Spopolamento: I rischi dei borghi italiani evidenziano un circolo virtuoso.

Spopolamento? No! Grazie a BorgoViVo

Spopolamento: I rischi dei borghi italiani evidenziano un circolo virtuoso.

Spopolamento: L’abbandono dei piccoli centri avviene solo, dove le politiche pubbliche non sono lungimiranti. Val d’Aosta e Trentino Alto Adige, che negli ultimi 40 anni hanno registrato un incremento di popolazione tra i più alti d’Italia, sono oggi le Regioni più “giovani” del Paese e quelle più capaci di moltiplicare la ricchezza interna.

 

Spopolamento: I piccoli borghi oggi più che mai appaiano “incantati”.

Un incanto che è frutto dell’innegabile bellezza del paesaggio italiano, ma soprattutto perché in grado di offrire il bene primario per eccellenza: un’alta qualità della vita. Aria pulita, assenza d’inquinamento acustico, possibilità di contare su prodotti alimentari genuini, negozi, banche e uffici postali a portata di mano, pub e punti di ristoro che offrono agli abitanti l’opportunità di coltivare una vita sociale piacevole ed economica; Questi i punti di forza dei piccoli borghi, vere e proprie oasi di pace in cui rifugiarsi.

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Spopolamento è il progressivo abbandono dei piccoli villaggi i famosi “borghi fantasma”.

Attenzione: nei Comuni dove le amministrazioni hanno fatto un buon lavoro, offrendo servizi ai cittadini e mettendo in campo policies pubbliche lungimiranti, borghi, paesini e paesoni non solo non si sono spopolati, ma anzi sono stati protagonisti di uno straordinario ripopolamento, con conseguente, drastico abbassamento dell’età media degli abitanti e altrettanto inevitabile innalzamento del livello di ricchezza interna.

 

Spopolamento o Ripopolamento?

I Comuni virtuosi, infatti, sono ancora troppo pochi. Soprattutto considerando che i territori a rischio spopolamento rappresentano il 43% della superficie italiana. Una risorsa grandiosa che potrebbe risollevare, da sola, le sorti del Paese; Risorsa in gran parte sottoutilizzata, se non sprecata, dimenticata, persa. Fatta eccezione per Val d’Aosta e Trentino Alto Adige, che negli ultimi 40 anni hanno registrato un incremento di popolazione tra i più alti d’Italia, e che oggi sono le Regioni più “giovani” del Paese, nonché quelle più capaci di moltiplicare la ricchezza interna.

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I numeri.

I numeri dell’abbandono sono impietosi: a fronte di una popolazione italiana cresciuta di 12 milioni di unità negli ultimi 60 anni, la crescita si è prevalentemente concentrata in pianura (8,8 milioni di residenti in più) e collina (4 milioni in più), col risultato che, se nel 1951 la popolazione montana rappresentava il 41,8% rispetto a quella di pianura, oggi la percentuale è scesa al 26%. E dire che i territori montani, sono “un nodo strategico per l’economia verde, in una società che vede sempre più avanzare la crisi idrica ed energetica”.

Spopolamento Superato.

L’autonomia da sola certo non può aver determinato le cifre che oggi Val d’Aosta e Trentino Alto Adige possono vantare sul fronte della ricchezza interna: fatto 100 il valore della ricchezza di partenza nel 1970, in Trentino quel valore è diventato 345 nel 2012 e a Bolzano 328, mentre la media nazionale è ferma a 264 e, la Sicilia, altra regione autonoma, ristagna sul 230.

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Le diversità politiche.

Le diversità delle politiche che hanno inciso dal punto di vista qualitativo sono state lo aumentare le competenze e diminuire la percentuale di risorse locali trattenute nel territorio, così da contribuire a ripianare il debito pubblico nazionale. BorgoViVo non è la difesa di un mondo e proprie prerogative da minacce esterne, ma la tutela delle buone esperienze, bagaglio di conoscenza e difesa della qualità di vita per la collettività.

 

BorgoViVo.

In attesa che il territorio perduto diventi anch’esso incantato, non resta che guardare alle buone pratiche e accettare la sfida.

 

BorgoViVo, in fondo, ne è il simbolo 

 

 

Redazione

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