Come si misura l’efficacia delle ONP?

Spesso si parla di ONP, ovvero di tutte quelle organizzazioni senza finalità di lucro che perseguono obiettivi ad alto valore sociale avendo come missione primaria di finanziamento delle loro attività la raccolta fondi da privati, aziende e enti pubblici, e si ragiona sui progetti, i programmi e i risvolti sociali che da questi possono derivare, ma raramente si affronta il delicato tema dell’efficacia di tali progetti, ovvero dei risultati reali e concreti che queste azioni producono o produrrebbero sul territorio.

L’esigenza di capirla, valutarla, misurarla, comunicarla è nell’agenda di molti: privati, aziende e organizzazioni di tutti i tipi. Questo, da un lato contribuisce alla diffusione (positiva) di una cultura dell’efficacia e della sua misurazione, dall’altro però è all’origine del moltiplicarsi di linee guida, tavoli di lavoro e metodologie di valutazione che, non riuscendo ad affermarsi come punto di riferimento univoco nel panorama di riferimento, in definitiva rischiano solo di aumentare il rumore di fondo.

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Dunque cerchiamo di fare un pò di chiarezza sulla questione e cominciamo dall’inizio.

L’efficacia di una ONP si può valutare a più livelli. I più noti probabilmente sono l’efficacia istituzionale, l’efficacia dei programmi, l’efficacia gestionale e l’efficacia dei progetti.

Con efficacia istituzionale si intende l’efficacia di un’organizzazione nel perseguire a tutto tondo la propria missione. Da questa affermazione, discende una conseguenza fondamentale: una valutazione dell’efficacia istituzionale presuppone che una ONP abbia definito in maniera chiara e coerente la propria identità (visione, missione, valori) e la propria strategia di sviluppo pluriennale. Solo a partire da queste sarà possibile in primo luogo essere efficaci e in secondo luogo costruire un sistema di valutazione dell’impatto generato.

Inoltre, da quanto detto sopra deriva anche un’altra considerazione e cioè che NON esiste, ed è bene che non esista, un unico indicatore di efficacia, un parametro standard applicabile indistintamente a tutte le ONP. E’ possibile invece, e probabilmente auspicabile, lo sviluppo di macro-aree di valutazione dell’efficacia che, opportunamente contestualizzate e pesate, possano fungere da framework logico da popolare poi con indicatori specifici; indicatori che per forza di cose dovranno essere caratterizzati a seconda del settore di attività e, in alcuni casi, anche personalizzati e sviluppati in base alle specificità della singola organizzazione.

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Proprio per venire incontro a questa esigenza alcuni anni fa un gruppo di ONP italiane diede vita al Tavolo di confronto sull’Efficacia delle ONP, un gruppo di lavoro in seno al quale è nato un framework che identifica diverse aree di valutazione dell’efficacia: dall’identità strategica interna alla capacità di radicamento territoriale, dalla libertà d’azione alla strutturazione interna dei processi (solo per citarne alcune) sono state identificate 17 aree di valutazione dell’efficacia istituzionale che ciascuna delle ONP partecipanti ha condiviso e si è impegnata a fare proprie, stabilendo priorità applicative e delineando i percorsi più adatti alla realtà di ciascuna ONP. Un lavoro che rappresenta solo un inizio, ma che probabilmente potrebbe offrire spunti di miglioramento e strumenti di cambiamento a tante ONP nel nostro Paese, dalle più grandi alle più piccole.

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Come si può immaginare la questione è ancora aperta, ma qualcosa si sta facendo per mettere un pò di ordine ad una situazione che rischia di divenire fin troppo caotica e dispersiva.

Le regole, i paletti e i criteri di misurazione unici e condivisi da tutti, permetterebbero di offrire all’intero ecosistema Terziario una possibilità per apparire trasparente, chiaro e misurabile, rispondendo cosi alla sempre più crescente necessità di legalità e di chiarezza che proviene dalla base.

 

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Francesco Fiore

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