Famiglie Monogenitoriali: Geometria Variabile

Famiglie Monogenitoriali: Geometria Variabile

Famiglie a geometria variabile: le famiglie monogenitoriali

 

Famiglie Monogenitoriali: Geometria Variabile

In Italia oltre quattro milioni di famiglie sono composte da uno o più figli che vivono prevalentemente con uno dei due genitori, sono famiglie monogenitoriali, una realtà complessa e sempre più diffusa che non può essere ignorata.

UN VALIDO AIUTO

Smallfamilies è un’associazione di promozione sociale, costituitasi il 14 febbraio 2014, che attraverso un portale di eventi, a campagne di sensibilizzazione e ad una collana editoriale, è in prima linea sul fronte dell’impegno politico e sociale a favore delle famiglie monogenitoriali più esposte a condizioni di fragilità economica e relazionale.

Le sue basi si fondano già nel 2012, quando a Gisella, architetto, ricercatrice e madre single, viene l’idea, condivisa con altri due genitori single, Michele ed Erika, di creare un punto di riferimento per le famiglie monoparentali o come loro preferiscono chiamarle “smallfamilies”, “famiglie a geometria variabile”.

Insieme ad altri volontari, i tre promotori si documentano, prendono spunto da siti internet di paesi esteri più avanzati su questi temi e iniziano creando un portale, un osservatorio sulle famiglie monogenitoriali in Italia e nello stesso tempo un sito di informazione e orientamento per genitori soli, alle prese con tutte le difficoltà pratiche ed emotive ma anche con le soddisfazioni e desideri che comporta questa condizione.

SERVIZI E ASSISTENZA

Uno dei primi servizi istituiti è la consulenza e l’assistenza legale, una “selezione” di professionisti specializzati in materia per aiutare a trovare una soluzione il più possibile pacifica. E poi incontri, consulenze e punti di ascolto per aiutare ad affrontare gli aspetti psicologici legati a una separazione.

Un’ampia parte del lavoro dei volontari di Smallfamilies è dedicato alla ricerca, alla promozione di sondaggi e alle azioni di sensibilizzazione delle Istituzioni. Da sempre l’associazione denuncia la carenza di attenzione e di welfare dedicato alle famiglie costituite da un unico genitore. Eppure è evidente che anche in Italia, nell’eterogenea composizione delle famiglie, tra coppie sposate e coppie di fatto, con o senza figli, una buona percentuale è composta da genitori single, separati o divorziati, genitori unici o vedovi con figli a carico.

DATI SOMMERSI

Da una ricerca effettuata per fotografare la situazione in Lombardia si è messo in evidenza che ben il 12,8% delle famiglie è costituita da famiglie monogenitoriali e che solo il 4% è composto da famiglie numerose. La richiesta che Smallfamilies continua a fare alle Istituzioni è di prendere atto di questa trasformazione demografica e sociale e di programmare un welfare adeguato alle esigenze di queste nuove realtà familiari.

Uno dei problemi più grossi che si devono affrontare dopo una separazione è quello della casa e serve aiuto da parte delle Istituzioni. Un aiuto che riconosca pari diritti a tutte le famiglie monogenitoriali. Oggi in Lombardia i contributi sono destinati solo a situazioni di fragilità economica derivanti dalla rottura di una coppia sposata.

Smallfamilies è alla ricerca, anche fuori dal territorio di Milano, di realtà simili alla sua, o che si occupano più in generale della “famiglia che cambia”, per far rete e promuovere insieme progetti e azioni che sviluppino queste tematiche e individuino soluzioni adeguate. Ampliare la rete è importante per ottenere risultati concreti.

Gisella e gli altri volontari cercano anche mani che abbiano voglia di scrivere articoli sul loro sito, raccontare le loro storie, anche anonime, condividere le loro esperienze; persone che abbiano voglia di condividere il loro tempo e di dare luce ai genitori single. Se avete bisogno di loro, se volete aiutarli e sostenerli andate sul sito.

 

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Terzo Settore il Non Profit

Terzo Settore Non Profit

Terzo Settore il Non Profit

Terzo Settore il Non Profit: CARATTERISTICHE DEL TERZO SETTORE

Terzo Settore il Non Profit: L’espressione Terzo settore si trova già alla fine del Novecento e sta ad indicare una realtà socio-economica che si separa dallo Stato e dall’economia.

Il Terzo settore (o settore no-profit) si identifica con quell’insieme di attività produttive che non ricercano un profitto nè rientrano nell’ambito di un’amministrazione pubblica differenziandosi in ambito internazionale dal cosiddetto welfare americano che garantisce assistenza alla cittadinanza tramite interventi erogati da istituzioni pubbliche.

Un’organizzazione per poter appartenere al Terzo settore deve avere un suo statuto ed una governance interna, essere separata dal settore pubblico-statale, non distribuire profitti ai membri dipendenti e sul piano operativo disporre, quindi, di lavoro volontario.

Le organizzazioni del Terzo settore possono assumere un’ampia varietà di forme legali ed istituzionali, ossia possono essere: organizzazioni no-profit, Ong (organizzazioni non governative), Onlus (organizzazione non lucrativa di utilità sociale), organizzazioni artistiche e culturali, congregazioni religiose, club sportivi etc..

Il Terzo settore, distanziandosi dall’attività statale, offre in modo del tutto gratuito assistenza, sostegno alle persone bisognose, intervenendo nelle più disparate situazioni critiche di difficoltà ed offrendo un aiuto concreto ed efficace che lo Stato stesso non è in grado di fornire.

Il Terzo settore incide sul PIL italiano del 2% mentre per le attività legate all’ambito sociale occupa il 15% del PIL italiano.

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LEGGI DEL TERZO SETTORE

La legislazione italiana ha disciplinato il Terzo settore, dando una definizione giuridica con la legge delega 106/2016 in cui si è stabilito che il Terzo settore ha una sua natura giuridica privata non lucrativa, un suo atto costitutivo, persegue finalità civiche, solidaristiche, di utilità sociale ed attua il principio di sussidiarietà.

Dopo un anno è stato emanato il decreto legislativo 117/2017 che con 104 articoli fissa le regole comuni per gli enti del Terzo settore e più recentemente il decreto legislativo 105/2018 che contiene le disposizioni correttive ed integrative del Codice del Terzo settore, ribadendo quanto già sopradetto aggiungendo inoltre che le associazioni politiche, i sindacati, le associazioni economiche non rientrano nel Terzo settore, vige l’obbligo di redigere il bilancio dell’ associazione, un regime fiscale favorevole, l’ assegnazione d’ immobili pubblici inutilizzati.

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DUE ASSOCIAZIONI DEL TERZO SETTORE

Il Forum Nazionale del Terzo Settore è un’associazione senza scopo di lucro costituito a Roma nel 1997 da alcuni soci, con lo scopo di valorizzare e potenziare l’azione del volontariato, dell’associazionismo, della cooperazione sociale, della solidarietà internazionale (www.forumterzosettore.it).

Al Forum Nazionale del Terzo Settore possono partecipare i soci, gli enti aderenti, i forum regionali e territoriali.

Il Forum ha lo scopo di rappresentare gli interessi e le istanze comuni delle organizzazioni del Terzo settore a livello internazionale, nazionale e locale nei confronti di istituzioni, di forze politiche e di organizzazioni socio-economiche; promuovere lo sviluppo del Terzo settore, svolgere attività di promozione, studio, analisi tecnico-scientifica in materia istituzionale e di collaborare con organismi internazionali per diffondere i propri scopi e valori.

L’associazione elegge ogni 4 anni un portavoce, che è il rappresentante legale del Forum, ha il potere di firma e la funzione di esprimere l’unità politica del Forum, rappresentandolo presso le istituzioni pubbliche e private.

In aggiunta c’è Italia no profit, un portale internet dove registrare associazioni, fondazioni, organizzazioni di volontariato e cooperative sociali, per avere una maggiore visibilità, trasparenza, migliori servizi ed un maggior sviluppo economico nella campagne di crowfunding (www.italianoprofit.it).

L’attività del Terzo Settore è sempre più importante e determinante nella società attuale dove i volontari devono fronteggiare situazioni di difficoltà in vari ambiti, dalla sanità, all’assistenzialismo, ai problemi ambientali e molto spesso lo Stato e le istituzioni dimostrano le loro incapacità ed inadeguatezze nell’affrontare le situazioni di criticità.

 

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Disoccupazione: Come Affrontarla?

Disoccupazione: Come Affrontarla?

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Disoccupazione

1.La Disoccupazione

Cari lettori,  scrivo di come poter affrontare la Disoccupazione che si vive  quotidianamente e di cui si sente sempre parlare nei media e sui giornali.  Da inattivi a socialmente utili  per se stessi e  per gli  altri.

Essere inattivi, disoccupati, in alcuni casi, per alcuni individui porta sconforto,  rischiando di compromettere la voglia  di reazione  al problema.

Ma vorrei, soffermarmi su alcuni  aspetti e trarre alcuni suggerimenti e vantaggi, di come poter acquisire stabilità e sicurezza in se stessi.  

E’ inaccettabile che un giovane su tre non abbia un posto fisso, sapendo che  il lavoro dovrebbe essere un diritto di  tutti.

Quella determinazione  che emerge ogni volta che si va ad un colloquio  spesso accompagnata dall’impossibilità di non fare nulla al termine, perché si riduce tutto  alla solita frase  di circostanza “ le faremo sapere”,  porta instabilità,  come se  non ci fosse un domani sicuro, spesso governata da quel senso di illusione di un’aspettativa  non concretizzata.

Ma, è proprio in quel momento che non ci si deve scoraggiare.

  1. Reazione, Stabilità, Determinazione e Sicurezza:

Si, è proprio la crisi  che dura da oltre cinque anni, ad aver affondato molte persone, ognuno sperava che il problema si risolvesse con l’arrivo di nuovi governi, ma nulla è cambiato.

Tassi, altissimi di disoccupazione mettono in ginocchio le generazioni  attuali e le precedenti senza respiro !

Siamo pesci che nuotano in acqua stagnata da anni, dove il sipario della vita, non fa che travolgerci, nell’inquietudine di  sempre, in cerca di stabilità,  serenità e sopravvivenza.

Reazione, determinazione, sicurezza e stabilità sono le parole chiave che faranno da capostipite e ci  dovranno sicuramente accompagnare in questo percorso, per  affrontare l’inattività e la disoccupazione .

Reazione è qualcosa che ci dà un motivo per non essere inattivi, non smettere mai di cercare il meglio, partecipare a progetti di volontariato nel proprio paese, fare una ricerca accurata su come  affinare le conoscenze acquisite durante il percorso scolastico.

Avrete sicuramente, già sentito parlare di corsi MOOC,  in cui  spesso  è riconosciuta una certificazione gratuita, sono aperti a tutti i diplomati e laureati, alcune di queste  piattaforme sul web sono Eduoopen e Alison ma ce ne sono tante altre ancora.

Si tratta di open source, in cui è possibile seguire vari corsi  di  tematiche differenti  che spaziano dalla letteratura, alla scienza, oppure  dalle discipline linguistiche alla storia, dal design all’arte, dall’economia alla sociologia.

Credo che  in un momento così difficile, oltre che a  leggere libri, ascoltare musica e fare attività che più ci aggradano, sia fondamentale non interrompere il proprio percorso di formazione in una materia che ci soddisfa.

Spesso alla fine di un percorso online, ci si sente appagati, più determinati ed il pensiero di arrivare a fine mese, che è già un peso,  viene “ammortizzato”,  perché  il sapere è sempre un valore aggiunto ai nostri pensieri e a molte cose che non vanno.

Esistono altri tipi di corsi, molto utili per le persone che  vorrebbero iniziare a  intraprendere un attività in proprio, con determinazione e  coraggio, questi corsi MOOC sono dedicati  agli under 30, e riguardano il marketing digitale, tramite la piattaforma  Google di eccellenze in digitale  del progetto “ crescere in digitale” in partnership con garanzia giovani .

Un’altra piattaforma valida è Lacerba.Io ove è possibile seguire corsi nel settore del web digital .

Esiste inoltre un’università online University Of The people, con benefit finanziari  che  potrebbe essere un’opportunità   maggiore per entrare  nel mondo del lavoro.

La sicurezza in un individuo cambia in base al contesto, alle situazioni, al comportamento che si ha  nei confronti di un evento, di qualcosa di personale.

Partendo dal presupposto che spesso chi è disoccupato  non vive come vorrebbe, ma con  insicurezza, diventa necessario trovare attività che lo rendino più sicuro.  Le passioni sono l’unica forza, un valore inestimabile che un individuo può esprimere per raggiungere quello che non sempre possiede.

Socializzare, non cadere nella depressione, dialogare con le persone giuste.

A volte la disoccupazione, può trasformarsi, in un ossessione,  si spendono ore ad inviare curriculum   offline/online, a volte senza alcun risultato.

Si ha l’impressione di essere invisibili,  inosservati e sfruttando le opportunità del web, strumento  in continua evoluzione, è possibile far emergere il proprio estro interiore  seguendo passioni e sogni, che non è possibile fare emergere nel campo lavorativo.

E nonostante  questa  vita da disoccupato condotta tra dispiaceri e instabilità  è possibile trarre  anche alcuni risultati positivi,  perché diventa un momento per pensare a cosa e a chi vorremo poter  essere in questa società.

 

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Sostegno Inclusione Attiva (SIA)

Sostegno Inclusione Attiva (SIA)

Sostegno Inclusione Attiva (SIA)

Le novità sul SIA (Sostegno Inclusione Attiva)

Sostegno: SIA, un acronimo poco conosciuto in rapporto alla sua utilità, ma vediamo di scoprire precisamente di cosa si tratta.

Sostegno: Il SIA (Sostegno all’Inclusione Attiva) è una preziosa misura di contrasto alla povertà, consistente in un sussidio per le famiglie economicamente svantaggiate nelle quali siano presenti minorenni o figli disabili o donne in stato di gravidanza accertata.

Sostegno Inclusione Attiva (SIA)

Per ricevere il sussidio previsto dal SIA è necessario aderire ad un progetto personalizzato di attivazione sociale e lavorativa predisposto dai servizi sociali del proprio Comune, in rete con i servizi per l’impiego, i servizi sanitari, le scuole, i soggetti del terzo settore ed i privati attivi nell’ambito degli interventi di contrasto alla povertà, in particolare gli enti no profit.

Il progetto è rivolto ed impegna tutti i componenti del nucleo familiare prevedendo compiti individuali per adulti e bambini,  stabiliti sulla base di una valutazione globale di problematiche e bisogni, creando un patto tra servizi e famiglie.

Le attività sono di diverso genere e variano dalla ricerca attiva di lavoro, all’adesione a progetti di formazione, ai contatti con i servizi, alla frequenza e all’impegno scolastico, alla prevenzione e alla tutela della salute.

Il tutto proprio con la finalità di donare un aiuto alle famiglie in difficoltà, affinché possano superare la propria condizione di povertà e, col tempo, riconquistare l’autonomia.

Sostegno Inclusione Attiva (SIA)

Il SIA, sperimentato in prima battuta nelle città più grandi d’Italia, è stato in seguito profondamente ridisegnato con il Decreto Ministeriale del 26 Maggio 2016 (venendo esteso a tutto il territorio nazionale) ed il Governo Gentiloni, sulla scia delle riforme avviate dal precedente esecutivo e come già previsto dalla legge di bilancio 2017, rinnoverà e darà continuità al SIA, ampliandone i beneficiari, per rendere utilizzabili tutte le risorse previste per il 2017 (circa 1,5 miliardi a fronte dei 750 milioni destinati al SIA nel 2016).

Tuttavia, nelle intenzioni del Governo, il SIA resterà soltanto una misura ponte, in attesa che venga completato l’iter parlamentare ed il successivo percorso attuativo della Legge Delega per il contrasto alla povertà, che in seguito darà vita al Reddito di Inclusione.

Se sei interessato alla richiesta del sussidio, o a maggiori informazioni riguardo il SIA, recati presso gli uffici del tuo Comune di residenza o consulta la modulistica predisposta dall’ INPS.

PHI Foundation è un’associazione che si occupa di sostenere ed aiutare tutti gli operatori che si muovono nell’ambito del Terzo Settore, attraverso l’informazione e la promozione di raccolte fondi.

Se vuoi aiutarci in questo compito, sostienici attraverso un contributo cliccando su questo link.

 

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15 NOVEMBRE: ARTICOLI DELLA SETTIMANA

13 OTTOBRE: ARTICOLI DELLA SETTIMANA

anziani sono pilastro della società per la loro esperienza, per la loro saggezza

ANZIANI: OGGI SEMPRE PIÙ SOLI

GLI ANZIANI E LA SOCIETÀ MODERNA

Gli anziani sono un pilastro della società per la loro esperienza, per la loro saggezza, per i loro racconti, per i loro insegnamenti che hanno lasciato alle generazioni più giovani.

Rappresentano una fonte di ricchezza sotto molti aspetti, io personalmente ho un bellissimo ricordo dei miei nonni di quanto mi hanno insegnato, di tutte le attività che facevo insieme a loro e di quanto hanno impresso nella mia memoria, considerando il divario generazionale di quasi un secolo rispetto ai miei nonni e di quasi due rispetto ai miei bisnonni.

Nella società attuale, grazie ai progressi della medicina, della tecnologia e dell’assistenza sociale, la vita media delle persone si è allungata, infatti sentiamo spesso di compleanni centenari, di arzilli anziani ultracentenari e questo ci dà molte soddisfazioni e speranze future per noi giovani.

Molto spesso, nella  società di oggi sentiamo spesso, purtroppo, dalla televisione storie tristi che riguardano gli anziani, storie che riguardano persone sempre più spesso costrette a vivere da sole, abbandonate dai propri parenti o altre volte derubate, truffate, picchiate, o addirittura uccise; questo non è giusto ne rispettoso verso queste persone che non hanno la forza di reagire a queste situazioni e non hanno la possibilità di difendersi da aggressioni esterne.

Frequentemente anziani non autosufficienti che non hanno la possibilità di vivere da soli, si rivolgono a badanti di nazionalità straniera per assisterli e sostenerli, scoprendo molte volte, che in realtà si approfittano di loro e compiono inaudite violenze ai loro danni.

Ecco in queste circostanze disagiate e problematiche nei confronti degli anziani che intervengono varie associazioni di volontariato per fronteggiare queste situazioni.

 

TUTELA DEGLI ANZIANI

OVER Foundation una costituente organizzazione come Ente Nazionale avente finalità assistenziali verso gli anziani, i poveri, persone in difficoltà e le donne che hanno subito maltrattamenti e violenze.

Sarà presente in molte regioni d’Italia, L’organizzazione oltre alle numerose attività  di volontariato civico, di turismo sociale e di solidarietà internazionale offrirà una serie di servizi gratuiti per gli anziani che richiedono un sostegno, attraverso un numero verde, attivo tutti i giorni dalle 8:00 alle 20:00.

La costituenda OVER Foundation nascerà per offrire sostegno, assistenza e solidarietà agli anziani per non trascurarli ed offrire loro sostegno, speranza e serenità.

Purtroppo nella società odierna si fa tutto molto di fretta, tralasciando molto spesso la cura e le attenzioni verso queste persone che, invece, hanno molto bisogno di aiuto e di protezione.

 

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ITALY: PROGETTO DONO PER MINORI A RISCHIO

ITALY O MEGLIO ITALIA: PROGETTO DONO PER MINORI A RISCHIO

 

 

Italy o meglio Italia: progetto dono per minori a rischio. La campagna di PHI Foundation per il Giorno del Dono 2018 è già nel vivo e si arricchisce con una nuova iniziativa aperta alla partecipazione degli enti non profit aderenti a IO DONO SICURO: un bando di raccolta fondi per il finanziamento di un progetto sociale rivolto a minori sul territorio italiano.

 

Sono aperte le adesioni al bando #DonoDay2018, riservato per quest’anno nell’avvio sperimentale alle organizzazioni aderenti a IO DONO SICURO, il database composto da sole organizzazioni verificate, e realizzato in collaborazione con UBI Banca e Fondazione Accenture. I progetti, che devono trovare attuazione in Italia e rivolgersi a beneficiari minorenni in condizioni di fragilità, potranno essere candidati fino su IdeaTRE60, la piattaforma digitale di Fondazione Accenture dedicata all’innovazione sociale. La pagina dove è possibile scaricare il regolamento del bando e candidare il proprio progetto è giornodeldono2018.ideatre60.it.

 

Il presidente di PHI foundation Sebastiano de Falco sottolinea così gli elementi di novità dell’iniziativa: “Per la prima volta – afferma Sebastiano de Falco – Si promuove una raccolta fondi nazionale in risposta non a un’emergenza, ma a uno dei bisogni strutturali del Paese. Un intervento reso possibile dalla collaborazione con partner nazionali, cui auspichiamo possano unirsi altri soggetti per dare ulteriore forza alla campagna di raccolta fondi. La nostra azione vuole dare più forza al lavoro di sensibilizzazione sul tema del dono, rivolgendosi direttamente ai cittadini a cui chiediamo di donare qualcosa per dare un futuro diverso ai minori a rischio. Questa iniziativa, insieme alle attività con le scuole e i Comuni, grazie alle collaborazioni con MIUR ed ANCI, va nella direzione di diffondere sempre di più la cultura del dono nella società italiana”.

 

 

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Alessandro Roma

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BULLI: FANNO NOTIZIA BULLISMO E SOPRUSI

BULLI: FANNO NOTIZIA BULLISMO E SOPRUSI 

 

BULLI: FANNO NOTIZIA BULLISMO E SOPRUSI MA LA SCUOLA ITALIANA SCEGLIE IL DONO

 

BULLI, BULLISMO E SOPRUSI

Arriva l’edizione 2018 del contest #DonareMiDona: video, parole e immagini per raccontare le storie di dono

 

Donarsi all’altro, per costruire una scuola e una società più giusta e umana. Parte da queste premesse la nuova edizione del contest #DonareMiDona lanciata di PHI Foundation insieme al Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca (MIUR) per il 2018, rivolto agli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado.

 

Una collaborazione, quella fra PHI Foundation, IID e Miur, che ha portato dal 2015 ad attivare più di 200 scuole in tutta Italia per il contest sul Giorno del Dono che si celebra ogni anno il 4 ottobre. Lo scorso 2 ottobre le classi vincitrici del 2017 sono state accompagnate all’udienza privata in Vaticano con Papa Francesco.

“La passione che la scuola italiana sta coltivando per il dono è un grande segno di speranza, rappresenta anche un potente anticorpo contro bullismo, soprusi e fatti negativi di ogni genere di cui è piena la cronaca di questi ultimi giorni. – commenta il presidente di PHI Foundation Sebastiano de Falco – La partecipazione dei ragazzi al Giorno del Dono sta crescendo anno dopo anno grazie alla felice sinergia fra PHI Foundation, IID e Miur che sta coinvolgendo sempre più il mondo della scuola. Agli insegnanti e studenti auguriamo buon lavoro, con la certezza che nel 2018 il contest crescerà e saprà moltiplicare produzioni di qualità che rappresenteranno una grande risorsa per far crescere nella società la voglia di dono”.

Una prima novità della nuova edizione è il coinvolgimento delle scuole primarie. Mentre i ragazzi delle scuole secondarie sono chiamati a tradurre la propria idea di dono nella realizzazione di un breve video, i più piccoli si dedicheranno a testi e creazioni artistiche per raccontare il dono con parole e immagini. Per entrambe le categorie, la scadenza per l’invio dei progetti è fissata al prossimo 10 giugno.

Con il contest #DonareMiDona, PHI Foundation, IID e MIUR si propongono dunque di diffondere la cultura del dono, promuovendo, al contempo, nuove espressioni artistiche in ambito scolastico e valorizzando i giovani talenti delle classi di tutta Italia.

 

Ciascuno dei due concorsi – l’uno per le scuole primarie e l’altro per le secondarie – vedrà l’elezione di più vincitori. Tra questi i premi decretati dalla Giuria popolare andranno alle opere che avranno ottenuto più voti sul portale giornodeldono.org, mentre i premi della Giuria tecnica, la cui composizione sarà resa nota sul sito IID, assegnerà i riconoscimenti a proprio insindacabile giudizio, secondo criteri di originalità, creatività e pertinenza al tema. Le scuole vincitrici avranno un premio in denaro da spendere in libri e materiali scolastici.

In alternativa alla partecipazione ai contest è prevista la possibilità della semplice adesione morale al Giorno del Dono 2018: l’istituto scolastico diviene testimonial dell’iniziativa, sostiene gli ideali che la animano e si impegna a realizzare approfondimenti interdisciplinari sul tema del dono durante l’anno scolastico. Inoltre i ragazzi avranno a disposizione per tutto l’anno i canali social per renderà pubbliche le storie più significative attraverso i propri canali di comunicazione, durante tutto il 2018.

Per illustrare la proposta formativa e l’edizione 2018 di #DonareMiDona Scuole, PHI Foundation, IID e Miur organizzeranno a Roma nella Sala della Comunicazione del Ministero un seminario di lavoro rivolto a dirigenti scolastici, insegnanti e associazioni. Le classi vincitrici parteciperanno agli eventi nazionali del 4 ottobre per il Giorno del Dono 2018.

 

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LUCCA: DONARSI PER RITROVARSI A LUCCA

LUCCA: DONARSI PER RITROVARSI

 

Lucca: Donarsi per ritrovarsi.

Giovani e studenti inaugurano la campagna DonoDay2018

 

È partito da Lucca, dal Festival Italiano del Volontariato, il 3° Giro dell’Italia che dona. L’Istituto Italiano della Donazione (IID) ha voluto aprire, 11 maggio, la piattaforma della campagna#DonoDay2018 con un incontro – dal titolo “Donarsi per ritrovarsi” – simbolico e pieno di valore: quello fra gli studenti di due classi del Polo Scientifico Tecnico Professionale Fermi di Lucca e Vincenzo e Marco, due giovani del Rione Sanità di Napoli, ragazzi cresciuti in un contesto difficile e inseriti grazie all’opera della Fondazione di Comunità San Gennaro e della Cooperativa La Paranza in progetti di inclusione sociale e lavorativa.

I giovani lucchesi e i loro coetanei napoletani, accompagnati dal presidente della Fondazione di Comunità San Gennaro di Napoli Pasquale Calemme, si sono confrontati a cuore aperto, raccontandosi le proprie storie: storie di impegno sul territorio, volontariato ricevuto e donato anche ai ragazzi più piccoli di loro, per aiutarli a superare le proprie difficoltà. Storie in cui donarsi agli altri ha significato anche crescere e mettersi al riparo da strade pericolose. Storie di impegno che permettono a questi giovani di guardare al futuro con meno scoraggiamento e più fiducia.

Al Festival Italiano del Volontariato di Lucca, l’incontro “Donarsi per ritrovarsi” ha lanciato quindi la nuova edizione della campagna organizzata dall’Istituto Italiano della Donazione (IID) nell’ambito delle celebrazioni #DonoDay2018 del 4 ottobre.

Anche quest’anno il Giro è aperto alla partecipazione di tutti, come ha ricordato Sebastiano de Falco, Presidente della PHI Foundation. Comuni, organizzazioni non profit, imprese e privati cittadini possono organizzare una o più iniziative nelle “due settimane del dono”, dal 21 settembre al 7 ottobre prossimi, e iscriverle entro il 9 settembre ai contest #DonareMiDona sul sito giornodeldono.org. Il voto popolare decreterà gli eventi preferiti e i vincitori saranno premiati a Roma nel corso dell’evento nazionale del Giorno del Dono.

A fare da apripista al progetto è #DonareMiDona Scuole, il contest per gli istituti scolastici realizzato dall’IID insieme al MIUR e PHI Foundation. Attivo dall’inizio dell’anno, il concorso ha già visto l’adesione di oltre 60 scuole, i cui studenti racconteranno la propria idea di dono con un video – per le secondarie – o con un testo o lavoro artistico – per le primarie. In questo caso le iscrizioni proseguono fino al 10 giugno e la Giuria Popolare si esprimerà col voto on line durante l’estate.

Non si esauriscono qui le possibilità di prendere parte a #DonoDay2018: per tutte le categorie si può optare – con le rispettive scadenze temporali – per l’adesione morale, dichiarando così di sottoscrivere i valori del Giorno del Dono e divenendo testimonial dell’iniziativa. Tutte le modalità di partecipazione sono gratuite.

Anche quest’anno l’IID celebra il Giorno del Dono, riconosciuto dalla Legge 110/2015, valorizzando l’Italia del bene, capace di diffondere la cultura del dono” – commenta il presidente della PHI Foundation Sebastiano de Falco. “Scuole, Comuni, associazioni, imprese e cittadini coloreranno mappa dell’Italia che dona, restituendo il volto del Paese migliore, capace di reagire alle difficoltà mettendo al centro la bellezza del dono“.

 

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Alessandro Roma

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DONARE FA COMUNITÀ: GIORNO DEL DONO

Donare fa Comunità: il 25 settembre
la tappa milanese del Giorno del Dono

Focus sulle storie di welfare comunitario e sui dati della raccolta fondi nel non profit

E’ il dono che crea comunità: ne sono convinti PHI Foundation, Istituto Italiano della Donazione (IID) Fondazione Cariplo: perché donare significa tessere relazioni di valore, praticare scelte libere e consapevoli dettate da autentica passione civile e capaci di andare oltre la logica dello scambio, generando progetti innovativi.

Per questo nella tappa milanese del 25 settembre, il Giorno del Dono incontra il progetto Welfare di Comunità e Innovazione sociale che Fondazione Cariplo, in collaborazione con le Fondazioni di Comunità, ha lanciato per contribuire ad innovare gli attuali sistemi di welfare locali, portando avanti sperimentazioni di politiche sociali in grado di trasformare e rendere più efficaci e sostenibili le risposte ai problemi e ai cambiamenti del nostro tempo. Il progetto affronta temi come le nuove povertà, la cura degli anziani e dei minori, le politiche giovanili e la disabilità e propone nuove soluzioni basate sulla partecipazione delle comunità, in un’ottica di valorizzazione delle risorse e dei legami tra le persone.

Progetti che hanno in comune un’idea innovativa di welfare, capace di rafforzare la dimensione comunitaria: 27 progetti avviati e 30,4 milioni di euro di contributi deliberati a fronte di un valore pari a 67 milioni di euro. Dati ancora più importanti riguardano invece il coinvolgimento dei cittadini: 115 mila persone coinvolte, 1250 organizzazioni coinvolte nel progetto, 9 mila donatori attivati.

Le fondazioni comunitarie, nate proprio dalla volontà di catalizzare le risorse presenti nella comunità e di sostenere idee sul territorio, sono state protagoniste del Bando partecipando direttamente alle iniziative o costituendo con i partner fondi per garantire sostenibilità al progetto nel tempo. Un ruolo fondamentale che promuove la cultura del dono e una visione integrata delle attività di raccolta fondi nel territorio. Le fondazioni comunitarie sono state infatti garanti attraverso la propria credibilità e reputazione, della fiducia chiesta ai cittadini e sono state in grado di facilitare la costruzione di rapporti con imprese e soggetti del territorio.

Il racconto di questi progetti sarà al centro del convegno “Donare fa Comunità“, tappa milanese del 25 settembre del “2° Giro dell’Italia che Dona“, la campagna nazionale che raccoglie e unisce tutte le iniziative realizzate dal 23 settembre all’8 ottobre. Filo conduttore è il dono e l’occasione è il Giorno Nazionale del Dono, celebrato per legge il 4 ottobre. Durante l’evento verranno presentati i dati dello studio curato dall’Istituto italiano della Donazione “L’andamento delle raccolte fondi dati 2016 e previsioni 2017” giunto alla sua quindicesima edizione oltre al cartellone delle iniziative che da nord a sud disegnano la cartina del 2° Giro dell’Italia del Dono.

Il programma
L’appuntamento è per lunedì 25 settembre alle 9.30 alle Gallerie d’Italia in Piazza della Scala 6 a Milano. La mattinata sarà coordinata dal giornalista del Corriere della Sera Giangiacomo Schiavi e il presidente della Fondazione Cariplo Giuseppe Guzzetti e quello dell’IID Edoardo Patriarca apriranno i lavori parlando di dono e comunità. A seguire l’intervento “Dono nella riforma del terzo settore” del sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Luigi Bobba, subito dopo la responsabile comunicazione dell’IID Ornella Ponzoniracconterà la partenza e l’itinerario del “2° Giro dell’Italia che dona”. Durante l’evento si potrà scoprire se gli italiani donano di più o di meno al non profit grazie ai numeri dell’indagine sull’andamento della raccolta fondi che verranno forniti dal segretario generale dell’IID Cinzia Di Stasio. Nella seconda parte dell’evento focus sul dono nel Welfare di Comunità con Filippo Petrolati (Fondazione Cariplo), Marco Cremonte (Goodpoint) e Guya Raco(Fundraiser per Passione). In chiusura le storie narrate dei progetti delle Fondazioni di Comunità col presidente della Fondazione Comunitaria del Verbano Cusio Ossola Maurizio De Paoli (progetto La cura è di casa), il presidente della Fondazione Comunitaria della Provincia di Cremona Cesare Macconi (progetto Fare legami) e il presidente della Fondazione Comunitaria Nord Milano Paola Pessina (progetto #Oltreiperimetri). Al termine dell’evento, per chi desidera, sarà possibile partecipare ad una visita guidata alle Gallerie d’Italia.

I progetti presentati
• Il progetto “La cura è di casa” si propone di sostenere gli anziani in situazioni di fragilità e le loro famiglie. Sviluppa a Verbania una rete di supporto e azioni di prevenzione e monitoraggio per costruire contesti comunitari volti a far restare gli anziani a casa propria con la cura di cui hanno bisogno.
• Investire in capitale umano attraverso la rigenerazione dei legami sociali per intervenire sulle situazioni di impoverimento e vulnerabilità: è questa la scommessa di #Oltreiperimetri, il progetto lanciato in nove comuni del rhodense e pensato per le famiglie e le persone che si trovano in un momento difficile in ragione di eventi naturali della vita: la nascita di un figlio, i carichi di cura dei genitori, le separazioni, la perdita del lavoro e l’indebitamento che ne è conseguenza diretta.
• Il progetto Fare Legami nella provincia di Cremona ha l’obiettivo di creare legami nella comunità e di intercettare i soggetti vulnerabili, per gestire i problemi in un’ottica partecipativa e preventiva attraverso l’attivazione delle risorse del territorio.

Clicca qui per informazioni e iscrizioni

 

Giorno del Dono 2017, un grazie a:
Ente promotore: Istituto Italiano della Donazione
Enti patrocinanti: Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Città Metropolitana di Milano, Comune di Milano, Anci, Responsabilità  Sociale Rai, ACRI, Assif, CNV Centro Nazionale per il Volontariato,  CSVnet, EUConsult Italia, Fondazione Sodalitas, Forum Terzo Settore, I Cantieri del bene comune.
Si ringrazia: Compagnia di San Paolo, Fondazione Cariplo. Partner: Banco BPM.
Partner tecnici: Insolito Cinema, NP Solutions.
Media Partner: AIESEC Italia, Altreconomia, Avvenire, Buone Notizie – L’impresa del bene, Felicità Pubblica, Il Giornale della Protezione Civile, OnlusOnAir, PHI Foundation, Redattore Sociale, Tg1-Fa la cosa giusta, Tv2000, Uidu, Vita, Volontariato Oggi.
Istituti di ricerca partner: Gfk, Osservatorio di Pavia. Artista: Monica Martini
Membri del Comitato d’Onore del Giorno del DonoValeria Fedeli, Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca;Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali; Leonardo Becchetti, Professore Ordinario di Economia Politica; Riccardo Bonacina, Direttore Vita Magazine; Don Virginio Colmegna, Presidente Casa della Carità; Giuseppe De Rita, Presidente Censis; Antonio Decaro, Presidente ANCI; Claudia Fiaschi, Portavoce Forum del Terzo Settore; Carlo Fratta Pasini, Presidente Banco BPM; Giuseppe Guzzetti, Presidente Fondazione Cariplo; Luca Mattiucci, Giornalista;Francesco Profumo, Presidente Compagnia di San Paolo; Giovanna Rossiello, Curatrice Tg1 Fa’ la cosa giusta; Elio Silva, Giornalista Il Sole 24 ORE; Adriana Spazzoli, Presidente Fondazione Sodalitas; Stefano Tabò, Presidente CSVnet;Marco Tarquinio, Direttore Avvenire; Stefano Zamagni, Presidente Fondazione Italia per il dono.

 

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Sebastiano de Falco

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DONARE: IL DONO CREA COMUNITÀ

Donare: il Dono crea Comunità perché donare significa tessere relazioni di valore, praticare scelte libere e consapevoli dettate da autentica passione civile e capaci di andare oltre la logica dello scambio. Dall’incontro tra Istituto Italiano della Donazione (IID) e Fondazione Cariplo nasce l’idea di organizzare un evento che sappia mettere al centro questo tema, in preparazione al Giorno del Dono 2017.

 

Donare fa Comunità

25 settembre 2017 – ore 9.30
Gallerie d’Italia – Piazza Scala 6
Milano

 

Il 4 ottobre di ogni anno in Italia si celebra il Giorno del Dono, giornata nazionale istituita per legge nel 2015 e promossa da IID al fine di fornire meritata visibilità al tema del Dono e della Donazione in tutte le sue forme. Scuole, Comuni, Associazioni, Imprese e cittadini insieme per costruire la mappa dell’Italia che dona, un Paese capace di reagire alle difficoltà mettendo al centro la bellezza del Dono: parte così il 2° Giro dell’Italia che dona, rassegna nazionale che raccoglie tutte le iniziative realizzate dal 23 settembre all’8 ottobre che hanno come filo conduttore il Dono.

 

In questa speciale tappa milanese, il Giorno del Dono incontra il progetto Welfare di Comunità e Innovazione sociale che Fondazione Cariplo, in collaborazione con le Fondazioni di Comunità, ha lanciato per contribuire ad innovare gli attuali sistemi di welfare locali, sostenendo sperimentazioni di politiche sociali in grado di trasformare e rendere più efficaci e sostenibili le risposte ai problemi e ai cambiamenti che caratterizzano il nostro tempo.

 

09.30 – Registrazione partecipanti

10.00 – Parliamo di Dono e Comunità con… Giuseppe Guzzetti, Presidente Fondazione Cariplo Edoardo Patriarca, Presidente IID

10.30 – Il Dono nella riforma del Terzo Settore Luigi Bobba, Sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

11.00 – 2° Giro dell’Italia che Dona: pronti, partenza… Dono Ornella Ponzoni, Responsabile Comunicazione IID.

11.15 – Il Dono in numeri:l’andamento della Raccolta Fondi – XV rilevazione su dati 2016 Cinzia Di Stasio, Segretario Generale IID

11.30 – Il Dono nel Welfare di Comunità Filippo Petrolati, Fondazione Cariplo Marco Cremonte, Goodpoint Guya Raco, Fundraiser per Passione

12.00 – La Voce delle Fondazioni di Comunità  Maurizio De Paoli, Presidente Fondazione Comunitaria Del Verbano Cusio Ossola:  La cura è di casa  Cesare Macconi, Presidente Fondazione Comunitaria della Provincia di Cremona:  Fare legami Paola Pessina, Presidente Fondazione Comunitaria Nord Milano:  #Oltreiperimetri

 

Conduce

Giangiacomo Schiavi, Giornalista Corriere della Sera

Al termine dell’evento, per chi desidera, visita guidata a Gallerie d’Italia

Iscriviti al più presto, posti limitati.

 

 

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La Social Innovation (Innovazione Sociale) è caratterizzata dalla capacità di rispondere ai bisogni sociali della comunità mediante la responsabilizzazione degli individui e la volontà di cambiare le relazioni sociali.

 

 

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RIPARTIRE INSIEME: EREDI E NON REDUCI

RIPARTIRE INSIEME: EREDI E NON REDUCI

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RIPARTIRE INSIEME: EREDI E NON REDUCI: Dalle parole di Matteo Renzi al Lingotto, oltre a tutti i ringraziamenti ai partecipanti e (in particolare ai volontari), emerge che non vi è prospettiva di sviluppo senza un vero e risolutivo cambiamento, quindi, “ripartire insieme” andando incontro, anzi, “rivendicare il futuro” come “eredi e non reduci” di un passato verso il tramonto.

 

Matteo Renzi parla della lotta per l’uguaglianza e garanzie di riscatto sociale delle pari opportunità, di promuovere il capitale umano, affrontare la sfida educativa rivendicando un futuro progressista in direzione di una società etica con solidi valori, rilanciando contenuti e ideali, contemporaneamente restituire una speranza al paese al fine di garantire solide prospettive alle generazioni future.

 

Matteo Renzi propone partecipazione e coinvolgimento lanciando una provocazione da progressista e innovatore, “realizziamo insieme lo sviluppo dell’innovazione sociale con progetti di interesse comune e sostanzialmente rivolti a dare lavoro ai meritevoli e progresso in assoluta trasparenza restaurando un clima di fiducia tra il cittadino e le istituzioni”.

 

L’innovazione sociale è caratterizzata dalla capacità di rispondere ai bisogni sociali che la politica tradizionale sembra sempre più in grado di affrontare, la responsabilizzazione dei gruppi e degli individui, e la volontà di cambiare le relazioni sociali.

 

“Eredi non Reduci”

 

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SUICIDO ASSISTITO PER UN ALTRO ITALIANO

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Le ultime ore di Dj Fabo: “Via da quest’inferno

Fabo prima di perdere conoscenza ha scherzato con gli amici: “Mettete sempre le cinture

Fabo Per attivare l’immissione del farmaco ha dovuto mordere un pulsante

Il post della fidanzata Valeria dalla Svizzera: “Vorrei che questa notte non finisse mai

Il corpo sarà cremato, le ceneri potrebbero essere portate nella sua amata India

SUICIDO ASSISTITO PER UN ALTRO ITALIANO

 

“Ognuno di noi riceve la vita, non se la da e questo è evidente e pertanto ne siamo dei servitori, dei ministri. Responsabili, intelligenti, ma senza potere mai dominare la vita nostra e tanto più degli altri”.

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“Insieme siamo in grado di nutrire il seme di altruismo che è insito in ognuno di noi”

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INNOVAZIONE SOCIALE: LA PAROLA MAGICA

INNOVAZIONE SOCIALE: LA PAROLA MAGICA

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Innovazione Sociale è una corrente filosofica che si concentra sull’evoluzione concettuale delle persone, sulle idee e le soluzioni che creano valore sociale a beneficio della comunità sia nel profit sia nel non profit volgendosi ad un welfare sostenibile.

 

Esaminiamo i processi attraverso i quali sono generate le innovative rivoluzioni ideologiche e tecnologiche, osserviamo la fecondazione intersettoriale alla base dei tre meccanismi fondamentali che stanno guidando la contemporanea Social Innovation:

  • Scambio di idee e valori;
  • Rigenerazione dei ruoli e relazioni;
  • L’integrazione del capitale privato a sostegno degli investimenti pubblici e la filantropia.

In definitiva, i problemi più difficili e importanti non possono essere compresi, e tanto meno risolti, senza il coinvolgimento del terzo settore, organizzazioni non profit, investimenti pubblici e privati.

 

Innovazioni Sociali, nuove strategie, concetti idee, organizzazioni che soddisfano esigenze sociali in diversi settori dal lavoro, l’educazione, la salute, al fine di sviluppare e rafforzare le comunità. Nella Social Innovation vi sono compresi i processi sociali innovativi e partecipativi, quali per esempio le tecniche e software open source, innovazioni orientate a scopi ed utilizzi sociali come microcredito, il volontariato e l’apprendimento a distanza, e molto altro ancora.

 

La Social Innovation si concentra sul processo di innovazione e cambiamento che prende forma favorendo l’organizzazione interna delle imprese al servizio della produttività e del bene comune (Corporate Social Responsibility) responsabilità sociale d’impresa con link diretto l’enciclopedia digitale Wikipedia simbolo della Social Innovation Partecipativa e dei concetti intrinseci.   https://it.wikipedia.org/wiki/Responsabilit%C3%A0_sociale_d’impresa

La Social Innovation si concentra sulle nuove tipologie di lavoro e avanzate forme di cooperazione (modelli di business o capitalismo Etico), in particolare attività sostenibili.

 

L’innovazione sociale è caratterizzata dalla capacità di rispondere ai bisogni sociali che la politica tradizionale sembra sempre più in grado di affrontare, (vedi quanto affermato da Matteo Renzi), la responsabilizzazione dei gruppi e degli individui, e la volontà di cambiare le relazioni sociali.

 

Quindi, l’innovazione sociale è spesso presentata come un modo per aumentare la qualità dei servizi sociali e la loro economicità, offrendo equivalente, se non superiore, i risultati nonostante i notevoli vincoli di bilancio.

 

“Insieme siamo in grado di nutrire il seme di altruismo che è insito in ognuno di noi”.

 

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#RENZI: INSIEME VERSO IL CAMBIAMENTO

Matteo Renzi dimettendosi da tutte le cariche è divenuto un uomo libero ritornando in possesso del proprio tempo che sta impiegando nel visitare altre nazioni (privatamente senza giornalisti e telecamera) come nel suo ultimo viaggio negli Stati Uniti d’America dove vi è andato al fine di valutare nuove idee e prospettive e distintamente (l’evoluzione delle energie alternative o come la tecnologia cambia il mercato del lavoro e riduce l’occupazione oltre molte altre preziose info).

 

Giro il mondo per ossigenare il cervello! Dichiara Renzi, sostenendo che fermare il progresso e la tecnologia o pensare di rallentare è assurdo, «Le invenzioni – dalla stampa all’automobile – hanno avuto sempre ricadute sociali ed il compito adesso è di affrontare i problemi che derivano dalla rivoluzione digitale e i costi in termini di perdita posti di lavoro».

 

Renzi continua: molti sventolano il “reddito di cittadinanza” come risposta all’assenza di lavoro e soluzione di tutti i mali, ma garantire uno stipendio a tutti non risponde all’articolo Uno della Costituzione Italiana che parla di lavoro non di stipendio. Il lavoro non è solo stipendio, ma anche dignità. Il reddito di cittadinanza nega il primo articolo della nostra Costituzione.

 

«Serve un lavoro di cittadinanza» In questi tempi di forti cambiamenti dobbiamo rivoluzionare il welfare. Niente rassegnazione o ripiegamenti su se stessi, via quindi il tono irritato quando si parla di tecnologia e innovazione mentre vi sono grandiose opportunità che si possono cogliere cambiando il concetto di lavoro come sinora lo abbiamo interpretato.

 

Coltivare dei sogni, continua Renzi nell’intervista concessa al giornale Il Messaggero: «spostando il reddito dalla rendita all’innovazione» e quindi al lavoro poiché non dobbiamo credere alle profezie di una società senza lavoro (jobless society), tantomeno a coloro che si rassegnano proponendo una rendita, come il “reddito di cittadinanza”, che dà ai giovani un messaggio sbagliato di ripiegamento su se stessi, ma occorre ricreare le opportunità per i giovani che hanno voglia di fare orientandosi alla Social Innovation.

 

Il cambiamento in atto si muove velocemente con il “terzo settore” protagonista congiuntamente ad un “capitalismo etico” dirigendosi verso modelli concettuali della “Social Innovation” e al fine di garantirsi il successo, questa strada la dobbiamo percorrere (costruire) insieme.

https://phifoundation.com/insieme-verso-cambiamento/

https://phifoundation.com/phifoundation-cose-la-social-innovation-community/

https://phifoundation.com/noi-siamo-il-cambiamento/

 

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