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Intervista a Eleonora Rocca: Founder del Mashable SMDayIT

Oggi abbiamo intervistato Eleonora Rocca, CEO e Founder del Mashable Social Media Day Italia, uno degli eventi digitali più importanti del panorama italiano.

D: Ciao Eleonora, intanto grazie per averci concesso quest’intervista, partirei subito dal Mashable.

Tu hai portato in Italia un evento digitale presente già in altre nazioni, ma lo hai reso l’appuntamento digital più importante e interessante del panorama italiano, ci vuoi raccontare come hai cominciato e da dove è partita l’idea?

E: “L’incontro tra Mashable, terzo blog più popolare al mondo con sede negli Stati Uniti,  e la sottoscritta avviene quando il loro team mi intercetta on line per chiedermi se volevo organizzare la versione milanese di questa manifestazione che ha come obiettivo quello di celebrare e diffondere la cultura digitale in tutto il mondo.

Io, che vivevo già a Londra stavo quasi per dire di no.. poi però mi sono detta.. come dicono qui a Londra, why not?  I contatti li ho, le idee pure, la community che mi segue anche, quindi.. proviamoci.. e così inizia questa avventura: un evento gratuito di 150 persone nel 2014, divenuto a pagamento nel 2016, che raggiunge 1.170 partecipanti nel 2017, che triplica il fatturato anno su anno.. che oggi conta un gruppo di lavoro che si costituisce di oltre 15 persone su 5 città e due paesi diversi… ecco, mai avrei potuto immaginare che sarebbe successo questo.

Nasce quindi per caso, nel lontano 2014, ho seguito il mio istinto, ci ho messo il cuore, le idee.. ho disegnato questo progetto dall’inizio alla fine.. ma mai avrei potuto pensare che quel pezzo di carta sarebbe diventato una community di oltre 20.000 contatti, in grado di coinvolgere persone da tutta Italia e tanti sponsor e partner importanti.”

D: Per l’edizione del 2018, che si terrà presso la sede dello Iulm di Milano i  prossimi 18, 19 e 20 Ottobre, vuoi anticiparci qualche novità o qualche curiosità su quello che potremo trovare in quei giorni?

E: “Certamente. Ci saranno interviste sul palco, workshop tematici, panel su temi caldi come l’influencer marketing e la blockchain, ma soprattutto tre sale in contemporanea di speech davvero interessanti presentati da professionisti di altissimo livello.

La manifestazione  avrà ancora una volta un sapore internazionale con la presenza di relatori provenienti anche da oltre oceano, come nel caso di Chimeren Peerbhai, Global Digital Product Manager della celebre casa farmaceutica GlaxosmithKline, la quale spiegherà come utilizzare nuove tecnologie come augmented reality e virtual reality utili per testare, convalidare e modellare l’offerta di prodotti di consumo garantendo risultati di maggiore impatto.

Non saranno da meno gli altri speaker d’eccezione protagonisti a Milano pronti a condividere col pubblico di SMDAYIT + DIDAYS la loro visione del futuro e le strategie da applicare per avere successo.  Ad aprire la prima giornata dell’evento sarà Isabella Lazzini, Marketing e Retail Director di Huawei, Tecnologia e design 3.0 per un nuovo consumer journey; Flavia Baccaro e Federica Cambiago di Deutsche Bank analizzeranno invece il chatbot come nuovo strumento di customer relationship management e di lead nurturing; mentre Antonio Gatti, Digital Transformation Advisor di Microsoft, spiegherà come, grazie alle logiche delle digital platform, un’azienda possa innovare la propria offerta sul mercato partendo dall’ottimizzazione dei processi produttivi per arrivare all’introduzione di un nuovo modello di business.

Questi e molti altri importanti relatori, ci terranno compagnia per una 3 giorni che si preannuncia scoppiettante e interessantissima.”

D: Per chi non lo sapesse, PHI Foundation anche quest’anno è media partner del Mashable Italia e di questo ringraziamo Eleonora Rocca per averci concesso nuovamente questo privilegio.

Phi Foundation da anni si occupa di educare e informare il pubblico su tutto quello che riguarda il terzo settore e il mondo no profit. La partnership con Mashable rientra proprio in questa visione strategica secondo la quale il web, e il mondo digitale in generale, possano fornire ottimi strumenti per aiutare e promuovere iniziative sociali.

Vuoi dirci Eleonora in che maniera il Mashable e il terzo settore potrebbero trovare un punto d’incontro secondo te?

E: “A mio avviso la conoscenza e l’utilizzo degli strumenti di marketing digitale diventa ancora più fondamentale nel settore no profit  in quanto  permettono di ottenere ottimi risultati di vendita pur avendo budget più limitati rispetto alle grandi aziende private. Inoltre questo mondo ha aperto la strada a molti strumenti di raccolta di consensi o di fondi stessi, come anche di creazione di community di settore molto forti, pur senza doversi incontrare necessariamente di persona; un altro vantaggio molto grande a mio avviso per il terzo settore e il no profit: le distanze si accorciano così come la velocità delle comunicazioni.” 

D: Più in generale, che tipo di convergenza intravedi tra il mondo digitale e il no profit? E soprattutto, data la tua grande competenza e conoscenza del mondo digitale, esistono delle piattaforme, degli strumenti o delle start up che tu puoi suggerire in questo ambito ai nostri lettori?

E: “Mi vengono in mente: https://italianonprofit.it/ ; La piattaforma gratuita per tutti gli enti no profit dove tutte le organizzazioni sono messe in condizione di raccontare le loro storie e i loro dati.

Oppure https://www.techsoup.it/, la piattaforma dedicata alla digitalizzazione delle no profit.

Oppure ancora: http://www.tripmetoo.it/, che ha come obiettivo quello di aiutare viaggiatori e operatori del settore a vivere un turismo basato sulla diversità, l’inclusione sociale e l’uguaglianza; di conseguenza anche chi ha esigenze speciali, può costruire grazie a questa piattaforma  esperienze di viaggio ad-hoc totalmente customizzabili.

D: Un’ ultima domanda prima di chiudere: che futuro prevedi per il web e il social in generale e cosa pensi che ci riserverà il futuro digitale tra i prossimi 5-10 anni?

E: “Penso che l’interesse per una comunicazione in formato video e i mezzi di comunicazione immediati e molto “visivi” come Instagram continuerà. Credo che ci sarà sempre più attenzione ai contenuti di valore, che sappiano dare dei contenuti di livello e sempre più unici, in quanto gli utenti sono ormai bombardati dalle informazioni e sarà sempre più difficile riuscire a “stand out from the crowd” come si dice qui a Londra 😊”.

Grazie a Eleonora Rocca per il tempo che ci ha dedicato, ci vedremo senz’altro ad Ottobre durante il Mashable Italia e siamo sicuri che anche quest’anno sarà un appuntamento indimenticabile.

E: “Grazie a voi! Ricordo che per tutti i lettori e membri della community di Phi Foundation che è presente uno sconto del 30% sul prezzo del biglietto:  https://www.eventbrite.it/e/biglietti-mashable-social-media-day-italy-digital-innovation-days-2018-39330432382?discount=CODICE_SCONTO_30, un motivo in più per non mancare! Vi aspetto numerosissimi!”.

 

 Per eventuali informazioni sull’evento potete cliccare anche qui, sulla sezione del nostro sito dedicata al Mashable SMDayIT.

 

 

Francesco Fiore

PHI Foundation

Capitale europea del Volontariato 2020: Padova, l’unica città italiana candidata

Sarà Padova la Capitale europea del Volontariato nel 2020?

Padova, la città veneta, si è candidata a ricoprire il ruolo di Capitale europea del Volontariato per il 2020 rispondendo al Bando lanciato dal Centro Europeo per il Volontariato.

Una risposta chiara e forte che vuole sottolineare quanto l’Italia e soprattutto Padova sia pronta per essere la portavoce di un messaggio unico.

Il bando, giunto alle sua settima edizione, è un riconoscimento importante per quei comuni che operano nella società e si occupano di mantenerne vivo l’aspetto umano.

Il Centro Europeo per il Volontariato e i suoi obiettivi 

Il Centro Europeo per il Volontariato è uno degli organi più importanti a livello mondiale per il volontariato e il Terzo settore ed è formato da una rete di oltre 60 organizzazioni che si occupano del sostegno dei volontari e della promozione del volontariato in tutta Europa.

Fare del volontariato la parte centrale di ogni società basata sulla cittadinanza attiva è il cuore della costituzione del CEV che ha inoltre vari obiettivi:

  • Sviluppare partenariati con l’UE e altre istituzioni a diversi livelli, organizzazioni della società civile come membro di varie alleanze e con altre parti interessate del volontariato.
  • Condividere le conoscenze attraverso pubblicazioni, social media, corsi di formazione, studi e altre iniziative ed eventi.
  • Membri della formazione e altre parti interessate su questioni relative al volontariato, specialmente nel quadro delle conferenze sulla costruzione di capacità primaverili.
  • Promuovere politiche di volontariato di supporto come membro di gruppi di esperti dell’UE, compreso il Corpo europeo di solidarietà, che partecipa e si presenta alle audizioni e alle consultazioni e organizza le conferenze sulla politica CEV. (Fonte CEV) 

Capitale europea del Volontariato: una sfida importante per Padova 

Le quattro città ad essere state Capitale del Volontariato sono: Barcellona (2014), Lisbona (2015), Londra (2016) e Sligo (2017). Aarhus (Danimarca) è la capitale del Volontariato per il 2018, per il 2019 è stata scelta Kosice, città della Slovacchia.

Entro il mese di giugno la città di Padova dovrà formalizzare la sua candidatura, il 25 ottobre tutte le città candidate dovranno presentarsi nel corso del congresso del CEV a Bruxelles mentre l’annuncio della vincitrice sarà dato nel mese di dicembre.

Al momento non ci sono altre città italiane candidate.

Per Padova questa candidatura rappresenta quindi una grandissima sfida. La città veneta si è sempre distinta nella realizzazione di progetti di volontariato.

Sono oltre seimila le organizzazioni e le associazioni no-profit presenti nella città e che da anni svolgono delle azioni fondamentali nella crescita della comunità.

La vittoria di Padova sarebbe, dunque, un riconoscimento per quello che è stato fatto nel passato, ma soprattutto uno stimolo importante per fare ancora meglio in futuro.

 

Daniela Leone

PHI Foundation