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LA SCLEROSI MULTIPLA

CHE COS’ È LA SCLEROSI MULTIPLA ?

La sclerosi multipla è una malattia neurodegenerativa demielinizzante, che comporta la perdita della mielina (o guaina mielinica, la quale ha una struttura biancastra multilamellare con funzione isolante che avvolge gli assoni di tutti i neuroni degli esseri vertebrati) in molte aree del sistema nervoso centrale.

Durante il processo di demielizzazione c’è una fase iniziale infiammatoria a cui segue una fase cronica con cicatrici e placche all’interno del sistema nervoso centrale.

La Sclerosi Multipla è causata da fattori ambientali, genetici ma non è ereditaria; in seguito a degli studi epidemiologici condotti in molte zone del mondo è emerso che questa malattia è più diffusa nell’emisfero settentrionale e meridionale  mentre in zone più vicine all’equatore le popolazioni vengono colpite con una percentuale molto bassa.

Una maggior incidenza della malattia si ha nel Canada, nell’America del Nord, in Australia ed in Nuova Zelanda mentre più ci si avvicina all’equatore e più la possibilità di diffusione della malattia è nulla.

Infatti in zone molto assolate il corpo umano produce molta vitamina D (un ormone utile per le ossa, il sangue, il cervello e pelle) e la possibilità di contrarre la malattia è ridotta, registrando un tasso di malattie riscontrate molto basso.

In tutto il mondo si registrano circa 3.000.000 di persone ammalate di Sclerosi Multipla, di cui 600.000 in Europa e 180.000 soltanto in Italia.

STORIA DELLA SCLEROSI MULTIPLA

Il primo caso di Sclerosi Multipla si è registrato in Olanda sul finire del 1300, dopo 4 secoli si sono registrati altri due casi di SM.

Sul finire dell’Ottocento il neurologo francese Jean-Martin Chargot fu il primo a riconoscere la SM, individuando la triade di Chargot, ossia i tre segni della malattia: il nistagmo, il tremore intenzionale e la parola scandita.

Allievo e seguace di Chargot fu Pierre Marie che fece importanti ricerche in ambito neurologico ed endocrinologico.

Gli studi e le ricerche in questo campo proseguirono per tutto il Novecento con lo scienziato biomedico americano Elvin Kabat ed il fisico svizzero Felix Bloch, Nobel per la fisica per il contributo alla nascita della risonanza magnetica nucleare.

Nel 1957 due virologi Alick Isaacs e Jean Lindenmann scoprirono l’interferone, una proteina capace d’interferire con la replicazione di agenti patogeni e di regolarizzare il sistema immunitario.

 TERAPIE

L’interferone beta b1, primo farmaco approvato negli Stati Uniti d’America nel 1993, fu un’ importante scoperta nella cura della Sclerosi Multipla e delle recidive, nel 1996 fu approvato e somministrato gratuitamente ai malati in Italia, poi nel 2000 fu approvato e diffuso anche l’interferone b1a col compito di rallentare la progressione della malattia.

In presenza di ricadute e remissioni si segue una terapia farmacologica steroidea somministrata per via orale o in fleboclisi, a cui seguono progetti riabilitativi a seconda dei sintomi e dei problemi manifestati durante il decorso della malattia.

L’AISM

L’Associazione Italiana Sclerosi Multipla (AISM), nasce a Roma nel 1968 per rappresentare i diritti e le speranze delle persone malate di SM. Nei suoi 50 anni l’AISM ha migliorato la vita dei malati grazie al lavoro degli oltre 13.000 volontari, sostenuto la ricerca investendo 20 milioni di euro, tutelato i diritti sociali e civili dei malati, sensibilizzato le persone, diffuso informazioni, dialogato con enti ed istituzioni in favore dei malati affetti da Sclerosi Multipla e si è diffusa capillarmente lungo tutto il territorio nazionale con 100 sezioni presenti in quasi tutte le province italiane.

Chiunque volesse contribuire al sostegno dell’associazione può divenire volontario e/o socio, oppure può contribuire alla ricerca comprando una gardensia durante le giornate del 8, 9 e 10 Marzo, in occasione dell’annuale evento promosso dall’associazione, in tutte le piazze d’Italia.

Per info: https://sostienici.aism.it/gardensia/

 

Filippelli Giuseppina Giovanna

PHI Foundation

La bicicletta

LE DUE BICICLETTE ROSA

Fin da bambina, dall’età di 5 anni, desideravo fortemente imparare ad andare in bicicletta, ma avevo grosse difficoltà a tenermi in equilibrio, contavo sull’appoggio di muri e cancellate per tenermi e chiedevo spesso a mio fratello più grande continue lezioni su come guidare la bicicletta, ma nonostante i suoi consigli non riuscivo lo stesso a stare in equilibrio.

Molto spesso non riuscivo a frenare ed andavo a sbattere contro gli ostacoli che trovavo lungo la strada.

Dopo continui tentativi con la mia caparbietà sono riuscita a stare in equilibrio sul veicolo.

Mio padre, all’età di 8 anni, mi regalò una bicicletta rosa che aveva il campanello posizionato sul manubrio ed io mi divertivo a suonarlo, lo suonavo soltanto per ascoltare il suo suono.

Col passare del tempo imparai benissimo ad andare in bicicletta dopo aver superato le prime difficoltà infantili, mi lanciai in lunghe escursioni e passeggiate.

Abitavo in un condominio e nell’androne del palazzo lasciavo la bicicletta lì senza chiuderla con la catena, capitò un giorno che scesi giù per prenderla e la bici non c’era più perchè era stata rubata.

Ci rimasi molto male e tornai a casa molto dispiaciuta.

Crescendo e vivendo in una grande città mi sono resa conto che la bicicletta è un’oggetto di vitale importanza.

Infatti ne acquistai un’altra sempre di colore rosa, andai in un negozio di biciclette e ne presi una, ci feci montare i cestini sia anteriori che posteriori, i due fanalini anteriore bianco come vuole la normativa sulla sicurezza e quello posteriore rosso e fui molto contenta e soddisfatta di spostarmi in città in bicicletta anzichè con l’automobile.

Insomma scorrazzavo di qua e di là in città senza sosta, andavo al supermercato a fare la spesa, mi recavo in università, andavo in biblioteca a studiare, andavo dappertutto con la mia biciclettina rosa. Ci tenevo moltissimo, la pulivo, la lavavo ed in ogni posto della città dove parcheggiavo la chiudevo con una grossa catena, in modo tale che la potessero difficilmente rubare.

Una sera decisi di andare a vedere un concerto di musica, presi la mia bici ed andai, giunta in piazza la parcheggiai vicino ad un parco, dove lì di fronte c’era un vigile urbano che vi prestava servizio.

Tranquillamente scesi dal mezzo, la legai con la catena ad un’inferriata ed andai al concerto.

Dopo la mezzanotte il concerto terminò e ritornai nel parco per prendere il mio veicolo, ma trovai un’amarissima sorpresa, la mia bici era sparita, era stata portata via da un ladro, nonostante la presenza del vigile urbano e della catena.

Feci 100 metri andai dal vigile urbano a chiedere se lui avesse visto qualcosa ma, nonostante fosse a 100 metri dal veicolo lui era del tutto ignaro di quanto accaduto.

Mi stupì profondamente la sua disattenzione e la sua indifferenza su quanto accaduto sotto i suoi occhi, presi la metropolitana e tornai a casa molto affranta e dispiaciuta.

I furti di biciclette, purtroppo sono in continuo aumento e questo è un altro dei motivi che spinge le persone a non spostarsi con questo veicolo.

Tutto ciò mi fa pensare a come le persone siano disposte a rubare, a fare del male agli altri senza pensarci troppo, agendo secondo il proprio egoismo, e a quanto le nostre città sono invivibili, poco sorvegliate e a quanta noncuranza, trascuratezza, incuria sia presente.

 

ANDARE IN BICICLETTA: SCELTA «GREEN»

A differenza dell’Italia, in alcuni Stati del Nord Europa come l’Olanda, la Danimarca, la Svezia, la Norvegia  andare in bicicletta è un «culto» e le leggi impongono di effettuare spostamenti in bicicletta, dotando le città di attrezzature necessarie allo spostamento sulle due ruote a pedali al fine di ridurre a zero l’inquinamento atmosferico e salvaguardare l’ambiente e quindi anche la salute dei cittadini stessi.

Credo che dobbiamo prendere esempio da queste nazioni ed adottare delle politiche ecologiche a zero impatto ambientale e difendere l’ambiente adesso ed uscire dalla coltre di arretratezza, regresso, «barbarità ambientale» e schiudersi verso una nuova legislazione che difenda il Pianeta e di conseguenza anche noi stessi; ma tutto ciò deve partire dalla politica e non soltanto da un piccolo gruppo di cittadini.

 

IL BICENTENARIO DELLA BICICLETTA

Ebbene sì, questo straordinario, comodissimo, praticissimo veicolo a due ruote il 12 giugno del 2017 ha spento ben 200 candeline compiendo 200 anni, inventata appunto il 12/06/1817 dall’ aristocratico tedesco Karl Friedrich Christian Ludwig Freiherr Drais von Sauerbronn, noto col nome di Karl Drais, un barone che nelle campagne del Baden-Wüttemberg, sud-ovest della Germania, usava la bicicletta per spostarsi, in sostituzione all’uso del cavallo.

Inventò una Laufmaschine (macchina da corsa) detta draisine (draisina in italiano, che deriva dal cognome dell’ inventore) ossia una bicicletta composta da: due ruote in legno con 8 raggi, un manubrio direzionale, una sella, sprovvista di pedali e freni, i quali furono aggiunti successivamente, e veniva spinta a mano, correndo.

Drais, compì molti viaggi con il suo prototipo di bicicletta, fu un inventore geniale ed aristocratico e ricevette molte riconoscenze per questa sua invenzione.

Spostarsi in bicicletta, oggigiorno è divenuta una scelta molto importante in quanto economizza l’ammorbamento dell’aria cittadina, riducendo inquinamento e traffico ed allo stesso tempo i costi per il trasporto urbano.

 

Filippelli Giuseppina

PHI Foundation

FRANCIGENA: NUOVE METE PER QUESTA ESTATE

FRANCIGENA: NUOVE METE PER QUESTA ESTATE

 

Francigena: strada che attraversa lo stivale Italia

 

Francigena: Nuove mete per questa estate come percorrere una delle strade antiche e famosa “la via francigena” la quale attraversa l’intera penisola italiana e oltre a donare bellissimi paesaggi regala storia e cultura dei popoli.

 

Le vacanze rappresentano il momento in cui le persone si spogliano della loro quotidianità spesso grigia e pressante, per proiettarsi nella dimensione pura dell’evasione più totale, in totale simbiosi con una natura complice e intrigante.

 

La Grecia esercita da sempre un fascino intramontabile sui visitatori, perché non avventurarsi allora tra le strade di Sifnos, un’isola dall’atmosfera suggestiva che evoca il mistero del divino pagano? Sifnos è una continua e piacevole scoperta, di giorno meravigliosa culla di mare che avvolge con le sue acque trasparenti i fortunati visitatori tra borghi caratteristici e profumo di bouganville, di notte regno incontrastato della movida tra vicoli illuminati e sapori inconsueti.

 

Amate la Spagna, ma non la confusione delle città più note? Allora Matarraña è sicuramente la scelta giusta, con le sue sinuose colline dove trovano rifugio sfuggenti stambecchi, in un’apoteosi di verde sconfinato. Gli amanti dell’archeologia non perderanno occasione di visitare gli insediamenti preistorici caratterizzati da interessanti pitture rupestri e, se proprio non volete rinunciare a fare una puntatina a Barcellona, la distanza non è eccessiva.

 

Un’altra destinazione poco conosciuta, ma assolutamente da non trascurare è la città di Leida, in Olanda, una perla per il turismo di nicchia che privilegia città meno conosciute, ma ricchissime di angoli di paradiso e di stupefacenti tesori architettonici. In un’atmosfera fiabesca si ha la sensazione che le case sorgano come per magia dai canali, in una dimensione rarefatta, sospesa tra acqua e terra. Storia e modernità si incontrano tra edifici dell’Ottocento e locali colorati, animati dalle voci festose degli avventori, una vera e propria oasi per ritagliarsi momenti di autentica gioia.

 

Italia, qualora desiderate passeggiare nelle strade già percorse da re e imperatori, in Italia, vi si trovano il 50% dei reperti storici e archeologici del mondo. Roma, Firenze, Venezia, solo per citarne alcune delle città famose con museo a cielo aperto, dove tutto è visibile e lo si può ammirare passeggiando per la città. Come non possiamo dimenticarci delle decine di borghi storici presenti in Italia dove si trovano importanti, chiese, affreschi e la famosa strada francigena, dove fiorivano arti e mestieri.

 

In questo affascinante viaggio alla ricerca di mete sconosciute, non può mancare Scardona, un dono della natura della stupenda Croazia, una località che costeggia il fiume Cherca e racchiude il prodigio delle vicine cascate che incantano per la purezza delle acque. E se volessimo oltrepassare i confini dell’Europa?

 

Potremmo scoprire il regno del Bhutan, tra l’India e la Cina, un luogo ricco di tradizioni che si legano indissolubilmente alla religione e alla storia, raccontata dai borghi, dalle strade e dalle case che, come tessere di un mosaico, rimandano immagini di una realtà profondamente diversa dalla nostra, ma proprio per questo particolarmente accattivante.

 

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Natalia Agafonova

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