WWF: DIFENDIAMO LA NATURA

IL PIANETA: LUOGO DA PROTEGGERE

Il WWF ci insegna che la natura è un tempio dove l’uomo, le specie vegetali e le specie animali convivono.

Nel Pianeta Terra assistiamo giorno dopo giorno, a fenomeni negativi per quanto concerne l’equilibrio ecologico di questo habitat: cambiamenti climatici, eccessive emissioni di C02, sviluppo di agricolture industriali, animali in via d’estinzione, deforestazione, ecc.

Tutti questi fenomeni non fanno altro che minacciare e devastare gli equilibri ambientali del Pianeta adducendo conseguenze negative sulla biodiversità degli ecosistemi.

Molte specie animali hanno perso i loro habitat vitali e riproduttivi, registrando così una conseguente riduzione del numero di esemplari viventi, inoltre spesso vittime anche di bracconaggio e caccia smisurata dell’uomo.

Proprio per tutelare e salvaguardare le specie più in pericolo di estinzione è nato il WWF , un movimento ambientalista a difesa della flora e della fauna del Pianeta.

IL WWF IN ITALIA

Il WWF (acronimo di World Wide Fund for Nature) fu fondato in Svizzera nel 1961, subito diffuso in tutto il mondo, ed è la più grande organizzazione mondiale per la difesa e conservazione della natura.

Fu scelto dai fondatori come logo dell’associazione un panda gigante disegnato da Peter Scott, cofondatore insieme a Julian Huxley, ai prìncipi Bernhard van Lippe-Biesterfeld e Filippo di Edimburgo ed altri.

Il movimento ecologico ed ambientalista sorse in Italia nel 1966 con lo status di Onlus (Organizzazione non lucrativa di utilità sociale) e di Ong (Organizzazione non governativa). Ogni anno il WWF sostiene 1.300 progetti per la salvaguardia delle biodiversità.

Il WWF opera a difesa dell’ambiente da più di 50 anni, individuando 238 ecoregioni con inestimabili tesori di biodiversità mondiale da tutelare e da consegnare alle generazioni future.

In Italia gestisce più di 100 oasi naturali in quasi tutte le regioni (ossia aree protette) visitate da 500.000 persone ogni anno.

Sostiene, inoltre, il progetto oneplanetfood volto ad indirizzare i consumatori verso un’ alimentazione sostenibile spingendoli a consumare cibi locali, risorse ittiche facilmente riproduttive, ortaggi a kilometro zero non provenienti dall’agricoltura industriale; a ridurre gli sprechi alimentari, ad utilizzare stoviglie biodegradabili e riciclabili e qualche ricetta green visitabile sul loro sito.

Sostenitori, pertanto, dei princìpi di ecocompatibilità, divulgano 14 ecoconsigli per «vivere green» ed abbassare: i consumi di acqua, degli elettrodomestici e delle automobili. Queste ed altre utilissime informazioni sono consultabili sul sito  www.wwf.it.

IL WWF E IL PROGETTO SCUOLA

Il WWF, attraverso il progetto scuola diffonde i princìpi della sostenibilità per formare ed educare le giovani generazioni al rispetto dell’ambiente; collabora con moltissime aziende per sensibilizzarle la salvaguardia del Pianeta ed Il miglioramento delle politiche ambientali delle aziende stesse.

Chi volesse sostenere l’associazione può diventare socio e/o volontario consultando il sito.

In ogni caso, per aiutare e difendere l’ambiente è sufficiente che tutti noi, quotidianamente facciamo dei piccoli ma significativi gesti, perché se tutti noi ci impegnassimo davvero in questa direzione, otterremmo dei risultati incredibili, senza dover sempre aspettare che le soluzioni arrivino dall’alto…

 

Filippelli Giuseppina

PHI Foundation

I VOLONTARI

I volontari: Persone speciali

È trascorso parecchio tempo dall’ultima volta che ho scritto un articolo, ho fatto tante cose e vissuto molte situazioni ma in una di queste ho avuto occasione di incontrare di nuovo i volontari di un’associazione di cui vi avevo già parlato, “ABIO”. Persone che dedicano il loro tempo per andare negli ospedali a tenere compagnia ai pazienti e ai loro cari.

Oggi però non voglio parlarvi nello specifico dell’associazione ma dei volontari.

Sono stata quasi 20 giorni in un ospedale dove sono ricoverati ragazzi e ragazze dai 9/10 anni fino a quasi i 18 e in questo reparto era presente un calendario ricco di attività che prevedeva la presenza di volontari ABIO sette giorni su sette.

Non potete neppure immaginare l’attesa da parte di questi ragazzi di fare qualcosa di nuovo ogni giorno e la capacità di questi volontari di portare in reparto solarità e gioia.

Al lunedì c’era il decoupage, il martedì gli Scooby Doo, il mercoledì la decorazione di magliette, i mandala, le creazioni di oggetti con il das, gli origami, le realizzazioni di oggetti in legno e così via.

Gli scatoloni della felicità

Arrivano due o tre signore tutte super organizzate. Cariche di scatoloni pieni di oggetti, colori, perline, mosaici, cornici, scatoline, piattini pronti per essere decorati, dipinti e lavorati. Ogni giorno un nuovo progetto. Ogni ragazzo viene accolto, ascoltato e gli viene affidata la lavorazione di un monile da realizzare.

Uniscono i tavoli, danno ad ognuno il proprio posto, li chiamano per nome, si fanno raccontare la loro storia, i loro sogni, i loro desideri. Chiacchierano, ridono, aiutano tutti a completare la loro opera. Se rimane del tempo giocano con loro, a carte, ad un gioco di società, loro restano lì fin che possono condividendo il loro tempo con questi “piccoli -grandi malati”.

Alla domenica o alla sera spesso i volontari sono uomini ed è bellissimo come sono apprezzati. Arrivano carichi anche loro di materiali pronti da utilizzare. Pezzi di legno che si incastrano alla perfezione, pronti per le mani dei ragazzi che li decorano e li assemblano per creare un oggetto da regalare o da portare a casa una volta dimessi.

Tempo bene prezioso

Quanto tempo per preparare tutto, quanto lavoro ci deve essere oltre alle ore che passano in ospedale. Questi uomini e queste donne non solo ogni giorno si spostano per venire in ospedale a far trascorrere delle ore felici a degli ammalati a loro totalmente sconosciuti, ma sicuramente passano ore ed ore ad organizzarsi per preparare il materiale e per permettere ai ragazzi di creare qualcosa per loro, insegnandogli tante cose nuove.

Le associazioni di volontariato sono fatte di persone speciali che arricchiscono la vita degli altri dedicando loro una cosa molto preziosa, il loro tempo. Posso capire perché lo fanno, il sorriso, la gioia che ricevono da questi malati è immensa, ma non sempre scontata.

In questi giorni difficili ho respirato tanto amore, amore vero, amore per gli altri, amore per la vita, amore e felicità di fare qualcosa di buono.

Grazie ai volontari, grazie a tutte le associazioni di volontariato che dedicano tempo e lavoro per gli altri in cambio di un sorriso, di uno sguardo di riconoscimento.

 

Laura Giacometti

PHI Foundation

UNA SCUOLA PER D’AGOME KPODZI

Istruzione e pari opportunità per tutti i bambini

Nel piccolo villaggio di d’Agome Kpodzi, nel distretto di Kpalimè a 120km dalla capitale togolese Lomè, la scuola non è per tutti i bambini.

La richiesta di istruzione cresce ogni giorno, e non tutti i bambini riescono ad avervi accesso.

La piccola scuola pubblica del villaggio è composta da un agglomerato di 6 capanne di paglia e fango, senza luce ed acqua corrente, dove una classe con 20 banchi viene stipata fino a contenere 40/50 bambini che studiano e scrivono in condizioni difficili.

L’unica altra alternativa di istruzione che si trova nei dintorni è una scuola privata, che richiede il pagamento di una retta e l’acquisto di materiali scolastici, condizione impossibile per la popolazione estremamente povera di d’Agome Kpodzi che vive esclusivamente di agricoltura.

L’impegno delle associazioni

L’associazione Vite Intorno Onlus nata a Milano e composta esclusivamente da volontari, che attraverso aiuti immediati, assistenza e sostegno, aiuta a migliorare le condizioni di vita di bambini e famiglie che vivono nella povertà, sia in Italia che all’estero.

Da qui nasce il progetto “ una scuola per i bambini d’Agome Kpodzi ”, che raccogliendo l’esigenza delle famiglie del villaggio, di veder istruiti i propri figli ha previsto la costruzione (suddivisa nell’arco di due anni) di 6 classi aggiuntive, alla piccola scuola pubblica presente nel villaggio, dotata di elettricità e toilette con acqua (ad oggi inesistenti).

L’associazione in accordo con il governo togolese ha cosi dato il via alla ricerca di fondi per il finanziamento dell’impresa. Al progetto umanitario, che dovrebbe concludersi nel 2020, prenderanno parte volontari e coordinatori che si occuperanno inoltre della divulgazione dell’opera tramite campagne, raccolte fondi, donazioni ma anche adozioni a distanza.

Il progetto

A oggi sono stati raccolti oltre 30.000 euro che serviranno a finanziare la prima parte del progetto che coprirà la costruzione delle prime tre aule aggiuntive e che si concluderà nell’arco di un anno.

La seconda parte del progetto nel dettaglio prevede:

. costruzione di un nuovo edificio che conterrà 3 nuove classi.

. attrezzature e componenti di arredo.

. materiale scolastico.

Questa fase del progetto, al momento, attende ancora il raggiungimento del budget previsto (30.000 euro)

Questo ulteriore ampliamento, consentirà anche alle famiglie più povere di poter dare un’istruzione ai propri figli, nonché di aumentare le assunzioni e i servizi (corrente ed acqua) che saranno utilizzabili dall’intero villaggio, favorendo cosi anche l’economia generale del paese.

La progettazione del nuovo edificio è stata affidata ai volontari dello studio di architettura Yuman di Milano che insieme all’associazione Vite Intorno Onlus hanno iniziato i lavori in loco su terreno donato dal governo togolese.

Per ulteriori informazioni sui lavori in corso di svolgimento potete consultare il link del progetto.

È possibile contribuire al raggiungimento della quota andando sul sito di Vite Intorno Onlus tramite RID, bonifico bancario, o unendosi alla squadra di volontari richiedendo il modulo di adesione all’indirizzo email viteintorno@gmail.com, perché l’istruzione e la scuola sono un bene pubblico al quale ogni bambino dovrebbe avere diritto, a d’Agome Kpodzicome in tutto il mondo.

 

Federica Zagami

PHI Foundation

CONCERTO DI NATALE: GERUSALEMME A MILANO

CONCERTO DI NATALE: GERUSALEMME A MILANO

 

CONCERTO DA GERUSALEMME A MILANO
Viaggio musicale nel Mediterraneo

 

 

IL NOSTRO CONCERTO DI NATALE
Un gradito e richiesto ritorno in una veste nuova, una proposta artistica inedita e di valore enorme alla quale vi consigliamo di non mancare.

 

CONCERTO DA GERUSALEMME A MILANO
Viaggio musicale nel Mediterraneo

 

24 novembre

SABATO 24 NOVEMBRE 2018 alle ore 20:30 saremo lieti di ospitare il giovane Maestro israeliano Omer Meir Wellber sul palco dell’AUDITORIUM DI MILANO FONDAZIONE CARIPLO e con lui accompagnarvi in una serata di viaggio musicale.

Musiche da tutto il Mediterraneo, melodie mediorientali ed europee in un intreccio creativo ed emozionante.

 

Maestro di concerto

Compagni di viaggio del Maestro OMER MEIR WELLBER, che condurrà la serata, esibendosi anche come musicista al pianoforte e alla fisarmonica saranno il mandolinista JACOB REUVEN che suonerà pezzi di grande virtuosismo, il pianista DAVIDE CABASSI che canterà accompagnandosi con il pianoforte, il clarinettista ANTON DRESSLER che farà delle improvvisazioni con il computer, il tutto arricchito dalle splendide note del contrabbasso di MATTEO LIUZZI. Ad accompagnare questo ensemble di sicuro interesse anche il QUARTETTO NOÛS con viola, violini e violoncello.

 

Viaggio nel concerto

Compagni di viaggio del Maestro OMER MEIR WELLBER, che condurrà la serata, esibendosi anche come musicista al pianoforte e alla fisarmonica saranno il mandolinista JACOB REUVEN che suonerà pezzi di grande virtuosismo, il pianista DAVIDE CABASSI che canterà accompagnandosi con il pianoforte, il clarinettista ANTON DRESSLER che farà delle improvvisazioni con il computer, il tutto arricchito dalle splendide note del contrabbasso di MATTEO LIUZZI. Ad accompagnare questo ensemble di sicuro interesse anche il QUARTETTO NOÛS con viola, violini e violoncello.

 

Brevi cenni biografici:

 

Direttore orchestra

OMER MEIR WELLBER attualmente tra i più acclamati Direttori d’Orchestra a livello internazionale, ama di tanto in tanto cambiare prospettiva e ruolo. Ex assistente del Maestro Daniel Barenboim, ancora oggi si diverte a suonare con passione fisarmonica e pianoforte. Dice: “Mi piace suonare perché è un modo per mantenere un contatto con il mondo reale, i musicisti e la musica; quando dirigi pensi di essere tu quello che “fa musica” mentre non sei tu quello che realmente la fa”. Aggiunge il Direttore del Festival di Musica di Dresda: “E’ davvero una personalità con un temperamento molto vivace, cosa piuttosto rara tra i Direttori d’Orchestra. Wellber ha un udito eccellente, sente tutto ed è un interprete originale; è inoltre estremamente immaginoso e sempre alla ricerca di nuovi percorsi creativi.”

 

Mandolino

JACOB REUVEN musicista israeliano, è considerato tra i suonatori di mandolino affermatisi negli ultimi anni come uno dei più intriganti e ricercati. Reuven ha orizzonti musicali ampi che spaziano dalla musica classica a quella barocca, dalla musica contemporanea alla world music, fino alla musica per la danza moderna e il teatro. Ma in ogni ambito musicale ciò che lo contraddistingue è una “voce” unica e standard musicali di grande intransigenza.

 

Pianista

DAVIDE CABASSI è un talentuoso pianista milanese che ha debuttato a 13 anni con l’Orchestra Sinfonica della Rai di Milano ed ha subito intrapreso una brillantissima carriera internazionale che lo ha portato nelle più prestigiose istituzioni concertistiche mondiali.

 

Clarinettista

ANTON DRESSLER è un clarinettista “straordinario,… di una sensibilità quasi esasperata” (Corriere della Sera), con “i fiati sempre dosati, intonazione superba, morbidezza e varietà nel fraseggio invidiabili” (Resto del Carlino). Nei suoi concerti il musicista usa anche elementi di live electronics, passione che lo ha portato a espandere le capacità dello strumento e a sviluppare nuovi programmi.

 

Contrabbasso

MATTEO LIUZZI primo contrabbasso di orchestre quali G. Verdi di Milano, Giovanile Italiana, Mahler Chamber Orchestra. Dal 1998 è Primo Contrabbasso dell’Orchestra del Teatro La Fenice di Venezia.

 

Quartettistico

QUARTETTO NOÛS formatosi nel 2011, si è affermato in poco tempo come una delle realtà musicali più interessanti della sua generazione. La versatilità e l’originalità interpretativa dell’ensemble si manifestano in tutto il repertorio quartettistico e l’attenzione ai nuovi linguaggi compositivi lo spingono a cimentarsi in performance innovative come suonare a memoria e totalmente al buio.

 

PHI FOUNDATION SOCIAL INNOVATION COMMUNITY

 

 

Alessandro Roma

PHI Foundation

SOSTENERE: UNA MANO PER LA SCUOLA 2018

SOSTENERE: UNA MANO PER LA SCUOLA 2018

 

SOSTENERE: UNA MANO PER LA SCUOLA 2018

60.000 euro di prodotti alle organizzazioni iscritte a

IO DONO SICURO

 

L’iniziativa vede da anni PHI Foundation e IID al fianco di COOP Lombardia per raccogliere prodotti scolastici a favore delle famiglie più bisognose

 

Sostenere Una mano per la scuola

Grande successo anche quest’anno per il progetto “UNA MANO PER LA SCUOLA” che ha visto protagonisti PHI Foundation e IID a fianco di COOP LOMBARDIA impegnati ad aiutare le famiglie in difficoltà nel periodo critico quanto oneroso del ritorno sui banchi di scuola.

 

Organizzazioni non profit

Anche quest’anno infatti COOP Lombardia – partner anche nelle recenti iniziative del Giorno del Dono 2018 – insieme a 12 ORGANIZZAZIONI NON PROFIT selezionate e facenti parte del database IO DONO SICURO ha dato ai propri acquirenti la possibilità di regalare alle famiglie più bisognose prodotti per la scuola.

 

Giornate

Nelle giornate del 6, 7, 8 E 9 SETTEMBRE I CLIENTI E I SOCI COOP hanno incontrato e
concretamente aiutato le Organizzazioni Non Profit presenti nei punti vendita per la RACCOLTA DI MATERIALE SCOLASTICO.

Materiali raccolti

I materiali raccolti, il cui valore stimato ha raggiunto CIRCA 60.000 euro, saranno destinati a sostegno di numerosi progetti che le Organizzazioni non profit iscritte a IO DONO SICURO stanno realizzando in Italia e all’estero. IO DONO SICURO è l’unico database in Italia composto solo da realtà non profit verificate.

Anche quest’anno “Una mano per la scuola” è stata un’iniziativa di grande successo che ci ha lasciato molto soddisfatti.

 

Il quantitativo ed il valore corrispettivo dei prodotti donati stanno crescendo di anno in anno consentendo alle associazioni partecipanti di aiutare un numero sempre maggiore di famiglie.

 

Ringraziamo COOP Lombardia per averci scelto per il sesto anno consecutivo come partner dell’iniziativa e per la grande opportunità che offre alle Organizzazioni non profit trasparenti e virtuose verificate.

 

PHI FOUNDATION SOCIAL INNOVATION COMMUNITY

 

 

Alessandro Roma

PHI Foundation

LA LAV CONTRO LA VIOLENZA SUGLI ANIMALI

FENOMENI DI MALTRATTAMENTI DEGLI ANIMALI NEL MONDO

Sono sempre più diffusi, purtroppo, i fenomeni di violenza sugli animali in ogni parte del mondo in quanto vittime di abbandoni, uccisioni e di violenze generiche da parte dell’uomo.

Si verificano frequentemente fenomeni come il bracconaggio in molte zone del mondo, danneggiando molte specie viventi, come in Africa, ad esempio, dove i bracconieri uccidono elefanti e rinoceronti per sfruttare l’avorio delle loro zanne e per soddisfare la loro avidità di danaro; oppure la mattanza delle balene in Paesi civilizzati come il Giappone, la Norvegia, e le isole FærØer (dove è vissuta come una sorta di festa tradizionale) per scopi alimentari e non solo; o anche l’uccisione di animali col pelo per la produzione di pellicce e per scopi nutritivi umani.

Molto diffuso è anche l’uso degli animali come cavie per i test in ambito medico, farmaceutico e cosmetico o il commercio illecito ed illegale di alcune specie protette e la diffusione di allevamenti intensivi anziché biologici.

Per far fronte a problemi etici e di immagine, ad esempio, nel corso dell’ultimo decennio, molti marchi di alta moda hanno rifiutato l’uso di pellicce provenienti dal mondo animale in favore di pellicce sintetiche, prodotte con l’utilizzo di materiali ecosostenibili e no cruelty (ossia non provenienti dal mondo animale), così anche molte star famose hanno posato nude in campagne di sensibilizzazione dell’opinione pubblica contro l’uccisione di molti animali per la produzione di pellicce e manufatti.

LA SITUAZIONE ITALIANA

In Italia, nonostante quasi la metà della popolazione possiede un cane, un gatto, un pesce, una tartaruga, un uccello, un coniglio, un criceto come animale domestico, ogni anno si registrano molti episodi di violenza sugli animali.

In Italia il maltrattamento degli animali è un reato penale perseguibile d’ufficio e punibile con la reclusione e molte leggi sono state emanate per la tutela del diritto alla vita dell’animale e per la convivenza tra uomo ed animale.

Nel 1977 è nata in Italia un’associazione animalista la LAV (Lega anti vivisezione) con lo scopo di affermare i diritti animali e di combattere ogni forma di sfruttamento animale secondo il principio di dare dignità, libertà e vita ad ogni essere vivente.

La LAV s’impegna a sensibilizzare ed informare l’opinione pubblica a favore degli animali, pubblicando petizioni in loro tutela, consultabili sul loro sito internet www.lav.it.

Si verifica, anche un cambiamento sociale che coinvolge il rapporto uomo/animale, infatti oggigiorno, gli animali  sono tenuti dall’uomo in cattività, con il compito principale di essere da compagnia, e molta gente sola trova nella convivenza con loro affetto, aiuto e conforto che non trova nei rapporti umani, mentre fino a un secolo fa, il cane o altri animali, avevano il compito principale di aiutare nei lavori di campagna e vivevano lontano dalle mura domestiche.

Recentemente agli animali sono state attribuite altre importanti funzioni: in primo luogo attraverso la pet therapy, o anche zooterapia, nella quale i pazienti, affetti da varie patologie, sfruttando il rapporto uomo-animale per scopo terapeutico vengono stimolati e aiutati a reagire e trovare conforto durante la degenza; o anche come i cani guida, addestrati ed utilizzati per dare assistenza a persone ipovedenti ed ipoacusici.

Aiutare e proteggere le specie animali dai maltrattamenti umani, dovrebbe essere un compito che tutti dovremmo svolgere, perché difendendo tutte le specie viventi, indirettamente, difendiamo anche noi stessi.

 

Filippelli Giuseppina

PHI Foundation

TORINO: PARTE CENTRO MALATTIE RARE

TORINO: PARTE CENTRO MALATTIE RARE

 

Parte a Torino il Centro di Ascolto per le Malattie Rare.

Il Centro, già attivo, verrà presentato ufficialmente il 19 Ottobre 2018 A-Rare, il Forum delle Associazioni di Malattie Rare del Piemonte e della Valle d’Aosta, ha aperto un Centro di Ascolto presso la sede del Centro di Coordinamento Rete Interregionale Malattie Rare (CMID) all’interno dell’Ospedale Giovanni Bosco di Torino, sesto piano.

 

Presentazione

La presentazione ufficiale avrà luogo il 19 Ottobre p.v., alle ore 16:00, presso l’aula Ravetti dell’Ospedale San Giovanni Bosco, Piazza del Donatore di Sangue 3, Torino, anche se è già attivo due giovedì al mese dalle ore 16 alle ore 18 (Per maggiori informazioni potete visitare il sito www.a-rare.it.)

 

Centro Ascolto

Il Centro di Ascolto è gestito direttamente dalle associazioni dei pazienti con l’obiettivo di dare informazioni, in termini bio-psico-sociali, riguardo diversi aspetti legati alle malattie rare.

 

Collegamento

Visto il collegamento con il CMID e con le strutture sanitarie della rete interregionale per le malattie rare, si auspica la possibilità di facilitare il processo diagnostico-terapeutico dei singoli pazienti affetti da malattia rara, di fornire informazioni capillari di carattere socio-assistenziale e di ampliare la conoscenza del network di associazioni presenti sul territorio piemontese e valdostano.

 

Per accedere al Centro di Ascolto è possibile inviare una mail all’indirizzo segreteria@a-rare.it

 

PHI FOUNDATION SOCIAL INNOVATION COMMUNITY

 

Alessandro Roma

PHI Foundation

TEATRO CON MARIA: PER SCOPRIRE SE STESSI

TEATRO CON MARIA: PER SCOPRIRE SE STESSI

 

A teatro con Maria, essere qualcun altro per scoprire se stessi

Maria è una ragazza spagnola che sta cercando di scoprire meglio se stessa. Diventando differenti persone e dando voce a varie parti di sé in un posto così lontano dal resto del mondo per qualche minuto: il teatro.

 

A teatro con Maria

Come la maggior parte delle persone su questa terra ci sono così tante cose che non conosco di me e che sto ancora cercando di scoprire. È tutto quello che so. Mi considero selvaggia e vagabonda. Amo la ragazza dagli occhi verdi nei miei sogni. Non mi ritengo un’attrice ma amo recitare. E non voglio una vita comune.

 

La Maria

Non sono una ragazza popolare. Non lo sono mai stata e onestamente spero davvero di non diventare mai come quelle principessine che credono di dominare il mondo. Perciò non recito per diventare famosa. E se mai lo dovessi fare, giuro di smettere. Sono una figlia ribelle che cerca fortemente la libertà e so soltanto che riesco ad essere libera in due modi: viaggiando e recitando. In pratica sono quasi la stessa cosa per me, mi danno entrambi le stesse vibrazioni. Ma parliamo di teatro.

 

Il teatro

Recito da quando ho coscienza di me stessa. C’è qualcosa che mi spinge a farlo e, sfortunatamente o no, non mi piace essere me stessa. Calma, non ho nulla contro di me, ma non voglio essere solo quello. Ci sono così tante persone interessanti, lavori, personalità, tempi, momenti… Perché qualcuno vorrebbe essere soltanto una di queste cose? I miei amici e la mia famiglia perseguono quella stupida idea che la società ci vende, della famiglia, della casa e del lavoro perfetti e provare ad essere felici facendo le stesse cose ogni giorno. Non voglio quello. Voglio svegliarmi ogni giorno avendo la possibilità di essere qualcosa di diverso, ma anche una versione migliore di me. A teatro ogni volta che entro nella pelle dei personaggi che interpreto lo faccio con una parte di me, con le mie forze, con le mie debolezze, con la mia passione. Ciò mi aiuta a conoscermi meglio e ad aprirmi senza temere le reazioni di questa società crudele. Al posto di nascondermi mostro il più possibile, perché voglio fortemente interagire con gli spettatori e farli sentire in connessione con me e le mie sensazioni, in modo che qualcosa dentro di loro possa cambiare al termine dello spettacolo.

 

Recitare

Continuo a recitare perché mi libera e posso anche rendere liberi altri con me. Anche se solo per la durata dello spettacolo, a teatro ci distacchiamo da chi siamo e possiamo avere il coraggio di essere qualcun altro. Perché essere soltanto una persona e cercare di avere la vita perfetta può suonare bene. Ma perché dovrei volerlo?

 

Articolo originariamente postato in inglese su Cowboys from space.

Cowboys from space è un blog in inglese creato da Matt Supertramp in cui si invitano persone da tutto il mondo a scrivere storie riguardanti arte, musica e viaggi. Lo scopo del sito è quello di raccontare il mondo che ci circonda e come lo percepiamo grazie alle parole, alle immagini e ai suoni. A volte in modo poetico, a volte irriverente. Ma cercando sempre di essere spontanei.

 

Si ringrazia PHI Foundation per aver pubblicato la versione italiana di questo post.

 

 

PHI FOUNDATION SOCIAL INNOVATION COMMUNITY

 

 

Maria Fernandez

PHI Foundation

Tutti pronti per il Mashable SMDayIT ?

CI SIAMO!!

Ancora pochi giorni e si alzerà il sipario su uno degli eventi digitali più importante in Italia:

il Mashable SMDayIT.

Tra il 18 e il 20 Ottobre 2018 infatti, presso la prestigiosa location dello IULM Open Space di Milano si svolgerà per il quinto anno consecutivo, un evento che vedrà susseguirsi per 3 giorni alcuni tra i più importanti esperti digitali d’Italia e non solo.

L’idea, partita nel 2014 da Eleonora Rocca, fondatrice del Mashable Social Media Day Italia, è quella di informare, aggiornare il pubblico in merito alle novità del settore digitale, attraverso testimonianze e speakers di altissimo profilo professionale.

Inoltre, l’evento è un’occasione unica per fare network, incontrare e conoscere persone che lavorano nel campo digitale e non solo, provare a trovare sinergie per sviluppare nuovi business, o semplicemente prendere spunti per migliorare il proprio.

IL TERZO SETTORE

Il Mashable SMDayIT inoltre è sempre più attento alle dinamiche sociali e alle ricadute sul terzo settore di tutto quello che riguarda la tecnologia e l’evoluzione digitale. Durante gli speech infatti sarà facile cogliere degli spunti ottimistici e propositivi per migliorare l’ambiente, l’ecosistema e la condizione generale dell’uomo.

PHI Foundation è da sempre attiva su questi fronti, raccontando e sensibilizzando l’opinione pubblica circa i temi legati al terzo settore e all’ambiente ed è proprio in questa ottica che è stata siglata per il secondo anno la partnership editoriale tra PHI Foundation e il Mashable SMDayIT.

Tra il 18 e il 20 Ottobre noi saremo presenti, assistendo agli speech, e incontrando chi volesse conoscerci, saperne di più su chi siamo e cosa facciamo e magari aiutarci e collaborare con noi.

Se ancora non hai acquistato i biglietti, puoi cliccare qui per accedere all’area riservata e comprarli a prezzo speciale, se invece hai già i biglietti allora ci vedremo sicuramente durante l’evento. Lascia un tuo messaggio sul nostro sito e cercheremo di incontrarci e scambiare due chiacchiere insieme.

Dobbiamo impegnarci tutti per provare a migliorare il mondo in cui viviamo e la tecnologia e il digitale possono essere degli alleati preziosi.

Perché ricorda che “il mondo nel quale viviamo, non lo abbiamo ereditato dai nostri genitori, ma lo abbiamo preso in prestito ai nostri figli… R.Benigni

 

La redazione

PHI Foundation

CARENZA IDRICA IN ALCUNE AREE DEL MONDO

INSUFFICIENZA E CARENZA IDRICA : ECCO DOVE…

Ancora oggi nel 2018 si registrano situazioni di carenza idrica in molte zone del nostro pianeta.

Come sappiamo l’acqua è un bene primario e necessario per la sopravvivenza e le attività umane, il cui utilizzo è importante in ambito domestico, nell’irrigazione dei terreni e nell’abbeveraggio degli animali.

Le zone del mondo più colpite sono: alcune isole dell’Oceania (Micronesia, Polinesia e Melanesia), l’Asia meridionale (Myanmar, Cambogia, Afghanistan, Tagikistan e Yemen) dove soltanto, rispettivamente il 21% ed il 23% della popolazione hanno l’acqua corrente nelle proprie abitazioni, mentre il restante 65% della popolazione non ha accesso all’acqua potabile, e l’Africa, che in realtà, sotto questa terra secca e brulla, conserva moltissime riserve idriche presenti lungo i bacini sedimentari, ma che non vengono sfruttate.  Infatti il problema principale di questa carenza idrica è la mancanza d’investimenti nelle infrastrutture in grado di fornire alle popolazioni questo bene naturale e principale.

UNA SOLUZIONE È  POSSIBILE ?

Questo fenomeno influenza lo stile di vita delle popolazioni locali con moltissime conseguenze negative come: danni all’agricoltura, all’allevamento, è causa di scarsa igiene e di malattie mortali per l’uomo.

Nei decenni futuri la situazione sarà destinata a peggiorare per il crescente fabbisogno della popolazione e per la crescente siccità delle suddette aree. Gli Stati con un’economia forte, non riescono ad intervenire per arginare il problema, ne consegue pertanto sia uno scarso sviluppo economico delle aree colpite e sia un alto tasso di mortalità in età infantile ed adulta.

Qualsiasi intervento è destinato al fallimento in quanto non ci sono i mezzi idonei per la costruzione di pozzi, dighe, cisterne, acquedotti e bacini di raccolta delle acque piovane. Le popolazioni di quei luoghi convivono con questo problema, devono fronteggiare situazioni di grande difficoltà e sopperiscono a questa mancanza sfruttando le risorse idriche presenti nella natura geografica di quel territorio come i laghi, i mari, i fiumi e gli oceani.

CHI SI STA ADOPERANDO?

Due associazioni di volontariato si sono impegnate in campagne di fundraising per la costruzione di pozzi nelle aree del mondo colpite dalla carenza idrica: Actionaid, una Onlus che lavora in Italia dal 1989 con programmi di sostegno a distanza ed Amref, un’Ong (organizzazione non governativa) senza fini di lucro fondata nel 1957.

L’attività di queste due associazioni si concentra sulla fornitura di kit igienici per evitare la diffusione di malattie e di taniche per lo stoccaggio dell’acqua, sull’installazione di impianti di filtraggio di presenze nocive nelle acque all’interno di pozzi e cisterne, sull’uso di disinfettanti per la depurazione delle acque, sulla costruzione di nuovi acquedotti, e sulla distribuzione gratuita di pasti per contrastare la malnutrizione, purtroppo molto diffusa in questi paesi.       

Chiunque volesse offrire il proprio contributo, può farlo visitando i due progetti sui rispettivi siti web: www.actionaid.it e www.amref.it.

 

Filippelli Giuseppina

PHI Foundation

ITALIA FESTEGGIA IL GIORNO DEL DONO

ITALIA FESTEGGIA IL GIORNO DEL DONO

 

 

ITALIA FESTEGGIA IL GIORNO DEL DONO: I ragazzi di tutta Italia festeggiano a Roma il Giorno del Dono Scuole, Comuni, associazioni e imprese premiate per il loro impegno per la cultura del dono.

 

Il Capo dello Stato Mattarella concede la medaglia del Presidente della Repubblica a #DonoDay2018

Il 4 ottobre è stata una mattinata di premiazioni, giochi e momenti di spettacolo, con il dono come filo conduttore e 300 studenti accorsi da tutta Italia a riempire il Teatro Ghione di Roma.

È stato celebrato così il 4 ottobre, quarta edizione del Giorno del Dono istituito nel 2015 a livello nazionale.

L’evento si è concluso in grande stile

A suggellare la bontà dell’iniziativa è giunto il riconoscimento ufficiale del Capo dello Stato Sergio Mattarella, che ha conferito alla manifestazione la Medaglia del Presidente della Repubblica.

“Una notizia graditissima, che rafforza la convinzione di aver intrapreso la strada giusta nel chiamare a raccolta e raccontare quest’Italia capace di donare agli altri”, “Un’ulteriore conferma ci viene dal numero di adesioni di scuole, Comuni, organizzazioni non profit e imprese, ancora in crescita come sempre è stato in questi anni”.

 

Moltissimi tra loro
Più di 430 enti hanno infatti scelto di partecipare al #DonoDay2018 e composto la coloratissima mappa del 3° Giro dell’Italia che dona: 85 scuole, oltre 200 associazioni, 120 Comuni e 30 imprese di tutte le regioni italiane si sono dichiarati testimonial del Giorno del Dono.

 

Oltre 150 si sono attivati in prima persona e hanno organizzato un’iniziativa nel proprio territorio per le “due settimane del dono”

E da un viaggio in Italia nasce anche la performance

Raccolto da nord a sud testimonianze di volontari capaci di superare la dimensione dell’io per ragionare come un Noi. “L’unica svolta possibile per creare un vero valore, superando la logica dell’autoaffermazione per dare qualcosa agli altri.”

 

La premiazione delle iniziative più votate dalla giuria popolare ha costituito il cuore dell’evento odierno.

 

Il sindaco di Savignano sul Panaro, Germano Caroli, ha ritirato il premio del contest #DonareMiDona.

 

Comuni: la raccolta di rifiuti riciclabili – la cui valorizzazione economica andrà a favore delle scuole del paese – e di giochi e vestiario destinati ai Paesi in via di sviluppo ha ottenuto il maggior numero di preferenze sul web.

Tra gli enti non profit si è distinto il progetto “Auxilium”, con cui l’Associazione Maria Madre della Provvidenza organizza raccolte alimentari e offre sostegno finanziario a famiglie in difficoltà sul territorio torinese. La sezione dedicata alle imprese, infine, ha visto primeggiare la piattaforma digitale OSO – Ogni Sport Oltre, promossa da Fondazione Vodafone Italiaal fine di avvicinare le persone con disabilità allo sport anche con l’utilizzo di nuove tecnologie e metodi di comunicazione e fundraising innovativi.

 

I protagonisti della giornata sono stati, più di tutti, gli studenti del Giorno del Dono.

Tra giochi e quiz ad hoc il contest dedicato agli istituti primari e secondari di tutto il Paese. Tra i più giovani si sono distinti l’Istituto Comprensivo Purrello di San Gregorio di Catania, con la sua galleria di coloratissimi disegni e i piccoli fotografi dell’Istituto Comprensivo Sandro Pertini di Martinsicuro (TE), autori degli “Scatti di dono”. Il video contest per le scuole medie e superiori ha visto l’affermazione di “Doniamo il nostro aiuto”, cortometraggio contro il bullismo girato in stile cinema muto dal Liceo Siciliani di Catanzaro, e “Ti dono la bellezza”, racconto del progetto di volontariato con gli anziani degli allievi della scuola Alfieri + Conservatorio di Cagliari.

 

 

PHI FOUNDATION SOCIAL INNOVATION COMMUNITY

 

 

Alessandro Roma

PHI Foundation

4OCEAN: SALVIAMO GLI OCEANI

LO STATO DI SALUTE DEGLI OCEANI OGGI

Gli oceani sono importanti ecosistemi dove convivono molte specie animali e vegetali ed occupano il 71% della superficie terrestre. Essi rappresentano un’importante risorsa in quanto forniscono beni di prima necessità all’uomo come cibo, attraverso la pesca, e materie prime, provenienti dai fondali ricchi di minerali e combustibili. In futuro si pensa che si possa sfruttare anche l’energia oceanica come una fonte rinnovabile.

L’ 8 giugno 2018 in occasione della giornata mondiale dell’oceano sono stati prelevati dei campioni di acqua in 200 luoghi diversi dagli Stati Uniti d’America all’Australia per controllare lo stato di salute degli oceani ed il risultato è stato disastroso in quanto le acque oceaniche sono perennemente inquinate da residui chimici e dalla macro e microplastica. Le cause di questa forma d’inquinamento ambientale sono molte: prima tra tutte l’attività umana in quanto manca un programma educativo che rispetti l’ambiente.

Infatti l’ uomo utilizza l’oceano come se fosse un cassonetto della spazzatura dove gettare plastica e rifiuti di ogni tipo, a cui vanno aggiunti i vari esperimenti nucleari che contribuiscono a danneggiare questo unico e preziosissimo ecosistema.

Secondo problema è che si produce troppa plastica e da ricerche effettuate dal Programma Ambientale delle Nazioni Unite si è scoperto che finiscono negli oceani 8.000.000 di tonnellate di materiale plastico www.unenvironment.org.

Le zone critiche maggiormente colpite sono: l’area nord dell’Oceano Pacifico, che si estende dalla California alle Hawaii, definita come l’Isola di Plastica del Pacifico, dove un eccessivo accumulo di 79.000 tonnellate di rifiuti galleggianti di materia plastica trasportato dalle correnti oceaniche è stanziato in un’ area impenetrabile di 1.000.000,600 km²; l’area sud del Pacifico tra America meridionale e Nuova Zelanda dove sono presenti enormi zone di accumulo di spazzatura plastica e l’area sud dell’Oceano Indiano tra l’Australia ed il Madagascar, dove ci sono smisurati ammassi di plastica che stanno a galla sulle acque oceaniche.

Alcuni Stati come gli USA o il Giappone, economicamente molto solidi, potrebbero porre un rimedio per sanare la situazione impedendo tutto ciò con leggi più severe che impediscano d’inquinare le acque oceaniche e di praticare una pesca eccessiva.

Auspico che vengano trovati rimedi utili a frenare questa situazione di degrado ambientale che si sta diffondendo nel mondo.

IL RUOLO DI 4OCEAN

4Ocean nasce esattamente un anno fa nel 2017, per volere di due giovani ragazzi americani Alex Schulze e Andrew Cooper con la passione per il surf e per l’oceano, che dopo un viaggio in Indonesia e aver visto che i pescatori navigavano tra i residui plastici, restarono particolarmente toccati e risentiti per l’inoperosità generale. Cosi, i due decisero di fondare un movimento globale per rimuovere la spazzatura dall’oceano e dalle coste. Attualmente il team è composto da 31 volontari, quattro imbarcazioni e da tre sedi in Florida ed una a Bali. I volontari di 4Ocean hanno pulito finora le coste di 27 Stati del mondo dall’ America all’Europa, all’Asia togliendo 3.000 kg di spazzatura al giorno dai litorali.

Il 13 ottobre è prevista, secondo il calendario delle attività di 4ocean, la pulizia della costa Corpus Christi in Texas.

Chiunque voglia dare il proprio contributo per pulire gli oceani e quindi vivere in un ambiente sano può farlo visitando la pagina internet www.4ocean.com.

 

Filippelli Giuseppina

PHI Foundation

CUORE CHE PULSA: ITALIA CHE DONA

CUORE CHE PULSA: ITALIA CHE DONA

 

CUORE CHE PULSA 50 VOLTE AL MINUTO: ITALIA CHE DONA

Italia che dona ha un cuore che pulsa 50 volte al minuto con 50 donazioni al minuto, 50 scambi solidali che uniscono le persone e le mettono in relazione: che siano di tempo e aiuto (volontariato), biologiche (sangue o organi) oppure economiche (sia formali sia informali).

Italia che dona con un cuore che batte 50 pulsazioni al minuto è l’inedita stima fatta per celebrare il Giorno del Dono 2018 (4 ottobre).

C’è un cuore dell’Italia che batte 50 volte al minuto: è quello, grande, delle persone che scelgono di dare qualcosa di sé agli altri. Che sia sotto forma di tempo e aiuto, di natura biologica – sangue o organi – o economica, con donazioni monetarie.

 

CUORE CHE PULSA 50 VOLTE AL MINUTO: ITALIA CHE DONA

Celebriamo con questo dato (stimato), ma basato su autorevoli ricerche del Giorno del Dono 2018.

La ricorrenza è il 4 ottobre di ogni anno dal 2015, occasione per chiamare a raccolta la società civile e le istituzioni pubbliche per dare visibilità al tema del Dono e della Donazione in tutte le sue forme.

Scuole, Comuni, Associazioni, Imprese e cittadini insieme per costruire la mappa dell’Italia che dona, un Paese capace di reagire alle difficoltà mettendo al centro la bellezza del Dono: è partito così in questi giorni il 3° Giro dell’Italia che Dona, rassegna nazionale che raccoglie circa 180 iniziative realizzate dal 21 settembre al 7 ottobre.

“Noi doniamo – Le pratiche di donazione in Italia”

“Presentiamo questi dati che ci consegnano una stima delle più diffuse pratiche di donazione in Italia. Rappresentano uno specchio parziale della cultura del dono, ma fotografano un’Italia tenuta insieme da milioni di persone che ancora credono nella solidarietà e nella generosità e la praticano. Un termometro del dono e delle relazioni che costruisce: ci racconta l’Italia che è in prima linea a celebrare il Giorno del Dono e che deve continuare ad operare per allargare il suo perimetro e contagiare tutta la cittadinanza”.

L’Italia è ancora molto generosa.
La ricerca è basata su diverse fonti dati: sia statistiche ufficiali (Istat) sia fonti amministrative (Ministero della salute, Ministero dell’Economia e delle Finanze), ma anche di indagini ad hoc curate da istituti nazionali di ricerca come Doxa e GfK e l’Indagine sulle Raccolte Fondi.

La ricerca ha preso spunto da tre fondamentali domande:

Quanto è vasto l’universo dei donatori?

Quale è il profilo del donatore tipo?

Quanti gesti di donazione vengono compiuti in Italia fuori dalle reti familiari e amicali?

Il periodo di riferimento è stato il biennio 2016-2017.

Quasi 10 milioni sono i donatori di denaro alle organizzazioni non profit (dati GfK); altri 6,3 milioni donano denaro seguendo vie informali dati Doxa).

Altrettanto alti i numeri di coloro che donano il loro tempo e aiuto: 10,7 milioni partecipano alla vita delle associazioni e organizzazioni non profit frequentandone le riunioni, 6,9 milioni svolgono attività gratuita.

In 3 milioni, di cui 2,49 milioni in via esclusiva, fanno volontariato in modo informale, fuori dalle organizzazioni.

I donatori biologici sono la terza componente del sistema del dono: 1,7 milioni donano il sangue, 3,2 milioni hanno dichiarato il loro consenso alla donazione di organi e tessuti post-mortem.

Questi numeri danno evidenza al grande spazio che il dono nella forma delle donazioni concrete di tempo, denaro e biologiche ha nel mantenimento e nel rafforzamento della struttura della solidarietà civica.

Non è semplice stimare il numero complessivo delle persone che donano perché la stessa persona può donare in più modi e i dati di cui si dispone sono rilevati separatamente per ciascuna delle tre forme di donazione.

Ma per dare una misura dell’incisività del sistema dono è possibile aggregare i gesti di donazione nelle tre diverse modalità: si arriva, così, a calcolare una stima dell’entità del dono in Italia in un intero anno in 26 milioni di atti di donazioni, scambi tra persone che donano e persone che ricevono la donazione.

Che si tratti di tempo dedicato o di denaro, in rapporto alla popolazione vi è un gesto di donazione ogni due abitanti con una media di 50 gesti ogni minuto.

Le raccolte fondi nelle organizzazioni non profit
I risultati della 16° rilevazione su “L’andamento delle raccolte fondi nelle organizzazioni non profit (onp)” svolta su un campione di 121 ONP operanti in differenti ambiti.

Positivi i dati generali rispetto alle entrate totali, che confermano un trend di moderata ripresa delle donazioni che si è assestato dopo gli anni della crisi, ma sono in calo le raccolte fondi, soprattutto nel settore della cooperazione internazionale.

Il 42% delle ONP ha aumentato le proprie entrate totali nel 2017, mentre il 33% non ha avvertito alcun cambiamento.

Il 35% ha registrato invece una diminuzione.

Il calo più drastico riguarda le ONP che operano nella cooperazione internazionale.

“Negli ultimi anni avevano avuto prestazioni migliori o uguali al campione generale, mentre nel 2017 hanno registrato una performance di 5 punti percentuali inferiore”.

Ad aver abbandonato maggiormente il sostegno alle ONP che operano nella cooperazione internazionale sono soprattutto i privati cittadini: sono diminuite del 18% le ONP che migliorano la raccolta dagli individui e aumentate del 12% quelle che le perdono.

“Crediamo che sia il frutto di un clima sociale e mediatico ostile alle organizzazioni che fanno cooperazione internazionale che nel corso del 2017 è stato parte del dibattito più generale sull’immigrazione nel nostro Paese”.

“Nel 2017 la variazione delle entrate totali ha subito una polarizzazione più marcata: è confermato il trend di miglioramento per il 42% delle ONP, ma è aumentata considerevolmente la percentuale di organizzazioni con entrate inferiori all’anno precedente (passata dal 22 al 35%)”.

Rispetto alla sola raccolta fondi, nel 2017 il 36% delle ONP la ha aumentata, il 38% non ha registrato cambiamenti sostanziali e il 26% ha visto una diminuzione.

Un andamento negativo rispetto al 2016 in quanto sono meno le organizzazioni che hanno migliorato le performance (-7%) e più quelle che hanno raccolto meno (+4%).

L’indagine quantifica anche le fonti da cui proviene la raccolta fondi, confermando che sono i privati cittadini (43%) la fonte più corposa seguita dalle aziende (11%), gli enti di erogazione e fondazioni (9%), la pubblica amministrazione (9%), le fondazioni di origine bancaria (4%), le fondazioni di impresa (2%).

“In crescita le difficoltà delle ONP a trovare nuovi donatori: sono il 33% quelle che faticano ad attrarre e fidelizzare nuove persone. Rispetto al 2018 le stime son prudenti: il 51% delle ONP stima un trend invariato, il 27% una regressione e il 24% un aumento”.

 

PHI FOUNDATION SOCIAL INNOVATION COMMUNITY

 

Alessandro Roma

PHI Foundation

RIGENERARE I BENI COMUNI: È UN DONO

RIGENERARE I BENI COMUNI: È UN DONO

 

Rigenerare i Beni Comuni: un dono al territorio

 

Rigenerare i beni comuni è un dono per il territorio: con il racconto di tante opere di recupero, rigenerazione e cura, PHI Foundation insieme a l’Istituto Italiano della Donazione e Fondazione Cariplo ha aperto le due settimane del dono, che culmineranno nella celebrazione del Giorno del Dono 2018, il prossimo 4 ottobre.

Anche quest’anno vogliamo raccontare il volto migliore del Paese, quello che nelle difficoltà non dimentica il valore del dono

È un movimento attivo e copioso: dalle scuole, i Comuni, le associazioni e le imprese che partecipano al #DonoDay2018 ”.

Con lo strumento del bando Emblematici Provinciali Fondazione Cariplo ha deciso di investire sulla sfida della Cura e della Rigenerazione dei Beni Comuni

Si tratta di cogliere un’opportunità di innovazione e sperimentazione che può aprire la strada a modelli integrati e partecipati di gestione di bisogni e risposte delle nostre comunità. Questa iniziativa vede le Fondazioni di Comunità in prima linea, come piattaforme di attivazione e cooperazione tra cittadini, ente pubblico, terzo settore e imprese su temi quali l’assistenza sociale, la promozione della cultura e la tutela dell’ambiente. Il comune denominatore è un nuovo paradigma di condivisione e di corresponsabilità che mira alla sostenibilità e permette una strategia condivisa di azione e di impatto su tutto il nostro territorio di riferimento.

Enti privati che operano dal 1998 con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita delle comunità e promuovere al loro interno la cultura del dono, della partecipazione e della solidarietà, le Fondazioni di Comunità – da poco divenute 16 con la costituzione della Fondazione di Comunità di Milano Città, Sud Ovest, Sud Est e Adda Martesana – sono antenne attive sul territorio, fondamentali per la realizzazione dei progetti mediante il sostegno alla costruzione di reti solidali. La cura e valorizzazione di Beni Comuni abbandonati o degradati è stata inserita per il triennio 2016-18 tra i temi del bando Emblematici Provinciali, che Fondazione Cariplo dedica alle iniziative in grado di produrre un impatto significativo sulla qualità della vita e sullo sviluppo del territorio di riferimento. Come ha illustrato Filippo Petrolati, referente del progetto Fondazioni di Comunità, sono oggi 15 i progetti avviati in quest’ambito.

Si tratta, in sostanza, di un dono che le comunità rivolgono ai propri territori. Un fenomeno in crescita, come rilevato da Labsus, il laboratorio per la sussidiarietà il cui presidente Gregorio Arena ha esortato: “Dobbiamo continuare a coltivare una società fondata sulla cura e concepire l’Italia come un bene comune, che come tale è per definizione fragile e condiviso”. Ad aprire una rassegna di alcuni dei progetti già in corso è stato Domenico Peluso del Consorzio Forestale Lario Intelvese, che col supporto della Fondazione Provinciale della Comunità Comasca sta valorizzando la tradizione agricola della sponda occidentale del Lago di Como con il recupero di alpeggi e terrazzamenti tra Cernobbio, Laglio e Tremezzina. L’obiettivo non è solo il coinvolgimento della comunità, ma anche la prevenzione del dissesto idrogeologico. A Seveso, la Fondazione della Comunità Monza e Brianza collabora con Natur&-onlus, che sin dal 2000 gestisce gli spazi di Villa Dho, centro assistenziale e culturale aperto alla cittadinanza. Con l’intervento in atto – ha sottolineato la direttrice Gemma Beretta – sarà ristrutturata la Casa del Custode, disabitata da dieci anni e destinata all’uso abitativo e di accoglienza nella rete del privato sociale. A Brescia, infine, la Fondazione della Comunità Bresciana ha sposato l’obiettivo di creare “Un rifugio e un bosco per tutti” nel territorio del Rifugio Valle Mompiano, di proprietà della Bobo Archetti Fondazione onlus. Il presidente Marco Palamenghi ha ripercorso la storia dello stesso rifugio e della polveriera militare attigua, in abbandono da più di 30 anni, che diverranno spazi funzionali e aperti ai cittadini.

Ufficialmente il via il 3° Giro dell’Italia che dona.

Più di 180 iniziative organizzate da Comuni, organizzazioni non profit, imprese e accomunate dal filo conduttore del dono punteggiano la mappa di tutto il Paese e compongono un fitto calendario di appuntamenti da oggi al 7 ottobre.

 

RIGENERARE I BENI COMUNI: È UN DONO

 

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Alessandro Roma

PHI Foundation

IL « FAI » PER TUTELARE I BENI AMBIENTALI, PAESAGGISTICI E CULTURALI ITALIANI

STORIA DEL « FAI »

Il FAI (fondoambienteitaliano) nacque per volere di Elena Croce e grazie al sostegno di Renato Bazzoni, Alberto Predieri, Franco Russoli e Giulia Maria Mozzoni Crespi che nel 1975 firmò lo statuto del FAI, con l’intento di proteggere e valorizzare il  patrimonio storico, artistico e paesaggistico italiano.

Il FAI attualmente gestisce 61 beni storici-artistici ricevuti su concessione da enti pubblici o in comodato d’uso da privati o di proprietà dell’associazione stessa di cui: 30 sono regolarmente aperti al pubblico e visitabili, 10 in restauro, 12 tutelati ed inalienabili, donati alla Fondazione, 2 patrocinati dall’associazione.

Il FAI grazie ai 95 milioni di euro provenienti da donazioni, acquista beni, li valorizza e li restaura per renderli fruibili al pubblico. Ogni bene acquisito viene studiato in ambito storico-artistico, ne viene studiata la sua relazione con il territorio e poi viene elaborato un restauro che lo conformi con le norme necessarie per renderlo fruibile dai visitatori. Ogni progetto di restauro è ideato e realizzato da architetti, agronomi, paesaggisti ed artigiani che collaborano al fine di ottenere risultati d’ impareggiabilità e di straordinarietà del sito restaurato.

La restaurazione e la successiva apertura al pubblico si basano su  princìpi di ecosostenibilità e su un approccio artistico conservativo e non invasivo del restauro. Altro tassello fondamentale è il FAI International www.fai-international.org che divulga e diffonde l’amore per il patrimonio italiano all’estero grazie ad una vasta ed intensa rete di attività in Francia, Svizzera e nel Regno Unito.

I LUOGHI ED I VOLONTARI DEL « FAI »

L’associazione dispone di luoghi d’incommensurabile e straordinaria bellezza disposti lungo tutta la penisola italiana e di un patrimonio d’inestimabile valore a partire da castelli, ville, abazie, giardini, parchi storici, torri, baie marine, colline e montagne fino a 32.000 libri antichi e 22.000 oggetti d’arte.

Chiunque ami la natura o l’arte e desideri diventare socio può farlo iscrivendosi attraverso l’homepage del sito internet www.fondoambiente.it.

I 7.500 volontari hanno il compito di diffondere i valori e l’operato della Fondazione organizzando eventi nazionali, visite culturali, escursioni, seminari monografici e corsi biennali di storia dell’ arte.

Inoltre la rete territoriale FAI, formata da volontari appassionati che hanno scelto di dedicare il proprio tempo libero a sostenere l’operato dell’associazione, è un punto fondamentale per la diffusione capillare sul territorio e chiunque voglia esercitare il proprio impegno nella valorizzazione dei luoghi può farlo, collegandosi al sito www.fondoambiente.it, diventando volontario del FAI.

GIORNATE ORGANIZZATE DAL FAI

Come ogni anno il FAI organizza due giornate (la prima in autunno e la seconda in primavera) per visitare i luoghi dell’associazione, così anche quest’anno in occasione della 27° edizione i luoghi saranno visitabili nelle giornate d’autunno del 13 e del 14 ottobre, mentre per la giornata di primavera si dovrà attendere un fine settimana del mese di marzo 2019.

Durante le visite si potrà interagire sui canali social con l’hashtag #giornatefai.

 

Filippelli Giuseppina

PHI Foundation