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Come comunicano le ONP ?

Per far fronte all’attuale crisi economica e al calo dei finanziamenti, il fundraising è sempre più determinante per le ONP non solo per le oltre 300mila organizzazioni italiane del settore (Onp), ma anche per musei, scuole pubbliche e private, amministrazioni locali ed enti socio-sanitari. Lo scorso Natale, ad esempio, più di un italiano su tre (il 43% al Nord, il 39% al Centro e il 29% al Sud) ha effettuato una donazione. In questo scenario la figura del fundraiser assume un ruolo sempre più importante.

Il fundraiser risulta essere sempre più rilevante e richiesto sul mercato ed è necessario che abbia delle competenze specifiche, come sottolinea Paolo Venturi, direttore dell’Aiccon (Associazione Italiana per la promozione della Cultura della Cooperazione e del Non Profit) spiega: “in questa fase storica, il compito del fundraiser è quello di creare un’innovazione di rottura rispetto alla tradizionale visione della sua professione: è necessario alimentare un approccio più imprenditoriale, ossia capace di assumersi quote crescenti di rischio rispetto agli obiettivi delle Onp, e una conoscenza specifica dei nuovi strumenti di comunicazione online.

Come fa comunicazione il Non profit in Italia? Secondo l’Istat, le ONP che utilizzano almeno uno strumento di comunicazione interattivo come blog, forum, chat, social network e Internet sono 205.792, pari al 68,3% del totale. Quali sono i canali o gli strumenti più utilizzati? Al primo posto c’è Internet, in particolare il sito web (60,9%), che non è del tutto sostitutivo dei mezzi tradizionali. Seguono infatti comunicati e brochure informative per il 54,2%, mentre il 30,6% utilizza i social network per veicolare e condividere idee e creare community sul web, il 29,8% per fare pubblicità e il 15,2% per diffondere la newsletter periodica.

Tra le organizzazioni che impiegano strumenti di comunicazione, il 43,3% sono ONP che si occupano prevalentemente di cultura, sport e ricreazione. Una comunicazione più tradizionale caratterizza quelle attive nel settore della religione, che adottano prodotti editoriali “classici”, come giornali e riviste. Invece le istituzioni che si occupano di assistenza nelle emergenze e che si dedicano alla protezione degli animali sono quelle che impiegano maggiormente i social network. Infine ci sono le organizzazioni politiche o di sostegno all’attività dei partiti, in questo caso le piattaforme più utilizzate sono quelle tematiche come blog, forum e chat.

La raccolta fondi:

La comunicazione spesso è finalizzata alla raccolta fondi: le ONP che hanno dichiarato di svolgere questa attività ammontano a 60.071 unità, pari al 20% di quelle censite dall’Istat. C’è una forte correlazione tra la scelta di effettuare raccolta fondi e il settore di attività prevalente. Quote molto superiori alla media nazionale di istituzioni che attivano forme di raccolta fondi sono  presenti nei settori della cooperazione e solidarietà internazionale (80,8%), della filantropia e  promozione del volontariato (36,5%), della sanità (35,2%), e  dell’assistenza sociale e protezione civile (33,9%).

Il contatto diretto rimane la modalità più utilizzata per la raccolta fondi (61,1% delle istituzioni), seguito dall’organizzazione di eventi e manifestazioni pubbliche (55,5%). Nel caso di ricorso al contatto diretto per la raccolta fondi, le istituzioni non profit si rivolgono contemporaneamente ai diversi settori della società: nell’81,7% dei casi ai singoli cittadini, nel 48,4% alle imprese private, nel 34,4% a istituzioni pubbliche e nel 16,1% ad altre istituzioni non profit .

Dunque soprattutto nell’ambito del No Profit, gestire, coordinare e pianificare campagne di Fundraising è diventato non solo importante, ma addirittura fondamentale. Rivolgersi a piattaforme e a specialisti che possano garantire questo genere di operazioni con una ragionevole percentuale di successo, può rappresentare una alternativa al “door to door” o alle altre classiche soluzioni di finanziamento.

www.phifoundation.com

Articolo tratto da Reppublica.it scritto da Stefano Pasta

PHI Foundation

Phi Foundation: La professione del Fundraiser e le attività di Fundraising

Secondo i più recenti approcci il fundraising più che essere legato semplicemente alla cultura della carità o a quella filantropica e del mecenatismo fonda il suo significato nel fenomeno della responsabilità sociale diffusa che spinge i soggetti sociali e collettivi ad effettuare investimenti di risorse per il raggiungimento di comuni benefici sociali.

Per fundraising quindi si può intendere l’insieme delle teorie e delle tecniche necessarie a garantire la sostenibilità di una causa sociale e dell’organizzazione che la persegue e di promuoverne lo sviluppo costante nel tempo verso una molteplicità di interlocutori.
Sono varie le modalità con cui è possibile raccogliere fondi e il fundraising, per sua natura, non si fonda solo sulle donazioni ma anche su un complesso di modalità di raccolta da utilizzare nei confronti di ogni possibile mercato (eventi, sponsorizzazioni, investimenti sociali, ecc.).

Il fundraising ha il senso di: far crescere, coltivare, sorgere, ossia di sviluppare i fondi necessari a sostenere un’azione senza finalità di lucro, “valore produttivo di utilità sociale“.

Il fundraising trova le sue origini nell’azione delle organizzazioni no profit, quelle organizzazioni che hanno l’obbligo di non destinare i propri utili ai soci, ma di reinvestirli per lo sviluppo delle proprie finalità sociali. Tuttavia attualmente la raccolta fondi viene praticata anche da enti e servizi pubblici e da aziende che promuovono iniziative a scopo sociale.
Le buone cause sono si condizione necessaria ma certamente non sufficiente, il fundraising è capacità di coinvolgere risorse su una causa e non l’atto di elemosinare soldi e il fundraiser è colui che sa sviluppare l’arte di saper chiedere; “tutti possono domandare ma non tutti sanno chiedere”.
Sei un’organizzazione no profit (ONP) e desideri supporto “Gratuito” o vuoi avviare una campagna di Raccolta Fondi?
Chiedi a PHI FOUNDATION (Social Fundraising Community).

 

Sebastiano de Falco

PHI Foundation

 

Sport solidale: correre per una buona causa!

Fare sport si sa fa bene, ma negli ultimi anni possiamo dire che fa due volte bene grazie a numerosi charity program collegati a manifestazioni sportive che rendono lo sport solidale. Molte manifestazioni sportive “storiche” hanno sempre associato l’organizzazione dell’evento al sostegno di progetti specifici o associazioni, realizzando di fatto non solo una manifestazione sportiva ma un vero e proprio evento benefico. Negli ultimi anni la possibilità per le associazioni di fare raccolta fondi attraverso queste manifestazioni sportive si è ampliata, grazie soprattutto alla diffusione delle piattaforme di crowdfunding e alla possibilità di coinvolgere i partecipanti, sia come singoli che come aziende, nelle attività di raccolta fondi per un progetto specifico. Questa modalità di raccolta fondi era già diffusa da tempo nei paesi anglosassoni, ma ora anche in Italia con i diversi Charity program delle singole manifestazioni si è molto diffusa. Una delle piattaforme di crowdfunding più utilizzate in Italia è Rete del dono, che ha avviato e consolidato collaborazioni con diverse manifestazioni sportive, in particolare maratone e corse podistiche nelle maggiori città italiane. Tra queste anche per il 2017 è stata confermata la collaborazione con la Maratona di Roma, una delle più importanti in Italia. Le associazioni che intendono partecipare con un proprio progetto possono presentare domanda entro il 15 novembre. Alle associazioni viene richiesto di garantire collaborazione e promozione dell’evento, potranno dall’altro lato beneficiare della possibilità di promuovere il proprio progetto sulla piattaforma e fare raccolta fondi tramite i partecipanti che si iscriveranno e decideranno di fare da fundraiser e promuovere la raccolta fondi per il progetto che sostengono.

La possibilità di partecipare a questi eventi è aperta anche alle aziende che volessero cogliere l’occasione e partecipare coinvolgendo dipendenti, clienti, partner e fornitori. Questa è per loro un’ottima possibilità di fare team building grazie ad allenamenti di gruppi, gare a staffetta o di altro tipo, ma anche dare visibilità all’azienda con il social corporate responsability attraverso il sostegno ad un’iniziativa specifica. Rete del dono ha una pagina dedicata alle aziende che partecipano da cui è possibile vedere il totale raccolto, il numero di fundraisers e il loro impegno, progetti e associazioni sostenute.

Come dicevamo eventi legato allo sport solidale sono sempre più diffusi, specialmente nelle manifestazioni più grandi e sono ottime occasioni di raccolta fondi, basti pensare che nel corso dell’edizione del 2015 della Venice Marathon sono stati raccolti 114.700 €. Tuttavia anche a livello locale vi sono esempi virtuosi di collaborazioni tra aziende locali e gruppi podistici che in occasione di una ricorrenza o semplicemente per animare il territorio, organizzano attività di sport solidale che diventano occasione di raccolta fondi per progetti a livello locale.

Questi eventi permettono quindi di coniugare la passione per lo sport con la voglia di sostenere una causa che ci sta a cuore. Per le associazioni la possibilità di raccogliere fondi, avere visibilità e magari ampliare il numero dei propri sostenitori.

Insomma è confermato: lo sport solidale può fare veramente molto bene!

 

Sara Quaglia

PHI Foundation

TUTTI INSIEME CONTRO LA VIOLENZA DOMESTICA

In Egitto, quello di Noha, è stato il primo caso di giustizia per una donna che ha denunciato la violenza domestica inflitta dal marito. Un successo, se pensiamo che ancora oggi, in molti paesi, la violenza sulle donne nelle relazioni intime è considerata accettabile e la figura femminile ne viene spesso considerata responsabile, invece che vittima.

Nel mondo occidentale il processo di liberazione della donna dalla subordinazione rispetto al partner si è sviluppato con la nascita del movimento femminista, quando le donne per la prima volta hanno detto “Non più!”. In molte hanno compreso che la violenza domestica non è problema di una singola donna, ma problema sociale. Sono così nati i centri di ascolto, i rifugi, gli sportelli telefonici e, negli ultimi anni, anche quelli anti-stalking.

La storia insegna che è importante rompere il silenzio, ma ancora di più che le donne che denunciano non devono rimanere sole. La denuncia infatti è solo il primo passo.

Per uscire dalla condizione di violenza domestica è necessario l’aiuto di persone specializzate: psicologhe, avvocate, poliziotti, operatori socio-sanitari “educati” ad affrontare la violenza di genere con le sue peculiarità e complicazioni. Solo in questo modo, le donne da vittime tornano di nuovo ad essere protagoniste della propria vita.

Nel nostro paese nel 2008 nasce D.i.Re, Donne in rete contro la violenza, associazione nazionale che riunisce più di 70 centri in tutta Italia. Di questa rete fa parte anche Differenza Donna, l’organizzazione dove lavoro come fundraiser.

Nei centri gestiti da Differenza Donna le donne ospiti trovano uno spazio tutto per loro, dove possono condividere la loro storia di violenza domestica con altre donne. Attraverso il confronto ritrovano fiducia in se stesse e, insieme, l’energia per affrontare il futuro. Tutto questo non può avvenire senza il fondamentale sostegno delle operatrici, che sono la vera forza dell’associazione. Lavorano ogni giorno con dedizione e competenza per supportare le donne ospiti nel delicato percorso di ricostruzione di sé e per aiutare i loro bambini ad esprimere e ad elaborare i disagi subiti.

Assistenza legale, sostegno alla genitorialità, incontri protetti dei minori, sportello lavoro sono tutte risposte che Differenza Donna ha messo in campo per contrastare l’isolamento delle donne che hanno subito discriminazione e violenza domestica.

Presso uno dei centri dell’associazione trovano rifugio anche le donne sopravvissute a tratta, sfruttamento sessuale e riduzione in schiavitù. Sono spesso ragazze molto giovani che si portano dentro ferite immense. Grazie all’inserimento nei programmi speciali di salute e protezione di Differenza Donna, possono recuperare pian piano la stima di se e la fiducia negli altri.

Sono davvero orgogliosa che Noha in Egitto abbia avuto il coraggio di denunciare la sua condizione di violenza domestica e che, per la prima volta, anche lì una donna abbia trovato giustizia. Come sono orgogliosa di lavorare per un’associazione che cerca di portare giustizia per le donne qui in Italia. Non c’è niente di più bello che vedere tante di loro ritrovare un sorriso.

 

Phi Foundation

Vanessa Doddi

ONP

ONP: #PHI Foundation

Registrandosi nella Community di PHI Foundation le ONP avranno la possibilità di godere della visibilità che la piattaforma garantirà loro.

Inoltre tramite una rete di collegamenti tra PHI Foundation e alcune cooperazioni specializzate, le ONP potranno presentare domanda per accedere a finanziamenti pubblici o privati in forma “gratuita”.
Le ONP, potranno inviare le loro idee e progetti di raccolta fondi a PHI Foundation, affinché il gruppo “Fundraisers” ne valuti la concreta fattibilità.

Se il progetto dovesse essere approvato, si studierebbe insieme il modus operandi al fine di promuovere una campagna di Crowdfunding o di seguire altre strade per raccogliere risorse utili a finanziare il progetto.
Infine sul profilo dell’ONP registrata sarà possibile attivare il tasto “Dona” per ricevere direttamente fondi e contributi da parte di Donatori e Sostenitori.
Per qualsiasi ulteriore informazione potete contattare PHI Foundation nell’apposita sezione Contatti

IL NOSTRO SOGNO È MIGLIORARE LA SOCIETÀ
LA NOSTRA MISSION È FARLO ATTRAVERSO LA SOCIAL INNOVATION.

Sebastiano De Falco

Phi Foundation

Festival del fundraising

Diventa Relatore al Festival del fundraising 2017

La X edizione del FESTIVAL DEL FUNDRAISING 2017 è programmata per il 17-18-19 maggio 2017.

Da pochi giorni i fundraiser che hanno voglia di buttarsi in una nuova ed emozionante avventura possono candidarsi, entro il 30 settembre 2016, per diventare relatore alla prossima edizione del FESTIVAL DEL FUNDRAISING 2017 http://www.festivaldelfundraising.it/it/diventa-relatore/

Festival del fundraising

Verranno valutate le candidature che presenteranno i seguenti punti:

  1. portatore di idee nuove e avanzate
  2. collezionista di esperienze concrete
  3. sempre alla ricerca di spunti geniali e innovativi
  4. un fundraiser capace di ispirare altri fundraiser

Mentre la fase successiva avverrà con un appuntamento via Skype. I relatori sono tutti volontari.

L’edizione del Festival di quest’anno (FFR16) ha visto la partecipazione di 800 fundraiser per 63 workshop e 9 tavoli di discussione, con 80 relatori provenienti da tutto il mondo.

Due grandi momenti: la planetaria iniziale in diretta streaming e la planetaria finale con l’intervento di Kumi Naidoo, (direttore esecutivo dell’organizzazione non governativa ambientalista Greenpace) seguito da Alberto Cairo (delegato del Comitato Internazionale della Croce Rossa in Afghanistan).

Concludendo, vi segnalo il blog di una giovane fundraiser, Francesca Cerutti, la quale ha partecipato alla IX Edizione del Festival del Fundraising raccontandone le emozioni della “prima volta”. Di recente ha pubblicato un post molto bello descrivendo con semplicità alcuni aspetti di questa complicata professione http://www.unaerredueti.it/ne-santi-ne-maghi-solo-fundraiser/.

Buona lettura!

Manuela Mussa

Phi Foundation

Fundraiser

Il cuore del fundraiser

Un’esperienza che unisce improbabili relazioni

Questa che vi racconterò è la mia esperienza, sicuramente semplice, ma che ha trasformato il mio concetto del Fundraiser, professionista poco conosciuto nel settore lavorativo ma con rapida crescita sul mercato non profit italiano.

La scelta di approfondire le mie conoscenza su questa professione sono nate dalla necessità di riconoscermi in un lavoro che mi aiutasse a soddisfare il lato emozionale/intellettuale.

Andavo cercando un modo di mettere in pratica quello che mi avevano insegnato da piccola e che credevo che fosse il modo di contribuire positivamente al miglioramento delle cause sociali.

Mi sono iscritta ad una iniziativa promossa dalla Fondazione Adventum, organizzazione non profit che ha come mission quella di prevenire l’usura ed educare all’uso responsabile del denaro.
Tra le iniziative della fondazione, questa in particolare cerca di dare un aiuto concreto a tanti ragazzi che sono disoccupati.

Questo programma fu creato per dare formazione sulle tecniche e strumenti dal Fundraising e una volta concluso il percorso formativo e pratico, il Fundraiser avrebbe avuto gli strumenti per candidarsi a un posto di lavoro.

La prima cosa che mi fu insegnata è che Fundraising voleva dire costruire relazioni con cui poter collaborare, insegnare che la grandezza di donare la si può fare con la gioia in cuore piuttosto che con i numeri. Può sembrare un discorso superficiale ma io credo fermamente in questo concetto.

Mancano 3 settimane per concludere questi due intensi anni di formazione è ho avuto una trasformazione interna, ho capito che le opportunità sono da afferrare e che gli ingredienti per facilitare il lavoro del fundraiser sono: flessibilità con misura giusta, ottimismo infinito, molta determinazione, una buona dose di intelligenza emotiva e che tutto va pianificato (perfino la mia lista della spesa) in tutti i suoi dettagli.

Sono tante le cose apprese ma quelle che rimangono più accentuate sono che la differenza in questo lavoro si costruisce con grande buona volontà e condivisione, bisogna riprendere le relazioni, la fiducia nelle altre persone e che al centro di tutto ci sono sempre persone che aiutano persone.

La ricerca di cambiamenti e di sviluppo nel settore non profit è una vena principale di questo cuore perché essa ci aiuta a conoscere il mondo del terzo settore che evolve di continuo e a sentire le emozioni delle persone che ne fanno parte.
Il fare rete e creare condivisone di risorse umane, economiche e formativa è alla base di questo mestiere.

E’ appena uscito il bando di apertura del nuovo percorso gratuito Professione Fundraiser 2017, i requisiti obbligatori sono:

  • Avere un’età compresa tra 21 e 38 anni
  • Essere inoccupato
  • Essere in possesso di un diploma di scuola superiore

Se anche tu vuoi fare una simile esperienza puoi approfondire di più.

Vorrei concludere citando una frase che ognuno di noi può valutare in qualsiasi ambito, “Le avversità possono essere delle formidabili occasioni” Thomas Mann.

Jazmin Sivinta

Phi Foundation

job

PHI JOB: #Diventa parte anche tu di un’idea grandiosa

PHI Foundation cresce e oltrepassa le frontiere della Svizzera si espande in Italia e apre la filiale a Milano e quindi, nel piano di ampliamento del proprio organico ricerca alcune figure professionali da inserire nel team operativo con possibilità di lavoro part time e telelavoro.

PHI Foundation cerca persone con attitudine a lavorare in team, dinamiche, intraprendenti, volonterose e capaci, che hanno voglia di imparare e affrontare nuove sfide, contribuire con le loro conoscenze al miglioramento collettivo.

Sei un esperto in Comunicazione, ti piace scrivere e gestire piattaforme Social, hai abilità nelle logiche e tecniche SEO, SEM, SEA, Link Building, possiedi competenze di CRM, dimestichezza con le PR o gestione Ufficio Stampa, hai fantasia e creatività, esperienza come Fundraiser o know how nell’individuare e realizzare progetti e Bandi orientatati al non profit, sociale e terzo settore in generale, ergo, potresti entrare nel team PHI Foundation.

Se condividi i valori e gli obiettivi di PHI Foundation, ti rispecchi nella filosofia e ritieni di possedere queste qualità allora forse PHI Foundation può diventare anche la tua famiglia.



FUNDRAISER
CROWDFUNDER


Skills:
Esperienza nella raccolta fondi e nel Corporate Fundraising,
ottima conoscenza lingua inglese, familiarità con strumenti web, disponibilità Full Time e Part Time.



CROWDFUNDING
E CRM


Skills:
Maturata esperienza nella gestione piattaforme Crowdfunding, database e software gestionali (CRM), ottima conoscenza lingua inglese, disponibilità Full Time.



SEO – SEM
SPECIALIST


Skills:
Ottima padronanza delle tecniche di scrittura e di posizionamento in logiche SEO, buona conoscenza lingua inglese, disponibilità Full Time e Part Time.



COMMUNITY
MANAGER


Skills:
Conoscenza approfondita della gestione delle piattaforme Social, influencer sui principali social network, buona conoscenza lingua inglese, disponibilità Full Time.



PR
MANAGER


Skills:
Comprovata esperienza maturata nelle relazioni con i media players e nella gestione dei canali social, ottima conoscenza lingua inglese, disponibilità Full Time.



VIDEO
MAKER


Skills:
Buona conoscenza dei tools di video editing e di post produzione, realizzazione di video ripresi ed animati, disponibilità Full Time e Part Time.



SVILUPPATORI
WEB


Skills:
Developer con esperienza nel software orientato al Web, sviluppo Front-End e Back-End, applicazione mobile in linguaggio nativo (IOS – Android), disponibilità Full Time e Part Time.



GRAFICI E
FUMETTISTI


Skills:
Comprovata capacità di realizzazioni di progetti comunicativi sotto forma di disegno o fumetto, grafici web oriented, disponibilità Full Time e Part Time.

Contattaci



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Entra anche tu a far parte della “Community di PHI Foundation” Social Innovation Community (Clicca qui).

Sebastiano De Falco

Phi Foundation

Social Innovation Community: #PHI Jobs

La PHI Foundation, nel piano di ampliamento del proprio organico ricerca alcune figure professionali da inserire nel team operativo con possibilità di lavoro part time e telelavoro.

Se condividi i valori e gli obiettivi di PHI Foundation, se ti piace scrivere e gestire piattaforme social, se conosci le logiche della SEO, se possiedi competenza di CRM, se hai dimestichezza con le PR, se hai fantasia e creatività o se hai esperienza come Fundraiser, potresti collaborare con noi ed entrare nel team di PHI Foundation.

Cerchiamo persone dinamiche, intraprendenti, volenterose e capaci, che vogliano imparare un nuovo mestiere, contribuendo con le loro conoscenze al miglioramento collettivo.

Insieme costruiremo una Community dove Volontari, ONP e Donatori possano collaborare e contribuire a migliorare l’ecosistema sociale.

Se ti rispecchi nella nostra filosofia e ritieni di possedere queste qualità allora forse PHI Foundation può diventare anche la tua famiglia.



FUNDRAISER
CROWDFUNDER


Skills:
Esperienza nella raccolta fondi e nel Corporate Fundraising,
ottima conoscenza lingua inglese, familiarità con strumenti web, disponibilità Full Time e Part Time.



CROWDFUNDING
E CRM


Skills:
Maturata esperienza nella gestione piattaforme Crowdfunding, database e software gestionali (CRM), ottima conoscenza lingua inglese, disponibilità Full Time.



SEO – SEM
SPECIALIST


Skills:
Ottima padronanza delle tecniche di scrittura e di posizionamento in logiche SEO, buona conoscenza lingua inglese, disponibilità Full Time e Part Time.



COMMUNITY
MANAGER


Skills:
Conoscenza approfondita della gestione delle piattaforme Social, influencer sui principali social network, buona conoscenza lingua inglese, disponibilità Full Time.



PR
MANAGER


Skills:
Comprovata esperienza maturata nelle relazioni con i media players e nella gestione dei canali social, ottima conoscenza lingua inglese, disponibilità Full Time.



VIDEO
MAKER


Skills:
Buona conoscenza dei tools di video editing e di post produzione, realizzazione di video ripresi ed animati, disponibilità Full Time e Part Time.



SVILUPPATORI
WEB


Skills:
Developer con esperienza nel software orientato al Web, sviluppo Front-End e Back-End, applicazione mobile in linguaggio nativo (IOS – Android), disponibilità Full Time e Part Time.



GRAFICI E
FUMETTISTI


Skills:
Comprovata capacità di realizzazioni di progetti comunicativi sotto forma di disegno o fumetto, grafici web oriented, disponibilità Full Time e Part Time.

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Sebastiano De Falco

Phi Foundation

Fundraiser

Phi Social Innovation Community: Fundraiser

Lavorare nella Social Innovation Community con Phi Foundation, nell’operosità di raccolta fondi (Fundraising), significa svolgere l’attività di Fundraiser, una professione creativa e multitasking oggi sempre più richiesta dal mercato del lavoro, in particolare, nell’area del terzo settore.

Una professione che richiede competenze specifiche in marketing, statistica, economia, giurisprudenza, amministrazione ma anche un estro creativo e artistico, oltre che una grande determinazione.

Fare raccolta fondi (Fundraising) per le organizzazioni non profit significa lavorare per una giusta causa, che appassiona, in cui crediamo e che ci spinge a desiderare di migliorare le cose grazie al piccolo/grande contributo di tante persone.

Non c’è dubbio che il lavoro del Fundraiser porti più che numerose soddisfazioni personali se fatto bene con passione e attraverso metodi e strumenti corretti.

La domanda che sorge spontanea è: Ma il Fundraiser cosa fa esattamente?

Si usa spesso il termine Fundraiser nel gergo comune, per indicare il comunicatore o l’organizzatore di eventi di beneficenza. In realtà il Fundraiser è questo, ma non solo.

È soprattutto un professionista che svolge l’attività con dedizione, che sa comunicare e agire, perché le parole sono pensieri che diventano azioni dirette a costruire qualcosa di utile, azioni dirette ad aiutare gli altri, e per questo IMPORTANTI.

Sei una organizzazione non profit e desideri supporto o vuoi avviare una campagna di raccolta fondi,
chiedi a PHI FOUNDATION (Social Innovation Community).