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IL CALENDARIO 2017 DELLA FONDAZIONE CORTI PER SOSTENERE IL LACOR HOSPITAL

Il Lacor Hospital è un ospedale situato nel Nord dell’Uganda che ogni anno riesce a curare più di 250.000 pazienti ed è la più grande struttura ospedaliera, non a scopo di lucro, dell’Africa equatoriale.

Rappresenta l’unica speranza di salvezza per milioni di abitanti del Nord Uganda perché offre assistenza e cure mediche anche a chi non può permettersi di pagarle, in modo completamente gratuito e senza alcun tipo di discriminazione di razza, religione, stato sociale o sesso.

Questo nobile gesto, una vera e propria missione, può essere realizzato giorno dopo giorno grazie all’aiuto della Fondazione Corti che nasce a Milano nel 1993 proprio con il compito statutario di assicurare sostegno economico ed assistenza tecnico-logistica al St. Mary’s Hospital Lacor.

La Fondazione Corti, creata dai coniugi Piero Corti e Lucille Teasdale, rispettivamente pediatra e chirurgo, è infatti il principale sostenitore del Lacor Hospital e anche dopo la morte dei 2 medici fondatori, persegue l’ obiettivo originale grazie all’impegno della loro figlia Dominique.

E’ possibile sostenere il Lacor Hospital acquistando il calendario 2017 della Fondazione Corti, calendario giunto ormai alla sua dodicesima edizione, che rappresenta un piccolo ma significativo gesto per aiutare uomini, donne e bambini ugandesi malati ma, al tempo stesso, è un modo per conoscere più dettagliatamente la storia di questa preziosa struttura ospedaliera, o farla conoscere ad amici e parenti.

E’ anche possibile aderire alla campagna calendari della fondazione in qualità di volontari, distribuendoli nelle proprie Parrocchie.

Aiuta anche tu il Lacor Hospital: non solo un indispensabile ospedale ma, in un contesto socio-economico difficile come quello dell’Uganda, anche un piccolo centro di sviluppo sociale  per i bambini ugandesi e  le loro povere famiglie.

 

Nicola Minerva

PHI Foundation

Se “ La Grande Bellezza ” di Milano ancora ti è nascosta…

Quando durante la notte degli Oscar 2014 la giuria nomina “ La Grande Bellezza ” miglior film straniero tutti gli italiani, anche solo per un momento, si sono sentiti fieri di quel patrimonio artistico senza tempo di cui Roma è, senza alcun dubbio, il miglior panorama del Belpaese.

Ma se scopriste che anche Milano non è da meno e nasconde scorci memorabili?

Avete mai provato a percorrere il Naviglio Grande all’alba o a sbirciare, tra i palazzi opulenti, magnifici cortili dietro portoni apparentemente anonimi?

Infatti, se “fredda”, “caotica” o “dispersiva” sono gli aggettivi meno crudeli che l’italiano medio utilizza quando parla della città di Milano e pochi la raccontano con appagamento o affettuosità, si può certamente dire che quasi nessuno si sofferma sulla sua bellezza nascosta. O quasi.

Se vi dicessi infatti che esiste una storica dell’arte “irriverente e non allineata”, come lei stessa si definisce qui, nativa belga e con un’importante carriera lavorativa nella città capitolina che un giorno decide di partire per Milano e, dopo un giro attento in sella alla sua bicicletta, capisce di non voler ripartire più e anzi decide di dedicarsi alla valorizzazione e divulgazione dei patrimonio artistico del capoluogo lombardo fondando un’associazione no profit, iniziereste a cambiare idea e comincereste a percepire Milano come una città d’arte esattamente come la sua cara sorella romana?

Ma andiamo per ordine: nel 2010 nasce Città nascosta Milano che si prefigge l’obbiettivo di “trasformare i cittadini da consumatori distratti in attori consapevoli della loro città” come dice qui la sua fondatrice Manuela Alessandra Filippi.

Negli anni il programma di quest’associazione culturale si arricchisce sempre più, numerose le iniziative per coinvolgere il pubblico alla scoperta de “La Grande Bellezza” milanese come ad esempio il progetto “La cultura si mangia! Un panino con…®” (dove il panino te lo danno davvero e non è solo un modo di dire!) grazie al quale anche durante la pausa pranzo si può ricavare un momento per dedicarsi alla cultura. Un vero salto nella storia della città meneghina quindi che spazia dai cortili più antichi ai nuovi grattacieli e che passa anche per il Palazzo della zecca, uno dei palazzi più interessanti delle 5 Vie, e che, dal 2014, è divenuta sede di Città nascosta Milano e nel 2015 ha aperto per la prima volta le sue porte in occasione delle Giornate di Primavera del FAI– Fondo Ambiente Italiano.

E chissà che un giorno, spinti dal desiderio di cercare vecchie monete tra gli angoli della Casa dello Zecchiere, anche voi riusciate a conoscere quest’associazione senza scopo di lucro che da sei anni dona ai più curiosi le chiavi per aprire i luoghi segreti di Milano e allora sì – sono certa- anche i più scettici riusciranno a vedere in Milano “ La Grande Bellezza ” che tanto ha illuminato Roma dopo il film di Sorrentino.

Federica Pizzi

PHI Foundation