale, dovuta probabilmente ad un sistema di operare troppo legato all’ “agire” piuttosto che preventivare una sostenibilità economica.

 

Puoi sempre contattare PHI Foundation info@phifoundation.com

 

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Redazione 

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Nancy Brilli: Attori senza casa - la nuova sfida

Nancy Brilli: Attori senza casa la nuova sfida

Nancy Brilli: Attori senza casa – la nuova sfida

 

Nancy Brilli: Cari lettori, oggi scrivo di un avventura intrapresa da Nancy Brilli : aiutare gli attori senza casa!

 

Nancy Brilli

Nancy Brilli: Supportare i vari artisti debuttanti, questo è l’obiettivo di quest’iniziativa brillante e ricca di contenuti. Perché? Come sostiene  Nancy Brilli si tratta di  «quasi un non lavoro. La media delle giornate lavorative è di 14 ore all’anno. Molti ragazzi mi chiedono come fare a iniziare seriamente un percorso professionale»

C’è una porta che si sta aprendo, nella vita di Nancy Brilli, e si vedrà il mondo che c’è dietro al suo sorriso, la vita che corre veloce. Vi scrivo della  voglia che ha Nancy Brilli  di riprendere possesso di sé, dopo un anno impegnativo di vita privata, in cui si è fermata a riflettere e decidere di aiutare degli attori senza casa. Voglia di ricominciare il suo lavoro di attrice; voglia di dare un palcoscenico a chi ancora non ce l’ha.

A partire dagli attori teatrali.

Ci sono giovani attori senza casa pieni di energia e passione che continuano a tentare, consapevoli che per molti il teatro è temporaneo ossia “non lavoro”, dove vengono spesso pagati in nero, o al di sotto del minimo sindacale, e i compensi sono maggiori per i maschi. Se su internet cerchi “impresarie teatrali“, non appare nemmeno un nome femminile».

Nancy Brilli

Nancy Brilli, continua spiegando  che «è un mondo in cui non è  ancora stato sperimentato, dobbiamo imparare dagli uomini a lavorare in gruppo, prendere coscienza di avere diritto di fare determinati passi, non c’è l’abitudine, forse è anche pigrizia. Si lavora a chiamata: decidere di essere i “chiamanti” ed è una grossa responsabilità e una fatica in più». Alla sua «impresa» Nancy, decide di dare una svolta sociale: «Ci sono migliaia di attori disoccupati, e non solo giovani, che per tirare avanti insegnano recitazione a 5 euro l’ora. È complicato ricevere aiuti dal Ministero per un debuttante. Supportarli. È questo che voglio fare».

Al Brancaccino di Roma: una storia «tragicomica»

Così il 26 gennaio al Brancaccino di Roma, Nancy Brilli debutta come impresaria, per il monologo Prego (la gallina, la guerra e io) scritto e interpretato da Giovanna Mori, un’attrice  drammaturga (attrice senza casa in cerca di un’ opportunità di lavoro) quasi sua coetanea che non è un volto noto ma ha talento da offrire, e questa è la storia «tragicomica» di una piccolo-borghese la cui vita sarà ribaltata dopo avere appreso in tv la (vera) notizia di una bambina kamikaze in Medioriente: verrà riconosciuta dalle trecce di capelli. Inoltre dei giovani attori interpreteranno «Personcine», cioè personaggi del monologo. Essere produttrice è una parte della nuova vita di Nancy. Ecco che i suoi occhi lunghi che rivelano l’origine ucraina, diventano due fessure da cui trapela quello che vuole sapere di un «ruolo» a lei finora sconosciuto.

«Ho visto Giovanna a teatro – racconta – e me ne sono innamorata, aggiunge poesia alla commedia. È un piccolo spettacolo, ma devo entrare bene nell’ingranaggio e come primo passo è giusto. Nel teatro per molto tempo si è cercato il nome televisivo e basta, e ti parla una che ne ha fatta tanta». Lei è stata fortunata. «Ma poi ho dovuto faticare per essere credibile. Avevo la pretesa che gli altri capissero che sotto un’esteriorità più o meno seduttiva ci fosse uno spessore. Chi mi ha visto a teatro, questa profondità la conosce. Era una pretesa sbagliata».

Perché?

«Perché la gente si fa un’idea di ciò che vede in superficie. Ora invece ho bisogno di sottolineare il lato più nascosto, più interiore di me. Non rinnego certo il mio passato, ma non vorrei più sentirmi paragonare a una bottiglia di champagne. Non è che non voglia fare l’attrice di commedie: voglio essere una commediante di spessore. Ho cominciato col cinema – ricorda – ma ho scelto questo mestiere quando ho fatto il teatro, prima era un modo per sopravvivere e non sapevo se avrebbe funzionato. Il mondo degli impresari è cambiato molto, quelli privati sono difficili da trovare, spesso sono una sorta di produttori esecutivi dello Stato: ricevono 100, ne investono 80 e il 20 lo guadagnano loro».

Ma  spesso ci si domanda se i giganti di una volta fossero avventurieri? Risponde citando i grandi: «Ho lavorato con Lucio ArdenziPietro GarineiIvo Chiesa, e stiamo parlando di giganti. Capita di non essere pagati malgrado il contratto».

Questo racconto potrebbe essere un’opportunità per aiutare gli attori senza casa in difficoltà  come ad esempio l’esordio della storia tragicomica di Giovanna Mori al Brancaccino di Roma, far capire a loro, che anche i  grandi nomi, quando ci sono le condizioni non abbandonano di certo, i sogni che danno vita.

Ed è così che Nancy Brilli, nel suo piccolo, dopo una vasta esperienza lodevole di carriera come attrice dello spettacolo, cerca di aiutare, attraverso un taglio sociale, gli attori senza casa che ogni giorno lottano per  avere gli stessi diritti di chi ha già una strada spianata nel mondo del teatro e del cinema.

 

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City Angels: la città dove vi sono gli angeli

City Angels: la città dove vi sono gli angeli

City Angels: la città dove vi sono gli angeli

 

City Angels: Il volto che non tutti conoscono.

Una decina di anni fa, Daniele Rocca venne invitato da una ragazza, sua amica, a partecipare come ospite alla serata inaugurale della sede di Torino dei City Angels.

I City Angels, con Mario Furlan presidente, sono degli operatori umanitari che aiutano principalmente i senza fissa dimora ed i senza tetto, portando loro ogni sera coperte, vestiti, sacchi a pelo e cibo, in molte città d’Italia.

Colpito dal fatto che la ragazza fosse diversamente abile e facesse la volontaria, Daniele Rocca decide di farne parte e inizia un’esperienza di volontariato presso i City Angels di Roma.

Nella mente c’era l’intenzione di fare qualcosa per le numerose persone che gli capitava di vedere durante i suoi viaggi di lavoro, alle stazioni e agli aeroporti, bisognose e spesso normali, senza per forza avere patologie psichiche o fisiche.

Osservandole, Daniele Rocca si rende conto che queste persone spesso si sono trovate all’improvviso senza niente o a seguito di un divorzio o perché hanno perso la famiglia.

Qualcuno ha scelto la vita di un senza fissa dimora liberamente ma sono in numero molto esiguo.

Il fatto di essere fortunato ha convinto Daniele Rocca a tornare a fare volontariato, come da giovanissimo aveva fatto guidando le ambulanze della Corce Rossa e Croce Verde.

E da una decina di anni è stato insignito del riconoscimento di socio onorario dei City Angels.

Come altri colleghi e colleghe del mondo dell’arte è contento di farlo. Purtroppo per il suo lavoro non può esser d’aiuto ogni giorno ma contribuisce a “fare rumore” e dare voce a queste persone.

Il più delle volte si tratta semplicemente, dice lui, di servire a tavola il giorno di Natale, in ristoranti che mettono a disposizione il loro locale.

L’episodio più emozionante che ricorda Daniele Rocca, vede come protagonisti due anziani signori, marito e moglie, e il loro sorriso. Lui portava un piatto a tavola e l’anziana signora non vedeva l’ora di potergli donare una caramella, unica cosa che avesse da regalargli… in realtà entrambi gli anziani, donarono a Daniele Rocca un sorriso ed un ringraziamento preziosi. Il sorriso può capitare tutti i giorni di riceverlo ma spesso è finto; quello della coppia di senza fissa dimora fu sincero!

Il sorriso, il regalo più bello in giornate difficile come può essere il Natale. Un momento in cui la solitudine si fa sentire graffiante e la malinconia arriva all’improvviso.

Le emozioni che negli anni di volontariato Daniele Rocca ha collezionato sono di gioia e soddisfazione, pienezza. Il fatto di fare poco e strappare tanto come un sorriso. Un grazie che vale molto di più di tanti altri.

Daniele Rocca, non crede di essere veramente d’aiuto; gli attori singolarmente danno una mano e fanno rumore, focalizzando l’attenzione generale su di loro, i più bisognosi.

I City Angels che realmente fanno qualcosa, sono coloro che si mettono in gioco tutti i giorni scendendo in mezzo alla strada, incontrando nelle vie i senza fissa dimora e diventando i loro Angeli.

 

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Cercatori di LavOro: Il nuovo progetto della Chiesa Italiana per combattere il dramma della mancanza di lavoro

Cercatori: Progetto sostegno trovare lavoro

Cercatori di LavOro:

Il nuovo progetto della Chiesa Italiana per combattere il dramma della mancanza di lavoro

 

Cercatori: Il progetto Cercatori di LavOro (voluto il gioco di parole oro – lavoro) nasce dal desiderio della Chiesa Italiana di rispondere ai sempre più numerosi e accorati appelli di Papa Francesco, sul tema della disoccupazione (soprattutto quella giovanile) che il Santo Padre ha definito “malattia sociale”.

Lo scopo dell’iniziativa è quello di offrire uno sguardo sul nostro territorio nazionale, offrendo ai vescovi e alle comunità ecclesiali locali, elementi concreti di speranza, spunti creativi per affrontare i principali temi della nostra società: l’assenza di lavoro e la povertà nelle sue diverse sfaccettature, sociali, economiche e relazionali; inoltre il progetto ha come obiettivo anche quello di stimolare le realtà territoriali ecclesiali a conoscere il proprio territorio a partire dall’identificazione di buone pratiche in materia di lavoro attraverso il coinvolgimento diretto delle Piccole e Medie Imprese, della Pubblica Amministrazione, delle organizzazioni territoriali e degli Enti scolastici adibiti alla formazione professionale per l’inserimento lavorativo.

Un’ iniziativa strutturata su più fasi come descritto sul sito www.nexteconomia.org

1° Fase: il Cercatore di LavOro

La prima fase consiste nell’individuazione e nell’invio in missione dei cercatori da parte del Vescovo della diocesi interessata allo sviluppo del progetto. L’individuazione dei “cercatori di LavOro” verrà realizzata a partire dalle realtà ecclesiali più sensibili al tema (operatori del progetto Policoro, laici coinvolti nella pastorale sociale e del lavoro delle diocesi, credenti appassionati ai temi del lavoro e della giustizia).

2° Fase: la Missione

La seconda fase consiste nella scesa in campo da parte dei giovani Cercatori che si metteranno in contatto con le realtà amministrative, produttive e di formazione  del proprio territorio (sindacati, banche di credito cooperativo, associazioni di categoria) che li aiuteranno ad individuare la migliore pratica (fase due). Tra gli Enti ed organizzazioni referenti accompagnatrici vi saranno innanzitutto le organizzazioni del mondo del lavoro di ispirazione cristiana (sindacati, banche di credito cooperativo, Acli, MLAC, MCL) e più in generale le istituzioni locali (confindustria, confcommercio, confartigianato).

3° Fase: le Buone Pratiche

La terza fase consiste nella somministrazione del questionario da parte del Cercatore una volta identificata la migliore pratica. Il questionario serve infatti a raccontarla e valutarne le caratteristiche secondo un criterio di analisi qualitativa. Sarà importante in particolare identificarne le caratteristiche di successo, le possibilità di riproducibilità dell’esperienza su altri territori nonché le esigenze eventualmente sollevate in materia di politica del lavoro dagli innovatori per aumentare le probabilità di successo di esperienze simili.

4° Fase: la Condivisione del Percorso

La quarta fase chiude il percorso con un momento di restituzione da parte dei Cercatori che si confronteranno tra loro e condivideranno quanto raccolto nelle loro missioni. Attraverso dei momenti laboratoriali a livello regionale, l’obiettivo è di creare scambio di buone pratiche e confrontarle a livello nazionale durante l’incontro di Cagliari. Dal confronto e dalla riflessione sulle esperienze potranno scaturire proposte per aumentarne la diffusione e la realizzazione nel Paese.

Un progetto “work in progress”, un percorso che intende raccontare e riflettere su tutti i semi di speranza e di risposta concreta all’emergenza dei nostri tempi e che culminerà a  Cagliari con le attività assembleari della 48ª Settimana Sociale dei cattolici Italiani. Si costruirà così un archivio di buone pratiche che farà da riferimento ed ispirazione nel tentativo di disseminare e diffondere idee, pratiche e soluzioni per il drammatico problema del lavoro.

Per conoscere in dettaglio il progetto è possibile visitare su youtube la video – presentazione dell’iniziativa a cura dell’economista  Leonardo Becchetti membro del Comitato organizzatore delle Settimane sociali.

 

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Redazione

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Cagliari: Nasce una Nuova Comunità di Recupero

Cagliari: Nasce una Nuova Comunità di Recupero

Cagliari: Nasce una Nuova Comunità di Recupero

 

1 Cagliari: La Locanda dei buoni e cattivi:

Cagliari: Cari lettori oggi vi scriviamo dell’esempio che arriva da Cagliari dove grazie a una cooperativa un gruppo di ragazzi «ai margini» ha conquistato l’indipendenza ottenendo dei finanziamenti dalla Fondazione Prosolidar attraverso un bando senza scadenza per progetti di sviluppo.

Senza ripensamenti: l’hanno chiamata la «Locanda dei buoni e cattivi». Ci sono i ragazzi appena maggiorenni provenienti dalle comunità in cui erano stati inseriti a causa di situazioni familiari difficili. Ma ci sono anche le ragazze madri vittime di violenza con bambini piccoli, a loro volta uscite da comunità di cura. Ci sono quelli con qualche disabilità, volenterosi e molto impegnati. E ci sono altri ancora. Li accomuna l’aver deciso di tirarsi su, di non piangersi addosso per i problemi vissuti, di rimboccarsi le maniche e mettersi al lavoro. Così è nata a Cagliari la Locanda dei buoni e dei cattivi.

2 La Fondazione Prosolidar:

La Locanda dei buoni e dei cattivi è gestita dalla cooperativa sociale omonima sorta nell’ambito di un percorso di sostegno ed incubazione della Fondazione Domus De Luna. Le giornate alla Locanda dei buoni e dei cattivi non hanno un attimo di pausa: si comincia la mattina preparando letti e colazione per gli ospiti delle 5 camere, poi subito in cucina, dove entra solo merce fresca e a km zero, quindi a poca distanza da Cagliari, spesso proveniente dalle terre confiscate alle mafie e l’olio della comunità in collina. Ogni giorno si impastano pane e pasta, anche per le persone con intolleranze o esigenze speciali.

Ecco alcune testimonianze: «Mettiamo gli stessi valori di solidarietà e rispetto in tutto quello che facciamo – dice il responsabile della Locanda dei buoni e dei cattivi– e cerchiamo fornitori e prodotti che si rispecchino in questi valori». Poi c’è il flusso di arrivi e partenze nei tre appartamenti indipendenti nel centro di Cagliari, c’è da gestire il noleggio bici e gli impegni aumenteranno certamente nei prossimi mesi visto che la locanda si allargherà con tre nuove camere aperte grazie al contributo della Fondazione Prosolidar, che l’ha finanziata con 80 mila euro a fondo perduto.

La Fondazione Prosolidar è una onlus nata dal Fondo Nazionale del settore del credito, vi sono rappresentate tutte le organizzazioni sindacali del settore del credito, l’Abi e le imprese aderenti. Prosolidar accantona ogni anno dalle proprie disponibilità un fondo da destinare a progetti di emergenza, in Italia e nel Mondo: è subito operativa quando c’è da allestire un asilo spazzato via dall’alluvione o costruire strutture di ritrovo scomparse con il terremoto. Con la parte rimanente sostiene progetti di sviluppo sociale in tutta Italia e anche all’estero.

Ai suoi fondi possono accedere grandi e piccoli soggetti del Terzo settore, perché realizza una strategia inclusiva di sostegno a progetti diversi con una quota di contributo proporzionata ai costi complessivi. Il bando non ha scadenza, ma di solito una prima tranche di valutazione dei progetti avviene nel mese di aprile. È dunque questo il momento giusto per riflettere sulla propria proposta, verificando i requisiti richiesti e la documentazione da presentare sul sito www.fondazioneprosolidar.org. Sono privilegiate attività che possano avviare processi di sviluppo economico, gli investimenti a carattere produttivo, che aiutino le comunità a raggiungere l’autosufficienza economica e la serenità alimentare.

Termini che ci riportano ancora alla Locanda dei Buoni e Cattivi, dove non si impara solo un mestiere ma anche la cura di sé stessi, con un impegno concreto ogni giorno. Da persone ai margini della società questi ragazzi sono diventati cittadini attivi, da ragazze in cerca di aiuto sono diventate imprenditrici che lavorano bene generando reddito e processi sociali positivi. Positivi nella gestione e nell’inclusione, ma anche nella qualità: sono stati premiati dal Gambero Rosso fra i migliori ristoranti d’Italia e hanno anche ricevuto la menzione di «Buona Cucina» del Touring Club Italiano.

 

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Redazione

PHI Foundation

ANZIANI: VOLONTARIATO PUÒ CAMBIARE DELLE VITE

Anziani: Volontariato può Cambiare Vite

ANZIANI: VOLONTARIATO PUÒ CAMBIARE DELLE VITE

 

Anziani: Due bellissime lettere, due richieste di aiuto che non sono passate inosservate, che fanno riflettere e fanno capire. Queste sono le parole che hanno fatto nascere il programma “BorgoViVo”, realizzato grazie al volontariato di molte persone.

Sono le parole di Anna, che non vuole più vivere da sola ed entra in un istituto, ma si sente un numero senza identità e ha paura di dimenticarsi anche il proprio nome. Anna ha ancora molto da dare, può essere una buona ascoltatrice, può dare buoni consigli, può essere un’amica a cui regalare un’ora del proprio tempo e in cambio ricevere un affetto e un amore sincero.

Maria invece sa che non potrà continuare a farcela da sola, uscire a fare la spesa a volte è difficoltoso, le incombenze di casa sono ormai troppo pesanti e l’aiuto di una colf non se lo può permettere.  Ma l’istituto proprio no. Le sue foto, i suoi mobili… poter mangiare quando vuole e quello che vuole, poter vedere la tv anche di notte, quando soffre di insonnia. Vorrebbe mantenere la propria libertà ma così non può che attendere l’aiuto di qualcuno che si ricordi di lei. Queste ed altre accorate testimonianze hanno portato PHI Foundation a far decollare il progetto di solidarietà per anziani e giovani famiglie BorgoViVo.

Sulla scia dell’esperienza PHI Foundation, insieme ad altri volontari, decidono di creare anche un modello di struttura d’accoglienza alternativo alla casa di riposo. Per realizzare il progetto, iniziano a concepire il programma BorgoViVo dove degli anziani possano convivere e condividere la spesa di badanti e colf.

I lavori di progettazione programma ha inizio, l’obiettivo è creare un vero e proprio villaggio con abitazioni diffuse e servizi dedicati, adatti alle esigenze e alla mobilità di un anziano. Per fortuna i volontari sono tanti e così grazie al Volontariato si portano avanti i lavori e la ricerca degli anziani disponibili a fare questa esperienza.

La prima è Luigia, una signora forte e dinamica, ultra ottantenne che accetta la sfida e per prima entra a far parte del team. Racconta le sue iniziali titubanze nel dover scegliere di vivere in un “villaggio per anziani diffuso” con persone estranee, ciascuna con le proprie abitudini, ma ben presto si ricrede. La famiglia si allarga, ed è bello condividere, partecipare e donare il proprio tempo agli altri. Le badanti seguiranno quotidianamente gli anziani dandosi il turno, lasciando piena libertà a familiari e amici e soprattutto i volontari, persone speciali che offrono il loro tempo e la loro amicizia.

Se anche voi volete donare un po’ del vostro tempo a questi anziani e trascorrere un’ora della vostra giornata con loro, siamo sicuri che ne rimarrete affascinati. Per informazioni potete contattare la costituenda OVER Foundation.

E ora non mi resta che aggiungere Viva gli Anziani, Viva il volontariato.

 

Redazione

PHI Foundation

economia verde è messa a dura prova, infatti nelle nostre abitazioni abbiamo la luce, l'acqua

ECONOMIA VERDE: UN PROBLEMA DI TUTTI

ECONOMIA ECOLOGICA

Oggigiorno l’ economia verde è messa a dura prova, infatti nelle nostre abitazioni abbiamo la luce, l’acqua, gli elettrodomestici e ci piace usarli perché sono comodi  ma forse spesso se ne fa un uso eccessivo.

Infatti i consumi dell’energia elettrica sono elevati, si stima che una famiglia composta da 4 persone produca un consumo di energia elettrica pari a 1,8 tep (tonnellate equivalenti di petrolio).

Economia Verde

Tanto è vero che ci piace stare col pc e la tv accesi 10 ore al giorno senza mai spegnerli, durante l’estate coi condizionatori accesi dal mattino alla sera per difenderci dal caldo, con le luci accese anche durante le ore diurne quando si può normalmente sfruttare la luce solare proveniente dall’esterno, usare troppo frequentemente lavatrici, lavastoviglie, asciugartici eccetera eccetera.

A questi aspetti ne vanno aggiunti altri come gli spostamenti in automobile per brevi tragitti cittadini quando si può andare tranquillamente in bicicletta o in metropolitana o in tram, lo sperpero di carta, gli sprechi alimentari (in Italia si sprecano 2,2 milioni di tonnellate di cibo ogni anno, ossia 145 kg di cibo pro capite).

Economia Verde

In più in Italia soltanto il 16% della popolazione utilizza il fotovoltaico per la produzione di energia idroelettrica, invece soltanto il 18% dell’energia elettrica proviene dagli aerogeneratori degli impianti eolici.

L’ economia verde promuove l’uso di energie rinnovabili come: le biomasse (ossia la produzione di energia da materiali di scarto di natura vegetale ed animale), l’energia eolica, la mareomotrice (energia ricavata dagli spostamenti d’acqua durante le maree), l’energia solare, l’energia del moto ondoso (che sfrutta l’ energia cinetica delle onde idriche), l’energia idroelettrica e la geotermica che utilizza il calore naturale della Terra, adoperando così fonti energetiche alternative nonché rinnovabili.

Molte aziende si stanno muovendo verso un’ economia verde proprio per ridurre l’inquinamento e  gli sprechi ed utilizzano fonti energetiche rinnovabili per uno sviluppo sostenibile e per la  salvaguardia della biodiversità.

In questo ambito si pone il CiAl (Consorzio Imballaggi Alluminio), ossia un consorzio nazionale che senza fini di lucro stipula coi comuni o con le imprese delegate un contratto per la raccolta, il recupero ed il riciclo degli imballaggi dell’alluminio provenienti dalla raccolta differenziata, conciliando il tutto col totale rispetto dell’ambiente.

ECO-CONSIGLI

L’ambiente in cui viviamo subisce giornalmente livelli d’inquinamento molto alti, tutto ciò nuoce alle persone, quindi dobbiamo iniziare a seguire norme comportamentali sane ad esempio: non sprecare, non inquinare, non nuocere e non danneggiare l’ambiente e solo in questo modo si avranno dei miglioramenti nel Pianeta in cui viviamo.

Altresì in ambito culinario si possono azzerare gli sprechi utilizzando alimenti a kilometro zero, prodotti ittici provenienti da una pesca sostenibile, riducendo i consumi di carni provenienti da allevamenti intensivi, usando tovagliette prodotte da materiali riciclati ed oggetti che abbiano la certificazione FSC.

La FSC è una ONG (Organizzazione non governativa) internazionale senza fini di lucro fondata nel 1993 a Toronto.

FSC è un acronimo che sta per Forest Stewardship Council, ed è il sistema di certificazione più accreditato al mondo per la gestione delle foreste nel rispetto dell’ambiente ed economicamente sostenibile.

La certificazione riguarda sia prodotti di origine forestale come il legno, i mobili, le cornici, il pellet, la carta, il sughero che prodotti  forestali non legnosi come miele, funghi frutti di bosco e resine.

La FSC stipula contratti con i piccoli proprietari forestali per dare loro delle spiegazioni sull’utilizzo di una gestione forestale sostenibile, sulla corretta conservazione delle foreste, sul ripristino del paesaggio, sul taglio del legno e sul suo commercio.

Chi volesse diventare socio di FSC può farlo consultando la pagina internet del sito o contattare la phifoundation.com.

 

Redazione

PHI Foundation

anziani sono pilastro della società per la loro esperienza, per la loro saggezza

ANZIANI: OGGI SEMPRE PIÙ SOLI

GLI ANZIANI E LA SOCIETÀ MODERNA

Gli anziani sono un pilastro della società per la loro esperienza, per la loro saggezza, per i loro racconti, per i loro insegnamenti che hanno lasciato alle generazioni più giovani.

Rappresentano una fonte di ricchezza sotto molti aspetti, io personalmente ho un bellissimo ricordo dei miei nonni di quanto mi hanno insegnato, di tutte le attività che facevo insieme a loro e di quanto hanno impresso nella mia memoria, considerando il divario generazionale di quasi un secolo rispetto ai miei nonni e di quasi due rispetto ai miei bisnonni.

Nella società attuale, grazie ai progressi della medicina, della tecnologia e dell’assistenza sociale, la vita media delle persone si è allungata, infatti sentiamo spesso di compleanni centenari, di arzilli anziani ultracentenari e questo ci dà molte soddisfazioni e speranze future per noi giovani.

Molto spesso, nella  società di oggi sentiamo spesso, purtroppo, dalla televisione storie tristi che riguardano gli anziani, storie che riguardano persone sempre più spesso costrette a vivere da sole, abbandonate dai propri parenti o altre volte derubate, truffate, picchiate, o addirittura uccise; questo non è giusto ne rispettoso verso queste persone che non hanno la forza di reagire a queste situazioni e non hanno la possibilità di difendersi da aggressioni esterne.

Frequentemente anziani non autosufficienti che non hanno la possibilità di vivere da soli, si rivolgono a badanti di nazionalità straniera per assisterli e sostenerli, scoprendo molte volte, che in realtà si approfittano di loro e compiono inaudite violenze ai loro danni.

Ecco in queste circostanze disagiate e problematiche nei confronti degli anziani che intervengono varie associazioni di volontariato per fronteggiare queste situazioni.

 

TUTELA DEGLI ANZIANI

OVER Foundation una costituente organizzazione come Ente Nazionale avente finalità assistenziali verso gli anziani, i poveri, persone in difficoltà e le donne che hanno subito maltrattamenti e violenze.

Sarà presente in molte regioni d’Italia, L’organizzazione oltre alle numerose attività  di volontariato civico, di turismo sociale e di solidarietà internazionale offrirà una serie di servizi gratuiti per gli anziani che richiedono un sostegno, attraverso un numero verde, attivo tutti i giorni dalle 8:00 alle 20:00.

La costituenda OVER Foundation nascerà per offrire sostegno, assistenza e solidarietà agli anziani per non trascurarli ed offrire loro sostegno, speranza e serenità.

Purtroppo nella società odierna si fa tutto molto di fretta, tralasciando molto spesso la cura e le attenzioni verso queste persone che, invece, hanno molto bisogno di aiuto e di protezione.

 

Redazione

PHI Foundation

SCRITTURA: ORIGINI E STORIA DELLA SCRITTURA

SCRITTURA: ORIGINI E STORIA DELLA SCRITTURA

SCRITTURA: ORIGINI E STORIA DELLA SCRITTURA

 

ORIGINI E STORIA DELLA SCRITTURA

Tradizionalmente l’inizio della scrittura viene collocato dagli storici intorno al 3200 a.c. in Mesopotamia (l’odierno Iraq) dove inizialmente è sorta per fini di contabilità, amministrazione e commercio.

Scrivere altro non è che registrare in forma stilata il linguaggio verbale.

Le prime forme di scrittura furono cuneiformi, poi con l’avvento della civiltà minoica ci si avvicinò verso una scrittura sillabica.

Ma soltanto nel 1800 a.c. si ebbe il primo alfabeto in Egitto, a cui seguì quello fenicio del 1050 a.c., greco,  ed infine quello latino attualmente usato.

L’invenzione della scrittura fu una delle più grandi conquiste dell’umanità, il fatto di trascrivere il flusso di parole significava trasmettere e conservare la memoria di tutto il passato ed inoltre aveva una funzione pratica di registrare gli scambi commerciali dell’epoca.

Con il passare del tempo il ruolo della scrittura è stato sempre più indispensabile ed importante, ossia un mezzo di comunicazione che conserva le tradizioni da una generazione all’altra, che compone testi di diversa natura e la sua funzione è stata sempre più determinante nel corso del tempo, nel passato, nel presente e lo sarà anche nei tempi futuri.

Oggi, per chi ama scrivere esistono molti laboratori di scrittura. C’è la possibilità di partecipare a dei workshop sulla scrittura creativa scrivendo poesie, racconti onirici, polizieschi, fantascientifici, d’amore e migliorando la propria creatività e fantasia.

Inoltre la scrittura ha una funzione terapeutica nell’ambito della psicologia infatti, da circa un decennio, è sorta in Italia la medicina narrativa, ossia una metodologia clinica-assistenziale basata sulla narrazione scritta come principale strumento per acquisire una diagnosi ed una cura per il paziente.

SCRIVERE PER PHI FOUNDATION

Era da molto tempo che cercavo qualcosa che riguardasse il mondo della scrittura, perché mi piace scrivere, così un bel giorno mi sono imbattuta  nel sito di PHI Foundation e con immensa gioia ho letto che PHI Academy organizza dei corsi di scrittura con la possibilità di pubblicare gli articoli redatti.

L’occasione per me fu ghiotta e mi tuffai immediatamente in questa fantastica esperienza, iniziando a scrivere articoli che, settimana dopo settimana ,venivano pubblicati.

L’impegno nello scrivere gli articoli è stato considerevole ed anche non facile nel cercare le tematiche da trattare ma ho ricevuto molte soddisfazioni.

Durante questo mio lavoro da articolista ho conosciuto molte realtà legate al settore del volontariato e del non profit che prima non conoscevo, arricchendo così il mio bagaglio di conoscenze ed ho trovato tutto ciò molto utile ed interessante.

Inoltre ho effettuato delle donazioni in favore di alcune associazioni di volontariato ed è stato un dono fatto con il cuore a sostegno di associazioni che si impegnano a tamponare le gravi difficoltà esistenti nella società contemporanea.

LA SCRITTURA OGGI

Scrivere è un metodo  di comunicazione fondamentale e necessario per ogni epoca, la scrittura è lo strumento che consente di sapere, capire e comprendere.

Oggigiorno si scrive molto, vengono divulgati testi di ogni tipo e di ogni genere i quali oltre ad essere diffusi in formato cartaceo vengono diffusi in formato digitale (rappresentando in ciò un cambiamento, un’evoluzione, una novità rispetto al passato) ed attraverso la loro lettura si impara ogni aspetto del reale.

I testi redatti, oggi, si pongono in un vasto ed immenso panorama di generi diversificati tra loro, denotando per la scrittura un grande sviluppo ed una grande evoluzione.

Probabilmente la scrittura e le sue forme continueranno ad evolversi insieme all’evoluzione stessa del genere umano, è ipotizzabile che in un prossimo futuro la scrittura non sarà più manuale ma vocale (in realtà questo fenomeno è già presente oggi).

Ma sicuramente la necessità di lasciare traccia di quello che facciamo, diciamo e pensiamo resterà sempre una delle caratteristiche fondamentali del genere umano.

 

Redazione

PHI Foundation

Il terzo settore

Cos’è il terzo settore? Definizione e significato

Il terzo settore viene a costituire un altro ordine o classe rispetto alla sfera dello Stato e della pubblica amministrazione (primo settore) e a quella del mercato e delle imprese (secondo settore). Ecco che il significato del termine terzo settore è lo stesso di ciò che viene indicato come no profit.

Cos’è il terzo settore viene ulteriormente specificato dal fatto che gli enti che lo compongono non perseguono scopo di lucro, al contrario delle imprese tradizionali operanti nel mercato. Il fine ricercato è costituito dall’esercizio di attività con finalità civiche o utilità sociale. 

Enti del terzo settore: quali sono?

Possono essere considerati enti del terzo settore, secondo l’ultima riforma (art. 5, c. 1, D.Lgs. 177/2017), le seguenti realtà no profit:

  • organizzazioni di volontariato,
  • associazioni di promozione sociale,
  • enti filantropici,
  • imprese sociali

Fonte :  informazione fiscale

Fatta chiarezza su cos’è il terzo settore voglio soffermarmi sugli enti che lo promuovono e sulla mia esperienza diretta con essi.

La mia esperienza

Ho fatto parte per circa due anni di una onlus che si occupa di ragazzi con disabilità intellettive e relazionali: L’ Anffas.

L’Anffas ,che nasce dall’unione e dall’esigenza di poche famiglie, si pone come obiettivi l’integrazione di questi ragazzi nella società; lo sviluppo, per quanto possibile, delle loro autonomie sino a giungere, nel migliore dei casi all’auto rappresentanza (rappresentazione esatta di se stessi). 

Questa attività viene promossa con l’organizzazione di diverse attività giornaliere volte al raggiungimento di obiettivi personali prestabiliti in base al tipo di disabilità. Si và dal laboratorio di cucina, utile per lo sviluppo della coordinazione Oculo-Manuale, al laboratorio cognitivo utile a sviluppare le capacità cognitive dei ragazzi, all’allestimento di progetti come “Io cittadino” progetto utile a rendere i ragazzi consapevoli della loro “coscienza civica”, elemento fondamentale per la loro inclusione, al laboratorio di teatro e alle escursioni settimanali, utili per promuovere una volta di più la socializzazione tra i ragazzi; Concludendo con il laboratorio “delle autonomie personali” dove i ragazzi si impegnano, opportunamente guidati dagli operatori, nello svolgimento delle faccende domestiche (esercizio “principe” per quanto riguarda lo sviluppo dell’autonomia personale). 

Per quanto riguarda la mia esperienza personale, maturata nei due anni, come volontario, posso dire di aver cambiato radicalmente la mia concezione di società e disabilità, cose che mi hanno portato a guardarmi in modo diverso e raggiungere un livello di maturazione personale sin lì impensabile.

Questa mia maturazione è stata resa possibile dal fatto che ogni attività, proposta ai ragazzi, rappresentava in primis per me un “ostacolo” da superare; ostacolo che io dovevo, necessariamente, superare per essere sicuro di fornire ai ragazzi il sostegno di cui necessitavano. 

In conclusione, per quanto detto sin qui, riguardo la mia sfera personale non posso non archiviare questa esperienza come un esperienza positiva, nella quale la mia partecipazione al terzo settore, si è svolta in maniera attiva, cosa che io consiglio di fare a chiunque.

 

Antonio Savarino

PHI Foundation

La bicicletta

LE DUE BICICLETTE ROSA

Fin da bambina, dall’età di 5 anni, desideravo fortemente imparare ad andare in bicicletta, ma avevo grosse difficoltà a tenermi in equilibrio, contavo sull’appoggio di muri e cancellate per tenermi e chiedevo spesso a mio fratello più grande continue lezioni su come guidare la bicicletta, ma nonostante i suoi consigli non riuscivo lo stesso a stare in equilibrio.

Molto spesso non riuscivo a frenare ed andavo a sbattere contro gli ostacoli che trovavo lungo la strada.

Dopo continui tentativi con la mia caparbietà sono riuscita a stare in equilibrio sul veicolo.

Mio padre, all’età di 8 anni, mi regalò una bicicletta rosa che aveva il campanello posizionato sul manubrio ed io mi divertivo a suonarlo, lo suonavo soltanto per ascoltare il suo suono.

Col passare del tempo imparai benissimo ad andare in bicicletta dopo aver superato le prime difficoltà infantili, mi lanciai in lunghe escursioni e passeggiate.

Abitavo in un condominio e nell’androne del palazzo lasciavo la bicicletta lì senza chiuderla con la catena, capitò un giorno che scesi giù per prenderla e la bici non c’era più perchè era stata rubata.

Ci rimasi molto male e tornai a casa molto dispiaciuta.

Crescendo e vivendo in una grande città mi sono resa conto che la bicicletta è un’oggetto di vitale importanza.

Infatti ne acquistai un’altra sempre di colore rosa, andai in un negozio di biciclette e ne presi una, ci feci montare i cestini sia anteriori che posteriori, i due fanalini anteriore bianco come vuole la normativa sulla sicurezza e quello posteriore rosso e fui molto contenta e soddisfatta di spostarmi in città in bicicletta anzichè con l’automobile.

Insomma scorrazzavo di qua e di là in città senza sosta, andavo al supermercato a fare la spesa, mi recavo in università, andavo in biblioteca a studiare, andavo dappertutto con la mia biciclettina rosa. Ci tenevo moltissimo, la pulivo, la lavavo ed in ogni posto della città dove parcheggiavo la chiudevo con una grossa catena, in modo tale che la potessero difficilmente rubare.

Una sera decisi di andare a vedere un concerto di musica, presi la mia bici ed andai, giunta in piazza la parcheggiai vicino ad un parco, dove lì di fronte c’era un vigile urbano che vi prestava servizio.

Tranquillamente scesi dal mezzo, la legai con la catena ad un’inferriata ed andai al concerto.

Dopo la mezzanotte il concerto terminò e ritornai nel parco per prendere il mio veicolo, ma trovai un’amarissima sorpresa, la mia bici era sparita, era stata portata via da un ladro, nonostante la presenza del vigile urbano e della catena.

Feci 100 metri andai dal vigile urbano a chiedere se lui avesse visto qualcosa ma, nonostante fosse a 100 metri dal veicolo lui era del tutto ignaro di quanto accaduto.

Mi stupì profondamente la sua disattenzione e la sua indifferenza su quanto accaduto sotto i suoi occhi, presi la metropolitana e tornai a casa molto affranta e dispiaciuta.

I furti di biciclette, purtroppo sono in continuo aumento e questo è un altro dei motivi che spinge le persone a non spostarsi con questo veicolo.

Tutto ciò mi fa pensare a come le persone siano disposte a rubare, a fare del male agli altri senza pensarci troppo, agendo secondo il proprio egoismo, e a quanto le nostre città sono invivibili, poco sorvegliate e a quanta noncuranza, trascuratezza, incuria sia presente.

 

ANDARE IN BICICLETTA: SCELTA «GREEN»

A differenza dell’Italia, in alcuni Stati del Nord Europa come l’Olanda, la Danimarca, la Svezia, la Norvegia  andare in bicicletta è un «culto» e le leggi impongono di effettuare spostamenti in bicicletta, dotando le città di attrezzature necessarie allo spostamento sulle due ruote a pedali al fine di ridurre a zero l’inquinamento atmosferico e salvaguardare l’ambiente e quindi anche la salute dei cittadini stessi.

Credo che dobbiamo prendere esempio da queste nazioni ed adottare delle politiche ecologiche a zero impatto ambientale e difendere l’ambiente adesso ed uscire dalla coltre di arretratezza, regresso, «barbarità ambientale» e schiudersi verso una nuova legislazione che difenda il Pianeta e di conseguenza anche noi stessi; ma tutto ciò deve partire dalla politica e non soltanto da un piccolo gruppo di cittadini.

 

IL BICENTENARIO DELLA BICICLETTA

Ebbene sì, questo straordinario, comodissimo, praticissimo veicolo a due ruote il 12 giugno del 2017 ha spento ben 200 candeline compiendo 200 anni, inventata appunto il 12/06/1817 dall’ aristocratico tedesco Karl Friedrich Christian Ludwig Freiherr Drais von Sauerbronn, noto col nome di Karl Drais, un barone che nelle campagne del Baden-Wüttemberg, sud-ovest della Germania, usava la bicicletta per spostarsi, in sostituzione all’uso del cavallo.

Inventò una Laufmaschine (macchina da corsa) detta draisine (draisina in italiano, che deriva dal cognome dell’ inventore) ossia una bicicletta composta da: due ruote in legno con 8 raggi, un manubrio direzionale, una sella, sprovvista di pedali e freni, i quali furono aggiunti successivamente, e veniva spinta a mano, correndo.

Drais, compì molti viaggi con il suo prototipo di bicicletta, fu un inventore geniale ed aristocratico e ricevette molte riconoscenze per questa sua invenzione.

Spostarsi in bicicletta, oggigiorno è divenuta una scelta molto importante in quanto economizza l’ammorbamento dell’aria cittadina, riducendo inquinamento e traffico ed allo stesso tempo i costi per il trasporto urbano.

 

Filippelli Giuseppina

PHI Foundation

Associazione Mercurio, per fare la differenza

La nascita dell’Associazione

Associazione Mercurio (www.associazione-mercurio.org) nasce qualche anno fa, a Milano, dalla volontà di un gruppo di persone diverse animate da un progetto comune, quello di unire l’arte alla scienza.

È così che Matilde, Stella e Caroline si mettono assieme e, coinvolgendo amici con background differenti portano in ItaliaPinksie the Whale Celebrating Difference” e avviano il progetto “Da Grande Anch’io” per divulgare il sapere scientifico legandolo alle diverse manifestazioni dell’ingegno umano, come l’arte, lo sport, la musica, la pittura, il teatro ecc.

La voglia è quella di fare propulsione e l’iniziativa è vincente.

A questo punto si stabilisce che i progetti devono diventare qualcosa di più strutturato e viene fondata nel 2014 l’Associazione Mercurio, dove oltre a Matilde, Stella e Caroline operano attivamente Francesca, Orietta, Massimo, Franca, Carlo, Paolo, Giovanni e sempre più persone si uniscono.

Vengono coinvolti, artisti, designer, creativi, scienziati, professori universitari, docenti, liberi professionisti tutti con un unico scopo creare reti per portare eccellenza e far conoscere e sviluppare i talenti dei ragazzi.

La Filosofia dell’Associazione Mercurio

La filosofia di Associazione Mercurio è quella di fare la differenza, la differenza per un bambino o un ragazzo.

Questi ragazzi devono essere gli artefici del loro futuro e noi dobbiamo aiutarli a scoprire i loro talenti, le loro abilità, realizzandosi in tutte le proprie sfaccettature.

Un partner di eccellenza come l’Università Bicocca di Milano collabora con l’Associazione per motivare e orientare i ragazzi nel loro percorso di studi.

Alle elementari si lavora maggiormente con un tipo di approccio Artistico – Creativo. Alle medie si presentano le eccellenze del mondo della scienza e della medicina.

Ai licei o in generale alle scuole superiori si cerca di fare la differenza con “Make the Difference”, presentando agli studenti una rosa di professioni.

La maggior parte di questi progetti, con l’aiuto dei volontari, vengono realizzati in contesti periferici per offrire anche a ragazzi meno fortunati la possibilità di entrare in contatto con altre realtà del mondo, dando loro una possibilità di conoscenza e di sbocchi professionali.

Attraverso laboratori didattici, spettacoli e uno scambio di dialoghi e ascolto si cerca di creare un percorso formativo con i ragazzi per farli crescere e dare loro un’opportunità anche solo di conoscenza di mondi diversi e di comprensione delle loro attitudini e capacità. 

L’Associazione Mercurio

L’Associazione Mercurio ha un sito bello e funzionale, www.associazione-mercurio.org e potete consultarlo per venire a conoscenza sia della loro realtà sia dei loro fantastici progetti come Da Grande Anch’io, Pinksie, Make the Difference.

In particolare in questo periodo l’Associazione Mercurio invita a partecipare per il 1 Aprile allo spettacolo “Lo Spartito di Walt” rivolto a tutte le età all’Auditorium La Verdi di Milano.

Sarà un grande evento dove si alterneranno musiche riadattate dalla New Pop Orchestra sotto la direzione del maestro Alfredo Conti e il pubblico verrà intrattenuto da divertentissimi sketch degli storici doppiatori  Nunziante Valoroso e Alessandro Quarta.

L’evento sarà arricchito da una bellissima lotteria caratterizzata da cimeli Disney degli anni ’30 e il ricavato andrà a sostegno anche di Associazione Mercurio.

Per avere maggiori informazioni sull’evento ma anche sull’Associazione Mercurio potete scrivere a info@associazione-mercurio.org

 

Laura Giacometti

PHI Foundation

LA SCLEROSI MULTIPLA

CHE COS’ È LA SCLEROSI MULTIPLA ?

La sclerosi multipla è una malattia neurodegenerativa demielinizzante, che comporta la perdita della mielina (o guaina mielinica, la quale ha una struttura biancastra multilamellare con funzione isolante che avvolge gli assoni di tutti i neuroni degli esseri vertebrati) in molte aree del sistema nervoso centrale.

Durante il processo di demielizzazione c’è una fase iniziale infiammatoria a cui segue una fase cronica con cicatrici e placche all’interno del sistema nervoso centrale.

La Sclerosi Multipla è causata da fattori ambientali, genetici ma non è ereditaria; in seguito a degli studi epidemiologici condotti in molte zone del mondo è emerso che questa malattia è più diffusa nell’emisfero settentrionale e meridionale  mentre in zone più vicine all’equatore le popolazioni vengono colpite con una percentuale molto bassa.

Una maggior incidenza della malattia si ha nel Canada, nell’America del Nord, in Australia ed in Nuova Zelanda mentre più ci si avvicina all’equatore e più la possibilità di diffusione della malattia è nulla.

Infatti in zone molto assolate il corpo umano produce molta vitamina D (un ormone utile per le ossa, il sangue, il cervello e pelle) e la possibilità di contrarre la malattia è ridotta, registrando un tasso di malattie riscontrate molto basso.

In tutto il mondo si registrano circa 3.000.000 di persone ammalate di Sclerosi Multipla, di cui 600.000 in Europa e 180.000 soltanto in Italia.

STORIA DELLA SCLEROSI MULTIPLA

Il primo caso di Sclerosi Multipla si è registrato in Olanda sul finire del 1300, dopo 4 secoli si sono registrati altri due casi di SM.

Sul finire dell’Ottocento il neurologo francese Jean-Martin Chargot fu il primo a riconoscere la SM, individuando la triade di Chargot, ossia i tre segni della malattia: il nistagmo, il tremore intenzionale e la parola scandita.

Allievo e seguace di Chargot fu Pierre Marie che fece importanti ricerche in ambito neurologico ed endocrinologico.

Gli studi e le ricerche in questo campo proseguirono per tutto il Novecento con lo scienziato biomedico americano Elvin Kabat ed il fisico svizzero Felix Bloch, Nobel per la fisica per il contributo alla nascita della risonanza magnetica nucleare.

Nel 1957 due virologi Alick Isaacs e Jean Lindenmann scoprirono l’interferone, una proteina capace d’interferire con la replicazione di agenti patogeni e di regolarizzare il sistema immunitario.

 TERAPIE

L’interferone beta b1, primo farmaco approvato negli Stati Uniti d’America nel 1993, fu un’ importante scoperta nella cura della Sclerosi Multipla e delle recidive, nel 1996 fu approvato e somministrato gratuitamente ai malati in Italia, poi nel 2000 fu approvato e diffuso anche l’interferone b1a col compito di rallentare la progressione della malattia.

In presenza di ricadute e remissioni si segue una terapia farmacologica steroidea somministrata per via orale o in fleboclisi, a cui seguono progetti riabilitativi a seconda dei sintomi e dei problemi manifestati durante il decorso della malattia.

L’AISM

L’Associazione Italiana Sclerosi Multipla (AISM), nasce a Roma nel 1968 per rappresentare i diritti e le speranze delle persone malate di SM. Nei suoi 50 anni l’AISM ha migliorato la vita dei malati grazie al lavoro degli oltre 13.000 volontari, sostenuto la ricerca investendo 20 milioni di euro, tutelato i diritti sociali e civili dei malati, sensibilizzato le persone, diffuso informazioni, dialogato con enti ed istituzioni in favore dei malati affetti da Sclerosi Multipla e si è diffusa capillarmente lungo tutto il territorio nazionale con 100 sezioni presenti in quasi tutte le province italiane.

Chiunque volesse contribuire al sostegno dell’associazione può divenire volontario e/o socio, oppure può contribuire alla ricerca comprando una gardensia durante le giornate del 8, 9 e 10 Marzo, in occasione dell’annuale evento promosso dall’associazione, in tutte le piazze d’Italia.

Per info: https://sostienici.aism.it/gardensia/

 

Filippelli Giuseppina Giovanna

PHI Foundation

12° Giornata delle malattie rare: mostra la tua rarità!

La Giornata delle Malattie Rare

La “Rare Desease Day” che si celebra tradizionalmente il 28 febbraio, è arrivata nel 2019 alla 12a edizione.

L’obiettivo principale della Giornata delle Malattie Rare è quello di aumentare la consapevolezza tra il pubblico e i principali opinion leader sulle malattie rare e il loro impatto sulla vita dei pazienti.

È un momento di maggiore attenzione sentito dai pazienti e dalle loro famiglie per lanciare un appello globale a tutti i soggetti politici o enti pubblici affinché si impegnino per migliorare le condizioni di vita delle persone e delle famiglie che si trovano ad affrontare una malattia rara, ognuno per il proprio campo di competenza.

La Fondazione Alessandra Bisceglia VivAle Onlus, a 10 anni dalla sua nascita, conferma la sua presenza alla Campagna di comunicazione per la 12° Giornata Internazionale delle Malattie Rare (#RRD2019).

L’Organizzazione No-profit, con sede a Roma e a Lavello (PZ), ha come scopo lo studio e la cura delle anomalie vascolari.

La Fondazione nasce per volontà degli amici e colleghi di Alessandra Bisceglia i quali hanno ritenuto che la sua storia potesse essere un vero esempio di vita e che nel suo nome potessero compiersi azioni di aiuto rivolte a chi vive problemi simili ai suoi, coniugando così ricordo con impegno sociale e volontariato.

L’obiettivo principale della Fondazione, infatti, è assistere il paziente e la sua famiglia in questo difficile cammino.

Questo grande evento internazionale si concentra quest’anno su un tema molto caro alle famiglie dei pazienti: “Integriamo l’Assistenza Sanitaria con l’Assistenza Sociale”.

La maggior parte di esse, infatti, convive quotidianamente con diverse attività e servizi da coordinare: visite mediche, recupero di medicinali, la loro somministrazione anche in luoghi diversi dalla propria abitazione, l’utilizzo di attrezzature specialistiche o l’accesso a vari servizi di supporto sociale per la famiglia.

Se a queste attività si devono aggiungere anche il lavoro, la scuola e il tempo libero, può essere difficile da gestire.

La campagna Social #ShowYourRare

Oggi, purtroppo, si stimano circa 300 milioni di persone affette da 6.000 patologie rare.

E’ sempre più frequente, oggi, contrarre una malattia rara. Per questo motivo, sui Social Media è partita la campagna di comunicazione #ShowYourRare.

Guarda il video spot di #ShowYourRare 2019 per ispirarti a dipingere il tuo viso e “mostra la tua rarità” durante il mese di febbraio per la Giornata delle Malattie Rare 2019.

È semplice partecipare!

Ø  Dipingi il tuo viso usando vernici per il viso dai colori vivaci

Ø  Posa per un selfie o una foto di gruppo

Ø  Pubblica l’immagine sui social media utilizzando gli hashtag #ShowYourRare e #RareDiseaseDay

Condividi il tuo selfie #ShowYourRare in qualsiasi momento per tutto il mese di febbraio, compreso il giorno delle malattie rare.

Puoi anche utilizzare l’hashtag #ShowYourRare o aggiungere la foto sul tuo profilo Facebook o Twitter.

Segui la campagna #ShowYourRare su Facebook, Twitter e Instagram. Partecipa anche tu!

Mauro Carlucci

PHI Foundation

SPORT PER TUTTI

SPORT E BENEFICI

Tutti sappiamo che fare sport fa bene, appena accendiamo la televisione ed ascoltiamo una trasmissione che affronta il tema della salute la prima cosa che sentiamo dire è quella di fare almeno 30 minuti al giorno di corsa, camminata veloce, esercizi di stretching o un qualsiasi sport.

Lo sport è il toccasana per qualsiasi malattia, per qualsiasi disturbo e viene sempre consigliato a tutte le persone ed a tutte le fasce d’età.

Infatti quando si fa attività fisica il cervello rilascia delle endorfine, ossia un ormone che combatte la depressione e ci fa sentire più rilassati e sereni, aumenta il colesterolo HDL e riduce quello LDL, riduce il rischio di malattie cardiovascolari come infarti, diabete, cancro, artriti ed aiuta il sistema cardiovascolare a lavorare più efficacemente, controlla il peso corporeo, migliora il sonno e la vita sessuale, riduce ansia e stress.

Accanto a questi benefici di natura fisica ce ne sono altri legati alla sfera dello svago  in quanto si segue una disciplina sportiva che in più ci piace, ci aggrada ed inoltre si conosce qualcosa di nuovo e si fa un’attività diversa dal solito, divertendosi.

Fare sport significa non solo rimanere in buona salute nella prevenzione e cura di determinate malattie, ma significa anche, fare ciò che più ci piace sfruttando le nostre propensioni, scegliendo una disciplina sportiva verso la quale siamo più portati e quindi anche più capaci di svolgerla.

Fare sport può essere un hobby, un lavoro, un modo per socializzare stando in contatto con altre persone, per acquisire nuove conoscenze, per fare qualcosa di diverso dalla solita quotidianità unito ad un mondo di benefici che ne conseguono.

Per fare sport non ci sono né limiti d’età né limiti fisici, lo si deve fare sempre e con costanza per ottenere giovamento e vantaggi.

LO SPORT ANCHE PER PERSONE INABILI

E grazie allo sport che si ha la possibilità di superare il limite derivante da problematiche fisiche e nel 2000 è stata fondata a Torino Sportdipiù, un’importante e consolidata realtà sportiva per persone disabili dove vedere lo sport come un veicolo d’integrazione che oltrepassa la disabilità fisica.

Gli atleti disabili hanno la possibilità di cimentarsi nello sci, nel curling, nello snowboard, nell’atletica e nel tennis.

Molte sono le discipline sportive che le persone con un handicap fisico possono praticare, a partire da sport in cui l’attività motoria delle gambe non è preponderante come: il tiro con l’arco, il canottaggio, la canoa, la pesistica e le bocce; fino a praticare degli sport in cui l’ impiego delle braccia e delle gambe è necessario come nel nuoto, nello sci, nel calcio, nel rugby e nello judo.

Le persone con disabilità fisica hanno la possibilità di allenarsi, praticare gli sport e partecipare anche alle Olimpiadi.

Infatti il Comitato Paralimpico Internazionale con sede a Bonn è stato fondato nel 1989 ed è un’organizzazione internazionale no-profit che organizza i giochi paralimpici sia estivi che invernali per dare l’opportunità agli atleti paralimpici di gareggiare e di competere a livello mondiale.

I primi giochi paralimpici estivi si tennero in Giappone nel 1964 mentre le prime Paralimpiadi invernali si tennero in Svezia nel 1976.

Anche lo sport, è un mezzo d’integrazione per superare le deformità fisiche tra le persone ed aprire le porte a tutti, dando la possibilità di partecipare alle competizioni sportive mondiali senza dimenticare nessuno.

 

Filippelli Giuseppina Giovanna

PHI Foundation

CULTURA E VOLONTARIATO NELLA REGIONE PIEMONTESE

 IL VOLONTARIATO CULTURALE

Il mondo del volontariato è enorme ed occupa vari settori d’intervento, spaziando dall’ambito medico a quello ambientalistico, a quello sociale fino ad arrivare all’ambito culturale.

La cultura è l’esercizio dell’attività intellettuale dell’uomo attraverso lo studio e la lettura di libri, di quotidiani, di settimanali, di riviste, di fumetti da cui ne consegue la conoscenza.

Leggere informa, diverte, aiuta, la lettura è il vettore che trasmette sapere e competenza.

Già nel 1990 si è costituita a Torino UNI.VO.CA (acronimo di Unione Volontari Culturali Associati) ossia un’Associazione di Associazioni di Volontariato operanti sul territorio piemontese nel settore dei Beni e delle Attività culturali.

L’ UNI.VO.CA si propone di favorire la costituzione di nuove associazioni, censire le associazioni esistenti e salvaguardarne l’autonomia, le attività, le iniziative di ciascuna nel rapporto con gli enti preposti alla salvaguardia dei Beni Culturali; inoltre organizza conferenze, dibattiti e pubblica opuscoli e racconti consultabili sul sito web www.univoca.org.

In questa sfera intellettuale è nata a Venaria Reale, a circa 20 Km da Torino, nel 2006 Amico libro un’associazione di volontariato culturale con l’intento di far crescere la cultura in modo del tutto spontaneo, gratuito e per ogni età.

L’associazione orienta i giovani verso la lettura, ideando incontri con gli scrittori, convegni, mostre, concorsi, eventi, promuove dei gemellaggi culturali con enti, associazioni, università per la valorizzazione ed il restauro del patrimonio culturale come libri, manoscritti e documenti archivistici.

Chi desidera entrare a far parte dell’associazione può consultare la pagina internet www.amicolibrotorino.it.

 

L’ ARTE IN DUE AMBITI CULTURALI DIVERSI: NEL MUSEO E NEL FUMETTO

Nel 1974 è stata fondata a Torino, per volere di tre egittologi, l’ACME (Amici Collaboratori Museo Egizio) una Onlus che ha lo scopo di avvicinare il pubblico alla conoscenza dell’antico Egitto, alla collezione, alla storia del museo egizio e dei suoi valori culturali e sociali.

Molto importante l’aiuto dei volontari che con la loro attività contribuiscono allo sviluppo del museo stesso.

Nel corso dell’anno l’ACME organizza conferenze ad accesso libero tenute da professori universitari nell’ambito degli studi di egittologia, corsi dedicati allo studio dei geroglifici divisi tra livello base ed avanzato ed infine seminari sullo studio della letteratura egizia, dell’arte funeraria, scultorea e pittorica degli antichi egizi.

Per gli appassionati di storia dell’arte che desiderano approfondire gli studi sull’antico Egitto e «vivere» più da vicino il museo è possibile iscriversi all’ACME diventando soci o volontari, consultando il sito web www.acme-museoegizio.it.

Dal mondo del museo ci spostiamo verso il mondo del fumetto con ALFA (Associazione Laboratorio Fumetto Asti) nata nel 2010 per volere di un gruppo di ragazzi che, sostenuti economicamente dall’amministrazione comunale, hanno deciso di riunirsi in gruppo per realizzare fumetti, illustrazioni, opuscoli informativi, loghi ed hanno partecipato anche ad eventi e fiere.

L’universo della cultura è vasto e vario, partendo dalla lettura si passa alla scrittura, fino ad arrivare al disegno e tutto ciò ci attrae ci affascina portandoci verso nuovi orizzonti dello scibile.

 

Filippelli Giuseppina Giovanna

PHI Foundation

ADOTTARE UN CANE…

ANIMALI DIVENUTI DOMESTICI…

Molte persone posseggono animali nelle proprie abitazioni e sono in continuo aumento le adozioni di cuccioli e di animali di diverso tipo.

Infatti se vent’anni fa era normale avere un cucciolo di cane o di gatto, o un criceto o una tartaruga o un pesciolino rosso o un pappagallo, oggigiorno alcune persone sono fiere di avere nella propria abitazione un rettile, un’iguana, una scimmia, un maialino nano, delle oche da giardino, insomma animali di specie particolari che vivono di norma in natura ed allo stato brado.

Alcuni con la passione dei serpenti, li tengono nelle abitazioni in un numero elevato, altri con la passione per i cani instaurano col cane un legame di affetto smodato, scambiandolo talvolta per un figlio, esaltandosi eccessivamente in ciò e trascendendo il concetto che un cane appartiene al genere animale e non al genere umano.

Spesso, contrariamente alle esagerazioni di affetto spropositato e smisurato per gli animali, invece in altri casi, questi ultimi sono vittime di violenze da parte dell’uomo, quando è doveroso avere rispetto per queste dolci creature.

Commettere violenze sugli animali è un reato penale punibile con l’arresto oltre a multe salatissime, ma si registrano nella popolazione episodi di zoosadismo (ossia persone per lo più di sesso maschile, affette da un disturbo psichiatrico che le portano a provare piacere nell’osservare od infliggere sofferenze sugli animali).

Sarebbe opportuno che ci fosse un equilibrio ed un bilanciamento anche in questo aspetto, ossia si passa da un amore materno verso gli animali al commettere su di essi le violenze più orribili e spaventose.

TRE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO ANIMALISTA

Nel 1994 è nata a Roma l’associazione di volontariato ambientale Code Felici con lo scopo di prendersi cura dei cani offrendo loro cure medico-veterinarie, cibo, pulizia, coccole e giochi.

Il canile ospita 50 cani ed ogni giorno hanno le cure e l’affetto dei volontari che si offrono per il loro sostentamento.

Dopo due anni nel 1996 sempre a Roma è stata fondata Io Libero, una Onlus che ha lo scopo di garantire il benessere degli animali ospitati nei canili, migliorandone le loro condizioni di vita.

I volontari si prendono cura dei cani assistendoli sotto l’aspetto sanitario, ricreativo e sponsorizzando le adozioni sui siti animalisti.

Invece ben 7 anni fa, nel 2012 è nata ALFA, una Onlus presente in diverse regioni italiane, con l’obbiettivo di combattere il randagismo e di difendere i diritti degli animali, infatti l’associazione è riuscita a salvare 400 cani abbandonati ed a fare più di 1.000 adozioni.

Chiunque voglia diventare volontario e dare il proprio sostegno alle suddette associazioni può connettersi sui loro siti internet.

CONCLUSIONI

Adottare e possedere un cane è una grande responsabilità per i proprietari dell’animale i quali sono tenuti a comportarsi in modo rispettoso nei confronti delle altre persone ossia devono portare il proprio cane col guinzaglio e la museruola nei luoghi pubblici, stare a debita distanza da bambini e dalle persone in modo tale da non arrecare fastidi agli altri, devono raccogliere le deiezioni canine per non sporcare le aree pubbliche urbane come marciapiedi, parchi, strade etc.

Confido sempre nel senso civico umano, che si ponga attenzione e che si abbia cura e rispetto sia per gli animali che per l’ambiente che ci circonda.

E soprattutto i cani vanno difesi, protetti e tutelati da chi invece li maltratta o li abbandona, perché se è vero che “il cane è il miglior amico dell’uomo” è anche vero che a volte “l’uomo non è il miglior amico del cane“.

 

Filippelli Giuseppina Giovanna

PHI Foundation

IL TERZO SETTORE

CARATTERISTICHE DEL TERZO SETTORE

L’espressione Terzo settore si trova già alla fine del Novecento e sta ad indicare una realtà socio-economica che si separa dallo Stato e dall’economia.

Il Terzo settore (o settore no-profit) si identifica con quell’insieme di attività produttive che non ricercano un profitto nè rientrano nell’ambito di un’amministrazione pubblica differenziandosi in ambito internazionale dal cosiddetto welfare americano che garantisce assistenza alla cittadinanza tramite interventi erogati da istituzioni pubbliche.

Un’organizzazione per poter appartenere al Terzo settore deve avere un suo statuto ed una governance interna, essere separata dal settore pubblico-statale, non distribuire profitti ai membri dipendenti e sul piano operativo disporre, quindi, di lavoro volontario.

Le organizzazioni del Terzo settore possono assumere un’ampia varietà di forme legali ed istituzionali, ossia possono essere: organizzazioni no-profit, Ong (organizzazioni non governative), Onlus (organizzazione non lucrativa di utilità sociale), organizzazioni artistiche e culturali, congregazioni religiose, club sportivi etc..

Il Terzo settore, distanziandosi dall’attività statale, offre in modo del tutto gratuito assistenza, sostegno alle persone bisognose, intervenendo nelle più disparate situazioni critiche di difficoltà ed offrendo un aiuto concreto ed efficace che lo Stato stesso non è in grado di fornire.

Il Terzo settore incide sul PIL italiano del 2% mentre per le attività legate all’ambito sociale occupa il 15% del PIL italiano.

LEGGI DEL TERZO SETTORE

La legislazione italiana ha disciplinato il Terzo settore, dando una definizione giuridica con la legge delega 106/2016 in cui si è stabilito che il Terzo settore ha una sua natura giuridica privata non lucrativa, un suo atto costitutivo, persegue finalità civiche, solidaristiche, di utilità sociale ed attua il principio di sussidiarietà.

Dopo un anno è stato emanato il decreto legislativo 117/2017 che con 104 articoli fissa le regole comuni per gli enti del Terzo settore e più recentemente il decreto legislativo 105/2018 che contiene le disposizioni correttive ed integrative del Codice del Terzo settore, ribadendo quanto già sopradetto aggiungendo inoltre che le associazioni politiche, i sindacati, le associazioni economiche non rientrano nel Terzo settore, vige l’obbligo di redigere il bilancio dell’ associazione, un regime fiscale favorevole, l’ assegnazione d’ immobili pubblici inutilizzati.

DUE ASSOCIAZIONI DEL TERZO SETTORE

Il Forum Nazionale del Terzo Settore è un’associazione senza scopo di lucro costituito a Roma nel 1997 da alcuni soci, con lo scopo di valorizzare e potenziare l’azione del volontariato, dell’associazionismo, della cooperazione sociale, della solidarietà internazionale (www.forumterzosettore.it).

Al Forum Nazionale del Terzo Settore possono partecipare i soci, gli enti aderenti, i forum regionali e territoriali.

Il Forum ha lo scopo di rappresentare gli interessi e le istanze comuni delle organizzazioni del Terzo settore a livello internazionale, nazionale e locale nei confronti di istituzioni, di forze politiche e di organizzazioni socio-economiche; promuovere lo sviluppo del Terzo settore, svolgere attività di promozione, studio, analisi tecnico-scientifica in materia istituzionale e di collaborare con organismi internazionali per diffondere i propri scopi e valori.

L’associazione elegge ogni 4 anni un portavoce, che è il rappresentante legale del Forum, ha il potere di firma e la funzione di esprimere l’unità politica del Forum, rappresentandolo presso le istituzioni pubbliche e private.

In aggiunta c’è Italia no profit, un portale internet dove registrare associazioni, fondazioni, organizzazioni di volontariato e cooperative sociali, per avere una maggiore visibilità, trasparenza, migliori servizi ed un maggior sviluppo economico nella campagne di crowfunding (www.italianoprofit.it).

L’attività del Terzo Settore è sempre più importante e determinante nella società attuale dove i volontari devono fronteggiare situazioni di difficoltà in vari ambiti, dalla sanità, all’assistenzialismo, ai problemi ambientali e molto spesso lo Stato e le istituzioni dimostrano le loro incapacità ed inadeguatezze nell’affrontare le situazioni di criticità.

 

 

Filippelli Giuseppina Giovanna

PHI Foundation

VOLATILI IN PERICOLO NON SOLO PER LA CACCIA

LA CACCIAGGIONE

La caccia è un’attività praticata dall’uomo col fine di catturare animali selvatici a scopo alimentare, ed ha radici preistoriche legate alla sopravvivenza umana. Col passare dei millenni la caccia è diventata un divertimento, un passatempo, uno svago.

Infatti oggigiorno si pratica questo hobby, con una sfumatura di attività illegale, dannosa e nociva per la natura e per i volatili.

Tanto è vero che si parla molto spesso di  bracconaggio ossia cacciare in aree protette con modalità e mezzi vietati catturando illegalmente uccelli, animali protetti e le vittime di questo fenomeno sono molte e svariate specie di animali tra cui: uccelli, lupi, cinghiali, orsi, elefanti, rinoceronti e pesci.

Il bracconaggio è un fenomeno mondiale praticato in Europa, in Africa, in America ed in Asia; purtroppo è difficile intercettare le attività dei bracconieri e molto spesso le leggi, oltre a non essere rispettate non vengono proprio emanate da alcuni Stati.

In Italia la legge che regolamenta la caccia è la legge 157/1992 che prevede una serie di divieti ed obblighi a cui i cacciatori devono attenersi e la mancata osservanza di tali divieti comporta una serie di sanzioni penali ed amministrative.

Molto spesso i bracconieri riescono a perpetrare le loro attività illegalmente senza essere controllati dalle autorità competenti.

Oltre al bracconaggio molti volatili sono vittime di incidenti causati dalle attività umane come: il posizionamento di pale eoliche lungo le loro rotte migratorie, l’inquinamento atmosferico, la presenza di antenne e ripetitori elettronici.

LA LIPU

La LIPU è nata nel 1965 per volere del naturalista Giorgio Punzo, a Napoli, inizialmente col nome di Lenacdu (Lega nazionale contro la distruzione uccelli) con lo scopo di proteggere la natura, gli uccelli ed educare le persone al rispetto dell’ambiente.

Nel 1967 la Lenacdu ha preso il nome di LIPU (Lega italiana protezione uccelli) ed attraverso la rete di volontari ha il compito di proteggere gli uccelli, difendere un’agricoltura sana e rispettosa della biodiversità, contrastare la caccia ed il bracconaggio.

La LIPU gestisce 30 oasi e riserve in molte regioni italiane, parimenti dei centri di recupero per la cura degli animali selvatici, dispensa preziosi consigli per la costruzione di un birdgarden (ossia la costruzione nei giardini delle nostre abitazioni di un piccolo nido dove gli uccellini possono trovare rifugio) ed offre la possibilità di praticare il birdwatching cioè la possibilità di vedere molte specie di volatili da vicino.

Difatti per gli appassionati della natura, presso la Riserva naturale di Torrile e Trecasali, a circa 20 km da Parma, organizzano delle visite guidate nel corso dell’anno durante le quali dai 6 capanni di osservazione costruiti dalla LIPU si possono osservare circa 300 specie di uccelli volatili ed acquatici.

La Riserva naturale si estende per 110 ettari dove si possono fare passeggiate lungo i percorsi su terra battuta e polvere di frantoio, ed anche le persone con disabilità motoria e sensoriale possono accedere all’area.

Nello spazio della Riserva naturale della Lipu sono stati costruiti dei pannelli didattici e dei gazebo in legno col fine di fare delle conferenze sull’educazione ambientale e sul rispetto per la natura.

La LIPU, per di più, dà la possibilità di fare una vacanza in quest’oasi naturale, sostando con il proprio camper, pernottando nell’area per tutto il tempo che si vuole, dando così un forte sviluppo ad un turismo naturalistico e responsabile.

Chiunque ami la natura e desideri offrire il proprio impegno per l’ associazione può farlo diventando volontario ambientale e/o socio consultando la pagina internet www.lipu.it.

 

 

Filippelli Giuseppina Giovanna

PHI Foudation