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4OCEAN: SALVIAMO GLI OCEANI

LO STATO DI SALUTE DEGLI OCEANI OGGI

Gli oceani sono importanti ecosistemi dove convivono molte specie animali e vegetali ed occupano il 71% della superficie terrestre. Essi rappresentano un’importante risorsa in quanto forniscono beni di prima necessità all’uomo come cibo, attraverso la pesca, e materie prime, provenienti dai fondali ricchi di minerali e combustibili. In futuro si pensa che si possa sfruttare anche l’energia oceanica come una fonte rinnovabile.

L’ 8 giugno 2018 in occasione della giornata mondiale dell’oceano sono stati prelevati dei campioni di acqua in 200 luoghi diversi dagli Stati Uniti d’America all’Australia per controllare lo stato di salute degli oceani ed il risultato è stato disastroso in quanto le acque oceaniche sono perennemente inquinate da residui chimici e dalla macro e microplastica. Le cause di questa forma d’inquinamento ambientale sono molte: prima tra tutte l’attività umana in quanto manca un programma educativo che rispetti l’ambiente.

Infatti l’ uomo utilizza l’oceano come se fosse un cassonetto della spazzatura dove gettare plastica e rifiuti di ogni tipo, a cui vanno aggiunti i vari esperimenti nucleari che contribuiscono a danneggiare questo unico e preziosissimo ecosistema.

Secondo problema è che si produce troppa plastica e da ricerche effettuate dal Programma Ambientale delle Nazioni Unite si è scoperto che finiscono negli oceani 8.000.000 di tonnellate di materiale plastico www.unenvironment.org.

Le zone critiche maggiormente colpite sono: l’area nord dell’Oceano Pacifico, che si estende dalla California alle Hawaii, definita come l’Isola di Plastica del Pacifico, dove un eccessivo accumulo di 79.000 tonnellate di rifiuti galleggianti di materia plastica trasportato dalle correnti oceaniche è stanziato in un’ area impenetrabile di 1.000.000,600 km²; l’area sud del Pacifico tra America meridionale e Nuova Zelanda dove sono presenti enormi zone di accumulo di spazzatura plastica e l’area sud dell’Oceano Indiano tra l’Australia ed il Madagascar, dove ci sono smisurati ammassi di plastica che stanno a galla sulle acque oceaniche.

Alcuni Stati come gli USA o il Giappone, economicamente molto solidi, potrebbero porre un rimedio per sanare la situazione impedendo tutto ciò con leggi più severe che impediscano d’inquinare le acque oceaniche e di praticare una pesca eccessiva.

Auspico che vengano trovati rimedi utili a frenare questa situazione di degrado ambientale che si sta diffondendo nel mondo.

IL RUOLO DI 4OCEAN

4Ocean nasce esattamente un anno fa nel 2017, per volere di due giovani ragazzi americani Alex Schulze e Andrew Cooper con la passione per il surf e per l’oceano, che dopo un viaggio in Indonesia e aver visto che i pescatori navigavano tra i residui plastici, restarono particolarmente toccati e risentiti per l’inoperosità generale. Cosi, i due decisero di fondare un movimento globale per rimuovere la spazzatura dall’oceano e dalle coste. Attualmente il team è composto da 31 volontari, quattro imbarcazioni e da tre sedi in Florida ed una a Bali. I volontari di 4Ocean hanno pulito finora le coste di 27 Stati del mondo dall’ America all’Europa, all’Asia togliendo 3.000 kg di spazzatura al giorno dai litorali.

Il 13 ottobre è prevista, secondo il calendario delle attività di 4ocean, la pulizia della costa Corpus Christi in Texas.

Chiunque voglia dare il proprio contributo per pulire gli oceani e quindi vivere in un ambiente sano può farlo visitando la pagina internet www.4ocean.com.

 

Filippelli Giuseppina

PHI Foundation

New Generation Nosy Faly: un’isola che cresce

Nosy Faly, un’isola del Madagascar dove vivono circa quattromila persone, una natura incontaminata, un mare che si estende a perdita d’occhio e un cielo stellato, di quelli che si possono ammirare solo in navigazione in mare aperto. Un luogo periferico al mondo ma che diventa il cuore di un progetto grande: New Generation Nosy Faly, la Onlus fondata da Nicoletta Bruno e Danilo Farias nel 2013.

Abbiamo raggiunto Nicoletta, per ascoltare proprio da lei la storia di questo sogno, che è ormai una realtà  concreta e radicata sull’isola di Nosy Faly.

Cosa ti porta in Madagascar e, più precisamente, a Nosy Faly?

“Nel 2012 un mio collega dentista mi chiede di raggiungerlo in Madagascar per rendere operativo un dispensario. Accetto la sua proposta e decido di partire; Danilo si propone di venire insieme a me come volontario. L’arrivo a Nosy Faly avviene per pura casualità : alcune suore ci chiedono di accompagnare una sessantina di bambini presso una colonia estiva e noi accogliamo la richiesta. Eccoci arrivati su un’isola che da quel momento entrerà  nei nostri cuori”.

Cosa ricordi di quel primo incontro con l’isola?

“Dopo un viaggio di tre ore stipati su un pulmino sovraccarico di una sessantina di bambini, dai tre anni in su, arriviamo a Nosy Faly. Un’isola praticamente deserta, dove troviamo ad accoglierci solo una grande casa vuota. Ricordo che ciascun bambino ha steso ordinatamente la propria stuoia per dormire. Ognuno di loro aveva in dotazione una stuoia, un bicchiere di plastica e uno spazzolino, che gli avevamo regalato per insegnare loro a fare l’igiene orale.

All’ora del pasto i bambini si mettevano in fila per ricevere nel piatto del brodo, cucinato sul fuoco in grandi pentoloni. Poi ognuno ripuliva il piatto con la sabbia, lo sciacquava in mare e riponeva con cura quanto gli era stato dato.

Ecco, il mio primo ricordo sono loro, i bambini“.

Cosa hai provato in quei giorni sull’isola?

“Ero in un posto incredibile, che mi permetteva un immenso contatto con la natura ma dentro di me sentivo un profondo senso di vuoto, una grande desolazione.

Danilo, al contrario, vedevo che si riempiva dei colori, degli odori, dei suoni di quella terra, diceva che era il luogo in cui avrebbe desiderato trascorrere parte della sua vita per realizzare qualcosa di concreto.

Al rientro in Italia abbiamo subito provato a dare forma a ciò che avevamo sentito dentro, ai nostri pensieri: nasce così l’Associazione New Generation Nosy Faly Onlus, e si concretizza la scelta di Danilo di trasferirsi stabilmente sull’isola, interrompendo la sua carriera di ballerino e insegnante di danza qui in Italia“.

Che cosa è quindi New Generation Nosy Faly, e quali sono i suoi obiettivi?

“E’ la riposta che abbiamo pensato di dare ad una terra che ti si offre davanti con le sue bellezze ma che ti mostra con altrettanta schiettezza quali e quanti sono ancora i bisogni e le necessità  di una comunità che cerca di sopravvivere al meglio.

L’Associazione New Generation Nosy Faly nasce nel 2013 grazie al supporto di tanti sostenitori e volontari, con un duplice obiettivo: sanitario ed educativo”.

Ci puoi spiegare meglio cosa avete fatto e state continuando a fare in ambito sanitario?

“Innanzitutto abbiamo cercato di creare le condizioni per migliorare la qualità  di vita della popolazione. La situazione sanitaria a Nosy Faly è critica: le malattie veneree sono molto diffuse, e i bambini ne sono spesso i portatori; gli incesti tra consanguinei hanno portato ad una elevata incidenza di nascituri con problematiche fisiche e psichiche; prima del nostro intervento non vi era sul territorio possibilità  di accedere a cure mediche.

Abbiamo quindi agito immediatamente sul contesto ambientale: nel 2013 abbiamo portato la luce sull’isola, e abbiamo reso fruibile un pozzo per l’approvvigionamento di acqua potabile. E’ stato istituito un presidio medico, con un dispensario cui attualmente accedono mediamente quindici persone al giorno, con ogni tipo di bisogno. Nei periodi in cui sono stata presente io, giungevano quotidianamente da ogni parte dell’isola circa ottanta persone per ricevere cure dentarie.

Abbiamo anche coinvolto la popolazione cercando di agire sulla prevenzione in ambito sanitario, in particolare con le donne rispetto al tema della sessualità  e della contraccezione”.

 

Dal punto di vista educativo in quale direzione state agendo?

“Educazione, istruzione e formazione al lavoro sono le nostre parole chiave. Puntiamo sulle nuove generazioni perchè acquisiscano competenze e abilità  in ambito lavorativo per migliorare il loro futuro, quello della loro comunità , del loro territorio.

Prima se un bambino voleva andare a scuola doveva percorre più di otto chilometri per raggiungerla: l’istruzione scolastica era praticamente inaccessibile! Non vi era nessuna attenzione rispetto al fatto che i ragazzi studiassero e si formassero: per gli uomini il destino E’ diventare pescatori, per le donne diventare mamme a tredici/quattordici anni.

Per darti alcuni elementi concreti: nel 2014 è stata realizzata la scuola materna, che ad oggi ospita circa sessanta bambini. Nel 2016 è stata inaugurata la scuola elementare che, nelle cinque classi, accoglie circa trecento bambini.

E ci tengo ad aggiungere che abbiamo deciso di costruire una scuola laica, che vede la compresenza di bambini cristiani, musulmani e animisti. Non vogliamo che esistano discriminazioni, per noi è importante lo scambio, l’integrazione, nel rispetto degli equilibri di una comunità che da subito si è mostrata pronta ad accoglierci”.

E’ stata costruita anche una casa famiglia, so che ci tenete molto.

“Si, il desiderio di realizzarla è nato subito, appena Danilo ha deciso di stabilirsi a Nosy Faly. E’ stata completata nel 2015 ed ora accoglie sedici bambini“.

Tanti progetti realizzati…quale è stata, secondo te, la chiave che vi ha permesso di vedere accolte le vostre proposte dalla comunità  locale?

“Sicuramente l’essere partiti dal territorio, creando delle relazioni stabili e significative con figure autorevoli, che potessero fare da ponte tra noi e la popolazione, e coinvolgendoli nella realizzazione di ciascun progetto. La comunità  ci ha ben accolto perchè da subito ha compreso che apportavano beneficio alla loro società , senza volerla snaturare”.

Tanti obiettivi raggiunti ma ancora molto da fare, tante idee e il crescente bisogno di volontari, giusto Nicoletta?

“Giusto! Abbiamo appena concluso il “Progetto Sarti” grazie alla presenza di una volontaria giunta dal Portogallo. Abbiamo comprato venti macchine da cucire a manovella, per non usare l’elettricità , e abbiamo reso possibile a donne e uomini che lo desiderassero la frequenza di un corso della durata di tre settimane che permettesse loro di acquisire questa competenza.

Tempo fa alcuni volontari hanno fatto funzionare dei pannelli solari e si sono adoperati per insegnare ai ragazzi piccole riparazioni elettriche.

Stiamo lavorando affinchè, grazie anche all’aiuto di donazioni dall’Italia, prenda avvio in concomitanza con l’inizio del nuovo anno scolastico, il “Progetto Academy” che darà  la possibilità a bambini e ragazzi di formarsi nelle arti, danza e musica. Un modo per formare, educare, diffondere la cultura.

Le competenze e le abilità  di ognuno sono ben accette, la ricerca di volontari che vogliano dedicare almeno due settimane del loro tempo a Nosy Faly è sempre attiva. Quindi vi aspettiamo, perchè, come dice Danilo: – Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo -” (Mahatma Gandhi).

 

Sara Petoletti

PHI Foundation