Valore Non Profit Orient

Phi Social Innovation Community: Valore Produttivo di Utilità Sociale

Il terzo settore realizza cose buone e giuste ma non sa comunicare infatti, da qualche tempo, capita di prestare attenzione alle questioni inerenti la comunicazione “Non Profit Orient” e la percezione del ruolo di Fundraiser e, in generale, al tema del Fundraising.

La comunicazione (non profit orient) dovrebbe ampliare il campo visivo e alimentare la cognizione che abbiamo “sulla raccolta fondi dedicata al non profit” e sulle opportunità, sopratutto in termini di sostegno dei più deboli.

Fondamentale è comprendere l’attività di “Fundraising non profit orient” di cui tanto si parla ma poco si conosce detenendo una visione limitativa e limitante del Fundraising.

Si ritiene (a torto) che il fatto stesso di occuparci di una buona causa sia sufficiente a farci ascoltare.

Niente di più errato poiché, le buone cause, sono sì condizione necessaria, ma certamente non sufficiente. Si potranno raggiungere gli obiettivi esclusivamente quando saremo in grado di sostituire il concetto di Beneficenza con il termine di “ Valore Produttivo di Utilità Sociale”.

Il Fundaraiser è l’arte di saper chiedere. Un po’ per vocazione e un po’ per diletto, tutti possono chiedere ma non tutti sanno chiedere.

Sei una organizzazione non profit e desideri supporto o vuoi avviare una campagna di raccolta fondi,
chiedi a PHI FOUNDATION (Social Innovation Community).

We for Women Marathon

PHI Foundation: We for Women Marathon

Il Social FOUNDRAISING si fa correndo!

Domenica 6 marzo 2016 – ore 09,30

Domani il Social Foundraising si farà correndo, si svolgerà infatti la We for Women Marathon il grande evento podistico a sostegno della parità di genere e contro ogni forma di violenza sulle donne.

Aiutare è facile, basterà sostenere una delle organizzazioni non profit iscritte e raccogliere donazioni a favore di essa.

We for Women Marathon testimonial contro violenza

Il messaggio della manifestazione è chiaro, offrire pochi giorni prima della festa della Donna una giornata interamente dedicata allo sport e a un tema estremamente sensibile:

“L’obbiettivo principale – afferma Francesca Sala, referente organizzativo We for Women Marathon – è quello di responsabilizzare uomini e donne su un tema così attuale come quello contro la violenza di genere.
É importante riuscire a far capire alla donna che esistono i mezzi per difendersi, e all’uomo che è importante un maggior rispetto nei confronti della figura femminile”.

La manifestazione è promossa da L’Arte di Amarsi ONLUS con il grande contributo di Social Time ONLUS e Stefania Nava (responsabile tecnica), Run Life, il sostegno di Run Card e in partnership con una straordinaria rete di associazioni territoriali e di professionisti.

Splendida iniziativa di Foundraising che parte dall’offline e integra l’online e il social. Quest’anno ogni corridore ha infatti l’opportunità unica di associare alla sfida sportiva una sfida solidale e di ricevere in dono il pettorale: basterà sostenere attivamente una delle organizzazioni non profit iscritte al Charity Program e raccogliere donazioni a favore di essa.

We for Women Marathon

La 42 km e la 21 km partono da Milano (San Babila) e arrivano in Cascina San Fedele nel Parco di Monza La 10 km e la 5 km si svolgono nel Parco di Monza con partenza e arrivo in Cascina San Fedele. Grande l’impegno organizzativo da parte di tantissimi soggetti coinvolti, tutti uniti dal desiderio di offrire un evento sportivo ritenuto da tanti di portata storica:

“Abbiamo scelto lo sport – continua Francesca Sala – per veicolare il nostro messaggio. Non a caso è un grande mezzo educativo che aiuta a rispettare il diverso. Si è deciso di utilizzare questo tipo di manifestazione perché, d’altronde, la maratona nasce proprio per portare un messaggio. Tutti uniti possiamo cambiare le cose”.

Una corsa per dire no alla violenza di genere.
Partecipa all’iniziativa!
Quest’anno al We for Women Marathon il Social Foundraising e lo sport corrono assieme.

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ONP e Social Fundraising

Phi Social Innovation Community: ONP e Social Fundraising

Riflettendo sulle difficoltà, e nello stesso tempo la necessità delle piccole e medie organizzazioni non profit (ONP) di reperire risorse economiche attraverso la raccolta fondi, si scopre la loro impreparazione negli strumenti e nelle applicazione metodologie di Fundraising.

La domanda è: Quanto tempo dobbiamo ancora attendere prima che le ONP diano inizio alla valorizzazione delle relazioni che hanno nel territorio in ottica di attivazione di un’efficace strategia di Fundraising online/offline, considerando anche le prospettive di ampliare la propria cerchia d’influenza alleandosi con una più ampia struttura di Social Fundraising e costruire insieme una Social Innovation Community?

La risposta non è scontata perché ci vuole la temerarietà e la lungimiranza di eseguire una scelta importante.

Strutturarsi in Fundraising Orient (anche tecnologicamente) infatti, significa rimettere in discussione l’intero modello organizzativo delle ONP, al fine di trovare non solo fondi ma anche Donazioni in termini di competenze, tempo, people raising e soprattutto relazioni.

Solo curando le relazioni che abbiamo con la realtà che ci circonda, orientandoci inoltre anche verso un Corporate Fundraising più professionale, possiamo davvero implementare una buona strategia di raccolta fondi e il Dono diventa uno strumento mediante il quale rafforzare questi legami.

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Fundraiser

Phi Social Innovation Community: Fundraiser

Lavorare nella Social Innovation Community con Phi Foundation, nell’operosità di raccolta fondi (Fundraising), significa svolgere l’attività di Fundraiser, una professione creativa e multitasking oggi sempre più richiesta dal mercato del lavoro, in particolare, nell’area del terzo settore.

Una professione che richiede competenze specifiche in marketing, statistica, economia, giurisprudenza, amministrazione ma anche un estro creativo e artistico, oltre che una grande determinazione.

Fare raccolta fondi (Fundraising) per le organizzazioni non profit significa lavorare per una giusta causa, che appassiona, in cui crediamo e che ci spinge a desiderare di migliorare le cose grazie al piccolo/grande contributo di tante persone.

Non c’è dubbio che il lavoro del Fundraiser porti più che numerose soddisfazioni personali se fatto bene con passione e attraverso metodi e strumenti corretti.

La domanda che sorge spontanea è: Ma il Fundraiser cosa fa esattamente?

Si usa spesso il termine Fundraiser nel gergo comune, per indicare il comunicatore o l’organizzatore di eventi di beneficenza. In realtà il Fundraiser è questo, ma non solo.

È soprattutto un professionista che svolge l’attività con dedizione, che sa comunicare e agire, perché le parole sono pensieri che diventano azioni dirette a costruire qualcosa di utile, azioni dirette ad aiutare gli altri, e per questo IMPORTANTI.

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Valore Social Fundraising

Phi Social Innovation Community: Fundraising il valore nel tempo

Il Social Fundraising parte da dentro noi e il punto di partenza indispensabile è la presa di coscienza che deve nascere dal cuore, perché “Chiedere” costa fatica psicologica.

Il Fundraising è uno strumento integrante nelle attività di sviluppo della Social Innovation Community e delle strategie di raccolta fondi e coinvolge perché la gioia di Donare è assolutamente contagiosa.

Il Fundraising non deve essere vissuto come una triste necessità ma come una straordinaria opportunità di crescita, come parte integrante della sostenibilità della causa sociale e progresso della Social Innovation Community.

Fare Fundrasing è un’opportunità che genera un ritorno di valore nel tempo, richiede pazienza e bisogna comprendere che alcuni risultati potranno arrivare presto ed altri anche dopo. I risultati potranno riguardare i fondi, ma anche il tempo delle persone (volontari), beni e servizi gratuiti e non da meno, riuscire a stimolare una sensibilizzazione dell’opinione pubblica e dei media.

Il Social Fundraising è uno strumento al servizio delle cause, con cui Phi Foundation non raccoglie fondi, ma sostiene progetti, promuove organizzazioni non profit, presenta idee e soluzioni per risolvere problemi di carattere sociale. Inoltre Phi Foundation partecipa direttamente alla soluzione del problema, coinvolgendo la Social Innovation Community, e spingendo nei confronti del potenziale benefattore, facendo crescere il desiderio di donare.

Per fare Social Fundraising servono competenze tecniche specifiche affinché tutti gli sforzi siano massimizzati.
E’ indispensabile definire una strategia di medio lungo termine, conoscere le regole del marketing e della comunicazione orientate al non profit, e curare in maniera professionale le tecniche di ricerca e gestione donatori.

Dobbiamo sempre partire da noi stessi, ricordandoci che le donazioni sono elargite alle persone e soprattutto a quelle persone in grado di aiutare gli altri.

Il Fundraising non è mai il fine, ma il mezzo.

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Social Marketing

Phi Social Innovation Community: Social Fundraising e Donor Persona

Per molti avviare un’organizzazione non profit, grazie alla raccolta fondi (Fundraising) è una chimera e, anche se la fortuna gioca sempre il suo ruolo, per raggiungere gli obiettivi è fondamentale un piano strategico ben pianificato e pertinente. Teniamo sempre presente che non si può realizzare una campagna di Fundraising priva di strategie e obiettivi predeterminati e senza ideare un marketing plan per promuoverla.

Il Social Marketing è fondamentale al fine di divulgare il verbo con il passa parola prima della campagna di Fundraising: più visibilità più possibilità di ottenere i fondi.

Quindi se vogliamo raccogliere, dobbiamo conseguire la massima visibilità, raggiungere il maggior numero di persone possibili, accrescere la nostra popolarità, far conoscere la nostra mission, di conseguenza più Social Marketing, maggiore sforzo da parte delle Digital PR, incrementare il passaparola con il Buzz Marketing.

Per realizzare una campagna di Fundraising di successo, dobbiamo conoscere abitudini e interessi del nostro target, o meglio ancora, delle nostre Donor Persona. È errato pensare che solo gli appassionati di Social Fundraising possano essere potenziali Donatori, si deve andare direttamente da chi è interessato alla nostra iniziativa, individuare le Donor Persona.

Con il Social Fundraising si raccolgono fondi per iniziative, progetti e idee orientate al non profit,

tenendo presente, che un aspetto meraviglioso del Social Fundraising è proprio quello di permettere a persone sconosciute tra di loro di unirsi per aiutare organizzazioni non profit (ONP), a nascere e crescere.

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Una colletta per salvare l’isola di Budelli!

L’articolo di oggi parla di un grande progetto, una grande colletta su internet per acquistare l’isola di Budelli, nell’arcipelago della Maddalena, in Sardegna e far sì che questo paradiso rimanga italiano e incontaminato.
L’idea è venuta alla II B della scuola media di Mosso,nel Biellese.

“Vorremmo che fosse l’isola di tutti gli studenti d’Italia.
Abbiamo calcolato che se ogni studente delle scuole italiane mettesse 50cent, avremmo subito i fondi necessari. Naturalmente accettiamo contributi anche da chi non è studente!”
– scrivono nella pagina Facebook nata per promuovere la raccolta fondi.

Budelli

La campagna “Non si sbudelli l’Italia” è già scattata sui social network e molti hanno iniziato a mettere 50 centesimi a testa.

Un’iniziativa di crowfunding che potrebbe regale l’isola ai cittadini, come è accaduto in Nuova Zelanda, dove un gruppo di persone è riuscita ad acquistare la spiaggia paradisiaca di Abel Tasman raccogliendo circa 1,2 milioni di euro.

L’isola stava per passare di mano ad un magnate neozelandese, Michael Harte, che nei giorni scorsi si è però tirato indietro.

Voleva trasformare l’isola in un museo a cielo aperto – spiega Giuseppe Bonanno, presidente dell’ente Parco della Maddalena, a margine di un convegno a Firenze. Ora Siamo di fronte all’eventualità che il tribunale bandisca una nuova asta, oppure che si trovi un concordato con i creditori che vantano il debito che poi ha determinato il fallimento della società che ha portato al fallimento e quindi all’asta. L’isola era di proprietà di una società immobiliare. Si parla di poco meno di tre milioni di euro, la metà del valore è dovuto all’immobile che c’è sull’isola“.

Budelli

Una volta indetta l’asta, aggiunge Bonanno, “ci sono due mesi per la presentazione dell’offerta, poi il parco ha tre mesi di tempo, per legge, per esercitare il diritto di prelazione a favore dell’ente”.

Intanto dopo quasi trent’anni un piccolo pezzo di Budelli torna nell’isola di La Maddalena. Negli uffici dell’Ente Parco è stato recapitato un pacco con all’interno una lettera e un sacchetto contenente della sabbia proveniente dalla celebre spiaggia rosa. Una ragazza che si è firmata Antonella ha restituito al mittente, dopo 29 anni, quanto aveva prelevato durante un suo viaggio a Budelli. Nella lettera di accompagnamento, si spiegano le ragioni della restituzione: il senso di colpa per quel furto che una giovane ragazza in visita nell’Arcipelago nel 1987 commise “un pò per ingenuità, un pò per incoscienza”.

“Ringraziamo Antonella per la sua scelta” commenta Bonanno. “Non è mai troppo tardi per capire l’importanza dei propri gesti per il mantenimento degli equilibri naturali di un territorio. Ringraziamo anche i bambini di Mosso, perché con la loro mobilitazione hanno sensibilizzato anche i più grandi alla cura di un bene naturale come l’isola di Budelli”.

Intanto, per Bonanno, l’idea migliore è quella degli studenti di Biella.
La piattaforma per la raccolta fondi non è ancora attiva ma gli studenti di Mosso rispondono:

“Appena attivata la piattaforma lo comunicheremo. Iniziate pure comunque la raccolta di fondi. grazie!”.

Ora, per realizzare tutto questo, abbiamo bisogno di quanti più aiuti possibili!

Per maggiori informazioni clicca qui.

Sostieni il progetto OpenArt!

L’Associazione OpenART è un’associazione no profit che promuove lo sviluppo sociale, civile, culturale e scientifico di tutta la popolazione.

L’associazione opererà promuovendo una cultura di accoglienza e solidarietà che vede nella diversità presente in ogni persona una fonte di ricchezza e posizionando la persona e i valori umani al centro di un’idea allargata e interdisciplinare di patrimonio culturale, guardando ad uno sviluppo sostenibile della società e del territorio fondato su un rapporto equilibrato tra bisogni sociali, attività economica ed ambiente.

Il progetto OPENIT

OpenIT è un’applicazione per smartphone per una corretta fruizione storico-turistica di uno spazio cittadino e dei sui beni culturali da parte di persone con disabilità motorie. Il progetto OpenIT si caratterizza per l’intersettorialità collegata al binomio cultura-ambiente, turismo ed ITC capace di approfondire vari aspetti della sostenibilità sia sociale che ambientale. L’applicazione OpenIT opera sotto il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco dal marzo 2015.

Attualmente non esiste una App che possa soddisfare la richiesta di itinerari turistici integrati nei centri cittadini per persone che presentano difficoltà temporanee nel camminare (persone che viaggiano con un tutore, con stampelle, con porta spesa o con passeggino a seguito) o per chi vive una situazione di disabilità più complessa.

Ogni anno in Italia sono 3,5 milione le persone con disabilità motoria che si muovono per turismo.

In futuro l’Italia risentirà di un progressivo invecchiamento della popolazione che porterà ad una sempre maggiore richiesta di soluzioni per la mobilità assistita.
L’Applicazione OpenIT è volta ad assicurare la migliore fruizione dei beni culturali, a facilitare contatti e a creare condizioni migliori per una partecipazione libera alla cultura di persone con disabilità.
L’idea è sostenibile dai punti di vista: sociale, perché favorirà l’inclusione delle persone che la utilizzeranno; ambientale, perchè consentirà di valorizzare i centri storici cittadini; economico, in quanto applicazione free e open che genererà ricadute positive sulle presenze turistiche.

App OpenIt

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Cos’è la “Social Innovation” ?

Cos’è la Social Innovation e cosa si intende con questa espressione?

La Social Innovation è un cambiamento nel modo di fare le cose, un elemento innovativo nel contesto della collettività. Un interruzione rispetto alle soluzioni generalmente utilizzate e presenta una risposta costruttiva a problemi di ordine economico e sociale.

La Social Innovation Contribuisce così al miglioramento degli individui e delle comunità.

Nel più lungo termine e se viene operata da movimenti sociali sufficientemente autorevoli, la Social Innovation, può essere fonte di trasformazione sociale e motore di cambiamento.

La Social Innovation dev’essere considerata una risorsa strategica per tutti i Paesi che vogliono pensare allo sviluppo della società in modo nuovo.

Possiamo dire che orientarsi alla Social Innovation oggi è un modo concreto per rispondere alle difficoltà del momento e cercare di risolvere alcuni dei problemi della nostra società.

La Social Innovation è fatta di idee, creatività, metodologie innovative per trasformare principi teorici e ricerca nella prosperità della comunità sempre più attenta alla sostenibilità e sviluppo di territori “intelligenti”.

In conclusione, possiamo dire che per Social Innovation si intende un modo più pragmatico e, si può parlare di una tipologia di innovazione capace di creare nuovi saperi, tecnologie , strumenti e forme organizzative con finalità di natura etica.

Social Innovation è creazione di nuove idee, prodotti, servizi che soddisfano bisogni sociali e simultaneamente creano nuove collaborazioni e relazioni.

Il termine Social Innovation esprime infatti, un doppio significato: innovazione intesa come utilizzo di tecnologie e  innovazione realizzata da una comunità e non da un unico individuo o un organismo. Diventa così  un risultato collettivo che richiede accordi, condivisione, co-adaptation e dialogo. Si ha infatti, innovazione sociale solo quando persone e organizzazioni svolgono un ruolo attivo e collaborativo nella realizzazione concreta dei processi innovativi, attraverso la creazione di reti sociali. Soddisfare i bisogni della collettività  ed affrontare le nuove sfide per lo sviluppo. Le nuove comunità dovranno avere una grande capacità di vivere i cambiamenti derivanti: dall’evoluzione scientifica e tecnologica, dal confronto culturale sociale ed economico con le altre comunità con cui bisogna cooperare e competere, dalle incertezze e i rischi presenti nei piani per garantire un benessere minimo o  una cittadinanza inclusiva. Tutto questo può essere gestito al meglio solo attraverso la bussola della Social Innovation, che implica una strategia per la formazione di smart-people, i quali devono vivere secondo i principi dello smart-living in delle smart-communities o smart-cities. Quest’ultime da intendere come città dove gli investimenti nel capitale umano e sociale, nei processi di partecipazione, nell’istruzione, nella cultura, nelle infrastrutture per le nuove comunicazioni, alimentano uno sviluppo economico sostenibile, garantendo un’alta qualità di vita per tutti i cittadini e prevedendo una gestione responsabile delle risorse naturali e sociali, attraverso una governance partecipata.

Tutto questo spinge a puntare prioritariamente sulla smart-education (sviluppo di piattaforme territoriali di e-learning, di public digital library, ecc.), cittadinanza attiva (strumenti di open-government, legalità, uso responsabile del territorio, ecc), capacità di vivere il cambiamento (strumenti e azioni che agevolino il cambiamento delle regole sociali e la capacità di realizzare e utilizzare le innovazioni). In tutte queste azioni è certamente rilevante il ruolo dell’ingegneria ed in particolar modo di quella legata all’ICT (Information&Communication Technology).

 

Phi Foundation

Phi Foundation: Social Business # Social Innovation

Felice Anno Nuovo, iniziamo il 2016 parlando del “Social Business e del Social Innovation”.

La crisi economica in atto, presenta una sfida al nostro modo di affrontare i bisogni più basilari, indebolendo fortemente le condizioni sociali di larghe fasce di popolazione.

Questa situazione è aggravata ulteriormente dalla diminuzione notevole della spesa pubblica nel Welfare e, di conseguenza, il Social Business e la Social Innovation (nella sua massima espressione del Fundraising come strumento di raccolta fondi), sono visti come un’opportunità per affrontare le questioni sociali alla presenza di risorse pubbliche sempre più limitate.

Inoltre, la rapida espansione e la popolarità del Business Sociale e dell’Innovazione Sociale, (mediante strumenti innovativi come il Fundraising corporate e private), sottintendono l’idea che la tradizionale struttura in auge è inefficiente.

Il Social Business e la Social Innovation rappresentano alternative che affrontano le questioni sociali in un modo più efficiente ed efficace.

Social Business e Social Innovation sono generalmente iniziative dal basso verso l’alto. Tuttavia i sistemi locali di solito incontrano una vasta gamma di ostacoli alla loro attuazione e sviluppo.

Questo è il motivo per cui Phi Foundation desidera sopportare la crescita delle ONP con pratiche più adeguate sullo sviluppo locale, imprenditorialità sociale, innovazione sociale e valutazione dell’impatto sociale sul territorio.

Obiettivo, di Phi Foundation, tramite il “Social Business Local Program” è quello di creare un eco-sistema facilitante per il Social Business e la Social Innovation a livello locale rimuovendo gli ostacoli all’attuazione e allo sviluppo delle idee.

Al fine di raggiungere tale obiettivo, Phi Foundation adotta un approccio partecipativo coinvolgendo gli attori locali nell’individuazione degli ostacoli, e nella pianificazione degli interventi necessari per rimuoverli.

Phi Foundation sostiene e mira a collegare pratiche ed esperienze internazionali e locali, al fine di stimolare la creazione di reti e di identificare metodi più efficaci per affrontare i problemi sociali.
Sei un’organizzazione non profit (ONP) e desideri supporto “Gratuito” o vuoi avviare una campagna di Raccolta Fondi?
Chiedi a PHI FOUNDATION (Social Fundraising Community).

 

Phi Foundation: Fundraising # Social Business

Orientamento di Phi Foundation al “Social Business Community” con lo scopo di conseguire il benessere della collettività, elemento mancante al presente ordine economico.

L’attuale sistema economico, produce benessere, ma non per tutti e, il principio di sussidiarietà può e deve essere trasformato da nuovi valori.

Il Social Business è uno straordinario strumento economico, poiché, occorre tornare a considerare la libertà ed il benessere sociale facce della stessa medaglia.

“Insieme siamo in grado di nutrire il seme di altruismo che è insito in ognuno di noi”

Il fundraising più che essere legato semplicemente alla cultura della carità o a quella filantropica e del mecenatismo fonda il suo significato nel fenomeno della responsabilità sociale diffusa che spinge i soggetti sociali e collettivi ad effettuare investimenti di risorse per il raggiungimento di comuni benefici sociali.

Il fundraising ha il senso di: far crescere, ossia di sviluppare i fondi necessari a sostenere un’azione senza finalità di lucro, “valore produttivo di utilità sociale”.

“Il Fundraising è capacità di coinvolgere risorse su una causa sociale”.

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Anche Buffon collabora con Charity Star

Charity Star, la celebre piattaforma di fundraising che raccoglie donazioni attraverso aste benefiche di celebrità, ha inserito un altro pezzo da 90 nel suo già ricco bouquet di artisti e celebrities. Si tratta infatti di Gigi Buffon, la leggenda del calcio italiano.

E’ stata messa all’asta infatti la maglia autografata e indossata nel 2014 in occasione di un’amichevole pre-mondiale. Il ricavato andrà a finanziare la  cause importante di Fondazione Telethon, che proprio in questi giorni è protagonista dell’annuale maratona Rai sotto il motto #nonmiarrendo.

Dunque ancora una volta Charity Star si fa carico di sostenere un progetto importante e delicato, tirando in causa un personaggio sportivo italiano conosciuto in tutto il Mondo.

L’asta terminerà il 17 Dicembre, l’appello va ai tifosi e a tutti coloro che avranno voglia di sostenere Telethon, per la ricerca medica sulle malattie rare e per garantire a tutti una migliore qualità della vita.

 

 

 

Phi Foundation

# Storytelling e Fundraising

Spesso si sente dire che il contenuto è il re del marketing online: “Content is the king”.
È una regola che formatori e consulenti di organizzazioni non profit cercano di diffondere e che chi lavora nel campo della comunicazione in ambito non profit cerca di ricordare come un mantra.
Quando un’organizzazione non profit decide di comunicare con il proprio pubblico attraverso gli strumenti della comunicazione online, i contenuti di qualità fanno davvero la differenza.

Il mitico “storytelling“, “la narrazione di storie”, capace di attirare interesse e simpatia e di creare conoscenza ed empatia è veramente un asso nella manica per quanti, quotidianamente, operano sul campo per realizzare una buona causa.
Ogni organizzazione ha a disposizione un vasto patrimonio di materiale da diffondere al proprio pubblico, il quale non aspetta altro che sapere di più sul lavoro dell’organizzazione cui ha deciso o sta pensando di donare.

Portare sullo schermo del donatore il racconto del proprio lavoro con i beneficiari, far capire in che modo si agisce, fa la differenza, far conoscere difficoltà e successi, rende partecipe il sostenitore. Crea empatia e fa sentire le persone parte di un’azione comune a favore di una buona causa. Se poi la storia si racconta anche con fotografie e filmati, l’effetto è ancora più forte. Infine, abbinando al contenuto delle call to action ben studiate e posizionate, il potenziale del contenuto in chiave fundraising cresce esponenzialmente.
Sembra tutto molto semplice eppure non è così. O meglio: non è questo quanto accade nella maggior parte dei casi, poiché anche organizzazioni che avrebbero tutto per comunicare in questo modo, non lo fanno.

Personalmente proviamo un senso di disagio quando vediamo che dirigenti e operatori di una qualsivoglia organizzazione non profit restano ancorati a schemi ormai superati. Non solo non si prevede una strategia, ma neanche si ha la capacità, almeno istintiva, di comunicare all’esterno gli sforzi che si fanno per realizzare le proprie buone cause.
Sembra quasi ci sia una pigrizia intrinseca, una tendenza all’inerzia e all’immobilismo.

Comunicare online in modo efficace sarà sempre più importante e presto chi non inizierà a farlo si troverà ancora più svantaggiato rispetto a chi lo fa da qualche tempo.

Le persone (e quindi anche i donatori) passano molto tempo online, le potenzialità tecnologiche aumentano, il modo in cui si tessono relazioni e si cercano informazioni si evolve.

Per ottenere risultati positivi a livello di comunicazione (quindi di nuove donazioni, partner e opportunità), conterà sempre di più distinguersi e saper raccontare il proprio lavoro.

Il lavoro delle organizzazioni non profit è importante: è un pilastro del welfare, della cultura e della solidarietà internazionale.

Il capitale narrativo di molte organizzazioni è enorme ma purtroppo è fatto di racconti mai raccontati e d’immagini mai condivise.
Si tratta di un patrimonio che, se ben utilizzato, potrebbe dare frutti consistenti: più sostenibilità alle organizzazioni e progetti migliori ai beneficiari.
 
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No Profit: Quando la musica e l’arte si uniscono per sostenere la ricerca contro il Parkinson

E’ stato presentato a Varese il programma dei prossimi appuntamenti dell’associazione No Profit WOODinSTOCK Music Art Connection. La Conferenza è stata introdotta dal dr. Massironi segretario generale della Fondazione Comunitaria del Varesotto Onlus.

WoodinStock è un connubio tra arte, cultura e sociale. Un progetto che sostiene la ricerca sul Parkinson attraverso l’organizzazione di eventi artistico-culturali che vedono la presenza di numerose star italiane ed internazionali.

L’idea di Luca Guenna, presidente dell’Associazione è quella di combattere la malattia del Parkinson “che lo ha colpito da qualche anno” attraverso la musica , l’arte e lo sport. I fondi raccolti attraverso le attività di WOODinSTOCK vengono devoluti ad associazioni e fondi per la ricerca sulla malattia del Parkinson. Dice Luca Guenna :”Si è costruito, dove non c’era nulla, qualcosa di concreto e vitale. Si è cercato di creare qualcosa d’impatto, in collaborazione con Associazione Parkinson Insubria. Tutti i nostri soci si sono dati da fare per contribuire alla ricerca contro questa brutta malattia. La fuori c’è comunque tanta brava gente pronta ad aiutare.Alessandro Gusmini vicepresidente dell’Associazione WOODinSTOCK ha presentato il programma delle prossime manifestazioni ed ha affermato: “Il 16 gennaio ci sarà un concerto a New York con Bruce Springsteen. Abbiamo la Masterclass, del grande chitarrista Andrea Braido , il 5 dicembre, presso la sede di SOS Laghi di Travedona Monate (VA). E’ uno dei più apprezzati chitarristi al mondo, il miglior musicista di Vasco Rossi e di tanti altri famosi artisti italiani: Ramazzotti, Celentano, Pausini, Mina , Zucchero… L’ingresso sarà di 25 euro, che saranno devoluti in beneficienza per la lotta contro il Parkinson. Già a partire da gennaio/­febbraio ci saranno tanti eventi, come il concerto con la sezione ritmica di Elio e le Storie Tese“.

A fine conferenza è stato anche presentato da Luca un altro suo progetto, ovvero il nuovo CD “Canto per te” che uscirà tra pochi giorni, scritto interamente in italiano, in collaborazione con importanti artisti.

Luca Guenna ha concluso dicendo :”Va aumentato lo sforzo del pubblico per comprendere la gravità di tale malattia. Il malato non deve chiudersi in casa ad informarsi tutto il giorno sui passi avanti della ricerca. Colui che ne è colpito deve dichiararsi, senza avere vergogna. La vita non è sempre liscia come la si vorrebbe. Chi ha il Parkinson deve farsi avanti, ad entusiasmarsi dei progetti dimenticando la malattia“.
Tratto da un articolo de “assesempione.info”

Scritto da: Ludovico Bandera

Consigli per promuovere una ONP: quando il denaro non è tutto

Spesso si sentono affermazioni come la seguente: “La nostra ONP ha bisogno di soldi, (è sempre la prima cosa che quasi tutti dicono!) per cui abbiamo deciso di fare fundraising”.   In questo caso il fundraising è visto come il toccasana miracoloso per cui tutto il mondo inizierà a sostenere la ONP per il solo fatto che chiedi soldi. Negli ultimi tempi si fa un gran parlare del crowdfunding (non è altro che fundraising online, svolto attraverso piattaforme dedicate): basta creare una campagna ed è fatto! Beh non proprio, ma andiamo con ordine.

La tua ONP esiste, è stata creata con una mission chiara, che definisce scopi e funzione. Essendo sconosciuta non ha sostenitori, oppure li ha ma in numero non sufficiente (la zia, il cugino e via dicendo). In questa prima fase è di fondamentale importanza farsi conoscere, enfatizzare gli aspetti positivi della tua ONP, i suoi obiettivi per quel determinato ambito sociale, creare rete con le singole persone e le altre realtà, creare interazioni significative con le istituzioni. La comunicazione è fondamentale, sia online che offline.

Online: E’ fondamentale realizzare un sito decente dove sia esposto chiaramente il programma della ONP, i suoi componenti, ciò che ha realizzato e i progetti che sta preparando. Sul lato social è bene iniziare una presenza su Facebook, con una pagina (non profilo e non gruppo!), compilata bene in tutte le sue parti, e seguita giornalmente. Non c’è un numero di post uguale per tutti, ma è fondamentale postare qualche volta al giorno in orari specifici, comunicando le iniziative, gli eventi (che vedremo più avanti), pubblicare foto ecc. Quando la pagina è ben avviata con un numero considerevole di like, puoi pensare a qualche inserzione pubblicitaria (Facebook Ads), realizzabile anche con budget ridotti. Twitter, Google plus, Instagram e quant’altro, li valuterete in base alle vostre forze e possibilità, sapendo che è inutile creare decine di account e abbandonarli come cattedrali nel deserto. Altro elemento importante della comunicazione online è la newsletter, con cui informare e aggiornare gli iscritti.

Offline: Normalmente questa area è un po’ sottovalutata, ma anch’essa di vitale importanza: gli eventi servono a creare interazione tra la ONP e l’esterno, servono a raccogliere le anagrafiche (il mio tessoro direbbe Gollum): le anagrafiche valgono più delle donazioni, o quantomeno non devono mai mancare, perché sono i dati del donatore che daranno continuità all’aiuto. Grazie a queste anagrafiche potrai inviare la newsletter a persone mirate, che già ti conoscono, potrai creare una rete di aiuto e di amicizia, rete che si espanderà sempre di più e che col tempo “pescherà” nuovi volontari, che andranno a potenziare le attività della ONP. Gli eventi devono rispecchiare l’identità della onp, devono saper trasmettere, devono coinvolgere e sensibilizzare. Può essere una cena solidale, o un banchetto in piazza, un banco di beneficenza o qualsiasi altra cosa che la fantasia e la realtà in cui la onp opera possa suggerire. La relazione interpersonale va sempre curata e favorita: la ONP è fatta di persone.

La donazione è la normale conseguenza di tutto questo lavoro. Ecco perché rivolgersi al fundraising come a un bancomat è sbagliato e dannoso, rimarrai deluso e sconfortato e penserai che la tua meravigliosa sconosciutissima ONP non abbia futuro. E invece non è così, non è proprio così. Quanto è scritto in questo articolo è alla portata di tutti. E’ questa la strada giusta perché la tua ONP possa vivere, operare e diffondersi. Comunicazione e fundraising vanno insieme come testa e croce della monetina. I risultati immediati non esistono. Esiste tutto il tuo impegno, sacrificio, esiste la tua determinazione, il crederci a qualsiasi costo.

Se si ripete compulsivamente: “la nostra ONP non ha soldi” è solo perché non si fa niente per cambiare la situazione, è perché si pone l’accento esclusivamente sul fattore economico (ma si sa, il terzo settore non è atto a far soldi). Metti in pratica questi punti e non attendere i quattrini come zio Paperone, ma come chi fa di tutto perché la propria ONP possa svolgere la mission per cui è stata pensata e voluta: dipende da te.

Ancora un piccolo consiglio: non essere superbo e fatti aiutare: chiedi una consulenza a un fundraiser che potrà prospettarti il migliore piano di fundraising adatto alla tua ONP.

PHI Foundation si occupa di dare visibilità alle ONP: contattaci e ti aiuteremo a far emergere il tuo progetto realizzando subito un sito web gratuitamente.

www.phifoundation.com

 

Luca Rubin

Cos’è Phi Foundation?

Phi Foundation nasce per aiutare chi si impegna quotidianamente nel sostenere il prossimo.

E’ una piattaforma dove volontari, ONP e donatori possono incontrarsi e realizzare dei progetti insieme.

L’associazione si muove su tre fronti paralleli:

Le ONP (organizzazioni o associazioni no profit)

I Volontari

I Donatori

 

LE ONP

Attraverso il nostro portale le ONP possono gratuitamente e agevolmente costruire un loro mini sito web entrando a far parte del nostro network.

Inoltre tramite una rete di collegamenti tra la Fondazione e alcune agenzie esterne specializzate, le ONP potranno presentare domanda per accedere a finanziamenti pubblici o privati in forma “gratuita”.

La fondazione si farà carico della progettazione e realizzazione operativa della ricerca fondi, accollandosi il rischio dell’eventuale insuccesso.

Il compenso trattenuto dalle agenzie è pari al 50% del ricavato a copertura di rischi e costi incluso il 5% che è erogato all’APS (Fondazione).

Le ONP quindi, potranno inviare le loro idee e progetti di raccolta fondi alla fondazione, affinché il gruppo “fundraiser” ne valuti la concreta fattibilità.

I Volontari

Un aspetto fondamentale di questo programma è il coinvolgimento di tutti i volontari sparsi per il territorio, che avranno la possibilità, registrandosi, di ottenere una immediata visibilità online e di entrare a far parte di un network della solidarietà, che punta a mettere in contatto tutte le parti legate al terzo settore, al fine di gestire meglio le emergenze locali e nazionali.

Tramite il portale le ONP possono entrare in contatto con i volontari chiedendo direttamente a loro sostegno e collaborazione.

I Volontari, denominati (PHI ANGELS), sono organizzati per territorio tramite gli “arcangeli” che li coordinano e in caso di emergenza o calamità naturale potranno essere attivati direttamente e velocemente.

I Donatori

Un particolare riguardo è riservato ai donatori, ai quali viene data una specifica visibilità e una pubblica gratificazione, permettendo loro anche di pubblicare nel portale (in area a loro dedicata) le loro idee, le sensazioni, le esperienze nel terzo settore, e magari i suggerimenti e i consigli per la nostra attività. Inoltre riceveranno inviti di partecipazione ai “donation day – party” locali e nazionali, organizzati dalle ONP con il supporto della PHI FOUNDATION e la possibilità di uno spazio advertising in formato banner per coloro che ne fossero interessati.

Tutti i soggetti abilitati, possono poi divenire redattori nelle pagine news del portale PHI dove è attivo il tasto di condivisione tra il profilo dell’utente e la bacheca del portale cosi da poter pubblicare le loro storie, testi, immagini e video direttamente sul portale.

Per qualsiasi informazione o chiarimento non esitare a contattare direttamente la redazione di Phi Foundation all’indirizzo info@phifoundation.com, saremo lieti di fornire tutte le spiegazioni e le indicazioni necessarie.

Phi Foundation

Cinema indipendente e crowdfunding

Crowdfunding al servizio del cinema indipendente

La musica, le arti in genere ed oggi anche il cinema sono stati i pionieri nell’arte della raccolta fondi, secolarizzata come crowdfunding.

Sono sempre più frequenti le rock band, gli artisti emergenti e i nuovi registi che cercano aiuto sulle piattaforme di Kickstarter o IndieGoGo per sbarcare il lunario.

In ordine di tempo, e a partire da questa mattina, è stata aperta un’altra campagna di fundraising e su una piattaforma meno nota, ma con un outlook in crescita: www.eppela.com e progetti orientati al social fundraising.

Si tratta di un documentario sulla Via Francigena (I volti della Via Francigena): un progetto cinematografico indipendente di Fabio Dipinto, filmmaker torinese. Sei settimane di cammino dal Colle del Gran San Bernardo a Roma, che l’autore ha filmato insieme agli incontri giorno dopo giorno. Un documentario che racconta i luoghi e le persone che con il cammino hanno stretto un legame unico.
“Pellegrini, ospitalieri, traghettatori, volontari, storici e religiosi, persone che vivono la via quotidianamente e che compiono immensi sforzi per renderla sicura e mantenerla accessibile”, così racconta il breve trailer del documentario.

“Per alcuni è un viaggio spirituale o un modo per ritrovarsi, per altri una sfida con se stessi. Un viaggio che permette di allontanarsi dalla frenesia delle metropoli in cui viviamo e riscoprire il sapore delle cose semplici. Un viaggio che consente di attraversare l’Italia da nord al centro, passando per città magnifiche e antichi borghi dimenticati che hanno mantenuto l’autenticità del tempo che li ha originati”.

Maggiori dettagli sul lavoro e sulla parte restante (post-produzione, ulteriori interviste, montaggio e acquisto della colonna sonora) sono disponibili sulla pagina Facebook del progetto, che ha già un discreto seguito.

La raccolta fondi, che è partita oggi, si prefigge un obiettivo minimo di 1250,00 euro in 40 giorni: se vuoi contribuire anche tu alla memoria di questo viaggio spirituale, sostenere un film indipendente al 100% made in Italy e ottenere una delle sei ricompense previste, segui questo link e dona il tuo contributo: Campagna “I volti della Francigena”.


Marco Angelucci
Phi Foundation

Crowdfunding

Il crowdfunding restaura i beni culturali

L’Italia vanta il maggior numero di siti Unesco al mondo e richiama circa 48 milioni di turisti all’anno.
Consapevole del valore universale di questi capolavori, è nata LoveItaly!, piattaforma internazionale di crowdfunding interamente dedicata alla raccolta di donazioni per la salvaguardia del patrimonio artistico e culturale italiano.
LoveItaly! è un progetto di LVenture Group, azienda che opera in venture capital e che investe in start-up digitali.

“Noi investiamo in startup e con questa iniziativa vogliamo unire il nostro mondo di relazioni, di soldi e quant’altro con un bene comune, che sono i beni artistici italiani e così abbiamo creato una piattaforma per raccogliere da tantissime persone – ci auguriamo siano milioni – poco denaro per ristrutturare queste straordinarie bellezze che abbiamo”

ha detto Luigi Capello, co-fondatore e amministratore delegato di LVenture.

 
 

COME NASCE

Questo progetto è nato un anno fa dall’incontro con Tracy Roberts, che ha fatto capire quanto per gli americani sia importante il concetto di give back, il dare qualcosa alla società.

Ci siamo anche resi conto di quanto la comunità internazionale abbia a cuore il patrimonio culturale italiano, per questo ci siamo attivati mettendo in campo le nostre competenze in ambito digitale.
Ora ci impegneremo nel creare contatti con il nostro network di investitori e, con la potenza del crowdfunding e dei social media, cercheremo di raggiungere milioni di persone”

ha detto Luigi Capello.

 
 

COME FUNZIONA

L’associazione no profit opera in collaborazione con Ministeri, Sovrintendenze, Istituti di Belle Arti e Musei, Istituzioni ecclesiastiche, Università, Istituti scolastici e Accademie per creare una sinergia tra pubblico e privato, una comunità globale che partecipi attivamente alla salvaguardia dei beni culturali attraverso microfinanziamenti collettivi di progetti specifici di restauro, in totale trasparenza e tracciabilità.

La parola d’ordine è «Siamo tutti coinvolti».

Il nostro patrimonio culturale appartiene a tutta l’umanità, non solo a noi italiani e la piattaforma si rivolge anche ai milioni di stranieri che amano l’Italia.

Per questo motivo oltre alla sede italiana, LoveItaly! ha aperto una sede negli USA, l’American Friends of LoveItaly!.

 
 

COME DONARE

LoveItaly! ha iniziato le prime due campagne di crowdfunding:

la prima riguarda il restauro del Cubicolo 3 della Domus del Centauro a Pompei (target 53 mila euro lordi) e la seconda è il restauro di un sarcofago di età imperiale custodito nella Galleria Corsini di Roma (target 12 mila euro).

 

Un nuovo entusiasmante viaggio per la tutela dei beni culturali italiani è dunque iniziato.
Ora serve l’aiuto di tutti, in tutto il mondo: qualsiasi somma raccolta andrà a contribuire alla realizzazione anche solo parziale del progetto.

 

Approfondisci e/o Dona ora!

 

 

Phi Foundation, ONP e Social Fundraising Community

Riflettendo sulle difficoltà, e nello stesso tempo la necessità delle piccole e medie ONP (organizzazioni non profit) di reperire risorse economiche attraverso la raccolta fondi, si scopre la loro impreparazione negli strumenti e applicazione metodologie di Fundraising.

La domanda, quanto tempo dobbiamo ancora attendere prima che le ONP diano inizio alla valorizzazione delle relazioni che hanno nel territorio in ottica di attivazione di un’efficace strategia di Fundraising, considerando anche le prospettive di ampliare la propria cerchia d’influenza alleandosi con una più ampia struttura di Social Fundraising Community?

La risposta non è scontata perché ci vuole la temerarietà e lungimiranza di eseguire una scelta importante. Strutturarsi in Fundraising Orient, infatti, significa rimettere in discussione l’intero modello organizzativo delle ONP, al fine di trovare non solo fondi ma anche donazioni in termini di competenze, tempo, (people raising), e soprattutto relazioni.

Solo curando le relazioni che abbiamo con la realtà che ci circonda, orientandoci inoltre anche verso il Corporate Fundraising, possiamo davvero implementare una buona strategia di raccolta fondi e, il dono diventa uno strumento mediante il quale rafforzare questi legami.

Se vuoi avviare una campagna di raccolta fondi, chiedi a PHI FOUNDATION (Social Fundraising Community).

 

 

REGOLE D’ORO DEL SOCIAL FUNDRAISING

IL SOCIAL FUNDRAISING PARTE DA DENTRO

Il punto di partenza indispensabile è la presa di coscienza che deve nascere dal cuore perché “chiedere” costa fatica psicologica.

Il fundraising è parte integrante delle strategie di raccolta fondi e coinvolge perché la gioia di donare è assolutamente contagiosa.

Il fundraising non deve essere vissuto come una triste necessità ma come una straordinaria opportunità di crescita, come parte integrante della sostenibilità della causa sociale.

 

IL SOCIAL FUNDRAISING E’ UN OPPORTUNITA

Questo è un tema fondamentale, fare fundraising è un “opportunità”, che genera un ritorno di valore nel tempo.

Necessita di una buona dose di pazienza e bisogna comprendere che alcuni risultati potranno arrivare presto ed altri anche dopo.

I risultati potranno riguardare i fondi, ma anche il tempo delle persone (volontari), beni e servizi gratuiti e non da meno, riuscire a stimolare una sensibilizzazione dell’opinione pubblica e dei media.

 

IL SOCIAL FUNDRAISING AL SERVIZIO DELLA CAUSA

Un fundraiser come Phi Foundation non raccoglie fondi, ma sostiene un progetto, promuove attività non profit, presenta idee e soluzioni per risolvere problemi di carattere sociale.

Partecipa direttamente alla soluzione, coinvolge la community, esorta nel potenziale benefattore il desiderio di donare.

Per fare fundraising orientato al non profit bisogna essere nella causa, conoscerla e viverla quotidianamente, come Phi Foundation, niente è più potente della passione e della sincerità quando si vuole coinvolgere donatori.

Solo stando nella causa sociale, si superano gli innumerevoli ostacoli della raccolta fondi.

 

IL SOCIAL FUNDRAISING E’ COMPETENZA

Per fare fundraising servono competenze tecniche specifiche affinché tutti gli sforzi siano massimizzati; E’ indispensabile definire una strategia di medio lungo termine, conoscere le regole del marketing e della comunicazione orientate al non profit, come sono fondamentali le tecniche di acquisizione e gestione donatori.

 

IL SOCIAL FUNDRAISING VIVE DI OPPORTUNITA’

Dobbiamo sempre partire da noi, ricordandoci che le persone donano per le persone e soprattutto a chi è in grado di aiutare gli altri.

Il fundraising non è mai il fine, ma il mezzo.

 

Se vuoi avviare una campagna di raccolta fondi, chiedi a PHI FOUNDATION (Social Fundraising Community).