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IL « FAI » PER TUTELARE I BENI AMBIENTALI, PAESAGGISTICI E CULTURALI ITALIANI

STORIA DEL « FAI »

Il FAI (fondoambienteitaliano) nacque per volere di Elena Croce e grazie al sostegno di Renato Bazzoni, Alberto Predieri, Franco Russoli e Giulia Maria Mozzoni Crespi che nel 1975 firmò lo statuto del FAI, con l’intento di proteggere e valorizzare il  patrimonio storico, artistico e paesaggistico italiano.

Il FAI attualmente gestisce 61 beni storici-artistici ricevuti su concessione da enti pubblici o in comodato d’uso da privati o di proprietà dell’associazione stessa di cui: 30 sono regolarmente aperti al pubblico e visitabili, 10 in restauro, 12 tutelati ed inalienabili, donati alla Fondazione, 2 patrocinati dall’associazione.

Il FAI grazie ai 95 milioni di euro provenienti da donazioni, acquista beni, li valorizza e li restaura per renderli fruibili al pubblico. Ogni bene acquisito viene studiato in ambito storico-artistico, ne viene studiata la sua relazione con il territorio e poi viene elaborato un restauro che lo conformi con le norme necessarie per renderlo fruibile dai visitatori. Ogni progetto di restauro è ideato e realizzato da architetti, agronomi, paesaggisti ed artigiani che collaborano al fine di ottenere risultati d’ impareggiabilità e di straordinarietà del sito restaurato.

La restaurazione e la successiva apertura al pubblico si basano su  princìpi di ecosostenibilità e su un approccio artistico conservativo e non invasivo del restauro. Altro tassello fondamentale è il FAI International www.fai-international.org che divulga e diffonde l’amore per il patrimonio italiano all’estero grazie ad una vasta ed intensa rete di attività in Francia, Svizzera e nel Regno Unito.

I LUOGHI ED I VOLONTARI DEL « FAI »

L’associazione dispone di luoghi d’incommensurabile e straordinaria bellezza disposti lungo tutta la penisola italiana e di un patrimonio d’inestimabile valore a partire da castelli, ville, abazie, giardini, parchi storici, torri, baie marine, colline e montagne fino a 32.000 libri antichi e 22.000 oggetti d’arte.

Chiunque ami la natura o l’arte e desideri diventare socio può farlo iscrivendosi attraverso l’homepage del sito internet www.fondoambiente.it.

I 7.500 volontari hanno il compito di diffondere i valori e l’operato della Fondazione organizzando eventi nazionali, visite culturali, escursioni, seminari monografici e corsi biennali di storia dell’ arte.

Inoltre la rete territoriale FAI, formata da volontari appassionati che hanno scelto di dedicare il proprio tempo libero a sostenere l’operato dell’associazione, è un punto fondamentale per la diffusione capillare sul territorio e chiunque voglia esercitare il proprio impegno nella valorizzazione dei luoghi può farlo, collegandosi al sito www.fondoambiente.it, diventando volontario del FAI.

GIORNATE ORGANIZZATE DAL FAI

Come ogni anno il FAI organizza due giornate (la prima in autunno e la seconda in primavera) per visitare i luoghi dell’associazione, così anche quest’anno in occasione della 27° edizione i luoghi saranno visitabili nelle giornate d’autunno del 13 e del 14 ottobre, mentre per la giornata di primavera si dovrà attendere un fine settimana del mese di marzo 2019.

Durante le visite si potrà interagire sui canali social con l’hashtag #giornatefai.

 

Filippelli Giuseppina

PHI Foundation

I poteri del FAI-Fondo Ambiente Italiano per salvare l’Italia

Probabilmente anche chi ha fondato il FAIFondo Ambiente Italiano, associazione senza scopo di lucro dal 1975, la pensava come Peter Parker: “Da un grande potere derivano grandi responsabilità” diceva il giovanotto per giustificare gloria e dannazione del suo destino da Spider-man.

Dico così perché decidere di impegnarsi CONCRETAMENTE per la tutela di un patrimonio paesaggistico-artistico come quello dell’Italia non è sicuramente un gioco da ragazzi.

Se il Belpaese infatti ci regala da millenni uno scenario impagabile e senza rivali in ogni scorcio, è pur vero che è proprio per la sua straordinarietà che l’impegno per mantenere tale bellezza deve essere all’altezza delle aspettative. E in qualche modo lo è se si contano tutti  i restauri voluti dal FAI- Fondo Ambiente Italiano e le aperture al pubblico di alcuni tra i più importanti luoghi della storia italiana che proprio il FAI ha permesso.

Ma facciamo un passo indietro e vediamo chi ha voluto che si creasse questa associazione non profit.

Innanzitutto il FAI-Fondo Ambiente Italiano nasce il 28 aprile 1975 per volere di Elena Croce, figlia del filosofo Benedetto Croce, che sentiva dentro di sé il desiderio di creare in Italia qualcosa che ricordasse quello che Octavia Hill creò nel Regno Unito: il National Trust for Places of Historic Interest or Natural Beauty, ovvero una organizzazione non profit che già circa un secolo addietro aveva colto l’importanza per una nazione di promuovere e tutelare il proprio patrimonio in quanto esso stesso marchio dell’identità nazionale.

A dare forma a questa idea però ci pensarono Renato Bazzoni, che nel suo libro edito da Rizzoli “Tutta questa bellezza” racconta della sua attività da pioniere nel FAI-Fondo Ambiente Italiano, Alberto Predieri, Franco Russoli e Giulia Maria Mozzoni Crespi (vi segnalo una sua bellissima intervista su Repubblica.it che potete leggere qui) che si mobilitarono quanto prima per firmare l’atto costitutivo e lo statuto dell’associazione.

E così via a numerose iniziative, di fundraising e non solo, come I luoghi del cuore, progetto in collaborazione con Intesa San Paolo ormai giunto alla settima edizione che permette a tutti noi, ogni anno, di segnalare uno o più luoghi che vorremmo che il FAI preservasse dal tempo e dall’incuria.

E voi, che aspettate a confidare al FAI-Fondo Ambiente Italiano a quale luogo proprio non riuscireste a rinunciare?

 

Federica Pizzi

PHI Foundation